la brasca, si cava il minerale, che la torrefazione ha alquanto disossigenato, e
leonardo, 9-7: torente: fiumi che secano la state. ariosto, 20-106:
vide venire una femina antica, / che stanca e lassa era di lunga via,
principali, l'ebro e il tago, che sbocca nell'oceano e fa quel famoso
e meritando piuttosto il nome di torrenti che di fiumi. g. rossi,
di montagne, burroni scoscesi, torrenti che precipitano e vanno a formare l'aretusa.
le mura di una città); che si staglia a notevole altezza (un
ueste superbe mura e torreggianti, / che dentro a sette porte chiudon tanti defonti
primitiva coltivazione. 2. che sovrasta altre persone in altezza; che ha
. che sovrasta altre persone in altezza; che ha una corporatura molto slanciata e imponente
si facean da presso, / che invasero il marito ardenti voglie / di pareggiar
assarino, 3-61: tra le città che torreggiando al cielo soggiacquero distrutte al capestio
distrutte al capestio di quel piede, che ad ogni passo imprimea ruine fu la
. alta torreggia / quella città superba che i tesori / tutti ingoia di francia.
machine eccelse e quelle torri fortissime, che... sorgevano e torreggiavano fra l'
vesuvio torreggiava su la montagna di somma che gli siede appresso, oggi, mutate le
torri si corona, 7 così la proda che 'l pozzo circonda 7 tor- reggiavan di
da me tanto repentemente quanto uno torrente che descende dal monte e corre in una valle
sue liete e piacevoli / mostra, sì che a ciascun fa venir voglia / di
or tutto è furioso e rincrescevole / anzi che pure è nocivo e mortifero. fiamma
di sostanza, in partic. liquida che sgorga o fluisce con impeto e abbondanza.
leopardi, 34-30: fur città famose / che coi torrenti suoi l'altero monte /
venerdì santo, braciola, papasisto sembrava che fosse passato un torrente di lava.
dolenti. tasso, 10-49: 10 che sparsi di sangue ampio torrente, / che
che sparsi di sangue ampio torrente, / che montagne ai strage alzai su 'l piano
e brodi fetidi e fetenti, / che non si pòn passar senza stivali.
filicaia, 2-1-165: dogliosi affetti, che dagli occhi al seno / in torrenti
sparger voce in tutta la francia, che il re aveva il disegno di mandare
dietro, non puote la guardia impedire, che la torrente non entrasse nella piazza.
sequela di atti, avvenimenti o obblighi che si presentano contemporaneamente o in un breve
: sebbene a tutti comunemente gradì, che o superabile o insuperabile che fosse,
comunemente gradì, che o superabile o insuperabile che fosse, trovasse per qualche tempo contrasto
borgiane, non mancarono però di quelli, che la giudicarono risoluzione anzi precipitosa che bene
, che la giudicarono risoluzione anzi precipitosa che bene consigliata. 5. manifestazione
ne'suoi amori con formidauro, ora che rotti gli argini della parentela sarebbero stati
fagiuoli, retto da furore più che da ragione, valorosamente fu sostenuto dalla
d'armati. giuglaris, 302: deh che torrente di popolo alpaprirsi delle porte si
palazzo con ii-136: dell'ira, che dirò, che si repente / v'opprime
ii-136: dell'ira, che dirò, che si repente / v'opprime la ragion,
verga, 5-339: ah! dite che vi amo! che vi adoro! esclamai
: ah! dite che vi amo! che vi adoro! esclamai io con un
torrente di vialetti fiancheggiati da rocce aguzze che sembrano denti di cremagliera. e. bartoli
, 9: lo stesso torrente di automobili che da così poco tempo riempie le vie
di pace: fiume di vena ubertosa che sempre discorre e mai non trascorre. galdi
a sparger sul popolo un torrente di luce che tutte distrugga le tenebre delterrore, della
potei intendere un tal torrente di parole che l'amico snocciolava nell'orecchio alla compagna.
i bimbi un torrente di male voci che si perdono con lui in un polverio che
che si perdono con lui in un polverio che fugge e scompare. g. contini
xxv-233: nella nutrizione sicuramente si conviene che... questi elementi sieno portati fino
orifici di quei meati e sottilissimi canaletti che si trovano sparsi per tutto il corpo
sangue. 10. agg. che scorre in modo rapido e impetuoso (un
], 790: è più verisimile quello che il medesimo tenocrate dice che spesse volte
verisimile quello che il medesimo tenocrate dice che spesse volte e fiumi torrenti lo conducono
19-79: le armi feritrici non sono che scudo; come argine che non infrange
feritrici non sono che scudo; come argine che non infrange le onde torrenti se non
garibaldi, 3-126: annegata nel sangue che fece versare a torrenti il buo- naparte
b. croce, iv-n-13: menzogne che giornali e libri e parole della radio
... soprabbondante d'un foco elettrico che si riversa a torrenti per iscuotere ed
fra giordano, i-28g: vedete quelli che vanno in cammino al grande caldo,
sostant., con un'evoluzione semantica che da 'corso d'acqua che si dissecca'passa
evoluzione semantica che da 'corso d'acqua che si dissecca'passa a 'corso d'
lesbo ha una tal vena d'amabile, che il rende tanto altrui più caro e
. dicono a roma per indicare il vino che non è né dolce (pastoso)
: massa liquida di limitata sezione trasversale che scorre con continuità. 13. zool
e le sue lode allor così cantai che gloria appresso tutti le acquistai. marino,
(1-iv-619): convien del tutto che io sappia chi è il prete di cui
di cui tu tanto se'innamorata e che teco per suoi incantesimi ogni notte si giace
se non m'insegnate qualche ricetta, che levi de la fantasia al signore di darmi
di lasciarsi aprir le vene per uno che doveva venire a palermo a bersi il sangue
volgar., 3-409: non ti pare che coloro eziandio vivano contr'a natura,
coloro eziandio vivano contr'a natura, che 'ngoiano il vino a digiuno, avendo vote
dati, 11-106: un pittore, che per altro suole avere a schifo ogni piccola
senza angustie. -con valore aggett. che si trova in buona disposizione di spirito
sì dir, trovandogli di vena, / che bandir toste a prato senz'appello.
11-167: andrei volentieri ad aix adesso che sono in vena. tecchi, 11-138:
epicureismo oraziano. -facondo, eloquente, che ha facilità di parola e di scrittura
: rime giocose, in cui parmi più che altrove scrittor di vena e di una
/ soccorri al gran pavento, / che già mi fa tremar per ogni vena!
, i-244: e onore, codesto, che fa tremare le vene e i polsi.
). dante, lxix-2: poi che sguardando il cor feriste in tanto /
, or dedi alcuna lena, / che 'l tristo spirto si rinvegna alquanto.
ad abbrucciare nel baratro deltinfemo, sol che dio avesse data licenza ad una febbretta
dio avesse data licenza ad una febbretta che vi succhiasse le vene, ad un catarro
vi succhiasse le vene, ad un catarro che vi turasse le fauci, ad una
turasse le fauci, ad una cancrena che vi rodesse le viscere? 15
e altro meglio in piano, / però che miglior vin fa miglior vena. proverbi
piombo si tro venecciuole, che noi chiamiamo fibre, non altrimente che le
, che noi chiamiamo fibre, non altrimente che le vene de l'animale s'abbiano
non si vidde da chi vi andò che una venella minore del giro d'un quattrino
la qual esca sì forte venetta, / che 'n mille parti faccia e ramicelli /
5-190: la sua pelle era bianca tanto che le venette vi si rivelavano azzurrognole alle
alcune piccole venuzze vicine a quelle vene che son benissimo piene di metallo, non si
d'entrare e metter mano in quelle che non son loro, ma d'altrui.
altrui. cassola, 4-214: scoprì che aveva un neo sulla narice, e un
/ cautela di riprende, / salvo che s'ella è vena / securo a quella
: in un secondo ripartimento due cani che inseguono un cervo, e questo è preso
per le coma da un uomo nudo che stringe nella sinistra mano un venàbulo.
più persone vivevano d'erbe e radiche che di pane legitimo; anche ce fo
« ven ga, baron, / che te darò de venason ». machiavelli,
., iv-ix-13: con ciò sia cosa che 'l pescare sia sotto l'arte de
). venale, agg. che si vende, che si può vendere,
venale, agg. che si vende, che si può vendere, commerciabile (una
: questa mattina a caso riscontrando uno che aveva certi libri venali, e desiderando
libri venali, e desiderando di vedere che libri fussino, ci riducemo in ella
la moneta dunque altro non è, che... misura generale di tutte le
pacichelli, 1-337: in londra so che superano le librarie venali il numero e
iscoprire qualche insegna, qualche frasca spenzolata che indicasse l'ospitalità venale di cui egli
-ant. piazza venale-, quella che ospita il mercato (con riferimento al
altre cose per vendersi. 2. che esprime l'ammontare di denaro che viene
2. che esprime l'ammontare di denaro che viene correntemente pagato per acquistare un bene
e venale, e significò la podestà che aveva ciascuna cosa di essere cambiata con
del valore venale. 3. che viene svolto per ottenere un guadagno, che
che viene svolto per ottenere un guadagno, che procura una rendita (un'attività,
qualche persona mettersi in prelatura, e che non sia di quelle prelature, li quali
popoli. -in partic.: che è oggetto di commercio simoniaco (una
. 4. per estens. che esercita una professione o agisce prevalentemente o
prevalentemente o esclusivamente per il vantaggio economico che ne può ricavare; che è intento al
vantaggio economico che ne può ricavare; che è intento al tornaconto personale, ai
. g. michiel, lii-4-392: che la persona sua non si sia mostratamassa di
. piovene, 7-447: il rivoluzionario, che passava per inflessibile, diviene al primo
venale. -in partic.: che scrive per averne un tornaconto, personale
recenti fatte alla costituzione dal re, che anzi dagli oratori venali, da scrittori salariati
si faranno credere come le sole misure che hanno salvata la nazione e la mistica
libertà anglicana. -che si prostituisce, che si concede sessualmente per denaro (una
un postribolo imbandito nelle femmine venali, che ne i seni turgidi, aprivano un macello
detta la 'danzica'. 5. che ha per fine esclusivamente vantaggi materiali ed
abominabile e il più sozzo, / che produca la terra, o il mar fra
: rimase senza comprendere e allora ci spiegò che ogni anno... vi è
è bene un'ondata di usciti dalla minontà che si iniziano al culto dell'amore venale
fosse da molto si può raccorre meglio che dalle venali poesie del marino, dalle incumbenze
, sf. invar. condizione di ciò che è o può essere oggetto di compravendita
cinquanta ne sono tolti dalla venalità; il che in qualche maniera può dirsi uscire fuori
e somministrano maschere letterarie a'ciarlatani moderni che vendono le amabili muse d'italia. marinetti
tirannia delle accademie e la bassa venalità che schiacciano la letteratura contemporanea.
