, e fa, delle esperienze umilianti che gli fanno conoscere con dolore la verità che
che gli fanno conoscere con dolore la verità che dici. 7. mus.
riletta, decifrata e commentata tante volte, che la 'ntende da vantaggio. d
chi amavo, chi amo, / ora che qui stretto, ridotto alle mie membra
aspettano il diciferato e i discorsi che vi farete. decifratóre (ant
. guidiccioni, 1-134: voleva che si punissero li dui presi in
cyfuentes: l'uno mi par che sia quello decifrator, l'altro
, ettogrammi, chilogrammi, quintali: che nomi! = voce dotta, comp
. statist. uno dei nove valori che dividono in dieci parti uguali una seriazione
. m. -ci). chim. che si riferisce al decilene, che
che si riferisce al decilene, che contiene decilene. -acido decilenico:
. m. -ci). chim. che contiene il radicale decile. -acido decilico
decime di frumento, e comandato, che tutto quello di sicilia si portasse in etolia
queste:... la terza, che tu mi conceda le decime di tutto
, 15-ii-184: gli promesse tutto quello che filippo gli chiese, insino a le
: dovrebbe il principe sempre far di maniera che i popoli ardessero che le imposizioni,
far di maniera che i popoli ardessero che le imposizioni, le decime e tutti
le decime e tutti gli altri aggravi che si fanno da lui, fussero fatti per
l'altre entrate, non dubiterà punto che non vengano al fìsco smisurate somme di
, i quali de i frutti, che ne raccolgono, pagano una piccola decima
di pagarne loro la « decima » che fu detta « d'èrcole » appresso i
i greci, ovvero « censo » che si truova quello da servio tullio ordinato
quanto gl'imperi, e non sono che vettigali. cuoco, 1- 138:
1- 138: nulla era più facile che seguire il piano della decima che già
facile che seguire il piano della decima che già esigeva il re, e proporzionare così
la nuova imposizione alla quantità dei beni che neh'officio della decima trovasi già liquidata
perché s'era sparsa già la voce che i giacobini d'ombrosa volevano proclamare l'
. -decima delle case: tributo che si pagava a firenze e a venezia
-decima dei prò degli imprestiti: tassa che si pagava a venezia sugli interessi del
: fu posta in firenze una imposizione che si chiamò la decima scalata; la quale
decima scalata; la quale era, che chi aveva cinque ducati o meno di decima
e così successivamente per ogni cinque ducati che l'uomo aveva di decima, si moltiplicava
vi sono, e tutti dicono, / che quivi non fu mai (non che
che quivi non fu mai (non che fabrizio / lambertucci) ma pur cotal casata
et de la primizia et de offerzione, che no la dei siccomo far dibbi.
il papa ordinò,... che le decime si ricogliessono per tutta la
9-335: tolse a'collettori del papa che tornavano di spagna tutti i danari ricolti
le decime delle biade sue, si lamentava che non aveva talvolta udito la ragione delle
da siena, 360: l'altra operazione che tu hai a fare, si è
tu hai a fare, si è che tu dia la decima. gelli, ii-96
avarizia de'preti e de'frati, che non bastando loro quella porzione delle
loro quella porzione delle decime, che aveva ordinato loro dio per legge,
desideravano moderata l'autorità ecclesiastica, e che non fossero così aggravati li miseri popoli
. cattivo mestiere anch'esso, da che nessuno più pagava la decima, e i
, o preti o frati o monaci che si possano dire, decime di contanti,
risquoterle mandò in toscana un esattore (che così chiamano i risquotitori), messer
. giannone, 1-iv-526: le indulgenze, che a questi tempi più del solito erano
, le dispense, le decime, che erano imposte a'cleri, e tanti
offerta equivalente alla decima parte del raccolto che, secondo le leggi mosaiche, era
d'israel in possessione, per lo ministerio che loro fanno a me nel tabernacolo del
passavanti, 232: iddio ordinò che fosse loro provveduto delle decime e delle
, 12-31: noi leggiamo nel vangelio che il fariseo, essendo nel tempio, dicea
dò le decime di tutto quello, che io posseggo'. savonarola, iii-278: tre
dello aneto, e lasciate adietro quelle cose che son di più importanza, della legge
mantenimento erano assegnate le decime dei beni che possedevano le altre tribù. papini,
60, 70, 80, 90, che già si dicevano articoli. -per estens
cristiani rinnegati, di quelli delli cristiani che gli raccolgono ogni tre anni alla morea e
986. 7. mus. intervallo che comprende dieci gradi della scala musicale,
della decima. cellini, 4-3-147: che infra dieci dì prossimi futuri si comparissi
] '. declinàbile, agg. che può essere sottoposto a decima (un
li confini d'una parocchia, ma che li loro possessori vivano dentro di un'altra
poche cose più si pregia la diligenza che l'ingegnio ma conviensi fuggire quella decimag-
mani diventa l'opera vecchia e sucida che finita. = forse deriv. sostant
. decimo2. decimale, agg. che si riferisce alla decima. -rendita
decima. -rendita decimale: quella che si ricavava dalla raccolta delle decime.
dicevano fittereccio. 2. matem. che si riferisce alla decina; che ha
matem. che si riferisce alla decina; che ha per base il dieci; che
che ha per base il dieci; che procede per decupli e per decimi.
e per decimi. -cifre decimali: quelle che stanno dopo il numero intero e che
che stanno dopo il numero intero e che indicano i decimi, i centesimi,
centesimi, ecc. -frazione decimale: quella che ha per denominatore il dieci o una
alcune unità fondamentali e di unità secondarie che sono multipli e sotto- multipli, secondo
grandi, 2-54: un'altra frazione che sarà decimale per il denominatore in cui
vantaggio poi della suddivisione decimale sta in ciò che un semplice cambiamento di virgola basta per
di quello splendido trovato della ragione, che è il sistema metrico decimale. sinisgalli,
sinisgalli, 8-10: chi ha scritto che i numeri decimali infiniti danno il senso
cattaneo, ii-2-289: ben s'intende che invece di prendere il quarto del meridiano
t. alberti, 106: delli altri che restano, parlo delli decimandi, il
di proprietà nel decimante, è supporre che i fondi tutti del regno di napoli
esserciti, o quella parte d'esercito, che era caduta in colpa. boterò,
assol. caro, 12-ii-327: dubitando che i libri tutti fossero andati in sinistro
parte, essendo stati decimati, secondo che avete inteso. soderini, iii-327: facciasi
, decimando gagliardamente; perché i frutti che vi rimarranno si faranno più grossi. fagiuoli
alquanto. beccaria, i-409: il vaiuolo che decimava le popolazioni, coll'inoculazione,
, è divenuto una leggiera malattia, che previene la naturale e violenta. botta,
ii-860: aveva preso una malattia infettiva che già da tempo decimava i bambini dell'
8-121: in italia, il dibattito giudiziario che conclude il film venne decimato per paura
conclude il film venne decimato per paura che il pubblico non avesse pazienza a seguirlo
epidemie e la loro stessa ferocia, che li [i topi] spinge a decimarsi
arrestando il popolo lo sdegno, dicevano che avendo fatto in prima voto d'offerire
sera popiel mandò il raccolto delle offerte che non era mai stato così magro.
seminerio '. e non ha parenti che possano decimare la sua roba. 4
saccio, chero: / ond'è che ferro per ferro si lima? / è
di tempero, / o mollezza di quel che si dicima? = voce
a mclchisedech sacerdote. ché, secondo che dice santo agostino, era decimato quello
del contado, respettivamente per quella parte che non vi fussino decimati sotto il proprio vivo
, scribi e farisei, ipocriti, che decimate la menta e l'aneto e 'l
farisei, i quali decimate, cioè predicate che si dea decima de la menta e
dello aneto, e lasciate adietro quelle cose che son di più importanza, della legge
dico dunque, messer lo legista, che quelli consigli che non hanno rispetto a la
messer lo legista, che quelli consigli che non hanno rispetto a la tua arte
hanno rispetto a la tua arte e che procedono solo da quel buono senno che
e che procedono solo da quel buono senno che dio ti diede (che è prudenza
buono senno che dio ti diede (che è prudenza, de la quale si parla
li dei vendere a li figli di colui che te l'ha dato: quelli che
che te l'ha dato: quelli che hanno rispetto a l'arte, la quale
, vendere puoi; ma non sì che non si convegnano alcuna volta decimare e
dare e zapparle sì, che impedisca il far le lor foglie, le
il primo di una lunghissima colonna di decimati che andò al muro. 2
dovendo ridecimare i beni decimati altrimenti, che oggi sieno. alfieri, 5-259:
lo scarso di tal razza, / che decimata, avvien che ancor trabocchi.
tal razza, / che decimata, avvien che ancor trabocchi. cattaneo, ii-1-62:
scherz. chi sottrae di nascosto ciò che appartiene ad altri. g. m
. m. cecchi, ii-332: vorrebbe che cavati / mi fosser tutti i denti
fosser tutti i denti, / dicendo che ai presenti, / che vengono alle
, / dicendo che ai presenti, / che vengono alle suore, / i'fo
idem, 1-143- 14: cioè, che uno sia il rettore abituale, come quello
per paura i difensori, fecer sì che antonio adirato usò con tra essi la
morire uno d'ogni decina di quei che s'erano portati male, perché in questi
. -anche: sistema di numeri convenzionali che si usano nella scrittura musicale per indicare
diteismo, sm. filos. sistema religioso che ammette due principi eterni e primordiali,
: 'diteismo ', opinione di alcuni che supponevano esservi due principi, l'uno
12-84: era una maniera d'infermità, che non giaceva l'uomo tre dì,
stretta teneva. ariosto, vi-362: dice che vi puzzano / i piedi e le
i piedi e le ditèlla, sì che amorbano. varchi, 18-1-373: in
varchi, 18-1-373: in quel luogo che gli altri toscani chiamano quasi latinamente l'
, sono oli densi di color giallo che bollono al disopra di 300°; dànno
importante è il bisolfuro di dietilene, che si forma per azione del solfuro alcalino
. composto eterociclico avente un anello pentatomico che contiene due atomi di zolfo e uno
, sm. chim. composto eterociclico, che corrisponde al ditiano, con due doppi
, sm. plur. chim. composti che risultano dalla sostituzione dell'ossigeno del car
la forma del ditirambeggiare alcun poeta, che deliberasse di offerire alle muse questo dono
(plur. m. -ci). che si riferisce, che è proprio del
-ci). che si riferisce, che è proprio del ditirambo; che ha modi
, che è proprio del ditirambo; che ha modi e strutture di ditirambo.
