. 3. cerchia, fascia che circonda o avvolge altri elementi. -in
aria, e questo fuoco non è altro che aria senza umidità e va infino alla
va infino alla luna e incomea questa aria che noi vedemo. -cinta muraria
suo. -cerchia di persone, che attorniano un'autorità. cantico dei cantici
cantici volgar., 1-81: per fin che lo reggio ne lo tomiamento suo,
cortesie e tornea- menti alla loro ombra che veggono sul pavimento. 5.
volte si vede grandissimi torniamenti d'acqua che, ancor che le navi abbino gonfiate
grandissimi torniamenti d'acqua che, ancor che le navi abbino gonfiate le vele da
torneiement (mod. tournoiement), che è da torneier (v. torneare)
pres. di torneare), agg. che partecipa a un torneo, a una
francia avea difeso sotto pena del cuore che niuno tomiasse. compagni, cxxxvi-631:
l'altro dì fa bandire tomiamento / che possa ognun venire a torniare. baiardi,
giare e nel torneare si è veduto che ha più grazia e garbo e più
persona. pavese, n-ii-299: vedo che torneate sempre, col padrone.
a quello aere è il firmamento, che tuttavia tornea e giralo mondo con tutte stelle
. n. villani, 1-277: sovviemmi che quando la trottola o 'l paleo con
iarba]... fece domandare che li piacesse... di venderli tanto
vii-488: e ucciderà le tue figliuole, che sono nel campo; e tomierà te
essi. caro, i-273: tomiandolo prima che la subita paura lo lasciasse rizzare,
petto sentirsi allargare dalla dolcezza, non altrimenti che se un fiume di calda manna n'
. ordinamenti di giustizia, 2-384: che i cavalieri e i compagni de la
pedoni tossono, ordinati ammonire e vedere che bene facciano. -per simil.
colpi; ma con sì poco avviso, che l'infante vedutolo scoperto gli toccò con
obviare al rigore d'alcuno a cui piacesse che tre de'sonetti che niató)
alcuno a cui piacesse che tre de'sonetti che niató). ant. attorniato
volgar., ii-3: la mente che non è torneata da muro di silenzio sarà
biringuccio, i-141: alcuni altri v'era che il lavoravano a martello facendone sonagli,
fine il tornello or di un verso che risponde nella consonanza all'ultimo verso del
tornielli, 479: qual sparviere che il volo seconda, / con larghe
, / e quando d'essa non par che gli caglia, / con presto piombo
verricello. cesariano, 1-8: che con le sucule: id est a modo
fine il tornello or di un verso che risponde nella consonanza all'ultimo verso del
caffè, « perché abbiamo un cartellino elettronico che tim cavaliere che partecipa a
cartellino elettronico che tim cavaliere che partecipa a un torneo. fatti
2-xxii-221: lasciamo andare questi sempre vivi che non sanno liberarsi dall'untuosa e indiscreta tentazione
parte e dall'altra per le male balestra che vi furono, che te quasi come
le male balestra che vi furono, che te quasi come uno tomeggiamento con più riprese
esercizi, 7 com'è dir uom che giostri o che torneggi. pecchio,
com'è dir uom che giostri o che torneggi. pecchio, 2-146: le
ramusio, cii-vi-564: commise il capitano che non surgesse più ma che se n'
il capitano che non surgesse più ma che se n'andasse tomeggiando. 3
, siano in forma simili agli altri, che sono nel medesimo dialogo; voglio che
che sono nel medesimo dialogo; voglio che vi piaccia d'aggiongere a tutti tre gli
tornèllo4, sm. region. porta girevole che consente l'ingresso a una sola persona
riconoscimento, per lo più plastificata, che il dipendente di un'azienda usa per le
delle monete in una delle numerose macchinette che distribuiscono un pessibriamo all'entrata e all'
: rievocazione spettacolare di tali combattimenti, che si svolge per lo più in occasione
... niuno v'era nel paese che quello valesse che egli. antonio da
niuno v'era nel paese che quello valesse che egli. antonio da ferrara, 156
nostra religione bastava a reprimer la moltitudine che accorreva allo spettacolo de'tornei. manzoni
balcanica e in italia spontamisura, / che valore imsegnato 'sengna fare. dante, inf
zone della puglia, sfruttata per il quel che par sì membruto, e che s'accorda
il quel che par sì membruto, e che s'accorda, / cantando, con
: mentriio fui qui con la terrena salma che fu legno di tale pianta.
onde, ed a quella augusta matrona, che ti calyces. c. arrighi,
de'tintori, e dei cuoiai, che se ne servono per tingere in nero.