e ne gridano tutte le storie, che in quel tempo corinto era una cittadina in
palla dal ghiaccio, né per molto che si spesseggiasse con tali osservazioni ci riuscì
solo interrotta da venamenti assimilitudini a quelli che serpeggiano in certi marmi. =
. dal d. e. i. che l'attesta nel xix sec.
penombra tiepida, del color del cuoio, che le rilegature dei libri venavano di lievi
e quasi appassito, smorto ma caldo, che nella fresca gioventù rigogliosa metteva quasi un
. alvaro, 7-35: il fatto è che il piacere non consiste nel vedere una
cioè questo senso comune, è quello che va venando e procacciando per tutte le
'venàtico': di caccia, della caccia, che farmi e ascari vorebbero mettere in circolazione
tanaglia, 2-873: tal can finisce che sare'bastante / a ogni lupo,
), agg. segnato da venature che spiccano sullo sfondo, anche risultando rilevate,
alcune colonne di marmo greco venato, che reggono un'architrave. d'annunzio, iv-2-
per confezionare scatole. -petrogr. che presenta bande strette più o meno regolari
2-171: si era slacciata la pezzuola turchina che le copriva la testa, venne fuori
officiale. 6. figur. che rivela appena percettibilmente la presenza, il
croce, ii-14-16: non c'è felicità che non sia venata di dolore o turbata
anche se venate di psicologismo, piuttosto che una esatta verifica ideologica. venatóre,
a simiglianza le riduco, / ma voglio che di lui sii vena- tore. compendio
alpestre cacco, / per la faretra che vi pende al collo. = voce
, al pizzicare de quell'intingolo, che se chiama salsa de domandine de questura.
di venatorio. venatòrio, agg. che si riferisce alla pratica della caccia o
di un problema venatorio di questi imberciatoli, che con l'archibuso ammazzano gli uccelli per
, i-i- 52: m'accorgo che la mia abilità venatoria è diminuita di molto
benda o diadema tutto suo proprio, che la raffrena su la fronte, coi coturni
, di colore diverso dal fondo, che percorre con un movimento ondulato la superficie
le venature e i nodi del legno, che uno lo scambiava proprio per noce.
perché nella cipolla ci sono delle venature che diventano viola e poi brune.
, in una scrittura... che mi ricordava le venature così nitide sul
era in me l'inconsapevolezza del fanciullo che non crede al suo sfiorire. certe ballate
è una certa quale venatura di pazzia che vi circola dentro e vi dirama come
con argute venature astigiane, mi disse che aveva dello zucchero da chimicare: voleva
venàzio, sm. ant. scena dipinta che rappresenta una caccia. l
: fece molte opere, come sono gente che paiono che spirino, saette, baleni
opere, come sono gente che paiono che spirino, saette, baleni, tuoni,
ferine e bestiali, le quali vuol giove che siano stimate eroiche, benché veseno nel
pongono in accostumare el sparviere alla venazione che in accostumare il figliuolo a virtù.
e nel mangiar fu di tal modestia, che non toccava se non d'una vivanda
attaccandosi a venazioni e cose grosse più che a uccelli, come faceva ogni privato soldato
e massime diamanti, e presenti pubblici che si fanno a dame di corte,
landino [plinio], 382: disse che l'agricultore debbia essere vendace. tanaglia
: or a altro utile attende: / che se gli allievon [gli agnelli]
gli allievon [gli agnelli] fin che fien vendaci / e per far carne,
, 2-142: statuto e ordinato è che per la comunità dell'arte di calimala,
di viveri vi sono necessari, sì che senza essi non si può vivere.
. vendavale, sm. vento che spira da sudovest. ulloa [
allora non si aveva l'esperienza, che ora si ha di mettersi bene a tramontana
], 40: quelli [venti] che servono per ritornare d'india, chiamano
per ritornare d'india, chiamano vendavali, che sono dal sur, fino al ponente
dallo spagn. e portogli, vendaval, che è dal fr. vent d'aval
del reno, di germania e gli altri che nascono in paese freddo ove il sole
freddo ove il sole non ha tanto vigore che possa a fatto maturar l'uve inanzi
tra il verde dei filari non si vedeva che sottane a colori vivaci e berrette con
con valore ag- gett.): che cade in autunno (di ricorrenza che cade
: che cade in autunno (di ricorrenza che cade più volte nel corso dell'anno
con l'animazione straordinaria e l'allegra confusione che vi regnava da mattina a sera.
raccolta con tale operazione e del vino che se ne ricava. -anche: produzione vitivinicola
la plenitudine; per le midolle, che stanno dentro all'ossa, mostrasi la sicurtà
germania soddisfare il palato di que'ritrosi che non pregiano abbastanza le vendemmie renane.
fatta vendemmia di veleno e di fiele, che amareggia i giusti, e che attossica
, che amareggia i giusti, e che attossica gl'incauti, chiameremo verbo di
fiori, / sono gelosa della fantasia / che ti dilunga dalla soglia mia. e
il riposato suol piccardo attende / l'aratro che l'inviti a nuova prole.
. cattaneo, i-216: congregato poi che sieno tutte queste mancie, e buone mani
ii-8: se noi riguarderemo al giudizio, che ha tenuto mario tullio nelle sue vendemmie
ulloa [guevara], iii-2: poi che... la vostra vendemia è fatta
fareste in far la correzzione de'vostri peccati che in farvi capo di tumultuatoli.
cardarelli, 482: ho l'opinione che non basti avere idee, ma che
che non basti avere idee, ma che occorra pure saper cogliere il momento di fame
è... sì cattivo paniere, che non s'adopri alla vendemmia. ibidem
vendemmiàbile, agg. disus. che si può vendemmiare, che è maturo
disus. che si può vendemmiare, che è maturo per la raccolta (l'uva
in vigore dal 1793 al 1805, che andava dall'ultima decade di settembre all'
agg. ant. e letter. che è proprio, che si riferisce alla vendemmia
e letter. che è proprio, che si riferisce alla vendemmia. di giacomo
un po'addentro in questa canzone vendemmiale che par sì gioconda. d'annunzio, i-376
vite, tralci, grappoli d'uva) che si richiamano alla vendemmia (un tema
di putti vendemmiali. 2. che si raccoglie o si ricava all'inizio dell'
per fichi premici. 3. che si svolge in autunno (una vicenda,
questo mio vendemmiale negozio scrivervi largamente quello che io ne senta, per terminare la quistione
iii-2-406: si veda una lettera ammonitrice, che al lahoz diresse lo championnet da conegliano
. di vendemmiare), agg. che pratica la vendemmia. - anche sostant.
da vendemmiar sia, imperocché alcuni innanzi che l'uve sien mature vendemmiano, ed
sempre l'usanza a un modo: che va all'antica (o batte la strada
la strada vecchia), è caso che la sbagli. bettini, 1-350: mentre
: la qual [armata] può far che tutto il campo abbonde / de'necessari
campo abbonde / de'necessari arnesi e che le biade / ogni isola de'greci
in tre parti è divisa, nella prima che è maritima per tempo si raccolgono e
: ancora, subito vendemmiate le uve che tu vuoi per appiccare, cioè spiccati
bere e disse: « è lui che mi ha aiutato a potare, insolfare,
. salvini, 34- 105: che altro vendemmiare occorre / miei, quando quel
-depredare un luogo di tutto ciò che vi si trova. bibbia volgar.
bibbia volgar., v-376: per che hai distrutta la sua maceria e tutti
hai distrutta la sua maceria e tutti che vanno per la via la vendemmiano?
: le compagnie del doria comparivano più che mezzo scemate: le vendemmiava la morte.
nostro è una bestemmia / la sete che quest'ha nelle mascella, / e sai
quest'ha nelle mascella, / e sai che d'ogni sorte e'ne vendemmia.
ond'ell'ha sì perduto il manicare, che si suol sì atar per frazione /
non vi guardate pur solamente delle femmine che vi sono vietate, ma ancora dalle vostre
dalle vostre moglie medesime... che voi non vendemmiate oltre a misura.
dieci giorni. 2. che è stato sottoposto alla raccolta dell'uva (
in più pacifico stato degli uomini, che se le possessioni fossero comuni; perché se
possessore, e ragione non sarebbe, che 'l vietasse più all'uno che all'altro
sarebbe, che 'l vietasse più all'uno che all'altro. graf 5-613:
luce. montale, 5-30: ora che il coro delle coturnici / ti blandisce nel
. (femm. -tricé). che vendemmia, che si occupa della raccolta
. -tricé). che vendemmia, che si occupa della raccolta dell'uva.
in più pacifico stato degli uomini, che se le possessioni fossero comuni; perché se
l'uva le dorate spoglie: / che più si tarda a consolar le doglie?
identico problema: come evitare ogni sera che certe loro cameriere... si
sugo della quale nugasi il vendemiatore, affine che da quelle non sia morduto.
vendemmiare, azionata da una trattrice, che raccoglie i grappoli d'uva aspirandoli attraverso
soldati, 6-344: è la prima volta che vedo una vendemmiatrice, ossia una macchina
vendere); voce registr. dal fanfani che l'attesta nel codice marucelliano.