menzini, ii-187: bastivi, amici, che precetto io dia / del carme ditirambico
ditirambico. vai, 34: ma che dico? maledico / gli anapesti e i
: spezie della poesia sono quelle sei, che aristotile nel principio pose della sua 4
stesso. 3. raro. che si riferisce al dio dioniso, al
potente, ricco di immagini ardite, che si usava cantare coralmente nelle feste di
vario metro e dal ritmo concitato, che celebra il vino, gli effetti dell'
proemi del genere giudiciale è da sapere che vagliono tanto quanto i prologhi delle commedie
redi, 16-v-233: io credo, che presto potrò stampare un nuovo ditirambo,
era un coro menato in giro, che cantava versi fatti in lode di bacco
e di 4 commedia ', secondo che trattavano argomenti gravi o scherzevoli, cose
. onofri, 81: l'ora che batte nel tuo polso, o luce /
tuo polso, o luce / sovrumana, che illumini te stessa, / è un
, / è un ditirambo d'angeli, che induce i la musica a svelarsi genuflessa
ogni eccellenza, e fu il primo che compose il canto ditirambo. giraldi cinzio
in onor suo quella maniera de'versi che ditirambi son detti, dal nome medesimo di
nella non facile pesca, con un fazzoletto che più o meno destramente facevo servire
. nome comune del dife- niltiocarbazone, che si presenta in cristalli di color azzurro
cromatiche caratteristiche con vari metalli, tanto che può essere adoperato per il riconoscimento e
i'ho di voi più volte udito / che pigliar vi lasciate a ogni uncino,
mani e l'angeliche deta, / che a nobil opre a punto si riserba.
mignolo, ella sei punse in guisa che ne uscì alcune picciole gocciole di sangue
ritrovano altri ingemmamenti di lunghezza e grossezza che giungono al deto umano, in figura seangola
o borzacchini di cuoio di caprio, che calzano come guanti, aperti fra li
tre diti, non però i medesimi che i latini, ma l'ultimo, o
, 1-290: questa è la pianta che le dié i beati / fior ch'ella
una vecchia con chiome e grinze d'erinni che procedeva scalza, piedi a ventaglio,
degli spiriti folletti; dove, ogni volta che la v'entra, intinge il dito
dito picciolo, per essere ivi una vena che deriva dal core. marino, 15-48
marino, 15-48: quelle tre righe poi che verso il sito / dove l'indice
sotto la mia tavola, a ricoglier ciò che ne cadea. nieri, 237:
organo. pea, 5-152: seppi che la caccia il parroco non la poteva mangiare
la poteva mangiare per via della gotta che gli pungeva ogni tanto i diti grossi
: ma da la forca in su quel che si vede / ha forma e qualità
su la testa / la ghirlandetta, che sì ben le stava, / che l'
, che sì ben le stava, / che l'una a l'altra a dito
guardati con occhi torti; di maniera che, per qualche tempo, stimarono bene
pirandello, i-59: era raro il caso che, parlando così tra loro, l'
. -dito a scatto: dito della mano che nel compiere il movimento di flessione o
si arresta davanti a un ostacolo, che subito dopo supera d'un colpo con
: ingrossamento claviforme delle dita, che si osserva in molti casi di alterazioni respiratorie
croniche. -dito morto: parestesia transitoria che incoglie un solo dito e di cui
. crescenzi volgar., 9-78: che abbiano [i cani da pastori]
polli padovani] si dichiara e snoda / che nera sia o rossa la dimandi,
desiderabil vita / degli uccelli! essi / che allegrano i recessi / del bosco con
dita, / le prime busse vo'che sien le mia. forteguerri, 4-37:
tali mazze avevano fra'diti, / che un vecchio pino talvolta è più corto
. nel guanto, ciascuna delle parti che coprono le dita della mano. - dito
, 2-ii-347: in quella battaglia, che un certo autore a ragione chiamò * decretoria
ficca, è mortale, perch'è bisogno che ciò che si ficca passi il casso
è mortale, perch'è bisogno che ciò che si ficca passi il casso vitale.
deta fo lo passaio / e lo dilettar che n'aio ce passò co sonniare.
la cappa] dua dita più lunga che non erano quelle de'frati, la
fece mozzare. ariosto, 17-92: che rifulga chiara più che lampa / sua
ariosto, 17-92: che rifulga chiara più che lampa / sua virtù, questa volta
oncia, un dito sol d'error che faccia, / per mala impression parrà
ha suoi calappi il cacciatore astuto, / che pur battono l'ale,..
: sapessi la guerra sorda e vigliacca che la gran canaglia moderata e universitaria mi
suo bicchiere, / pieno, fuor che i ragazzi; essi, al bicchiere /
324: le donne accorte, quelle che hanno due dita di cervello, capiscono certe
questo dico... per la differenzia che è da loro a gli altri,
è da loro a gli altri, che dependono da loro, aggiuntovi il zero,
così vecchio, gli nascesse un pensiero che lo agghiaccia, e alza un dito verso
intimar silenzio, o per far sapere che non si vuol parlare. dante,
dante, inf., 25-44: acciò che 'l duca stesse attento, / mi
ombre più dense; vaghe ombre, che pare / che d'ogni angolo al labbro
; vaghe ombre, che pare / che d'ogni angolo al labbro alzino il
punte delle dita: fare in modo che essa sia conosciuta assai bene. savonarola
leopardi, ii-390: conviene adunque indispensabilmente che l'ingegno da noi supposto, innanzi
, perfettamente impari questa lingua infinita, che tutta l'abbracci,... che
che tutta l'abbracci,... che n'abbia per le dita e il
alcuni, ma sì rari, / che su le dita annoverar si ponno. settembrini
, 1-797: questi bravi impiegati, che si contano sulle dita d'una
a qualcuno o dargli confidenza, tanto che questi ne approfitta per dimostrarsi indiscreto,
mal discreto / or non ti basta che con ti rasona? / ma che ti
basta che con ti rasona? / ma che ti mostra el deto / tu voi
: si trovano certi preti ingordi, che, come gli è mostrato un dito
braccio. manzoni, 893: ora che, in un momento di distrazione, v'
l'amico suo biasimare palesemente, però che a se medesimo dà del dito ne
l'imprudente] il contrario di ciò che più li fa di mestiero, e credendo
con certi disegni e con certi colori che erano diti in un occhio.
è di combatter vaga, / sì che de'tuoi avranno sol la groppa. s
il tuo marito ti richiede di nulla che sia peccato contra a natura, non li
mente, e legatelo al dito, che se tu non ti muti di natura,
s'hai pietà, si come so, che l'hai, / dei nostri estremi
5-113: dev'essere uno di quelli che se la sono legata al dito perché io
sono legata al dito perché io ho scritto che innocenzio x aveva la faccia del vecchio
, 7-319: vi dissi altra volta che v'erano due sette clericali, una interamente
esercizio e per gli esempi impuniti, che tutto poteva pensare e temere, fuor
tutto poteva pensare e temere, fuor che l'autorità vi venisse a mettere il naso
di giovanile compiacenza riconosciamo nello scrittore, che ha come posto, mediante le postille
ognuno ha dentro di sé delle debolezze che non conosce bene; e se ne
? e 'l suo amor gli comporta che né pur muova un dito a camparcene.
aiutarla. verga, i-265: sapeva che di lì a cent'anni, morto lui
, i-506: avrebbe voluto affacciarsi e dirle che partisse pure francamente, egli non avrebbe
la loro allegria... è che tengono allegri. non fischiano nemmeno,
dartela, eppure te la danno solo che tu stia ad osservarli. -nascondersi sotto
); non volere aver nulla a che fare (con cose). s
, i quali non ricordandosi di quello che hanno fatto nella loro gioventù, vogliono
a i loro figliuoli, imponendoli carichi che elli col dito non toc- cherebbeno.
, 255: e certo quanto a se che pur col dito / lanzi ei non
e stabilito / voler prima mancar, che mai patire / che a gilippo sia
voler prima mancar, che mai patire / che a gilippo sia pur torto un dito
un dito la fronte: per indicare che una persona sragiona, è fuori di senno
toccava il ciel col dito / poi che trovato avea con chi contendere. grazzini,
4-316: -gerozzo e la moglie che ne dicono? -par loro di toccare
autografo. cassola, 1-81: io vedo che le altre ragazze quando hanno l'innamorato
. forteguerri, iv-131: tu, che adesso con un sol ditino / fortunato
con un sol ditino / fortunato, che sei, apri questo uscio, / dopo
mezzo al tuo sorriso, né vorrei che la sorte ve lo facesse capitare.
