di serpenti, / mondo vigliacco, che tu sia dannato! moravia, i-49:
: io cercavo d'abbottonarmi un colletto che mi faceva dannare. palazzeschi, i-569
pianti e strepiti. alvaro, 2-60; che vuoi fare qui, imparare un mestiere
vuoi fare qui, imparare un mestiere che poi non ti serve ad altro che
che poi non ti serve ad altro che a farti dannare? pavese, 6-154:
? pavese, 6-154: avete padri che vi vogliono uno frate e l'altro agronomo
farebbero le ragazze a dannarsi resistenza, che sugo ci sarebbe incontrare il primo ed ascendere
. (superi. dannatissimo). che è obbligato a scontare la pena inflitta
, 25: per ciò disse sfilano, che fussero prima battuti e tormentati: se
battuti e tormentati: se alcuna legge difende che uomo batta cittadino uomo iudicato a morte
iudicato a morte, alcuna legge dice che uomo non uccida cittadino dannato, anzi
un bicchier d'acqua volermi dare, che a'micidiali dannati dalla ragione, andando
si fanno e non si tengono con coloro che sono dannati e non sono liberi.
cosa tale, parendo lor maraviglia, che pisti dannato a morte, per provedere a'
della patria. 2. che è stato punito con la pena eterna;
stato punito con la pena eterna; che è stato condannato all'inferno; che ha
che è stato condannato all'inferno; che ha meritato la dannazione. malispini
: ch'erano anime dannate, e che a simili pene era dannata l'anima del
penitenza. iacopone, 2-29: puoie che consentesti, lo figliol concepesti, /
: « chi v'ha guidati, o che vi fu lucerna, / uscendo fuor
/ uscendo fuor della profonda notte / che sempre nera fa la valle inferna?
mutato in ciel novo consiglio, / che, dannati, venite alle mie grotte
disse l'abate: or credi tu che fia iddio, che tutte le cose veggia
or credi tu che fia iddio, che tutte le cose veggia? rispuose la
cose veggia? rispuose la peccatrice, che sì: e credeva, che fosse il
peccatrice, che sì: e credeva, che fosse il paradiso,... dove
5-65: o predicate anime dannate, / che convertisti, o giona, ogni persona
, li quali fanno più mal qui assenti che non fareb- bono presenti, hanno fatto
è costume loro di rinchiudervi tutti quelli che non li obbediscono e servono. segneri,
in paradiso debbano essere i fedeli salvati, che non saran nell'inferno i fedeli dannati
duolo alme infelici; / e dio, che tutto può, questo non puote.
'(dice la scrittura) immagina noi che siamo dannati... a quest'
a quest'ora. è l'unica volta che il diavolo invece di destare le tentazioni
le addormenta. frocchia, 286: che cosa speri? -le diceva lola. -non
infernale. ariosto. ix-254: tu che 'l vero conosci, me ne snoda,
nieghi; / ma prima il fa'che di me carco, pieghi / caron il
proda. 3. figur. che reca danno all'anima; peccaminoso,
e di mirarsi indegna, / gioventù che di gemme orni le dita, / che
che di gemme orni le dita, / che increspi il crine e che di nardo
, / che increspi il crine e che di nardo odori. giannone, 2-ii-318:
5-87: l'uomo ha un'anima che gli è stata donata in custodia, in
un corpo di cui egli non sa che cosa voglia, che pensa per conto
cui egli non sa che cosa voglia, che pensa per conto suo, riproduce per
veda come egli di nuovo vuol pure che io abbia riputato gran mancamento nel p.
permettesse la libertà di coscienza a quelli che, professando manifeste eresie già dannate da
un uomo dannato ad un duro mestiere, che è quello di scriver lettere ed agghiacciarsi
; ed egli spreme conforto dal sapere che non è il solo dannato alle lagrime.
. pisacane, iii-62: chi negherà che libertà, patria, diritti...
e disperata. 6. figur. che arreca astidio, noia, malessere per
freddo, lavoro, ecc.); che procura danno, che comporta pericolo;
.); che procura danno, che comporta pericolo; forte, intenso (
questa tua barbara invettiva, quando vedi che appena uscito del torchio il prefato libercolo
cui abitò un dì quella mente, che pensò quella dannata ope- riciattola? c
: quella strada è la più dannata che sia in valsolda, farebbe cacciar la
conservazione? michelstaedter, 587: forse che da questa dannata fatica fra un paio
paio di settimane verrà fuori qualche cosa che gli altri chiameranno tesi. bocchelli,
egli ebbe il granchio alla scarsella / che tu ci puoi veder l'un conto acceso
8. locuz. -di dannata memoria: che si ricorda con dispiacere, con odio
, ma di dannata memoria, osserva che stefano nomina i franchi come popoli dell'
dannata ipotesi ', è una clausola che i legali ed i curiali sogliono mettere nei
4 nella peggiore ipotesi ', è locuzione che ricorre talora presso i legali, medici
il caso, per pura dannata ipotesi, che la bissi avesse marito, che faresti
, che la bissi avesse marito, che faresti? dannato2, sm.
, ruggiero ebbe / simile a quella che suole il dannato / aver, che la
che suole il dannato / aver, che la matina morir debbe. tasso,
, i-236: si restituisca al lavoro ciò che lo distingue dalla pena; si renda
dalla pena; si renda al lavoratore ciò che lo distingue dal forzato e dal dannato
dannato; riabbia il popolo umano ciò che gli era già stato dato: la sua
colline quarantanni fa c'erano dei dannati che per vedere uno scudo d'argento si caricavano
bastardo dell'ospedale, oltre ai figli che avevano già. 3. peccatore
loro così verde come il primo di che peccaro, e questo appetito è in tutti
, e verso, cioè di quelli che ci debbono salvare: ed era vi iscritto
: ed era vi iscritto guai, che s'intende per li dannati. zanobi da
pena il misero dannato, / sì che senza morir languendo more. d. bartoli
empia fu la pietà del miserabile origene, che stimò l'eternità de'dannati doversi interpretare
fiamme infernali, draghi e dimon crudi / che con orrendi ceffi attizzan foco / sotto
fin tra i dannati; ma a patto che prima sia l'inferno nell'universo.
morale particolarmente acuta (quale si pensa che debba essere quella delle anime punite nell'
). giusti, ii-521: so che vi siete divertiti nel carnevale, e
una palla di piombo nello stomaco, che gli pesava, voleva uscir fuori, con
, e gli faceva mordere tutto ciò che capitava. cantoni, 220: il treno
si fermò un momento ad arenzano, che è la quarta stazione dopo savona, è
: girava da una stanza all'altra che pareva una tigre nella gabbia e sagrava
e sagrava come un dannato dalla gran rapina che lo divorava dentro vivo. cicognani,
michelstaedter, 502: l'essenziale è che sto bene, che faccio belle passeggiate,
l'essenziale è che sto bene, che faccio belle passeggiate, e coltivo tutti
coltivo tutti gli sports immaginabili... che ballo come un dannato. comisso,
autocarro e in mezzo a quei dannati che gridavano e ridevano vi erano cinque disgraziati
te, pallidi, e instupiditi, che oramai erano più morti che vivi.
instupiditi, che oramai erano più morti che vivi. = deriv. da
. boccaccio, i-350: ma però che la coscienza del danna- tore era perplessa
gubbio, 81: dimmi, brundisbergo, che è oggimai che dilettare ti possa ne'
dimmi, brundisbergo, che è oggimai che dilettare ti possa ne'nostri paesi, ove
barone o milite non è in questa isola che te non inodi qual dannatóre di dimestica
qual dannatóre di dimestica sozzura, e che colla tua sciellerata congiura congiunto non sia
orribile dire o pensare si può, che ricevere le fedite della dannazione e mai non
cavalca, iii-142: ancora a mostrar, che la nostra dannazione era grande, non
, 3-4 (298): i peccati che tu hai infino all'ora della penitenzia
e sarannoti per quella personati; e quegli che tu farai poi non saranno scritti a
dentro, e il verme della coscienzia che mai non muore, e il fuoco sulfureo
non muore, e il fuoco sulfureo che mai non si spegne. andrea da barberino
questo grande peccato! non vedete voi che 'l dimonio v'inganna? per dio
, 1-45 (i-532): sallo iddio che se non fosse la téma de l'
di scomunica e di dannazione eterna, che sono entrato in questa santa lega cattolica
cattolica, secondo la forma della scrittura che di presente mi è stata letta. d
, 165: l'opinione erronea, che la salvezza e la dannazione eterna dipendano dall'
parlo de'cattolici romani,... che han vista sì acuta da leggere nel
papa e la dannazione di tutti quelli che non appartengono alla chiesa romana. carducci
carducci, iii-9-181: per l'entusiasmo che sol del pensiero l'amore gli risveglia,
brancoli, 3-12: la peggiore cosa che possiamo fare non è dannarci, cara signora
. bernari, 7-106: tutti capirono che, prosciugate le sue casse, zia rosaria
prestito per poter concedere nuovi prestiti, che significa: usura su usura. ma lei
dannazioni dell'inferno. 2. ciò che causa la condanna eterna dell'anima;
la condanna eterna dell'anima; ciò che conduce alla perdizione. flaminio, 41
. flaminio, 41: colui, che mangia di questo pane e beve di
gemelli careri, 1-i-179: rispose quegli che bisognava fuggire in cristianità, e che
che bisognava fuggire in cristianità, e che non poteva assolverlo, perché il pericolo
inferno, per intollerabili, per infiniti che ne siano i supplici, che tesser
per infiniti che ne siano i supplici, che tesser privo dell'amor di dio:
è ima dannazione: ma io più che probabilmente non posso partire che mercoledì,
io più che probabilmente non posso partire che mercoledì, i° settembre. d'annunzio,
morto! la dannazione è questa, che sono vivo ancora, io! gavoni,
proverò mai più la dannazione / di ciò che sulla terra è chiamato l'amore.