pres. di véndere), agg. che vende una merce, venditore. -
, ii-126: non è senza misterio che non dice cristo, che porterà in quel
senza misterio che non dice cristo, che porterà in quel giorno la cuna dove ei
; e lasciolle a un suo barone, che le vendesse. buccio di ranallo,
. cavalcanti, 11: a me pare che sia somma pru denza,
somma pru denza, quello che non si può vendere, saperlo donare.
donare. ariosto, 9-48: ciò che si possa far per sua salute, /
possa far per sua salute, / fuor che perder me stessa, il tutto ho
amn di fuggire vari mali effetti, che ne venivano o ne poteano venire.
venire. foscolo, xiv-190: l'opera che doveva vendersi in settembre si venderà questo
l'era una certa rosa, una disgraziata che avrebbe venduto una sorella per dieci carlini
: il vendere non è cosa più ridicola che il comprare. parise, 5-195:
, 5-195: il figlio invece, che ho visto qualche volta, è pingue e
è pingue e aggressivo, proprio quello che ci vuole per vendere. -nel
113: non basta, segnor mio, che 'ngiu- stamente / tanto m'ha posseduta
purg., 20-80: l'altro, che già uscì preso di nave, /
. machiavelli, 1-vt-86: pregovi da core che avendone occasione voi v'ingegniate con il
con il tavolaccino o altri vostri ministri che la si venda la figlia avanti al partir
di costà carducci, ii-1-10: guarda che babbo a modo! non è proprio
intiero si afnigono, e maggiormente quelli che i loro sudori a giornate vendono.
potrò io vedermi dinanzi agli occhi coloro che ci hanno spogliati, derisi, venduti,
pendenza divenne quistione di dinastia. queste terre che costarono il sangue di mille eroi,
: per ch'io prego la mente in che s'inizia / tuo moto e tua
/ tuo moto e tua virtute, che rimiri / ond'esce il fummo che 'l
, che rimiri / ond'esce il fummo che 'l tuo raggio vizia; / sì
comperare e vender dentro al tempio / che si murò di segni e di martìri
io non intendo di favellare delle donne che, se medesime vendendo, fanno copia
/ ne l'ombra de l'oblio, che vender l'arte / a cui d'ignobil
del resto lascia l'affanno a me, che mi darebbe l'animo di vender l'
e vendere monete coniate in altre parti che non hanno pezzo fermo. 8
cantoniera, a una meretrice infame, che si vende ogni giorno a prezzo mille volte
mille volte, a una puttana, che dirò oggi tanta disonestà, non ti curi
, 9-95: gli faceva troppo rabbia che le donne con la scusa che sono donne
rabbia che le donne con la scusa che sono donne si vendano al primo offerente
marsili, 18: e cieco colui che in uomo o femmina, che per
cieco colui che in uomo o femmina, che per danari si venda, crede trovare
crede trovare amore o stabile fede; però che se verrà un altro, che più
però che se verrà un altro, che più ne dèa o prometta, lascerà il
un atto nullo stravagantissimo e non è vero che un popolo possa vendersi o darsi ad
despota. bernari, 3-398: « e che colpa volete dare a mussolini? »
inconsapevolmente al gioco degli spioni. « che colpa? tutte le colpe. dal
? tutte le colpe. dal fatto che ha scelto i suoi collaboratori secondo lo
alle volte nelle corti quando s'intendeva che un grande si separava da un re
in partic. facendosi credere diverso da quello che si è realmente. bruno,
bruno, 3-51: qua molti, che per la sua bontà e dottrina non
, ch'io voglia vendermi per quello che non sono? 11. locuz
il necessario. tesauro, 7-399: che altro appare in quei due volumi delle
avete latte da vendere. vostre 'frottole', che un generai monopolio di vergognose igno
. [non mancavano] d'insegnare, che qualunque convenzione giurata a'rivoltuosi come che
che qualunque convenzione giurata a'rivoltuosi come che contenga non so che di forza
giurata a'rivoltuosi come che contenga non so che di forza - vendere
venderla, sf. ant. valore morale che è oggetto di - vendere
sf. dial. ant. donna che vende al mi le.
dissero a giorni passati in casa valenti che la sua donna è gravida di due
xxxv-ii-303: caro si vende / lo dono che si prende. g. c.
, venderézzo, vernerézzó), agg. che si vende, che è in vendita
, agg. che si vende, che è in vendita; facilmente commerciabile;
] del campo li tavernieri e contradisse che il cibo vendereccio non fusse meno innanzi
i-115: questa è una forma di tesserli che sarà come quella donde intendo che cavate
tesserli che sarà come quella donde intendo che cavate 'venderezzo'e 'veme- rezzo'esser toscana
come fate in questa medesima censura; il che direi che fosse error di scrittura,
questa medesima censura; il che direi che fosse error di scrittura, se non si
, signor a., siete di quelli che conoscono la storia, dite voi,
, dite voi, non dai libri venderecci che si stampano oggidì, ma dalle impolverate
fa compassione un onesto uomo cristiano, che senza retta intenzione immobile s'inchioda sopra la
vendereccio. 2. figur. che si lascia facilmente comprare e corrompere per
facilmente comprare e corrompere per avidità; che è dedito unicamente ai propri interessi,
due venderecci apostati non parlavano altramenti, che come erano imboccati dal protettore. g
: 1 veneziani,... che temeano allora un'altra spedizione di francesi
un satiro ripugnante. - che svolge la professione di mercenario. guerrazzi
, gente vendereccia. - che si prostituisce (una donna). -
una capannuccia di frasche. 3. che è oggetto di lucro, di mercificazione (
o col delitto s'adoperava a conseguire quello che gli era negato dalla giustizia obliqua o
economici (un autore). -anche: che è diretto a nuto merce di poco
sanudo, i-959: el fo ordinato che venderigole non vendesse più su mercadi veste
più su mercadi veste vechie, e interdito che niun de luoghi sospeti non vegni in
(nel 1440 a teramo), che è da un lai volg. * venditricùla
ho più caro d'accocarla a lui, che tu vedi di - vendere
. là con l'insegna dipinta, che s'io andassi alla crociata, perché
aiutata dalla virtù della mansuetudine, fa che l'uomo offeso non cerca di far
sentimento della vendetta è così grato, che spesso si desidera d'essere ingiuriato per potersi
potess'io vendetta di colei, / che guardando e parlando mi distrugge.
. etnol. vendetta del sangue-, quella che colpisce un omicida o un qualsiasi membro
10-46: li uomini e le femine, che naturalmente conoscono idio, e sanno che
che naturalmente conoscono idio, e sanno che a lui piacciono cotesti reggimenti, non
non si lasciavano corrompere, per paura che avevano che dio sopra loro non
si lasciavano corrompere, per paura che avevano che dio sopra loro non pigliasse vendetta
dice, dàgli tanta doglia / sì che non possa mai esser alice! cesari,
certa e spaventosa vendetta di dio, che de'suoi templi e del suo corpo
, cxiv-44-224]: dice di più che chi contraddirà, sarà uno sceleratissimo uomo,
: un delitto?... / che al ciel vendetta grida / e griderà
ad altri. cavalca, 20-336: che tu mi dia grazia di fare vendetta con
fare vendetta con verace penitenzia delle ingiurie che io t'ho fatte. 7
oro lampante si vede ancora, terra che lustra,... come fosse oro
vendetta: esortando a rimettersi in dio che disse: 'mihi vendictam'. monosini,
-la miglior vendetta è il perdono: sentenza che ha origine nel linguaggio della carità cristiana
cristiana. -la vendetta è un piatto che si mangia freddo: si ottiene una
giordano [crusca]: le vendettacce crudeli che tengono occulte nell'animo.
cui l'affrancatore toccava lo schiavo che doveva essere posto in libertà'e
. ant. e letter. vendibile, che può essere venduto. marsilio
malinconia trasfiguratrice. 2. che si lascia corrompere facilmente, che cede facilmente
2. che si lascia corrompere facilmente, che cede facilmente di fronte a offerte di
. (superi, vendibilissimo). che può essere venduto, che è oggetto di
). che può essere venduto, che è oggetto di commercio; messo in
di commercio; messo in vendita; che si vende facilmente. trattati antichi
un altro ordine detto de'secretari, che sono in numero di circa venticinque;
in germania o altrove, la tòrrei più che volentieri, massime se fosse di forma
ed è perciò erronea la conseguenza semplicistica che gli operai ne traggono. rebora,
biancheria: posso venderli, e donare quello che non è vendibile? -sostant
anni della conflagrazione. 2. che è autore di opere facilmente commerciabili.
: troppo tardi! dovevano accorgersi prima, che ero vendibile! ojetti, iii-514:
vendibile e applaudibile. 3. che si lascia facilmente corrompere; che cede facilmente
3. che si lascia facilmente corrompere; che cede facilmente a offerte di denaro,
cede facilmente a offerte di denaro, che mette a disposizione le proprie capacità al
girolamo volgar. [tommaseo]: gittate che noi abbiamo le gemme e l'oro
vendibile e delirante scrittore. 4. che si concede carnalmente per denaro. ammirato
lui il vendersi, e il provare che... un uomo è così più
... un uomo è così più che così, come aveva affermato prima,
. invar. venditore, ciarlatano, che inganna la buona fede altrui.
non lasciarsi gabbare da qualche vendibùbbole, che dà loro ad intendere che essa [
vendibùbbole, che dà loro ad intendere che essa [erba] è velenosa.
