: se mai v'abbatteste in alcuna che vi desse nel genio un pochino,
desse nel genio un pochino, bisognerà che non vi ingolfiate impercettibilmente nell'amor suo
cicognani, iii-2-252: quest'era una cosa che proprio dava nel genio a barberina:
iii-226: e veramente è questo un difetto che dà negli occhi in gran parte de'
, è la più dimenticata: ora che, per dirla alla francese, si posa
schiamazzo per dar negli occhi, questa virtù che appartiene al grado più elevato della natura
: tutte le ragazze del paese, che anche loro avean fatto del su'meglio
: i miei scritterelli colloco su fogli che vivono, quant'essi, un giorno
gregge,... bruciando zolfo che dava alle narici delle pecore, le
'l viso mio incontro al poggio / che 'nverso il ciel più alto si dislaga.
4-86: mandava pregando il doria, che spignesse avanti alla certa vittoria il grosso
azione. pavese, 7-140: capii che cadetto l'aveva capita ma non voleva
-restituire. pavese, 1-21: ringrazia che non mi faccio dare indietro questi soldi
l'uomo è fornito di quattro cose che vuole avere un traffico, cioè di
danar mi danno meno, / anco che pochi me n'entrano 'n mano.,
contraria una parte prevale, / quella che manco può la dà pe'chiassi.
la benda, e veggo lei, che scioltasi / la dava (con lui dietro
. sacchetti, 48-147: seranno molti che, non che temino gli augurii,
, 48-147: seranno molti che, non che temino gli augurii, ma elli non
savonarola, 8-i-382: non vogliano udire che 'l si viva semplicemente né che loro
vogliano udire che 'l si viva semplicemente né che loro diano via il superfluo, e
a'tedeschi. lippi, 2-8: che tu daresti via fin la gonnella.
dice gesù, dia via tutto quel che ha. -dare in (con un
spezzasti il capo del dracone; per che destilo in cibo alli popoli di etiopia.
a costor diè. ariosto, 24-36: che datogli in arbitrio avea que'dui,
in arbitrio avea que'dui, / che soli odiati esser dovean da lui.
: ho pensato talor da me a me che sia ben non fidarsi mai di persona
preda ad amico, per caro ed amato che sia. f. d'ambra
ambra, 89: mi dare'certe robe che ei trovavasi / in dogana, perché
mi dolgo / molto forte di te, che... /...
pruova della svergognata e maligna generazione, che è la bassa gente cinese, contro
: ti do in dono quella schiava che fu iersera a cena teco e che
schiava che fu iersera a cena teco e che parve darti nel genio. a.
i signori oltre l'arroganza del denaro che dànno o promettono in mercede, hanno
per giunta la prepotenza di tutto quello che dorme nello scrigno. carducci, iii-9-13:
predicava per appunto contro questi stoccatari ladri che dànno il denaro in prestito, e
, e lo trattò con tanta alterazione che diede nelle furie e perdette il cervello
croscio di risa così enfatico e perenne che... ho dubitato che i miei
e perenne che... ho dubitato che i miei servitori potessero per carità legarmi
tornare verso di loro lo stendardo, che avevano creduto vittorioso, diedero in
): il fratello diede in ismanie, che il cappuccino lasciò svaporare, dicendo di
figur. giamboni, 4-320: credendo che il dicesse per inganno, il dispregiò
: fa'penitenzia, torna a dio, che 10 veggo che tu vai a
a dio, che 10 veggo che tu vai a dare in iscoglio. ariosto
in notabili inconvenienti, per le contrarietà che si ritrovano. marino, i-107:
di queste voci nuove a loro, o che hanno più d'un significato, di
molto spaventevoli per la loro grandezza, che a ogni passo per tutte le strade si
, i-5-37i: date in uno sposo che ha tutte le buone qualità. manzoni
questa scilla, si riducono a dire che sia accidente prodotto, danno in cariddi
fiamma, 436: s'ella commandasse, che s'adorassero, come dio, commanderebbe
errori. caporali, i-64: dicon che un dì, trovandosi macchiato / 11
saio, ne pigliò tanta passione, / che certo era per dar nel disperato.
un diamante o un rubino, che se ne trova costà più che qua e
rubino, che se ne trova costà più che qua e vi sono a miglior derrata
e dà nel troppo ornato; il che è errore maggiore che parlare a caso
troppo ornato; il che è errore maggiore che parlare a caso. mascardi, ii-200
l'ostinata incredulità di certi filosofastri, che per far troppo del saccente danno nell'
balza all'insù certi margutti, / che giunti che vi son danno in seccaggine
all'insù certi margutti, / che giunti che vi son danno in seccaggine. redi
bellini, i-133: ma quel, che mi fa dar nello strabilio, / son
alcuni altre volte, cioè di dir che l'italiana favella fosse già fin dal tempo
già abbandonato da'raggi dava in non so che di sublimemente tetro e patetico. foscolo
d'azeglio, 1-515: m'avveggo che dò un po'nella malinconia; che
che dò un po'nella malinconia; che a me non giova. giusti, iii-350
ti giunga nuovo se mai senti dire che ho dato in tisico. de sanctis,
, 5-129: è come un'arpa che dia un po'nel mandolino. emanuelli,
facendo risplendere la carnagione del volto, che pareva sempre sottoposta a un riflesso misterioso
è governato di maniera nel mangiare, che gli è ritornata la febbre e credo che
che gli è ritornata la febbre e credo che gli sia data in quartana.
[ai panni] a denaro o tenpo che l'uttile d'essi si possa dare
misero vallone / su per la ripa che 'l cinge dintorno, / attraversando sanza
7-13: possiamo essere molto certi, che dando loro le reni, ci faranno
spalle. tasso, 17-57: poi che stati sospesi alquanto foro, / mossero
. d'annunzio, v-1-234: ecco che sono al mio posto, di contro
strada, dando le spalle all'abisso selvoso che vi si sprofondava sotto. sbarbaro,
, 1-164: fate al prossimo quello che vorreste fatto a voi stesso, e
: ci ammiccavamo accennando a gesti, che, mentre napoleone iii credeva di darla
di diniego con le mani per dirci che a lui non era facile darla ad
: lo so, alcuni compagni dicono che il partito ha bisogno di elementi intellettuali.
a me non la danno a bere quelli che hanno le mani pulite, che si
quelli che hanno le mani pulite, che si vede lontano un chilometro che non hanno
, che si vede lontano un chilometro che non hanno mai preso un badile in
può dolere, ch'io gli dissi che se mi credeva, ch'io lo giunterei
/ sotto la mazza d'ercule, che forse / li ne diè cento e non
perdoni, io ci tornerò e darottene tante che io ti farò tristo per tutto il
ti farò tristo per tutto il tempo che tu ci viverai. pavese, 1-8:
; ma lei avrebbe potuto sempre dire che non era vero. e, dopo,
carducci, iii-24-355: sono venticinque anni che faccio il don chisciotte dell'arte italiana
sp., 1 (14): che fare? tornare indietro, non era
darla a gambe, era lo stesso che dire, inseguitemi, o peggio. carducci
non faranno come certi cani magri spelati che se la danno a gambe da chi
fu risposto. era vero. amilcare che ancora il giorno prima faceva il gradasso,
8-214: si innamorano e snamorano secondo che si imbattano ad innamorarsi, e se pure
si riduce alla sacramentale astuzia della fidanzata che non deve 'dargliela 'al morso
, per non darla vinta a suo padre che aveva per forza voluto ficcarlo lì dentro
diciamo così d'uno insolente fastidioso, e che tutto il giorno faccia risse percuotendo quand'
serbare. -dare a qualcuno quello che va cercando: trattarlo (per lo
(178): io gli darò quello che egli va cercando. g. m
cecchi, 1-ii-176: in buona verità che, s'io credessi / che fusse ver
verità che, s'io credessi / che fusse ver che cotesto perlone / facesse
, s'io credessi / che fusse ver che cotesto perlone / facesse questo torto alla
, / io gli darei di quel che e'va cercando. -dare due
nano. -dare qualcosa per il prezzo che si è comprata: riferire un fatto
con l'inganno, diversa da quella che è. giannotti, 2-2-336: credi
: ella è per te sì cieca, che agevole / ti fia, come si
siena, 822: molti so'di quelli che fanno un altro tradimento, che.
quelli che fanno un altro tradimento, che... quando vegono il pericolo,
mi do per inteso della mezza ritrattazione che gli uomini del governo opposero all'arcivescovo
se ne diede per inteso: era sicuro che sarebbe riuscito a dissipare il malumore di
risposta scherzosa a chi ha riferito cosa che, se fosse vera, risulterebbe sgradevole
uomo dotto? -che uomo dotto, che uomo dotto? ti darò io l'
ti darò io l'uomo dotto, che vai cercando. fagiuoli, 1-1-112: ti
dà tanto, se cioè un prete che è un prete si comporta in questo
comporta in questo modo, figuriamoci noialtri che preti non siamo. -non vedere
-non vedere, non capire in che dia (un atto, un discorso
m'innebriavo di tutti quei furori, che a ripensarci ora di sangue freddo, con
con tutto l'affetto ed il rispetto che sento per la memoria d'alfieri, in
, in verità non so capire in che diano, né a che cosa possan servire
so capire in che diano, né a che cosa possan servire nella società odierna.
