ché saresti sciocco e per- derestiti ciò che dessi. s. caterina da siena,
, 2-25: da a ogni uomo che ti dimanda; e presta a chiunque ti
né mai potrassi gloriar fortuna, / che possi far cangiar sua voglia all'alma:
voglia all'alma: / ché quel che 'l cielo, e 'l mondo e pluto
disio. ariosto, 6-49: il cor che m'avea dato si ritolse, /
o troppo tardi conosciuto amante, / che m'hai data, morendo, e vita
si diede un meschin danaio in limosina che si trascurasse. s. maffei,
. s. maffei, xxx-6-74: che vuoi tu darmi? io nulla bramo;
alma terra natia, / la vita che mi desti ecco ti rendo. proverbi
28: è meglio dare e pentire, che tenere e patire. settembrini, iv-29
collodi, io: -qual'è il piacere che volete da me? -vorrei un po'
dire degli eroi, segnatamente di quelli che diedero l'anima e il sangue al
sempre dare. e chi darà a te che non hai nessuno? michelstaedter, 734
faceva anche la corte, lasciandomi capire che mi avrebbe dato la roba gratis se
primamente il decimo a domeneddio, secondo che comandava quella legge. s. bernardino da
le carte in modo in mano / che dia come li pare, i'lo vo'
da uzzano, i-155: ancora ti ricordo che tu dia rade volte commessione a vinegia
nitido; e non vi vuol meno che tutto il ben fondato timore di alterarla,
: bisognerà essere più larghi nello scartare che nel ritenere: prefiggersi di dare un buon
dare un buon volumetto, piuttosto che un grosso volume. serra, i-9:
sarpi, iii-186: ordinò il pontefice che si facesse una nova bolla, la
ii-84: mi era fitto in capo che traversando gli stati santissimi del papa, m'
col mento incassettato nella cravatta: pareva che desse la benedizione. nieri, 348:
di dargli l'assoluzione il prete gli disse che bisognava perdonare a quelli che l'avevano
gli disse che bisognava perdonare a quelli che l'avevano picchiato. soldati, i-158
cantico] a li innocente / par che se dia, / che col garzone ad
/ par che se dia, / che col garzone ad onne sta- scione /
, 168: e pregò il re che non desse in altrui / che ne le
il re che non desse in altrui / che ne le mani sue quella battaglia,
, lasciate pure fare a me, che io lo giugnerò ben io. della casa
2-3-198: dio ve lo perdoni, che mi avete dato carico di fare i sonetti
fare i sonetti sopra il ritratto, che io non farò mai, almeno che bene
, che io non farò mai, almeno che bene stiano. g. m
sarpi, i-169: fu fatto decreto che cesare dasse la cura ad alcuni uomini di
, 493: esposero i deputati al re che il senato ed il popolo di parigi
. botta, 4-474: si provvide, che non poca parte dell'elezione dei senatori
cosa veduta l'altre schiere, pensando che i primai si fossero arredduti, incontanente
c., 168: quegli che da giugurta furono presi, alcuna parte
miei son molli? / misero me, che volli / quando primier sì fiso /
paolo da certaldo, 378: ordinò che seppellito che fosse, i detti frati
da certaldo, 378: ordinò che seppellito che fosse, i detti frati dessoro le
, e in tanta abominazione mi furono che io diei l'unigenito mio figliuolo a l'
: et in su il processo, che lessono quanto gli diedono alla signoria secolare
alla quale davono i beni di quegli che loro condennavono. ariosto, 28-53: di
ch'a disporlo fu cosa leggiera, / che desse lor la figlia in potestade.
. caro, 12-iii-205: imperiosamente dicono che vogliono ancora che sieno lor dati quelli
12-iii-205: imperiosamente dicono che vogliono ancora che sieno lor dati quelli terreni che sono
ancora che sieno lor dati quelli terreni che sono anco dispensati al quarto. serdonati,
la somma delle domande dell'albuquerch era che... fosse data a'portoghesi in
[bibbia], 1-417: dopo che i nostri padri ebbero provocato ad ira l'
poco onorevolmente dal cavalier di sales, che l'aveva ricevuto in fede da madama
protettori, non dico la mia testa, che non è serbata all'onore del supplizio
in borghese, una faccia da napoli, che mi disse: -venite -. andammo
calvino, 65: il fatto è che mi piace vostra figlia pamela e vorrei
ben per mal dà, / (merito che per sua sente vertù), /
parte una pratica col duca guido, che rinunzi il titolo di questo suo ducato,
capitoli, e dati scambievolmente gli ostaggi, che l'armata d'inghilterra...
ho visto certe mele e certe pere che..., se le potessi assaggiare
vestito a fiori e quello bianco, vedevo che parlavano e ridevano, cos'avrei dato
-al figur.: affrontare un'impresa che richiede grande ardimento. simintendi, 1-10
a doverne loro avvenire forse anche peggio che sol'essere discacciati del regno. de roberto
tutto en suo plagere, / pensando che 'l nocere / li tornerà in gran
, benedetto dolcemente ammonendolo sì gli disse che si dovesse rimanere di tanta crudeltade.
dee., 5-4 (42): che vi fa egli perché ella sopra quel
questo diviene di tutti usurai ed avari più che d'altra gente. capellano volgar.
, più per la vergogna del mondo, che per le pene che debbian ricevere a
del mondo, che per le pene che debbian ricevere a l'altro mondo. s
di tradimento guardati, perch'io / vo'che tu creda in questo mio battaglio,
in questo mio battaglio, / da poi che tu non credi in cielo a dio
vuole, / con speme, poi che ritrovato l'abbia, / di farlo risanar
. rosa, 1-80: mi dispiace che la purga non vi liberi affatto del
può te addietro tornare, e colui che seguita facendosi dinanzi puote pervenire a fare
vi-1-147 (18-5): non vedi che di mezzo luglio tosse, / e '
calando, nuvole d'agosto, / che color non tomasser suso in meno. folgore
con trenta ville e dodici castelli / che siano intorno ad una cittadetta. guido
ceci e ogni altra civaia, / che di quel tempo s'usa di mangiarne.
(179): cotesto non fate voi che voi mi mandiate persona a casa,
risapesse, egli è sì forte geloso che... non avrei ben con lui
figli iniqui e felli / poser galaciella, che di sei i mesi era grave,
questo tempo venne a firenze uno iscultore che si domandava piero torrigiani, il quale
con animo deliberato d'ammazzarmi, affermando che, quando avesse potuto, tutto che
che, quando avesse potuto, tutto che fusse stato sicurissimo di morire, mi
in correlazione con in o con a (che indicano la direzione, il punto di
: quello antico grande nemico nostro, che di tenebre è prince,...
e rebecca, iudit e colei i che fu bisava al cantor che per doglia /
colei i che fu bisava al cantor che per doglia / del fallo disse '
virtù, lasciando ora volontariamente quelle cose che di qui a poco ci converrà lasciare
gente per gli mali e per gli torti che sono fatti. beicari, 1-21:
e di mano in mano, secondo che entravano in camera, il pianto cresceva
vedere co'miei propri occhi le rarità che di quando in quando vi scopriva.
spesso un tonar di ferree canne, / che rimbomba lontan di villa in villa.
meo / more spesso e più forte / che non faria di morte -naturale. cielo
l'altre sue parole, ne disse che dell'abbondanza del cuore parla la lingua.
, / conforti la memoria mia, che giace / ancor del colpo che '
mia, che giace / ancor del colpo che 'nvidia le diede. m.
dolcezza / mi fere il cor, che non si può tenere / che de'colpi
cor, che non si può tenere / che de'colpi non gridi. petrarca,
, 1-88: gano e i compagni, che per l'aria tratti / da terra
volavan per levante in sì gran fretta / che non gli avrebbe giunti una saetta.
perché gridava? -perché egli aveva di che. boccalini, i-76: non è spettacolo
5-ii-104: accorgendoci noi agevolmente dell'agguato che a bello studio ci avea teso il
al tuo perpetuo canto, / allor che all'opre femminili intenta / sedevi, assai
assai contenta / di quel vago avvenir che in mente avevi. nievo, 70:
avere tanti riguardi per quel suo male. che se poi fosse morta di parto,
e poi c'era anche il rischio che non portasse a compimento il figliuolo.
folla, nella stazione fragorosa di locomotive che fumavano su tutti i binari. pavese
cor d'un altro sì piagato, / che mi facea trar più rata e più
trar più rata e più guai, / che non fa l'uom quand'è verrucolato
romor sorpresi, / similemente a colui che venire / sente il porco e la
alto sire, in tanta guerra, / che perdonasse a'suoi persecutori, / con
a'suoi persecutori, / con quello aspetto che pietà diserra. g. villani,
376): e son di quegli ancora che, più dispettosamente che saviamente parlando,
di quegli ancora che, più dispettosamente che saviamente parlando, hanno detto che io farei
dispettosamente che saviamente parlando, hanno detto che io farei più discretamente a pensare dond'
pensare dond'io dovessi aver del pane che dietro a queste frasche andarmi pascendo di
cosa morta, / dov'ell'è più che mai viva e accorta. s
12-i-9: non ho pensato ancora a quello che farei de'danari. boccalini, iii-32
laccio e di ferro tutti gli altri che si giudicarono più colpevoli tra gli harlemesi.