. ant. vaiuso), agg. che presenta le caratteristiche tipiche di valle;
sono stati divisi gli siti in tale maniere che alcuni sieno piani, altri montuosi,
, presenti nel mediterraneo con tre specie che vivono a scarsa profondità attaccate alle rocce
dal d. e. i., che l'attesta nel sec. xx.
al cor quando lo 'ntesi / però che gente di molto valore / conobbi che 'n
però che gente di molto valore / conobbi che 'n quel limbo eran sospesi. cino
soave il su'valore, / che a li occhi nostri apertamente mostra / come
, il suo alto valore / mostrando più che mai quella mattina. lorenzo de'medici
diffonde del suo bel valore / nel cor che ad amar quello in tutto è vólto
vostro è tale presso di noi, che ha destato in ciascheduno impaziente brama di
molto spirito, vuol dire con reverenza che non ha molto valore. leopardi, i-69
i-69: la religione è la sola che abbia riunito l'eroismo e la grandezza delle
. carrà, 671: mannetti dice che io sono portato ad esagerare il valore degli
valore principalissima sede, ed a quella che ti sei ora... inerme,
alloro. metastasio, 1-iii-51: so che, per quanto sia grande la mia
clemenza della maestà vostra, e spero che il carattere di poeta di cesare mi
di cesare mi comunichi quel valore che non ispero dal mio talento. landolfi,
valore e cortesia trovarsi, / prima che federigo avesse briga. dell'uva,
. dell'uva, 58: poi che dett'ho del gemino valore, / ch'
ardire, ogni valore, / né sapean che si far di lor travaglia. boccaccio
travaglia. boccaccio, viii-3-222: 'valore'par che riguardi più all'onore della republica,
dell'arme. boiardo, iii-9-26: mentre che io canto, o iddio redentore,
a foco / per questi galli, che con gran valore / vengon per disertar
valore / vengon per disertar non so che loco. loredano, 1-53: scipione affricano
più con l'ammirazione della bellezza, che co 'l valore della spada. foscolo
con parole, ha seco / il maligno che ride, ed il ciarliere / che
che ride, ed il ciarliere / che le ripete, e il popolo che crede
che le ripete, e il popolo che crede. gramsci, 1-101: la virtù
, e nemmeno quella di tito livio, che sta a significare per lo più il
valor militare. l'ho presa a uno che sta laggiù. la vuole?
vuole? -decorato al valore, che è stato insignito di tale onorificenza (
, dentro a quel poco valore / che vi rimane, con pioggia e con tuoni
ormai per dritto calle. / tal che 'l valor si agghiaccia che mi avanza.
. / tal che 'l valor si agghiaccia che mi avanza. loredano, 130
d'amore / di là dal modo che in terra si vede / sì che de
modo che in terra si vede / sì che de gli occhi tuoi vinco il valore
cecco d'ascoli, 625: non dico che non possono venire / li terremoti e
si diffonde a vivificare tutti i corpi, che ad esso centro si aggirano intorno.
de / come vertute in petra preziosa / che da la stella valor no1 discende / anti
da la stella valor no1 discende / anti che 'l sol la faccia gentil cosa. lapidario
vallore come igli è davanti da quegli che. ll'à com sì. intelligenza,
dalla osservazione degli antichi edifici, piuttosto che dagli scritti e ricordi dei filosofi tu
lo ministro maggior de la natura, / che del valor del ciel lo mondo imprenta
. si girava per le spire / in che più tosto ognora s'appresenta.
purg., 11-4: o padre nostro che ne'cieli stai, /...
la larghezza / de tettemo valore, poscia che tanti / speculi fatti s'ha in
tanti / speculi fatti s'ha in che si spezza, / uno manendo in sé
scurità de'luoghi e dalla solitudine, che le demonia hanno tanto valore sopra noi,
procede dalla sterilità dell'anima nostra, però che è sanza contrizione e sanza amore di
tagliando di sì gran valore, / che 'deboletti spiriti van via: / riman
sol en segnoria / e voce alquanta, che parla dolore; dante, rime,
. getti, 17-255: quel medesimo che voi chiamate prudenza e arte in voi
reg potremo difenderle, sì che superiori... le manterremo. leopardi
: quali a voi note invio, sì che nel core, /... /
debole intelletto / e 'l parlar nostro, che non ha valore / di ritrar tutto
ha valore / di ritrar tutto ciò che dice amore. ottimo, i-7: la
di natura economica a un bene, che ne determina la caratteristica di essere scambiabile
si distingue tra un valore d'uso, che dipende dalla valutazione soggettiva dell'individuo che
che dipende dalla valutazione soggettiva dell'individuo che si trova di fronte a beni da
dei bisogni e quindi dall'utilità, che viene raffrontata al costo; e un
di mercato 0 commerciale, oggettivo, che è costituito dalla quantità di un bene
è costituito dalla quantità di un bene che occorre cedere per ricevere una certa quantità
leopardi, ii-1134: ella non creda che qui sia facile il subaffittare un quartino
4 di maggio, perché la stessa fretta che tutti hanno di provvedersi pnma di quel
di provvedersi pnma di quel termine, fa che, passato quello, tutti si trovano
, 49: la merce è un oggetto che ha un doppio valore: valore di
fuori di un rapporto di lavoro subordinato, che si applica sul prezzo del bene o
un titolo desunto dai contratti di compravendita che si svolgono sul mercato. -valore
teoria del valore-lavoro ha tutta una storia che culmina nelle dottrine di ricardo.
quello, relativo a un bene, che col passare del tempo tende a stabilirsi sul
. quello riportato sul titolo stesso, che nelle azioni indica la frazione del capitale
azioni indica la frazione del capitale sociale che ciascuna di esse rappresenta, e nelle
viani, 10-71: per tutto il tempo che impiegherò a traversare il paese, tramezzo
entità e all'ammontare economico dei beni che sono oggetto della controversia. -con meton
. borghini, 4-ii-724: io non credo che egli accaggia specificare il valore, che
che egli accaggia specificare il valore, che può importare il patrimonio mio. parini,
d'affezione': quel soprappiù di prezzo che può meritare una cosa, secondo certi pregi
può meritare una cosa, secondo certi pregi che se le attribuiscono... dicesi
'valore d'affezione': il prezzo che è maggiore del giusto e che si
il prezzo che è maggiore del giusto e che si misura dalla bramosia che altra ha
giusto e che si misura dalla bramosia che altra ha di comprare un oggetto.
