sguardo potesse scorgere... il rospo che sotto alla zolla torpe da cent'anni
carducci, iii-2-33: non son quell'io che già d'amiche cene / destai la
redi, 16-iv-51: crede ulisse aldovrando che il fiele, impiastrato in qualche membro
[in lacerba, iii-143]: mazzini che dovette dire: « fate l'annessione
quella torpidezza così simile al sonno, che teneva la campagna, il suo corpo si
il corpo, una sua parte); che ha perso prontezza di riflessi e di
sempre si vigilava e spesse volte coloro che non dovean dormire si vide
siamo poi quel torpido e balordo popolo che taluni supponevano. morante, i-502: torpida
(l'acqua, l'aria); che scorre molto lentamente (un fiume)
altifon raccolta / poca è l'aria che torpida si sente, 7 d'ansia
distruggeva le opere dei campi, peggio che quando era stata furiosa. gadda conti,
opachi brillava un desiderio da non comunicare che non la vista ormai torpida.
torpida. 7. medie. che ha scarsa tendenza a guarire e ha un
immedicabile. -frattura torpida: frattura spontanea che si verificaquarantasette pondi. l. bruni,
: è cosa notissima tra gli scrittori, che quel pesce marino, chiamato tremola,
la mano ed il braccio di colui che lo tocca, = dal fr
, deriv. dal provenz. torpio, che è dal lat torpedo -ìnis (v
giamboni, 7-49: torquati sono coloro che meritano guiderdone d'alcuna virtude ch'abbiano
e si sono meritati talotta doppia annona sopraquella che prima avevano. 2. provvisto
maggiore, a differenza del minore, che vien chiamato colombella...;
colombella...; il cerchio che gli fa aver nome di torquato, l'
anitra torquata può essere il cisone o altre che hanno collane al collo. =
e settanta nobili sopra gli altri, che erano stati morti o presi. livio volgar
valore attenuato: estrema fiacchezza, rilassatezza (che può talvolta accompagnarsi a un ottundimento delle
, 3-717: fa'[l'ozio] che prima che il torpore e morte mi
: fa'[l'ozio] che prima che il torpore e morte mi tolga le
le mani, io mi ritrova talmente provisto che non mi possa togliere la gloria de
torpore. -con riferimento all'anima che, secondo la concezione platonica, nel
, ottusità. boccaccio, viii-2-257: che dobbiam noi credere altro di questa rimession
agg. ant. nel mondo romano, che ha ricevuto in dono una collana d'
torqueato, agg. letter. ant. che ha una linea arrotondata (un elemento
autorità, in partic. giudice, che usa metodi repressivi particolarmente duri e spietati
spagnolo tomàs de torquemada (1420-1498) che organizzò in spagna il tribunale dell'inquisizione
intransigenza. - per estens.: che ha atteggiamenti pesantemente censori.
: tibaldo udiva i suoi talacimanni, / che gridavan da certi torracchioni, / come
, / e tutta la città par che risuoni. manzoni, pr. sp.
simile. pascoli, 1047: voi che nei torracchioni del castello / vegliate in
il torracchione, poema eroico giocoso, che ancor giace scritto a penna.
6-iv-179: cert'altri... stimano che i nuraghes non fossero altrimenti mansioni di
torrazzétto. biringuccio, 1-131: fornelli che abbiano forma di torrazzetti. p.
non fu tremoto già tanto rubesto, / che scotesse una torre così forte, /
altissime, facte a grande maistria, che soperavano l'alteze de le mura xxx cubiti
ordine. magi, 7: vegezio dice che gli antichi in tal maniera fecero le
: sono le mura ornate d'alcune torri che fiancheggiano il borgo e d'ogni intorno
suoi tonfi, / e le nebbie che affondano il fiume, / e le felci
, xi-117: fu questa la sola vista che turbò un momento, per noi,
della città, non avreste udito altro grido che 'viva la torre'.
, 5-14: sta come torre ferma, che non crolla / già mai la cima
, fuse insieme, formavano questa perfezione che io credevo solida come una torre e,
torre (con valore aggett.): che ha forma cilindrica e svettante. -granaio
1-126: chiamasi questi forni a torre però che hanno quasi somiglianza di torre. archivio
con più rilievo quei re barbuti, che sembrano babilonesi, quei re della corona a
babilonesi, quei re della corona a torre che sembrano iranici. 2.
a più piani, montata su ruote, che veniva accostata alle mura della fortezza o
. l'altezza sua dèe essere tanta che, non solamente colle mura si ragguagli,
ma di maggiore altezza si dèe fare che non sono le torri murate della cittade
, delle scale nautiche e delle torri che si conducono per via di ruote.
g. m. cecchi, 1-i-270: che veder ti possa io alla torre a tre
in più ordini, formando una piramide che procede a doppio movimento progressivo e rotatorio
una costruzione alta fino a 50 metri, che utilizza obiettivi di grande lunghezza focale per
degli scacchi, ciascuno dei due pezzi che raffigura tale costruzione e che può essere
due pezzi che raffigura tale costruzione e che può essere mosso lungo le colonne sia
11. sport. nel calcio, attaccante che in elevazione passa di testa la palla
, 8-vii-1990], 13: tutti dicono che vicini ha scoperto uà torre'e che
che vicini ha scoperto uà torre'e che la torre ha ridato vigore alla squadrali
di raffreddamento, indispensabili per le centrali che non hanno a disposizione grandi bacini idrici
- con meton.: il personale che vi opera. -torre di lancio
-torre di lancio: struttura metallica verticale che consente di sostenere e guidare un missile
nella somitate de la quale lanza parea che ce fosse una torriciuola tutta artificiosamente composta
: v'erano certe torric- ciuole sbandate che col tempo si sarebbero potuto adattare ad
abate [redi]: un vecchio torriere che abitava in una torrucciaccia in riva del
due fanciulle da marito,... che erano ridotte in una torraccia. pasolini
. fazio, v-24-95: e poi che 'n quella parte giunti semo, / non
. tùqqis, var. di tùqois, che è prestito da una lingua forse dell'
tuore cum altretanto di incenso pulverizato, sì che in tutto sia una dragma. g
]: 'torrefattore': termine indicante coloro che provvedono alla torrefazione di semi commestibili per
[di caffè] sanno per esperienza che a ogni aumento corrisponde una diminuzione dei
sopra una carta, con quella materia che uno vuol torrefare. spettacolo della natura
della torrefazione o ab- brustolimento, è che il caffè abbia il colore inclinante al violetto
, 8-665: pretendeva la formi- chetta che tutto il traffico della via, gente,
a cuscino d'aria: mezzo di trasporto che si mantiene lievemente sollevato dal terreno o
terreni accidentati in quanto dotato di cingoli che ne impediscono l'affondamento o lo slittamento
.). -insieme delle componenti meccaniche che permettono il movimento di un mezzo di
. per estens. elemento o forza naturale che trascina con sé, spande, sposta
ecc. targioni pozzetti, 6-32: che l'acqua del mare antico è stata il
principal veicolo dei sughi petrifici, e che dentro ad essa si sono fatte tutte
-sostanza, in partic. fluida, che permette la circolazione o l'assimilazione nell'
far prendere i rimedi sì farmaceutici, che dietetici alle balie, affinché possano essi opportunamente
del latte. 3. ciò che permette la circolazione, la propagazione nello
sassetti, 411: variato il mezzo che ha ad esser el veiculo di questa
4-17: giustissimo fondamento abbiam di credere che essi [nervi] sieno il veicolo proprio
. 4. figur. ciò che favorisce lo sviluppo, la diffusione da
? -veicolo pubblicitario: qualsiasi strumento che consenta di trasmettere un messaggio pubblicitario.
pubblicitario. 5. fattore o condizione che consente di raggiungere un risultato, di
tanto necessaria alla buona disciplina maritima, che si può chiamar il veicolo delle vittorie
veicolo d'un agente finito. -persona che compie un'azione per conto di altri,
, 5-43: voialtri uomini non siete dunque che i veicoli e gli strumenti del dolore
tutti i mercanti, tutti quegli uomini che comprano per rivendere, tutti gli uomini
persone tutte le quali sono il veicolo che accosta il consumatore al riproduttore, e
5-93: sono per l'appunto i minori che fanno più attivamente da veicoli negli scambi
riserve e alla moderazione con sensate rimostranze che per il veicolo dell'ambasciatore suo conte
7. chim. sostanza inattiva che si mescola a una sostanza attiva per
: noi usiamo nel mestiere molti 'solventi'. che cosa sono? sono i veicoli,
mirandola, 65: secondariamente è da sapere che unendosi, come ancora nel primo libro
. vogliono alcuni,... che l'anima razionale descendendo dalla sua stella
ha ad governare. -persona che, in quanto infetta, può trasmettere
. fogazzaro, 1-508: si pretende che potrei essere un veicolo del male alle
10. medie. qualsiasi agente che possa trasportare microrganismi patogeni trasmettendo un contagio
tutto la stagione, il caldo, che è il terreno naturale di cultura del tifo
come veicolo. -condizione o attività che favorisce la propagazione di un contagio.
dispositivo ottico (generalmente un prisma) che serve a raddrizzare le immagini capovolte.
religione induista, animale o essere mitologico che appare associato a ciascuna delle divinità principali
yeientano, agg. ant. che è proprio, che si riferisce all'
agg. ant. che è proprio, che si riferisce all'antica città etnisca di
all'antica città etnisca di veio; che vi risiede, che ne è originario
etnisca di veio; che vi risiede, che ne è originario. - anche sostant
/ con bianche verghe e questa par che piova. landino [plinio], 809
presto padroni del mondo intero. -tela che ricopre le pale dei mulini a vento.
di tela o materiale sintetico appositamente sagomata che, assicurata all'alberatura di determinate imbarcazioni
taglio triangolare inferita direttamente all'albero, che è la più diffusa nelle moderne imbarcazioni
di forma trapezoidale inferita a una pennola che viene alzata a un quarto della sua lunghezza
14. - vela sciolta: quella che non ha un pennone sottoposto. novellino
, e fu fatto di lei ciò che disse. la navicella, sanza vele,
gonfiate vele / caggiono avvolte, poi che l'alber fiacca, / tal cadde
fra tramontana e greco, ma bisogna che passi il mezzo infra greco e ponente
mezzo infra greco e ponente, e che la vela sia latina e non quadra.