. lancellotti, 261: al fanciullo che vuol imparare di leggere fa di mestieri
moravia, ix-186: sapevano per istinto che, tedeschi o inglesi, non avrebbero
, non avrebbero mai avuto abbastanza di che sfamarsi, mancandogli sempre i soldi e
azione, o anche lo stato d'animo che questa accompagna. giacomo da lentini
! cielo d'alcamo, 136: sazzo che m'ami, amoti di core paladino
per lo campo, il quale parea che volasse, sì di forza correa. dante
in tunisi. petrarca, 23-131: poi che madonna da pietà commossa / degnò mirarme
, né da lei essere tanto amato, che potesse sapere lo segreto dell'animo suo
segreto dell'animo suo, o conoscere di che animo ella favella. beicari, 1-37
d'ogni altra cosa riguardevoli, massime che in ima di esse si descriveva di basso
un tempo migliore, / oh di che cuor con voi mi resterei - / guardando
- / guardando io rispondeva -oh di che cuore! pascoli, 571: veniva
è felice degli spiccioli della carità, che si fanno favolosi tesori se tinniscono d'
poco di fianco perché non ci sia bisogno che egli si scansi. alvaro, 5-35
i pedoni, aveano nome pile, che erano fitte in un ferro sottile di
(8): quivi trovò messer nicolao che la sua moglie era morta, e
: s'alberga un orribil gigante / che d'otto piedi ogni statura avanza. castiglione
; ed un figliolino di dieci anni, che solo maschio aveva e senza madre,
cecchi, 20-6: dimmi / di che tempo mi stimi tu? di'il
la dignità della lingua franciosa non soffriva che un francese par suo s'avvilisse di tanto
e i due figli: mattia (che sarei io, e fui) e roberto
colpare me stesso del folle proponimento, che seguire voluto avea. berni, 12-19 (
berni, 12-19 (i-304): che quell'anima bella e graziosa / potrìa di
brusco, fu co'pastori suoi subordinati che scoprisse rei d'avarizia o di negligenza
da le verdi braccia / de li alberi che misti eran di rose / le odorifere
effetto. fra giordano, 1-88: che bello ornamento è questo alla ecclesia,
egli ci è di tanta necessità, che se l'anima il considerasse quanto gli è
, ella eleggerebbe innanzi la morte, che amare o cercare quella cosa che le
, che amare o cercare quella cosa che le toglie questo dolce e dritto lume.
contadini, e vattene là, secondo che faceva di bisogno. nannini [olao
la quale fa girar certe ruote, che alzano i mantici delle fornaci dove si fonde
e lavorava di calzolaio anche un giovanotto che manzetto essendo senza figlioli, aveva preso al
condizione, un'attività o una professione che vale a distinguere, a caratterizzare una
cose di miserie a coloro fuoro, che a studio, per non dicere troppo
vi-106: quanto fu maggiore il signore nostro che fece lo cielo e la terra,
fece lo cielo e la terra, che non fu lancialotto, che fu un
la terra, che non fu lancialotto, che fu un cavaliere di scudo. dante
diverse lingue, quasi d'ogni nazione che sotto al cielo fossono, cioè nati in
rispose, e con un volto, / che temer e sperar mi farà sempre.
grosso uomo, nondimeno, per ciò che di santissima vita era, quasi da tutti
, lusinghevoli, dissolute e di detrazione che gli fussero dette. boiardo, 2-10-46
forma. castiglione, 166: tengo che a niun più si convenga tesser litterato che
che a niun più si convenga tesser litterato che ad un om di guerra. celimi
bella / con buona dote, e che sarà di grado, / e nobil anco
credeva di dovere special- mente a quelli che si chiamano di bassa condizione. baldini
né più felice fu ancora il successo che ebbero le barche di fuoco. segneri
/... a quello intenta / che a lor vita è mestier, di
di panico è minore / del maggior monte che abbia veduto; / e quanto è
prima generazione di pazzia si è questa, che gli stolti sé soli riputano savi,
gli stolti sé soli riputano savi, e che niun altro sia più savio di loro
, i merito il vostro amor; che v'ho amat'io: /..
si cominciò a percuotere il muro, che più di cento braccia ne caderon nella prima
38 (669): credevan forse che dovesse avere i capelli proprio d'oro,
con una più acuta voluttà di quel che, un tempo, la prima. tozzi
i-212: marta aveva invece il campanello che suonava meno bene di quello di gertrude
quando ella mi propone guadagno, vorrei che mi proponesse il dono più tosto;
non potendo io durare altra fatica di quella che bisogna al mio poema, la qual
sposa nella casa di panfilo, però che altro giovane di lui in quella non
piombo, e gravi tanto, / che federigo le mettea di paglia. / oh
il re alquanto a maravigliarsi, conoscendo che quivi, quantunque le vivande diverse fossero
per tanto di niuna cosa essere altro che di galline. capcllano volgar., i-355
zoppo amore; / né può far forza che di me gl'incresca, / quand'
di foco, e d'acqua par che n'esca. bandello, 1-3 (i-53
così ben difenderà la parte nostra, che non io, ma voi, diverrete
: forse eran le monete del ferro che licurgo diede a gli spartani. marino
e sì grossi i fiocchi della bambagia, che... io dubitai di non
questa bevanda... imbriaca più che il vino d'uve. alfieri,
leopardi, 3-2: italo ardito, a che giammai non posi / di svegliar dalle
nidi! de roberto, 307: egli che aveva una memoria di ferro e una
nato, ho creduto per molto tempo che fosse tutto il mondo. adesso che il
che fosse tutto il mondo. adesso che il mondo l'ho visto davvero e
mondo l'ho visto davvero e so che è fatto di tanti piccoli paesi, non
pien di sonno in su quel punto / che la verace via abbandonai. cavalca,
fece la grande arca, / e quei che cominciò poi la gran torre / che
che cominciò poi la gran torre / che fu sì di peccato e d'error carca
errando intorno alle chiare onde, / che di fresca erba avean piene le sponde.
, viii-1-12: ha una torre, che pare / un palo capovolto, e le
manzoni, 299: tra i pani che teneva in serbo / tanti pigliò di
dotato... di uno spirito che si potrebbe dir manzoniano, pieno d'
ché vivo in carestia / di ciò che più disio. dante, purg.,
tante ostentazioni e minaccie di guerra, che dar tempo ai veneziani di travagliare gli
1-711 perla, fior de le contrate / che tutte l'al tre passate / di
sua gente a battaglia, come quegli che era astuto di guerra di mare.
, cono., i-xi-4: colui che è cieco de li occhi sensibili va sempre
de li occhi sensibili va sempre secondo che li altri il guidano. g. villani
consiglio. petrarca, 337-1: quel che d'odore e di color vincea /
e più di core, odendo racontare / che il conte era pur gionto a quella
cominciò la dura sorte / tra quelle che più grate eran di faccia, /
giorno una si porte, / fin che trovino donna che gli piaccia. nannini [
porte, / fin che trovino donna che gli piaccia. nannini [olao magno]
nemmeno dei parenti poveri gli importava, che erano con lui molto affettuosi, anche
, 1iii- 390: io ti prometto che sarà serva soltanto di nome. 26
4-279: falsamente si dice di voi romani che siete iusti e di buona fede,
di quel giusto / fìgliuol d'anchise che venne da troia. pietro de'faitinelli
ora pensa come debbi fare la sezzaia ora che viverai; e pensa sempre de la
, vi-71: molto si maraviglia luigi che mai non gli rispose de'fatti suoi
pulci, 8-48: e 'ncrescemi di lui che non ci sia, / ma per
i quali [lupi], perciò che danneggiano molto in grosso, si fanno caccie
, 2-2-65: il loro stimarsi uomini che stesser co'piedi mille miglia sopra il
altri uomini, procedeva dal non sapere che altre nazioni avesse il mondo fuor che le
che altre nazioni avesse il mondo fuor che le circonvicine alla cina, cosa da
e là quella domanda di bergamo, che gli pareva puzzar tanto di fuga,
. de sanctis, 7-337: quello che ho detto de'romanzi, devo dire dei
ii-10-95: tu hai torto a credere che sia un derogare alla propria dignità e
alvaro, 7-9: conoscerete il significato che si dà alla disposizione d'un tavolo
credete a me, bel dolce amico, che dov'è più di grandessa, è
de lo steriino; / credi a cristofan che non è donato! iacopone, 36-40
è donato! iacopone, 36-40: puoi che fedeletate en te è resplendente, /
resplendente, / gli patri santi envìtante che si de la lor gente. fra
cose appariscon ne lo suo aspetto / che mostran de'piacer di paradiso, /
occhi e nel suo dolce riso, / che le vi reca amor com'a suo
venne allato alla sinistra poppa, tanto che col ferro le stracciò de'vestimenti. idem
5-8 (76): tra gli altri che più di spavento ebbero, fu la
, vi-78: dio ci concieda grazia che noi siamo de'suoi eletti. s
tanto entrare de'nimici di fuori, che la città sarebbe perduta. andrea da
marchese di mantova, delle belle fanciulle che avesse l'età sua. boiardo, 3-6-1
di voi sente de amore, / pensati che battaglia avranno a fare / que'duo
avranno a fare / que'duo, che insieme agionto aveano il core, /
(78): solo lo pregavo che lui fusi contento di pigliare una certa
pigliare una certa buona quantità di scudi che erano in una cassetta quivi vicina al
republica. sassetti, 158: diteli che ci mandi qua de'tordi o altre cose
buone da mangiare; se non, che noi spiccheremo di lui que'gran bocconi
fame, tanta de la fame, che si me bisognasse vomire, non potrei
diedi di calci a queirinsolente ambizione, che ancor io avea fitta nel capo, di
assai. bar etti, 1-379: a che perderò io più il tempo criticando un
tempo criticando un don marzio... che di tre che offende, non ne
don marzio... che di tre che offende, non ne trova pur uno
offende, non ne trova pur uno che gli dia un biscottino sul naso,
era un cotal uomo dato all'aritmetica, che dapprincipio saccheggiando i genitori, e poi
l'ho io. io ci scommetto quel che volete: qualunque gentiluomo darebbe ragione a
venga spacciata per una novità un'osservazione che abbia un palmo di barba, che
che abbia un palmo di barba, che import'ella? collodi, 16: entrò
, quella è più atta a fendersi che ha nel suo mezzo una linea rossiccia
più di tutte l'altre è difficile quella che parrà un diaccio torbidiccio. manzoni,
211: oh! te felice che chiudesti gli occhi / persuaso, stringendoti
; ma quello re d'onni re, che discese di cielo in terra e di
accogli. leopardi, ii-333: ma che meraviglia?... quando..