.). vendicàbile, agg. che può o che deve essere vendicato.
vendicàbile, agg. che può o che deve essere vendicato. tommaseo
a dio piace, l'ora è venuta che roma ne sarà vendicata, e per
cavalcanti, 1-112: gli antichi erano non che pazienti agli aspri vendicamenti degli iddìi,
di vendicare), agg. ant. che compie una vendetta (anche con riferimento
chi farà più la vendicanza / po che mancato lo vostro ardimento. l. bellini
non varranno niente ricchezze; ma colui che bene avera fatto sarà deliberato dalla morte
. [tommaseo]: crediamo veracemente che chi di sua mano il toccasse [il
: io comando a gli angeli miei che mi vendichino di costui. ariosto,
vendicar di tanto tradimento / costei, che per commune opinione, / di vera pudicizia
: or qual indugio è questo? e che s'aspetta? / poi ch'è
/ poi ch'è morto il signor che ne fu guida, / ché non corriamo
ti affida, e ti assicura / che vendicato tu sarai tra poco. jahier,
boccaccio, vii-211: bruto valente / che vendicò lo stupro di lucrezia. amabile
con maggiore impeto si vendica una libertà che ti è suta tolta che quella che ti
una libertà che ti è suta tolta che quella che ti è voluta torre. botta
libertà che ti è suta tolta che quella che ti è voluta torre. botta,
un popolo geloso delle sue libertà, e che le vendicherà, se elleno saranno un
da te tanta arroganza? ragione è che vendichi il superbo stato con tanta miseria
senza essere investito né impiegato di maniera che poteva il re vendicarlo come suo.
], 2-12: se bene è duro che nelle istorie abbia ad essere che al
duro che nelle istorie abbia ad essere che al tempo di papa clemente andò a
male tutta italia, vi si accompagnerà ancora che la santità sua si mosse per vendicarla
campana, 2-103: dechiarava e protestava che l'intenzion sua, del re ca-
gravina, 320: tanti avversari abbiamo noi che cerchiamo la poesia in libertà vendicare,
in libertà vendicare, quanti ha fautori aristotele che ogni scienza ha voluto all'autorità sua
del trabe et dii phrygio: questo è che, si cinque portione sono assignate al
2-1-113: sta molto bene questo: che uno si vendichi, e tanto non abbia
tuo. cassola, 2-207: non viveva che per il giorno in cui si sarebbe
zannoni, 5-37: come volete voi che la mansuetudine dell'asino possa trasfonder nel
: chi avrebbe mai creduto in fine, che gli signori de stati « l'olanda
, 281: non c'è cosa che si vendichi più che il tempo. ibidem
c'è cosa che si vendichi più che il tempo. ibidem, 328: l'
, 328: l'ingiuria non pubblicare che non vuoi vendicare. = lat
tenevo d'occhio vendicativamente il signor carletto che scucchiaiava su tutto svelto svelto, ma con
vendicativo. vendicativo, agg. che non è disposto a perdonare torti od
hai ricevute,... ovvero che tu t'immagini di fare alcuna cosa,
da siena, iv-56: cerca solo che ad altri non sia vendicativo per
non sia vendicativo per neuna ingiuria che gli sia fatta dal prossimo suo. machiavelli
sangue. giuglaris, 372: a che predicarci... mansuetudine, se ci
forti. d'annunzio, iii-1-312: sembra che si svegli in lei la fiera vendicativa
; ma il colonnello, capirebbe quello che leggi? ». non essendo vendicativo
ebbero di più ingenito questi scrittori, che d'istillare negli animi sentimenti vendicativi. foscolo
5-149: per questo sicuramente possiamo dire che quella vendicativa e mortifera pioggia [il diluvio
e vinti. 2. che costituisce lo strumento, il mezzo per infliggere
crudeltà carducci, iii-27-137: tanti, che si tenevano salvi e sedevano ridendo nei
vindicàre (v. vendicare), che traduce il gr. èxóixryttig.
: e di questa vendicazióne del sangue che fu venduto alli judei per juda..
di giustizia, quando uno, che ha legittima podestà o in temporalibus o spi-
? 2. rivalutazione di ciò che in precedenza era stato travisato o non
, 5-301: quasi si cominciava a temere che i tipografi = forma frequent di vendere.
fossero pionieri di civiltà nuove; e che in quelle cifre scoppiasse, vendicativo,
coi borghesi. 4. ant che riguarda la punizione delle colpe commesse.
tre parti, cioè in giustizia vendicativa, che sta in punire; in giustizia commutativa
. bartoli, 2-1-159: è da sapere che la giustizia vendicativa appresso i cinesi,
come gli pareva conveniente. 2. che è stato soddisfatto con la punizione dell'offensore
volgar. [crusca] -. comandòe che gli fosse tratto il troncone della ferita
mi ritrovo libero e vendicato dell'offesa che feci il tuo a mio figliuolo, non
il tuo a mio figliuolo, non accade che io entri in altri labirinti. varano
. (femm. -trice). che attua, che compie una vendetta personale
. -trice). che attua, che compie una vendetta personale o, per
personale o, per estens., che infligge un castigo, una punizione a
., 95: scipione, quello che poi fu chiamato africano, quasi vendicatore di
, 271: son tra loro alcuni, che son così severi vendicatori de difetti,
son così severi vendicatori de difetti, che se per sorte il servo non porta
sudditi. mazzini, 51-88: un cittadino che muoia senza sapere che avrà domani un
: un cittadino che muoia senza sapere che avrà domani un vendicatore, do- vrebb'
piovene, 15-118: erano questi gli uomini che strepitavano in disparte della giustizia, i
: niuno non trapassi troppo inanzi, e che niuno inganni il suo fratello in alcuna
. vendichévole, agg. ant. che costituisce uno strumento di vendetta (un'
anni mi diede. 2. che deriva da rancore, da desiderio di vendetta
(plur. m. -chi). che ha ricevuto soddisfazione di un torto,
): di questo vivi sicuro, che io non sarò mai lieta se in un
io non mi veggio vendica di ciò che fatto m'hai. niccolò da correggio,
vendicosciènza, agg. invar. letter. che si lascia corrompere facilmente.
juvenci'sarebbe ben detto da un re che sciogliesse una camera di deputati vendicoscienza.
vendifama, agg. invar. che sacrifica il proprio prestigio, la propria
brillante di prezioso vino... che gli dà spirito per conservarsi e vantarsi essere
invar. chi vanta capacità e meriti che non possiede o fa promesse vane, irrealizzabili
impaccio de'vendifumo avvocati e procuratori, che, tra i monti de'processi,.
giornalaio. leoni, 68: che guadagni i giornalisti e stampatori e vendigiomali!
vendilèttere, agg. invar. letter. che sfrutta le proprie capacità di scrittore per
. vendiparòle, agg. disus. che si diffonde in discorsi ampollosi e ridondanti
s. v.]: 'vendiparòle': che abbonda di parole e sa venderle,
di parole e sa venderle, senza che i fatti corrispondano 'medico, avvocato vendiparòle'
avvocato vendiparòle'. 2. che mette la sua capacità di scrittore al servizio
vendipàtria, agg. invar. che è disponibile a tradire la propria patria
giovanni dalle celle, 4-2-16: che sarà se il venditore giura di non
pagato. temanza, 256: quello che restò addietro fu la maggior cappella,
francese la vendita delle 177. 000 azioni che possedeva l'egitto. -negli sport
asta, pubblica o all'incanto-, quella che si attua stabilendo una gara di offerte
, teneva un piccolo magazzino di ciò che comunemente si chiama tarticle de paris'.
attività. -agenzia di vendita: agenzia che vende al pubblico i prodotti di un'
i venditori fanno la guardia alle robe che vendono in piazza de luca,
-vendita di speranza-, contratto aleatorio che com- in una organizzazione di vendita,
com- in una organizzazione di vendita, che è a diretto porta per il compratore
o -vendita forzata o giudiziale, quella che viene effetvo (anche nell'espressione venditore
del fratello. rente i diritti che sulla cosa spettavano a colui che ha subito
i diritti che sulla cosa spettavano a colui che ha subito l'espropriazione, salvi gli
. -vendita su documenti: quella che si effettua tra 2. sm.
nome o con la sigla dell'azienda che la produce. -ant. carta
2-171: mescita è diverso da vendita, che si sostituisce nei cartelli, quando il
. moravia, xi-6: nell'ufficio che era una stanzetta stretta e lunga da metterci
metterci piuttosto una vendita di coni gelati che un'agenzia di viaggi, eravamo in tre
dita. -anche: il contratto che ha per oggetto il trasfeera incaricato di
-presidente atte vendite, a venezia, magistrato che rimento di proprietà di un bene
e vendigióne di ciò (secondo che allora si pensava) quel provvedimento.
-ufficiale dette vendite: a firenze, magistrato che mo alienazione la donazione e la
lii-5-295: di ogni sorte di casa che si venda, incominciando dalle maggiori per sino
pagare al re dieci per cento di quello che importa la somma di tutta la vendita
venditale, agg. ant. che è oggetto di vendita, posto
, e votator di cesso, / che gridate per via, gridate basso: /
vendivergógna. mi rincresce sino all'anima che mai mi sia impacciato di lei.