, 2-1- 41: la maniera che si tiene nel tagliare questo, s'osserva
parini, 520: già i venti, che accompagnano / la primavera amabile, /
: 'vela marconi': è la vela che risulta dall'unione di una randa con la
, ché il vento spinga, / mentre che ancora intorno il mar lusinga.
, 1097: hanno le carra a vela che caminano con il vento, e quando
di quaranta, o cinquanta vele, che ben presto furono da noi lasciate per
teatrale. firenzuola, 429: finito che fu il bellissimo giuoco, mandato giù
giuoco, mandato giù una vela, che era dirimpetto ad un grandissimo palco, e'
per movere la mola che macina il grano per casa. moretti,
536: subito volto il mulino in modo che il vento soffi di fianco. sciogliere
soffi di fianco. sciogliere la catena che tiene legata l'ala a un palo fisso
su quella missero la vela bianca, acciò che il soccorso venisse da pisa.
vela (con valore aggett.): che ha le punte di tale forma (
c'è la vela del tramontano, segno che il tempo vuol rimettersi. si sente
barca della vaga mente dirizzata a'venti che muovono da'dorate penne ventilanti del giovane
. montale, 14-147: la mano che mulina l'acqua dentro alla pozza /
pozza / sommuove il fondo limo; quella che lega i vènti, ora il sudario
a vela: quello effettuato con alianti che veleggiano in presenza di masse d'aria ascendenti
a vela: tipo di volta sferica che insiste su un piano poligonale ed è costituita
113. fu la prima [cupola] che si volgessi in firenze in quella forma
si volgessi in firenze in quella forma che si dice ancora a creste e a vela
, carta comune a tutti i giocatori che, scoperta alla fine, può essere impiegata
richiesta. siri, i-192. il che cagionò che i parlamentarii abbassassero in questo
siri, i-192. il che cagionò che i parlamentarii abbassassero in questo particolare le
temerarie pretensioni, fermandosi in questo, che si trattasse della loro riforma.
scultore d'anime, comprende michelangelo; dante che alza le vele per acque non mai
lampredi, 4-126: non ostante il segno che facesse l'armatore, perché il legno
., iv-xxvm-7: o miseri e vili che con le vele alte correte a questo
-a secco di vele, che ha perso le vele o le ha serrate
quai candele / ti stenebraron sì, che tu drizzasti / poscia di retro al pescator
: marsilio è tanto cattivo ribaldo, / che e'farò forza di vela e di
luogo al martir tuo fedele, / che, giunto al fin de'tempestosi suoi
e 'l carico delle navi della squadra che indi a sei settimane metterebbe vela per
l'india. pananti, iii-13: vedemmo che il brigantino aveva messo alla vela.
tutte le città d'italia trasse di che metter sotto vela in quarantacinque giorni una
e foci e liti dal vento secco che vapora la dolorosa povertade. tansillo, 1-331
dai fanali, spingere / dalla gente che passa, incurioso / come nave senz'ancora
come nave senz'ancora né vela / che abbandona la sua carcassa all'onda.
fallire. lomazzi, 4-ii-594: temo che s'io volessi entrar nel mar delle
6-216: lontano, in un'acqua lettiginosa che non si distingueva dal cielo, si
lino. velàbile, agg. che può essere velato o, per estens.
segneri, iv-100: né stare a dirmi che bastavano gli angeli a vagheggiare sì
veli o le tende o le cortine che si sospendevano innanzi alle porte interne delle
guglielmotti, 977: 'velaccière': piccolo naviglio che porta soltanto rande e velacce, come
. 'velacciere a tre alberi': quello che porta trinchetto quadro e altri due aurici.
vele della stessa forma dei velacci e che si alzano sopra di questi. dizionario
: voce veneziana. sono piccole vele che si uniscono come i coltellacci alle maggiori.
45: più vesti furono dette da persone che le portarono, come 'pastrana', dal
, secco, ch'io non credo che nella 'velada'abbia corpo. carducci, ii-9-
carducci, ii-9- 129: figùrati, che mi bisogna ordinarmi un abito nero da capo
ii-225: era un omino di men che mediocre statura, molto baffuto, anzianotto
statura, molto baffuto, anzianotto, che non stava mai fermo, facendo di continuo
, i-405: questo era il debito che io volea pagarvi, o ragazzi, cioè
tale tessuto. - per estens. ciò che serve a velare, velo.
; e a gran pena si contentò, che ne fosse corretta la smodata licenza con
levar quel velame terrestre e sassoso, che la lor beltà e chiarezza oscura e copre
a tòr via dal quadro quel velame che l'occultava. 3. coltre
croce, 11: le due tuniche, che sotto all'osso si trovano dette membrane
degli occhi per ricordanza di vergogna, acciò che dovunque tu andrai ti ricordi che tu
acciò che dovunque tu andrai ti ricordi che tu fosti presa. erbolario volgare,
il quale si cela il reale significato che appare non immediatamente comprensibile.
'ntelletti sani, / mirate la dottrina che s'asconde / sotto 'l velame de li
futuri, facendo loro sotto velame parlare ciò che a debito tempo per opera, senza
g. gozzi, i-9-132: voi che avete gl'intelletti sani, mirate sotto il
nascosta sotto il velame de'versi strani è che enea dovesse servire come strumento provvidenziale all'
col velame della vostra umanità, acciò che mi poteste vedere. aretino, 17-199:
imagine ascosa? 8. ciò che serve a nascondere le vere ragioni o intenzioni
quand'io feci 'l mal senno, / che del futuro mi squarciò 'l velame
velaménto, sm. velo che serve a coprire una parte del corpo
santa chiara. equicola, 333: pur che l'amata andasse per la ùazza
magno], 305: è necessario, che coloro, che vogliono dormire si facciano
305: è necessario, che coloro, che vogliono dormire si facciano un picciolo padiglione
. d'annunzio, iv-2-466: sembravami che la vergine già promessa a gesù partecipasse
i velamenti, e quella patina tanto preziosa che lega insensibilmente le tinte, le rende
1-72: 'patina': quel velamento naturale che i secoli inducono sulle opere di bronzo
bruno a modo di vedova, sì che del volto poco si vedea. aretino,
di gentile andare la maniera dei panni di che velate e scoprite le membra secondo che
che velate e scoprite le membra secondo che la intelligenzia dei buoni usa di velarle
questo giorno una di quelle, / che vela il volto, e non si studia
tre mammole appassite spuntavano in mezzo al lino che velava il suo seno. piovene,
gli fu dato da remai ataturk, che modernizzò la città anche nell'aspetto esterno
templi il dì, miseri noi, / che de'lieti dì nostri ultimo fue.
di quella, tagliandone via prima quello che non è buono, 4.
. -anche in senso concreto: ciò che provoca tale offuscamento, tale obnubilamento.
i-90: condanno dunque que'donativi, che trovo condannati in tutte le scritture da
le scritture da dio. quei, che servono, come il dono fatto a sara
fossero i velamenti poetici, né quello che per quelle battaglie degl'iddìi omero s'
lo lettore a ficcare lo intelletto a quello che si finge e allegoricamente s'intende,
finge e allegoricamente s'intende, e che è coperto dal velamento di quelli versi
do in coteste stesse sporcizie, dicendo, che esse sono favole sotto i velamenti delle
6. apparenza, aspetto, forma ingannevole che nasconde quella vera, reale.
fra giordano, 5-375: il velamento, che non ci lascia vedere iddio, si
dell'anima. 7. ciò che nasconde le reali ragioni o intenzioni di
tenerla libera, la tengono soggetta più che fusse mai, e sotto velamento di mantenerla
. velamentóso, agg. medie. che ha consistenza, forma e apparenza di
sente di lui. 2. ciò che nasconde le vere ragioni o intenzioni di
al velo palatino. 2. che si riferisce a un'articolazione con diaframma
3. sf. consonante o vocale che presenta tale articolazione. gramsci, 6-206
studi sulle velari arioeu- ropee non sono che piccoli saggi. = deriv.
., 15-122: lo duca mio, che mi potea vedere / far sì com'
potea vedere / far sì com'om che dal sonno si slega, / disse:
sonno si slega, / disse: « che hai che non ti puoi tenere,
slega, / disse: « che hai che non ti puoi tenere, / ma
puoi tenere, / ma se'venuto più che mezza lega / velando li occhi e
la smania. pascoli, 543: uno che vuole / velar gli occhi, pensar
tremolo or piano, / ode il suono che non s'oblia: / ave maria
). marchetti, 5-177: ciascun che saettate / sia dalle strai di venere,
di venere, e per donna / che dagli occhi leggiadri incendio spiri, / e
di primavera eran tue gote, / che poca giovenil lanugin bionda / velava in parte
. parini, 373: questa, che or vedi, elpin, crinita stella /
annelli da amendue le parti per segno, che sia vero matrimonio. oliva, i-1-765
purg., 1-21: lo bel pianeto che d'amar conforta / faceva tutto rider
. luca pulci, i-34: egli awien che mai nubi del cielo / velino il
nebbie sì fosche e sì lontane, / che 'l sol ne vela dal cefiso al
viso, / e parve il sol, che allora che più splende, / lo veli
/ e parve il sol, che allora che più splende, / lo veli alcuna
rispinte, urli, e un bianco polverìo che
ella rientrò nella sala portando una zuppiera che le velava di fumo la faccia. fenoglio
; vela quanto piu puoi la voce. che parte hai? ».
