pilastri, dal che niuno si potrebbe immaginar cosa siano nell'
valadier merita lode non ordinaria per ciò che riguarda i disegni de'monumenti. i
al duomo qualche edificio con quello stile che più ti garba, ma il cui
garba, ma il cui organismo sia tale che sembri come a traforo, con fughe
1-16: altro non vuole dire latitudine, che la distanzia che è dall'equinoziale fino
vuole dire latitudine, che la distanzia che è dall'equinoziale fino al zenitte della regione
nel consiglio grande... quegli cittadini che furono ele- zionati e nominati da quegli
furono ele- zionati e nominati da quegli che furono tratti a elezionare e nominare e'
qual [lettera] contenea in effetto che un suo parente era tratto elezionàrio del capitano
capitano [di norcia], e che egli sperava certamente farlo eleggere.
chiamati al suono della campana grossa, che già era sopra la torre del palazzo
si traevano anche dalla borsa gli elezionari, che occorrevano trarsi per nominare quelli cittadini,
occorrevano trarsi per nominare quelli cittadini, che ad essi elezionari pareva doversi squittinare a
di fuori, o di dentro, che si proponevano al consiglio per doversi eleggere
occorreva. varchi, 18-1-158: in caso che il gonfaloniere morisse,...
rifarne; ciò è... che, sonata la campana col rintocco e raunato
grande sessanta elezionari a sorte di quelli che presenti fussono, e questi nominassero ciascuno
, 2-36: disponeva inoltre la legge, che ogni anno si mandassero nel consiglio grande
papa animoso come giulio o sisto, che avesse petto per deludere gli elezionari e
qual vocabolo fede e diligenza richiede in coloro che provano i cavalieri, lacopone, 88-121
è ch'eo vegna, / si voi che viva e cresca lo suo amore.
dante, par., 32-45: sappi che dal grado in giù che fiede /
: sappi che dal grado in giù che fiede / a mezzo il tratto le due
altrui, con certe condizioni; / che tutti questi son spiriti assolti / prima
si sforza acquistar laude appresso di quelli che ancora sono degni di laude e poco
congiuntissima alla virtù, ed è quella che maggiormente giudica i costumi che non fanno
è quella che maggiormente giudica i costumi che non fanno l'azioni. pare adunche
non fanno l'azioni. pare adunche che ella sia cosa volontaria, ma ella
anzi il volontario la trapassa, conciosia che gli fanciugli e gli animali bruti d'esso
n-iii-816: molte cose sono volontarie, che non sono per elezione, fra le
questa ardente immaginazione e questo cuore, che mi hanno fatto soffrire tanti tormenti.
sua nuova e decorosa opera dagli elementi che la vita aveva in me medesimo accumulati.
elezione, ed andowi in carne, awegna che santo paolo medesimo lo ponga dubitativo se
e niuna altra notabile reliquia in roma fu che essi non vedessero. leggenda di s
, ma una fragranza / del ciel, che dio con sé non ha voluto;
pascoli, i-182: avete forse pensato che chi è stato adottato in una famiglia
ospitato e amato, non è generalmente quello che ricambia con minor affetto l'affetto della
sarà vero, come è vero, che i proverbi non hanno patria,
almeno patria fissa; ma sta di fatto che taluni di essi prendono la cittadinanza d'
prendono la cittadinanza d'elezione, al punto che in quel luogo, regione, provincia
: credevo dicesse la verità quel poeta che dice: dalla fatica nasce il bene.
era così: perché io vedo molti che sono tenuti de'maggiori per una fortunata
sincerissimi artisti fu pure quel vincenzo franceschini che si distinse per la gentilezza della sua
di loro scelgano a sua voglia, / che succeda al magnanimo dudone, / e
. baretti, 2-197: un abate che... si mostra costantemente un poetastro
politica, alla semplice presentazione del prelato che dovrà poi essere nominato dall'autorità ecclesiastica
agli cardinali e a'principi di roma che lo 'mperio di roma fosse alla elezione
: infra l'altre arroganti domande fece chiedere che volea il figliuolo arcivescovo di milano,
il figliuolo arcivescovo di milano, e volea che per decreto e rescritto papale l'elezione
guicciardini, vii-43: a me pare che avendo voi, o per dire meglio
grande la elezione di tutti gli offici, che non si possa aspettarne altro che molti
, che non si possa aspettarne altro che molti errori, perché el popolo non
nomadi, separati in famiglie, fe'sì che isolassero le loro abitazioni ciascheduna con un
. con valore consecutivo: fino al punto che, talmente che, così che.
: fino al punto che, talmente che, così che. leopardi, i-300
punto che, talmente che, così che. leopardi, i-300: poi venendo
capisci ch'è meglio un soldo di meno che un fastidio o una pulce di più
= comp. per giustapposizione da fino2 e che. findóve (fin dove)
al luogo dove, fino al punto che. caro, 6-1198: quest'
fine1, sm. e f. punto che segna il termine (nel tempo)
volgar., i-81: lo savio dice che meglio vale ad accorgersi dinansi che dimandare
dice che meglio vale ad accorgersi dinansi che dimandare consiglio apresso la fine. chiaro
furono diliberate di pregione per lo modo che addietro di loro facemmo menzione, nella
dire. petrarca, 18-7: i', che temo del cor che mi si parte
18-7: i', che temo del cor che mi si parte / e veggio presso
guisa d'orbo, senza luce, / che non sa ove si vada e pur
, 464: io ti annunzio che questo dì è fine del male mio e
: è ragionevole, parlando naturalmente, che tutte quante le cose umane abbiano qualche
ed il mezzo, è di necessità che vengano ancora all'estremo. guarini,
tempo / sì follemente ho pianto / che 'l fin del pianto altro non è che
che 'l fin del pianto altro non è che pianto, / deh dammi ornai,
l'autorità e dottrina dei pitagorici, che dicono, che tutte le cose son determinate
dottrina dei pitagorici, che dicono, che tutte le cose son determinate da tre
tre, principio, mezzo e fine, che è il numero del tutto? loredano
è giunto, / nobiluomini, il dì che statuito / fu a risolver da voi
di picioli in fiorini d'oro per quello che varrano comunemente a le tavole. dante
e oltre, infino al fine / che i tre e tre pugnar per lui ancora
, iii-348: così ancora vi dico che io vi arei già rivelato di molte
essersi biastem- mato il nome di dio che laudato. a. f. doni,
fine ornai di quel piovoso inverno, / che fea l'arme cessar, lunge non
riputò meglio attenersi agli anni di cristo che a quelli del giubileo ebraico, onde
tua pratica abominevole, nata dal calcolo che il centesimo di tutti i giorni fa
il corpo. carducci, iii-12-18: forse che non errerebbe chi la reputasse non
del duecento o almeno opera di tale che avesse preso arte e dottrina alla scuola
almeno vi pago e vi restituisco quel che è rimasto: tanto, alla fine del
-fin di secolo: di cosa che vigeva negli ultimi anni del secolo (
alvaro, 7-26: l'uomo giovane che si vede ancora in qualche vecchia fotografia
e del cinema fine di secolo, che pare truccato, con quei baffi, e
3. punto, linea o superfìcie che delimita nello spazio, rispettivamente, una
dante, inf., 17-6: accennolle che venisse a proda, / vicino al
ignoto a questa gente, / alto, che giunge in fine al primo cielo,
tanto discorso mi fa cotanto di larghezza, che mi farà cotanto di lontano? e
farà cotanto di lontano? e quello che ne viene è l'ampio del monte
ha tutte le sue parti sì uniformi, che non si può assignare in lui né
né sotto, né innanzi né dietro, che sono le sei posizioni del luogo.
come uno stanzolino per riposare alquanto, che ve n'è bisogno. forteguerri, 28-101
scala trova... lunga sì che arrivi / in fin del fosso. leopardi
annerita dal fumo e il fondo buio che non se ne vedeva la fine, sembrava
una caserma. -ant. elemento decorativo che corona le parti terminali (di un
finimento questa opera una cornice varia, che risaltava, come disotto, per tutto
universale natura, e però è da sapere che più ampi sono li termini de lo
li termini de lo 'ngegno a pensare, che a parlare, e più ampi a
, e più ampi a parlare, che ad accennare. simintendi, 1-207:
generale fecero inquisizione verso di quelli tutti che avessero congiurato contra il popolo romano per
non rifiutando il dittatore il carico, dicendo che il suo potere non aveva fine in
fare questioni. guicciardini, 132: che mi rilieva me che colui che mi offende
, 132: che mi rilieva me che colui che mi offende lo facci per
132: che mi rilieva me che colui che mi offende lo facci per ignoranza e
angusto e breve; / perch'è ragion che sì pietosa abbiate, / com'io
ardii scrivere una tragedia sopra un soggetto che fu già toccato da crébillon e dal
co chelle terre, per chelle fini che qui contene, trenta anni le possette parte
lato del ponente, è quella medesima che d'europa, cioè la faccia del
molto il lor bello e adorno sito, che non sieno rustichi campicelli, ma gran
quantità in uno sanza intervallo, e che abbia diritto i suoi fini ovvero estremitadi.
tolta. vendramin, lii-n-132: pare che questi romori tra svizzeri e il signor
: dell'altre due [zone], che pur al sole vicine, ma poste
da noi abitata, l'altra da'popoli che nelle isole albergano ritrovate novellamente.
; e farolla come pianto d'uomo che non abbia più figliuoli, e li
3-284: però tra gli divini discorsi troviamo che è detto stabile in eterno e velocissimo
è detto stabile in eterno e velocissimo che discorre da fine a fine. mamiani
il voto e indegno / d'uom che sui fini estremi erra del tempo.
