. di giacomo, i-731: guarda che abbronzi il lenzuolo, strega!.
, di abbronzare), agg. che ha la superficie annerita dal fuoco; abbruciacchiato
giunto e da moca. 2. che ha la pelle scurita dal sole, dal
le spalle curve, e delle rughe che dicevano assai su quella faccia abbronzata d'
, un gigante vestito di bianco, / che si muove pacato, abbronzato nel volto
e sugli zigomi. 3. che ha preso una macchia d'ombra per il
d'abbronzatura, così usato dai ferri che questi vi scivolavano come su d'un
col dito. 3. malattia che colpisce le piante, essiccandole. pargioni
nel sagrifizio si richiedea di vantaggio: che la cosa offerta fosse... uccisa
, i-361: abbrostire, un pochino più che abbrustolare. = deriv. da abbrustiare
ingrassando. / ah, quel pane abbrostito che buon sapore avrà! pindemonte, 3-600
: quell'abbrustito colore di foglia morta che il lichene va di continuo info- schendo
bencivenni [crusca]: guarda bene, che l'abbrostitura non sia soverchia.
deriv. abbruciàbile, agg. che può essere bruciato; che brucia con
agg. che può essere bruciato; che brucia con facilità. m.
... cioè abbruciacchiare: lo che segue a'peli del muso de'gatti e
del muso de'gatti e de'cani, che stanno sul fuoco, e agognano di
fuoco, e agognano di mangiare le carni che si girano arrosto. a. del
in mano di certi arrabbiatissimi tiranni, che abbrucciacchiandoli gentilissimamente al lume e insalandoli,
come altri dicono abbrostolirle in quella parte che debbono restare in terra, perché resistano
alla fiamma, per tor via quella peluria che rimane dopo levate le penne. così
penne. così delle ragne di seta che i bachi lasciano nei mannelletti, dov'han
tinte dal fuoco con un leggieri abbronzamento, che diciamo abbrucciacchiate. pargioni pozzetti, 1-375
brani di carta abbruciacchiati, umidicci, che s'agitavano ancora quasi fossero cose vive
.., nel secondo enea, che porta in salvo anchise dallo abbruciamento di troia
2. conflagrazione di corpi celesti che ardendo divengono incandescenti. galileo,
galileo, 311: delle prime vuol che si facciano gli abbruciamenti momentanei; delle
parti calorifiche] un certo grato diletico, che noi poi chiamiamo caldo soave; ovvero
. di abbruciare), agg. che brucia, ardente. crescenzi volgar.
[sarà] per quei miseri infermi, che tremanti o abbruciami di febbre sur un
paglia... non hanno un cane che si dia pensiero de'lor bisogni.
690: si trovò già un uomo che per acquistar fama abbruciò il tempio di
ardete..., non passerà troppo che riti vederete tutto abbruciare e divenir cenere
cenere. aretino, 1-208: candele che si ardono e... legne che
che si ardono e... legne che si abbrusciano. vasari, i-270:
. vasari, i-270: l'incendio che abbruciò la chiesa e i palazzi di
al fuoco, diviene così ardente, che non solo abbrucia le legne verdi,
, 41: qual'è quel figlio che abbrucia la lingua a sua madre? -lo
per tutte le strade le guardie, che vanno gridando tutta notte: « abbiate
esempio, si abbrugia un legno, vediamo che ci è il fuoco. goldoni,
, iv-332: piuttosto... direi che andassimo di notte tempo a dargli fuoco
va bene. potrebbero abbruciarsi tanti altri che sono in casa, che non ne
tanti altri che sono in casa, che non ne hanno colpa. monti, i-350
garbo nella galanteria, e di più temo che, se volessi usarla con voi,
le cicale battevano le ali nel sole che abbruciava le stoppie. de amicis,
per divertirmi, abbrucio una pastiglia orientale che profuma la stanza. d'annunzio,
d'annunzio, iv-2-1196: faceva sperare che fosse per prendere una di quelle pillole
. goldoni, vi- 412: oh che sete! sento abbruciarmi il petto. p
lettere] quasi con ribrezzo, e pareva che m'abbruciassero le mani. de marchi
ti dànno uno scongiurato vin di barletta che ti abbrucia le viscere. idem,
. giusti, i-m: sono eventi che abbruciano la vita a chi non è di
, 1-299: [coteste donne] che ci sbattono sul viso tutte le seduzioni.
. 2. sm. ciò che resta d'una cosa in parte bruciata;
parte bruciata; il caratteristico odore acre che ne emana (v. bruciaticcio)
aretino, 1-54: la gonnella, che puzza di abbruscia- ticcio ti scopre il
di abbruscia- ticcio ti scopre il carbone che la guasta. d. bartoli,
fuoco. beicari, 3-1-75: non che egli avesse il capo arso, ma
paglia abbruciata la tingono d'uno scuro che venga in un mezzo colore che trae
scuro che venga in un mezzo colore che trae in argentino. c. dati,
dante, inf., 15-27: si che il viso abbruciato non difese / la
8-7 (291): parve nel muoversi che tutta la cotta pelle le s'aprisse
1-25: ulivi giovani... che non abbiano almanco da un lato secca
sm. (femm. -trice). che abbrucia. g. aver
, o da altre specie di molluschi che scavano gallerie nelle carene delle imbarcazioni di
, ii-445: scompariva la stagione d'oro che abbruna la pelle e veste di un
pelle e veste di un color sano coloro che adorano il sole. manzini, ii-xi
. manzini, ii-xi: ondate d'uccelli che, per alcuni istanti, abbrunavano plaghe
, agg. vestito a lutto; che porta il segno del lutto; listato
carducci, 576: qual pargoletto / che singhiozza e s'addorme de la pia /
gente abbrunata, dagli occhi rossi, che si soffiava il naso dietro alla bara.
considerate, perch'io sia fosca, che il sole m'ha abbrunita. zanobi da
220: il colore delle sue armi, che era candidissimo in prima, s'offuscoe
via quella peluria, o penna matta, che rimane. = forma
1-224: senza altro pasto onde vivere, che un sacchetto di riso abbrustiato e secco
masselli nell'ardore [del forno] che abbrusticava le braccia villose.
è leggermente avvampare: quel primo abbruciare che fa il fuoco nella superficie ed estremità
delle cose. riesce abbrustolata la vivanda che si fa riscaldare senza l'aggiunta di
riscaldare senza l'aggiunta di umido condimento che fosse necessario. leopardi, 860:
punta. goldoni, vi-687: ah, che non vedo l'ora che mi conceda
ah, che non vedo l'ora che mi conceda il fato / giugnere a divorarmi
: abbrustolire propriamente vuol dire quell'abbruciamento che si fa agli uccelli pelati, acciò
, acciò si abbrucino quei peli vani che non si son potuti levare colle mani
bel sole ci abbrustolisce le cuoia, che diventiam zingare. lastri, 1-1-179:
pali sono stati abbrustoliti in quella parte che deve stare sotto terra, per salvargli dall'
abbrustolire, porre le cose al fuoco sì che secchino, e non ardano né si
.. si abbrustolisce il caffè, che dicesi anco, con vocabolo più appropriato
altri dicono, abbrostolirle in quella parte che debbono restare in terra, perché resistano più
abbruscare, abbrustiare, è quel bruciare che si fa, con fiamma di paglia,
elettricità (corrisponde alla quantità di elettricità che passa in un'ora in un conduttore
un conduttore percorso da una corrente continua che ha l'intensità costante di un ampère)
amperoràmetro, sm. fis. apparecchio che misura la quantità di elettricità passata in
, misurata in ampère, della corrente che attraversa la bobina stessa).
: non abita... meglio colui che abita in grande casa; imperò che
che abita in grande casa; imperò che non si richiede alla vita beata quanto
ampiamente. alfieri, i-221: del che ho ampiamente parlato altrove. borsi,
ampia il dolore. buti, 16-2: che s'indraca, cioè [la schiatta
latini, i-1085: ver'è che 'n oriente / lo mar volta presente
dove lo mar non piglia / terra che sette miglia, / poi ritorna in
stremezza, / ch'io non credo che passi / che cinque cento passi. dante
ch'io non credo che passi / che cinque cento passi. dante, inf.
. villani, 9-256: trovammo, che dalla torre della sardigna, ch'è in
mio, ch'ognuno ascolti, / che son d'ampiezza tale i luoghi e i
l'ampiezza di questo pelago immenso, che sopra la terra distendendosi ricongiunge di essa
quali sinora non udisti parlare, non che tu sperassi vederli? baretti, ii-266:
de'due, per la viva ragione che il nostro è di molto più fertile che
che il nostro è di molto più fertile che non questo, potendovi assicurare che ciascuno
fertile che non questo, potendovi assicurare che ciascuno de'campi e de'prati nostri
rimasi ammirato dell'ampiezza del locale, che mi parve smisurato. baldini, 4-202:
4-202: il solo tratto del volto che rinnovi intera la prima impressione avuta di
magalotti, 9-2-145: ricco capitale, che io sapevo d'avere altre volte avuto
12-33: ricco e sazio de l'ór che la regina / nel partir diemmi con
(superi, ampissimo), agg. che ha grande estensione, che si estende
agg. che ha grande estensione, che si estende assai in larghezza; esteso
): alzandosi i gheroni della gonnella, che all'analda non era, e faccendo
tanto furor il corsier mosse, / che 'l bosco folto sembrava ampia strada.
