fare onni instrumento che tu vuoli, cioè ferro da cavallo,
, anelli, lettere e ogni animale che tu vuoli. e puoli empiere,
, 10-330: chi non ha altra faccenda che mangiare e dormire, perde tempo dietro
. panzini, iii-204: ecco i serviti che io proporrei a voi, santa corona
tre ganasce, nel profumo dei tortelli che stanno per arrivare. 2.
metti il pesce in acqua bullita, sì che si possa bene spolpare da le spine
di belle tortellette le faria, / che vedete che nonn. à de la vita
tortellette le faria, / che vedete che nonn. à de la vita.
po'torteria, un po'wine bar, che ha aperto da qualche giorno in centrocittà
e quasi in cortese pregione (però che i sanesi gli aveano tolto grosseto tortevol-
dell'arte della seta, 11: sappi che lo stufare s'usa per due cose:
lasci quel torto e quel crudigno, acciò che poi si possa porre in su'cannoni
del vetro, dal suo smalto, che di dentro gli mancava, dalla tortezza delle
dai risalti di certi suoi angoli sbiechi, che di lor natura dissipavano, riflettevano,
le vere spezie delle cose, ritrassi che l'apparenze di questo castello erano lustre
soderini, iii-339: ab- binsi ferri che scavando attorno possino con la tortezza ed
poteva a buon diritto censurare ciò, che pretende si aggiusti alla tortezza del suo
retto. gioberti, 1-iv-569: il regolo che voi adoperiate rispetto al procedere della compagnia
procedere della compagnia è di una tortezza che fa spavento. 4. atteggiamento
di vite, 66: conciò fosse cosa che li costringnesse d'esser tenuta distrettamente nel
frati ri- prendeano lor medesimi di ciò che l'avieno demandato, che fosse sopra
medesimi di ciò che l'avieno demandato, che fosse sopra loro: ciò era perché
braccia incrocicchia / con tal fervor, che par che si dilinqua / in estasi,
/ con tal fervor, che par che si dilinqua / in estasi, che tutto
par che si dilinqua / in estasi, che tutto si torticchia, / pregando 'l
torticchia, / pregando 'l buon iesù che noi relinqua. 2. intr
s'affaticano per un qualche tragetto, che faccia veduta di menargli al medesimo alloggiamento
guglielmotti, 1869: 'torticelo': quel canapo che è formato di cordoni a risalto,
, 2-290: mosto 'terriccio'è quello, che, dopo la prima stretta delle vinacce
con la medesima farsa, in maniera che non si vegga, unendo con un coltello
insieme di più fili già torti, che subiscono una nuova torsione in senso contrario
. sottile focaccia di farina di mais che si consuma per lo più farcita con pezzi
. dal d. e. i. che l'attesta nel xvii sec. in
gli piccoli si sono d'una vena che tocca al suo bellico, cioè al suo
ventre della madre, egli tira la vena che tocca al menbro. documenti diplomatici milanesi
ritortigliato a tanti doppi di fil di ferro che bisognava, ad aprirlo, mandare in
delle quali regge il cupolino rotondo, che lo coperchia. = deriv. da
con artifizio più rozze di uello che naturalmente sono, vermicolandole, e puntecchian-
de pisis, 3-213: le trecce che ricadono abbondanti in grandi tortiglioni divisi sulle
orvieto. messisburgo, 70: fata che averai la pasta, la farai in una
di pasta in forma di pellicano, che si percuoteva il petto, con presciutto sfilato
percuoteva il petto, con presciutto sfilato, che mostrava di uscirle dal petto, servito
di crema in forma di biscione, che mostrava di voler divorare quelli nidi.
due scodellini a foggia di conchiglie così leggiadri che sembrano più adatti a formare perle che
che sembrano più adatti a formare perle che palle. savinio, 124: posano
un cristallo. torricelli, ii-4-156: che i tortiglioni, cioè quelle onde interne,
tortiglioni, cioè quelle onde interne, che talvolta hanno i vetri, non vi siano
. tortiglióso, agg. che ha forma di spirale, contorto,
crini. 2. figur. che raggira, che imbroglia, che abbindola.
2. figur. che raggira, che imbroglia, che abbindola. -anche sostant
figur. che raggira, che imbroglia, che abbindola. -anche sostant. cicerone
2. archit. colonna tortile-, che ha l'asse del fusto elicoidale e
guglia). calvino, 10-118: che proprio dai pigri boli acciambellati laggiù [
dalle guglie tortili. 3. che compie movimenti voluttuosi, sensuali. negri
il pallido / tuo viso dica quel che a te né ad altri / dicesti mai
carena, 2-273: 'uova in tortino', che anche dicono 'tortino d'uova', quelle
anche dicono 'tortino d'uova', quelle che nel tegame al fuoco si van tramestando fino
verminetti? spallanzani, 4-vi-410: per ciò che appartiene ai verminetti spermatici, le mie
ricoglieva i verminuzzi de la via, acciò che non fossero scalpitati da'piedi de gli
dalle aurelie di que'verminacci codati, che nascono e crescono nelle acque marce,
dal d. e. i., che l'attesta nel1937- verminosità, sf
... e di non nutrirvi che della vostra fame insaziata! =
bencivenni, 8-169: quelli [funghi] che sono mortali sono molli, grossi e
pisa, 1-55: questa manna di che si facea il pane non durava se
non durava se non quel dì che si coglieva; che chi la servava fino
non quel dì che si coglieva; che chi la servava fino all'altro dì
si han da levar dall'albero tosto che son mature, che altrimenti si marciscono
levar dall'albero tosto che son mature, che altrimenti si marciscono e divengono vermenose.
frutte guaste, acerbe, e marce, che cadono dagli alberi dell'orto; e
modesta o grande non monta, colui che produce e vende frutta serbevole e sapida
lampedusa, 68: quegli alberi assetati che si sbracciavano sul cielo sbiancato annunziavano parecchie
sbiancato annunziavano parecchie cose... che si entrava nelle terre di casa saliva
entrava nelle terre di casa saliva; che si poteva far colazione e forse anche
trasporti mezenzio i suoi verminosi cadaveri, che quelli a gara si affolleran per
boccalini, ii-127: strettamente comandò loro che in modo alcuno non uscissero da quel
non uscissero da quel luogo, fin tanto che co'debiti medicamenti ben saldata non avessero
né il verminoso iob; né cadmo che come serpente sufola. -cariato,
4-114: dio sa, poi, con che stomaco mi lasciava toccare: ebbi a
una influenza epidemica di febbri putride verminose, che nell'anno scorso infieriva nel villaggio di
e ributtante. 5. figur. che presenta un aspetto fisico ripugnante, laido
un grosso gotto / del suo vermutt, che è tanto applaudito. co il vedersi
cattaneo, iii-150: all'accorgersi, che la passione prendeva piede, corse fra'
insipido. l'ignoranza sciapita così predomina, che n'è ormai corrotto il secolo.
, i-27-9: quelle poche buone qualità che si sforza di avere, sono pure apparenze
si sforza di avere, sono pure apparenze che gli servono per iscudo a ricoprire la
era infatti di quella genìa verminosa, che tutto fa pel denaro, tutto vende,
da barberino, i-173: dice el proverbio che uomo morto non fé mai guerra;
animali, provocata dalla tenia coenurus cerebralis che determina cisti a carico del sistema nervoso
identificabile col capostorno (e si credeva che potesse colpire anche l'uomo).
io così dappoco ch'io non vaglia più che una pignatta? » ignoto [in
in francesco di vannozzo], 1-221: che vermican ti ven- gan on le cervelle
4-79: monna agnese,... che ti venga il vermocane! c.
di malattia (immaginaria, a meno che non s'intenda quella di un baco che
che non s'intenda quella di un baco che alberga nel cervello di alcuni cani)
alberga nel cervello di alcuni cani), che talora si desidera altrui per imprecazione.
per imprecazione. guerrazzi, 13-429: di che cosa piangete, che dio vi mandi
13-429: di che cosa piangete, che dio vi mandi il vermocane? fanzini,
divise le terre: che faranno 700. 000 altre?..
avrete presi, restano d'infiniti altri che sbucano ogni dì fuora da quell'istesso vermocane
nel mediterraneo, rivestito da ciuffi setolosi che, penetrando nella cute, provocano punture
. tose. bozzolo di baco da seta che rimane sul fondo della caldaia dopo la
seta chiamano vermocchi o bacocci le crisalidi che restano nella caldaia. = dimin.
esteriore e spesso superstiziosa è il falso sembiante che nasconde la ghiaccezza e magari la vermosità
.) tipico della tradizione piemontese, che si beve in partic. come aperitivo
pochi [vini bianchi] ne abbiamo che... si trovino d'altro pregio
661: una pronta e svariata conversazione che scorra sopra tutti i sentimenti dell'animo vostro
, mangiando al caffè il meno male che avesse potuto. faldella, 1-211: i
2. quantità di tale liquore, che costituisce una singola consumazione, contenuto in
in cui è offervermivoro, agg. che si nutre, che si ciba essenzialto
, agg. che si nutre, che si ciba essenzialto tale liquore. -
tanara, 31: l'allodola, che lodola, cerdola, tuttavilla, giaro-
del '70. vermuttièro, agg. che produce e commercializza il vermut soldati
e dire che questa bestia d'un romano poneva nell'ideale
termine de'nostri costruttori navali. macchina che serve per alzar pesi enormi, composta di
da servirsene più per uso di selve, che per fame polloneti, o, come
di castagno o di quercia; bastone che se ne ricava. vìani, 13-123
, un peto, via, ma che parve bombarda. = voce di
partic. la vernaccia di oristano) che se ne produce.?