cuor de'cuori, sopra quest'urna che freddo ti chiude / odora e tepe e
., 1-1-6: ben pare a me che errasse colui che disse che era di
ben pare a me che errasse colui che disse che era di più graziosa la virtù
a me che errasse colui che disse che era di più graziosa la virtù quando
perocch'ella è sì bella da sé, che niun altro adornamento gli bisogna né giova
a michel ch'ella vi sia, / che per trovar credea di far gran via
riputazione piuttosto alla delicatezza del suo odorato che alla curiosità del suo spirito, ancor
uomini: c'era qualcuno d'invisibile che lavorava per lui.
canto con onore. / onorai, da che vene, alma, per te salvare
venire io m'abbandono, / temo che la venuta non sia folle. cino,
si disvia la mia virtute, / che dentro ritener non posso 'l pianto,
caterina da siena, i-197: dico che il morto non può sotterrare il morto
non può sotterrare il morto; cioè che colui che è morto a grazia, non
sotterrare il morto; cioè che colui che è morto a grazia, non ha né
tu avra'in effetto, / disio che 'l mago sia teco alle mani. g
prendere il caffè nella biblioteca, ma prevedo che avrò ugualmente bisogno di dormire, voi
, voi siete così gentili di permettermi che poi mi ritiri un poco.
dolersi fortemente, con ciò sia cosa che pianto non faccia alcun prò a colui che
che pianto non faccia alcun prò a colui che piange. capellano volgar., ii-47
. capellano volgar., ii-47: però che sarebbe disi- nore d'usar villane parole
terra in questo tempo in condizione, che a ogni cittadino era lecito di dire
ogni cittadino era lecito di dire quello che gli pareva, per questo ognuno si guardava
temerebbe di venire a lo raggio del sole che non farebbe la pietra, però che
che non farebbe la pietra, però che la sua disposizione riceve quello per più
lui dover portar danari, seco diliberarono che, come prima tempo si vedessero,
: veduto l'animo mio diliberato e che andavo alla volta sua con armata mano,
al cavallo, e partì coi pochi compagni che aveva condotti con sé, inseguito invano
/... / di guisa che posar già non potea. bisticci, 3-36
udito con grandissima attenzione, di natura che non fu mai persona che si muovesse
di natura che non fu mai persona che si muovesse. cellini, 2-92 (460
fui mostro loro così passando; di modo che con furia e'mi raggiunsono, e
(27): possedeva renzo un poderetto che faceva lavorare e lavorava egli stesso,
il filatoio stava fermo; di modo che, per la sua condizione, poteva dirsi
inf., 1-23: e come quei che con lena affannata / uscito fuor del
a retro a rimirar lo passo / che non lasciò già mai persona viva. fazio
): e infinite volte avvenne che, andando due preti con una croce
mezzo di esse in un mese intero che noi stemmo nel castello assediati, mi occorse
grandissimi accidenti. caro, i-175: vorrei che 'l mondo conoscesse quanto più possa la
possa la gentilezza vostra appresso di me che la sua villania. g. bentivoglio,
frisa e nelle altre provincie di fiandra che sono di qua dal reno. bar
. giusti, 3-34: non credo che molti sappiano, o sapendolo che abbiano
non credo che molti sappiano, o sapendolo che abbiano cuore di confessare, che parecchie
sapendolo che abbiano cuore di confessare, che parecchie volte il moralista, o se
31. introduce locuzioni avverbiali (che possono avere anche funzione aggettivale o sostantivale
, 24-136: ecco lo verno, che vene piovuso, / deventa lotuso: è
onde 'l dolore / torna più fier che prima per l'un cento. giov
. giov. cavalcanti, 33: tengo che di già possa essersi accordato. pulci
la fiera fera di natura, / che facea un crido tant'orrendo e strano
crido tant'orrendo e strano, / che al mur de intorno potea far paura.
/ era il diletto mio qual d'uom che, lento, / in giaciglio di
pea, 7-109: il di più che sporgeva dai due lati della sigaretta, lo
perdonate agli uomini lo cigulo peccato, che hanno di voi, lo vostro padre,
hanno di voi, lo vostro padre, che è in cielo, vi perdonarà lo
non perdonate agli uomini lo peccato, che hanno di voi, lo vostro padre
di voi, lo vostro padre, che è in cielo, non vi perdonerà lo
di più tempo dimostra; e pogniamo che in forma bellissima cresca, molto più
e perdiamo altrui, tenendo di fermo che lo spirito santo li guidi. bisticci,
e oltre acciò per la pietà, che egli usa di nutrire alcuni suoi nipoti;
egli usa di nutrire alcuni suoi nipoti; che andrebber di male e perirebbono senza il
carletti, 80: e di così aviene che la vela sta sempre da una banda
re e la regina sono tanto severi, che se scoprissero che io ho tenuto di
sono tanto severi, che se scoprissero che io ho tenuto di mano agli amori del
: ora basta... sposala! che vuoi da me? non t'ha
tipografia dei sordo-muti. dunque si badi che il segnacaso della distinzione non va tralasciato,
troppo l'uso di tale ellissi, che in molti casi è biasimevole, come
7-182: dipo'il nascimento delle pleiadi, che sono certe stelle ch'appariscono in mezzo
dì diciotto d'ottobre, si crede che il navicamento sia sicuro. ristoro,
notte una volta: e la demora che 'l sole ne fa sopra l'orizonte
consuma in un dì nella guerra, che molti anni non si guadagna in pace.
tristo il cor di cose cento, / che cento volte el dì penso morire.
, 3 (43): poi che fuoro passati tanti die, che appunto erano
poi che fuoro passati tanti die, che appunto erano compiuti li nove anni appresso
ne l'ultimo di questi die avvenne che questa mirabile donna apparve a me vestita di
il dì sesto d'aprile, / che già mi strinse, et or, lasso
21-9: fece scrivere al notaio, che lasciava ch'e'suoi figliuoli ed eredi doves-
, 19: considerando i dì santi che vernano della settimana santa, e il
son rassegnato a viver, voglio / che ogni ora del dì mi pesi sopra,
: la mattina a dì, innanzi che si cominciasse a rompere, mandò cornelio marziale
caldo e greve, con le modiche speranze che accompagnano il nascere del di sui deserti
degli edifici: il dì non so ancora che si farà. gelli, iv-35:
farà. gelli, iv-35: quel che ella vuole è che voi andiate a parlarle
iv-35: quel che ella vuole è che voi andiate a parlarle in casa sua
far di giorno, rispetto al marito che toma a casa ogni sera all'ave maria
sera all'ave maria, ella vuole che voi andiate di dì, ma vestito da
adornato il crine / per farti più che 'l dì lucida e vaga? v.
vigilate nell'eterno dìe, / sì che notte né sonno a voi non fura /
sonno a voi non fura / passo che faccia il secol per sue vie. piero
piero da siena, 6-17: quel che di sopra della sedia li è / avea
di luglio 1399 fu la prima commissione che ini ricorda avere avuta dagli otto della guardia
, iii-53: tutte le anime di coloro che fanno lor bene escono ogni anno,
ti rimembri, bella, la dia / che noi fermammo la dolze amanza? medispini
805. guittone, ii-252: oh, che mal aggia il die che voi fu
: oh, che mal aggia il die che voi fu porta / sì gran bieltà
! chiaro davanzati, xvii 213-67: che vita fia la mia? / quando serà
, 8-3: era già l'ora che volge il disio / ai navicanti e intenerisce
boccaccio, iii-1-95: un dì avvenne che e'cavalcando / a la terra dintorno
sotterra cavando. beicari, 5-64: ecco che presto ne verrà quel die / che
che presto ne verrà quel die / che luceran le tenebre serrate, / e scioglieransi
guidiccioni, ix-485: fia mai quel dì che, bianca il seno e 'l volto
pace? ricchi, xxv-1-227: oh! che canzone è quella, da cantare /
. b. corsini, 2-8: farò che un dì mi pagherete il fio,
: e sì crudel sarommi, / che alla gentile un dì mia sposa, or
grillìtalpe stan scuffiando / la pappa amara che fu un dì il cervello. penna
de'giusti è quasi luce splendiente, che procede e cresce infino al dìe de
, ove saranno messi a'tormenti quelli che averanno fatto male. monti, x-3-319:
« tu morrai. / del signor, che non perdona / a'superbi, il
e la ragione sono spartiti così appuntino che potrebbe la tregenda tirar innanzi fino al
., 1-75: tu 'l sai, che non ti fu per lei [libertà
gli spiriti sciolti han le lor vie / che portan del fatai ordine il pondo,
mie pene / caro compagno, infin che del gran die / l'orrido squillo
vola. michelangelo, i-13: a che mi vuo'tu porre, / che 'l
a che mi vuo'tu porre, / che 'l dì ultimo buon, che mi
/ che 'l dì ultimo buon, che mi bisogna, / sie quel del danno
superbe attuta; / dona i pensier che il memore / ultimo dì non muta.
ricordano si teneano consorti loro e quelli che si chiamavano del forese. guido da
, non perché l'annoi, / che piede o braccio s'abbi rotto o mosso
terror, ch'io vi confesso / che mai più de'miei dì sarò quel desso
. giordani, iv-93: pensate forse che questa felicità verrà tarda ai posteri?
meriggiava quel re, sotto il pomario / che splendeva a'suoi dì come un tesoro
gorgo sterile verdeggia / come ai dì che ci videro fra 1 vivi.