questa è la sapienza del mondo, che l'uomo sappia con diverse astuzie coprire
coprire il segreto del suo cuore, e che fuomo sappia... con parole
azzini, 69-69: sull'edifizio che il popolo d'italia innalzerà iù sublime
andiera della libertà e dell'associazione sì che rifulga sugli occhi a tutte
fu egli [pani spinelli] il primo che nel lavorare in fresco lasciasse il fare
tela o di una tavola, in modo che la parte velata non si perda di
mortificata, e piacevolmente oscurata, quasi che avesse sopra di sé un sottilissimo velo
l'ho data a'tuoi quadretti, che devo ancora velare (essendomi cambiato un certo
(essendomi cambiato un certo maledetto verde che avevo adoperato) e poi te li spedirò
: tu non tieni conto del dono che ricevesti la mattina che ti velasti.
conto del dono che ricevesti la mattina che ti velasti. 11. per
degna, il grado de la spera / che si vela a'mortai con altrui raggi
perfetto contorno / dell'arme invitta, che qualor percuote / tutta in fiamme si vela
fortuna i volti dubbiosi, e quella che ancora agli altri si vela. filicaia,
, 2-2-210: scoprir vo'quella, che da te si vela / colle tenebre tue
della terra, non veggo gli amici che mi hanno abbandonato ad uno ad uno velandosi
violentata dalle occasioni. il suo discorso, che poteva farlo sembrare crudele verso se stesso
come ci appressavamo a colonia il paese, che spianasi sempre più, si vela di
languide tinte. marradi, 27: or che si velano d'ombra cinerea / le
le notti roride, falbe odorose, / che sotto il languido tedio dell'aere /
quelle sere tepide, nelle quali pare che anche la voce più limpida si veli,
vibrazione così patetica e contrastante col testo che il sorriso appena percettibile di monsignore si
materiale, di vanti a ciò che si vuole riparare, in partic. per
e ritiravano il velario di tela leggera che aveva riparato fino allora gli spettatori dal
i gradi; la volta a lunette, che tutte al centro si conducono a guisa
, concerti, ecc. -tenda che consente di regolare l'intensità della luce
quindi, rompendo il magico velario / che l'edera tessea, con quell'ardito /
. chiarore o vapore più o meno soffuso che si disperde nell'atmosfera. d'
, i-622: esco, scendo verso torino che traspare in un velario a tre tinte
esisteva ancora il sole ma si capiva che dietro i velari di umidità e di nebbia
-con riferimento alla notte, al cielo che sovrasta un paesaggio. barilli,
del cielo. 4. patina che si forma o si deposita su una superficie
bechi, 2-304: il polverone alto che si levava dalle macerie...
. insieme di voci, rumori, suoni che impedisce di ascoltare altri rumori o suoni
teatr. sipario teatrale. -anche: cortinaggio che fa parte della scena. fanzini
. strano velario! aveva il difetto che non si voleva né aprire né chiudere.
. mutamento di articola zione che comporta la sostituzione o l'aggiunta del
casalberti, i-25: queste sono le ispese che io miliadusso faccio in del velasi di
al bisogno, per lo brieve tragitto che in una velata di poche ore mette nell'
or veggiamo se il nostro sanese dialetto, che pur sempre ebbe l'attrattiva per lo
monti, sia una miniera così povera, che non meriti la pena di una velata
grandissima distanza... è difficile che un bastimento commerciale possa condursi in una
ai proconsoli di lui i signori sindaci, che ne invocavano l'aiuto: e se
verga, 8-369: la prima volta però che s'arrischiò a fare velatamente queste lagnanze
schermo di garza, anche colorata, che si pone davanti alle lampade di scena per
. la testa, il volto); che ha il volto coperto da un velo
., 30-65: vidi la donna che pria m'apparìo / velata sotto l'angelica
festa. boccaccio, 9-81: coloro che friggono sono usati... con faccia
vi ricordo la riforma delle donne: che tutte le fanciulle vadino velate; che
che tutte le fanciulle vadino velate; che non si vegghino e capelli. bellori,
seno, / la bella donna, or che l'ha grave e pieno, /
come una donna esperta e più forse che non conveniva, nelle cose del mondo,
finestre velate. -ricoperto da velami che attenuano la luce (una lampada)
disse: « ohimè! maestro mio, che avete voi che così morto sete?
ohimè! maestro mio, che avete voi che così morto sete? » tarchetti,
. il soffitto, rovesciando le pupille che erano velate di bianco. savinio, 2-157
quei cani vecchi e velati di cateratte, che s'aggirano come ombre per casa.
di costanzo, 95: il sol, che chiaro a tutti gli altri splende,
ma di nubi velato, / apria colei che de la luce è scorta. cesari
comisso, vi-21: rasentata l'arabia, che ogni tanto appariva nella velata altezza dei
, sono tutti ricordi cesellati dal freddo, che aizzava il sangue giovane e acuiva i
acuiva i sensi. 4. che non è visibile o è offuscato a causa
a la dialettica per due proprietadi: che mercurio è la più piccola stella del
la più piccola stella del cielo, che la quantitade del suo diametro non è
quantitade del suo diametro non è più che di dugento trentadue miglia... l'
.. l'altra proprietade si è che più va velata de li raggi del sole
più va velata de li raggi del sole che null'altra stella. verga, 8-239
mandorli. 5. trasparente, che lascia intravedere ciò che riveste (un
5. trasparente, che lascia intravedere ciò che riveste (un indumento).
carena, 1-119: velato, addiettivo, che talora prendesi anche sustantivamente ed è quella
i lucidi sguardi. pascoli, 148: che fiorirono in quei momenti, brevi e
, balenò un raggio di malizia, che vi faceva un bellissimo vedere. palazzeschi,
triste. calvino, 1-51: l'allegria che gli tornò era un po'velata.
. parini, 916: cinque puttini, che giuocano al nascondiglio: uno cogli occhi
linda semplicità, senza quella nervosa nudità, che son tanto care agli artisti. piovene
contegno dell'uomo, con maggior precisione che nei giorni passati, quando era costretta
apparenze false, ingannevoli, alterate; che è o è reso poco evidente, poco
. pascoli, 1-449: tu vedi che se a lucca è nemico velato, qua
o vergene beata, / l'offerta che nel tempio oggi facesti: / la deità
non pur vide in visione quello, che doveva patir giesù, ma udì fino alle
orando nell'orto. 11. che presenta in lieve misura determinate qualità,
ecc. - in senso concreto: ciò che vela, che copre. l
in senso concreto: ciò che vela, che copre. l. pascoli,
trucco, con soltanto una velatura accesa che gli si vede sul viso a qualunque
pupilla. pratolini, 10-334: il cielo che ebbe una velatura costante azzurro chiaro,
loro posto, smettevano la disordinata tarantella che per qualche attimo avevano ballato.
-e imitata e guardata come lume grazioso che i pittori chiamano velatura -alletta gli occhi altrui
gli occhi altrui e provoca più emulazione che invidia. r. longhi, 1-i-1-43:
carducci, iii-6-294: lodano le arie che con mirabile accordo e con certe velature
accordo e con certe velature, più che lo stesso colorito che per gli sbattimenti
certe velature, più che lo stesso colorito che per gli sbattimenti che fanno i solidi
lo stesso colorito che per gli sbattimenti che fanno i solidi, dimostrano le differenti ore
. ghislanzoni, 18-55: il segretario che aveva letto la prosa di giorgio con
panzini] con altrettanta delizia 1 colleghi che gustavano di solito, quasi tutti, la
sua bella prosa squisita sempre e, più che non paresse per quelle velature, tutta
metafore usate onde riuscirvi non erano valse che a rendere più grottesco il tema.
. 7. sfumatura, carattere attenuato che alcune proprietà assumono in determinate circostanze;
determinate circostanze; attenuazione dei caratteri negativi che la lontananza del tempo conferisce a cose
ben dette. bernari, 6-277: ora che la velatura depositata dagli anni sugli effetti
sentimento, di uno stato d'animo che grava sull'anima o ne condiziona le
di spleen. ne ho rimorso pensando che t'è arrivata in momenti già tanto
monaca, se andando a mensa non avessi che mangiare, avendo bisogno di riposo non
povertà della religione, non ci fussi che darvi. 10. enol. mancanza
sf. marin. l'insieme delle vele che for mano l'equipaggiamento di
o di un'imbarcazione a vela e che ne determinano la tipologia. carena,
, vincitori di corse in circuito, che consideravano il nuovo apparecchio come un veicolo
-velatura fissa-, l'insieme delle superimi che il pilota non può manovrare in volo
: la sequente mattina faceva gl'anni che aveva fatto la santa professione e velazióne
velazqueziano [velaskessiano], agg. che è proprio, che si riferisce all'
, agg. che è proprio, che si riferisce all'opera, allo stile del
. veleggiàbile, agg. letter. che può essere percorso, solcato da imbarcazioni
. ma questo bello non è quasi che un tronco muliebre, con testa,
pres. di veleggiare), agg. che procede sulracqua (un'imbarcazione a vela
parti... sulla locomotiva del treno che porta i volontari toscani da pisa a
. 2. per simil. che si libra in volo (un uccello)
. pantera, 1-43: i vascelli che veleggiano alla latina, portano la vela
giorni e per molte notti, ho capito che l'occidente non ha termine ma continua
continua a spostarsi con noi, e che possiamo inseguirlo a nostro piacimento senza raggiungerlo
miri / veleggiar tra le nubi, o che serena / dominatrice dell'etereo campo,
riguardi umana sede. saba, 7: che fai nel ciel sereno / bel nuvolo
omero colla velocità d'una ala, che per l'aria veleggi. fracchia,
, più grande e bella delle altre, che le veleggiava intorno agitando incerta le sue
, e vedrete come tutte le curve che formano il rabesco di vele, siano
f. frugoni, 3-iii-336: al ricever che fé renato di questacarta, si pose veleggiar
sep., 202: il navigante / che veleggiò quel mar sotto l'eubéa,
mise rauchi gridi di gioia innanzi alle navi che veleggiavano franche il mediterraneo per la terza
, sì crudele e sì cupido, che questo noi contenta; ma per avarizia porta
ma per avarizia porta le vele, che veleggiano la nave sua, entro il tempio
e possessioni, de'fieri tempieri, che fu nel mille trecento sette.