. sannazaro, 3-67: e non ostante che i fronzuti sambuchi coverti di fiori odiriferi
lume de la luna era sì chiaro, che non altrimente che se giorno stato fusse
era sì chiaro, che non altrimente che se giorno stato fusse, ne mostrava
. bracciolini, iii-262: e fin che tu [il rio] non giungi ove
nel molle seno, / non è diversion che ti distoglia. marino, 294:
sale. paoli, iii-191: or che formo di pianto un ampio lago /
ampio lago / lunge da lei, che lunge anco innamora, / non acconsente
: vedesi quivi un'ampia voragine, che nella sommità della bocca ha un circuito
sep., 213: felice te che il regno ampio de'venti, /
d'un fumo oscuro e denso, che salendo s'allargava e ravvolgeva in ampi
duro e il martello pesante, che tutti i fabbri sieno ampi del corpo,
, e assai contenta, non pensando che il diletto il quale io allora con
ii-52: non ti scordare però di raccomandargli che almeno una metà delle sue lettere sia
iv-xn-17: e questa è la ragione per che, acquistando, li desiderii umani si
l'altro. tasso, 16-16: par che la dura quercia, e 'l casto
boccaccio, v-84: e quelli ancora, che i ricchi popoli di minerva..
i-lxxi: volgarizzare tutto tacito non pare che occorra, avendol fatto giorgio dati con
, 39-vi-232: di qui si ricava, che le parole nel loro proprio e nel
una volta la strada a scoprire ciò che c'era di più importante, cioè la
la pelle del cervio, ché quelle mani che la tirano per la longitudine, quelle
pantera [tommaseo]: la retroguardia che suol essere una delle migliori galee porti
acceso nel calzese del trinchetto oltre quello che porterà a poppa. = corruzione
(394): mi disse, che io facessi una suplica di quanto io
essa contenessi tutti i mia bisogni, che a quella amplissimamente darebbe ordine. galileo,
c. dati, 4-146: spero, che ridondando per servir meglio alla gloria di
. di foglie, stipole, brattee che abbracciano parzialmente col loro lembo il fusto
figlia infelice. foscolo, 1-46: fa che quest'amplesso, o figlio, /
: e mi tremò la palma, / che a l'amplesso correva. idem,
suo registro adamantino ha scritto, / che all'amplesso di dio non salirai,
alma mia, / sposo, signor, che fia / nel tuo superno amplesso!
. idem, 465: e tutto ciò che facile allor pro- metton gli anni /
rio scendeva lento alla gran foce e pareva che là diventasse di cristallo e si tritolasse
palazzeschi, 4-59: era la sua fantasia che la portava a farsi vittima di quello
sottomettersi passivamente al mio amplesso sperando soltanto che fosse breve e poco stancante. vittorini
cosa ve ne ritribuirà ampliamente, pure che tutto facciate per suo amore.
è dunque da credere,... che questi nomi adduca come ritenuti dalla tradizione
seriamente nella misura graduale data dal reddito che ricorrendo ad arrischiati aumenti di capitale.
3-183: ed ecco le cose che io dirò mie, mia proprietà,
base: gruppo di vocaboli e consonanti che si aggiungono alla radice (o base
luogo recò in pochi anni, che le mura ampliare si conven
grandissimi re non hanno quasi con altra arte che d'uc cidere, non
. torini, 250: sono alcuni altri che con magnificenza s'ingegnano d'ampliare la
, i-408: di qui prese claudiano, che allora fioriva, materia, e ampliando
machiavelli, 74: sono celebri quelli che, preposti agli eserciti, hanno ampliato
ampliorono in modo la religione cristiana, che i principi furono necessitati...
. il filosofo col suo concetto, che amplia e rinvigorisce la potenza del pensiero
ad ampliare, ch'io più bella che mai ritornai. idem, v-77: ma
capitani, ma, come egli ampliorono, che fu sotto el carmi- gnuola, ebbono
mantova. questo fu quel partito sinistro che tagliò loro le gambe del salire in
. panzini, iii-370: la cosa che più mi apparve deforme è che, essendo
la cosa che più mi apparve deforme è che, essendo quell'èva sottile di lineamenti
un certo punto si ampliava in modo che il viso, -per dirla con le parole
. ampliativo, agg. disus. che amplia, ingrandisce, allarga; amplificativo
: locuzione ampliativa: contraria di quella che restringe il senso, o esclude alcuna
vede, e in tanto ampliata, che l'una coll'altra delle antiche terre
venirci tutto dì presentati piuttosto nuovi titoli che nuovi libri. cesarotti, i-89:
farli fiorire premiar si dovrebbero tutti quelli che attendono al culto de'terreni, alla
volume enorme, straordinario, del cuore che risulta dall'ampliazione delle sue cavità e
colori retorici polirlo. caro, i-75: che per questo l'ampliazione toma a maggior
ampliazioni. idem, 1-250: impossibile che tutte le voci d'una lingua siano
lingua siano trasportate in un'altra senza che v'intervenga ristri- zione o ampliazióne de'
questa figura, si trae prima, che non dee nelle rime adoperarsi, se non
desiderio di amplificare la propria perfezione, che in tutti è infuso, spiega la nascosta
, 12-205: questo è l'altar che in tua memoria edifico: / quest'è
moltiplicarsi, generarsi e amplificarsi, il che con diletto grande avvenirle stimar si
i-521: se non fingono quelle virtù che non hanno, vantano almeno quelle pochissime
versi amplificano solamente il sentimento di quei che si cantano,
. amplificativo, agg. ant. che tende ad amplificare, che ha qualità
ant. che tende ad amplificare, che ha qualità o capacità amplifica- trice,
ha qualità o capacità amplifica- trice, che può dilatare (un corpo, un solido
create. 2. retor. che amplifica il discorso, la dizione.
; ma in forma più tosto narrativa che amplificativa, e però più gradevole e più
, ma pura dichiarazione amplificativa di ciò che condensi negl'intimi rapporti della cosa.
sm. (femm. -trice). che amplifica; che esagera retoricamente un
-trice). che amplifica; che esagera retoricamente un discorso, una
ottimo, i-154: questo nome gorgone, che è greco, e viene a dire
. redi, 16-iii- 203: che ne'contorni della palude di lerna vivesse
quanto a un amplificatore dalla relazione particolare che c'era tra il giudice e la città
, perché tolgono il credito a quello che si dice. segneri, iii-3-76: e
giordani, ii-48: quando compagnoni stampò che io non so niente di grammatica,
a te tu questo proponi, che l'amplitudine dell'animo... è
nell'animo tanta paura... che la fortuna non interrumpa el corso
marsilio ficino, 2-65: in che modo la piccola pupilla del
e d'argento di tanta amplitudine che procedevano a due a due.
panzini, ii-371: uno di quelli che erano chiamati intellettuali, e piu:
: né mancano veri ed amplissimi testimonii, che ancor vivono, della sua prudenzia.
setta] degli arriani, tantoppiù ampia, che per poco ammorbò tutto l'universo.
il fondatore della setta filosofica di medicina, che oggi- giorno si seguita dai più intelligenti
l'ottima ed amplissima tra tutte quelle che la natura dell'arte ha potuto produrre
abbattuto in un certo disgraziato costà, che si chiama il signor marchese albergati, senatore
. nievo, 215: quello che ora si direbbe il partito liberale tendeva
dal collo sottile e allungato, che serve a contenere liquidi in genere,
graziosa nell'aspetto..., che nelle mani portava un'ampolla d'oro,
, 2-44: e tutto l'olio che si separerà da quel latte, verrà
. in una ampolla, turato per modo che non isvapori. campanella, 1042:
2-286: dicono molti... che mettendo l'uva non matura in un'ampolla
il guar- dian l'aspetta, / che con bei fasci di fioretti in mano /
tanto sottili, son quintessenze tanto spiritose che in altre ampolle non si posson racchiudere,
2. boccetta per usi liturgici, che contiene l'acqua o il vino della
come un fenile;... che non vi sia neppure un piatteletto a sostegno
vasi e le ampolline per la pasqua che è vicina. d'annunzio, iv-2-1313
maneggiar le ampolline era più il vino che andava sulla tovaglia che quello dentro il
più il vino che andava sulla tovaglia che quello dentro il calice. 3
3. boccette contenenti olio e aceto, che insieme formano l'oliera. -soprattutto nella
dell'olio. 4. boccette che compongono l'orologio a polvere.
: qui con tremole ampolle / par che placido balli [o fiumicello] / fuor
fuor d'un picciolo colle, / che con arte s'incurva entro due valli.
padre incorrotto di corrotti figli, / che prodighi d'ampolle e di parole, /
ed i visceri senza più brama, che aveva saputo rinvenire ed estrarre, inani
bot. rigonfiamento, simile a vescica, che appare talvolta in alcuni vegetali.
o è contenuto un gas inerte, che viene destinato a sede di un fenomeno
viene destinato a sede di un fenomeno che deve essere sottratto al contatto dell'atmosfera.
bottoncino di rosa, un bel giorno che la strega era fuora si mise l'ampollina
*. ampollièra, sf. arnese che contiene le ampolle dell'olio e dell'
iii-118: giunta l'insalata, egli gridò che gli arrivassero il veni creator. intendeva
creator. intendeva dire l'ampolliera, che i piemontesi chiamano francesemente vinaigrier.
quella della durata di 15 o 30 secondi che serve a misurare la velocità della nave
a lungo, e più del tempo che t'assegnava l'ampollina. = dimin
mente di se stesso parlando rispose tacito che qual egli si fosse nella scienza di
scolo, v-96: su di che lascio che i vostri parolai dissertino ampollosamente
scolo, v-96: su di che lascio che i vostri parolai dissertino ampollosamente in più
in governo, non servivano ad altro che ad attestare ampollosamente l'impotenza de'loro
algarotti [gherardini]: molti scrittori che in mezzo alle ampollosità, alle acutezze,
di modi di esprimersi). persona che parla o scrive in modo pomposo e
pomposo e affettatamente ricercato, prolisso, che per esprimere concetti semplici si serve di
/ più sentenze e più cose, / che da qualcun di quei, ch'a
[la gamba]... - che? ci vuole un permesso? loria,
livrea aveva le maniche tanto lunghe che il vetturale pareva avesse amputate le mani e
riduceva or rido troncone amputato che si trascinava a stento sopra le
, signore, l'amputazione. se non che il protomedico, vedendo un corpo così
: fatta l'amputazione, s'accorsero che mancavano diverse cose necessarie: tela incerata
i-94: si sentono annunciare dal medico che bisogna risolversi all'amputazione di una gamba
cui soluzione è data da una parola che, privata della lettera finale, diventa
, di solito di piccole dimensioni, che si porta indosso perché si ritiene che
che si porta indosso perché si ritiene che abbia il potere di procurare qualche bene
, 7-58: prego dio benedetto, che retribuisca al vostro zelo quella mercede,
retribuisca al vostro zelo quella mercede, che non posso darvi io, d'un amuleto
, i-369: in quei tempi credevasi che o ne'capelli e peli, ovvero
. foscolo, 1-168: le ore che dianzi meste / ministre eran de'farmachi
civinini, 1-185: anche oggi è credenza che le mandorle biforcate siano un amuleto infallibile
da barberino, 139: ella, tutto che fosse gentil donna et an di
188: dicon le balie francesche che... / è di men rischio
ana1, sf. ant. pena che abbatte; sforzo, affanno.
ben tanto signo- ragio, / che mi pò dar coragio; / e l'
nelle ricette medicinali, per significare che degli ingredienti prescritti occorre prendere quantità
particola i medici voglion dire, che delle cose, ovvero ingredienti mentovati, se
della ritirata è una meraviglia. altro che anabasi! sentirai. 2.
