(torrissino), agg. ant. che è relativo o era in uso
maddalena, per lo ardore della fede che in cristo aveva, era chiamata dagr apostoli
, 11-54: -salutiamoci qui. non voglio che ti veda la mia aiutante. troppo
quello è il più galgliardo / che mefglio sano dare / l'acqua al suo
, 7-ii-426: altro non è torsello che un volume o rotolo di qualche tela o
: giungevano questi panni in torselli, che erano balle involtate con feltro e tela doppia
torsello. 2. panno arrotolato che si poneva sul capo per portare pesi
intorno alla sua fronte era come quel torsello che è imposto al ci furono anche i
morbido o duro, confezionato in stecche che viene preparato con mandorle o nocciole tostate
, v-4-5-25: 'mele di spagna', che è bianco e si mette in quella confezione
quella confezione, fatta di mandorle, che per la forte presa che fa col mele
mandorle, che per la forte presa che fa col mele si domanda torrone,
: come pure il presente di 'torrone che nel s. martino gli [il re
re carlo] facevano i certosini, che fu pure concordato per riporto ducati 500
di lei sembravano vacillare al chiarore incerto che saliva dal banco del venditore di torrone
richiamato di cavalleria, il capitano pemigotti che in tempo di pace a novi fabbricava torroni
, deriv. da turrar 'arrostire', che è dal lat torrère (v. torrido
si farebbe / forse ai lor prieghi che fossi dannato / a vita nel torrone.
: v'è delia la nasuta: ohimè che naso! / pare il torto torron
, 1-ii-121: iscadé la prima sera, che bisognò far la torsa pe'cavagli,
ne faccia gran torsa, / da poi che la ventura m'è si scorsa,
,... l'altra parte che si domanda torsello,... è
è della grossezza,... che ha da essere la moneta che tu vuoi
.. che ha da essere la moneta che tu vuoi stampare. sassetti, 2-38
: il ferruccio, con quella maggior sollecitezza che fusse possibile, attendeva a far coniare
in ciò dell'opera di un orefice fiorentino che era nel suo esercito, e di
memoria con una medaglia di buon conio che a borso antiquario possa parer domani 'opus pisani
). 3. medie. strumento che misura il grado di rotazione del bulbo
nelle prove meccaniche di torsione, strumento che determina il modulo di rigidità del materiale
. fis. onda torsionale: onda acustica che si propaga parallelamente al contorno circolare della
r. longhi, 196: e che furia di moti, che svincoli, che
196: e che furia di moti, che svincoli, che torsioni, che sfiancheggiature
che furia di moti, che svincoli, che torsioni, che sfiancheggiature, che scivolamenti
, che svincoli, che torsioni, che sfiancheggiature, che scivolamenti d'ala! bacchetti
, che torsioni, che sfiancheggiature, che scivolamenti d'ala! bacchetti, i-i-
. cecchi, 8-205: ciò non toglie che il manzoni fosse convinto dell'inutilità di
non ci si capisce nulla. il che non è materialmente vero; e tanto più
, cisti ovariche, ecc.), che causa un dolore acuto dovuto per lo
dovuto per lo più al disturbo circolatorio che ne è determinato. l. ferrio
o in ascensore, perfettamente normali, che scenderanno definitivamente alla pubertà e che non
normali, che scenderanno definitivamente alla pubertà e che non richiedono alcun trattamento, salvo un
, salvo un controllo annuale per verificare che la situazione non peggiori e la sensibilizzazione
. torsione dei visceri: rotazione di 180° che si verifica nel corpo dei molluschi gasteropodi
. giamboni, 10-42: credi tu che nascan tanti dolori di capo, tante
. boccaccio, viii-2-194: pare convenirsi che, contro alla lor voglia, in
reame, i quali non lasciava a quegli che degnamente erano eletti per lo papa tenere
; e quel molto è ragione, che sia renduto a chi tocca. =
in pubblico, coi candidati presenti, che perorano ognuno la propria causa. vi
di alcoolizzati e di serve ignoranti, che li riducono a vivere di torsi di
forestier / in stà venezia, e che l'osserva el corso, / el resta
leopardi, 1-38: è un pezzo che la russia si diverte a merandare a spese
partic. della famiglia pomacee), che si scarta dopo aver mangiato o asportato
. passeroni, iii-108: so, che alla penna in questo stesso punto /
non lasciano costor libero il corso, / che il tormentarmi esse han per un pane
motto con piacevolezza, / come colui che il vero ed il buono ama / e
di mosconi. corazzini, 4-187: tu che stanotte, uscendo da una festa /
di lumi e d'ombre, il torso che scorcia in dentro è nefla parte che
che scorcia in dentro è nefla parte che è più vicino all'occhio e le gambe
è più vicino all'occhio e le gambe che sporgono in fuori son nella parte più
. malvezzi, 6-20: colui, che in vece di mangiare il torso dellavipera mangia
a roma presso i musei vaticani, che ispirò, fra gli altri, michelangelo buonarroti
, e se ci fosse l'artista, che sapendo eguagliare l'antico, aggiungesse le
corpo al venerato avanzo, si potrebbe dire che, completandolo, lo riduca a meno
5. parte residua di ciò che è spezzato. manzoni, fermo e
cadevano penzoloni e d'altre non rimaneva che un torso. 6. figur
. savinio, 10-381: egle argomentò che pina era veramente un torso di broccolo
veramente un torso di broccolo, e che non metteva conto darsi tanta pena per
, emozionanti per tutti gli uomini che non sono dei torsi di cavolo ma appunto
sembra il roder di que'vermi / che della coscienza il torso infetta? bianchini [
, 1-iii-248: se parte alcuna vi fosse che dal torso della materia fosse staccata e
disus. ventrìloco), sm. persona che riesce a parlare a labbra semichiuse e
alterare i muscoli lisci facciali, in modo che la voce non sembri provenire dagli
'ventriloquo': un termine applicato a persone, che parlano internamente, avendo un'arte particolare
col tirare l'aria ne'polmoni, talmente che, procedendo la voce dal torace,
omaccione senza un pelo di barba, e che parlava come un ventriloquo. arbasino,
balzac. 2. agg. che è proprio di un ventriloquo, che dà
. che è proprio di un ventriloquo, che dà l'impressione di essere detto,
. véntuplo, agg. che è venti volte maggiore, che risulta
agg. che è venti volte maggiore, che risulta dalla moltiplicazione per venti di una
ventura, sf. entità o forza superiore che si ritiene determinare gli eventi e 1'
piaggia è impedito / sì nel cammin, che volt'è per paura. idem,
la ria ventura / tuo padre andar che m'ha offeso tanto, e tu sicura
cheto cheto, maladicendo la mala ventura, che negli ultimi suoi giorni gli faceva scontare
gli faceva scontare quel poco di bene che aveva goduto negli anni passati. parzanese,
la sepoltura. 2. ciò che si ritiene assegnato per volere di un'entità
insieme di vicende, fortunate o no, che caratterizzano la vita (in partic.
): lasciagli star con la mala ventura che iddio dèa loro, che essi fanno
mala ventura che iddio dèa loro, che essi fanno ritratto da quello onde nati sono
mio forzevole destino, e voi stelle, che sete delle mondane venture dispensatrici. leopardi
, disgraziatamente. tiepolo, lii-1-131: che se per mala ventura fosse seguito che
: che se per mala ventura fosse seguito che 11 cantoni cattolici avessero consentito alla prava
, era certamente non poco da temere che non s'avriano contenuti nei loro confini
e grave feudalità; più si medita che non si senta. 4.
). buonagiunta, lxiii-50: credo che non feràe / lontana di- moransa /
di- moransa / lo core meo, che tanta pena dura: / mentre che
, che tanta pena dura: / mentre che viverne / serà fòr di speransa /
mi confido i. nostro signore idio che no m'abandonarà e che mi dia
nostro signore idio che no m'abandonarà e che mi dia gragia e ventura, e
chi sa? forse quella, / che pare inevitabile sciagura, / sarà lieta ventura
verri, i-132: è mia ventura che sia qui giunta questa fanciulla tanto ragionatrice
questa fanciulla tanto ragionatrice, perché spero che ti condanni, malgrado l'affetto ospitale
trattato del ben vivere, 21: quelli che dio ha francati, per grazia e
servaggio del diavolo e del peccato; che non sono servi né ad oro, né
lor carogna, né beni di ventura che la morte puote tórre. g. gozzi
incerto, imponderabile o ineluttabile; ciò che riserba l'avvenire a una persona,
di venture m'attendevano al varco prima che tornassi a riporre il piede su quel pavimento
iv-60: risponderò in ventura al vostro foglio che ha fatto la mia più desiderata consolazione
la mia mutazione di casa per motivi che vi dirò in ventura. -predizione
, e cerco dar ventura / a quei che a me se ac- costan volunteri.
più conforme al vero, zingani, che dan la ventura ad ogni dì che nasce
, che dan la ventura ad ogni dì che nasce in tutto l'anno. goldoni
uscite pure, io mi contento / che quest'uomo da bene / vi dica la
, / e state pur sicura / che tutti i detti suoi son verità. navarro
de coleo ène una ventura de uno pecorone che hao la lana de l'auro et
barlaam, e dissegli tutto quello, che 'l re gli mandava a dire. guidiccioni
ventura: e quando non venisse, che pur credo, che vi sarà qualche cosa
non venisse, che pur credo, che vi sarà qualche cosa per lui: si
incomparabile delia, perché la ventura, che deggio ora narrarvi è di riso degnissima
far tante poste e correre a ventura che rinfrancareboe i suoi danari. buonarroti il
l. adimari, 104: ice che il non goder pregio è da stolte;
signor mio caro, aggiate cura / che similmente non avegna a voi.