, 1-i-1-459: proprio luca giordano è quegli che spezza la deliziosa traiettoria -parabola non lo
ton.: insieme di imbarcazioni a vela che solcano un tratto di mare.
per lo stretto del mar rosso, che sono una veleggiata di 16 o 18
. 2. aeron. aliante che può guadagnare quota sfruttando le correnti ascensionali
, lungo quel meraviglioso cinto di venere che fascia l'equatore del globo. d'annunzio
littica con un'espansione triangolare che svolge la funzione di una vela,
. dal d. e. i. che l'attesta nel 1831 in audouin.
dove fu fatta la dolente prova, / che un suo fidato l'ebbe a velenare
. campiglia, 1-192: alcuni dicono, che [la regina gio vanna
termometro di 100 gradi immerso nell'acqua che aovea gelarsi col nitro era a gradi7 -
quarto modo è intossieativo e velenativo. che credi tu che sia el detrattore? e1
intossieativo e velenativo. che credi tu che sia el detrattore? e1 detraere è
ed una nella tempia, tutte penetranti più che quattro dita, con un stilo (
: il conciliatore riferisce di avere veduto quattro che mangiarono vivande velenate, de quali uno
, 13-52: stanca [l'invidia] che fu della sua solitudine velenata e
sei sorelle sue. 4. che denota, che esprime rancore, perfidia.
. 4. che denota, che esprime rancore, perfidia. sarpi,
(femm. -trice). ant. che turba, che sconvolge, che corrompe
-trice). ant. che turba, che sconvolge, che corrompe.
. che turba, che sconvolge, che corrompe. ni guastatrice: de'
, agg. ant. e letter. che contiene veleno (una bevanda, una
(una bevanda, una sostanza); che è provvisto di veleno (un serpente
, se veramente quel velenifero liquore, che scaturisce dalle guaine de'denti, sia
animale, ecc.) o sintetica, che, assorbita, anche in dosi relativamente
di gennaio con le sue noci a modo che si pongono le mandorle, e ne'
, e ne'medesimi mesi, ma quelle che di novembre porrai seccherai alquanto al sole
, 1-25 (i-320): non vogliamo che le povere donne possino far a lor
povere donne possino far a lor voglia cosa che sia, e se fanno cosa alcuna
sia, e se fanno cosa alcuna che a noi non piaccia, subito si viene
as- sillante che tormenta l'animo o, anche, un
di pensieri sì spiegati / ched ognun par che sia crudel veleno. tarchetti, 6-i-415
tarchetti, 6-i-415: questo pensiero indefinibile che ora si riveste di forme e si
cuore... per una medicina che m'ha fatto prendere questa donna, amara
2. per estens. qualsiasi sostanza che abbia effetti molto nocivi sull'organismo.
queste cose / e tal diversità, che quello stesso / ch'ad altri è nutrimento
intera farmacia... dei veleni che davano delle coliche più forti e mettevano
bocca, dei bagni e dei sudoriferi che lo lasciavano sfinito. pirandello, 8-447:
. pirandello, 8-447: comprese bene che questi aveva dato su lei sentenza di morte
dato su lei sentenza di morte, e che quella mistura di veleni da prendere a
giorno prima dei pasti, non era altro che un inganno pietoso o il viatico di
. -osteite da veleno: quella che colpisce erbivori messi al pascolo in prossimità
30 (522): ogni passo che fanno nell'andito, senton crescere un tanfo
, un veleno, una peste, che li respinge indietro; con la mano al
di certo tro, essendoli detto, che la moglie li voleva dare il veleno ama
cotesta pessima gelosia, de'tuoi beenfiato che venia con gran doglia e con repente febbre
si venne tanto a spargere questo veleno, che si dimostrava in certe bolle piccole ch'
. svevo, 3-558: m'ero aspettato che il dottore studiandomi mi scoprisse il veleno
il dottore studiandomi mi scoprisse il veleno che inquinava il mio sangue. 5
. 5. figur. ciò che costituisce la causa di una corruzione morale
è, se non vien dal sereno / che non si turba mai, anzi è
veleno. ottimo, iii-598: poi che per la dote di costantino cominciarono a
bere il veleno della lusin che le vuol bene, che questa mostra di
che le vuol bene, che questa mostra di non lo credere, ma
, ma ghigna e fa due occhiolini che dicono il contrario. alvaro, 7-172
di crisi come questo, si accorge che, perduto il rispetto dell'autorità dello stato
si entra nella dittatura dei poteri intermedi, che è uno dei mali più pericolosi,
veleno, o cos'altro si voglia, che ormai minaccia, in tutti i settori
partic.: sentimento, passione d'amore che sconvolge e tormenta profondamente l'animo;
di bavilischio, per sembianza, / che saetta il veleno collo sguardo. tasso
veleno, / tal diletto n'avea / che, fingendo ch'ancor non mi passasse
/ tu solo potrai trarre quel veleno che m'ha distrutta. 6.
. bruni, 448: tu, che, benché sia febo oggi deriso / da
, contiene moltissime verità, ed è peccato che il cruccio e il veleno che acciecano
peccato che il cruccio e il veleno che acciecano, più che una filosofica calma,
cruccio e il veleno che acciecano, più che una filosofica calma, l'abbiano dettato
eretici] il veleno nel loro mal dire che avvelena e corrompe chi gli sente parlare
. croce, iii-32-104: dice il pietrobono che io non ho badato alla grande differenza
io non ho badato alla grande differenza che corre tra l'allegoria che a virgilio
alla grande differenza che corre tra l'allegoria che a virgilio appiccò il medioevo e quella
. 8. persona malvagia, che esercita sugli altri un'influenza negativa,
della casa, ii-84: gli svizzeri, che valente e copiosa nazione è e neh'
loro specialità portano odio, come quelli che niuna cosa desiderano, né apprezzano più
niuna cosa desiderano, né apprezzano più che la libertà, della quale veramente conoscono
matteo venne in mia casa con dire che voleva parlarmi in secreto e doppo,
veleno, cominciò a dire di non voler che io andasse da detto signiore per esser
gran signiore e poderoso di quello e che per sua causa il duque di bata due
. 10. chim. sostanza che, in una reazione catalitica, deprime
altrettanto mi diventi veleno questa scipita polenta che sto mangiando. » viani, 4-118:
sto mangiando. » viani, 4-118: che mi faccia veleno la birra che beveremo
: che mi faccia veleno la birra che beveremo, se non è vero che ho
che beveremo, se non è vero che ho letto questo. -buttare,
, 4-47: tu non sai fare altro che buttar veleno contro di me! lancellotti
at cito desinuni.. idem valet 'acqua che corre non porta veleno'. idem,
dolce veleno. ibidem, 165: acqua che corre, non porta veleno. ibidem
22-100: egli tuttavia fulminando comandò velenosamente che la mattina de l'altro giorno fussero arsi
l'altro giorno fussero arsi tutti quegli che per i detti di caterina avevano lasciati gli
con la voce rauca, velenosamente: « che i ceri sieno serviti a san gonselvo
-in modo che può determinare o comportare conseguenze dolorose o
3. ant. in modo che può rivelarsi letale. livio volgar.
tommaseo]: allora lo perì velenosamente, che colla spada lo passò per mezzo del
gli uomini tanto è grande e crudele, che non si può superare con veruna sorte
stomi, e fra le molte ragioni che adducono, una è che essendo questi animali
molte ragioni che adducono, una è che essendo questi animali di vene e meati
agg. (superi, velenosissimo). che contiene o costituisce veleno;
contiene o costituisce veleno; che può essere causa di avvelenamento o di
vita li tolse, / tinta del sangue che era velenoso, / quel can malvagio
come un'altra volta vi contai, / che era agli amanti un velenoso tosco,
l'erbe velenose la vigna del signore, che più da lì innanzi niu- na se
mezzi funghi velenosi. 2. che è in grado di elaborare e trasmettere sostanze
la spezie per lo genere, volendo che per 'idra's'intenda qualunque velenosissimo serpente.
siena, 139: e1 serpente era maliziosoiù che niuno altro animale della terra, il quale
>io. e questo cognoscendolo il dimonio, che quello era il più pessimo animale e
landino [plinio], 163: dicono che e'ramarri in grecia sono velenosi e
5-61: nelle tane di quella pianura sapevo che correvano lucertole velenose e millepiedi.
velenosa e adusta,..., che molte generazioni di viti in tal maniera
viti in tal maniera sì alidisce, che il loro frutto al niente al tutto riduce
bestiame. 5. figur. che arreca sofferenza, travaglio interiore; che
che arreca sofferenza, travaglio interiore; che volge al male atti e pensieri ed è
scriver i dolori discordi, e confusi, che si sostengono nel seguir questa rabbia velenosa
, anzi risorge / in lui, che ornai dal velenoso tarlo / nel core è
. arbasino, 57: è logico che le compagne parlino di lei con quella
una persona). - anche: che è furibondo, in preda all'ira.
donne] son tanto superbe e tanto velenose che attossicherebbono un uomo con lo sputargli addosso
8-39: sapete dirmi, ragazzi, che bestiaccia lorda, mordace e velenosa può
mordace e velenosa può essere stata quella che ha informato erode della nascita di gesù
ma velenoso e accanito gruppetto di persone che nascoste nell'ombra cercano a tutti i
costi di rovinarmi. -ant. che esercita sugli altri un'influenza negativa o
, 6-186: soltanto io dico: / che oratori, a cui capo è il
, n. 9. 7. che denota o deriva da astio, rancore,
e tanto è velenosa la tua vista / che ciò che miri corrompi per paodo.