è, non ha quantità determinata, che tu possa dire, il nulla è
/ è corto recettacolo a quel bene / che non ha fine e sé con sè
ed ella contenuta ragion vede, / sì che aver fine il cielo non s'awera
per fare aiuto al tempio di salamone che voleva rifare. -traguardo, mèta
natura / mise tutta misura, / for che termin di morte corporale. testi fiorentini
anche ordinaro e fermaro... che tutti coloro li quali vengono a dire,
e ala gloriosa vergine madonna santa maria, che ne conceda e doni grazia che possiamo
, che ne conceda e doni grazia che possiamo perseverare in bene e fare verace
un poco e mo 'l pòi scire / che ne pòi d'esto podire ne la
l'anima] / contemplando la fine che l'aspetta. ugurgieri, i-575: narra
orlando tutto consolato / del dolce fin che spinellone ha fatto. boiardo, canz.
lingua potria dir mai le ruine / che per te già son state, e
morte durerà 10 strazio / di ricordare che non ti ho salvato. / io scontai
, purg., 4-132: prima convien che tanto il ciel m'aggiri / di
in prima non m'aita, / che surga su di cor che in grazia
aita, / che surga su di cor che in grazia viva: / l'altra
in grazia viva: / l'altra che vai, che in ciel non è udita
viva: / l'altra che vai, che in ciel non è udita? possavanti,
, 21: dicono i santi, che dio sottrae spesse volte la grazia sua
la grazia sua nella fine a molti, che la rifiutarono quan- d'erano vivi e
questo mondo, tenne sì fatta vita, che alla sua fine egli ebbe il merito
ma questo almeno non ti voglio tacere che la santa mamma à largamente con affetto
mamma à largamente con affetto dimostratomi quel che al felicissimo suo fine con efficaci parole
promisse, cioè di più aiutarci poi che prima. marino, 2-165: natura,
. marino, 2-165: natura, che per te fia maledetta, / t'aborrirà
e con affanno, / e farà che nel fine albergo e fossa / neghi a
glorio del- l'avergli dato, quale che fosse, l'opera mia.
quali tutti quanti congregati aspettavano e credevano che costui, lo quale riputavano santissimo,
. bibbia volgar., v-704: colui che non ha pietade nel suo cuore d'
altrui disavventura e d'altrui peccato, che giudica e a lui non tiene, e'
, e'non si guarda già pure che gli possa bene avvenire a tale cosa,
cosa, o a peggiore, innanzi che vegna alla fine. velluti, 87:
per la lunga e aspra penitenza, che poco potea operare se non collo spirito
assai maggiore male di me, e che gli stava in fine di morte. alfieri
: perché bisogna disporlo ai sacramenti, che è in fine. nieri, 309:
e in valdamo e in città assai, che oggi sono popolari e quasi venuti a
morte onorevole. petrarca, 140-14: che poss'io far, temendo il mio
davanzati, i-415: seguendo que'saggi che gli omaron la vita, facesse un
quando stae in orazione, non prieghi che cristo le mantegna lo colore dello viso,
... di fare buona fine e che le dia paradiso nell'altra vita.
santa chiesa e scomunicato, sempre pare che faccia mala fine. capitoli della compagnia della
livio volgar., 5-175: come parve che la forza del morbo non lo avesse
ma soltanto infiacchitogli le membra; lasciatolo che curasse la sua infermità, egli ad
mai scritto, un libro di quelli che si potrebbero scrivere in fin di vita e
non rimarrà poi gente in soria, che tutto fia dei saracini, onde egli monteranno
caduti a un tempo presso al pastore che uno il trae di se stesso e
.. da centocinquant'anni non si ricordava che sorto ne fosse fuorch'uno, di
d'ordinario una casa non è fabbricata che per 99 anni. se sopravvive a questo
è edificata. accade dunque di rado che giungano a una gran longevità, ma
insegna vera storia / al mondo illuso che corre alla fine: / la volontà
un teatro prevalentemente lascivo e scurrile più che tutte le altre forme d'arte..
e trasformazione di tutto il creato, che si verificherà, secondo la religione cristiana
giudizio egli non pensava mai: non che prossima, ma neanche prevedibile e pre-
, una sciagura, un rivolgimento sociale che, per il modo straordinario e catastrofico
esce un po'di sole: speriamo che il tempo si rimetta, e non
, e non ricominci da capo, che ieri pareva la fin del mondo.
10- 122: se poi è che non ha fiducia... del sottoscritto
/ la fine d'ogne cosa / che tutto l'altro fatto. guittone, i-5-42
meco a corpo a corpo, acciò che la fine della nostra battaglia mostri qual
bere: o buon principio, / a che vii fine convien che tu caschi!
, / a che vii fine convien che tu caschi! g. villani, 10-169
se prima non si vede la fine, che sovente riescono l'imprese ad altro segno
sovente riescono l'imprese ad altro segno che non sono cominciate. niccolò del rosso
danno. bibbia volgar., x-38: che frutto traeste dai peccati, dei quali
le ginocchia de la mente inchine / prego che sia mia scorta, / e la
, ma la fine è lodata secondo che sèguita. pulci, 19-26: or
. foscolo, 1-26: de'delitti che medita colui / non vedrà il fine,
, per quanto stesse attenta ai dolori che da un'ora si facevano più frequenti
cosa di sapere la via dell'uomo, che lascia la via di veritade e mettesi
quando l'uomo vede uno fanciullo, che niuno non puote sapere che fine averà
fanciullo, che niuno non puote sapere che fine averà. seneca volgar., 2-67
, iv-1-55: nel leggere le rime che questo o quel dotto ingegno ha composto
il cui fine si dee invidiare da che è cantato dal bembo, come per
. boito, iv-112: vedi bestia che è l'uomo! amando le montagne e
affezione a producere la creatura spirituale, che la presenzia d'alquanti che a malo
spirituale, che la presenzia d'alquanti che a malo fine doveano venire non dovea né
uno amore, non da altra noia che di sospiri e d'una brieve paura con
della provincia, e tutta la soldatesca che era nei presidi vicini. redi,
mille e mille / palesi danni: che a buon fin (purtroppo!)
della porta, 1-123: aver- tite che, quando la trappola è ben inventata e
, 1-193: pregava dolcemente gli dei, che li guardassero e salvassero, e concedessero
fine, / carpalio figliuol mio, che tu e melidia / già tanto tempo
ed ai disiri vostri, / vuo'che lasciamo di servir più in oltre.
: ma s'è maritata, come dice che ha confidato questi illeciti amori alla cognata
amori alla cognata,... e che ella darà mano al felice esito de'
testo procede tulio a dimostrare ordinatamente ciò che elli avea promesso nella fine del prolago
meglio è lo fine della orazione, che il principio. anighetto, 253:
dico per fine del principiato ragionamento nostro che conoscere iddio è via perfetta a salire
stesse serenissime muse, ad ognun fece fede che allora affatto si perdette la razza degli
fine. s. maffei, 5-2-302: che quella parte fosse veramente tenuta per rezia
: la sconsolata donna, veg- gendo che pure a crudel fine riuscivano le parole dello
il piede / i tragici coturni, avvien che sempre / abbia la scena sanguinoso fine
dalle digressioni filosofiche? attenti dunque, che vengo al fine della mia storiella.
non può e non deve essere altro che il vario svolgersi di questo disegno e le
giraldi cinzio, xxi-1-1024: si dee intendere che sarà mescolata una materia tragica con fine
nei drammi e nei romanzi far sì che la virtù trionfi sul vizio e venga premiata
di una pellicola cinematografica, per significare che l'opera o lo spettacolo è terminato
la sua fine a tutte le parti che sono scoperte, cioè ignude, e'si
opera sì unitamente dipinta e condotta, che ella pare fatta in un giorno,
giorno, e con quella fine, che mai minio nessuno si condusse talmente.
, 2-89 (457): con tutto che questa opera ci paia molto bella,
anche a piacere ai populi; sì che, benvenuto mio, innanzi che tu gli
; sì che, benvenuto mio, innanzi che tu gli dia la ultima sua fine
dia la ultima sua fine io vorrei che per amore mio tu aprissi un poco
alla mia piazza, per vedere quel che ne dicie 'l popolo. 11
a ser iacopo doni per una fine che ne fede. libro della tavola di
ne fu molto corrucciato, per ciò che li onori di cesare non li piacevano,
cesare non li piacevano, per ciò che cesare l'avea condemnato per uno suo debitore
l'avea condemnato per uno suo debitore che piso avea battuto, al quale cesare fece
a sopradetti. sacchetti, 52-9: sentendo che un giovane 11 volea far pigliare per
fame fine, e per tanto vi prego che mi aviziate se volendone alargare la mano
mercato costì, avesse buono dilivro e che pregio pensaste averne. macinghi strozzi,
strozzi, 1-241: io non so che avermivi a ricordare, se none la
filiale dei medici, 23: ricordarvisi che... metiate fine a le
. genovesi, 3-351: è detto che la parola finanza venga da 'fine
indicare l'annullamento dell'accreditamento nel caso che la partita non sia incassata. 13
lo più sm. scopo, ideale, che viene assunto dall'uomo come termine ultimo
la necessità de la umana civilitade, che a uno fine è ordinata, cioè a
savonarola, ii-83: intra le condizioni che debbe avere uno uomo savio una e la
mira il legislatore, e non quello che per accidente segue. campanella, i-io:
fine, così è gran parola, che non dovrebbe mai aver fine in noi
essi, né far divenir fine ciò che dee essere mezzo e strumento. rosmini,
fine è quello dell'intenzione, dello scopo che si propone nel suo operare un essere
. mazzini, i-644: ogni uomo che senta l'importanza del mezzo e del
relativi e si trasformano, sono la parte che muore: i fini rimangono eterni.
