l'innocente sembiante, e più dicendo che egli era stato alla corte damigello del re
bottiglia per soffiatura e ha una capacità che varia dai io ai 50 litri.
c'era il vecchio, l'oste, che sciacquava damigiane masticando la cicca.
e discrezione de'quali fu rimesso quello che alli più di loro paresse della presente bisogna
la damma e il cerviere, / che drieto al monte scorgea l'animale.
qual pargoletta o damma o capriuola, / che tra le fronde del natio boschetto /
di sospetto: / ad ogni sterpo che passando tocca, / esser si crede
: ch'è più veloce assai, che damma o pardo. l. martelli,
io credea, com'or tu credi / che dolcemente ne guidasse amore / a sprezzare
l'assenzio: / ma poi, che torcer vidi il dritto calle / et spogliar
sterpi e sassi assai più corsi / che corresse già mai cervo né dame, /
dileguarsi dal crudel periglio / del cacciator, che di sua morte è vago. v
v. franco, 323: ecco, che fuor d'un antro, or ch'
15-13: su per lo pian, che flora ingemma e smalta, / con
. perticari, ii-142: sarai più errante che gli augelli del mare: più agile
gli augelli del mare: più agile che le locuste: pronto più che la
agile che le locuste: pronto più che la damma, quando salta al raggio della
maniere, mal vi credevamo; / che la damma non genera il leone,
toglie dal chinarsi a esaminare minutamente que'che sono dammeno d'essi. nievo, 1-200
si mosse nel cuore un certo brulichio che molto somigliava a un rimorso. idem
il giovane, 10-877: e'mi par che co'dami non sii avvezzo. /
cioè loro signori o donni; e che di poi la voce * damo 'si
fece tra noi comune... che i nostri più antichi scrittori usassero la
le amiche, non occorre più dirci che il tuo damo l'ha da nascere
, com'usa, e della gran disgrazia che perdeva i capelli. pascoli, 1451
capelli. pascoli, 1451: la mela che il damo mandò di nascosto in regalo
nubi e la malizia / del cuculo che burla / la ragazza che conta con il
del cuculo che burla / la ragazza che conta con il cuore / quanto avrà
ancora da aspettar marito, / ed or che il damo la trascura e ciurla,
ciò dal cucco spera aver notizia / che tra sognarsi sposa e far l'amore,
. poliziano, 125: sa ben che non è degno che tu l'ami,
125: sa ben che non è degno che tu l'ami, / non è
avendo tu tanti bei dami, / che par che ogn'un solo el tuo
tu tanti bei dami, / che par che ogn'un solo el tuo viso adocchi
si può né pian né ratto, / che de'dami tu vuoi quattro per tasca
mene, e mi sconfondo, / che tu daresti retta a tutto il mondo.
a tavole, chi a scacchi, tanto che ugo si maravigliò forte. r.
non ho mai saputo novella. sospetto che la polizia, la quale mi crede
della famiglia rubiacee, comprendente arbusti rampicanti che crescono nelle isole africane dell'oceano indiano
dole secernenti sostanze ripugnanti, che costi tuiscono un mezzo di
, ovvero a una larga fascia che ne cigne la vita. colle falde si
co'suoi pie- dinucci, benino che pareva un uomo. cicognani, 1-63:
uomo. cicognani, 1-63: che peccato dover aspettar tanto, prima di poter
tere un figliolo a scuola! che anni sprecati quelli della doccia,
protezione gelosa, soffocante, oppressiva, che toglie ogni iniziativa e libertà individuale.
». ed io benedico queste dande che conducono i nostri passi incoscienti. siamo nell'
e canterete come il tenore caruso. che bei capelli, che già vogliono fare
il tenore caruso. che bei capelli, che già vogliono fare i ricci. e
! 3. strisce di panno che pendono dalle spalle della veste dei seminaristi
poscia in tre parti, poco men che uguali / per danda sei divisero tra
, con riferimento al dondolare del bambino che muove i primi passi. dan-dan,
, 1-324: dan-dan di campana lontana che turbi la pallida notte, / che rompi
lontana che turbi la pallida notte, / che rompi la calma del sonno con grida
: rise della carrozza anche momi, che tornava dalla città con l'asino e col
stesso dandismo e la moda non son che larvati sussidi al bisogno imperioso che ogni
voler ch'egli, nel punto / che andrà fra i versi miei reso immortale
, / né fior, né croce che distingua e scevri / tossa defunte,
rimpiange. svevo, 2-427: scopriva che nel defunto scultore l'ar
tista era esistito fino all'abbozzo e che l'accademico era sempre intervenuto a distruggere
lasciassi tutto nelle mani di questo intendente che, non per sparlare del- l'amministrazione
lo volto e la immagine del defonto, che eziandìo altri movimenti di vizi non riceve
solo per potere giovare con esse a quegli che ancora sono nella vita presente ma con
, iii-358: l'arcivescovo di lanciano raccordò che, trattandosi della messa, si era
trattandosi della messa, si era fatta menzione che quel sacrificio è offerito per i defonti
note. guerrazzi, i-84: se avveniva che altri pronunziasse il nome della defunta,
aiuole infiorate, e i funebri rintocchi che commemorano i defunti dileguano verso il sole
commemorano i defunti dileguano verso il sole che tramonta. e. cecchi, 6-180:
talvolta i defunti di due confessioni diverse, che una da ima parte una dall'altra
d'ombre, / sono esse il grano che ci scoppia in sogno, i loro
sogno, i loro è la lontananza che ci resta, / e loro è l'
resta, / e loro è l'ombra che dà peso ai nomi. 2
l'anima tua; e fa ragion che sia / la vista in te smarrita e
defunto. carducci, iii-7-39: il compianto che un tro- vator provenzale scioglierà su la
, senza suon di lira / questo che commemora la gioventù defunta. papini, 6-10
inoltre, parlando a lungo con lui, che era pieno d'idee ridicole, di
barbuto e piloso e defunto, stimarono che per gli spessi digiuni e le lunghissime
padre, per paura stette tre dì che non tornò, e stette senza mangiare e
era dimagrato, difunto e debile, che non poteva appena star ritto. sozzini,
un spiritei defunto, / rimaso sì che 'n sé forza non trova, / com'
sé forza non trova, / com'uom che 'n sé non sente caldo sangue.
virgilio congiunto / su per lo monte che l'anime cura / e discendendo nel
, perché quello è luogo dei dannati che sono defunti e privati della grazia d'iddio
e defunto / da i cacciator, che giungono, si trova. / e così
= voce dotta, lat. dèfunctus 4 che ha compiuto la vita, morto '
trovarmi uno stras- sinazo, e guarda che sia strassinazo proprio e non degagna corno
proprio e non degagna corno è quella che mi hai mandata, la qual proprio
se lagna / de to mala degagna / che gli ha messo l'insagna en su
degassaménto, sm. tecn. operazione che con siste nelpeliminare i gas
per eliminare dall'acqua della caldaia i gas che vi sono disciolti.
. di degenerare), agg. che degenera; che si altera o corrompe perdendo
), agg. che degenera; che si altera o corrompe perdendo le qualità
le qualità originarie del proprio genere; che cambia natura o apparenza. crescenzi
, non disideranti se non uccelli e animali che vivon sopra la terra: e alcune
un certo modo ignobili e degeneranti, che appetono non solamente le carni vive,
sono di queste croste degeneranti in papille, che, segate, riescono durissime, e
sgonfi. 2. figur. che si allontana dalle virtù tradizionali della propria
propria stirpe o della propria famiglia; che traligna; degenere, corrotto. s
: statuisce come assiomi vittoriosi... che lo stato di riflessione è contro natura
lo stato di riflessione è contro natura, che l'uomo medi- tatore e sociale è
nascimento. 3. figur. che si allontana dalla propria natura, che
che si allontana dalla propria natura, che si muta in peggio e si corrompe intimamente
rette. stigliani, ii-322: biasimate che si scrivano componimenti satirici, massimamente legittimi
degenerante sequenza e coda. 4. che favorisce, che provoca la degenerazione.
coda. 4. che favorisce, che provoca la degenerazione. -anche al figur
degenerano e imbastardiscono ne'luoghi umidi, che ne'secchi. castiglione, 104:
et imbastardiranno. galileo, 3-1-436: che le parti di questo globo più interne
, e lo concede anco aristotile: ma che elle degenerino e sieno altro che terra
ma che elle degenerino e sieno altro che terra della medesima sorta che questa delle
e sieno altro che terra della medesima sorta che questa delle parti superficiali, non sento
questa delle parti superficiali, non sento cosa che mi necessiti a concederlo. paoletti,
concederlo. paoletti, 1-1-219: io so che le acque, le pasture,.
wedi, misera, e non senti / che i lauri tuoi degeneràro in mirti?