: i soldanieri... e que'che si chiamavano al dì d'oggi gli
di vita alma sì vaga, / che non cangiasse 'l suo naturai modo. savonarola
e luminoso / il mio dì, che tramonta oscuro e corto. maia materdona
il fiore / de'miei poveri dì, che sì per tempo / cadeva. pascoli
notte io vedo, stanco pellegrino, / che deviai su l'alba del mio dì
fece una trippaccia, la maggiore, / che a'dì de'nati mai veduta fosse
note al malmantile, 1-159: 'che a'dì de'nati mai veduta fosse':
fosse': non nacque mai veruno, che vedesse un ventre maggior di quello che
, che vedesse un ventre maggior di quello che aveva il cuoco. è un termine
aveva il cuoco. è un termine che amplifica la voce 1 mai '.
bibbia volgar., v-256: beato quello che intende sopra il povero e bisognoso;
9-8 (386): sta'bene accorto che egli non ti ponesse le mani addosso
ti ponesse le mani addosso, perciò che egli ti darebbe il mal dì.
. (51): assai n'erano che nella strada publica o di dì o
non può uscire di palagio, non che di dì (il che non fu mai
palagio, non che di dì (il che non fu mai) né anco di
consiglio o aiuto, se non quello che dì per dì la divina benignità e clemenzia
anco molte, pur se ne fanno, che poi moltiplicano di dì in dì,
per dì, né altro pubblico pensiero ha che del pane. boterò, 6-78:
cose ingannarono il re, una, che un popolo, uso a vivere di dì
, a casa un po'di danaro, che si farebbe mandar subito. con quello
animo un lieve germe d'amore, che fruttificò di dì in dì, a seconda
ricordo fa male alla ferita, / che dì per dì mi riapre la vita.
6-113: vieni a vedere la tua roma che piagne, / vedova sola, e
la terra: / ogni pensiero, che nel mio pett'ha loco, / mi
l'avea alda la bella, i che 'l dì venuta v'era per ventura.
purg., 20-121: però al ben che il dì ci si ragiona, /
12-100: la pesante clava, / che il nini ebbe già in don da lambertaccio
2-2-281: per essere più sicuro che sì fatto giuoco ba stasse
aspetto tutto 'l dì la sera / che 'l sol si parta, e dia luogo
anche una specie d'ingratitudine verso quelle nazioni che di tanta copia di letterarie delizie tutto
per casa. -più un dì che valtro: ogni giorno più, sempre
roma; insolente più l'un dì che l'altro per i successi molto maggiori
l'altro per i successi molto maggiori che non erano giamai state le speranze.
caterina de'ricci, 319: speranza, che dovete avere, che presto finirà la
: speranza, che dovete avere, che presto finirà la battaglia e la guerra:
sai come fanno / le fanciulluzze, che pensa che ella / ci nacque,
fanno / le fanciulluzze, che pensa che ella / ci nacque, si può
, si può dire, ieri. che / è egli ch'io la divezzai?
/ ché non passaron troppi giovedì / che tu recasti ogni cosa a un dì.
tu sei ingannato, se tu pensi che il giudice t'abbia a dare alcun
non querelarmi di voi agramente, mentre che per pena rimettendomi, come si dice
, nel buon dì, avete determinato che io quello al presente faccia importunamente nel
ricevuto varie denominazioni. -diabete mellito (che è il diabete comunemente detto): malattia
le dica vostra signoria da parte mia che non tema punto punto della diabete, perché
, stante quell'affanno, è bene che alle volte abbia furine copiose. campailla
dell'orma, e quel profluvio di essa che costituisce il male detto diabete. tramater
v.]: 'diabete'. malattia che consiste in una evacuazione frequente e copiosa
carne si ammacca. è il sangue che si guasta ». levi, 1-56:
'passo attraverso '(per il fatto che in questa malattia si verifica un flusso
ch'ogni stato vuole una quantità di moneta che rigiri, come ogni corpo una quantità
come ogni corpo una quantità di sangue che corra, perché standosi nel capo e
(plur. m. -ci). che si riferisce al diabete, proprio del
, chiamata da'medici diabetica passione, che è uno orinare eccessivamente, più che
che è uno orinare eccessivamente, più che non si debbe. a. cocchi,
loro venerando collega, di non mangiar altro che carne per la salute delle patrie lettere
erano dilatate fiutando ferocemente l'odore dolciastro che il farmacista diabetico aveva sparso nell'aria
. diabetògeno, agg. medie. che può produrre il diabete. -ormone diabetogeno
ii-408: io sono così diabolicamente affaccendato che a grande stento ritrovo un quarto d'ora
non ho sfogo di nulla. vedo che sono diabolicamente organizzato. verga, i-78:
. verga, i-78: dal momento che era fuggita con un altro, quella donna
del diavolo, proprio del diavolo; che deriva dal diavolo, ispirato dal diavolo
a moglie. cavalca, i-93: guardatevi che la sincerità della vostra fede non sia
: né [m'è avviso] che dio padre li formasse 'l viso / a
] per una fucina di diaboliche operazioni che di divine. cassiano volgar.,
,... sei più vana che non sono le fanciulle. ariosto,
. tasso, 12-534: è necessario che la cagione sia qualche virtù sopranaturale o
teologi della città... determinavano che la dottrina la quale insegnava ad uccidere
lichissima. leopardi, v-237: so che molti padri e moltissimi scritiori hanno attribuite
non sarà mai forza umana o diabolica che valga a rimoverlo. pirandello, 7-649
si dava a improvvisare stranissime preghiere, che a quelli parevano evocazioni diaboliche e bestemmie
esteriore (persone, animali, cose: che ricordano o riproducono interamente o in qualche
quale il suo aspetto mostrava più diabolico che umano. nievo, 7: [la
e fischiante, con una nota diabolica che pareva scaturisse di sotterra. linati,
carne dispettosa. 3. che pare ideato o compiuto dal diavolo;
: usando ancora questo piu'tosto diabolico che umano instrumento [il cannone], non
], non meno alla campagna, che a combattere le terre. firenzuola,
fino all'intimo del cuore pungendoli ancora che da così diabolica invenzione [della bombarda]
dentate, e machine diaboliche, / che non trovaron mai le genti argoliche. lalli
uscito enea da quegl'intrichi gravi, / che gli parver diabolici da vero, /
invece, lo sbalestrò; diabolico meccanismo che forse gli corrispondeva in frenesia.
. m. villani, 10-33: quello che non ha voluto fare egli farò io
sue larve / parer da quel diverso che solea. p. fortini, iii-232:
. p. fortini, iii-232: oh che ingegni diabolici sonno questi di queste donne
ingegni diabolici sonno questi di queste donne che per amore met- terebbeno tutto il mondo
uovo, hanno finalmente trovato non so che poca cosa da attaccarsi. domenichi,
. quella lingua fracida e diabolica, che non porti rispetto a persona. b.
le loro donne non sono meno innamorate che belle, con le quali si trastullano
chiliini, ii-194: un'estrema ansietà che una volta si finisca questa for- fanteria
i. neri, 4-59: quel che più gli pesa / è che quella diabolica
: quel che più gli pesa / è che quella diabolica ragazza / lo deride,
, rapiva, spogliava tutti così sfacciatamente che poi fu accusato e condannato come un
a mettersi in sospetto verso di me che uscivo da una città considerata la più
mondo. pavese, 5-69: disse che i tempi erano stati diabolici, che le
disse che i tempi erano stati diabolici, che le anime correvano pericolo. che troppo
, che le anime correvano pericolo. che troppo sangue era stato sparso. 5
animo. rosa, 1-115: vi giuro che, se mai la poesia fu di
le quali sono a così fitte, che mi nausea da me medesimo. baretti
a tutto battocchio; e se voi, che siete alla porta, non mi aprirete
, sorella carnale di quella tale tosse che mi durò nove mesi. giusti, i-193
di un viaggio diabolico, non trovando che carri di feriti e garibaldini sbandati,
in fretta alla presenza di gente che chiacchierava; e sigillai. ma il timore
chiacchierava; e sigillai. ma il timore che non possa darsi esercizio bastante a leggere
6. sm. perversità, malignità che par venire dal diavolo. malvezzi
i-166: sentivo un impulso ignoto, che mi spingeva innanzi, la mente scopriva
parole nuove, e concetti fantastici, che avevano del diabolico. periodici popolari,
periodici popolari, ii-223: ma sapete che queste vostre dottrine, don ca-
sm. gioco costituito da un rocchetto che si fa roteare su una funicella manovrata
due bastoncini per rilanciarlo al compagno, che a sua volta ripeterà il rinvio.
ingl. diabolo (del 1907), che traduceva l'anteriore devii (del 1831
cricket, ad antico giuoco infantile, che nel * larousse 'porta il nome di
. diabologìa, sf. scienza che studia la natura, l'azione,
vi-584: la diabologia vuole scandagliare in che consiste l'anima e la colpa di satana
incarnazioni e le sue operazioni, quel che si può comprendere della sua potenza attuale
. m. • % %). che riguarda la diabologia. papini,
per quella futura 4 somma diabologica ', che, un secolo o l'altro,
corrosione. - emorragia per diabrosi: che avviene per erosione dei vasi in focolai
parte, cagionata da acri e corrosivi umori che la mangiano e la divorano.
olio, di sugna e di calcite, che veniva applicato sulle ferite.
fiorentino, 283: diacalcite di galeno, che si chiama palmes dalla palma. d'
in cui entra principalmente la cassia e che davasi in clisteri alla dose di due
noti e chiari a ciascuno, credendosi che, assai sia a loro il sapere che
che, assai sia a loro il sapere che il diacatolico purghi tutti gli umori.
lassative, quei lattuari di hiera, che come sacri dal volgo sogliono esser fitti ne'
diacàustica, sf. ott. caustica che si forma per rifrazione dei raggi solari
. m. -ci). medie. che cauterizza con la rifrazione. tramater
v.]: * diacaustico '. che cauterizza, che abbrucia per refrazione;
: * diacaustico '. che cauterizza, che abbrucia per refrazione; come è la
abbrucia per refrazione; come è la cauterizzazione che si pratica per via di raggi solari
generale, -esclamò letizia - fate davvero che cessino... non ci date più
di maremma si debbin fare più unitamente che sia possibile; e si avverta che
che sia possibile; e si avverta che non si guastino i diacciali de'vergai e
al tempo del diluvio, diacciandosi tacque che la coprivano, [la terra] fusse
. pea, 8-103: la brina, che si è diacciata sui poggi, è
3-9: anche a lui avrebbero fatto quel che lui aveva fatto al fratello: di
fratello: di stendergli le gambe prima che si diacciasse e di legargli il fazzoletto intorno
neve si fa lo stesso giuoco; / che l'uom sul primo diacciasi le dita
dita: / poi quel gran gelo par che manchi un poco, / e sempre
sopraggiunse con fischi sì veementi, / che le parole gli diacciò fra'denti. abba
bevande non si vendevano da loro, che acquecedrate ed amaraschi; ma al presente
assai moltiplicati... tali venditori (che con altro nome, 'diacciatine '
nostro? / -oh questo no; dice che costan troppo: / al diacciatino.