quantità di beni (merci o servizi) che si possono ottenere in cambio di una
, disus. anche naturale o assoluto, che è quello che la moneta metallica possiede
naturale o assoluto, che è quello che la moneta metallica possiede in virtù del
note della lega e del peso, dico che non sarebbe per ciò conosciuto il manifesto
ciò conosciuto il manifesto delle monete, che è il valore. c. dati
le monete de'grandi per potenza, che quelle degl'infimi. genovesi, 4-32:
genovesi, 4-32: si comprenderà manifestamente che non può la legge civile dare alla moneta
legge civile dare alla moneta quel valore che le piace, ma le debba dare quello
le piace, ma le debba dare quello che risponde al suo pregio intrinseco, o
il valor civile e numerario è quel che le dà la legge. filangieri,
clausola valore-, in un contratto, clausola che garantisce che la somma dovuta in esecuzione
in un contratto, clausola che garantisce che la somma dovuta in esecuzione dello stesso
argenteria, ecc.) o documento che attesta l'esigibilità di una somma di
milano e in genova qualche altro valore che poi ti dirò. carducci, ii-12-50:
tipografìe private! sbarbaro, 5-38: oro che il 'croupier'getta impassibile! tonfo
biglietti postali. -banc. tutto ciò che può essere oggetto di negoziazione in borsa
/ paolotta e un giornale / del centro che mi paragona a dante: / io
una partita a bigliardo, -disse uno che ogni giorno perdeva, da una settimana,
del voto, s'è sì fatto / che dio consenta quando tu consenti. f
volere, non si può ristorar con cosa che sia di maggior valore. sarpi,
il nome delle cose, il valore che avevo dato alle cose. michelstaedter, 335
. michelstaedter, 335: - chi è che non è illuso affatto? - quello
non è illuso affatto? - quello che non dà più valore alla vita.
; e quattro aprovatori erano stabiliti, che quelle ch'aveano valore facevano mettere in
strezza / de'recitanti, che pel suo valore. leopardi, iii-49:
367: oggi ad una critica rimbambita, che ponea ogni valore nelle parole, è
elemento passionale immediato e poi si pretende che rimanga valido il valore strumentale del sistema
lana di siena, 309: chello che conselliato fusse contra la forma di questo statuto
... ogni cosa ed esternate che le legge vostre vecchie che obviassino a questa
ed esternate che le legge vostre vecchie che obviassino a questa nuova siano di nessuno
o paura di vascelli armati nemici, che s'incontrassero, affine di esser messi in
antica fa nella nostra diffinizione quell'effetto che... fa la parola 'maggiori';
morale, la creazione eli un valore che si esprime in una parola
atto o di un gesto; importanza che un'azione assume nella considerazione di qualcuno
22. ling. l'insieme delle relazioni che un'entità linguistica intrattiene con le altre
intrattiene con le altre entità della lingua che ne definiscono e garantiscono l'identità.
azione indicata da un verbo a seconda che sia vista nel suo cominciare o perdurare,
.), o a seconda del fatto che, in una prop. -valore di
. 6. -valore medio: quello che risulta dalla media di tutti i valori
risulta dalla media di tutti i valori che una grandezza assume in un determinato periodo
periodo. -valore puntuale: quello che una grandezza assume in un determinato punto
(compreso tra 1 e 12) che indica il rapporto tra l'apertura del diaframma
da una variabile (e il numero che la esprime). mascheroni, 9-84
, 9-84: questa equazione presenta tre valori che conviene esaminare. -valore assoluto
23. filos. tutto ciò che è degno di apprezzamento in -in logica matematica
. -nel linguaggio comune: tutto ciò che è riconosciuto degno di apprezzamento e dunque
essendo valore, e anzi il solo valore che sia dato concepire, è chiaro che
che sia dato concepire, è chiaro che la storia è sempre storia di valori.
libertà; perché valore è sinonimo di ciò che è da preferire. moravia, 16-9
da preferire. moravia, 16-9: che cos'è un pregiudizio? può essere
dire credere in buona fede in valori che da tempo hanno cessato di esistere.
nella seconda metà del xix sec., che mirava a salvaguardare l'oggettività del valore
elementi costitutivi dell'opera d'arte, che caratterizzano sul piano espressivo e stilistico la
-valori tattili-, il complesso degli elementi che, in un'opera d'arte,
quella prodotta dal tatto (ed è espressione che fu coniata dal critico b. berenson
non mancava a firenze, per rinforzo, che do- ventare, e lo è da
toni, di rapporti, di misure che chiama 'valori formali'. 25.
piccole quantità di acidi o alcali senza che il suo ph subisca significative variazioni.
