egli stima, siccome cred'io, che '1 gusto della nostra lingua consista soltanto
, placida come lo spirito di colei che l'aveva dettata. borgese, 1-155:
al sacrificio. cé). che lavora con il tornio; che foggia oggetti
). che lavora con il tornio; che foggia oggetti al tornio; operaio o
tersie, e lavori di più colori, che si fanno in germania. galileo,
bernari, 4-152: mi diverte il pensiero che iddio possa aver bisogno di tanti muratori
(1903-1996), 25: i lavoratori che secondo procedura, metodi o indicazioni stabiliti
in lastra. 2. figur. che elabora e rifinisce versi; scrittore di
, sf. tecn. operazione, lavorazione che si effettua col tornio. - anche
effettua col tornio. - anche: risultato che se ne ottiene. vìviani, 2-17
. vìviani, 2-17: la parte che resta intatta dalla nuova tornitura sie eguale
idealità struttiva del suo corpo è tale che in esso per l'influenza quasi magica
577: coglie l'ora della nona innanzi che si risenta. livio volgar.,
narrazione 'storica'quasi una necessità di guida che l'autore sa tramutare in ritmo del
il mezzodì s'apre in spazio più lungo che largo ove s'entra ed esce.
e d'espressione nella loro attitudine, e che egli avrebbe preferito il tomo e la
lontani graduati con immaginosa risentitezza; altri che ondeggiano in minor distanza sparsi di tinte
distanza sparsi di tinte sì miti, che sfumano e si perdono in certo languore,
fa lu so tomo et ad nui pare che si colchi. a. pucci, 7-11
d'intorno a la terra, sì che faccia tra dì e notte un tomo.
, due volte e meza di trotto, che sono dieci tomi. 4
minore'e alrultimo canto di saffo', che furono verseggiati in quel tomo. c.
e fu proprio in quel tomo ai mesi che uscirono su 'la voce'di firenze i
maestà unita così bene alla dolcezza, che resta d'ammirazione alle nazioni più culte
sostiene due grandi paradossi, l'uno che nel buon tomo si parlasse 'correttamente
detto giustamente averebbe favellato; l'altro che la nostra lingua nel buon tomo si
quali denari ebbe de'denari di ghaddo figliuolo che fue di tebalducio nel tomo di lv
viii-2-25: cieco e povero si crede che componesse [omero] nel tomo di
torno di due ore ogni mattina, tanto che sempre la -383: tredicimila spagnuoli
della casa, dove oggi egli abita, che può valer nel tomo di mille scudi
la loro competenza secondo il giro delle ore che vien fatto dal tomo, e
fine. cesarotti, 1-i-27: non basta che le loro parole, i loro tomi
per fame comprendere in poche parole ciò che egli intende a coloro che non vi sono
poche parole ciò che egli intende a coloro che non vi sono punto avvezzati. scola
storie... ci dimostrano, che in proporzione della complicazione dei rapporti tra gli
associati, delle arti, dei costumi che s'introducono nelle nazioni, le lingue
politica, non possiamo imparare a veder meglio che nelle statue antiche. filangieri, i-272
/ ch'ognora mi parea / magior che tutto 'l giorno, / sì ch'io
domane, al>arer del giorno / venente, che domenica si chiama, / qual più
, damigella o dama, / abbiane molte che li sien da torno. ricciardo da
anonimo, i-522: e lo die che mi sta ascosa / non mi par
tomo. monachi, 104: ma che fé a far dinanzi al viso un corno
viso un corno / de carne molle che se chiama naso / supra lo schifo et
tuomo et all'erta asservire, vedendono che medea non marnava. anonimo romano,
disacerba. aretino, 20-231: pareva che ogni cosa gli puzzasse, e parlava adagio
tempo, ed ancor la stagione, / che fu creato questo viso adorno, /
92: e'si voi gir avanti che sia giorno / a visitar armilina e chiarice
bella dal bel viso adorno, / che è nel mondo unica fenice: / e
.. a chi per tomo ed che parlasse sempre guardando tomo tomo.
di inutili doweri, non è altro che dar loro lezioni pal- agg. che
che dar loro lezioni pal- agg. che si trova, che è collocato nei dintorni
pal- agg. che si trova, che è collocato nei dintorni di liate di
nei dintorni di liate di dispotismo, che non lasceranno di porre in uso quando un
tomo. de nicola, 621: coloro che si offrono palazzeschi, ii-728: non era
durante il tempo del servizio sono reputati squilie che già l'occhio di cotestui s'era dato
declivio dei vigneti, le gropnon sono che per tomo impiegati nelle tante diverse manovre.
subisce quando se ne facciano variare i parametri che con monti, boschi e insenature.
un tempo matto, variato d'acquello che consiste nella determinazione di soluzioni quazzoni violenti
diversi. to dato, ciascuno dei princìpi che rendano stazionari boiardo, i-8-4: il
stazionari boiardo, i-8-4: il spazo che coi piedi se scapiglia, / pur di
sua luminositade [della luna], che ora luce da uno lato, e ora
e ora luce da un altro, secondo che lo sole la vede. alberti,
vede. alberti, iii-22: parmi manifesto che i colori pigliano variazione dai lumi;
colori pigliano variazione dai lumi; poi che ogni colore posto in ombra pare non
colore posto in ombra pare non quello che è nel chiarore. lancellotti, 469:
8-23: è mestieri per forza di ragione che nell'amore sia variazione. m.
. villani, iu-9-82: per sperienza vedemo che. l- lo stomaco pure d'una
ricreazione questa variazione d'usanze, quando che però non danneggi gl'interessi della salute
foscolo, xiv-313: malgrado queste variazioni che non isfuggono agli occhi di un amante,
. gozzi, i-1-87: non dico però che [la mia effigie] la non si
certi lineamenti d'insensibilità e di freddezza, che l'hanno fatta parere la stessa,
parere la stessa, più d'altra faccia che si vegga. 3. evoluzione di
usanza è degli uomini meno perfetti, che spesse volte esse mutano il giudicio secondo
conversione naturale delle cose del mondo, che non possono durare, fa queste variazioni e
, ed erano cadute in grave pericolo prima che buo- naparte avesse mosso un soldato per
corso de'conastaboli de'tedeschi dal cerruglio che se n'erano signori e guidavallasi come
la sua sorpresa nel sentire i rilievi che si facevano a quel sepolcrale monumento, è
nella quale furono assai calzanti le ragioni che addusse, per non volere piegarsi a fare
castagni) vuol essere appunto sigillato (che combini a capello)... da
i-vi-4: sono signori di sì asinina natura che comandano lo contrario di quello che vogliono
natura che comandano lo contrario di quello che vogliono, e altri che sanza dire
contrario di quello che vogliono, e altri che sanza dire vogliono essere intesi..
li uomini non intendo al presente mostrare, che troppo multiplicherebbe la digressione.
popolo al dese- gnamento de l'ombra che so'. lla luna grande variazione e grande
, ad esempio della frequenza genica, che si presenta in individui di una stessa
stessa popolazione, qualunque sia la causa che l'ha determinata. -variazione somatica
nella pratica contabile, ciascuna delle mutazioni che i fatti amministrativi producono nel valore attribuito
mine sta nel liberare i produttori, che lo desiderano, dalle alee delle variazioni
mare [tommaseo]: noterà la corsa che averà tenuto, le miglia che averà
corsa che averà tenuto, le miglia che averà fatte, la longitudine e latitudine,
zembia la gussola meridiana fa la maggiore variazione che sia stata mai osservata, di gr
dell'ago magnetico, cioè dell'angolo che fa la direzione di esso ago col meridiano
delle variazioni: parte dell'analisi matematica che si occupa dei problemi di massimo e
dimostrato indipendentemente dal calcolo delle variazioni, che la curva, nella quale il centro
di base. -anche: la composizione che ne risulta. g. b.
b. martini, 2-1-329: ecco in che consista la moderna modulazione,...
. la quale può presso noi, che da essa, come da radice armonica
scena della lalande generalmente non è piaciuta che l'esecuzione, tutti dicendo, che sono
che l'esecuzione, tutti dicendo, che sono piuttosto variazioni che aria. moretti
tutti dicendo, che sono piuttosto variazioni che aria. moretti, 61: un tema
ti scrivo per annoiarti col solito tema che disgraziatamente non ha variazioni. pascoli,
i-785: più infine l'arte rapsodica che l'inspirazione aedica, spiega la ripetizione
15. scient. variazione diurna: andamento che un fenomeno presenta nell'arco di tempo
, / le variazioni: e dando che pensare / alla più sana critica, ad
minuto, a pelo, / ciò, che regge a coppella, e ciò purpure
di un suffisso, ecc., che intervenga a modificare una parte variabile del
tutto, senza altra variazione di voce che del numero solamente. gigli, 2-26:
, siccome gran numero di parole abbiamo, che diversa- mente possono scriversi, e pronunziarsi
patol. vena allungata, tortuosa, che presenta una dilatazione permanente dovuta a fattori
. dalla croce, iii-23: le varici che gli arabi appellano viti e i greci
piene di sangue crasso e melancolico, che occupano vari luoghi, ma specialmente le coscie
assai grosse nelle gambe del cavallo, che qualche volta, inferiscono occultamente tal noie
inferiscono occultamente tal noie all'animale, che lo ponno lungamente star coricato, non
patol. malattia infettiva di origine virale che colpisce soprattutto i bambini, caratterizzata dalla
varicellifórme, agg. patol. che presenta caratteristiche simili a quelle della varicella
. da varicella e dal lat -formis (che è da forma 'forma').