è velenosa la tua vista / che ciò che miri corrompi per paodo. albertazzi,
ebbe il volto improntato del velenoso sorriso che anna aveva dovuto- avere scrivendole. suzzati
in vana polemica con gli articoli velenosi che leggeva di continuo, si intestava a
6-180: il dire così asciuttamente, che l'umana felicità è costituita nel piacere,
freddo spavento. 9. che risulta sgradevole alla vista (un colore)
. cecchi, 2-149: vide con orrore che si trovava imbarcato sopra due immensi bastimenti
estens. contagioso, infettivo, particolarmente che ascanio dicessi così. c. e.
così velenosa, né strage così acerba, che l'uomo stesso all'uomo non sia
26-109: quando di sopra ho detto che i bordelli son sicurissimi, ho inteso di
. papini, 27-826: ed ecco che il mio sposo fu chiamato dal re
chiamato dal re alla guerra ed ecco che ritornò vittorioso ma ferito di velenosa ferita
volgar., 4-17: avviene ancora spessamente che nel tiziola, una parola velenosetta
fotogr. piccola anta di plastica o metallo che serve a proteggere dalla luce le pellicole
4. ant. tenda di colore rosso che contrassegnava le botteghe degli usurai.
di poi [s. bernardino] disse che questo contratto delle dote delle fanciulle dove
istà fermo, era più cattivo contratto che non era quello del giudeo che prestava
cattivo contratto che non era quello del giudeo che prestava colla veletta rossa.
fatti luoghi è bene avere vellette e torri che scoprano molto di lontano. m.
un ragazzo, acciocché scorga le navi che vengono, dal più lontano che può.
le navi che vengono, dal più lontano che può. d'annunzio, ii-919:
issava il tricolore, / più agile che mozzo alla veletta. 2.
. 2. soldato o marinaio che sta in un punto elevato o in
giorno viene una loro veletta e dice che sulla strada sta per passare un forestiero.
3. ant. vista, panorama che si gode da un luogo, per
veleta, dimin. di vela 'sentinella', che è dallo spagn. vela, deverb
. 2. ant. banderuola che indica la direzione del vento. ser
: idest la veletta de ferro, che sta sopra alla campana dell'orologio.
d'ambra, xxv-2-329: non creder già che zanaiuoli o simili / uomini intorno alla
. piccolomini, 2-46: voi sapete che una certa sorte di persone, come
22: sono il velet- taio, che qua dalla madonna di casa fui chiamato,
. machiavelli, 1-ii-489: le velette che pongono il giorno a velettare il nimico
, sono state cagioni della rovina di colui che ve le pose. =
-sistema velico: l'insieme delle vele che costituiscono l'attrezzatura di un bastimento.
insetto appartenente all'ordine degli eterotteri, che vive in sciami presso stagni, ruscelli
velièra1, sf. ant. ornamento femminile che serviva a fermare il velo intorno al
savonarola, iv-338: è sono molte, che non si curano d'esser chiamate figliuole
chiamate figliuole del diavolo, cioè quelle che vanno con quelle veliere, zazzere e
;... e questo fu che e'fanciulli avevano avuto animo da frate girolamo
avevano avuto animo da frate girolamo, che dovessino correggere le disoneste portature.
sempre con più spesa e più tempo che non le vaporiere del golfo arabico e le
(un'imbarcazione). -per estens. che veleggia spedita- mente. sanudo
48: quelli della caravella nigna, che era più veliera, e andava più avanti
andava più avanti, stimando certamente, che fosse terra, spararono un pezzo di
la sua scuna era così veliera, che fuggia la caccia delle navi da guerra come
sm. nave, bastimento a vela, che sfrutta il vento come unica forza propulsiva
: 'velièro'('velière'): bastimento che va solo a vela. ferd. martini
armata, s'apparecchiava a quello, che primieramente di comune consiglio de'proveditori e
dal d. e. i. (che l'attesta nel 1870).
molti molluschi gasteropodi e lamellibranchi marini, che presenta una particolare formazione laminare cibata detta
resistente, senza vergelle ne'filoni, che in passato veniva usata nell'arte libraria per
frontespizio, poi c'è una velina che protegge una fotografia di mao.
i985l, 5: « la velina che annunciava il primo commento americano alla decisione
vitello'(dal lat vitulinus), che già nel xiii sec. diventa sostant come
velinaro, sm. spreg. giornalista che riporta acriti camente le notizie
spiegava il sempre più compianto ennio flaiano, che si sarebbe sentito assai disorientato in questo
mondo di velisti e di velinari, che gli stupidi sono privi di idee.
. giordani, ii-1-123: io vorrei che tu mandassi a testi un bell'esemplare velino
mercato. velino3, agg. che è proprio, che si riferisce a velia
velino3, agg. che è proprio, che si riferisce a velia, città della
.. e nominare i porti velini, che al tempo di palinuro non erano ancora
, lo skipper di 'stars and stripes'che ha virtualmente vinto la coppa america.
[plinio], 147: l'aste che si chiamano velitari, e quelle che
aste che si chiamano velitari, e quelle che si chiamano pili trovò tirreno.
ciascuno dei soldati armati alla leggera che avevano il compito di disturbare e attaccare per
ma i morti d'ora non son più che morti, / intorno per le terre
foscolo, xv-205: oltre molte ragioni che mi terranno a milano oltre quel tempo
tempo, la più forte si è, che tre poveri giovinetti veliti figliuoli di famiglie
nobile e generoso louvet non è altri che l'autore delle 'liaisons dangereuses'. =
, agg. ant. e letter. che è proprio, che si riferisce alla
e letter. che è proprio, che si riferisce alla città e al territorio di
croce, iii-22-270: nel 1910 col 'forse che sì forse che no', cantava d'
: nel 1910 col 'forse che sì forse che no', cantava d'annunzio la passione
, 1-121: 'velivolo': aeroplano senza motore che può compiere voli slittati e planare o
. agg. ant. e letter. che veleggia speditamente (un'imbarcazione a vela
, i-804: una graziosa cimba velivola / che avesse il blando nome di glàuce,
. iacopone, 59-24: puoi che deo ha lo mio velie, / possessor
ch'igualmente è mossa, / l'amor che move il sole e l'altre stelle
quanta viltà l'alma conscende, / che s'è fatta de'cibi una corina
(e quindi sterile, vana, che non riesce a tradursi in azione)
-nel linguaggio comune: aspirazione ambiziosa, che per lo più appare superiore alle capa
di fermo proposito a un poco più che velleità. pellico, 2-6: sto bene
disegni, con tono più cordiale gli chiesi che cosa fosse da civile.
velleitariaménte, avv. con una volontà che appare sterile, vana. arbasino
velleitario. velleitàrio, agg. che appare vanamente ambizioso, sterilmente pretenzioso
1934). soldati, 2-358: capiva che le opinioni antifasciste di emilio erano velleitarie
opinioni antifasciste di emilio erano velleitarie: che erano teoria e non pratica. arbasino
po'di grotowski. 2. che nutre aspirazioni, desideri, ambizioni sterili e
perché nessuno riconosceva il suo genio e che, in fondo, rinun- ziava a
90: niente mi irrita più del 'velleitarismo'che soppianta la volontà concreta. moravia,
agostino volgar., 1-1-53: quelle cose che sono necessarie a sostentare i vivi,
come il mangiare e il vestire, posto che quando mancano affliggano gravemente, non rompono
sm. (femm. -a). che è proprio, che si riferisce a
. -a). che è proprio, che si riferisce a velletri; che è
, che si riferisce a velletri; che è originario di velletri o vi risiede
imprecava all'incontro l'oste velletrano, che aveva avuto la cattiva ispirazione di ridurre
g. gozzi, 1-269: ella disse che da un anno incirca avea principiato a
percorse la riunione, quando furon capacitati che diceva a loro. -desiderio
iv-2-49: un fiato di giovenca sazia, che l'uomo seguiva con un abbandono molle
di vellicare), agg. letter. che produce una sensazione di solletico, di
m. borsa, xix-4-718: quello scritto che traducesse in letteratura la vivacità, la
lattee carni col rostro vellicando talora, che con baci di umana bocca in mille siti
segnate. pascoli, 965: io, che così, con una piuma, il
piuma, il viso / ti vellicai, che tu torcesti alquanto / le labbra,
6-i-225: era una di quelle illusioni ottiche che si provano nei sogni da fanciullo;
qualche cosa di simile a quelle visioni che si ottengono a quell'età, vellicando le
tutta sarai tu l'arpa della sera che vellico col mio canto di sfida!
infiammazione, ma da un fumo bilioso che esternamente le vellicava. campailla, 12-79
degli aliti ferventi: / col vellicar, che fan del dibo i sali, /
dette strizzando l'occhio, presero un che di lubrico. vellicavano. facevano ridere
ii-210: simili altre stramberie... che facevano palpitare il cuore delle belle,
scherno. bacchelli, 15-66: l'odio che nutriva e di cui si credeva oggetto
fermarsi su un nede nudo e sporco che immediatamente si ritrasse, come vel-
(femm. -tricé). letter. che provoca, che stuzzica con sottile ironia
). letter. che provoca, che stuzzica con sottile ironia. rovani
con quella sua satira leggermente vellicatrice, che forse non riesci a passar la prima
paiono cosa torpida ai talenti odierni, che appena sopportano il frizzo della gazzosa o
del corpo (e la sensazione di prurito che ne deriva). baruffaldi,
starnuto per la titillazione o vellicazione, che fa colle particole volatili nelle parti nervose
annunzio, iv-1-341: era una carezza che elena soleva fare... costringendo l'
una parte del corpo (e la sensazione che ne deriva). ojetti, i-327
). ojetti, i-327: sogno che insetti d'ogni specie s'affollano sul
il vellico di una carezza sul collo, che glielo stringeva al pari di un laccio
ferìolo in tal maniera sopra la testa che lo partìo per mezzo dallo capo allo
di radicandoli, 178: fermato è che neuno possa comprare in ra- dicondoli ancora
5-3-158: ci è medesimamente il cilicio, che è una sorte di veste fatta di
mitologia greca, quello del montone alato che trasportò frisso ed elle, figli di
viril 'alta grandezza, / che riportò da coleo il vello d'auro,
dio! 2. folta peluria che ricopre una parte del corpo di una
cosparso come di un vello tutt'altro che ripugnante. -pelo pubico.
frondi d'alcuna spinosa pianta così lanuginose che si possano del vello loro tessere i panni
, 3-i-166: il vello di neve che scivola e piega / nei ghiacci protesi
sui lividi artigli. -fitta vegetazione che ricopre un territorio, un rilievo fisico
dosso coperto di un vello verdescuro, che impediva la vista del mare.
la qual [fame] voglion i naturali che nasca in noi da 'l toccarsi e
carlo un altro carlo non si spense / che oggi regna; e suo carnai fratello
, xxxv-ii-311: tignoso fa cappello / poi che perde il vello. = voce
manevole. bacchetti, 9-412: nel crepuscolo che velluta le chiome della piccola pineta sulla
conserva la cintura della celeste genitrice santissima, che espeditissimamente si vede essere di seta vellutata
ricoperta di cimatura o polvere di lana che le conferiscono un aspetto simile a quello
. 2. per estens. che presenta un pelame morbido e lucente che
che presenta un pelame morbido e lucente che ricorda il velluto (un animale).