], ii-530: la efedra, che altrimenti si chiama anabasi, nasce in luoghi
in germania la setta degli anabattisti, che discordavano in vari capi sì da lutero
chiesa cattolica, e specialmente in volere che i battezzati avanti all'uso della ragione.
dal gr. àva3a7matv] <; * che battezza di nuovo, che ripete il
; * che battezza di nuovo, che ripete il battesimo '; cfr. fr
luce (nelle automobili e motociclette), che illumina soltanto la strada, senza abbagliare
, senza abbagliare i piloti delle macchine che s'incrociano. = » comp
bot. ant. pianta erbacea, che gli antichi adoperavano per manipolare i filtri
molto, un eccellente grammatico, dicendo che toccandosi fa ritornare gli amori, ancora che
che toccandosi fa ritornare gli amori, ancora che posti giù per odio.
xapt ^ éptù? -cùtos 'pianta che fa ritornare l'amore '(da
genere anacardium. anacardino, agg. che è proprio dell'ana- cardio.
ricettario fiorentino, 94: simile a quello che è chiamato mele anacardino. anacàrdio
, frutto a forma di cuore, che dà un olio acre e caustico, ma
, agg. preparato con l'anice, che sa d'anice. viani,
sorella. i tre esalavano un profumino anaciato che incantava. = da anace (
. m. -ci). di verso che, letto da destra a sinistra e
. l. 'anacyclus pyrethrum (che cresce in africa) fornisce la «
usata come antinevralgico; vanacyclus officinarum (che cresce in germania), fornisce
ànaclàstica, sf. parte dell'ottica che studia le rifrazioni della luce; diottrica
. acloridria. anacolimòrfo, agg. che non ha forma e profilo proporzionati
2. medie. stato morboso che impedisce di parlare coerentemente. =
discorso procede per via di quelle forme che i greci chiamano anacoluti (o anacolutie)
o anacolutie), cioè inconseguenti, che è quanto dire senza forme. tommaseo
di sconcordanze. manzini, 8-36: che pazzie di anacoluti in alcune mie pagine
di anacoluti in alcune mie pagine, che sfoggi, che bravure. = voce
alcune mie pagine, che sfoggi, che bravure. = voce dotta, lat
, ma era morto, e gli indios che lo avevano ammazzato... lo
(plur. -i). religioso che s'è appartato dal consorzio umano per
cioè romiti. della qual professione sappiamo che ne furono principali... santo
luoghi della solitudine... sì che in questo modo procedette da quella disciplina
questo modo procedette da quella disciplina, che noi aviamo detta, un'altra maniera di
sembrarono nemici della vita, ai più, che seguitarono a rimanere mondani e carnali come
mente l'immagine di un misero anacoreta che si fosse dannato alla morte di fame.
scusare presso la gente comune la beatitudine che avrebbero goduto in cielo. -per
da santi anacoreti, mentre son sicuro che sotto sotto me ne stanno combinando qualcuna.
da anacoreta, chi, anco per altro che per fine religioso, se ne sta
città. -vitto da anacoreta: più che frugale. ojetti, i-no: semplice
con quella ciurma di trafficanti e riflette che lui sarebbe più nato ad essere anacoreta
lui sarebbe più nato ad essere anacoreta che per fare il mercante. e. cecchi
, 5-72: ma il gatto, che bisogno ha d'uscire? moralmente esso basta
anacreontèo, agg. letter. che si riferisce ad anacreonte; che si
. che si riferisce ad anacreonte; che si avvicina allo stile di ana- creonte
. sf. anacreontea: odierna, canzonetta che riprende i temi e lo stile dello
narii e di ottonarii rimati a coppia, che paiono imitar l'andatura degli esemplari greci
(plur. m. -ci). che imita, si richiama allo stile di
, anacreonte fecero i bei versi, che da'loro nomi, alcaici, saffici,
qualunque metro,... non era che un esteso discorso famigliare. 3
, ii-197: lo lodiamo tanto più che scostandosi dall'uso così comodo di dedicare
così comodo di dedicare anacreontiche o sonetti, che muoiono appena nati, ha reso un
. carducci, iii-6-27: chi sa che cosa mai pensava e diceva delle due
quali anacreontiche, e quali elegiache, che il tuo cuore ne prova invidia.
il grande anacreontico ammirabile / menzin, che splende per febea ghirlanda. = voce
m. -ci). disus. che è proprio dell'anacronismo; anacronistico.
nel calcolare le date dei fatti (che vengono riferiti a età diverse da quella
idee, invenzioni, istituti a tempi che non ne avevano ancora conoscenza.
archimede, nato set- tantanove anni da che dionigi il vecchio era morto. baldinucci,
compagnia di cristo fanciullo, e simili, che possono dirsi tutti anacronismi apparenti. vico
e meta- cronismi a bizzeffe, bisognava che scorressero le opere del sig. dottor
stridono in questo convegno del mondo, che offre tante cose rare all'amatore dell'
2. persona o avvenimento o condizione che non si confà al suo tempo,
coi romatismi / pretende a satiro: / che anacronismi! carducci, iii-26-188: il
futuro da noi un anacronismo questo uomo che col piccone, con la dura vanga
la conclusione corretta del ragionamento non è che un partito liberale non abbia da fare più
) un « anacronismo », ma che anzi esso ha fin troppo da fare,
rigore di documenti... i vetri che aveva messo ai finestroni del palazzo dei
la sua è una sdegnosa solitudine, che qui è un anacronismo e fa ridere.
(plur. m. -ci). che non si confà con il proprio tempo
tempo, con la propria civiltà; che pecca di anacronismo. einaudi,
di sessantacinque anni fu fissato in epoca che, se si andasse a rifare la storia
, dovrebbe essere remota. può darsi che in quei tempi i sessantacinque anni fossero un
1-i-165: in quella parte d'italia che aveva conosciuti i vantaggi del regno unito
di un detenuto politico del '48? che ormai essi mi sembreranno un po'comici
cortigiani? = voce dotta, che il tommaseo proponeva con riserva in sostituzione
zanella, ii-99: altamente gridai che ne'ginnasi / imbrigliar si dovean le
anadèma, sf. stor. benda che le donne greche avvolgevano intorno al capo
alla prosa. leopardi, ii-553: che sciscito sia fatto per anadiplosi di scitus o
. anàdromo, agg. ittiol. che risale periodicamente la corrente dei corsi d'
(plur. m. -ci). che concerne l'anaerobiosi. panzini
, o aneròbio. detto di bactèri che si sviluppano al riparo dell'ossigeno
essi l'ossigeno, togliendolo dai corpi che ne contengono. anaeròbio, sm.
contengono. anaeròbio, sm. microrganismo che vive in assoluta assenza di ossigeno molecolare
di ossigeno molecolare (proprio di microrganismi che sottraggono l'ossigeno necessario alla costituzione dei
organismo a sostanze medicamentose o venefiche (che possono risultare letali anche in piccole dosi
. m. -ci). medie. che concerne l'anafilassi. -shock
anafilassi quando venga nuovamente inoculata la sostanza che ha provocato tale stato. anafonèsi,
(plur. m. -ci). che è proprio dell'anafora, che si
. che è proprio dell'anafora, che si riferisce all'anafora, che contiene
anafora, che si riferisce all'anafora, che contiene anafora. 2.
anafora. 2. medie. che provoca il vomito; che ha disposizione
. medie. che provoca il vomito; che ha disposizione a rigettare. tommaseo
. v.]: medicamenti anaforici, che promuovono il vomito. anaforici, gli
il vomito. anaforici, gli ammalati che sputano sangue e marcia. =
dal gr. dcvacpo- pixó? 4 che rigetta in alto '(da dvacpopd 4
medie. mancanza di stimoli sessuali (che non implica impotenza). = voce
(plur. m. -ci). che è privo di istinti o stimoli sessuali
privo di istinti o stimoli sessuali; che li deprime, li attenua.
celeste: non sono più alti che un palmo; il loro cespo è
tenero di foglie piccole, tonde, che giacciono in terra; nascono negli
non facessero gli antichi memoria di più che d'una spezie d'anagiri, se ne
], ii-602: l'anagiro, che alcuni chiamano acopo, è cespuglioso, ha
(chi agnacopo): è pianta che arboreggia, ha le foglie e le
fa, né più né men quel che farebber le foghe deh'anagiride fresca,
(plur. m. -ci). che concerne l'anaglifo; che è relativo
). che concerne l'anaglifo; che è relativo all'arte dell'incisione.
anaglifo... non si direbbe che d'opere antiche, segnata- mente di
]: l'anaglittica richiede maggiore finezza che la scultura di gran mole e in tutto
(piu. m. -ci). che concerne l'anaglittica; che è lavorato
). che concerne l'anaglittica; che è lavorato a incisione. tommaseo [
. da anaglipt [ic] o 'che è in rihevo 'e scopio (
6-61: il filosofo... vuol che sia la costituzione deha favola non semplice
salvini, v-518: questa credo che fosse l'arte de'servi lettori,
l'anagnoste, non servo come quello che accompagnava ai romani la gozzoviglia ma hbero
di propagare fra i popoh « quehe cose che i profeti profetarono ».
e in molte altre, la mente, che si leva anagogicamente, senza comparazione sia
significando anagogicamente in questa militante queho che si verifica nella trionfante cittade.