, 325: vegendo il poco fiato che t'impaccia, / una poltiglia con gran
vinificazione delle uve del vernaccia, vitigno che, dice il garoglio, « si ritiene
(17-8): or nrè viso che sie [il suicidio] più latino,
[il suicidio] più latino, / che non sarebb'a un, che,
/ che non sarebb'a un, che, solo nato, / avesse tutto 'l
vernaccia. vernacolare, agg. che è proprio, del vernacolo o ne
artifiziosità, in una maniera di scrivere che potrebbe dirsi vernacolare e quasi gergale.
vede in lui [iacopone] un pazzo che in goffe rime
. di vernacoleggiare), agg. che indulge a forme dialettali e vemacolari (una
predicar l'italiano vernacoleggiante è un voler che l'italia diventi una torre di babele
zi per maestri di strologia, dicendo che quando fu il sostizio vernale, cioè
mese di marzo passato, l'ascendente che. ffu nel detto sostizio fu il
nella ottava casa, ch'è casa che significa morte. crescenzi volgar., 9-2
, vi è qualche ragione di credere che il fenomeno della geminazione sia periodico,
'l mio parlar patrio o, secondo che altri dicono, vemaculo esponer a v.
riesce eccellente nel proprio idioma vernacolo, che si trova imbarazzato, e si mostra
. pascoli, i-892: persino io sospetto che questa parola 'centuria'(la quale si
. 2. per estens. che esprime volgarità, sguaiatezza. pratolini,
214: appena rispose una cameriera genovese, che disse nel suo bratto vernacolo che non
, che disse nel suo bratto vernacolo che non c'era nulla da mangiare. pascoli
, 2-236: il lettore ricordi dunque che queste mirabili novelline sono scritte in vernacolo
, di non essersi accorto, allora, che era scritto, o poco meno,
la scena meno sudicia e meno strappata che si trovi in magazzino. = dal
isfuggire la curiosità carducci, iii-4-132: or che le nevi premono, / lenzuol funereo
qual si fa il più bel lavoro / che mai natura ordine a suo decoro.
suo decoro. 2. che fiorisce o che spunta in primavera.
. 2. che fiorisce o che spunta in primavera. parini, 225
modo da anticipare lo sviluppo della pianta che ne nascerà = nome d'azione
pres. di vernare1), agg. che trascorre la stagione invernale in un luogo
ai vernanti malaticci, quasi tutti stranieri, che vengono a curare la loro salute nel
vernare e soldati romani in quelle città che s'erano a lui arrendute. benvenuto da
non dispiacque a cesare, perché si legge che egli tornando di lamagna, vi vernò
purg., 24-64: come li augei che veraan lungo 'l nilo, / alcuna
: le gru, uccelli di passaggio, che la state fuggendo il caldo, volano
a fare in mezo giorno; onde dice che veman verso il nilo, fiume d'
morto filippo, carlo apresso fue, / che da cinque anni nel reame verna.
ancor lo corpo suso / de l'ombra che di qua dietro mi verna.
pur. carducci, iii-2-67: di ciel che mai non verna / la ferma ivi
bruni, i-135: lassa, ma pria che in me rigido verni / di morte
nel giallo de la rosa sempiterna, / che si digrada e dilata e redole /
e redole / odor di lode al sol che sempre verna, /...
e i frischi fiori e gilgli, / che intorno a'toi beigli ochi / veman
intorno a'toi beigli ochi / veman che par che fiochi / dal paradiso un ciel
toi beigli ochi / veman che par che fiochi / dal paradiso un ciel di nove
59: non era mai sì gran vernata che lui portasse calze né giubbarello. bembo
... ad un tetto, che sempre gocciola nella vernata. targioni pozzetti
il grano e le biade barbicando meglio che nelle vernate dolche, più abbondanti sono le
, 31: io stava ricomponendo le figure che si solevano sedere i lunghi dopopranzi della
: noi si dice in proverbio, che a una brezzolina la vernata è vicina.
, sf. tose. varietà di grano che si semina in primavera. redi
. ant. e letter. che è proprio, tipico dell'inverno o che
che è proprio, tipico dell'inverno o che ad esso si riferisce; invernale.
o prima- ticcie. nel autonno quegli che producono le ghiande e tardi e nell'
fece chiamare de'luoghi vernerecci tutti quegli che erano dell'ordine de'senatori.
pianti e di strida per le pene che sanza fine quivi si esercitano. =
= dal venez. vernegàl, che il r. e. w.,
plastificanti, coloranti, ecc., che, disteso su una superficie, solidifica
superficie, solidifica formando una sottile pellicola che serve a proteggerla o a colorarla
grassa: a base di oli siccativi che trova oggi limitato impiego nella verniciatura del
vernice ignifuga: a base di materiali che la rendono non infiammabile; vernice luminescente-
, lxxviii-6: ciascun om de'savere / che mal pitura sta senza vernice. statuto
: da quale vernice si de'verniciare che non ingialli il calcidonio. mattioli [dioscoride
lino, artificialmente la vernice liquida, che s'adopera per far lustre le pitture e
mastice, e chiamsi questa gomma (ancora che male) sandaraca e vernice da scrittori
sola impressione, tutte vogliono quella vernice che meno si conviene al loro ritratto.
avea nondimeno perduta quella vernice infantile, che le donne bionde conservano talvolta oltre i
da bologna, lxv-16-2: asai so'certo che somenta in lidi / e pon lo
lo so culur senga vernige / qualunque crede che la calcatrice / prender se possa dentro
: uscita mi delibero di non far altro che veder donne. entro dove sento nomare
piace con la sua moneta incerta / che d'oro ha solo una sottil vernice /
vernice sulle brecce fatte dal tempo, che ella prendeva, come 'zeusi', l'impostura
è questione sempre soltanto di vernice e che l'essere sta proprio nel parere.
ignora quelle piccole arti della dissimulazione, che sono la vernice delle anime basse e corrotte
vernice di scienza passa per un gran che. ha un po'di vernice di letteratura
altro. 8. giustificazione pretestuosa che nasconde la realtà dei fatti o delle
, 1-ii-382: una replica sì risoluta operò che su 'l luogo stesso lo pregassero di
tanto non avessero meglio masticato questo affare che fu la vernice con cui soprasmaltarono la
il primo sia anseimo calderone, / che non scrive mai senza la vernice: /
in ciò si dice, / e che fece di lucca la canzone. salvini,
in tale argomento. gli è vero che la differenza potrebbe essere più nella vernice
la differenza potrebbe essere più nella vernice che nella cosa. 10. cerimonia di
vernice della mostra di picasso, dicevo che questo pittore è un violatore di tombe,
patina lucida di colore bruno o nero che si forma sulle rocce sottoposte all'azione
costituita da sebo e cellule epiteliali desquamate che ricopre la cute del feto alla nascita
e non pigliansi affanno / d'altro che venir presto alla vernice: / che solo
che venir presto alla vernice: / che solo il guadagnar per iscopo hanno.
cennini, 3-116: dove avessi campeggiati colori che non bisserò stati ben temperati, da'
-sostant. cennini, 3-160: sappi che 'l più bello e 'l miglior vernicare
'l più bello e 'l miglior vernicare che sia, si è che quanto più indugi
miglior vernicare che sia, si è che quanto più indugi dopo il colorir della tavola
togliere a vizi tutto quello di orrido che li potrebbe far abbonire; hanno l'arte
arte di vemicciarli e confettarli in maniera che senza dar mal odore, riescano e all'
ingiuria. pirandello, 8-136: temendo che il marito volesse portarsi via il figlio
di mezzo il povero marchese nigrelli, che dovette correre per un pezzodall'uno all'altra
, riferendo invettive, domande, risposte, che egli, da gentiluomo compito, si
a bulino. si dice a quel lavoro che fanno gl'intagliatori in acqua forte,
, vemicata e comessa sì bene, che acqua non vi puote intrare.
. de roberto, 3-213: guardate che c'è: scialle di seta!.
oro! 3. figur. che ha modi, atteggiamenti leziosi, manierati;
e verniciate maniere. 4. che assume, in modo del tutto esteriore e
101: egli era il vero romano, che, verniciato di idealità greca, permane
e verniciati di umanità, è lo stesso che impoverire nella scontentezza e sbattere nella disperazione
e sm. (femm. -tricé) che è addetto a operazioni di verniciatura in
in partic. verniciatura a fuoco: sistema che viene completato da una fase di essiccamento
: ed era in quella vernicatura di che vergognarsi, ma non di inorridire;
dormono i nastri trasportatori delle scale mobili che depositano le pozioni chimiche nelle vasche della
persona. pratolini, 2-98: ciò che gli altri giudicavano presunzione, orgoglio,
del verniero, per la subitanea impressione che qualcuno mi sia venuto vicino.
verniero: condensatore variabile di piccola capacità che viene collegato ad uno più grande per
-lino vernile-, varietà di lino che si semina a marzo. tommaso di
alla sizza vernina. 2. che si semina nell'autunno inoltrato o nell'inverno
nell'inverno (una pianta); che produce varietà invernali di frutti; che
che produce varietà invernali di frutti; che si raccoglie ancora acerbo e si conserva a
-al figur., per alludere a ciò che accade, che si presenta al tramonto
, per alludere a ciò che accade, che si presenta al tramonto della vita.
vemio, agg. ant. che si semina nell'autunno inoltrato o nell'
fava si è una certa biava / che de sua natura mai non se cura,
over vemia, / secondo la stasone che piantata sia, / o voi grossa,
o settembre] il lino, che volgarmente si chiama vemio. = deriv
rondinella / a riveder quel nido / che il verno abbandonò. pascoli,
. pascoli, 132: ora che il verno spoglia le foreste / e le
crine e lagrimosi gl'occhi; ecco, che veste le gelate membra / un velo
sanza governo, /... / che farò, lassa, al più turbato verno
di fastidiosa muffa, e quasi pareva che sudando lagrimassero; né in quella casa
; né in quella casa mai altro che verno non si sentiva, senza alcuna fiamma
la vecchiaia; la condizione di decadimento che le è propria. bembo, iii-648
propria. bembo, iii-648: or che m'ha 'l verno in fredda e bianca
ho mai provato un giorno sereno, che posso sperare più di lùcido, ora
posso sperare più di lùcido, ora che l'aere mi si intenebra nel verno della
chiara vita presenti sono, ma si tosto che veggono 'l verno della ventura, sì
, amor se'tu o morte, / che da me spogli il verde e da'
verno (con valore aggett.): che si indossa d'inverno, adatto per
fatta a dì ventiquattro d'ottobre, che li mandasse uno paio di cofanetti e certi
cofanetti e certi panni da verno e che bene manfanare facesse le botti.
abbazia i generali dell'esercito propose loro, che prima di retirar le truppe a quartieri
guisa è rivolto il quaderno, / che sempre viverò glorificato / po'che messer angiolieri
/ che sempre viverò glorificato / po'che messer angiolieri è scoiato, / che
che messer angiolieri è scoiato, / che m'affliggea di state e di verno.
strambotti anonimi, lxv-229: e1 contadin che el verno non s'aita, /
padula, 374: lo stallatico vernotico che si fa nell'ovile, ed il
da ragazzo io non ho bevuto mai altro che
agg. (superi, verissimo). che è rispondente a verità, che non
. che è rispondente a verità, che non è falso, ingannevole o illusorio,
frutto di menzogna o di fantasia; che è accaduto per davvero; che ha
; che è accaduto per davvero; che ha autentica validità, effettivo valore, che
che ha autentica validità, effettivo valore, che non è solo apparente o effimero;
non è solo apparente o effimero; che è riscontrabile come valido.