: oh quanto 10 le auguravo, che, dalle ditaccia negre e tozze -piedi
: dalle cose dette si vede manifestamente che tra tutte le consonanze musicali la diapason è
e semiditoni risoluto, diviso o composto, che vogliamo dire, di due intervalli.
per ditrappare i beni di coloro che sono uccisi. = da aitrappare
lunga breve, lunga breve) ditrocheo, che, pronunziando l'ultima sillaba sciolta,
, 1494: dicendo dunque li maestri che impossibile era che iddio fosse fatto uomo e
dicendo dunque li maestri che impossibile era che iddio fosse fatto uomo e patisse pena
patisse pena, la vergine caterina mostrò loro che questo era stato detto da i pagani
stato detto da i pagani per platone affermante che dio è d'intorno rotondo, e
dio è d'intorno rotondo, e che dovea essere ditroncato. e la sibilla
sibilla dice così: « beato quello dio che pende in alto legno ».
beccaria, ii-373: affinché tutti quelli che si distingueranno per il buon credito della
, xvii- 156: ho bisogno che i danari siano consegnati almeno per il
ed aiutò la casa bignami; lo che fece pure con altre ditte commerciali,
fece pure con altre ditte commerciali, che avevano dovuto soffrir danno per i mancati
anche la bottega a tuo nome. pensa che tu figurerai quale ditta di piazza.
o di sprezzo, parlando di istituti che per loro natura non possono avere carattere venale
. calvino, 1-152: il tram che lo portava alla ditta dov'era uomo di
a parte banco e ditta, fa che prima consegni la ditta, e poi per
rajberti, 2-24: facciamo un conto largo che sopra ogni migliaio di libri..
sono da accreditarsi? all'ignoranza, che tiene ditta o colla presunzione,
, n-iv-522: la ditta altro non è che la prosperità della fortuna, la qual
secondo suol dubitare. questo è quella che ditta o disditta si dice.
). montale, 3-23: peccato che non avessi qui il mio dittafono.
è sostituito da un piccolo altoparlante, che consente la conversazione fra stanze diverse dello
, ma il dittàggio del paese era che facesse la spia. -modo di
: anche per capriglia c'è un dittàggio che ferisce, un proverbio versiliese..
c'è un altro dittàggio, ed è che quando s'ode il muglio del delfino
volgar., 6-41: il dittamo, che per altro nome si chiama frassinella,
ed è radice d'un'erba, che dittamo simigliantemente s'appella, la quale
altrimenti si domanda frassinello, el quale ancora che molto virtuoso sia, non dimeno non
un brindisi tutto echeggiante di mitologia e che terminava con l'invocazione a giunone lucina
, 1-366: una radice d'erba, che si chiama dittamo,...
della quale mostraron prima li cervi, che, quando sono feriti a caccia ed
delle carni. ariosto, 19-22: ricordossi che passando avea / veduta un'erba in
, di tal effetto piena, / che stagna il sangue, e de la piaga
ii-21: el dittamo è una pianta che nasce solamente in candia, simile al
addusse / di dittamo un cespuglio, che recente / di sua man còlto,
di mie disgrazie / altro ci vuol che dittamo cretense. p. verri, i-49
in quel delizioso boschetto, dove le erbe che premete son dittamo, timo, serpillo
timo, serpillo, e simili fragrantissime che imbalsamano co'lor naturali profumi l'aria che
che imbalsamano co'lor naturali profumi l'aria che respirate. pascoli, 131: dittamo
/ processione; io so di te, che immensa / virtù possiedi. cicognani,
di beverlo con te sotto la vela / che ci tragitti all'isola dei dardi,
sarà dittamo e latte il raccontarle / che del tuo dolce aspetto io fui beato.
. giamboni, 7-9: quinzio, che fu lavoratore, dittatore fu eletto,
: poi si stabilir tre dittadori, / che sovr'al consolato ebber domino; /
. seneca volgar., 3-358: colui che noi chiamiamo dettatore, era chiamato anticamente
libro d'antichità. questo medesimo testimonia che colui ch'è scelto per dettatore,
, i-25: era in roma uno uficio che si chiamava dittatore, e era sopra
, d'onore e di potenza; però che alla sua sentenza non si poteva appellare
: cioè dare potestà a uno uomo che sanza alcuna consulta potesse diliberare e sanza
di roma seco il dittatore avea, / che dopo canne i danni estremi e tonte
un dittator di roma. -titolo che cesare, per rendere costituzionale il suo
le leggi, non si poteva più oltre che sei mesi stendere l'uficio del dittatore
qui, diceva il gran dittatore, che secondo in roma. bartolini, 5-225:
disordinata repubblica, egli, col nome che diessi di consolo, fu dittatore.
dev'essere appunto un uomo nuovo, che non abbia servito a nessuno. carducci
in una loro dimanda al dittatore, che i galantuomini avevano fatta una lista di donzelle
lista di donzelle per disonorarle, e che perciò avevano meritata la morte. bandi
delle due sicilie non fu l'audace guerrigliero che gli strateghi dottissimi degnavano appena d'uno
ma fu il capitano sapiente, tutt'altro che inetto al comando di numerosi eserciti ed
: di robespierre si avrebbe potuto dire che o doveva essere il dittatore del mondo o
galla solo per quel poco di sughero che ha sotto gli stivaloni. 5
di graziosi modi / all'alma gioventù che italia onora. cesarotti, i-19: il
come dittatore, potrà compilare un vocabolario che ad ogni modo vuol essere fatto a
hanno perduto il credito e bisognerà finalmente che chiudano bottega. carducci, ii-20-29: io
iii-19-36: al primo [pennesi], che predica in nome della scienza,
in nome della scienza, cioè che venti o più volte in quella
del suo cadavere non può star che la igiene. e questo non è il
quanto volubile. 2. che si riferisce, che è proprio della dittatura
2. che si riferisce, che è proprio della dittatura come forma di
dittatore, come capo politico di uno stato che ha tale forma di governo (cfr
b. croce, iv-n-209: ecco che mi è stato contrapposto un intruglio di
o, a ogni modo, dittatoriale, che, non osando chiamarsi apertamente socialismo e
esterna e distruzioni materiali e morali siffatte che ogni speranza di redenzione pareva ad un
, 10-139: lunga abitudine al conformismo che non è facile da sradicare dopo i
cresciuta per essere maestra, null'altro che maestra: un donnone di schietta bruttezza,
dal gesto dittatoriale, dalla parola tagliente: che tiene in pugno insegnanti e scolare,
talvolta nulla, contentandomi di affermare dittatoriamente che sono libri o cattivi o di nessun conto
del dittatore come magistrato romano; che si riferisce, che è proprio di
magistrato romano; che si riferisce, che è proprio di una carica pubblica in
stati dannati da alcuno scrittore quelli romani che trovarono in quella città il modo di
di creare il dittatore, come cosa che fosse cagione, col tempo, della
; allegando, come il primo tiranno che fosse in quella città, la comandò sotto
, ci presentammo al governo, dimandando che istituisse un magistrato dittatorio per difendere la
, 1-1-18: ebbero sì per l'autorità che loro fu data, sì per quella
loro fu data, sì per quella che si usurparono, una podestà dittatoria.
sicurezza, con un'aria così dittatoria che tu ne rimani sbalordito e a bocca
. dittatrice, sf. donna che esercita, o aspira a esercitare,
fu delle mogli o sottomogli di dittatori che intendevano fare da dittatrici. 2
. 2. figur. donna che detta legge, autoritaria, influente.
, xxiv-115: si ha da dire che quinzio, chiamato dall'aratro alla dettatura
conferitagli dalla libera volontà dell'esercito, che un uffizio derivato dal generale governo.
mazzini, il fondatore della giovine italia, che avea combattuta la dittatura in quell'epoca
cancrenoso e immorale, nulla di meglio che una dittatura vigorosa e leale. carducci,
dal detrito delle rivoluzioni sociali, dopo che l'odio ha fornicato con la cupidigia nel
croce, iii-27-228: il cavour, che per temperamento e per educazione non era stato
xl-617: e chi siete voi, che pretendete impadronirvi di una illegittima dittatura,
pretendete impadronirvi di una illegittima dittatura, che ardite attaccare l'amor proprio di tanti e
ardite attaccare l'amor proprio di tanti e che vi credete superiori a tutti? carducci
repubblicana e imperiale, anche in questo, che ella adorò la forza, per diverse
. comisso, 7-114: si credeva che il regime della dittatura fosse il carnevale degli
, dei costruttori, insomma, e che la democrazia fosse quello degli avvocati.
essere finite le autocrazie in una europa che già si portava in grembo ie dittature
tirannide. pallavicino, 6-1-193: intendeva che tanto riuscirebbe più disonorevole al papa questa
per dir così, della cognata, che la prima, quanto meno sareb- besi
la dittatura papale era stata, non che necessaria e scusabile, ma necessaria e lodevole
poiché noi mutiamo ragionamento, io voglio che si muti domandatore, perché io non vorrei
non vorrei essere tenuto presuntuoso; il che sempre ho biasimato negli altri. però
dante... biasimò i toscani che volessero col loro dialetto arrogarsi la dittatura della
figli, e non posso già credere che il compariremmo noi meno gloriosamente (anzi
intolleranza letteraria e di domma- tica dittatura che molti seguaci di quegli studi ereditarono poscia
sopportare più a lungo la dittatura bizantina che ogni giorno più lo diminuisce di forza
, x-3-458: su le balze dittèe / che prime udir de'suoi vagiti il suono
biga gentil delle due cerve, / che ne'boschi dittei, prive di nozze
', diconsi da'naturalisti gl'insetti che sono fomiti di due ale sole. carducci
di monte, benché solamente convesso anzi che scolpito a foggia del mistico insetto;
porta, mirabilmente intagliata, io giovenca che si dibatte sotto la persecuzione del dìptero
ed anche / quel polverìo di ditteri che danza. pascarella, 1-268: aveva saputo
i quali, se è vero quel che dice plutarco, venivano adorati dagli arcanani
l'avorio dei dittici. -opera che tratta dei dittici. lanzi, i-101
fu già nel museo del proposto gori, che lo descrisse nei suoi dittici (tomo
). 2. doppia tavoletta che si esponeva nelle chiese durante la celebrazione
dittici d'argento o di avorio, che finita la sacra funzione si ripiegavano come
essere inscritti nei dittici cattolici; e che io feci il « garbuglio » perché li
dittici, o sia gli altarini, che in più paesi d'italia si nominavano ancone
.. non si dee tralasciare di dire che noi dobbiamo la conservazione di questi.