4: cesserà via quell'antico improperio che si suol dire a chi da'suoi chiari
/ degenerando da progenie illustre, / che da l'umanità quasi è diverso. sarpi
sarpi, vi- 1-89: aggionse ancor che in ogni evento la republica non era
d'irritarsi contro ogni sorta di merito che loro non appartenga. carducci, iii-n-315:
a se medesima le ricchezze della corona, che resa a tutto il regno intollerabile,
gliene rendo molte grazie; assai curandomi che la mia fortuna non sia per degenerar
sia per degenerar del suo consueto, che è stato sempre di partorirmi utile e
veder gli eroi accesi d'altro amore, che di quel della gloria. algarotti,
quel della gloria. algarotti, 1-232: che se niuna facoltà o arte a'
la passione della gloria degenera sì fattamente che di amore diventa libidine, dimorano talvolta
5-148: incespicò sul ciglio della fossetta che divide i campi, e cadde bell'e
quanto la divina giustizia favorì dapprima alessandro che lo distrusse [questo gran reame] mentre
. muratori, 7-iv-78: ma da che i versi fescennini del volgo e de'
la licenza. metastasio, ii-246: che fai regina? / il periglio s'avanza
tua. goldoni, viii-956: felicità che non dura, ma che degenera in tristezza
: felicità che non dura, ma che degenera in tristezza, in desolazione,
, attività somma, temperata da prudenza, che poi degenerò in codardia. tenca,
tutti. svevo, 5-71: quello che era certo, era che lavoravano insieme,
: quello che era certo, era che lavoravano insieme, ma che si amavano
certo, era che lavoravano insieme, ma che si amavano o meglio che formavano quella
, ma che si amavano o meglio che formavano quella società sessuale in origine,
formavano quella società sessuale in origine, che doveva degenerare in una società d'interessi.
giogo è leggiero: è l'uomo quel che vuole, e mezo tra i bruti
seguaci degenerarono in laidezze sì stomachevoli, che al gregge de'più immondi animali furono
del ridicolo... fra cento che aspirano all'onore di ben riuscirvi,
ovvero in ricercate e fantastiche allusioni, che risvegliano tutt'al più un imprestato sorriso
. napoli signorelli, xix-4-605: il teatro che vuol considerarsi come uno de'pubblici educatori
[prestazioni] vennero crescendo, a misura che l'ammini- s trazione degenerava verso la
foscolo, xv-268: il viaggio, che pel riattamento delle strade durò quasi 2
, dimenticando la propria ambascia pel terrore che quel male degenerasse nella pestilenza influente.
iv-775: mi sono buscata una bronchite che poi è degenerata in otite secca e
se gli levin dinanzi l'altre erbe che la degenererebbero. abati, 307
generare). degenerativo, agg. che subisce una degenerazione, che tende a
agg. che subisce una degenerazione, che tende a mutarsi in peggio; che
che tende a mutarsi in peggio; che è conseguenza di un processo di degenerazione
morte. sono qualità degenerative dell'animo che non si devono coltivare, ma cercar di
: certe forme degenerative dell'originalità, che nell'arte antica furono prodotte da una
determinata. 2. medie. che ha i caratteri della degenerazione, del
degenerativi, stigmate degenerative: anomalie fisiopsichiche che nei delinquenti sarebbero un fenomeno di degenerazione
suicidio. michelstaedter, 641: e che ha fatto salvini? ha caricato in
gli altri a una fatica immensa di retroscena che stava in bizzarro contrasto con le parole
stava in bizzarro contrasto con le parole che dicevano. = deriv. da
, di degenerare), agg. che ha perduto, in tutto o in parte
e 'degenere'vi ha questa differenza, che il primo suppone la degenerazione compiuta,
10 reputo meno degenerata la schiatta de'cavalli che de'cavalieri. tramater [s.
: degenerati chiamano i materialisti que'corpi che hanno perduta per qualsivoglia cagione la primitiva
nell'imitazione dell'uomo fisicamente degenerato, che fa tremare e ingrassare le platee.
paese ci restano invece gli scarti, coloro che non sanno far nulla, i difettosi
contadini. 2. figur. che non possiede più le virtù della famiglia
virtù della famiglia o della stirpe; che non è più all'altezza della sua
se i cittadini saranno savi; di che si dubita, per lo esser la più
. richiami le menti a quelle memorie che la grecia stessa ha più splendide e più
fiorentino mi domandò se non mi pareva che dante fosse un decadente. a me voi
di adempiere la sua funzione, e che solo vive di piccole rapine e della tradizione
croce, iii-32-109: ha sostenuto la tesi che l'umanismo... si rivolgeva
4. medie. peggiorato, che si è sviluppato in una forma più
gravemente d'un mal di petto, che degenerato in etisia, lo menò alla
, simili al sacco ovale d'un polpo che sia prossimo a putrefarsi.
de'padri, a dispetto dei degenerati che si gloriano della bastardigia, della livrea
quest'aria stralunata della visitatrice, piuttosto che il timore, ispirava a maria luisa
avvezzarono a fare il contrario di ciò che dicevano, in cui diventò sistema il
. fogazzaro, 1-268: la scienza che pone in luce i processi di degenerazione
2. figur. l'allontanarsi dalle norme che regolano la vita morale (e anche
e anche dai canoni più comunemente accettati che reggono tradizionalmente, col valore di raccomandazioni
è piuttosto il sintomo della sociale degenerazione che il calcolo dell'economia. de sanctis
fu il solo legittimo frutto d'arte che il cattolicismo romano nella degenerazione o trasformazione
cero generai » non è in gran parte che una serie di documenti di questa degenerazione
, di quella personalità o individualità appunto che si loda così stoltamente. leopardi, i-674
. serao, i-657: quelle vesti che erano dei cenci, mostravano tutto l'orrore
4. medie. complesso di caratteri che, per effetto di fattori morbosi o
: la coscienza umana chiede ancora quello che chiedeva allora. dobbiamo credere che ciò
quello che chiedeva allora. dobbiamo credere che ciò sia un sintomo di malattia o
malattia o degenerazione? o dobbiamo credere che sia naturale del pastore in tal modo affan
ammalate, in fuori delle iridi grige, che talvolta si slargano e par che lampeggino
, che talvolta si slargano e par che lampeggino. baldini, i-361: pochissimi
: pochissimi, relativamente, erano quelli che presentavano caratteristiche di degenerazione, come dire
; se è convertito in una sostanza che, come l'amido, dà una reazione
: alterazione regressiva delle fibre collagene, che divengono avide di eosina e si presentano
/ passeri solitari /... / che han corretto quel lutto ereditario / con
porporina. 2. figur. che si è allontanato dalle virtù tipiche della
dei dieci di balia, 5-124: noi che insieme co'nostri collegati siamo disposti,
non saremo degeneri a'nostri maggiori, che ci hanno acquistato questo stato, e questa
dove si vegga riputato più nobile colui che sia più degenere dalla virtù de'maggiori
nella propria virtù una specie di capitale che si trattava di far fruttare il più che
che si trattava di far fruttare il più che fosse possibile al momento buono.
foresteria di lingua e di stile, che non desta poca meraviglia nell'autore delle
: ma la francese [ortografia] che avrebbe dovuto quasi trovare una nuova maniera
» l'immagine del beato papini che piomba dal cielo e mi libera dalle granfie
salyini, 39-ii-4: non credo già che per uomo nobile quegli si abbia ad
uomo nobile quegli si abbia ad intendere che vanti i meriti de'suoi maggiori.
follia degenere: a divenire null'altro che cenci nel mondo. bartolini, 16-166:
agg. e sm. e f. che è costretto a letto perché ammalato,
è costretto a letto perché ammalato, che è ricoverato in un ospedale o clinica
usata nel gergo burocratico e vale 4 che presentemente sta, si trova *.
degènza, sf. periodo di tempo che l'amma lato trascorre a
lungo, grigioblu, di taglio diritto, che la madre le aveva sempre visto,
sempre visto, le tre o quattro volte che se l'era trovata accanto al letto
degenza. calvino, 1-176: ecco che dopo giorni e giorni di squallida degenza
interessamento del comandante, sia l'operazione che la degenza sarebbero state a carico del-
. straparla, 3-4: fortunio, che in un lato della galea col capo
ma con un grosso nottolino protuberante, che gli andava su e giù ogni qual
del palato di un succo mielato ed ardente che gli chiudeva la gola. moravia,
testa piatta parevano due escrescenze di vetro che fossero per gonfiarsi smisuratamente come due bolle
sm. (femm. -trice). che deglutisce, che inghiotte. - anche
. -trice). che deglutisce, che inghiotte. - anche al figur.
i rospi drizzarono le spine, che negli sforzi della degluti zione
acciocché fossimo acconci di ricevere dignamente cristo che viene. dante, par.,
32-72: l'altissimo lume / degnamente convien che s'incappelli. maestro alberto, 113
ii-126: colui fa degnamente penitenza, che piagne il suo peccato, con legittima satisfa-
ariosto, 134: com'esser può che dignamente io lodi / vostre bellezze angeliche
e preconizzato con attributi divini; e che altro drappo può degnamente vestire un dio
se non è lavoro di quell'ingegno, che ha superato nel tessere le deità medesime
: il signor regente sentissi così commuovere che, temprando l'affetto con la gravità
): era la maniera d'un uomo che chiamava privilegio quello di servir gli appestati
, perché lo teneva per tale; che confessava di non averci degnamente cor
sentiva di non averci corrisposto degnamente; che chiedeva perdono, perché era persuaso d'
tantosto a tempestare contro il marito, che con quegli attacchi scomponeva le trecce della
.. era quella vestita di nero che avevo veduto passeggiare degnamente, in attesa
, al braccio di suo marito; quella che pareva dovesse lacerare da. un momento
lo corpo. e degnamente, imperò che la mente al male hanno inchinata, e
operando compiuta; e però degno è che simigliantemente siano e nell'anima e nel corpo
ti farà degno di mal talento, che io metta mia mano sopra tuo sangue
ti basta aver disobbedito / l'abate, che ancor batti il sagrestano; / ma
molto facendovi quelle accoglienze et onori, che degnamente meritate. caro, 2-385:
. caro, 2-385: mormorossi / che degnamente avea lao- coonte / di sua
volgar., 1-24: noi, advegna che non degnamente, ma per lo degnamento
. (superi. degnantlssimo). che si degna, condiscendente, affabile.
degnante, e coll'affetto il più che dir si possa lontano da que'beni che
che dir si possa lontano da que'beni che non fanno migliore l'animo. segneri
l'altissimo degnò se non coloro / che 'l forte suo martel tramuta in oro.