. da xigaóg 'varice'e xtiàti -figur. che presenta in sé una molteplicità di
.). varicolóre, agg. che presenta vari colori, variegato. santi
per avventura quella grande serenità epica, che come un cielo di cristallo cuopre e circonda
delle sue creature. 3. che, per utilità personale, muta spesso opinione
: non parteggiava con quei monarchisti varicolori che paiono aver diminuito il concetto della patria e
varicóso, agg. patol. che è proprio, che si riferisce alle
agg. patol. che è proprio, che si riferisce alle varici; che presenta
, che si riferisce alle varici; che presenta varici. dalla croce, iii-58
fucini, 251: le linguacce dicevano che era vino calato alle gambe; ma,
, in verità, senza escludere affatto che anche il vino ci avesse la sua
gonfie, e massime in quei luoghi che non li richiedono, perche questo sarìa
affaticato. 2. letter. che presenta macchie, screziature. fr.
chi n'assicura, verbigrazia, che questi quattro caratteri insieme 'mele'il
frutto universal delle pecchie dimostrin più tosto, che le frutte d'un'albero particolare insegnino
'fare'. variegato, agg. che presenta venature, strisce, macchie,
se fossero così lunghi [i magliuoli] che tirati a terra posson sotterrarsi che dien
] che tirati a terra posson sotterrarsi che dien fuori le punte, sarìa assai
l'altro e piantarli a modo, fatte che abbino le barbe quivi; e s'
variegati. boccone, 92: quello che morde [ragno] ha il corpo rotondo
morde [ragno] ha il corpo rotondo che corrisponde alla figura di quelli che si
rotondo che corrisponde alla figura di quelli che si vedono in puglia e in italia
. 2. in fitopatologia, che presenta macchie bianche o giallastre sulle foglie
società assume una bizzarra variegazióne di correnti che presentano un colorito religioso o un colorito
suo [di guglielmo modici] paradosso, che ogni poesia debba esser varieggiata di cose
variato negli aspetti, elementi o caratteri che lo costituiscono o con cui si presenta
a posta sua fin dal brasile non che dalla spagna. leopardi, i-78: la
la varietà è tanto nemica della noia che anche la stessa varietà della noia è un
.). caratteristiche o qualità che lo distinguono da altri ant.
pronuncia in ciaschedun linguaggio, di maniera che l'intender umano in una parola stessa miseramente
una parola stessa miseramente incespica, il che di vero è un mal non conosciuto:
: perché se quel primo varieggar fa che gli uomini tra lor mal si intendano
si intendano, e questo fa, che un solo in se medesimo annaspa,
carichi di tanti e sì diversi cibi che forse da uno mai tante varietadi non si
olivi, 1-10: l'asfalto non è che un bitume, una varietà del petrolio
infinite varietà di cristallizzazioni e di rocce che produce questa prodigiosa fornace.
. disus. diversità, discordanza; aspetto che si differenzia da altri. boccaccio
da altri. boccaccio, 9-7: che varietà porremo noi tra queste [case]
, 1-50 (i-592): poi che ragioni assai furono da noi addutte, la
. degli atti, 100: per cascione che amelia non fece el solito tributo ad
; e cominciai a dire: 'voi che 'ntendendo il terzo ciel movete'. petrarca
/ tante varietati ornai soffrire, / che 'n un punto arde, agghiaccia,
veduta la varietà della sua fortuna ognuno che legerà queste cose pigli exemplo di lui et
e ha il suo sito tanto in alto che nulla tempesta, né varietade v'è
-in senso concreto: atto o comportamento che deriva da tale inclinazione. guido delle
] ed ingani, conciò sia cosa che i loro volubili proponimenti siano più malvagi
i loro volubili proponimenti siano più malvagi che dire si possano. canti carnascialeschi, 1-54
avete voi lasciato di servir quella dama che sapete, se non perché ella vi
pelle. cavalca, 19-146: incontanente che fu menato dinanzi a benedetto, l'
come era in prima; e incontanente che lo toccò, sparì tutta quella varietà della
, sparì tutta quella varietà della pelle che pareva lebbra. 7. agric
agric. gruppo di individui della stessa specie che presentano variabilità per fattori ambientali o per
: ciascuna delle varietà di piante coltivate che non sono state oggetto di miglioramento e
di passo erano per lui nomi soltanto, che facevano poco vibrare la sua immaginazione.
. filat. francobollo di alto valore commerciale che presenta difformità dal tipo predisposto per il
ii-1-198: veramente io bramerei... che l'amanuense mi notasse e mandasse le
del dolce: non ha di suo che qualche varietà insignificante. 11.
11. geom. ente geometrico che generalizza i concetti di curve e di
. -varietà algebrica: insieme dei punti che soddisfano un sistema di equazioni algebriche omogenee
omogenee. -varietà differenziabile-, spazio topologico che ammette un particolare ricoprimento mediante insiemi
-varietà razionale, varietà algebrica irriducibile che è possibile porre in corrispondenza razionale con
da altro (con cui esiste comguistico che si differenziano rispetto ad altri dal punto parabilità
certi giornalisti francesi, i quali scrissero che il burlesk americano di gran lunga oltrepassa
come niente fosse stato; raccontava a linda che voleva cambiar genere e fare il varietà
estens.: programma televisivo di intrattenimento che si rifà a tale spettacolo teatrale.
il varietà di antonello falqui e michele guardi che ci accompagnerà per undici settimane.
una cosa leggera, non faticosa, che non sia il teatro, ma che sia
, che non sia il teatro, ma che sia un pochino ai più del caffè
, agg. bot. e zool. che si riferisce a una varietà di piante
mendeliani o varietali': quei caratteri che nella successione delle stirpi per incrocio possono
varifocale, agg. ott. che ha lunghezza focale varia bile
varifórme, agg. letter. ant. che ha aspetto multiforme. salvini, 13-332
o \ e dal lat. -formis (che è da forma 'forma'), come
tétqov 'misura'. vàrio, agg. che comprende o che riunisce in sé molteplici
vàrio, agg. che comprende o che riunisce in sé molteplici aspetti, che
che riunisce in sé molteplici aspetti, che presenta varietà di forme, di modi,
, di elementi, ecc.; che non ha un solo carattere, né
aspetto uniforme. -in partic.: che tocca molteplici argomenti (un'opera letteraria
un'opera letteraria, di erudizione); che ha ricchezza espressiva (un linguaggio)
alternato (diversi stili poetici); che spazia su diversi oggetti (il sapere
per varie differenze / le di- stinzion che dentro da sé hanno / dispongono a lor
intenda amore / spero trovar pietà, non che perdono. paruta, lii-10-434: il
la confusione / del vario e folto popol che si spande, / girar fa ciò
si spande, / girar fa ciò che v'è. d'annunzio, iv-2-200:
l'adomò di vario pesce, / che va notando tra quell'acque chiare.
srché varia è l'odorosa / famiglia, che li adorna. di giacomo, r380:
: il gargano è il monte più vario che si possa immaginare. ha nel suo
.. con caprioli, lepri, volpi che vi scappano di fra i piedi.
: or vinto e stanco, / poi che varia ho la chioma, infermo il
2-526: de'liquidi di varie qualità che non si mistano e di quelli che si
qualità che non si mistano e di quelli che si mistano. brizzo, 103:
gli altri dal marchese di san marzano, che fu governatore a nizza.
governatore a nizza. 5. che si manifesta via via sotto diversi aspetti,
identico in tutti i singoli elementi, che non presenta omogeneità nell'ambito di uno
medici, ii-73: silenzio, o voi che ragunati siete; / voi vedrete una
: è degna di osservazione l'efficacia che posseggono i mesi delle varie stagioni sul
, pentito de terrore o forse temendo che 'l figliuolo non vendicasse la ingiuria del
/ volubile, e leggiera; / quel che veste il mattin, spoglia la sera
tommaseo]: certo, un pittore, che non è vario si può dire che
che non è vario si può dire che non sia nulla: e questo è anco
manzoni è di tutti i moderni poeti quegli che meno si discosta dalla natura e dal
... strappazzato i migliori poeti, che siano stati, viene a riprender l'
a riprender l'adone, con dire, che non è vario. carducci, iii-28-6
1800 al 1885. 8. che è in disaccordo rispetto ad altri (una
9. che tocca alternamente all'uno e all'altro dei
6-ii-475: travagliandosi le armi nel modo che siamo andati finora discorrendo con varia fortuna
poema di dante il vario degli stili che egli da a sua materia, permutando soggetto
sua materia, permutando soggetto, secondo che la natura di ciascuno dimanda. bacchelli,
. sf. settore dell'editoria non scolastica che comprende narrativa, saggistica e manualistica.
varioardènte, agg. letter. che risplende nella varietà, nella diversità (
variocolorato, agg. letter. che presenta vari colori, variopinto.
rezzonico, 61: prima però che l'angelo al gran volo / le vario-
conti, 293: eterna venere / che tanti hai troni variodipinti. d'annunzio
varioflessìbile, agg. letter. che si piega, che si flette e
agg. letter. che si piega, che si flette e avvolge in varie direzioni
duci equestri, / ma pedestri, / che le briglie in ^ iro menano, /
il giro vario / orbiculario / o che spingono, o che frenano.
orbiculario / o che spingono, o che frenano. = comp. da
variogirévole, agg. letter. che compie varie evoluzioni (un gruppo di
un coro figurò variogirevole / simile a quel che l'ingegnoso dedalo / in creta ordì
. variolifórme, agg. medie. che presenta caratteri simili a quelli del vaiolo
agg. (anche invar.). che usa lingue diverse (un insieme di
roccie nelle quali si osservano alcuni globetti, che hanno qualche rassomiglianza colle pustole del vaiuolo
. m. -ci). miner. che presenta variole (una struttura rocciosa)
. variolungo, agg. letter. che ha varia, incostante lunghezza (
avrò quel dolce vario-mesto affetto, / che me dal volgo, e da me
forza di gravità; variometro magnetico: che misura le variazioni del campo magnetico terrestre
. 2. aeron. strumento che indica le variazioni di quota e la
già vomitato gente in costume da bagno che brulica, variopingendo la spiaggia, e spinge
variopinto. variopinto, agg. che è variamente, riccamente colorato, variegato
riccamente colorato, variegato, multicolore; che, in un insieme, è unito
introducono sulle scene adorni di variopinti pennacchi che loro s'innalberano sovra gli argentati cimieri
11-866: la stessa educazione dell'uomo, che aveva molto viaggiato e trattata la compagnia
dal poetare... ed è che la sua vita spirituale era devastata e annichilita
e annichilita, e l'unico appiglio che gli restasse alla vita era di..
variosonante, agg. letter. che produce suoni, rumori differenti. -anche
). variosplendènte, agg. che risplende di molteplici riflessi (un oggetto
costituito da fosfato biidrato di alluminio, che cristallizza nel sistema rombico. = dal
varismo, sm. medie. condizione patologica che si manifesta quando gli assi longitudinali di
la resistenza varia con l'intensità della corrente che lo percorre. = dall'ingl
/ e scaveciossi il collo, il che vedendo / un suo varlétto, con lo
e fu la ventura di stefano, perciò che il re lo fece suo varlétto di
varletino in su un destriero, / che avea dietro una dama iscapigliata.