carducci, 603: oh, quel che amai, quel che sognai, fu
: oh, quel che amai, quel che sognai, fu in vano; /
è un fatto, ma un'idea che si realizza attraverso i fatti. -in
bruno, 3-231: causa chiami quella che concorre alla produzione delle cose esteriormente,
fine, dà ancora tutte quelle potenze che sono necessarie per ottenerlo. muratori,
osservazioni, scorge nell'uomo, al pari che negli altri esseri animati, il fine
individui e della riproduzione loro. -persona che è l'oggetto in cui si accentrano
a quei nostri savi della grecia, che l'uomo è il più perfetto e il
più perfetto e il più nobile animale che si ritrovi in questo universo, anzi
giordano, 3-210: dicono i savi, che quegli ch'è principio di tutte le
di tutte le cose, però conviene che egli sia il fine di tutte. possavanti
svenò ed aperse il corpo suo, che da ogni parte versava abbondanza di sangue,
, con tanto fuoco d'amore, che ogni durezza di cuore si dovrebbe dissolvere
, 8-i-156: l'uomo spirituale, che è in grazia di dio, e è
ancora depende quella pietà verso dio, che è debita a tutti, e massimamente
terzo [moto] è circolar, che ovunque gira / l'anima, sempre a
mezzo delle proprie voglie lo spirito, che dev'essere fine. -filos.
quattro cause de le cose naturali, che sono la materiale, la formale e
la formale e la causa agente, che fa o muove la cosa, e la
cosa, e la causa finale, che è il fine che muove l'agente a
causa finale, che è il fine che muove l'agente a fare, di tutte
la più bassa, la formale è meglio che la materiale, e l'agente è
la speculazione etica degli antichi si può dire che si aggiri intorno a questa ricerca:
3-9 (360): ma pur pensando che onesta cosa era il dare opera che
che onesta cosa era il dare opera che la buona donna riavesse il suo marito
buona donna riavesse il suo marito e che essa ad onesto fine a far ciò si
plebe] piuttosto a fine di speranza che per meriti. seneca volgar.,
seneca volgar., 2-145: colui che dà beneficio e adopera secondo il proposito
: il governatore di bologna mi scrive che gli imperiali avevano mandato per guido vaina
i-265: pregò epicle... che venisse a sonare in casa sua, non
in casa sua, non ad altro fine che molti, per voglia di sentirlo,
son valentuomini, i quali essendo certi che quel che fanno fanno al buon fine
, i quali essendo certi che quel che fanno fanno al buon fine, ancor
fanno fanno al buon fine, ancor che nel principio così non apparisca, paghi
infamia. nievo, 1-327: le traversie che nondimeno fossero per incoglierci noi le terremo
di, per fine di, a fine che: perché, per, affinché,
tolse per moglie bartolomeo, a fine che quella eredità non uscisse di casa nostra
alardo si affrontò con sinodoro, / che molto danneggiava i suoi compagni, / a
lalli, 1-5-17: poscia a fin che la puzza e 'l gran fetore / di
croce, h-5-337: dell'allegoria, che vuol prendere il posto della poesia, il
dovila, 137: dipoi aveva procurato che il carico dell'esercito fosse dato al
duca d'angiò, per esser sicura che gli interessi privati non impedissero il fine pubblico
. carducci, ii-2-130: voglio credere che d'uomini beneficanti volentieri altrui senza fini secondi
velenoso. ho bisogno di esser convinto che mi amiate per me, senza secondi fini
per me, senza secondi fini, e che mi sacrifichiate tutto... tutto
ii2- 72: una pietà vera, che non nasconda secondi fini, può essere
-fine a se stesso: ciò che ha in sé la ragione suprema del
era ristrumento della patria o, ciò che è peggio, dello stato. linati,
nel raggiungimento di un titolo di studio che dia accesso a una qualunque carriera.
accesso a una qualunque carriera. si noti che questo fenomeno accade proprio nella regione d'
, 1-ii-117: se io avessi creduto, che questa fusse stata trama ordinata da voi
. machiavelli, 11-3-396: e1 predicatore che ha predicato questa quaresima in pisa,
libro in mano. 15. ciò che si intende attuare; intenzione, disegno
non ha avertito particularmente a tutto quello che bisognava. della casa, 735: con
liberamente li rispose esser siciliano; e che del suo patrimonio avendo fabbricate e poste
guadagnare. dovila, 559: vedendo che non si poteva più ritardare di soccorrere
, 5-77: non crediate però, che i paladini / si credessero psiche esser costei
ecc. giamboni, 170: voglio che mi dichi quale fue la cagione per
uomo e la femmina, e a che fine volle che l'uno e l'altra
femmina, e a che fine volle che l'uno e l'altra venisse. dante
frezzi, iv-10-115: ogni voler, che da casa si parte / per voler
apollo ovver di marte, / convien che sia ingegnoso e che festini / e
marte, / convien che sia ingegnoso e che festini / e che la possa e
sia ingegnoso e che festini / e che la possa e che li modi trovi /
festini / e che la possa e che li modi trovi / che al proposto fin
la possa e che li modi trovi / che al proposto fin ben si cammini.
4-1: di fuori s'insegna dimostrando che è rettorica e di che generazione, e
insegna dimostrando che è rettorica e di che generazione, e quale sua materia e
e morale, no è già altro che dipartire da male e venire a bene.
sì come vedemo in una nave, che diversi offici e diversi fini di quella a
operazione nel proprio fine, così è uno che tutti questi fini considera, e ordina
, i-5: adunque è da vedere che cosa è amore, onde sia detto,
. castiglione, 369: la ostinazione che tende a fine virtuoso si dee chiamar
. tasso, 12-385: concedo io quel che vero stimo e che molti negarebbono;
concedo io quel che vero stimo e che molti negarebbono; cioè che 'l diletto sia
stimo e che molti negarebbono; cioè che 'l diletto sia il fine della poesia
cesarotti, i-58: tutto ciò dunque che genera oscurità, imbarazzo ed equivoco si oppone
estetico sull'opera d'arte non ha che vedere con quello sulla moralità dell'artista
pura contemplazione teoretica. gentile, 3-276: che l'arte non possa avere un fine
: alla fine conclude tulio e dice che rettorica è parte della civile scienzia. mazzeo
, 14-13: però dolenti, anzi che sian venute / l'ore del pianto,
venute / l'ore del pianto, che son già vicine, / prendete [occhi
, / e tanto fece al fin, che l'ebbe armato / de insegne contrafatte
essere fiscale, e fare tutte quelle cose che si possano fare per avere danari.
questo, non vi venne in mente che alla fine avevate un superiore? d'annunzio
la sua propria; in una solitudine che è fatta ricca di tutte le avventure
. grazzini, 4-38: vedi, che nella fin del giuoco rimarrem poi gli
tempo al suo nuovo genio, rispondeva che, alla fin de'conti, nessuno
le mani nei capelli e non capiva che piega potesse prendere uno sconvolgimento di quelle
sconvolgimento di quelle dimensioni: non pensava che alla fin dei conti c'era in fondo
fine rimoviamo. firenzuola, 750: che vi date voi ad intendere ch'i'
ch'i'sia alla fine delle fini, che non mi avete mai più visto?
doni, 94: io son di parere che si faccino di nuovo di terra,
pigliamo un granchio a impacciarci con sassi che alla fine alla fine costoro son tanto
fine alla fine costoro son tanto duri che tutto il giorno ci spezzeranno la testa.
fin fin vi sono certi momenti, / che la femmina è tua, se tu
più bisogno lui della nostra protezione, che voi della sua condiscendenza. [ediz
più bisogno egli della nostra protezione, che voi della sua condiscendenza]. settembrini
. carducci, iii-24-186: se non che il chierichino in fine in fine è un
perché siete voi, è perché penso che, alla fin delle fini, fra
uscii dalla camera, lasciandovi una donna che anche lei avevo dimenticato come fosse fatta,
aveva dato una volta e il gelo che mi comunicava quella notte me la rendevano
ritirati ne la capanna, per lo impaccio che gli dava il sole, non so
di quella di veienta non sapea l'uomo che fine dovessero avere. sarpi, i-1-218
altro da quello ove sono inviati, che non ardisco promettermi niente. forteguerri,
la credo ferita mortalmente; tengo per fermo che giove, marte e venere, faranno
marte e venere, faranno la fine, che hanno fatta arlecchino, brighella, e
collodi, 54: pinocchio, vedendo che le fiamme salivano sempre più, e
sposa, ogni contatto con un uomo che non è suo marito desta sospetto e provoca
5-74: e la piccola, santina, che fine ha fatto? -giungere,
a fine. morando, iii-229: or che più bramo? ahi, che non
: or che più bramo? ahi, che non giunge a fine / il desio
grazzini, 4-139: in buona fine, che io son carica da maladetto senno.
poco tu, disse alla fanciulla, che compagnia stanotte t'ha fatto nencio? -
egli non è uscito punto di quello che egli vi promesse; tantoché io me ne
il fine: a esprimere la convinzione che il risultato di una certa azione sarà totalmente
m. cecchi, 362: voi volete che e'dia o in qualche sucida /
e'dia o in qualche sucida / che ce lo storpi, o in qualche sgherro
ce lo storpi, o in qualche sgherro che ce lo / svii? tirate innanzi
il tempo di distruggerli, da poi che più non hanno il loro principe né aiutatori
, 207- 77: o di che vaga luce / al cor mi nacque la
/ onde l'annoda e preme / quella che con tua forza al fin mi mena
dall'altra i loro mariti, acciò che i suoceri e i generi non si uccidessero
. segni, 3: quei cittadini, che un mese innanzi avevano romoreggiato in firenze
] non hae né fine né fondo: che ciascuno è un mare: e se
giovanni, i-107: era tanto ricco, che le ricchezze non avevano fine né fondo
., i-197: di ciascuna cosa, che tu vogli dire o fare, addomanda
è a non far la cosa, che cominciarla, se ne potesse uscir mala
cotal dolce tra vergogna e doglia / che, se ben miri, è corno
25-31: dice 'l mio aristotile, / che in ogni azione si attenda al fine
mi desse sempre ognedì uno danaio piccolo che s'egli mi desse a un tratto tutt'
/ in questo miro e angelico tempio / che solo amore e luce ha per confine
di sydrac, 81: la seconda volta che il figliuolo verrà per noi giudicare,
eterna, nella compagnia degli angioli, che mai non averà fine. m. villani
5-27: per divino giudicio spesso avviene che le tirannie prendono termine e fine per
quelle cerimonie funebri canta certi versi, che non sono intesi dalla turba de'circostanti,
, per mostrare con quel giro, che l'anima del morto non ha avuto
b. croce, iii-22-250: lotta che mai non giunge a fine.