fis. valore di soglia: quello minimo che un agente o una grandezza deve raggiungere
una determinata unità (e il numero che la rappresenta). -valore di cresta
. valore calorico: quantità di calorie che un alimento sviluppa nell'organismo tramite il
sempre del valor della metà di quella che contiene la sincope. citolini, 492:
precisa quantità, o misura di tempo che ha da durare ogni nota, e
cosa tanto pesa / per suo valore che tragga ogne bilancia, / sodisfar non si
valore (con valore aggett.): che ha scarse capacità e attitudini; privo
(con valore aggett.): che si distingue per doti non comuni, per
giovane, li pa do che grande speranza ricevea della sua giovanezza che ne
do che grande speranza ricevea della sua giovanezza che ne li anni compiuti sia di grande
opposito. temànza, 172: che i maligni si fossero avventati contro i sam-
crederlo, essendo questa la solita retribuzione che si rende dalla gente sciocca agli uomini di
. pirandello, 8-48: pareva incredibile che potesse affogare in tali meschinità volgari un
sempre veduto ogni larga dimostrazione, e prima che fosse assunta alla corona e anche dopo
cecchi, 9-252: non si vuole escludere che lo 'snobismo', il desiderio di novità
cecchi, 6-308: ripetono anche ai sordi che, malgrado ricperta e 'valorizzazione'd'un
parte carpite dall'ingordigia straniera, ripetono che il messico è povero, tormentato,
vestito aveva una scollatura posteriore molto profonda che arrivava fin sotto le reni e metteva in
reni e metteva in valore il dorso che era la cosa più bella di viola.
altamente / vaioria d'animo c'altro che fosse. = deriv. da
nell'acquisto di aree di bassissimo valore / che sarebbero state valorizzate da lì a due
un uomo serio, in ordine, che pensi a te... e ti
: tu vuoi valorizzare, ed io credo che si possa solo valorizzare con l'opposizione
ecc. comisso, 17-132: casanova che creava nella donna il senso delle sue
il senso delle sue possibilità amatorie, che le valorizzava, che dava alla donna
sue possibilità amatorie, che le valorizzava, che dava alla donna consistenza nella propria sensualità
oggi un fuori moda, un cacciatore che vuole andare alla caccia del cervo con
sm. (femm. -trice). che conferisce maggior valore, importanza, interesse
o a qualcuno. 2. che è abile nel mettere una persona nelle condizioni
afferra valorosamente il male, quando vede che le sue spine prometton rose di maggior bene
. nievo, 523: ti assicuro che se rimanessimo nudi di tutto, non
di tutto, non troveresti due braccia che lavorassero più valorosamente delle mie a guadagnar
: vi sono alcuni di sì grazioso umore che spingono le loro donne a raccogliere e
. aretino, iv-4-231: se avverrà che della valorosità convenga dirsi, farò il debito
tanta animosità e valorosità nella guerra, che mai si vedeva alcun numantino volger le
ma vivo apprezzamento). che ha compiuto o è in grado di compiere
in grado di compiere in guerra imprese che richiedono ardimento e valore, difficili e
: ma come a uomo valorosissimo e che abbia una essercito non di dì,
, / senza ch'abbassi lancia, o che sia posta / in opra quella spada
guisa l'elmo gli martella, / che lo fa tramortir sopra la sella. tasso
e due valorosi e ben ordinati, che stanno osservandosi, l'uno posto c
qualcuno con cui si era in disaccordo o che precedenvostra riputazione. f. f.
ben certi di quella virtù militare che vince il mondo. jahier, 254:
, 9-93: nel gruppo sparuto ma valoroso che iniziò il movimento, i manieristi ebbero
movimento, i manieristi ebbero una sorte che poco rassomiglia alla sorte di quegli ornamenti
quali allude lo hauser. 2. che denota o è segno di coraggio, di
presto furono dalla valorosa impresa disciolti, che il marito eli lei giunse all'improviso.
f f monte, 1-ix-86: che divien valoroso / sapete, s'e'non
è stata e sarà la natura, che i valorosi poeti dipingono. g. gozzi
l'aggiustatezza delle più valorose ballerine, che qui sieno state vedute. baretti, 6-176
27: nell'isola di creta, che ora candia si chiama, fu un valoroso
734: ed onde viene ancora, che tra noi altra plebe io ho veduto tante
gloria apparecchiare. 5. che è o appare o è ritenuto dotato di
vostro presgio e 'l valore, / che tufi buoni stanno a lamemdare, / donna
lo scalda e tiene nell'acqua fredda, che subito lo spe- gne. a.
quanto più è verde, pare a me che sia di più valoroso e di più
8. che produce effetti notevoli o immediati; molto
évi magnetes: nasce in regione, / che sì si chiama de'traconitidi; /
questi. soderini, ii-41: l'assenzio che vien di ponto, è di tutti
guarirò con un unguento chiamato 'daneta', che è un'erba vo- lorosissima, dotata
-che determina i risultati voluti, che agisce con successo ed efficacia (un
commettersi a gesù padre pietoso, / che senza lui nessuno è poderoso / noi
toccare. 9. ant. che ha notevole valore economico; prezioso.