: e chiamansi pure 'diacciatine 'coloro che vendono ne'teatri ecc., i loro
, così un carro fia possibile far che corra per sé. savonarola, 5-i-176:
perché è acqua diacciata e el freddo che lo costringe scaccia el caldo, ed è
: aspetto domani il mio bagaglio, che con quello di tutti gli altri era rimasto
gelido. firenzuola, 698: o che disfacimenti di cuore, che fiamme amorose
698: o che disfacimenti di cuore, che fiamme amorose, che sudori diacciati,
di cuore, che fiamme amorose, che sudori diacciati, che motti, e che
fiamme amorose, che sudori diacciati, che motti, e che parole col cuore
che sudori diacciati, che motti, e che parole col cuore. grazzini, 320
e'vi s'abbia gran sete, e che per grazia speciale mi fosse conceduta una
. de marchi, i-946: non sentiva che il filo d'aria diacciata che gli
sentiva che il filo d'aria diacciata che gli fischiava nell'orecchio. tozzi, i-188
allora, gli cominciò il rantolo, che pareva una risata repressa; gorgogliante nel
è similissima al cristallo di que'bicchieri che, per l'artifiziosa similitudine ch'egli hanno
pirandello, 6-687: tutti quei tramezzi vetrati che correvano lungo i tre stanzoni in fila
lavori di quadro, perché quel diacciato che ha in sé, impedisce il poterne
, non meno la mano allo scrivere, che que'po'di spiriti nell'affaticata mia
inabile e senza calore; onde è, che quando 10 pur voglia, non possa
10 pur voglia, non possa far cosa che non sia fredda diacciata, e che
che non sia fredda diacciata, e che non faccia gli uditori, ascoltandola, intirizzare
: qualche cosa diciamo del- tapplicare, che fanno que'savi uomini, anche esternamente
né punto, tras- sinare le viti che son diaccide e si rovinano.
-per estens.: lastra di ghiaccio che, durante l'inverno, ricopre i
, 40: « è cosa alcuna che vi vada a gusto?...
voi domandate cosa impossibile a noi; sapete che ora non è el tempo del diaccio
causa permessono a fra zacheria e al foiano che con le loro prediche riscaldassino qualumque sarebbe
prediche riscaldassino qualumque sarebbe stato più freddo che 'l diaccio? g. m. cecchi
or tutti fuoco, or più freddi che diaccio. b. davanzati, 1-88:
135: occorre tale anno... che il signore iddio... fa
iddio... fa e permette che i tempi vadano estremi, e non
umiliato e anche indispettito verso marta, che teneva responsabile di quel diaccio che era
, che teneva responsabile di quel diaccio che era caduto fra loro due.
panciatichi, 38: come quel diaccio inzuccherato che cuopre i marzapani di siena.
diaccio », add., lo stesso che ghiacciato, diacciato, ed è aggiunto
anche il giovane era pieno d'angoscia che gli occhi s'abbattessero su di lui
ritrovò molto diaccio, per quello crese che la fanciulla avesse detto il vero. abba
, ii-256: e sorrido soltanto al sole che mi bacia le mani diacce, gialle
e mi sentivo così indebolita e diaccia che temevo di svenire. -freddo (
rotto / muro d'atra prigione acqua che stilla, / la mia livida fronte
, seguendo l'onda di questi pensieri che tornavano. saturno, 10-159: il
scodella in mano. 5. che ha clima freddo (un paese, una
una regione, ecc.); che ha temperatura bassa (una stanza)
« ecco un corpo ben costrutto, che prometteva una vita lunga ». cicognani
. erba annua della famiglia aizoacee, che cresce vicino al mare ed è caratterizzata
delle case s'erano attaccati i diaccioli, che scintillavano. 2. scherz
(diacciuòlo), agg. dial. che ricorda il ghiaccio nell'aspetto della buccia
, se bene vi faranno le bergamotte che sono ottime al principio dell'inverno.
diafane. 2. sm. albero che produce i frutti diaccioli (sorta di
cura, e fanno per tutto, pur che grasso vi sia. 3. agg
vi sia. 3. agg. che si rompe facilmente, fragile. tramater
. j: 'quercia diacci uola', quercia che si schianta, contraria della 'quercia
, contraria della 'quercia salcigna ', che è arrendevole a guisa di salcio,
e propriamente di quercia; vale * che facilmente schianta '; che oggi più
; vale * che facilmente schianta '; che oggi più comunemente dicesi 'vetrino '
dicesi 'vetrino '. 4. che prova una sensazione di gelo (un
modo di aggiunto, dicesi di dente che non resiste all'impressione delle bevande fredde
si faccia secondo l'occasione della stagione che anderà o dolce, o cruda, o
e di vivande come piacque a dio, che posto a diacere, incontenente fu addormentato
terra posticcia, tanto lungo e largo che vi cappia quel cadavero, il quale
toscani, 314: chi tocca il can che diace, gli ha qualcosa che non
can che diace, gli ha qualcosa che non gli piace. cinelli, 1-161:
, o quella donna tanto grossiera, che sia tocca nel cuore d'una picciola scintilla
picciola scintilla di quel vero amore, che non susciti il fuoco della sua virtù
susciti il fuoco della sua virtù, che poco avanti sotto alle ceneri della pigrizia
: non prima acostatasi vidde il giovine che con la fante si diaceva. =
. 2. composto chimico che contiene due volte il radicale acetico.
, sf. chim. composto chimico che si ottiene mediante la reazione dell'anidride
bianca, cristallina, inodora e insapora che viene usata in medicina come purgante in
, comp. dal pref. diacetil-, che indica la presenza di due radicali acetile
legami (caratteristici dell'acetilene), che si ottiene per decomposizione del sale di
d'acetone in presenza di alcali, che ha l'aspetto di liquido incolore
, 7: però ch'i'odo che 'l diaquilonne / è buona cosa a fare
vedutosi nel terzo dì il carbone mortificato, che si scarnava, il tiravano via colla
dal greco 4 dia chilon ', che vale empiastro, dalla preposizione * dia '
empiastro, dalla preposizione * dia 'che da'latini si dice 4 per ',
per ', e 4 chilon ', che vuol dir 4 sugo '; onde
mezzo o col corpo del sugo dell'ingredienti che compongono il suddetto empiastro. tramater [
certi empiastri, a motivo delle mucilaggini che vi sono mischiate, le quali sono sughi
, usi diacimino o diatriompipereon, acciò che 'l cibo sia meglio patito. libro
diàcine (diàccine), inter. espressione che indica stupore e meraviglia.
lisciarsi! firenzuola, 109: o che diacin faresti tu, se tu fossi
gagliardo? berni, xx-x-5: diacin, che me risponda! e'fa 'l musomo
diacine! dove siam noi riusciti? che ha far ciò col primo nostro proposito
luciano], iii-3-312: diacine, che vento! ha voltate le nuvole!
spagn. diajo e portogh. diacho (che sono tutti succedanei per camuffare la parola
: e vero, e mi ricordo, che questi anni addietro mi favoriste d'una
e del primo bellissimo anche la corniola che potrebbe passare per un diacinto. =
2. cristall. forma semplice che possono assumere i cristalli nel sistema monometrico
, ed egli verso lei, in modo che e'si cominciomo azzuffare. malatesti,
con quel vecchio, il quale, oltre che le fa cattiva diacitura, ogni settimana
i'fui stato seco un pezzo, e che furono passati i colpi mortali, credend'
suo dottore... -sì, che e'non debb'esser differenzia dalla diacitura del
diàclasi, sf. geol. frattura che si produce nelle rocce, generalmente
diaclasite, sf. miner. minerale che deriva dall'alterazione della bronzite, contenente
, agg. eccles. di diacono; che riguarda il diacono. sarpi,
sarpi, iii-340: [stabilirono] che nelle chiese cattedrali tutti li canonicati e
caro, 3-1-205: e m'andrò più che posso riformando, per aver, come
cavalca, 6-1-487: e dobbiamo sapere che sono sette ordini, cioè sacerdozio,
. botta, 5-218: comandava al governo che non fosse lecito ai vescovi di promuovere
alcuno agli ordini sacri, se non coloro che già suddiaconi o diaconi essendo, desiderassero
decime delle biade sue, si lamentava che non aveva talvolta udito la ragione delle
quali v'ha 28 presbiterati, cioè che hanno el cardinale prete, e diaconati 18
e di età superiore ai 60 anni, che avevano l'incarico di curarsi delle
nostra sorella, ch'è diaconessa della chiesa che è in cencrea. idem,
onorata, senza ufficio publico, che sovveniva i fedeli delle sue facultà
dia conessa ', nome che si dava ne'primi tempi della chiesa
dal vescovo, con una benedizione speciale che comprendeva l'imposizione delle mani, la
1-8: velo di ordinazione era quel che si dava alla sagrata quando s'ordinava
nelle antiche croniche della chiesa greca più che della latina, si leggono le presbiteresse
: -mandate grido alla diaconessa, / che venga! -venga la diaconessa! / -dov'
, in talune confessioni protestanti, donna che si dedica per istituto alle opere di
li ministeri di due sorti: alcuni che anticamente chiamavano « del verbo », e
di roma, governati da diaconi, che perciò si chiamavano 4 cardinali diaconi '
-ci). eccles. piccolo locale che, nella basilica cristiana dei primi secoli
testi fiorentini, 89: tucta la gente che v'era drento morì, salvo il
salvo il prete e il diacano e subdiacano che cantavano la messa. cavalca, 19-140
messa nella detta chiesa in quell'ora che il diacono soleva gridare, cioè innanzi
il diacono soleva gridare, cioè innanzi che il prete levi il corpo sacrato di
sacerdoti e ministrare in tutte quelle cose che si fanno ne'sacramenti di cristo.