. anche dàlie dàlie!): esclamazione che incita a percuotere, a inseguire.
e tagli fino alla giusta misura ma che faccia parlare e parlare bene il giornale
quotidiano più diffuso. pirandello, iii-604: che diffamazione se in tutto il paese,
, 7-113: ti dirò di più che una simile idea non mi era nemmeno
, 14-95: la gente cerca quello che non trova, e anzi quello che
che non trova, e anzi quello che non è possibile trovare. infelicità diffusa,
ne tornarono, con la trista persuazione che non sarebbero bastate [quelle misure]
moravia, ii-28: non sapevano forse che il settanta per cento dei migliori propagandisti
tra i braccianti, tra coloro cioè che meglio degli altri, grazie alla loro
di uno scritto, di un discorso: che si diffonde nei particolari, ricco di
uno scrittore, di uno stile: che si dilunga in troppi particolari, che
che si dilunga in troppi particolari, che parla o scrive facendo uso di troppe parole
diffuso, / non so, però che già nelli occhi m'era / quella ch'
avea chiuso. boccaccio, vii-87: allor che 'l regno d'etiopia sente / il
dolente / pruove, al parlar, che sai, alto e diffuso. ariosto,
non contiene, ancorché assai diffusa, che due sole cose di buono. algarotti,
ben si farebbe adunque a far quello che il caro fatto non ha, emendando
, e quando ve ne siano molte che pochissimo differiscano tra di loro. carducci,
gramsci, 89: io credevo prima che le sentenze del tribunale speciale, data la
tivo: ho visto invece che sono diffuse e vi si riassumono gli
. varchi, v-374: tutti i razzi che son intorno a quella linea forte e
intorno a quella linea forte e perpendicolare che si chiama 10 asse,..
de'crudi signori la turba diffusa, / che fugge dai brandi, che sosta non
, / che fugge dai brandi, che sosta non ha. scalvini, vi-88:
grano e da foraggio. 8. che non ha forma o confini precisi, che
che non ha forma o confini precisi, che si estende a perdita d'occhio;
oscura / e pellegrina cetra il suon che stride. scalvini, vi-106: 11
sì larga empia percossa / il nodo, che tenea l'alma rinchiusa, / circonda
seren diffuso ride / il ciel, che sé più chiaro unqua non vide.
profonda, e serena a un tempo, che accompagna sempre l'uomo grande e infelice
le cose assumono il volume e il contorno che loro compete (non più ingrassate e
ginocchia. 10. medie. che si espande progressivamente nelle varie parti dell'
vivido, simili a un diffuso esantema che talvolta s'orlava d'una trina di sale
annunzio, iv-2-130: la gran contesa, che sarà un giorno narrata dal cronista per
di passaggio, per conferma a quel che dissi in principio sulla tendenza de'monaci
tendenza de'monaci alla letteratura misogina, che il diffusore dell'opera è anche qui
3. tecn. diffusore sonoro: apparecchio che converte l'energia d'una corrente elettrica
organo fisso nel quale entra il fluido che esce dalla girante delle pompe, dei
calda, del sugo dalle barbabietole (che vi vengono introdotte dopo essere state tagliate
di particelle o di radiazioni elettro- magnetiche che urtino su una delle facce ed escano
atomica). diffu§òrio, agg. che si riferisce alla diffusione, proprio della
tempio santo ab- bero desirtato, / che 'n granti onori foi deficato, / e
fatta, e sarebbe suta la peggiore che fosse mai in roma dappoiché ella fu dificata
notte seguente istette in orazione nella chiesa che avea dificata, pregando iddio con grandissimo pianto
dificata, pregando iddio con grandissimo pianto che gli convertisse e salvasse. g. villani
'l grande onor di sizia, / voglio che sappi, senza niun fallo, /
sappi, senza niun fallo, / che una in quelle parti si difizia. tavola
monti ordinò trombe grandissime sì dificate, che ad ogni vento trombavano con grande suono.
, rettor., 52-6: consideri ancora che 'l buono difficiatóre e maestro, poi
'l buono difficiatóre e maestro, poi che propone di fare una casa, primieramente
fare una casa, primieramente et anzi che metta le mani a farla, sì pensa
così fae il difficatóre della casa, che poi ch'elli àe trovato il modo nella
elli ordina il fondamento in quel luogo che si conviene. = deriv.
questa è peccato: l'altra, che si fa a onore di dio e a
privati citeme diligentissimamente sono da fare, che raccolgano tacque piovane che caggiono de'tetti
da fare, che raccolgano tacque piovane che caggiono de'tetti. dante, inf
, / par di lungi un molin che 'l vento gira, / veder mi parve
si vuol sì provveder del fondamento / che per crollar di vento / o d'altra
altra cosa così ben si regga / che non convegna poi si ricorregga. palladio
, 1-8: fa il difìcio in luogo che si possa cignere di giardini, e
abate e 'l difìcio, stava com'uno che di nuovo vede una grande maraviglia.
mal fare e dai mali conforti altrui, che faccia usura e peccati di carne e
si possono appellare balconi de la donna che nel difìcio del corpo abita, cioè l'
abita, cioè l'anima; però che quivi, avvegna che quasi velata, spesse
anima; però che quivi, avvegna che quasi velata, spesse volte si dimostra
segnori, udite strano malificio, / che fa il barbuto, tanno, di ricolta
verso l'aia rizza tal difìcio, / che tra'sì ritto, che non falla
difìcio, / che tra'sì ritto, che non falla volta. b. giambullari
e sfavasi laggiuso; / e fa che nel difìcio suo vi piove.
vii-179: se io credesse, amor, che in costei / virtute o senno o
senno o sentimento fosse, / el fuoco che mi cuoce... /.
, perché ad usanza di saette-folgori ciò che percuotono o rompere o dissolvere sono usati
giordano, 2-280: fu imo matto che combattea col leofante, ch'avea la torre
morti tutti quanti, / se non che 'l valoroso desiderio / con suo defici si
necessario, per più difesa della terra, che quel difìcio con che niccolò piccinino gli
della terra, che quel difìcio con che niccolò piccinino gli aveva sbigottiti e vinti
muratori, 7-ii-117: torniamo alle macchine che traboccavano sassi e pietre, chiamate.
; ogni cosa di legname con ingegno che teneva una lancia sulla resta.
cose a ser bonaccorri da ginestreto, che m'aiuti di non so che m'
ginestreto, che m'aiuti di non so che m'ha fatto richiedere per una comparigione
. sacchetti, 166-58: colto che ebbe il tempo chelovidde ben rovente,
baiardo in su'fianchi; / acciò che 'l suo disegno a colui manchi. b
confuso e sbigottito il fato stesso, che vedendo gli spagnoli diffilar nella fuga,
belloni e benvoluto dalla duchessa, un dì che la vide schiaffeggiare una giovine musicante,
da vienna con grossi rinforzi, prima che gli si possa contendere il passo, guada
del fatto suo, si difilò verso libero che brucava l'erba rada scondinzolando per via
andrea da barberino, 5-1210: mentre che gli confortava, e arabas lasciò il
, e arabas lasciò il liopardo, che l'aveva com'un mastino a mano
il cielo, andò tanto alto, che egli scoperse careggi, e docciando poi
bartoli, 9-32-34: un barbero generoso, che si difila correndo e va come una
bruna si difila / la via ferrata che lontano brilla. 3. figur
fu posto dinanzi alla porta del palazzo che eragli stato allestito con un numeroso stato
sacerdoti. botta, 4-240: voleva che si corresse difilatamente al soccorso di roma
: ma chi è questo, che ne vien così diffilato inverso me?
ne va / a casa mia difilato. che fo? / vogli io dietro?
? / vogli io dietro? eh che vogl'io andare / anch'io cercando del
5-120: sulla via egli camminò con passo che volle sicuro diffilato verso la sua abitazione
nel costato / gli cacciò tutta, fuor che l'elsa e 'l pome. e
brevemente della creazione, e del male che dalla disubbidienza del primo uomo provenne a
mio padrone doveva battersi contro il maligno, che gli compariva davanti in persona propria dentro
alle carni dei suoi clienti, senza che egli si ritrovasse mai il coraggio di
ancora meglio; ma bisognava pure evitare che, a furia di mortificazioni, i
gli uomini geniali sono forniti, e che rende loro possibile andare difilati alla verità
. borgese, 1-142: a taramanna, che era sulla strada di un sottosegretariato,
un sottosegretariato, diceva: -coi rammolliti che abbiamo al governo, si dovrebbe andar
. f. doni, i-28: poi che dice che io intenderò di belle cose
. doni, i-28: poi che dice che io intenderò di belle cose, leggete
e del pubblico, perché si dicesse che aveva parlato due ore difilato. moravia
difilato nove ore e non mi svegliai che alla mattina. 4. alla
siano andati alla difìlata ad assalir quella che più desideravano. diftèrico, agg
bot. di un gruppo di piante che sono derivate da due ceppi diversi (
il poeta greco della commedia nuova, che usò questo verso nelle sue commedie)
. zool. ordine di cestodi, che possiedono nello scolice due botridi a forma
difillo, agg. bot. che ha due foglie (o due organi
: 'difillo', dicesi di pianta o stelo che abbia due sole foglie. tramater [
secolo). difìnché { difin che), cong. ant. finché.
ditto e ere'dica, / difin che dicerò di lei amare, / d'essermi
pare volere dire l'auttore, che fuggendo stracciò e dìfiorò le sue
diforano, agg. letter. esteriore, che viene dal di fuori, dal
1-i-403: -vedrete, soggiunse il medico, che là dee esser sepolto un cadavere.
giunsero colle vanghe a un palmo, che ecco trovano un uomo sepolto, già
io dovento ranco / in mio parlar di che la fama gria. = comp
p. fortini, iii-302: che diavol sento difrascare in questa machia?
, secareccio, panfilo! dissi ben io che noi c'infilzaremo. = comp
: in odio è tenuto dalle genti colui che doppiamente favella, e d'ogni suo
primieramente vi ringrazio della buona opinione, che avete di me. e per quanto
ho fatto per il passato; tal che estiate soddisfatti di me. = forma
metall. ant. scoria di rame che rimane attaccata al fondo della fornace.
dioscoride], 703: il difrige, che come un fondaccio si ritrova sotto al
et in più luoghi d'alamagna, dapoi che aveva ricolto il fiore di esso rame
continui come la calcina, per insino che diventi rossa come la rubrica. poi
come il difrige, ma si conosce che non stringe subito la lingua e non
serotini fanno a noi il contrario che agli àlbori. sogliono e dì serotini allegerire
. m. -et). medie. che si riferisce alla difterite, che è
. che si riferisce alla difterite, che è proprio della difterite.