(plur. m. -ci). che ha la forma del dittico, pieghevole
la forma del dittico, pieghevole; che si compone di due parti.
dittografìa, sf. filol. fenomeno che si verifica nella scritturazione dei testi
. m. -ci). filol. che si riferisce alla dittografia. dittologia
(plur. m. -ci). che riguarda la dittologia. dittongaménto
accentate senza dittongaménto '. pare che se si fosse detto * senza dit
vocaboli, ma dire le due vocali che vi s'incontrano sciolte alla latina, come
, di dittongare), agg. che ha subito la dittongazione, che va soggetto
. che ha subito la dittongazione, che va soggetto alla dittongazione.
salvini, 30-2-18: quella codetta che s'appicca all'*, per farla
, è un uso venuto dal carattere che chiamano longobardo. muratori, 5-iii-59: la
come il lat. 'locus 'che diventa 'luogo ').
, ix-257: fosse ben chiaro a tutti che lui era torinese: un torinese a
dittongazione. qualche volta, pareva addirittura che lo facesse apposta: che esagerasse.
pareva addirittura che lo facesse apposta: che esagerasse. dittòngo (ant.
dall 'iato, vocale forte e debole che si pronunziano separatamente). -dittongo mobile
separatamente). -dittongo mobile: quello che, nelle forme derivate, come regola
se vera è l'opinione di coloro che * sui, mio, tuo, lei
quanto per dio saranno più questi, che latini. p. f. giambullari
1-211: avendo da pronunziar il dittongo, che fa la prima sillaba di eurialo,
... altro non sono, che accoppiamento di due vocali; le quali appo
; le quali appo noi, tutto che si proferiscono, non si prendono se non
suoni delle vocali sieno gli accoppiamenti, che a quarantanove aggiungono, s'io non
tre vocali, non v'ha regola che si osservi ugualmente, perocché 4 giuoco
tutti i grammatici il dittongo vien definito, che sia l'unione di due lettere vocali
grammaticale... al dittongo, che di sua natura è lungo, suole sostituire
suole sostituire una vocale semplice ogni volta che la posa cada su altra sillaba della
tale eccesso di toscanesimo notiamo: primo, che in altre provincie il dittongo 4 uo
'è nella pronuncia; secondo, che l'uso non solo classico dei nostri migliori
e giocondo o di giotto nel dittongo ou che per pronunziarlo bisogna fischiare come le serpi
di due o anche di più vocali che dànno origine a un nuovo suono (
perduta del tutto. onde dicono oggi, che due se ne pronunziano, 4 au
gli altri tre no; quasiché vogliano che siano, come appresso i greci, i
a'francesi, restarono tanti dittonghi, che sono propi di lingua barbara, dura ancor
, 1-3-62: noi altri i nomi che finiscono pel dittongo ae quasi sempre per
e muovono; in questo modo dicon che si fanno i vini diuretici. crescenzi
medici son chiamate diuretiche, cioè a dire che hanno facoltà di muovere l'orina.
lambrusco, vino frizzante, diuretico, che dà una lieve ubriachezza e insieme la
e gli emetici, nulla più sono che un sollievo a tempo. redi,
diuretico libraccio / un puzzo tal, che il naso appesta ancora.
gozzi, i-209: il signor goldoni, che oltre all'essere un diluvio d'opere
o vogliam dire un diurnale gesuitico esatto, che gioveria non poco a disingannare quei semplici
non poco a disingannare quei semplici, che credono ancora all'innocenza dei padri,
all'innocenza dei padri, e stimano che quanto si dice o scrive contro di
: 4 diurnista '. l'impiegato che presta l'opera sua per assunzione a
da diurno. diurno, agg. che riguarda il giorno; che è in
, agg. che riguarda il giorno; che è in relazione col periodo di tempo
è in relazione col periodo di tempo che va dall'alba al tramonto (ed
di marte il segno dèi imaginare / che è diurno, mobil, masculino. alberti
accogliere l'infinito nel cavo della mano che tiene l'acqua piovana o la rondinella
, purg., 19-1: nell'ora che non può '1 calor diurno / intepidar
: riposati se vuoi e tanto aspetta / che in cielo appaia il diurno splendore.
cominciava ad aggiunger nebbia a nebbia, che il sole diurno imbiancava e illustrava senza
io ve ne vo'dire pur quello che mi pare a conscienzia. sai quale
baruffaldi, xxx-1-89: perciò le vedi, che tornando a sera / al lor,
ch'ella ricevè dalla vecchia ribalda, che forse mille volte per fraudar la morte
(anche diurno, sm.): che offre servizi rapidi e vari (come
dentro il boston, ch'era pieno che non ci si capeva, e pareva
bagnati, di piedi zozzi e di sudore che c'era. 2. che
che c'era. 2. che svolge la sua attività durante il giorno
persona). spolverini, xxx-1-19: che desto, o lasso, o ancor
cittadino. -animali diurni: quelli che vegliano e agiscono di giorno.
io generata fui diurna / dal fiume che dà nome alla mia gente.
. petrarca, 234-2: o cameretta che già fosti un porto / a le
se'or di lagrime notturne, / che 'l dì celate per vergogna porto! boccaccio
far venire voglia a le pietre, non che agli omini, de stare a ragionare
, 192: né si trovò mai alcuno che fosse più felice in queste ispedizioni fraudolente
felice in queste ispedizioni fraudolente e notturne, che arato sicioneo; il quale, quanto
, 13-34: nott'era, allor che dal diurno moto / ha requie ogni
volli a te, sileno, / ora che tace la diurna rissa / del maglio
suprema testimonianza al grande velivolo nomato caproni che non mi fallò in alcuno de'miei
tanto non hanno potuto sciupare le benedizioni che non sieno sempre atti solenni. pea,
, preso dal ministero degli esteri, che ha dato al comune cen- tosessantamila lire
lire. non è molto se si pensa che il comune ha perduto anche l'incasso
incasso della diurna. 3. che si ripete ogni giorno; quotidiano, giornaliero
, conv., iii-v-13: dico adunque che 'l cielo del sole si rivolge da
, ma tortamente contra quello; sì che 'l suo mezzo cerchio, che equalmente
sì che 'l suo mezzo cerchio, che equalmente è 'ntra li suoi poli, nel
detta intersecazione fino al circulo meridiano, che daranno l'arco semidiurno della stella, il
cassola, 12: se l'emisfero che 'l tuo lido accoglie, / nel diurno
5. sm. eccl. libro che contiene le preghiere liturgiche da recitarsi durante
bartoli, 14-2-50: ad un breviario, che gli convenne accettare,...
cancellò... i filetti d'oro che ne rigavano le coperte. non mutò
per uso di molti anni sdrucito sì che non si teneva più insieme: ma
della povertà sotto il pretesto del commodo che ne traeva. cerracchini, 1-1-30: a
appetito muove ad amare sommamente le cose che son fuori di questo ordine naturale e
proposto da noi, e da laudar quelli che seguitando questo fine, amano una cosa
fede. gioberti, 9-i-2-45: pogniamo che non riescano [le forze dei potentati]
punte, e così via dicendo, senza che l'uno pensasse anche menomamente alle operazioni
maestro alberto, 122: quella cosa per che la diuturnità delle cose mortali perdura,
prima a dirittura; ma elli prima che giudichi, ci aspetta pure, perché
sarpi, ii-4: tengo per fermo che questa opera sarà da pochi letta,
né a perpetuità né diuturnità guardando, basta che sia per giovare a qualcuno. beccaria
tempi, e non per le persone che attualmente hanno in mano la pubblica autorità
moltiplicò non solo le idee e le passioni che ne risultano, ma variò all'infinito
combinazioni. leopardi, i-462: forse che la felicità e la diuturnità della vita
perciò le composte cose più tosto caggiono che i fiori degli alberi, e niuna cosa
: essi si possono rendere certi, che per li effetti predetti, et acciò
per li effetti predetti, et acciò che la pace sia diuturna e perpetua, seguendo
tal partito e sì fatto modo, che meritamente dovranno rimanere contenti. landino,
. landino, 14: di questi dice che sono contenti nel fuoco: per che
che sono contenti nel fuoco: per che sperano di venire doppo la purgazione,
purgazione, o diuturna o breve che abia a essere, a la beatitudine.
è però molto longeva, e tanto che dura è assai più vaga. galileo,
assai maggiori dell'altre, chi sa che non ve ne sieno, ed anco frequentemente
, ed anco frequentemente, di quelle che durino non solamente pochi giorni, ma
ma anco non molte ore, ma che per la lor piccolezza non vengano facilmente
i venti più impetuosi e più diuturni che mai. bottari, 4-10: quelle infelici
prestar fede alla scienza di quelle incantatrici che promettono agli altri straordinarie medicine e speranze
la qual mancanza non da altro provenne che dalla diuturna interruzione della letteratura in europa
fatica estiva. moravia, ii-204: senza che se ne accorgesse e più per effetto
effetto del diuturno sodalizio con i ragazzi che per volontà sua, era divenuto assai
144: dicono, secondo la fabula, che [dafne] si convertì in lauro
sua generazione, si manifesta più in lui che in niun altro arbore il mescolamento dei
, ii-19: di quelle [erbe] che naschino con la radice, la lor
pallavicino, 7-341: in ogni altro fòro che in quello di gesù cristo, se
reato, opporsi a'rescritti generali graziosi che sono orrettizi e surrettizi; non ammettendosi
ed insuperabile da un diuturno esamina- mento che 'l reo abbia fatto della sua preterita vita
guerrazzi, i-56: certo è poi che un abito morale formato da diuturne meditazioni
giornaliere talmente ti si converte in natura, che tu non potrai spogliarlo senza che ne
, che tu non potrai spogliarlo senza che ne venga via anche il pezzo.