chiamato l'amore. palazzeschi, 7-44: che cos'è questa dannazione per cui odiandoci
distruggendoci a vicenda dobbiamo oltraggiare il dono che ci è stato fatto: la vita
della poesia coincideva in leopardi con quella che parve a lui dannazione; dannazione di
è forse questa vaneggiante amara / oscurità che scende su chi resta. pavese, 3-36
meglio, ai mortali, finire così, che non l'antica dannazione d'incappare nella
o nell'albero, e diventare bue che mugge, serpente che striscia, sasso eterno
e diventare bue che mugge, serpente che striscia, sasso eterno, fontana che
che striscia, sasso eterno, fontana che piange. 4. per anal
, e seguitar tanto la causa, che ne succedesse o l'assoluzione o la
gli altri quattro versi secuenti, credo che siano compresi ne la dannazione de la
la dannazione de la stanza « sai che là corre il mondo; » però
non hai fatto altro tutto il giorno che menar di ganascia! 7.
te morì anco il tuo padre / che è in dannazione e ti danna.
savonarola, 8-i-12: or non sai tu che, al signore, ogni cosa composta
suoi elementi? e non sai tu che molte volte queste cose, che fanno gli
sai tu che molte volte queste cose, che fanno gli uomini suntuose, sono in
suntuose, sono in loro dannazione, e che sarebbe loro el meglio che non l'
, e che sarebbe loro el meglio che non l'avessero fatte? -essere
perché ho dato retta a questi compagni che sono la mia dannazione? carducci, ii-8-122
libro di sydrac, 404: gli miscredenti che in lui non credono, e lui
era affacciato alla finestra; gli pareva che il sole nascente e l'aria fredda
danneggiamenti nel primo anno alle piantate viti che periscono o rimangono quasi morte, la
onorato col titolo di filosofo allora colui che sapeva ben a mente le categorie d'
a mente le categorie d'aristotele, che sapeva disputare sull'universale 'a parte
perpetua felicità, né s'accorgevano, che la repubblica di francia non combatteva né
e allora non si può cavarne altro che la sterile compiacenza di trovarci savi.
, iii-2-333: delirio era il consiglio che la spingeva, un tratto e sola,
, 15-52: era la stessa donna che, a volte, senza neppure essere offesa
uomo, in ima forma di delirio che voleva distruggere l'essere amato per rendere
, irreparabile l'amore. -ciò che provoca comportamenti irragionevoli; causa di pazzia
. 3. stato di straordinario turbamento che nasce dalla violenza di una passione;
quest'inumana ha voluto liberarsi da due che invigilavano forse a i deliri del suo cuore
delfino, 1-195: ed è ciò, che miraste / d'inna morato
delirii di collera. bettinelli, i-30: che risplendenti e inusitate ed alte immagini,
risplendenti e inusitate ed alte immagini, che sovrumani trasporti, che soave delirio ed
alte immagini, che sovrumani trasporti, che soave delirio ed ebrietà di passione infiammata
me s'è ella raffreddata? temi tu che quel divino delirio che ti conduce fra
? temi tu che quel divino delirio che ti conduce fra le mie braccia cominci a
fu un delirio momentaneo per una passione che arse e passò. de marchi,
della fantasia, fervida eccitazione dell'immaginazione che inventa sogni, fantasmi. -anche in
alla mente,... senza che la mente possa allora valersi della sua
sua libertà ed autorità di scegliere quelle che vuole. goldoni, viii-1016: tu pretendi
vuole. goldoni, viii-1016: tu pretendi che i deliri scandalosi della tua malinconica fantasia
immaginativa fresca e ridente, quella forza, che la giovinezza imprime ai suoi scritti?
e pascere le illusioni, a far che l'uomo abbondi d'immagini e di deliri
, è stata soggetta a somiglianti deliri che allora passavano, come nello scorso secolo
. quell'invidia era sì arrabbiata, che alla fine impazzì, divenne frenetico,
stato del vostro cuore, questo timore che voi non possiate amarmi, è il tormento
e mostrare e sfogare, in quel linguaggio che parla poco ma dice tutto col gemito
, il tanto ineffabile e doloroso amore che ho per te. fogazzaro,
, 1-213: sfido un uomo che abbia orecchio, cuore e senso d'
corpi ignudi delle donne somigliano alle pupazze che si fanno con la pasta dolce, in
veduto torino in quel giorno non sa che cosa sia l'allegrezza d'un popolo
volontari tra due siepi vive di popolazione che applaudiva e gridava freneticamente, in mezzo
in fine, la 'nota 'che manda in delirio le piccionaie...
vortice di forme e di imagini lussureggianti che s'incalzano e si confondono tra loro sino
e come la luce dall'onda / che s'apre orientale, fluisce, /
ed appendi a ogni fronda / le bende che il volo smarrisce; / rapita nel
recitare in tal guisa le due parti che di rado si maritano insieme, di
nascoste radici di quel delirio di libertà, che dopo avere lungamente covato negli spiriti,
deliro, agg. letter. che è in preda al delirio,
occhi drizzò ver mé con quel sembiante / che madre fa sovra figlio deliro, /
tra loro, e questo è forma / che l'universo a dio fa simigliarne »
simigliarne ». boti, 3-29: 'che madre fa sovra 'l fìgliuol deliro'
che tenga cura de'pazzi frenetici e deliri.
fatto ad un tratto deliro; / che assai stupire sul primo si suole,
: ben senza frode al ver dirò che quando / all'attonita mente appresentossi /
di un minuto secondo; ma fu tale che la contessina parve come svegliarsi di colpo
a noi per diametro contrapposta; cioè quegli che chiamiamo grecamente antipodi. monti, x-2-30
te / in erinni cangiò, che furibondo / spiegò l'artiglio. foscolo,
fe'stima il deliro potente, / che giovasse col sangue innocente / la sua
è il voto e indegno / d'uom che sui fini estremi erra del tempo.
/ o mia mente delira! a te che importa / degli occhi della carne?
? poerio, vi-324: o tu, che solvi / di questa vita la delira
di un'affezione morbosa locale, senza che si riproduca in un altro punto (
per via della circolazione del sangue, che fa sparire il tumore in un tratto
sm. grave atto illecito; comportamento che viola una norma giuridica, eticosociale o
favellarono. bisticci, 3-101: usava dire che aveva posto mente nella vita sua,
aveva posto mente nella vita sua, che mai aveva veduto fare delitto ignuno noto
fare delitto ignuno noto a persona, che nella vita sua non avessi veduto venire
e poi messi al remo: di che assai si rallegrarono i milanesi, e
si rallegrarono i milanesi, e stimarono che il giudizio divino avesse loro a quel tempo
, ed alla tortura messolo, senza che altro martorio gli dessero, [il garzone
, 58: contenne il medesimo editto che tutti i delitti in materia di fede
succeduti per lo passato fossero perdonati; e che per l'avvenire l'accuse e le
funesti / su la turba affannata / che tu persuadesti / a sprezzar gli altrui
tirannide, è delitto il dire non meno che il fare. nido eritreo, i-103
gli toglie i maggiori ed unici doni che la natura ha loro concessi, ed in
, ed in conseguenza commette un delitto che offende direttamente la natura istessa. manzoni
, inoffensivo... non già che mancassero leggi e pene contro le violenze
i volti per quell'efferato delitto, che da due giorni teneva in subbuglio la
-delitto civile: illecito civile, atto che viola una norma di diritto civile e
meno grave del crimine (negli ordinamenti che distinguono i reati in tre categorie)
della multa. -delitto colposo: quello che la legge espressamente punisce (con pena
con colpa. -delitto preterintenzionale: quello che la legge espressamente punisce quando il suo
soggetto agente. -delitto consumato: condotta che realizza compiutamente tutti gli elementi di un
o di diritto comune): quello che offende un interesse del privato o della
dello stato. -delitto politico: quello che offende un interesse politico dello stato o
anche moralmente lecito o addirittura meritorio, che viola una legge penale stabilita da un
abbiamo osservato; ed essendo credibile, che per lo più se ne applicasse la
: dichiarano ancora le signorie loro illustrissime che la sola preparazione, benché di atti
di que'rei di delitti comuni, che, onesti per il successo, diconsi conquistatori
di questi signori del nostro secolo, che s'allegrano e si gonfiano, quando è
lor parlato in terza persona, e che senten darsi della signoria e della eccellenza
signoria e della eccellenza a ogni parola che s'essi intendesseno bene il fatto loro
con la sola pena dell'esilio, che chiamavasi ostracismo. pecchio, conc.
famiglia. levi, 1-92: quello che si racconta, e che io stesso
1-92: quello che si racconta, e che io stesso credevo vero, della severità
, del selvaggio senso dell'onore familiare che porta ai delitti e alle vendette, non
ai delitti e alle vendette, non è che leggenda, quaggiù. moravia, viii-236
sostanza, io ero l'uomo civilizzato che in una situazione primitiva, da delitto
al tuo attivo uno di quei gesti che affascinano le donne: non so, un
passionale. -delitto di sangue: che attenta all'integrità fìsica di una persona
pegli nostri delitti. frezzi, iv-8-44: che alcun puniti siano in caldo e gelo
conforto. savonarola, 8-i-272: bisognò che dio trovasse un altro modo per il quale
: non sì come per uno, che peccò, venne la morte, così il
: e pure o il gran defitto, che ciò farebbe in napoli! salvini,
de'pensieri; poiché essi allora più che mai debbono mandarsi via contenti di se
; e vi accuso del defitto che è stato commesso, dal vergognoso tradimento
è stato commesso, dal vergognoso tradimento che è stato compiuto contro ospiti inermi,
ti mando, amico, due poesie che sono / ultime voci d'uno sulla
sulla terra, / legate a un filo che la guerra rompere / non può,
/ sì vaga e graziosa, / che vederla e trafitto / non sentirsi è
delitti si deve scemare il già scarso pane che si dà a un povero insegnante dopo
commesso un delitto sposandosi! non ama che i suoi libri! ed ha legato resistenza
giacomo, 11-529: bernardina d'amalfi, che cercava di portare a casa un pane
: la ragione / chiedila a lui, che questo ci fa fare; / al
imputare a delitto ad uno scrittore, che considera le emanazioni del patto sociale, di
». delittuóso, agg. che attiene al delitto, che ha carattere
, agg. che attiene al delitto, che ha carattere di delitto; che tende
, che ha carattere di delitto; che tende al delitto. -anche in
nella forma e nella sostanza, nel sospetto che generava, considerata la lettera, di
, ora, senza ragione, cercando ciò che sarebbe delittuoso e non lo è più
, dilìzià), sf. ciò che produce un intenso piacere o cagiona un
piange ha dur core / o ver che mattezza el dimina), / membrando ch'
e i dolori / del- l'anime che son nel mondo cieco; / piagneva le
per li transilienti ed eletti di dio che passano da questo mondo alle delizie celeste.