: poi il pan venditale è sì cattivo che io moravia, 14-69: in una
-commerc. bollettino di vendita: documento che atvenditóre, agg. e sm.
sm. (femm. -tricé). che vende, che tedeschi indicavano tutte le popolazioni
femm. -tricé). che vende, che tedeschi indicavano tutte le popolazioni slave', di
-imposta sulle vendite: imposta indiretta che grava in partic.: che è proprietario
imposta indiretta che grava in partic.: che è proprietario o gestore di un negozio o
pass, di véndere), agg. che è stato sulla cessione di beni nelle
zione e del commercio. compì, che ne indica l'ambito merceologico). un
... della pescaggione o caccia che si sia per fare in quel giorno o
cosa venduta, benché sia incerto quel che dovrà importare. alfieri, xiv-2-134: mi
moretti, i-926: anche a parigi colei che passava per una delle più note scrittrici
a. gritti, lii-14-13: bisognerà che la tua signoria restituisca li denari di
vi-7: dionisio pregò celatamente questo pollis, che sopra tutto uccidesse in quel puleggio platone
. foscolo, ix-1-258: le riforme che fanno cambiare condizione a'ricchi e mendici
? un vile schiavo / forse, che adula con venduti accenti / l'assoluto poter
con un creatore. 4. che tradisce o vien meno a un obbligo morale
tutti! » 5. che è ceduto a uno stato in base a
purg., 21-84: « nel tempo che 'l buon tito, con l'aiuto
per giuda venduto, / col nome che più dura e più onora / era io
venduta, fallo come prima puoi; che chi s'obrigò per voi sia isciolto
boiardo, 1-80: stimando il re che per veneficio o modo de incantazione fusse
non sono più sollecite d'altro, che d'apparare tutti quei venefici et acque
apparare tutti quei venefici et acque mortifere che nell'infinito erbaggio consistono. tommaseo,
. suono tristamente acuto come le ombre che sagana e canidia invocavano, mescendo ne'
(plur. masch. -ci). che costituisce un veleno; che contiene sostanze
). che costituisce un veleno; che contiene sostanze velenose, con effetti tossici
carducci, ii-3-72: non posso più che pensare,... alla potenza
. -che trasmette il contagio, che è agente d'infezione (una piaga
. bicchierai, 148: è innegabile che vi siano dell'acque dannose per l'
salivazione, e neutralizzare l'aria venefica che vi si andava respirando. d'annunzio
di esalazioni venefiche. 3. che prepara o spaccia veleno o sostanze malefiche;
o spaccia veleno o sostanze malefiche; che è colpevole di omicidi per avvelenamento. -
adunque le venefiche e le baccanali, secondo che mentavano i peccati loro. roberti,
dame venefiche erano in tanto numero, che ben cento e settanta si dovettero condannare al
degli ospiti suoi. muratori, 6-56: che se c'incontriamo in certi volti,
se c'incontriamo in certi volti, che hanno del serigno, in certe guardature
se non di tenere per fermo, che in que'corpi abbondino spiriti di maligna struttura
na. 4. figur. che produce discredito, diffamatorio, ca- lunniatorio
questa controversa calunnia? 5. che diffonde corruzione e perversione morale e spirituale
sempre vegliante alla salute non meno temporale che spiritual dei fedeli, dopo aver più
doglia nel fondo del corpo, di modo che soa excellenzia tien certo esser stata venenata
e crudel tanto / signor sei stato, che per vano errore / hai venenato (
fiumane tortuose / ove scorre l'acqua che stilla / dalle clessidre del tempo, /
sittit actisque probatur'. 2. che è in grado di secernere e iniettare sostanze
fischio e col soffiare; / di che sì prato si lamenta e langue.
, molte cose a'suoi amici, che d'intorno gli erano, parlò dell'eternità
d'invidia, venne in tanta malizia che, volendo ucidare san benedetto, presentolli
, come destruttive del genere degli animali che sono nel territorio. come per esempio
venenato era, cercava vendetta, dicendo che questo era grandissimo peccato et incargo de
et incargo de tuto lo reame, patire che questa pessima femena andasse impunita.
un pensiero, un discorso); che contiene insinuazioni maligne, sarcastico (una
visconti, 1-133: né cosa bona par che mai distingua / la venenata sua malvaggia
venenati, o medusa! 5. che arreca sofferenza, travaglio, turbamento (un
. matteo correggiati, 16: colei che a te mi manda è rimanuta /
venenìfero, agg. ant. che contiene o costituisce veleno; tossico,
: si potrebbe forse dubitare... che i poeti sicurati e careggiati da quella
e careggiati da quella gentilissima casa, il che è sconvenevole ad imaginarsi, non che
che è sconvenevole ad imaginarsi, non che a dire, steno indiscreti, e non
e letter. sostanza velenosa, tossica che, assorbita da un organismo anche in
8-i-209: egli è appellato veneno, però che li entra dentro dalle vene; e
il tocca, tutto l'arde infino che l'uccide, se non vi si fa
qual sia con tale arte temperato, / che il spirto nostro a un ponto venga
tempo terminato. loredano, 115: che la terra non produca per me altro
terra non produca per me altro, che fiere, sterpi e veneni; che 'l
, che fiere, sterpi e veneni; che 'l mare riserbi ai miei danni tutti
quel liquor di secreto veneri misto, / che muta in odio l'amorosa cura,
in odio l'amorosa cura, / fa che la donna che rinaldo ha visto,
amorosa cura, / fa che la donna che rinaldo ha visto, / nei sereni
queste di vigore aure feconde, / che tu respiri, e queste tiepicronde / ove
aspri veneni, / donna gentil, che il tuo bel petto asconde; / e
. 3. figur. ciò che costituisce la causa di una profonda afflizione
eretici è cosa la quale uccide l'anime che dentro a sé il ricevono. lorenzo
d. bartoli, 14-1-66: procuriamo che non s'introduca nella compagnia speranza d'
24-112: si piglia finalmente per consiglio / che i duo guerrier, deposto ogni veneno
ritorna e gira, / e par che l'arme in sé medesmo avventi.
ii-561: venne ricevere quel fiato pestifero, che veneno- samente andò a ferire le sue
). ant. e letter. che contiene o costituisce veleno; che può
letter. che contiene o costituisce veleno; che può essere causa di avvelenamento o avere
ripieno / di venenosi sterpi, sì che tardi / per coltivare ornai verrebber meno.
quante erbe venenose sono al mondo, che sapendo usarle, son buone a guarire
l'opinione di diversi circa l'effetto che possa fare il mangiare degli animali,
, e massime quella di galeno, che descrisse la carne dello storno, della qualità
il dardo venenoso. 2. che è in grado di elaborare e trasmettere sostanze
., 5-35: avicenna dice, che se ne farà suffumigio alle femmine, quando
arco ancor dell'aspra bocca, / che la regge e l'incocca / superba inesorabile
: il basalischio è di tanta crudeltà, che quando colla sua
fetore delle piaghe vostre, e la sanie che scaturiva dal corpo vostro, in molte
in toscana, 143- 242: dico che a voler significar la febbre venenosa, saranno
acri. 4. figur. che arreca sofferenza, travaglio interiore; che
che arreca sofferenza, travaglio interiore; che è causa di corrompimento e degrado morale e
-dettato da astio, rancore, perfidia; che denota un'intenzione maligna (un discorso
, / le parole dogliose -e più che venenose, / che està tua nora
parole dogliose -e più che venenose, / che està tua nora dice, -che deo
per malignità [costoro] dicano quel che vi dicano, parimente non mancarà de
, parimente non mancarà de l'intronati che per errar discopriran tutta la lor malizia
malizia e faran palesi e'pensier venenosi che gli rodan l'anima.
l'anima. 5. che esercita sugli altri un'influenza negativa o
venenosa stella / non fostu in ciel, che sì mi sei nemica? =
cagion di pensier santi; / tanto che 'l venerabile bernardo / si scalzò prima
certa sentenziosa parola, ed affermando, che per certo era vero, le pietre risposero
., 1122: fue un ladro che spesse volte facea ladronecci, ma avea molto
quel gran dio nel venerabil nome, / che con la lingua onoro, / e
clero. boccaccio, 9-141: lascio che tutti i miei libri sieno dati e
/ « direte al vostro padre venerabile / che queste suore ed io con lor commendo
me fece inarcar le ciglia ciò, che si legge nella vita del venerabil padre giuseppe
mie spalle? -come titolo che la chiesa riserva ai servi e alle
è introdotta la causa di beatificazione ma che non possono ancora costituire oggetto di pubblico
il venerabile. campailla, 366: in che modo poi nella venerabilissima eucaristia possa spiegarsi
signor canonico d. rosario castro, che fra breve saranno impresse. -venerabil
marte quei raggi il venerabil segno / che fan giunture di quadranti in
sion le porte. 2. che è oggetto di devozione per il suo carattere
la morte sua, le lampane, che pendevano al suo venerabile sepolcro, più volte
onoro e ammiro. 3. che merita profondo rispetto, stima e ossequio
: paiono più venerabili quelle persone, che hanno bello aspetto che gli altri. guicciardini
quelle persone, che hanno bello aspetto che gli altri. guicciardini, 2-1-27: morto
tanta gravità, e con tanta eloquenza, che ave- rebbe avuto possanza di persuadere anco
era il vescovo più forte e risoluto che sia stato in assisi, uomo, d'
una cavità profonda. 4. che esprime o suscita profonda riverenza (un epiteto
, mi sento accendere dall'entusiasmo medesimo che mi produce il racconto di ulisse nel canto
così in ogni cosa dissimiglianti da parigi, che non possono venire a questa comparazione.
caso, altro non venga ad essere che un mostruoso aggregato d'intarsiature diverse,
(un periodo, un evento); che risale a tempi antichissimi (un reperto
d. sestini, 64: io credo che gli avanzi della vicina antiochia...
muratore, anzi segretario della loggia scozzese che avea per venerabile il brigadiere naselli.
rapido gesto aveva fatto cadere il cappuccio che gli nascondeva parte del volto.