. ispirato al procedimento dell'anagogia; che ha senso spirituale, mistico.
12-673: [dante] c'insegna che quattro sono i sensi: il literale,
anagogico senso di quel divin sansone, che con l'asinina masceha tolse la vita a
: celebriamo / l'anagogico lume, che ne mostra / la via ch'ai ciel
dal gr. àvayto- yixót; * che ha senso spirituale '. anagrafe,
604: il sospettoso e cocciuto villano che, nehe curiosità deh'anagrafe, non subodora
nehe curiosità deh'anagrafe, non subodora che coscrizione e balzelli. ojetti, 103
: dal viso... si arguiva che la loro vita era trascorsa in archivi
impiegati al comune... noi che raccogliamo la mondezza e quehi che stanno
noi che raccogliamo la mondezza e quehi che stanno all'anagrafe dietro gh sportelli.
ancor registrata 1'esistenza anagrafica deha famiglia che l'aveva posseduta [la casa]
... altro non sono, che significazioni pellegrine, risultanti dal mutamento dehe
5-168: né altra cagione ha il diletto che si riceve dagli anagrammi, da'centoni
questi problemi, è queho stesso enimma che il mese passato uscì sotto nome di d
anagramma di postremo, galilei discipulo, che tale, per la dio grazia, sono
per la dio grazia, sono io, che fui l'ultimo a godere de'suoi
queh'anagramma puro e schietto, / e che da moghe ne cavò mi lego,
ne cavò mi lego, / fu pur che sapientissimo suggetto! tommaseo [s.
: anagramma perfetto o purissimo, queho che non aggiunge e non toghe alcuna lettera
ypap. |ia (comp. da dvct che indica 'inversione 'e ypàp, [
anagrammare, tr. trasportare le lettere che compongono una parola in modo da formare
: ne è vero,... che egli [il lippi] per beffa
-ci). proprio dell'anagramma, che è formato secondo la combinazione dell'anagramma
, per anagrammatismo, essere lo stesso che l'aere. = voce dotta
sm. (plur. -i). che compone anagrammi. buommattei, 2-61
avuto in considerazione da'maestri ebrei, che lo ravvisarono, anagramma- tizzando coha lor
(plur. m. -ci). che non contiene alcool. leggi industriali
: alzandosi i gheroni deha gonnella, che ah'analda non era, e faccendo di
xii-xiv). anale, agg. che si riferisce all'ano, che è
agg. che si riferisce all'ano, che è proprio dell'ano.
penne poste neh'infima parte deh'addome, che cingono ed ascondono l'ano.
= voce dotta, che il tommaseo registra senza cit.; cfr
genere; serie di più duro a risanare che prima non si credesse, per la
periodiche intorno al medesimo ridionali, che sanno far di meno dell'alfabeto. pirandello
. class, analècta designava lo 'schiavo che la chinolina, che si presenta
'schiavo che la chinolina, che si presenta in polvere bianca raccoglieva
. 2. dottrina stoica, che insegnava l'indiffe = voce dotta,
parola, ripetizione. che abolisce o attenua la sensibilità al dolore.
(plur. m. -ci). che toglie o nuovo 'e x
analgie. un collasso; farmaco che eccita l'attività car anàlisi
(comp. da dvd, che indica 'ripetizione, ripresa 'e xap
note al malmantile, 662: dice che egli era analfabeto, romagnosi, 1-87:
nomi di analisi e di sintesi raccioè che non sapeva l'abbiccì, né scrivere il
. ugolini, 27: analfabeto, cioè che non conosce l'alfamassime funzioni logiche della
illetterato, idiota, senza sono tutto altro che decomposizione e ricomposizione. lettere ',
ma non può più ricomporli nelle forme che l'alfabeto. de marchi, 859
: ci siamo trattenuti più lungascritto, che suscita in tutti gli altri una viva e
una qualche analisi del secondo volume. che era del settantotto per cento nel 1861,
ii-148: la fisica e la chimica, che sono settantadue nel 1871...
e di studi sull'uomo del passato più che d'innessuno comprendeva più da tempo /
sue cagioni, beti, di gente che quasi non sapeva parlare. alvaro, 7-228
pastori. idem, 9-470: spiava che andavo scrivendo, i l'autorità, una
. verga, i-203: quel fenomeno psicologico che a scrivere i nomi dei presenti;
scrivere i nomi dei presenti; a quelli che sapevano forma l'argomento di un racconto e
sapevano forma l'argomento di un racconto e che l'analisi moderna firmare chiedeva la firma
consuetudine dell'analisi l'incitava pur rispose che non sapeva leggere e così appresi che era
rispose che non sapeva leggere e così appresi che era sempre, gli impediva pur sempre di
meditativi,... psicologi acutisanalfabeta che era, tutta assorta, le sopracciglia aggrotsimi
gr. dcvax
che non sa né e molta finezza di analisi
alfa) né b (beta), che non conosce l'alfabeto, illetreligiose le
l'alfabeto, illetreligiose le esigenze speculative che rappresentarono. genterato '. tile,
(plur. m. -ci). che non è e naturalmente non la capisce,
analisi fondato nelle lettere dell'alfabeto; che non è senza sintesi, che
che non è senza sintesi, che è morte dello spirito. idem, 3-187
noi possiamo portare l'analisi. ma in che modo? l'analisi, 2
, ii-2-232: erano tempi analfabetici, il che il e. cecchi, 1-77:
analisi sollevico esprime con la sua immagine che tornarono allora viamoci per un minuto
separazione delle diverse materie zione elementare. che concorrono a comporre il corpo di queste acque
volgo '. se alfabreve tempo da che elle escono dalla terra e si espongono
betismo è di cattivo conio, figurarsi analfabetismo che all'aria, ed in parte si ottiene
]: analisi delle acque, operazione che si prefigge di conoscere e determinare i
e determinare i principii solidi e gazosi che sono disciolti nelle acque, da cui
d'arte per distinguere i valori estetici che vi sono contenuti, e definirne la
. v.]: analisi estetica: che ne nota i pregi e i difetti
decomposizione di una luce composta nei colori che la compongono ed esame dei risultati (
frequenze e delle intensità dei suoni semplici che costituiscono un suono composto. 5
combinatoria: studia il numero dei gruppi che si possono formare con dati oggetti.
-a natisi infinitesimale: parte della matematica che è fondata nell'operazione di passaggio al limite
, conosciuta e praticata dagli antichi, che insomma altro non è che risciorre e ricomporre
antichi, che insomma altro non è che risciorre e ricomporre. guglielmini, i-615
di facilitarne i metodi coll'analisi, che serva d'appoggio, o, com'altri
3-498: le sole scoperte, di che le abbiamo obbligo veramente [alla francia
, e si distingue in analisi finita, che è l'algebra, e analisi infinitesimale
l'algebra, e analisi infinitesimale, che è il calcolo differenziale o integrale.
studiosi d'italia, integrò l'equazione che da lui, ancora oggi, si intitola
analisi in greco è da xòco, che i latini dissero solvo la preposizione àvdc
, e tanto facili a praticarsi, che già mi par di veder che ve
praticarsi, che già mi par di veder che ve ne ridiate, essendoché ciascun di
voi, esperti tornitori geometri, non che valorosi analisti, coi vostri scarpelli e
3. psicologo, psicanalista; scrittore che svolge analisi psicologiche particolarmente sottili e minuziose
cui analista si sia mai compiaciuto da che la scienza della psiche umana è in
deriv. dal gr. àvocxóoxrji; 'che scioglie, che scompone '(da
gr. àvocxóoxrji; 'che scioglie, che scompone '(da dvotxùco * sciolgo
a priori dell'intelletto e dei princìpi che ne derivano (in kant).
220: io accordo di buon grado, che l'arte chimica si è uno de'
quegli autori non aveva, direm quasi, che a sciogliere analiticamente una scienza già posseduta
ii-149: la lingua nativa è la sola che è trattata analiticamente: si sviluppa quanto
grammaticali. gioberti, ii-195: spinoza, che sfoggiò con tanta pompa i modi e
(plur. m. -ci). che procede per via di analisi; rivolto
la scienza analitica e de la civile che tratta de'costumi; simile in una parte
di sillogismi, come sei tu, che m'hai ridutto a parlar ancor per le
chi amasse di conoscere l'analitica discussione che dinanzi al pubblico sostenne questo nuovo sistema
v.]: ingegno analitico, che sa o ama distinguere gli elementi del
soggetto, e pon mente più alle parti che al tutto. rajberti, 2-116:
sistema filosofico nel viaggiare è piuttosto sintetico che analitico: e cerco assai più le sensazioni
e cerco assai più le sensazioni complessive che i dettagli. tenca, 1-88: questa
questa tendenza analitica ha fatto crescere più che mai il cumulo delle umane cognizioni.
scienze empiriche, e dee essere analitico, che è quanto dire induttivo, prendere a
sostantivo, gli scienziati e gli educatori che sminuzzano la mente propria e l'altrui
. agg. chim. chimica analìtica: che si vale dei metodi dell'analisi chimica
chimica analitica, quella parte della scienza che intende a determinare quale sia la composizione
è implicito nel soggetto, per modo che non aggiunge nulla al soggetto medesimo.
predicato, si direbbe essere nient'altro che il giudizio definitorio, identità di soggetto
5. ling. lingua analìtica: che ricorre a parti- celle, verbi ausiliari
gioberti, iii-65: si può dire che le lingue analitiche hanno l'andare del
v.]: lingua analitica, che, al contrario della sintetica, presenta le
). analizzabile, agg. che può analizzarsi, che può sottoporsi ad
analizzabile, agg. che può analizzarsi, che può sottoporsi ad analisi.
scomporre un tutto negli elementi più semplici che 10 costituiscono per compierne un esame sistematico
confusamente, vuole riconoscere e perlustrare ciò che conosce, per averne una più distinta
morte e le vive sarebbero altrettanti fenomeni che dovrebbero analizzarsi e paragonarsi fra loro.