male, / e non curar ch'ei che m'induce a tale / abbia di
fatte a mano, non v'era che potersi aggiungere. magalotti, 23-403:
delizia; se a letto, più che più. bettinelli, i-23: tutti d'
e quel fascino di una secreta delizia, che è proprio della poesia, come in
al fine quei tanti [motti proverbiali] che sono sparsi nel morgante, e nel
nel morgante, e nel malmantile, che pur da più d'imo si tengono
tengono per le delizie della lingua, e che propriamente non sono che il frasario di
lingua, e che propriamente non sono che il frasario di quello stile che i francesi
non sono che il frasario di quello stile che i francesi chiamano burlesco, in senso
palato e grevi allo stomaco, ma che sono la delizia della folla napoletana.
non le parlava più della sua passione, che s'era ravvivata ed era la sua
, e sulla politica pittorica- poetica, che fa le delizie del ministero e del parlamento
... si ammazzano fra loro che è una delizia. -giardino delveterne
colti nel giardino dell'eteme delizie, che mollemente ci leghi e, dalla terra divelti
: bisogna per forza confessare a tutti che il primo padre nostro è stato giardiniere
degli altri animali iddio comanda agli elementi che producano: ma nella creazione dell'uomo
impone a se mede simo che faccia; in quella, non assegna ad
un di quegli alberghi... che paion paradisi di delizie e sono inferni che
che paion paradisi di delizie e sono inferni che offendono la terra che li regge e
e sono inferni che offendono la terra che li regge e il mare che li specchia
la terra che li regge e il mare che li specchia. -luogo, giardino
: magione aveva piccola; piacevali solo che 'l difendesse dal freddo e dal caldo e
caldo e da la piova, tutto che tombe [= case di campagna] e
nelle delizie di napoli; senza pensare che ne potrebbe esser cacciato. ammirato, 1-40
a molte miglia intorno a roma ciò che v'era abitato di ville, d'
il mio bel sole, / voi che sole / sue delicie egli vi fe',
delizia, e oltreacciò due chiese, che più tosto un'altra mezzana cittade che luogo
, che più tosto un'altra mezzana cittade che luogo di cacciagione mi parve. algarotti
sopra la costiera di una piacevole montagnetta che tra bardolino e garda sorge alle sponde
distrutte con tutte le rarità e i capolavori che contenevano, sparite. 2
d'ogni parte recano alla gola, che di tutte cose si fastiggia, e dall'
e dall'ultimo mare si porta quello che lo stomaco per delizie guasto appena riceve
sarà innacquata del sangue dei buoni, che per l'amore del figliuolo di dio
e spettacoli, avendo arrecate tutte le delizie che avevano trovate per tutto il mondo,
estranie delizie / odora la vesta / che il fasto calpesta. cinelli, 11-305:
un mobile illustre, una delizia settecentesca che la padrona di casa v'invita a
v'invita a guardare, dicendo orgogliosa che è un mobile di famiglia. montale
sue sustanziose delizie dello spirito, che, di e notte meditando, prendeva
a tito imperatore figliuolo di vespasiano, che fu reputato le delizie de la generazione
e però hai a far meco tutto quello che piace a te, delizia e struggimento
bettinelli, i-162: non poteano negare che la sua poesia [di metastasio]
della nazione. parini, 431: che da gli occhi, dal volto, e
talvolta colla chitarra cantavo tarantelle o canzoncine che mi resero presto la delizia della rocca
marchi, ii-658: essa non vede che il male in questo momento, e
, e non ricorda tutto il bene che ha ricevuto nella sua vita e quel
sua vita e quel tesoro di beni che la facevano a scuola un modello di
per aver letto in un'enciclopedia popolare che quell'imperatore meritò il nome di delizia
le feste e l'allegrezza de'fiorentini, che infino a que'tempi stavano in molte
da siena, iii-203: oimè, che grande confusione è questa, di vedere
confusione è questa, di vedere coloro che debbono essere specchio in povertà volontaria,
pompe e vanità del mondo, più che se fussero mille volte nel secolo.
l'uso de l'arte de'vetri, che presso noi è principalmente in pregio per
781: io non posso dare che di quello che ho. in una
: io non posso dare che di quello che ho. in una campagna pretenderebbero di
d'animo il peggio del peggior secolo che nelle storie si conti? c.
stare fra gli agi dimenticando tutto quel che possa turbarne il godimento, immergersi nei
turbarne il godimento, immergersi nei piaceri che offre una condizione privilegiata trascurando gli
fare eziandio molte donne pagane, cioè che vivessero in delizie ed in sollazzi,
i corpi resoluti, e più teneri che la cera, e ripieni di diverse infirmitadi
felice età godeano e tirse e corido / che con loro dolci ninfe in grandi delizie
e florido. gioberti, i-121: coloro che a troppo gran numero sono stivati insieme
., 3-143: questo una gazza, che già amata assai / fu dal padrone
: se talor nascostamente potea aver cosa che del giovane fosse stata, la tenea
stata, la tenea in tante delizie che parea che da quella le nascesse la
, la tenea in tante delizie che parea che da quella le nascesse la vita e
guittone, i-3-376: degno è bene che l'omo ami se stesso, ma
a'lor canti / ridere una bellezza, che letizia / era nelli occhi a tutti
, io: questa è la dota che io vi diei, la quale debba ritornare
con esso lui ne va e portane quello che in questa vita acquistò, empiendo la
, 292: tutti i morali, ben che fra le spine / noi siamo involti
l'agno, / perché volante più che mai grifagno / fa venir l'alma a
, 9-58: dunque è pur ver che questa iole serba / per sue delizie il
del fiancheggiato ricinto è di tale ampiezza, che vi girano molte fila di grosse piante
grosse piante all'intorno, di modo che viene a servire non punto meno per delizia
a servire non punto meno per delizia, che per difesa. redi, 16-v-242:
dovrebbe farmi levare in superbia il giudizio che ha recato vostra reverenza di quella mia
cui ella ha posto tanto studio e pare che faccia le sue più care delizie.
baretti, 1-294: senza contare gli sconci che un ostinato e continuo studio mi procura
leopoldo bencini? ecco, avvocato, che si tratterebbe di poldo, il delizialo di
agg. ant. e letter. che riguarda i piaceri, voluttuario; voluttuoso.
della casa ottomana, vi è quella che il gran signore pigli caffè tre volte
di deliziale / morte, io ti prego che t'aweri al fine, / se
giordano, 5-78: dicono i santi che nel paradiso diliziano, intra molti altri
sapere [lo nascimento del nilo], che consumò la vivanda che aveva, e
nilo], che consumò la vivanda che aveva, e poi consumata la vivanda
primi parenti fu tanto e tale, che l'umana generazione fu rimossa dalle degnitadi spirituali
fosse caduto di mente, un tratto che ha molta somiglianza, in contrario,
contrario, con la leggenda dei tre monaci che andaro al paradiso deliciano. pascoli
pascoli, ii-75: ammiravo il poeta che così altamente concepiva il peccato degli uomini,
. pres. di deliziare) agg. che procura piacere, godimento.
e farne intendere il motivo dominante, che non è l'interesse per un particolare
la libertà pei campi, non è che un desiderio, palliato, coperto, di
quegli altri, grandissimi e sodisfatti, che dovettero deliziare la esistenza dei nostri primi
giustinian, 94: tu sola sei, che 'l mio cor disface. / zovene
amare; / ma state a dio, che dentro son chiamata. pecchio, corte
quivi passeranno le navi. questo dracone, che formasti a deliziarlo; tutte cose da
a deliziarlo; tutte cose da te aspettano che a loro doni il cibo nel tempo
dovea forse mostrarmi grato a quel vate che seppe deliziarmi coi gentili suoi versi? d'
i pomi e i grappoli che parevano sanguinare sotto i denti forti;
io, considerando tutto quel dolce nutrimento che si spandeva nella mia città di marmo per
l'onesto scrittor ligure [il barrili] che deliziò la solitudine delle nostre zie rimaste
vuol poco a spiegare il piacere sempre rinnovato che dà questa * troupe 'd'eccezione
la melanconia -e così l'unica cosa che posso fare volentieri è scrivere a voi
f. corsini, 2-634: dii, che si deliziavano e che si tranquillavano col
2-634: dii, che si deliziavano e che si tranquillavano col sangue degli uomini,
a essere amici degli uomini, manco che manco. salvini, 39-ii-69: e
manco. salvini, 39-ii-69: e che cosa è l'uomo, o gran dio
è l'uomo, o gran dio, che così grande lo fate?..
