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vol. III Pag.986 - Da CRITERIOLOGIA a CRITICA (29 risultati)

eccettoché negli errori grossolani dei copisti, che ognun può discemere. cesarotti, i-191

tanta furia corrono i poeti, / che seguir non gli può la fredda critica.

trovo in me più occhi e senso che compasso e critica: questa critica sillogizza

: noi intendiamo per vera critica quella che dall'intima conoscenza dell'umano cuore e delle

desume le leggi ed il metodo con che procedere, sia nel comporre le varie

la critica estetica è parte di quella che più comunemente dicesi letteraria, il cui migliore

col buono e col vero, piuttosto che fermarsi al non bello, e nella negazione

la vera critica è la creazione poetica che si ritorna o si ripiega in se stessa

abbiam fatto quasi un'arte nuova, che sta da sé e per sé, la

la critica del testo, e richiede che si ricostruiscano a questo fine le famiglie

. e. cecchi, 6-117: che i significati d'una vera opera d'

esperienze di vita: è un fatto che, alla gran maggioranza, non sfiora neanche

pomini, ii-425: ma cosa vuole che importi se romolo, se lucrezia,

se io l'avessi, una risposta che ha fatto il giannone a certe critiche

fatto il giannone a certe critiche, che il padre paoli ha cacciato fuori sopra la

napoli. carducci, i-616: fu detto che in italia una volta i giovi ni

fuori nella tua epistola molte cosette, che stimo doversi migliorare. è un capo

poemi e negli annali e ne'monumenti, che da quelle arti soltanto la critica,

con più fiducia nell'istoria letteraria de'secoli che seguirono. de sanctis, lett.

i tuoni della indignazione... che la sensibile, la solenne, la vereconda

: al suono innocente della sua voce che ha un timbro pallido e tenero come

a. cocchi, 6-61: nelle critiche che elle [le donne] fanno sopra

critica fatta già contro all'opera in musica che le persone se ne vanno alla morte

le parole ed il canto quell'armonia che si richiede. imperciocché se tacessero i

conviene, non vi sarebbe maggior disconvenienza che uno morisse cantando che recitando dei versi

sarebbe maggior disconvenienza che uno morisse cantando che recitando dei versi. fiacchi, 200

critiche degli uomini costumati e sapienti, che avvertendo le vere nostre mancanze, ne

mi conosce perfettamente, se crede possibile che le critiche mi dispiacciano, quando pure

profondi con la gioia dell'avaro pauroso che vede intatto il suo metallo. di

vol. III Pag.987 - Da CRITICABILE a CRITICO (56 risultati)

criticàbile, agg. che si può criticare, riprovevole. palazzeschi

sempre pronti a cogliere le occasioni buone che si potevano presentare, e magari un

: in base a documenti e testimonianze che la critica giudica attendibili. b

; ma tutti fur d'accordo / che la semplice casetta / fosse un poco troppo

per eccesso di libertà, tutto quello che mi è venuto voglia di criticare. alfieri

letterati morti e vivi. nondimeno aspetto che, secondo la sua tremenda minaccia,

goldoni, vii- 1024: non vorrei che mi criticassero invitando un giovane a venir

ma, diacine, è una cosa che in oggi si accostuma da tanti,

già vuol sempre criticare; / quel che ci toma d'ora in poi facciamo.

, 7 (118): quelli che bevono il vino senza criticarlo, che

quelli che bevono il vino senza criticarlo, che pagano il conto senza tirare, che

che pagano il conto senza tirare, che non metton su lite con gli altri

, 26 (447): - oh che sant'uomo! ma che tormento!

: - oh che sant'uomo! ma che tormento! -pensava don abbondio: -anche

pensarci io, e tu sei l'ultimo che ha diritto di criticare ». cassola

, 2-244: michele, mario e altri che erano scontenti dell'andamento delle cose si

un libro critico nessun altri, fuori che qualche sciocco, potrà negare che si richiede

, fuori che qualche sciocco, potrà negare che si richiede o cognizione di quello che

che si richiede o cognizione di quello che cade sotto la critica, o confronto

redi, 16-iv-83: permettetemi... che... io difenda il greco

, sm. filos. atteggiamento filosofico che pone il problema della conoscenza a fondamento

come compito la determinazione delle condizioni che garantiscono e, al tempo stesso, limitano

in quanto investe una sfera di problemi che trascendono le possibilità della ragione umana)

è lui, e l'universo non è che la sua apparenza. carducci, i-973

interna « criticità » della filosofia, che anch'essa ha continuo bisogno di autogoverno

(plur. m. -ci). che riguarda la critica. -anche al figur

la ruota critica, a simiglianza di coloro che lavorano di commesso, per trovare una

, o pur ridurne una in modo che ben s'incastri a riempiere il voto

critica in italia, ripeto piangendo, che non v'è da sperare né ottenere

di discernimento la letteratura patria, pretendono che non possa degnamente accostarsi a parlare se

la lingua è uno strumento di analisi che guida l'intelligenza nei suoi calcoli.

. 2. atto alla critica, che esercita una critica sicura; lucido e

il giovane, i-227: io ben sapea che del tuo 'ngegno, / del

per intendere se nulla si ha, che agli occhi di dio in qualunque modo

poeta inusitata e nuova / forma darà che in guisa tal si assesta, / che

che in guisa tal si assesta, / che a tutta regger può critica prova.

mi pareva essere stato fin allora il solo che uscisse da una mente sanamente critica e

s'usa, e con la frangia che ci s'attacca naturalmente nel cucire, c'

annunzio, iv-1-147: l'artista che a poco a poco perde le sue facoltà

di discriminazione e di scelta razionale (che mira a stabilire la certezza di un

g. gozzi, 1-372: il principio che si richiede per leggere il 4 dizionario

un libro critico nessun altri, fuori che qualche sciocco, potrà negare che si

fuori che qualche sciocco, potrà negare che si richiede o cognizione di quello che cade

che si richiede o cognizione di quello che cade sotto la critica, o confronto

del cesarotti, con le mie note che le servono di risposta. de sanctis,

secolo decimonono è appunto il lavoro critico che si va sempre più sviluppando. ritrarre

fuori i testi classici con miglior metodo critico che non usassero i vecchi academici e i

: v. apparato. 4. che critica, che censura (per proposito e

apparato. 4. che critica, che censura (per proposito e per abitudine

critico nume, arco e flagello, / che gli uomini e gli dèi trafige e

1-115: pareva, sul serio, che egli non avesse altro in mente che

che egli non avesse altro in mente che di osservare con occhio critico tutte le

le barbe di varia foggia e misura che la guerra... aveva fatto

comune. 5. medie. che appartiene alla crisi, che è proprio

. medie. che appartiene alla crisi, che è proprio della crisi (di una

il cielo, eugenio mio, non volle che tu allora passassi a vedermi seduto in

vol. III Pag.988 - Da CRITICO a CRITTOGRAFICO (61 risultati)

che stavano con me quando mi trovavo nel punto

punto critico della malattia mi hanno detto che nei momenti di vaneggiamento c'era una

per lo più di carattere negativo, che indica un aggravarsi del male; ant

8-87: ne sono morti di quelli che hanno avuto sempre orine buone e da parer

critiche, e sono scampati molti di quelli che le hanno avute, quasi fino alla

età così critica, nella quale par che entri nell'animo quasi una potenza misteriosa

nell'animo quasi una potenza misteriosa, che solleva, adorna, rinvigorisce tutte l'

: -dimmi un po', quant'è che tu se'infermo? / -sett'anni,

il vaiuol sono due mali, / che tristo quei che gli ha fuor di

sono due mali, / che tristo quei che gli ha fuor di stagione; /

; / pe'giovinetti son medicinali, / che migliorano lor la complessione; / ma

: era pur cosa non inverisimile, che i tempi tornando ad essere critici per

niente di meno, era questa: che gli affari della ditta anziché filare a gonfie

critico. 7. figur. che matura una soluzione, decisivo (un

meglio, quella età critica della nostra letteratura che corre dal tumulto de'ciompi alla seconda

critico, sotto una cornice di ghiaccio, che bisognava superare con delicato e avventuroso lavoro

: le vigilanti insidie dei critici, che sempre in guisa di rapaci avvoltoi stanno su

, e battergli coi pungenti artigli, sì che per loro oppressi nel primo volo,

, suo capitai nimico, pur confessò che lo stile di lui a'cervelli baldanzosi parea

si condannano i critici a compiacenza, che esiggono con iniquità i tributi di questo

di questo erario, gli ostinati delle sette che impediscono accrescersi l'erario, gl'impostori

impediscono accrescersi l'erario, gl'impostori che fraudano le loro contribuzioni all'erario delle

accostano al fonte, tanto più si crede che ritengano la mente e le parole degli

i-115: il buon critico non sarà quello che declama e cerca di contrastar vanamente al

al gusto del secolo, ma quello che conoscendone squisitamente l'uso e l'abuso,

. collodi, 627: nel caso che la commedia nuova non sia d'un

bene o male, a seconda di quello che gli detta la coscienza, o

la coscienza, o gli stivali che ha in piedi. d'annunzio, v-3-326

la medesima cosa: rispondere a ciò che gli uomini, con desiderio instancabile,

ii-8-118: parrà cotesto un troppo grosso carico che si addossi al critico della poesia;

al critico della poesia; e si dirà che, senza dubbio, il critico non

non deve avere idee storte, deve sapere che cosa è poesia e che cosa è

deve sapere che cosa è poesia e che cosa è il suo contrario e che cosa

e che cosa è il suo contrario e che cosa il diverso da lei, ma

coi critici d'arte. se coloro che dissertavano sulla letteratura erano meri declamatori,

e fin qui di tal maniera vivuta che nessuno, quantunque giudicioso ed austero critico

serio, serio. « è cosa che si vedrà subito, al chiaro ».

critamo, è un'erba... che nasce nelle maremme e in luoghi sassosi

, 2-45: il giardiniere del conte, che pizzica di botanico, aggiunse..

pizzica di botanico, aggiunse... che ci avrebbero avuto introibo anche le piante

quel senso d'antichità e di solitudine che spiravan le grigie muraglie, le statue

teoria di linneo, in tali piante, che non hanno fiore, l'organo riproduttore

pro prio delle crittogame, che riguarda le crittogame. -malattie crittogamiche

: 'crittogamici *. nome de'botanici che si dedicano particolarmente allo studio delle piante

studio delle piante persona incontentabile, che trova sempre a ridire).

giusta quella sentenza contro del lasca, che dal nostro criticone vien riputata ingiustissima.

ed essendo un 'criticone ', che non può sentir nominare rossini ed altri

sorrisi ha suscitato lassù fra i criticoni che salivano quatti quatti da roma e riscivolavano

chente cotestui valesse? lo sai tu che questo messere fu il più copioso,

più dotto, il più maraviglioso scrittore che mai calcasse terra da qui sino agli

, bizzarro critichétto, e feroce anzi che no. -spreg. criticuzzo,

l'avere io di sopra detto, che il bassorilievo di donatello, del diomede

la quale a nome di quella crusca che in lombardia si stima assài ne'clisteri,

non si può * le idèe de'scoiamoci che fanno il comporre. =

sf. bot. parte della botanica che studia le crittogame. = voce dotta

, col sistema della scrittura convenzionale (che ha un significato apparente diverso da quello

vero), della scrittura cifrata (che presenta subito il carattere della comunicazione segreta

conosciuta ad altri, fuorché a quello che scrive ed a quello cui scrive.