, i-62: beccaria era uno dei primi che analizzasse con industria il passo fatto dall'
costante, specialmente presso i chimici, che ormai converrà farle buon viso, se non
, come da bambino, non faceva che meglio radicarli nella sua anima e nella
e nella sua carne, in modo che nessuna logica e nessun ragionamento cosciente avrebbero
efficacia nella cura delle malattie croniche, che non fosse di grandissima lunga superato da
-analizzatore di luce polarizzata: polarizzatore che, attraversato da un raggio di luce polarizzata
acustico, dei suoni: l'apparecchio che compie l'analisi dei suoni (determina le
frequenze e l'intensità dei suoni semplici che costituiscono un suono composto).
lami, i-i-clx: i vocaboli che hanno la desinenza in mente, in
errano se intrecciano metodi estranei a quelli che sono loro propri. idem, i-4-30
-che l'errore non è in ciò che si fa, ma in ciò che si
ciò che si fa, ma in ciò che si pretende fare. = comp.
di somiglianza fra due oggetti, tale che dalla somiglianza (o uguaglianza) di
oggetti, situazioni, eventi, comportamenti che presentano qualche carattere simile. l.
voci, nelle quali con quella regola, che dell'analogia è chiamata, va secondando
aristotele] ne la poetica un non so che d'allegoria; ma intende per allegoria
... è una cotal regola che va dietro al simile, e suol
il boccaccio nella persona di rustico, che il fatto abbia anche qualche analogia alle
non rifletteva... all'analogia che c'era tra persone senza qualità e
era tra persone senza qualità e persone che, avendone ricevuta una, l'avevano repudiata
accese e sopraffatte c'erano analogie più che sufficienti: la notte, un re
pronti. leopardi, ii-1126: credo che l'analogia materialmente faccia molto verisimile che
che l'analogia materialmente faccia molto verisimile che la infinità dell'universo non sia che
che la infinità dell'universo non sia che illusione naturale della fantasia. d'annunzio,
. b. croce, ii-6-396: quello che si è scritto più volte da giovani
3. dir. ricorso alle disposizioni che regolano casi o materie simili (quando
stilistico (tipico della poesia contemporanea) che sostituisce ai rapporti logici, sintattici e
caro, i-114: non sapete che l'analogia è venuta dal
(plur. m. -ci). che è tipico del l'analogia
tipico del l'analogia, che ha come fondamento l'analogia; che
, che ha come fondamento l'analogia; che presenta un rapporto di analogia,
delizie di quei solenni sapienti, che in grecia vissero avanti che la scienza de'
sapienti, che in grecia vissero avanti che la scienza de'corpi cedesse a
i-84: ci porge il filo che può guidarci nei vari loro passaggi da
o traslati, o analogici, che non sembrano aver fra loro veruna
sinisgalli, 6-100: io vorrei che si arricchissero sempre più gli anelli delle
-specie in filosofia: indirizzo mentale che si vale del ragionamento analogico per
chi si avvale del ragionamento analogico, che adotta il metodo dell'analogismo. -in
(plur. m. -ghi). che ha analogia, che presenta un rapporto
-ghi). che ha analogia, che presenta un rapporto di proporzione e di si-
si- miglianza con un'altra cosa; che esprime, di diversi soggetti, ciò
esprime, di diversi soggetti, ciò che in essi è uguale o affine.
. manzoni, 143: credo ancora, che non avrebbe maggior seguito l'altra dottrina
analogo a quello di un uomo adulto che riveda e rilegga i suoi scritti giovanili
lettera analoga alla proposta ', che sarebbe equivalente a 4 conforme ', perché
spermina, un emetico amaro), semi che dànno un forte veleno (la
. ricordo, reminiscenza, memoria (che rende possibile la conoscenza, secondo la
delle cose sensibili, le idee archetipe che hanno contemplato nell'ade).
con cui il medico raccoglie le notizie che riguardano le famiglie, le circostanze della
m. -ci). medie. che si riferisce all'anamnesi. -indagine anamnèstica:
: anamorfòsi: è la maravigliosa trasformazione che provano, alla vista, sussidiata da ottici
disegni, quadri, così deformi, che mal a pena vi si ponno ravvisare,
a forma di grossa pina, che ha la polpa giallo gnola
ho trovata alcuna [frutta] che empia il gusto, se non l'ananas
. l'odore dell'ananas è tale, che si sente dalla via quando se
4-249: sbucciavano banane, affettavano l'ananas che avevano portato di fuori avviluppato in
sassetti, 254: ècci una frutta che si chiama ananasse, la quale è
cioccolatini preziosi, ignoti al volgo, che dentro serrano ananasso, rosoli e marzapani
cedro, di fragole e di popone che son chiusi nella polpa dell'ananasso.
. sassetti, 323: gli ananas che si rassomigliano nella figura ad una
nella stanza dove si serrano, che non si desidera né il muschio
l'ambra. baretti, i-377: prima che i tuoi nauti del lor viaggio
nassi. barilli, 2-177: frutta incredibile che arriva dalle colonie: i meloni
alberature c'era pieno di marinai che mostravano ananassi e testug gini
iv-24: anànke, parola greca ed antica che ricorre talvolta negli scritti moderni. significa
sentire il fato, l'antica ananke che pesa sugli esseri e sulle loro
. gemma nota agli antichi, che le attribuivano azione negromantica. landino
landino [plinio], 37-11: dicono che con la pietra ananchitide i negromanti convocano
targioni tozzetti [tommaseo]: le cristallificazioni che si trovano fra l'alberese, sono
, agg. e sm. bot. che è privo di sesso. tommaseo [
: nome dato da link alle piante che sono prive di sesso, e da altri
, e da altri circoscritto a quelle che hanno solamente organi feminei. in quest'ultimo
(plur. m. -ci). che è proprio dell'anapesto, che è
. che è proprio dell'anapesto, che è formato da anapesti; che ha
anapesto, che è formato da anapesti; che ha il ritmo dell'anapesto.
... ed era una voce che un professore di metrica antica avrebbe chiamata
avrebbe chiamata anapèstica, vale a dire che avanza retrocedendo. = voce dotta,
. martini, 2-2-242: quindi è che se il piede costi di due sillabe,
quale è pericolosa d'incorrere nell'anarchia, che è un governo sregolato e tumultuario,
deve rassomigliarsi assai più al governo democratico che a qualunque altro;...
l'america non è altro adesso, che anarchia e confusione. cuoco, 1-228
o di poco buon frutto, come quella che si gode nell'anarchia. mazzini,
fu quello il sogno di buona anarchia che i primi arcadi romani vollero elogiare.
nati e svoltisi nel sec. xix) che propugnano l'irrevocabilità assoluta del diritto primordiale
libertà individuale senza limiti e senza leggi che non siano quelli dati dall'individuo stesso
, società, famiglia, ecc.) che alienano all'uomo una parte di questa
con l'anarchia, questa il morbo che erompe dal corpo corrotto, quello il
, e utopistica e più folle, che vorrebbe abolita ogni autorità e proprietà,
propriamente libertaria, atomica, individualistica, che si chiamerebbe grecamente anarchia. =
-ci). pertinente all'anarchia; che professa i princìpi dell'anarchia; che
che professa i princìpi dell'anarchia; che non tollera il dominio e l'obbligo
manzoni, 1065: dovette credere che l'apparato della forza avrebbe fatta cessare
avversa alle leggi di qualsiasi sorta, e che si argomenta di fondare filosoficamente quell'avversione
in testa. insomma le devo dire che è? è un anarchico. beltramelli,
perché andavano a caccia anche gli anarchici, che in quel tempo nel mio paese ce
dal « palazzo » bazzicavo gli anarchici che a quei tempi si contavano sulle dita.
sollevarsi in aiuto dei cani senza museruola, che cosa non riusciremo a fare? che
che cosa non riusciremo a fare? che cosa non farà questo popolo quando gli
perché un'accolta di uomini, per libera che s'immagini, dovrà pur sempre governarsi
è un paese di piccoli anarchici; che possono convivere e cooperare, in quanto
delle coccarde tricolori... e gridava che coloro che le portavano erano malintenzionati e
... e gridava che coloro che le portavano erano malintenzionati e anarchisti.
anarcòide, agg. e sm. che è di tendenza anarchica; ribelle all'
questa voce è attribuita al deputato sacchi che l'usò in un suo discorso a
discorso a cremona, alludendo a coloro che senza essere propriamente anarchici, si assomigliano
. bocchelli, 9-362: a me, che pecco d'umore anarcoide, sentir ridere
anar con arte / d'orma inveterata che d'uom sia. idem, 3-1016:
convegnonsi nettare / spessamente; ma tu che li netti / sovente fa le tue unghie
, agg. e sm. letter. che non ha danaro; che rifiuta la
letter. che non ha danaro; che rifiuta la ricchezza. salvini, 40-100
greca dei ss. cosma e damiano, che medicavano gratis ». anarise
.]: anarmonia: unione di suoni che riescono disaggradevoli all'udito.
garofani] in quella specie d'idropisia che chiamano i medici anasarca. g
vecchio greco nome d'ana- sarca, che significa come insinuata tra le carni.
egli è simigliantemente il consiglio comune, che vien dato da imperite e sciocche persone a
quei tali, che hanno le gambe anasarchiche o idropiche,
sopra a de'carretti,... che è appunto la via speditissima per rovesciare
dell'arabia, notevole per la proprietà che hanno i suoi rami di ritirarsi e aggomitolarsi
. m. -ci). ott. che non presenta aberrazioni astigmatiche (un sistema
com'io sono usato di fare, che la natura, che non opera a caso
usato di fare, che la natura, che non opera a caso, non senza
loro quegli sportelli o meati comuni, che appresso i greci anastomosi s'addimandano.