e a ingrandirci e a deliciarci, che non ci resta tempo da pensar punto
molti e vari oggetti, per modo che gustassero anche gli ozi di pace,
, il prolungarla... ecco ciò che non è né utile né giusto né
: non pareva probabile al sig. vallisneri che fosse al mondo una cotal razza d'
deliciassero dove una fortissima mano non poteva che per pochi momenti quel cocentissimo e poco
per pochi momenti quel cocentissimo e poco men che infocato fervore tollerare. = voce
della bella brianza,... che si celano nelle valli e nelle pieghe del
spesso tanto paese. 2. che esprime compiacimento, soddisfazione; che rivela
. che esprime compiacimento, soddisfazione; che rivela contentezza, intenso godimento; gioioso
sorriso ghiotto, tentato, deliziato, che cercava invano di restringersi, sollevò gli angoli
intatto il senso di colpa appena deliziato che accomunava tutti i suoi personaggi. deliziatóre
algarotti, 7-180: non vorrei né meno che da noi s'imitassero [nella pittura
le deliziose e per li giardini, che spesso occorrono nelle scene, di assai vaghe
4-66: elli debbono avere grande paura che non avegna loro come avvenne al ricco uomo
del quale dio disse nel vangelio, che mangiava ciascuno giorno diliziosamente, e lasciava
, iii-61: questi sono e'grandi che vivono deliziosamente e si abbasserà la loro
loro religione, molto morali, non permettendo che si pigli più d'una moglie,
oro. bettinelli, i-295: al che si risponde esser questo appunto il gusto
, del sorprendente, del maraviglioso, che scuotono ben più fortemente, e stra-
, così naturali e così espressive, che ti tengono a sé e non ti
onde sonore, tra colori e tra mormorii che dilettano la vista e suonano deliziosamente nell'
, i-231: chi avrebbe potuto immaginare che quella semplice parola, scambiata di furto
e. cecchi, 7-104: finirà che facciamo insieme il giro dell'africa, su
deliziosamente lenta, da darmi l'impressione che sto facendo il giro dell'africa in tran
toppato deliziosamente in bianco e nero, che sul dorso sembrava un fraticello di san domenico
, il ricordo amoroso di lui; che entrava a torturarla deliziosamente. =
. (superi. deliziosissimo). che, appartenendo all'ordine naturale o spirituale
poco lontana, tanto piacevole e deliziosa, che i poeti finsero essere stato albergo delle
cuore di ricordare a sua maestà, che giovannandrea daltanguillara, nobilissimo poeta italiano,
contrada di torre di nona, e che nella medesima città il deliziosissimo giacomo sannazzaro
occupano delle ore voluttuosamente, per poco che tanimo e l'immaginazione sieno capaci di
l'angoscia. russo, i-325: più che le bellezze deliziose dello stile sentite la
bellezze deliziose dello stile sentite la soavità che accompagna il sapere gli uomini felici.
seduttrice... col cuore che le batteva forte, sconvolta sino alle viscere
svevo, 3-729: ed è così che quando la mia deliziosa amante finalmente mi raggiunse
, incantata, balbettava: -e io che dubitavo del tuo amore! d'annunzio
delizioso chiarore, mi ritrovai in non so che natura palestiniana. cicognani, 3-222:
care immaginazioni, le deliziose speranze che le ricreavano l'anima, sempre se ne
sentire in quella vio lenza che ti prendeva alle viscere e ti spingeva agli
quando s'awede benissimo del turbamento che le sue grazie suscitano in un
due fessure, sapendo ognuno non vedersene che una, la quale basta, per non
, la quale basta, per non dire che troppa sia, per un più delicioso
a. verri, xxiii-123: aggiugni che tal consesso si tiene il dopo pranzo
date, date qua alle macchine voraci, che aspettano! vedrete e sentirete, che
che aspettano! vedrete e sentirete, che prodotto di deliziose stupidità ne sapranno cavare
stolti alcuni sono più deliziosi servi, secondo che ad essi pare, ma pure sono
la mia mogliere è tanto cianciosa e deliciosa che mai se farrìa servire da uno servo
più presto infette dalla corruzion de'costumi che regnava nella capitale. piovene, 5-196
», questa è proprio parma, che pure dà qualche fastidio ai politici.
fastidio ai politici. 4. che si presenta con grazia squisita (non
vigoroso, molto ramificato e aggrovigliato, che dà un frutto conico, giallo,
, 7-224: il delizioso di roma è che si possono trovare gli amici per la
contenta di raccontare, con una diffusione che mescola il delizioso al comune, la poesia
mescola il delizioso al comune, la poesia che avrebbe voluto fare; e che qualche
poesia che avrebbe voluto fare; e che qualche volta gli nasce, in mezzo
2. geogr. deposito alluvionale che si forma per sedimentazione successiva alla foce
ch'egli viene a far la terra che abbraccia, triangulare; e perciò molti
eroi o uomini divini... che diboscavano le contrade selvagge, pastinavano i campi
delti. d'annunzio, iii-2-311: e che faremmo / se tra le sabbie sirie
di uccelli, e formicolante d'isolotti che gli fan da museruola. e. cecchi
e. cecchi, 5-565: fanciulli che si bagnavano in uno dei canali del
. aeron. ala a delta: ala che ha la forma approssimata della lettera delta
e zinco, con raggiunta di manganese che migliora notevolmente la resistenza agli agenti esterni
. delti zio, agg. che si riferisce, che è proprio
zio, agg. che si riferisce, che è proprio del delta fluviale;
sopraspinato. baldinucci, 105: avvertasi che nella numerazione de'muscoli, in moltissimi
numero loro preciso, tanto dell'una parte che dell'altra; come per esempio si
deltoidi 'chiamano i botanici quelle foglie che hanno quattro angoli, de'quali i due
due laterali sono più prossimi alla base che alla sommità, per cui formano una
deltoidèo, agg. anat. che si riferisce al muscolo deltoide.
deltoidea 'quella superficie ineguale e scabrosa che s'incontra alla parte superiore della faccia
il mondo in tanta pace, / che fu serrato a iano il suo delubro.
, e chia- mansi delubra quegli tempi che avevano le fonti innanti, ne le
braccio de'ciclopi, a por delubro / che tardo ceda a'muti urti del tempo
pres. di deludere), agg. che delude, che lascia scontenti, amareggiati
), agg. che delude, che lascia scontenti, amareggiati.
essa aveva avuto per me e promettendo che l'avrei ben presto ripetuta, mi
nella sua speranza fu deluso di tanto che non solo ebbe a combattere contro degl'inimici
solo ebbe a combattere contro degl'inimici che uscirono fuori a battaglia, ma fu condotto
/ vi scovrirò d'infinita dolcezza, / che prosa o verso altrui mai non espose
mai non espose, / con questo, che mi diate la certezza / del vostro
la certezza / del vostro amor con altro che con lodi, / ch'esser da
. sarpi, i-90: sapeva bene che molti impedimenti s'averebbono potuto alla giornata
perché alletta e poi delude / quel che appar sì dolce foco. goldoni,
tutti i giorni mi deludono quei medesimi che dovrebbero essermi grati, e cercare di
impronta. cardarelli, 1-77: l'idea che ci facciamo d'ogni cosa / è
facciamo d'ogni cosa / è cagione che tutto ci deluda. soldati, 155:
a creusa, / di me, infin che si convenne al pelo; / né
convenne al pelo; / né quella rodopea che delusa / fu da demofoonte. cavalca
, ancora tu ver me crudele / a che tuo figlio con mentite larve / tante
mentite larve / tante volte deludi? a che m'è tolto / di congiunger la
dormendo anco non ha ve; / che la furia crudel gli s'appresenta /
, iv-197: nega [maometto] che cristo fosse crocifisso in persona propria,
fosse crocifisso in persona propria, ma che deludesse gli ebrei. menzini,
densato deludesse il guardo mio, / che si raggira all'altrui pompe intorno!
de la candida maia, o tu che l'argo / deludesti i cent'occhi,
mosse. carducci, 43: questa che deludete / misera prole, o perfidi,
151: disperato [l'ammiraglio] ancora che la sua prudenza fosse così delusa dah'
meco egli specialmente con gran candidezza, che il padre lasciatosi per troppo zelo d'
0 delusa o schernita quanto avrebbe potuto quella che mostravano contro di lui i soldati.
di sopra di kaminiech, deludendo i turchi che lo aspettavano al di là sulle rive
morbo] in oriente il folto / popol che noi chiamiam barbaro e rude; /
animi de'giuristi l'avidità del denaro che hanno saputo introdurre ed autorizzare mille finzioni
ch'è un caso straordinario, e che delude i loro calcoli. casati, ii-1-865
di notte, in riva al torrente- che ci separava dal quartiere occupato dai negozianti
savonarola, iii- 322: ecco che 'l figliuolo de l'uomo sarà dato nelle
vulgo... /... che giuste pene / teme... tenacissime
. menzini, i-256: molti son, che deludono / la mia canuta e labile
: rimango sorpresa, e le troppe grandezze che mi mettete in vista, mi fanno
mettete in vista, mi fanno temere che mi deludiate per divertirvi. arici,
. bocchelli, 9-211: non fa che attraversare, nel suo solco tortuoso e
-fondere. boccaccio, vii-86: allor che 'l regno d'etiopia sente / il
sidonia dolente / pruove, al parlar, che sai, alto e diffuso.
e si deludono gli animi a quello che non è lecito. = voce dotta
inganno. segneri, iv-277: disse che induceva alla perdizione, perché ci dispone
sentimento di sconforto, di amarezza, che deriva dal vedere non realizzarsi le proprie
favorevole, meno bella) da ciò che si era immaginato e atteso. — anche
tenca, 1-65: se v'ha cosa che conforti in mezzo alle crisi ed alle
del sacrificio e della fatica quel posto che l'odierna civiltà non s'attenta più
nel vocabolario della lingua parlata 'si nota che alcuni l'usano impropriamente per * disinganno
e sappia, anche alto alto, che cosa è lingua veramente italiana. serao,
delusione dei bambini quando si dice loro che il racconto che hanno ascoltato a bocc'aperta
quando si dice loro che il racconto che hanno ascoltato a bocc'aperta « non
muro di silenzio e di rancore / che s'alza tra la coppia lentamente /
potuto stare senza venirgli a significare ciò che veduto avea, accioché insieme andassero a cercare
poco fondamento in queste pratiche, parendone che sieno tutte arti e delusione delli inimici
poteva essere così grosso e ignorante, che si potesse persuadere che il rimanere come
e ignorante, che si potesse persuadere che il rimanere come giudice di appellazione in
in fiorenza questo personaggio, fusse stato altro che un certo giuoco di scherzo e una
negli errori. segneri, iv-262: ma che fallacie per verità sono queste di delusione
qualcuno \ delusivo, agg. che provoca delusione; deludente; ingannevole.
dal fantasma delusivo di una meccanica totalità che sia da conoscere, ma anche da
essi il mondo reale. 2. che elude (una legge). boccardo
pass, di deludere), agg. che ha provato una delusione; ingannato,
aspettative, nelle convinzioni, nelle speranze (che si sono rivelate mal riposte, senza
bianca e la vermiglia, / sì che tocca la bocca a loro o quasi;
in questo modo deluso, e dicesi che in quella notte fece novanta miglia.