, ii-458: finalmente venne il dottore, che giudicò un caso gravissimo di angina difterica
malattia infettiva e con tagiosa che colpisce di preferenza i bambini (
un bacillo (bacillo di lòfjler) che penetra e si localizza nelle mucose delle
, provocando la formazione di pseudomembrane fibrinose che dalle tonsille si estendono sul palato [
estendono sul palato [angina difterica, che determina un'infezione tossica, con febbre
o sulla laringe (crup difterico, che è causa di soffocamento, in quanto
della piccola bambina fu una minaccia più che altro; ma ora che corre per
minaccia più che altro; ma ora che corre per l'aria la furia della difterite
, iii-2-279: « c'è la bambina che à il 'crup'ersilia...
si sciolsero tutti i capelli. « che à?... ». «
voce dotta, dal gr. 8£cp9oyy°c 'che ha doppio suono '(81- *
del fiume. -anche: opera che protegge un porto (o le terre
apparivano varie popolazioni, e varie dighe che l'interrompevano e le rendevan vaghezza.
. vallisneri, ii-343: giudicar possono alcuni che il mare s'abbassi da un canto
il mare fatto assai più alto di quello che anticamente si ritrovava, non inondi e
piantare con mano potente una diga, che freni la violenza delle onde sempre mobili.
mare agitato giungeva il rumore delle onde che si frangevano sulla diga. pirandello,
dighe dei bacini, dando la forza che ci trasporta frescamente sull'appennino, regoleranno
strada cittadina al fiume violetto del cielo che ruota lassù le sue stelle eterne fra
di rovi erano dense dighe di ombre che limitavano il rivolo biancastro dei sassi.
con la sua piena limacciosa un paese che è tanto basso. salvini, 30-2-68
] è tanto enfiato e tempestoso, che rompe gli argini, o dighe che
, che rompe gli argini, o dighe che dir vogliamo, e sopraffà e terra
, delle teste fredde, ben quadrate che... facciano ogni sforzo per mettere
ii-15-247: lo so, o signori, che certi stati moderni per crearsi degli appoggi
pisacane, i-52: le frontiere erano dighe che arrestavano lo spandersi della civiltà. carducci
nel suo rimpasto di geografia politica previde, che l'alleanza delle potenze centrali sarebbe per
209: il pranzo riprese, ma senza che si aprissero le dighe dell'eloquenza.
. manzini, 12-151: ognuno sente che va all'altro il merito dell'improvvisa ricchezza
il merito dell'improvvisa ricchezza: tanta che rompe dighe, sconfina, dà alla vita
vita un altro gusto e valore. che reciproca entusiasmante gratitudine. = fr
di buon umore. ed ella, che avèa centellato, assaporato le mie parole,
centellato, assaporato le mie parole, che come carta sugante se n'era imbevuta -finito
chim. acido digallico: composto chimico che risulta dalla condensazione di due molecole di
: 'digamia', stato di una persona che si marita due volte, ovvero tiene
compieta- mente negli alfabeti storici, tranne che in iscrizioni dialettali dove compare fino al
crescendo ogni dì nuovi vocaboli, parve che e'vi mancasse alcune lettere; e così
così vi aggiunsero il digama eolico, che avesse forza di cp greco, e chia-
/. baldélli, 5-i-26: l'f che si dice digamma [i latini]
latini] l'ebbero da gli eoli, che per quello che ne dice prisciano appresso
ebbero da gli eoli, che per quello che ne dice prisciano appresso quelli antichissimi latini
antichissimi latini, ebbe la medesima forza che appo gl'eoli avea: conciosia cosa
appo gl'eoli avea: conciosia cosa che quel suono istesso, quasi che ha ora
cosa che quel suono istesso, quasi che ha ora l'f mostrava il p
f mostrava il p con l'aspirazione che viene usato da noi nelle parole greche
si raccoglie dal dialetto del contado, che n'era carico anche ne'secoli migliori
. leopardi, i-860: abbiamo veduto che l'antico v latino non era altro
l'antico v latino non era altro che il digamma eolico, e questo non altro
il digamma eolico, e questo non altro che un carattere che gli eoli ponevano in
e questo non altro che un carattere che gli eoli ponevano in luogo dell'aspirazione,
s. v.]: « nome che trovasi dato alla lettera f, a
dato alla lettera f, a cagione che la sua figura assomiglia a due t
(ventre anteriore e ventre posteriore) che sono unite da un tendine intermedio e
voi volete saper di notomia non basterà che vo'sappiate tutte le cose de'muscoli
muscoli dette fin qui, ma bisognerà che vo'sappiate anco tutti i nomi loro
ag giunto di alcuni muscoli che hanno come due ventri. =
gelando cali, pruova e dimostra sensibilmente che no, perché non cala dove è
non cala dove è chiusa per modo che... gelando o digelando non
pres. di digerire), agg. che digerisce, che serve a digerire
, agg. che digerisce, che serve a digerire o a far digerire.
del canale digerente e degli organi connessi che compiono la funzione digestiva (saliva,
-apparato digerente: il complesso degli organi che, negli animali, in forma più
il cibo e di trasformarlo in modo che venga assimilato e reso sostanza propria dell'
e reso sostanza propria dell'organismo, che ne può così ricavare i mezzi per
la soverchia acredine del sugo digerente, che quivi si trova e che n'è
sugo digerente, che quivi si trova e che n'è l'artefice principale, diventa
pasture, nelle proprietà di quella classe che fu chiamata la dirigente, ma che
che fu chiamata la dirigente, ma che meglio direbbesi la digerente. govoni,
e piange. digerìbile, agg. che può essere digerito, atto a essere
alla disciplina non digeribile, per modo che colla squisitezza delle potenze congiugnendo proporzionatamente l'
una stradicciola un gran tratto carrozzabile, che il grande hòtel kursaal aggiusta ogni anno
mei, 71: è cosa ottimamente conosciuta che i liquori fermentati distruggono la digeribilità,
ii-348: non ardirei... asserire che non si possa tentare la fabbricazione di
la fabbricazione di un pane di mistura che oltre all'essere a più buon mercato del
in modo da renderlo assimilabile dall'organismo che se ne nutre ricavandone l'energia per l'
ritorna, nel mangiare, come fanciullo che mangia molte volte al giorno. mattioli
boterò, i-236: lo stomaco, che non digerisce il cibo e noi distribuisce,
porger dolci allo stomaco fomenti, / sì che con legge il naturai calore / v'
della malattia, e non pensava ad altro che a mangiare e digerire. c.
tutto e per tutto a un pitone che digerisca un asino, che dico, un
un pitone che digerisca un asino, che dico, un bue, se non
; comporrai nello stomaco della conscienzia quello che sarà bene digesto e raccomandara'lo a
a dio. carducci, iii-24-162: posto che lo stato è strettamente uno, e
7-102: ce l'aveva con quelli che mangiano i soldi del popolo e han bisogno
i soldi del popolo e han bisogno che non si protesti, per poter digerire.
come un pettorale, ed ho paura che tu mi possa digerire in un boccone.
porose e calde, attraggono più nutrimento che non pos sono digerire,
quel consumata. ariosto, 29-30: che poi che 'l troppo vino ebbe digesto,
. ariosto, 29-30: che poi che 'l troppo vino ebbe digesto, / biasmò
, 16-ix-417: uno de'maggiori disordini che si possa fare in questo medicamento è
le quali caricano in maniera lo stomaco che non può digerirle. gemelli cateti,
come te, è così poco continente che si ubbriaca di tal maniera? che
che si ubbriaca di tal maniera? che si dirà di te e di me?