/, 28-51: a me, che morto son, convien menarlo / per lo
di raccontarvene una novella non meno vera che pietosa. crescenzi volgar., 5-19:
e compiuta maturità ricevano, si conviene che l'ulive colte dall'arbore per più
monsignor di vafrin lodò il pensiero, / che seppe con bugia giudiziosa / lo scandal
: il primo corpo d'armata si dice che nella prima battaglia presero dieci o undici
. gobetti, 1-i-900: è verissimo che mussolini sia sempre rimasto non diciamo socialista
diciamo... 'blanquista'; è verissimo che il fascismo è uno 'schietto'fenomeno popolaresco
ariosto, 1-iv-351: state sicur, che è verità verissima, / voi vederete
soa maestà rispose li era gratissimo aldir che quel zentilomo che si ha portà ben avesse
li era gratissimo aldir che quel zentilomo che si ha portà ben avesse tal officio verissimo
di cavalcare avanti; dignità piuttosto apparente che vera, e di spesa eccessiva.
si è accennato nel capitolo terzo, sì che per l'ingratitudine si fa luogo alla
, v-10: per sceglier questa buona gente che ho detto, bisognerebbe di usarvi da
constringergli a farsi scrivere al rolo, che altrimenti la elezzione non sarebbe vera.
luca, 1-6-157: parimente di fatto più che di legge, si deve stimare il
esigibile, non solamente de giure, che vuol dire che sia vero, ma anche
non solamente de giure, che vuol dire che sia vero, ma anche de fatto
, cioè idoneo. 2. che ha fondamento nella verità assoluta di dio;
fondamento nella verità assoluta di dio; che rivela autenticamente il soprannaturale (la fede)
il soprannaturale (la fede); che è quello rivelato da cristo (la religione
ben, pien di letizia, / letizia che trascende ogni dolzore. s.
, iii-31 (13): ben conosé che la vera fé era sola la catolica
porre; / convenne rege aver, che discemesse / de la vera cittade almen la
caterina da siena, v-27: ogni pena che voi avete v'è conceduta da dio
vostra utilità, perocché vuole avere di che remunerarvi quando uscirete del mare tempestoso di questa
dante, infi, 6-1 io: tutto che questa gente maladetta / in vera perfezion
mai non vada, / di là più che di qua essere aspetta. zanobi da
volgar.], 5-16: quello che non può sostenere la imperfezione altrui e di
veramente egli è a sé medesimo testimonio, che ancora non è venuto a vera perfezione
a vera perfezione. 3. che non è illogico o in sé contraddittorio (
22-30: veramente più volte appaion cose / che danno a dubitar falsa matera / per
dubitar falsa matera / per le vere ragion che son nascose. leone ebreo, 44
leone ebreo, 44: fra le proposizioni che sono vere e necessarie, l'uria
vere e necessarie, l'uria è che la felicità consiste ne l'ultimo atto de
me io ho detto, un certo abito che opera con vera ragione. g.
vere e palpabili, alle quali vorrei che poneste mente. montale, 1-56: voi
invano il morso / secreto, il vento che nel cuore soffia. / la più
è di chi tace. / il canto che singhiozza è un canto di pace.
. erizzo, lii-14-138: dell'animo che abbia verso quei principi che possono venire
dell'animo che abbia verso quei principi che possono venire appresso di sé in considerazione,
si può conoscere. 4. che esprime fedelmente la realtà, lo stato autentico
, in partic. sacramentale); che non è falso ma afferma con verità (
(un giuramento). -anche: che annunzia cose destinate ad accadere veramente (
anche in un contesto metaforico); che esprime qualcosa di indiscutibile, di inoppugnabile
g. faba, 57: volesse deo che fosse tanto e tale in persona e
, infi, 2-135: oh pietosa colei che mi soccorse! / e te cortese
ch'ubidisti tosto / a le vere parole che ti porse! cavalca, 11-2:
boccaccio, iv-33: oi- mè! che le mie parole, non so da che
che le mie parole, non so da che spirito pinte fuori, furono del futuro
come a questo mondo vi sia poca gente che si rassegni a perdite piccole ».
c. dati, no: non capiscono che per guadagnar talvolta il vero sentimento d'
10-i-96: né si metta in dubbio, che questo non sia il vero senso dell'
vera. guicciardini, 2-1-164: quello che vi apparisce innanzi agli occhi bisogna considerare
bisogna considerare più a dentro, se volete che il giudicio vostro sia vero e pesato
: alora le pianta sotto terra / che del piantar quella è stason vera. trinci
io di novembre. 5. che prova davvero un sentimento, che è sincero
5. che prova davvero un sentimento, che è sincero; che è fedele interprete
un sentimento, che è sincero; che è fedele interprete di dettami divini; che
che è fedele interprete di dettami divini; che non conosce finzioni o doppiezze; che
che non conosce finzioni o doppiezze; che incarna perfettamente le caratteristiche proprie attribuite a
dio vera, ché non soccorri quei che t'amò tanto, / ch'uscì per
braccio bracci, xlvii-133: o tesorier, che 'l bel tesor d'ome- ro /
[guevara], i-144: dovete credere che di innamorati finti vengono dopoi ad esser
la speranza di crescere in fortuna, che presto o tardi, o per una
affine alla spendita di biglietti di banca falsi che non al furto vero e proprio.
. del giudice, 2-147: ricordò che si era addormentato. non un sonno vero
imagini di ben seguendo false, / che nulla promession rendono intera. baldovino del
giudico, come vi dissi dianzi, che la vera esperienza del cavalcare in guerra
902: la vita, quella che appunto lei chiama la vera vita, è
, nutrito (un sentimento); che è frutto di tale stato d'animo (
mio ben, vera pietade, / che tutte altre parrian mostrose larve.
corpo prezioso dai rischi dell'amore vero / che strugge, che deforma, che ruga
dell'amore vero / che strugge, che deforma, che ruga.
/ che strugge, che deforma, che ruga. -di vero cuore-
di vero cuore. 7. che ha concreta realtà fisica, che non è
7. che ha concreta realtà fisica, che non è immagine, simulacro, fantasma
è immagine, simulacro, fantasma; che è quale si incontra, sperimenta,
lezione evangelica ci picchia l'animo, in che modo dopo la resurrezione il corpo del
: non è la bambola perduta / che fa piangere tanto la bambina: / vera
sbarbaro, 1-206: come il padre che gli lasciò il malloppo, anche lui
la galleria de'pitti), vedete che bella faccia [la madonna del murillo]
, par finto'. 8. che trova sempre riscontro nella realtà, che si
. che trova sempre riscontro nella realtà, che si verifica puntualmente (una credenza,
e per questo è verissimo quel detto, che bisogna aprire gen gli occhi nel principio,
le gustò vere. 9. che è rappresentato, in partic. pittoricamente e
: nella chiesa de'padri crociferi dirò, che si dava a vedere la gran tavola
tavola del martirio di s. lorenzo, che sembrava essere illuminata da più veri,
è verità vivente. io. che è effettivamente quello che appare o che si
io. che è effettivamente quello che appare o che si proclama, che
. che è effettivamente quello che appare o che si proclama, che non si finge
che appare o che si proclama, che non si finge tale; che è quello
proclama, che non si finge tale; che è quello autentico al di là di
finzioni o simulazioni. -in partic.: che è quello naturale anche se non quello
la eccellentissima vergine maria, cogno- scendo che adamo già credea el suo figliuolo esser quel
291: si dà ancora... che l'altro sia l'erede vero ed
putativo. magalotti, 9-1-218: vorrebbe, che ogni corriere portasse un'opera nuova del
, 10-28: da tempo non riceve posta che non siano fogli pubblicitari di gente che
che non siano fogli pubblicitari di gente che gli offre lavatrici automatiche, o volumetti
sono tutte finzioni, come mi pare che ella mi dicesse del primo, o
se ve ne sono dei veri. certo che, se sono finti, son fatti
, son fatti con tanto ingegno, che ingannerebbero anche i meglio intendenti. barilli
costellato di veri diamanti, a quel che si dice. ma chi ci entra
ciliegie sotto spirito. 11. che corrisponde al tipo scientificamente stabilito e classificato
partic. nel linguaggio della medicina: che corrisponde al quadro sintomatico ed eziologico identificato
apparato così magnifico, da farvi supporre che vogliano atteggiarsi a rivali de'veri vulcani.
veri vulcani. 12. che produce il risultato voluto, l'effetto cercato
, 1-167: sarei dunque a credere, che l'arte vera del far soldati fosse
premi, e trattenimenti alli giovani, che andati alla guerra tornassero con attestazione del loro
e veri e sicuri sono gli ultimi che gli uomini trovano, cosi nelle arti
e cinque mendose: le vere sono quele che sono contenute con le ossa del thorace
contrapposizione al sole fittizio o medio, che si considera nella misurazione del tempo (
15. matem. proposizione vera: quella che, con riferimento a un sistema compatibile
date. 16. sm. ciò che non è falso, erroneo o ingannevole;
falso, erroneo o ingannevole; ciò che non è erroneamente creduto; verità. -anche
da picciol tempo, / di quel che prato, non ch'altri, t'agogna
. agostino volgar., 1-7-215: posto che si dicessono alcuni veri, tanto licitamente
invidi. costoro hanno quel'occhiali colorati, che non lascia loro discemere il vero.