, né rallenta il laccio, / che l'infida moglier così delusa / vuol ch'
i premi. parini, 265: dunque che far? si tessa / un inganno
stesse / ammirerà in altrui, / che tutto il mondo riconosce in lui.
, i-623: e dille, dille / che m'aspetti. vedrai che questa volta
dille / che m'aspetti. vedrai che questa volta / non rimarrà delusa. ungaretti
e imbronciati, gesù li salutava con parole che facevan bene al cuore e i delusi
. gobetti, 1-50: le classi medie che dominano nell'italia moderna non hanno mai
. scalvini, vi-82: il corvo che a gracchiar dal vicin bosco / vien sul
acuto torrion, deluso / dal tetro fiato che dal fondo spira, / dalle fronde
2. figur. che si è rivelato vano, senza costrutto,
vano, senza costrutto, infondato; che non si è avverato (un desiderio
, sempre delusa e inutile pazienza, sarà che egli ne schianti i sermenti, e
il benefico vostro cuore mi rende sicuro che non vorrete dal canto vostro lasciar delusa
vostro lasciar delusa la mia raccomandazione, che è quella pur di mia moglie,
moglie, la quale dividerà meco la gratitudine che eternamente ve ne dovrò. leopardi,
di lei; ch'era molto infelice, che tutte le aspettazioni erano state deluse.
bene in fondo, ci si accorge che al fondo della tragedia c'è una
da fremiti, 0 meglio spasimi, che si affilavano in una disperata e sonnambolica
innocenza mia resta delusa. 3. che rivela la delusione (il viso, gli
sorrisero, anche la bella signora, che per altro si tornò a voltare verso il
nota e sempre delusa legge licinia, che le terre pubbliche acquistate dall'esercito fossero
sm. disus. e letter. che delude, che induce in inganno,
. e letter. che delude, che induce in inganno, che illude.
delude, che induce in inganno, che illude. bracciolini, 1-1-9:
quel delusor della tua diva bella, / che in te spera vendetta, e tu
. segneri, ii-667: non si procura che tutte [le ville] fin da
già dottrine eccelse o leggi sapienti quelle che le consigliavano, ma... le
da deluso. delusòrio, agg. che delude, ingannevole. caro, 3-1-41
croce. iii-26-327: gli altri, che nelle facilonerie avevano trovato un certo tornaconto,
si son visti venir meno l'effetto che ne traevano, perché nessuno prendeva più
magnetismo presente in una nave in modo che non produca quelle variazioni di campo magnetico
produca quelle variazioni di campo magnetico che possono causare lo scoppio delle mine deposte
volle opporsi alle imitazioni dello statuto francese che avrebbero menato alla demagogia. carducci,
i-299: se vi ha un delitto, che meriti di essere inesorabilmente colpito, è
(plur. m. -ci). che è proprio della demagogia o di
proprio della demagogia o di demagogo; che è fondato sulla lusinga o sul
con i mezzi della demagogia; che inclina alla demagogia; che contiene
; che inclina alla demagogia; che contiene argomenti, discorsi pieni di
hanno abusato... del facile entusiasmo che suscitano ancora l'enfasi e la fraseologia
potevo fare a meno, ogni volta che il regista, con il linguaggio demagogico e
, con il linguaggio demagogico e popolaresco che è proprio a molti di loro, saltava
, iii-22-275: i nazionalisti erano letterati, che si poteva lasciar parlare e anche ascoltarli
anche ascoltarli volentieri, consentendo alle aspirazioni che manifestavano verso la grandezza nazionale e al
verso la grandezza nazionale e al male che dicevano del democraticismo, del demagogismo e
, quando volevano contradire qualche azione che non piaceva loro, che quella tal cosa
qualche azione che non piaceva loro, che quella tal cosa era contra la
. gozzano, 156: è tempo che una fede alta ti scuota, / ti
, patriota. 2. capopopolo, che domina le masse popolari con lusinghe e
quelle più radicali); agitatore politico che ricorre a ogni mezzo pur di assicurarsi
dalle false dottrine e dalle coordinate menzogne che lo stupidiscono e lo fiaccano. bocchelli
. guerrazzi, 4-303: uomini dabbene che sei mesi sono proclamavano siffatta urgenza erano
adunanza di costituirsi, cioè di dichiarare che quel numero di deputati presenti possedeva tutte
zione dei sali di manganese che viene praticata nella depurazione dell'acqua
ant. anche dimaniale), agg. che si riferisce al demanio, proprio
è fuor di disputa l'uso che deve farsi del censo. de sanctis,
de sanctis, ii-15-239: temo che i due miliardi sui quali facciamo assegnamento,
monti senza pietà, quella scuola al delitto che sono i bagni penali, la fredda
agli omicidi e finti, e che debba il re astenersi dalle alienazioni
e crebbe dapoi in quella grandezza, che ora si vede. g.
padri, e la loro esistenza dimostra che i lumi onde si vanta il presente secolo
, 1-1-175: arrestaronsi gli appaltatori generali che avevano radunate immense ricchezze, gl'intendenti,
terreni appartenenti al demanio, o a proprietari che se n'erano già impossessati, ed
alberi alti, dove all'ingrosso pensavo che potesse essersi fatto il suo rifugio, ma
-in senso iron.: cosa che non ha padrone e di cui tutti
demanio, non si poteva fare quello che dici tu. c'è la legge.
legge. 2. l'ufficio che sovrintende all'amministrazione dei beni demaniali.
, fr. moderno domaine, che a sua volta deriv. dal lat.
e. gadda, 2-100: gli ingegneri che demarcano sul terreno la percorrenza d'una
sportivi, la linea tracciata sul terreno che delimita le varie zone del campo o della
di terre, e di mari, che non conosceva, onde autorizzare in forma solenne
solenne una delle ruberie più atroci, che sia stata commessa dai re. essa
demarcazione 'il meridiano delle azzore, che alessandro vi, scelto per arbitro tra
demarcazione, si generava nelle fisionomie un che di composito e idolatrico; a cui
patriota vero, e gl'ipocriti, che ne usurpano il nome. angiolini,
degli artigiani, del popolo, che ognuna di queste classi è separata con una
e. cecchi, 623: una proporzione che quando non porta, come conseguenza,
, 1-iii-547: fu chi credette, che chiamando il re carlo queste consuetudini antichissime
: li altri forse, le altre classi che diretta- mente si erano rivalse o s'
: 'dematare', disarborare. si dice che una nave ha dematato, quando ha
volgar., xxviii-201: lo omo, che ha seno e savere, de pauca
essere ubbriachi dell'amore di sé medesimo, che al par del soverchio vino rallegra fuor
invocato il trionfo della rivoluzione francese, che si potrebbe chiamare la rivelazione naturale contro
naturale contro l'antico sistema della cristianità che opprime l'europa e dementa l'italia
agg. e sm. e f. che è affetto da demenza; privo
], anzi di molti nomini, che de la parte perfettissima paiono defettivi,
sanza mente. onde si puote ornai vedere che è mente: che è quella fine
puote ornai vedere che è mente: che è quella fine e preziosissima parte de l'
fine e preziosissima parte de l'anima che è deitade. boccaccio, viii-1-242: quella
« dementi », li quali, ancora che abbiano alcun senso umano, per molte
sì il vigore del cuore spento, che cosa alcuna non ardiscono d'adoperare degna
al lume di lanterna, / ancor che febo m'abbia volto il tergo, /
sopravvivendoti, l'orrore / degli anni che t'usurpo, / e che ai tuoi
degli anni che t'usurpo, / e che ai tuoi anni aggiungo, / demente
di quella casa, ove donne dementi che cantano nel sonno e ragazzini ebeti che dormono
che cantano nel sonno e ragazzini ebeti che dormono con gli occhi sbarrati, erano
, 1-258: io mi ricordai dei dementi che s'incontrano spesso tra i casolari di
rattristano le notti paesane. 2. che è segno di pazzia; che nasce da
2. che è segno di pazzia; che nasce da una ragione sconvolta (parole
le colonne di ferro costei / vide che l'edificio sosteneno; / lì l'impeti
dementi parve a lei / veder, che fier fuor della porta uscieno. foscolo
cranio e in quelle sue dita pallide tremanti che andavano intrecciando le rose -tu ti se'
, e dell'irrequietezza del pubblico, che, quasi brancolando nelle tenebre, cerca
volgar., 24: e '1 male che dicono di te reputa che sia tua
'1 male che dicono di te reputa che sia tua gloria; e gran demenzia è
, v-252: vegnamo al foco amore che portavi a costei e ragioniamo della tua
, 5-12: tutti medesimamente confessano questo che varie e diverse siano le specie di
, assai migliore / è la temerità che la prudenza. / ma prudenza par
, ed è timore, / codardigia, che volto ha di demenza. pallavicino,
di non tornar più in saviezza, e che la demenza di lieta gli si cambiasse
a inevitabile demenza; finché, ebbri che sazi di sangue, si chinarono al giogo
per te, per noi, or che il pelide è spento / né violenza di
di comandi certo / varrebbe, or che travolto ha il cor di tutti / religiosa
rinnova in me la disperata / demenza che faceva insonne oreste. bacchelli, 6-409
171: in me eros, / che mai alcuna età mi rasserena, /
tenace nella mente / tutte le voglie che avevo da ragazzo. moravia, viii-258
, 311: è questa la bella vesta che me hai facto? per niente la
la voglio portare: io voglio prima che me ucidi, che facia mai tanta demenzia
io voglio prima che me ucidi, che facia mai tanta demenzia. guicciardini,
magno, né cesare, né gli altri che sono stati celebrati in questa laude,
torino. a. verri, ii-135: che s'ella fosse stata men forte contro
lusinghiero, qual più in verisimile demenza che accusarsi, uccidersi, mentre amor solo
non può essere nella mente del cristiano che una demenza irreligiosa. carducci, iii-25-22
parlamentare dal 1860 in poi non fu che una continua demenza. oriani, 1-429
. d'annunzio, iii2- 1017: che demenza è la tua? ricusi anche di
cominciai ad entrare in quella lieve demenza che è l'avanguardia del sonno, allorquando
dato inebriarne i miei fratelli d'italia che dalla bassezza cotidiana salgano a una sacra