, lasciò l'abito da frate ancor che già fosse ordinato diacono. sarpi,
, cioè di * ministri ', che il soave intendeva d'accomunare a tutto
la verità, mi par il prete che canta messa, mentre gli altri due [
apostoli prima, dal papa poi) che, inizialmente, si occupavano delle incombenze
: e i diaconi e qualunque altri che a lui venissero, come discepolo umilmente gli
onorava, dimandàndogli della scrittura di quello che non gli pareva di sapere. s
ricordati, 1-38: i diaconi (che vuol dir ministri) li quali evaristo
luca, ministrassero alle mense, mentre che gli apostoli erano intenti adorazioni e alle
vede ben chiaro negli atti degli apostoli che san mattia fu ordinato immediate apostolo e
dire da grandi uomini savi e antichi, che pascasio diacono cardinale, del quale appo
del cranio prodotta da istrumento tagliente e che forma ima fessura longitudinale.
). gramm. di segno grafico che, posto sotto o sopra una lettera
, indica un suono diverso da quello che normalmente è espresso dalle semplici lettere dell'
diacronia, sf. ling. l'aspetto che il sistema linguistico assume quando venga considerato
(e differenza fra singoli momenti e aspetti che presenta tale evoluzione). pasolini
(plur. m. -ci). che si riferisce alla diacronia. -linguistica diacronica
alla diacronia. -linguistica diacronica: quella che prende in considerazione le strutture e gli
ubbia del cosiddetto « bello », che apparterrebbe ad una forma « sui generis
spirito, né conoscitiva né pratica, e che sopraggiungerebbe terzo come a rallegrare e rasserenare
può ben risolvere nell'unicità della dea, che in quanto è libertà, ossia coscienza
cromosomico, già scissi in due cromatidi che si separano all'anafase della prima divisione
. omografia vettoriale corrispondente alla trasformazione lineare che consiste nell'applicazione a un vettore dell'
vettore dell'operatore risultante dal prodotto diadico che è la forma più generale di moltiplicazione
mandò in terra sì fatto acquazzone, / che, se non fusse stato allor mugnone
: il diadema di giove del pari che l'alloro di marte acquista più riverenza e
di dignità regia e di sovranità, che s'annodava dietro il capo, ornato
estremità frangiate, di colore bianco, che cadevano sulla nuca; presso i romani
l'insegna o corona imperiale o reale, che appresso gli antichi era un fasciuola di
tela bianca, come un nastro, che portavano avvolta al capo i re e gl'
; e lo calcò sì forte, / che il crin ne giacque oppresso e imprigionato
ed il petto di pietre preziose / che vincevano il dì riscintillando. bocchelli,
12-13: i suoi fautori più accesi stimavano che non gli convenisse di partire senza coronarsi
ramerin di quel da far frittelle, / che 'n su le ciocche paion diademe.
però erano fra loro diversi, imperò che l'uno era di tre colori e
, 169-72: tolsono subito uno dipintore che quelle lasche convertisse in uno diadema.
: « non vedi tu lassù quel che veggo io? / chi è colui ch'
« è giesù nostro iddio, / che pasce tutti di gaudio e di speme
numero di giovani di così sconcia vita che egli arebbon levata la diadema ad ogni
un santo senza la diadema e corona, che è il
le diademe non rappresentino in origine altro che un disco di luce, nondimeno i
color dell'oro, per esprimere al meglio che fosse loro possibile la luce, ma
dire quell'ornamento o corona di splendori che si vede dipinto attorno alla testa
. -coroncina di fiori d'arancio che regge il velo della sposa.
fiammeggiare nel glorioso diadema di quegli onori che circondano la fronte di vossignoria illustrissima.
concetti apparenti, come fa egli, che il formar diademi alla verità con diamanti
: e in tetto angusto, / che senz'armi è sicuro / col nobil diadema
picciole stelle; ornai n'intendi, / che son virtudi: ecco valor, cui
lite non finirà mai fino a tanto che non venga chi insegni che la fatica è
fino a tanto che non venga chi insegni che la fatica è il pane quotidiano del
avevano raggentilito il fiero castello e quella che ora appariva sopra uno smalto di fiori
in uno specchio! campana, 148: che sapore avranno le tue lacrimucce? /
accademia. — il luogo che eccelle per bellezza di paesaggio in una
gli amorosi del lago di garda, che il suo vero diadema è quella costiera incantata
suo vero diadema è quella costiera incantata che cammina, serpeggia, si inerpica, corre
scettro e la diadema, e quelle cose che nascono di questo, cioè la gloriosissima
: fraate e gerone e gli altri che non s'eran trovati a porgli la
per paura chi per invidia d'abdagese che comandava la corte e il nuovo re,
.. sostenere colle armi l'autorità che ildebrando arroga vasi di togliere e di
al solo egitto / leggi dettai, che quanta terra oppressa / avea già roma,
... e per il comune pensiero che a gioacchino il diadema era dono di
dato più al servicio de le donne, che a le debite ore gli divini officii
la pace meglio sarebbe firmata a potsdam che a versaglia, firmata e garantita dal banchiere
2. a forma di diadema, che ha il pregio di un diadema.
3. arald. di immagini che hanno dietro al capo un cerchio (
'successore 'in quanto si suppone che sia un deposito calcareo del ferro,
[dioscoride], 376: vuole dioscoride che si debba tenere la gomma composta con
stor. nell'antichità classica, atleta che si cinge intorno alla testa la benda
dal gr. 8ia8oófxevo <; * colui che si cinge ', part. pres
. diaeliòtropo, agg. bot. che presenta diaeliotropismo (l'organo di una
non possiamo giudicare altro, se non che l'acqua sia cagione della diafanézza e
(plur. m. -ci). che riguarda, che è proprio della diafanimetrìa
. -ci). che riguarda, che è proprio della diafanimetrìa. diafanìmetro
filtri ottici intercambiabili di opacità crescente, che per mette di misurare,
nostri occhi nell'aria inluminata, dicono che pigliano, per la convenienza ch'eglino
trasparenza della sua natura, un certo che di valore e di forza. varchi
queste [acque] ha una diafanità cristallina che lascia distinguere con tutta la precisione i
vari colori e figure delle piccole ghiaie che rivestono il fondo del suo cratere.
la veste migliore, una veste rosa che le lasciava nudo il collo e dava
? azióne, sf. neol. tecnica che permette di rendere trasparenti pezzi anatomici o
diafanizzare. diàfano, agg. che lascia passare la luce e che permette
. che lascia passare la luce e che permette di individuare con chiarezza gli oggetti
: lo nono [cielo] è quello che non è sensibile se non per questo
non è sensibile se non per questo movimento che è detto di sopra; lo quale
. buti, 1-592: è da notare che lo specchio rappresenta ciò che gli è
da notare che lo specchio rappresenta ciò che gli è posto innanzi, perché il vetro
altro modo è poco o niente, e che sia diafano e trasparente non è cosa
ma il cuocervi a fuoco e fare che reggano alle percosse dell'acqua e si
danti, l-1-246: diciamo per tanto che il fine di tutte le pietre trasparenti
grado del colore, chiarezza e durezza in che si trovano. galileo, 3-3-125:
questo, quella parte dell'ambiente diafano che riempie tutte le valli. redi, 16-iii-364
quattro ed anco più di sei dita traverse che nella parte più grossa appariscono bianchi lattati
, 2-48: i corpi diafani o trasparenti che danno la via al lume come l'
: cosa fareste di più, dicendo che l'acqua di questa boccia è fluida
acqua di questa boccia è fluida, che è diafana, che è pesante? verga
è fluida, che è diafana, che è pesante? verga, ii-311:
da notte nella piccola lampada d'alabastro che lasciava appena passare una luce gemmea fra
crepuscolare. baldini, 7-150: pare che non abbiamo occhi per vedere il diafano
per vedere il diafano velo di polvere che, appena esse abbiano voltato le spalle
incendio si fe'luce pura, / che par nel cor diafano si esprima. carducci
. carducci, ii-7-3: so bene che tutte queste parole sono gittate, se
1-283: sei così sciocca da credere che il meccanismo del mio spirito sia semplice
spirito sia semplice e diafano al punto che tu possa rendertene conto ogni volta che
che tu possa rendertene conto ogni volta che tu voglia? ungaretti, i-82: la
, soavi, diafane, men gaie che in paolo, più liete che nel tintoretto
men gaie che in paolo, più liete che nel tintoretto. guerrazzi, 6-48:
. r. sacchetti, iii-144: più che alle sue parole, io badavo alle
73: ansia di luce verde, che si mòdula / d'oro diafano e
fiori. 3. figur. che si comprende facilmente (un discorso,
del pensiero. cicognani, 13-616: che sapeva di lei? mentre lui era,
francesco, non so; so bene che vandike non dipinse mai una testa di
, delicata, pallidetta, così bianca che sembrava diafana, e che le più
così bianca che sembrava diafana, e che le più piccole vene trasparivano con vaga sfumatura
bianco, con delle piccole mani diafane che agitava nervosamente parlando, e il capo
, ii-266: aveva la fronte diafana che gli si vedeva trasparire il mal di
di diafano avere in sé mista, tosto che 'l sole li vede, diventano tanto
sole li vede, diventano tanto luminosi che per multiplicamento di luce in quelle e
ma è... una natura comune che è in essi corpi, mediante la
dia a poco a poco, fino che il colore d'acqua marina perda il trasparente
una lucidezza alle tinte e un diafano che innamora. 6. sm. corpo
. galileo, 3-4-252: i raggi che nel venir dall'oggetto all'occhio segano ad
della faccia; si fonda sul fatto fisico che i liquidi impediscono il tragitto dei raggi
dei raggi luminosi in ragione dei corpi che tengono sospesi (sangue, pus,
medie. in radiologia, schermo luminoso che serve per la lettura dei radiogrammi.