. segneri, ii- 86: che volete voi ch'io vi dica?.
iv-2-122: l'arcivescovo era un a colui che cerca,... e veneranza,
iii-10-361: dispiace per vero anche a me che tanta venerabilità non regga a un esame
alle quali il tempo non può recare che una crescente venerabilità. = voce dotta
da siena, ii-9: l'anima, che questi doni riceve, e venerabilmente conserva
parini, 726: i vostri famigliali, che udivano e vedevano le vostre sciocchezze,
della vostra stravaganza. 2. che rivela alta stima e ammirazione per qualcuno
agg. (superi, venerandissimo). che è oggetto o è degno di venerazione
., 2-7 (1-iv-182): secondo che loro era stato imposto dalla veneranda donna
, sopra il lito antigono in quella ora che noi a baffa smontavamo. bembo,
venerando padre, non credo faccia mestiere che io il vi scriva. galileo, 3-3-134
, 3-3-134: saria stato poco meno che sacrilegio l'affaticare e molestare con discorsi ed
. c. gozzi, i-m: seppi che mio zio materno almorò cesare tiepolo,
il venerando priore disse a ricolfo, che all'ammalato ne ritornasse. goldoni,
un venerando prelato. 3. che suscita timoroso rispetto e ossequio (l'aspetto
rughe il volto ingombro e pieno / che sovra un bastoncel giva appoggiando / le membra
un bastoncel giva appoggiando / le membra che parean venir già meno. monti, x-4-138
non secondo l'usanza d'oggi, che ancor non era, ma con la più
con la più onorata e solenne pompa che la veneranda semplicità di que'rozzi tempi
anche quella dei grecisti. 4. che impone ubbidienza, osservanza, o, anche
, 9-193: io non pertanto / credo che sia stretta e sì severa / la
e sì severa / la legge veneranda / che gli obbliga al decoro. magri,
pregio per la maestosità, per la bellezzapersone che venero particolarmente. mazzini, 14-239: credo
venisse a coronar quel regio edifizio, che è forse il più ammipensiero; assumere
di quanti ne siano in terra, e che relaz. con un compì,
] come ristauratore e prin che i francesi, quantunque gli uni e gli
veneri l'alighieri, ma lante che si sia salvato cotesto. non
lettere siamo noi sempre ammoniti di quello che per noi fa, cioè giudicare lo
, con ogni onore e con più che umano servigio esser da venerare. lorenzo de'
colà veneravano quell'immagine, e interrogati che santa fosse quella, risposero che era 'santa
interrogati che santa fosse quella, risposero che era 'santa alberga', cioè una santa
dei terremoti, e i vapori e boati che si dice uscissero dai crepacci, aggiungevano
la presenza delle terribili divinità d'abisso che a delfo, insieme al pitone,
onorare. segneri, i-146: conviene che il figliuolo si porti assai bene col
veneri, e dia quei saggi di sé che il adre ha titolo giusto di ricercare
i propri genitori, tu in specie, che sei orfano di padre, dovresti venerare
. parini, 532: voi, che tanto io venero, / in questo dì
non t'ama, credulo, costei che veneri, / ma d'oro l'agita
se mai trascorse / mia lingua sì che ti noiasse in parte, / non fu
, compariscon però meglio in germania, che in francia. manzoni, fermo e
lucia, 270: le dirò sinceramente di che si tratta, senza raggiri, col
bottiglia veneranda. 8. che risale all'antichità (l'origine di una
alle divinità, in partic. femminili e che propriamente significa 'signora'. venerante (
, onde parea più tosto cadente, che venerante... espose...
verbale sua supplica. 2. che nasce, deriva da grande devozione, in
mondo non sembra essere, per me, che un insieme di padri e di madri
bonaparte, mio padre narrommi una storiella, che veramente m'intenerì e che m'obbliga
storiella, che veramente m'intenerì e che m'obbliga a venerare sovranamente la memoria
monarchie assolute alla vista di un popolo che venera la maestà del trono...
una volta si venerava superstiziosamente tutto ciò che venia dagli antichi; ora si disprezza
disprezza da molti senza distinzione tutto ciò che loro appartiene. 6. osservare
6-20: la naturai teologia disceme, che sarebbe anche da lodare e venerare l'alto
venerare l'alto consiglio di dio, che avesse in questo soggiorno creato tanti beni e
vaga foggia; / quivi sta venus che le punge e venera. =
qual cripta piena di quella presenza potente che sorge dalle reliquie venerate. piovene, 8-33
blocco basso e piatto di roccia nuda che, secondo la tradizione, è quella
, trovandoli notabilmente più aggravati dall'età che non m'immaginava! -che gode
i venerati maestri: sia gli intesofili che i tedescofili. -altamente apprezzato,
di quei tratti d'umanità e di gentilezza che distinguono ramatile suo e rispettabile carattere.
sm. (femm. -trice). che venera, che presta devoto e fervente
. -trice). che venera, che presta devoto e fervente culto alla divinità.
scelleratezza si guarderanno. 2. che nutre grande stima e ossequioso rispetto per
epopee scritta nel 1325. 3. che tributa onore, che rende omaggio alla fama
. 3. che tributa onore, che rende omaggio alla fama, alla memoria
lu- patelli. 4. che dimostra timoroso rispetto per un'autorità,
nella convinzione della superiorità di essa; che vi si attiene, vi si conforma.
non v'è principato per religioso veneratore che sia dell'ecclesiastica potestà, il quale non
propri confini. parini, 819: costoro che sono ciechi veneratori delle opinioni, delle
culto divino si dice volgarmente per venerazione che si fa a dio con atti interni o
arca] era in tanta venerazione, che la tenevano vestita, ché nessuno la vedesse
venerazione sacrilega e diversa dalla religiosa, che figurar gente ebbra d'una insana letizia
(per lo più per la posizione sociale che ricopre o per l'autorità che rappresenta
sociale che ricopre o per l'autorità che rappresenta), manifestato con atti,
ricevette il re con tanta venerazione, che parca, che fosse venuto non prigioniero,
con tanta venerazione, che parca, che fosse venuto non prigioniero, ma a
talvolta accompagnato da consapevolezza d'inferiorità, che si nutre per qualcuno (per lo più
in capei rabbuffato, van ricevendo quel che a sì gran costo delle infelici lor
rara e straordinaria virtù meritasse non altro che rispetto e venerazione. manzoni, iv-405
. leopardi, iii- 803: vorrei che la presente fosse una nuova testimonianza della
presente fosse una nuova testimonianza della venerazione che io le porto. stuparich, 1-24:
3-717: dimmi quale è la cagione, che t'induce ad aver pitagora in così
aristotile andò dileguandosi. leopardi, i-73: che questa non sia pedanteria e cieca venerazione
dell'antichità si vede chiaro da questo che non solo non amiamo ma detestiamo le parole
, tempo addietro, dal marchese bianchi che aveva per la signora rigey una singolare
suoi riti sino a quel segno, che le mie deboli forze permesso mi hanno
in quanta venerazione egli aveva parte, che mancava, tradotta dal trabisonda.
astenersi dal consumo di carni, prescrizione che oggi è imposta solo più nei venerdì di
., 5-8 (1-iv-505): avviene che ogni venerdì in su questa ora io
qui, e qui ne fo lo strazio che vederai. sacchetti, 48-152: altri
. sacchetti, 48-152: altri sono che fuggono di non vestirsi di verde che è
sono che fuggono di non vestirsi di verde che è il più vago colore che sia
verde che è il più vago colore che sia; altri non principierebbono alcun fatto
non principierebbono alcun fatto in venerdì, che è quello dì, nel quale fu la
, la quale io diedi a nastagio che ve la mandasse. m. membri,
in luogo del suono delle campane, che essi non usano, sono quattro, e
3-410: mi sento di essere come quelli che non sono superstiziosi, eppure non partono
stesi come zeppi di scopa, magra che pareva il venerdì. -nella tradizione
nella moschea, ma anche neltimmenso recinto che la precede, nelle ore di
passione, quello della settimana santa, che precede la pasqua, in cui si commemorano
passione e la morte di gesù, e che la chiesa cattolica considera giorno di penitenza
pigafetta, 127: il giorno seguente, che era il venerdì santo, il capitano
il capitano generale mandò lo schiavo, che era lo interprete nostro, in terra
la notte del venerdì santo, quando che drieto al crocifisso si conciano male con
in venere su l'ora di nona, che è su 'l tardi, e la
] '[giorno] di venere'; che ha riscontri nel rom. friul.
, agg. ant. e letter. che è proprio, che si riferisce alla
e letter. che è proprio, che si riferisce alla dea venere, agli attributi
si riferisce alla dea venere, agli attributi che le sono tradizionalmente connessi (in partic
, erotismo, spirito vitalistico); che deriva o è opera dalla dea venere
de'medici, 70: l'tengo più che certo / or mai quel che si
tengo più che certo / or mai quel che si narra / della venerea [compiuta
leonardo vinci fiorentino. 2. che è proprio, che si riferisce al pianeta
2. che è proprio, che si riferisce al pianeta venere, che
che si riferisce al pianeta venere, che ne deriva. guiducci, i-3-4-58:
comprensibili, ordinari. 3. che ha caratteristiche determinate dall'influsso astrologico del
: a'saturnini si confanno gli uomini che tengono del mercuriale, gioviale, solare
mercuriali e lunari. 4. che è proprio, che si riferisce all'amore
4. che è proprio, che si riferisce all'amore fisico, ai
congiungimenti carnali, ai rapporti sessuali, che da essi deriva. dante,
donne buone e ne li adolescenti, che... dove pure alcuna imaginazione
venereo foco li avea sì accesi, che tardi la feddezza di diana li avrebbe
e con applauso di conoscenti, trovare altrove che nel matrimonio. milizia, iv-345:
leti, 4-301: non fu diletto che non si pigliasse in cesena, in
: lo chiamavano cincinnato; dicevano pure che gli mancasse più di un venerdì; poi
e, anche, il principio generativo che presiede alla vita dell'universo. -
. soranzo, lii-13-219: di qui dicono che paride rapisse elena, ch'era andata
a quel dolce di calliope labbro / che amore, in grecia nudo e nudo in
e vulcano. -opera pittorica o plastica che rappresenta tale divinità. - paletnol.