-brucia milano; -forse nel segreto terrore che il detto avrebbe cavato dalle viscere il
ebete e isterico, la demenza, più che la perversità, di un divertimento e
in posizione bassa di estrema demergenza, che quasi quasi stavano già per venir meno
cavalca, 6-2-187: ringraziando dio, che l'avea liberato delle mani di quelli
acqua. viviani, iv-211: è manifesto che, demerso l'oro a in acqua
-figur. cavalca, 18-34: quelli che vogliono e desiderano d'essere ricchi,
desiderano d'essere ricchi, è bisogno che caggiano nelle tentazioni e nelli lacciuoli del
ix-359: e tu, cafarnao, che sei esaltata insino alli cieli, sarai demersa
. caro, i-197: quel che meritava per l'altre sue qualità,
grazia de'padroni era l'ultima sciocchezza che potevano far gli uomini pazzi. segneri
noi con la moltitudine de'peccati veniali che commettiamo, andremo... demeritando
, 9-2-168: non demerito l'onore che ella mi fa. goldoni, iii-727:
me, per non demeritar il titolo che voi mi date di tollerante, estenderò
iii-147: ma via, conte, che ho fatto mai per demeritare la sua
mi disse e mi dice tanto, che non posso rammentarmela senza una forte commozione
, e se così fusse, seguirebbe che noi non meritassemo né demeritassemo. landino,
, 241: dimostra [oderisi] che si volsi a dio, id est
penitenzia, potendo peccare, id est mentre che era in vita, nella quale si
nota il parlar mio: / a ciò che il bene fosse conosciuto / per il
in ogni mia azione vissuto virtuosamente, che son più che certo di non aver in
azione vissuto virtuosamente, che son più che certo di non aver in cosa alcuna demeritato
di mente e di corpo, che io sostenni. giannone, ii-133: né
c. gozzi, i-187: non so che i miei due fratelli francesco ed
patria, all'infuori di coloro che alla patria non apparte nevano
a te poi io non so che abbia demeritato o in che sia mutato da
so che abbia demeritato o in che sia mutato da quello che 10
demeritato o in che sia mutato da quello che 10 era due anni or sono
), agg. letter. che non è meritato; che non si fa
letter. che non è meritato; che non si fa nulla per meritare
ha paura [il servo] che il padrone lo licenzi, o gli neghi
demeritévole, agg. disus. che demerita, non degno; immeritevole
, sm. azione, comportamento che merita biasimo, castigo o non
collenuccio, 65: e irene imperatrice, che avendo tratto li occhi e carcerato
bontà; perch'io non tolero / che 'l patron sia rubato. firenzuola,
demeriti procedono più tosto da la volontà che da l'intelletto. galileo, 3-1-302:
questo all'altro mondo, come cosa che sola e in tutto è nostra,
demeriti. bocchelli, 10-169: adesso che mi ci fai riflettere, non mi arrogo
infelice, e non tragediabile, da chi che si fosse, non che da un'
da chi che si fosse, non che da un'inesperto autore per primo suo saggio
xi-1-230: il libro esaltato non per altro che per il merito della lingua dai dottissimi
demeritorie vi ha parte eguale non meno che l'anima il corpo eziandio. rosmini
63: 'sotto l'acqua è gente che sospira'. sono sotto l'acqua:
, 4-2-18: la mole dell'acqua che si alza neu'immergere un prisma..
neu'immergere un prisma... o che s'abbassa nell'estrarlo, è minore
istopatologica di alcuni tipi di encefaliti, che consiste nella distruzione della guaina mielinica
ch'è il boia. / mirate con che facile enimmatico, / chi grecizza,
per tradurre l'espressione cinese sen min-ciu-i che indica i tre princìpi della politica nazionale-
demistificare), agg. neol. che demistifica, che fa apparire nella vera
agg. neol. che demistifica, che fa apparire nella vera realtà.
-ci). proprio del demiurgo, che si riferisce al demiurgo. -al
, 1-87: sturzo fu, più che il capo, il simbolo del suo partito
lo più collegiale, dell'antica grecia (che trattava questioni di pubblico interesse).
i magistrati di tutta la nazione (che si chiamano demiurgi) dieci uomini.
anzi di artefice, assai più pagano che cattolico. savinio, 1-99: tenevo le
nuova realtà). -anche: persona che si arroga una posizione di dispotico potere
personaggi o individui storici o eroi, che fu svolta dallo hegel: veri demiurgi dello
più piccola unità territoriale e la comunità che l'abitava; borgo (nella suddivisione amministrativa
questo al certo significar vollero: prima che gli uomini le città abitassero, dimorando ancora
garzoni, 1-229: i romani, che già provarono tutti modi di governi,
. papi, 2-2-170: intanto le fazioni che... avevano anche nell'avignonese
ebbe vergogna [botta] di stampare che in tutta roma non v'era chi
il nuovo ordine di cose, e che in essa non si trovò che un solo
e che in essa non si trovò che un solo democrata, il quale propose
condannati dell'ergastolo, per trovare gente che sapesse e, ben pagata, volesse
1-260: come provare, per esempio, che un uomo viva poco democraticamente, che
che un uomo viva poco democraticamente, che si comporti con soverchia alterigia, che
che si comporti con soverchia alterigia, che sia prodigo, avaro, intemperante,
a più riprese, imprestò cinquecento sterline che, democraticamente, non pensò mai a
qualcosa in questi suoi amori, posto che a lui calcolo logico e lingua universale
-ci; superi, democraticissimo). che s'ispira ai princìpi della democrazia,
sistema politico della democrazia. -anche: che ha carattere fortemente popolare e rivoluzionario.
reggevasi a governo democratico, o popolare che dir vogliamo. bettinelli, 1-i-122:
deve rassomigliarsi assai più al governo democratico che a qualunque altro; fors'anco può
eritreo, i-108: la chiesa, che nei primi tempi era una semplice società
dire amante e seguace della democrazia, che ne difende e pratica i principi,
medio ceto senza cervello e senza cuore che si credette poi democratico perché incapace di
perché incapace di ubbidire validamente al pari che di comandare utilmente. carducci, iii-24-170:
di farsi un cuore tutto democratico, che si governi (per così dire) a
l'assemblea con una cotal costituzione, che teneva poco del regio, meno ancora
; poi venne l'assemblea legislativa, che il depose; poi il consesso nazionale
depose; poi il consesso nazionale, che l'uccise. 2. sm
della democrazia; iscritto a un partito che sostiene princìpi e metodo di democrazia.
al banchetto dato dagli elettori a bertani, che fece in un molto bel discorso il
, gli espansionisti pretendevano la rivincita, che i socialisti, i repubblicani, i democratici
, esponenti anche loro di certe industrie che, come la sua, la cessata
-agg. e sm. democratico cristiano: che è iscritto o simpatizza o si ispira
diventati strumenti nelle mani della chiesa, che sola contava come potenza politica. bocchelli
mai nessuno, e un monarchico, che osò presentarsi una delle ultime sere,
partito democratico cristiano, era là soprattutto che ogni volta si davano casi d'idioti
riferimento alla cultura, all'arte, che presentano semplicità di stile e di espressione
gravina, 194: a coloro, che gli stessi affetti in sé non riconoscono
quelle del petrarca sembrino invenzioni sottili più che vere, ed esagerazioni pompose più che naturali
più che vere, ed esagerazioni pompose più che naturali; e particolarmente a'fisici e
iii-23-146: di me..., che nel turbine democratico mi gettai non so
divulgazione di livellamento democratico. 4. che è alla buona, alla mano, che
che è alla buona, alla mano, che sa porsi al livello delle persone di
, i-417: anch'io sono di parere che la corrispondenza fra letterati debba essere tutta
democratica. ed infatti le muse, che presiedono alle arti ed alle lettere,
abuso dei vocaboli è arrivato al punto che un abito lacero e sudicio si dice
antipatia della contessa fosca per questo emblema che le suggeriva dei motti democraticissimi. pesci
. spreg. classe, gruppo politico che sostiene i princìpi di un demagogico radicalismo
fogazzaro, 2-210: le classi dirigenti che governando a quel modo, fornivano un
strumenti di sètte e di partiti, che non conferiscono a tener alta la vita intellettuale
, o dipartimento, è tanto necessaria, che senza un copioso numero di essi invano
troveranno al medesimo livello, gli uomini che la pensano nobilmente, gli uomini che
che la pensano nobilmente, gli uomini che hanno cuore e fierezza, la vera fierezza
crocismo militante, perché volle democratizzare ciò che necessariamente era stato « aristocratico » nel
fecero della loro libertà quelle popolazioni, che da per loro stesse si democratizzarono.
democratico, convertito alla democrazia; che ha assunto gusti e maniere democratiche
monti, x-2-523: senza pensare che roma democratizzata era divenuta essa pure un
brama di ricuperare in roma la patria che mi era stata tolta in milano. balbo
europea; da una parte, inghilterra che non avea cessato mai, austria che
che non avea cessato mai, austria che ricominciava diciotto mesi dopo la pace mal
e peggio eseguita di campoformio, e russia che entrava or per la prima volta in
, tenendo dietro alle code estreme della folla che usciva, e osservando le voluttuose
seminude marchese e contesse democratizzate, che attendevano la venuta del non ancora
parola. s'intendea forse parlar di coloro che andavano ad organizzar un governo in
terra. s'intendeva di colui che andava, per così dire,
di rivalersene sopra la cisalpina. e allora che sarebbe di ferrara o di mantova
per soverchia buona fede; sistema che alla forza delle armi riunisce quella
ruggine contro mazzini e li altri faziosi, che un giorno, a parole almeno
insieme delle ideologie e delle forze politiche che propugnano l'avvento, lo sviluppo,
. -democrazia liberale o occidentale: quella che fonde i principi della democrazia pura con
riconoscendo agli individui determinati diritti di libertà che il potere politico non può violare.