, / se non l'alto favor che mel concede. d. bartoli, 25-342
) v'ho trovato 'degnare'altrimenti che a maniera di neutro: 'degnò crearne
, 5-i-213: né altronde nasce, che talvolta cose triviali notissime, che noi
nasce, che talvolta cose triviali notissime, che noi per altro non degneremmo d'un
l'inculta offerta di un giovanetto, che tenta onorarlo perché lo stima. carducci
eruditi si scaldavano più per la pittura che per la scultura. insistono su dipinti per
; e non degnano di menzione statue che... a noi sembrano la
poco della sua età, quello stesso che, venuto coi parenti ella non aveva
montano, 476: le opere del cubismo che quella medesima critica degnava tutt'al più
, / tant'è lo godimento / che dentro v'è disparto. bibbia volgar
il disleale ha sì fello il cuore, che non degna altrui. andrea da barberino
; e tale gli rendeva onore, che prima non lo degnava. alberti,
quel petto a sdegno. / misero, che farai? -e lui risponde: /
quel ferrigno, e adamantino cuore, / che non degna uom, che viva sotto
, / che non degna uom, che viva sotto il cielo. tasso, 1-19-77
il volgare. giusti, i-151: spero che non ti fuggirà più detto che io
spero che non ti fuggirà più detto che io sia superbo, che non degni gli
fuggirà più detto che io sia superbo, che non degni gli amici: smemoriato sì
, v-340-28: piu rico me tegno / che s'eo avesse lo regno; /
: sì non dea nessun don, che guari vaglia, / a null'amante,
. michelangelo, i-24: natura, che fra noi degnar lo volse, / restò
, e 'degnevole 'si dice quello che facilmente accetta l'invito. giordani,
o tu dai cieli a questa terra che eterno ti brama, conceduto per onorare la
la deità, accogli e degna quello che i mortali dar possono agli dei sempiterni;
voi: / ma, in fondo, che conclusero / dal * quattordici '
a voi, signor dibo- naire, che grasia e onore tanto fatto m'avete,
., 21-21: se voi siete ombre che dio su non degni, / chi
: anima, assai ringraziar dei, / che fosti a
: alto e muschioso faggio, / che siei stato degnato a tanto bene!
core mi ve- gnono sospiri, / che mi degnano d'amare. g. m
e di tanta bontà, e valore, che altrettanta consolazione... apportino a
quanto insegnano ne'lor libri non degnerei che m'entrasse in capo. 6
e condiscendenza, a compiere un atto che sia ritenuto inferiore alla propria dignità (
alcamo, 99: macara se dolesseti, che cadesse angosciato, / la giente ci
e non uscirà della bocca mia altro che la verità. s. gregorio magno
vostra signoria infinite grazie dell'onore, che egli ha da voi ricevuto, il
, callinome gentile, / d'ascoltar un che te più che se stesso / riverisce
/ d'ascoltar un che te più che se stesso / riverisce ed onora. redi
poveruomo, è più di un mese che è morto, ed il figliuolo non
avete di lei disposto, vi assicuro che mi chiamerei fortunato, se vi degnaste di
per le formalità e aspettare due ore che i signori impiegati si degnassero di scrivere
trabagliastiti, faccioti meo pregheri, / che tu vadi addomannimi a mia mare ed
ardito d'intendre: / non credea che vostre alteze / ver me degnassero in-
sciendre. giamboni, 4-527: ma coloro che non credettero al guangelo di dio,
luogo, iustamente dall'ira di dio, che venne, soprappresi e infranti fuoro.
si mosse spirito in quel punto, / che quella donna mi degnò guardare, /
casa venute siete, dove, mentre che ricca fu, venir non degnaste.
, 423: trovansi poi certi altri che non degnano amar se non donne che
che non degnano amar se non donne che nell'aspetto, nel parlare e in
/ né gli occhi a me, che già scendea tra l'ombre, / chiudere
catilina, ma di quegli animosi masnadieri che affrontano il misfatto quantunque e'si vedano
alta, sdegnosi, con la pretesa che ci si sberretti sul loro passaggio, e
ossequio, lo fanno con un'albagia che offende più che un'insolenza franca.
fanno con un'albagia che offende più che un'insolenza franca. -per estens
: pregava lei [l'onestade] che, per onor di sé e per amor
. degnasse di parlare con quella donna che s'apella industria. alamanni, 5-1-161:
aratro e 'l bue; / per che solcato sol, tal rabbia e sdegnio /
e le pare essere si grande, che le viene schifo delle sue pari.
1-552: ben ch'io non credo che degnassi sì basso, pure alle volte
pure alle volte si va in luogo che altri non l'are * stimato.
stimato. cammelli, 298: filostrato che fai? dègnate un poco. /
: non vedete voi... che i benefizi e le leggi vostre non sono
nelle mani de'buoni, ma di quelli che hanno più audacia e di malizia?
ma costei [l'invenzione], che a pochissime persone / si degna, e
a pochissime persone / si degna, e che non vuol che le si faccia /
si degna, e che non vuol che le si faccia / intorno da cert'uomini
principi, non degnan col popolo più che se questi fossero animali. segneri, iii3-
24-3): madonna, la pietate / che v'ad- dimandan tutti i miei sospiri
tutti i miei sospiri, / è sol che vi degnate ch'io vi miri.
al monte? / non sapei tu che qui è l'uom felice? trattato di
trattato di ben vivere, 7: che s'elli fossero certani, che uomo noi
: che s'elli fossero certani, che uomo noi dovesse sapere, né dio
carducci, iii-6-93: quando voi dite che la civiltà romana « ai nostri giorni
pallavicino, 7-237: si giugne a tale che raffibbiarsi il giubbone, rannodarsi ima stringa
di chi ha servente, dettandogli la superbia che quel picciolo travaglio rechi disonore alla sua
e isclude ogni intelletto e ogni cosa che intendere si può, sì come è sustanzia
grande degnazione! oh amore smisurato, che è dato solo all'uomo! segneri
il principe uscì, e andò veramente (che non fu piccola degnazione) dal detto
degnazione) dal detto vicario; e concertarono che verrebbe di lì a due giorni.
ii-313: non passava quasi giorno senza che sua maestà si degnasse di costringerci a fare
anni. 2. il sentimento che determina o accompagna un atto di cortese
lui possibile, ma in tal modo, che la sua degnazione e umiltà in prendere
e se diveniste ancora papa, so che abbraccereste dal vostro soglio cordialmente, e
amore. leopardi, v-716: è verisimile che le donne, come meno severe,
ammusito, anzi tutto muso alle bestialità che cincischiava il presidente. dossi, 484:
. foscolo, xviii-291: il personaggio che ebbe la degnazione di venirmi a vedere
g. m. cecchi, 7-3-1: che siroe è signor molto degnevole. l
, 5-2-103: se voi fuste più degnevoli che voi non siate, e non giudicaste
degnevole e fe'segno a tutti, che si scappellavano e s'alzavano, di
cotesto nuovo complice sciamannato. 3. che deriva da degnazione affettata, che sa
3. che deriva da degnazione affettata, che sa di sussiego. bocchelli,
sussiego. bocchelli, 1-i-73: -ma che dite: ingannarvi? -diceva con superiorità
bere, e degnevole si dice quello che facilmente accetta l'invito. = deriv
le mosche e le zanzare, che pure così familiarmente e degnevolmente ci
(superi, degnissimo). che è meritevole (persona, cosa, azione
perdono, commiserazione (e il complemento che ne dipende è retto dalla prep.
fava, xxviii-8: em per quello che tu èi omo digno de multo onore
è giraldo degno di pena di ciò che commise furto? »; e questionasi
del no. guittone, i-36-176: quelli che sono qui consolati non sono degni a
ed è maggiore offesa a una persona che in un'altra; chi la desse allo
degna di molta riprensione è quella cosa che, ordinata a tórre alcuno difetto,
di tanta reverenza in vista, / che più non dee a padre alcun figliuolo
dal ver costoro, i quali riputano che sia ottimo bene esser dignissimo con onor
: qual da questo si parte, estimo che degnissima sia non solamente di riprension grave
lode o di vituperio solo in quelle cose che sono in sua potestà di fare e
quanto altro forse, o più, che intervenisse giammai. chiabrera, 63: non
segneri, i-255: loda volentieri coloro che ne son degni, e più volentieri
rispose, è d'alta lode / colui che un regno a governare imprende, /
ripete ad una voce, e grida / che, anco mendico e derelitto,
degno è d'onor, più che il fellon tra gli agi / e gli
generoso / men vincer vuole, che mostrarsi degno / della vittoria.
più grandi, questo mondo, che non è degno delle nostre lagrime.
en tortura, / non so degno che 'n mia casa sì descenda tua figura
degna d'aver pena, / più che donna terrena. dante, purg.,
8-189: va'dietro a quelle di che tu se'degno, ché certo tu
region remote. / nobilissima fuga, e che l'imiti / ben degna alcun magnanimo
monti, ii-26: il male si è che l'italia non è degna, per
quel ch'è peggio, la libertà che ci vien data costa tanto. tommaseo,
i-239: non era degna la città che nascesse in lei il re de'cieli.
fruttuosa, rinascevi prode, / degna che uno per te muoia d'amore.
muoia d'amore. 2. che è idoneo, per qualità innate e capacità
. bambagiuoli, 26: l'uom che conduce mal suo piccol legno, / non
degno, e dotato di quelle parti che potessero far sperare l'assistenza de'principi
1-ii-447: intorno alle elezioni fu stabilito, che li chierici ragunati debbano eleggere la persona
li chierici ragunati debbano eleggere la persona che riputeranno degna, la quale terranno in
, la quale terranno in secreto, infino che al re sarà palesata. foscolo,
siamo qui presenti, non ne vedo che uno solo, il quale sia veramente
essere nominato imperatore. 3. che è confacente, che è adeguato quanto
3. che è confacente, che è adeguato quanto a condizioni economiche,
, sociali, morali, fisiche; che non traligna dalle virtù tradizionali della propria
il loro degno capitano, quel gaglioffone che s'intitola massaro della plebe. c
sosia della drogheria. 4. che si addice; che è conforme, conveniente
4. che si addice; che è conforme, conveniente, proporzionato,
presuppone un paragone fra cose e persone che abbiano fra loro relazioni di affinità,
, la povertà, le inquietudini prima che mancare ai loro princìpi, ai loro
a leggere, o ad altra occupazione che non occupi. nievo, 1-190:
anche vestirmi in modo degno delle persone che servo e anche degno della mia condizione e
degno della mia condizione e delle persone che mi raccomandarono tanto calorosamente. gentile,
: ma, impazienza o sgomento, bisogna che nessuna passione piccina, meschina e degna
e stormenti radi / non blasmo pur che vadi / con gente degna / cui
tommaseo, i-400: e le cose che sentite voi, degno uomo, nessuno le
si raffermò in tutti i debitori la speranza che egli generosamente, con atto da vero
, 3-23: il professore -una degna persona che non vedo da dieci anni -si meraviglia
, 2-300: gli risposi... che, per quanto fosse un avversario,
intelligenzia prima muove / il primo cielo che il moto governa. tasso, 17-12:
sentirete fra i più degni eroi, / che nominar con laude m'apparecchio, /
, / ricordar quel rug- gier, che fu di voi / e de'vostri avi
patria, verso i quali serbavano quel rispetto che il guerriero in campo ha per un
gli teneva presi in babilonia; acciò che ritornando in gerusalem nella patria loro potes-
, 13: molto gli avrebbe piaciuto che per me fusse dato memorevole scrittura a
: diceva leonardo già aretino, / che, s'egli avessi avuto scrittor degno
per la fede / certo assai più che non si dice o crede. l.
