tuo pamphlet.. e devo dire che questo concetto della totalità che mi era il
e devo dire che questo concetto della totalità che mi era il più ostico -perché porta
della rete (montale è l'unico filosofo che io sia riuscito a seguire sistematicamente,
e non d''ottimati', derivativo che si allontana tanto da suo radicale o
da suo radicale o voce primitiva, che ne cangiò spesso il senso in totalità.
. è la parte di un tutto, che ha sempre una totalità più vasta che
che ha sempre una totalità più vasta che lo comprende. 3. ammontare
o due aiutanti. non può esservi che un aiutante ove la totalità degl'iscritti
di una serie, o di quelli che concorrono a formare un tutto compiuto o
generale ed universale sono sinonimi in quanto che l'uno e l'altro risguardano una totalità
specie umana, il tempo è giunto che la totalità del popolo comandi e ponga freno
e ponga freno a tutti quegli orgogliosi che lo hanno oppresso e avvilito. galluppi,
, ma raccomandare di prenderle per quel che sono, totalità didascaliche di un dato
: l'amm. delegato è d'avviso che questo avallo possa essere prestato dalla fiat
dalla fiat, dato l'enorme interesse che essa ha al completamento dell'opera, sia
quistioni secondarie; quindi, attenta osservazione che ci sia omogeneità tra dirigenti e diretti
e massa... si può dire che nessun moto reale acquista coscienza della sua
cioè quanto s'accorge, dai fatti, che niente di ciò che è, è
dai fatti, che niente di ciò che è, è naturale (nel senso bislacco
senza conseguenze. totalitàrio, agg. che è proprio, si riferisce o riguarda
un insieme, di una categoria; che si riferisce alla totalità; totale, onnicomprensivo
permetta maestro », gli dico, « che mi unisca anch'io al vostro pianto
se totalitarie, non costituiscono di solito che sezioni, solo formalmente autonome, di un
16-vi-1992], 7359: a parte che non sono stati prodotti 'tutti'i contratti definitivi
una delibera 'totalitaria'di approvazione (il che sarebbe assorbente) nei rogiti prodotti non
un regolamento esistente. 2. che coinvolge totalmente la partecipazione del pubblico (
una vera e propria storia artistica, che sarà dell'avvenire, e per un verso
, ordinato in base a esso; che si attua, che si svolge nei modi
base a esso; che si attua, che si svolge nei modi propri di tale
) di regimi autoritari del secolo xx che, nel quadro della società di massa e
capillare di una ideologia esclusiva ed assolutistica che predica la trasformazione radicale della società.
croce, iv-12-48: non è vero che la grande industria profittasse del fascismo: di
le classi, essa probabilmente fu quella che più sofferse pel totalitarismo economico. migliorini
criticare l'ideologia. questo è ciò che in tempi recenti fu chiamato totalitarismo.
. arbasino, 23-1190: vero è che sotto i totalitarismi non si può scrivere
totalitarismi non si può scrivere mai quello che si vuole. 2. per simil
bacchetti, 2-xxiii-472: lasciamo gli esempi, che si sono moltiplicati fino ad una sorta
qualsiasi nuovo esperimento totalitarista. 2. che è fautore del totalitarismo. -anche sostant.
plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce al
-ci). che è proprio, che si riferisce al totalitarismo. -anche:
pres. di totalizzare), agg. che riguarda, che coinvolge qualcuno o qualcosa
), agg. che riguarda, che coinvolge qualcuno o qualcosa globalmente, nella
fr. totalisant). anche: che ha pretesa di totalità e assolutezza o
, 14-7: pensavo ai documenti della cultura che allora era presente e viva, ma
ma sommersa, e alle opere di coloro che si erano opposti alla volontà totalizzante sia
si erano opposti alla volontà totalizzante sia fascista che idealista. brignetti, 3-106: servirsene
10-154: il consumismo altro non è che una nuova forma totalitaria -in quanto del tutto
f. basaglia, 1-ii-183: ciò che si vuole per l'uomo non è la
e delle punizioni: ma una vita che presenti per l'uomo lo stesso carattere totalizzante
presenti per l'uomo lo stesso carattere totalizzante che il capitale tende a creare per sé
le scommesse ed è collocato il tabellone che registra e aggiorna le quote delle puntate
.: ciascuna delle due organizzazioni legali che gestiscono le scommesse sulle corse (di
gobetti, 1-i-618: gli spagnuoli, che si vantano di glorie moresche prima che
che si vantano di glorie moresche prima che di glorie romane, usano affidare le parti
vincitori. -disus. persona che riceve scommesse. -in partic.:
calcolatrici e nei calcolatori elettronici, dispositivo che somma automaticamente le cifre impostate su una
quale, in partic., quello che, collegato a un orologio elettrico,
e volatili e'si vede lo amore che essi portano a'figliuoli et il bene
essi portano a'figliuoli et il bene che essi loro e desiderano e procurano con ogni
terrestre, o sia dimestico o salvaggina, che la cina non ne abbondi in assai
cento altre qualità di animali terrestri e volatili che andavano per quei dintorni.
nuvole, cacciati dagl'altri maggiori, che li perseguitano; fuori dell'acqua sembravano
di rondini. -per simil. che fugge a grande velocità; che si dilegua
simil. che fugge a grande velocità; che si dilegua rapidamente. firenzuola,
? 2. per estens. che tende a evaporare facilmente (una sostanza
arsenicale eterogenea. ramazzini, 57: parebbe che l'uso del terebinto con qualche sai
etereo, o acido minerale volatile, che alberga nelle acque termali, e le avvalora
con un unguento chiamato 'daneta', che è un'erba volorosissima, dotata di un
nell'aria (un aroma); che sprigiona un intenso aroma (una sostanza)
, iii-162: la concia di frangipane, che non solo alli guanti, come da
ambra e di zibetto con un non so che di più grave che lo rende meno
un non so che di più grave che lo rende meno volatile e più tenace al
chiamolla e richiamolla affannosamente, ordinando insieme che i servi recassero volatili profumi e fragranze simpatiche
: era come un profumo molto volatile, che dà alla testa prontamente, se non
tosto la vita e 'l moto; quasi che la vita consista più nello spirito,
la vita consista più nello spirito, che è una cosa volatile, che negli umori
spirito, che è una cosa volatile, che negli umori o ne membri.
quella fissa. 4. figur. che trascorre con estrema rapidità (il tempo)
, 1-617: preseo si è la virtù che. ll'uomo à il cavallo adlato
cui son tanto ghiotti i più di coloro che stampano. 5. incostante,
, 9-83: se io fossi così volatile che la terza volta chiamato io tornassi,
più coroto in ogni mio costume / che non fu mai sardanapalo o nino. siri
. siri, 1-ii-186: comunemente discorrevasi che 'l re cattolico più per fissare il
volatile mercurio dell'ingegno di carlo emanuele che per altro intendimento desiderasse quei principi in
1-vi-364: non mi trovo in tasca che una congerie volatile di buone intenzioni.
oziose. moneti, 240: mercurio che protegge i dicitori / e porta l'ale
iedi ed al cappello / così mostrando che vi son dottori / che an fluido
/ così mostrando che vi son dottori / che an fluido e volatile il cervello.
sono tuttavia cervelli disgregati e volatili, che non hanno saputo mai dominare dall'intrinseco la
quella parte più sottile di noi, che dà veramente vita alle cose d'ingegno,
delle rime di dante nel secondo periodo che male saprei definire: direi quasi che
periodo che male saprei definire: direi quasi che forma non vi sia, tanto è
piena inquadratura. 8. econ. che ha andamento particolarmente instabile e imprevedibile (
, sostanza gassosa presente in un magma che si separa durante il raffreddamento e funge
sette, maschio e femina, acciò che si salvi il seme sopra la faccia di
vede e conosce l'occhio le cose che li stanno per obbietto, quanto la sua
di mestiere ai separarli quella parte arsenicale che può offendere la natura e con la preparazione
più forte e più ferina esalazione, che nelle scuole moderne vuol dire maggiore volatilità
in una fumata rapida, come materia che non lascia tracce, che brucia e volatilizza
come materia che non lascia tracce, che brucia e volatilizza senza scorie.
. einaudi, 12: talvolta sembra che tutto il lavoro si faccia in ore
lavoro si faccia in ore straordinarie e che le ore ordinarie si siano volatilizzate senza
volatilizaré le parti saline del sangue, che poi per i linfatici vanno alle parti chilifiche
13-112: la rete era come una barriera che dividesse due mondi ma che anche in
una barriera che dividesse due mondi ma che anche in certo modo li unisse..
unisse... si sarebbe detto che il religioso spirito della festa la volatilizzasse.
6-28: lo spirito acido altro non è che le parti del sale fisso poscia volatilizato
fuoco. magalotti, 1-82: per molto che il terreo [nel bucchero di natàn
è sempre. -per estens. che ha perso ogni consistenza, compattezza e
ossigenata. 2. figur. che ha perso la propria identità, le proprie
una soverchia umidità, ma una stipticità, che
, 17-958: con quell'alto stridor che di mulacchie / fugge una nube o di
, vedendo / venirsi incontro uno spander che strage / fa del minuto volatio.
volativo, agg. ant. che è adatto al volo; che ha come
ant. che è adatto al volo; che ha come ambiente naturale l'aria;
se arivò in una aspera e folta selva che li volativi uccelli volare non potriano.
14-130: guardate i volativi del cielo che, non seminando, son pasciuti dal padre
. piccolomini, ii-106: né dobbiamo dubitare che in qualsivoglia sorte d'animale, o
. per estens. leggero, impalpabile, che si spande facilmente nell'aria (una
calcina. 3. aeron. che riguarda il volo effettuato con un aeromobile.
aeromobile. -tempo volativo'. condizione atmosferica che consente il volo. fanzini,
corpi animati, e... con che grado di calore si volatizzino cotesti spiriti
altri cangiamenti per la perdita di altre particelle che si vola- tizzano. soldati, 6-485
magalotti, 23-181: a me basta che mi lasciate ragunare una buona ampolla di
.. furono fatte passare nel salotto che pareva il campo d'un altra battaglia
pass, di volare1), agg. che ha spiccato il volo, che si
. che ha spiccato il volo, che si è allontanato in volo. tommaseo
sono stati più gli uccelli volati via che quelli che si son presi.
più gli uccelli volati via che quelli che si son presi. 2.