: né qui finisce limale; / che le rimette [l'ale] e di
. savonarola, 7-ii-114: sono alcuni che vogliono diventare in un tratto contemplativi e
, conv., i-v-4: quella cosa che più adorna e commenda l'umana operazione
e commenda l'umana operazione, e che più dirittamente a buon fine la mena
sì è l'abito di quelle disposizioni che sono ordinate a lo inteso fine. livio
errava ne'mezzi, più per altrui inganno che per sua propria colpa, piacque a
. poco fallì, ciò disse lucano, che loro discordia non mise la guerra di
guerra di cesare a fine; ciò che fede né pietà non potè fare. petrarca
fare. petrarca, 366-103: quel che non potea / far altri, è nulla
e non passar più avanti di quello che si abbia fatto. casti, ii-5-48
: aronne, meno bimbo di tutti, che, se non altro, non era
non era mai stato gratuitamente malvagio, e che or sorrideva con tacito naso ai lor
, ci diede fine, osservando, che, se diverse le vie, la meta
dalle nevi e dai ghiacci, tanto che solo adesso i nuovi cimiteri hanno posto fine
di conservare sotto neve i morti prima che il disgelo consentisse il trasporto.
volgar., v-698: i pensieri, che sono tratti a fine per buono consiglio
, le cose di grecia, ancora che inclinate sieno, nella dignità prima restituire.
uscire di casa, e venire qua; che, se n'averai voglia, con
e trarre a fine tutte le faccende che ti restano a fare, acciò che
che ti restano a fare, acciò che, sciolto, possa seguire in tutto cristo
: sandrino con la sua furberia so che tirerà a fine ciò che ha da fare
furberia so che tirerà a fine ciò che ha da fare con giubilea e quanto
. leopardi, i-72: si suol dire che la resistenza stimola e dà forze di
compire, e condurre a fine quello che si è tentato. pisacane, iii-90:
, se conoscessono piacere alla femmina quello che piace all'uomo, ed e converso;
bibbia volgar., v-706: quello che niente vuole fare e che non ha
: quello che niente vuole fare e che non ha che perdere non è maraviglia già
niente vuole fare e che non ha che perdere non è maraviglia già se sarae a
fine; ché uomo ozioso e povero che tosto s'abbandona a fare follia.
. carducci, ii-1-170: è impossibile che tu falli a buon fine, perché
poi si cominciò e fece uno ponte che si chiama il ponte alla carraia. guido
guido da pisa, 2-16: fatto che ebbe ilioneo fine al suo parlare, la
la fine alle tentazioni di coloro, che veramente sono figliuoli, non toglie da loro
parla al libro suo, imponendogli in che abito, e quando e a cui
ha a costar un poco di cinguettare, che sarà dell'altre dottrine? questo è
altre dottrine? questo è un mare che non ha né fine né fondo;
e noi avremo prima i capelli canuti, che sappiamo un'acca. -per fine
. -per fine: di contratto che viene liquidato alla fine del mese,
. -per fine corrente: per indicare che la liquidazione deve avvenire al termine del
vi-1-86: a lui particolarmente ha commesso che ne preghi la republica, accertandola che
che ne preghi la republica, accertandola che tutto quello che a lei pareva fare
la republica, accertandola che tutto quello che a lei pareva fare per metter fine
di non dire se non questo, che è cosa molto notabile. -porre
1-102: l'indifferenza del mastiani dimostrava che l'operazione era di pratica generale per gli
perché costoro ancora dicono... che tre cantoni ne danno loro ottomila.
fra giordano, 3-14: accine tanti, che sanza fine, a colpa de'loro
colpa de'loro padri e madri, che non gli gastigano, e non hanno
. petrarca, 366-38: fammi, che puoi, de la sua grazia degno,
tra gli mali uomini, sappia bene che le sue letizie dureranno sanza fine. caro
aggiungendo senza fin) gli chiede / che con la donna solo il lasci gire.
rupi, diverse da ogni ricordo, che precipitavano senza fine verso maree di foreste
sono pericolosi e dannosi; el male che di loro esce è sanza fine.
sapienzia, della quale niuno n'ha tanta che non abbia bisogno di cercarla d'altrui
lo santo spirito, in tale modo che queste tre persone sono una sustanza e
capellano volgar., i-67: pare che per tue parole tu cerchi d'essere amato
intenerir cuori di belve, i e che pianto ben merta, e senza fine.
fine, / grido torbido e alato / che la luce quando muore trattiene.
completamente. guittone, i-9-66: quanti che la coltano e la fan grande e
fatica e frutto! e quanti sono che coltano fin a fine, ma non
noi la davamo al fuoco, essendo certi che ne avrebbe più danno fatto che onore
certi che ne avrebbe più danno fatto che onore, o tanto le tomavam sopra
onore, o tanto le tomavam sopra che venisse perfetta e sino al fine leggiadra.
. varchi, v-57: d'uno che favella favella, e favellando favellando,
riesci carne grassa: io / vorrei che tu toccassi due parole / della fine.
-la fine si è questa, / che la cosa è condotta allo scorcio.
/ e la colpa è di tal che non ha cura. -trovar fine
modo iddio. -venire a fine che (seguito da prop. consecutiva):
le cose altrui; ché, se non che costui morì da ivi a poco tempo
a poco tempo, e'venia a fine che avrebbe vituperato sé e tutta la sua
g. morelli, 130: awenia che in firenze erano assai divisioni e discordie
mi ha colpito la fantasia, questo libro che volge al fine, incomincerebbe appena.
una specie di profezia di una cosa che finirà poco bene. -la fine
ser giovanni, i-274: ci pare che i fiorentini sempre abbiano avuto il torto
. l'opera loda il fine; che eglino son pur soggetti a lor dispetto.
. luca pulci, 1-3-10: forse che i fiori ancor faranno frutto / a
: ben disse il vero colui, che disse: la vita il fine, il
né van distinti i mezzi, / che l'opra loda il fine.
accostavano finis a funis (la 'corda'che segnava il 'limite'); cfr. isidoro
agg. (superi, finissimo). che ha diametro o spessore molto piccolo,
erba, tanto fini e sottili, che senza vederle non si potrebbe credere. l
, i-128: certi palloncini, / che soffiando si fan n'un certo unguento
e di sapon tenero sì fini, / che il lor dintorno par fatto di vento
xxx-1-176: né di bue le riman fuor che la pelle, / che disciolta e
le riman fuor che la pelle, / che disciolta e finissima dal vago / collo
: né i fili del canape cred'io che possano mai filarsi sì sottilmente, né
: un piccolo rumore, un ramo che si spezza e cade, urtando sulle
unione d'una ben avveduta sapienza, che collegandosi co'primi ed occulti principii di
solo filo fino e forte, non feci che imbrattar carta inutilmente. gobetti, ii-36
delle righe spettrali molto sottili e vicine che costituiscono un doppietto, un tripletto o
generale, un multipletto. 2. che è costituito dall'agglomerazione di particelle molto
bontà della rena è da sapere, che quella... che, versata in
da sapere, che quella... che, versata in candido panno e scossane
] oscuro non procede da altro, che dall'essersi spianata una finissima grana,
dall'essersi spianata una finissima grana, che faceva la superficie dell'argento scabrosa,
argento scabrosa, e però tale, che rifletteva il lume verso tutte le parti
rotonda grana fina, / lieve sì che repentina / fugge 'l tatto de le dita
tutta fina e ben bruciata dalla lava che si sarebbe impastata colle mani e dovea
dalla valle una nebbiarella fina e gelata, che pareva tagliasse il viso. moravia,
finissime in punta, da far imaginare che servissero a fissar veli. pea, 7-428
soldati, i-218: è la prima volta che ci ritroviamo, dopo tanti anni.