è da lui guidata / questa schiera, che schiera è di ventura. bacchetti,
ottocento fuochi, trincierata di maniera, che non aveva invidia a buonissime muraglie,
una strenua diceria, acquetando i caparbi che pur volevano che voi foste autore del mettere
, acquetando i caparbi che pur volevano che voi foste autore del mettere a la ventura
recordo come lo martedì di carnasciale, che fu a dì 7 di marzo 1508,
fu cavata la ventura, ciò è che erano stati colti tanti denari che per mectare
è che erano stati colti tanti denari che per mectare alla ventura che erano le
tanti denari che per mectare alla ventura che erano le politii. j. bianchi,
. al banco de li soli funi (che furono) de antonio di ser colombo
ora andare infino a casa, ché vedi che ho così ritta la ventura testé che
che ho così ritta la ventura testé che non c'è persona ». sacchetti,
regina] senz'altro, dopo essersi assicurata che il 'porcellone'avea la ventura ritta
ventura li avenne un bel pensiero: che guardò il pino, e vide l'ombra
, e vide l'ombra più spessa che non solea. manzoni, pr. sp
per render tanta gente allegra? qualche soldo che distribuirà così alla ventura.. ma
il trovarsi di nuovo alla ventura dopo che era sicuro di procedere nella carriera governativa
-senza alcun fondamento o conoscenza di ciò'che si fa o si dice.
, e agli indovini compositori di bugie quello che a ventura dicono, viene loro fatto
ventura, non si verificherà manco di questo che di quello. -andare,
suo rischio e ventura certi terreni paludosi che ammorbavano quel paese, e ne aveva
con torchi passava, vidi e conobi che era uno bastardo del detto visconte di monlev
camillo, più per vergogna de'suoi che per gloria de'nimici, de'dieci
, 1-619: vivo a ventura d'om che guarda punto / a lo gioco,
257: li capitò un nostro medico, che, quantunque se tegna cima degli altri
: no istimi, adunque... che io abbia giusta cagione di chiamarmi venturatissimo
del caso il venturato / scontro, che i labbri incerti al bacio spinse, /
bot. genere di funghi ascomiceti pseudosferiali che presenta una cinquantina di specie, fra
di aganzì, li quali sono uomini, che non hanno soldo, ma come venturieri
soldare diecimila svizzeri, tenendo per certo che per virtù della nuova confederazione non sarebbono
. aretino, iv-5-19: dottor dà-bene che non è poco a dire a chi
ogni tempo i suoi venturieri, mestiere che suppone in chi vi si dedica qualche talento
ogni direzione: gli eterni venturieri italiani che, nati in tempi esausti, dovevano strapparsi
ma per tornare un giorno, più che probabilmente, con qualche cosa di nuovo da
brigate, li quali si domandan venturieri, che volentieri assassinano alla strada. c.
voi sapete ch'io v'ho sempre detto che, qualora vi metteste in una vista
decina di sciagurate... prima che lui acceleri ci troviamo nuovamente assediati: le
donna venturiera. 5. agg. che esercita il mestiere delle armi per professione,
iii-57: intimoriti dalla milizia venturiera, che girava per l'italia e ad ascoli
ascolani di ricorrere al cardinale legato albomozzi che prestamente poteva aiutarli, che soffrire qualche
legato albomozzi che prestamente poteva aiutarli, che soffrire qualche triste saccheggio da quell'esercito
nell'alta italia. 6. che conduce una vita disordinata, irregolare, errabonda
, più visibili. 7. che arreca danni, che è portatore di disgrazie
7. che arreca danni, che è portatore di disgrazie. lubrano,
venturimetro, sm. idraul. dispositivo che misura la portata o la velocità di
così a soldati come a venturini, che in pena della vita nessun ardisse sotto
: se pure non si volesse dire, che queste cose venturine fossero come quelle piante
queste cose venturine fossero come quelle piante che si vedono germogliare in alcuni luoghi,
alcuni luoghi, dove si sa di certo che nessuno ce ne può aver portato il
da ventura. venturo, agg. che accadrà in futuro, che è prossimo
, agg. che accadrà in futuro, che è prossimo a verificarsi, istituito o
o a essere compilato, compiuto; che è destinato ad accadere; futuro (un
], iii-107: con questa alterazione che lo infermo riceve, cercando il rimedio per
precedente assemblea, peroché, dovendo occultarsi più che sia possibile, lo variano quasi sempre
b. croce, iii-9-199: l'organo che costruisce (nei libri secondo e terzo
costruisce (nei libri secondo e terzo, che sono i primi della 'parte sistematica'
venturo. -che verrà in seguito, che sta per giungere, prossimo, in
.. si cominciò subito a disegnar quel che sarebbe stato da farsi per tanno venturo
il nucleo del grande esercito del popolo che nella ventura primavera doveva cooperare col grande
, n. 1. 2. che tornerà sulla terra alla fine dei tempi per
le sue foglie, sono assisi / quei che credettero in cristo venturo. savonarola,
quietavano nella fede di cristo venturo, avanti che venisse, e gli altri poi in
ascoltavo con trepida avidità il vecchio giudeo, che mi parlava del venturo messia.
tempo avvenire più o meno determinato; che è destinato a trovarsi in una data
. boccaccio, iv-148: non altramente che almena alla fama del suo venturo anfitrione
e venturi. -che vivrà, che nascerà nei tempi futuri, nelle generazioni
sii meco, o dio: consenti / che alle venture genti / io dica il
. sm. l'avvenire, gli eventi che avverranno nel futuro. correr, li-4-331
forensi gli assorbiscono il po'd'ora che rimane alla sera. 5.
bacchetti, 2-xix-58: c'è il caso che la sua miglior sorte sia soltanto di
. ant. e letter. fortunato, che ha buona sorte, favorito da essa
e dille, se t'adimanda, / che per lei pene sostengno. sanudo,
avvenimenti, ed anco in essi, tutto che sfortunati, chiamai venturoso il buon scudiere
perdere la sua conquista. infelice in questo che ai temperamenti come il suo s'awicendano
care e benedette / tantiche età, che a morte / per la patria correan le
ad ogni modo verrebbero infine a conchiudere che la pena è ineguale e venturosa; e
altri giocatori, avrebbero più speranza di vincere che timor di perdere. bacchetti, 2-xix-483
sorte venturosa e venturiera, cogli svantaggi che si sentono adesso in età di secchezza
, agg. ant. e letter. che ha vissuto fra peripezie, avventure,
additarsi il peso di quell'anime venturose, che s'unirono più con gli affetti,
s'unirono più con gli affetti, che con le salme, alla produzione di
: o [luna] regina, che porti la luce, dea delle corna di
delle corna di toro, notturna, che tutto vedi, che in cerchio cammini,
, notturna, che tutto vedi, che in cerchio cammini, che ami le
tutto vedi, che in cerchio cammini, che ami le veglie, che cresci e
cammini, che ami le veglie, che cresci e manchi, produttrice, venturosa,
, sf. anat. parte di vena che fa immediatamente seguito a un capillare o
venule sanguigne... tutti i sintomi che fanno passare la voglia di cantare 'cose
lxxxviii-ii-568: dol- gomi sol d'amor che m'ha ingannato, / scarlatto mio,
truovo legato / d'un sì bel viso che 'n ciel par creato.
venere1). venusiano, agg. che è proprio, che si riferisce al
venusiano, agg. che è proprio, che si riferisce al pianeta venere.
15-xi-1959], 7: si pensa che onde radio di particolare frequenza possano venire
s. v.]: 'venusiano': che si riferisce a venere; abitante di
eleganza, per lo più femminile, che connota in partic. l'aspetto fisico
venustade: la quale amicizia è quella che si conviene solo ai virtuosi e buoni,
accessoriamente de'coperti; di poi vedremo che cosa è 'leggiadria', che vuol dire 'vaghezza'
poi vedremo che cosa è 'leggiadria', che vuol dire 'vaghezza', che intendiamo per
'leggiadria', che vuol dire 'vaghezza', che intendiamo per la 'grazia', che per la
, che intendiamo per la 'grazia', che per la 'venustà'. tasso, n-
.. la venustà non è il medesimo che la bellezza, ma è un fiore
la bellezza, ma è un fiore che da essa spunta. goldoni, xi-77:
xi-77: non così gli uomini / che, quando invecchiano, / maggior acquistano /
come nei muri di un tempio classico, che ha perso i marmi che l'adomavano
classico, che ha perso i marmi che l'adomavano, ma conserva intatta la forma
plastica. -anche: il piacevole effetto che ne deriva. benvenga, 108:
né co 'l lustro de'palazzi, che son di terra cotta al sole, e
di legno; né de'cortili, che non ammettono verun ordine. barujfaldi, i-83
venerabil tetto, o illustri mura, / che ancor l'antica venustà vestite, /
p. verri, 1-i-86: è vero che quel modo di fabbricare è assai lontano
ticino:... quel nero che ogni tanto compariva negli interstizi dei fregi,
una venustà non tenue, ed è più che mezzanamente bello. parini, 554:
, 554: non nego io già che la trasposizion de'verbi non concilli all'
ciò con più riserbatezza usar sì dèe che il bandiera non fa, d'annunzio,
di tal venustà ed in tanta varietà, che non vi ha alcun clima che ne
, che non vi ha alcun clima che ne produca d'uguali. 5
climatica di un luogo e del paesaggio che ne è influenzato. musso, ii-130
avea dio fatto bello e venustato, che eziandio alli nimici piacea. ceresa, 1-604
possente re, candido giove, / che col tuo raggio fai gente venusta / e
benigna, e ben conversativa, / or che farai? bibbia volgar., i-148
più d'uno [uomo] pensando che il viso è una parte troppo piccola
v-1-444: la generosità e la venustà, che vi fa venustissimo, generosissimo, degnissimo
panigarola, 3-i-9: la elocuzione per fare che eloquentemente si ragioni, o che si
fare che eloquentemente si ragioni, o che si voglia persuadere, o no: come
f. f. frugoni, 2-213: che dirò della venustissima veneria reale, struttura
del libro e leggendo i soliti aggettivi che si usano per i monumenti romani -grandioso,
, augusto, vetusto, venusto -più che veramente ammirando la venustà e l'architettura di
: tutto credo - e non discredo / che la mia venuta / dea placire -ed
desiderio la vegnua de beneto, segundo che elio gl'aveo inpromoso, apareglàm ogni
scrisse [calavrion] a carlo man che gli piacessi, / per vedere aldighier
origin questa / è dell'alma città che a noi promise: / questa è mirabil
ragione della sua venuta, gli disse che non era giusto né onesto
così nell'imbarazzo quella povera donna là e che urgeva la presenza di lui alla 'pensione'
fregate napoletane al vice re di sicilia, che si trovava nel forte tatto da lui
dell'uccello di passo, sì nel luogo che è ultimo termine della sua migrazione,
polvere a modo di nuvolo si leva, che mostra la venuta del nemico, e
di cristo nella vergine, per quello che comprender si possa, sentì [virgilio]
: intesi per questo angelo l'amore che dio manda a noi per preparazione della sua
2-465: egli narrò ad aicardo le profezie che aveano accompagnato la mia venuta nel mondo
o del giorno. delminio i-185: che cosa va avanti il sole? le tenebre
quali appresso seguono la sua partita, che cosa ne segue la venuta, e
madre nostra antica, dando quel nutrimento che da il vitto alle figure, create da
piovene, 7-487: pare... che l'agenzia sia un piccolo avamposto di
scrivesse lettera circolare a tutti gli deputati che assistono alle venute d'invigilare con ogni
.. per il rincontro delle mercanzie che respettivamente passeranno da dette venute.