. 2. per simil. che si è allontanato con grande rapidità.
diede non poca gelosia a tutti quelli, che della grandezza spagnuola temevano.
. boccaccio, viii-1-222: temere quelle che nuocere non possono, come sarebbe che l'
quelle che nuocere non possono, come sarebbe che l'uomo temesse una lepre o il
landino [plinio], 6: che per lo spazio lungo venghino meno l'ombre
volatóio, agg. ant. che è in grado di volare, che sta
. che è in grado di volare, che sta volando. -anche con riferimento ad
ratti / droccio e la strega, che si vanta e gloria / di liberar casteno
. (femm. -tricé). che vola, che è in grado di volare
. -tricé). che vola, che è in grado di volare, che si
, che è in grado di volare, che si sposta volando (un uccello,
fiori, / e pietre e margherite / che son molto gradite. tasso, 8-5-755
volatori augelli, / tra lor mangiarsi, che ragion non ànno. foscolo, gr
ti mostra [luciano] perseo bambino che guarda il mare e sorride ignaro della
ignaro della sua sventura, poi garzone volatore che libera andromeda bellissima legata allo scoglio.
. marino, 11-103: dea, che quant'occhi intorno ha vigilanti, /
a schiere ed in tanta moltitudine, che è un stupore a vedergli. zucchetti,
oca stridente / e quel leve animai che d'aria vive. -per simil.
d'aria vive. -per simil. che volteggia (una foglia). boterò
aere s'invoglia. 2. che pilota un aeromobile (un aviatore).
). carducci, iii-26-276: par che facesse mala prova in roma come volatore
di legno e di benzina impastato, che sfumacchiava frettolosamente come una pipa. baldini,
3. per simil. che si muove sul terreno con grande rapidità
] cavalieri giovani, forti e leggieri, che gli appellavano volatori, i quali erano
spiedi. 4. letter. che spira (il vento). magalotti
i-9-88: tu zefiretto alato, / che vai scorrendo il prato / agile volator
/ agile volator, / vieni più che non suoli / a far leggiadri voli /
or. 5. figur. che trascorre fra svariati oggetti di riflessione (
. volazzante, agg. letter. che ondeggia sulle spalle (la chioma)
dal d. e. i. (che l'attesta nel 1831 in audouin)
pres. di voleggiaré), agg. che effettua dei piccoli voli, che svolazza
. che effettua dei piccoli voli, che svolazza. imperiali, 4-606: meza
1-66: dormi, / fanciulletto padrone: che non oda / tu i malevoli spiriti
non oda / tu i malevoli spiriti che voleggiano a stormi. = frequent.
volentissimo). ant. e letter. che desidera intensamente qualcosa, che ne è
letter. che desidera intensamente qualcosa, che ne è fortemente attratto; che ha
, che ne è fortemente attratto; che ha la volontà di prendere un'iniziativa,
iniziativa, di compiere una scelta; che aderisce a una proposta, che acconsente
scelta; che aderisce a una proposta, che acconsente a una richiesta. - anche
: si può dire della coercizione ciò che i religiosi dicono della determinazione divina;
f -che esercita la propria volontà; che per carattere, >er personalità ha una
volontà e tende a impor- a; che è determinato a fare o a ottenere qualcosa
non àn poder di disfar quella gente / che dessa è stata nel primier volente.
. carducci, iii-19-356: un popolo, che ebbe due generazioni d'uomini volenti e
anche nell'espressione conoscente e volente, che ne denota onniscienza e provvi- denzialità)
sulle annate future. 2. che è dotato di volontà, in quanto caratteristica
motivi per li quali si può supporre che l'ingegnosissimo autore sciente e volente scegliesse
parlando così alla pindarica di tutt'altro che di ciò che esige la materia del suo
pindarica di tutt'altro che di ciò che esige la materia del suo argomento.
, 3-117: ti balenava quel baglior, che il segno / mostra tal che vanisce
, che il segno / mostra tal che vanisce per distanza, / mai di toccarlo
sono stato però dal fare quel meglio che ho potuto. 2. di
tanto vi erano le menti stravolte, che il parlar loro in nome del re,
parlar loro in nome del re, il che era cagione una volta che obbedissero volonterosamente
, il che era cagione una volta che obbedissero volonterosamente, ora a maggior rabbia
bellezza dei buoi, maliziosamente si pensò che se li cacciasse dinanzi, essi potrebbono
è volenterosa e più presta colsuo creare, che 'l tempo col consumare, e però ha
tempo col consumare, e però ha ordinato che molti animali sieno cibo l'uno de
. faba, 66: em per quello che tu ei omo digno de multo onore
rustico, vi-i-193 (53-2): poi che voi piace ch'io mostri al- legranza
: de zenoa tanto odo dir / che tè de tuti ben guamia, / che
che tè de tuti ben guamia, / che volunter voreiva oir / de lo so
più volentiere vorrebbe l'uomo dell'oro che dell'ariento, e così dell'altre cose
buono, sempre quando ode detrarre, non che elli lo stia a udire volontièri,
. piccolomini, 10-121: s'io dicessi che si deono spender voluntièri li danari in
volentieri delle sue miserie fisi che, specie in questi due mesi, da
, voluntaróso, volunterósó), agg. che è animato da buona volontà, da
, ma quello, operando quelle cose che crede che piacciano, previene.
quello, operando quelle cose che crede che piacciano, previene. p.
giovane e volenteroso combatteva con maggior furia che giselberto. segneri, i-218: in
ufficio di provvedere ai suoi figli volonterosi quel che sol vogliono, lavoro. vittorini,
. vittorini, 9-211: o anche pensava che potevano incontrare qualche guardia notturna, qualche
qualche facchino di piazza, un volenteroso che accettasse di portargliela in sostituzione di quel
vigore e rigoglio? 2. che è desideroso, anelante di fare qualcosa;
è desideroso, anelante di fare qualcosa; che è determinato a fare qualcosa.
la femina fi incontanente / volontarosa più che non fu l'omo / di mangiar il
senza travagliare e me e li altri che non hanno simile desiderio. d'annunzio
-con litote: contrario, sfavorevole a che si faccia qualcosa. ottimo i-322
rifatto su volonté 'volontà'), che è dal lai tardo voluntarìe, avv.
termente perdonato, ma venera, la oportunità che te farò ba- stoniare certo fi'a
(e può reggere, con funzione servile che ne determina anche specifiche forme grammaticali,
la posizione delle particelle pronominali, verbi che indicano il fine della volontà);
inf, 7-117: e anche vo'che tu per certo credi / che sotto l'
vo'che tu per certo credi / che sotto l'acqua è gente che sospira
credi / che sotto l'acqua è gente che sospira. idem, inf.,
puossi, / per la contradi- zion che noi consente. vita di s. petronio
. guicciardini, viii-231: la vera sicurtà che uno non abbi a fare male,
abbi a fare male, debbe essere fondata che e'non possa, non che e'
fondata che e'non possa, non che e'non voglia tasso, 7-11-92: signor
non dannarsi, non ha il voler che bisogna per non dannarsi: perocché in
non dannarsi: perocché in tutto ciò che ha mestiero di sforzo, si fa meno
ha mestiero di sforzo, si fa meno che non si volle. goldoni, iv-357
, e meglio di tutte loro; che lo poteva, pur che l'avesse voluto
tutte loro; che lo poteva, pur che l'avesse voluto, che lo vorrebbe
, pur che l'avesse voluto, che lo vorrebbe, che lo voleva; e
avesse voluto, che lo vorrebbe, che lo voleva; e lo voleva infatti.
montale, 1-45: non domandarci la formula che mondi possa aprirti; / sì qualche
codesto solo oggi possiamo dirti, / ciò che non siamo, ciò che non vogliamo
/ ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. -nel modo condizionale per
vogliamo. -nel modo condizionale per indicare che la cosa desiderata è difficile o impossibile
armonia. mazzini, 14-304: vorrei pure che tu potessi tornartene in isvizzera, per
vedessi io mai! / io vorrei dirvi che in quel solo istante / per un'
, dove si ascolta / l'uomo che è solo con sé. -volere
sicuro è il popolo toscano, come quegli che sa che volere è potere.
il popolo toscano, come quegli che sa che volere è potere. -sm
1-964: da quel giorno in poi (che fu in giugno del '75) volli
vuoisi così colà dove si puote / ciò che si vuole. bibbia volgar.,
perché si turba la faccia tua? voglio che sappi, che se tu bene farai
la faccia tua? voglio che sappi, che se tu bene farai, riceverai bene
bene ». straparola, 9-2: poi che così vuol il cielo e la mia
il cielo e la mia sorte, che voi vi allontanate da me, almeno
figlia? bianciardi, 4-76: disgrazia volle che mi vedesse per strada un regista di
è quella casina col gallo di ferro che gira come vuole il vento.
, 2-291: per lo calore del foco che dentro vi si truo- da sé,
alberti, 9: gli fu un soldato che voleva sparare il suo
quegli non ti vorrà, io ti dico che senza dubbio veruno io ti piglierò per
, 8-893: c'è solo questo: che vuole tutta, tutta per sé la
se ti piace, non c'è altro che far l'accordo;...
ricevuto il padre. carducci, iì-6-163: che as sistenza, che amore
: che as sistenza, che amore, le ha fatto e mostrato l'
pieni di carità e di talento, e che sanno trattare ugualmente co'signori e co'
delle lettere, avea chiesto una lettera che non aveva avuta. -ricercare lo
buon grado, ubbidito ai parenti, che lo vollero prete. -promettere,
. -promettere, acconsentire, lasciare che altri faccia (in costrutti negativi)
, 12-iii-252: nondimeno io non ho voluto che mio fratello gli cavi il contratto perché
contratto perché m'è venuto a gli orecchi che va per certe vie storte, le
(1-iv-35): ser ciappelletto, che scioperato si vedea e male agiato delle cose
necessità costretto si diliberò, e disse che volea volentieri. benvenuto da imola volgar.