lamentino, ma un lamento fino, sottile che strappava il cuore. 4
ebbe tanta forza e fu sì fina che tutti i paladin prese in arcione,
paladin prese in arcione, / salvo che orlando, di virtù divina, / e
, 4-16: il lupo (ancor che fosse de'fini), non pescando tanto
, 135: e'non vi parrebbe possibile che e'fusse sì cattivello come egli è
conversazioni di que'cortiggiani più fini, che tu conosci di quei pesamondi, di
mira se danno segno verun di credere che dio debba far loro bene nel bene
di razza acuta e fina, / che di malizia agli otto gradi siete, /
baldini, 5-221: da quella fina montanara che è, marcolfa possiede d'istinto le
è, marcolfa possiede d'istinto le convenienze che si richiedono da una sua pari nella
f. corsini, 2-39: dicevano che... sotto quella gentilezza di
estens. pensato, escogitato astutamente; che dimostra o muove da sottile astuzia, da
della fortuna per tormentarmi e così fine che né anco ora... non so
, ella essere una fine simulazione, che nascondesse fellonia e tradimento. moneti,
oggi per mezzo dell'ipocrisia, / che mostra il cielo, e dell'inferno
è via. goldoni, iv-445: dicesi che corallina parla più che da serva,
iv-445: dicesi che corallina parla più che da serva, ed opera con troppo ingegno
ch'io leggessi mai, a vedere che operano come gli asini, senza mai volersi
del tumulto, leggermente e da uomo che ha già messo riparo a tutto; fece
riparo a tutto; fece quel fracasso che sapete a proposito di renzo. gobetti,
, ii-100: furono alcuni prencipi grandi che apertamente si risero della novità tentata dal
odorato finissimo, e questo tanto nel buono che nel cattivo; ma altro è il
, è cosa di finissimo conoscimento, che può solo inspirarsi dal gusto inter
indovinati. moravia, xiii-45: credevi che non avessi inteso; ma ho l'udito
aveva sentito. -per estens. che dimostra finezza d'ingegno, che muove
. che dimostra finezza d'ingegno, che muove da perspicacia; pungente; che coglie
che muove da perspicacia; pungente; che coglie con sottigliezza (e anche con
così fine ed assiomi così politiconi, che gli è riuscito di farsi elegger censore
giannone, 1-v-39: il re filippo, che nella scelta de'ministri mostrò sempre un
celebrare fino al cielo componimenti tali, che se fossero stati posti all'esame di una
, ii-42: com'era intelligente e che cose fini gli aveva dette su santa
lentino ». guittone, i-36-75: o che doglioso è, frate, vedere saggi
luogo, ne le coste d'un monte che si chiama falterona, in toscana,
santalene d'argento finissimo vi trovò, che forse più di dumilia anni l'aveano
, / fresco smeraldo in l'ora che si fiacca, / da l'erba e
un grandissimo vaso d'oro fine, che tiene come una gran botte, pieno
caro, 16-16: eravi amor, che l'alme incende e 'mpiega, /
3-123: non c'era ormai dubbio che le borchie fossero d'oro fino, o
le borchie fossero d'oro fino, o che le pietre dell'elsa fossero topazi e
latini, i-252: tanto vi diragio / che troppo era gran festa / lo capei
dela testa, / sì ch'io credea che 'l crino / fosse d'un oro
fino, / ma un non so che divino gl'incolora, / qual suole aver
sole. fogazzaro, 1-57: si capisce che nel suo silenzio di caprera ha fatto
poco a poco liberando addosso ai veneti che lo pigliano per oro fino, almeno il
. la parte di metallo prezioso puro che entra nella costituzione di una lega. -anche
: egli è da riflettersi dunque, che pesando il ducato di napoli trappesi 24
480: per servirmi di una metàfora, che, a volta sua, può veramente
in campo de finissimo azuro una mano che salava uno capo d'aglio in uno saliero
, disopra il scudo, uno sole che solenizava tutto il campo azuro, e
moderno, / ben v'ha tal, che porla col legno e 'l lino /
sole. alfieri, 8-339: e so che cappe tinte in rosso fino /.
fine. deledda, i-149: speriamo che il tempo si rimetta: così ci
vostro più leale e fino, / che non è a suo segnore l'asses-
segnore, / s'eo dico cosa che vi sia a pesanza, / ché sofferir
chieder, convien ti membri, / che metta cuor e membri / per te,
128: l'ora tardi mi pare che sia / che fino amore a vostro cor
ora tardi mi pare che sia / che fino amore a vostro cor mi manda.
lentini, 39: non mi porta -amor che porta / e tira ogne frino;
; / e non corre, - sì che scorre: / pur'amore fino.
. cielo d'alcamo, 138: sazzo che m'ami, amoti di core paladino
lo ma- tino. / se ciò che dico faciemi, / di bon core t'
avete d'ogne canto, / che voi corona e manto / portate di
. compagni, ix-285: donzello, che fin pregio aver ispera, / prime-
: tutto dimenticava per lo fino amore, che egli aveva di nostro signore gesù cristo
aveva di nostro signore gesù cristo, che il guardava d'ogni ingombrio. lorenzo
fino / s'innamorò, ch'i'vo'che voi sappiate. s. bargagli,
, 64: questi i rimeriti sono che mi rendete del mio grande e sì
xix-4-821: diciamo fino e gentile ciò che riguarda la mente; delicato e voluttuoso
la mente; delicato e voluttuoso ciò che va al cuore. borsieri, conc.
a una tale altezza, dice lui, che non la posson raggiungere neppur col pensiero
i-432: v'è ginevra la reina / che fu dea di fino amore. alvaro
amo, un delfino ed un core, che disciferato vuol dire: amo del fino
saldo, duro, di ottima tempra; che resiste ai colpi (acciaio, armi
egli è d'acciaio fino, / che fu d'almone nobil saracino. boiardo,
boiardo, 1-21-30: il giovanetto, che avea tanta possa, / ed è guarnito
. bellini, i-151: veggendo roba, che possiedi / intendan quanto sia tua lama
, 8-22: tempra non sosterrebbe, ancor che fina / fosse e d'acciaio no
forteguerri, 22-74: avrà lirina, / che sì del nostro affanno si compiace,
si compiace, / pena in veder di che tempra fina / sieno i cor nostri
/ l'acciaio e l'oro non sanno che sia / il disfiorire. ma voi
, e 'l vago lino / scorciò che nascondea la neve pura, / onde implicato
implicato in un cerchietto fino, / che con mista di gemme aurea scultura /
/ generoso lieo spumante brilla, / che 'n tazza di finissimo lavoro / con
straordinaria abilità, di consumata esperienza; che si avvale di una tecnica, di
vi-1-132 (9-2): colui, che puose nome al macinella, / al
: aveva da mille a cavallo, che solamente loro armadura era uno arco, e
, ed erano sì fini arcieri, che nessuna persona si potea difendere da loro
faticarono l'uno e l'altro, che cristofano imparò a finire da stefano, e
., 9-69: qual fin balasso in che lo sol percuota. cino da pistoia
avuto per quattro scudi un giacco finissimo che vai venti. vasari, i-71: lavorare
lo tuo petto è sì bello / che può giostrar con gli alabastri fini. pindemonte
zaffiri finissimi. firenzuola, 2-2-323: che direte voi, che questa presuntuosella di
firenzuola, 2-2-323: che direte voi, che questa presuntuosella di questa mia figliuola.
di questa mia figliuola... voleva che io la ricoprissi di fine drappo
dopo l'opera del senso convien che l'immagine dell'obbietto passi alla fantasia
più fino e ripulito ritratto, prima che possa giugnere all'intelletto. verga,
/ canto per la più fina / che sia, al mio parimento, / d'
: ben mi deggio allegrare / d'amor che, 'mprima- mente, / ristrinse la
/ fina donna, fra noi, che trambi sen d'un tempo. panziera,
le proprietà del linguaggio,... che... fine notizia di tutte
di far festa e giuoco; fa'che le tue cucine non sian vane. tavola
siena, 877: o speziale, che per ispacciare la tua mercanzia dài molte
molte volte la cosa gattiva a colui che la paga, come se fosse la
ma del fino, ed impalpabile / che 'l bel rio guadalquivir / qual non
/ sì delicato e fino, / che sia più grato dell'odor del vino.
e tanto fini / a tutte infermità che tu li vuoli, / che spesso passan
infermità che tu li vuoli, / che spesso passan l'altre medicini. anonimo,
cortigiani, quanti letterati vi sono, che la fiancheggiano. leti, 6-1- 270
: tutti que'passi... che richiedono bensì un po'di rettorica,
gusto. leopardi, i-64: è che quello era preso da cose popolari o domestiche
eleganza fina e non morbida né leziosa che è propria dell'arte italiana. svevo
15-162: davanti alla fragilità degli oggetti che ella riordinava nella sua valigia, pensava
ella riordinava nella sua valigia, pensava che ella fosse ugualmente fragile, fine,
pavese, 1-90: a quelli di torino che parlano fino, non gli davano credito
lo parlare -di quella criatura, / che per paura -mi face penare / e
mano anche a girar l'arrosto: / che vuol parer un da dozzina: /
da dozzina: / ma l'oste, che lo guarda di nascosto, / s'
, e una beltà sì fina / che non fu vista mai tale adomezza.
capisce niente delle donne. non parlava che di mani fini e occhi e via di
sì esperto, e così fino / che stimo ben saprai come e'si cuoca /
stimo ben saprai come e'si cuoca / che sei dottore, e non sei mica
foscolo, vii-113: sappiamo al contrario che la maggior parte di chi può pagare
e la decantava talvolta ai commensali, che non erano sempre del suo gusto, come
l'uscita della gilda, prese a dire che quella ragazza era di gusto fine,
merito. giocosa, 72: chi è che non vuol mangiare? quel signore?
, compreso catullo, possiamo supporre ragionevolmente che fossero attratti, oltre che dal finissimo
supporre ragionevolmente che fossero attratti, oltre che dal finissimo gusto e dalla graziosa urbanità
dalla graziosa urbanità di cesare, oltre che dal suo genio, oltre che dalla
, oltre che dal suo genio, oltre che dalla sua causa, chi prima e
chi prima e chi dopo, dai benefizi che egli fece ai transpadani. d'annunzio
un par di guanti è tutt'altro che un guanto solo. viani, 14-188:
dare a tutti quegli ingredienti un sapore che fu avvertito dai palati fini.
era sempre a'giorni suoi piaciuto, / che di saper filarlo come il lino /
pomodoro, ed una cipollina / ma che la sia tritata fina fina. manzoni,
era la nostra specialità ma capitava anche che cucissimo qualche camicia o pagliaccetto o mutanda
poi non cono sceva signore che le dessero ordinazioni. e più
il tuo canto dello sbadiglio, che mi par molto bello e finissimamente lavorato
pungente. bertola, 193: quello che meglio è in armonia con somigliante professione
è la sobrietà: ed è tale che non vorrei crederla, dove non avessi veduto
di una qualità di spugna da bagno che si trova lungo le coste dell'asia
. sviluppo fine- granulante: sviluppo fotografico che si effettua con un bagno la cui
un bagno la cui composizione chimica permette che l'emulsione fotografica mantenga la finezza di
di piccolo formato o per i negativi che si vogliono ingrandire fortemente).