, non è stata annoverata l'allegoria, che non è un modo diretto di manifestazione

, segreto (una scrittura); che concerne la crittografia. -macchina crittografica',

crittografia. -macchina crittografica', strumento che consente di decifrare una crittografia (e,

vol. III Pag.989 - Da CRITTOGRAFO a CRIVELLONE (44 risultati)

, conforme ai tempi in cui sorse. che poi questa moda servisse talvolta a comunicazioni

imitare la natura, ma si capiva che per vestire le immagini a lui bastava

lui bastava la spoglia leggiera e trasparente che un filo cinereo, un filo di

), sm. ant. artigiano che fabbrica e vende crivelli. garzoni,

mestiero de * crivellari e di quelli che fanno i vagli derivato, secondo alcuni,

gratuggia, non ha altra nobiltà, che quella d'utile, che nel crivellar frumenti

nobiltà, che quella d'utile, che nel crivellar frumenti e biade tutto

arene. segneri, iv-564: semi, che nati col frumento, lo rassomigliano nella

mole e nella maniera sì interamente, che non discemonsi finché non vengano al vaglio

non vengano al vaglio... che li crivelli a bastanza. carena,

bruno, 39: a chi inviarrò quel che dal sirio influsso celeste...

. bartoli, 9-27-1-100: son io quegli che crivella l'acqua dentro alle nuvole.

redi, 16-ix-218: è ben facile che il liquido mucila- ginoso...

/ verdi rosei sdru- sciti, / che vi crivellano la pioggia addosso.

costumi altrui son di più ragioni, che le fantasie de le persone, studia,

, dopo aver crivellati i sentimenti di color che ne si fanno in campo. buonarroti

/ crivellandosi in sen quella semenza / che negli orecchi gli arrecai sì trista, /

poco verrà un acquazzone a enormi goccioloni, che crivellerà questo deserto di sabbia. silone

. frugoni, xxiv-991: il peggio è che non sol coloro si crivellan il capo

coloro si crivellan il capo con le minuzie che controvertono, ma il rompono anche a

da crivellare il cervello di quei disgraziati che le dovranno ascoltare. ungaretti, i-53:

.]: 4 crivellatore '. quegli che esercita l'arte di crivellare le

metallo e non lo nettare dalle fecce che egli fa per disopra;.

;... e quello che assai importa, vi mettono le crivellature

le pagliette e le immondizie di qualunque specie che si separano dalla biada e da

essenziale alla purezza delle biade, che consiste nel vagliarle col crivello.

(anticamente una pelle) perforata, che, nel movimento di vibrazione e oscillazione

, nel movimento di vibrazione e oscillazione che si imprime (a mano o meccanicamente)

.) le parti più grosse (che rimangono nella parte superiore) da quelle

: un vinetto sì dilicato e sottile che si sarebbe potuto bere co'crivelli e con

orizzontale, passa e cade ogni minor granello che fosse frammesso nel grano che si voglia

minor granello che fosse frammesso nel grano che si voglia avere scelto e rimondo.

f. frugoni, xxiv-990: pareami che l'un di que'disputanti mungesse un capro

que'disputanti mungesse un capro, e che l'altro sopponesse un crivello: e per

, ch'altro non avea del sottile che la magrezza. g. gozzi, 1-241

il nemico come un crivello, e lasciatolo che spirava. guerrazzi, iv-305: io

contro il nemico, con le ali che parevan crivelli, senza contare i buchi

volgar., 2-26: e perché mentre che siamo in questa vita sempre e quasi

a conservare il movimento impresso, e che tanto è quello che s'imprime quanto

movimento impresso, e che tanto è quello che s'imprime quanto quello che si perde

è quello che s'imprime quanto quello che si perde, il volergli imprimer velocità

volere empier il crivello delle belide, che tanto versa quanto vi si rinfonde. leopardi

quanto alla sorveglianza, li posso accertare che cavano acqua col crivello. 3

crivellóne, sm. parte della trebbiatrice che separa il grano dalla mezza paglia.

vol. III Pag.990 - Da CROBILO a CROCCHIARE (41 risultati)

coturnata. = voce dotta, che contamina il gr. xpoxó7ie7rxo <; *

. croccia2. croccante, agg. che scricchiola, crepita sgretolandosi sotto i denti

: noialtri sentiremo privazione d'un pane che sia vero pane, concreto, croccante.

condimenti si passano allo staccio in modo che tutto passi nel brodo eccetto le ossa

strani giovani in bombetta e stiffelius, che si cibavano notte e giorno di patatine

e croccante. 2. che cigola, crocchia, scricchiola (un foglio

sopra due grandi cilindri a guisa d'aspo che la dipanano, e di li in

]: 'croccante'. sorta di dolce, che si fa nella forma, con mandorle

una crosta concava così detta dal suono che rende mangiandola. moravia, iv-51:

uscio e certe conche ha vote / che s'odon tintinnir, quando si scote

[fucilate] del tiro a segno, che croc- cano una dopo l'altra con

dopo tanto abbaiar contro la luna / che lagrima in un fosso / si son

amor m'aggia matto, / o che mi tenga a matto / ragion, cui

m'ha cinto il crocco, / con che vuol chéd i'tenda / s'i'

patate, di riso, ecc., che si frigge in padella. -in particolare

avevano tra loro un coman- datore, che, a guisa di papasso stando in prua

, 2-814: 'crocchie'. da 'crocchiare', che in significato attivo vuol dire 'percuotere

govoni, 213: crocchie di corda / che il cordaio veniva a torcere dietro la

. di crocchiare), agg. che scricchiola, cigola, crepita. negri

sera, coi gomiti stretti ai fianchi, che intrec ciare quelle paglioline aguzze

. agg. e sm. ant. che ama chiacchierare, pettegolo, che sta

. che ama chiacchierare, pettegolo, che sta volentieri a crocchio. c.

con quell'altro nome... che a mio creder non vuol dir altro

a mio creder non vuol dir altro che crocchiante e panca edere sopraffino. crocchiare

, 98: il colpo fu così forte che, battendo in terra, gli crocchiarono

mezzo del cerchio, un disgraziato fanciullo che si storceva per solazzo del pùbblico.

, 19-2-26: questa è una spada, che forerebbe una muraglia: basta dire ch'

non giunsono in pian di ripoli, che a pochi loro cavalli non crocchiassono i ferri

pur al bierzo / d'una percossa, che l'elmo non suona, / più

.. vuol anche dire quel suono che fa un vaso di terra cotta fesso,

, la giberna, la borraccia, che urtandosi fra loro ad ogni suo passo,

: quelle noterelle marginali veggio chiaramente, che furono fattura di un gran valentuomo, a

tu fai, non lassar buche, / che non vi crocchi assiso il comacchione.

'... propriamente è quel cantare che fa la gallina chioccia quando ha i

pone sulle tremole ginocchia / il picciol don che lo farà satollo, / razzola intorno

è di grande traverse, tra falliti che ci sono e degli altri che crocchiano.

tra falliti che ci sono e degli altri che crocchiano. idem, 1-353: la

ed io mi sto come le vecchie che sempre crocchiano. redi, 16-vi-100: io

16-vi-100: io lo aveva pronosticato, che tutto verno voleva crocchiare. piaccia al

voleva crocchiare. piaccia al signore iddio che alla state sia guarita. 7

/ se tu non dormi, bada / che l'orco non ti crocchi. /

vol. III Pag.991 - Da CROCCHIARELLA a CROCE (48 risultati)

o di crocchiate con più strepito, che non fanno i contadini vedendo la volpe

riputazione. -abbi la vita per costui, che mi ti toglie dinanzi. -coteste vostre

, bizzarro critichetto, e feroce anzi che no. a. cocchi, 6-62:

poco suscettibile di tenera amicizia; lascivo anzi che casto. parini, 663: per

sua continova malinconia, fuggiva il più che poteva i crocchii e le brigate. alfieri

senza verun senso di quell'angustia scimunita che sottentra quando in un crocchio vi guardate

correvano sempre quelle burle quelle farsette, che erano tanto in moda al tempo andato

tanto in moda al tempo andato e che nei crocchi di campagna tenevano allora il

stava guardando un piccolo crocchio di persone che discorrevano fra di loro vicino alla fontana

per la campagna, quelle le ragazze che lavoravano d'uncinetto, in crocchio, sulle

casa. palazzeschi, 264: si sa che color che incontrandomi / intrecciavan col mio

, 264: si sa che color che incontrandomi / intrecciavan col mio bei sorrisi,

mio bei sorrisi, / vedeste ora che visi... / che visi mi

vedeste ora che visi... / che visi mi fanno! / e che voci

/ che visi mi fanno! / e che voci sorprendo dai crocchi. / vedeste

voci sorprendo dai crocchi. / vedeste che occhi! montale, 3-239: dopo

direttore di scontro, un arbitro improvvisato che dava o toglieva la parola, riassumeva il

tali sono i soggetti di quei santi che non vissero nel medesimo tempo..