stato per fare i manifesti delle mercanzie che s'introducono. 10. teatr
. 10. teatr. passaggio che conduce in scena. fanfani [s
l'aveva nelle sue mani, fu possibile che l'uccidesse, né si vede impedimento
l'uccidesse, né si vede impedimento niuno che vetasse a questa azzione la venuta all'
a lucca, ufficiale o gabelliere che era preposto all'ufficio doganale per l'importazione
veduta una bella pezza di panno lino che il giorno l'avea michele ricolta dal
s'abbattè in un certo giudeo, che avea nome aquila, natio del ponto
di qua i semicircoli de'beati, che credettero in gesù cristo venuto.
cristo venuto. 2. che ha raggiunto una determinata età (per lo
età sono creati 'cadì'delle terre, che sono come i nostri potestà, e amministrano
astratti e in relazione con un compì, che indica tale condizione). sercambi
fue sentito per pierucco marito di fiorina che ella si falba ma non sapea con
del bel desio / quei padri, che 'n pregione oscura e trista / fur chiusi
boterò, 8-81: vi era ancora, che sendo i visigoti dell'arrianesimo contaminati,
di le ^ gi temperato di modo, che né il governo maggior sicurezza, ne
felicità desiderare. 4. che si è formato, presentato, manifestato nella
dimoro per quella, l'ombre di coloro che sono trapassati vedere, e non con
vedere, e non con quegli visi che io soleva, ma con una vista orribile
tutti li onori, e una cosa che è naturale a tutti i populi, quando
insolentemente la sua libertà 5. che suscita determinati sentimenti o atteggiamenti (in
1-171: venuto a noia a coloro che gl'intrattenevano l'infruttuoso pregare, levarono
carducci, iii-9-265: al solo udire che de'nuovi venuti è della stessa sua
scarse capacità e qualità, la prima persona che capita, che si presenta più o
, la prima persona che capita, che si presenta più o meno casualmente in una
per futili compre, come la donna che ha fame e acquista il ventaglio di carta
rivoluzionari rifugiati a londra,... che bemstein trova degnodel primo venuto dei rivoluzionari da
club, mentre poi egli si convinse che la rivoluzione nata dalla crisi del '47 finiva
: onde sdegnato l'imperadore ordinò, che pigliato il monaco, vi fosse precipitato.
, vi fosse precipitato... ma che?... raggiunse per un
e con sembiante di fuoco: « che ti credevi, » gli disse, «
si guardino le pecore dai veprai, che strappano le lane; si guardino dalle voragini
vi rincontra sovente un vepraio acerbo, che acuminosamente la spenna. nievo, 1-55
tendendo deliziosamente l'orecchio ad una disputa che veniva appuntino per districarmi da un brutto
, di sé appena porgea altro indizio che ora faccia troia ne'luoghi suoi.
i vepri. 4. persona che nuoce, che è causa di corruzione morale
4. persona che nuoce, che è causa di corruzione morale. piave
, xc-163: tu, rospo venefico / che suggi l'aconito, / tu,
ad un tratto chi certe palme di mano che pareano di acciaio e chi certi piedi
e's'arrivò al piede della gamba diritta che posa, dove io trovai venuto il
facilità. 7. ant. che è giunto a trovarsi in una condizione
in migliorini, 51]: temo bensì che la vera non sia troppo stretta per
). ant. e letter. che ha in sé la verità, che è
. che ha in sé la verità, che è fonte di verità (con riferimento
era pien di sonno a quel punto / che la verace via abbandonai. idem,
iv-44): per ciò vi priego che, come voi al vostro luogo sarete,
voi al vostro luogo sarete, facciate che a me vegna quel veracissimo corpo di cristo
. pallavicino, 1-403: essi ci negano che gesù cristo sia stato il verace messia
serietà del rito. 2. che corrisponde alla realtà, conforme al vero
giamboni, 4-14: èe cosa verage che questo fiume è molto grande. leggenda
lettor, cosa verace: / cantor che nulla chiede, a molti piace. g
e perciò eleggesti piuttosto le lusinghevoli parole che le veraci. gobetti, i-9: la
è veramente una curiosa e verace leggenda che sta quasi a simboleggiare la fortuna della
come di tutta la sua stirpe. che dice la verità, che non mente,
stirpe. che dice la verità, che non mente, veridico. ante,
turpin, verace in questo loco, / che dui o tre giù ne tomaro accesi
. esopo volgar., 4-43: colui che si diletta della dolciezza di la vanagloria
priego / per quel verace amor, che tu mi porti. morgagni, 134:
verace, esaminiamo alla sfuggita questa fede, che il servo non dèe rompere al tiranno
tiranno. pascoli, i-315: dante vedeva che virgilio era un grande poeta in quanto
è sì saggia e sottile, / che d'ogni cosa tragge lo verace.
tragge lo verace. 5. che possiede realmente o al massimo grado le
massimo grado le qualità o le caratteristiche che gli si attribuiscono (una persona)
in: l'uomo verace confessa le cose che egli ha, non sceman
vostra lettera 2. gramm. che si riferisce o che è proprio del verbo
2. gramm. che si riferisce o che è proprio del verbo. -aggettivo verbale
n. 2. -frase verbale, frase che contiene un predicato verbale. - locuzione
all'aggettivo per esprimerne un senso verbale che non ha, riducendolo a volte a
participio, a volte da avverbio: violenza che talora si complica con un'inversione,
ricca, varia, difficile, rara, che si raddoppia, s'intreccia, si
i verbali, ciò è quegli stessi nomi che discendono da'verbi, e massimamente da'
fanfani, 3-105: 'creatura'non vale altro che il risul- tamento della 'creazione'(come
della 'creazione'(come tutti quanti i verbali che escono in 'ura'hanno sempre..
nel linguaggio giuridico e amministrativo, documento che attesta e registra quanto è accaduto o
quanto io osservava, non essere cioè presumibile che gli amici dei candidati stati eletti non
-verbale di cassa: documento che comprova il risultato degli accertamenti effettuati sull'
non sulle parole, ma sulle cose che esse designano. marinetti, 2-i-303: sotto
d'antenati senza autontà e senza prestigio che spandono intorno in una penombra tediosa pessimismo
fondato sulla trasmissione meccanica di informazioni, che non promuove la partecipazione attiva dell'allievo
avv. secondo una prassi formalistica, che va a scapito della sostanza e del contenuto
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce al
. -ci). che è proprio, che si riferisce al verbalismo; contraddistinto da
quivi intagliato in un atto soave, / che non sembiava ima- gine che tace.
, / che non sembiava ima- gine che tace. 7. efficace (
. guittone, 1-69-12: ma quelli che triaca io sò verace, / contra
ongne veleno, usate; / a ciò che 'n vita voi siate eternali.
siate eternali. 8. che esibisce chiaramente i tratti tipici del proprio
tua e nostra disavventura tu non sei che un pazzo demagogo o uno scaltro mercatante
prudentemente galeotto reggeva il suo regno, che non vi era alcuno che di lui veracemente
regno, che non vi era alcuno che di lui veracemente lamentar si potesse.
e sua fatai possanza / sappi ancor che risponde a la bellezza. cesarotti,
fermo e lucia, 8: io confido che la veracità di questa storia esse la
questa storia esse la sentiranno senza discuterla, che non si divertiranno a sottilizzare per trovare
: tu hai creduto alla veracità delle parole che ti scrissi da padova.