2-i-317: egli è il vero, che giulio cesare venne in queste parti. alfieri
impossibile, stante la gran quantità di copie che ne esistono... depositate,
, lorenzo; or non sarta meglio che parte almen del mattino fosse confortata dal
confortata dal raggio del sole anche a patti che la notte si rapisse il dì innanzi
toccare il vero. -ciò che ciascuno crede sinceramente; l'interiorità,
. borsieri, 12: possiedo un'urbanità che m'è tutta propria, e consiste
vado / per questo loco al vero che disiri, / sì che poi sappi sol
loco al vero che disiri, / sì che poi sappi sol tener lo guado.
128-15: vedi, segnor cortese / di che lievi ca- gion che crudel guerra;
cortese / di che lievi ca- gion che crudel guerra; / e i cor 'ndura
'ntenerisci, e snoda; / ivi fa che t tuo vero, / qual io
dal cielo, niuna altra più cara che questa trovandone in questa vita, lasciando
l'ora presente è invano, non fa che percuotere e fugge; / sol nel
conoscere il vero è un atto religioso, che si compie con animo raccolto e riverente
giudici, 15-100: se il vero che ci sovrasta / è di una lingua più
ci sovrasta / è di una lingua più che muta. -con riferimento a dio (
grato e tanto caro, / quanto che amor reciprico richiede / il tuo da
ogni ver si vede, / e che mosse cagion ch'io qui venissi, /
uccide l'anima, ed è il peccato che più offende dio, il quale è
è la luce ettema di sigieri, / che, leggendo nel vico de li strami
il sentimento del galileo... che nulla tanto contribuisca a diminuire i falsi
mirando alle utilità nazionali, fu prescritto che le scienze si applicassero alle arti, a'
come ce ne fa fede quella sentenza che. si sta nell'esodo: « nessuno
un pensatore oracolare, un profeta più che un dimostratore dei suoi principii
dei suoi veri, uno di quei pensatori che si possono chiamare, per eccellenza,
ch'è proprio dell'arte sua, procuri che la favola... ch'indi
vuol formare, sia intiera, o tutta che vogliam dire, sia di convenevol grandezza
non discemere quel tanto di falso, di che la fantasia umana vuol a ogni modo
. negli ultimi anni del pensionato bisognava che i giovani presentassero un quadro di figure più
vi è un s. gregono sul muro che dormendo ha una visione, ed è
di un impasto e di un vero, che gareggia con tiziano. ghislanzoni, 16-72
aspetto per sè stessi costoro son tanto, che io senza studio, né sforzo nessuno
, la novella provinciale (più questa che quello) per farci la mano, per
12-172: ora, guardando la farfalla che si posa sul mio libro, vorrei scrivere
rapidi studi dal vero, non prevedevano che pochi anni dopo questo termine avrebbe significato
tue parole or ver giurare, / dimmi che è cagion per che dimostri / nel
giurare, / dimmi che è cagion per che dimostri / nel dire e nel guardar
bruno per lo caldo e per lo fummo che è là giù? fioretti, 2-8
non dite vero, anzi siete due ribaldi che andate ingannando il mondo e rubando le
: io veggo chiaro e vero, / che ogn'uom è orbo e cieco,
, / la bella donna, poi che 'n gli occhi splende / del suo gentil
/ del suo gentil, talento / che mai di lei obedir non si disprende.
silvaggio, a lo ver dire, più che fera. boiardo, 2-3-25: le
: le parole e il viso fiero / che mi dimostra quel giovane arguto, /
de gli episodi non in quel modo che l'avete intesa voi altri, stiticamente,
schietta e piena di buon senso, che accolse la verità. b. croce,
gli altri filosofi, quanto le idee che egli sostenne pur attraverso i suoi fraintendimenti
pur attraverso i suoi fraintendimenti storici, che, a dir vero, non sono pochi
io, ch'io sono invecchiato, che le gambe non mi dicono più il vero
da montemagno volgar., 1-4: che hai corrotto la più casta mente / che
che hai corrotto la più casta mente / che fosse in donna con la tua licenza
stracca, e v'ha de'giorni, che non mi dice più il vero.
[s. v.]: bilance che dicono il vero; barometro che dice
: bilance che dicono il vero; barometro che dice il vero; oriuolo che dice
barometro che dice il vero; oriuolo che dice il vero. -di tutto
: io vo'saper di ver di che natura / sarà questo fanciul ch'io tanto
i-69: di vero tutti i thefori che in tutta la sua vita raccolse di tutto
tanto onor fatto quanto quella picciola dispesetta che egli fece in mantenere nel suo napoletano
, i-196: ma i fratelli che sanno un po'leggere e scrivere; lei
gemma,... badava a dirle che si sbagliava odava nel vero.
straparola, ii-207: nel vero penso che quel sia stato il patron mio,
quel sia stato il patron mio, che volendo attinger l'acqua, sia caduto in
, 80: questo e un tristo / che non si paga d'un vero,
. -non parer vero: di ciò che appare troppo bello, favorevole, fortunato
qui nel mio reggimento ce n'è parecchi che sono stati alla guerra quattro volte,
par vero di tornare a battersi, che sarebbero allegri come di andare alle nozze.
cavalca, 20-232: tu credi forse che io ti dicessi per vero che tu
credi forse che io ti dicessi per vero che tu facessi caritade a quei poveri;
a quei poveri; ma, credimi, che per giuoco e sollazzo il ti dissi
vero, ho conosciuti molti rinnegati, che non tengono alcuna sorta di religione. carducci
tre o quattro salvo il vero, che presto morirono. -secondo il vero:
-sia pur vero \: ammettendo o sperando che sia così. carducci, ii-i 1-167
carducci, ii-i 1-167: zanichelli mi scrive che ti scriverà lunedì. sia pur vero
-tanto è vero, tanto vero che: per confermare la verità di un'
carducci, ii-8-299: tanto è vero che la posta qualche volta ritarda, che
che la posta qualche volta ritarda, che l'ultima tua segnata del 7..
del 7... non la ebbi che la mattina del 9. b.
era giusto e logico, tanto vero che non pochi furono gli antichi idealisti che passarono
che non pochi furono gli antichi idealisti che passarono al più crasso materialismo e positivismo
1-28: tutti hanno la vaga intuizione che, facendo del cattolicismo una norma di
di vita, sbagliano, tanto vero che nessuno si attiene al cattolici
moravia, 15-27: oggi il piacere che l'uomo e la donna si procurano l'
ha alcun fine conoscitivo. tanto è vero che in fondo non differisce che in apparenza
è vero che in fondo non differisce che in apparenza dalla prostituzione la quale è
16-iii-221: e vaglia il vero, che di sì fatti vermicciuoli soventemente ne ho
altre serpi. -vero è che, il vero è che; è ben
-vero è che, il vero è che; è ben vero che-, per temperare
dov'io fossi. / vero è che 'n su la proda mi trovai / de
. lapidario estense, 142: vero è che fede ge vuole e, chi no
, 1-613: e bene è vero che ogni bella pianta / non tutta volta fa
non crede: / ma savio è quel che tosto se ne avvede. b.
b. croce, ii-5-172: vero è che,... si aspetta la
il corvo. fenoglio, 5-i-1657: vero che il camion sobbalzava maledettamente sulla strada sfondata
proverbia pseudoiacoponici, 104: se voi che io te creda dì sempre ventate;
, 26-23: orlando non rispose a quel che disse / ulivier, perché il
motteggiar del vero, e non ischerzar che dolga ». adr. politi, 1-719
, 134: chi non sa mentire crede che tutti dicano il vero. ibidem,
il vero. ibidem, 266: dare che non dolga, e non ischerzar sul
. verofunzionale, agg. log. che ha valore non in funzione del senso
m. santambrogio, i-201: ogni volta che un enunciato compare entro un altro enunciato
del tufo, 51: fui col dinar che al compimento vuole / ha vallane e
, xxvi-1-365: e se tu vedi cosa che ti nuoce, / qual, verbigrazia
221: -io vi aggiusterò in modo che coperti / rimarranno que'pochi segni che /
modo che coperti / rimarranno que'pochi segni che / vi lasciò la verola. -signor
ch'è là da parte, / che voglia dir verola. -così chiamasi / il
(vàirole nel xiii sec.), che è dal lat. tardo variola (
o i pali conficcatisi più di quello che si avea calcolato, si trovassero corti
ferro, disponendo gli innesti in maniera che vengano coperti dalle fibule. = dal
villani, iv-13-112: da certi ungari, che gli erano d'intorno, fu preso
volentieri fare un letticello in sul verone che è allato alla sua camera, e
di santo francesco, d'un fanciullo che cadde a terra d'un verone.
ha accusata / (forse per odio più che per ragione) / averla a mezza
. marino, 1-12-197: in un verron che nel giardin si sporge con la guancia
: da un lato, davanti al verone che proteggeva la porta di casa, c'
poeta a guisa di anfiteatro, cioè che vadia restringendo di mano in mano,
coperto alla sommità della scala esterna, che dà acceso al secondo piano. baldinucci
: ligiadro veroncello, ove è colei / che de sua luce aluminar te sole?