: roma è un crocchio di giovanotti che attendono per farsi lustrare le scarpe.

. fagiuoli, 3-6-171: olà, / che furia è questa? e qual mai

cose metteva il buccinare nel pubblico, che dai più è reputato gentilezza, ciò

dai più è reputato gentilezza, ciò che nel calor del vino, o standosi

avean costume; / e lì, fin che ogni raggio non svania, / se

. tommaseo, i-317: una sera che lo zio era a crocchio, uscii

tenere conversazione in un gruppo di persone che ascoltano. fagiuoli, 1-8-22: oh

/ tanto frugando andrò giù nel profondo / che te 1'infilerò giusto nell'occhio.

3: non stare in penna muda: che se'crocchio? tramaler [s.

. di crocchiolare), agg. che crocchia lungamente e con insistenza (una

. -a). ant. persona che chiacchiera molto volentieri, chiacchierone. lippi

lippi, 3-3: era appunto l'ora che i crocchioni / si calano all'assedio

, cicaloni. intendi certi perdi- giorai che si confinano a sedere in una bottega,

in una bottega, senza far altro che cicalare; il che si dice 4 crocchiare

senza far altro che cicalare; il che si dice 4 crocchiare 'o 4 star

. sercambi, ii-363: uno che andava colle croccie libero senza croccie

eternamente vostro, e du- raràvi più che la vostra mitra, croccia, piovale,

misero pulcin presso alla chioccia, / che di sua inavvertenza poi si duole,

scasciato, rotto, mal'impeciato, che par che, co crocchi, rampini ed

rotto, mal'impeciato, che par che, co crocchi, rampini ed arpagoni,

/ appena tace il tuono, / che quando al fin già pare, / fa

una vergine anemica ripolpa la fossetta clavicolare che rauca croccola di salive e di stenti

pascoli, 564: e non ode che qualche mosca / che d'un

: e non ode che qualche mosca / che d'un tratto ronza ad un

ronza ad un vetro; / non ode che il croccolìo roco / che rende la

non ode che il croccolìo roco / che rende la pentola al fuoco. =

è stato dato a causa del grido che manda prendendo il volo... essendo

con gran cura si cercano in quel tempo che passano per il nostro paese.

93-25: madonna, ecco la cruce, che la gente li adduce, / ove

, / quelle ascoltava sì fatta, che poco / più alla croce si cambiò maria

vol. III Pag.992 - Da CROCE a CROCE (70 risultati)

all'ostia, come avea udito dire che fu crocifisso in gerusalem. pulci,

, 1-43: al tuo iddio, che fu confitto in croce, / rivolsi presto

è confitto ignudo sopra la croce, che è una figura rara, mostrando i crocifissori

chi t'ama, -il signor, che la via / ci aperse in croce da

, ad altri, / il supplicio che 'n ver, se tu comandi, /

vuto a lui: / croce, che 'n alto le sue braccia inalza / oltre

marino, 235: con queste chiome, che con gloria tanta / di lor gli

: le croci erano fatte come quella che fu crucifisso nostro redentore, ma di

in mezzo dell'asta o tronco, che usciva fuori dalla parte dinanzi, sopra il

il paziente vi si mette a cavalcioni, che l'aiuta a sostenere il corpo.

, ii-1-67: e tu, madre, che immota vedesti / un tal figlio morir

o regina de'mesti, / che il possiamo in sua gloria veder.

pascoli, 769: « noi cercavamo quei che vive *... / « quei

*... / « quei che non muore... *. ed

posto all'estremità superiore dello stipite, che è a esso perpendicolare nel punto di

iacopone, 31-12: vedete el grann'amore che l'un a l'altro ha en

croce; / porratte puoi le 'nsidie, che moia a renderenie. dante, inf

posta in croce / pur da color che le dovrìen dar lode. idem, inf

., 16-43: e io, che posto son con loro in croce, /

* 1): per quel signor che 'n croce posto fu / sul monticel,

, e ordinolli in suso i cammelli che li conducessono per la terra, e

, se tu fossi stato un di quelli che il posero in croce, avendo la

un cor sì rigido e feroce, / che me tormenta in guidardon de amore.

. leopardi, 1057: il fatto sta che di cesare in quanto cesare non me

par., 7-40: la pena dunque che la croce porse, / se alla

furono un sogno, paragonati al diletto che poi seguì. 3. figur

della croce. sannazaro, 223: quel che mai / con sudori e con guai

uomini più concessa licenza di far male che a noi, ben che per dapocaggine del

far male che a noi, ben che per dapocaggine del sesso nostro vogliate far

dapocaggine del sesso nostro vogliate far ciò che più v'aggrada. guarini, 322:

le sofferenze, i dolori, i sacrifici che dio manda o permette siano inflitti all'

o permette siano inflitti all'uomo, e che l'uomo, per collaborare alla propria

eterna. giamboni, 156: quegli che colle opere secolari porta l'abito della

iacopone, 75-1: fugo la croce che me devura, / la sua calura non

non posso portare sì granne calore / che ietta la croce, fu- genno vo

. bernardino da siena, 597: credi che sia croce questa? non è croce

e la penosa morte / è più che 'l favo, e più che 'l miei

è più che 'l favo, e più che 'l miei soave, / deh, sta

i cor vostri ornai quella umiltade / che condusse a morir sì crudelmente / per

'l nostro fallo immondo: / croce, che sostenesti il degno pondo, / di

la parola, confessò l'inganno in che l'avean tenuto i suoi pensieri, dicendo

, i-548: cristo... ricercò che ciascun si assuefacesse a portar la sua

, quel travaglio, quell'afflizione, che dio mandigli giornalmente. guerrazzi, ii-386

gesù, fu una forma di dire che non potè avere significato se non dopo la

, pena assillante, affanno angoscioso (che tormentano l'animo di una persona,

tormentano l'animo di una persona, che costituiscono un doloroso e costante impedimento alla

costante impedimento alla sua completa felicità, che gli impongono gravosi sacrifici). -anche

creatura umana, un dolore, una pena che tormentano l'animo, che rendono infelice

una pena che tormentano l'animo, che rendono infelice la vita; soffrire.

, i-36: il figliuolo di dio, che insie- memente sosteneva li tormenti del corpo

e maggiore era la croce del desiderio, che non era la croce corporale. aretino

privilegio, e parendoti negli affanni, che ci hai patiti, che non si trovi

affanni, che ci hai patiti, che non si trovi croce maggiore, ti

ti fa rientrar in ira con noi, che non ti aviam dato la sentenzia in

. salvini, 41-149: per mostrare in che croce pone la lunga e fastidiosa fattura

un vocabolario. cesarotti, i-56: che giovano mai alla lingua latina e greca

nostre dal noiosissimo imbarazzo di tante coniugazioni che fanno la croce di chi vuole impararle?

invece di consigliare que'pochi infelici, che portano la croce del genio, a non

le nostre parole, sarebbe tempo, che cominciassimo noi a pesarle un po di

: l'ho detto e lo ripeto, che io morirò a fratta; e contuttociò

; e contuttociò è una gran croce questa che mi piomba ora sul collo; ma

sprofondo! non tornerà in paese altro che maritato! colla catena al collo!

d'annunzio, iv-1-231: io so che i supplizi di questi giorni non son

pavese, 8-69: questo non toglie che la croce del deluso, del fallito,

fin dalla nascita con quel naso mostruoso che era sempre stato la sua croce.

gesù crocifisso (in particolare, quelle che si collocano sugli altari o sulle cupole

sulle cupole o sui campanili o quelle che i religiosi o i fedeli particolarmente devoti

particolarmente devoti portano sul petto o quella che in cima a un'asta viene portata

calici e d'altri ornamenti delle chiese che avieno spogliate. marco polo volgar.,

(51): e infinite volte avvenne che, andando due preti con ima croce

vol. III Pag.993 - Da CROCE a CROCE (46 risultati)

, posando la cassa accanto alla croce che in ognuno [di quei 'car-

della falterona, spoglia di macchie, che scopre la sua costruttura sassosa. palazzeschi,

un'idea della croce più realistica di quelle che il barocco ha ornato di tanti fregi

generalmente con la figura del crocifisso, che ogni altare deve sempre avere, di

svariate forme e altre se ne crearono che solo indirettamente hanno rapporto con la croce

centro coincide con quello della croce e che sprigiona raggi sui bracci trasversali; è

trasversali; è completata da un ciondolo che nei tipi più antichi rappresenta una lacrima,

: la riproduzione della croce di cristo che si trova nei cimiteri, sulle tombe,

le spingevano a funestare la luna che tramontando, ad ora ad ora illuminava

. pascoli, 3: o camposanto che sì crudi inverni / hai per mia madre

. panzini, i-762: non resta che piangere presso la croce del figlio, quale

queste case / non è rimasto / che qualche / brandello di muro. / di

brandello di muro. / di tanti / che mi corrispondevano / non è rimasto /

. montale, 37: la domanda che tu lasci è anch'essa / un gesto

. 9. ant. contrassegno che si faceva portare ai condannati, costituito

sue medicine, sì e tanto adoperò, che il fuoco minacciatogli di grazia si permutò

. mandarono pregando il detto papa eugenio che passasse in francia a loro dare la croce

nelle bandiere, quando facevano le guerre che si dicevano « crociate ». d'annunzio

di francia, / nel mar nostro che vide san luigi / armato della croce e

la predica, disse il diavolo: che fai tu qui? andiameene. ammirato

, con quattro bracci eguali e che non toccano i lembi dello scudo;

, invitto e glorioso augusto, / che dal mar indo alla tirinzia foce,

1-6 (35): quella arme che era al palazzo de'medici, mentre che

che era al palazzo de'medici, mentre che loro erano stati fuori, era stato

arme et insegnia del comune: in modo che, subito tornati, si rastiò la

istituito dallo stato); il distintivo che contraddistingue il grado di cavaliere { croce

qualsiasi onorificenza. varchi, 23-14: che ha in sé una ghirlanda considerata come

sé una ghirlanda considerata come ghirlanda, che si debba tanto stimare? che una

ghirlanda, che si debba tanto stimare? che una collana? che oggi dì una

tanto stimare? che una collana? che oggi dì una croce nel petto, o

onore. caro, 12-ii-155: oltre che la croce che portate e la pro-

caro, 12-ii-155: oltre che la croce che portate e la pro- fession che fate

croce che portate e la pro- fession che fate, non lasciano che io vi abbia

pro- fession che fate, non lasciano che io vi abbia per altro che per

lasciano che io vi abbia per altro che per cavaliero e per sincero amico. galileo

la recognizione] molto inferiore a quella, che aveva intesa in roma in casa d'

illustriss. sig. card. borgia, che era di ducati seimila, con una

della croce del merito civile, per ragioni che possono essere valutate da chi mi conosce