: la republica francese poi ben vedeva che carlo alberto non potrebbe mai esserle amico;
idee libere, doveva odiare la nazione che le andava predicando. = voce
par., 18-82: o diva pegasèa che il 'ngegni / fai gloriosi e
, 24-5: se l'onorata fronde, che prescrive / l'ira del ciel quando
non m'avesse disdetta la corona / che suole ornar chi poetando scrive, /
colle ideo / tra le dive, che pari a mirar ebbe, / venere gita
in nobil pianta / scrissi il nome che in petto amor mi scrive; /
pelide achille / l'ira funesta, che infiniti addusse / lutti agli achei,
... goda altri de 'l verso che russa / ne le canzoni grasse da
a me la strofa breve concedi, che balza, rilutta, / e freme domata
m'inonda / e scalda sì, che più e più m'avviva ». ariosto
[beatrice d'este], poi che le terrene some / lasciate avrà,
quivi è il volto / di colei che sua diva e madre face / quel
/ e l'ombra de l'ala che gelida gelida avanza / diffonde intorno lugubre
2. per simil. donna, che per le sue doti o nell'impeto
doti o nell'impeto e nell'adorazione che nascono dalla passione amorosa, è celebrata
se mortai donna o diva / fosse che 'l ciel rasserenava intorno. sacchetti,
, ii-6: quegli occhi chiari, più che il ciel sereni, / che a
più che il ciel sereni, / che a torto gelosia veder mi priva, /
, alla sua diva accorse, / che con le braccia al collo il tenne stretto
margherita. giraldi cinzio, i-138: poscia che della parola * diva 'poco di
scrittore né antico né moderno, e che non vi manca chi questo mal uso
questo mal uso vuol favorire, con dire che comunemente così si dice dagli innamorati,
così si dice dagli innamorati, e che questa voce non si doveva notare per
, ecc. tansillo, 175: or che splendete su i stellati chiostri / v'
te non amai, ma quella diva / che già vita, or sepolcro, ha
rispondeva col solito sorriso stracco ai complimenti che le piovevano da ogni parte. gozzano
fogli, e tra gli altri uno che raffigurava una diva del cinema con gli
si chiamavano nei caffè concerto le cantanti che cambiavano costume dopo ogni pezzo. il
2. figur. atto del pensiero che si spinge oltre determinati confini; distrazione
1-105: voglio astenermi da que'divagamenti che se non sarebbono inutili, almeno sarebber
b. croce, iii-27-364: coloro che... si perdono in congetture e
congetture e previsioni, debbono star vigili che quel divagamento in ciò che è impossibile
star vigili che quel divagamento in ciò che è impossibile conoscere non sia in effetto il
te come per me non ci vuol altro che divagamenti e passatempi. carducci, ii-7-322
guido alludeva infine, non significava forse che ella si tormentava come me per dimenticare
pres. di divagare), agg. che divaga, che va errando qua e
), agg. che divaga, che va errando qua e là. - anche
croce, ii-2-210: il punto di partenza che egli [il vico] assume è
, cioè le famiglie e i padri che accolgono nel loro seno i divaganti e ne
più solida, più pratica, meno divagante che si possa immaginare. calvino, 3-17
. vallisneri, i-285: dubiterei che potessimo dire che tal eredità sia attualmente
vallisneri, i-285: dubiterei che potessimo dire che tal eredità sia attualmente de'vermi,
eredità sia attualmente de'vermi, e che i vermi vengano per li canali della
, cagionino poi que'mali e que'dolori che noi quasi tutti, chi in una
dall'eccitazione alla quiete egli non passava che per una strada, quella dello scoraggiamento
, sono a noi visibili i lumi che in lei divaghino. de sanctis,
non sorvegliato dagli occhi, un sorriso che la sa lunga gli divaga pel viso scialbo
, come manchi in questa plaga / che ti presente e senza te consuma: /
gli eventi parti colari, che sono i semi delle cognizioni universali. beccaria
beccaria, i-283: il dotto, che divaga senz'utilità alcuna nell'immenso pelago
2-57: mi avvedo un po'tardi che ho divagato in un profluvio di ciarle
un filosofo, il quale volendo provarvi che dovete morire, cominciasse dal provarvi che siete
che dovete morire, cominciasse dal provarvi che siete vivi. viani, 10-346
viani, 10-346: anche gli infermi, che hanno negli occhi il bianco muraglione di
a notte, gli sceneggiatori non fanno che parlare, per lo più tenendosi al lavoro
della vita militare, nella cittadina lombarda che lo aveva ospitato per diciotto mesi.
, depravazioni dell'intelligenza e dell'affetto che ben convengono insieme. verga, 1-386
insieme. verga, 1-386: sembrava che non ci fosse un'ombra d'imbarazzo
il capo allo sportello ad ogni voltata che faceva la carrozza, per vedere se
divagare. paoletti, 1-1-26: so che si dice, bastare che il contadino
1-1-26: so che si dice, bastare che il contadino sia bene istruito nell'arte
scrivere, l'arimmetica non servire ad altro che a divagarlo, a dissiparlo. carducci
ascolto. baldini, 6-75: in quello che tu disegni e colorisci ci riman sempre
e colorisci ci riman sempre qualche cosa che poi divaga l'anima, invece di
l'anima, invece di guidarla al significato che hai voluto figurare. -deviare
. ritorniamo dunque, e diciamo quel che dicevamo un poco innanzi questa digressione.
. cattaneo, iii-2-73: a noi pare che intorno a ciò gli scrittori si divaghino
seconda pipa, e se non fosse che tratto tratto si divagava dal soggetto,
soggetto,... poteva dirsi che a nulla pensasse fuorché a le fever.
di tutto per divagarsi da un'idea che ormai credeva un sogno. carducci, ii-5-199
giorni son tutto nel petrarca: sì che l'intonazione almeno dovrei prenderla. vero
intonazione almeno dovrei prenderla. vero è che di quando in quando me ne divago
intontimento, ima spossatezza, un martirio che non si può dire. -liberarsi
sm. (femm. -trice). che divaga; che ama fare digressioni.
. -trice). che divaga; che ama fare digressioni. bontempelli, 20-56
è un incorreggibile ragionatore e divagatóre, il che fa a pugni con la sua professione
si contraeva sotto un riso tanto commiserevole che decisi interromperlo con un pretesto divagatóre.
pretesto divagatóre. divagatòrio, agg. che tende a divagare, a distrarre,
g. bassani, 1-250: non erano che manovre divagatone, lo si capiva bene
: per prender tempo e per impedire che il processo assumesse quel colore affatto penale
queste poetiche divagazioni mi disturbano da lavoro che più mi preme. g. capponi
: queste divagazioni fantastiche del nostro pensiero che si assottiglia nel vuoto, col rendere
ai governanti. costoro possono fare quel che vogliono, e possono far pagare allo stato
divagazioni. verga, ii-257: ecco che ricasco di nuovo nella fantasticheria erotica -la
vivium ', a sole voci, che richiamò la mente di demetrio dalle strane
prosatori e rimatori e utopisti e monopolisti che ispirano le vaghe opinioni della legislatura francese,
dossi, 910: del « politecnico » che è il corpus, per così dire
sfogo. cicognani, 3-175: che effetto! sentir la propria presenza:
paura d'esser così solo con sé, che allora certe domande non ànno divago e
se ne può liberare: si sente che in quella domanda è implicata la vita.
el dì a menomare per lo divallaménto che 'l sole fa tanto quanto va per cancro
, 5-121: era pensiero di wurmser, che questa schiera, occupato salò, si
dalla sinistra costa d'apennino, / che si chiama acquaqueta suso, avante /
si chiama acquaqueta suso, avante / che si divalli giù nel basso letto. vallisneri
g. gozzi, 3-5-430: un torrente che divalla, e aggira / pezzi di
seco tutti gl'ingombri col solo impeto che lo porta a divallarsi nel mare. carducci
mare. carducci, 1022: fin che piave pe'verdi baratri / ne la perenne
, i-526: le ignote confuse giogaie che divallano al mare. tozzi, i-50:
con tal furia il brando crudo / che per traverso gli tagliò lo scudo.
120: gl'incendi... che le distrussero [le città] per man
. di divampare), agg. che divampa; che brucia, che arde;
), agg. che divampa; che brucia, che arde; che riscalda
. che divampa; che brucia, che arde; che riscalda s tr aordi
divampa; che brucia, che arde; che riscalda s tr aordi nariame n te
e infetta / il tuo meleto sì, che non v'è scampo / d'umana
ragazza vedeva il punto divampante della sigaretta che indicava nel buio come lui l'aspirasse
(e si riferisce ordinariamente a un fuoco che si sviluppa rapidamente mandando grandi bagliori)
chiaro davanzali, xvii-559-4: il parpaglion che fère ala lumera / per lo splendor
essa per la grande spera, / tanto che si conducie a divampare. menzini,
menzini, i-310: non è piropo, che divampi ed arda. napoli signor etti
.. vi sono così frequenti, che talora in una notte si vedono divampare in
di chiaroscuro della fiamma azzurra e rossa che lambisce quasi timida, accarezza graziosamente,
pascoli, 489: tempo sarà che tu, terra, percossa / dall'urto
2-14: una fiammata avvolse la quercia che divampò tutta come una torcia gigantesca crepitando
pieni d'una nera polvere, / che per favilla subito divampa, / ed ha
divampa, / ed ha tal possa, che spezzare e solvere / può scogli e
filicaia, 2-2: era già 'l tempo che divampa e bolle / il gran pianeta
, i-344: ardente / dal sol che vi divampa, il terren scalda / l'
divampa, il terren scalda / l'aer che v'incombe, e lo dirada e
, in me le luci fisse, / che divampar di sacro zelo e sdegno.
montano, 204: non andò molto che un cirro sospeso sopra la cima divampò
e sì sfrenato raggio d'oro, / che ogni splendore offende di sua luce,
nelle fiamme in guisa adduce, / che quanto più divampo, più namoro.
con sì gran fuoco della sua carità, che per voi ne divampi tutto quel nuovo
pananti, iii-15: allora avvenne quello che accade nei gran disastri; in luogo
sentia. verga, 2-148: seppe che la contessa era andata a torino col
in lei un odio non meno violento che quello di gemma contro di lei.