? bresciani, 6-x-74: non vedi tu che quando noi siamo sul veroncello delle camelie
. il bellissimo alberto non falla mai che non passi a vederti? d'annunzio,
pozzo nel senso di 'grossa ringhiera', piuttosto che essere considerata (come fa il diez
. (superi, veronesìssimó). che è nato, che vive a verona,
veronesìssimó). che è nato, che vive a verona, che ne è originario
è nato, che vive a verona, che ne è originario; che domina sulla
a verona, che ne è originario; che domina sulla città di verona. -anche
magnate d'ungheria. 2. che è prodotto o si ricava o è tipico
, 40-29: strade oneste e popolane, che si contentano dell'avorio vecchio delle facciate
un testo letterario o cronachistico); che ha per oggetto, le vicende storiche di
foscolo, ix-1-298: argomentandosi di far credere che dante si riconciliasse dopo l'insulto,
considerato il primo documento in volgare) che recita 'boves se pa reba
9-191: bellissime alterazioni,... che si riscontrano spesso nella pur scanzonata poesia
ii. veronesiano, agg. che è proprio, che si riferisce al
veronesiano, agg. che è proprio, che si riferisce al pittore cinquecentesco paolo veronese
longhi, 1-i-1-250: lo stesso preti pensò che senza impianto veronesiano non si potesse lavorare
par., 31-104: qual è colui che forse di croazia / viene a veder
. / ma dice nel pensier, fin che si mostra: / « segnor mio
vedendo cristo fatigato... tanto che fortemente sudava, ella li porse uno suo
i grani, e corone gentiliche pregandomi che io le gettassi nel fuoco, e in
. pio rajna... dimostrò che dante... alludendo alla veronica intende
, angelica pascoli, 831: prima che pur la primula, che i crochi,
831: prima che pur la primula, che i crochi, / che le viole
la primula, che i crochi, / che le viole mammole, fiorisci / tu
di rovescio. -nel calcio, finta che consente di superare e sbilanciare tavversario.
: lo verisimigliante argomento è quella cosa che è usata di venir spesso, o delle
padre potè far tuttociò, è verisimigliantissimo che il facesse. = comp. da
drammatica o letteraria, secondo le modalità che sono proprie dell'esistenza reale (con partic
. leopardi, i-15: egli pare che plauto talora non volendo altro che far
pare che plauto talora non volendo altro che far ridere e satireggiare, della verisimiglianza non
, 8-663: manca di verosimiglianza l'aneddoto che racconta di quel contadino, il quale
i miti non sanno che farsene della verosomiglianza; ma si può
; ma si può supporre con ragione che pinverosomiglianza dei miti abbia un suo significato
verisimiglianza. buonafede, 2-i-364: se avverrà che queste ve- risimiglianze non piacciano a certi
difficili, io ho diritto di domandare che le ardite interpretazioni di quegli che nell'
di domandare che le ardite interpretazioni di quegli che nell'arcano egizio cercano il panteismo,
galiani, 4-283: potrà benissimo avvenir talvolta che, nell'istante medesimo in cui si
bacchelli, 2-xxiii-562: si poteva ritenere che le condizioni del mondo fra due mesi fossero
da un risultato campionario a un'ipotesi che concerne un valore ignoto. 4
leopardi, iii-907: queste non sono altro che ciance, ed io di tanti disegni
. (superi, verosimilissimo). che, avendo le parvenze della verità, può
può essere o passare per vero; che è credibile come vero, accettabile ragionevolmente
vero, accettabile ragionevolmente per vero; che può darsi nella realtà, plausibile.
essa trovare argomenti veri e verisimili sì che possa provare e fare credere ciò che
che possa provare e fare credere ciò che dice. boccaccio, vii-193: ella ha
. savonarola, iv-307: dicono alcuni che [la maddalena] si convertì alla
di ritorno, tanto più è verisimile che macchinino. magalotti, 9-1-209: è
9-1-209: è paruto però assai verisimile, che [il cane] sia vissuto;
[il cane] sia vissuto; che se fosse morto, i cerusici non avrebbon
-che appare realizzabile in futuro; che costituisce eventualità concreta; prevedibile ragionevolmente.
del prezzo pagato, ma con quello che importi la stima della verisimile sopravivenza.
poca cosa. 2. che è aderente a un tipo umano reale (
. 3. sm. ciò che è simile al vero; ciò che può
ciò che è simile al vero; ciò che può essere o sembrare vero; argomento
creduto come vero. -anche: situazione che ha possibilità di verificarsi; eventualità compatibile
9-187: ottima ricognizione infra tutte è quella che, dalle cose stesse nascendo, commuove
al vero-simile. -situazione drammatica o letteraria che presenta aspetti tipici della realtà.
molte parti. tommaseo, 15-371: posto che il vero sia prosaico, il verisimile
, 20-508: quel dimonio, al gridare che fece la donna, si nascose sotto
, ma lontane tanto da 'l verisimile, che io non voglio altrimente scriverle. b
... parmi... che un sogno non basti per persuadere una
milit. verretta di grandi dimensioni, che si lanciava con la balestra.
e mai non li avesse dato quello che fu proprio (fi virgilio, non
8-1-13: prima di natura fu la verità che la verisimilitùdine, e prima di natura
prima di natura fu la cosa rappresentata che la rappresentante. galileo, 3-1-127: seguita
la rappresentante. galileo, 3-1-127: seguita che noi andia mo esaminando.
. metastasio, 1-v-3: mi ricordo che mi piacque moltissimo la verisi- militudine con
nell'errore di prender più dell'amaro che del dolce. -fondatezza di un
nata a cotesti sigg. imperiali, che il sig. marchese illustrissimo non volesse andar
agli effetti: oltreché a me pare che non abbia verisimilitùdine alcuna. spallanzani, 4-i-
103: è della maggiore verisimilitùdine che i vulcani dell'agro napoletano, insieme
v.). toni, che li passavano li fianchi da luna banda all'
d'annunzio, iii-1-474: tacete, che non v'oda i balestrieri / e
non m'accocchi lesto un verrettone / che mi colchi sul ventre anzi il mio
salire la fiasca dentro la secchia della calcina che il verricello innalza. =
al lat verriculum 'rete a strascico', che: plausibilmente, fondatamente; presumibilmente. deriv
2-1-379: le cose sono disposte in modo che verisimilmente può sperare vittoria. pallavicino,
verisimilmente a v. eminenza quella mattina, che anche a'gran personaggi suol darsi un
, lo avverto per mezzo vostro, che mio padre non mi sconsentirebbe la cattedra in
203: era forse per spensieratezza che quelle ultime frasi erano state pronunziate,
milit. dardo in uso nel medioevo, che poteva essere lanciato manualmente o con la
da cicerone contro gaio licinio verre, che aveva gestito la pretura in sicilia in
annotato di buon capo d'anno, che durasse almeno quanto una verrina o una
quei vermi, o pur tarli, che rodono le tavole delle navi e per valermi
attenzione importante nello stabilire un porto è che non vi generino di quef vermi..
47: questa è quella verrinia, / che fredda la mattina, / cotta in
lat. volg. * uberigo -inis, che è dal class, uber -eris 'mammella'
verro1. verrino1, agg. che è proprio, che si riferisce al porco
verrino1, agg. che è proprio, che si riferisce al porco non castrato,
funghi. verrino3, agg. che è proprio, che si riferisce all'uo
verrino3, agg. che è proprio, che si riferisce all'uo mo
sec. a. c.); che fu da lui compiuto.
e non sia lasciato montare, dimagra infino che si more. g. f
(19): non cred'io che tal pena v'atterri / perché se una
grandi, corpo piuttosto quadrato e rotondo che lungo. pascoli, 655: al dio
bella grassa, senza contare il verro, che era tanto bravo colle sue troie!
. m. -chi). pitt. che è pro prio, che
che è pro prio, che si riferisce al pittore andrea verrocchio (
al suo stile, alla sua scuola; che ricorda la maniera di tale pittore.
, sm. disus. grande argano che nel medioevo era usato per sollevare pesi o
, 7-295: è un altro errore credere che grecia e roma ignorassero i popoli mongolici
del derma, di origine virale, che si presenta sotto forma di piccola escrescenza cutanea
-in partic.: ciascuna delle papule che si sviluppano per lo più sulle mani,
taciturno, è il massimo fabio, che vinse col tempo. carducci, iii-24-399:
del 'demi-monde', non c'è guanti che bastino a mascherare e rifare le mani,
incise di porri di verruche di schianze, che accusano, ben altri mestieri che il
, che accusano, ben altri mestieri che il nobile esercizio del fabbro e del
: il messo carlino notò con acre soddisfazione che la verruca che le deturpava una guancia
notò con acre soddisfazione che la verruca che le deturpava una guancia prosperava. -con
la casa o in una grande cava fin che la verruga si secchi.
benigno, tipico dei soggetti anziani, che si presenta sotto forma di croste bruno-nerastre
betocchi, 7-17: questa verruca che sul fianco oscura / ne macula la
i-98: non vuole altro significare verruca, che la parte più eminente d'un monticello
più eminente d'un monticello; per il che non senza cagione sono dimandate queste passioni
chiesa del santo sepolcro sorge su quella che doveva essere poco più di una gibbosità
1-6: ordinò ancora al colonnello alardi, che travagliava nella espugnazione di rosignano, piccola
4. bot. piccola protuberanza che si forma sui fillomi e sui fusti
. sono escrescenze per lo più convesse che si ritrovano sopra tutte le parti della
escrescenza presente sulla pelle dei rospi, che contiene ghiandole a secrezione irritante. bartolini
ma non lo feci per il fatuo timore che dalla pelle del rospo trasudi velenoso umore
eccolo a occhi strabuzzati e lentiggini fitte che spia gli accoppiamenti dei grilli, o
'escrescenza', da una radice indeur. che indica 'sommità'. verrucana, sf
verrucifórme, agg. medie. che ha forma di verruca (una formazione
. da verruca e dal lat -formis (che è da forma 'forma'); è
dal d. e. i. (che l'attesta nel xx sec.).