., i-iii: uccisono tutti quelli che non vollono acconsentire a pigliare l'armi
xiii-231: 'voglio'(riconosco, ammetto) che sia un lavoro difficile; ma egli
6. accettare, gradire qualcosa che è offerto (in par- tic.
, 4-47: un vin è qui, che lo dà bacco stesso, / vuoipulci,
massaia, viii-88: ho incontrato parecchi, che fra gli attrezzi domestici portavano le vostre
. chiedere con energia e insistenza, pretenderò che altri faccia o dia qualcosa; chiedere
a. pucci, 8-33: or vo'che. ttu m'aiute / sì come savio
. b. pitti, 1-8: morto che esso fu, andamo alla detta sua
fu, andamo alla detta sua figliuola che ancora era nella sua casa e domandamela
ancora era nella sua casa e domandamela che volavamo avere i libri e le carte e
i libri e le carte e scritture che ciore avea di nostre antichità dominici, 1-156
: « noi faremo un patto: / che s'io ti vinco, io vo'questo
. m. zanotti, 1-4-352: il che se è così, io non disputerò
punto contro di lui, essendo assai contento che egli, senza avvedersene, mi abbia
avvedersene, mi abbia conceduto tutto quello che io volea. nievo, 702:
disposizione, delle quali e del mantenimento che voliimo comune con essi,
moretti, iii-966: ma, insomma, che cosa volete? volete le uova con
per certo elli è del buono. che vuoi della libra? » rispuose zazzara:
., iv-xxi-3: plato e altri volsero che esse [le anime] procedessero dalle
procedessero dalle stelle... pittagora volse che tutte fossero d'una nobilitade. boccaccio
etica'vuole, il non temer le cose che posson nuocere, come sono i tuoni
questo conferma aristotele, il quale vuole che i mari, quanto più settentrionali sono,
di benefici molti canonisti e teologi vogliono che si debbano conferire alli più degni,
debbano conferire alli più degni, e che questi non si possano posporre alli meno degni
, 1-i-99: le due sacre storie, che sono sopra le porticelle in fianco della
. tarchetti, 6-ii-19: e di che paese è egli? -alcuni vogliono americano,
g. correr, lxxx-3-348: vogliono che quel re senza sfornir i confini e le
senza sfornir i confini e le fortezze, che non sono molte dei debiti presidi,
ungaretti, xi-26: la favola vuole che, prima della fondazione d'alessandria, l'
, 6-107: ritorna a tua scienza / che vuol, quanto la cosa è più
si dice, si tramanda; corre voce che. leoni, 511: la giovinetta
anco notizia del sig. la cava, che si vuole un gran chimico. d'
una sorta di berretto frigio simile a quello che l'imperator costantino vuoisi imponesse a silvestro
. gherardi, 1-ii-395: dico uomo che sotto quello la femmina ancora s'intende
la femmina ancora s'intende, secondo che vuole la regola della lingua latina,
della religione vera, in cui più che in altra parte ragion vuole che si persuada
cui più che in altra parte ragion vuole che si persuada l'ab- borrimento alle superstizioni
petrarca, del leopardi, e vogli che il verso dica sempre qualche cosa di no
. fra giordano, 5-317: ecco che 'l signore dice: fate secondo la
, 4-25: or'ti vuo'consentire, che la felicità dipinta dal filosofo, sia
vuol parere la sciocca esibizione della virtù, che rende sciocca la stessa virtù.
. tutto il concestoro, / e che si facci subito scultallo, / non di
. casaregi, 118: vero è che a volerne trarre quel profitto che si conviene
è che a volerne trarre quel profitto che si conviene, legger non si vogliono
1: lo spirito santo istesso ci avvisa che tutto il punto della difficoltà consiste che
che tutto il punto della difficoltà consiste che noi ci manteniamo umili e bassi,
sercambi, 1-i-49: ginevra spettando la sera che chimentodovea venire... pensò ella che
che chimentodovea venire... pensò ella che chimento la vorrà godere come la godea
e poi vedrete, andando avanti, che affare vuol essere: non ne deve rimanere
ad una settimana ebbi notizia da lei che sua madre era affatto fuori di pericolo,
affatto fuori di pericolo, ma che la convalescenza vorrebbe essere un po'lunga,
convalescenza vorrebbe essere un po'lunga, e che perciò ci rassegnassimo a una separazione di
dante, par., 12-25: poi che 'l tripudio e l'altra festa grande,
lodati se non da lingua o penna che sia famosa. battista, ii-168: né
ii-168: né cosa nuova è, che il verbo volere abbia forza e significato il
: voglion correre di molti anni prima che l'italia abbia a sopravvedere gli studi
abbia a sopravvedere gli studi, di che più s'onora, un altrettale uomo quale
la tua grazia / quanto vuol cosa che non fu più mai. marco polo volgar
avuto troppa premura di restituirmelo, è libro che vuol essere meditato. vittorini, 5-261
si vuole ordinare il comune, acciò che... il danaro con ordine venga
6-193: ad intendere questo si vuole sapere che solo l'uomo nell'ordine delle cose
., 3-96: egli sono quella gente che più sostengono travaglio e male, e
, e meno vogliono di spesa, e che più vivono, e sono per conquistare
la torrai [la calcina] così, che se tu la torrai di subito.
si portano all'altra colonna le diecine che costituiscono le somme parziali; che però
le diecine che costituiscono le somme parziali; che però anche dicesi 'portare'.
magnificenzia, o per lavoro dell'opera che tu ti vuoglia dire, ella vinceva in
le sue commedie o drammi o fiabe che si voglia dire. -che vuoi
voglia dire. -che vuoi? che volete?. formula di scusa, richiesta
. v.]: 'che vuole? che volete? ': è una specie di
il mondo è fatto così... che volete? gli uomini convien prenderli come
. carducci, iii-20- 305: che volete? le vecchie abitudini inculcate con lo
così subito. -che, chi vuoi che? come vuoi che?, formula colloquiale
-che, chi vuoi che? come vuoi che?, formula colloquiale equivalente a negazione
lui non sa... » « che volete che sappia lui delle cose che avete
sa... » « che volete che sappia lui delle cose che avete fatte
« che volete che sappia lui delle cose che avete fatte voi di vostra testa,
modo di negazione e quasi di sfida che la cosa non può essere. 'come volete
non può essere. 'come volete voi che il mondo sia opera del caso, o
-che vuoi di più, meglio? che ne vuoi tu?, non si può
di meglio. cesari, 2-i-147: che vuo'tu meglio? ho messo sottosopra la
la grecia. idem, 2-1-149: che ne vuov tu? egli è consolo,
pace, salute, contentezze, danari: che vorreste di più? -ci
. -come dio volle-, di ciò che avviene in modo insperato e dopo una
dio1, n. 7. -fin che si vuole: come formula concessiva.
in lui un romanziere, discutibile fin che si vuole, ma assoluto nella vocazione.
. -nemmeno volendo: per indicare che qualcosa è assolutamente impossibile. leoni
, 334: uomo tortuoso e infelice, che non poteva essere leale, nemmeno volendo
nemmeno volendo. -non sapere ciò che si vuole, essere incerto, disorientato,
669): non trova mai tanto che le basti, perché, in sostanza,
, perché, in sostanza, non sapevaquello che si volesse. piovene, 7-552: la
non capisce. la sua maggiore accusa è che il giovanotto arrabbiato'sbraita contro tutto e
tutto e tutti, ma non sa ciò che vuole. -non volendo:
molte ragioni e vuoli argomenti conclude tulio che ermagoras aveva mal detto, e poi seguentemente
una bella fetta di stame o ciò che tu vuogli. egidio romano volgar.,
delli beni temporali dell'umana cecità, che non vede oltre dalli sensi è chiamata fortuna
praga, 4-74: ancora, a quei che vi andavano di tanto in tanto,
giuliani, ii-347: la miseria è quella che non ci lascia que- tare del nostro
xi-308: giuocavo macchinalmente con degli oggettini che erano davanti a me. poi senza
leggiero se vuoisi) m'innamorò più che mai dell'italia e delle sue tradizioni antichissime
selvaggia, di tutte quelle vecchie franchigie che ammiriamo tanto. carducci, ii-20-88:
potrebbe ella scrivere a'suoi amici informandoli che l'avvocato e, se vuoisi, commendatore
e sanza vita or vivo / più che già mai contento. betussi, xliv-135:
si cangia in odio, non credo che sia il più pestifero veneno al mondo.
si vuole, il sottilizzare sul dono che il cielo ha voluto farci sarebbe empietà.
non voglia, è pur mestiere / che l'essenza dell'animo e dell'anima /
e vi vuole un cerusico molto esperto, che sappia spremerne tutta fuori la marcia,
, v-26: talete rispose a quei che gli domando che ci vuole per essere
: talete rispose a quei che gli domando che ci vuole per essere felici: sanità
iii-3-374: se dovessi render conto del molto che debbo ai classici nostri e ai grandi
le rose gialle: è il titolo che ci vuole. grazie. caproni, 1-46
(scusate: ci vuole / col freddo che m'aspetta) / lasciate ch'io mi
-volerci altro-, essere necessario ben altro che. castelvetro, 8-2-201: a far
8-2-201: a far navi ci vuole altro che simplice legname: cioè chiovi, pece
: « è uno di quegli svenimenti che vengono alle donne. io so che,
che vengono alle donne. io so che, quando ho voluto mandare all'altro
all'altro mondo qualcheduno, uomo o donna che fosse, c'è voluto altro »
: il 'new york times', quello che ci da sempre lezioni d'obbiet- tività
e lo fece in un articolo semiserio, che non riusciva a celare l'imbarazzo.
si stesse ciascuno al proprio posto, che volere o volare è sempre il posto che
che volere o volare è sempre il posto che ciascuno conosce meglio, si sarebbe meno
volontà politica. -in senso concreto: ciò che chi -volerla, volerne a, con
da creare un contraltare alla mimi brignetti, che proprio se lo voleva di lasciarsi battere
ma finisco sempre col ricordarmi del proverbio, che chi vuole va e chi non vuole
, volizione. -in senso concreto: ciò che si desidera, che ci si propone
concreto: ciò che si desidera, che ci si propone di fare, di ottenere
98: chi è quel crudel che con voler perverso / d'importuno livor
il volere son operazioni sì nobili, che tutte l'altre operazioni soltanto son care
il volere è la potenza dell'uomo che non ammette negazione. d'annunzio,
, / e libero voler, / che, se fatica / ne le prime battaglie
li nostri disiri / dal voler di colui che qui ne cerne. ariosto, 3-19
il volere di dio, e da persona che stimi il suo santissimo onore e l'
prudenti... e felici quelli che per tempo si danno tutti a dio e
2-33: fa dunque giudizio, il che vuol dire tempera l'ardore delle tue
bacchetti, 5-117: domandò il prete con che animo ella si apprestasse a ricevere l'
sebbene ha avuto molti nemici, e che tanti di quelli dalla giustizia sieno stati
voler di s. m., forse che alcuno non sarebbe morto. nievo,
spaventa / l'amoroso volere / di ciò che m'atalenta / ch'eo no lo
volere noi mosse. petrarca, 240-7: che la ragion ch'ogni bona alma
n. 29 -vuoi che non?, è impossibile che non.