1-11: ma le cose eccellenti, che nel petto / mi chiude un dolce
e degna. baruffaldi, 29: che si compri un metallo / bianco, o
da leonello spada e dal brizio, che è cosa veramente degna. carducci,
ancora a venezia un paio di vecchie che non si sono mai spinte in piazza s
hanno nociuto; con ciò sia cosa che ciascun reo colui solamente riputa dignissimo, il
buona anima è più bella e più isplendente che 'l sole, e più degnia che
che 'l sole, e più degnia che niuna altra cosa che idio abia fatta
e più degnia che niuna altra cosa che idio abia fatta in terra. fiore
più degna, né di maggiore onore, che la liberalità. bibbia volgar.,
avere buona nominanza e buona fama, che none avere buone cose e odorifere,
77: non pare cosa sicura né degna che tanto e sì prezioso pegno stia sì
età molto verde e per la bellezza, che così morta, più forte che mai
, che così morta, più forte che mai alcuna viva, mostrava, lasciò di
caterina de'ricci, 465: ecco che viene il re: corriamo incontro al nostro
ordinando l'ospizio e lo albergo, che sia degno e atto a ricevere un
palazzeschi, i-757: non vi fu famiglia che di tale fenomeno non possedesse un degno
polso, gli aveva detto: « e che resti a fare lì dunque?.
» gli rispose, come uno maravigliato che no. 8. solenne
tavola e innanzi a sé, ancora che fussi vescovo e commessario apostolico.
audace a celebrar mi spinge; / sì che i gran nomi e'fatti egregi e
pietosa esecutrice, / ragion è ben che facda / del mio cor la mia man
l'effetto di tua naturai clemenza, che della facondia mia. e cesare prontamente
mezzo. rajberti, 2-105: bisogna che il parnaso se ne occupi una volta,
ci è una politica degna e indipendente che valga a risollevarci la fronte.
amo e cui servo m'appello; / che servi- raggio voi el cor v'è
i-40-59: esso benignissimo padre nostro, che recto ama figlioli soi, boni faccendo essi
(90): con ciò sia cosa che a li poete sia conceduta maggiore licenza
poete sia conceduta maggiore licenza di parlare che a li prosaici dittatori, e questi
questi dicitori per rima non siano altro che poete volgari, degno e ragionevole è
poete volgari, degno e ragionevole è che a loro sia maggiore licenza largita di
loro sia maggiore licenza largita di parlare che a li altri parlatori volgari. idem,
/... / però degn'è che ciascun ti rin- grazie. frezzi,
soccorra e diati aiuto, / da che ferventemente tu mi chiame, / e ch'
. bembo, 1-221: molza, che fa la donna tua, che tanto /
, che fa la donna tua, che tanto / ti piacque oltra misura?
e fu ben degno, / poi che sì chiaro e sì felice ingegno /
canzone, et è ben degno / che la terra si dolga, e noi
, e noi piangiamo, / poi che perduto abbiamo / quella, che qui
/ poi che perduto abbiamo / quella, che qui fu essempio d'ogni lode:
fu essempio d'ogni lode: / et che sta lieto il ciel, che la
/ et che sta lieto il ciel, che la si gode. carducci, 26
di vostra doglia, ma di voi che dolete, tutto non degnio.
. locuz. — degno di fede: che può essere creduto sulla parola (e
un testimonio del quale si è certi che non s'inganna e non vuole ingannare
.. veruno degno di fede, che n'abbia detto o scritto alcuna cosa certamente
ci fossero diece testimoni dignissimi de fede che di veduta dicessero una cosa, e
tosto crederà la bugia a la sua moglie che non farà a diece uomini veridici e
stato assicurato da persone degne di fede che moltissime copie ne vengono mandate nelle principali
principali città d'italia, con ordine che sieno distribuite gratis. -far degno
degno qualcuno di qualche cosa: giudicare che la meriti, concedergliela. matteo correggiaio
donna, o mio sostegno, / che m'ài della tua grazia fatto degno.
la fortuna tanto destra, / che d'ascoltarla fatti degni siate!
da siena, 1-81: ragguardate dio, che è umiliato a voi uomo: e
: e non vi fa indegno di quello che dio v'ha fatto degno; cioè
parabosco, x-783: molto ben dei credere che niuna donna giammai amasse uomo con sì
bellezze, più d'ogni altro uomo che mai vivesse, t'hanno fatto degno
degno. sarpi, i-2-3: il dubbio che ha ritenuto vostra signoria dal farmi degno
bibbia volgar., ix-22: colui che è per venire dopo me, egli
calzari. monti, iii-84: sono certo che col maturarsi degli anni voi acquisterete più
più gravità e rigore di stile, e che ne'licei del regno vi sono cent'
va via di qui. non voglio che tu parli / così alla mia figlia
= deriv. dal lat. dignus * che conviene a * (dalla radice di
: lungo sarebbe il dire le cause che condussero l'italia a tanta infelicità, ma
lasce- remo di far cenno di alcune che più direttamente contribuirono al suo degradamento.
. pitt. diminuzione prospettica degli oggetti che l'occhio ci rappresenta gradatamente minori nell'
non hanno quel degradamento, quella diminuzione che rigorosamente vorrebbono le varie loro distanze.
. di degradare), agg. che fa scadere di pregio, di onore;
fa scadere di pregio, di onore; che umilia; avvilente, umiliante, che
che umilia; avvilente, umiliante, che rende moralmente abietto. cattaneo
dell'uomo di oggi, in italia, che sta sospeso a tutti i mutamenti di
tutti i mutamenti di padrone, e che anche involontariamente oscilla di qua e di
di ballare. 2. che è in declivio, che diminuisce di altezza
2. che è in declivio, che diminuisce di altezza (di monti,
alla valle tiberina. 3. che diminuisce di intensità (la luce, un
chevelle pagare, / mittigli lo flagello che lo voi degradare. guicciardini, iv-33
boccalini, iii-131: sua maestà comandò che il murtola fosse degradato di tutte le
fosse degradato di tutte le buone lettere che egli si ritrovava e che fosse spogliato
buone lettere che egli si ritrovava e che fosse spogliato del dono nobilissimo del furor poetico
: è dunque conforme a tal principio che si degradassero i nobili e i cittadini
fosse dilatata anche ai liberi, a misura che la tirannia si rassodava. foscolo,
sentissero da uno spagnuolo annoverar lucano (che nacque non so se in cordova o in
ha ancora degradato in gelida narrazione quel che saffo, col verace entusiasmo della lirica
tal popolo libero veniva ad esser minore che fosse possibile, essendo le fatiche giornaliere,
fatiche giornaliere, i servigi bassi, che avrebbero degradato l'uguaglianza dell'uomo libero
sul collo una di quelle tirannidi che degradano chi le sopporta. carducci, iii-
declamasse ch'egli guastò il costume, che spogliò di fede e pudicizia la donna,
spogliò di fede e pudicizia la donna, che degrada l'amore, che attenta alla
donna, che degrada l'amore, che attenta alla famiglia, quegli dimenticherebbe 0
anche nella nostra stampa un nuovo allevamento che degraderà il nostro pubblico; l'allevamento
di nozioni e sprovvisto di orientamento, che saprà molte cose inutili e non avrà un
perché li vedeva così bene, gli pareva che fossero stati degradati ad un rango
monti, i-209: la mia conclusione è che vi stimo assaissimo quando inveite contro certi
inveite contro certi nostri poeti, e che altrettanto vi biasimo quando tentate di degradar
istupor biancheggiare, onde credettero que'valentuomini che fosse degradata dalla purità primiera. s
amore di mutazione e di novità, che quasi inevitabil si rende il degradar col
. s. borghini, 1-56: quegli che sono reputati dei, non vorrebbono essere
quel colore più e meno scuro, che degradando verso il chiaro, serve nella pittura
luce non ammettono in un oggetto illuminato che un punto, dove la luce batte
partendo la luce, e il colore che riceve da essa le sue modificazioni,
con progressioni sì moltiplicate e sì impercettibili che l'occhio il più esercitato non può
perticari, ii-491: imitare 1 pittori che tra due colori, che formano un contrasto
1 pittori che tra due colori, che formano un contrasto, dicon essi,
, interpongono una tinta di mezzo, che concilia le laterali, che le degrada,
mezzo, che concilia le laterali, che le degrada, che forma loro un
concilia le laterali, che le degrada, che forma loro un passaggio, onde si
qualcosa di ultrasensibile, non è maraviglia che il winckelmann si adoperi, se non a
(169): e cum ciò cosa che lo clima che è dallato de l'
: e cum ciò cosa che lo clima che è dallato de l'equatore sia lo
equatore sia lo magiure e lo più longo che sia, e li altri vadano tutti
e li altri vadano tutti degradando, sì che lo settimo ch'è all'ultima abetazione
andava degradando ne'suoi piani tanto, che vi si poteva andare intorno. baldinucci
veggonsi sparse per una spaziosa campagna, che a poco a poco degradando...