onore procede piuttosto dalli buoni costumi, che dalla valorosa roba. cellini, 542:
. soldati, 6-20: quando sento qualcuno che domanda: « scusi, le piace
piace il valpolicella? » penso fermamente che questa domanda equivarrebbe in tutto e per tutto
(femm. -trìce). disus. che balla il valzer. foscolo,
sm. (femm. -trice). che balla il valzer. tarchetti,
hanno venduta, elli portano di ciò che vogliono, e lasciano lo valsente nel
signor duca il traffico delle tele, che nella bressa si fabbricano ogni anno per il
/ de'miei mobili il valsente, / che a due mille arriverà. calandra,
del mio servire son più meritato, / che non varria se fosse il valsente /
volgar., 1-88: di quelli, che avevano il valsente di centomila denari o
altri, e questo è quello di che si fa menzione, egli ebbe ruggieri,
io ero el terzo; e secondo che più volte facemo conto, toccò per
tutto il mese di novembre rossimo che viene e fussi libero di tutto. g
..., per ogni fiorino che paga sia fatto creditore in sul monte
al suo popolo e ai casali vicini che morto era il vecchio loro ospite, che
che morto era il vecchio loro ospite, che scelto aveva, morendo, la sepoltura
, valsesiano. 2. che è proprio, che si riferisce a tale
2. che è proprio, che si riferisce a tale valle. 3
. valso, agg. ling. che è proprio, che si riferisce, che
agg. ling. che è proprio, che si riferisce, che concerne le parlate
che è proprio, che si riferisce, che concerne le parlate romanze in aree poi
sostant. -che è proprio, che si riferisce a tale regione. valsuta
la salute mia, e so certo, che le sostanzie non hanno in sé valsuta
di ogni sorte ed altre robe, che la valsuta di esse non è possibile a
compagnia intemazionale wagons-lits, è il solo che sia magro, scivoloso, leggero di corpo
, scivoloso, leggero di corpo, e che, quindi, non soffre, o
sognaccio d'incubo. 2. che è proprio, che si riferisce a tale
2. che è proprio, che si riferisce a tale regione; che vi
, che si riferisce a tale regione; che vi viene prodotto. visconti venosta
-tutto suo cor li dona; / ma che perda consiglio, -senno, forza e
/ questo non m'affigura, - che tutto en lui lo pona.
i-21-78: come 'l foco mostra di che valuta è. ll'auro, mostra tribulassio-
ll'auro, mostra tribulassio- ne di che vertù è. ll'omo. livio volgar
state trovate molte gioie di gran valuta, che portava dentro uno scattolino, nelle calze
. galiani, 3-88: era necessario che il principe stabilisse una valuta a tutte le
d'ogni cosa, dichiarando per esempio che lo staio del grano corrisponde a tanto
1 tributi, nulla importa al governo, che la piazza alzi a suo talento,
di riserva: l'insieme delle valute estere che, con la riserva aurea, concorrono
valute. -valuta in garanzia: girata che consente di ereditare i diritti propri del
figur.: accordo segreto o affermazione che lascia presumere un'intesa preventivamente raggiunta (
1-i-301: il duca s'è accorto che quel matto di camesecchi è di valuta intesa
eresia. -valuta libera-, quella che può essere liberamente usata per la regolarizzazione
alle partite finanziarie, ai tassi d'interesse che paghiamo in valuta pregiata, agli sforzi
-cassa valute-, sportello bancario o ufficio che ha in consegna le valute estere.
-sistema della valuta indice: regime economico che tende a evitare gli effetti delle fluttuazioni
tu tieni di gran valuta queste cose, che tu dèi abbandonare. aretino, v-4-22
di tutto se stesso al benefizio, tal che non è più di sé, ma del
: tant'è bianca e lattata, / che ma'non fu alattata / nulla di
valutàbile, agg. che si può quantificare; calcolabile, misurabile
, iii-460: differenza di pochi grani, che... non è valutabile.
-che può essere oggetto di stima economica; che ha un valore corrispondente a una determinata
valore è la somma delle speranze, che dà il futuro ricolto, -il quale valore
, 1-184: è più valutabile questa manifattura che non dà loro la forma, ma
tempo, non curano tramandar queste notizie che io dico. de luca, 1-15-3-260:
conciatura di gemme e d'oro in capo che valutossi mille libre d'oro. giuliani
cellini, 1-90 (210): innanzi che io mi partissi da sua santità rimanemmo
sua santità rimanemmo conformi di tutto quello che si aveva a fare e appresso valutammo
ed usanze, ch'egli valuta per quel che sono. corticelli, 257: gli
: gli esempi degli autori del buon secolo che addurremo dovranno valutarsi, non già secondo
autori di quel secolo, ma secondo quella che ad essi dàn- no le buone edizioni
essenzialissimo, cioè di saper precisamente in che consistesse il benefizio, cosa volesse dire
i meriti del grande ennio, prendiamo una che può parere piccola cosa a quelli che
che può parere piccola cosa a quelli che sanno fare star ritto povo...
star ritto povo... dopo che hanno veduto come si fa: prendiamo l'
la gente è valutata solo per ciò che guadagna: e, giudicato con quel metro
casti, 8-6: il volgo ignaro, che non è bastante / a discemere il
ver con vista acuta, / tutto ciò che ha del nuovo e del brillante /
del nuovo e del brillante / più che il solido e l'utile valuta. manzoni
(169): vi so dire che tutto il monastero saprà valutar l'onore
tutto il monastero saprà valutar l'onore che gertrude gli fa. calvino, 1-203:
s. v.]: 'valutario': che concerne la valuta o le valute (
disposizioni di carattere legislativo e amministrativo che disciplinano i pagamenti fra l'italia e i
. -regime valutario: insieme di norme che regolano le operazioni con l'estero.