4 diafilattico '. epiteto de'medicamenti che preservano dalle malattie. = voce dotta
lassative, quei lattuari di hiera, che come sacri dal volgo sogliono esser fitti
elettuario purgativo, così chiamato da'datteri che vi entrano come principal componente. =
: 4 diafisi '. divisione, ciò che serve di separazione a due cose.
insieme di suoni così diversi fra loro che, anche se combinati, è possibile
2. ant. primo tentativo di polifonia che, fra il nono e l'undicesimo
su altro contiguo, con la conseguenza che in ciascuno dei due circuiti si sovrappone
4 discordo ', comp. da 8tdc che indica diversità e < pcovéùi 'suono'.
. m. -ci). mus. che riguarda, che è proprio della diafonia
). mus. che riguarda, che è proprio della diafonia. diafonòmetro
. tecn. in telefonia, complesso che permette di misurare l'attenuazione di diafonia
. geogr. ciascuna delle linee ideali che uniscono tutti i punti della superficie terrestre
differente ', comp. da side che indica diversità e - ], con il sufi, -osi che indica gli enzimi. diaforèsi, sf . m. -ci). farmaco che esalta la secrezione delle ghiandole sudorifere e pestilenziale ed aiutar la crisi più salutevole che possa tentar la natura. carena, 1-50 malattia del duca fu simile a quelle che cagionano i veleni, essendo morto di terzana tratto scaldare il cranio da que'pensieri che i moderni greci chiamano diaforetici. = gr. 8ia
di un organo vegetale provocato dalla luce che lo colpisce, per cui esso si
\ diafotòtropo, agg. bot. che è soggetto al dia fototropismo
plur. -i). superficie, corpo che separa uno spazio, o che si
corpo che separa uno spazio, o che si interpone sul cammino di un fascio
l'anno appresso il re d'italia, che allora aveva i capelli neri, e
ombra l'infinito / pianto del cuore che, attraverso i neri / diaframmi dell'eterno
2. figur. ostacolo, impedimento che provoca divisione, separazione; barriera spirituale
era come ricoperta da una superficie opaca che pareva mettere tra quella e la realità
prelati del capitolo salmodiavano con quella voce che costruisce un diaframma ai sensi di chi ascolta
infranto l'ultimo diaframma della sua coscienza che gli resisteva. 3. anat.
3. anat. muscolo appiattito e sottile che ha la forma di una cupola convessa
e concava verso la cavità addominale e che separa la cavità toracica da quella addominale
è da una tela o panniculo, che parte il corpo per mezzo ne la
corpo per mezzo ne la centura, che si chiama diafragma, fin basso a le
, forato quella tela ovvero pannicolo, che i greci chiamano difragma. ammirato,
nel petto per mezzo del diaflamma, che secondo lui [platone] è una cartilagine
una cartilagine da altri chiamata freno, che divide il petto dal ventre. garzoni
è un certo muscolo grande e rotondo che i greci chiamano il diaframma. d.
sella: parte della dura madre encefalica che chiude in alto la sella turcica e
4. per anal. muscolo che divide il corpo di alcuni animali.
magalotti, 9-1-193: dunque ogni volta che il sole ficcando i suoi raggi per
5. bot. membrana verticale che separa le cellule del pericarpio.
6. chim. qualsiasi dispositivo che divide due compartimenti in cui sono contenute
compartimenti in cui sono contenute soluzioni e che ha il compito di limitare la libera diffusione
circolare, con un foro nel centro, che viene inserita in un tratto orizzontale della
differenza di pressione esistente nelle due camere che essa separa. 9. ott.
in modo opportuno la parte di spazio che si vuole osservare. piazzi,
m. -ci). anat. che si riferisce al diaframma. -ernia diaframmatica:
sf. chim. derivato solfofenico deltossichinolina che si presenta come polvere cristallina giallo-chiara dall'
cristallina giallo-chiara dall'odore di fenolo e che esercita un'azione antisettica.
afte rèsi, sf. geol. cambiamento che si manifesta nell'epizona su rocce che
che si manifesta nell'epizona su rocce che hanno già subito un metamorfismo di mesozona
, sf. plur. geol. rocce che hanno subito una diaftoresi.
. m. -ci). geol. che riguarda la diagenesi (un fenomeno,
alcuni organi vegetali (rizomi, foglie) che si dispongono orizzontalmente per effetto della
. diageòtropo, agg. bot. che presenta diageotropismo (un organo vegetale)
. m. -ci). medie. che si manifesta attraverso la donna. -eredità
diàgnosi, sf. medie. giudizio clinico che consiste nel riconoscimento di un processo morboso
un processo morboso in base ai sintomi che presenta e nel riferimento di esso alle
comprende in sé l'indicazione di quelle che diconsi cause « remote » e del-
osservazioni di tali fenomeni, nasce quello che chiamasi « diagnosi » e « prognosi »
: -dovevate fare il medico... che belle diagnosi non nosa intumescenza nervosa che
che belle diagnosi non nosa intumescenza nervosa che occupa, da un sarebbero state le vostre
'diaframmatico '. ch'è relativo o che ascoltava la diagnosi del professore.
fatto diagnosi d'infezione intesti che si attribuiscono al detto muscolo.
nale, con previsioni piuttosto benigne, salvo che soprav 2. sm.
, con una orribile convulsione del diaframma che neppur l'acqua in piccolissimi sorsi mi per-diaframmato
. pass, di diaframmare), teri che la differenziano dalle altre categorie).
motore. 3. per estens. parere che si esprime su un né spine,
spaventi, -solo i 2. fotogr. che ha la propria luminosità rifenomeno (politico
ojetti, ii-438: si sente che dal tallone alle tempie tutti diaframmile, sf
soddisfazioni i muscoli si tendono, che diaframma, polmoni, laringe, diaframma che
che diaframma, polmoni, laringe, diaframma che si manifesta con febbre, con
, -diaframma delle pelvi: muscolo che chiude = deriv. da diaframma,
da diaframma, con il suffisso medico -ite che inventando o falsando rivelazioni, compromettersi nella
infiammazione. diagnosi di fatti ancora più profondi che incerti. gobetti,
vecchio mondo, tentativo di annullare tutto quello che era stato fatto, e, infine
plur. -i). medie. medico che ha particolare abilità nel formulare diagnosi.
manuali, strumentali e di laboratorio) che permettono di formulare una diagnosi.
. svevo, 5-182: poi pensò che se il dottore sapeva gua
bella da giovane. poi, un male che i dottori non furon d'accordo nel
esporremo in primo luogo i segni diagnostici, che sono quegli che fanno giudicare se vi
i segni diagnostici, che sono quegli che fanno giudicare se vi sia la pietra.
fascicoli di quella sua scrittura discendente, che dopo la metà della pagina diveniva press'a
a poco diagonale, con le parole che cominciavano grandi e terminavano piccine. govoni
3. sf. geom. segmento che congiunge due vertici non consecutivi in un
i punti si tirano le linee, che s'intersechino ad angoli retti con le dette
retti con le dette diagonali, e che tocchino i lati del quadrato. mascheroni,
, v-912: mostrò [galilei] che un corpo, spinto in due diverse direzioni
il tergo appoggiato a un punto del muro che non era sufficiente per concederle di star
spirito si riassetti a fuoco dell'ispirazione che si ripromise quelle intime mura. soldati
capii subito, e mi consolai pensando che è già da gran medico il capire anche
, chiusi per tre lati da vetri, che sporgono sul canale. = voce
. diagonale, agg. geom. che congiunge i vertici di due angoli non
linea diagonale '. quella linea retta che nelle figure quadrangolari si distende da uno
. e in termine di prospettiva quella che passa per gli angoli de'quadri digradati
, chiuso sopra un silenzio tanto fondo che la casa di là sembra vuota.
destra (o trinciato): linea che va dalla destra del capo alla sinistra
da formare un quadrato, e tali che poi, leggendo dall'alto al basso
sport. nel gioco del tennis, colpo che imprime alla palla una traiettoria obliqua rispetto
segato diagonalmente secondo la linea fb, sì che le facce opposte siano due triangoli,
termina- tissimi, risaltati in fuori, che diagonalmente s'incrociano a squadra. algarotti
. algarotti, 3-237: il modo con che il guercino la fa camminare [la
[la rozza], è questo: che le gambe da una banda sieno convergenti
divergenti dall'altra; vale a dire che avanzino diagonalmente. d'azeglio, 1-346:
il trigono. = voce dotta, che rende il gr. 8i
interpretabile geometricamente) e i diversi valori che di volta in volta esse assumono: ha
ha larghe applicazioni in tutte le scienze che applicano procedimenti matematici. dossi,
volumi. ojetti, i-612: diagrammi che fanno..., a uso del
accetto al pubblico dalle buffe simboliche figurine che ci dicono cose curiosissime ed ignorate da tutti
... in cui non permane che il tracciato, il diagramma, segnato con
gioc. nel gioco degli scacchi, disegno che riproduce, in dimensioni minime, la
, era la tavola od il modello che presentava all'occhio l'estensione generale di
suoni d'un sistema, o ciò che noi chiamiamo oggi 'scala, gamma,
cosa scura. galileo, 4-2-337: eccovi che l'acqua am mollisce e
della medicina non hanno dubitato di consigliare che nell'antidoto della dialacca non si debba
metter altro, in luogo della lacca, che quella gomma overamente liquore condensato, che
che quella gomma overamente liquore condensato, che si ci porta d'africa simile a
d'africa simile a grumi di sangue, che volgarmente si chiama sangue di drago in
, sm. chim. composto chimico che contiene due volte il radicale alchilene.