collinette. vico, 314: avvenne che i giganti degradarono alle nostre giuste stature
tutto su la grossezza de'pilastri inferiori che degrada nel secondo piano. cuoco, 2-ii-213
guardi quella stesa laggiù di foglie di ròmeri che degrada così mollemente verso il grembo delle
. bartoli, 4-4-44: parve dunque miracolo che da così capitali accuse...
giovanni dalle celle, 4-1-27: nota che 'l vescovo non può restituire il degradato
). giovio, 1-59: accadde che per soverchio amore che portava il figliuolo
, 1-59: accadde che per soverchio amore che portava il figliuolo suo, il duca
mammiferi superiori a quella dei pennuti, e che i frenologhi del luogo esibivano alle «
, quel vecchio sud non sa più offrire che immagini di estenuazione. 3
pagano, iii-227: l'uomo, che non conosce i suoi diritti, dimentica
fra le gole del monte atlante nazioni che vivono nell'indipendenza, nell'abbondanza e
feccia più degradata essendovi in maggior numero che nelle case d'industria, la corruzione fermenta
moralmente degradata da una febbre putrida, che l'ha acconciata in modo da volerci
da volerci un atto di fede per credere che sia lei. settembrini, iv-699:
dignità, ma quando un popolo accetta cosa che reputa disonorevole, sofisticando e persuadendo a
disonorevole, sofisticando e persuadendo a se stesso che vi trovi il suo conto, è
degradata; pensava con amarezza al disprezzo che ora veramente meritava concedendo la propria persona
in degradate oscillazioni. 5. che è in declivio, digradante. magalotti
soavemente degradate valli / pasce il branco che mugge. -scalato secondo le proporzioni
più piccolo animale e lo maggiore animale che sia, so degredati tutti li animali.
dir. pena militare accessoria perpetua, che priva il condannato della qualità di militare
senso improprio: rimozione dal grado, che priva il militare condannato del grado e
la milizia] in onorevolezza non concedeva che un soldato ritornasse alle fazioni civili
non era spogliato del grado militare, che però fu detto degradazione, con levarli
instillargli ne la mente i suoi sospetti che il colonnello non per i suoi mancamenti
suo posto glisomiro, da esso più che per lo valore amato per la bellezza.
del supplicio non minore moltitudine d'uomini che il dì destinato a fare l'esperimento
papi stessi... avevano appruovato che la repubblica punisse da sé gli ecclesiastici
incorsi in gravi delitti, solo avendo voluto che prima della punizione si divenisse alla degradazione
iii-438: si trattava di sabotaggio o, che fa lo stesso, di furto,
azeglio, 4-i-250: la deplorabile necessità che ha costretti gli studenti a consegnare ad
. carducci, iii-13-112: i mali che afflissero la patria allora sarebbero stati troppi
degradazione. cicognani, 3-127: sapeva che quello era il principio d'ima degradazione
quello era il principio d'ima degradazione che sarebbe andata diventando sempre più ignobile,
rimedio. vittorini, 5-272: molti che sono diventati comunisti lo sono diventati nella
è soggetto a degradazione alle vicende dell'aria che si condensi o si dilati. bocchelli
in quella improvvisa degradazione dell'eroe, che non sente più la fatalità della propria
. moravia, ii-249: gli pareva che [i genitori] fossero degradati ad
era scomparsa dalla sua vita il calore che la riscaldava. -decadenza; involuzione
. rovani, ii-282: questa roma che, ad onta della sua degradazione, è
il fontenelle, egli [hume] dice che per quanto s'indebolisse per gradi un
sue degra dazioni, e che il piacere non si forma se non se
case son rappresentate più picciole di quelli che le abitano. p. verri, i-170
p. verri, i-170: io so che il mio cuore è commosso allorquando una
mezzi tuoni,... senza che ne'passaggi d'una voce all'alba vi
del colore, occuparsi di quel solo che splende come color principale. soffici,
degradazione della prospettiva aerea per una corposità che mette tutto sullo stesso piano. sinisgalli
5-4-150: la degradazione degli stanzini, che da noi si dicon palchetti, opera
da noi si dicon palchetti, opera che chi è più verso la scena non possa
erano quasi tutti in possesso di proprietari che risiedevano a roma, a napoli,
5-4-17: perché gli altri di quella casa che occupazion non hanno,...
, quasi, ancora, di musica che si assolva in un'ultima, anzi
linguaggio industriale. degustàbile, agg. che si può gustare. -anche al figur
gustare. -anche al figur.: che può riuscire gradito, piacevole; pregevole
comari allegre scoprivano per la prima volta che in lui c'era la stoffa d'un
isforzato affanno cominciano a degustare quello, che nell'altra vita aranno di gaudio per
la tua vita è salva. ti garantisco che non si tratta nemmeno di una degustazione
vuota un litro, brucia le sigarette che gli restano, fintanto che non tirano giù
le sigarette che gli restano, fintanto che non tirano giù le saracinesche.
anche dèh!), inter. esclamazione che manifesta diversi sentimenti dell'animo, e
e si adopera come introduzione a frasi che esprimono desideri o aspirazioni, meraviglia,
quest'ultimo dimostri più tosto desiderio, che passione. cinonio, 71: 4
: 4 deh ', interiezione deprecativa, che si scrive con l'aspirazione nel fine
magnificare. qualche volta è l'istesso che ma. doh, in vece di deh
: 'deh'. interiezione ed esclamazione, che serve ad esprimere diversi affetti e movimenti
, e simili; ma non usasi oggi che in poesia o nella prosa elevata.
, alla tua amistate / quest'anima che trema raccomando. m. frescobaldi,
mio gravoso affanno / e a'sospir che vanno / merzé chiamarti con dogliosi guai
, odi e abbi misericordia, però che tu se'iddio misericordioso; deh ora
monte citerone / deh, i'ti priego che mi sii pietosa. bianco da siena
. pulci, 28-152: però tu, che per noi volgi la chiave, /
perché ella è una ladra pubblica, che non ha coscienza né fede. alfieri
/ di oltrepassar quella terribil meta / che tra suddito e re, tra figlio
e non guardar chi sia / que'che ti caccia. dante, purg.,
23-112: deh, frate, or fa che più non mi ti celi! buti,
, 2-563: l'autore àe finto che forese dica così: 4 deh,
e parla forese a dante pregandolo ancora che si li manifesti. bibbia volgar.
membri amici: / fate un capo, che gli altri indrizzi e frene. d
tanti e dell'errar sì lungo, / che a questi lidi al fin ci tragge
/ ch'ella vi salvi, ella che salva i suoi. d'annunzio, iii-1-627
e non aver temenza / se io, che tanto t'amo, ti favello.
: più non chero / se non che tu mi lasci il mio ruggiero. /
volermel tórre, / deh, prima almen che tu 'l rimeni in francia, /
8-i-439: deh sarà mai, che senza mali il mondo / solo di beni
barberini, iii-270: deh chi m'impetra che, la mortai salma / deposta in
rose! 5. in frasi che manifestano rammarico, timore, sgomento,
giamo disfare uno bello palagio, deh! che danno ène. dante, inf.
fui sì di me stesso fuore, / che senza te, medor, qui mi
e duol: né mi credea / che risaper tu lo dovessi; e questo /
e mira? 6. in frasi che esprimono rimprovero, disapprovazione. maestro alberto
n-ii-161: deh, sarete così crudele che mi vogliate lasciar digiuno di quel cibo del
giunse? 8. in frasi che denotano stupore, meraviglia. allegri,
meraviglia. allegri, 217: deh che maraviglia, se essendo anch'io mortale
rinuccini, 23: vedete lui stesso / che verso noi se 'n viene /
di noi unqua vedesti, / sì che di lui di là novella porti: /
invitare qualunque povera persona, deh! che farebbe quello povero, se non che
che farebbe quello povero, se non che si goderebbe d'essa invi fazione? guarini
? guarini, 77: se quel che n'hai predetto /... /
, 28-43: deh, bella donna, che a'raggi d'amore / ti scaldi
, s'i'vo'credere a'sembianti / che soglion esser testimon del core, /
): deh, anima mia dolce, che parole son quelle che tu di'?
mia dolce, che parole son quelle che tu di'? savonarola, 7-ii-58: vien
1-1: deh, guarda un poco con che tresca di scompiglio queste carte sono in
deh, per le guance eburnee / che di rossor tingesti, / per gli
occhi tuoi, deh, piacciati / voler che teco io resti. settembrini, iv-73
più crudele, direbbe coi teologi necessario che israele non finisca, per dimostrare alle
, 2-168: una di quelle bestiali creature che una volta si aggiravano da queste parti
), sf. biol. enzima che agisce come catalizzatore nei processi di deidrogenazione
di sostanze organiche contenute negli alimenti o che si formano nelle cellule vi
] e dal sufi. -osi, che designa gli enzimi. deidratare,
[are] e dal sufi, -osi che designa gli enzimi. deidrogenazióne
del paradiso, 135: forse che la nostra orazione ebbe potenzia d'entrare
sua malizia sì deietto e prostrato, che crede e procura che mai non ti
deietto e prostrato, che crede e procura che mai non ti rilevi. =
l'amore mustrar fatto maiore, / che farme lo menore 'n dell'omen deiettato.
e la penitenzia si rivolle; quella che sta sordidata, e degetta e cecata
imbriani, 2-152: quando mi manca che ammirare sono deietto; quando ritrovo che
che ammirare sono deietto; quando ritrovo che ammirare rinasco. = voce dotta
deiettóre, sm. meccan. apparecchio che imprime un moto rotatorio all'acqua di
acqua di una caldaia, per impedire che si formino incrostazioni sulle pareti.
di ventre e per gli sconvolgimenti di spirito che da esso provengono. bicchierai, 187
faldella, 4-89: così le nuove biblioteche che si fondano nell'australia ricevono per base
, dalle deiezioni dell'industria chimica, che inquinano le acque, distruggono le vegetazioni
di deiezione: in vulcanologia, quella che comporta l'uscita dal cono vulcanico del
, e con ragione, per più che un dilettante; perché non ne possedeva
. cavalca, 6-1-57: dico, che molto s'approva, e mostra,
molto s'approva, e mostra, che sia verace la nostra fede, per lo
e non aprivano la tua iniquità acciò che ti provocasseno a penitenza; etiam di
nella quale [lettera] è introdotto che i veneziani, con somma deiezione, e
i-2-8: le cose di quell'imperio, che erano da alcuni stimate in degezióne,
de'schiavi, quella stessa agricoltura, che aveva formato l'occupazione, la delizia
e la potenza de'loro padri, che perciò è caduta in deiezione.