: quel pezzo di ferri a denti, che vi s'incontrano e fermano i pezzi
o varlétto) si fermano i pezzi che suntagliano col pedano. = voce viva
mare. -anche: il complesso delle cerimonie che tradizionalmente accompagnano tale operazione.
: egli pensò i vari delle navi che scendono nel mare sollevando neh'attrite le
varo2, agg. medie. che presenta varismo (una struttura anatomica)
, 3-57: qui faremo menzione delle arte che hanno ruga in uno, e prima
varréno, sm. disus. galleria sotterranea che mette in comunicazione due miniere.
gemelli careri, vi-78: erano cinque mesi che si faticava, per fare un varreno
= dallo spagn. barreno 'trivellazione', che è dall'ispano-ar. barrina, a
nostro [paese] la gioga (che è il iugero antico) il quarto,
di tavole e di falasco il cantiere che ingombrano legnami di fusto e di garbo,
dal lat tardo barulcus (vitruvio), che è dal gr. pagovtatóg [nrixavr|
anche verrocchio. varroniano, agg. che è proprio, che si riferisce, che
varroniano, agg. che è proprio, che si riferisce, che riguarda lo studioso
che è proprio, che si riferisce, che riguarda lo studioso e uomo politico latino
plauto, pacuvio e pompilio, credo che siano varroniani. = voce dotta
varsaviano (varsaviano), agg. che è proprio, che si riferisce,
), agg. che è proprio, che si riferisce, che riguarda varsavia,
è proprio, che si riferisce, che riguarda varsavia, capitale della polonia.
dal d. e. i. (che l'attesta nel sec. xx)
[gli elefanti] grandi, di qualità che duoi d'essi portano una nave,
d'essi portano una nave, per grande che la sia, e portanla sopra la
si reputò perso per la poca gente che seco menava e però fece vogar alla
vasaio. citolini, 380: quelle che si fanno con ruote sono il vasaro,
dirà averne fatto un simile, non già che abbia rifatto il medesimo vaso. solaro
creta adopera il vasaio per le anfore che poi indorate e dipinte adomano le reggie
antonio vasaio dedusse in rubiera la famiglia che prima fa de'savoldi. d'annunzio,
vasale, agg. anat. che si riferisce ai vasi o è formato
da vaso. vasariano, agg. che è proprio, che riguarda, che si
vasariano, agg. che è proprio, che riguarda, che si riferisce a giorgio
. che è proprio, che riguarda, che si riferisce a giorgio vasari (1511-1574
proprio quella sua scontentezza della vita vasariana che lo indusse [michelangiolo] a suggerire quella
. anat. insieme di piccoli vasi che decorrono nello spessore di un grosso vaso
, xxvi-1-340: qui voi potreste dir. che non fai fare / tu la tinozza
nei giardini, tra le vasche ricolme / che traboccano, / questa vita di tutti
pur- arsi del tutto, e pare che da soli corrano a buttarsi negli 'danesi'.
, nel fondo, dei coltelli girevoli che continuano a sminuzzare i brandelli.
. carducci, ii-4-338: parrebbe opportuno che la memoria della s. v.
. guglielmini, 60: accade sovente che partendosi l'acqua dalle proprie fonti,
e tramanda bolle di fluido aeriforme, che è gas acidocarbonico. pratesi, 3-355
tenente2. -ufficiale di vascello: ufficiale che riveste uno dei gradi compresi tra guardiamarina
compresi tra guardiamarina e ammiraglio, e che fa parte del corpo di stato maggiore
sarde, alice, rotondi e vastaudelli più che in venezia gonnole o vascelli.
sua forte rea, / fece, che primo pose il piede in terra, /
il quale in tutta quella parte, che aveva a star sott'acqua, conficcavano
/ sopra qualche sguaiato suggettaccio, / che, innanzi che, l'onor ch'io
qualche sguaiato suggettaccio, / che, innanzi che, l'onor ch'io gli procaccio
/ numera i giorni e i mesi / che restano per finire'. -in senso
dante, ix-i: guido, i'vorrei che tu e lapo ed io / fossimo presi
moglie del segretario, una donnona mastodontica che pare un vascello di lardo, fa un
sulla seggiola emettendo dalla bocca uno sbuffo che spegne due candele. bernari, 3-141
guarda la forma, ma se assagia che vino tengono dicti vascelli, così non
.. ed altri crimi exiziali, che avessero potuto uscir veneni ed instrumenti di
scogli e fra le tempeste, e che perciò con un vigilante sguardo, e una
ordinati per poter sodisfare a l'amico che me ne fa spesso dimande. -vascellino
, 3-124: fecimo tragitto entro certi vassellini che parevano di carta. -vascellòtto
, e si porta o nelle botti che sono in casa, chi ve fha,
prator di giornali e di gazzette, / che pietro e paolo venderesti e marco /
collo e le orecchie. -piccolo recipiente che contiene oggetti minuti. landolfi, 2-15
vasciaròlo, agg. dial. che abita in un basso napoletano e ha
onesto da bologna, i-49: so che. mm'intendi ben, perch'io no
, agg. anat. e medie. che è proprio, che è relativo ai
e medie. che è proprio, che è relativo ai vasi, in partic.
-chirurgia vascolare, ramo della chirurgia che si occupa delle patologie e delle terapie
vascolare, strato di tessuto fibroso vascolare che ricopre la parete esterna del dotto cocleare.
cuopre di uno strato di cellule epiteliali, che si distaccano senza sciogliersi.
continui; si dicono 'piante vascolari'quelle che presentano un 'tessuto vascolare': si
'piante cellulari'. carducci, iii-17-321: che sarebbero le forme, che sarebbero le foglie
iii-17-321: che sarebbero le forme, che sarebbero le foglie, senza la linfa
senza la linfa ascendente nella vegetazione, che assorbita dalle radici e dalle barbe ascende
delle piante? 3. areheol. che riguarda la fabbricazione e la decorazione degli
quelli delle arcaiche metope, dipinte invece che scolpite, che si conservano nella nuova
metope, dipinte invece che scolpite, che si conservano nella nuova sezione delle terracotte
senso migliore della parola, una farsa che si riattacca ai drammi satireschi della grecia
drammi satireschi della grecia antica, e che ha il suo corrispondente pittorico nell'arte figurativa
. croce, ii-1-201: credo tutt'altro che trascurabili le ricerche sulla vascolaria primitiva;
vascolarizzare), agg. fisiol. che presenta vascolarizzazione, provvisto di vasi sanguigni
, produzione di vasi in un tessuto che non ne conteneva, o aumento nel
, o aumento nel numero di quelli che esistevano prima. = nome d'
, per lo più di latta, che portano ad armacollo i botanici quando erborizzano.
(vasculóso), agg. disus. che è proprio, relativo ai vasi sanguigni
vàscone, agg. stor. che appartiene all'antica popolazione originariamente stanziata nella
, sf. medie. qualsiasi patologia che si manifesta a carico dei vasi sanguigni.
. chirurg. metodo di sterilizzazione maschile che consiste nella resezione parziale o totale dei
il sangue di cristo, e molto maggiore che non si richiede nel calice e nell'
in fondo, sì è buona, che cuoce tosto li legumi. buonarroti il giovane
i tegami e cotali altri vaselli, / che sono il contenuto ove gli erbaggi /
serao, 1-133: le fresche rose che ella aveva messe nei vaselli nitidi, rientrando
nitidi, rientrando a casa, parea che declinassero e languissero, quasi per morte.
viii-2-26: domandò qual cosa di quelle, che. essi sapessero, paresse loro più
essi sapessero, paresse loro più tosto che alcuna altra da servare in così caro
scende ov'è più bello / tacer che dire; e quindi poscia geme / sovrialtrui
di naturai vasello, / forza è che un dì pieghi alla parca il collo.
vasello uscia l'antico / guerrier, che a sciolte redini, feroce, / premea
ch'il collo inaspra figur. persona che possiede in sommo grado qualità morali e
). -per estens.: persona che possiede in sommo grado qualità morali e
siena, i-203: voglio... che siate uno vasello di elezione pieno di
iniqui. monti, 5-184: quel cappellan che pinseguia dappresso, / quel bollente di
: s'è l'anima fattura -de vazel che tene, / perché poi pene -paté
pene -paté ed è schernita, / da che sua vita -posa 'n altrui cura
. salvint, 40-306: quei santissimi corpi che furono vaselli a due sì grandi anime
racconciare con marrelli; così l'anime, che sono vasella spirituali, non si debbono
i denti bianchissimi e la pelle olivastra più che nera, lucida come per uno strato
, di tante macchine nella mia vita; che dio le faccia pur girare.
levossi e formò di terra, come persona che sapeva fare quell'arte, perciocché era
ecco la moglie tua; bisogno è che per notricarla t'affatichi e lavori più che
che per notricarla t'affatichi e lavori più che non suogli ». ser tommaso di
e, si, fa iddio un vasellaio che lavori le cose fuori di sè.
etica aristotelica è fondata sopra una metafisica che conduce a un principio fisico, alla materia
forme particolari facendo di dio un vasellaio che lavori le cose fuori di sé.
uno orafo suo cogno- scente e disse che volea dare guadagno più tosto a lui,
volea dare guadagno più tosto a lui, che a niuno altro: e che a
, che a niuno altro: e che a casa sua era venuto uno ricco mercatante
casa sua era venuto uno ricco mercatante che colea comperare vasellame in grande quantità d'oro
la terra grassa è quella dilicata e gentile che si adopera a far figure e vasellami
e vasellami, cioè vasi e piatti, che di questa sorte non è buona.