. manifesti del futurismo, 49: proclamare che nell'intersecazione dei piani di un libro
una finestra, v'è più verità che in tutti i grovigli di muscoli in tutti
le natiche di eroi o di veneri che ispirano la moderna idiozia scultoria.
diana, ed elice caccionne, f che di venere avea sentito il tosco ».
genovesi, 1-i-139: ogni bestia, che sente la venere, e che genera e
bestia, che sente la venere, e che genera e nutrisce la prole con gelosia
genovesi, 3-72: finalmente si conobbe che le nozze sono il vero demenzaio degli uomini
rigorose e santissime, è egli credibile che poi ardisse di violarle con pubblica venere
, i-118: vi sono alcuni delitti, che sono nel medesimo tempo frequenti nella società
venere popolare e già spagnolesca, che parla ardito, ride reco, si dimena
il muro: la venere militare, che si sfama alla gavetta e giace sullo strame
alamanni, i-03: arà quella differenza che si trova da una persona viva ad
fattezze, i membri, e quella venere che più d'ogni altro estimarono gli antichi
se spira, spira non altra cosa che grazie; se parla, ogni parola
cane... pare la madore che sia entra le stelle fisse e pare quasi
quelli della luna e di mercurio) che ruotano attorno alla terra (e nel
venere il rame,... affermando che acquistano tale complessione dagli sette pianeti,
= voce dotta, lat venus -èris, che è dalla radice indeur. * wen-'
, 1-46: non è vero, che questo estro venereo nasca sempre dalle vessicole ripiene
dalla croce, ii-100: credeva lppocrate che gran parte del seme, negli atti venerei
si distaccasse dalla testa per quelle vene che sono dietro l'orec- chie. c
boccaccio, viii-2-140: quando egli avviene che, nella natività d'alcuno, marte
libra, ha a dimostrare questo cotale, che allora nasce, dovere essere in ogni
: dicesi ch'era tanto venereo, che, vedendo donne che gli piacessero, se
tanto venereo, che, vedendo donne che gli piacessero, se le poteva avere
ha tono seducente (la voce); che è indice di sensualità (il colore
grandi, ma di quel glauco venereo che accusa il moto del cervello traducenaosi a
simbolo di lussuria. - anche: che è in calore. ottimo, i-83
, e in partic. alla sifìlide, che si contraggono e trasmettono attraverso contatti sessuali
6-6: oltre i molti mali morali, che accompagnano la libertà del vago concubito,
, considerabile ancora è queirorribile malattia, che perciò si chiama venerea. targioni tozzetti,
le ricerche di foster è fuori di dubbio che il male venero è naturalizzato da lungo
l'onesta e dignitosa verecondia familiare, che non evitare una malattia venerea, per esempio
47-215: quelle [chiocciole] che chiaman veneree e le in parte lor somiglianti
per la ve- neresca e celata passione che continuamente m'affliggea dì e notte con
, anche, di ossequio e rispetto; che suscita un senso di venerazione; venerando
si faranno tante congiurazioni contra le virtudi che sempre il nome de la filosofia non sia
. bacchelli, 2-xxiii-657: a meno che, una di queste mattine, non
gorgonea fronte / stille di sangue, che spargendo a terra / il veneroso umor,
, comune della vaucluse), regione che dal 1274 al 1791 appartenne ai papi
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce all'
. -ci). che è proprio, che si riferisce all'antica popolazione dei veneti
veggio, ser ventura, la matricola / che vi convien tener con l'uom venefico
tener con l'uom venefico, / acciò che non facciate come letico / che sempre
acciò che non facciate come letico / che sempre affonda giù la sua navicola.
. vèneto1, agg. che è proprio, che si riferisce al territorio
vèneto1, agg. che è proprio, che si riferisce al territorio delle tre venezie
. a quello della venezia euganea; che appartiene alla cultura fiorita in tale territorio
borgese, 1-36: filippo gli domandò che cosa sarebbe accaduto se, mentre il
m'abbandonai al piacere di quell'apparato che, così ingenuo faceva rinascere in me
balestrini, 2-106: prima i veneti che io non ho visto arrivare poi i
ne conoscevo alcuni [di mendicanti] che sembravano essersi scolla ti da una pittura
sua presentazione. 2. che è proprio, che si riferisce a venezia
2. che è proprio, che si riferisce a venezia e, per
di varie opinione e moltivoleano difender quello che era sotto lo imperio veneto e non
ii-19: missenno parte in consiglio di pregadi che tutti quelli nobili veneti, che erano
pregadi che tutti quelli nobili veneti, che erano stati intromissi per li signori advocatori
, detta la nuova imposta dell'oglio, che si cominciò pagare l'anno 1556,
dalla quale gli spagnuoli non hanno voluto che siano esenti né anco i veneti.
un co lore); che ha tale colore (un oggetto, in
dolce, 1-11: questo stesso color che noi dimandiamo ceruleo, i greci chiamano
. di questa sorte è il biavo, che dagli antichi fu detto veneto. tassoni
aurighi del circo (perché i veneti che la costituivano indossavano vesti azzurre).
e leggero, cotto nel forno, che assume forma di cupola ed è cosparso
alluminio collegate da nastri e cordicelle, che possono essere sollevate come una comune serranda
bensì soltanto leggere veneziane di materia plastica che lasciano entrare la luce a torrenti.
secondo la parlata veneziana e i significati che le parole assumono in essa.
scritta, questa penultima parola è l'unica che meriti avviso, peccherei di poca amicizia
e il venezianismo si ridusse in loro piu che altro a problema di fluidità di veicolo
. m. -ci). letter. che esprime sostegno, partigianeria per la politica
. morasso, 305: la istessa donna che ci appare avvolta nello scialle, allo
d'annunzio, vii-189: quella venezianità che è un riscontro del settecento. -aspetto
. (superi, venezianissimo). che è nativo, abitante di venezia e,
, / di farla in modo tal che apareggi / a quelle della donna vineziana,
/ a quelle della donna vineziana, / che son mill'anni stati ne'lor seggi
, 1-i-100: considerate la prima impresa che fé di bologna, vivendo ancora messer
venezia a partire dal sec. x e che si espanse nella terraferma veneta e nel
alcuno senza il dovuto banchetto, parendo loro che facendo altrimenti si fosse pregiudicato molto alla
loro leggi, vi hanno aggiunto questa, che nessuno dei loro segretari, sotto pena
dominata dai signori veneziani. 2. che è proprio, che si riferisce a venezia
. 2. che è proprio, che si riferisce a venezia, che vi è
proprio, che si riferisce a venezia, che vi è fatto, costruito, in
secondo tecniche ivi elaborate e tramandate; che vi si è sviluppato, che vi ha
tramandate; che vi si è sviluppato, che vi ha raggiunto eccellenza, in partic
politico, artistico, ecc.; che è in uso a venezia (un'unità
(un'unità di misura); che è proprio, che appartiene all'antica repubblica
di misura); che è proprio, che appartiene all'antica repubblica di venezia,
appartiene all'antica repubblica di venezia, che ne costituisce testimonianza storica. bonavia
cavalli, lii-1-265: sua signoria rispose che non era dubbio che, se le
: sua signoria rispose che non era dubbio che, se le navi erano veneziane,
professor zampiga non aveva mai neppure pensato che l'inserviente mangiasse, dormisse, si rivestisse
-tipogr. caratteri veneziani: quelli che il tipografo francese m. jenson disegnò
di ogn'una delle nostre barche, che così è solito pagarsi, accordammo quattro marinari
solito pagarsi, accordammo quattro marinari, che ne venessero a vogar nella nostra barca.
a scrivere una commedia italiana in maniera che tutti se ne contentino; anzi,
lingua spagnuola è pronunziata con una musicalità che ricorda quella del vernacolo veneziano. pasolini,
veneziano. pasolini, 9-190: ciò che nel comico della poesia popolare è ironia o
40 cappelluti lo ànno da accompagnare sin che durerà la visita sul veneziano.
veneziana, a comparazion d'un altro, che paia che non vi pensi e stia
comparazion d'un altro, che paia che non vi pensi e stia a cavallo così
con una fonte luminosa all'interno, che si usa in filze per illuminazione di esterni
esterni. viani, 4-77: quello che lo fece trasecolare fu un palloncino alla
: 'pavimento a smalto': pavimento battuto, che anche chiamano sustantivamente battuto, e pavimento
e pavimento alla veneziana, è quello che è fatto di frantumi di marmo di due
, grande giotom et vene- zianello, che pochi se atrovavano de boni.
vi lasciereste far giù facilmente da un venezianotto che lo sapesse fare. =
veneziévole, agg. letter. che si conforma al garbato formalismo tipico della
sociale veneziana (una persona); che è espressione di tali atteggiamenti (i
città pei tre mesi d'inverno, che tornati fra i loro merli inferocivano peggio
tornati fra i loro merli inferocivano peggio che mai. carducci, iii-28-303: il rispecchiamento
... lascio dire a lei ciò che è. 2. ispirato
veneziòfilo, agg. scherz. che è appassionato estimatore di venezia.
giacosa, 1-244: ad un tale che non conosceva venezia, un fanatico ammiratore
'amico'. venezuelano, agg. che è proprio, che si riferisce alla
venezuelano, agg. che è proprio, che si riferisce alla repubblica del venezuela;
si riferisce alla repubblica del venezuela; che ne è nativo, abitante (una
, abitante (una persona); che appartiene al venezuela, che ne batte
persona); che appartiene al venezuela, che ne batte bandiera (un'imbarcazione)
prendere al meo talento, / più che darmi conforto e bona voglia.
. giacomino pugliese, 191: poi che m'ai al tuo dimino, /
piglia di me tal vengianza, / che 'l libro di giacomino / lo dica
ne farà vegnanza / de tanta iniquitanza, che de te è demustrata? rustico,
ti darò tormento e malenanza, / sì che me'ti varria avermi servita. calandra
servita. calandra, iii-233: credo che il prendere vengianza del romito porterebbe mala
. boccaccio, iii-i-son.: la cagion che teseo fece
più forte, / quando si dice che giusta vendetta / poscia vengiata fu da giusta
infi, 26-34: e qual colui che si vengiò con li orsi / vide 'l
lor come 'l padre fu morto, / che si volea vengiar di sì gran torto
nel 1080), mod. venger, che è dal lat. vindicàre (v
di vengiare), agg. ant. che ha fatto, che ha ottenuto vendetta
. ant. che ha fatto, che ha ottenuto vendetta; che si è vendicato
fatto, che ha ottenuto vendetta; che si è vendicato. palamedès, 39
(femm. -tricé). ant. che attua, che prende vendetta; vendicatore
). ant. che attua, che prende vendetta; vendicatore. guittone,
venia del populo per lo peccato, che aviano commesso del vitolo. passavanti, 144
ch'è degno di venia, cioè che agevolemente si perdona. s. giovanni crisostomo
e di piagnere verso dio, infino che non impetriamo venia e misericordia de'peccati,
via di correggervi de'vostri errori, acciò che meritiate qualche venia appresso del signore.
sesto dì di aprile,... che a'pisani fusse conceduta venia di tutti
tanta era l'estimazione e l'osservanza che i monaci professavano all'antico abate don romano
monaci professavano all'antico abate don romano, che fugli concesso quella venia...
la santità del papa... ricerca che noi domandiamo venia. guicciardini, iii-211
supplicava a concedere ad alfonso da esti che andasse a dimandargli venia a roma
tosto reo, e colpevole apparire, che chieder venia, o umiliarsi. carducci,
espressioni linguisticamente non corrette, di comportamenti che possono apparire scortesi o inopportuni).
e. gadda, 7-113: ira gliespunti che la parte 'bene'cioè naturalmente signorile del mio
oliva, i-1-40: né stimi alcuno, che nominandosi contraddizioni nel clero cattolico si nomini
. veniale1, agg. che, pur essendo contrario ai precetti della
contrapposto a mortale (per l'anima, che perde la grazia).