, agg. e sm. ant. che porta o manifesta il volere di dio
giov. cavalcanti, 209: che volete voi vedere altro privilegio delle disposizioni
vedere altro privilegio delle disposizioni deifere, che i vostri nemici vi mostrano il sicuro
vi mostrano il sicuro guado del serchio, che a noi era ignoto e pieno il
vuole attribuire deificamento alle creature, conviene che altresì loro attribuisca le perfezioni d'iddio.
, 128: quell'umanità, che tu pigliasti, / tu una dio la
: pare una imitazione della gentilità, che con esquisita assentazione poneva nei tempii istessi
nei tempii istessi le imagini di quegli che volevano deificare,... al pari
circondandole ancora d'intorno di angeli alati che le sostentano. tasso, i-245: contentatevi
la fortuna, si stabiliscono quelle massime che servono di base all'ateismo. gemelli
. leopardi, 829: è molti secoli che sta in casa di mio padre un
di corte ad istanza di augusto, che era stato deificato da giove per considerazioni che
che era stato deificato da giove per considerazioni che si dovettero avere alla potenza dei romani
dei romani. alvaro, 7-48: che il bene sia d'origine divina, è
moggio di terra scavata è offerto agli spiriti che la deificano e divengono i penati del
, e sovente come malfattori, decapitati; che se poi vengono patrocinati dalla fortuna ch'
ch'essi credono lor propria, ma che in somma non è che il moto prepotente
propria, ma che in somma non è che il moto prepotente delle cose, allora
d'annunzio, v-3-408: il poeta, che oggi il popolo d'italia deifica,
fatto uomo, acciocché l'uomo, che comprende maschio e femmina, diventi iddio:
, cioè della vergine, a mostrare che l'uno e l'altro veniva a
o fusse per vanto, o pure che così della divinità credesse. campanella, i-52
della sincera luce d'amor divino, che ci può deificare e farci comandare a tutte
tempio in partenope, nominato da colui che per deificare sostenne che fosse fatto di
nominato da colui che per deificare sostenne che fosse fatto di lui sacrificio sopra la grata
e non è grande ingiuria a dio, che l'uomo, il quale è creatura
deificandosi, dia a sé l'onore che solo si conviene al creatore? mascardi,
di vedere se l'umana alterigia, che va ogni dì rubbando alla divinità qualche prerogativa
: fruiva quella dolcezza e quel giubilo che sente l'anima che si deifica e s'
e quel giubilo che sente l'anima che si deifica e s'imparadisa alla fine
, 10-1 (213): volse che tutti li assirii credessero che belo fosse
): volse che tutti li assirii credessero che belo fosse deificato. tasso, n-iii-1071
: non secondo noi, ma secondo che tutti [siamo] ordinati in esso
uno e l'altro insieme; mentre che gli uomini deificati ed i primi fondatori della
ed i più grati a dio, vuole che cedano a'nostri papi, e gli
fusse possibile tutt questi [santi] che io ti conto fusseno in uno, il
, 1-1-132: non si crederebbe scipione, che la vergogna della laudabile femmina per la
potesse tanto mutare,... che la potessono inclinare a esaudirli li suoi
. paleotti, l-n-192: altri dipoi che altra strada più ingannevole indusse ad adorare
e meriti a porre in cielo quegli che avevano beneficate le persone, come scrive
de le mie considerazioni tre canzoni, che sono picciola ma nobil parte però de
nobil parte però de le molte rime che si leggono in deificazione de la signora
. m. -ci). divino; che ha virtù d'innalzare fino a dio
virtù d'innalzare fino a dio; che ha efficacia divina. 5
parole deifiche, e più penetrative, che ogni coltello di due punte. ottimo,
<;. deifórme, agg. che è simile a dio; che ha
agg. che è simile a dio; che ha sembianze divine; divino.
affamato di signore avaro, / anzi che dominar scettrata larva / su l'ombre
neri di corvi. 2. che è conforme a dio (alla volontà,
alla tua. 3. che riceve da dio la forma, l'essenza
cioè dello regno di vita eterna, che è esso iddio; imperò che iddio
eterna, che è esso iddio; imperò che iddio è forma di tale beatitudine
forma: né è altra cosa sommo bene che epso idio. cavalca, 6-1-161:
cavalca, 6-1-161: dice s. dionisio che male, nel demonio, è appetito
per operazione 'deiforme'io intendo una operazione che non solo ha per principio iddio,
solo ha per principio iddio, ma che essa stessa e il suo termine è dio
, 66: [temo] donna, che la tuo sintilla / non arda meco
deim'omai cime de monti / a men che sì dichini in bassa villa.
uomo non è stato mai conceduto, che si possa chiamare padre di dio, la
posseduta da alcuni organi vegetali, che in questo modo mettono in libertà il
sannazaro, iv-124: e'ti parrà che 'l ciel voglia dei- scere,
sentrai lamentar quella sua citerà, / e che pietà ti roda, amor ti
l'ateismo in negare assolutamente iddio, che, vedendone l'ombra, si mette
così). esso va già d'accordo che iddio ci è. baretti, 3-298
artiglierie di deismo e d'ateismo, che ti battono tuttora in breccia da tutte
metà della scuola di locke professava un deismo che non era più la religione astratta del
occasione freddi e a tesi, non tolgono che il parini non sia il poeta nostro
naturalmente men cristiano del secolo passato, che e'non fosse un prete, lasciamo sfuggire
primo sguardo nell'espressione vaga, che poi si condenserà senza precisarsi nella setta
deista ammette un dio senza provvidenza, che è quanto negarlo. gioberti, iii-xoi:
naturale? 2. agg. che è proprio del deismo, che si
agg. che è proprio del deismo, che si riferisce al deismo. de
(plur. m. -ci). che si riferisce al deismo, proprio
quel generale movimento verso la religione naturale che era cominciato dalla metà del cinquecento per
giamboni, 82: e dice che nel detto principio si è tre persone,
despregiò, ché dispregiare pregiava, acciò che non temesse omo nei mali mizeria e
, iv-29 (n-6): pare che in vo'dimori ogni fiata / la deità
pacifico è lo luogo di quella somma deitade che sola sé compiutamente vede. g.
gli auspici; non è luogo in essa che non n'è pieno di religione e
amorosamente prender di lei piacer, mentre che prima le giurasse per la deità d'iside
deità d'iside di narrarle, avanti che la toccasse, tutte le cose che
avanti che la toccasse, tutte le cose che astutamente fatte aveva. soderini, iv-395
la certa, ferma e vera credenza, che da essere ricercata e voluta intendere indarno
arrighetto, 240: tu ti duoli che gl'ingiusti hanno avute le dignità e
il poter della tua forza, / sì che 'l mio dire al sentir sia eguale
sia eguale; / e più addentro alquanto che la scorza / possa mostrar della tua
mondo errante, / per mostrar ciò che può sua deitate. 5. bernardino
può intèndare intelletto d'uomo, salvo che iesu e lei, soli loro due
ogni mente. -gesto, atteggiamento che rivela la presenza della divinità.
le madonne ancora? / le madonne che vide il perugino / scender ne'puri occasi
: per via teologica si può dire che, poi che la somma deitade, cioè
teologica si può dire che, poi che la somma deitade, cioè dio, vede
e vergogna dell'umane voglie, / che parturir letizia in su la lieta /
quale ogni cosa s'aggira, / che per triunfo e per gloria e fama /
qualche onesto carcere dove dandole ad intendere che ella sia ministra di palla o di
diana. tasso, 12-353: né giudico che l'azioni de'gentili ci porgano comodo
o vogliamo ricorrer talora a le deità che da'gentili erano adorate, o non
guercio bestiai cecco di braccio, / che quanto al reverir del sommo impero /
deità, geni sì ingrati, / che al morto mai non donerebbe una acca
: vedi là quella valle interminata / che lungo la toscana onda si spiega,
/ quasi tappeto di smeraldi adorno, / che de le molli deità marine / l'
il cimitero; / è la palude, che dal ponto à nome. pascoli,
alato, il dio compagnevole, il dio che uccise argos e che trovò la lira
, il dio che uccise argos e che trovò la lira. d'annunzio, i-384
del resto non è la prima volta che dal vaporetto mi par di vedere,
con la pena e col premio, che per dettame di lei furono da'legislatori constituiti
lei furono da'legislatori constituiti, e che sono, per parere di quel filosofo,
quel filosofo, le due sole deità che regnino in terra. alfieri, 1-319:
desidero ancora molti giorni simili a quelli che la natura vi concede; non perché
ciò segnava la inaugurazione della primavera, che voleva dire tante belle cose: voleva
... la libertà, che è una deità eminentemente efebica. landolfi,
, iii-n-19: si puote ornai vedere che è mente: che è quella fine e
si puote ornai vedere che è mente: che è quella fine e preziosissima parte de
fine e preziosissima parte de l'anima che è deitade. leonardo, 7-i-59:
. leonardo, 7-i-59: la deità che ha la scienza del pittore fa che la
deità che ha la scienza del pittore fa che la mente del pittore si trasmuta in
saria parso parlare, a uno uomo che fussi stato come me; quale cosa non
finita, / sarà mia vita il tempo che m'avanza / in disianza? tasso
valle, 46: e veramente stimo / che tesser da te amata e desiata /
/ lumi di deitade, / poi che tu, grande imagine di dio, /
. deitrinifórme, agg. teol. che partecipa della natura di dio uno e
dovete aver pazienza; / poiché, mentre che io lodo il vostro sesso, /
ho levato e aggiunto qualcosetta, secondo che m'è tornato bene; che se l'
secondo che m'è tornato bene; che se l'avesse a veder altri che
che se l'avesse a veder altri che voi, non o quanto fosse de iure
il diesis, il be-quadro: / oh che brutto suonar! che suonar ladro!