. mazzini, i-679: la nuova che in napoli si battono farà divampare il moto
noto. barilli, 2-141: pareva che un alterco divampasse; non potevo afferrare le
voleva allontanare la famiglia dal fronte prima che la guerra divampasse. -risonare
arsiccio, / raccapriccio / nel pensar / che latente al diaframma / ci ho una
diaframma / ci ho una fiamma, / che può forse tra poco / un gran
pea, 3-56: la devastazione, che ora passa in qua e in là,
, xxiv-911: eccoti gli occhi odiati che ne divampano i puri ardori cangiati in fonti
di lagrime sol per abbeverare quella passione che lacera il petto. 9.
, tutta accesa / d'ardente fuoco che la divampava. diodati [bibbia]
i nostri prati umido in sorte, / che non fan carestìa di mille e mille
martelli, 1-15: dolci fiamme, che prime / mi divampaste il core,
: selva sentiva disgregarsi le anime che si erano unite in un primo slancio.
erano unite in un primo slancio. sentiva che dane, minucci, probabilmente anche
, iniziare un movimento intellettuale e che quella divampata francescana era venuta fuor di
1-22: queirimpetuosa e cocentissima fiamma, che se ne levò in un istante,
: ed ecco, ecco, non altro che ferite / è la bellezza divampata ai
il bascià quasi ogni giorno udienza, che si chiama divan. paruta, iii-19:
valle, 1- iii-66: avendo ordinato che si facesse divàn o consiglio pubblico.
algarotti, 1-iv-332: non è insolita cosa che gli ambasciatori delle maggiori corone d'europa
un principe dello stato e della milizia, che chiamasi 'dey ', e da
ufiziali, il quale si chiama 'dowane che noi diciamo divano. panzini, iv-201
« divani », ovvero sale, che sono da una parte tutti aperti come gran
tutti aperti come gran logge nel modo che gli usano anche in costantinopoli. -iron
[gherardini]: tutti quelli altri vocaboli che nel gran divano della crusca, per
.. fu pronunziato a frullone battente che si mutassero. 2. comodo
, senza spalliera, alzato con cuscini, che suol porsi lungo le pareti della stanza
: ha una fascia larga e curva che è detta la 'gobba '. ha
sospinto davanti a un piccolo divano tozzo che dalle bocche del velluto cremisi, sfiatava
baldini, 4-170: il solo cantuccio che mi facesse nelle camere un po'voglia era
l'arabo e il turco) che significava originariamente 're gistro
e in là in queste ultime lettere, che 11 dir divantaggio oramai o non
volgar., xxviii-314: vera cosa fu che 'l no stro signore al
moti il movimento circolare disseparò, acciò che libero fosse da qualunque loro divariamento ed errore
sole imbionda sì la viva lana / che quasi dalla sabbia non divaria.
purghisi lo 'nfermo con mirobolani; poi che li colori si divariano dinanzi dal vedere
de'futuri tempi divariar potrebbono, senza che il sovrano dispositore a ciò una volta gli
2-8-606: affermano... i platonici che l'anima sia mezzana in fra le
sia mezzana in fra le divine cose che sempre sono, e le naturali;
37-90: nell'isola d'ischia, / che dal napo- letan poco divaria.
intorno alle riflessioni o alle refrazioni, che sovente ne trasmodano la bella figura del
la quale per sì fatte ragioni, non che nelle bellezze, in molte e molte
. rosmini, xxii-306: il pericolo che c'è nell'uso delle similitudini in
similitudini in argomenti filosofici nasce da questo, che due cose simili non sono uguali,
non sono uguali, e però se ciò che si dice su d'una di esse
d'una di esse cade su quella parte che la divaria dall'altra, il discorso
inghilesi usano legni divariati dagli altri naviganti che sono più grossi di legniame e più
andare al sommo bene, / ben che divariate son le pene, / il quando
pucci, cent., 60-48: pognam che 'l verso [cioè la leggenda di
, vii-112: anassagora e democrito tennero che la luna, come questa nostra terra,
la luna, come questa nostra terra, che noi calchiamo, fosse abitata; e
), agg. raro. che divarica, divergente. soffici,
lettuccio del supplizio, l'ordegno articolato che doveva divaricare le povere membra. pirandello
luccichio nero di aculei: colonie di ricci che divaricavano lenti le spine. -piegare
mentre per la soverchia copia de'fumi che al cervello n'ascendono, divaricandosi l'unione
: i mozzi, le fasce di legno che tengono i razzi divaricati a raggiera dal
e divaricate. 2. bot. che forma con l'asse su cui è inserito
galileo, 3-3-210: l'angolo, che dalla massima divaricazione de'raggi visivi si
costituisce nell'occhio, essendo più grande che retto, sottende a più di 90 gradi
mesi suo vicario / ci mandò, che facea piena ragione / al grande, ed
a il pregiare una gioia, di poi che un signiore l'aveva compera, o
: grandissimo è il divario... che corre tra il genere di prove su
lingue disparatissime e in diversissime materie, che non v'era anticamente fra due scrittori contemporanei
da qualche tempo, non accadendo nulla che modificasse la sua esistenza, luca incominciava
. leopardi, i-529: converrebbe che anche questa nazione vivesse come morta
nazione vivesse come morta, cioè che nella sua esistenza non accadesse mai novità
erano le loro abitudini, l'esistenza che menavano da più di dieci anni.
di dieci anni... e che avrebbero menato per chi sa quanto tempo
fra mare e terra non era segnato che da una linea sottile come un capello,
linea sottile come un capello, tanto che a tutta prima scambiai l'una cosa con
tal modo ne fui ricambiato d'amore, che egli tra me ed i suoi figli
/ ogni avventura ed ogn'incantagione / che di tante miserie era cagione. palazzeschi
ragazzi erano contenti di questo bizzarro fenomeno che provocava alla casa movimento e divario,
repubblica di firenze, 12-24: fa'che per loro si confinino o distinguino per
e se sono in concordia, piaceci che si confinino le corti l'una dall'
corti l'una dall'altra; in caso che v'avesse divario, scrivici chente sia
la spagna, 23-18: carlo gli disse che dovesse armarlo / subitamente, sanz'altro
l'assedio ad una terra, / che per paura, senza alcun divari, /
3-1006: quando si seppe a parigi che la reina tornava, si mossono tutti i
.. facendo tante divarie feste, che lingua d'uomo nollo potrebbe dire.
. cavalcanti, 108: volle il comune che per ogni bocca si lasciasse di rendita
roberti, ix-51: v'è industria che rimenda e che ricuce, / e
ix-51: v'è industria che rimenda e che ricuce, / e all'età lunga
suto. cavalca, iii-194: vivendo disse che non avea dove riposasse il capo.
pugniale a canto per dargli a divedere che anche la mia spada taglia, e
del tatto freddo e de'sudori colliquativi che dànno a divedere un gran dilargamento de'
non dica parola, non faccia cenno che possa dare a divedere nulla a costoro
nulla a costoro, né di quello che si vuol fare, né di quello
fa figura a chi à il personale che si presta e dà a diveder la razza
si dà qui a divedere più scaltrito che non fu il costanzo, da cui
conchiusione; pur mi pare di scorgere che tu aggiungi troppa importanza a quel libro.
dà a divedere, così di straforo, che io possa aver preso qualche tinta per
ho donat'una cos'a becchina, / che, s'io non l'ho staser'
staser'o domattina, / daroll'a diveder che me ne duole. cavalca, 19-419
dove ti riposi, cioè in che opere e in che cuori tu ti diletti
cioè in che opere e in che cuori tu ti diletti. cellini, 2-44
a tutte le voglie vostre: sì che pensando di fare di questa sorte,
uso di fare, quando io voglio che si faccia a mio modo. magalotti,
magalotti, 21-58: noi diremo quello che ci è riuscito osservare, protestandoci di
abbiamo pensato di far quest'esperienza, che per quello che ci sia riuscito cavarne
far quest'esperienza, che per quello che ci sia riuscito cavarne di certo e d'
... mi diate a divedere che alessandro doveva adirarsi contra di clito, non
qual è s'egli tanto doveva adirarsi che l'uccidesse. pallavicino, 7-438: con
, essendosi per noi avanti dato a divedere che generalmente il dolore scaturito da un tenero
dolcezza dal mellifluo suo fonte, riman palese che que'gemiti e quelle lagrime erano confettate
conte ioanni da barbiano fa al marchese che tiene ferrara uno grande inganno, ovvero
d'uccidere il marchese azzo da esti che gli facea guerra; e dandogli a divedere
facea guerra; e dandogli a divedere che l'ha morto, riceve da lui castella
, 250: dissero i servi: vuogli che andiamo a coglierle [le zizanie]
e quelli disse: no, acciò che cogliendo le zizanie voi non divelliate con esse
fiorentini, 105: venti sì forti, che rovinavano le magioni e divegliavano gli alberi
barba e ridendo, sì forte il tirò che tutto del mento gliele divelse. caro
case in un divella, / folgor che l'alte torri abbatta ed arda,
facendo fischiare per l'aria una bacchetta che aveva divelto da una siepe.
alla gente e incontro allo regno, acciò che lo divella dalle radici e distruggalo e
ti costituisco sopra questa generazione, acciò che tu divelga e distrugga e guasti e dispergi
vi-75: il cielo ogni virtù par che diveglia / dall'alte stelle e quivi par
diveglia / dall'alte stelle e quivi par che rida. valerio massimo volgar.