10 più con vetrate. -anche: portico che recinge le costruzioni, tipico in partic
, facendo e'tempi nubilosi caldi e fastidiosi che durano dieci in dodici giorni, che
che durano dieci in dodici giorni, che li chiamano qua il verani- glio,
), agg. dial. ant. che ha in sé la verità, che
che ha in sé la verità, che è fonte di verità (in partic.
dal d. e. i. (che l'attesta nel veraménte (ant
dal d. e. i. (che l'attesta nel em figura d'
). / di voi ciò che mostrate per sembianza. dante, infi,
non so chi tu se'né per che modo / venuto se'qua giù; ma
, come d'io cascai, che tu v'eri presente. bocalosi, ii-184
buon senso e veramente libero non può darsi che un governo democratico. de roberto,
moravia, ix-23: era la prima volta che mi lano il veratro altrimenti eleboro. ariosto
davo veramente ad un uomo. detto che pandaro è rapace, / curio goloso,
flavio biastemiator, via più mi spiace / che se per poco prezzo -in espressioni
cusatro / dar le sentenzie false, o che col tòsco / mastro dulità o
fermar, se quella noi ti dice / che lume fia tra 'l vero e lo nelle
veratrina e della veratridina. volta che elle a queste cosi fatte novelle attendono nascesse
agg. (superi, verbalissimo). che è proprio o che fatto avessero,
verbalissimo). che è proprio o che fatto avessero, io mi credo che poche
che fatto avessero, io mi credo che poche sarebber quelle che che si riferisce alla
, io mi credo che poche sarebber quelle che che si riferisce alla parola, alle parole
io mi credo che poche sarebber quelle che che si riferisce alla parola, alle parole o
): veramente, la correzzione che apartiene al pastore solamente essere verattesa la
(cioè di parole) in quello che dicie: « peccanti dinanzi tutti suno
io alla madre badessa. leoridarguire, che. lli altri abbino paura ». f
, 679: stasera devo sì veramente che:, purché, a patto che;
veramente che:, purché, a patto che; se non che. abboccarmi coi capitani
purché, a patto che; se non che. abboccarmi coi capitani del mio reggimento per
1-iv-49): giannotto, a te piace che io zioni verbali. a.
io sono disposto a farlo, sì veramente che scherzi. ogni genere di scherzi
quivi vedere colui il quale tu di'che è vicario di dio in terra. g
nuovo barocco. / sì veramente che tu mi prometta / d'aiutarlo, possendo
quanto alle prime, io non dubito punto che
. la natura, i caratteri di ciò che è espresso in parole; l'esprimersi
parlato tanto dal '68 al '7°> tanto, che per un pezzo se ne potrà fare
), agg. bu- rocr. che verbalizza, che compila un verbale. -anche
. bu- rocr. che verbalizza, che compila un verbale. -anche sostant.
atto, una denunzia, una querela', che dicono nella curia e fuori 'verbale',
sm. (femm. -trice). che ha l'incarico di redigere un verbale
. 2. per estens. che tende puntigliosamente a classificare e a definire
marinetti, 2-iii-299: è la terza volta che ciò mi avviene in quella spasmodica civiltà
quest'asse verticale pescante nella realtà, che è la grammatica della cinelingua, distingueremo i
concetti. monti, ii-155: messo che sia il governo nella prima attività, sopransi
bot. genere della famiglia scrofula- riacee che comprende piante erbacee o suffrutticose, con
o turchino il verbasco o blattaria, che ha il fior turchino... e
. bot. genere della famiglia verbenacee che comprende circa 250 specie, erbacee o arbustive
ramusio, iii-152: la cicoria è quella che gli erbolari chiamano rostro porcino, la
, l'olivo e il mirto, che cingeva la fronte dei feziali quando andavano
: la verbenacea, colta con gli ordini che dicono molti magi, nel nascere dilla
magi, nel nascere dilla canicula, causa che colui, che di lei è unto
dilla canicula, causa che colui, che di lei è unto, ottenni da ciascuno
di lei è unto, ottenni da ciascuno che grazia egli vuole. = voce
. ant. in roma antica, feziale che portava la verbena. landino
mcclxix una costituzione penale contro quelli, che facessero il battimento, che così chiamavano la
quelli, che facessero il battimento, che così chiamavano la flagellazione, la quale
di quel verberamento di parole precedenti, che ricordavano isaia e dante.
ch'egli avea di me, perciò che io lo volea verberare, se n'era
del fatto / più dentro alquanto, or che disdegno è questo / che 'l tuo
, or che disdegno è questo / che 'l tuo figliuolo a verberar t'ha tratto
volgar., vi-97: come l'uccello che vola per l'aere; nullo indizio
matteo di meglio, lxxxviii-ii-113: se non che 'l pastor sommo, con quel frusto
sol per ridurmi dove / comprender puoi che collocato sono, / che mai disia
/ comprender puoi che collocato sono, / che mai disia chi v'è d'esser
verità egli ci pareva un baretti novello che menasse attorno la sua frusta schioccante,
se le voci vive e morte tutte / che più che spada de ettor e d'
voci vive e morte tutte / che più che spada de ettor e d'achille /
e per la pravità de la scienza, che gli darò tante verberature, gliene darò
anonimo fiorentino, iii-14: in ogni cosa che genera suono hae bisogno verberazióne d'aere
. in psichiatria, disturbo del linguaggio che si manifesta con la formulazione di un
tutto il discorrere dell'ammalato non consiste che in frasi stereotipe più o meno insensate
in frasi stereotipe più o meno insensate che s'awicendano ripetendosi spessissimo o s'inframettono in
. varchi, v-663: ogni volta che alcuno artefice, verbicausa, un medico
: la nona stoltizia dell'iracondo è, che egli non pensa gli mali secondo che
che egli non pensa gli mali secondo che sono: verbi grazia, in ogni ingiuria
in ogni ingiuria o danno, che l'uomo riceve, sonda considerare tre mali
prevaierà in loro la virtù motiva, che viene dalla gravezza. magalotti, 9-1-252:
, io non son ben sicuro, che i cappelli degli aguti fossero di rame.
vi-1-14: come accade di troppo altre cose che si nominano in più d'un modo
più d'un modo: certe macchine verbigrazia che hanno un nome dall'inventore, e
, 5-118: questo barbiere, verbigrazia, che, ripassando sul palmo il rasoio,
corteo, è sul rispuntare del pelo che, con la sua classe onorata, fa
berni, xxvi — 12: questo par che sia contro alla fede, / però
sia detto per un verbigrazia, / che non si dica poi: costui non
buonarroti il giovane, i-245: di quei che in ogni cosa dàn di naso,
della porta, 1-245: io dubito che tu sii allucinato, perché con tanti
verbivéndolo, sm. letter. persona che si perde in chiacchiere inutili o che
che si perde in chiacchiere inutili o che racconta fatti non veri, anche per
... -soffre forse più di quelli che soffrono al campo. =
amor non udresti... / che noi dicesse il tuo consorte! b.
: del resto, è da notare che lo ripubblicai, senza mutarvi verbo e senza
del verbo interiore, cioè dell'affermazione che fa lo spirito di un reale, la
rosmini, xx-90: egli è vero che nei platonici si parla di un verbo
i-92: questa riunione ravvicina due termini che si escludono un dio impassibile e un dio
discender piacque / u'la natura, che dal suo fattore / s'era allungata
facile,... poiché si immagina che per 'grazia di dio'tutti ubbidiranno e
, 5-241: immagina una società progredita, che bandisca il verbo dell'eguaglianza e della
, come verbo di fede tutto quel che fa per loro, rigettando con beffe e
rigettando con beffe e con ingiurie quel che farebbe per gli altri. 6
6. gramm. parte variabile del discorso che, nelle lingue in cui è riconoscibile
: verbi fabbricati di nuovo suono, tali che la grammatica non li trasse più nuovi
altrui, è detta 'arena'da 'areo ares'che sta per 'essere secco e asciutto';
questo-verbo mostra qui l'au- tor volere che venga quella rena della quale fa menzione qui
: lì per lì, aveva soltanto pensato che era la prima volta, dopo anni
prima volta, dopo anni e anni, che sentiva pronunciare sul seno il verbo amare
in latino, o le cui voci che in latino sieno o perdute o irregolari,
secolo. -verbo appellativo: quello che indica il chiamare o il chiamarsi,
e deponenti. -verbo difettivo: quello che ha soltanto alcuni tempi o alcune persone
. -verbo di moto: quello che indica un movimento. corticelli,
-verbo perfettivo o risultativo: quello che indica l'azione in quanto raggiunge una
nella teoria degli atti linguistici, quello che rende esplicita la forza illocutiva specifica di
. -verbo atmosferico o meteorologico-, quello che indica (come in 'ci incontriamo'
piovere, grandina- verbo regolare-, quello che segue la coniugazione re, ecc.
forma tutte le sue persone secondo quella regola che è sacchetti, ii-206: la
leopardi, iii-18: conviene emendare la inavvertenza che -verbo riflessivo-, v. riflessivo, n
, n. 2. quello che si coniuga in forma deponente nel perfetto
-verbo denominale o denominativo: quello che deri altri tempi.
sostantivo1, n. 3. quello che, diversamente dai copulativi, che si completano
quello che, diversamente dai copulativi, che si completano con un predicato nominale,
-verbo di percezione o percettivo: quello che indica comando'e l'altro è 'io
). -verbo di volontà: quello che esprime l'idea e l'azioguicciardini,
-verbo durativo o imperfettivo: quello che indica questo passo del tòr moglie
questo passo del tòr moglie, che / il verbo principal non fusse l'
sodisfatto de -verbo elettivo-, quello che indica l'azione di eleggel'accennata sentenza
azione di eleggel'accennata sentenza, dimandò che gli fosse pagato il suo asire e
complemento, il nome di una no, che gli costava otto ducati che erano il verbo
una no, che gli costava otto ducati che erano il verbo principale del carica.
suo intento. -verbo epistemico: quello che indica una conoscen8. locuz. -a
modello originale. -verbo estimativo: quello che indica l'azione di stig. villani
pallavicino, un sostantivo o aggettivo che, se è in forma attiva, ne
-verbo frasale o fraseologico: quello che, in una data 14-1-54: la
verbo. -verbo intensivo: quello che presenta un affisso in- fare verbo:
sa. -verbo intransitivo: quello che non ammette il comviani, 14-317:
se si è a tempo, vorrei che nell'opera si mutasse una parola, cioè
]: 'neutri'si dicono anche i verbi che non si costruiscono né a maniera attiva
: e, tra questi, quelli che trasferiscono la passione nella persona operante si
di stato. -verbo transitivo: quello che regge un complemento oggetto in quanto esprime
complemento oggetto in quanto esprime un'azione che si estende dal soggetto all'oggetto diretto
subisce l'azioariosto, 30-45: tosto che sente il tartaro superbo, / ch'alia
con lo stesso accusativo dell'oggetto lui, che un potente rovescio di destra mi colpì la
. -in verbo: per ciò che riguarda, in relazione a una determinata
]: in verbo accademia, è meglio che tu stia zitto. -muovere verbo
inf, 25-16: e1 si fuggì che non parlò più verbo. c.
popolar, sordido, osceno, / che l'onestà delle sue orecchie offese? alfieri
ruspoli, 1-143: deh! fate largo che un poeta viene / all'ombra de'
per ghirlanda un basto scassinato, / che nello studio si busco d'atene, /
membra, adattato in sì fatta guisa; che e'serva a tutte senza fatica.