. lo veniale si è quello, che quando l'uomo l'ammette, li rimane
, 194: al purgatorio vanno quelli che sono rimasi in peccati veniali. muratori,
il peccato originale origina il peccato attuale che è distinto paganamente in tre disposizioni e
disposizioni e cristianamente in sette peccati, che sono mortali e veniali. calvino,
veniali non si sanano con altro, che con la piscina del sangue di christo.
veniale, o degno di scusa, che uno... non sappia in un
così pomposo, conoscere gli articoli, che sono la prima, la minima, e
e poi la più importante cosa, che abbia la nostra lingua? galileo, 3-3-381
caro. ogni colpa, per lieve che la ti sembri, è mortale. carducci
118: pur non reo d'altro peccato che formale, forse veniale nei suoi princìpi
denaro a tutti,... ma che per questi peccati veniali dovesse esser così
veniale2, agg. ant. che è in vendita. reina, ii-282
ferro pellegrinamente lavorate. 2. che si vende, che si prostituisce (una
2. che si vende, che si prostituisce (una donna, le
si aggiunsero le laidezze. 3. che è grettamente attaccato al denaro. mazzini
lacopone, 23-23: omo, pensa che tu mine: -pedocchi assai con lendenine
venènte, vegnènte, vegniènté). che viene, che giunge, che arriva,
vegnènte, vegniènté). che viene, che giunge, che arriva, che si
). che viene, che giunge, che arriva, che si approssima; sopravvenente
, che giunge, che arriva, che si approssima; sopravvenente. - anche sostant
: non gusteranno la morte per insino che avranno veduto il figliuolo dell'uomo veniente
d'euridice trafisse il nascosto animale, che me sopra l'erbe distesa, una nascosa
nascosa serpe venente tra quelle, parve che sotto la sinistra mammella mi trafiggesse.
mi trafiggesse. 2. che si dirige a un luogo (in partic
). - in partic.: che entra in scena. boccaccio, i-468
xiv-2-91: l'immensa affluenza di forestieri che abbiam trovata venenti in italia, ci ha
salvini, 13-241: ed ei marte, che gli uomini finisce, / vegnente contra
noi chiamati 'giostre'. 3. che proviene da un luogo. dominici,
ieronimo ha fatti i fatti suoi, che ogni frate, monaco e secolare di costà
rappresentazione). -per estens. che deriva etimologicamente o semanticamente. stigliani,
, come sostantivi. 4. che avverrà, che capiterà in un tempo successivo
. 4. che avverrà, che capiterà in un tempo successivo al presente
periodo di tempo). -anche: che si approssima, incombente. chiaro davanzati
non ha due cose: l'una che non dipenda di necessità da cosa passata,
necessità da cosa passata, l'altra che da esso dipenda cosa vegnente che sia in
l'altra che da esso dipenda cosa vegnente che sia in essere, o che debba
vegnente che sia in essere, o che debba essere. c. i. frugoni
1-128: e ne'vegnenti dì e sempre che il vidi in appresso, seco stava
noi il trionfo d'una educazione nuova che deve far diversa la vegnente generazione?
state vegnente / fu sì gran piova, che quel terren tutto / rimase guasto.
morelli, 293: tu udirai dinanzi che la mortalità sia nella città di firenze un
prima offende la romagna o la lombardia che la città nostra, e quasi per
vegnente con una persuasione piena e fervida che si faceva loro un torto tirannico. de
lezioni. 6. tose. che è in pieno rigoglio, fiorente, fruttifero
pianta). - in partic.: che è in succhio. palladio volgar.
; ma se sia più vegnente e gagliardo che l'uno dei due capi de'lati
: vegnente si dice l'albero, che fa le belle messe e le forti.
avesse. -che è appena formato, che è all'inizio dello sviluppo (foglie
chiuse e il frutto vegniente) vuol dire che l'ulivo non ha messo la trama
quant'è più saporoso / il ben che dipoi il male ha sua vegnenza.
: le monarchie spirituali e temporali, che furono oltra lo venimento del
è cagione per accidente di cose, che vengono rade volte in quelle cose che
che vengono rade volte in quelle cose che per altra cosa si fanno. guido delle
accompagnato da avv. e prep. che indicano avvicinamento e, anche, avanzamento
luogo è quello dov'è la persona che parla, la persona alla quale si parla
140: i perfetti... bene che venghino a loro e'tentatori, non si
tuoi ducati ducento, e faranne il peggio che tu sai, né mi venir più
tiefolo, ii-5-203: può dirsi con verità che in niuna altra parte del mondo si
finale implicita o con un compì, che indica lo scopo del movimento (e nell'
laudare / la donna a pregare, / che sem- premai ci tenga in sua balia
soldati del papa, tutti a cavallo che veramente erano di buon garbo e ben montati
goldoni, viii-813: non vi è bisogno che venghiate a prendermi. non so venire
stradicciola tranquilla il passo lento del dottore che se ne venia adagio adagio. del
: è venuto guido po. pareva che avesse tuttora dietro di sé i filoni della
colori e dal calcolo infinitesimale, attento che nessuno venisse contromano. -venne
giordano, 145: questo si è, che per quelle vennono a quella luce maravigliosa
per pecunia, e con doni fece credere che unque egli volle. idem, 5-108
120: noi non potiamo sapere pure a che ora nasce uno pulcino dell'uovo che
che ora nasce uno pulcino dell'uovo che tu poni alla tua chioccia. or,
tua chioccia. or, guarda tu, che vuoi sapere a che ora idio verrà
guarda tu, che vuoi sapere a che ora idio verrà a te! -farsi
pascoli, 5: venite, intanto che la pioggia tace, / se vi fu
temporale predicherò l'evangelio di cristo, acciò che non venga a usar male la autoritade
commissario se n'era andato, protestandogli che si verrebbe alla forza. tommaseo,
, / ancor mi sia aveduto / che 'n voi non trovo cor d'umiltade.
] tutto lebroso, e venne a tanto che la reina morì per lo puzzo.
è virtualmente tutte le cose, e par che dia piena facoltà di soddisfare a tutte
impoverì, sicché a ogn'uomo parea che fosse nemico di dio, e che iddio
parea che fosse nemico di dio, e che iddio l'avesse in odio. busone
d'ero- de venne in grazia, che come crescie, così crescie l'amore.
10-160: l'essere misericordioso datore fa che questo tale viene in buono nome
i quali noi chiamiamo galline di faraone, che sogliono venir di levante. straparola,
di levante. straparola, i-162: giunto che egli fu dinanzi al re, addimandollo
al re, addimandollo donde egli veniva e che nome era il suo. tasso,
vittorini, 5-107: sono tutti letterati minori che operano con in mente il romanticismo europeo
qual,... gli parea che di muffa un po'venisse. 12
: comunichiamocene, sorelle, / prima che vangano le stelle. calvino, 1-152:
, 9-23: vien doppo la richezza, che è una virtù circa il possedere,
offizio! bonfadini, 14: venne novelle che lo re s'aproximava alla sua citade
bibbiena, 1-61: dice el protonotario caracciolo che apriate le lettere sue che vengano da
protonotario caracciolo che apriate le lettere sue che vengano da milano. cellini, 1-81 (
189): questo giorno medesimo, che era un giovedì, mi venne di roma
ampio salvo condotto dal papa, dicendomi che io andassi presto,...
andassi presto,... acciò che io potessi liberarmi di quel sospetto dell'omicidio
badoer, lxxx-3-228: di tutte le lettere che gli venivano, si faceva far da
piangere e di dolersi, più tosto che e'venisse da cuore. da ponte
» grido in un tuono di voce flebile che parea venire dal core, « ecco
giustino volgar., io: costui temendo che dopo la morte del re il regno
diede il fanciullo ad uno pastore del re che il portasse via. tiepolo, lii-1-118
sorella. giuliani, i-222: insin che non ho cantato e suonato, la limosina
, ed io per il primo loderei che ella rifiutasse. -divenire di competenza
carducci, ii-15-238: ci perderebbe col caso che al comune non piacesse di vederlo nel
mi hai data la metà di quello che mi viene. aretino, v-1-357: se
. aretino, v-1-357: se l'olive che m'avete mandate fussero di minore bontà
di minore bontà, i due altri vasi che vengono a voi a ciò gli empiate
di regendorf per acquistar con l'armi quello che pretendeva che di ragione gli venisse.
acquistar con l'armi quello che pretendeva che di ragione gli venisse. panzini, 11-709
gli venisse. panzini, 11-709: dopo che si è andati a rischio di vita
andati a rischio di vita, neppur quello che ci viene, ci dànno. -essere
, tornaconto. pirandello, 1-i-273: che n'è venuto ai', a me?
in relazione con una prop. complementare che indica in che cosa consiste l'evento
con una prop. complementare che indica in che cosa consiste l'evento). -
/ e s'i'noi provo, vo'che l'om me penda. armannino,
passavanti, 70: se caso venisse, che la persona veramente contrita non si potesse
, 1248: prevedendo san remigio la fame che dovea venire, avendo raunato in una
prescienzia: notizia delle cose ch'è possivine che pos- sin venire. castelvetro, 8-1-343
d'episodi, cioè di quelle cose che precedettero quella parte o le vennero dietro.