-folto, fitto (la peluria che copre il corpo di una persona)
e cioè di una peluria vellutata e scura che le copriva gli avambracci, le guance
di minutissime glandule, affinché, secondo che è d'uopo, il cibo si
3-174: ogni volta, del resto, che in america ascolto musica,..
e, talora, da una lucentezza che ricorda il velluto (anche con riferimento
, lucidi, stupendi, di quelli che allora si chiamavano vellutati. morante,
or qua or là i ricchi oggetti che lo circondavano. 7. morbido
, quasi femminea. 8. che ha un gusto morbido, non secco (
tessuto, di un tipo di carta) che dà l'impressione tattile e visiva del
a significare lo stato di una superficie che è coperta di una specie di peluria
operazione di finitura superficiale di alcuni tessuti che ha lo scopo di produrre succedanei del
il vellutello nel cortiletto. -strato che le alghe formano sulla superficie di acque
dial. veludèr), sm. artigiano che tesse velluti. - anche con valore
tre colpi, e taglia sul primo ferro che fu messo, e così di seguito
di damasco e di vellutino a opera, che saranno cosa rara. g. g
. pratesi, 1-70: non voglio che porti al collo quel vellutino rosso così
. region. nome comune di alcune piante che presentano fiori (come nel caso della
, agg. ant. e letter. che presenta un folto pelo; peloso (
boccaccio, ii-311: mi pari già che diana trasmuti / le membra mie in
... /... che dal monte scenda / un velluto leone.
fiacca donzella, o garzonetto imbelle, / che su letto di felci adagi il fianco
'fiore'; e si chiama quella pianta che fa un fiore a modo d'una nappa
a modo d'una nappa rossa e che ha aspetto e tatto di velluto; altrimenti
lo costo di quattro pezze di velluti che si feciono fare in firenze del mese di
color della seta tagliata mostrarsi molto più oscuro che quel della non tagliata, mediante le
giovanotto in abito di velluto alla cacciatora che traversa la via. -con meton
per indicare un atteggiamento accomodante e disponibile che dissimula in realtà intenzioni aggressive.
rami eretti con foglie ricche, lunghe che, sotto il velluto chiaro della pagina inferiore
nascondono minuscole fiale, piene, nientemeno, che di atropina. -figur.
velluto (con valore aggett.): che dà un'impressione visiva e tattile di
... d'innocenzo cappa, che mi vuol troppo bene e può osare una
bene e può osare una iperbole, che la mia superbia ben accetta col suo augurio
344: vorrebbe mandaste a dire di sadoleto che facesse quello epitaffio di monsignor di baiosa
3. zool. strato di epidermide vellutata che ricopre le coma dei giovani cervidi e
foresta primordiale, ed i maschi adulti, che possono oltrepassare i 150 chili di peso
da una epidermide vellutata, il 'velluto'che poi rinsecchisce e cade. 4
camera, e larga a pantofole, che passeggia per sì lungo tempo sul velluto
classe. ammirato, 3-8-84: violante che, se ben un poco è attempatetta,
accostatosi, per gli urti de la turba che lo spigne, al domine che dà
turba che lo spigne, al domine che dà le candele, sdrucciola e frega la
per il morbido del piviale di vellutàccio, che gli ha indosso. =
io l'avea scorta, / vedea che le donne la covrian d'un velo.
/ le cingea 'l capo in guisa che capello / del vago nodo non usciva fuora
andava a quel modo stralunata, ecco che le viene innanzi un'altra donna sotto un
colore bianco e in genere di tulle, che nell'abito da sposa tradizionale copre il
d'arancio. -banda di tela che portano sul capo le suore e le
: e poi potesti da piccarda udire / che l'af- fezion del vel costanza tenne
più dato di vedere mia madre, che prese il velo in un lontano convento
francia fra i secoli xiv e xviii, che consisteva nel costringere l'imputato a trangugiare
di una materia, anche organica, che viene distesa su una superficie o che
che viene distesa su una superficie o che la ricopre. cellini, 2-ai
375): ancora v'era da considerare che io avevo messo un velo addosso alla
, / sì ch'io sfoghi 'l duol che 'l cor m'impregna, / un
impregna, / un poco, pria che il pianto si raggeli. ciro di pers
-velo di cipolla: sottilissima pellicola che riveste il bulbo della cipolla.
dal velo d'acqua emergeva appena un pino che il taglio aveva rispettato.
della notte o di un luogo non illuminato che nasconde gli oggetti alla vista; strato
gli oggetti alla vista; strato di nubi che offusca il sole o le stelle.
durò sin a quella ora / che spigando pel mondo oscuro velo / tutte le
a farsi luce, una luce però che pareva emanare dai veli di nebbia bianca raccolti
di nebbia bianca raccolti nelle vallette, che scesero poi come rivoli a illuminare la
di tristezza, malinconia, ecc. che si percepisce sul volto di una persona.
. 6. figur. ciò che impedisce la comprensione o la conoscenza di
dagli occhi mia l'oscuro velo / che veder non mi lascia lo mio errore,
: leva dagli occhi tuoi il velo che ti acceca e non ti lascia veder il
acceca e non ti lascia veder il cammino che dèi cami- nare. g. gozzi
gozzi, i-1-137: o fosco velo, che le umane menti / leghi quaggiù con
è ora ben tanto sottile, / certo che 'l trapassar dentro è leggero. gemelli
il signor matteo egizio, mio amico, che potrebbe nascondersi una verità istorica. g
gozzi, 1-1: credetemi... che la favoletta vostra sotto il velo dell'
ii-343: niuna sia più vituperosa malvagità che quella la quale si fa per avarizia,
né di tanta finezza / quanto quel che s'asconde / sotto il vel d'onestate
la virtù presso i libertini non è che un nome, una maschera, un velo
9-147: simone aveva riconosciuto... che le platoniche fantasie del giorno innanzi non
platoniche fantasie del giorno innanzi non erano che veli stesi a confondere l'urgenza dei
ch'altri cangia il pelo / anzi che 'l vezzo, e per lentar i sensi
, lume del cielo / questa vertù che nuda e fredda giace / levala su vestita
dante, purg., 2-32: vedi che sdegna [l'angelo di dio] li
] li argomenti umani /, sì che remo non vuol, né altro velo /
remo non vuol, né altro velo / che l'ali sue, tra liti sì
timon non si tocca a proposito da un che l'intenda. 11. anat
parentado medici- gonzaga, i-119: affermando che se bene alle più ne seguita il
alle più ne seguita il sangue, che non perciò è questo di necessità e che
che non perciò è questo di necessità e che a molte non viene, ridendosi anche
, o panno, o zona virginale che dicono rompersi. -parte della membrana
parto. -in senso generico: membrana che riveste esternamente un organo. c
. calzabigi, 169: decretò dunque che la prima sera / dell'opera i cantanti
/ e l'ugola sforzassero in maniera / che il velo palatin restasse infranto.
12. bot. velo parziale-, membrana che riveste la faccia inferiore del cappello dei
faccia inferiore del cappello dei funghi e che sparisce al termine dello sviluppo. -velo
formato da un solo strato di cellule che ha la funzione di assorbire e accumulare
. -velo totale o universale-, membrana che riveste interamente il ricettacolo dei funghi a
il ricettacolo dei funghi a cappello e che sparisce al termine dello sviluppo.
dal sacerdote durante le cerimonie religiose o che riparano o celano oggetti sacri.
occhio e la cosa veduta, tale che la pirramide visiva penetra per la rarità del
antichi ebrei, tenda di tessuto prezioso che celava alla vista il santuario che custodiva
prezioso che celava alla vista il santuario che custodiva l'arca dell'alleanza; i vangeli
arca dell'alleanza; i vangeli tramandano che essa si lacerò alla morte di cristo.
azione d'attacco di un giocatore senza palla che consiste nel liberare un compagno dall'avversario
avversario, simulando di intervenire sulla palla che viene invece lasciata a un compagno.
un compagno. -nella pallavolo, disposizione che assumono i giocatori durante la battuta di
cielo; / e la terra, che pria di qua si sporse, / per
sta remota / per lo raggio lucente che la 'nforca / sì di traverso che le
lucente che la 'nforca / sì di traverso che le si fa velo. cecco d'
del primo cielo, / ché ciò che sensibilità possedè / il loco circoscrive e gli
ella contenuta ragion vede, / sì che aver fine il cielo non s'awera.