tutti gli articoli della fede, laonde sapea che sarei domandato, montammo a cavallo per
cavaliere, e pagommi finemente. e dicovi che io li debbo dare ancora un mazzo
in tutte le tue faccende, innanzi che tu cominci, deiti finamente apparecchiare,
, deiti finamente apparecchiare, e guardati che tu non aggiunga insieme più cose che
che tu non aggiunga insieme più cose che tu non puoi fare; perciò che 'l
cose che tu non puoi fare; perciò che 'l proverbio dice: chi troppo abbraccia
lo stesso per la morte d'un principe che avea tanto e sì finamente regnato e
avea tanto e sì finamente regnato e che lasciava sì potenti eredi, in verità
, 421: ben vive morendo / quello che finementi / ama donna valenti, /
amava la lucchese di quell'affetto sodo che riman sempre affetto appunto perché non è
calori,... finemente presaga che qualche cosa di sgradevole dovesse contenere a
fronte con le mani per le fiamme che vi sentiva ardere. -puramente,
tenera e sugosa; la salvatica e quella che non ha more, sono le migliori
1-162: quel mulinetto non ha ora che una sola macina da polenta, ma in
così finamente e a giustizia di peso che l'era salito a gran rinomanza.
il mare, traversato da piccole correnti che descrivono labili continenti, e fanno danzare
(o anche il lunedì), che spesso si trascorrono fuori città, in
, le imposte; il motivo ornamentale che la circonda. giacomino pugliese,
occhi passa come fa lo trono, / che fèr per la finestra de la torre
la finestra de la torre / e ciò che dentro trova spezza e fende. dante
pietosamente, quanto a la vista, che tutta la pietà parea in lei accolta.
volgar., i-131: conciosia cosa che trapassassero molti dì, e stesse quivi
. grazzini, 4-546: a me comanda che lasci la finestra socchiusa, in modo
lasci la finestra socchiusa, in modo che v'entri tanto lume ch'egli scorga
vite / invide foglie avare, / che la finestra, onde 'l mio sole
. foscolo, xviii-149: io dopo che avrò spedite le lettere, mi metterò a
senza vetri; non v'aveva un'imposta che si saldasse a tutti e quattro i
, la campanella squillante di sant'agata che chiamava aiuto, usci e finestre che
agata che chiamava aiuto, usci e finestre che sbattevano. svevo, 2-537: l'
all'angustia degli interni, annettendovi ciò che dalla finestra si vede; fan posto in
suoni, la felice musica della famiglia che si mette a tavola. pavese, 141
alla ghigliottina: munita di un'imposta che può scorrere dall'alto in basso.
in basso. -finestra a quadrelli: che ha l'intelaiatura, quindi i vetri
caffè. -finestra a tetto; che è situata proprio sotto il tetto.
a tramoggia: protetta da un riparo che impedisce la vista sulla strada. -finestra
vista sulla strada. -finestra cieca: che è stata murata. d'annunzio,
, murate a una a una per impedire che vi si riaffacciasse la fantasima, non
-finestra di vetro o di vetri: che ha vetri colorati e istoriati; vetrata
vasari, i-180: ma i moderni che in molto maggior copia hanno avuto le
, a similitudine od imitazione di quelle che gli antichi fecero di pietra. tasso
moltitudine grandissima sono degne d'ammirazione non che di lode, così per la vaghezza e
le figure. -finestra doppia: che ha intelaiatura e vetri doppi, per
a una finestra ferrata della prigione, che risponde su la corte. g. m
guarini, 340: dice la carta, che... di cosa molto importante
mi vuol parlar a certa finestra, che risponde qui, ferriata. t. alberti
in solaro, capacissime per molta comodità che tengono, e sono sicurissime per essere di
un tuo studietto,... e che abbi solo una finestra impannata; alla
desco sì come da scrivere, in forma che la finestra ti batta sopra il capo
fuora col portare qualche cosa in capo che te ne difenda. vasari, ii-149:
dov'egli ha finto una finestra impannata che fa lume alla stanza. -finestra
v. inginocchiato. -finestra panoramica: che ha la base molto estesa rispetto all'
lume alle stanze a tetto delle case, che per altro modo aver non lo possono
co'lati formanti un triangolo acuto, che abbaino s'appella, si mette ancora
., iii-vm-10: con ciò sia cosa che sei passioni siano propie de l'anima
di queste puote l'anima essere passionata che a la finestra de li occhi non
alle barbe a nutrire il calor naturale, che quivi si ritira fuggendo il freddo,
fuggendo il freddo, suo nimico, che domina: onde il pedale e i
un sorriso o aspersi d'una lagrima che brillano negli occhi de'loro ospiti inconsapevoli
della poesia e delle altre arti, che riteneva le sole rivelatrici del divino in
una finestra, entra dentro e taglia quelli che truova. ariosto, 17-12: dentro
fatto v'ha tanta finestra, / che ben vedere e veduto esser puote / dai
adopra. / tanto alfin ne recide che nel mezzo / v'apre un'ampia finestra
in ogni quadro una piccola finestra, che serva all'uscire e al- l'entrar
grave prudenza il vecchio greco, / che, per scoprir de palme il chiuso e
mordrèc le due pareti / del cuor, che i rai del sole irrequieti / risero
, 7-ii-5: se tu riguarderai un uomo che sia distante da te una balestrata,
stampa. -rettangolo di carta trasparente, che viene usato in alcune buste di tipo
e lucide fenestre, / onde colei che molta gente attrista / trovò la via d'
. geol. finestra tettonica: vasta apertura che si forma, per l'opera di
9. anat. apertura o orifizio che in genere interrompe la continuità di pezzi
semicircolare, situata nell'orecchio medio, che pone in comunicazione la cassa del timpano
col vestibolo dell'orecchio interno, e che è occupata dalla base della staffa.
chiusa dalla membrana del timpano secondario, che conduce alla chiocciola ossea dell'orecchio interno
parte di sé immersa dentro la cavità che i notomisti han chiamata finestra o forame
pareva meglio dispensar la legge della continenzia, che col retenerla aprir la fenestra ad un
fra loro tanto turbati gli umori, che da quel tempo incominciarono i procaccini a
avessono lo stato per grazia conceduto (il che da loro si chiamava cavarne quelli i
entrati nel consiglio fussero), proibirono che a nessuno di coloro... fusse
andarvi. busini, 1-109: il primo che ebbe mai uffizi, fu giovanni.
dicon ch'io gli sfido, / che fo loro sul tetto una finestra, /
loro sul tetto una finestra, / e che vado a por l'uova nel lor
fenestra. pananti, i-39: ma che sarà? o mangiar questa minestra, /
12-283: non ha altro da fare che imporre alla moglie in cambio del suo
alla finestra col tappeto: osservare ciò che gli altri fanno senza prendervi parte, far
vista. giovio, ii-20: puoi che non c'è materia di narrare cose
come è il disputare e dare scommessa che solimano, non dando la tregua assoluta
francesi e pensano li signori veneti, che per questo non farà impresa e si
non c'è al mondo più bello stare che qui in roma, quando uno si
finestra non far festa: la donna che spreca il tempo a mettersi in mostra
porta. -meglio cascare dalla finestra che dal tetto: v. cascare,
alta, due vasi di basilico, che parvero discender di lassù per riempirmi del
; posandosi su d'una pietra, che quivi si conserva altresì. milizia,
): costui da una sua finestrina che dominava un cortiletto di quel quartiere,
lì, per ozio, allettato anzi che atterrito dai pericoli e dall'empietà dell'
bella testa, è un fantasma grottesco che mi perseguiterà sempre. cicognani, 3-138
, per terra genuflesso, il popolo che venera il prodigio. -finestruòla,
verga, ii-84: la stanzuccia, che pigliava lume da un finestruolo sulla scala
: entrai in un'anticameruccia non rischiarata che da un finestruccolo al di sopra della
o chiuse, o rotte, / che vi stesse un pittor fece concetto.
fine- straccia, sopra la porta, che aveva un fare di superbia fuori posto
, s'apriva una finestrallaccia buia, che il mio amico m'indicò con un
), agg. ant. che ama mettersi in mostra alla finestra (una
: ti conviene vivare con vigilie, che spesso tu stia in orazione, usare le
fr. colonna, 1-781: omè, che il cuore amor sì me fenestra,
cuore amor sì me fenestra, / che, vago in un pensier, pongo in
per disprezzo, in faccia a qualcuno che si trovi sulla strada o affacciato a
altra porta è in quella faccia maggiore che non è fenestrata, non molto lontana dall'
.. soleva dire c'averia bisognato che i petti de gli uomini fossero stati
fatti dalla natura finestrati e aperti, acciò che non potessero tenere sì occulti i loro
ed è chiuso per tutto, fuori che in que'gran finestrati, i quali,
topo, per la fene- strella, che trasse all'odore. francesco da barberino,
, 30: o cara fenestrela / che eri rimedio e spechio a gli ochi
/ dov'è la chiara stella, / che medicava i miei tormenti rei? sermini
, xv-732: domandassera io darò modo che lui cautamente entrarà nel suo orto drieto a
ti farai alla finestrella della tua cameretta che risponde nell'orto. palladio, 4-22
,... non hanno punto che fare con l'ample, aperte e diritte
vallisneri, ii-206: se è vero che questi insetti abbiano un'infinità d'occhi
quelle membrane lucide e graticolate, e che a guisa di tante fenestrelle pare che
che a guisa di tante fenestrelle pare che ricevano il lume da tutte le parti
: non sa chi sarò; l'ultimo che guarderà per la finestrella dell'occhio sino
esso nella medesima un sasso tirando, che subito esce il moto dalla finestrella e
vaio o coniglio o endisia o avertone che siano rimboccati alli manicottoli o da lato o
notizia incorniciata da una sottile filettatura, che le dà risalto, e impaginata nel
4-183: in uno dei tanti giri che facemmo, svoltando rapidamente levai a caso
barone se disposto era rivelar la cagione che in boemia condotto l'aveva. tornielli,
deh! mirisi intanto / lo pellegrino che segna ogni canto: / ed ecco,
verga, ii-21: lo zio antonio, che teneva l'osteria di primosole,.