. gramm. ant. costruzione sintattica che prevede il verbo in posizione iniziale rispetto
ed unisce molte cose, al verbo che è posto dinanzi: et adattale di
dinanzi: et adattale di maniera, che tutte se ne servono comodamente. lenzoni,
trattiene dal dire e ridire verbosamente quel che chiede e che li sta a cuore
dire e ridire verbosamente quel che chiede e che li sta a cuore. arbasino,
verbosità e favole di garrinello, più tosto che d'uomo eloquente. saraceni, ii-530
: ecco una causa di quel genere che a questi tempi tiene esercitata quasi unicamente
frequente verbosità delle lettere e de'carmi, che inviar soleva li. c
lettura della vostra 'narrazione', devo confessare che tra un vortice di sottigliezze, d'
... bensì di disputazioni, che tornano ad affaccendarsi per questioni decise poc'
medesime conclusioni. landolfi, 9-106: che povera cosa, che cosa assurda e insostenibile
, 9-106: che povera cosa, che cosa assurda e insostenibile, anche per
agg. (superi, verbosissimo). che si esprime in modo prolisso;
si esprime in modo prolisso; che tende a parlare o a scrivere molto,
: non tenzionare di parole con coloro che sono verbosi, cioè c'hanno molte parole
, cioè c'hanno molte parole, perciò che la parola è data a tutta gente
: non tenzonare di parole con coloro che sono verbosi, cioè ch'ànno molte parole
vergognare l'uomo verboso e parabolano, che per modo d'ipocresia pare quello che non
che per modo d'ipocresia pare quello che non è, e mostra quello che
che non è, e mostra quello che non sa. chiari, 1-ii-10: non
trattato da lei il maestro di musica che si chiamava d. pollastrone ed era
. pollastrone ed era un napoletano verboso che pareva fratello carnale del capitano spavento.
. fogazzaro, 4-19: provveda lei a che l'amico suo non sia giudicato senilmente
: chi saria quello,... che lodasse... una grande e
orazione? lancellotti, 210: quelli che motteggiano le leggi chiamandole verbose, le
. confrontarsi con le verbose passioni dei radicali che offrirono nel mazzinianismo la misura della loro
, scivolavo subito in un sentimentalismo verboso che finiva per allontanarla da me; e sulla
, oppure in una abbondanza di parole che mi induceva, in mancanza di seria ispirazione
). vercellése, agg. che è nato o abita a vercelli, capo-
è una bella squadra la provercelh. dicono che è un vero vivaio ». e
». -che è proprio, che riguarda o è tipico di vercelli;
riguarda o è tipico di vercelli; che proviene o è prodotto a vercelli.
audire il suo accento vercellese, pensai che fosse uno di quei lavoratori delle risaie
uno di quei lavoratori delle risaie, che i loro colleghi nel tranvai chiamano burlescamente
e per il vercellese in particolare, che è la più estrema parte verso oriente,
a vercelli. vercellino, agg. che è proprio, che si riferisce a vercelli
vercellino, agg. che è proprio, che si riferisce a vercelli; che è
, che si riferisce a vercelli; che è rivolto in direzione di vercelli (una
de'capuccini di porta vercel- lina, che si trattenne in questa villa qualche giorno,
di due, segno di ciò è: che il bianco dell'occhio è presso alla
buti, 2-213: finge lo nostro autore che l'angiulo aprisse con le chiavi
nomi, 8-59: dite a ghirone / che come donne vi salviam da morte;
vi salviam da morte; / ma che si serva del nostro verchióne / in avvenire
] non mature, e di quelle che altramente non maturano, sempre di
verde, chiamate verdacchie, non aspre né che alleghino i denti. documenti delle scienze
verdognolo. 2. albero che produce susine, di scarso pregio, dal
, squasi asciutte, di questo colore che si chiama a firenze verdàccio, a
bianco; similmente con terra nera, che la chiamano verdàccio. carena, 1-165
: oh quante venefiche, oh quante, che mi pagarono il nolo con oboli verdacci
, agg. ant. e letter. che ha un colore tendente al verde,
ha un colore tendente al verde, che presenta sfumature verdi. fr. colonna
: s'apre la gran viottola solatìa che da una parte è protetta da una sei-
(verdadièro), agg. ant. che è sincero, che dice il vero
agg. ant. che è sincero, che dice il vero, attendibile.
g. landi, 54: che direte voi? s'io vi mostrerò,
direte voi? s'io vi mostrerò, che ancor l'ignoranza, come privazione di
a leggere alli giovini. 2. che corrisponde a verità, che nasce da sincerità
2. che corrisponde a verità, che nasce da sincerità; veritiero, autentico
lettera presontuosamente mandatami, ma diovolesse, che ciò non russe, poi che te
, che ciò non russe, poi che te fa essere infame il vizio adulatorio:
. = dallo spagn. verdadero, che è da verdad 'verità'. verdante
. e letter. tendente al verde, che presenta sfumature verdi. d'annunzio
è buo'a indugiare a invemicare più che puoi; ché vemicando poi ch'e'colori
scuro. = dal lat viridartum, che da virìdis (v. verde).
. verdastro, agg. che è di un colore verde con sfumature
xvi-308: sopratutto mandami il tappeto verdastro che giaceva nella mia stanza da letto. nievo
. 2. per estens. che ha una carnagione di un colore livido
iii-2-44: fu il caldo sì disordinato, che tutte le biade verdi inaridì e seccò
verdeazzurro, vérde azzurro), agg. che ha un colore tra il verde
1 pachidermi hanno un colore rosso che spicca tra il verde-azzurro delle altre erbe.
, chiamato vul- garmente verdazzurro, ancora che non l'abbiamo di armenia, non
armenia, non di meno molti pensono che e'si possi usare quello della magna
] suoi sono i colori artificiosi (che i naturali gli abbiamo trovati ne la natura
, accompagnarà la terra di fiandra, che si chiama schiticron, nel detto azzurrino e
agg. (superi, verdissimo). che è proprio, che appare o è
, verdissimo). che è proprio, che appare o è tinto di uno dei
si rivolse, e parve di coloro / che corrono a verona il drappo verde /
le foglie e l'onde / garrire che variamente ella percote. bergantini, 441:
estense, 149: berrillo è una petra che viene de india e trazze a smeraldo
, / sì bella, come questa che mi spoglia / d'arbitrio. de
piovene, 8-60: il mare, che spingeva a riva cavalloni enormi di
colorazione per le verdure e gli aromi che ne costituiscono gli ingredienti (un piatto,
/ da l'un de capi, che da l'altro geme / e cigola per
l'altro geme / e cigola per vento che va via. livio volgar.,
del verde legname spaventò sì gl'inimici, che i romani con meno di forza e
denso fumo. guerrazzi, 2-740: che vuoi tu che mi faccia delle tue legna
guerrazzi, 2-740: che vuoi tu che mi faccia delle tue legna verdi? mi
il fango del suolo e soffiare fin che il fuoco non avesse preso.
de le belle contrade, / di che nulla pietà par che vi stringa, /
contrade, / di che nulla pietà par che vi stringa, / che fan qui
nulla pietà par che vi stringa, / che fan qui tante pellegrine spade? /
paese è la cina: risaie allagate che scintillano al sole, selve di bambù su
. 4. per estens. che ha un colorito livido, olivastro,
ha un colorito livido, olivastro, che è di un pallore grigiastro, in partic
faza de morto, zoè disfatto e che 'l colore deventa za fusco, e pare
fazia e diventa come verde, aloni iudica che la morte non è troppo da la
sospiri a tutti gli amici e conoscenti che pensando a me sospireranno e si roderanno
di fatica. 5. figur. che è giovane d'età. -anche: che
che è giovane d'età. -anche: che è dotato di qualità, di prerogative
rosso, 220-9: unde lo spirito, che me tien verde, / desidera non
11: prezzo della mia fatica, / che amor nel cor mi riga, /
cor mi riga, / non domando altro che lo sperar mio / il qual mi
, ii-20-190: chi mi avrebbe detto che io sarei destinato a piangere la morte
verde? -che si riferisce, che corrisponde alla giovinezza (l'età,
malecarni, lxxxviii-ii-30: tapino te! che so ben ch'egli è amore /
so ben ch'egli è amore / che tese l'arco a la tua verde etade
/ doglia mi dà il veder, che non ti fidi / di aprirmi onde
aprirmi onde proceda la cagione, / che in questo fior de la tua verde etade
, sep., 214: felice te che il regno ampio def venti, /
, traggono un magro sollievo dalla constatazione che 'siamo tutti eguali davanti a dio e
. molto energico, vitale; vigoroso, che dà segno di originalità, in partic
landino, 31: qui arroge virgilio che benché sia vecchio nientedimeno la vecchiaia in
, b-i-450: ho sempre delle idee verdi che mi passano d'innanzi agli occhi.
del lume di quegli occhi belli, / che tenean verde in me 'l dolce disio
v'accese; anzi essa, più fervente che mai, con isperanzaverdissima vi nutrica. beicari
dolore riman vivo e verde, tanto che a solo pensarci, 'pur pensando', lacrima
far della cronaca, il carducci, che pure aveva così verdi e vive curiosità
-impresso vivamente nella mente, nell'animo; che permane durevole (la memoria, un
immoderata l'avarizia,... che è notissimo che tutto il regno,.