). verrucòide, agg. che ha aspetto simile a quello di una
cor d'un altro sì piagato, / che mi facea trar più rata e
rata e più guai, / che non fa l'uom quand'è verrucolato.
verrucòsi, sf. bot. malattia fungina che provoca la formazione di verruche sulla superficie
. verrucòso, agg. medie. che ha i caratteri delle verruche (un'
pelle). 2. che presenta numerose verruche (una parte del
senza mostrare in alcun modo la ripugnanza che di solito hanno le donne per il verrucoso
, e la mano diritta sia più presso che possa colpire. idem, 7-58:
d'un verruto nella spalla manca, che poco meno avea passato d'oltre in oltre
valutavano da comperatoli quella floscia carne sedentaria che già si gravava di adipe.
tesauro, 2-384: quella virtù morale, che il nostro autore chiamò eutrapelia, o
in gelatina. berni, 316: sì che paiavi pur un zucchero a vostra posta
pur un zucchero a vostra posta, che v'abbi scritto questi quattro versacci, così
» verga, 8-203: il marchese, che cominciava a farsi un po'sordo,
strillando. pasolini, 1-217: più che ridere facevano dei versacci con la bocca e
della civetta, del corvo. gatto che fa certi versacci'. = spreg.
(plur. m. -schi). che ricorda lo stile architettonico e decorativo,
si assicura e da persone bene informate che stamani le truppe versagliesi hanno fucilato 300 prigionieri
designarono i partigiani dell'assemblea nazionale, che avea stanza in versaglia; e i soldati
stanza in versaglia; e i soldati stessi che combatterono contro la comune (1871)
palescandolo, 121: si vede chiaramente che i sommisti, 1 quali hanno per
il versàglio dell'amor vostro, poi che m'avete donata occasion di discuo- prirvi
. papini, iv-622: è giocoforza che non abbia troppe tenerezze per il versaiolismo
b. croce, ii-5-279: pittorici 'versaiuoli'che dipingono e scolpiscono per occasione e commissione
agg. (femm. -a). che compone versi di scarso valore. d'
: si sconcerterà ogni cosa per l'ingresso che ne seguirà dell'aria e per il
le mani nude una leva commessa al turo che regola il versamento del metallo.
civile, non avendo riguardo più al giusto che al non giusto versamento. siri,
-bollettino o modulo di versamento: modulo che si compila all'atto di versare una
pres. di versare1), agg. che versa un liquido. - anche in
petto. 2. per estens. che sfocia in un determinato mare (un
3. nel linguaggio contabile, che esegue un versamento in denaro (per
cardinali, rispetto a un corso d'acqua che lo attraversa o rispetto a chi
, 3-5: vìa pietrapiana era la strada che tagliava diritto il quartiere, come sezionandolo
sinistro della nostra storia parlamentare, si vede che la sinistra,... quando
di versare1), agg. letter. che verte su qualcosa; che ha per
letter. che verte su qualcosa; che ha per oggetto un determinato argomento (
versanti in teologia naturale e in politica che si leggono da molti de'nostri senza
bibliologo o erudito, per detto che sia, il quale conosca le opere tutte
il quale vede versare il vino, che scorre dicendo: oh, oimé questo si
! giuglaris, 319: 'mulier'dunque, che rompe oggi gli specchi, versa gl'
è un menippo, o un diogene, che affetti di parere orrido e incolto.
, 6-26: dopo il sacrificio bisogna che dal tirso spruzzi il latte, e
versare il vino con un'allegrezza, che parea tra fratelli. arbasino, 11-145
le raccomandazioni dei genitori e della nonna, che temevano continuamente di vederle rompere stoviglie e
, purg., 28-126: l'acqua che vedi non surge di vena /..
esce di fontana salda e certa, / che tanto dal voler di dio riprende
una sorgente, una fontana); che dà origine a una sorgente (un monte
le fummifere acque / per li vapori che la terra ha nel ventre, / che
che la terra ha nel ventre, / che d'abisso li tira suso in alto
pianto per gli occhi mando fore, / che tanta acqua non versan dua fontane.
al laghetto quattro cavalli, versanti acqua, che si reggono sopra due piedi. foscolo
pregne di vita, e pe'lavacri / che da'suoi gioghi a te versa appennino
appennino! gnoli, 1-309: questa fonte che, limpida, i remoti / dissetava
un grato mormorio dell'onde, / che fan duo freschi e lucidi ruscelli, /
/ mi dice con pietate « a che pur versi / degli occhi tristi un
s'affanna / d'asciugar quelle lagrime, che il cielo / mi condanna a versar
ti tomai bambino / piangendo il pianto che su me versavi! -perdere sangue
a legargli in fretta una ferita, che, fra le altre, gli videro in
mallarmé quando ricorda lo scroscio dell'antracite che la serva mattiniera versava nel secchio di
. un lento fiume di gente accalcata che si spandeva poi rapidamente. 4
iv-389: qui, caro stella, conviene che facciate uno sforzo, e versiate quella
sforzo, e versiate quella maggior somma che potrete. colletta, iii-5: molti
: 1 duri cori intenerite tanto, / che versi duol la lingua e gli occhi
. pananti, i-436: qui fu che sciolse il flebile lamento, / o l'
modeste, se vorremo paragonarle con quelle che furon versate sfrenatamente contro i padri. cesarotti
colpa sul ricco: poi, persuaso che questo non gli giovava, racconta altrimenti.
io m'obbligo al segreto, / che mi vengano dette cose vere, / che
che mi vengano dette cose vere, / che allora io le ritengo a maraviglia:
bella ragion della gloria beata, / che tanto cresce a quanti più si verza.
: tanta è l'abondanza e la gloria che iddio ha versata in lei (maria
in lei (maria vergine], che non se n'ha riserbata punto, che
che non se n'ha riserbata punto, che non andasse sopra di lei. chiabrera
. chiabrera, 1-iii-193: inclite muse, che nel ciel cantate / i veri pregi
questi / que'semi di virtù, che in me versasti / da'miei primi vagiti
egli è il cotanto ornai famoso toto / che di cattuna ottien gli alti favori,
cattuna ottien gli alti favori, / che ancor di toctabei col nome è noto
: il cielo / i larghi doni, che fortuna amica / versò su la tua
mascheroni, 8-270: uomo, nascosto, che pensoso stai / i dì passando in
, e dalla rea procella, / che il secolo aggirar non cessa mai; /
il cor pietà de'guai, / che versa sui mortali iniqua stella? 9
. dante, xlvii-78: l'essilio che m'è dato, onor mi tegno:
giudizio o forza di destino / vuol pur che il mondo versi / i bianchi fiori
/ né disperarsi per fortuna avversa, / che sempre la sua ruota in giro versa
le proprietà del verbo latino 'vertere', che vale anche 'mutare', trasmutare', '
bandella, ii-1023: mira l'agricoltor che versa e preme / il suo terren
: egli sono oramai quattro mesi, da che mi versa un morbo molestissimo e.
come fontana quando l'agua spande, / che versa d'ogne parte, tanto abonda
vino. cellini, 670: di poi che tu vedrai allentato questa prima furia,
sacco, onde trapela / l'umor che fuora a larghe goccie versa. g.
dawi su con una mazza. dico che si romperà la canna e non si
rinaldo d'aquino, 118: un oseletto che canta d'amore / sento la notte
la notte far sì dulzi versi, / che me fa mover un'aqua dal core
ven agli ogli, né pò ritenersi / che no sparga fora cum tal furore,
sparga fora cum tal furore, / che di corrente vena par che versi.
furore, / che di corrente vena par che versi. -sgorgare da una ferita
a un eccidio, a una guerra che causa numerose vittime). tavola ritonda
era ciascuno di loro inaverato, sì che sangue versava fino alla terra dell'uno e
la sola imaginazione fu sì dolorosa, che tu sudassi sangue per dolore; el
scaricate in mare dal corso de'fiumi che in quello versano. baldi, 5-52:
e i laghi / ond'esce il nil che, dopo aver nel seno / mille
o prealpi e nostre sono le acque che ne discendono a versarsi da un lato nell'
, 2-290: e quella parte del mare che con falsa imaginazione tu dicevi essere sì
falsa imaginazione tu dicevi essere sì alta che versava per le cime de li alti
2-3-10: sì grande è la piena che menano, che i torrenti e i fiumi
grande è la piena che menano, che i torrenti e i fiumi non bastando a
son lavati ne'lor lati dalle piogge che sopra di lor versano. g. gozzi
all'improvviso sorse un crudelissimo nembo, che scoppiò in lampi, tuoni e pioggia
scoppiò in lampi, tuoni e pioggia che si versava largamente. pascoli, 5-86:
[i troiani] simili a vespe che abitan sulle strade. tarchetti, 2-15:
tutta su questo paese la furia del morbo che ora va mancando. 16
zuffa si versano intensissimi, tanto più che pareva loro di cavarla a bene. b
sia ripreso. sacchetti, 48-49: di che lapaccio si comincia a versare,
deh, morto sia tu a ghiado, che tu dèi essere uno rubaldo ».
cavalca, 21-32: è alcuna ira che l'uomo hae dentro, ed è
uomo hae dentro, ed è alcuna che si mostra in parole ed alcun'altra che
che si mostra in parole ed alcun'altra che si versa in fare molti mali.
casi dei nostri giorni: nella durezza che si versa in crudeltà o addirittura in morbosa
o addirittura in morbosa ferocia contro quelli che sono stati avversari od ostacoli.
briciole, in forma di saltuari ragguagli, che donna carmela gli versava nell'orecchio.
di vienna, così capì nelle ultime parole che ancora lei vollè versargli all'orecchio.
a sapere ch'io sono uno di quelli che si versano talvolta il cervello in su
e spontaneità e unisono al tuo cuore che ti fa piangere... è
del sangue e versar palme / stiman che prezzo vii sia de le palme. carducci
ideale. fiacchi, 158: ma che importa? qualora / la gloria l'awalora
, 26-121: dicesti ch'era il sangue che versava / e sparger si dovea de'
non ostante il divieto di un proponimento che aveva contratto io stesso.