la chiesetta, e a raccattare i soldi che i devoti vi buttavano dentro dal finestrino
era questo un modo assai migliore / che aver, secondo socrate, nel petto,
2-6: un lungo treno d'acqua / che lentamente si snoda / tra città d'
, / con alti finestrini di sereno / che sciabolano il verde dei prati.
propria degli edifici monumentali o dei locali che abbisognano di gran quantità di luce.
di mezzo sotto esso filo per modo che ella fosse come un fenestróne alto. b
i-60: non era la prima volta che la contessa... discendeva nella biblioteca
vecchiaia e i più bei finestroni gotici che si potessero vedere tra il lemene e il
parete di fondo è un finestróne invetriato che guarda le montagne, fornito di sedili
portano dalla china lavori di seta, che di finezza, di lustro e di
toltane la maggior finezza) dall'appannamento che fanno i vetri attorniati dal ghiaccio. l
da seta e de'ragni, non che qualunque filatura artifiziale che voi poteste prendere
de'ragni, non che qualunque filatura artifiziale che voi poteste prendere per immagine o per
finezza / più di danno saria, che di suo pregio. bar etti, 2-237
a ridurre il canape a tal finezza, che s'assomigli al lino. serao,
algarotti, 3-47: ci è tal pelle che, per la finezza, lunghezza,
altrettanto di temine e di maschi, / che la finezza del paterno vello / somiglieranno
macinazione: la percentuale di macinato secco che risulta trattenuta dal setaccio al termine della
in peso di un campione di materiale che risulta setacciata da un vaglio di caratteristiche
condutta tempra poco giova / contra la spada che non scende in fallo. cellini,
31-2: però ch'ogni altro amaro che si pone / tra questa soavissima dolcezza
martirio del padre cattanei si mostrò più che mai per l'addietro la finezza della
et aver forza e più ardimento; / che di finezza d'arme e di possanza
prezzo ha il mondo ch'appo quelli che nella sua pittura ha adoperati cristo non
colmo di quella finezza e candidezza pervenuta che si possa se non desiderare certo sperare
ne'pensieri e nel cuore degli uomini, che non ve la introdurrebbero in un paese
, i-301: abbiamo anche in mente che marradi per la pienezza del verseggiare, e
discemere quell'ultime finezze dell'arte, che anche in queste terrene cose al pari
giungono dipoi a quelle finezze ultime, che l'arrivarvi è tanto difficile, e senza
gusto, da delicatezza di tatto, che più esercitato e più sensibile valuta più
ho voluto mostrarvi un po'di queste che si dicono finezze ed artificii. e
meglio; dalle risposte mia madre arguiva che avevo una mente matura, adatta a
: il pontefice, vecchio sensatissimo, che più di tutti vedeva con la finezza del
, i-62: parlava e diceva cose che mostravano in lui una conoscenza squisita del
misura e finezza; e anche quello che avrebbe potuto parere o diventare fanatismo e
, viii-964: voi non capite le frasi che hanno del sale, della finezza.
di tanta finezza, / quanto quel che s'asconde / sotto il vel d'
: era costei di sì astuta finezza, che non vi sarebbe stato strologo alcuno,
, ma con un grado di meno. che finezza! che politica! levi,
un grado di meno. che finezza! che politica! levi, 1-205: le
politica! levi, 1-205: le battute che improvvisavano si riferivano alla questione che agitava
battute che improvvisavano si riferivano alla questione che agitava gli animi in quei giorni:
giorni: ma la finezza contadina faceva sì che le allusioni non fossero mai troppo dirette
mi raccolse con volto allegro, quasi che gradisse la mia finezza. d.
ha finezze d'amore troppo più espressive che non le communi della natura o le particolari
foscolo, xv-370: questo so bene altro che tua sorella gli fa molte finezze,
, 9 (156): pensò che lì, meglio che altrove, la sua
): pensò che lì, meglio che altrove, la sua figlia sarebbe trattata
con quelle distinzioni e con quelle finezze che potessero allettarla a scegliere quel monastero per
zeno, 320: alla prima monaca che potè fermare, la bricicca domandò per finezza
alberti, 405: tristo me, che fo io? quando io doverrei insegnarvi
parvi dei signori veneziani aver trionfato alora che alcuna credula e semplice donna ingannate.
l'animo savio diliberò di stare, considerando che molto valea meglio di rimanere al
il suo mal talento, infino che fortuna la ritornasse nel pristino stato
la ritornasse nel pristino stato, che miseramente cercare gli strani paesi.
e fin gendo con parole che 'l reame d'egitto era a obbedienza
pompeio, li disse da parte del re che dovesse entrare nella sua piccola navicella
la sua vita per modo dipignere, / che il popol n'ebbe un tempo
d'amor privo / portando, arrei mostrato che mal fenge / amor collei ch'
. metastasio, ii-52: ella, che brama / solo esporti al periglio /
fingete di morir per mia figlia, che non ve ne importi un fico.
fico. alfieri, i-39: il che poi ci somministrava spesso l'occasione di
nei ferraioli: il portinaio finge di capire che son uomini! deledda, i-276:
uomini! deledda, i-276: le pareva che un pericolo li minacciasse; allora per
si diffondeva nella faccia di teresa, che cominciava a lacrimare; e le lacrime cadevano
per farla parlare, ma sapeva benissimo quel che amelia diceva. -assol.
fingere. pulci, 22-87: colui che meco nel catino intigne, / mi dèe
inganna e finge, / deh! che fora a mirar viva e sincera / di
capace di fingere: ti amo più che tutto, più che la mia stessa vanità
ti amo più che tutto, più che la mia stessa vanità o superbia
o superbia. pirandello, 7-312: e che figura ci faccio? vediamo un po'
bibbia volgar., ii-296: sappia che questo n'avrai per segno di ciò
e predetto, e non verrà quello che egli profeta e dice, sappia però
egli profeta e dice, sappia però che iddio non disse quello che ti dice,
sappia però che iddio non disse quello che ti dice, ma per la superbia
pensier vostro erra; / ch'ancor che fosse ver quanto voi finto / tra voi
finge: non si fingono così spesso quelle che non sono
sanza autore certo, vi sto più sospeso che a queiraltre. aretino, 1-112:
fingea, / per non scoprir, ciò che nel petto cela. c. campana,
campana, ii-267: ben si crede che molte cose fingessero quegli inglesi che reggevano
crede che molte cose fingessero quegli inglesi che reggevano all'ora le cose pubbliche. g
croce, 331: sapino le voste umanità che de queste cose non ne so niente
al presente avesti visto. io voglio che ogni omo togli una mogliera, e quella
prodigalitadi o liberalitadi lascierò ch'altri sia quello che ne faccia giudicio. zeno, xxx-6-135
, senza più cercarlo in due mesi che stetti fisso a livorno. serra,
dialettico, per crisi e superamenti, che restano molto lontani dalle ragioni dell'arte.
di non sapere o di non curare quel che tu sai e stimi, come simulazione
calunnie, adorne in modi / novi, che sono accuse, e paion lodi.
, / è meno assai di quel che al mondo appare. -ant.
bibbia volgar., ii-635: coloro che s'erano finti di fuggire, a
vasari, iii-514: uno amico suo, che già diceva messa ed era religioso,
: questo congresso fece chiari tutti quelli che prima ne dubitavano, che la regina fingendo
tutti quelli che prima ne dubitavano, che la regina fingendo con gli ugonotti il
fa con sì poca avvedutezza finto, che perduta opra sarebbe il farsi a mostrarne l'
non ve fingiere; / per modo che le sete arte ivi si raze. molza
vede nei sogni e quando ci finghiamo che che sia. guarini, 74:
nei sogni e quando ci finghiamo che che sia. guarini, 74: donna
regni, in effetto, di quel che si finge un filosofico cervello nella vanità
oceano, o per l'alpi, che lo scorrervi sopra cogli occhi nelle dipinte carte
vero. leopardi, 22-24: e che pensieri immensi, / che dolci sogni
22-24: e che pensieri immensi, / che dolci sogni mi spirò la vista /
mar, quei monti azzurri, / che di qua scopro, e che varcare un
, / che di qua scopro, e che varcare un giorno / 10 mi pensava
volessi fare alla mia immaginativa, confesso che prima di vederlo [il lago di
quasi aspettando la prova della realtà di ciò che sembravami una forma inverisimile sul punto di
due significazioni ed un'altra terza, che lui fenge e lui medesimo non sa nominare
: il lume debe essere usato secondo che darebbe il naturai sito, dove fingi essere
[la sermocinazione] si forma fingendo che qualche persona parli come a lei si conviene
sia 90 braccia. et ora finghiamo che una delle dette parti si capovolga,
delle dette parti si capovolga, cioè che l'arco che è una delle metà si
si capovolga, cioè che l'arco che è una delle metà si congiunga con
8-i-32: fingeremo per lo contrario, che seguano ad abitare in italia i letterati della
, i-45: quand'anche volesse fingersi che si fossero già scoperti e denominati tutti
tempo soltanto da sbranar la preda / che già tiensi tra l'ugne, e divorarla
ugne, e divorarla. / fingiam che glielo diate: ecco mutata / la faccia
. giusti, iii- 102: fingete che un estraneo se ne impadronisca [della
, purg., 32-69: come pintor che con esemplo pinga, / disegnerei com'
addormentai; / ma qual vuol sia che l'assonnar ben finga. boccaccio, iii-8
in arcita raccendere il furore, / che per riposo in parte era tirato.