del phaner valutativo, agg. che serve a formulare un giudizio furcifer
a solu = da una voce malgascia che significa 'forca, forcella', per il
) circa il cri disegno che formano le bande nerastre sul dorso dell'animale
, valva, sf. zool. struttura che racchiude in parte o 118
ai secondi. articolate, della conchiglia che riveste particolari or -che esprime
disse come aggiunta valutativa. materia che calcina. olivi, 77: considerando l'
: considerando l'organizzazione 2. che osserva, che considera attentamente. degli
organizzazione 2. che osserva, che considera attentamente. degli animali che abitano
, che considera attentamente. degli animali che abitano i gusci testacei a due valve,
in vano qualche indizio del sisguardo valutativo che può avere un cuoco traendo dal forno stema
« catuba », gridò righetto a colui che mi -ciascuna delle labbra della vulva
sm. (femm. -trice). che esamina, riso, e la
del sesso sotto la buccia della che analizza; che sottopone a giudizio, a
la buccia della che analizza; che sottopone a giudizio, a critica.
sezioni in cui si divide nell'oggetto che si valuta esteticamente, logicamente o eticamente,
.. nella vena 2. che scruta, che rivela un intento indagatore (
vena 2. che scruta, che rivela un intento indagatore (lo salvatica
lo strumento stesso. plauso, che non si stette più in dubbio. de
piena ragione in perpetuo, in maniera, che la lesione 7. ant. e letter
un beti le valve con veemenzia, che scappino dalle fibie e contigna- zioni.
instruzione a'cancellieri, 39: fu determinato che nel contastanza ove ogni lieve
disciplina'. b. vaivare, agg. che si riferisce alle valve di organismi croce
ordinarie'nulla possono feudale, vassallo del valvassore che rappresentavachiedere, fuori di qualche utilità immediata.
'valvassini'-valutazione delle prove-, esame che un organo giuvia via minori, senza
un organo giuvia via minori, senza che sia possibile determinare quanti gradiziario fa dei
subalterno, suborditi e degli eventuali danni che possono essere prodotti nato ed altri.
del tempo; ella doveva guardare gli oggetti che la circon successive, otteneva
deve esser ventura, assai simile a quelli che in certi luoghi... si chiaman
: ma erano di men dignità questi che i conti; sebbene anch'egli aveano castella
cioè di quei fieri conti e valvassori che diramarono dai fraolini, venuti con gli ottoni
gli ottoni a impiantarsi nel breve territorio che sta fra lucca e la lunigiana. pascoli
lunigiana. pascoli, 1047: voi che nei torracchioni del castello / vegliate in
= dal provenz. valvassor, che è dal lat. mediev. vassus vassorum
valvato, agg. zool. che è dotato di valve o è formato
(plur. m. -i). che si riferisce alla deiscenza delle capsule,
d. e. i. (che l'attesta nel 1932).
valvola a comando diretto o automatica) che serve a regolare il flusso di un fluido
stia chiusa, e non si apra che quando si mette in opra, premendo
contenitori di fluidi ad alta pressione, che si apre quando la pressione interna esercita
difende la macchina da qualunque accidente in caso che il vapore fosse eccessivo.
fosse eccessivo. -figur. ciò che permette lo sfogo delle tensioni e degli
all'espansione del suo dolore in quella guisa che il pianto e i gridi fanno parere
: il matnmonio è una forma di barbarie che non avrebbe potuto reggere senza la grande
serietà in quanto l'uomo, sapendo che c'è questa specie di valvola di
2. anat. formazione membranosa o muscolare che, collocata all'intemo di un organo
cardiache, la mitrale e le tricuspide che consentono il passaggio del sangue dall'atrio
, la polmonare e l'aortica, che permettono il passaggio del sangue dai ventricoli
arteria assai più angusta nell'origine, che nel progresso e col privare la vela di
: per tutto il tratto del canale, che va fino all'utero a poco a
né tramezzi ne cellule né valvule, che ne dividano il libero tratto. d'annunzio
dispositivo inserito in un circuito elettrico, che fonde in caso di corto circuito o
ii-410: l'elettricista si volta e spiega che cos'è una valvola, che cos'
spiega che cos'è una valvola, che cos'è un commutatore. bacchelli, 2-xi-75
, 3-98: « vede: vuol dire che la stufa è guasta e che l'ho
vuol dire che la stufa è guasta e che l'ho rotta io ». «
1. 5. mus. dispositivo che regola l'immissione dell'aria nelle canne
14-26: or, come accorta man, che i tasti preme / con arte a
, 5-39: il signor luigi non sapeva che volesse dire uesto vocabolo, e rifiutava
conoscerne il signi- cato, pur sapendo che gli uomini fornicavano a tutta valvola.
annunzio, iv-1-646: la lingua, che era aderente al palato, si abbassava
di valvole. valvolare, agg. che è proprio, che è relativo alla
valvolare, agg. che è proprio, che è relativo alla valvola, alle valvole
), agg. anat. disus. che presenta, che è costituito da valvole
anat. disus. che presenta, che è costituito da valvole. malpighi,
sf. medie. malattia o lesione che interessa una o più valvole del cuore.