be-quadro: / oh che brutto suonar! che suonar ladro! / impicciate il bemmì
2. per simil. musicale, che è simile alla scrittura musicale.
l. bellini, 11-86: e che stupor di smalti e di colori /
: antonino pio disse a imo delatore che invano si affaticavano li imperatori, perché nessuno
il proceder per via de delatori, che con questo vocabolo sono chiamate le spie
apelle, e il delatore iniquo, / che accusato l'avea gli dié per servo
perturbando ciascuno co'delatori, per modo che sciolti i vincoli della naturai benevolenza,
degenere in ogni senso. d'una che aveva fatto anche la delatrice, alla
govoni, 2-182: tutte le bestiole / che odiano il sole e battono la terra
. termine de'crimi- nalisti. colui che porta, senza la debita licenza, un'
1538). delatòrio, agg. che riguarda la delazione, proprio della delazione
credo innocente. so anzi per certo che su questo articolo si è solennemente mentito,
quando è instillata negli orecchi di persone che vengono con armi straniere, e che
che vengono con armi straniere, e che sono obbligate ad adombrarsi di tutto;
guardino dal credere, non può essere che la persona accusata non riesca, non
santo coraggio la delazione, lo spionaggio che adesso fioriscono come durante ogni epoca di
furono contaminati da tante vili suppliche, che domandavano pane grado ed onori, da
di delazioni segrete a carico loro; prima che la vipera morda le torrò i denti
delazione dell * eredità: fenomeno giuridico che si verifica al momento dell'apertura della
dato motivo... a quelli che fanno lo strascino... d'andare
dichiarare... e quando e per che modo noi siamo contenti in questo trattato
in questo trattato per delazione del viso che in esse contiene. = voce
, agg. ant. e letter. che può essere cancellato; che scompare facilmente
letter. che può essere cancellato; che scompare facilmente. -anche al figur.
riga o linea delebile, in che si scrive, o sono perpendicolari,
si scrive, o sono perpendicolari, che fanno angoli retti come la lettera i,
. marino, i-76: danneggiare l'anima che mai non muore, sì come non
il carattere della dignità [sacerdotale] che iddio ci ha di sua mano scritto
contrapposto con p * inchiostro indelebile 'che è composto in modo da resistere all'
. delebilménte, avv. in modo che può essere cancellato facilmente. tommaseo
delle proprie funzioni; il documento che contiene tale atto. codice di
. e sm. e f. che delega, che è autore di una delega
sm. e f. che delega, che è autore di una delega 0 delegazione
autore di una delega 0 delegazione; che conferisce un incarico, una rappresentanza.
., siccome a principe delegante, che appellando di così fatta sentenzia, mi
.]. pallavicino, i-738: che in tali cause non si possa appellare al
iv-585: non potendo quella incombenza, che è propria del delegante, non essere
delegato. 2. il soggetto che, nella delegazione, fa promettere o
: il giudicare era di tanta dignità, che fu da prima cura degli stessi re
sovranità istessa, cosicché non può esercitarsi che dal sovrano, o da chi è da
del delegare gli è appunto trovare persona che voglia più fortemente, sappia meglio,
meglio, e più facilmente possa quello che noi vogliamo. carducci, iii-15-359:
livio volgar., 5-319: per ciò che più lunga era la dispu- tazione delli
da lui indicato, una terza persona che prenda su di sé il carico di
il carico di sodisfarlo, per modo che il debitore medesimo venga ad essere liberato
questi può obbligarsi verso il creditore salvo che il debitore l'abbia vietato.
. delegatàbile, agg. scherz. che può essere promosso alla carica di delegato
delegare. delegatizio, agg. che si riferisce, che è proprio di
delegatizio, agg. che si riferisce, che è proprio di delegazione o di delegato
di una v sopra postavi non fu fatta che tardi. bocchelli, 1-ii-193: il
1-ii-193: il generai barone pasquattini, che mi onora della sua amicizia, ha
villani, 12-43: quello cherico o laico che impetrasse in corte di papa, o
delegato in sua causa o questione, che da niuna signoria di comune non fosse
, non insignito della consacrazione episcopale, che nei territori soggetti alla francia, durante
è nulla anco l'assoluzione del sacerdote che non abbia autorità delegata o ordinaria sopra i
b. croce, iii-26-201: dire che un poema è tutto nei suoi suoni
tenui e sfumate, non è dire che la singola parola sia essa il poema
neppure parola, è nulla: la virtù che essa ha nel poema è la virtù
). -debitore delegato: il soggetto che, nella delegazione passiva di credito,
v.]: 'debitore delegato'è colui che taluno assegna in vece sua al proprio
. boccardo, 2-553: ii creditore che ha liberato il debitore da cui fu fatta
non contenga una riserva espressa, o che il delegato non fosse già apertamente fallito
termine de'giuristi; e dicesi di quello che taluno assegna al proprio creditore, liberandosi
iv-585: non potendo quella incombenza, che è propria del delegante, non essere ancora
. cattaneo, ii-2-264: una banca che godeva somma confidenza, perché invigilata dai
in appanaggio e governa un distretto, che visita ad intervalli, e dove risiede
sua assenza è rappresentata da un delegato che governa in di lei nome, e
governa in di lei nome, e che invia le derrate alla residenza della regale
, ii-729: in ordine poi all'istanza che fa il delegato predetto, perché sia
ii-2-322: la città di pavia, che non voleva il canale, cercava di
, promotor fervoroso dell'opera, ottenne che le vendite si facessero tutte con riserva.
istruzione si è aperta e non vorremmo che finisse come quella a carico del delegato di
delegati e d'applicati di pubblica sicurezza che si davano un moto, un daffare indicibile
ed all'inclita guarnigione le fasce tricolori che avevano a tracolla, come segno indiscutibile
papa. botta, 4-143: nel che se gli abbati fossero negligenti, il
il prelato (generalmente arcivescovo titolare) che, pur non godendo delle prerogative diplomatiche
lo papa e per tutto il collegio che si mandasse in inghilterra il detto messer
delegato del papa in cina, quello che li ha scelti [i vescovi cinesi]
accompagnati. -stor. il prelato che era incaricato del governo delle province minori
io per altro essere così superbo, che non degnassi di risposta una osservazione,
una volontà, fate leggi chiare e stabili che la esprimano ai sudditi, vigilate specialmente
su'cardinali delegati, su gl'impiegati che spesso alla vostra volontà sostituiscono l'arbitrio
impresa: dipendente di una piccola impresa che assume, in seguito a elezione da
interna. delegatòrio, agg. che deriva da una delega. alla
piccola delegazione di giovani barcaioli a dichiararmi che imo di loro è pronto a sfidare
alle delegazioni, ch'erano ancor più che il parlamento, se aveva capito bene.
. internaz. l'insieme dei rappresentanti che uno stato invia per una missione temporanea
delegatoria, rescritto delega7. ufficio pubblico che dipende direttamente torio: quelli con cui
ella dinanzi a loro si protestò, che non erano suoi giudici competenti, ma
nella coscienza pubblica d'allora l'idea che a roma era dato dal cielo il
dal cielo il privilegio d'opprimere, e che il titolo di patrizio procurava una specie
parte, delle sue attribuzioni gl'impiegati che lo seguono nel medesimo ordine gerarchico.
senza delegazione delle camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. ibidem
nell'interesse e in rappresentanza di coloro che le hanno elette o nominate; l'
privati per esercitare la vigilanza sull'attività che vi si svolge. 8
stato romano, al numero di nove, che hanno per governatore un prelato.
o astratta e delegazione titolata: a seconda che è fatta prescindendo dal rapporto obbligatorio
oppure liberatoria o novativa, a seconda che il creditore non dichiara o viceversa dichiara
di adempiere a esso terzo la prestazione che il debitore deve al delegante (tale
dice cumulativa oppure novativa, a seconda che il debitore resta obbligato anche nei confronti
venga da costui indicato, un'altra persona che prenda su di sé l'obbligo di
, o da un altro ente pubblico che dispone di entrate tributarie, per cui
entrate tributarie, per cui l'ente che ha ricevuto il mutuo ordina all'agente
di determinati cespiti d'entrata all'ente che ha fornito il prestito, fino all'
ogni otto dì un tratto, sin che la novella vite facci messa. idem
idem, iv-11: e da poi che tutti li fatti delle pecore si ristringono
ristringono a queste due sorte, o che elle fanno lana grossa, folta,
, folta, soda e serrata, o che elle la fan fine, delegine,
, 84: ben recordo a vostra signoria che voglia fare el preparatorio animosamente e non
= deriv. dal deverb. delég, che nei dial. sett. significa 4
de'suoi seguaci. i quali, poi che con lui miseramente nel campo epiceno furono
e deleti / di quella vita, che, vivendo, more, / nell'alma
1881). deletèrio, agg. che danneggia la salute, che rovina l'
, agg. che danneggia la salute, che rovina l'organismo, che provoca la
salute, che rovina l'organismo, che provoca la morte; malsano, pernicioso
medici e farmacisti per dinotare quelle sostanze che sono di una natura perniciosa e velenosa
deleterio. 2. figur. che distrugge o danneggia gravemente la coscienza morale
la coscienza morale di una persona; che reca notevoli danni alla società (nell'
ed arbitrio non possono assolutamente accordarsi, che anzi l'uno è deleterio dell'altro.