-vuoi che non?, è impossibile che non. pea, 7-15:
pea, 7-15: perdio! vuoi che non lo sappia? -voler mettere
pirandello, 8-352: e poi, che voi mettere? una femminuccia da trivio
dobbiamo curare; e anche il proverbio dice che chi tutto vuole nulla ha. monosini
231: chi ha danari, ha ciò che vuole. idem, 273:
, 1-i-168: essendo verissima la proposizione che a colui che vuole e puote non è
essendo verissima la proposizione che a colui che vuole e puote non è cosa difficile.
ibidem, 230: chi dice quel che vuole, ode quel che non vorrebbe.
chi dice quel che vuole, ode quel che non vorrebbe. ibidem, 266:
: chi sta in ascolteria, sente cose che non vorria. ibidem, 270:
ibidem, 270: bisogna volere quel che dio vuole. ibidem, 272:
, 272: non si muove foglia che dio non voglia. quando iddio non
di rabbia muore. chi vuol far quel che non puole, / gl'intervien quel
non puole, / gl'intervien quel che non vuole. b. croce, iv-i
: quando c'è da fare qualcosa che mi par necessaria, non so restringermi
mercatante àe fatto suo volere, conviene che 'l mercatante le doni qualche gioia. boccaccio
teneva i libidinosi voleri resprimuti, fuori che allo ingenerare. foscolo, ii-7:
madonna mia a tuttore, / quella che non s'argoglia / inver lo mio volere
purg., 24-69: tutta la gente che lì era, / volgendo 'lviso, raffrettò
xvii-226-28: tut'è dolglie in affatto / che
. d'oro amendue tien riserrati non altrimenti che se noi fussimo rizzerei la parola dell'uomo
lentini, 47: disconoscenza ben mi par che sia / -fare il proprio volere di qualcuno
di qualcuno: disporre a prola conoscenza che non à fermeze, / che si rimuta
conoscenza che non à fermeze, / che si rimuta per ogni voprio piacimento.
avere / da la sua donna ciò che... desia, / tra quel
tenzone d'incerti, v-265-2: poi che ti piace ch'io deggia contare / lo
e io lui chiamo e prego / che sia or sanator de le tue piage.
tosto ed appella t. e digli che vegna a mee, ed io sì lo
. boterò, 11-136: o felice colui che al vecchio padre / ha potuto mostrar
disposti contra de'nostri inimici fiorentini, che con tanto ardire adomandavano tante cose inique
. leopardi, iii-538: so bene che ella deve aspettare da me senza eccezione alcuna
me senza eccezione alcuna, tutto quello che dipende dal buon volere. gioberti, 2-86
propria volontà, a dispetto di ciò che si vuole o desidera. m.
2-105: ma, per ch'i'veggio che rragion non sente / il lor basso
, 1-12 (i-141): ella, che contra il suo volere sforzata dai parenti
se noi ci tegnano contenti di quello che la terra ci dà di suo volere.
, 3-397: io più tosto giudico che voi vi siate scordato di avere qualche cosa
di avere qualche cosa meno di quello che ebbe nerone; percioché egli ai suo proprio
egli ai suo proprio volere rifiutò quello che egli aveva. state sano.
, / dicesse a dio sovran, che tutto face, / che giorno e notte
dio sovran, che tutto face, / che giorno e notte istressimo ambonduoi. boccaccio
sue cose era nel suo volere quel fame che più gli piacesse. -essere in
mondo e per pliade son dette, e che i volgari chiaman gallinelle. boccaccio,
suole talvolta ragionando dire,... che non suolo documenti dell'amiatino tre-quattrocentesco
soffici, i-121: uccellini di siepe che amano volettare di pruno in pruno e non
di pruno in pruno e non si spostano che a brevissimi tratti davanti a chi tenta
volévole1, agg. ant. che è atto a volare, che vola,
ant. che è atto a volare, che vola, volante. bibbia volgar
, 25: e così piaccia a dio che chi la dirà [questa orazione]
un agg. volgano, per volgare, che il d. e. i. attesta
riprendono e iunsconsulti per la varietà delle opinione che sono tra loro. campanella, i-319
bassi sentimenti in altrui, s'immaginò che breme invidioso 'del mio merito'si fosse fatto
6-ii-683: le anime volgari solamente non pensano che all'oggi, le speculative pensano anche
rancore del rabbuffo s'aggiunse l'invidia, che vigoreggia sempre nell'anime volgari. piovene
lanzi, v-29: nelle sue figure che sono meno svelte, e talvolta tozze
piani messi in prospettive, si conosce che studiò altrove. de amicis, ii-670
. pirandello, 8-48: pareva incredibile che potesse affogare in tali meschinità volgari un
: una volgare risata degli invitati ingordi che lo secondarono. moravia, 18-18: or-
-e, superi, volgarissimo). che non appartiene a le). classi
beo. -anche: indotto, incolto, che partecipa di cre st'egitto
vera, / ché non soccorri quel che t'amò tanto, / ch'uscì per
si diceva tra. ila gente volgare che queste sue speculazioni erano solo in cercare
solo in cercare se trovar si potesse che iddio non fosse. guicciardini, 2-2-19:
, è ancora agli uomini vulgari capace che il governo di uno sia migliore che
che il governo di uno sia migliore che altro governo. n. villani, i-10-55
arte ella feo mirabil cose, / che la gente volgar non ben penetra.
alle doti dello ingegno e dell'animo che dalla volgare schiera sollevavano cotanto orazio, altre
volgare, / senti l'ingiurie / che, rimbalzando, / già cedono al baston
altra cosa son paratissimo mostrarvi l'amor che ho a quella republica non esser vulgare.
. dolce, 9-21: penso, che ricorditi / de l'amicizia, ch'ebbi
di continuo / col padre tuo, che in ver non fu amicizia / volgar.
: amore adunque volgare non è altro che desiderio di possedere questa tale bellezza. t
aragona, xliv-234: non è vero che tutti quelli che amano d'amore volgare
xliv-234: non è vero che tutti quelli che amano d'amore volgare, conseguito il
i sospir del folle / vulgar disio, che mai non giunse al cor.
giunse al cor. 3. che, oltre la propria ordinarietà e spregevolezza,
ix-1219: deh! tu, signor, che a sostener mi sembri / nobil grado
misera figlia, e non permetti / che da schiavo vulgar sia posseduta. pascoli,
pura, quando si legge, fa che il lettore volgare dica: « come si
» stuparich, 3-10: e poi, che consolazione, se non superficiale e fittizia
coltine fasciste: che ^ er le caratteristiche di stile, la
: le rispondo poi, circa a quel che mi dice nell'ultima sua circa ai
ai religiosi e il clero di qui; che se ne trovano moltissimi de'pii,
volgare conseguenza. 4. che è patrimonio del sapere popolare, di conoscenze
tecnico né filosofico; empirico, immediato; che è proprio dell'uso popolare, che
che è proprio dell'uso popolare, che vi è invalso. -anche: fondato
fondato su credulità, superstizione, sulle credenze che ne derivano. donato degli albanzani
. leopardi, v-457: sono alcuni che si compiacciono degli errori volgari perché loro
belli, come quando sogniamo spesso accade che quello che ci pare di vedere molto ci
come quando sogniamo spesso accade che quello che ci pare di vedere molto ci diletti.
vi-146: l'illusione metafisica non è altro che la illusione volgare eretta a una ingannevole
. capello, lii-7-241: è volgar fama che desiderano accordo. e comprova nell'antico fondo
continannini [petrarca], 129: che i gioveni si gloriano della loro bellezza
/ duce seguite temerario e infido / che vi fa gire indarno e traviare. /
volgare, ed al gran romore, che si leverebbe in tal caso contro di noi
noi, sappi, diletto marcello, che di ciò non ci prenderemmo noi cura,
: tanto amico del riso lo stigliani, che ridicola stima ogni metafora non vulgare,
il far delle torte è ornai tanto volgare che non è cuoco o donna che non
volgare che non è cuoco o donna che non si sappia accomodare a fame di che
che non si sappia accomodare a fame di che sorte l'uom vuole. morgagni,
degne si potrebbono dire di memoria, che sono iscritte da signori degnissimi, nello
davanzati, ii-546: la volgare lingua che nacque di correzione, tutta soza, plebea
186: i siciliani, ossia gli scrittori che sotto federigo secondo fiorirono nella corte di
diedero tal pregio alla nostra favella, che al dire di dante, idioma volgare e
come nella favella spagnuola, così credo che nella provenzale significhi il volgar idioma.