, / a l'argenteo bagliore, / che col riflesso a me colma la fame
era un trofeo degli utensili e de'vasellami che s'appartengono il governo del vino,
ideato ed eseguito con non minor decoro che bizzarria. d'annunzio, v-2-109: molto
così povero e di così bassa fortuna, che non adoperi ogni giorno alla sua tavola
d'argento e altre vasellamenta, secondo che essi sono o più ricchi, o
: la noia è forse il maggior male che sia uscito del vasello di pandora.
maestri passi, / come rapida ruota che, seduto / al mobil tomo, il
anche, con meton., il liquido che vi è contenuto).
g. ariosto, 1-iv-739: credo che morivomi / de la puttana sete,
ho assaggiato. cellini, 532: lavati che e'saranno con le dette diligenzie,
guido delle colonne, 79: ancor che l'aigua per lo foco lassi /
, i-75: tutte mercatan- zie, che si pesano in famagosta in sacco, o
l'eccelsa gloria de'nostri reali, / che morti sono in questo tristo loco,
d'annunzio, v-2-97: or avvenne che una donna,... avendo ottenuto
poveri e non a'ricchi; perciò che colui che mette nel vasello pieno,
non a'ricchi; perciò che colui che mette nel vasello pieno, sparge.
piino tutto de balsamo, lo megliore che fosse. = dal lat.
gran quantità di vasi e propriamente quella che si tiene ne'giardini, nelle stufe e
tepidari. esempio: 'bisogna vedere che vaseria è nel giardino de'semplici'.
e scaldava il vaseto di rame, che vi era dentro acqua rosa con le
quali [ventose] altro non sono che certi vasetti sottilissimi ritondi, overo oblonghi e
vedere gran casse di danaro e detto che ne prendesse quanto gli fosse piaciuto, con
fosse piaciuto, con questo però, che accettasse un vasetto d'unguento, e andasse
meton., la quantità di bevanda che vi è contenuta). pigafetta,
, i-4-91: que'tanti vasettini rugginosi, che la ricevono e la spandono [l'
vasidótto, sm. bot. fascio vascolare che mette in comunicazione l'ilo e la
d. e. i. (che l'attesta nel 1906 in bilancione).
bilancione). vasifórme, agg. che ha forma tubolare. = voce dotta
d. e. i. (che l'attesta nel xx sec.).
, anche, con meton., ciò che vi è contenuto). iacopone
rose -ed altri vasiglie: / denar più che griglie -ce vo a la fiata.
la base inferiore incernierata e quella superiore che si apre verso l'interno. -
vasistas (con valore aggett.): che è costituito da un unico battente incernierato
unico battente incernierato lungo il lato inferiore che si apre dall'alto verso l'interno
e reagisce... fino a che... non abbia strappato un vasistas
(dal tedesco 'was ist das? 'che cosa è ciò?) per indicare
= dal fr. vasistas, che è dalla locuz. ted. was ist
/ tanto era monda e rasa, / che sedio non ci avea più ch'una
. corsini, 13-69: qual volta avvien che a ripulir s'adatti / le vasa
i vasi vinari / come ai tempi che foro / non può scambiar coll'oro.
ciascuno dei cittadini, con quello ordine che si posero a sedere, offeriscono i vasi
estens. parte interna, considerata nella sua che siete un sacco di perdizione, un vaso
vi è la biblioteca ambrosiana, e che merita di esser veduta, non per la
... nel principio della rotta che fanno col colmo dell'acque veementissime, profondano
profondano il vaso loro più di quel che bisognerebbe per tener pareggiato l'equilibrio del
. torricelli, ii-3-270: concedo ora, che l'acqua realmente in questo fosso si
in questo fosso si muoverà più veloce, che non faceva prima, mentre si muoveva
ceresio è in posizione assai più elevata che non la valle d'olona.
in egitto se ne sono cavate maggiori saldezze che di qual si voglia altra sorte,
per i bagni e le superbe colonne che in roma e in altre regioni e diversi
: essendo lo stomaco il primo vaso che dalla bocca riceva tutti i cibi e tra
l'eleggere per materia di essa l'erbe che siano, se non grate, almen
/ dei tuoi dolci conforti, / che dentro 'l vaso di rubini e perle /
generazione. campanella, 965: ben sai che amor è desiderio d'immortalità e d'
per le sibilie usa, non isterie guari che la venne in fummo, e 'n
e regurgito del feminino suo vaso, che non si poteo tenere dal prognostico.
maria, / guidaci a quel tesor che 'l mondo sprezza. 9.
man di dio, sommo artefice, che maraviglia, se fu fatto bellissimo?
436: resta, il mio angelo, che l'animo tuo puro e mondo ritorni
non è, come potrai / creder che vaglia a ritenerla alcuno / aere che la
creder che vaglia a ritenerla alcuno / aere che la circondi? -il cuore
m'avveggio, ahi, lassa! / che troppo angusto vaso è debil core /
. 10. figur. persona che possiede in sommo grado doti, virtù
dopo lui fosse rimaso / lo giovanetto che retro a lui siede, / ben andava
valor di vaso in vaso, / che non si puote dir de l'altre rede
l'ultime parti di ezzechiele profeta, che più gli parevano oscure per numero di venti
in questo mostrò il santissimo vaso la luce che gli era dentro. lamenti storici,
sua gloria / e jesu cristo, che del mondo è vaso. g. gozzi
tesoro e vase, / altro diletto, che virtù, non trova. d'annunzio
ottonaio, 2-21: chio vego infin che 'l governarsi a caso / non si
non si richiede a me, e che si faccia / punir costui d'ogni nequizia
: non voglio dunque né posso aver più che
di saper, ma non l'apriro / che per dir cosa stravagante e sciocca.
da far assumere alla chioma una forma che ricorda quella di una coppa. 12
-vaso chilifero-. ciascuno dei vasi linfatici che trasportano il chilo dai villi intestinali al
. efferente. -vaso ilare, vaso sanguigno che penetra in un organo o vi esce
pisa, 7-18: vaso chiamano le veni che sono nel corpo, però che sono
veni che sono nel corpo, però che sono vasi ove sta il sangue. fasciculo
il sig. colombo possa non concedere che almeno il sangue, gli altri umori e
gli spiriti non sieno diversi dai vasi che gli contengono. a. cocchi, 5-2-96
come dicevamo, degl'innumerevoli vasi, che percorrono il corpo animale, o più
s'aggiungono que'piccoli vasi, / che serban della pianta il proprio sugo. 0
targioni pozzetti, i-71: queste fibre che sono di una struttura filamentosa ed appariscono
e reciproca comunicazione, se la pressione che agisce sulle superfici libere dei liquidi in
di pugni le mura di podagra, che risuonò come una campana. -figur
travi longitudinali di acciaio o di legno che costituiscono gli elementi fondamentali della invasatura di
, non è tenuto ad altro, che a pagare la pigione accordata.
1). galileo, 5-294: che tal par buona, veduta di fuora,
par buona, veduta di fuora, / che se tu la ricerchi sotto
in cui viene raccolto il filato semilavorato che esce dalle carde o dalle macchine di
: vasi chiamano gli stampatori quegli ornamenti che si mettono in fine di alcun capitolo di
umile salmista, / e più e men che re era in quel caso.
vasa de'giovani sante: vero è che questa via è polluta, ma sarà santificata
mio orribile trasporto, fui chiaramente convinto, che aggiunta all'eccessivo irascibile della natura mia
vasoattivo, agg. medie. che agisce sulla motilità dei vasi sanguigni,
(femm. -trice). medie. che cau sa vasocostrizione (un
(femm. -trice). medie. che causa vasodilatazione (un effetto, un
, sf. invar. medie. disturbo che consiste nella eccessiva reattività dei capillari nei
. proprietà dei vasi signoraggio / che cui tien per vassaggio / convien che mostri
/ che cui tien per vassaggio / convien che mostri gioco. = forma
.. ti conchiuderò in due parole che il sig. checcaccio da martedì non è
vassallo; contenuto di tale rapporto (che costituisce l'elemento personale del feudo,
domandò la medesima grazia, colla condizione che se veniva violata, potesse quel popolo
(femm. -trice). fisiol. che ha la proprietà di determinare dilatazione o
vaso-motori': quelli del gran simpatico, che determinano la contrazione e il rilasciamento delle fibre
, 3280: 'vasomotori': i nervi che mutano l'ampiezza dei vasi. =
'vasomotoria (innervazione) ': quella che presiede al movimento dei vasi sanguigni donde deriva
. invar. medie. tipo di nevrosi che si manifesta con disturbi all'innervazione delle
. vasopressóre, agg. medie. che ha proprietà vaso- pressoria (un
. vasopressòrio, agg. medie. che provoca l'aumento della pressione arteriosa
. m. -ci). medie. che è proprio, che si riferisce a
. medie. che è proprio, che si riferisce a vasospasmo; causato da vasospasmo
. m. -ci). farmac. che regola il tono o la tensione dei
del loro territorio ad altri guerrieri cedevano che alli stessi patti di vassallaggio il suddividevano
clientele di romolo: forma di vassallaggio che si osservava ancora ai tempi del vico
. gibello, 12: cortesemente disse che ascendesse / e vassallaggio co gli altri
1-1-69: potendosi in oltre dire, che questi feudatari, restino soldati, e vassalli
publica, e d'esercito; che però verso questa resti verificabile il vassallaggio
portando ai suoi erari cose vilissime, che vilmente pure si ricevevano, e si gettavano
sconfissero la sua flotta armata di truppe che avevano conquistato l'impero occidentale, dal
dominio feudale, giurisdizione signorile; territorio che vi è compreso. m. villani
giuridica di rilevanza costituzionale e intemazionale che s'instaura fra due stati, onde lo
d. bartoli, 2-1-16: questa, che fin ora ho circoscritta, è la
per sé toltine da fianco i regni, che le si attengono per suggezione di vassallaggio
iv-146: lo spirito santo dichiara il modo che si debba osservare nel dare il vassallaggio
175: tanto era di gran vassallaggio che molti n'uccideva pur al sembiante di
servia e facea ogni vassallaggio a'poveri che v'albergavano, col marito suo insieme.