si congiungono comunicandosi il sangue, il che succede spesso nelle vene con l'arterie
si divide in due gran tronchi, che mettono in mezzo il cuore, uno
: ed è linguaggio mirabile, questo che gli elleni dalla eterna parola hanno saputo
. ant. aquila anataria: quella che sorvola gli stagni per sorprendervi le anitre
e portandole in alto le lascia cadere acciò che el guscio si rompa. la qual
agli stagni segue gli uccelli di acqua che continuamente si tuffano, infino a che
che continuamente si tuffano, infino a che gli piglia per istracchi. =
del rutilo, a cristallizzazione tetragonale) che si presenta in piccoli cristalli brillanti,
anatema. manzoni, io: empi! che di ragione i divi semi / spegner
idem, 147: anatema a chi nega che alla perfetta remissione de'peccati si richiedono
dice in lingua ebrea, perocché quello che noi diciamo alienazione, gli ebrei dicono
161): un anatema misterioso pareva che pesasse sopra di lei. pecchio, conc
d'azeglio, 1-472: l'afflizione, che i più tengono un anatema, è
! mazzini, ii-155: perché abbiamo opinione che le cose nuove debbano trattarsi con metodi
. grandinò sui fiacchi e sugli ipocriti che indietreggiavano davanti a roma, vi percosse
scagliava anatemi contro il re di prussia che aveva abbattuto napoleone iii. 4
1-138: le cronache dell'epoca raccontano che fu gridato al sacrilegio, all'anatema.
accanto ad dcvdcd-r) jo-a) 4 offerta che si pone sull'altare ', da
., ii-241: « e guàrdati che non porti alcuna cosa d'idolo in
d'idolo in casa tua, acciò che non diventi iscomunicato e abbo- minevole siccome
: « e niuna di quelle cose che vi sono abbominevoli e illicite e scomunicate non
. anatematismo, sm. formula che colpisce di scomunica chi sostiene una dottrina
. sarpi, i-326: parendo che sopra li venticinque articoli fosse tanto parlato
sopra li venticinque articoli fosse tanto parlato che bastasse per formar li anatema- tismi,
condennato nel religioso, anatematizzato in colui che predica la parola di dio. de
gravi nella vita e nell'onore, sì che quando li delinquenti... si
dalla chiesa come scommunicati ed anatematizzati quelli che le tenevano, non s'intromettevano più
sofistico e arido e devastatore raziocinare, che negl'istituti viene mostrando e biasimando e
anatemi zzando l'interesse dei singoli, che vogliono vivere e vivere nel miglior modo.
ricevuta opinione sta in contrario, cioè che questa superfetazione, che da'giuristi si
contrario, cioè che questa superfetazione, che da'giuristi si dice anatocismo, sia dannata
sottile anatome per quegli ingegni scioccamente baldanzosi che fiutando sì fatte inscrizioni e gravi e
apostema della malignità loro. e colui che è ignorante dell'anatomia, mentre che
che è ignorante dell'anatomia, mentre che opera ne'corpi umani, molte volte ammazza
qualità sensibili di ciascuna delle parti, che entrano nella composizione del corpo umano,
ii-325: e quella loro tanta anatomia, che li fa gongolare d'allegrezza alla scoperta
prima da alcuno nel corpo umano, forse che 11 rende più atti de'meno anatomici
anatomici a guerire più quantità di mali che gli altri non fanno? no, per
gelosia? / studiate anatomia, / che il diavolo vi porti. cantoni, 420
(o vegetale) nelle varie parti che lo compongono. - anche al figur
simile farai deltomo, per mostrare la possibilità che è nell'omo a volersi sostenere infra
/ incision per molti membri loro, / che chiama anatomia la lingua greca. castiglione
ingannatrice a niun'altra cosa intende, che a far anatomia de'cori. campanella
di dio, e l'anatomia mostra che non si può in loro [gli animali
levare un ossicello o una piccola fibra che non si scomponga la fabrica loro, ordinata
pienezza interna, una compaginatura... che potrebbe spiegarsi in altre infinite superfici,
anatomia onde l'esterno visibile non è che uno dei mille possibili aspetti. gozzano
il fetore annoia / per tante anatomie che tu ci hai messo. -tavola
. carducci, 464: l'alfana che strascica su torio de la via /
la lunga anatomia / d'un corpo che invecchiò. 4. figur.
e minuziosa. baretti, ii-59: che gli uomini meritano in generale questo carattere
meritano in generale questo carattere, bisogna che la signora... persuada la
la sua figlia di buonora, e che al dirglielo aggiunga il farglielo osservare in
a fare l'anatomia d'ogni uomo che se le parerà dinanzi. mazzini, ii-43
di studi sull'uomo del passato più che d'intuizioni sull'uomo avvenire, lo
1-354: se potessi serbare le lettere che egli mi scrive, e che io a
le lettere che egli mi scrive, e che io a lui scrivo, resterebbe una
una anatomia di strazi e di tormenti che vincono ogni immaginazione. soffici, v-1-157
1-298: « anatomia non è altro che una retta divisione o partimento de i membri
(plur. m. -ci). che riguarda l'anatomia, che è proprio
). che riguarda l'anatomia, che è proprio dell'anatomia. baldinucci
esperienze anatomiche, essersi per molti osservato che l'altezza dell'argentovivo dentro a'vasi
amore / anatomico renda, amor, che tutte / degli animali noverar le membra
anatomica. panzini, ii-57: vorrei che tu potessi contemplare la sezione anatomica del
di più! -per simil. che ricorda un pezzo anatomico; sezionato.
, 74: faccia, zig zag anatomico che oscura / la passione torva di una
passione torva di una vecchia luna / che guarda sospesa al soffitto / in una
modello in cera: cere anatomiche) che serve per le lezioni di anatomia.
... esce da questo libro, che doveva essere una tavola anatomica,
quella specie di teatro anatomico in soffitta che è un'aula buia. = voce
* 553: i francesi chiamano cervelet quello che gli anato mici appo noi
secondo donato, dall'ammazzare degli animali che si fa in beccheria, son poco differenti
solamente da loro disgradano in questo, che gli anatomisti scorticano e smembrano i cadaveri
mai letto, niuno ne ho udito che, favellando dell'arte sua, non prorompa
evidenza, con cui tal'arte fa scorgere che v'è dio. baretti,
essi, pagando due ghinee per ognuno che vien loro portato a casa di straforo
casa di straforo da que'poveri diavoli che vivono di tal mestiero. papini,
, non è dilettarsi della chimica, che anatomizzar la natura. 2. figur
: chi ha a durarla con essi bisogna che sappia con volubilità anatomizzare l'anima degli
anatomizzare l'anima degli uomini, e che parli bene di storia, di geografia,
opera appieno corrisponda alla volontà sì che in essa si ammiri perfettamente la maestria dal
baretti, ii-306: io dico che voi siete più anatomo che non
: io dico che voi siete più anatomo che non uomo savio. si può
di un personaggio, in un luogo che non è quello reale.
, intr. il gridare dell'anitra (che emette un suono basso e aspro:
grande, verde, con tanti bambù che vi fanno l'ombra, specchiandovisi,
, specchiandovisi, e tante tante anatrelle che vi nuotano. ojetti, ii-171:
avere cavallo di grande rigoglio, sì che quando il segnore parla il suo cavallo
ed è un ridere a vedere quel ragazzo che afferra la preda, fugge come un
, gr. àvau ^ fj? 'che non cresce '(a0£ « o
, 7-3-3 (197): e pongono che lo segno d'ariete abbia a significare
le belle anche, / e netto più che specchio il ventre piano, / pareano
condotti;... e caverne che voltano, e l'una entra nell'altra
, ii-365: di tristanzuoli e tisicucci, che prima erano, camminavano gagliardi in sull'
anche con l'elastica libertà delle donne che non portano tacchi né busto. civinini,
1-23: con gli occhi in lei che molleggia tanca e scopre l'ascella, fiata
il busto accennasse dolcemente a svitarsi, che si propaga subito più risentito alle anche
sul polpaccio offrendo una di quehe prospettive che paiono tanto audaci nehe pitture e nehe
movimento dehe anche, biancheggia il fazzoletto che avvolge il loro capo. v. g
piccole e muscolose, ben fatte, che camminano battendo tanca e il piede,
si lagna, / come 'l tapin che non sa che si faccia. berni,
, / come 'l tapin che non sa che si faccia. berni, 53-56 (
53-56 (iv-278): il vihanel, che i sordi tuoni ascolta, / si
gente stanca / venia sì pian, che noi eravam novi / di compagnia ad ogni
: hai mai posto mente a colui che vende coha bilancia, che vi dà l'
a colui che vende coha bilancia, che vi dà l'anchetta? ogni volta
. ancacciuto, sm. che ha grosse anche. sassetti,
ahe mani, e come ancacciuto forte che io sono, non ho saputo scambiettar sì
sono, non ho saputo scambiettar sì, che eha non mi abbia bucherato due volte
. carletti, 36: li vetturali che guidano le bestie sono tutti schiavi mori
le bestie sono tutti schiavi mori, che, nudi e sempre sino a mezza costa
serva, donna di servizio, domestica; che accetta una condizione di umile sottomissione.