, 12-i-60: io vi perdono le meraviglie che andate dicendo di me, perché so
andate dicendo di me, perché so che l'amore che mi portate vi fa velo
di me, perché so che l'amore che mi portate vi fa velo al giudizio
là in fondo fa velo / più che i rami, allo sguardo, l'afa
i rami, allo sguardo, l'afa che a tratti erompe / dal suolo che
che a tratti erompe / dal suolo che si awena. -senza velo o
, facendo loro sotto velame parlare ciò che a debito tempo per opera, senza alcun
: quanti imbrogli, quante scene, / che mi -che si divulga rapidamente (una
agg. (superi, velocissimo). che si muove rapidamente, che inizia sollecitamente
). che si muove rapidamente, che inizia sollecitamente a muoversi, svelto.
svelto. - in partic.: che cammina con passo energico e affrettato,
cammina con passo energico e affrettato, che corre celermente (anche con riferimento a
tasso, 5-53: guelfo, poi che 'l giovene feroce / affrettato al partir preso
-di animali, anche fantastici o immaginari: che ha corsa, volo, nuoto rapido
/ qual a le voci il cor, che già spuntare / il fin acciar io
, quivi / il dolente fagian, che ancor rammenta 7 il materno delitto,
, v. pieveloce. 2. che è pronto a fare qualcosa, che esegue
. che è pronto a fare qualcosa, che esegue con immediatezza e rapidità; che
che esegue con immediatezza e rapidità; che non tarda ad agire e conclude senza
e conclude senza esitazioni un'azione; che è proclive a un comportamento. -anche
ad apprendere facilmente (l'intelletto); che passa rapidamente da un oggetto all'altro
velocissimo scrittore. 3. che è posto in movimento, lanciato o trasportato
in movimento, lanciato o trasportato, che sviluppa un moto con notevole rapidità (un
corpo fisico, un oggetto), che si propaga rapidamente (la luce).
). - in partic.: che compie la sua orbita in breve tempo
d'ebano e la palla, poste che sieno dentro l'acqua, vanno amendue in
: e più e più lenta secondo che ella sarà più larga e sottile. g
città di pianura ed al treno veloce / che fra poco ore m'avrebbe smemorato di
nuova di monsignor dell'isle; però presuppongo che ne sia bene, atteso che le
presuppongo che ne sia bene, atteso che le male nuove sono pur troppo veloci.
pur troppo veloci. 4. che scorre rapidamente e impetuosamente (l'acqua
reai tanto veloce / si minò, che nulla la ritenne. trissino, 2-2-162:
sono i migliori e più sani quei che nascono in fiumi veloci e correnti. filicaia
le vette escono dalla scorza di ghiaccio che si scioglie torbido e veloce per le
: a similitudine d'un ritrosito vento, che scorra in una renosa e cavata valle
in una renosa e cavata valle, che pel suo veloce corso scaccia al centro
corso scaccia al centro tutte quelle cose che s'oppongono al suo furioso corso,
lancia, 3-74: se tu vedi che, poi che ella avrà ricolta la palla
3-74: se tu vedi che, poi che ella avrà ricolta la palla, per
. chiabrera, 1-iii-126: criso impon che il suo destrier si freni: / destrier
il suo destrier si freni: / destrier che i fianchi, e le nervose gambe
e e frugoni, 2-40: par che sia carlo a cavallo al vento, per
tragitto, all'isoletta felice, più che ritratto, ristretto del paradiso.
(un discorso). - anche: che ha ritmo agile e rapido (un
quasi precipitosa la prolazione. 7. che nasce altimprowiso nell'animo, nella mente
veloce e santo / consolar dovrebbe arcadia, che raccende e che l'irradia. poerio
consolar dovrebbe arcadia, che raccende e che l'irradia. poerio, 3-26: ti
vasta e veloce. 8. che trascorre rapido e inarrestabile (il tempo)
quanto più m'avicino al giorno estremo / che l'umana miseria suol far breve,
chiabrera, 1-iii-223: pensa, / che il tempo velocissimo cammina. d'annunzio,
consegue. 9. sport. che consente di raggiungere velocità elevate (un
, unità di un sistema di elaborazione che rende disponibili i dati in tempi molto
: reattore a fissione privo di moderatore che utilizza neutroni con energia superiore a 0
velocicamminanti). ant. letter. che procede velocemente (una nave).
carducci, ii-4-181: molto godo che il poliziano, prosegua velocifero.
velocifer. velocìgrafo, agg. che scrive di getto e copiosamente (e
su cui si saliva a cavalcioni e che si faceva avanzare azionando con le braccia
alla quale si montava a cavallo, e che si faceva andare avanti muovendo alternativamente con
-anche in un contesto figur. che consentono di misurare la velocità con metodi ins
, 8-2-186: si crede d'achille che corresse tanto velocemente quanto non è possibile
il cardinale] precedendo velocemente il clero che gli faceva codazzo. d'annunzio, iii-1-612
chiodini velocemente con quel tac tac secco che era il rumore che si sentiva in
quel tac tac secco che era il rumore che si sentiva in casa sempre a tutte
girando;... e vederai manifestamente che quelle ultime parti della ruota, si
ruota, si muovano molto più velocemente, che quelle che sono propinque al centro.
si muovano molto più velocemente, che quelle che sono propinque al centro. galileo,
altre lentissimamente in cerchi picciolissimi, secondo che queste e quelle si troveranno più o
, e da quella scoccò una saetta che velocemente volando mi percosse qui nel petto appunto
ramato oggetto velocissimamente palpitando, è cagione che gli altri moti del corpo si affrettino.
dell'esercito non fu possibile, per diligenza che s'usasse, il far sì che
che s'usasse, il far sì che le spie degli orsini, che erano molte
sì che le spie degli orsini, che erano molte e segrete, non ne portassero
, 5-61: velocemente, si convinse che poteva significare anche questo. 4
iii-217: moltissimi altri medici hanno osservato che questi sì precipitosi tagli, o rimedi crudeli
ha tempo: così li. angeli che sono sopra ogni tempo veggono questa velocità quaggiù
e il tempo andare velocissimamente e dicono che questa vita è brevissima cosa. fagiuoli
l'è il prezioso 7 tempo, che fugge sì velocemente. montale, 4-46:
in tanti velociferi cento cannonieri piemontesi, che vanno a palmanova. bresciani, 6-iii-114
2. scherz. con valore aggett. che procede velocemente (un lavoro).
vengono scambiati per tre di quei velocipedastri che, in occasione aelle corse, si vestono
velocìpede, agg. letter. che corre rapidamente, veloce nella corsa.
(plur. m. -ci). che si riferisce, che riguarda il ciclismo
-ci). che si riferisce, che riguarda il ciclismo, pertinente ai ciclisti;
, i-152: la bella romelia alessandri, che appunto altera era in villa..
'velocipedistico': sinonimo disusato di ciclistico, che si conserva tuttavia nella denominazione dell'organizzazione,
). nell'atletica leggera, atleta che partecipa alle gare di velocità su breve distanza
400 m); nel ciclismo, corridore che nelle competizioni su strada, sfrutta doti
scatto e velocità nelle volate; corridore che partecipa a gare di velocità su pista
ottenuto il primo successo proprio nella tappa che sembrava meno adatta ai suoi mezzi e
2. agg. nell'estetica futurista, che esprime ed esalta la velocità.
: esalto questa velocista poesia nel discorso che sono invitato a tenere agli anarchici nel salone
lavoro. 3. iran. che si adegua prontamente a una situazione.
.: attitudine o condizione di una persona che si muove, anche a bordo di
bordo di un veicolo, con rapidità, che percorre una distanza in breve tempo;
: fu in correre di tanta velocità, che, correndo, ella pareva si lasciasse
la cercano e non quietan mai fin che non son in quella, come cercan li
come cercan li figliuoli le madri, che con esse solamente s'acquietano. galileo,
1-1-24: il principio è questo, che il mobile naturale vada crescendo di velocità
crescendo di velocità con quella proporzione, che si discosta dal principio del suo moto
futurismo, 2: noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita
. cerco di tenere una velocità costante che mi permetta di passare sempre col verde in
navi inglesi, ve n'erano alquante che chiamano ramberghe, di forma strette, e
di tanta velocità a quelle genti, che le sanno maestrevolmente guidare, che non
, che le sanno maestrevolmente guidare, che non cedevano punto nel corso alla galea.
a sacrificare con feroce stolidità i cittadini che non ponno salvarsi superando la velocità delle
ammaccate, tenute su con te spago, che non le avrebbe volute un gangster con
maggior impedimento alle velocità d'arno, che l'averlo ne'tempi andati lasciato scorrer
ciascuna parte di quello nono cielo, che è immediato a quello, d'essere
in quello si rivolve con tanto desiderio, che la sua velocitade è quasi incomprensibile.
risultano dal sito di esse parti, che sono in diversi aspetti per la sua
ma quale e quanta dobbiamo noi stimare che sia questa velocità del lume? forse
? 2. fis. grandezza che misura la distanza percorsa nell'unità di
secondo: oggi non si vola, vuoi che facciamo una partita a carte? calvino
a descriverla. -velocità asintotica: quella che un corpo in moto raggiungerebbe dopo un
marinetti, 1-122: 'velocità assoluta': velocità che ha l'aereo rispetto all'atmosfera in
ottenne tante vittorie con la tanta velocità che da quella fu cognominato folgore del cielo
la mia risposta, e io son contento che mi vinca di velocità. gualdo priorato
, questa vi incita il valore, tal che ognora vi scorgiamo dove sete, dove
scorgiamo dove sete, dove è necessario che foste. mascardi, 2-314: io so
ne ghittosa, e tu che dianzi / chiamavi del tuo cuor pigra la
pigra la salma, / come soffri che tanto egli t'avanzi, / e di
, 4-263: fornito di tal ingegno, che come con l'acutezza sua tutto penetra
ch'è tempo da dolere, / che reduca mia vita a lidertade, / anzi
non puote umano ingegno ritenere, / che volando non fugga nostra etade. g
o voi anni,... già che tanta voglia mostrate di scaricarvi di noi
di noi, dichiaratevi almeno una volta a che mondo, a che regno a che
una volta a che mondo, a che regno a che albergo con questa tanta velocità
che mondo, a che regno a che albergo con questa tanta velocità ci portiate.