mezzo latina, ma di quel latino volgare che noi non conosciamo. ascoli, 43
romanze, sta appunto nelle divergenze, che la scienza perspicuamente avverte nuo e
opera letteraria, un libro); che è costituito da parole italiane; che
che è costituito da parole italiane; che appartiene a tale lingua. boccaccio,
iv- 192: vi dico così che qui s'attende a stampare cose volgari,
del principe s'ha rispetto alle fiere che vi sono. sarpi, 1-51: li
il giovane, 9-724: credo, / che 'l non averlo io bene inteso allora
/ traile vulgari parola latina, / che mi mettea sozzopra. muratori, 5-i-34
, e fu quella d'avere scrittori che trattarono maestrevolmente d'essa. monti,
monti, iv-156: giunto, quando che sia, il momento di rivederci io
, il momento di rivederci io spero che tu pure avrai portato a buon termine la
poliziano. carducci, ii-5-120: dal modo che scrive la umile prosa delle lettere c'
al sorgere di una letteratura volgare, che alle origini vuol dire proprio 'volgare', ma
proprio 'volgare', ma modificata nel senso che bisognerebbe parlare non di 'latino''tout court',
un altro, questa loro dottrina non è che pochissimo utile. -che scrive
essempio dal vulgare poeta fiorentino dante, che quando avea a trattare di virtù e di
12-iii-49: quanto al motto arei voluto che fusse di qualche autor celebrato, o greco
o greco, o latino o volgar che fosse, che ancora questo importa che venga
o latino o volgar che fosse, che ancora questo importa che venga di buon
volgar che fosse, che ancora questo importa che venga di buon luogo. c.
-che si trova in gran quantità, che non è raro o eccezionale; largamente
più si seminano nei campi, subito che se ne sono ricolte le biade il giugno
d'alcuni pochi di questi insetti, che come più volgari, agli occhi nostri son
la vanità, e l'intensa voglia, che ha ciascuno di distinguersi fra gli altri
come son io. 7. che è privo di decoro, di misura,
gusto. pellico, 2-191: so che tutto ti è antipatico ciò che è volgare
: so che tutto ti è antipatico ciò che è volgare. d'annunzio, 8-12
roberto, 355: dopo appena tre anni che era venuta in una volgare camera d'
ogni poesia marinaresca. 8. che ha livello stilistico popolare o popolaresco (
canzoni volgari ecc. ecc., che per un certo verso son semplici. giuliani
a pubblicare ancor una di quelle lettere volgari che, tolta l'esteriore loro deformità e
tra i più volgari, di quello che parlano gli scaricatori del porto a napoli.
547: saranno bensì permesse le sostituzioni che diconsi volgari e le pupillari e sarà
muore dentro l'età pupillare, si finge che non sia adita, siché la volgare
1-iv-34): non sappiendo li franceschi che si volesse dir cepparello, credendo che 'cappello'
che si volesse dir cepparello, credendo che 'cappello', cioè 'ghirlanda'secondo il
lor volgare a dir venisse, per ciò che piccolo era come dicemmo, non ciappello
cinzio, i-5: nello scrivere di quello che voi mi chiedete, non mi stenderò
sia meglio ai nostri tempi scrivere latino che volgare. s. maffei, 7-213:
storici, o d'altre materie, che moderamente fur tanto messi in uso. manzoni
[tommaseo]: compiuto è il libro che parla delle medicine, per santà guardare
e umile, non per questo giudicò subitamente che questa nobile lingua, con che tante
subitamente che questa nobile lingua, con che tante belle opere sono scritte, solo fiorentina
propone per lingua italiana un volgare illustre che in tutte città italiche appare e in nessuna
botta, 5-369: avevano fatto opera che un michelangnuolo ciccone, frate, trasportasse
scuole di latinità il passo italiano, che il maestro detta agli scolari, perché lo
tutti gli uomini; e non si legge che innante lo diluvio fosse più d'una
, 1-4-68: quell'antonio cinese, che seco avea condotto da goa, non sapeva
sapeva il linguaggio della corte, con che solo si parla a'mandarini, ed
sì corso questo volgare della tregua, che quasi ogni uomo, ed in città ed
v-82: la donna rispondea: « e che si vede di quello che tu
e che si vede di quello che tu dì? tu gli mandi [i
; e tanto avea preso il volgare, che sempre il nominava corpo morto. andrea
a carlo e a'baroni, tanto che per la corte si prese uno volgare,
per la corte si prese uno volgare, che, motteggiando, l'uno dicea a
udiste voi mai come fu trovato quello dettato che dice: « però t'accennai io
comune. rosmini, xi-250: che cosa significa 'diventare'preso alla volgare?
significa 'diventare'preso alla volgare? significa che un ente passa dal non essere all'essere
dal non essere all'essere, o che un ente ne diventa un altro.
semplice, chiaro, esplicito, tale che tutti capiscano, senza reticenze, giri
e parlatogli in volgare, e impostogli che cerchi di parlare ad roano ad cammino
guicciardini, 2-2-209: questo male, che è difficile a sanare, arebbe bisogno di
, ma rimedieremo con un biglietto che esprima con eleganza questi miei sentimenti. gozzano
congegnato da tedeschi con una pesante ruvidezza che svisa il romanzo brutalmente e ne fa
tutta la vita. a una cantante che gli disse: « si sente che siete
che gli disse: « si sente che siete un falegname ». « so'falegname
mediocrissimi aumentano a prio del volgo, che viene dal volgo. liburnio,
liburnio, 3-56: quale è quello, che della vulgaresca loda non se vergogni,
idiote e volgari, non accettare; che se mai venga l'occasione ti si rinforzi
occasione ti si rinforzi la preghiera, che tu non iscorra al volgarésimo. =
con rozza e volgare semplicità certe cose, che richieggono volgarismo e rozzezza. ghislanzoni,
: ella vorrebbe stordirsi nell'osceno volgarismo che la circonda, come certi spiriti elevati
. ferrari, 3-82: ma l'uomo che si muta recisamente sovrasta ancora a chi
soffici, v-2-427: chi mi dice che non aspetti il momento di farmi sentire
così non è buona aristocrazia di scienza quella che sdegna la volgarità dei veri supremi.
cose mondane. mamiani, 9-334: salvo che io descrivo nel primo libro la miserevole
, vacuo e presuntuoso, privo di altro che di pura ostentazione. de amicis
non è immune da certe volgarità illustrative che i giovani non eviteranno mai a bastanza.
stupefatti degli arbitra e delle volgarità di colui che fu, in francia, il penultimo
della nostra lingua per foggiare la voce, che designi la disci- lina [studio della
al latino 'vulgus', qualora si tema che il significato spregiativo e offensivo, che il
che il significato spregiativo e offensivo, che il termine 'volgare'ha assunto nel linguaggio
. volgarizzabile, agg. che può essere divulgato, diffuso largamente.
volgere in prosa quel portento di stile che è il pezzo da me recato. bianciardi
volgarizzamenti, dacché recano da lingua foresta, che per sé è chiarissima e popolare,
e popolare, in linguaggio mezzo morto, che non è di popolo alcuno.
molti... libri di molti che sono laidamente caduti per...
rienzo, 18: non era altri che desso, che sapesse leggere gli antichi pitaffi
: non era altri che desso, che sapesse leggere gli antichi pitaffi; tutte
e maladit- ta fame dell'oro, che non costringi tu li petti umani a pensare
. spallanzani, ii-38: gli rinnovo che non avrò difficoltà a volgarizzare la 'palingenesia'
difficoltà a volgarizzare la 'palingenesia', ma che m'increscerebbe alquanto, che dopo di
, ma che m'increscerebbe alquanto, che dopo di aver fatta la fatica non si
, si diedero a volgarizzare: ond'è che in questo secolo i traduttori sovrabbondano.
della prassi, di sollevare questa concezione che si è venuta, per le necessità
roffeni gli lava la testa non meno che il signor keplero, e solo sto
signor keplero, e solo sto aspettando che ei me la mandi fatta latina, avendomela
avendomela volgarezzato). che è tradotto, in partic. nella lingua
, ii-4-185: mi disse il cavaciocchi che tu avevi anche la georgica volgarizzata dal-
. 2. per estens. che è ampiamente diffuso e divulgato, talora
essere in italia, dove la cultura che conta è fondamentalmente marxista, la 'divisione'
libri della scrittura e de'dottori, che sono volgarizzati, si puote leggere, ma
, e per difetto degli scrittori, che non sono comunemente bene intendenti: e per
. 2. per estens. che espone, che diffonde, in forma
2. per estens. che espone, che diffonde, in forma semplice e chiara
iii-6-316: fu adunque il marchetti quel che oggi direbbesi un volgarizzatore della scienza.
: l'illustrissimo impugnatore... vuol che io lo chiami strano interprete, per
la penna: esempio, l'articolo che ha scritto sulla stampa contro le traduzioni
del primitivismo (o dell'espressionismo, che è lo stesso) lo sviluppo e la
di quella mania per l'arte negra che trent'anni addietro era circoscritta fra alcuni
ha incontrato il favore di tutti quelli che credono d'essere più sapienti perché hanno quattro
ve ne sono anche di questi, che leggono trattati di medicina popolare e volgarizzazioni
principalmente, massime monaci ed ecclesiastici, che quasi soli studiavano e scrivevano e avrebbon
meglio è in collo portare 'l matto che mostrargli la via ». dante, conv
queste cose fanno le passioni sopra dette, che vergogna volgarmente sono chiamate. paolo da
per la quale ti possa cosa intervenire che la gente volgarmente quasi tutta, chi
. luca pulci, 1-66: tu sai che al mondo volgarmente suona / che la
sai che al mondo volgarmente suona / che la cosa sforzata non è buona.
serenissimo re cattolico, in quella parte che vien chiamata volgarmente i paesi bassi,
una di quelle rappresentazioni drammatiche in musica che noi volgarmente e forse per antonomasia chiamiamo
mensa ha più l'aspetto di ciò che si chiama volgarmente un moderno 'rinfresco'
dottrina abondante essere sì abbiamo cognosciuto, che l'arti, che volgarmente gl'ignoranti
abbiamo cognosciuto, che l'arti, che volgarmente gl'ignoranti esercitano, nella fontana
appresso alle paludi e all'acqua, che non corrono. tommaseo, 15-304: la
accettata. boccaccio, 1-i-388: quello che noi tutto giorno per essemplo veggiamo può
veggiamo può qui per essemplo bastare, che si dice volgarmente coloro essere da *
le grazie e 'doni ricevono, che quelli che di quelli privati sono. leone
e 'doni ricevono, che quelli che di quelli privati sono. leone ebreo,
la sirena appresso gli antichi non era quella che ora volgarmente si tien per sirena.
credesi volgarmente, ma senza fondamento, che sia del disegno di roberto valturio.