ii-240: quando ripenso alle nobili creature, che, nonostante tutto, scamparono a quel
marchi, ii-835: il conte, che aveva colla francia una vecchia ruggine per quel
colla francia una vecchia ruggine per quel che aveva letto dei tempi del terrore, non
perdonarle quella continua e deleteria influenza, che il libro francese esercita sul modo di
lo scandalo più deleterio è cempre quello che viene dalle buone famiglie. =
x7) tf) pio <; 'che distrugge '(da 8r) xéo|i
han sempre scelti i soldati; e fin che in roma durò il deletto, si
tator dietro allo stemma / della porpurea cerva che dispiega / il lor duce maffeo.
misera la vulgare e cieca gente / che si crede ogni cosa che l'è detto
cieca gente / che si crede ogni cosa che l'è detto. = voce
varano, 1-532: e mi sovvien, che spesso mi dicea / che da una
sovvien, che spesso mi dicea / che da una maga delfica insepolta / l'arte
procede, e tal nel viso / che la delfica annunzia aura divina. gioberti
, è applicabile alle nazioni, non meno che ai particolari uomini. e. cecchi
delfici. -giochi delfici: quelli che si celebravano in delfi ogni quattro anni
una cetra logora di legno vile, che evàngelo da una tutta d'oro, tutta
vergogna del- l'umane voglie, / che parturir letizia in su la lieta / delfica
cavò il mandato speciale di procura, che in sua persona aveva dal magagnati;
solito a prestarsi da tutti i letterati che meritevoli sono giudicati della stanza di parnaso
piante. alfieri, 1-975: aggiungasi che ogni giorno si dice la tromba epica
di recente », per il fuoco delfico che covava sotto la sua lingua sibillina.
/ d'un asino censor, / che non dell'arte delfica / ma sol dovria
prete, uomo alla buona, / che sul suo conto non aveva tare;
aveva tare; / ma più assai che la delfica corona / valutava la cherica
prati, ii-175: fidata lampa, che, quand'io t'invoco / per segnar
e mordie: e gemelle si chiamano quelle che nascono in coppia.
anche dal fina), sf. titolo che si dava alla moglie del delfino di
[con alano] mostrava dilettarsi, perciò che era bellissimo favellatore, e quello che
che era bellissimo favellatore, e quello che meglio sapesse narrare una istoria e favoleggiare
e favoleggiare. grazzini, 56: tal che d'oro coniato / carco vi veggio
di gemme preziose e care, / che vi faran donare / sol per le
più delfine, ma non di quelle che vi danno tutte addietro. bettinelli,
. bettinelli, i-163: non vedete che scandalo,... invece delle
di mammiferi dell'ordine dei cetacei, che comprende i delfini senza pinne dorsali.
famiglia di cetacei del sottordine odontoceti, che comprende le sottofamiglie focene o marsovini e
a strascico con maglie assai robuste, che serve a proteggere il sacco della rete
quale sono celebri per le mediche virtù che loro si attribuivano, ed altre se
m. -i). il nuotatore che pratica lo stile delfino (v. delfino1
è proteso in un sottile rostro, che porta 160-200 denti, tutti uguali e
marinar con l'arco della schiena, / che s'argomentin di campar lor legno.
parla o chi vi mira, / che non à il pappagallo di banbezza o 'l
, appressandosi alle navi, significano, che tosto dee venire tempesta. bencivenni,
: si legge nel libro delli animali, che il dalfino quando elli vede, o
tirono: / e sovra esso è galatea che 'l fren corregge. ariosto, 6-36
traea / tutti li pesci al lito che volea. / veloci vi correvano i delfini
alla nave] sembravano fare quel gesto che fu mosso da giosuè contro la faccia
sacchetti, 101-47: comincia a soffiare che parea un porco fedito, con un
un leggìo di drieto per ispalle, che parea un dalfino, quando sopra il
delfino, / eh'alle borse, piuttosto che nel mare, / tempesta induce.
note al malmantile, 9-53: vogliono che il pesce delfino predica la tempesta nel mare
mare: e perché questo pesce pare che sia gobbo, però abbiamo per costume
-sulla cima del molo c'è un gobbo che piange... pare un delfino
3. sport. stile di nuoto che consiste nella spinta delle braccia sopra l'
egli è o fortuna o destino, che già è gran tempo posso dire ch'io
apparito. -fare come il delfino che mette i tonni nella rete e poi
, / ed un delfino alfin trovò che attese / a simil pesca, acciò che
che attese / a simil pesca, acciò che i tonni alletti. forteguerri, 16-98
ricerchiamo un po'dell'osteria: / che ho fame e sete, e mi muoio
in asti luigi delfin di vienna, che fu poi luigi xi re di francia.
[l'invidia] nel cuor, che del delfin di vienna / era fratei e
, 2-i-189: l'altro appartamento, che s'appella della reina madre, corrisponde
sole alto ver l'austro, / che per lo cielo era montato tanto, /
delfino, e 'l gran pegaso, / che già portò belle- rofonte a volo.
maniglia situata alla bocca del cannone, che aveva la forma di un delfino.
o massa di ferro o di pietra che pendeva dalle antenne e che veniva scagliata
di pietra che pendeva dalle antenne e che veniva scagliata contro le navi nemiche utilizzando
utilizzando la gravità. 3. piombo che i pescatori mettono in bocca ai pesci
careri, 1-ii-181: le colombe, che tengono nelle torri, sogliono ammaestrarle, acciò
albergo irata guarde / quel pianeta crudel che mangia i figli; / piogge porta in
delibamento '. dlcevasi particolarmente delle libagioni che gli antichi facevano in onore degli dei
orrendo mostro da l'infemal grotte, / che gli rapisce e contamina i cibi,
e contamina i cibi, / né lascia che ne gusti o ne delibi. sempronio
maggior forza acquista / lo sguardo, che si pasce e che deliba, /
lo sguardo, che si pasce e che deliba, / qual'ape industre il matutino
galileo, 4-4-251: a guisa di ape che sa convertire in dolcezza l'austerità che
che sa convertire in dolcezza l'austerità che da talun fiore va delibando. fontanella
fontanella, iii-361: delicate maestre, / che spiate l'interno / de l'erbette
uva, a gara con la farfalla che deliba il suo prato di fiori.
l'orezzo di quel mobil velo, / che li deliba e non li tocca,
. alfieri, 4-29: dissero alcuni, che catilina dopo l'arrìnga li costringesse a
'n cor de- scribo, / per che da sospirar sempre litro ve, / rapto
tuoi meglio formati / poggin più ad alto che per l'aria i nibi, /
graditi doni, / sì gran diletto par che in voi delibi, / ch'in
: signor, rompi la scorza / che il nostro senso indura / e sì il
parve. carducci, ii-10-222: non importa che tu predichi le bellezze della lettera mia
stampa, 40: o duro tòsco, che 'n amor delibo, / perché fai
fai sì dogliosa / la vita mia, che fu già sì gioiosa? 7.
cesarotti, i-225: egli è certo che un poeta... non potrà
... non potrà mai delibare che una menomissima parte della natura. foscolo
di mente pari alla vastità del sapere che voleva abbracciare, vissuto anche poco,
onestà. 3. dir. che è stato reso esecutivo mediante un giudizio
in cui la corte d'appello accerta che una sentenza civile straniera possiede determinati requisiti
tempo, v'è luogo a lusingarsi che l'impegno possa essere ascoltato. panzini,
testi fiorentini, 198: a coloro che caminano conviene ch'elli mangino cose le-
conviene ch'elli mangino cose le- gieri che si quocano diliberamente alo stomaco. s.
si è lo corpo del signore, di che noi dobbiamo le nostre anime confermare,
: deo, com'agio falluto, / che cusì lungiamente / non son tornato
à tenuto? / follia dilivraménte, / che m'à levato da gioia e
non meno risplendente di santitade di vita che di scienzia, la sua sentenza richièggiono
con triplicate macchine di fuochi ingegnosi, che all'apparir della fera porgessero al festoso
generazione, ordinando lo principio della schiatta che dee venire con grande deliberamento.
alcuno genere di causa, perciò che una medesima cosa puote bene essere genere
quelli di lacedemonia e le loro amistadi, che v'erano venute per a tarli.
è notorio infra noi italiani il mutamento che feciono gli abitanti dell'isola di cecilia,
la perderono, e come e 'l modo che fu a tale deliveramento. romanzo di
559: re marco, dappoi che tue non vuogli combattere co lo cavaliere
nessuno; ora è venuta la stagione che io vi renderò buono merito di quello diliberamento
vi renderò buono merito di quello diliberamento che voi mi faceste. 2. dir
con cui si dichiara negli incanti che i beni subastati rimangono acquistati da
. di deliberare'), agg. che delibera, che discute, che riflette.
), agg. che delibera, che discute, che riflette. alfieri,
. che delibera, che discute, che riflette. alfieri, 4-175: il
i nobili per consultare, piuttosto atterriti che deliberanti, e cedendo al tempo, stanziarono
, e cedendo al tempo, stanziarono che fosse abolita la nobiltà. [soppresso da
, 11 (202): ma pensò che non conveniva a lui di rimestar quella
): ma il deliberante sentì tosto che non conveniva a lui di rimescolare quello
signoria proveggia nella mia diliveranza, secondo che piace al tuo savio