. patrizi, 2-41: donde viene che ella possega ottimamente tutti e'tre generi
: scrive briennio il canto perfetto esser quello che di armonia, di ritmo e di
di acutezza e gravità, per ciò che spetta all'armonia; di velocità e lentezza
l'adiettivo però di maligna, il che salva tesser febre in simili soggetti senza
componente verticale della velocità di un velivolo che compie una traiettoria inclinata verso il basso
. seconda velocità cosmica: velocità minima che un aeromobile deve raggiungere per poter uscire
astronaut. prima velocità astronautica: quella che si deve fornire ad un corpo al fine
nucleazioner. il numero di nuclei stabili che si formano nell'unità di tempo e nell'
: sistema rapido di trasporto su rotaia che si serve di linee ferroviarie, spec.
nuova realizzazione, capaci di sostenere veicoli che marciano a oltre 250 km orari.
ciclistica su pista su percorso alquanto breve che richiede doti di scatto e di rapida
1) gare di velocità a eliminazione, che comportano tanti giri quanti sono i concorrenti
; 2) gare di velocità pura, che si svolgono fra due o tre concorrenti
a pale azionata dal flusso d'acqua che attraversa il contatore e collegata ad un
, ii-15-271: il franceschim mi avverte, che se la cassa passa i 30 chilogrammi
quella media di un mezzo di trasporto che, su un determinato percorso, permetta
-velocità commerciale: rapporto fra lo spazio che deve percorrere un mezzo di trasporto e
-velocità massima: quella più elevata che un mezzo di trasporto può raggiungere considerando
, 1-123: velocità massima. è quella che può sviluppare l'apparecchio volando a pieno
.]: 'velocità massima': quella che una nave può sviluppare avendo tutte le caldaie
né il pictore apelle dill'amoroso dono che gli fece il magno alexandre né tanto acceptissimo
piccolomini, ii-40: non negare già, che la terra con l'avvicinarsi al suo
cose impossibili... seguita, che non per la cagione assegnata da voi
, al qual cerca di pervenire, che è il centro del mondo, tanto più
un fiume si ritarda per lo limo che porta, imperciocché più tosto si velocita,
più tosto si velocita, essendo vero che i fiumi torbidi sono anche grossi et alti
dedusse... il signor parea che quella velocitazione e questo più o meno di
marinetti, 2-i-899: furono bevuti più che entrarono, tanto i loro passi erano
marinetti, 2-iii-64: violetta ho urlato che bisogna amare amare velocizzando i sentimenti senza
come faccio ora sulla tua bocca ideale che mi appartiene e che non mi sfuggirà mai
tua bocca ideale che mi appartiene e che non mi sfuggirà mai. 0.
, agg. e sm. letter. che imprime velocità. -per estens.:
imprime velocità. -per estens.: che esalta il concetto di velocità come valore
sm. sport. disus. corsa ciclistica che si svolge su percorsi accidentati e pieni
: c'è in italia un padre gesuita che parla in teatri e velodromi a folle
in teatri e velodromi a folle di gente che lui chiama i 'lontani', intendendo dire
fisso da camera, simile a quello che permette di eseguire lo stesso esercizio fisico
», 30-vi-1995]: le apparecchiature che rilevano la velocità dei veicoli, autovelox,
delle migrazioni nell'area dell'italia augustea che non sia stata assorbita dall'elemento '
velscio. vèlscio, agg. che non è germanico, ma latino o,
molti buoni borghesi, molte teste grosse che si stimano teste buone, vi dicono con
, vi dicono con aria d'importanza che i libri non servono a nulla, ma
sapete d'essere governati da null'altro che libri? 2. gallese.
, dove vien dato ai montanari gambri, che noi diciamo gallesi. =
misura francese di capacità per i liquidi che corrisponde a sette-otto litri. = dal
fr. velte (nel 1679), che è dal ted. viertel 'quarto'.
, 4-6 (1-iv-400): mi pareva che, riposandosi questa cavriuola una volta e
in seno, uscisse non so di che parte una veltra nera come carbone, affamata
rideva e squittiva come una piccola veltra che insegue il cervo. -come metafora
buonarroti il giovane, 9-37: colui che atleta o cacciatore o d'altro /
di male acuto, / da poi che con la morte or fa alla lotta,
: quello era già tanto spaventato, / che parca un veltro uscito di catena,
canzone, caccia con li neri veltri / che fuggir mi convenne, / ma far
, un nero, un bianco, / che l'un e l'altro fianco /
figura simbolica, di discussa identificazione, che secondo la celebre predizione di virgilio nel
/ e più saranno ancora, infin che 'l veltro / verrà, che la
, infin che 'l veltro / verrà, che la farà morir con doglia. boccaccio
viii-1-191: per l'autore qui sentire che per uno si debbano gli alti effetti di
, per ritòrre lo stato al papa, che (secondo dante) tribolava l'italia
ci possiamo spiegare come dante dica, che la lupa si ammoglia a molti animali
ammoglia a molti animali; e, che ella è come un leone vigliacco, poiché
per aver novelle della caterina e fatto certo che giannozzo l'aiuterebbe nelle sue ricerche,
dal fr. ant. e provenz. che è deriv. dal lat tardo vertragus
velùria, sf. letter. leggera peluria che copre il corpo di una persona.
del tessuto cartilagineo delle superfici articolari, che presenta un aspetto vellutato.
= deriv. dall'ingl. velvet, che è dal fr. ant veluet, dimin
. ri- serbòe quello misero il vembro che gli era dato. =
ant. anche -i). vaso sanguigno che porta il sangue con alto contenuto di
] potiamo noi conoscere per le genti che abitano nel luogo, e che usando
le genti che abitano nel luogo, e che usando la beono, se elli hanno
dentro, e buone teste, e che abbiano sane le vene del polmone. dante
fuggendo come verso / 10 cor, che 'l chiama. testi fiorentini, 212:
: osservavo il pulsare della vena, che passa, nel collo, accanto al muscolo
gnere spesso la vena, / però che l'è medicina provata, / a cavar
1-5: fo tanto greve lor caduta, che non si sentiano né mutavano né polzo
-in unione con un agg. che ne specifica la posizione o la funzione
, vena satellite dell'arteria coronaria destra che confluisce nel seno coronario e raccoglie il
auricole, e le vene coronali, / che attor- niangli la base, e lo
la base, e lo dimostrano / quel che alla corte in mezzo vive e domina
-vene del grande circolo: quelle che contengono sangue venoso. -vene del
. -vene del piccolo circolo: quelle che contengono sangue arterioso. -vena giugulare-
fucini, 251: le linguacce dicevano che era vino calato alle gambe; ma,
, in verità, senza escludere affatto che anche il vino ci avesse la sua parte
per mostrare delle grosse vene varicose, che spiccavano, groppi violacei, sulla pelle troppo
tozzetti, 5-48. 1 canali poi che si vedono uscire fuori degli ovari, sono
voglia a li alberi ci mena / che menò cristo lieto a dire 'eli', /
vena. petrarca, 128-51: cesare taccio che per ogni piaggia / fece l'erbe
carducci, iii-2-143: ma dal suol che di tue vene bagnasti / la mente aborre
/ porto 'nfra vene sì celatamente, / che quei che da me più creder lo
'nfra vene sì celatamente, / che quei che da me più creder lo sente,
, o donna, ma t'avverto / che gli scorre il delitto contro le vene
rinaldo d'aquino, 118: un oseletto che canta d'amore / sento la notte
la notte far sì dulzi versi, / che me fa mover un'aqua dal core
ven agli ogli, né pò ritenersi / che no sparga fora cum tal furore,
sparga fora cum tal furore, / che di corrente vena par che versi. dante
furore, / che di corrente vena par che versi. dante, purg.,
purg., 28-121: l'acqua che vedi non surge di vena / che ristori
acqua che vedi non surge di vena / che ristori vapor che gel converta, /
surge di vena / che ristori vapor che gel converta, / come fiume ch'acquista
acqua e sì alta verso il cielo, che poi non senza ailettevol suono nella fonte
. leonardo, 2-541: dicano alcuni che tacque piovane son causa dell'accrescimento delle
piovane son causa dell'accrescimento delle vene che versa tacque de'fiumi. m.
. adriani, ii-170: considerando, che erano a piè del monte olimpo,
, conietturò dagli alberi verdi e freschi che vi fusser vene d'acqua viva correnti sottoterra
, / se privo è dell'acqua / che il verno raccoglie, / il corso
da una picciola vena di mare, che presso ai due porti di mormogan, e
, / com'è l'angoscia, far che fosse il pianto, / che tu
far che fosse il pianto, / che tu brami, ch'io verso in larga
. 5. galleria, cunicolo che può consentire lo scorrimento di acque o
. filangieri, i-268: le vene che trasportano il danaro nell'in- temo delle
temo delle provincie unite sono così brevi che la circolazione vi si fa con una
saccio, chero: / ond'è che ferro per ferro si lima? / è
di tempero, / o mellezza di quel che si dicima? giustino volgar.,
altri minerali, e di zolfo, che in molte parti ardono d'ogni tempo.
cutigliano ho trovata ricca vena di canzoni che non ho in un sol giorno potuta esaurire
] sono chiamati sotto diversi nomi, secondo che il suono, la grana, il
di toro il legno in guisa / che tinterne sue vene assai più spesso /
grossezza si può tagliare per far tavole che sono ottime per ogni sorta di lavoro,
di composizione. - anche: opera che ne deriva. petrarca, 292-13:
candida, latina e sì dolce vena che sì facile e dotta in voi scaturisce,
e dotta in voi scaturisce, a ciò che di voi tanto cantar potessi quanto meritate
si riaprì in quel viaggio più abbondante che mai si fosse la vena delle rime
può in letizia, / mi par che abbia gran vena di stultizia. buonafede,
: nella nota di questa scena si scorgerà che nell'astratto apatismo di questo filosofo serpeggiava
infino a natale, in tal maniera che n'esca tutto l'umidore che è nelle
maniera che n'esca tutto l'umidore che è nelle vene del legno. crescenzi
volgar., i-349: isaac benaram dixe che la galanga è una vena, qoè
un agg. o con un compì, che lo indica, in partic. nella
aggett. della, sulla vena. che ha un sapore fra l'asciutto e il
di un gran boccale di vino bianco, che avea una vena di dolce,.
. gli disse: « quando si ha che vi portiate bene delle cose nostre,