per andar al governo delle provincie, di che si ebbe ricorso a tiberio, come
/ a dell'ampia monastica famiglia / che mai sono i miei flammini e i diali
, sf. metr. fenomeno metrico, che consiste nello iato fra due vocali
dialettale, agg. proprio del dialetto; che concerne il dialetto; che usa il
dialetto; che concerne il dialetto; che usa il dialetto (teatro, poesia
dialettale » dicono i nostri glottologi quello che dir potrebbero più italianamente e più propriamente
carducci, iii-7-183: delle cinque stanze che la canzone ha, il registratore del
sovra tutto, da un soffio febbrile che conceda apparenza di visioni liriche ancora alle dipinture
sgu- rare » è un termine dialettale che ci par degno d'essere assunto per
d'essere assunto per una sua efficacia che non hanno i sinonimi tergere e forbire
l'impegno, la fatica, quel che un modo di dire chiama « olio di
elaborare una cultura piena, una letteratura che arrivi all'apice della cultura. l'ideale
dialettaleggiante, agg. neol. che presenta qualche carattere dialettale; che ha
. che presenta qualche carattere dialettale; che ha tendenza al dialetto.
più come procedimento razionale non dimostrativo, che parte non da premesse vere, ma
provare e dire ragione perché e come ciò che noi diciamo è così vero come noi
e ciò è in tre maniere, che s'intende per tre scienze che escono
maniere, che s'intende per tre scienze che escono da lei: cioè dialettica,
la dialettica è minore in suo corpo che null'altra scienza; ché perfettamente è compilata
compilata e terminata in quel tanto testo che ne l'arte vecchia e ne la
nuova si truova; e va più velata che nulla scienza in quanto procede con più
con più sofistici e probabili argomenti più che altra. gelli, 15-i-46: aristotile
principali, chiamando... quella che si esercita circa a le cose contingenti,
: la dialettica non è altro, che un'arte di parlare conseguentemente, e
. galileo, 3-1-145: credete voi che in dialettica, in rettorica,..
dimostrare altrui non meno le conclusioni false che le vere? baldinucci, 25- 157
nel secondo luogo pose la rettorica, che insegna a ben parlare; nel terzo la
parlare; nel terzo la dialettica, che dà precetti per trovar ragioni e provare ciò
dà precetti per trovar ragioni e provare ciò che noi vogliamo con forza e con buon
introdusse la dialettica con l'induzione, che poi compiè aristotile col sillogismo. rosmini
artistica e dalla sicurezza di una dialettica che nessun dubbio filosofico inceppava. levi,
così soave canto sapeva sedurre 1 giovani che si avventuravano sul mare della dialettica,
si avventuravano sul mare della dialettica, che affondava nei vortici delle distinzioni i vascelli coperti
dialettica plebea per mettere insieme un ragionamento che persuadesse gli increduli. pea, 5-177
sempre evasivo. trapela dalla dialettica avvocatesca che non dice quello che pensa, e
dalla dialettica avvocatesca che non dice quello che pensa, e gira intorno alla questione.
contraddizioni in cui la realtà finita (che come tale è oggetto dell'intelletto)
dei contrari, e quindi il magisterio, che fa emergere dal loro conflitto l'armonia
platonico, alienissimo dall'angusta significanza, che le viene assegnata negli scritti dei psicologisti
leti, it., ii-417: posto che la storia non sia una successione empirica
in significato ristretto, nella solita accezione che tutta la vita è dialettica.
contraddittori; gioco di forze contrastanti che pure si compongono in equilibrio. b
ordinamento prospettico e magari seriale, ma che non ci riesce di attualmente ripensare nella
; per ritardare il momento d'accorgermi che cosa mi diventeranno sulla pagina scritta le
pavese, 8-173: tanto nell'arte che nella vita, da quando esiste il
secondo una qualche parte, nel modo che dialetticamente disputando si suol dire, che
che dialetticamente disputando si suol dire, che quel che non è sia, perché quel
disputando si suol dire, che quel che non è sia, perché quel che non
quel che non è sia, perché quel che non è, è una cosa che
che non è, è una cosa che non è. tesauro, 2-242: la
porse il tipo della polizia moderna, che armonizza dialetticamente i vari poteri, e
artistica non importa una dialettica che si svolga e si compia nell'interno
interno della stessa forma; ma una dialettica che non lascia sussistere tale forma nella sua
a negarsi come quella forma puramente soggettiva che ell'è, a vivere nell'unità
, conforme ai princìpi della dialettica; che riguarda la disputa, che esprime un conflitto
dialettica; che riguarda la disputa, che esprime un conflitto di idee; atto
, per ragione dialettice mai riproverai questo che noi diciamo, né lo puoi dire della
, quando non vi s'aggiunga in che, a rispetto di che, e
s'aggiunga in che, a rispetto di che, e 'nfino a che.
di che, e 'nfino a che. tasso, 12-337: se dunque l'
l'irriverenza al giusto ed al bello che poteano negare, l'amore del paradosso
a respingere ogni momento, tutto quello che la chiesa gli dice in senso contrario
, 13-51: e niuno loico non conosce che quando bene l'argomento fusse buono,
quando bene l'argomento fusse buono, che egli non apporta seco necessità, ma
chiamò [aristotile] sillogismo dialettico quello che, procedendo bene nella forma, non
-figur. petrarca, iv-3-63: quel che 'n ver di noi divenne petra,
noi divenne petra, / porfirio, che d'acuti silogismi / empiè la dialetica
. soldani, 1-54: e par che viepiù largo il mal trabocche: /
. menzini, iii-9: mi diranno, che in quanto alla falsità, egli non
dialettica di sillogismi, per confutar quello che era infino all'ultimo volgo palese.
coperta. 3. raro. che è frutto di ragionamenti troppo sottili e
di ragionamenti troppo sottili e ingegnosi; che si esaurisce in un puro gioco intellettuale
, per quanto mi è parso, più che metodico, e più amico di congetture
più amico di congetture dialettiche ed erudite che non dei prudenti e concreti risultati degli scavi
sue dialettiche evoluzioni. 5. che si ispira alla dialettica hegeliana (una
speculativo). -per estens.: che tende all'unità attraverso un antagonismo,
, un conflitto fra due princìpi; che si sviluppa con ritmo triadico di affermazione
rosmini, xxii-24: il pensare dialettico, che anche si può dir critico, incomincia
queste antinomie, e dura fin a tanto che combattendo seco stesso, ne va tentando
quello a cui concorrono allettate dall'oro che vi si trova, genti d'ogni
: come può dire impossibile una ragazza che ha seguito un corso sul materialismo dialettico
della lotta politica infatti risiede in questo che, mentre separa le classi, le
nostra civiltà è in un fatalismo tutt'altro che guerriero, allucinato e non lucido,
tanto riso de'tuoi versi, / che molti s'han creduto i * sia in
uomo al tempo suo riputato primo dialettico che fussi al mondo. tasso, 12-337:
dimandare s'appartiene particolarmente al dialettico, che par lo scrivere il dialogo sia impresa di
lontanissima et accidentale per la immediata; che fra dialettici è fallacia: fra rettorici
vero. guerzoni, ii-1106: l'uomo che vi sta dinanzi non fu mai un
dialettizzàbile, agg. filos. raro. che può essere dialettizzato. b
anima. le mie parole sono le impressioni che ti destano. e fuor che dialettizzare
impressioni che ti destano. e fuor che dialettizzare queste impressioni tu non hai altro
il dialetizzare le forze esprimendone ima legge che è di interesse generale solo in quanto è
origine e sviluppo, ma che, per diverse ragioni (politiche,
, e mestiero..., che in particulare si scorge nelle diversità de'
il compagno; e per quanto paia che uno si rassomigli all'altro, ha sempre
tuttavia una spezie di proprio dialetto, che risguarda, se non le parole,
non le parole, le frasi, e che non s'arriva a raffigurare se non
d'italia. muratori, 5-111-133: che se tanta necessità di studiar la lingua
.. quanto più ne avranno coloro che nascono in città o provincie d'italia,
monti, vi-265: e sarebbe pur tempo che i signori accademici della crusca intendessero ragione
signori accademici della crusca intendessero ragione, che cioè il toscano dialetto, per quanto
xvi-163: 1 dialetti, del pari che le lingue, sono immagine fedelissima delle
idee e delle passioni predominanti dei popoli che li parlano. leopardi, i-625:
: lingue codeste? la lingua è quella che è comune a tutta italia: codesti
a tutta italia: codesti non sono altro che dialetti. idem, fermo e lucia
e lucia, 11: quando l'uomo che parla abitualmente un dialetto si pone a
le loro grazie, come i popoli che li parlano un brio loro particolare.
carità, le quali non avevano altro difetto che di non saper capire i meschini guai
di non saper capire i meschini guai che il poveretto biascicava nel suo dialetto semibarbaro
, così armoniosa e sensitiva. io che vorrei sapere tutti i dialetti d'italia
dialetto rappresenta ima terra e un sangue che deve trovar luogo così nella patria come
patria come nella lingua italiana. e che potenza e che varietà di creazione i dialetti
lingua italiana. e che potenza e che varietà di creazione i dialetti di questo
i dialetti di questo popolo ramingo, che ha un piede sui ghiacci del- l'
d'un certo equilibrio. non certo che le grandi epoche scrivano in dialetto. esse
avviene direttamente in nome della poesia, che utilizza e rialza tutta la vivacità del dialetto
. pavese, 6-249: mi colpì che rideva in dialetto, come ridono le commesse
gorani, xviii-3-510: le diverse opere che diedero alla luce, con cui ne
quantunque scritti in un certo dialetto mistico, che sì poco conviene all'evidenza, meritano
: or di tutti i popoli inciviliti che abbiano storici, poeti ed oratori due
ed oratori due sono i dialetti generali che si suddividono in molti particolari in ogni
dialettologìa, sf. ramo della linguistica che studia i dialetti. = voce