governati da un partito comunista, ma che (secondo l'ideologia comunista) non hanno
aveva per conservamento di quel governo, che si mutassero spesso i magistrati. cesarotti,
.. il governo è disposto per modo che un certo numero di cittadini scelti dal
mas sima parte, ciò che si disse democrazia. compagnoni,
i-40: evidente mostrano il diritto che ha alla preferenza sopra tutti la «
: il titolo di democrazia progressiva indica che lo scopo del giornale non è la
b. croce, iv-12-202: temo che qui il parri stia sotto l'influsso
stia sotto l'influsso dell'uso sovietico, che si cerca promuovere in italia e in
l'italia ». altri non vi vedevano che una triste eredità storica, una tradizione
, una tradizione di borbonica servitù, che una democrazia liberale avrebbe un po'per
concilio in grado di democrazia, pretendendo che potessero assistervi, non solo per disputare
disputare, ma ancora per definire, non che i constituiti di dignità nella gerarchia ecclesiastica
di concezioni razionali e di posizioni emotive che i fautori e gli avversari della democrazia
come la matta plebe oggi disvole quello che ieri volle, egli s'infiamma contro i
persone hanno finito col persuadersi sul serio che la democrazia sia il culto ed il
e dell'imbratto in genere, tanto materiale che morale! venga ora washington co'suoi
perfezione e muove parimente da quella providenza che varia e dispaia le sue fatture,
una fase d'agitazione e d'evoluzione, che avrà bisogno, e abondanza, di
. croce, iii-22-181: né tra coloro che mettevano le loro speranze nel crispi si
, sf. polit. movimento politico che s'ispira ai princìpi cristiano-sociali.
sarebbero apparsi ben morti; peggio ancora che morti, sopravvissuti a se stessi.
b. croce, iv-12-232: vedo che voi, piu: approvando il tenore
cristiana e il partito liberale: conflitto che bisognava, con la reciproca comprensione,
iscritti al partito comunista, meno due che sono iscritti alla democrazia cristiana; e il
democristiano, agg. e sm. che si riferisce, che è proprio della
e sm. che si riferisce, che è proprio della democrazia cristiana; seguace,
democristiani, quei socialdemocratici, quei repubblicani che non vogliono unirsi ai monarchici e ai
. calvino, 5-37: quel fuoco che riverberava, sia pur fievole, perfino in
nel grado d'intensità, di temperatura individuale che mettevano nel rappresentare la loro parte:
3-847: chi potrà donar freno alle lingue che non mi mettano nel medesimo predicamento,
mettano nel medesimo predicamento, come colui che corre appo gli vestigii de gli altri che
che corre appo gli vestigii de gli altri che circa cotal sugget to democri teggiano?
greco di abdera, fondatore dell'atomismo, che, nelle biografie leggendarie, era rappresentato
. proprio della filosofia di democrito, che s'ispira alla dottrina filosofica di democrito,
io internamente non son più democritico, che platonico, o peripatetico, o stoico,
come quell'altro, mi ha cera, che si dicesse cristiano, perché gli paresse
v.]: filosofia democritica, che si fa beffe d'ogni cosa.
i democritisti, quanti son gli atomi che bisognano a comporre il corpo d'un uomo
anche demodossologìa), sf. disciplina che si propone di approfondire i presupposti psicologici
di approfondire i presupposti psicologici e sociali che informano e formano l'opinione pubblica e
è il processo inverso della modulazione, che permette di ricavare da un'onda modulata
allo autore molto meglio appigliarsi al demogorgone che al caos, sì come a principio
, ordinato, e più agevole a fingerlo che il caos. bruno, 3-220:
voi [mi rivolgo], menippi, che, assisi nel globo de la luna
. panzini, iii-95: quella nuvola che si sfalda; ecco ecco: cadono
. caro, i-87: mi pare che voi vogliate essere il demogorgo delle maschere
(cfr. cit. betussi, che ne è stato il traduttore). cfr
: « 4 demogòrgone ', divinità ellenica che il boccaccio, attingendo a teodonzio scrittore
». demografìa, sf. scienza che studia quantitativamente lo stato e i movimenti
i riflessi economici, sociali e politici che dalla varia composizione possono derivare; esamina
popolazione, dovuta molto più ah'immigrazione che alla demografia, e dallo sviluppo edilizio
(plur. m. -ci). che si riferisce alla demografia, che è
. che si riferisce alla demografia, che è proprio della popolazione e del suo
stato. svevo, 5-288: giorni che vanno via e s'accumulano uno eguale
d'una vita altamente qualificata, ciò che risponderebbe al suo ingegno e alla sua
agg. e sm. e f. che si riferisce, che è proprio del
e f. che si riferisce, che è proprio del liberalismo democratico, fautore
). demolìbile, agg. che può essere demolito. comisso,
torre fabbricata con salde mura, fa bisogno che molti giorni vi stenti prima col cannone
trasportare le artiglierie e le restanti cose che vi avevano portate del suo. rosa
adrian fe sì gran fallo, / che il ponte demolì che il fier romano /
fallo, / che il ponte demolì che il fier romano / impose all'istro,
iii-4-249: giunti al mincio, intanto che i feritori e cannonieri impedivano al nemico
sul fianco, sul mare in burrasca che lo demolisce pezzo per pezzo. pecchi,
può reggere un giorno, e tanto era che la carta accordasse alla camera il diritto
ricusare tutte le imposte, quanto era che le accordasse il potere di demolire il
gl'innalzavano accanto un altro edilìzio, che, secondo loro, doveva farlo cadere.
, iii-24-384: o panciuti zoliani, che ora vi credete demolire vittor hugo,
con una parola, le reputazioni parlamentari che egli credeva più salde e pure. svevo
leggere ad alta voce proprio quella parte che il giorno prima avevamo già letta e che
che il giorno prima avevamo già letta e che io stesso avevo demolita. serra,
la civetteria dell'originalità; demolire quel che gli altri han lodato e scoprire le bellezze
imponderabili, davanti alle quali non possiamo che inchinarci e rassegnarci. pavese, 4-204
d'esaurire o demolire quella ragazza, che pure m'era indifferente. -recipr.
è corroso, percosso dentro da un martello che la demolisce giorno per giorno con la
i-9: per entro il circolo vogliamo che intorno corra il canal navigabile, cosa
corso dalle fortificazioni del castello demolito, che non lasciavano pur continuarsi le mura urbane
2-221: ponticelli a un arco solo, che spiccan salti, come le cavallette verdi
bancario. ottocentotrenta lire. ora sì che il castelluccio di cartemonete era bell'e demolito
, il morale di una persona); che ha perso la stima, il rispetto
pubblica). segneri, 2-3-82: che poteva egli far di vantaggio, se
lo rispetta. de sanctis, 7-404: che forza potevano avere sulle nuove generazioni essi
: convenite con me, amico mio, che si lotta male, anzi malissimo,
galiani, 1-433: il corvo demolitore, che alcuni chiamano grue. guerrazzi, 6-376
chiamano grue. guerrazzi, 6-376: sembra che il campanile, cadendo, abbia sprofondato
si dà pace, fino a tanto che non abbia trovato un sasso, che possa
che non abbia trovato un sasso, che possa servirgli da martello demolitore. carducci
vivere secondo l'antico piacere questa città che tutta resiste, impavida nelle sue pietre
, non si è trovato di meglio che darle uno spettacolo di vita estiva balneare comune
marine. 2. figur. che distrugge, che opera alla rovina di
2. figur. che distrugge, che opera alla rovina di un'istituzione,
. imbriani, 2-53: stimava, che il re, somministrando la ragion sociale
forze sovversive, demolitrici e dissolventi, che accettando il patrocinio d'atti non belli
i-150: creda, onorevole martini, che, prima di cedere per codesta ragione
non è possibile sfuggire alle frecciate demolitrici che svelano le loro debolezze, i loro
: l'altro dì mi fece giuoco quello che tu mi scrivevi incidentemente della demolizione del
la demolizione di tutti i luoghi forti che potessero adoperarsi a spavento delle nostre città
carducci, iii-12-27: furia di demolizione che trasfigura le città storiche d'italia.