. baldini, 3-23: mi sono accorto che quassù fanno su noi un assegnamento straordinario
assegnamento straordinario; incredibile. tu fa'che invece non abbiate a cominciare con qualche
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce al
-ci). che è proprio, che si riferisce al vassallo. -in partic.
riferisce al vassallo. -in partic.: che è dovuto, che è tributato dal
partic.: che è dovuto, che è tributato dal vassallo (l'omaggio al
pallavicino, i-545: accennò, che l'aprir del concilio sarebbe chiuder a
. vassallaggio. -in partic.: privilegio che ne costituisce l'elemento reale.
1387) [rezasco], 3-17: che lu capitanio non possa absolvere alcuno.
absolvere alcuno... per lu previlegio che sia chirico overo de vassalatico. sarpi
. nell'ordinamento feudale, uomo libero che, dietro giuramento di fedeltà, si as
ch'a suo suo stato si convenga che 'n questo tempo imprenda legere e scrivere
: fu sbandeggiato dagli cittadini / onde che venne di signor vasallo. vico, 657
scritto al sign. duca d'urbino, che voglia intender in questa cosa come vassallo
della gran bretagna gli somiglia molto più che un napolitano quando è nel parlamento.
dresda a imperatori e re più vassalli che alleati; e quando alcuni fra essi
, e di tutti gli altri suoi vassalli che ciò sentirono. boiardo, 1-11-3:
uomo soggioga la contumacia delle bestie, che dalla natura furon date a lui per vassalle
ebbe tributo volontario il tronto, / che, fatto ingiusto regie, audace e
sono i corsi minori, i vassalli, che portano al gran fiume il loro contributo
, obbedienza, dedizione personale a qualcuno che è in posizione sociale sovraordinata o al
9: chi ama dio, conviene che ami lo amico e lo inimico, però
ami lo amico e lo inimico, però che noi siamo tutti vassalli d'uno signore
. malpigli, xxxviii-45: certo colui che sai tu t'è vassallo / e
alla quale donadio, da quello spaurito uccellino che era sempre stato, biondo, piccolo
tempo i cavalieri così rigidi co'vassalli, che non li degnassero della conversazione loro famigliare
dalla servitù della gleba tutti i vassalli che s'armavano contro l'asia, e mescolando
il 'caporale'. e un tipo costui che in altri tempi si sarebbe buttato alla
lo apostrofo così tanto per lui, che fece una brutta e pietosa fine,
'vassatico'o sia servigio, sembra che si giurasse fedeltà al signore.
palazzo],... di quello che era necessario, come vasselle d'
e farà una bella comparsa fra li vassellamenti che vo destinando al publico, e non
, i-284: ora dov'è venuto, che non si puote apena trovare ne'servi
si puote apena trovare ne'servi, che non abbiano in fastidio quello vassellamento del
. da vasselló2, per la forma scavata che s'imprime al terreno. vassèllo1
cfr. cimbrico gwas 'uomo giovane') che compare in molti nomi propri celtici e
compare in molti nomi propri celtici e che entra nella terminologia giuridica merovingia col valore
castagne si ventolano colla vassoia (il che dicono vassoiare o avvassoiare) per levargli da
da dosso il ventolacchio (la pelliccola che le ricopre, della quale la sanza
le castagne si ventolano colla vassoia (il che dicono vassoiare o avvassoiare) per
da dosso il ventolacchio (la pelliccola che le ricopre, della quale la sanza è
diceano: « se'tu impazzato, che tu metti il paese a remore per una
! fratelli miei, ch'ella è maggiore che un vassoio ». spese per la
il capisterio, ovvero vassoio della sua balia che ella aveva rotto. montale, 7-102
e pasticcini; la quantità di tali cibi che vi è contenuta. -ant. asse
. burchiello, 2-7: mi parca che le ventiquattrore / portasseno un vassoio di
al forno. -liturg. piatto che serve a contenere le ampolle dell'acqua
celebrazione eucaristica e a raccogliere l'acqua che nella messa è versata sulle mani del
cavalca, 19-94: accattò un vaso, che si chiama vassoio, dalle donne vicine
ricettario fiorentino, 2-69: i semi che hanno la scorza grossa,...
sparviero. leonardo, 2-343: quel che la porta in ispalla si fa prima
dire vassoio pieno di calce, ai maestri che muravano insino che fu d'età di
calce, ai maestri che muravano insino che fu d'età di diciotto anni. baldinucci
riconoscesse per suo negli anni più freschi che quello del portare il vassoio della calcina in
imbriani, 4-32: ogni strimpellator di violino che scortichi pe'caffè l'inno di garibaldi
, 4-435: l'arco altero, / che vastamente la sua volta incurva. saluzzo
: non era facile rinvenir lo scrittore, che, sollevato oltre il gregge dei critici
dell'unità della legge più vastamente intesa che non nei tempi a lui anteriori.
sercambi, 1-i-77: le prete disse che le dovea vastare quella salsa che avea
disse che le dovea vastare quella salsa che avea avuta la notte almeno per tre dì
iorno fu sì vasta da la gragnora che quasi non ge remase niente d'uga.
trovò gl'inimici ne'campi degli emici, che andavano vastan- do la contrada. f
duca di ferara voi venir a ruigo è che dubita nostri non li vasta la campagna
, viii-142: guai a loro, però che si partirono da me; saranno vastati
da me; saranno vastati, però che hanno prevaricato contro a me.
(nel 1214 a curzola), che è da una forma gr. * paoxctoiog
dal bene, parimente, non è possibile che nasca, se non forse per accidente
repubblica vineziana per la potenza spagnuoìa, che senza re, senza governo, immersa nel
de'vassalli... certo è, che lo dobbiamo tenere per un principe grande
vastezza e dignità dell'animo prudente, che tante deità contiene, abbraccia insieme. anighetti
: di troppo sormontano ojpi forza, non che la mia debolezza, ^ eccellenze vostre
50: era certo cosa di stupore, che un uomo soletto in tanta vastità di
. foscolo, xvii-79: pare a me che non si guerreggierà, almen per gran
occupando dall'altro immense vastità di terreni che né gli antichi né i nuovi ossessori
d'un altro contrasto, cioè di quello che prova un occhio avvezzo all'infinita magnificenza
c. campana, ii-187: coloro, che nella licenzia delle guerre trovano maggior nodrimento
passato, né genio, né coraggio che basti a farvi feroci. -estensione di
: la materia delle belle lettere, che io il primo... son destinato
soffro il suo dolore con una vastità smisurata che non so dire, da tutta quanta
animo umano non ha grandezza d'oggetto che la pareggi. buonafede, 1-ii-150: fece
detestabile abuso della vastità del suo ingegno, che la deformità del suo spirito divenne maggiore
: ci sono degl'ingegni e scrittori, che giustamente fanno paura, o sia per
quasi tutta alla vastità, in tal modo che molti lasciando le lor proprie patrie,
agg. (superi, vastissimo). che si estende per grande spazio, ampio
un territorio, una città); che si apre senza limiti (la visuale,
il panorama, l'orizzonte); che consente allo sguardo di spaziare (la
vasto podere, ma pregiudicato dall'acque, che vi marcivano sopra, per mancanza di
marcivano sopra, per mancanza di gore, che dessero loro il corso. d'annunzio
vuota, / una città di pietra che nessuno / abiti. -con riferimento
; o, se niuno v'ha che la tenga, su che si posa?
niuno v'ha che la tenga, su che si posa? beltramelli, iii-957:
si diffonde ampiamente (un suono); che echeggia a grande distanza. angiolini
contiene [la torre] una sola campana che ha un vasto suono. pascoli,
-che pervade l'ambiente, il paesaggio, che vi domina e incombe (il silenzio
anima presi / nel silenzio vasto / che gli occhi non guardano / ma un'apprensione
/ d'un gran baratro è questa, che tre volte / i vasti flutti rigirando
. c. bartoli, 4-ii-614: che gli occhiali sieno riusciti a satisfa- zione
della quale volentiero sentire le invenzioni, che vi vanno. cesari, 6-204: in
soffitto a travature sconnesse vi era una agitazione che il mio amico non riusciva a spiegarsi
spiegarsi. -che ha grande capienza; che raccoglie, che può ospitare molte cose
-che ha grande capienza; che raccoglie, che può ospitare molte cose o persone.
, mi parve soffocante. 4. che investe, che interessa grandi spazi (un
soffocante. 4. che investe, che interessa grandi spazi (un fenomeno naturale
scintilla sorge tallora fuoco sì grande, che crescendo in vasto incendio riduce in cenere ogni
un brontolìo sul mare di un temporale lontano che si faceva vasto. -che
gran fondamenti. 5. che si protrae lungamente (il tempo, la
affacciavansi. montale, 2-62: la vita che sembrava / vasta è più breve del
breve del tuo fazzoletto. 6. che ha grandi dimensioni, molto grosso, grande
quando rivide la macchiolina di caffè che fin dal mattino aveva ardito interrompere la
5-2-131: vastissima varietà di materie vegetabili che ci offre la terra. 7.
ci offre la terra. 7. che è grande e grosso, che ha alta
7. che è grande e grosso, che ha alta, robusta, forte corporatura
, era tanto più animalesca di lui che, a suo modo, era bello:
mezzana grandezza, perocché non si conviene che sieno vaste né minute. guarini,
aperto e limpido (gli occhi); che non è ambiguo o sfuggente ma sereno
: gli altri guardavano con occhi vasti che pareva avessero assunto un limpido color vegetale dallo
, / sogni d'esser contento? ah che t'inganni. i. neri,
più vasto. 10. che non è angusto e limitato, che pensa
. che non è angusto e limitato, che pensa in grande, che sente altamente
limitato, che pensa in grande, che sente altamente (una persona, lo spirito
. sempre necessità di danari, sperava che pisa avesse a essere instrumento da cavarne
: per gli vasti progetti di riformazione che diogene meditava, troppo angusta era la
famiglia di xeniade. 12. che comprende molti aspetti, argomenti, problematiche
, un campo del sapere); che tratta di svariati temi o problemi (un'
/ se non tomo a ridir quel che ho già detto. cesari, ii-60:
circa la vita del cola, senza che io esca dal verisimile. calvino, 11-124
fragoreggiando nel vasto, mi fu dimostrato che lo strettissimo labbro su cui io giaceva impediva
labbro su cui io giaceva impediva solo che tutto non fosse abisso colà.