. gramsci, 1-131: si crede volgarmente che scienza voglia assolutamente dire 'sistema'e perciò
: sentii da lei con molto dolore che ella ti aveva risposto molto volgarmente. rebora
pres. di volgere), agg. che ruota, gira o si
a lato / da un non so che d'alato volgente con le rote.
profonde. 3. figur. che si succede uno all'altro (un periodo
., con riferimento 4. che tende a un determinato scopo, sviluppo o
non per lettara, a ciò che tutti li frati e familiari del detto ospitale
vidi tra gli altri quel picciol fiore che vulvarmente chiamano tomalsole e da'latini detto
vi parliamo volgarmente, e onde procede che voi ne rispondete latinamente? galileo,
. mazzini, 53-288: possibile che con tutto questo fermento, comunque stolido
o più volte, portando sopra quello che sta sotto, a sinistra ciò che
che sta sotto, a sinistra ciò che sta a destra e viceversa; rigirare fra
infi, 13-59: io son colui che tenni ambo le chiavi / del cor di
le chiavi / del cor di federigo e che le volsi, / serrando e diserrando
serrando e diserrando, sì soavi, / che dal secreto suo quasi ogn'uom tolsi
rivolgono un pegno e con quel guardo che affiggono biecamente in vendere e in comperare
presa la scatola il papa, sicondo che mi riferì il governatore ditto, la volse
lomazzi, 4-ii-580: evvi anco sisifo, che volge il suo sasso sopra il monte
'altri volgen sarte', cioè li canapai, che le volgono a tomo; e vogliamo
a tomo; e vogliamo dire, che li marinari le volgono a tomo,
novo avessi al subbio / li quindici anni che in servirlo ho spesi, / passar
dubbio. baldi, 225: noi che volgiam le fila, / noi che tessiam
noi che volgiam le fila, / noi che tessiam, noi che tronchiamo il velo
fila, / noi che tessiam, noi che tronchiamo il velo / del vostro viver
lo ero / ad esempio, a donna che volge la treccia flessuosa / e la
vista di lisbona sul fiume tago, che da lunga pezza ha la riputazione di
i begli occhi a terra invano, / che bagnavan di pianto il viso e '
occhi cari all'adorato nume, / par che le stelle illustri. metastasio, 601
lo matto l'à di fuore / tanto che la volge che convien che caggia /
à di fuore / tanto che la volge che convien che caggia / l'altra per
/ tanto che la volge che convien che caggia / l'altra per che converta è
convien che caggia / l'altra per che converta è detta saggia. petrarca,
/ volge la lingua e snoda, / che dir non sa, ma 'l più
mena / a dire, e vo'che m'oda / la dolce mia nemica anzi
. de iennaro, 122: so che pria cangerò natura e pelo, / che
che pria cangerò natura e pelo, / che da costei, che pò in vita
pelo, / che da costei, che pò in vita bearmi, / volga la
3-112: altro, rispose amide, che star bene a cavallo e gagliardamente signoreggiarlo;
e volgerlo in quella parte con la briglia che più tomi a grado di colui che
che più tomi a grado di colui che vè sopra. boterò, i-361: ma
arienti, 212-213: salutò misser brandilise, che volgeva certo libro cum amorosa riera.
: vedi quanto male s'avvisino coloro che per educare i popoli credono che basti
avvisino coloro che per educare i popoli credono che basti solamente l'insegnare a leggere e
di mano amichevole e le incoraggianti parole che mi volgeste dopo il concerto, furono il
il concerto, furono il solo compenso che io mi ebbi in quella angosciosa serata.
cino, xxxv-ii-689: ah dolce lingua, che con tuoi latini / facèi contento ciascun
con tuoi latini / facèi contento ciascun che t'udia / quanto doler si dia /
/ quanto doler si dia / ciascun che verso amor la mente ha volta, /
amor la mente ha volta, / poi che fortuna del mondo t'ha tolta!
. serafino aquilano, 255: ohimè, che indarno a le mie orecchie ciaoli,
cor sì fermo in tal vestigio / che noi converterian mille san paoli. quasimodo,
amorose speranze e 'l van disio, / che m'an sì stanco, ornai prega
, ii-12: tanto sapete predicare, che volgereste gli uccelli, come fé san
. bisticci, 1-ii-335: non parve loro che fusse uomo da poterlo volgere alle loro
della casa, iv-69: dal principio che nostro signore mi commise che io m'intromettessi
dal principio che nostro signore mi commise che io m'intromettessi nelle sue faccende,
giulio strozzi, 18-42: ah, che non volge / eloquenza di femmina? m
: rettor del cielo, io cheggio / che la pietà che ti condusse in terra
cielo, io cheggio / che la pietà che ti condusse in terra / ti volga
sciagura. marchetti, 5-193: il che lungi da noi volga fortuna / che iltutto
il che lungi da noi volga fortuna / che iltutto regge, signoreggia e segna.
tanti anni graditi / a voi giove che volge l'universo, / quante produsser gocciole
produsser gocciole le viti, del vin che in sen mi verso.
, 2-vii- 130: da questa lettera che abbiam volta nel vulgar nostro in modo
di color ferrigno, / con la cerchia che dintorno il volge. -avvolgere
come spesso far si suole, vide sandro che col curvo aratro la terra volgeva.
alamanni, 7-i-107: or come lice / che una beltà che ogni beltade eccede,
: or come lice / che una beltà che ogni beltade eccede, / una,
ogni beltade eccede, / una, che questo incede e l'altro polo, /
dottori, 3-7: o sol, che volgi i secoli ed illustri / mondo
g. villani, iv-10-219: voleano pure che giustizia si facesse, perché si volgesse
/ credendomi campire / del fante, che ferire / lor cor non mi potesse
dolor mi comprende di tal modo / che mi dà morte. dante, par
le luci nove / si mosse voce, che l'ago a la stella / parer
e con l'altra dandogli pugni tutt'altro che scherzosi. -dirigersi su una determinata
camminando. compagni, 3-10: coloro che già erano entrati nella terra, dubitarono
tra via drieto si volse; / sì che di nuovo ella gli fu rubata:
che fanno volgere tutti: uomini e donne.
in su, verso la piazza barberini che era un lago di fuoco bianco,
di rot'à 'l mondo simiglianza / che non pozansa è mai, ma va volgendo
'l mondo ad una rota ha simiglianza / che volge per usanza, / che 'l
/ che volge per usanza, / che 'l basso monta e l'alto cade giuso
la macina non resto di volger tanto che staia iii di grano funno macinate. s
maria maddalena de'pazzi, iii-304: pareva che vedessi e intendessi una gran cosa.
passeroni, iv-143: questo canal, che sbocca nel giardino, / vien giù rasente
, 1-23: pon mente al cielo, che si volge. dante, par.,
. maestro alberto, 78: che 'l mondo tanno variato giri, / con
. chiabrera, 1-i-160: parmi, che quivi per le notti estive / galileo sorga
moretti, iv-15 2: erano nel vialetto che s'apriva e volgeva a spira verso
: quel ramo del lago di como, che volge a mezzogiorno... vien
il suo fine, all'altre cose che di lui, oltre alle dette dir si
più tosto per la prestezza: perciò che la temenza del nome romano, ritenne in
ritenne in fede alcuni popoli della toscana che già si volgevano altarmi. chiabrera,
. muratori, 8-i-20: e aetto che singoiar profitto potrebbe trarsi da tante accademie
del popolo o degli artefici, e che, seguitando le leggi, il popolo li
popolo li si volgerebbe addosso, e che egli le lasciasse, e opponessesi con parole
a dono, / c'1 bisogno che sono, / amico né parente non mi
, e fra essi sentì non so che gorgogliare, e dopo picciolo spazio il gorgogliare
con te fu più benigno, / che per produrti l'armonia divina, / onde
/ ahimè si volgeranno / gli allegri fior che gli angeli / per te crescean lassù
, 59: il ribes è una pianta che ha il gambo rosseggiante, che volge
pianta che ha il gambo rosseggiante, che volge al verde. dolce, 6-29:
lo petto del veduto alessandro, avvenne che dopo più giorni essi pervennero a una
gli noiava il picciolo spazio di tempo che a volgere era. ariosto, 43-56:
volgere era. ariosto, 43-56: ben che fosse allora erma e negletta, /
amor! volgon cinqu'anni, / che ad ogni istante a comparir mi tomi /
vesuvio è tutta una creazione dei secoli che volsero dopo tanno 79 deltera nostra. gozzano
feccellenza e l'arte, / tal che un sospiro invidiosa scioglie: / beati lor
sospiro invidiosa scioglie: / beati lor, che 'n sì bei tempi furo! quasimodo
[le bolge] credi, / che miglia ventiaue la valle volge. cantari antichi
serrato da mura pieno d'animali, che volge cinque miglia. d. bartoli,
facce, intorniato da un forte muro, che volge in cinque sei miglia nostrali.
vino noi lasciano volgere, né più che non si convien bollire, né la schiuma
e decretò carenza di sentimento quasi / che sentimento e ricordo fossero incompatibili.
lei sen va onestate umile e piana / che d'ogni chiuso cor volge la chiave
, checco in questa occorrenza, come quei che volgea e tenea la chiave del mio
. essere per volgerli le punte ogni volta che la occasione venissi. -volgere
macinghi strozzi, 1-387: alle volte pare che il cervello mi si volga.