: viene la parte quartadecima, / che tratta deha schiava overo anceha, /
raggio in la steha, / poi che l'anima mia fu fatta anceha / de
/ ecco l'anceha tua: per che ti piace. idem, conv.,
idem, purg., 12-81: vedi che torna / dal servizio dal dì l'
beha: / né merto altr'ebbi, che l'amor ch'io svelo. arici,
: tutte queste circostanze rendono sommamente probabile che fosse una dehe ancehe che ci dimoravano
sommamente probabile che fosse una dehe ancehe che ci dimoravano. leopardi, 1-24:
ci dimoravano. leopardi, 1-24: che fosti donna, or sei povera anceha
di nuho conforto / lo spietato dolor che la stracciava / ammollir ne fu dato
essa sopravanza con la testa le ancehe che la circondano, è perché non si
9-515: indossava un vestito a fisciù che le dava un'aria subordinata, da anceha
: ancehe dai seni alti e spenti, che sbocciano dagli sbocchi dei broccati su una
è impossebele a dio, / ciò che glie piace esso potè fare: / però
; / e tu responne e di'ciò che te pare. / « ecco tan-
cilla de lo segnor mio: / ciò che tu dice en me dega fare! »
, da ancùlus 'servo'(colui che va dattorno). cfr. festo,
». ancestrale, agg. che appartiene ai tempi remoti degli antichi avi
scaturita dalla cosa, pronunziata da persona che quella parola lì forse non l'aveva mai
mai detta prima di allora, e che, premuta dalla necessità, l'aveva
il mio figliuolo, insieme con quegli che amavono criside, era ad ogni ora;
natura. berni, 121: areste detto che le fosser fave, / che rovinando
detto che le fosser fave, / che rovinando in sul palco di sotto /
tutto rotto. rosa, 188: ma che un dell'opre sue doni e concede
nome anche la gloria / chi sarà che l'affermi e che lo crede? magalotti
/ chi sarà che l'affermi e che lo crede? magalotti, 9-9-150: io
... chiedendole in una forma che cominci con apparenza di regalare. c
. gozzi, i-252: questi sistemi, che colla scienza del secolo si sono dilatati
di fronde, / e nel sol, che superbo i rai diffonde, / mi rinfranco
male, anche in me quello / che m'addolora. slataper, 1-149: mentre
essere adombrata un'allusione ad altre angherie che le avrei fatto e rimasi senza fiato
ragazzi nei piedi, e meno male che veniva la sera e anche dalle colline
(259): anche dite voi, che vi sforzerete: e di che?
, che vi sforzerete: e di che? paolo da certaldo, 2: molto
di'anche il vero; ma e'bisogna che tu awertisca ch'ei non ti vegga
16-iii-140: egli è anche vero, che le piante si nutricano, crescono e producono
, 2-34: avrebbe dato tutto quello che possedeva, e il cavallo anche, la
eh'amor è sì nobile cosa, / che s'elli entrasse 'n colu'de lo
entrasse 'n colu'de lo 'nferno, / che non ebb'anch'e non dè'aver
sentirò ma'quel, d'amore, / che sente que'che non fu anche nato
d'amore, / che sente que'che non fu anche nato. dante, inf
, inf., 34-81: sì che 'n inferno i'credea tornar anche. cavalca
tu vai caiendo... -e che? diavol lo faccia! / tu ne
tu ne vuoi anche. -e1 mal che dio te dia! collodi, 371:
io qui libo a le dee / che de la mente mia seggono in cima.
: non aveva finito anche dieci anni che scriveva corrente e leggeva come un prete
ed egli sentì, anche una volta, che la sua trista passione era immedicabile.
io sono per anche un manzoniano / che tiri quattro paghe per il lesso.
ormai, finalmente. 5. anche che, anche se, quand'anche: ancorché
, 7-1-6: gli occhi, anche che tacciano, confessano li segreti del cuore.
: tu lo sai al par di me che la più parte dei dotti furono
il caso, sei tu tanto povero adesso che non gli possa far insegnar nulla.
i-706: gente pratica, dico, che sa far di conto anche se non ha
ch'anche non tèn a frodo, / che in le'non posso trovar via né
: per giusto giudizio di dio avviene che il peccatore, che, mentre visse
giudizio di dio avviene che il peccatore, che, mentre visse, non si ricordò
si ricordò di dio, ora, mentre che muore, non si ricordi anche di
. lippi, 6-42: error, che noi farebbe anch'un cavallo. d'annunzio
(hóram)]; a meno che non si voglia accettare l'ipotesi et-iamque
di ancheggiare), agg. che ancheggia. c. e.
4-57: di quelle [donne] che ancheggiano con più fascinosa dolcezza si dice
ancheggiano con più fascinosa dolcezza si dice che « hanno il miele nelle anche ».
anchìlope, sm. medie. piccolo tumore che ostruisce il condotto lacrimale.
, agg. irrigidito per anchilosi, che ha perduto i movimenti dell'articolazione,
da un verme, l'ancylostoma duodenale, che vive nell'intestino dell'uomo producendo sostanze
frequenza i minatori e i fornaciai, che nel loro lavoro si trovano a contatto
. cavo infilato in sfere di legno che serve per fare legature o anelli di
sottile linguetta di metallo o di legno che vibrando permette il passaggio forzato dell'aria
bel saluto e 'l gentil sguardo / che fate quando v'encontro m'ancide. francesco
o io t'ancido, e sia ciò che puote. -le suo [= sue]
prende baldanza e tanta securtate, / che fère tra miei spiriti paurosi, /
è uno spirito ch'ancide, / che nasce di piacere e vèn per sguardo.
amoroso, 52: non credo certo che voi m'ancidiate: / ma mi farete
ma mi farete tanto tormentare, / che minor male mi saria la morte.
, 2-17: alquante voci provenzali, che sono dalle toscane in alcuna loro parte differenti
e più spesso secondo la provenzal forma che la toscana; perciò che e alma
provenzal forma che la toscana; perciò che e alma disse più sovente che anima
perciò che e alma disse più sovente che anima, e fora che saria, e
disse più sovente che anima, e fora che saria, e ancidere che uccidere.
e fora che saria, e ancidere che uccidere. michelangelo, 131-3: non pur
2-9 (i-757): ma poi che il dolor ch'io provo fuor di misura
vita, io stesso farò quell'ufficio che il dolore doverebbe fare. io malgrado
io malgrado di lui e di morte che non mi vogliono ancidere, a me
n'ancide / l'assenzio e 'l mèl che tu fra noi dispensi. idem,
come il duol non m'ancise allor che morte / t'estinse, o cara
, iii-378: o sacrilega donna, a che le mani / opri idolatra, e
., 5-61: l'altra è colei che s'ancise amorosa. chiabrera, 3-4-52
con incavi su entrambi i lati, che si diceva miracolosamente caduto dal cielo (
numa pompilio. avendo gli aruspici asserito che l'impero del mondo non sarebbe stato tolto
le sue mura, numa, per timore che fosse rubato, ne fece fare altri
a'romani. guerrazzi, 4-642: o che i prìncipi quaggiù ci cascano dal cielo
. letter. proprio delle serve; che concerne le domestiche. — amori ancillari:
ambiguo. sannazaro, 12-205: or che dirai, quand'ei gittò precipite /
cui gola era gonfia delle glandole stesse che pendono dal collo delle capre. beltramelli
ben assestato. borsi, 2-99: ecco che cos'è il genere umano: è
: è un grande corpo unito, che lavora al proprio destino ancipite e dubbioso
2. metr. sillaba ancipite', che può essere considerata breve o lunga,
occhi, ond'escon le faville / che vi infiammano il cor, ch'io porto
fiso. anguillara, 9-80: quel serpe che prendea forza dal male, / vinsi
forza dal male, / vinsi, che per lo danno era più fello, /
lo danno era più fello, / che raddoppiava ognor l'ancise creste.
e giosafatte, 44: questo voglio, che tu m'insegni, di seguire lo
signore... e anco voglio, che tu mi dichi, se questa dottrina
mi dichi, se questa dottrina, che tu m'insegni, è dottrina antica.
se non beono in figurato cristallo, che spegna la sete anco degli occhi. goldoni
anco de'versi sul gusto di quelli che un tempo scarabocchiavo. parini, giorno
. alfieri, i-41: il tempo, che tanto opera anco su i più saldi
po'anco coi miei, tanto più che presto li lascerò di nuovo. nieri,
ecco la morte, e l'arte / che è la sua sorella eternale: /
la sua sorella eternale: / quella che anco rapisce / la vita e la toglie
anco di quattro, e ho in capo che la voglia essere buona, anzi che
che la voglia essere buona, anzi che no, essendo stato favorito da qualche
anco fra pochi giorni, vedremo gli effetti che questa prima disavventura degl'inglesi in america
generale dell'europa. manzoni 292: che nelle nostre file / misti ai leali,
l'arme. redi, 16-iii-92: del che non vi parlerò di vantaggio, siccome
: ma non è cosa in terra / che ti somigli; e s'anco pari
men bella. idem, iii-921: so che, anco senza vedervi, 10 vi
fumo. galileo, 461: ma che diremo... dell'intendere?
nostri paesi son sì tristi, / che non si può rubare anco a volere.
, 49-9: ma s'ella è donna che porti anco vetta, / sì 'n
., 8-43: ond'io, che non sapeva per qual calle, / mi
155: non è anco beato quegli che dal popolo non è anco schernito. petrarca
, ah, non paventi, / che traggon da la man purpuree stille?
culte, più ordinate e soavi, che il suo maestro... e anco
iii-188: e cresce lo stupor, che sì ridenti / e vive primavere anco spiegate
. baretti, i-18: voglia dio che e'passi presto questo mese, in cui
per anco imbrigato in quel gonfalonierato, che v'è cagione di tanta fatica e
nega l'apertura di bocca, però che io comparissi improvvido a difendere il paese
quand'io conobbi quella ripa intorno, / che dritto di salita aveva manco, /
pascoli, 2: questa è la parola che dico ora con voce non anco ben
: già era il mio desio presso che stanco, / quando mi fece una
altresì potrà addivenire di tuo padre, che anco verrà tempo, ch'elli conoscerà
5-59: io, qui non voglio / che sparga seme tu di nove liti:
novo, / dicoti pochi trovo / che non sen pentano poi: / tal mondo
, purg., 13-52: non credo che per terra vada ancoi / omo sì
vada ancoi / omo sì duro, che non fosse punto / per com- passion
vegg'io non molto dopo ancoi, / che tragge un altro carlo fuor di francia
infino al dì d'ancoi alcuna femmina che quello che le fosse posto in credenza
al dì d'ancoi alcuna femmina che quello che le fosse posto in credenza, il
/ per lo vento a provenza che ventava, / ch'alberi e vele e
essere l'ancona lavorata d'un legname che si chiama arbero o vero povolare.
una punta di coltellino... che rada bene, e va cercando per lo
quale fece una santa lucia piuttosto lasciva che bella. lanzi, 2-1-35: si lavoravano
i dittici, o sia gli altarini: che in più paesi d'italia si nominavano
conformava all'architettura tedesca,... che vedesi nelle facciate delle chiese fatte in
ricurvi si dispongono perpendicolarmente, di modo che la marra penetra nel fondo stesso.