:, pres. di valzare). che ha l'andamento del valzer (un
dossi, i-162: la timidetta fanciulla, che poco innanzi valzava sotto gli occhi di
danza di ritmo ternario con andamento variabile che si balla in coppia, nata in austria
, ii-386: danzano i più stretti 'waltz'che si sieno mai danzati. leopardi,
vi fu una vera calca di giovanotti che volevano farsi presentare e richiedere un ballo
dell'800 e l'inizio del 'goo che è uno dei quattro balli obbligatori nei campionati
(plur. m. -chi). che è proprio di chi balla il valzer
savinio, 20-75: con nel portamento quel che di rigido e di valzeresco insieme distingue
vamp, sf. invar. attrice che rappresenta il tipo della donna fatale,
boiardo, 2-50: presi tutti quei panni che aveva, allora li gittò nel fuoco
l'altro dirivativo; originale dico essere quello che diriva da vampa di foco o da
ma il novo cibo aggiunto, fa che cresca / tanto maggior la sua vorace
: or se tanto è necessario il polso che rifà lo spirito che sempre esala,
necessario il polso che rifà lo spirito che sempre esala, come vampa di candela,
fra gli uomini, sebbene non toglie che non avesse potuto derivare da'venti impetuosi,
avesse potuto derivare da'venti impetuosi, che nelle selve stritolando i rami degli alberi incrocchiati
visconti, 1-122: uomo non nacque mai che peccatore / non fosse: excepto la
/ nella casa improvvisamente buia, / che rimanesti tutto il temporale / trasalendo alle
], 16: chi non vede che la vampa del sole crescie quando la canicula
pochi giorni menerà tal vampa; / che una fornace ne parrà più fresca. monti
fresca. monti, x-3-482: voi che morte saettate / alle piante tenerelle, /
via fuggite, non toccate / questo fior che tutto è riso; / tutto fior
terra, dall'ardore della fede più che dalla vampa del sole? gozzano, i-467
nelrombra chiara delle pinete, nella brezza che viene dal mare. 3.
. 4. milit. fiammata che si sprigiona dalla bocca di un'arma
pietosa. comisso, v-51: quello che poi veramente ci impressionò fu, sorpassata
-anche: nei cannelli di artiglieria, quello che mette in comunicazione la polvere innescante con
boiardo, 1-15-19: il conte, che alla dama è longi poco, / ode
longi poco, / ode la voce che cotanto amava; / nel core e nella
vampa: / « poss'io tener che non mi stampi europa? ». capuana
di suo fratello mescolato con quello di coloro che il giornale chiamava vecchi arnesi di prigione
: nerina e silvia sono le fanciulle che si vedono lontano, dalla finestra del
, nella passeggiata, con un sussulto che rende immobili, con una vampa che agghiaccia
che rende immobili, con una vampa che agghiaccia. pavese, 6-256: era
6-256: era così fredda e staccata che la vampa di sangue mi rimase in
mi rimase in faccia e non seppi che dire. morante, i-401: a
né si poteva dimenticare l'architettura sacra che faceva da sfondo alle vite di quelle religiose
mossa dalla stessa spinta verso l'estremo che portava all'esasperazione dei sapori amplificata dalla
animo. inghilfredi, 384: ciò che di gioia mi donava aiuto / m'ave
: chi dir volesse: « amor di che ti pasce? » / rispondo: di
dante, par., 17-7: per che mia donna « manda fuor la vampa
, i-285: l'immagin bella, che nel core stampa / la bianca mano,
inganna in modo l'amorosa vampa, / che si sta seco ed è cagion ch'
lassa a me questa onda a ciò che un poco / smorzi la vampa del mio
sentia / della vampa d'amor, che il venticello / che l'aleggiava, volos-
vampa d'amor, che il venticello / che l'aleggiava, volos- sene via.
ahimè? povera signora, ho paura che la vampa dell'angoscia le abbia incenerito il
dolori, le ire, le disperazioni che rendono sì poetico e popolare l'inferno,
140: anch'io una volta prima che mi si accendesse dentro la vampa che mi
prima che mi si accendesse dentro la vampa che mi consuma, avevo una casa.
guerrini, 2-127: sento l'anima mia che si ribella / e le vampe dell'
, sfinimenti fumosi, e vapori erranti, che si dissolvono in nulla. -sconvolgimento
gli spagnuoli suppo- nevasi dal cardinale, che non fosse più dal canto loro un partito
). vasari, ii-383: certamente che il fine delle concorrenze nelle arti,
esser lodato; ma s'egli avviene che da superbia e da presumersi chi concorre
in ispazio di tempo, quella virtù che cerca, in fumo e nebbia risolversi.
di quella. 'ha una gran vampa. che vampa! gli si vede al vestiario
camera. -una vampaccia di fuoco, che pareva la bocca dell'infemo.
pres. di vampare), agg. che è in fiamme, che brucia,
agg. che è in fiamme, che brucia, acceso, ardente. marinetti
vampanti nella cassetta. 2. che irraggia un calore intenso, soffocante.
giornata senza nuvole. 3. che emette bagliori di luce, luminoso.
e a l'alma spoglia sua, che d'alti fregi, / con lunghe fila
. 4. per estens. che si diffonde intensamente (un odo- re
il capannello di contadini aspettanti, sì che par ogni volta m'accolga in un
vampanti. 5. figur. che manifesta apertamente un accesso d'ira.