, ottenevano a poco a poco quel che chiedevano: un posto, un sussidio,

ricordatevi, quando sarete gran mastro, che ancor io sono ambizioso d'una croce,

io sono ambizioso d'una croce, e che per ricognizione di questo pronostico merito ima

lazzaro. caro, 12-iii-279: quel che m'ha mosso a dir che tu

: quel che m'ha mosso a dir che tu venga a roma è stato primamente

venga a roma è stato primamente un disegno che si faceva di darti una croce verde

13. onorificenza militare; la decorazione che contraddistingue l'onorificenza. -croce al merito

del primo e secondo conflitto mondiale coloro che avevano partecipato direttamente a fatti d'arme

vol. IV Pag.3 - Da DAMA a DAMA (51 risultati)

quest'ora dama. pananti, i-14: che tremito all'arrivo del gran giorno,

ad arrivare le carrozze all'opéra: / che staccar mi dovea dalla mia dama! cicognani

gadda, 6-109: meschino! dameggiava che assiste e fa compagnia a una nobildonna

animali). rina) della nobiltà che fa parte, come effettiva berni, 177

corte di una sovrana o di una / che vede la sua dama in sur un prato

padrona (anche, nell'eternai vita che non ha mai fine; / e penso

di deferente ossemie dame cantare, / che debbon esser le boci divine! quio,

] era dama con molte dame che mi serviranno; / e sposera'mi a

don di prelati e baroni che per essa andassero, avendo anco

avendo anco zella: / « che ti par, dama, dello imperadore?

di pregio il quale rosario desidero che vostra altezza serenissima e d'onore

faccia dire a tutte le sue dame; che vedrà l'ora e 'l punto

l'ora e 'l punto / che dal tuo dolce amor, dama, fu'

maria; la un abito indossa, che passava / per la gran gala delle chiesa

gran signore / quand'era il tempo che berta filava; / bonvesin da

del mondo sfalsada e pervertia / che, se no fosse li re

mondo d'azeglio, 1-251: che cosa invece poteva offrire a me,

datosene, richiese i chierici di là entro che ad abraam oggi ha ricevuto la

anima mia, noi conosci, / che tanto t'ha amata e tanto

2. titolo d'onore e di distinzione che si dava madre, virgo, di dio

a lei un e fae presto innanzi che 'l fuoco passi in francia, ché,

; / fa ch'ella mora d'altro che di volendolo poi spegnere, non si

, i-49: s'inamorò di non so che femina egli avea per moglie la

. rinaldino da montalbano, 916: tenendole che si trovasse. forteguerri, 3-67: cotesta

co- fidanza in casa, per modo che non v'era alcuno che ditesto corpo

, per modo che non v'era alcuno che ditesto corpo voto di carname, /

anche, 6. signora o signorina che si dedica a opere moglie);

essere al sicuro da ogne cavaliere dappoi che tristano ha presa isotta per sua dama »

gioberti, 1-iv-499: non pochi di coloro che commet o signore, per

la traccia. la spagna, 21-36: che è della accrescere la loro fortuna. tommaseo

mia dama? / ditemi '] ver che di sapere ho i paladini schierati in minaccioso

: e per mani vengono le amiche mie che stanno nel collegiodolore il cor se gli divide

, venivano acclamate, issate quelli dua che seguono, l'uno è pirro servo,

in punta di detta suola, volendo che s'intendesse care nulla alla mano dell'operatore

, e di mille dame di san vincenzo che vi eseguivano lavori benefici altre cose

eseguivano lavori benefici altre cose, che davan tutte fastidio: io ho ora solamente

contrasto. quello della dama, che mi dà piacere: che di'tu ora

della dama, che mi dà piacere: che di'tu ora? 7.

ora? 7. la donna che danza in coppia o si inguarini,

o si inguarini, 452: oh che soave bacio / dalla mia dama ebb'io

e dame per tutte le camere, che altro più artificioso non può riuscire ove

: in null'altro dissimili dai teppisti che nell'impeccabile taglio della marsina, aperta

comisso, 7-311: 10 non capisco che festino avete combinato, ora c'è

la dama di tre cavalieri, per che cosa mi avete preso? brancati,

ch'alto gridassero / dame e fanti che, scartati, / rifiutati, /

d'un gotico tra i più belli che l'italia abbia elaborato, finisce in uno

gioco molto antico e di origine incerta che può essere giocato in diversi modi (all'

... ciascuna delle quali 'pedine'che arriva a penetrare nell'ultima fila dell'avversario

un'altra di quelle 'pedine ', che egli ha vinto al suo avversario.

dama: con riferimento a una pedina che diventa dama o al giocatore che fa

pedina che diventa dama o al giocatore che fa dama. d'alberti,

vol. IV Pag.93 - Da DECORATIVA a DECORATO (56 risultati)

questa accademia, che egli decorò ancora del nome d'uni-

versità. muratori, 7-i-67: pare che da questa legge e da altre dello

cotanto benemerita a teodosio il giovane, che la decorò del titolo di metropoli della

nobiltà è stata decorata di certi canoni che gli impongono l'ozio sotto l'interdetto delle

. cesarotti, ii-310: né tacerò che un tal personaggio avrebbe risparmiato ad omero

come quelli di re di gerusalemme, che sono in dieci a decorarsene senza che

che sono in dieci a decorarsene senza che nessuno ne goda l'entrate.

parte del gabinetto imperialregio, ad accondiscendere che quel suo ormai vecchio strumento decorasse,

loro decorativa biblica hanno più imaginazione cristiana che non il prete ambrosiano.

falde ornate in punta di fiamme argentee che battevano sulle loro cosce fra le natiche

m. -chi). spreg. che risente del decorativismo; che mostra troppi

spreg. che risente del decorativismo; che mostra troppi abbellimenti estrinseci. bartolini

siamo infastiditi dalla petulanza di queste difese che pretenderebbero gareggiare, nel loro decorativismo fastoso

edifici tenuti in custodia e non fanno che sottolinearla inopportunamente. sinisgalli, 6-278:

decorativo. decorativo, agg. che appartiene o si riferisce alla decorazione,

appartiene o si riferisce alla decorazione, che ha prevalente o esclusiva funzione di ornamento

foss'altro, è quel contrassegno decorativo che serve a passeggiare i consiglieri della corona

. carducci, iii-20-243: se non che [il varano e il monti] traevano

semplice, nitida. 2. che risulta da una visione in superficie (

figurativa, in contrapposizione a costruttivo, che si riferisce a una visione in profondità

nel linguaggio della critica artistica); che presenta particolari non necessari, non essenziali

un'opera letteraria o musicale); che rivela un astratto formalismo. - anche

archi, l'arcadico pozzo coronato, che sta nel giardinetto appiè di una scala

cecchi, 9-44: il materiale decorativo che concorre in questi sfoggi e prodigi proviene

, 9-320: e in primo luogo: che cos'è essenziale nell'opera d'arte

'. 'decorativo 'è tutto ciò che ha valore intrinseco: la forma tattile

'è quanto sussiste per il valore che la cosa raffigurata deriva dall'ambiente storico

per il soggetto. 3. che rivela un gusto incline alla decorazione,

ozioso, alla fantasia divagante); che è segno di un astratto formalismo,

. d'annunzio, v-3-676: quel che già da prima io amavo nelle sue

prima io amavo nelle sue arti, che agli sciocchi miei coetanei non parevano se

parte dell'uomo certe formule dichiaratorie, che non sono se non un rito puramente

era folta e massiccia di figure più decorative che eroiche, ma non priva di una

. gobetti, i-103: è naturale che l'enfasi decorativa e teatrale costituisca l'

e teatrale costituisca l'ideale dello straccione che si dà le arie del signore e

si dà le arie del signore e che non può seguire né la pedagogia anglo-

decorativa, nei particolari: una donna che egli ama o che l'ama, un

particolari: una donna che egli ama o che l'ama, un delitto passionale,

i-170: quadri volgarmente perfetti, decorativi, che trasudavano pigrizia e ipocrisia, ugualmente divise

pittore e acquirente. 4. che mostra ricchezza profusa di colore (un

ma innocentemente decorativo. 5. che dà decoro; dignitoso, imponente.

tanti argomenti, lo crede chi sa che personaggio e tutti lo stanno a sentire

un uomo con la barba, e sì che è una cosa tanto decorativa, non

scena. 6. iron. che ha un nome illustre o un aspetto

dice talora con intenzione satirica di persona che, pur valendo poco, ha molta prestanza

prestanza, dignità e parvenza, così che, per il fatto che l'essere

parvenza, così che, per il fatto che l'essere è vinto dal parere,

dà decoro all'ufficio o alla parte che l'uomo deve sostenere. pirandello, 5-520

: ella dovette prendere una serva, che disgraziatamente non corrispondeva all'ideale di cameriera

bar etti, 2-216: queste sono inezie che non avrebbero dovuto trovar luogo in un

. bertola, 74: poco men che in un tempo godesi qui lo spettacolo di

fin troppo aggrottato viale di platani, che dà sulla strada di monte vergine, era

lett. it., ii-411: diresti che innanzi al giovine manzoni ci sia il

di alfieri e di foscolo, e che non si attenti di presentare a'contemporanei

fanno del nobilista tanto all'aperta, che tutta la città non ha altro che dire

, che tutta la città non ha altro che dire se non di loro, recitando

vol. IV Pag.94 - Da DECORATORE a DECORAZIONE (6 risultati)

particolare e bizzarro genere d'architettura, che non manca di fare il suo effetto,

su fondo azzurro, e delle fasce decorative che lo separavano dalle pareti. 3

separavano dalle pareti. 3. che ha ricevuto una decorazione, un'onorificenza.