si dirà di te e di me? che si prenda questo infame, questo ubbriaco
vino. forteguerri, 22-30: despina, che digesta ha la bevanda, / che
che digesta ha la bevanda, / che innamorar la feo d'ima fanciulla,
, come guarda dalla culla / fanciul, che ancor la poppa non domanda, /
viene il tempo di confessarsi, né credo che vorrà mostrarsi contra di me uomo vendicativo
a digerir le patume lungo le mura, che è il più bello spasso ch'io
avemarie per digerire la collera contro quelli che strillavano. cantoni, 210:
farrag- ginosi ornamenti, è assai probabile che egli si senta come trascinato a qualche
come trascinato a qualche grossa restrizione mentale che faccia a pugni con quel primo «
digerisce come uno struzzo: a indicare che una persona goda di un'ottima digestione
e mangia pur senza riguardo / quel che tu vuoi, l'armadio non lo serro
2-24: sgorga lucendo un ventilato ardore / che sugli alberi fondi s'ingorga / e
anche qui e sui tappeti dei mori che fumano, piglian caffè, e stanno con
periodici popolari, ii-69: il tempo, che muta e rimpasta e digerisce tante cose
nondimeno la più salda e stabile cosa che vi sia. 5. figur
cavano ancora quei politici da un olio che vendono, più volte stato sperimentato esquisitissimo
corroborar lo stomaco de'cortigiani; affine che, senza indebolir la complessione della pazienza
sfortunati francamente possano digerir gli amari disgusti che così spesso sono forzati inghiottir nelle corti
nelle corti. tassoni, viii-2-28: mentre che si descrivono le bellezze, l'eccellenze
le divinità della sua donna, rappresentarla che vada carpone, brancicando i legni,
i versi sdruccioli sciolti riescono tormentosi tanto, che non si usano più a'dì nostri
danno più fede alle loro sensazioni, che non alle autorità degli ariosti e de'sannazari
foscolo, xviii-315: tomo a dirle che le amarezze le quali 10 sono forzato
un dispiacere forte: è tanto tempo che dura così, e, se non fosse
se non fosse la natura mia ferrea e che digerisce i disinganni, dovrei a quest'
sa come... era una cosa che le materassi non potevano digerire. alvaro
. alvaro, 14-175: si dice che roma riuscirà a digerire anche questa volta le
bene con lettere quel negozio, prima che metter alcuna mano nell'esecuzione, così
io ne aspetto chiarezza conveniente, prima che si tratti di effettuare. boccalini,
, i-247: sempre era da credere che gli antichi con diligente accuratezza avessero esaminate
materie del governo de'popoli, molto più che gli uomini moderni. statuti de'cavalieri
essendo già precedentemente bene digerite le cose, che s'intendessero acquistate al duca di savoia
sieno bevuti e digeriti più da te che da pellico; bench'ei sorga albero
assol. boccaccio, i-353: crediamo che quando queste poche parole per la mente
un vafro uomo et è un idiota che non degerisce le parole nostre. baldi
parole nostre. baldi, i-141: che giova esser tra libri un tira- quello
xviii3- 720: per poter digerire ciò che si legge... è necessario
si legge... è necessario che il condimento delle sentenze vi sia discreto e
, xv-395: mi parlò di non so che libro intorno al montecuccoli ch'io aveva
poi torni in campagna a digerire quel che ha visto. nievo, 1-531: i
l'altro, e un solo fra essi che digeriva malamente il latino avvicinandosi a don
-gli soffiò nell'orecchio; -piano che l'europa non ci senta. de
: consalvo riceveva così le stesse lezioni che gli aveva fatte donna ferdinanda, le digeriva
fatte donna ferdinanda, le digeriva meglio che non l'altre del latino e dell'aritmetica
esse gli davano un'idea straordinaria di quel che valeva. b. croce, i-4-292
di fronte all'altra, era giusto che, se prima lo spirito trangugiava la
spirito. michelstaedter, 423: basta che un concetto nuovo entri in testa e
un concetto nuovo entri in testa e che venga digerito bene, apre poi nuovi orizzonti
i-65: c'è bisogno d'uno, che digerisca in pratica tutti i luoghi topici
città c'era un crocifisso prodigioso, che mandava lagrime dagli occhi... sbiluciò
, ii-1-10: ancora, è impossibile però che in ciascuna cosa, naturale ed artificiale
sanza prima essere disposto lo subietto sopra che la forma dee stare: sì come impossibile
. bandini, xviii-3-913: quel superfluo che conceder dovevano di buona voglia a chi
fame stessa. pavese, 8-49: che al signore piacciano le cose chiare mi
buon gusto. ma rifletta il signore che le cose chiare sono subito digerite e poi
le parti degli arbori e per le radici che sono la lor bocca, e l'
per introdurre nella stessa una provvida fermentazione che digerisca, non per suscitare un calore
digerisca, non per suscitare un calore che infiammi. = voce dotta,
di nervi. lemene, xxx-5-233: che se gente non corre ai gridi miei,
anno fa mi accorgevo a volte con dolore che la mia mente era un gran magazzino
; ora l'ingombro della infinita roba che ho ingoiato da ragazzo è digerito o
. b. davanzali, i-12: che i funerali di g. cesare fossero
, 23-183: fu prima la materia informe che digerita e ordinata, qual ella divenne
della necessità, mercé di un moto che non vi sarà così facile rinsegnarmi chi
, nella cui revisione, ogni volta che la ripiglio per mano, scuopro nuovi
per mano, scuopro nuovi errori, che prima eranmi sfuggiti di vista. de sanctis
sm. (femm. -trice). che digerisce. -per lo più con valore
a indicare chi non pensa ad altro che a consumare cibi, senza essere di
p. verri, i-115: anzi che d'animali ragionevoli, meritano talvolta 11
da quella classe di oziosi digeritori, che per sostenere il loro lusso producevano l'
digestibile, agg. letter. che può essere digerito, tacile a digerirsi
e imperciò non è convenevole a coloro che hanno febbre. soderini, i-468: questi
digestibili de gl'italiani; e, quello che è somma lode, hanno molta virtù
crostacee indigeste parti d'insetti, parendo che i loro fermenti sieno tanto efficaci in
triturare le materie digestibili e più tenere che le riduca come quasi a un primo
principio. genovesi, 1-175: veggo che tu non altrimenti ti contorci e divincoli
volgar., 66: non intendete voi che ogni cosa ch'entra per la
fa la carne e la sustanzia: che 'l cibo nel ventre sì hae quattro digestioni
m. villani, 9-51: vedemo che l'uomo appetisce di vari cibi,
uomo appetisce di vari cibi, e che di tal varietà lo stomaco piglia conforto,
bencivenni, 1-21: tutte le cose che nodriscono il corpo dell'uomo si cuocono
e da quelle fumosità calde e umide che escono dal cibo e dal nutrimento,
di sangue. tasso, i-32: vogliono che l'aria francese sia più sana,
francese sia più sana, particolarmente come quella che sveglia più l'appetito, e aiuta
io, la digestione, / vuole che le si porti un brodo di cappone.
la loro digestione, quello è il punto che i cacciatori se ne impadroniscono. nievo
digestione della contessa, e le faccende che occupavano alle donne tutto il dopopranzo,
... putrido si dee stimare che sia, e massimamente essendo congiunto a quella
., 9-57: se 'l cavallo, che ha la 'nfermità dell'aragaico, manda
fuori la sua digestione intanto liquefatta, che nel suo ventre non rimanga niente di
dei loro vincoli e della rapidissima digestione che esse fanno del fuoco, che non
digestione che esse fanno del fuoco, che non del mio stesso corpo.
non sia contradia e impedisca la digestion che si fa per lo sole. magalotti,
fatta questa digestione, io ho speranza che le elezione del consiglio, massime negli
questi tempi non hanno spaccio; il che forse accade perché il pane che si fa
; il che forse accade perché il pane che si fa di così fatto grano,
di una numerosissima nazione, par nondimeno che agli stomacucci degl'ingegni deboli moderni riesca
. 5. chim. operazione che si compie in un recipiente chiuso per
calore e della pressione, delle impurità che accompagnano una sostanza. panciatichi,
, 29: e tutta questa congerie, che non aveva ancor fatta la digestione,
sughero. boccone, 36: quelli, che hanno esperienza di questo sai mirabile,
. separazione in un miscuglio degli elementi che lo compongono. equicola, 272:
lagrime la causa dicono i fisici essere che dalla seconda, terza e quarta digestione dell'
co 'l sangue va per le vene estreme che toccano gli occhi. 6
guscio o sanza guscio: e quelle che cotte sono col guscio, sono di dura
: a chi facesse l'obiezione, che quella [una certa insalata] fusse
suoi per conto della controversia de'confini che è tra loro a valentano. è bene
è tra loro a valentano. è bene che vostra eccellenza vi metta la mano a
par cosa di mala digestione, e dubito che non ne segua disordine.
sarà cosa di dura digestione, e che averà conseguenza. = voce dotta
volgar., 262: non intendete voi che ciò che entra nella bocca va nel
262: non intendete voi che ciò che entra nella bocca va nel ventre e poi
mangia consolato e mastica bene, tanto che sia liquido, perché è più leggiere a
e non volere fare come molti, che a ogni boccone beono; ma,
, 6-80: quelli [i navoni] che non son ben cotti, malagevolmente si
sete. e truovo in me questo, che per cruda che sia cosa a digestire
truovo in me questo, che per cruda che sia cosa a digestire, vecchio come
questo aglio, averai da me ciò che desideri. firenzuola, 147: io
una frigidità di stomaco sì grande, che io non digestiva cosa ch'io mangiassi
.. assai più mangiano di quelli, che bevono vino che è caloroso, e
mangiano di quelli, che bevono vino che è caloroso, e pure quelli digestiscono
quelli digestiscono più quantità di cibo, che non fanno questi altri. 2
e della conversione e ravvolgimento de'pori che prima salivano, che 'l sugo ritenuto
ravvolgimento de'pori che prima salivano, che 'l sugo ritenuto per li nodi e per
da tali umori più ne'tempi freddi che negli altri, si ritirono sotto la
e1 popolo non ha tanta capacità che basti, ed è la rovina delle città
basti, ed è la rovina delle città che le deliberazione importanti siano portate a lui
sacchetti, vi-97: egli eran bianchi più che l'ermellino / coperte di meravigliose veste
il suo rubino / sì come il fior che prima si digeste / e per picciuoli
ant. anche degestivo), agg. che si riferisce alla digestione, che è
. che si riferisce alla digestione, che è proprio della digestione.
le nostre operazioni, è da sapere che solo quelle sono nostre operazioni che subiacciono
sapere che solo quelle sono nostre operazioni che subiacciono a la ragione e a la volontade
la ragione e a la volontade; che se in noi è l'operazione digestiva,
campailla, 13-36: l'intercostale, / che sparso entro l'abdome, ivi promove
pirandello, 7-266: gli daremo a intendere che è stato un semplice disturbo digestivo.
diventare parlamentari. 2. che serve alla digestione, che agisce nella
2. che serve alla digestione, che agisce nella digestione, che aiuta la
digestione, che agisce nella digestione, che aiuta la digestione. -virtù digestiva (
.): l'attività dell'organismo che opera la digestione e l'assimilazione dei
: la [potenzia] vegetativa è quella che vivifica lo corpo, crescelo e nutricalo
infine alla morte et incomincia da poi che il seme è concetto nel ventre della
.; la seconda, retentiva di quel che pillia; la tersa, degestiva di
pillia; la tersa, degestiva di quel che ritiene; la quarta, distributiva del
venire il fa con la forza del sole che a sé il tira', ha dal
, ha dal soccorso di fuori uopo, che aiuti la virtù digestiva fatta languida e
.. abbiamo bisogno dell'esterno soccorso che aiuti la virtù digestiva, fatta languida
: si godevano a bere del viski, che per loro aveva il semplice effetto di
digestivi: pillole, polveri, gocce che aveva sulla tavola davanti al suo posto
e salutevole beveraggio. 3. che nelle piante favorisce l'assimilazione delle sostanze
nutrire. magalotti, 24-210: il che mi fece allora riflettere, se il principio
rità non venisse principalmente da qualche sugo, che ai debiti tempi, sollevandosi infallibilmente dal
dei loro sughi. 4. che è di facile digestione. soderini,
astersiva e digestiva la [bietola bianca che la nera. de marchi, i-556:
e zucchero, cosa leggiera, digestiva, che si può mangiar sempre senza pericolo.