. vastotonante, agg. letter. che origina il vasto rimbombare del tuono (
auguri e vati interpreti di sogni / che per vane arti dicono e'segreti.
tu del terzo ciel lucida diva, / che nel bel monte d'erice in bel
, sublime ispirazione e, anche, che, per la valenza profetica della propria opera
scander vate toglia 'l pondo / da che 'l ciel vuol per se sì dolce lira
di tuonar contro i vizi, e che nessun badi a noi. carducci, iii-4-184
di consistenza butirrosa e di colore giallo-verdastro che si estrae dai semi della vateria
dai semi della vateria indica e che si usa in asia nell'alimentazione e
. m. -chi). spreg. che è proprio, che si riferisce al
. spreg. che è proprio, che si riferisce al vaticano, alla sua azione
ferd. martini, 5-88: il pesci che... firmava col nome di ugo
interni. 2. scherz. che ha i colori (giallo e bianco)
- -voragine. anche: giornalista che si occupa in modo specifico di breme
1 vaticanisti non hanno ancora provato che in ravenna il cardinal del poggetto non cercasse
in mezzo ai solenni e gravi dottori che compiono la 'disputa del sacramento'. faldella,
10-73: il vaticano non ha capito che cosa doveva e cosa non doveva censurare
censurare. 3. agg. che è proprio, che si riferisce allo stato
3. agg. che è proprio, che si riferisce allo stato sovrano (e
del papa e della curia pontificia; che è espressione della volontà papale, della
pratesi, 5-255: ma quelle lettere che io ho vedute erano pure della cancelleria
vaticana. ojetti, i-76: vedo che lei è molto al corrente delle cose
la qualità dei codici e degli stampati che conserva. -codice vaticano (anche semplicemente
, del quale tu hai copia e che stai pubblicando. idem, iii-8-229: il
un sonetto del fiorentino rustico di filippo che leggesi nel vaticano 3793. idem,
, materialismo e ateismo, l'altra che proclamava il magistero infallibile del pontefice romano
. croce, ii-7-104: ecco di quelli che accusano di 'viltate'la tua, e
tua, e tutte le altre estetiche che hanno preso le mosse da ciò,
hanno preso le mosse da ciò, che è proprio della poesia e che la fa
, che è proprio della poesia e che la fa poesia, cioè di disconoscere
pres. di vaticinare), agg. che pronuncia vaticini. - anche sostant.
sentimento più recondito de'rofeti vaticinanti, che questo messia sarebbe stato figliuolo di •
carmenta antica / vaticinante. 2. che costituisce la forza profetica, visionaria dell'arte
persona tutta di apollo, i suoi sacerdoti che gli erano a lato s'avvidero che
che gli erano a lato s'avvidero che sua maestà voleva vaticinare. chiari,
17: scossi da quel letargo, tosto che alcun gli tocca, dicon vaticinando quanto
. per estens. avanzare ipotesi su ciò che è inconoscibile o, anche, senza
1-16-195: onde il buon vecchio astreo che ne gioiva / e de'presaghi aruspici lo
fu delio buggiardo, / quando vaticinò, che al più sublime / grado d'astrea
ii-278: pregavi lenta l'invisibil parca / che accompagna glieroi, vaticinando / l'inno funereo
qualche strano accidente, in vedere, che nella spagna, ch'è il cuore della
vaticinato alla giuseppina (sua madre) che il suo figliolo 'el diventerà qualcosa ae
mi lascia a mezzo. tuttavia presumerei che la chiosa indi mirasse le profezie della
adoratore dell'ideale e dallo intelletto più pratico che i secoli abbian veduto, non appare
sm. (femm. -trice). che predice, che vaticina. -anche:
. -trice). che predice, che vaticina. -anche: che ispira vaticini (
predice, che vaticina. -anche: che ispira vaticini (lo spirito profetico)
di delfo. c'è chi pretende che i vapori mefitici delfadyton'potessero non soltanto
, ultima generazione, abbiamo avuto un vaticinatóre che chiamava le ombre dei sogni a stendersi
giunto fino a divinare la spaventosa realtà che oggi ci è toccata. =
sua vaticinazióne, e indovina e predice che feltro, città la qual è a'confini
divina. -in senso concreto: ciò che è vaticinato, predetto. boccaccio
prova di vaticini e responsi degli dei che in quello tempo in diverse parti del mondo
2-1-129: non sarebbe forse peccato dire che questi [miracoli], così come anche
, et un altro con titolo di vaticini che credo furono oracoli. oliva, 302
, li-1-297: si loda di vostra serenità che le fece di lui il vaticinio fino
correr, li-4- 339: 1 vaticini che sopra la persona del delfino vanno facendo
la persona del delfino vanno facendo quelli che osservando i moti dei cieli credono d'arrivare
cognizione delle cose future, sono i maggiori che di alcun principe si facessero giammai.
con grandi auguri di star senza pensieri che suonare alla vecchia signora altrettanti vaticini di
molti nigromanti, / vaticini, auruspi, che ve n'era / gran copia allora
lui vaticinosi presagi: genova è questa che sarà detta per attributo la bella.
. vatiniano, agg. stor. che è proprio, che si riferisce all'
agg. stor. che è proprio, che si riferisce all'uomo politico romano r
sì l'odio crescerà, sarà sì insano che il prisco tal non fu vatiniano.
dolce, 6-65: vatrachio il medesimo che ranio. = var. di
clorofite, verde, con tallo filiforme, che si moltiplica per distacco dei rami dal
le baragge non può dire di sapere che cos'è il piemonte. =
a la dolce pupilla / de la madre che brilla / e del padre che strilla
madre che brilla / e del padre che strilla, / de l'arciprete zio che
che strilla, / de l'arciprete zio che dies-illa / del pover giosuè che vaudevilla
zio che dies-illa / del pover giosuè che vaudevilla / in questa guisa stupida e pusilla
. teatr. genere di teatro comico che si affermò in francia tra la fine del
canzoni popolari, in partic. satiriche, che successivamente si evolse nel genere della 'pochade'
l'operetta. arbasino, 19-219: che cosa potrebbero osservare i maitres à penser
potrebbero osservare i maitres à penser? che il cabaret si ripresenta come vaudeville? e
(plur. m. -chi). che ha i toni della commedia frivola e
di alluminio e ferro, bivalente, che cristallizza nel sistema tri- clino; ha
tutto lo tesoro di roma'. narrasi che li romani antichi aveano uno palagio in
dante, pure., 5-4: ve'che non par che luca / lo raggio da
., 5-4: ve'che non par che luca / lo raggio da sinistra a
di sotto, / e come vivo par che si conduca! varchi, 22-16:
conduca! varchi, 22-16: ve'che non m'ingannava, rispose ella, avvisando
m'ingannava, rispose ella, avvisando che ti mancasse alcuna cosa. marino, 1-11-135
altro dio di pace, / più che fortuna, e gl'innocenti assale / ve'
, 347: veh un di quei fanfaroni che ci promise tante belle cose. nievo
dove ha messo il mio portamonete e che ha fatto dei soldi (20 lire veh
baldello, tu sai lo gran dalmago / che e'ghibilini z'àm fatto / e
. b. davanzati, i-137: vedive'che pur ci ha chi sappia con l'
rinfrescata, ma veh, di quelle che pelano. moretti, 4-183: guarda,
di 2a pers. plur. forma che il pron. vi assume con i pron
bisogna allora, come si dice, che i cieli ve la mandino buona. uttoa
iv-137: se una donna è sfacciata, che ha perduta la vergogna, dio ve
in atte stato del piacere che ho di secondare le vostre premure ed
descrivere [il tempio]. dirò solo che, davanti, il timpano e le
armeno, 1-303: venitevene meco, che il tutto io vi farò co'propri vostri
antichi poeti 've', sillaba disaccentata, che si appoggia a certe voci di una sillaba
con e chiusa), avv. forma che l'aw. vi assume in unione
e'v'à una fonte lucente / che. ttu vel potrà'bagnare. pulci,
[se n'andaron tutti], / che non ve ne rimase seme o foglia
il re in terra, più tosto che gettandovelo. tasso, 19-122: ve ne
ne son alquanti eletti e buoni / che seguite di persia han le bandiere.
: quanti e quanti ve ne sono / che si stanno in gravità, / e
si stanno in gravità, / e che parlano in un tuono / di sovrana autorità
: v'è di più. ed è che la questione è decisa da lungo tempo
e questierano il vehadóre de l'arma, che se chiama gioan de cartage- na,
11 resto. nievo, 3-192: so che hai diritto di credermi un sozzo vecchiaccio
dei ragazzi di santa croce, dalle proposte che ti fanno i vecchiacci per la strada
sapevo ormai di essere un tipo, e che in qualche modo gli interessavo. arbasino
toumiquets piene di gente sudata e rabbiosa che si toglieva camice e magliette e restava a
d'intorno il foco di casa, che di notte vegghiando con le fantesche racconti
l'età avanzata della vita umana, che succede alla maturità e determina nell'organismo
-anche: lo stato fisico e psichico che tale età determina. e
generalmente parlando, come in italia e più che in italia, una vita povera,
giovane (in partic. figlio) che sostiene, cura ecc. una persona vecchia
2-94: rallegrati, cara mogliera, che tu farai un bel figliuolo, il qual
vecchiaia sua manco calore e manco virtù vitale che nella giovinezza. b. croce,
e i più bei fine- stroni gotici che si potessero vedere tra il lemene e il
mento. piovene, 6-294: nella casa che dai muri vuoti mostrava le sue macchie
al marmo, levando via quella vecchiaia che avevano insino allora usato gli scultori, facendo
.. oggi incatena e soffoca tutto che dentro di lei vive giovanilmente, oggi puntella
. croce, ii-1-370: bisognerebbe concludere che il reich, anziché provare la modernità del
. verga, ii-488: al babbo che andava innanzi negli anni, gli metteva
il 'serotino': quasi 'vecchianiccio', che vien tardi. = deriv. da
, / e verso il bosco più ratto che vento / si volse in compagnia di
od è un primitivo: io dirò che è un invertito vecchiardo che balbetta come
: io dirò che è un invertito vecchiardo che balbetta come un fanciullino enormi cose.
e de'cimiteri si cavan non so che rimasugli, e unghie, e simil cose
verità morir se vede / dal colpo che nel core gli donasti / alotta ch'un'
a vendere certi asini del monastero, che vecchiava, e non eran più buoni.
era costui un vecchiarino celibe di città che... per nobilitare le vedove giornate
iii-241: in quella, un vecchiastro, che, soffermato lì presso, orecchiava.