sostant. d'azeglio, 4-i-441: che m'importa, che siate settari officiali

azeglio, 4-i-441: che m'importa, che siate settari officiali, ricamati, decorati

, ricamati, decorati, titolati, piuttosto che poveri ed oscuri? tommaseo, i-388

vol. IV Pag.993 - Da DOVUTAMENTE a DOZZINA (52 risultati)

lochi vaporare fuochi sulfurei ed uscirne acque che fumino. e. cecchi, 5-278:

, 5-278: come un vecchio forzato che espiò largamente la sua colpa, ed

inutile andare dovunque sia, non potrò meglio che starmene a occhi chiusi, contemplando il

manzoni, 311: trova un fedel che possa / quando che sia, dovunque

: trova un fedel che possa / quando che sia, dovunque, a quel feroce

la fame, non è la fame soltanto che dovunque urla e tende le mani:

è la rivolta contro l'intollerabile falsità che invade tutti gli organi della nostra esistenza

. con valore temporale: ogni volta che, ogni qualvolta. dante, cono

., iii-1-5: con ciò sia cosa che intra dissimili amistà essere non possa,

, i-16: compagni, voi sapete che giove non dovutamente degli alti regni,

, per quanto io posso, quello che dovutamente è suo e se gli richiede,

più dovutamente pagata dalle famiglie mano mano che il giovane ascende. 2. in

, devuto; superi, dovutissimo). che deve essere dato per legge; che

che deve essere dato per legge; che spetta di diritto (denaro o altro

levi, 1-178: qui è uso antico che 1 poveri rendano omaggio ai ricchi,

ricchi, e rechino i doni, che vengono accolti come cosa dovuta, con sufficienza

e non ricambiati. 2. che spetta moralmente, che è da attribuirsi

. 2. che spetta moralmente, che è da attribuirsi per giustizia ai meriti

passavanti, 84: dice santo tommaso che la confessione ha un altro principale effetto

felici. testi, i-292: tu, che tanto godevi / in tormentare altrui,

. collodi, 126: siccome vedo che sei un pesce che hai la fortuna di

: siccome vedo che sei un pesce che hai la fortuna di parlare e di

per riderne col dovuto disprezzo per allievi che non imparano mai la lezione.

più tosto dovuta al riposo delle donne che allo esercizio degli uomini. -letter

uomini. -letter. ant. che spetta di diritto (come legittima preda

dall'infemo a gran segno, siccome quella che gli fruttifica sì buona raccolta di anime

3. sostant. ciò che spetta moralmente o legalmente, ciò che

che spetta moralmente o legalmente, ciò che compete di diritto (e si riferisce

del dovuto. boccaccio, 20-150: che da tutti amato e ben veduto, /

alla diversa condizione e stato de'personaggi che n'entraranno a parte. leopardi,

mandato col camion dopodomani. 4. che è da attribuirsi, da ascriversi (a

istituto pieno di sapienza e d'amore che, dovuto alla lunga veggente generosità d'

volte adiviene a molti grandi e venerabili dottori che per lo gran caldo dell'amore essi

facendo, a divedere ed a credere che non ponete in oblio la mia verso

la mia verso voi osservanza ed amore dovutissimo che io vi porto. serdonati, 9-343

. fagiuoli, 1-6 69: gli insegno che non dia retta mai più a chi

. -sostant. ant. ciò che è giusto, doveroso. -fare il

un gentil saluto / lo salutò, che in mezzo il cor gli passa; /

; ché siete stretti più dalla necessità, che dal dovuto. -prescritto da

di far regali alla propria fidanzata. adesso che questo piacere gli era consentito, aveva

consentito, aveva ogni diritto di pretendere che le cose non venissero fatte troppo in fretta

cose non venissero fatte troppo in fretta, che tutto si svolgesse adagio, procedendo per

dovuti luoghi certe asticelle e punti, che pur anch'essi han la lor forza

lor forza. moniglia, 1-i-470: quei che nel vaso chiuse / con tacque mescolando

ripresenta in quegli aspetti « umbertini » che anche da noi il giornalismo illustrato suole

maniera, tra gli spari della fanteria, che si disponeva a entrare nell'abitato colle

i lavorìi necessarii e ch'abbisognano acciò che le terre rendano per lo tuo signore

per conseguenza eguali le quantità dell'acqua che scende per le linee ab, ad,

masuccio, 429: amico caro, dopo che agli dii e nostra lieta sorte piacque

, me pare assai de- vuta cosa che, de te recordandomi, il fine disiderato

manfredi, 4-389: tre anni sono appunto che se ne fece l'osservazione, quando

è riferito soprattutto a quei prodotti che si vendono o il cui prezzo si suole

vol. IV Pag.994 - Da DOZZINA a DOZZINALE (52 risultati)

. boccalini, i-109: li comandò che, per fornir di fare il suo debito

fare al maestro. cionnonpertanto, fumati che n'ebbe una dozzina, cominciò la

una dozzina, sei per parte, che mi arrivavano al cuore. pratolini,

meno, invece, di guadagno) che puntando su un solo numero per volta

. landolfi, 8-115: alessandro, che da un pezzo faceva la caccia al

1-5: avete una dozzina di divote che v'impinzano come salsiccia, ora presentandovi

vaiuolo], oltre a due almeno che vengono da esso bruttamente guaste. cipriani

di un'antica quercia, altri sotto che stavano mangiando le ghiande. montano,

numero o una quantità o una misura che non si conosce o non si vuole

paio. magalotti, 7-202: sappiate che, quantunque firenze non sia roma,

evitando di guardarsi, parole di ghiaccio che mettevano del ghiaccio tra di loro. baldini

. aretino, 1-123: per una che giuochi con la bontà della magnanima lucrezia

giovani illustri, ne troverete le dozzine che si cacciano addosso a chi giuoca con esse

, 6-33: egli è una gran cosa che in questa terra non si possa guardare

uomo; e poi gli scolari si dolgono che le dozzine son care. g.

per proseguire i suoi studi, e che ne è stata impedita per mancanza d'una

stampe; parte in una scomoda camera che avevo a dozzina, la sera, tutto

, 5-67: immagini sacre... che penzolano a capoletto nelle stanze di dozzina

, 135: chi andrebbe a dire che abbiamo in casa nostra, a dozzina,

poco maggior pecunia, mandarono, ammonendolo che con grandissima cautela e diligenza attendesse dino

pozzetti, 3-20: non passa anno che di tali piene non ne venga a

7-24: bastivi per adesso di sapere / che queste non son bestie da dozzina.

. da dozzina e da buon mercato, che sono poi trasferiti per le fiere.

. giusti, 4-ii-359: vostra eccellenza che mi sta in cagnesco / per que'pochi

'l maggiore et il più incomportabile errore che faccino quei maestracci di dozzina plebei.

bocca ad un par mio, / che sono un poetuzzo di dozzina. tassoni,

e finalmente trovato a roma l'uomo che faceva per lui: un mezzo signorotto da

personalità. caro, i-119: il che penso sia stato fatto o da lui per

2-165: veggendola alla finestra e considerando che ella non lo guardava, come colei che

che ella non lo guardava, come colei che non lo conosceva, diceva fra se

come sa ella fingere! per dio, che ella è una femmina che ne vanno

dio, che ella è una femmina che ne vanno poche per dozzina.

, dolendosi di que'cervelli sfaccendati, che, volendo entrare in dozzina con gli omeri

entrar coi gentiluomini in dozzina, / che non sta ben portar drappi e giubbone

, 139: importan più quattro o sei che avanzin di buona fama gli altri de

, ad esaltar e metter innanzi una giovane che non farà tutto 'l resto: peroché

tutto 'l resto: peroché loro son quegli che, se una giovine ha in sé

e far conoscere ad altri, dove che gli altri non ve la conosceranno o

: or quivi collocati eran quei tali / che, mentre qui tra noi stero in

. -negozio a dozzina: negozio che fa grande smercio di prodotti spesso di

: « * dozzina ', quel tanto che si paga convivendo in casa altrui.

[cartella, 1387]: i cofanetti che che- giamo per questo chiesto fate che

che che- giamo per questo chiesto fate che siano bene lavorati di fusta e con

seraglia bene fata e beli chiave però che no vogliamo esere dozinalle. firenzuola,

esere dozinalle. firenzuola, 704: ma che? ogni bue non sa di lettera

dozzinali, perché par loro intenderle, che le cose de'valentuomini, ché non

, dicendo: io non son degno che nel mio povero alberghetto s'inchini la

: erano frodi dozzinali affatto, ma che bastavano a corbellare un volgo zotico e minchione

poi a sergio: « non è vero che è bella? ».

mettere insieme genti d'altre migliori qualità che tumultuarie e dozzinali. galileo, 1-2-139

dozzinali. galileo, 1-2-139: so che il figlio è di costumi ottimi e d'

liuto. pallavicino, 1-119: verisimile che a pensamenti sì dozzinali attribuissero encomi assai

vol. IV Pag.995 - Da DOZZINALITÀ a DRAGA (31 risultati)

: se codesta ragione è di quelle che si fanno trovare troppo facilmente, il mio

io non vi parlo a caso, / che, volendo esser da voi visitato,

od agnolin tarpato / od agnolon, ben che non abbian l'ale: / gli

73: così voi d'un poeta che s'afretta / a cantar ed uscir

mandateci: né se ne piglino maraviglia che così si domandi, perché le sono ribaldissime

ecco qui un altro di que'poeti, che, se non è ascritto fra gli

della tetradinamia, famiglia delle crucifere, che portano la siliquetta ovale-bislunga, colle valve

', sorta di crescione orientale, che porta fiorellini bianchi ombrellati, come il

genere di piante della famiglia liliacee, che comprende quaranta specie: la più nota

, con corolla divisa in sei parti che sostengono i filamenti, ed una bacca

alle labiate, i cui fiori si pretende che somiglino al capo del dragone. -4

, da dracunculus medinensis, il parassita che ne è la causa. dracónculo (

hanno posto gran differenzia, perché dicono che el seme del dracun- culo riscalda e

riscalda e morde e ha sì veemente odore che le donne si sconciono. fr.