medicinale in dischi o in pastiglie, che facilita la digestione, accrescendo la secrezione
chiesta col semplice cenno della mano al cameriere che passava e lo comprendeva, confortò la
, trementina e olio d'ipperico), che veniva usato per disinfettare piaghe e ascessi
si applicava impiastro di cinque farine, che si trovò cosa ottima, perché manteneva
e separava il carbone; e separato che era, si adoprava il digestivo di trementina
colui è da curare per bocca, acciò che purghi lo stomaco. crescenzi volgar.
et usar qualche medicina appresso, / che lo salvasse da la peste ria; /
dicendo non voler ch'andasse pria / che 'l succo ne lo stomaco digesto / il
-figur. agostini, 24: ma che mi gioveranno i pianti, signore,
momento pure si trova in tanta temperatura che per esso gli umori digesti delle nemiche
dovila, 30: era di parere che dissimulando e facendo mostra di non sapere
purg., 25-43: sangue perfetto, che mai non si beve / dall'assetate
, e si rimane / quasi alimento che di mensa leve, / prende nel core
scende ov'è più bello / tacer che dire; e quivi poscia geme /
naturai vasello. boccaccio, v-235: che farebb'ella del sangue, che, morendo
: che farebb'ella del sangue, che, morendo l'uomo, vermiglio si
. equicola, 272: ne seguita che 'l sangue che si sparge per le vene
272: ne seguita che 'l sangue che si sparge per le vene è crudo
meglio smaltito. tassoni, vii-34: diremo che l'odor soave sia un'esalazione che
che l'odor soave sia un'esalazione che il calore sollevi da umori bene assottigliati
pulci, 25-71: e tutte cose, che parran capace, / digeste, essaminate
sarpi, iii-269: passò a dolersi che il conte anco volesse prescrivere il modo
, par., 25-94: dice isaia che ciascuna vestita / nella sua terra fia
ordinata pone giovanni in questa revelazione quello che la speranza promette a buoni. caro,
di nuovo spacciato in dietro al nunzio che procuri che questa negoziazione... li
spacciato in dietro al nunzio che procuri che questa negoziazione... li sia mandata
. li sia mandata digesta per modo che li sia detto quel che ha da far
digesta per modo che li sia detto quel che ha da far precisamente. 6
sistemato. ottimo, i-221: innanzi che fosse mare e terra e il cielo
fosse mare e terra e il cielo che cuopre tutto, a tutto 'l mondo era
o tutte le infrascritte modificazioni, secondo che il negozio stesso sul fatto consultasse:
non era più dagli altri membri nutrito che egli si nutrisse loro, rendendo digesto
digesto'; cioè sì disposto: imperò che lo cibo digesto si dice disposto al notri-
e incitazione, di sorte che l'uno dà il potere e l'altro
. 8. di persona: che ha smaltito i fumi del vino,
né il digesto, né i libri che trattano del diritto pubblico, né del
fanno menzione di questo cri- menlese, che io mi ricordi. carducci, iii-7-187:
vero è, ad ogni modo, che l'officio, il metodo, i confini
bolognese ne'suoi primordi appaiono quelli stessi che furono segnati e assegnati dalla constituzione onde
l'avvocato anche spicciolo una cultura giuridica che metterebbe paura ora. -digesto vecchio,
bologna aveva diviso il digesto (e che comprendevano, rispettivamente, dall'inizio del
, 3-418: ricordossi di tutti i libri che v'erano drento, e tutti gli
origine iuris '. 2. opera che raccoglie sistematicamente l'intera scienza giuridica;
tante letture, chiose e testi, / che m'han messo il cervello a saccomanno
pesti. boccalini, i-99: allora fu che gli spiriti elevati aborrirono il sordido studio
digesti e del codice, come quello che, solo essendo mirabile per ingrassar un
cavilloso e fiero / tribunale d'astrea, che scartabella / leggi e decreti, codici
tassoni, 3-10: musa, tu che scrivesti in un digesto / que'nomi
allotta, / dammene or copia acciò che nel mio canto / i pronepoti lor n'
. m. -ci). metr. che concerne il digiambo. -verso di giambico
estratto totale delle foglie di digitalis purpurea che contiene i princìpi attivi della droga (
dinanzi a'detti buoi, non restò mai che egli fu dinanzi a detti priori,
priori, dicendo: -mercé per dio, che tutti i buoi digiogati fuggono dentro per
san niccolò. digitale1, agg. che si riferisce a un dito o alle
a un dito o alle dita; che è proprio di un dito o delle dita
-arteria digitale: ciascuna delle arterie collaterali che escono dalle arterie dorsali e discendono dorsalmente
'o * vene digitali 'quelle che scorrono collaterali alle dita. 2
oggi; mi hanno ancora dato un pennino che gratta la carta e mi obbliga a
, trentatre! a un pover uomo che doveva semplicemente prender l'olio.
tecn. nelle calcolatrici elettroniche, strumento che opera mediante un sistema di numerazione.
digitale2, sm. ant. guanto che copre soltanto le dita. vettori
mandano fuora manco olio: onde essi vogliono che elle si colgano con mano, e
come essi li chiamavano, digitali; che si vede che si nominavano così a
li chiamavano, digitali; che si vede che si nominavano così a que'tempi certi
a que'tempi certi come guanti, ma che coprivano solo le dita. soderini,
macolate mandano fuori manc'olio a tal che s'hanno a corre con mano e
astuccio di canna, o altra materia, che mietitori mettono nelle dita della mano sinistra
e dalle foghe si estrae una droga che è uno dei più importanti cardiocinetici;
pure le foghe della digitalis lanata, che non appartiene alla flora europea, sono
specie europea è la digitalis lutea, che ha la corolla gialla.
ammalato. anzi questo / mi giova meglio che la digitale. = voce dotta,
di proprietà cardiocinetiche e diuretiche, che con tiene un miscuglio di
farmac. preparato farmaceu tico che contiene i princìpi attivi della digitalis
digitare), agg. letter. che agita le dita. c.
assegno] tra i diti in men che non si dice, ogni volta in un
comprendenti erbe annue o perenni, che presentano spighe a grappoli, spesso digitati
sanguinalis, detta sanguinaria o sanguinella, che in qualche regione dell'europa è coltivata
cui divergono. -nervature digitate: quelle che partono tutte dallo stesso punto alla base
bottanici quel ramo, pianta o fiore che ha divisione come le dita della mano
della mano. 2. che ha la forma di un ditale. -corolla
. 3. zool. di animale che ha i piedi divisi in più dita
del cranio. 5. disus. che termina a f orina di dito.
. ciascuno dei prolungamenti di un organo che si dipartono dalla terminazione di esso con
dalla terminazione di esso con una disposizione che ricorda quella delle dita della mano.
dita, o incurvatura dentellata simile a quella che formano le dita di due mani unite
le dita di due mani unite, il che molti muscoli sogliono avere.
2. mus. sistema di numeri convenzionali che si usano nella scrittura musicale per indicare
cosi detta a cagione del suo fiore che è fatto in forma di ditale o sia
. digitifórme, agg. bot. che ha la forma di un dito (
corolla digitifórme). 2. che è simile nella forma a un dito.
un dente molare di elefante] fa vedere che in fondo di ciascheduno dei risalti digitiformi
digitìgrado, agg. zool. di animale che cammina appoggiando le dita sul suolo (
appoggiando le dita sul suolo (anzi che l'intera pianta del piede).
i-96: s'alza pindaro, / che sopra i lirici / vuol far da
in parti dodicesime del diametro lunare, che diconsi digiti. d'alberti, 300:
] e dal sufi, -osio (che indica gli zuccheri). digitossina
digitossina, sf. chim. glucoside che costituisce il principale principio attivo delle foglie
e le virtù... durerà infino che 'l mondo si verrà a digiudicare e
, 8-ii-315: ha detto qui iob che l'orecchio digiudica le parole: se tu
dio e le cose di cristo tu giudicheresti che la semplicità e la vita semplice è
la sera una pappata, concedendogli però che ne i giorni digiunabili egli usi un'
. digiunale, agg. medie. che si riferisce alla porzione dell'intestino detta
prose fiorentine, xxvii-3 -prefaz.: quegli che tale ornamento delle scienze disprezzano, e
digiunamente e con sì debole artifizio, che mal possono imprimere la loro forza nel-
), agg. e sm. che osserva il digiuno, che si mortifica
e sm. che osserva il digiuno, che si mortifica col digiuno, che vi
, che si mortifica col digiuno, che vi si è obbligato con impegno solenne
. sacchetti, v-16: rispondo che 'l nostro signore iddio vegghiava la notte
g. averani, 1-3-240: è necessario che il digiunante perda affatto l'appetito,
o per mancamento o ammortimento deltumor acido che più non lo solletichi e non lo
lo stimoli a mangiare. 2. che non ha ottenuto ciò che desidera; che
2. che non ha ottenuto ciò che desidera; che è stato costretto a
che non ha ottenuto ciò che desidera; che è stato costretto a rinunciare alle cose
astinenza, / per macerar mio aseno, che non me dia encrescenza. novellino,
tanto, e fare tale penitenzia, che tu togli la virtù al corpo tuo
corpo tuo, ma dei sì digiunare, che il corpo tuo sia sostentato,.