. usanza antica; credenza, atteggiamento che hanno fatto il loro tempo, desueti,
mio i miei ammiratori, dica loro che una delle mie passioni è virgilio, e
una delle mie passioni è virgilio, e che ogni sera che dio mette in terra
passioni è virgilio, e che ogni sera che dio mette in terra me io porto
e mi ci addormento su: veda che vecchiate! -opera letteraria antiquata,
vecchiate! -opera letteraria antiquata, che pecca di tradizionalismo. baldini, 13-6
per non rendersi ridicolo facendola; ciò che non si addice più ai vecchi.
. v.]: 'vecchiata'. cosa che facciasi da un vecchio, ma che
che facciasi da un vecchio, ma che non si addirebbe più all'età sua.
pur contare una 'vecchiatina'perché son certo che ne avrai gusto. = deriv.
. vecchiatìccio, agg. ant. che ha più anni (il getto di
vecchieggiare), agg. tose. che manifesta i segni di decadimento propri della
papini, 32-148: il vecchio che bambineggia e il fanciullo che vecchieggia,
: il vecchio che bambineggia e il fanciullo che vecchieggia, destano parimenti sorriso e pietà
forse, il secondo: il fanciullo miracoloso che deve vestirsi da professore togato.
ant. alquanto vecchio, invecchiato; che presenta segni di invecchiamento, di vecchiaia
lunghe un mezzo braccio delle più fresche che abbi la pianta grande, giovine e non
/ e da la famigliuola sbigottita / che vede il caro padre venir manco. storia
ma tutti rannicchiati e timorosi, / che si coprian la faccia co'mantelli,
, 398: e tu ben sai che la tua nella face / tardo inspirò di
40: oggi più ne sa una vecchiarella che anticamente non ne seppono 1 gran savi
orba e sorda e sempr'ignuda, / che con sua falce cruda / tutti altri
ombra senz'orme, / la vecchierella che sa dir le fole. -la vecchia
bibbiena, 2-74: altri non vi è che la sua vechiarella e forse anche fessenio
castagne] la buccia diseccata, cotte che siano, si chiamano vecchierelle: enno aggrinzite
agg. piuttosto vecchio, alquanto vecchio; che non è più giovane. tedaldi
corregge sé di tal risia / in prima che diventi vecchiarello. leggenda aurea volgar.
uno. bacchelli, 17-274: mi dispiace che vi lascio vecchiarello e solo al mondo
-anche: ispirazione, tematica artistica che ha fatto il suo tempo, che
che ha fatto il suo tempo, che ha esaurito validità, interesse; vecchiume.
, di rhodez, d'assassinio, e che so io, di che certo vi
assassinio, e che so io, di che certo vi ricordate. gramsci, 7-158
gramsci, 7-158: ogni gruppo o gruppetto che crede di essere portatore di novità storiche
al signor garattoni, vecchietto così gentile che non par letterato. e. cecchi,
in qualche strada fuori mano vecchietti, che mai ne avevo visti tanto giudiziosi,
, 3-274: entra nel salone, che è dopo la cucina, siediti ad un
. tolomei, 4-125: chiaro è che laerte non aveva altro che una vecchietta
: chiaro è che laerte non aveva altro che una vecchietta, che gli portava da
non aveva altro che una vecchietta, che gli portava da mangiare e da bere,
settantanni. piovene, 14-98: volle che conoscessero il suo rimorso donne tradite in
chiesa. 3. agg. che è alquanto vecchio, non più giovane.
, 3-1: o vergine maria, che per pavento / del falso erode fugisti in
per me abbastanza giottesco. è vero che quando faceva il poema era vecchietto,
hanno fatto inabile; e per poco che tardi a tornare, sarai vecchietto;
sorpassato. carrer, 2-363: peccato che siano cose alquanto vecchiette! riccardi di
/ dice con una frase vecchietta, che se dio / non fosse già inventato
ottenere. betussi, 3-ioq: o che bel detto: quasi che io comandi la
3-ioq: o che bel detto: quasi che io comandi la castità alle vecchiette.
461: né c'è un viso che s'affacci / per dire. eh!
sopra tutti gli altri mali, perciò che ella infrigidisce il cuore. francesco da barberino
: si ridea breus troppo fieramente, che. lli era bene aviso che 'l buono
, che. lli era bene aviso che 'l buono omo avesse parlato di forsa
diliberato rinunziare la sua badia, però che per la sua vechieza e debilitate a lui
robusta e molto vivace, e pareva che ancóra dovesse vivere un'età tasso, 14-563
ne l'atroci miserie e sì vivace / che spiri, e pugni ancor. b
pubertà e nella virilità: l'uomo, che vive ottant'anni, ne ha dormiti
: come cervo in vecchieze, / che toma in sua belleze: / s'esso
s'esso mi ritrovasse, / forse che rinovato piacerla / là onde ogne ben solo
marco, da vecchiezza non meno, che da gravissimo incendio, un secolo prima avvenuto
, e in mezzo alla radura una casetta che un tempo doveva esser stata dipinta di
de la mia vecchiezza, quello, che ti interverrà lasciandomi finir di favellare?
accomodarli e ri- concigliarli insieme, talmente che siano due sostegni della sua vecchiezza.
... vecchiezza pari a quella che infermò e spense la repubblica di venezia
passato, le loro credenze, ciò che hanno tramandato. simintendi, 1-24:
medusa] di sì maravigliosa bellezza, che... trasse a sé molti uomini
di corporatura fragile e cadente o anche che mostra i segni di un precoce invecchiamento
conviene più quel nome di vecchino, che vuol dire un vecchio giovane che comincia a
, che vuol dire un vecchio giovane che comincia a svecchiare adesso. cellini,
in capo. baldini, i-558: ecco che la prima finestra d'angolo s'apre
serrando lo spaccio, / prego il ciel che vi scampi da un tal mostro /
. (superi, vecchissimo). che è in età avanzata, che è molto
). che è in età avanzata, che è molto anziano, che si trova
avanzata, che è molto anziano, che si trova nell'ultimo periodo della vita.
, tante ce n'hai fatte, che noi v'aremo lasciato pensare a te.
dalla natura, ma dall'arte, che ricerca lunghezza di tempo. foscolo, xvii-
me conosciuti nella mia adolescenza, e che m'accarezzano come loro figliuolo. d'
annunzio, v-1-881: per avere io detto che le parole sono femmine e i fatti
rimprocciato. landolfi, 8-19: dico che la vecchia zia e. è venuta
una personificazione. petrarca, 53-12: che s'aspetti non so, né che s'
: che s'aspetti non so, né che s'agogni / italia, che suoi
né che s'agogni / italia, che suoi guai non par che senta, /
italia, che suoi guai non par che senta, / vecchia, oziosa e lenta
sentirsi da un bifolco proverbiato, come che volpe vecchia non avesse co 'l pelo mutato
da un lato. -per estens. che si sente (o appare) invecchiato per
, è dileguato per me in un modo che mi raccapriccia. tarchetti, 6-ii-548:
: tu avevi ragione allorché mi dicevi che a trent'anni si è spesso vecchi d'
si è spesso vecchi d'una vecchiezza che va e viene, d'una specie di
bibbia volgar., i-115: prima che morisse, si pensò dar moviere ad
, ii-2-341: il pomba vecchio, che viene a dire il cavaliere giuseppe,
passione criminosa. 3. che è proprio, tipico della vecchiaia, che
che è proprio, tipico della vecchiaia, che reca i segni dell'età, che
che reca i segni dell'età, che è decaduto, indebolito (un carattere
, il corpo, le membra); che ha aspetto senile, invecchiato, debole
suoi vecchi anni. 4. che si trova da molto tempo in una determinata
molto tempo in una determinata condizione; che ha consolidata inclinazione, abitudine per un
. riprovevole). - anche: che ha lunga esperienza in un determinato campo
: era intervenuto in tutte le guerre che avevano fatte gli spagnuoli in italia; in
gli spagnuoli in italia; in modo che, giovane di età, che non passava
modo che, giovane di età, che non passava trentasei anni, era già
cristiano: nel regno di spagna, quelli che erano tali da più generazioni.
, lii-5-83: chiamano cristiani vecchi quelli che sono nati di padre e madre cristiani,
nati di padre e madre cristiani, e che anco questi siano così medesimamente nati,
questi siano così medesimamente nati, tanto che cent'anni sia stata cristiana tutta quella
il primo [stato della plebe] che è quello dell'idalgo, s'intende cristiano
figlia di un negoziante di terraglie, che ha fatto cose da pazzi per farsi
, 4-ii-232: vogliono ancora i pittori vecchi che le vedute delle pitture, per le
, overo alle longhezze del luoco quando che è convenevole. b. croce,
iii-26-226: tutto ciò dovrebbe essere pacifico dopo che il vecchio kant ha proposto il concetto
senza l'esperienza. 5. che è quale era prima di un mutamento profondo
nuovi priori... feciono leggi, che i priori vecchi in niun luogo si
. savonarola, 10-426: dio vuole che voi seguitate questa opera con fervore e
fervore e carità, e quelli medesimi angeli che hanno aiutato li signori vecchi aiuteranno ancora
ghirardacci, 3-352: poco vi mancò che il senato vecchio non fosse dalle finestre
dalle finestre gittato in piazza, parendo che esso sprezzasse li novellamente eletti da loro
in contrapposizione alla moglie del figlio, che ha assunto lo stesso titolo).
principessa vecchia di simé. 6. che risale a molto tempo addietro, che c'
. che risale a molto tempo addietro, che c'è da molto tempo, che
che c'è da molto tempo, che è stato fatto, inferto, composto o
, inf., 16-io: ahimè, che piaghe vidi ne'lor membri, /
! petrarca, 360-69: ei sa che 'l vero parlo; / ché legno vecchio
, / come questi 'l mio cuore che s'annida. porcacchi, i-33: come
). giamboni, 8-1-180: quella che corre su per netto sabbione, è
su per netto sabbione, è migliore che l'acqua vecchia di cisterna.