. volgévole, agg. ant. che ruota, gira o si volge; che
che ruota, gira o si volge; che rotola. - anche sostant.
rattenne. 2. figur. che è in grado di applicarsi a diverse attività
applicarsi a diverse attività o discipline, che ha interessi intellettuali molteplici; versatile,
sì parimente volgevole ingegno a tutte le cose che l'uomo avrebbe detto lui essere nato
e di quell'altro prete schermato, / che a roma in casa un matto
(volgibole), agg. ant. che può girare o ruo rezione
con sagictario el suo camin volgendo / che ad finir tanno resta ruota del
. 31. 2. figur. che non è costante nelle decisioni e nei
la ninfa riversa della fontana ha una nudità che pare impudica. ma il getto d'
pare impudica. ma il getto d'acqua che si lancia fino al sole, coglie
e su tutta la persona della donna, che sorride trasfigurata nella sua veste di cielo
lanternari, 1-181: non è raro pertanto che il cacciatore eschimese tradito dall'infido elemento
dopo la prima guerra mondiale, ideologia che esaltava la vita intensa e avventurosa e lo
avventurosa e lo sprezzo del pericolo e che, col contributo del dannunzianesimo e del
3-448: io poi pronuncio mio grande discorso che saluta mario carli futurista creatore dell'arditismo
movimenti organizzati, è diventata psicologica più che politica. a carrara essa resta in superficie
areato, agg. medie. che si riferisce a lesione che si presenta o
. medie. che si riferisce a lesione che si presenta o compare in chiazze o
g. morselli, 5-119: pare che il suo racconto vada 'à rebours', non
solo della storia passata, ma ciò che è peggio, della narrativa presente.
. m. -ci). metrol. che è proprio, che è relativo all'
). metrol. che è proprio, che è relativo all'unità di area (
. m. -ci). stor. che apparteneva all'antica popolazione celtica stanziata nell'
popolazione stessa). 2. che è proprio, tipico di tale popolazione e
, tipico di tale popolazione e della regione che abitava. = voce dotta,
, sm. invar. virus a rna che provoca malattie tropicali. l'unità
. l'unità [14-v-1995]: che cosa sono le febbri emorragiche virali? sono
= voce dotta, lat. araeostylos, che è dal gr. àpcuócmaos, comp.
immagine di quegli autori del suo tempo che nel prologo predicavano la morale e negli atti
aretinismo, sm. espressione invereconda e oscena che ricorda quelle delle opere di pietro aretino
. m. -ci). stor. che è proprio, che si riferisce all'
). stor. che è proprio, che si riferisce all'antica città greca di
= voce dotta, lat. argottcus, che è dal gr. 'agyoxixóg, deriv.
pass, di argomentare), agg. che è stato discusso adducendo argomenti logici.
piovene, 5-640: è stato detto che persino la lingua si unifica in questo crogiuolo
più al fiorentino ma al romano. affermazione che ritengo sbagliata, perché suggerita dalla moda
di arguire), agg. letter. che arguisce, suppone, congettura.
aria-acqua, agg. invar. milit. che viene lanciato da un aereo contro una
aria-ària, agg. invar. milit. che viene lanciato da un aereo contro altri
: un viso di quelli, proprio, che il quindicinale 'difesa della razza',
pass, di arianizzare), agg. che ha ottenuto la qualifica di ariano (
aria-spàzio, agg. invar. milit. che viene lanciato da un aereo in volo
aria-tèrra, agg. invar. milit. che viene lanciato da un aereo in volo
(plur. m. -ci). che si fonda sul valore simbolico dei numeri
può venirgli dalle sue attitudini realizzatrici, che noi non riusciamo a vedergli per ora.
di lucro o di gloria! oggi, che mi hanno cacciato cento arlie nel capo
armonismo, sm. tendenza musicale che ricerca il risultato armonico e tonale.
faccenda delparmonismo mi sia lecito il dirvi che oggi è fortunatamente scomparsa dalla malattia che
dirvi che oggi è fortunatamente scomparsa dalla malattia che venne chiamata la 'retorica armonica'. savinio
= dal fr. armorial, che è da arme 'arma', per influsso di
, tipico di tale popolazione o della regione che abitava, corrispondente all'incirca alla penisola
. armoricain, (nel 1863), che è dal lat. aremoricus, 'aremorico'.
-vino bianco secco, alquanto pregiato, che se ne ricava. = etimo incerto
(plur. m. -ci). che è privo di influenze romantiche; che
che è privo di influenze romantiche; che non si ispira al romanticismo. savinio
i begli accordi finali di tonica ripetuta, che nelle opere di 'guglielmo teli', sono
arpeggiare. arpinate, agg. che è nato o abita ad arpino (città
occupazioni degli uomini. 2. che è proprio, tipico, relativo ad arpino
ad arpino e al suo territorio; che vi è prodotto. = voce dotta
fu avvistato un 'enorme cetaceo', che subito inseguito si sottraeva alla cattura e all'
restava chiusa lì dentro per un tempo che poteva variare, dai cinque ai venti minuti
], io: c'è ideal standard che ti è vicino. con le nuove
bagno. arrestàbile, agg. che si può fermare, bloccare (una macchina
, ecc.). - anche: che si può spegnere (un motore).
. 2. figur. che può essere interrotto (un processo, un'
ecc.). 3. che può essere messo in stato di arresto (
sm. l'arricciolare (e l'arricciatura che ne risulta). = nome
ne manifesta un altro) questa voce francese che sovente lessi ed udii pronunciare con squisita
. arritrosito, agg. ant. che spira a ritroso, in maniera vorticosa
11-162: a similitudine d'un arritrosito vento che scorra 'n una renosa e cavata valle
'n una renosa e cavata valle, che pel suo veloce corso scaccia al centro
corso scaccia al centro tutte quelle cose che s'oppongono al suo furioso corso.
di politicanti nell'adesione al fascismo, che ha ereditato gli stessi sistemi arrivistici e confusionari
da arrotare. arrotolàbile, agg. che si può avvolgere, arrotolare. calvino
arrotolatrice, sf. industr. macchina che arrotola in cilindri i fogli di lamiera
arrotondadòrsi, sm. invar. legai macchina che serve ad arrotondare il dorso dei volumi
, però ogni tanto attacca a parlare retorico che non se ne può più.
divenire arrugginito (e anche la patina rugginosa che ne è prodotta).
addetto al servizio creativo (art), che, nel quadro delle direttive impartite,
degli art buyer, degli stilisti, che girano il nostro paese toccando negozio per negozio
per negozio, per allestire arredamenti completi che valorizzino i mobili in vendita.
. movimento artistico nato intorno al 1920 che prediligeva le simmetrie e le forme stilizzate e
, in partic. il tratto arterioso che precede il capillare. g.
sia stato sconvolto dal malinvemo, e che deve cercarsi nuove strade nel limo, io
. fonet. parte dell'apparato di fonazione che ha ruolo attivo nella produzione di un'
propria dell'età prescolare, a credere che oggetti o fenomeni naturali siano prodotti dall'
relativo agli arti glieri; che si riferisce a chi presta servizio militare nell'
1-ii-680: new york è piena di ragazze che in salotti art nouveau discutono di cose
collegata a un cavo a fibre ottiche che, attraverso una telecamera a circuito chiuso
. m. -ci). medie. che è proprio, tipico, relativo all'
[19-iv-2001]: chi l'ha detto che la 'art therapy'e le cure dolci
arturiano, agg. letter. che narra le avventure eroiche e amorose di
dei terreni umidi della famiglia graminacee, che vive in regioni fredde temperate, a
aruspicale, agg. stor. che è proprio, tipico, relativo, agli
divinatoria. arusso, agg. che appartiene alla popolazione dei galla stanziata nell'
per sua madre, uno splendido scialle, che -affermò - era appartenuto a una regina
asado: il re delle specialità gastronomiche che si svolgono nell'entroterra del tigullio. non
velocemente i tempi della 'respirazione completa'(che è poi quella praticata nella maggior parte
xvi-901: chiamavano lino i romani tutto quello che nasce in terra e si fila;
asbestino, del quale si tessevano drappi che... si nettavano dal sudiciume
pezzi come di sasso stopposo e quella materia che avevano intorno fu mostrato per prova ch'
. m. -ci). stor. che è proprio, che si riferisce o
. stor. che è proprio, che si riferisce o è relativo alla dinastia imperiale
geograficamente, a quel pezzo di mondo che ha lucrato della civiltà 'mitteleuropea'e può consentirsi
(plur. m. -chi). che è proprio, relativo, che si
). che è proprio, relativo, che si riferisce agli ascari (e,
, sf. carattere, natura di ciò che è ascientifìco, che non si basa
natura di ciò che è ascientifìco, che non si basa su metodi rigorosi e precisi
(plur. m. -ci). che non si basa su metodi scientifici,
[6-vii-1995]: due studiosi hanno scoperto che, attivando un gene nei moscerini,
fra deterministi e antidetermi- iìisti. contesa che richard horton definisce ascientifica. =
asciugacapélli, sm. invar. piccolo elettrodomestico che asciuga i capelli con un getto d'
per lo più le mani, che eroga aria calda. - anche con valore
da sclerotizzare. ascolano, agg. che è nato o abita ad ascoli piceno,
anche sostant. 2. che è proprio, tipico, relativo ad ascoli
, tipico, relativo ad ascoli piceno; che vi è prodotto. 3.
vi è prodotto. 3. che si riferisce, che è relativo alla squadra
. 3. che si riferisce, che è relativo alla squadra di calcio del-
uomo, per lo più di seta, che si annoda intorno al collo al posto
. m. -ci). ling. che non rispetta le regole semantiche di una
], agg. invar. etnol. che appartiene a una tribù del gruppo akan
. contro gli ashanti. 2. che è proprio, che si riferisce o è
. 2. che è proprio, che si riferisce o è tipico di tale popolazione
o è tipico di tale popolazione; che ne è prodotto. = adattamento di
[askena3ìta, askena3ìta], agg. che appartiene all'insieme delle popolazioni ebraiche storicamente
in germania e nell'europa dell'est, che si differenziano dagli altri ebrei nelle pratiche
popolazioni). 2. che è proprio, tipico, relativo a queste
, tipico, relativo a queste popolazioni; che ne è prodotto. = dell'
il capitolo più suggestivo del libro è quello che riguarda la russia... ci
russia... ci soffermeremo alle pagine che toccano la non ancora spenta diatriba russa
. alla maniera degli asiatici (0 che a loro viene tradizionalmente attribuita); secondo
32-37: l'infinito non è greco (che l'abbia introdotto platone, questo introduttore
. ling. nella grammatica greca, che si riferisce a una forma verbale o nominale
sigma'. asilare, agg. che è proprio, relativo, che si riferisce
agg. che è proprio, relativo, che si riferisce al ricovero, alla degenza
. m. -ci). fonet. che non costituisce una sillaba (un fonema
. m. -ci). ling. che non rispetta le regole della sintassi (
scritto sgrammaticato e asintattico d'un brigante che la prosa pulita d'un abate cruschevole.
essenza della 'materi e distruggere la sorda ostilità che la separa da noi.
arbasino, 10-131: dal riconoscimento di giuliani che « sopra tutti con leopardi la nostra
» o « argomentante », e che lo « schizomorfismo » e p « asin-
valore solo in ordine a quel fare che sentiamo coincidere con il 'contenuto'».