, 8-168: mal suppose [sorano] che questi dracunculi non fossero viventi estranei,

'ovvero 4 crinoni'. vermetti capillari che si generano sotto la pelle, che cagionano

capillari che si generano sotto la pelle, che cagionano un gran pizzicore. sono lunghi

, ii-836: dato avviso alla donna che la mia partenza è rimandata e precisatale

draga tervallo di tempo che separa due passaggi consecutivi della luna al

. fazio, v-23-35: ma quel che non ne sai voglio che senti,

: ma quel che non ne sai voglio che senti, / de la pietra draconica

draconica, com'io, / a ciò che 'l sappi dire a l'altre genti

. draconile, sm. idrocarburo che si ottiene per distillazione secca della resina

, sf. ant. miner. pietra che si supponeva estratta dal cervello del drago

gioia, per invidia di quella bestia che si sente morire. vallisneri, iii-400

, consiste in sottili e lunghi vermi che sotto la cute nascono e si trattengono.

, dell'asia e deh'america, che viene prodotta da sottili e lunghi vermi

se non si taglia il capo mentre che è vivo, non diventa mai gemma.

et altri legumi, e fanno tanto seme che se ne cava gran quantità d'olio

, sf. imbarcazione (o fiocina) che serve per la pesca del

d'acqua, sia per materie terrose che li ingombrano; e può essere

vol. IV Pag.996 - Da DRAGAGGIO a DRAGO (46 risultati)

fiumi, canali il deposito di fango che impedisce il passaggio alle navi..

: * dragaggio '. il lavoro che si fa con le draghe o cavafango,

: 4 dragaggio '. il lavoro che in tempo di guerra si fa con le

delle piccole navi apposta per le mine, che si dicon 'dragamine '. fanno

delle malattie, 1-9: ancora collirio che molto vale. r. gummarabica, draganti

schiumato, e si cuoca alquanto infin che divenga sodo, e poi vi si metta

il quale si è una certa gomma che ne vende tutti gli speziali. mattioli

, 376: la gomma... che distilla dalla radice [dello tragacanta]

baldinucci, 159: una mestura, che per ordinario si fa di trevertino,

ad inciderne il tronco non geme altro che una specie di gomma dragante. =

a mettersi il dragante di poppa, che posa, incastra e si imperna sopra la

delle navi in legno, uno dei pezzi che formano l'arcaccia, ossia l'ossatura

pres. di dragare), agg. che serve per il dragaggio.

, iv-207: 4 pompa dragante ', che aspira e trasporta acqua e materie solide

la testa gli ha giunta / sì che il distese in su la terra piana.

metallico delle antiche armi da fuoco, che stringeva la miccia e la portava al

, 187: sono poi alcuni altri, che vogliono che l'ippocampo sia quel picciolo

sono poi alcuni altri, che vogliono che l'ippocampo sia quel picciolo pescetto,

, anzi più presto mostro marino, che chiamano alcuni dra- ghetto e alcuni cavalletto

pezzo). draghifórme, agg. che ha forma di drago (cfr.

ciascuno dei cavi dor mienti che vanno dall'albero di trinchetto al bompresso

sulla quale si fa scorrere alcuna cosa che vi sia appesa, come sarebbe una cortina

inferi tura di alcune di quelle vele che si chiamano fiocchi, quando occorra spiegarle

con la bocca dalle molte lingue (che emetteva fuoco e fiamme), con

, 32-131: poi parve a me che la terra s'aprisse / tr'ambo le

, e vidi uscirne un drago / che per lo carro su la coda fisse.

era sì velenoso e tanto crudo / che uccideva altrui sol con lo smago. andrea

col consiglio / di quella rabbia, che la punge e rode, / corre al

e dà di piglio / a le piante che 'l drago ebber custode. forteguerri,

ed ammiranda. / drago diventa, che dall'ampie creste / un mongibello di

alito infernale di faville e di fumo che dalle ampie nari nello stesso tempo gli esalava

erano conservate le coma di un drago che infestava, nei tempi antichi, la regione

. buzzati, 4-84: certi dicono che il drago manda fuori del fumo,

il drago manda fuori del fumo, che questo fumo è velenoso, basta poco per

, 320: da un tal che pare una mummia d'egitto, / ma

fiero dei draghi e i coccodrilli, / che va via per istrada ritto ritto,

voluto veder più da vicino il mostro che va va va [la vaporiera]

il drago, e ha il fuoco dentro che ce l'ha messo il demonio.

col drago mieg abitar s'aven / che con femena dura cui desplas ogno ben.

: se ne va altiero... che pare che egli abbi beuto sangue di

ne va altiero... che pare che egli abbi beuto sangue di drago o

quel lago / ch'odio più il cibo che toccare un drago. fr occhia,

drago. fr occhia, 868: ma che anguilla! era un drago addirittura.

. magalotti, 1-123: la simiglianza che ha questo fossile con tossa impietrite potè

la fantasia ch'ei non fosse altro che i frammenti dell'ossa di quei guerrieri,

con un solo drago rosso e verde che spalancava le fauci in un angolo della

vol. IV Pag.997 - Da DRAGO a DRAGOMANNO (49 risultati)

.). chiabrera, 352: che se il vapor è secco e tanto ascende

vapor è secco e tanto ascende / che giugner possa alle supreme piagge, / in

fuoco vi s'imprime un drago / che in se stesso in più nodi si raggira

e le sue tre bocche di drago che alimentano il mare. fracchia, 1024:

di lisandro fu neocoro d'aliarto, che aveva nello scudo un drago per impresa

pigre rote. / quel pigro drago che, dal freddo astretto, / non fu

/ tanto affrettando verso il mezzogiorno / che 'l tropico del cancro passat'hanno. tasso

demonio, spirito infernale, satana (che si manifesta appunto, come nella visione

angiolieri, 19-2: l'amor, che m'è guerrero ed ene- mico,

... tu hai formato acciò che noi ce ne facciamo beffe. folengo,

, tu n'hai scappata una, / che l'egual non avrai, se ancor

mantenendo insino a quando piacerà a colui che, fermo stando, tutto muove, di

città quello spaventevole e promesso drago, che gitterà per bocca fuoco, doppo la

morte del quale, e di tre potenti che seco si troveranno, subito soneranno per

xxv-1-208: se ci è via / che la possa lasciar, che a l'onor

è via / che la possa lasciar, che a l'onor mio, / mancando,

non mancassi, anzi morire / son risoluto che mi ponga in casa / un drago

marchi, ii-389: il portinaio, che non aveva ereditata da natura un'anima

perché... i principi, non che molti non se ne possano avere,

molte mura e molti draghi, più che negli orti dell'esperide, a penetrare

nemica, o aspro drago, / che credi far di me poi che qui m'

/ che credi far di me poi che qui m'hai? pallavicino, 1-338:

gemme della virtù son di quella specie che traggonsi dalle teste schiacciate de'draghi,

: mia città dragofiorito, prato d'oro che appresti i lauri ai cavalli scintillanti.

1-ix-92: nel funicello dei draghi volanti che vanno nell'aria a bere la elettricità.

sua strada come un bel drago volante che s'aggiri per l'aria, traendosi dietro

nei maschi e azzurra nelle femmine, che pende dalla gola; misura circa 25

coda sottilissima; si nutre di farfalle che ghermisce nel volo; e vive sugli

gunculus alatus bontii)... sospetto che da questo abbiano inventato gli antichi il

mattioli [dioscoride], 199: secondo che scrive alberto, è il drago marino

desia e il drago. sono alcuni che vogliono che sia ancora chiamato dragoncello.

e il drago. sono alcuni che vogliono che sia ancora chiamato dragoncello. è questo

animali il drago marino è un pesce che vive intorno a i lidi, come sono

quale è uno stucco fatto di gomme che si liquefanno al fuoco. mattioli [dioscoride

quella gomma, overamente liquore condensato, che si ci porta d'africa simile a

d'africa simile a grumi di sangue, che volgarmente si chiama sangue di drago in

xxx-13-90: manda l'africa ancor quel che di drago / sangue s'appella in

un ramo o nel tronco d'essi, che sono molto teneri con buccia bianca e

, ne facevo uscire quel liquore rosso che pareva apunto sangue quando esce d'una

così di maccheroni, con una salsa che pare sangue di drago. = voce

= voce dotta, lat. dracó -ónis che traduce il gr. spàxojv -ovtoi;

re lois el simile era, sì che non drugomanno loro mistiere era. canti carnascialeschi

dragomanni siam, donne, levantini, / che qui dalla velona / della buttagra assai

non intendendo per 4 litterati 'quegli che non hanno altro fine che intender solamente

'quegli che non hanno altro fine che intender solamente le lingue, onde si posson

, 4 dragomanni '; ma quegli che hanno per fine d'intendere le scienze,

dragomano con due galere al pesaro, che si rincontrava a corfù, per passare doglianze

. si domandano mezzani e turcimanni, che anticamente dragomanni, più accosto ah'origine;

accosto ah'origine; cioè interpetri, che vanno di qua e di là a sentire

vol. IV Pag.998 - Da DRAGONA a DRAGONE (60 risultati)

(anche con frange e nappa) che adorna l'elsa della spada e che

che adorna l'elsa della spada e che può essere fissato al polso per trattenerla.

giamboni, 7-48: signiferi sono quegli che portano le insegne, cioè i gonfaloni

le insegne, cioè i gonfaloni, che s'appellano oggi i dragonari. garzoni

. garzoni, 1-638: soldati, che da diversi ufficii traevano i lor splendidi

da tutte queste spezie il dragoncello, che si coltiva negli orti di tutta italia

traspianta di pianta, prendendo i rami che a terra crescono con le radici.

non vi manca il tarcum, erba che in roma chiamiamo 'dragoncelli '.