tale, balbuziendo ancor, digiuna, / che poi divora, con la lingua sciolta
, stava alle messe, né mai falliva che alle laude che cantavano i secolari esso'
, né mai falliva che alle laude che cantavano i secolari esso'non fosse, e
iii-85: poi ti prego e comando che tu non digiuni, eccetto e'dì comandati
facendo poco caso della dottrina di cristo, che vuole che quando l'om digiuna si
della dottrina di cristo, che vuole che quando l'om digiuna si unga la faccia
si unga la faccia perché non paia che degiuni. aretino, 8-56: ella era
: finalmente, nella novena di natale, che le donne avevano fatto voto di digiunar
. garzoni, 1-811: omero consigliava che non si dovesse mai far digiunar la
purg., 23-27: non credo che così a buccia strema / eresitene fosse
di tropo digiunare e tropo vegghiare, che loro secca lo cervello. boccaccio,
avea talento di mangiare, come colui che camminato avea e uso non era di
digiunare, avendo alquanto aspettato e veggendo che lo abate non veniva, si trasse di
a nozze, ed io non voglio perciò che voi digiunate. egli v'è de
l'altre cose; ma io voglio che voi facciate de le carbonate del porco
e beviate del buon vino bianco, e che stiamo su le grazie. allegri,
: malinconico sia quell'affamato, / che, senza morbo aver, fa la dieta
, vii-1088: se avessi mangiato quel che avete mangiato voi, digiunerei per tre
onesta. serao, i-128: non bastava che ella digiunasse, quattro volte su sette
a volere anche per noi il dolore, che è nel prossimo, per non provare
, per non provare la falsa gioia, che è più dolorosa d'ogni dolore,
quand'egli ha digiunato un termine tanto che la pelle gli si è avizzata, ed
cerca uno cigulo pertugio e stretto, che solamente la sua testa vi possa passare
dalle celle, 4-2-25: a uno conte che si fosse botato di digiunare il venerdì
(74): conciò fosse cosa che egli... ogni settimana almeno tre
, 1-21 (i-256): mentre che costà dentro voi starete, volendo mangiar
mangiar e bere, egli sarà forza che voi ve lo guadagnate con il filare
de la vita loro. bene vi assicuro che, quanto più di filo filarete,
da ferrara, ix-128: non so che luna la mia vita guidi: /
cotal dì di peccare quanto puoi; però che non si vuole digiunare pure del cibo
non si vuole digiunare pure del cibo, che s'intende del peccato de la gola
mortali. aretino, 8-234: io voglio che tu digiuni non il sabbato, come
venerdì di marzo, e dà nome che in così sante notti non dormi con
/ di mentovare invano una sua pari / che digiuna l'avvento. g. m
. m. cecchi, 23-74: o che risata n'ha fatto la vedova /
quel digiuno il quale fa di bisogno che tu faccia? digiuna da tutti i
spese dello stomaco digiunando del miglior boccone che ci toccasse mai. foscolo, xiv-253
: io ti so dir, lapo, che tu avevi digiunato la vigilia di santa
santa caterina, a tor la moglie che tu avevi tolta. g. m.
quasi di darla a quel geppo treccone / che sta costì di là dal canto,
voi siate un buon capitale, e che si può dire che la vostra consorte
buon capitale, e che si può dire che la vostra consorte digiunasse la vigilia di
tempo consumato per voi, so certo che avereste vanagloria della vostra bellezza e misericordia
tutti. riempitevi la pancia per quello che avete digiunato. -digiunare pane e
ogni uno pane e acqua, eccetto che li fanciulli piccoli. castiglione,
diunare, ma sempre spesso beviva, adeo che morì presto. 7. figur
groto, 166: più anni si rivolgono che un desiderio digiuno, qual l'aquila
ad uno raccontar volesse, averebbe troppo che fare, e così di leggero non
giovanni dalle celle, 4-1-39: da che cibi si debbono astenere i digiunatori?
e sobriamente, ma la mente di colui che non è astinente, si riempie d'
di bigio, digiunatrici, lemosiniere, che se lo tolgono dove gli è messo,
era un povero imbianchino di signa, che i suoi compaesani chiamavano, per il suo
, 6-65: pensa, michele, che esistono digiunatori di professione. non mangiano
s'intende, al tutto francese, che può traslatarsi in colezione 0 colazione,
ecc., suona in bocca di molti che si dilettano di francesismi. arila,
portava in mano lo pungelione; sì che averesti potuto giurare che pure allotta avesse
pungelione; sì che averesti potuto giurare che pure allotta avesse digiunti gli sfaticati buoi
vostro core è giunta, / poi che d'error cotal mi fate giunta;
piedi, e tanto trarre in giuso, che tutto si digiunse. = voce dotta
congiungere '. digiuno1, agg. che non ha preso cibo da un tempo
un tempo più o meno lungo; che non ha ancora mangiato nella giornata.
ancora mangiato nella giornata. -anche: che sta per un tempo determinato senza mangiare
giamboni, 145: adamo mentre che stette digiuno in paradiso, fue in
i-128: è [folle] colui che fa lievo / di quel che no li
colui che fa lievo / di quel che no li piace e chi s'affretta
e chi s'affretta / e colui che fa eletta / di quelle cose che vegnon
colui che fa eletta / di quelle cose che vegnon comuni / e color che digiuni
cose che vegnon comuni / e color che digiuni / più semblan a la fin ch'
dì m'hanno aspettato e non hanno che mangiare. e se io gu lasso
buon'otta insino a quest'ora, che voi vedete, digiuno, alla porta di
conto in pace star digiuno, / che ingrassar con disprezzo all'altrui tavola.
, » disse renzo: « ora che lei mi ci fa pensare, mi ricordo
mi ci fa pensare, mi ricordo che sono ancora digiuno ». verga, 4-73
essendo la cicogna sì malamente ischemita, che quasi digiuna tornava a casa sua..
, ix-589: qual digiuno augellin, che vede ed ode / batter l'ali
ringrazia in tal modo cantando, / che par ch'oltre il poter la lingua snode
: io voglio, io cheggio / quel che chiede e che vuole / augelletto digiun
, io cheggio / quel che chiede e che vuole / augelletto digiun dal cibo amato
più nessuno. / e solo a me che chiamo, ecco risponde / il pigolio
/ del triunfal veiculo una volpe / che d'ogni pasto buon parea digiuna.
in procacciar optime vivande e preziosi vini che in cercare buoni trattenimenti o di musica o
era un'ora digiuna, insipida e famelica che conciliava il sonno, faceva improvvisamente trasalire
nove, / e 'l fonte, che gustava, era il suo pianto, /
, / e la rug- giada, che l'aurora piove, / il cibo onde
maestà per chieder consiglio, se era bene che il genere umano supplicasse la divina maestà
iddio a concedere agli uomini il beneficio che aveva dato a'ghiri, alle serpi
star lungo tempo senza cibo. cosa che desiderava solo per poter con tammo digiuno
solo per poter con tammo digiuno, che tanto vale nelle operazioni dell'intelletto,
applicarsi tutto agli studi di quelle scienze che veramente erano degne degli uomini. padula
, /... / l'angelo che i più poveri abituri, / dove
. pea, 7-137: mi avvedo che è proprio fuori della grazia di dio e
aria digiuna, d'uno spirituale digiuno, che rinnovava in lei un'acerbità giovanile.
fianco / a quest'ombra ospitai, che a sé ne chiama. casti, ii-5-96
: or cenar mi lasciate, ancor che afflitto; / però che nulla io so
lasciate, ancor che afflitto; / però che nulla io so di più molesto /
nulla io so di più molesto / che il digiun ventre, di cui l'uom
ululando il bruno / tartaro antropofago, che per fame / spalanca l'atro gorgozzul digiuno
ai fringuelli, finché la fame, che si risvegliava presto negli stomachi digiuni,
superiori del mio corpo. 3. che patisce la fame, che è tormentato
3. che patisce la fame, che è tormentato dalla fame; affamato.
digiuno / ven ad atto talor, che 'n miglior stato / avria in altrui bia-
è comuno / nel gran bisogno e che nell'ampia mensa / parte ci ha
mancante (per lo più di cosa che si desidera o di cui si ha vivo
o di cui si ha vivo bisogno o che si dovrebbe avere per poter vivere con
intima essenza della natura umana); che non gode dei piaceri dei sensi (
-anche di cosa: spoglia delle qualità che dovrebbe possedere per rispondere alla sua destinazione
, xxxv-n-47: conforta 'l mio cor, che per te languesce, / che senza
, che per te languesce, / che senza te non vòle altro conforto.
più degiuno, endebelesce: / el cor che tu non pasci, el vive morto
più digiuno » / diss'io, « che se mi fosse pria taciuto, /
raro fosse di quel bruno / cagion che tu dimandi, od oltre in parte,
amor di quest'occhi la percosse / poi che fu desta dal signor valente.
volgar.], 1-19: fate che nella predicazione vostra essi ricevano parole di
di pecunia vedea così digiune, e che morìo così povero, che, se non
digiune, e che morìo così povero, che, se non fosse uno pezzo di
l'autore parla qui contra zascuno, / che di far matre- monio à volontade;
far matre- monio à volontade; / che pilia dama de sua età, over
305: il gonfaloniere volentieri, non che digiuno del gonfalone, ma non nato
essere stato; e non era niuno che sapesse dove senza pericolo si potesse stare.