. m. -et). medie. che non presenta sintomi clinici (una
di sistematicità, di regolarità; che si comporta in modo istintivo, impulsivo.
inglese'arriva a un asmatismo tale, che dopo il primo atto non ha più
serie di capi d'abbigliamento, macchina che esegue le asole. = deriv.
asparagèo, agg. letter. che ha la forma simile a quella di un
. = dal fr. aspartique, che è dal lat. asparàgus 'asparago'.
da aspo. aspaziale, agg. che non ha un'estensione, una dimensione
per esempio qualcosa di cui si dice che è 'interno ed aspaziale', o 'non ha
(plur. m. -ci). che si riferisce a una data realtà ma
cla- vagellidi, caratterizzati da conchiglia rudimentale che ha forma che ricorda quella dell'aspersorio
caratterizzati da conchiglia rudimentale che ha forma che ricorda quella dell'aspersorio. '=
. aspettuale, agg. ling. che è proprio, relativo all'aspetto di
dal modo di apprensione del segno, che è sempre aspettuale: di un segno percepiamo
asporto (con valore aggett.): che si può consumare fuori dal locale in
. cusmano. aspromontano, agg. che è proprio, tipico, relativo alla regione
assatanato, agg. indemoniato, ossesso, che è in preda a spiriti maligni.
maligni. 2. figur. che è in preda a un furore incontrollabile;
è in preda a un furore incontrollabile; che è agitato da una passione o da
a sentir loro saremmo quattro assatanate pidocchiose che non han voglia di far nulla,
pass, di assecondare), agg. che è stato favorito, aiutato, soddisfatto
studio. assemblàbile, agg. che può essere assemblato, radunato,
casaviva [novembre 1973]: singoli assemblagli che superano il concetto di componibile.
fatto di importanza anche maggiore di quel che appare materialmente a chi le guardi, sono
materialmente a chi le guardi, sono esse che legano le stazioni, le legano anche
), 59: i lavoratori qualificati che sulla base di dettagliate indicazioni e /
elettron. tecnica avanzata di montaggio elettronico, che consente di montare contemporaneamente tutte le tracce
. 2. inform. programma che traduce da linguaggio assembla- tivo a linguaggio
assembler. assembleare, agg. che è proprio, tipico, relativo a un'
della assemblea. 2. che si riferisce, che è proprio di un
2. che si riferisce, che è proprio di un regime o di un
(plur. m. -et). che è proprio, che riguarda l'assenteismo
. -et). che è proprio, che riguarda l'assenteismo e gli assenteisti.
assessoriale, agg. ammin. che è proprio, tipico, relativo all'assessore
assessorile, agg. ammin. che è proprio, tipico, relativo a un
. agric. nella mietilegatrice, organo che allinea le spighe di frumento per la legatura
ancor più del solit', oggi! / che assettino garbato! che benino / le
oggi! / che assettino garbato! che benino / le toma quella ghirlanderà.
2. fonet. sottoposto all'assibilazione, che ha subito l'assibi- lazione (una
: operatore derrik o blondin. tubista che esegue su disegno la tracciatura, il
. lombroso, 4-128: se oltre che della bontà chimica si voglia tener conto
. m. -et). filos. che si riferisce, che è relativo all'
). filos. che si riferisce, che è relativo all'assiologia; basato su
elementare postulata da alcune teorie astrofisiche, che dovrebbe avere una massa molto piccola ed
. assiro-babilonése, agg. stor. che è proprio, tipico, relativo alla
civiltà unitaria degli assiri e dei babilonesi o che ne richiama o ricorda i caratteri fondamentali
babilonese. assidiate, agg. che è nato o abita ad assisi o nel
san francesco d'assisi. 2. che è proprio, tipico, relativo ad assisi
ad assisi e al suo territorio; che vi è prodotto. assist, sm
sport. nei giochi di squadra, passaggio che permette a un compagno libero di segnare
che invece di goal e assist, sul piccolo
un assistenzia lismo di massa che è pazzesco. la stampa [10-ii-1985]
(plur. m. -i). che è proprio, tipico, relativo all'
stata in realtà un'ammucchiata più assistenzialista che socialdemocratica. assistenzialìstico, agg. (
], 51: risposte non assistenzialisti- che ma stimolanti e dinamiche. assistìbile,
e dinamiche. assistìbile, agg. che può essere assistito, che ha il diritto
, agg. che può essere assistito, che ha il diritto di essere assistito (
sm. (femm. -trice). che sottomette, soggioga, asserve; che
che sottomette, soggioga, asserve; che costringe all'obbedienza; che tiene in soggezione
asserve; che costringe all'obbedienza; che tiene in soggezione, che sottopone a
obbedienza; che tiene in soggezione, che sottopone a soprasi, maltrattamenti, arbitri,
. biol. in istologia, filamento nervoso che fuoriesce da un neurone e conduce lo
], 32: gran parte dei sintomi che seguono a una lesione del midollo
prolungamenti lunghi e sottili dei neuroni che formano vere e proprie vie per il trasporto
assorbire. assorbìbile, agg. che può essere assimilato, acquisito, inglobato.
assortativo, agg. biol. che si riferisce a un accoppiamento non casuale
a un accoppiamento non casuale fra individui che presentano uno 0 più caratteri morfologici in
alogeni, con numero atomico 85, che presenta diversi isotopi, tutti radioattivi e
giornali i nomi dei due elementi chimici che scoperse: il tecnezio e l'astato
. geol. strato molto sottile e deformabile che separa la crosta terrestre dal mantello su
plur. m. -ci). che è proprio, tipico, relativo all'
= voce dotta, lat. aster, che è dal gr. fiorf|q 'stella', con
: ambarabà ricci cocco... dato che tutte le frasi asteriscate non sono né
furiosamente. asteroidale, agg. che è proprio, tipico, relativo agli asteroidi
nell'accezione sia astronomica sia geometrica); che è a forma di asteroide.
asti spumante. astinenziale, agg. che è proprio, che riguarda l'astinenza,
astinenziale, agg. che è proprio, che riguarda l'astinenza, in partic.
astoricismo, sm. atteggiamento mentale e culturale che non interpreta ogni fatto e fenomeno umano
(plur. m. -et). che non ha interesse per l'interpretazione storicistica
ha interesse per l'interpretazione storicistica; che non dà giudizi o valutazioni in rapporto
a. guiducci, 3-96: una filosofia che è astoricistica in tutta la sua marcia
antistoricità o astoricità della concezione dello stato che è implicita nella concezione dello spirito.
da storicità. astoricizzato, agg. che non è collocato o considerato in rapporto
(plur. m. -ci). che non ha o non intende avere rapporto
c'è un 'lasciar fare, lasciar passare'che non è giustificato, come era nel
, 28-538: questo paesaggio, oltre che per il suo aspetto, è evangelico
(plur. m. -ci). che è proprio, tipico, relativo all'
dei problemi concreti di politica nazionale. che è quanto dire, dovranno sbarazzarsi deu'
. è uno spazio-flusso,... che però, invece di tendere a emblematizzarsi
, sf. biol. branca della biologia che studia le caratteristiche fisiche dei pianeti per
caratteristiche fisiche dei pianeti per valutare la possibilità che vi siano forme di vita; esobiologia
, sf. branca sperimentale della psicologia che studia l'eventuale influsso delle stelle sul comportamento
asueroterapìa, sf. sistema terapeutico che prevede la termocauterizzazione della mucosa nasale e
ungaretti, 10-43: non so ciò che dobbiamo pensare dell'asuerotera- pia.
nome del medico spagnolo f. asuero (che la inventò nel 1929) e da
= dal nome della mitica eroina greca che sfidava i pretendenti nella corsa.
corsa. atalantino, agg. che è proprio, tipico, relativo alla squadra
bergamasca dell'atalanta. 2. che gioca o parteggia per tale squadra. -
. proprio, tipico di tale propolazione; che ne era prodotto. = voce dotta
= voce dotta, lat. athamanes, che è dal gr. 'a0apàv£g (al plur
calvino, 11-16: l'ipotesi più probabile che mi occorse (e come a me
credo anche ad altri silenziosi spettatori) era che quella carta rappresentasse la fonte della vita
punto supremo della ricerca dell'alchimista e che il nostro commensale fosse appunto uno di quei
commensale fosse appunto uno di quei sapienti che scrutando in alambicchi e serpentine, in matracci
e aludelle (sul tipo della complicata ampolla che la sua figura in vesti regali reggeva
(plur. m. -ci). che non si fonda o è privo di
. m. -ci). medie. che è proprio, che si riferisce all'
). medie. che è proprio, che si riferisce all'atelectasia.