rovine. alvaro, 14-32: la signora che aspettava la demolizione del babà credette di
corollario ancor per grazia 'della necessità che v'era stata di demolirmi. pascoli,
i-636: non si crede più, non che alla necessità, alla utilità dello studio
casa tra un nuvolo di quella polvere che chiamano erudita. c. e. gadda
gadda, 7-46: l'argomento principe che il filologo adibiva alla demolizione del teorema
del teorema, erano raffaello e virgilio; che della divina innocenza ci hanno latinamente offerto
sf. tecn. complesso di ingranaggi che serve a ridurre i giri di un albero
tasso, n-iii-1035: diremo adunque che ne fosse l'inventore teut, demone
erano... menti sublimi, che essi chiamavan « dèmoni », quasi correggenti
dietro alle spalle il sapiente empedocle, che pareva in vista un carbonaio, pien
ii-509: platone nel citato luogo non par che supponga i dèmoni un composto d'uomo
un genere intermedio tra questo e quello, che serviva, com'egli espressamente dice,
gradazione, e a riempire il vóto che sarebbe stato nella serie degli esseri, tra
demone ercole. pavese, 3-42: che cosa sia piangere il radioso non sa
. -demone socratico: voce interna che richiama l'uomo al suo compito,
compito, e lo ammonisce su ciò che deve fare e non fare (e l'
disse socrate avere ciascuno un demone, che lo custodisce in questa vita. pascoli
noi una forza, un alito incessante che è forse quello del demone socratico che non
che è forse quello del demone socratico che non comanda ma vieta, non spinge
moravia, viii-236: non c'è che il nostro dèmone interiore a dettar legge
cadevoli: e questi due demoni sono quelli che i gentili nominano geni, dati a
mia bella, / torna a lui, che ti manda, / l'inchina per
comanda. monti, i-231: voi che siete il mio buon genio, il mio
dagli occhi, e ditemi finalmente in che consistono le ripugnanze di questo mio avversario
mio avversario, e quali siano le eccezioni che in me trova. pascoli, 711
b. croce, iii-27-364: coloro che, contrariamente all'antico monito di solone
comprendere e giudicare una vita « prima che si concluda », e che si perdono
« prima che si concluda », e che si perdono in congetture e previsioni,
congetture e previsioni, debbono star vigili che quel divagamento in ciò che è impossibile
star vigili che quel divagamento in ciò che è impossibile conoscere non sia in effetto
. 3. personificazione di una passione che agita il cuore dell'uomo (e
/ in corto tempo i floridi mariti / che un occulto demone orrendamente / negli amplessi
tommaseo, i-421: la rivide, che ben lo poteva senza pericolo; ma
e della rivalità, vi sono quelli che vogliono gettare dal cuore ogni acre fermento
inventore di favole, per la contradizione che noi consente, perché il collezionista non
disseta, non corrompe e distrugge il mestiere che gli dà vita. baldini, i-356
ha una intonazione generale di paesano compatimento che lo rende accettabile a tutte le persone
lo rende accettabile a tutte le persone che non siano invasate dal demone pratico e
rinnovabile, agitato dal suo demone particolare che è il denaro, l'ambizione,
] in oriente il folto / popol che noi chiamiam barbaro e rude; / ma
sconoscenza e miseria ultima addusse, / che in rei digiuni, in ciechi assalti
. tasso, xi-ii-261: non istimo che tu sii angelo o demone, ma
angelo o demone, ma anima umana che per mia satisfazione appaia nel suo corpo
iacopone, 8-40: per temporal aweneise che l'om la veia sciolta: /
om la veia sciolta: / vide che fa la dèmona co la sua capovolta:
le treze altrui componese, non so con che girvolta; / farattece un'accolta,
girvolta; / farattece un'accolta, che pago en capo nate. vezzegg
demonetazione 'sono voci nuove per indicare che una certa specie di moneta ha perduto il
sono proprie, perché il valore è quello che si perde, non la moneta
(plur. m. -ci). che si riferisce al demonio; proprio,
; proprio, degno del demonio; che partecipa della natura o dell'aspetto del
sterile e privata di virtù, e pensasi che molti no la conoschino. garzoni,
. un'altra sorte di prestigio, che si dimanda prestigio demoniaco essercitato o dal
, 2-264: concetto fiero e superbo che, sorto nella solitudine del suo spirito,
, s'agitava uno spirito così lacerato che cristoforo ne ebbe sgomento come d'un'in-
mondo e lo insidiava; ma, quel che era peggio, le si conoscevano sfere
sentir voci lontane, urla di gente che lo inseguiva e lo sbeffeggiava. cor azzini
, 380: di lui non ricordavo che quelle demoniache furie dei sensi ma era
30-135: hanno [i corvi] un che d'assiderante e di demoniaco, e
, di rompere. 3. che ha un potere magico, che ha natura
3. che ha un potere magico, che ha natura quasi divina. bocchelli
. i resti degli acquedotti, pensando che un tempo esseri viventi, quegli stessi esseri
quegli stessi esseri superiori e forse demoniaci che noi chiamiamo, senza sapere quel
noi chiamiamo, senza sapere quel che diciamo, uomini e che vivono nella sfera
sapere quel che diciamo, uomini e che vivono nella sfera dell'aria, vi
levi, 1-61: i contadini dicono che la capra è un animale diabolico. anche
, sta celata un'altra cosa, che è una potenza. 4.
speroni, 1-5-461: e qui nota che questa podestà di curar infermi e demoniaci
. varchi, v-749: questi tali che indivinano naturalmente si chiamano dai latini con
-sm. plur. demoniaci: eretici che, rifacendosi all'apocatastasi sostenuta da origene
del secolo xvi, i quali credevano che i demonii sarebbero salvi alla fine del
: lo spiritello demònico di lei, che adesso, mentre è appoggiata al balcone,
e senza anima. 2. che partecipa insieme del divino e dell'umano
fra la divinità e l'uomo; che ispira l'uomo. leone ebreo
essere totalmente privi d'amore, però che non è giusto che 'l demone, che
d'amore, però che non è giusto che 'l demone, che è inferiore,
che non è giusto che 'l demone, che è inferiore, influisca amore ne'suoi
sinisgculi, 6-80: forme... che giovano senza dubbio, come s'è
conoscere tutte le possibilità dello spirito demònico che è nell'uomo il quale s'ingegna
despota. 3. agg. che ha potenza, magia sovrumana, quasi
il primitivismo dell'america... tanto che rida o che pianga, che venga
... tanto che rida o che pianga, che venga dal « rancho »
tanto che rida o che pianga, che venga dal « rancho », dal presbiterio
gli scritti di quel grande, che per primo aveva formulato l'idea
idea del demonico, un libro che lo spiegasse meglio di altri.
cristiana, spirito (angelo) che, ribellatosi a dio per peccato di orgoglio
demoni paurosi e disformati e neri, che sempre affliggono le anime d'ogni ingenerazione
, 184-10: unde vile è via piò che fango o sterco, / poi conculcano
demon cornuti con gran ferze, / che li battìen crudelmente di retro. g
detto suo nipote morto, dicendogli, che per la sua simonia era così giudicato.
in morte di peccati, a ciò che 'l dimonio non ci possa tollere lu
ci possa tollere lu lume della mente che demonstra a vedere lo criatore nostro e
: / -che vuo'tu, conte? che vuo'? che domandi? s
vuo'tu, conte? che vuo'? che domandi? s. bernardino da
, il lamentoso lutto / di noi che, disperati, / al basso centro,
1- 633: il rio demon, che fero / gl'invasa il cor, brevi
breme, corte., i-75: disse che il demonio gli veniva intorno di frequente
diabolici. verga, i-98: si credeva che la baronessa fosse morta in peccato mortale
ha i demonii / or è tre giorni che l'hanno invasato / e vedi vedi
lo travagliano /... tu fa che escano
diavolo, installato là tra i morti, che gli vietava il passaggio. il vecchio
... a domare le fiamme che già danzavano, sopra le assi della mensa
dimoni bianchi come neve, ché dicono che il loro iddio e i loro santi sono
infernali, draghi e dimon crudi / che con orrendi ceffi attizzan foco / sotto all'
215: lui [platone] tenne che l'amore sia un gran demonio, mezzo
spiriti degli uomini agli dei, e che porti i doni e grazie degli dei agli
ma buono o rio demonio, o quel che sia, / che gli ha renduta
demonio, o quel che sia, / che gli ha renduta la sua libertade,
innanzi le sostanze astratte e quelle intelligenze che muovono i corpi celesti, da loro
differente da quelle sostanze astratte e ragionevoli che sono immortali. tasso, n-iii-706:
immortali. tasso, n-iii-706: e direm che siano eroi i figliuoli degli dei,
, o pur l'anime separate dal corpo che divengono demoni, come da'platonici s'
.. ridurci per la memoria quel che apuleio va divisando, là dove egli favella
, ower demonio di socrate: cioè che gli antichi romani appellavan 'lemures '
parla chiaro; nelle nozze, / che per tua figlia disponendo vai, / io
marchi, i-40: non poteva impedire che un maligno demonio non gli soffiasse nell'orecchio
, iii-2-1129: la creatura inconsapevole, che passa incolume a traverso l'ardore dei fati
della cortina erbosa; e mi ricordo che scambiai per l'occhio fosforescente della capra
e da loro sapeva le cose, che dovevano venire. bibbia volgar., ii-369
, e non a dio; alli dii che non conoscevano, dii nuovi e di
dèi delle genti: ma son demoni che menano a perdizione i ciechi da'
sentimento violento: furore, sdegno, che spinge ad atti estremi); persona
14-118: ben faranno i pagan, da che 'l demonio / lor sen girà;
/ lor sen girà; ma non però che puro / già mai rimanga d'essi
a combattere con questi dimoni visibili, che con gli invisibili. bandello, 1-52 (
pietà alcuna arsi, e voi sopportate che regni? campanella, i-13: dio rispose
chi l'invocò con buon zelo, ignorando che quelli eran de'demoni, e spesso
/ col primo mio marito, / che in ciel riposi in pace; / ma
io mi abbia là dentro alcuno demonio che da più anni mi dà coltellate alle
occhi / di dimòne furente / avanti che il contratto / delle sue sposalizie sia rogato
, ii-281: la fortuna o altro demonio che sia, mi attraversa tutti i buoni
il demonio. 5. persona che possiede forza eccezionale, impeto straordinario,
careri, 2-ii-67: la verità si è che questi demoni di turchi si difendono assai
diede ad addentare le cime credendo forse che io non mi rendessi conto del danno che
che io non mi rendessi conto del danno che faceva: era un demonio.
6. persona abile negli affari, che possiede eccezionali capacità (e indica un'
3-1-175: direi poi nel terzo luogo, che quando voi me ne accertaste, e
quando voi me ne accertaste, e che demostrativamente me l'insegnaste, voi fuste
il brutto egli è un demonio, / che 'n quanto nel saper nessun l'appaia
sve- tonio. rajberti, 2-79: che demonio è quel dottore! si capisce
demonio è quel dottore! si capisce che fa lo stolido e l'ignorante per poterne
erano impossessati giustappunto di tutte le forme che facevan per lui. pavese, i-57:
ella... proclamò alto e netto che il suo figliolo era un demonio
piaceva così e lo lasciava fare, e che le acque chete sono quelle che rovinano
e che le acque chete sono quelle che rovinano i ponti. banti, 6-25
disus. personificazione di una passione dominante che agita e turba l'animo. cavalca
cavalca, 16-2-35: così è bisogno che 'l monaco stia sempre apparecchiato e armato