avarizia,... che è notissimo che tutto il regno,... del
risata). savinio, 524: che ne sappiamo noi di quel suo riso verde
quel suo riso verde? 8. che è ampiamente diffuso, che è tuttora in
8. che è ampiamente diffuso, che è tuttora in voga, in uso
buon retore il quale pretese sul serio, che la greca appunto e la latina,
vive di quando lo erano nel senso che tutti intendono. carducci, iii-28-222: nella
: nella vostra terra gentile è più che mai verde, insieme con l'idea del
vede di doppia guerra / partorir frutto che suo gloria perde, / e tuo gloria
econ. piano verde-, insieme dei progetti che prevedono investimenti statali per lo sviluppo dell'
risolve più spesso intorno a una tovaglia che intorno a un tappeto verde. pratolini
dei verdi di parigi. carburi diceva che non gli piacevano perché gli alberi erano troppo
frutti suoi. sacchi, 20-21: immaginatevi che le sette voci sieno i sette colori
. bacchetti, 2-265: il cielo, che s'era lentamente impallidito di verde,
. sacchetti, 48-150: altri sono che fuggono di non vestirsi di verde che
che fuggono di non vestirsi di verde che è il più vago colore che sia;
verde che è il più vago colore che sia; altri non principiereb- bono alcun
principiereb- bono alcun fatto in venerdì, che è quello dì, nel quale fu la
colla mummia, [colore più caldo che la terra d'ombra] e farai l'
[le locuste] vanno, rodono ciò che trovano di verde. carducci, iii-9-369
, iii-9-369: siamo ormai giunti al punto che della primitiva indole rusticana e pastorale nulla
e. lecchi, 6-227: dice che il virginia bisognerebbe vederlo a tarda primavera,
dei lavori di iner- bimento e rimboschimento che si compiono per proteggere dell'erosione argini
, 2-256: una bontà così stoica, che tutto il di lui senso fu senno
sua fiorita dalle vipere de'piaceri, che sotto il verde della gioventù si nascondono.
lor maladizion sì non si perde, / che non possa tornar, l'ettemo amore
tornar, l'ettemo amore, / mentre che la speranza ha fior del verde.
. a. cattaneo, iii-91: che fa più al mondo quell'uomo, quella
in bando / li cacciammo: or che resta? or poi che il verde /
cacciammo: or che resta? or poi che il verde / è spogliato alle cose
e 'secchi'), non men che la guelfa. -berretto verde,
. telecom. numero verde, numero telefonico che comporta l'addebito delle telefonate all'intestatario
al verde, ciam- polino, / che già del candellier hai ars'un poco;
... e il landtgravio guglielmo, che poco prima, era giunto al campo
luogo, né lo abbandonarono fin tanto, che f'ebbero condotto al verde.
al verde. -con valore aggett. che è ridotto al lastrico, in miseria;
ridotto al lastrico, in miseria; che è privo di denaro (anche occasionalmente)
egli è al verde: / e che da spender più poco gli resta. bacchetti
mercati, 23: certo che io non aveva di bisogno di minor
puglia. - anche: il vino bianco che se ne produce. -essere
pascarella, 2-188: ora medici che ha subodorato il tranello tesogli dal principe
con questo e con quello di noi che gli si avvicina. 29.
dal lat. volg. * virdes, che è dal class, viridis, deriv.
nel vino. -anche: il vino bianco che se ne produce. crescenzi
volgar., 4-12: nelle viti, che molti spessi nodi, si trovano avere
terre e nelle specie delle viti, che si chiamano albane e schiave: e cotal
tanta fatica l'uomo allaccia, / che di piantarne par ne facci schivo.
, / guarda que'fiaschi, innanzi che tu bea / quel, che v'è
, innanzi che tu bea / quel, che v'è drento, io dico,
io dico, quel vin rosso, / che fa vergogna al greco e alla verdea
'l moscato, / e solo a quel che nuoce il genio inclina. baretti,
verdebianco, agg. letter. che ha colore verde con sfumature biancastre.
. anche verdibióndi). letter. che ha colore verde con riflessi dorati.
verdebottìglia { vérde bottìglia), agg. che ha colore verde brillante e intenso.
intenso. sereni, 3-64: vollero che li leggessi [i versi], /
). ant. e letter. che ha colore verde con sfumature scure.
x-153-5: cavalieri di corredo son quelli, che, con la veste verdebruna,.
citamento d'accordi 7 ed ogni foglia che oscilla / o rilampeggia nel folto /
. petrarca [crusca] -. che bel colore è il perso e il verde
: specie di vitigno e l'uva che produce. = forma femm. di
anche verdi chiari). che ha un colore verde molto tenue, pallido
. (plur. anche verdicupi). che ha colore verde molto scuro.
sieno bevuti e digeriti più da te che da pellico; bench'ei sorga albero lento
olmi. ti). che ha colore verde con riflessi o sfumature dorati
dorati. marinetti, 2-iii-184: io che vengo da voroscilograd devo precisare però che
che vengo da voroscilograd devo precisare però che le cupole maiolicate a scintillio verdorato non
, agg. ant. e letter. che presenta una tonalità di verde molto chiaro
di color verdegaio: allacciata al petto (che al petto ancora alcune volte, benché
a pascervi la vista: / e quel che 'mpor- ta sustanzialmente / trasportar alterati,
silenzio. cagna, 1-109: si ricordò che ella era venuta via da sannazzaro con
pres. di verdeggiare), agg. che ha colore verde vivo e intenso per
e rosa passò di sotto ai rami verdeggianti che un istante la incoronarono.
giardino dove i raggi del sole autunnale pareva che s'indugiassero con piacere, sotto un
zizanie spesse. 3. figur. che è proprio, che corrisponde all'età della
3. figur. che è proprio, che corrisponde all'età della giovinezza o ne
: bello è il vanto di colui, che in disonore del tempo secco, e
dell'uomo maturo. 4. che muove da gaiezza, da allegria, da
stata tra noi e la memoria, che cerco stia in lui verdeggiante di non
campi pieni di biade non altramenti ondeggiare che il mare. boiardo, 1-6-48
: la bianca selva, amor, che sì verdeza / d'adorni gigli per toa
bellissimi albori molto grandi e alti e che verdezono: et è bella cossa da
3-183: tolli un pezzo di vetro bianco che non verdeggi, ben netto senza vesciche
: il riso / d'un prete che svolazza con la mano / sul cappello di
la maretta verdeggia nel rigoglio / del battello che passa. -mettere germogli, foglie
sorte sopra la verga di aaron solo, che essendo secca verdeggiò e fiorì.
di beltà costante, / vera beltà che non increspa o imbianca.
odio e la fuggo, io son certo che potrà costei avere non so quanti adulatori
cor amor con tal diletto, / che verdegiar lo fa d'ogni stagione / che
che verdegiar lo fa d'ogni stagione / che l'astro suo gentil non si gli
pensiero vi domino come un incantesimo meraviglioso che t'inalzava a un'immensità nova!
. (plur. anche verdigialli). che ha colore verde tendente al giallo;
ha colore verde tendente al giallo; che ha colore verde alternato al giallo (
, dei banani. -per estens. che ha un colorito giallastro, livido (
gonfiare il tagliamento con tutta la bile inferocita che insozzava il mio sangue! palazzeschi,
, 1-165: 'verdegiglio', tintura, che i pittori cavano dalle foglie de'gigli
). verdegrìgio, agg. che ha un colore verde con sfumature e
, chiazzate d'oro dalla luce che passa a strisce attraverso le frasche. p
). verdelèttrico, agg. che ha una colorazione verde con sfumature gialle
saliti su la montagnola. sento lei che dice: « là, là, dall'
, agg. ant. e letter. che ha colore verde chiaro, verdino.
colore. tommaseo, 2-i-213: giovanettin che vesti di verdello, / dammi il
, / dammi il tuo cuor, che il mio te l'ho donato.
, con buccia verdognola e liscia, che matura da giugno ad agosto, ottenuto artificialmente
: 'verdello': si chiamano verdelli i limoni che maturano da maggio a settembre.
il vino bianco, molto secco, che se ne produce. soldati, 6-388
tradizionali: 60 % trebbiano toscano, che qui preferiscono chiamare proca- nico; 20
verdemare (vérde mare), agg. che ha colore verde con sfumature blu,
vérde mèzzo), agg. disus. che non è più verde; né
di terra cotta sottile, acconcisi dentro che non si tocchino, senza altro male
, secca, fresca, verdemezza, / che s'arrostisce e nell'acqua si bagna
si bagna. -per estens. che è al sangue, poco cotto (la
] questo è proverbioantico, / e fa che non sia povero di panni, / però
non sia povero di panni, / però che questo importa ch'io ti dico;
così verdemezzo come un fico, / par che si strugga quando tu l'assanni.
un pippione grosso arrosto, così verdemezzo, che sanguini un poco. bronzino, 1-46
/ e stridere e soffiare, onde che pive / volete voi da lei, s'
segno / vuoi veder della cottura, / che non sia mai verdemezzo / troppo presto
raviggiuoli grassi, grossi e tondi, / che paion fette fatte d'ap- pamondo.
). cellini, 601: veduto che e'[il gesso] sia rasciutto da
rasciutto da per sé, a modo che usiamo dire noi fiorentini verdemezzo, qual vuol
noi fiorentini verdemezzo, qual vuol dire che e'non sia troppo rasciutto né poco rasciutto
gli una spalletta di terra allo intorno, che sia alta due dita il manco.
manco. 2. figur. che ha un carattere o un modo di comportarsi
un carattere o un modo di comportarsi che rivela debolezza, indecisione, mancanza di
nier del popol verde mezzo, / fate che befania non vi ci trovi. guerrazzi
il pretore... così verdemezzo dice che bisogna scrivere a firenze.