, 3-294: la quarta cosa, a che è affigurata la croce di cristo,
, si è l'àncora della nave; che siccome l'àncora conserva la nave dalia
., 16-134: sì come torna colui che va giuso / talora a solver
ancora ch'aggrappa / o scoglio o altro che nel mare è chiuso. cavalca,
ma sostengono e aiutansi valentemente insino a che viene la bonaccia. boccaccio, i-564:
lo quale si lega alla fune, che il manda giù nel fondo del mare,
e lasciando quella sogliono fuggire; imperò che quello che dice il poeta, che
lasciando quella sogliono fuggire; imperò che quello che dice il poeta, che l'ancora
che quello che dice il poeta, che l'ancora fonda le navi col dente tenace
corso del fiume fusse veloce, e che si dubitasse che portasse materie di legname
fusse veloce, e che si dubitasse che portasse materie di legname o altro,
o in sostituzione di una di esse che sia andata persa. viani, 14-483
, ma non aveva ancora fatto testa che la gomena si spezzò. -figur
fosse presente l'ancora della dolcezza, che 'l ritenesse. nievo, 439
439: [lucilio] non voleva che si abbandonasse queltultima ancora di salute,
, iv-1-142: dentro di lui non restava che un freddo abisso vacuo:..
muta; ogni àncora era rotta. a che vivere? idem, iv-2-105: ella
aste incrociate e munite di un peso che la tiene in posizione verticale. quando
getta in mare l'ancora galleggiante, che, offrendo grande resistenza al moto ondoso
capace per una o due nave, che vedemmo far vela a due debe navi
vedemmo far vela a due debe navi che erano nel porto. testi, ii-19:
iii-1-26: se qualche cosa si truova, che gli sia impossibile,...
io mi contento di darvi piena licenza, che speriate più in altri, che in
, che speriate più in altri, che in dio, e che cerchiate di gettar
in altri, che in dio, e che cerchiate di gettar l'ancora in fondo
2-59: l'ammiragho a tutte le galee che avea appresso di sé fece trarre l'
d'annunzio, iii-2-5: ed ecco che una nave salpa l'àncora per far
cuoco fu nascosto nella cucina di un mercantile che doveva levar l'àncora abe nove e
in coverta... la marra, che aveva arato il fondo, passò sub'
secco, / per lo sforzo deb'africo che spinge. -figur. tenere sull'
magneti permanenti, pezzo di ferro dolce che si applica fra le estremità polari,
armatura) fissato a un organo mobile che lo mantiene a breve distanza dalle estremità
del meccanismo a forma di piccola ancora che trasmette il moto della ruota di scappamento
discionore, / ché m'ò abandonato quel che più amaie. dante, inf.
dante, inf., 8-60: che dio ancor ne lodo e ne ringrazio.
, inf., 18-77: e fa che feggia / lo viso in te di quest'
eravam lunghesso mare ancora / come gente che pensa a suo cammino. petrarca, 50-26
(380): non lascerò io che con una novebetta assai brieve io non vi
assai brieve io non vi narri quebo che ad una mia vicina, non è ancor
ii-109: le bebis- sime prospettive, che poi da sé lavorò,...
122: benedetta sia l'anima sua che mi puose la lingua francese in bocca
un grande albero, di certa specie che a me pareva di non avere ancor mai
caduto / era un volume da la man che ancora / si atteggiava
e forse io solo / so ancora / che visse. montale, 13:
13: non ancora / tra le rocce che sorgono t'è giunta / la bottiglia
altra ancora / riluttante in un mezzo che respinge / le mie mani. silone,
31: la primavera quando arriva / che il corpo ancora stranito / regge al colpo
ché se di gemme e d'or, che 'l vulgo adora / si come idoli
ancor ho da parlar con questo giovane che viene. vittorini, 2-136: s'
, 63-11: m'awenne... che, partendo da lei, in un
conv., ii-111-4: ancora credette che lo cielo del sole fosse immediato con quello
/ vostra fortuna dritto per la strada / che vi può dar dopo la morte ancóra
: perché ti sforzi nelli splendienti drappi? che giovano ancora le corone? che la
? che giovano ancora le corone? che la verga reale? che l'onore?
le corone? che la verga reale? che l'onore? boccaccio, dee.
, 1-10 (117): acciò che come per nobiltà d'animo dall'altre
. berni, 120: credo che v'era ancor dell'altre genti, /
quale l'ascolta, e a colui che la dice, dannosa, conciosia cosa
la dice, dannosa, conciosia cosa che l'udirsi riprendere alla libera sia poco ancor
. bruno, 149: al tirar che feci di costui, cascò come un
di costui, cascò come un asino che porta troppo gran soma, ed ha fatto
alzare. idem, 162: voglio che si riconcilii ancora con la sua femina,
riconcilii ancora con la sua femina, e che dimanda mercé a lei cossi bene come
campanella, 1069: proibisce moisè ancora che non si faccia vesti di lana e
poco, ché sono dissenzienti, né che semi diversi in una stessa terra si gettassero
anima; tanto vivaci, e pronte; che niuna. metafisica par più sottile.
irò, il povero greco, awien che mora, / in picciol'urna, in
almeno si trattenessero chiuse in casa più che potessero. ma no, che vogliono
più che potessero. ma no, che vogliono andare ad ogni festa, ancora non
da scherzo ancor mi vanto; / che raro in donna io vero amor trovai.
trovai. goldoni, iii-23: so che l'amore ch'ella ha per me,
, 2 (36): tutti coloro che, in qualunque modo, fanno torto
, sono rei, non solo del male che commettono, ma del pervertimento ancora a
io non bene colla mente comprendo a che e come uomini eletti dalla universa italia
settembrini, 1-59: ei mi disse che in malta aveva letto parecchi scritti della
nome, ma ancora il catechismo della setta che egli aveva portato seco. panzini,
un piatto di minestra e ringraziarli ancora che gli facessero vedere la macchina.
femmina / ripose nel suo luogo, che la madre / non se ne accòrse,
mi sia pesanza, / come quello che piange ed à alengranza. bonagiunta,
delle comiche eccellenti. 7. ancora che: v. ancorché. = lat
: si dà questo nome al diritto che vien pagato alla sovranità locale da qualunque
alla sovranità locale da qualunque nave straniera che voglia gettar le ancore in mare per
un supporto o base fìssa; dispositivi che collegano strutture, o parti di esse
ancoraggio: palo di maggiore robustezza, che viene collocato a intervalli nelle linee elettriche
le senti in fondo all'anima un peso che l'àncora. 4. sport
pass, di ancorare), agg. che ha dato fondo all'àncora;
ha dato fondo all'àncora; che sta sull'àncora; ormeggiato.
ormeggiato. bembo, 7-3-9: che cimba sia ancorata, mi duole. la
3-13: quell'altro [vascello] che è ancorato al banco di dowzing.
. targioni tozzetti 12-2-392: la secca che... dalla meloria si stende
,... e non permette che danneggino le navi e galere ancorate alla
. viani, 19-326: egli sapeva che oltre il molo nuovo c'era ancorata l'
non hanno altro vincolo colle terre circostanti che quello d'un prossimo scambio delle cose
cose necessarie alla vita, non altrimenti che navi ancorate sopra lido straniero. luzi
. ancoratóre, sm. disus. che ancora; che serve per ancorare.
, sm. disus. che ancora; che serve per ancorare. salvini
. ancorché [ancoraché, ancora che), cong. benché, quantunque
rustico, vi-1-154 (23-2): poi che guerito son de le mascelle, /
1-70: nacqui sub julio, ancor che fosse tardi, / e vissi a roma
idem, inf., 30-106: ancor che mi sia tolto / lo muover per
tolto / lo muover per le membra che son gravi, / ho io il braccio
e sono in prima vita, / ancor che l'altra, sì andando, acquisti
piace / per voi morire, ancor che sia gran torto. boccaccio, i-71
torto. boccaccio, i-71: ancor che io nella tua effigie conoscessi che valoroso
: ancor che io nella tua effigie conoscessi che valoroso uomo dovevi per natura divenire,
divenire, nondimeno con disaminato animo imaginai che per l'accidentali scienze molto t'avanzeresti
(94): il monaco, ancora che da grandissimo suo piacere e diletto fosse
sia la prima e più eccellente opera che possino fare gli uomini. machiavelli,
uomini. machiavelli, 6: ancora che uno sia fortissimo in sugli eserciti,
163: l'impeto delle artiglierie è tale che non truova muro, ancoraché grossissimo,
non truova muro, ancoraché grossissimo, che in pochi giorni ei non abbatta.
, 15-92: le quali, ancor che lor ne 'ncrebbe e dolse, / non
stenzia. idem, 45-25: ancor che sdegno e colera la madre / contra
: ma tua mercede, ancora / che 'l mio fin sia dappresso, / non
firenzuola, 459: il corvo, ancora che conoscesse ch'ella dicesse il vero,
pietra si schianta ancorché sia dura più che 'l porfido. idem, i-101: pietra
/ e su vi salse, ancor che afflitto e lasso. galileo, 912:
quali è infinito, ogni errore ancor che veniale, mi sarebbe ascritto a fallo
capitalissimo. carletti, 80: due pertichette che si attraversano per mezzo la barchetta et
braccia, e rasando il mare la sustentano che non si può travolgere né meno andare
i quali cotanto aborriscono da'madrigali, che per niuna maniera s'inducono ad udirli o
ben meritato. manzoni, 829: fa che sempre io mi ricordi / il colpevol