). lomazzi, 4-ii-562: il che [il costruire con assi e mattoni]
nell'antica repubblica di venezia, casato che da più generazioni aveva accesso alle cariche
vecchia, produce migliori e più abbondanti uve che non fa la giovane. leonardo,
vecchi prati dal muschio, e quelli che son vecchissimi arare, e di nuovo formare
i prati novelli. 8. che è proprio dei tempi andati, che ne
. che è proprio dei tempi andati, che ne costituiva elemento significativo, caratteristico,
stile (con valore aggett.): che si rifa al passato, che ha
: che si rifa al passato, che ha gusto tradizionale o, anche, superato
un po'vecchio stile, coi tempi che corrono? 9. che si
tempi che corrono? 9. che si protrae, che si mantiene da lungo
9. che si protrae, che si mantiene da lungo tempo, che
che si mantiene da lungo tempo, che non è recente; praticato da lungo tempo
; incallito (un vizio); che è di lunga data (un'amicizia)
lunga data (un'amicizia); che si ripropone continuamente, ricorrente (un
(un evento). -anche: che si è mantenuto a lungo o si è
19-33: sapete qual è quello / dubbio che m'è digiun cotanto vecchio. pulci
fa sperare all'europa ed allumanità, che il presente eroe della guerra voglia ordinare
di segatura umida. 10. che ha subito un'adeguata o un'eccessiva stagionatura
è sì impacciata,... che viveri e vino vengono da tutti comprati
(il pane). 11. che non è più nuovo e integro, ma
oggetto). -in partic.. che è già stato usato, indossato lungamente
di quelle pietre, mattoni, rocchioni vecchi che al presente sono in detto cerchio che
che al presente sono in detto cerchio che a lui sono allogate, e quelli scalcinare
, e quelli scalcinare e murare mentre che ve se ne truova e ve n'è
: in certa cameretta entrati sono / che d'armadure vecchie era copiosa. bandello
: andò a trovare un amico suo, che era di quelli che hanno le botteghe
amico suo, che era di quelli che hanno le botteghe piene di panni vecchi
di panni vecchi d'ogni sorte, che sono in modo acconci che paiono quasi nuovi
ogni sorte, che sono in modo acconci che paiono quasi nuovi. buonarroti il giovane
giovine, con una frase vecchia ma che avrebbe inventata lui, in quel momento.
molto del suo vigore, di modo che fatta a poco a poco molto vecchia e
da qualcosa di nuovo, di analogo, che ha e rinnova la stessa funzione,
rimborsato (un debito pubblico); che è fuori corso (una moneta).
, soldi 17, denari 1 a fiorini che lapo micheli e compan- gni di detta
per ragione di corte di roma assegnarono che doveano ricevere in corte da sessanta buoni
cremonesi, 59: per desfar li letere che era in la gabela vegia. lippomani
conforto della sua induzione arreca il fatto che fino alla metà del secolo passato certo luogo
della bellezza nelle sue nature morte - che viaggio è stato il suo!
in patrizi, 3-231]: item che gli uomini di cento abbiano a conferire
arrenato, cioè quel vacezzo di alveo che è di sotto dalla rotta, di
14. in relazione con un toponimo: che è ancora legato ai valori tradizionali,
è ancora legato ai valori tradizionali, che li mantiene, che li esprime,
ai valori tradizionali, che li mantiene, che li esprime, anche con accentuazione nostalgica
questo caldo scorticata non altramenti rimarrai bella che faccia la serpe lasciando il vecchio cuoio
turchi vecchie bastonate, / e tristo quel che suoi colpi aspettava. redi, 16-v-206
ch'ella ha giunto alla stretta, / che mostra al viso crespo e al pelo
spettacolo, un vecchio mal vissuto, che, spalancando due occhi affossati e infocati,
velamenti, e quella patina tanto preziosa che lega insensibilmente le tinte, le rende più
più soavi e più morbide, e che solamente può dare alle pitture quel venerabile
, 1-1-203: -et 'domine / sancte pater'che ne direbbe? -il vecchio? buonarroti
il giovane, 9-404: il so, che sbarbatello il primo pelo / non messo
io, dà un bacio al tuo vecchio che ti aspetta. -come epiteto
teocrazia morale o di gregorio vii, che già trova il suo riscontro in persia
e con posizione pubblica di grande autorevolezza che si supponeva ispiratore e manovratore occulto del
, 6-ii-201: né i nostri vecchi, che propriamente e correttamente parlarono, altramente che
che propriamente e correttamente parlarono, altramente che per condotti di fuore a prezzo l'
comunità. pulci, 28-18: però che carlo per esperienza / dovea molto saper
, e'quali tutti avevano el turribulo che davano lo incenso. f. f.
perché non ha sonno; ond'è, che fa i vecchi rimbambire, benché di
: l'appuntar i vecchi, eziandio que'che hanno buona e chiara voce, è
e chiara voce, è un rincalzo che i moderni procacciano alla oscurità del lor
così la giornea magistrale contro persone, che non possono rispondere. d'annunzio, v-1-338
: i vecchi son sempre a lamentarsi che non possono dormire. 23.
fine del sec. xviii, attore che interpretava le maschere dell'anziano autorevole (
). - secondo vecchio: attore che interpretava i tipi caricaturali quali il dottore
roseo, iii-39: ponga ben mente colui che liga vite di qualunque sorte, che
che liga vite di qualunque sorte, che non la stringa molto, e che la
, che non la stringa molto, e che la legatura non
vite con esso, quel poco di legnetto che si chiama il vecchio, e gli
martellino. giuliani, i-379: più che l'ulivo si ripurga dal seccume e gli
più gode. 26. ciò che da lungo tempo è in uso, si
si pratica, si compie; ciò che ha fatto il proprio tempo, concluso il
. croce, iii-26-278: ci sono moltitudini che ancora vivono in comunità isolate e fuori
(e così d'ogni lotta) è che si produca, per via di esse
via di esse, una situazione nuova; che del nuovo si affermi; che del
; che del nuovo si affermi; che del vecchio scompaia; che vi siano,
si affermi; che del vecchio scompaia; che vi siano, propriamente, dei vinti
non ha tanta carne a dosso, / che sfamasse una marmeggia. muratori, 7-v-39
una colonna in mezzo a quattro vecchie che si lodavano a vicenda la figliuola,
e la nipote, immaginatevi poi con che lingua di miele! landolfi, 2-46:
lo zio, erudito alla vecchia più che all'antica... si credeva di
si credeva di dire una facezia avvertendo che la città di verona scacciava i santi,
lunga pezza. carducci, ii-2-302: che 1 torinesi non han senso comune in
il conte balbo con tutti gli spropositi che ha detti quando ha voluto parlar di
assolutamente rare. -essere più vecchio che il dixit, di noè o vecchio comematusalemme
essere decrepito. gelli, iv-60: che bisogna così turarsi co'fazzoletti? di che
che bisogna così turarsi co'fazzoletti? di che avete voi paura? che siete più
? di che avete voi paura? che siete più vecchio che il dixit? tommaseo
avete voi paura? che siete più vecchio che il dixit? tommaseo [s
paragone delle rime del petrarca, siccome vuole che scriversi debba, perché a me non
giovare meno al prosperamento di questi, che l'alterigia con cui certi loro amici
filologia vera e propria e tutto ciò che par sapere di vecchio. 2q.
vecchio potesse, / e'non è cosa che non si facesse. idem,
, lunghi tre dodranti. e gli pare che siano vecchiolini, vestiti a guisa di
fuggendo la sua ira, da'cavalli che il suo carro tiravano, spaventati da'
parte di loro sono alcuni pesci, che chiamano tiburoni, i quali sono molto
sm. vecchimondini). letter. che è nativo o abitante del vecchio mondo,
del vecchio mondo, dell'europa; che ne ha la mentalità. savinio
. rispose el vecchione di sì, e che gli volea mostrare la via.
pulci, 24-128: chi arebbe creduto che il vecchione / carlo tener non si
sue tanto acconciamente, cominciò quasi a credere che ella dicesse il vero. manzoni,
... faceva nella mente della sciagurata che lo sentiva in quel momento, un'
pindemonte, 2-17: il paterno sedil, che dai vecchioni / gli fu ceduto,
toghe rigidi e silenziosi. alcuni vecchioni venerandi che non comparivano da più anni al consiglio
, iii-165: molti anni dopo, che fu morto s. francesco, una certa
capita una cliente insolita: una vecchiona che avrà avuto ottanta anni. -agg
, e più di dugento uffiziali, che comprende dieci donne vecchione, insituite da s
e soprarriccio,... eran certi che con pochissime racconciature le durava tutta la
valoroso, padre immenso; / l'amore che io ti porto, o buon vecchione
per il cielo, a diacere quasi che in su le nugole, come che egli
quasi che in su le nugole, come che egli si riposassi dallo aver creato'il
. bassani, 3-1 io: ogni volta che, in bicicletta, passavamo dalle loro
vecchioni », poteva dire. « guarda che barbe venerande, hanno ».
g. gozzi, i-26-235: era colui che m'aveva fatto l'interrogazione, un
vecchiotto, a cui ancora non vedea altro che la fronte e la metà di un
lui, era un buon vecchiotto, che non avrebbe dichiarato mai apertamente la guerra
/ ch'ella parve una fante, / che, guardato chi è, / si chini