i-200: sol mi dolgo quell'ora / che l'occhio è del suo ben privo
parer commune / perdonano alle mogli, che san bene / che tanto non potean viver
alle mogli, che san bene / che tanto non potean viver digiune. folengo,
, al cielo i lumi, / allor che placherai ne'dì solenni / venere diva
tu saprai ch'io piango, e che digiuno / de la tua vista,
d'amore. morante, 2-52: oltre che di adulazioni, io vivevo del tutto
/ nel novecento dieci poi perderò, / che ciascun della magna fu digiuno. straparola
verità non me ne so viene una, che dilettevole sia. 5. figur
. 5. figur. ignaro, che non è a conoscenza (di nozioni
è a conoscenza (di nozioni intellettuali che si dovrebbero possedere, di studi richiesti
. c., 9-7-3: sono molti che leggono, e dalla lezione si partono
, a seminar la buona pianta / che fu già vite e ora è fatta
uomo sì digiuno de'costumi loro, che noi sappia. algarotti, 3-
i cannoni. io risposi lesto lesto, che aveva su per le dita quelle due
la critica estetica il caso di uomini, che, digiuni di ogni storia, hanno
d'arte assai più veri e profondi che non uomini eruditi. sbarbaro, 5-85:
uggioso 11 divino poema un illustre dantista che, ti basti questo, all'unica
de jennaro, 119: quel segnor, che ad exaudir non dorme / volontà giusta
boiardo, 2-12-1: stella de amor, che 'l terzo cel governi, /
tu, quinto splendor sì rubicondo, / che, girando in duo anni e cerchi
. ariosto, 23-2: dio, che le più volte non sostiene / veder patire
la donna; e salverà ciascuno / che d'ogni fellonia viva digiuno. anguillara,
così piangendo la continua guerra, / con che contende a'miei desir fortuna, /
psicologiche, aveva creduto, sposandosi, che la ragazza l'amasse. -netto,
al fin sempre digiuna, / a che tanti penseri? un'ora sgombra / quanto
se non d'una / colpa forse, che l'avida mia voglia / sempre ha
: ben meriti, o prode uomo, che ciascuno di noi non ti perturbi,
l'aura intatta d'ima verginità digiuna che non l'aveva abbandonata.
la cruna / del mio disio, che pur con la speranza / si fece la
8-123: tace, ma qual fia stil che di ciascuna / paroletta il tenore a
di lor, se non quell'una / che le forma sì dolci, ogni altra
/ pasce la sete sì, non che l'estingua, / anzi perché più arda
, / cui la gloria lattò più che altra mai, / a pascer la famelica
, e struggea l'insana rabbia, / che i già protesi invan nervi rodea.
palermitana. 9. figur. che non suscita reazioni intellettuali o affettive;
: ricordo però ad ogni tenero ingegno che si voglia nella mente imprimere:..
... guardarsi da ogni stil che sia duro e all'artificio sottoposto, come
voler replicar rime lungo spazio, ancor che sia lecito, come in gasparro visconte
e digiuno. berni, 142: io che soglio cercar materia breve, / sterile
, asciutta e senza sugo alcuno, / che punto d'eloquenzia non riceve; /
d'eloquenzia non riceve; / e che sia il ver, va, leggi ad
poesia dal gusto infetto del secolo, che di liberarla dalla servilità delle regole digiune
crusca riuscì così magro e digiuno, che subito si fè sentire la necessità d'impinguarlo
e ampliarlo co'materiali degli scrittori, che fuori del dialetto toscano avevano dilatata in
, e delle migliori doti fu ricco più che in estremo: creando una tal sua
tal sua prosa così venusta e leggiadra, che disgradò ogni poesia la più gentile.
cronache son tanto digiune,... che chiunque ha lette le memorie di quella
: alcuni [scrittori] ve ne ha che nel principio sono qualche cosa e nel
12-363: volle [il trissino] che fosse soggetto del suo poema tutta la
-di persona: interiormente vuota, che ha l'anima incapace di slanci,
vangelo. 10. letter. che ha poca forza, fragile, debole.
si vuole attendere il fruttificare, e che le ghiove non sieno bianche, ovvero
industria del livellatore, è vero letteralmente che il deserto ricompare, perché si scopre
io ispero in quella virtù pia, / che mai non fu né fia / a'
/ a'giusti prieghi essaudir digiuna, / che del basso ov'io son, in
, inf., 28-87: quel traditor che vede pur con l'imo, /
imo, / e tien la terra, che tal è qui meco, / vorrebbe di
, 11-935: mio fòra disio / che di questa milizia e de la pugna,
questa milizia e de la pugna, / che presa ha co'troiani e co'tirreni
sì fatta addosso la furia delle coltellate, che arebbono di quel giuoco voluto esser digiuni
. firenzuola, 730: costui, che è satollo, non crede a me
satollo, non crede a me, che sono digiuno. f. rondinelli, 164
canta. = lat. ièiùnus * che è a digiuno, affamato ', poi
overo in terra de sarasina, saipando che, se tu ti lasaria trovare, noi
contro alle tentazioni del dimonio, imperò che coll'astinenza tosto si vincono. guittone
iacopone, 62-35: o francesco, che farai? te medesmo occidirai / de lo
? te medesmo occidirai / de lo deiunio che fai, sì l'hai duro comenzato
suo convento. testi inediti, 56: che zova a l'omo despre- siare se
: drittamente sei quel fratacchione, / che lodava il degiuno a corpo pieno, /
ne l'esercito fan publico bando / che sieno orazion fatte e digiuno. d
per la stenuazion del digiuno poco più che un'ossatura d'uomo coperta di ciliccio
però un tale orgasmo di muscoli, che mi venivano fatti allora degli sforzi che
che mi venivano fatti allora degli sforzi che non avrei mai potuti fare essendo in piena
, digiuni, silenzio: tutte cose che unite insieme nocciono alla salute, cioè
dante, inf, 33-75: poscia che fummo al quarto dì venuti, /
/ e due dì li chiamai, poi che fur morti: / poscia, più
fur morti: / poscia, più che 'l dolor, potè 'l digiuno.
contentare 'l suo digiuno / di ghiande, che la quercia verde dava. simintendi,
continue lagrime e in più lunghi digiuni che loro non sarien bisognati si fosse, ciascuno
lui pomona e cerere veniva; / tal che re d'incredibile tesoro, / in
la pancia, / e brutti sì, che facevan paura. alfieri, 1-857:
, / l'affanno, / cui devo che senza sgomento, / che fanno /
cui devo che senza sgomento, / che fanno / ch'esperto io rimuoia. d'
animali. simintendi, 3-21: avegnia che a un'otta sia crudele per la
, i fiori amari dell'olmo, che prima nascono, disiderosamente appetendo, fanno
filicaia, 2-1-145: ed or, che i campi estivo raggio asseta, / arse
, 6: quinci è ancora che 'l digiuno de l'avvento è parte
, le orazione e simile opere pie che ci sono ordinate dalla chiesa o ricordate da'
colla bolla affi 11 decembre; per il che il giorno seguente li legati comandarono un
liberi dalla gruma e da quella posatura che il sangue in quelli del continuo lascia
lascia. manzoni, 169: l'impressione che, per l'onore della verità e
sopra tutto di distruggere, è quella che può nascere... dal veder messi
assassinio, e (negli altri esempi, che ho creduto inutile di trascrivere),
me ben differente... si comincia che la confessione delle mie debolezze carnali mi
non meno sgradevole mi parve la levataccia che dovetti fare per trovarmi alla pieve all'ora
il sacramento, e il digiuno obbligatorio che dovetti osservare per tante ore. -figur
4. figur. privazione (di ciò che si desidera o che è necessario)
(di ciò che si desidera o che è necessario), mancanza. aretino
aretino, ii-261: la fame, che il digiuno del mio desiderio ha di
garzoni, 2-22: omero soleva dire che l'affaticarsi in queste cose vane è
aspetterai una lunga lettera perch'io temo che sarà * giorno di digiuno '. tommaseo
'. tommaseo, 3-iii-223: aggiungasi che il danno potrebbe tutto cadérne sopra la
età, nelle quali quell'ordine sociale che ha fatto la rivoluzione, a rifarsi dei
tu hai sazio uno longo mio desiderio che io aveo di vederti. petrarca,
solver il digiuno / di veder lei che sola al mondo curo, / fummi il
, / fummi il ciel et amor men che mai duro, / se tutte altre
gioir congiunto in uno, / sì che 'l cibo fu poco al gran digiuno,
sto, e divoro / tanto, che quanti libri tiene il mondo / non saziar
digiun mi tira, / corro a colei che di beltade è sola, / ed
, ed in questa a certa temperanza che egli spinse al digiuno. 7
che rabbrividisce al rovaio, ora trasecolando per
d'annunzio, iii-1-811: figlio, che hai? tu parli per farnetico?
vi andai a digiuno, ma prima che arrivassero le vivande ci vollero ore e ore
/ venne nel mondo un diluvio, che fue / sì ruinoso che da noè
un diluvio, che fue / sì ruinoso che da noè in là / a un
ii-46: molte [donne] ci sonno che chi le vedesse a digiuno la mattina
carnali. cicognani, 2-167: che volete? complessa a quel modo e
? complessa a quel modo e sanguigna che schizzava vita da tutti i pori, non
/ ché i suoi nemici, più che con le spade, / vincea con
. -digiuno delle campane: quello che dura dal giovedì santo al sabato santo
cecchi, 20-14: da questi soppiattoni, che paion sempre / un digiun comandato,
: ha di tal guisa cangiato stile, che mi fa far digiuni e vigilie,
mi fa far digiuni e vigilie, che in calendario alcuno non sono registrate.