tale la mostravano quale fingono i poeti che venere in ida tra l'altre due
: poi dicono [i poeti] che fingono: e qual di loro va fantasticando
cinzio, i-16-17: si vede manifestamente che i buoni autori, che hanno in questa
vede manifestamente che i buoni autori, che hanno in questa lingua scritto romanzi,
. tasso, 12-520: la materia, che può chiamarsi ancora argomento, in questi
o si finge, e allora pare che il poeta abbia gran parte non solo ne
lora / in essa appar quel che fingendo insegna. vico, 318:
io son, prendo tal parte, / che del mal che inventai piango e
prendo tal parte, / che del mal che inventai piango e mi sdegno.
dopo la sua morte, fa che il sognante si sforzi di mostrargli il dolore
il sognante si sforzi di mostrargli il dolore che ha provato per la sua disgrazia
divinamente platone, con viene che favole finga e non discorsi. b.
virtù, come si vede nella difinizione che dà aristotile della tragedia. tasso, n-iii-701
poeta, il quale è simile a colui che forma le parabole, e dee meritar
più stupende di natura l'opre / che 'l finger vostro [dei poeti]
5-i-125: a chi non è noto che proprio de'poeti non è il cercare il
fingere e l'inventar favole e menzogne che certamente contengono il falso?
burchiello, 109: nostro boccaccio, che fingendo a caso / dona al suo
di poter di qualunque cosa scrivere, che ad animo gli veniva, quantunque poco
le latine voci, ora le straniere, che non sono state dalla toscana ricevute,
e fingendone, ha in maniera operato, che si può la sua comedia giustamente rassomigliare
bello e spazioso campo di grano, che sia tutto d'avene e di logli e
da noi tocca opinione di alcuni, che dante fingesse una nuova lingua. s
non però senza sospetto di molti, che da lui stesso fosse lavorato e finto.
con aco dotta man le finse, / che le porpore e l'oro il nero
, iii-578: ha finto un lampo, che, venendo dal cielo e fendendo le
cosa nella natura e nell'arte, che vicendevolmente può essere imitata dalla mano degli
). canteo, 403: quel che finxe il mondo. -rendere, far
, 5-i-18: rendimi il vigor mio, che gli anni avari / tosto m'han
han tolto, e quell'antica forza / che mi fea pronto, e questi capei
questi capei tingi / nel color primo, che di fuor la scorza / come vinto
, 12-214: -più tosto, se vorrai che 'l finga ed imite [meliseo]
, xx-72: aristotele... volle che l'animo stesso fosse quello che fingesse
volle che l'animo stesso fosse quello che fingesse di sé, della propria sostanza,
una parte. dolce, xxv-2-233: che téma è la tua? io so bene
téma è la tua? io so bene che saprai molto ben fingere la donzella nel
l. salviati, xxi-1-1028: il caso che si finge e l'azione / non
ben ammaestrati ne'precetti della fede, che tutti sapevano le solite orazioni, e
, e 'l padre cosimo faceva, che essi fingendo le persone contendessero fra loro
teatrale sarà quando uno crede vero ciò che si finge sul palco. leopardi,
coperto e chiuso, con altre tali circostanze che restringono, e impiccoliscono, e circoscrivono
fiume, perché dovrà fingere l'uomo che si annega. 6. contraffare
e il canto non contrafecesse, di maniera che a tutti i reggini egli era carissimo
le frasche ascoso / l'uc- cellator che col volubil labbro / fingea 'l tuo canto
pensiero amoroso] quella / voce, che per mio mal troppo mi piacque,
accennai, era eccessivo fra i romani, che non ignoravano l'arte di colorarlo e
di tamburi et un suono eterno, che finge il tremante suon delle trombe,
finge il tremante suon delle trombe, che a punto paiono destare et accendere i ca
la gran fontana di piazza navona, che finge uno scoglio traforato,..
delle scene dicesi la parte di esse che è in faccia, e finge lontananza.
con il tetto conico di paglia, che fingeva la rozza abitazione degli indigeni australiani
: spettacolo sempre nuovo ed ammirabile, che fa ripensare ai miracoli della fata morgana,
erra nel solco d'amore e di voluttà che il gesto di lei fingeva nell'aria
consigliarono, avendoli mostro il grave pericolo che gli era sopra, che si fingesse ammalato
grave pericolo che gli era sopra, che si fingesse ammalato gravemente. tasso,
benché vairone stimasse utile a le città che gli uomini mentissero, fingendosi figliuoli degli
fingersi tenta / salmoneo a giove allor che tuona ed arde. l. a dimari
/ esule è in terra, e quei che curio vedi / fingersi al volto,
oprar margite. metastasio, ii-52: che! mi tradisci, / perfido amico?
fermenti impuri, o maturità già declinante che vuol fingersi forza. landolfi, 3-136
fingere a quello acadea in taglio, che sendo in persia, altrui patria,
di mostri, di invenzioni sceniche, che preannunciava già il barocco, con la
: la visita di marga, ancora più che quella di ola, lo sollevò da
passata ad altro servizio, e lasciò che ola l'abbracciasse forte. pea, 7-124
dire: bella invenzione!, estimando, che io abbia finto il malato di istarmi
come bene fingere il morto, meglio che non fanno in questa terra alcuni guardiani
de acqua santa; voglio dire questi che uccellano starne, pigliano ranocchi.
, perocché la simulazione è uno scudo che spunta ogni arme. tassoni, ii-2-155
». fingìbile, agg. che si può fingere, che si può
, agg. che si può fingere, che si può immaginare. speroni,
cioè falso detto, è più fragile che le vasa. tolomei, i-12:
quel reggimento e mordere il pontefice, che ad altro. caro, 3-1-41: alle
artistica. bembo, 1-69: acciò che, con questi colori i loro fingimenti
il fingimento della favola de'giganti, che volevano guerreggiare con gli dii, non
non ci voleva dimostrare altro, se non che non si debba fare cosa alcuna contro
contro natura. marino, vii-287: che quelle sirene fussero superate e spiumate dalle muse
frugoni, ii-50: oh son favole che si raccontano! ma così veraci nel
lo svegliano all'onore della patria, che i fingimenti d'un popolo troppo da noi
bianco, tra sparente, che era pregiata dagli antichi. dolce
portasi di cap- padocia. dicono che fu fabricato un tempio senza fe-
fingitivo, agg. ant. che è atto alla rappre sentazione
rano intorno alle cose, che realmente non sono..., le
si sono adirati contra questi fingitori; ma che queste fizioni non si celebrassono nelli teatri
l'accusamento calunnia. 2. che crea immagini; che rappresenta poeticamente o
. 2. che crea immagini; che rappresenta poeticamente o artisticamente; poeta,
: alcuni si son dati ad intendere che la poesia, qual facitrice e
fingere. finibile, agg. che è destinato a finire; ca
di s. chiara, 78: mentre che chiara co'miracoli risplendeva, agnesa,
quale felicemente giubila. 2. che può essere portato a termine. tommaseo
, possibile a finirsi. 3. che può essere perfezionato, raffinato, rifinito.
con suoni, siano più minuziosamente finibili che i lavori di stile, ciò non
lavori di stile, ciò non fa che la parola non sia d'ordinario più nobile
agg. (anche finènte). che finisce o sta per finire (un periodo
un fatto, un lavoro); che sta per esaurirsi (un fenomeno)
). carducci, iii-17-239: ciò che d'un fatto umano, anche fuggente
del genere umano. 2. che ha una determinata desinenza (un vocabolo)
determinata desinenza (un vocabolo); che termina in un dato modo (uno
. bembo, 2-97: ogni volta che eglino dinanzi al verbo si pongono,
... io per me credo che osservati una volta questi * homoeotileuti ',
da lentini, 26: certo mi par che far dea bon signore / in signoria
tacer d'esso sospesi, dimostrando quasi che ammirazione del suo finimento. tolomei,
antonio da ferrara, 2-293: ahi, che grave dolore / mostrar nel finimento /
punto, la linea, la superficie che delimitano, rispettivamente, una linea,
collera è prodotta da un irritamento, che fa la bile nel finimento dell'intestino
l'estremità superiore dell'asta, e che punta poi in terra, quando l'ombrello
e del finimento del tempio, come colui che avea sapienza. urbano, 36:
per ora si cuopra alla salvatica, che il suo finimento s. altezza se ne
nozze a ca'z. e credo che si farà la sera un festino godevole.
c'è la mano mia... che vi credete, che io faccio le
... che vi credete, che io faccio le cose senza finimenti.
senza finimenti. -l'ultima mano che si dà a un prodotto dell'ingegno
e bulini et altre sorte di limuzze che s'adoperano a cotal finimento. vasari
fine, una ripulitura, un finimento che la materia del dire prende quasi naturalmente
'diconsi tutte quelle parti o lavori che, dopo la costruzione dei muri,
-figur. firenzuola, 592: poscia che... noi vi aviamo dimo-
d'una bellissima donna, io voglio che per suo maggior finimento, noi le diamo
la leggiadria, e tutte quelle altre parti che si convengono alla integra perfezione d'una
fregi d'oro pieni di gioie, che gli facevano splendido finimento. d. bartoli
perfezione. vico, 425: dovette venire che l'imprese gentilizie fussero di cuoio coverte
finimento ', dicesi di quelle parti che terminano ed insieme adomano le estremità delle
.. nulladimeno, perciocché l'usavano quelli che... con lautezza cenavano,
non voglio rimandarvi sconsolati senza queste, che sono il finimento della cena.
189: egli mi scrive un non so che di languidezza di versi, per finimento
a fornirle non seguendo vocale, e bisogna che siano accorciate in ogni modo..
in ogni modo... stimo dunque che 'l finimento sia ne'nomi sdruccioli:
proemi, in modo tutti gli variò, che grazioso diletto danno a chi gli ascolta
diletto danno a chi gli ascolta; senza che in tanti finimenti e rientramenti di ragionari