. montale, 1-66: l'attimo che rovina l'opera lenta di mesi / giunge
(515): comandò oreste che li fosse menata dinanzi la sua madre clitennestra
furore divegliendo quella macina con movimento, che quattro miglia pagani uccise. -figur
cui tanto dolor mi serra / e che dal corpo l'anima divelli. mascardi,
la perdita degli amici, questa sì che mi divelle il cuore dal petto.
ripiena d'ogni sentimento: / credo che 'n pruova la fésse natura / tanto
, i * ho molta paura / che mal'usanza dal sentier ti levi:
dal sentier ti levi: / e che questa malvagia meretrice / t'abbi divelto il
, par., 27-98: la virtù che lo sguardo m'indulse, / del
arrighetto, 236: semina nelle spine colui che vuol ritrarre le ragioni della natura:
ha, donna, ti giuro / che mal mio grado dal tuo lito sciolsi.
del gran giove... / che da te mi divelse. tasso, 13-i-582
, immemore del pranzo e de'genitori che il cercavano per la città,
di correggere l'iniquità della fortuna, che m'ha divelto così a un tratto da
v'è fibra del vostro cuore, che non si risenta e non si schianti per
perturbazioni, e hanno questa potenzia: che muover l'uomo possan di luogo,
divelli ogni radice / del piacer, che felice / no 'l pò mai fare.
mio amore, /... / che forza non arà pena o dolore /
arà pena o dolore / o gelosia, che dal mio cor divella / il ben
ond'ei non péra, quelli / che ne fanno il ver ben porre in non
vano, / talché miser m'avveggio / che ben tosto io vaneggio. de sanctis
debbe essere divelta la mala pianta, che in certi partiti estremi fiorisce oggi ancora
in me / una radice amara / che non si può divellere. 6
uno convenuto, se non fosse uno che le cose congiugnesse così diverse; ma
fosse imo il quale, quel che egli ha tessuto, insieme contenesse. giannone
essere state tolte all'imperio, e che a lui, al quale era commessa la
1-405: ogni frutto al gennaio par che sie imbuto / di nuovo omor che vorrà
che sie imbuto / di nuovo omor che vorrà fuori uscire; / onde diverre
/ due braccia o circa, e tosto che si cuoca, / che me'la
e tosto che si cuoca, / che me'la possa ogni pianta fruire. soderini
eleggere di terreno di buon fondo, e che sia simile a se stesso da imo
e divellansi li cuori nostri a vedere in che stato e dignità la infinita bontà ci
caro, 2-1025: in quella guisa / che d'alto monte in precipizio cade /
portentose / intrecciate saette, e par che tutto / da le radici si divelga
(135): il qual, poi che con fatica dalla cucina e dalla nuta
gioberti, 1-iii-174: chi vorrà meravigliarsi che in un tempo così tenero e amatore degli
sociali come il nostro, la sola persuasione che roma sia loro nemica valga a impedire
roma sia loro nemica valga a impedire che un grandissimo numero di traviati tornino al
tornino al suo seno, e a fare che altri moltissimi se ne divelgano? landolfi
fitta con la carena da proda, che in ispazio di sei ore non se ne
della casa, 2-2-38: ma veggio bene che molti del nostro presente stato la scorza
maffei, 6-389: ragion vuole finalmente che le nostre fantasie si divellano una volta da
una volta da quel grand'idolo, che con nome d'onore da queste moderne
e non senza cagione pronunzia il signore che sono da vomicare della bocca sua con un
quelle infermitadi, fiacchezze e tumulti, che infievoliscono ed agitano e sconvolgono l'animo
fossa] accanto alla prima, in modo che non vi resti nulla di sodo fra
le gramigne conviene sradicarle affatto, operazione che richiama la diligenza e la fatica d'un
d'un monte la divelta cima, / che davanti alla prua caddemi. manzoni,
capo con tanto impeto e così improvvisamente che quella ciocca de'suoi capelli mi rimase
treni non ce n'erano: quei pochi che partivano mettevano un giorno intero a compiere
già grande e di gran coma, che divelto / da la sua madre, era
guardi estremi / sì dolorosa vista, / che tu divelta a forza / dal corpo
può egli falsare maggiormente un autore che a mettere in filza tutti i gravi
dati a un delinquente divulsi dalle ragioni che li mostrano meritati. pavese, 8-
pavese, 8- 25: forse che una pagina di 'divina commedia 'perde
teneva in modo divulse le forze sue che quasi indeboliva più che accresceva la sua potenza
le forze sue che quasi indeboliva più che accresceva la sua potenza. salvini,
dominatore animato, non si può dire che v'abbia vero e comune parlare.
fatti di cesare, 305: sapiate che cesare fu di bella grandezza, ossuto
lo collo ebbe sottile, o vero che pareva più che non era, perché el
sottile, o vero che pareva più che non era, perché el collo era divelto
oro, / ma d'un color che vie meglio sta loro. / e le
7. figur. ant. che ha rilievo plastico (una forma pittorica
, 1-422: c'è chi dice me'che fosse fare, / sanza fogna,
soderini, i-369: è bene, sempre che si fanno i divelti, cacciar delle
seminati in buon divelti vengono più presto che in altro modo. lastri, iii-50:
pala per lo sterro sono del proprietario che adopera il bracciante. = forma sostant
la quale poi il nome si divelve / che * fatua 'è qual pronuncia
andrea da grosseto, xxviii-210: secondo che 'l ferro quando egli è di fuoco
fuoco ben caldo sempre si lavora meglio che quando egli è freddo, così la guerra
guerra ch'è ricente meglio si divendica che co neuno intervallo né con endugio.
come li altri tribuni furo vendicati dell'ontia che fece loro marco crasso che poi morì
dell'ontia che fece loro marco crasso che poi morì in oriente. =
in modo subitaneo), diventare (che è di uso più comune),
chiaro davanzali, xvii-557-9: il parpaglion che fère ala lumera / per lo splendor,
essa per la grande spera, / tanto che si conducie a divampare; /.
/ così son divenuto parpaglione, / che more al foco per sua claritate / e
arse, e cener tutto / convenne che cascando divenisse. idem, purg.,
voglia sazia / tosto divegna, sì che 'l ciel v'alberghi / ch'è pien
... / gentil fai divenir ciò che tu miri. ariosto, 43-38:
damasceno, rispetto al più bel corpo che già mai fosse al mondo, cioè quel
fosse al mondo, cioè quel d'adamo che di lei fu composto...
quali ora viviamo, rispetto a quel che diverranno. casti, ii-3-19: se
vedere, abominoso, abbietto / divien quel che fu dianzi / quasi angelico aspetto.
mi diveniva così intenso e così ardente che mi appassionava sino al delirio. tozzi
., 4-2 (403): quello che il mio corpo si divenisse, io
compì, predicativo espresso dal pron. che): a esprimere viva curiosità o
, iv-i: ahi, bona donna, che è devenuto / lo compiuto -savere /
oi lasse a noi dolente, e che sim devenute! / peio simo tenute che
che sim devenute! / peio simo tenute che
maravigliandosene, fece chiamare chichibio e domandollo che fosse divenuta l'altra coscia della gru
lo aveva albergato quivi, non sapeva che egli fosse divenuto]. leopardi,
divenuto]. leopardi, 17-75: che divenisti allor? quali apparirò / vita
, il dramma intero del reale, che diviene e cresce in perpetuo su se
anche i preparativi, con la gioia che dà tutto ciò che si vede nell'
, con la gioia che dà tutto ciò che si vede nell'atto di divenire.
corta sarebbe stata d'at- traversarlo: che s'andava diritto alla casa di don abbondio
opinione). arrighetto, 228: che mi può'tu far peggio, fortuna
(79): avvenne un dì che, essendo così federigo divenuto allo stremo,
, essendo così federigo divenuto allo stremo, che il marito di monna giovanna infermò.
35: questi divenne in tanta povertà che pasceva li altrui porci, e divenne in
in tanta fame e in tanta miseria che delle ghiande che mangiavano li porci desiderava
e in tanta miseria che delle ghiande che mangiavano li porci desiderava di mangiare,
mangiare, e non ne poteva avere tante che se ne potesse saziare. machiavelli,
scienze or sono divenute così in pregio, che sarebbe presso noi barbaro ed odioso costume
sapere quanto se ne potesse promettere, caso che al pericoloso passo de venisse.
andrea da grosseto, xxviii-205: imperniò che molti son che si conturbano e affliggonsi
, xxviii-205: imperniò che molti son che si conturbano e affliggonsi tanto 'nde l'aversità
tanto 'nde l'aversità... che vengono tal fiata di male in peggio;
uomini dare medicina... acciò che non possano di male in peggio divenire.
guittone, xix-68: a voi, che siete in fiorenza, dico / che ciò
che siete in fiorenza, dico / che ciò ch'è divenuto par v'adagia
., 3-4-1 x: all'uomo, che a molte cose intende non va mai
intende non va mai sì diritto 'l dì che non gli divenga alcuno contrario.
diviene di tutti usurai ed avari più che d'altra gente. longo, xviii-3-262:
. longo, xviii-3-262: è divenuto che tutta la republica per un tratto di tempo
. re giovanni, 1-64: ancor che fosse peccato, / altro par non
il qual pianto la donna prima credette che da dolore di dover da sé dipartire
caterina da siena, v-249: sapete che ve ne diverrà, se non ci si
ci si pone remedio in fame quello che ne potete fare? =
: avrà... riposo dal dio che affranca da ogni giogo e da ogni
da ogni giogo e da ogni catena colui che lo ha servito; l'avrà non
m. -ci). letter. che concerne il divenire, che esprime l'impulso
letter. che concerne il divenire, che esprime l'impulso profondo e incoercibile dell'
, farsi, trasformarsi, divenire (che è sinonimo più let terario
ed è costruito col complemento predicativo, che determina la nuova condizione assunta dal soggetto
sarebbono morti e presi, e coloro che una volta hanno fuggito, o presi sono
(37): questo è segno che 'l calore del sole mantene l'aqua liquida
deventarea tutta soda, come lo piombo, che per lo calore deventa liquido, e
, e un marcel diventa / ogni villan che parteggiando viene. passavanti, 21:
vidi far di quella fronde / di che sperato avea già lor corona, / e
lorenzo de'medici, i-121: quello che è piacere mentre che è desiderato,
i-121: quello che è piacere mentre che è desiderato, quietato tale desiderio, diventa
panciatichi, 294: sono già dodici giorni che io me la passo in casa,
persona vivente, con una pertinace flussione che m'ha fatto delle paure di voler
seme del caffè diventa sterile poco dopo che è distaccato dall'albero. manzoni, pr
gloria dell'abito questa, signor conte, che un uomo, il quale al secolo
solamente, era doven- tata un carbone che non la volle neanche il gatto. d'
, attraverso quei giorni difficili, sentivo che la mia irritazione e la mia insofferenza della
maravellianne senza mesura, e non sapemo che se volliano deventare; imperciò che la intelligenzia
sapemo che se volliano deventare; imperciò che la intelligenzia e la vertude del cielo
divisati, né data tanta figura, che noi li potiamo bene conosciare. libro
175: lo zolfo si è di folgore che cade sopra rocca viva e l'arde
testa, da matto o da donna, che fa un urlo lungo e finisce e
interrogative o esclamative, col pron. che (che cosa): a esprimere dolente
esclamative, col pron. che (che cosa): a esprimere dolente stupore
ufficiali si espongono più del bisogno, che cosa ne seguirà? ne seguirà che i
che cosa ne seguirà? ne seguirà che i soldati resteranno senza guida e senza
senza disciplina, e allora... che cosa diventerà l'esercito?