. saccenti, 1-1-113: massime voi, che con tanta pietà / m'avete infin
arrighetto, 218: dall'ora in qua che la nostra prima madre col pome vietato
e 'n vostro nome / comandin, che ciascun l'albergo trove; / solva il
cioccolate..., senza dirvi che più d'imo della brigata rompette il digiuno
berchet, 144: mise un bando: che nessuno, / fin che giù non
bando: che nessuno, / fin che giù non sia buttata, / abbia a
anat. la parte dell'intestino tenue che viene dopo il duodeno e si continua
posteriore dell'addome mediante il mesentere, che gli concede grande mobilità).
uno de gl'intestini del corpo umano, che si chiama ieiunio: perché, come
collera è prodotta da un irritamento, che fa la bile nel finimento dell intestino
quella pasta omogenea, viscosa, lattiginosa, che è come il sugo ultimo della digestione
a parlarne la certezza in cui siamo, che nessuno degl'illustri aggrediti discenderà a digladiare
chim. acido diglicòlico: acido bicarbossilico che deriva per riscaldamento dell'acido glicolico (
morte tua, o pallante, che il pietoso enea e che li alti troiani
o pallante, che il pietoso enea e che li alti troiani, e che i
e che li alti troiani, e che i duci tirreni, e ogni esercito de'
dignifìcare altrui con vere ed interne doti che gli diano il diritto o dell'eredità o
paragonare l'arbitrato della grazia divina, che dignifica... l'intimità della fede
.. genio e sapienza del male che non è il caso di dignifìcare evocando le
clemente del mazza, xx: quel che si narra assai bene s'altentica e
a conoscere e cercando in ogni modo che può di piacerli, bisogna di necessità
può di piacerli, bisogna di necessità che in tutte le opere sue cerchi degnificarsi
è constrecto comprare li libri al figliolo che voglia conseguire la dignità de doctorato,
voglia conseguire la dignità de doctorato, che cusì non è a comprare l'arme per
cum alcuni vile officio macularla; in modo che, quando per suoi demeriti de essa
potrebbe recuperare. pallavicino, 1-70: dal che all'incontro la dignità seguiterebbe che ogni
dal che all'incontro la dignità seguiterebbe che ogni più sozza lordura meritasse adorazione suprema
adorazione suprema come dignifìcata dalla divinità, che intrinsecamente l'informa. dignità (ant
difesa di onorabilità e nobiltà morale, che nasce dalle qualità intrinseche ed essenziali dell'
grado; e, insieme, il rispetto che egli ha di sé e che esige
rispetto che egli ha di sé e che esige e suscita negli altri in forza di
uomini la dignitade senza la vita, che la vita senza la dignitade. s.
lume della ragione; ma animali, che s'involgono nel loto della immondizia,
andando dietro a ogni miseria, secondo che l'appetito loro bestiale li guida.
alla conservazione della propria degnità, ricordandogli che si proponesse innanzi agli occhi non tanto
proponesse innanzi agli occhi non tanto quello che di presente si trattava quanto quello che
che di presente si trattava quanto quello che importava l'essere stata, nei primi dì
la dignità nell'uomo non è altro che uno aspetto pieno di riverenzia e di
, ii-128: ma la gloria minor che sia in costei / è il pregio di
pregio di bellezza, / e quel che più s'apprezza / ne l'interno si
, i-158: quella superbia o gravità di che sono accusati io la chiamo dignità naturale
; e andar confuso / col turbine che passa. manzoni, pr. sp.
veri beni. lambruschini. 1-127: quelle che l'educazione aiutano grandemente senza mai contrariarla
decorosa e disinvolta, serenità placida, domestichezza che non si abbandona, ritenutezza senza rusticità
, né anche cerchi amore, che non si ottiene; e, se vuole
, ren dendo non più che il debito a ciascheduno. de sanctis,
, ci sentivamo percossi da un non so che per cui ci sentivamo sollevare,
essi acquistàrono doppia briglia di quella che loro egli avèa concessa, gli guadagnarono la
tradizioni della casa con quel bel decoro che va cedendo il posto, pur troppo
. pirandello, i-410: -le ho detto che ho la mia dignità. -non potrei
gran degnetate, / veder la maiestate che ne degnò salvare ». libro di sydrac
dal cominciamento del mondo guardò iddio quelli che più l'ameranno, e lo suo
quello lignaggio sarà eletta la vergine, che sarà netta e pura, sanza peccato,
li angioli sono detti cielo, però che sono altissimi per ragione de la dignità e
, iv-455: quando si levano dopo che hanno patito il vino, non si
vino, non si ricordano di cosa che abbino detto o fatto. o uomini
dignità a questa pianta [all'ulivo] che ella ha lunga vita, e non
soli. casti, 1-98: tu, che a pazientar sei tanto avvezzo, /
, / pazienza, asino mio, che vendicato / un dì forse sarai di
sono abbastanza filosofo e mi consolo pensando che, quando si nasce tonni, c'
c'è più dignità a morir sott'acqua che sott'olio. e. cecchi
tra due scaldini e il gatto, che l'era accanto sulla tavola, o nel
tanta costanza dalli dipendenti di roma, che giudicò il senato convenire alla sua dignità
bruttissimo inconveniente dell'ignoranza di quelli, che in questi tempi moderni coi sozzi scritti
dignità isterica, vogliamo ed espressamente comandiamo che per lo tempo avvenire niuno di qualsivoglia
conosciuto lo scrittore. e troverà quello che lo scrittore dettò avere l'uomo pensato
musicale, anche in una lingua) che perfettamente si accorda con la nobiltà del
nobiltà del tema, con le norme che regolano la composizione e il genere (anche
giorno alcuna occasion di qualche gentile spirito: che con la via già fatta dal boccazio
ed eleganzia ogni subietto, per basso che egli sia, po esser tanto adornato,
sia, po esser tanto adornato, che merita somma laude. tomitano, 191:
, 191: la dignità è quella che rende il parlare vago e leggiadro con la
2. carattere e condizione intrinseca che un'istisiste sì ne gli ornamenti delle
e ai propri fini considerati in ciò che hanno di nobile, di elevato,
guardare la legge e fare diritto, e che queste cose tutte che sono bellite a
diritto, e che queste cose tutte che sono bellite a sua fede. bibbia volgar
trovato alleluia; ed evvi alleluia, che già mai nullo dottore ebreo, greco e
, fra le quali ne fu una che è famosissima, che fu uno repertorio
quali ne fu una che è famosissima, che fu uno repertorio di iure civile e
tempi e ancora oggi delle famose opere che fussino fatte in quella facultà; e per
, i-18: e però non pare che l'essere comune a tutta italia la
nardi, 414: agevolmente si poteva conoscere che, trattandosi le cose freddamente, gli
folengo, ii-108: non è risguardo che 'l discacce / da l'alta dignità
l'alta dignità d'essa parola, / che non sia vera e ch'egli non
per dimostrare la degnità de gli scritti che mi avete mandati, bastava il nome
debito e la cortesia vostra ha voluto che gli intitoliate. firenzuola, 385
la splendida, la grave forma, che è quella ch'è piena di dignità,
l'infondi; ed opra / sì, che possa un sì nobile argomento / trattar
stata trattata con quella dignità e chiarezza che conveniva. algarotti, 1-360: tanto
. carducci, iii-7-378: non ammetto che abbiasi a gridare inferiore a ima rozza
l'intendimento di fare un'opera, che nel volgare avesse nobiltà e dignità classica.
onoranza; omaggio, onore, ossequio che si rende a persone particolarmente degne o
persona dubita l'arte pubblica del combattere che non sia migliore che tutte le cose,
pubblica del combattere che non sia migliore che tutte le cose, per la quale
proferrò loro dignitadi e doni, acciò che siano meco in mio aiuto. ottimo
ordinò fra gli assettati / primo, dicendo che il senno e l'etade / mertavan
è constrecto comprare li libri al figliolo che voglia conseguire la dignità de doctorato,
voglia conseguire la dignità de doctorato, che cusì non è a comprare l'arme per
speroni dell'oro altresì, per dinotare che, come l'oro è sopra tutti gli
altri metalli tanto puro ed eccellente, che in lui non può ruggine a modo
et alessandro il mio signor farnese, / che chi con lealtà ben serve loro,
. accetto, iv-173: quando un che doverebbe perire di fame ha fortuna di
dignità, fasti, diademi, / che per idoli suoi v'adora il mondo
il mondo, / altro non siete alfin che ricchi affanni, / pomposi mali e
nuova dignità di cui si sentiva rivestito che per difficoltà di espressione.
non guardare lo sacrificio ingiusto, però che dio è giudice, e non è appo
e di quella solennità venne la dignità che hanno la casa de'pazzi della grande
non troverai più beffa cosa nel principato che questo. guerrazzi, i-io: ai
i-io: ai monarchi poi non sembra vero che il bestiame reputi dignità la principesca marca
5. stato, posizione sociale che comporta onore, reverenza, rispetto;
): non de'dare om fede / che gentilezza sia, for di coraggio,
ancora ella parli in plurale, / che minor donna tal maniera tegna, / prò
poca doglia verrei a quel passo, dappoi che io sono innanzi a quella serenissima corona
primieramente si misura lo spazio del terreno, che si dee al verziere diputare, secondo
elli fia promosso a cavalleria, e che elli conseguirne la dignità della cavalleria.
andrea da barberino, 3-1010: comandò che tutti giurassino nelle mani a luigi,
, ricco maravigliosamente, ma più liberale che ricco; e ordinava pubbliche pompe concedenti
, iv-278: per altro conosco, che tra vostra eccellenza, nobilissimo principe,
, nobilissimo principe, e me, che tanto son lontano da la dignità del
elevata (sia civile sia ecclesiastica, che comporta autorità e prestigio). -in
: i benefici e gli uffici ecclesiastici che, nei vari gradi della gerarchia, hanno
grazia speziale; ca e'so bene che i meriti ch'ènno in voi in minore
ora, e quando / ven quella che ti porta, / quella che non comporta
ven quella che ti porta, / quella che non comporta / oficio e dignitate.
, i-ix-3: a vituperio di loro dico che non si deono chiamare litterati, però
non si deono chiamare litterati, però che non acquistano la lettera per lo suo
., 2-3 (144): questi che avanti cavalca è un giovinetto nostro parente
maggior badie d'inghilterra; e per ciò che egli è più giovane che per le
per ciò che egli è più giovane che per le leggi non è conceduto a sì
a roma ad impetrare dal santo padre che nel difetto della troppo giovane età dispensi
signore mio, io non sono degno che in sul capo mio si porti tanta degnità
a mandare -; ma sono alcuni che dicono: -io mi sento bene disposito,
incontro al regno / forse ha colui, che volontario il fugge. vico, 648
/ ch'io tacer debba ancora? oggi che tolta, / senza ragion, stanimi
-eccles. dignità capitolari: i canonici che, nei capitoli delle cattedrali, occupano
.]: 'dignità '. nome che si dà in alcune chiese a que'
. persona insignita di un'alta carica, che ricopre un incarico elevato; autorità suprema
, i-28-8: guittone detto frate, avegna che non degno, ai piedi de la
palazzi e li balconi, / come che fossero o ispesse o rade, / piene
rendere alla vostra degnità grandissime grazie, che così diligentemente e saviamente m'avete voluto