1-62: 'fico ', pianta comunissima che dà un frutto saporito; ve n'

forma di dragoncelli, dice il corio, che nascevano ne'varghi o sotto l'ascelle

ne'varghi o sotto l'ascelle, e che alla più lunga in tre giorni traeva

delle gambe, delle costole, e che fa alzare un tumore flemmonoso, che si

e che fa alzare un tumore flemmonoso, che si fa maturare coi cataplasmi, dal

cordicella sovra un pezzo di legno a misura che se ne va facendo l'estrazione.

v.]: 'dragoncello'. vermicello che si è creduto generarsi sotto la cute,

cinosdessia et il drago. sono alcuni che vogliono che sia ancora chiamato dragoncello. è

il drago. sono alcuni che vogliono che sia ancora chiamato dragoncello. è questo

al graculo, et ha nell'orecchie spine che rimirano verso la coda. a

verso la coda. a questo pare veramente che si rassomigli non poco quel pesce che

che si rassomigli non poco quel pesce che chiamano i viniziani, i tergestini,

i tergestini, gl'istriani e quelli che abitano attorno a i lidi d'aquileia

di tutti serpenti, ed eziandio è maggiore che nessuna bestia del mondo. guittone,

alcuna serra / de le grande alpi, che si trovan loco; / e là

di stran cuoio verde e giallo, / che combatteva con un gran lione. straparola

un dì vide sotterra, con occhi più che cervieri, imo smisurato dragone lungo delle

gran leena / avea tra denti, che pareva giusto / un sorcio in bocca

è nel nilo un fier dragon, che, quando / ha divorato l'uom,

simil. guittone, i-14-36: o che non più senbrasse vostra terra dezerto,

non più senbrasse vostra terra dezerto, che cità senbra, e voi dragoni e orsi

cità senbra, e voi dragoni e orsi che citadini? tavola ritonda, 1-5:

(43-5): più treman di te che d'un dragone, / veggendo la

la tua faccia ch'è sì dura / che no la riterrìa ponte né mura,

a stare col leone o col dragone che stare con una rea femina. cellini,

presto io abiterei fra leoni e draconi che tra donne bestiale, e non è malizia

, e non è malizia al mondo che avanzi la malizia loro e guai a chi

per loro, e meglio per me, che adesso potrei servire la signora marchesa d'

gemelli careri, 1-iv-251: l'inchiostro che adoperano non è già liquido, ma fummo

, impastato con acqua di gomma, che seccano a guisa di pannellini, lunghi

ha fatto un ordine di cavalieri, che portano per divisa un dragone. e de'

de'tempi barbari ritornati narrano le storie che per sua gran nobiltà fu chiamata al

la quale carica lo scudo d'uno dragone che divora un fanciullo. alvaro, io-m

giamboni, 7-87: molti segni sono quegli che per boce non s'odono ma per

in guerra con molte altre insegne, che furono quattro per opinione di plinio: il

il corso del sole] per il dragone che la sua istessa coda rigirandosi afferra con

sorger da lontan più nugoloni, / che... /... raccoltisi

forma di nuvola conica con grande coda che si stende sul mare fragorosa, lampeggiante

stende sul mare fragorosa, lampeggiante, che di solito si risolve in pioggia dirotta

e grandine grossa, altrimenti sovverte quel che incontra. 5. nel linguaggio

, 41-43: crederò ben, tu che ti vedi in preda / di quel dragon

vedi in preda / di quel dragon che l'anime devora, / che brami teco

dragon che l'anime devora, / che brami teco nel dolore eterno / tutto

spada nel fodero, alza la mano diritta che tien la spada già con la punta

un soldato... rifiutò non so che medaglia al valore, perché portava impresso

al valore, perché portava impresso san giorgio che abbatte il dragone. 6.

con molte lagrime si gli racomandò, pregandolo che non guardasse al suo peccato, imperò

imperò ch'egli era peccatore, ma che guardasse per gli altri cristiani che ver-

ma che guardasse per gli altri cristiani che ver- rebbono alle mani di questo dragone

fiere in aspri boschi, / non vo'che questo fier dragon mi attoschi. garzoni

pietà, giuntagli sopra, / fa che del fier dragone il capo incida, /

boiardo, 1-7-24: mostra gradasso forza più che umana: / ricardo abatte e lo

vol. IV Pag.999 - Da DRAGONESCAMENTE a DRAMMA (59 risultati)

de'saurii, famiglia degl'iguani, che ha quattro piedi; la coda e

la coda e due ali membranose, che son distinte da'piedi, e che

che son distinte da'piedi, e che per mezzo de'tendini può sostenere. chiamasi

redi, 16-iii-369: tra quei pesci che ho trovati non aver tal vescica o

d'avere della più buona sorta dragoni che si possi ritrovare, e traspiantare di

dragone arbore', la cui lagrima, che dall'arbore intaccato risuda, chiamasi sangue di

chiamasi sangue di drago in lacrima, che è il vero cinabro di discoride..

, 40: rosso è un colore che si chiama sangue di dragone. questo

degli occhi del dragone non sono altro che pietre come fuoco risplendentissime, le quali

. artiglieria di grosso calibro. -colubrina che lanciava palle di ferro da 40 o

(1456), così denominati dopo che lo strozzi li introdusse in francia;

arma di mezzo fra cavalleria e fanteria, che combatteva a piedi e si spostava a

g. bentivoglio, 4-1017: ordinò che... lo venissero seguitando con

2-93: i dragoni non sono altro che fanti posti a cavallo, armati di moschetti

. d'azeglio, ii-4-459: i dragoni che li perseguitavano, lasciati i cavalli alla

prostituta e marinaio, il vecchio / che bestemmia, la femmina che bega,

vecchio / che bestemmia, la femmina che bega, / il dragone che siede alla

femmina che bega, / il dragone che siede alla bottega / del friggitore,

comparve uno sconosciuto ufficiale dei dragoni, che ansimava dalla fatica, coperto di polvere.

un dragone: fare o dire cosa che, per la sua enormità, riesce a

eh, egli ne ha fatto arrossire altro che voi! ha fatto arrossire dei dragoni

indole mite, ma vuoto di testa, che si fucilò perché i genitori, che

che si fucilò perché i genitori, che l'amavano assai, non gli permisero

[i romani] anche i dragoni che combattevano a piedi e a cavallo.

, 5-57: plinio... dice che un dragoncino morto fu dal padre con

dragonàccio. segneri, iii-2-107: pensa che il peccato sia un cagnolino da tenere

di verità, egli è un dragonaccio che empie di strage la terra.

/ spergitrice. cuoco, 2-i-110: che cosa è la donna? desiderio dell'

per gli opilati, la centaurea per quei che sputan sangue, la mandragora per quei

sputan sangue, la mandragora per quei che non posson dormire. = variante dial

grosse, e uno altro dragonetto, che fu una perdita grande. = deriv

dragonétto2, sm. tecn. recipiente che serve a provvedere d'acqua la pila

carena, 1-68: 'dragonetto', cassetta che serve a mandar l'acqua nella pila

, 7-27: i dragonieri, o quegli che portano le 4 nsegne che faranno nella

o quegli che portano le 4 nsegne che faranno nella battaglia, i quali, conciossiacosaché

). dragonifórme, agg. che ha forma di drago. vallisneri

di colori, e liscio, di modo che nel tutto rappresenta un serpe: sono

pinticchiato di porporee macole, di modo che rappresenta in tutto un serpe grosso come un

da'bosniaci per fare del pane, che riesce ottimo. = voce dotta,

. dragontèo, agg. letter. che si riferisce, che è proprio del

agg. letter. che si riferisce, che è proprio del dragone.

mattioli [dioscoride], 333: quello che chiamano i greci draconzio mi è stato

come affermavano) quanti erano gli anni che ella aveva e con altrettante foglie. domenichi

[plinio], 24-16: quello che i greci chiamano drogonzio m'è stato

del draconzio parla dioscoride, e dice che ha le foglie a guisa dell'ellera,

]: 'draconzio', sorta d'erba che con altro nome è detta 4 serpentaria '

, la sagena, le vangaiuole, che si calano in alto mare, e la

calano in alto mare, e la draia che rade i fondi più bassi, e

rade i fondi più bassi, e che, adoperata nell'acque nostre, ci pescherebbe

draisina, sf. velocipede a due ruote che precedette la bicicletta. = dal

della mina; suo sottomultiplo l'obolo che valeva un sesto della dramma; suoi

, il pentadramma e il decadramma, che valevano, rispettivamente, due, quattro

. -unità monetaria della grecia moderna (che si divide in cento leptà).

moneta, mandandone a'loro govenatori, che erano alle stanze, altrettanti più.

solamente un sacchetto con tremila dramme, che, scagliato dall'onde molto di lunge

: la dramma è di quel medesimo peso che 'l danaio d'argento de i

questi così fatti danari,... che son di peso pari a quelle monete

peso pari a quelle monete d'argento che si chiamano grossi. ecco adunque come

. ecco adunque come si dee sapere che la dramma ateniese si chiama da i

vol. IV Pag.1000 - Da DRAMMA a DRAMMA (48 risultati)

dramma, cioè l'uomo in ciò che fu fatto per riparare la rovina de li

scorrer la penna a versar dramme, / che dovea a mala pena stillar grani.

idem, purg., 30-46: men che dramma / di sangue m'è rimaso

dramma / di sangue m'è rimaso che non tremi. moscoli, vii-604 (59-8

vii-604 (59-8): fin tanto che dramma / me remarrà de vita o de

: non lascia in me dramma / che non sia foco e fiamma. boccaccio

levar dramma / di quel saldo voler, che sì m'infiamma. ariosto, 23-129

sì ch'in lui non restò dramma / che non fosse odio, rabbia,

egli non ci fosse, io in vita che farei? né io per questo,

credo perder dramma di onore, perciò che essendo, come veder si può te,

in libbre e per forza quella dramma che schifasti di sofferir per virtù. magalotti,

c. gozzi, i-166: persuaso che cento libbre d'oro non pagassero ima dramma

avevan più fibra né dramma di sangue che non fosse penetrata d'amore, abbagliata.