s'io diei quel sangue a te, che purga e leva / l'umano error
il versasti, / io compii quel, che al tuo patir mancava.
per insaccarne gli intestini / di lusso che passeggiano via veneto / con la sgargiante
con la sgargiante cravattina a fiori / che fa nodo alla bocca disgustata?
caviceo, 1-216: tu existimi che nova affinità debba smorzare uno odio antiquo
sapere a qual partito dar di piglio che non patisse gravissime difficoltà. g. venier
e nella sua debolezza vera, giova che la faccia conoscere ad
inanimati. palazzeschi, 1-147: pare che il patrimonio del principe versasse in condizioni
militare versa intorno a casi particolari, che s'imparano più coll'isperienza, che con
che s'imparano più coll'isperienza, che con qual si voglia altro mezzo.
ii-603: versava la scrittura in rimostrare che le passate deliberazioni del parlamento intorno alla disposizione
trattenimenti geniali in altro mai non versavano che nel parlar di virtù. algarotti,
virtù. algarotti, 1-x-266: ben sapete che sulla insensibilità di alcune parti del corpo
il tema del giorno per quei pochi che ancora versano in politica. 4
, 3: benché sappiamo tutti noi, che ne la vostra corte versiamo, niuna
niuna istoria quasi latina o greca trovarsi, che vostra signoria letta e intesa con diligenza
vico, 4-i-774: non può intendersi che una favella spieghi cose astratte per termini
intendere la lingua zerga, 323: voi che versate questo bel libretto / sicuri andate
, agg. ant. e letter. che può volgersi da una parte e dall'
si chiamava versatile, cioè a dire che si poteva voltare. landino [plinio]
bolsena. abbiamo letto ne prodigii, che alcune si sono mosse; per sé medesime
consistenti in macchine trionfali, versatili, che rappresentavano tre specie di decorazioni, strade,
a diverse attività con buoni risultati, che ha attitudini, interessi e potenzialità intellettuali
guarini, 2-58: ho sempre giudicato che 'l segretario debbia essere intelligentedella ragion di stato
felici quei talenti versatili e fecondi, che si prestano ad ogni soggetto ed a
e letterarie, dette con un tono che significava: « che uomo geniale son io
con un tono che significava: « che uomo geniale son io, che cultura
: « che uomo geniale son io, che cultura versatile posseggo ».
. v.]: uomo versatile, che non sta mai fermo in un proponimento
opporrò il silenzio. 4. che è in grado di svolgere funzioni diverse,
, un'apparecchiatura). 5. che può avere diversi significati (una parola)
versatile. 6. scherz. che si concede a molti amanti. monelli
sieno tolleranti altresì del contrario parere di coloro che dalla natura hanno sortito minore versatilità d'
grazia di una parte non fa altro che un abuso di potere o l'effetto d'
di versatilità o d'ignoranza ai quei giudici che introdussero questa nuova specie di grazia.
disprezzabile agli occhi stessi di coloro, che possono... profittarne. =
dee., 4-10 (1-iv-429): che direste voi, maestro, d'una
g. gozzi, 1-228: ma mentre che in tal guisa favellava, spesso la
, 4-47: suppongasi per un momento che da tutto quel diluvio di parole versatomi
. (superi, versatissimo). che dimostra una particolare attitudine o possiede una
latino e nell'italiano, gran brav'uomo che io ho conosciuto da vicino. sbarbaro
. sbarbaro, 4-61: lanciai all'aria che scritti di quel genere poteva capirli solo
chiamerò meco a riprendere, e garrire coloro che nelle cucine, e massime delle fabbriche
versatóre, agg. e sm. che versa un liquido. -con partic.
[crusca]: la prima di quelle che son dentro dalla forma, si è
dentro dalla forma, si è quella che è nel capo del versator dell'acqua.
questo fiume di sangue bogliente, secondo che qui mostra l'autore, fu dalla
« buono per me, signore, che tu m'hai illuminato ». guido del
versare1. verseggiàbile, agg. che si può mettere in versi.
verseggiare), agg. letter. che scrive versi; che compone poesie (e
. letter. che scrive versi; che compone poesie (e può avere valore
un poco a queste cose, dirò che da giovanissimo io verseggiavo solo per prepararmi
assai, sì come cosa bella e leggiadra che ella è, e insieme la disideravi
i-2-iv: mi diedi a quel verseggiare, che chiamiamo sciolto, composto di misure miste
. svevo, 8-663: è ben vero che balzac negava essere arte il verseggiare e
balzac negava essere arte il verseggiare e che i fratelli de goncourt predissero alla convenzione
fatiche. foscolo, x-347: rare che il boccaccio verseggiasse qua e là il suo
in versi, messo in versi; che ha assunto una forma poetica.
alfieri, xiv-1-371: altro non mi doleva che di lasciare la mia ultima tragedia non
petrarca], trovi intere strofe, che sono un prosaico discorrere verseggiato. montale,
sm. (femm. -tricé). che verseggia, che compone versi.
-tricé). che verseggia, che compone versi. b. fioretti
segue assai liberamente i propri umori, che sono quelli di un verseggiatore che ama
umori, che sono quelli di un verseggiatore che ama soprattutto i suoi versi, indipendentemente
discordati. baretti, 6-81: mi risponderai che il gravina, il crescimbeni e il
altri nostri versi bianchisti erano anzi verseggiatori che poeti. cantoni, 260: abbiamo sempre
sempre avuto pur troppo tanti buoni verseggiatori che non erano punto poeti. =
; voce registr. dal bergantini (che l'attesta in boterò). verseggiatura
frugoni, ii-380: si rincontrano tali, che non hanno un granello di sale in
caglion di questa a stillarci vino, che bevono, in escremento fetido, per ammorbar'
però stasera vi cicalerà verseggiando; e che la sua verseggiatura sarà uno di certi
dell'intonazione; quel rivo di melodia che limpido corre per entro tutti, e
un disprezzo per gli ornamenti, una freddezza che può apparire austerità. = nome
io ve mando sti versiti, / che del cor mio ho trati / vedoveli e
sospiretto ci manca. muratori, 8-1-17: che let terati maturi facciano per
ascoltatrice brigata, ho gran paura, che non lo possa digerire il satirico, che
che non lo possa digerire il satirico, che non vogliano soffrirlo senza ridere gli uomini
d'altri non voleva dire certi versetti che gli avevano insegnato a memoria, né
non giova insistere su questi aspetti ovvi, che il metastasio metteva in versetti. landolfi
nascono, / nardo né mirra potrai dir che pascono, / né già d'incenso
della milizia italiana, i-129: quelle cose che di sopra sono disposte cioè dal versetto
(39): la qual cosa leggiamo che il profeta dice per un versetto manifestamente
terribile. segneri, i-219: considera che nella seconda parte del suo versetto viene appunto
alla testa di gran numero di seguaci che con lui cantano versetti del corano. ojetti
si velarono. mai egli avrebbe pensato che suo padre leggesse la bibbia. montale,
. 4. relig. comunione che il sacerdote recita dopo l'abluzione delle
. b. martini, 2-1-392: versetti che ne'libri liturgici 'comunioni'si appellano.
, 7-v-41: finalmente si può osservare che il salterio ambrosiano di oggidì in non
breviario romano, sì nelle parole, che ne'sensi e nell'ordine de'versetti.
sembra essere in coro di frati, che intonato il primo versetto seguono il salmo
pietose e vaghe note d'augelletti, / che 'n lor dolci versetti / parean mostrar
quanto 'l disio sia grave, / che accesi gli have. 7.
] la soddisfaceva [la fiera rugghiante che abitava dentro l'anima sua] dandole a
versicolai ermetici,... si accorgerebbero che nella sua poesia c'è di più
somma obligazione a mes- ser andrea navigeri che me ha voluto tanto egregiamente onorare con
non ti scordar i versiculi nasoniani, che ti ho apprestati da mandar all'acume
nella fine di questo ver- siculo, che vidde gente, ciò sono li usurai,
della scrittura sacra, soliti a interpretare che quel versicolo del salmo, che contiene che
a interpretare che quel versicolo del salmo, che contiene che in tutta la terra uscì
che quel versicolo del salmo, che contiene che in tutta la terra uscì il suono
del mondo le parole loro, significasse che la fede di cristo fusse, per la
predette tutte cose dal predetto versiculo 'e che priori e gonfalonieri', ec., osservare
s. v.]: 'versicolorato': che è cinto di vari colori.
, agg. ant. e letter. che ha più colori, per 10 più
colori, per 10 più cangianti, che presenta una varietà di tinte; variopinto,
versicolori congiunte in alto da liste esigue che brillano su la pelle delle scapule e dello
versicolori / carte e ne trae navicelle che affida alla fanghiglia / mobile d'un
uscì elizia dello alloggiamento molto più iscura che elia. disse gualtieri, ridendo, a'
delle versiere. parini, 329: doh che gli venga un orco, una versiera
tanti cadaveri (parole morte), che senza la minima distinzione insolentemente si cacciano
a usted... » domine, che aria trista'che occhiacci sparuti! avreste
.. » domine, che aria trista'che occhiacci sparuti! avreste voi veduto la
soffiano dai buchi: / son le versiere che ansimano andando. -il diavolo
225: ed ecco nuovamente il tempo che ti fa guerra! ecco l'acqua,
mia vendetta / va'trova la versiere che t'aspetta. pananti, i-278: peraltro
dica: io non ho paura de'diavoli che son minori, ma neanche delle versiera
son minori, ma neanche delle versiera che son maggiori. 4. prov
versificàbile, agg. letter. che è degno di essere messo in versi
degno di essere messo in versi; che può costituire materia di poesia. leopardi
, come meglio armonizzante con quelle idee che non hanno quasi niente di versificàbile.
versificale, agg. letter. ant. che è composto in versi (un testo
in versi (un testo); che è proprio, che è specifico, peculiare
un testo); che è proprio, che è specifico, peculiare della poesia (
di dio, e per miracolo quello, che a lui non dà il cuore di
il cuore di fare, crede, che la scrittura versificale lunga, cioè il
quanti inamoratini, versificano e biscantan cose, che gli speziali non ne tengano dolendosi,
sapienza e di memoria e d'intelletto, che lo inlumini a sapere e potere versificare
a sapere e potere versificare le figure che di sé faceano quelle anime beate.