vero); apparire altro da ciò che si è. alvaro, 7-188:
perché l'essere è, e quello che è non diviene, e il nulla
vero, il diventare suppone l'essere che diventa un altro, e però l'essere
può esser l'essere, ma cosa che sussegue all'essere. padula, 265:
, 265: studiando hegel, conobbero che la realtà delle cose non è 1'
. (tose, doventato). che è venuto a essere in un dato
pioviccicava; era una pioggerella diaccia e sottile che penetrava le ossa, una di quelle
diventato grigio principia a piangere l'estate che se ne va. landolfi, 8-218:
. (ant. dovenuto). che è passato da una condizione ad altra
con tanta forza ogni umor daddosso, che... a niuna pietra divenuta
: vedemmo divenuti assassini di cesare quelli che vinti dal suo valore, furono salvati
le cerco nei vocabolari, non è solo che dei vocabolari diffido, ma che una
solo che dei vocabolari diffido, ma che una parola non assimilata in tanti anni,
d'accatto. -sostant. ciò che ha già avuto attuazione e compimento.
... non servono ad altro che ad agevolare l'apprendimento della storia,
l'uomo non per alcuna corporale creatura, che bussi alli corporali orecchi, sicché tra
invano io tentavo di metter pace dichiarando che, alla fin fine, quei tali il
giraldi cinzio, ii-149: perché mi dicete che coloro che sono d'opinione che l'
ii-149: perché mi dicete che coloro che sono d'opinione che l'egloga convenga alla
dicete che coloro che sono d'opinione che l'egloga convenga alla scena, dicono
l'egloga convenga alla scena, dicono che tutta la bucolica di virgilio si piglia per
favola atta alla scena, e che le egloghe sono invece di scene,
le egloghe sono invece di scene, che furono dette diverbi, mi pare di potervi
intorno a ciò ch'io mi maraviglio che si ritrovi alcuno che sia di questa
io mi maraviglio che si ritrovi alcuno che sia di questa opinione. g. b
poteva donato con più evidenti parole dichiararci che si cantavano i cantici; ma i
poscia le tre parti della commedia, che sono il diverbio, il cantico e il
. di divèrgere), agg. che muove allontanandosi in direzioni diverse (pur
d'origine o d'inizio); che è posto su linee che non hanno
inizio); che è posto su linee che non hanno punti di contatto fra di
caso si immaginino come traiettorie di punti che, avendo comune origine e partendo da essa
. torricelli, 140: osservo che nella diffusione della luce, nell'emanazione
la natura sempre si serve di quelle linee che chiamano divergenti, le quali partendo da
non avendo altra idea dei raggi, che di fascetti di linee rette, eterogenee,
ciascun punto del corpo luminoso, e che, abbattendosi in altri corpi, riflettono,
visibile la tensione, specialmente nel sinistro che certo è quello il quale era sovrapposto
lo sguardo lievemente errante e divergente, che l'antichità buona conoscitrice chiamò sguardo di
. -milit. batteria divergente: che è in grado di battere in giro
orizzonte. -ott. di una lente che ha la capacità di trasformare un fascio
paralleli in un fascio emergente di raggi che divergono, cioè i cui prolungamenti si
. -matem. di una variabile ordinata che ha limite infinito. -serie divergente:
età esser possono insensibili, non altramente che una lentissima serie divergente infinita.
divergente infinita. 2. figur. che ha intenti diversi da quelli di altri
intenti diversi da quelli di altri, che persegue altri scopi, che ha carattere,
altri, che persegue altri scopi, che ha carattere, natura, indole,
saranno le linee descritte dalle loro azioni che, naturalmente progredendo, si renderebbe impossibile
. svevo, 5-378: è vero che altre volte io avevo interpretato altrimenti quella
2-149: si accorsero entrambi... che ognuno continuava il suo interno discorso che
che ognuno continuava il suo interno discorso che le due voci navigavano lontane, divergenti
divergenti. 3. marin. galleggianti che permettono di mantenere divaricato e aperto un
angolo di divergenza: l'angolo azimutale che viene sommato all'angolo di direzione in
sommato all'angolo di direzione in modo che i piani di tiro delle armi (
bisogno d'andar d'accordo in altro che nella distribuzion del lavoro. tutte l'operazioni
appare qualche cosa propria del gioberti che si stacca dalla filosofia europea e da
stacca dalla filosofia europea e da hegel che allora la dominava. svevo, 6-239
. -fare divergenza: eludere ciò che si deve dire passando ad altri argomenti
per successivi adattamenti, onde ne risulta che forme strettamente affini riescono sommamente diverse al
perturbazione del moto di un sistema meccanico che aumenta progressivamente nel tempo senza oscillazioni (
corrugata se non da rupi ferrugigne, che tu scopristi nel divergere dal corso del
nelle radici, lontani nelle foci, che s'affrontano per divergere. manzini,
, divergendo, due pezzi del gran fusto che, segati di recente, denudano un
). beltramelli, iii-247: ricordo che, ad un certo punto in cui
de'quali diffido, ci mostrano pure che il mondo anela verso un principio,
l'educazione; e col molto vero che hanno in sé e con gli errori medesimi
hanno in sé e con gli errori medesimi che forse vi si contengono, guidano il
all'improvviso la vita di giacomo, che per un momento si era avvicinata e
e la mia continuare per la strada che aveva già imboccata. -allontanarsi col pensiero
soprattutto sorride: un'apertura di viso che segue il senso delle parole, ma,
di un ragionamento; eludere l'argomento che si deve affrontare, tergiversare. faldella
come vedi fare adesso a qualche insensato che va trascinando il suo mantello, sparso
in una serie, delle somme parziali, che tendono all'infinito o positivamente o negativamente
la condussi sul lago di como sperai che il quadro diverso della natura divergesse l'
plenitudine e con un impeto così rapinosi che non m'era più possibile derivare la
rettor., 58-16: è appellato controversia che diversi diversamente sentono di quel detto o
, e mammone, cioè quello demonio che amministra le ricchezze e la gloria del
amore ed in tanto diletto, / che nulla volontà è di più ausa, /
per tutta la città generalmente, / che calcas era di quella fuggito, / e
questo pensier, quando quel giugne / che 'l dubbio cor diversa- mente inchina.
ha messo questi versi di suo, che non sono così nel saggiatore, ma
restare alla stiaccia, bisogna fabbricar diversamente che a roma. goldoni, vii-1254:
trarre e a tempestare sì diversamente, che dando tra le caviglie e tra'castroni
generico, da parte di quest'universo che è così imponente e tuttavia così
rosmini, xxi-229: intendi tu, che queste cose diversano fra loro, e in
queste cose diversano fra loro, e in che diversino? = deriv. da
[crusca]: la 'ntenzione è quella che diversifica l'opere. maestro alberto,
non è così? con ciò sia che ciascuno discordi da se medesimo diversificando i
la quale ha dentro a sé quello che fa e quello che riceve l'impronta
dentro a sé quello che fa e quello che riceve l'impronta, può agevolmente diversificare
. della luna,... che sono nella circonferenza, non possono diversificare
, iii-616: la seconda volta, che fu a'sette agosto, il medesimo decreto
quanto è a me, sono di opinione che il poter diversificare i tuoni e le
lasci sentire il tedio di quella lunghezza che nasce dal toccar sempre una corda sola.
di abbellire, diversificare e migliorare quello che la natura ci ha dato, produce
la identità perfetta della cavalleria in quelli che la ricevevano, la differenza delle condizioni
il loro fine perfette mostrano il segno che le diversifica dalla poesia, perché,
poesia, perché, altrimenti da questa che è individualità e universalità in uno,
guicciardini, 2-6-262: noi ne rispondemmo che vostre signorie non erono per diversificare,
c'è artista o intendente d'arte che non abbia viva coscienza di quanto disti,
. disus. adatto a diversificare, che serve a distinguere, che esprime diversità
diversificare, che serve a distinguere, che esprime diversità. p.
. gioberti, 1-v-421: tanto è lungi che il sito sottostia d'efficacia alla stirpe
d'efficacia alla stirpe e alla lingua, che esso è il principio diversificativo delle lingue
di più spezie, diversificate dalla varietà che si vede ne i frutti loro. magalotti
: 10 non ho il minimo dubbio che a firenze non sia per venire un
quali corse per avventura l'istesso metodo che corre in oggi, non più diversificato
oggi, non più diversificato di quel che vediamo ricorrere di dieci in dieci anni
unica scena, diversificata da vari personaggi che, come nel prometeo d'eschilo, vengono
certa qual diffidenza da straniero a straniero, che sul principio aveva dimostrato, verso di
colleghi, solo forse diversificata da quella che correva tra me e i miei colleghi italiani
ii-137: questa diversità diversifica due caratteri che parevano affatto, ed erano quasi affatto,
mancare. gobetti, i-74: sia che esaltasse satana, sia che esaltasse la
i-74: sia che esaltasse satana, sia che esaltasse la propria divinità, [il
diversilàtero, sm. letter. che ha diversi lati. calandri,