, chi la pietà credesse; / o che in quel cor, per indugiar di

la mia moglie a dramma: / che sebben la vedete gatta morta, / l'

un floro piccinino d'asterdamme, / che le storie romane pesa a dramme,

. gozzi, i-20-106: perché narrarti / che questa penna e l'intelletto mio,

da una rimotissima antichità, e quelli che tali non sono corre non molto minor

non sono corre non molto minor differenza che tra i soggetti del dramma e quelli

e vere e di così vasta applicazione, che in essi si può trovare facilmente la

il colorito, la fisonomia è un sottinteso che non ha valore per sé solo ed

leggere da solo a solo il dramma, che potrà essere artisticamente superiore, o anche

, o anche inferiore, alla rappresentazione che se ne faccia, ma certamente è diverso

, i-37: -chi sono lor signori? che cosa vogliono? -siamo qua in cerca

-lor signori vogliono scherzare? -no, che dice mai, signore! le portiamo al

farsesco, propria del teatro greco classico che, nelle feste dionisiache, seguiva ogni

: dramma satirico, usato da'greci e che solevasi rappresentare dopo la tragedia.

-dramma sacro o liturgico: quello che tratta argomenti religiosi (e fiorì specialmer

tra uno strepitoso suono di tamburri, che fece restarmi fuori di me stesso.

fuori di me stesso. fummi detto che andava quella gente a rappresentare un drama

sacro. -dramma pastorale: quello che si ispirava all'ambiente idillico dell'arcadia

per musica, dramma lirico: quello che si eseguisce accompagnato, in tutto o

difetto spezialmente si scorge nella poesia drammatica che oggidì comunemente s'usa in italia e

. avendo noi perduto l'onesto profitto che dovrebbe trarsi dall'udir le tragedie e commedie

udir le tragedie e commedie, da che si sono introdotti in italia i drammi per

ho una vena terribile, / tanto che al mio paese / feci quindici drammi in

antica letteratura, non essendo oramai più che forma cantabile e musicabile, ha come

ciceroniana. -dramma storico: quello che presenta personaggi e avvenimenti storici.

il signor a. w. schlegel pensa che il nome d'istorico non si convenga

istorico non si convenga propriamente parlando, che ai drammi fondati sulla istoria patria. tenca

, xi-2-582: un eroe su la scena che per arricchire foggia un testamento o una

arricchire foggia un testamento o una eroina che s'innamora del suo palafreniere e poi

-dramma borghese o sperimentale: quello che affronta i più attuali problemi della vita

le prime scene di un dramma giallo che parve assorbire l'interesse di honey e di

personaggi, il conflitto delle situazioni) che concorrono a conferire vigore all'azione drammatica

s. v.]: potrebbesi dire che * c'è drammi senza dramma (

c'è dramma '. o di quella che è la più importante e efficace:

nel modo come sono concepiti i personaggi che tutti rimangono fuori della vita, stecchiti

vol. IV Pag.1001 - Da DRAMMATICA a DRAMMATICO (46 risultati)

dei principi e delle plebi, quelle pazzie che sono il dramma e l'unità delle

attori. leopardi, v-101: sovvengati che tu non sei qui altro che attore

sovvengati che tu non sei qui altro che attore di un dramma, il quale sarà

non ho a parlare, ma del mondo che mi stava intorno, e del gran

mi stava intorno, e del gran dramma che si svolse innanzi agli occhi miei.

i drammi della gelosia e dell'amore che insanguinano la cronaca dei nostri giornali,

cronaca dei nostri giornali, quei drammi che già sono preparati nel nucleo familiare in

(e può anche riferirsi al contrasto immanente che esiste fra il bene e il male

assiduo, / c'è pur qualcosa che mi fa paura! b. croce,

, il dramma intero del reale, che diviene e cresce in perpetuo su se

stupore o di sforzo. essi ci rivelano che l'anima e il corpo, anche

creatura vivente, nato per errore, che avrebbe anche potuto non essere. è

potuto non essere. è uno dei drammi che minano il sottofondo di molte coscienze contemporanee

v.]: di chi affetta quel che non sente e piglia a sproposito un

vuol fare un dramma '. 'che dramma m'andate voi ora drammatizzando?

la storia degli uomini racconta indifferente quello che essi amarono e nascosero per tutta la

. in fondo, poverina, fa quel che può. -personaggi del dramma:

truccato come il nostro, quel periodo che si è convenuto di chiamare clandestino, quando

drammino. fogazzaro, 1-79: senti che per fare intendere la poesia del tuo

1-7-271: - son questi i fantoccini / che fecero, or fa l'anno,

tal poema non abbiamo fra i latini che una ben piccola idea nel drametto della

, e pari all'autore di teatro che voglia lasciare il pubblico colla bocca dolce

pubblico colla bocca dolce, il potere che ha provveduto a inscenare il dimesso drammùcolo

. castelvetro, 216: ecco che l'epopea può sotto parole generali dire

riceve principio e compimento perfetto, senza che protezione di principe unico non v'entri per

debito del poeta l'usare di quelle sentenze che meglio rappresentassero la natura del caso ed

atteggiarsi',... l'attitudine che l'uomo prende per rappresentare la passione

ma non senza avvertire... che quella liricità era, nel tempo stesso

drammaticità. un poeta, infatti, che fosse astrattamente ossia esclusivamente lirico, ricadrebbe,

immediatezza dello sfogo passionale, il poeta che fosse esclusivamente epico o drammatico diventerebbe un

recò [rembrandt] nella pittura quello che non c'era mai stato: la drammaticità

affanno, angoscia, turbamento, eccitazione che li accompagna e distingue. cicognani

-ci; superi, drammaticissimo). che riguarda il dramma (in senso generale

dramma (in senso generale); che è in relazione con il teatro e

sì come disse il falereo, avvenga che nella scena si rappresenti l'azione o

121: mio padre,... che nella maniera del canto dramatico di quei

gioventù esercitò,... mi diceva che bisogna far sentire le finali tanto nel

bisogna far sentire le finali tanto nel recitare che nel cantare. da ponte, xxiii-47

il don giovanni tra le più belle opere che su alcun teatro drammatico si rappresentassero.

si soggiunga convinta di non essere altro che una dilettante in tutte. -con riferimento

essere recitati sulle scene, allo stile che li distingue, al genere letterario che

che li distingue, al genere letterario che li comprende. gélli, iv-5:

, iv-5: la più parte di coloro che hanno una volta o due senza più

il compor commedie, dove da coloro che a dirittura sanno dar giudizio degl'altrui

commedia per componimento pieno di tanta difficultà che per poco si crederia. varchi,

rappresentazioni teatrali (un autore); che recita i drammi (un attore,

vol. IV Pag.1002 - Da DRAMMATISMO a DRAPPARE (49 risultati)

vantaggio del raro dono della grazia, che la natura concede a'suoi più cari

cari allievi. pananti, i-19: che cose magnifiche son quelle / dette delle

muta un'anima ed un buon gusto che molte attrici drammatiche le potevano invidiare.

epico per proprio fine il mirabile, che non è proprio fine del drammatico, cerca

: il lirico beve il medesimo nutrimento che l'epico e il drammatico. giordani

loro valore (un critico); che ne vieta o ne autorizza la rappresentazione,

v.]: 4 censura drammatica', che bada alle allusioni politiche, anco in

. boccardo, 2-1020: kean dichiarò che gli inglesi non sono una nazione drammatica

per estens. caratterizzato da quegli elementi che sono propri del dramma (come l'originalità

, questa tutta racconti e novelle, che è proprio il genio e il carattere

ne ottenne più dote di semplicità, che di varietà drammatica. de sanctis,

, appena spuntate si scolorano come rosa che non abbia acqua sufficiente a farle schiudere

evanescenti...: sono situazioni che si annunziano drammatiche e si trasformano in

dell'apparente disordine mostrano, parmi, che è il caso di un allegro episodio

. viani, 13-209: via via che puccini suonava e cantava, quella musica

sopra tutte le altre: ma io trovo che il loro valore è interno, è

soffio di una creazione lirica e drammatica che basta a se stessa. alvaro, 7-88

non è soltanto la sua vena drammatica che annunzia l'avvento di un'umanità d'

i giorni, ma nella stoffa opaca che veste i suoi comuni personaggi.

comuni personaggi. -straordinariamente espressivo; che denota vitalità, esuberanza. de

languidi e miti e drammatici, pieni più che di espressione e di sentimento, di

di desiderio. 3. figur. che è causa di viva commozione; che

che è causa di viva commozione; che provoca un intenso turbamento interiore; che

che provoca un intenso turbamento interiore; che suscita grande impressione. mazzini, i-81

mazzini, i-81: ho letto l'articolo che avete scritto per l'4 esule '

io dissenta intorno al sistema drammatico, che pare adottiate, debbo pur dirvi che il

, che pare adottiate, debbo pur dirvi che il vostro articolo è il solo di

articolo è il solo di que'due numeri che sia scritto e pensato italianamente davvero.

: fra i personaggi... che non tengono da noi altro incarico, pur

, pur nella loro importanza drammatica, che di costituire la moltitudine ed il fondo

patimenti sterili, crucciosi, infingardi, che non hanno né pure lo spasimo drammatico

farlo suo nel riferirlo, non è proprio che d'un ingegno riflessivo ed esercitato.

ingegno riflessivo ed esercitato. così vediamo che le relazioni delle persone del volgo sono

. carducci, ii-1-44: da vero che egli è un bel mostro drammatico questo

dall'abate cesari (3-31), che la cita con altri neologismi da evitare

, ad esporre, a descrivere, che a drammatizzare. serao, i-23: nelle

amina boschetti aveva ballato, e più che ballato, sceneggiato e drammatizzato quel ballo

, ii-8- 122: il vero è che il poeta lirico drammatizza il suo sentimento,

lirico drammatizza il suo sentimento, e che il poeta drammatico liricizza la sua azione.

scrivere drammi; il complesso dei precetti che regolano l'attività drammatica.

giovani si sentivano pronti a marciare dove che fosse dietro quella specie di corsaro nero

è un infelice compromesso con la drammaturgia che 4 guarda avvenire 'fatti psicologici attraverso

, segnatamente sulle opere drammatiche non serve che alla vanità dei drammaturgi. fu. ugolini

i più degli accozzatori di quelle parole che diconsi libretti d'opera. oriani, x19-

flebotomi, un mestiere oggi tramontato e che domani forse risorgerà. pirandello, 5-522

galileo, 5-207: è vero che più bella mostra fa una giubba

fa una giubba di scarlatto, che un capperone di panno di casen

tino, una calzetta di seta, che li scalferotti di griso, i

griso, i borzacchini dorati, che li zoccoli o scarpini ferrati a ghiaccio;