, agg. ant e letter. che è composto in versi; che è esposto
. che è composto in versi; che è esposto o trasposto in forma poetica
ovidio volgar. [tommaseo]: che la mia scienza versificata [mea musa
le commedie versificate del sal- viati crederà che l'erudito e giudizioso cavaliere grammatico parli
innanzi in questo libro, nel versificato che fece il gran poeta vergilio.
, agg. ant. e letter. che è proprio, che è relativo alla
. e letter. che è proprio, che è relativo alla tecnica, ai modi
sm. (femm. -trice). che compone versi, verseggiatore, poeta.
« steano di lunga da noi li giovani che come femmina sono adorni; forma maschile
in brievi, e in uelle che possono essere o lunghe o brievi secondo il
pensava alla natura de'galli, e temeva che non vedesse quella torbida gente; però
non vedesse quella torbida gente; però che li egizi sono uomini ventosi, furibondi
. parini, 688: quindi è che al mondo si trovano tanti ciarlatani, che
che al mondo si trovano tanti ciarlatani, che di medico il nome si usurpano o
o loro si concede gratis e tanti versificatori che da sé assumono il nome di poeta
certa trascuraggine vien conceduto dalla moltitudine, che non pensa più oltre. carducci,
oltre. carducci, ii-2-141: sento che per sua cortesia élla non isdegna essere
iii- 23-49: i nostri versificatori, che mentivano il nome di poeti, venivano
. e se v'è versifica- torello che abbia un po'di cicisbea, alla quale
d'improvisare versificatoriamente, con quella facilità che arebbe fatto un altro parlando familiarmente.
fioretti, 2-5-159: la nostra presupposizione che gli antichissimi versi non fussero composti con
. m. -ci). letter. che compone un gran numero di versi di
versilàtero, agg. letter. che ha i lati irregolari, di dimensione
, affine di rappresentare agli occhi quel che bisognava all'opera presente. metastasio,
le quali si rivolgeano intorno ad un asse che si fermava nel suolo.
-anche sostant. 2. che è relativo, proprio o tipico della versilia
relativo, proprio o tipico della versilia; che si trova in versilia. 3
3. sm. geol. età che segna la fine del pleistocene superiore,
m. -t). letter. che compone poesie in versi liberi. -anche sostant
... era ben altro poeta che i nostri versilibristi. panzini, iv-736:
scrive in versi liberi. 2. che è relativo, che riguarda i versi liberi
. 2. che è relativo, che riguarda i versi liberi. = deriv
. m. -ci). letter. che adotta la versificazione libera (un genere
, presente in molte letterature nazionali, che adottava una versificazione libera dagli schemi metrici
qui, e in walt whit- man che contò nel versilibrismo di allora.
verlibrismo). versiliése, agg. che è nato, abita o è originario della
anche sostant. 2. che è proprio, tipico o relativo alla versilia
: il padre matteo, la prima cosa che fece, fu stampare una nova versione
, fu stampare una nova versione, che con agiuto degli altri padri aveva fatto
fatto nel mio ritorno di svezia, che prima non aveva avuto tempo, compratolo [
de'luoghi omerici, e ben veggo che lei non offende punto 'limae labor
giustifica ognor più l'opinione di chi dice che 'gli uomini nati alle belle arti cercano
deve essere così bene compiuto nel ginnasio, che nel liceo non sia necessario fare altre
fare altre versioni dall'italiano in latino che nella scuola. silone, 5-244: pareva
poesia da antologia scolastica, di quelle che si stiracchiano tutto l'anno tra i banchi
i banchi, di quelle liriche strapazzone che soffrono anche l'ingiuria della 'versione in
la trascrisse a macchina, poi pensò che sarebbe stato più gentile e anche più efficace
fatto anche una seconda versione della medaglia che tu conosci: anche più semplice e
altra parte: non era abbastanza strano che fossero subito corse varie versioni, e
. atto, evento o costruzione, oggetto che presenta caratteristiche parzialmente diverse da quello assunto
piovene, 8-104: nel tratto semideserto che percorro, attraverso o costeggio villaggi sparpagliati
a poco a poco la vanità di quel che si dice della gravità di questo corpo
altri, dell'equidistanza di mondi innumerabili, che veg- giamo da questo oltre gli detti
tosto di tutti quei circa quest'uno, che della versione di quest'uno a l'
. invar. ant. e letter. che muta facilmente aspetto, sembianze. -al
aspetto, sembianze. -al figur.: che simula, che finge con astuzia e
. -al figur.: che simula, che finge con astuzia e abilità. -anche
della mirandola], 90: vero è che 'l demonio... è vario
sceleraggine. testi, 2-286: bisogna però che alla corte di spagna abbia fatto qualche
: paesaggio vivacissimo, gagliardamente pittorico, che ha dato all'arte la figura policroma
discordie civili. 3. che muta opinione, idee, atteggiamento per ragioni
. di far propria l'idea fondamentale che sta a fondamento del successo.
landino [plinio], 159: che gli uomini si convertino in lupi,
e poi ritornino nella pristina forma dobbiamo credere che al tutto sia falso...
sì ferma fama nel vulgo in forma che tra le parole ingiuriose spesso uno è
di trasformarsi in lupo, è già più che un accenno, e la si ritrova
,... con quella prosa tentennona che i nostri pigliano per gravità petrarchesca,
delle mie prose d'allora? tanto più che il carducci non aveva beffato solo i
versiscioltàio, agg. letter. spreg. che scrive componimenti in versi sciolti (l'
1-262: se potessi far capire ai giovani che il riuscire poeta è cosa veramente gloriosa
poeta è cosa veramente gloriosa, ma che il riuscire versiscioltaio o rimatore è cosa
cosa vituperosissima! idem, 1-349: ma che domine diremo noi di questo versiscioltaio da
diremo noi di questo versiscioltaio da verona, che ha scritto questo poema del 'baco da
: e voi avete la sfacciatezza di dire che una parte di questa vostra scipita minestra
avuta congiontura di mandarcelo, è probabile che a quest'ora sarete già bastevol- mente
bastevol- mente sazio di quel cornelio, che m'ha recato fastidio quando lo versiscioltai
tenuti lontani dal re, a meno che non siano violinisti, pianisti o versisti ben
poesia contemporanea. - verso piano: che termina con una parola piana. -
parola piana. - verso sdrucciolo: che finisce con una parola sdrucciola. -
parola sdrucciola. - verso tronco: che presenta la parola finale tronca.
intelletti sani, / mirate la dottrina che s'asconde / sotto 'l velame de li
il proverbio] preferisce quella stessa forma che in fondo abbiamo trovato più di frequente
come anche oggidì si pratica dai rustici, che fanno de'versi al modo loro.
sembra per la distribuzione in pagine, che sia da seguire questa norma. quando
o recitato in determinate ore liturgiche, che prevede una risposta ugualmente breve. dante
loro canto quel salmo di david, che comincia 'deus, venerunt gentes ec.
gentes ec. '. e dice, che 'l diceano verso a verso, perocché le
: questa è l'opera de'demoni, che quando l'anima è caduta in peccato
dicono all'anima quel verso di david che dice: quando morrà e perirà il nome
solamente in foglie [o sibilla] che turbati dai venti non volino di derisione e
mimo sacri riti, mostrò agl'iniziati ciò che a vedersi da loro è un delitto
, e gli arcani versi delle cerimonie, che udir non si ponno da orecchie profane
1-42: o lettore, qualunque tu se'che vuoli conoscere questo verso, quando tu
della casa, iv-192: vi dico così che qui s'attende a stampare cose volgari
1-170: l'inclito verso di colui che tacque / cantò fatali, ed il diverso
le donne chefacevano una carola a un verso che facea la fiammetta. dominici, 4-231
): fa'di scrivere a lorenzo; che mi dice è assa'tempo non sentì
, contrariando a questo detto, dice che l'acqua nel suo luogo ha da natura
ti stanchi gli occhi. ma ricordati quel che ti scrissi, di farmi far due
come si vede per più sua opere che lasciò. poliziano, st., 1-6
costei negar può i versi, / che fu segno immortale / all'omerico strale?
smorfie. pasolini, 22-i-2064: mi pareva che l'italia, la sua descrizione e
e il suo destino, dipendesse da quello che io ne scrivevo, in quei versi
rinaldo d'aquino, xlviii-48: un oseletto che canta d'amore / sento la notte
la notte far sì dulzi versi, / che me fa mover un'acqua dal core
agli ogli. ugurgieri, 126: parevale che uno gufo solo spesso si lamentasse con
è un verso dolcissimo e più 'interrogativo'che quello dell'usignolo. calvino, 6-115
: l'ultimo acuto è stato così alto che nel buio vicino al tetto si sente
verso rauco: è il falchetto babeuf che s'è svegliato. 3.
tu faresti altro verso (a fé) che ridere. c. e. gadda
: e poi scoppia fuori in un verso che è buono lui solo di farlo,
colla sampogna canta l'uccellatore, infino che vuole ingannare gli uccelli, e mentre che
che vuole ingannare gli uccelli, e mentre che lo stormento fae dolce verso, tradisce
tenera / il verso, col favor che pan ne ha porto. graf 5-685:
: c'è una specie di lamento che odo soltanto nello star coricato. sono
nello star coricato. sono le macchine che fanno questo verso, nascosto, profondo,
, e non lasson mai vedere in che verso son volte. algarotti, 1-iv-283:
insussistenza di quella vastissima mole di materia, che secondo il cartesio muove da occidente in
sarpi, ix-172: sono alcuni colori che secondo la positura loro et il verso
uno vaso nuovo pieno di mosto e serrato che bolle per ogni verso, ma
del legno, farvi le mortese, che sarebbe la femmina dell'intaglio. bacchetti