. crescenzio, 2-3-388: crediamo noi che tutti i segni... si possi-
no redurre ad un solo aforismo, cioè che tutti i colori lividi, di cenere
. ant. anche verdinéri). che ha colore verde cupo con sfumature nerastre
regola universale dei colori... è che tutti i neri e lividi e cinerici
neri e lividi e cinerici e verdineri che si vedono nell'aria, diano verissimo
). let- ter. ant. che è al tempo stesso verde e profumato.
). verdepisèllo, agg. che ha colore verde chiaro e brillante (
verdepòrro, agg. ant. che ha colore verde molto chiaro, tenue
la più lodata [borace] è quella che viene d'armenia, e che si
quella che viene d'armenia, e che si trova nelle miniere del rame, di
soderini, ni-169: è ancora da avvertire che per la troppa verderaggine e freschezza
e alla vesica e alli ulceri invecchiati o che colino col verderame e cera. massaia
lavori. soffici, iv-5: dipinsi contadini che zappettavano prode lungo i filari di viti
del verderame. 2. patina verdastra che si forma col tempo sulla superficie di
vien travagliato da la sua ruggia, che chiamiamo verderame; massimamente s'egli cose
quelle di rame nelle quali ogni volta che sia interrotto il corso del- l'acque
catena si videro le macchie di verderame che avevano trapassato la doratura posticcia.
, 4-ii-169: quelli [colori] che fanno il verde sono i verdi azurri,
, il verderame, il verdetto, che si chiama santo, ma tira al giallo
1-580: per contentare i fiorentini bisognerebbe che il passaglia desse una mano di verderame
mirabili porte. i fiorentini non sanno che il vecchio d'ora fu nuovo una volta
verdero / e fa. i parer che sia / quel che fa, notte e
. i parer che sia / quel che fa, notte e dia, - di
verderògnolo, agg. disus. che è di colore verde pallido con sfumature
ii-212: il seme [del miglio] che s'na a eleggere da seminare,
da seminare, dèe essere di quello che tuttavia apparisce verdero- gnolo o del migliore
tuttavia apparisce verdero- gnolo o del migliore che si ritruovi nel paese, perché n'è
. 2. per estens. che ha un colorito, una carnagione livida
gozzi, 1-126: una donna verderognola, che pure non è verde affatto, voi
manto verde scuro misticato con berettino scuro che tira al negro. cassola, 4-261
il dosso coperto di un vello verdescuro, che impediva la vista del mare. arbasino
così verde scuro, sieno tinte alcune che nereggiano alquanto. marino, 1-10-256: quel
i-362: è stato osservato per cosa chiara che i magliuoli che per qualunque accidente.
osservato per cosa chiara che i magliuoli che per qualunque accidente... abbino un
... fanno miglior pruovà assai che bene e freschi conservati. = comp
vérde smeraldo), agg. invar. che ha colore verde intenso e brillante.
il sole, un raggio corse sul prato che da verde pisello diventò verde smeraldo.
. giurati dal lor promettere con giuramento che nella presente causa giudicheranno secondo verità e
e il rosa. -in partic.: che ha un colorito livido (una carnagione
verde e grigio azzurro e una lunghezza che può raggiungere i sei metri. =
verdésco, agg. ant. che tende al verde, che ha sfumature
. ant. che tende al verde, che ha sfumature verdi (anche con riferimento
verdescuro (vérde scuro), agg. che ha colore verde con tonalità o sfumature
... gli strinse la mano che alfonso gli aveva porto prima di udire il
nel lat. mediev. veredictum, che è dal fr. ant veir dit 'vero
(ant. verdéto), agg. che ha colore verde pallido, tenue.
la pupilla appare o si vede nerezza, che si somigli verdeto. magalotti, 2-130
la secca verdetta intorta fronde, / che sciolta a caldo bagno in sua tintura /
intendevano qualsiasi sorta di vino bianco, che non fosse dolce, anzi fosse brusco.
: il verdetto poi è materia di miniera che si trova fra i monti della magna
verdetto. un color di miniera, che si trova ne'monti dell'àlemagna; serve
. nuovi testi fiorentini, 388: che. nn'ebbe dal fondaco cinque fiorini
e erudita, tornando in sé quegli che l'aveva furate, levolle dal fuoco
; / risguarda come un fiore, che oggi è verde, / in breve
alla bocca del fiume sarà divelta prima che nullo fieno. crescenzi volgar.,
: alcuna volta nelle vigne entrano bruchi, che ogni verdezza rodono. carducci, iii-24-46
questa una delle cagioni principali del diletto che si prova a legger platone, e della
ma lo rovescia la risacca dei giovani che inebriando di verdianismo le tombe si lanciano
verdiano. verdiano, agg. che è proprio, che si riferisce, che
verdiano, agg. che è proprio, che si riferisce, che riguarda il musicista
che è proprio, che si riferisce, che riguarda il musicista italiano giuseppe verdi (
giunse ad analoghe conclusioni. 2. che è ammiratore, studioso o, anche,
agg. ant. e letter. che ha colore verde vivo e intenso; verdeggiante
fa bene, aggiungonsi movimenti all'anima che la fan stabilire, e li diserti fa
. -anche: il vino bianco secco che si produce principalmente da tale vitigno,
no, per codesto; quantunque si sappia che poco io bevo / e che,
si sappia che poco io bevo / e che, tale vino, va bevuto con
verdiga. verdìccio, agg. che ha colore verde pallido o sfumature,
, 1-181: non altrimenti egli è, che si ravvisino / nel picciol giro di
degli altri amfibi, non vi ho scorto che la lucertola grigia e verdiccia. pavese
. pavese, 4-108: come ogni volta che usciva dal chiuso, stefano camminò un
. 2. per estens. che ha una carnagione di colore livido,
(verodicènte), agg. ant. che dice il vero, veritiero. -
parlare] se non i verdicenti, che delli maldicenti; e de'menzogneri hanno
quale fa buon vino e serbabile, che appo il pisano massimamente si pianta a verdiga
s. verdigno, agg. che ha colore verde pallido, tenue o
della seta, 43: abbi l'occhio che, se 'l tuo colore ti traesse
o vero allo acerbo, è segno che ha mancamento di giallo. d'annunzio
, v-1-333: sono di colore aranciato, che riceve a quando a quando una mescolanza
.). verdino, agg. che ha colore verde chiaro, pallido o
concetto e difetto caratteristico dei francesi, che li costringe fatalmente nel grazioso, nel
mancano i primi panieri di fichi luglioli, che certo non possono essere paragonati ai dottati
strisciare delle verdine: far credere ciò che non è vero. zena, 1-122
garantiva una cosa non c'era pericolo che strisciasse delle verdine, lo conoscevano abbastanza
. verdipiède, agg. omit. che ha le zampe di colore
e no m'arendo / a null'altro che pera: / c'ogn'altro dè
verdismo1, sm. stile o maniera musicale che si richiama ai caratteri, allo stile
6-i-1990], 5: marco boato, che si atteggia a pontefice massimo del verdismo
-anche: il vino bianco asciutto e frizzante che se ne produce. =
i. austin (1911-1960), che acquisisce un'esplicita forza grazie all'espressione
verdetto1). verdòccio, agg. che ha colore verde pallido, tenue.
, prodotto intermedio del catabolismo dell'emoglobina che si forma dalla co- leglobina per perdita
). verdógnolo, agg. che ha colore verde con diverse tonalità e
mia divina, mio tutto, / che di te resti meno / del tuo fuoco
. 2. per estens. che ha un colorito livido, olivastro (
: quel riflesso violetto mescendosi al verdognolo che viene dalla parte del lecceto, tutta la
è immersa in un chiarore stranamente misto, che nell'ombra degli angoli tiene del livido
suff. verdolino, agg. che ha colore verde molto chiaro, tenue
due lavoratori, li quali, come che fosse da sera, andassono a portare certe
verdoliva (vérde oliva), agg. che ha colore verde con sfumature e tonalità
verde. verdóne, agg. che ha un colore verde intenso, carico
): i primi pomodori della stagione che si mangiano, ancora verdi, in
verdoni et asinucci; ma sono nomi tutti che si mutano secondo i paesi. idem
tonde... non maturano mai che in su la paglia e si cogliono al
. 3. gerg. militare che indossa una divisa di tale colore.
: si come abbiam detto del pettirosso, che col suo nome dà ad intender la
tanara, 123: il verdone è uccello che riceve il nome dal suo colore.
schiena, coda, ea ali, che nella pancia, ove è verde gaio;
. d'annunzio, v-2-923: mi ricordo che nella mia infanzia scopersi nell'ala destra
della mera uccisione, non v'è dubbio che la caccia, come fu originariamente progettata
inferiori sono invece aggressivi e feroci, sia che attacchino in gruppo sia isolatamente. basterà
'verdone': pesce con nuotatoje spinose che ha le labbra grandi, elevate e
... l'imperiale alloro, che tanto tempo su le orride fronti di pseudoregi
spallanzani, v-216: erano giorni 63 che alcune foglie delle due rammentate piante si
modello del lat. tardo viror -óris (che è da virère 'verdeggiare').
dormisse. 2. agg. che ha tale colore. buzzi, 121
/ e neroverde il dorso dei monti che inciela, / azzurra la cresta di roccia
inciela, / azzurra la cresta di roccia che addenta le polpe serene / e bianca
polpe serene / e bianca l'onda che inaffia le anime sulla via ferrata.
5-51: la faldiglia, o verducata, che ella si chiami qui, l'ho
di botte a guisa di pergole, che si chiamano 'verdugati'. = dallo spagn
. verdùccio, agg. che ha un colore verde pallido, po
sydrach, 473: grisopasa è una pietra che viene dalla terra d'india; e
. berni, 16: voi che portaste già spada e pugnale, / stocco
botte, a guisa di pengole, che si chiamano verdugali. d'annunzio,
, iv-2-1197: ecco una polla bassa che suona sotto il verdugale come un batacchio
campana sorda; ecco uno stroscio rude che rapisce una parrucca, l'immola, la
verdùgio, agg. letter. che ha un colore verde delicato. pascoli
perocché meglio di brocchi e d'erba che nascon tra esse, si saziano, avvegnaché
bene intorno a fiume per le dilettevoli cose che appresso vi nascono. -vegetazione
preda a una inondazione di cavallette, che il disertavano d'ogni verdume. 2
2-331: allorché avrai tritati i verdumi, che di sopra son detti, pesta noci
detti, pesta noci mondate quante ti parrà che bastino, e meschiavi un poco d'
vecchissimi elei, d'una verdura così cupa che quasi pareva nera, protendevano su la
l'arbore in lo mese d'aprile, che monstra lo bello maio e la fresca
pino o in abete / o in alcun che sua verdura serba. idem, inf
fresche a dismisura caro, 12-i-271: e che pensate voi, cavalier,..
la vanità di questa vita, mostra, che i suoi beni sono fuggiti, e
strada; era il fiume della vita / che passava cantando; era la vita /
passava cantando; era la vita / che batteva alle porte con la mano / color
, e verdure cotte, diedero sospetto che il desinare volgesse di già alla fine;
prematura. pavese, 2-57: un giorno che ceresa aveva da fare a torino,
a torino, io restai solo con nora che puliva della verdura in un secchio sotto
fior e la verdura / e ciò che luce od è bello a vedere; /
è bello a vedere; / risplende più che sol vostra figura: / chi vo'
felice la speranza oltra misura, / poi che per prova ogn'or veggio con ella
2-2-200: era morta l'età, che nascer vide / in me l'uso al
della caritade. 5. ciò che appare effimero, di breve durata, privo
1 pensier è una verdura, / che la morte presto i fura.
di verdura, e con abiti più leggiadri che sontuosi, riescono alla vista vaghissime.
di 'verdura', fan quasi sospettare che ropera abbia servito da cartone per un
cielo v'adoma, e della gioia / che, vereconde, voi date alla miche
, fece delli fiorelli, « fin che dura fa verdura! ». =
intanto parlava dell'impresa di pierino, che era diventata il fatto del giorno. i
il fatto del giorno. i verdurai, che già avevano tentato di toglierlo dalle mani
di cuoio, verduriere dei banchi, che anche loro prendevano grappini o il caffè con
verdusca (verdùschia), sf. vitigno che produce uva bianca, con lievi sfumature
-anche: vino bianco secco da pasto che se ne ricava.
in lo tempo di verno, conciossiacosa che loro tempo sia in vere.
, 1-iii-90: il modesto r curci, che chiamava clemente 'sacrilego e parricida',
d'animo di chi rifugge da ciò che è moralmente sconveniente o che offende il
da ciò che è moralmente sconveniente o che offende il pudore; comportamento di chi pratica
dante, conv., iv-xxv-4: dico che per vergogna io intendo tre passioni necessarie
consperso ec. cioè quella verecùndia, che ha la sua radice in buono proposito.
prudenzia, stiettezza e verecùndia nel ridirle che non ci pare ci possa essere inganno nessuno
trattarvi con quella familiarità colla quale vedete che comincio. comandandomi ch'io vi scriva
mi tenessi soltanto alla verecondia, credo che vi parrei disubbidiente e fastidioso. vittorini,
fastidioso. vittorini, 5-184: uomo che aveva studiato scienze esatte, fanatico di cultura
lo quale ha in sé un'amaritudine, che è ca- stigamento a più non fallire
le forze sue nella presenzia di coloro, che sono ornati di quella virtù, che
che sono ornati di quella virtù, che è contraria al fallo, di cui ci
sia il vostro pensiero, io non posso che lodarlo, perché non si dà mai
. verecóndo, agg. che è dotato di verecondia, che ha
agg. che è dotato di verecondia, che ha il senso comune della pudicizia;
ha il senso comune della pudicizia; che si comporta in modo pudico e modesto
, 1-289: occorre conversar con coloro, che per vari accidenti or temono, ora
, or verecondi. menzini, ii-62: che piu bello è a veder d'un
o grazie, degli eterei pregi / di che terra, / belle vergini!
e lussurioso? -per estens. che afferma princìpi di severa moralità (un
, non verecondo. 2. che rivela o esprime pudicizia, pudore; ispirato
perché li occhi sono lo maggior segno che sia de la castità de le donne,
: all'arietar de'guardi lussureggianti, che con le punte visuali delle cornee membrane,
il ferivano, oppose la cieca modestia, che dalle vereconde pupille gli si calava sul
ingenui e verecondi. 3. che si comporta in modo modesto, riservato,
flemmatico 0 vile e troppo verecondo, che si sentono oppressi per poco che si
verecondo, che si sentono oppressi per poco che si veggono circondati da mondo e da
ma abbastanza per dire, a francesco che lo guardava con una sorta di rattristata
oltre le comparazioni lunghe e poetiche, che vi abbiamo poste, vi abbiamo di più
più sonori, e più lussurianti, che a modesta e verecunda prosa peravventura non conviene
libertade ogn'arte. 5. che non è eccessivamente divulgato, che non ha
5. che non è eccessivamente divulgato, che non ha grande risonanza (la fama
rosa verecondo, per niente carnale, che diventa più innocente, addirittura di para
e egli suol dar questo carico a colui che essi chiamano contrarotolator delle poste.
deriv. dal lat. tardo veredarius, che è dal class. veredus 'cavallo da
verèndo, agg. ant. che suscita rispetto. garisendi, xxxviii-334
veranda / giustizia, e '1 mutuo amor che già ne prese / fan ch'io
in voce alta e palese / tanto gridar che in terra e 'n ciel s'intenda
vergogna sia nelle verende della donna, che in quelle dell'uomo. = voce
s'inalbera, se tan- t'è che arrizziate ancora? = voce dotta
verghe. petrarca, 188-11: l'ombra che cade da quel'umil colle, /
spina arabica e la spica, / che più groppi di verghe estolle in alto.
1-273: chiamansi 'riversati'i polloni, che, nati da verghe dell'anno stesso
nemici di dio, a'fianchi, voi che le verghe de'reggimenti d'italia presa
e lo duca delli fianchi suoi, intanto che venga colui che dèe essere mandato.
delli fianchi suoi, intanto che venga colui che dèe essere mandato. soderini, iii-342
, e non ti porre: / però che dentro un'altra donna siede, /
di signoria chiese la verga / tosto che giunse, e amor ghìe diede.
... / guardate dal pastor, che 'n su la verga / poggiato s'è
, 105-44: i'mi fido in colui che 'l mondo regge / e che '
colui che 'l mondo regge / e che 'seguaci suoi nel bosco alberga, /
'seguaci suoi nel bosco alberga, / che con pietosa verga / mi meni a
, / perché tu ruggì, e che le braccia stenda, / sì che dai
e che le braccia stenda, / sì che dai lupi il grege tuo difenda.
dante, inf, 20-44: vedi tiresia che mutò sembiante / quando di maschio femmina
serpenti avvolti, con la verga, che riavesse le maschili penne. ciro di
[guevara], iv-38: aspetto moisè che il signore dichiararebbe nel fiorire della virga
il signore dichiararebbe nel fiorire della virga che aveva da essere sacerdote. pascoli,
pascoli, 1024: è il dio che dio creò su faraone / dal duro
, e gli affidò la verga / che si fa serpe e si disnoda e fischia
: incominciando adunque primeramente da questo, che per buona ventura, e per farmi dar
era stata come una verga di acciaio che non si piega. -in partic
: tale, se il fune pendolo, che scende, / da verga sottilissima è
asta in cui è infilata la lente che sale e scende per mezzo del dado a
e tanto oro e argento in verghe, che in tutto furo stimate oltre a cinquecento
deledda, i-638: peggio per te che non ti sei maritata. non ti
? alla forca le bugie! sei tu che non volevi dritto infilato in una verga
aria... altro non sono, che reflessioni, e ripercotimenti dei raggi solari
. citolini, 176: avvertite; che io non pongo però tra le mescolate
però tra le mescolate di colori quelle che tra un color intiero d'una sorte hanno
: se sopra la verga d'acqua, che ascende in una fontana, io metto
io metto una palla, egli addiviene, che questa vien dalla forza dell'acqua portata
marcello ricordò ad un tratto l'immagine che gli era balenata prima alla mente: la
balenata prima alla mente: la verga divina che colpiva spietatamente la sua famiglia intera.
fu mandata la legge di cristo, che noi chiamiamo il vangelo, e quella conosciamo
'verga sanguigna', dal colore rosso, che acquistano i rami per la parte, che
che acquistano i rami per la parte, che è battuta dal sole. 12.
matematiche, la linea o il tratto che divide il numeratore dal denominatore. paolo
paolo dell'abbaco, 1-12: sappi che ogni rotto si scrive con due numeri
metalli spiranti, in verità io credo che copriranno vivi volti di marmo; più
nei telai, ciascuna delle due bacchette che servono ad assicurare il parallelismo dei fili
di legno, o di canna, che passa tra le incrocciature delle tele.
severo. bruno, 3-15: quelli che n'han donato occasione di far il dialogo
. -riga o striscia di colore che risulta dalla tessitura o dalla coloritura di
scrivere è invergare le carte: imperò che si fanno ne la carta le lettere a
; la quale è occupata da costui, che al tutto cerca portarne la verga bruna
: una fiata era elli più vermeglio che grana, altra fiata era sì pallido come
'tremare a verga'quando uno per freddo che gli faccia o per malattia che gli sopraggiunga
freddo che gli faccia o per malattia che gli sopraggiunga trema forte. adr.
. fenoglio, 1-189: eccolo lì, che tremava verga a verga nella sua fradicia
fradicia camicia cachi, con la carabina che gli sussultava sulla spalla. 19
e le berettine con un leopardo, che la palma aveva nella zampa e sedeva
verghelle legate insieme, con uno motto che diceva: 'unitas fortior'. -vergùccia