. comisso, 5-325: l'oste che si era tenuto in disparte godendo quasi
l. bellini, 6-209: altro che intorno a un sole e stommi e giro
l'ardente flama vampa, possa / che nel desio sento sopercla angossa, / per
nel desio sento sopercla angossa, / per che al suo piacer conven ch'io mi
polvere gialla serpenta ondulando come polvere pirica che sta per vampare. -mandare o essere
amore, vampava; né meno me che lui tormentava. nievo, 7-85: giorgio
amore e di don raimondo e dei suoi che subito libero volevano don luigi m.
5-279: come si vergognasse della soddisfazione che gli vampava nello sguardo, si chinò
si chinò per raccogliere un grosso sasso che lanciò nel cumulo degli altri.
aroma. guglielminetti, 1-103: colei che attira asseta arde e flagella / l'
di breve durata. -anche: fiammata che si sprigiona dalla bocca di un'arma
soffia su un lume a petrolio, che la fiamma gorgoglia in un'ultima vampata
l'adriatico, vampate, zaffate di rosso che parevano erompere da un incendio. calvino
signor alfio, vinto da una vampata che gli usciva dal colletto e gli avvolgeva la
vampate d'insurrezioni, per isolate e deboli che fossero, e presto soffocate, davano
e presto soffocate, davano indizio del bollore che ferveva nel sottosuolo. 5.
opera. betteioni, iii-34: penso che nessuna opera di verdi,...
nessuna opera di verdi,... che nessun libro poetico del carducci fu annunziato
da un folgore col lampo, essendo che basta un vampeggiamento alla giustizia sovrana per
pres. di vampeggiare), agg. che manda vampe, fiamme o anche,
era distinto: uno di questi assai più che altro appariva di splendida candideza fulgurante:
/ le mieterò io stessa con la falce che t'ha mietuto. 4.
; e quel luminoso si dimostrerà maggiore, che confinerà con più oscuro campo: come
notte, quando airieto a quelli vampeggia, che subito par che, vampeggiando, diminuisca
airieto a quelli vampeggia, che subito par che, vampeggiando, diminuisca l'edifizio di
sensi e sua vapori, / sì che vampeggi in noi vostra fiammella. /
puossi apolline e orfeo, / po'che privata ha l'arte il sucessore / e
privata ha l'arte il sucessore / e che vostriopre degne sono ottuse. carducci,
: il fervor religioso vampeggiava più forte che mai. de roberto, 8-293: ma
. pindemonte, ii-132: già quella che sul lido anglo e sul franco /
, / con un funesto lume, che sgomenta 7 le genti più lontane, al
frugoni, vi-364: tal'altro vi fu che pretendea d'appaltar tutta l'acqua di
savinio, 12-6: non dissi neppure quello che io solo sapevo, quello che io
quello che io solo sapevo, quello che io solo avevo veduto, ossia la musica
sul podio come un'ombra lunga, che afferra con le mani adunche il giovane
butta giù dal podio. dopo di che la vampira se ne andò invisibile in mezzo
. vampìreo, agg. letter. che rivela un carattere sanguinario, brutale,
agg. (plur. -schi). che è proprio, che si riferisce ai
. -schi). che è proprio, che si riferisce ai vampiri o, per
toccargli il portafogli ». 2. che tratta di vampiri (un racconto, una
prendere questa voce dalle 'lezioni accademiche', che stamparonsi in firenze nel 1746. denota
insorta in alcuni luoghi della germania, che i 'vampiri', cioè i morti redivivi,
curiosità. moravia, 17-219: penso che fosse, in fondo, una specie di
3. psicol. forma di necrofilia che consiste nell'ucci- dere una donna per
vampirìstico, agg. (-ci). che è proprio, che si riferisce ai
(-ci). che è proprio, che si riferisce ai vampiri, alle credenze
riferisce ai vampiri, alle credenze popolari che li riguardano. m
parti di 'the addiction', solo che abel ferrara impagina un'allegoria sulla dipendenza
ferrara impagina un'allegoria sulla dipendenza 'vampiristica'che inquieta e affascina. vampirizzare, tr
ricco filone letterario e cinematografico, defunto che, dotato di poteri demoniaci, manterrebbe
sia l'arte vitraria; / e che sian gli zoofiti, e che pur siano
e che sian gli zoofiti, e che pur siano / 1 vampiri. bottari,
e addurvi tanti luoghi de'profeti, che de'maghi e degli incantatori fanno menzione
capuana, i-iii- 215: quello che qualche scienziato ora ammette, cioè che,
quello che qualche scienziato ora ammette, cioè che, con l'atto apparente della morte
il funzionamento dell'esistenza individuale fino a che tutti gli elementi non si siano per
amalia guglielminetti, la poetessa vampiro, che si sedette tra noi. -agg
canzoni vampire, cercando / i cuor che amammo: sangue per sangue sia.
fummo obbligati di far marciare un curato che ci accompagnò colla maggior renitenza; ed era
abominevole di questa infame genìa di vampiri che arricchiscono succhiando chiscono « procurando periodi
. non c'era tassa governativa, che oggi è dell'undici per cento. e
i critici: sciame d'avidissimi vampiri, che vivono letteralmente alle spalle del torero.
è di quel vampiro di magdalena, che gli na succhiato la vita. 4
e degli animali quando dormono, senza che essi punto se ne accorgano. è costui
. stoppani, 1-378: è vero che vi hanno pipistrelli che succhiano il sangue,
: è vero che vi hanno pipistrelli che succhiano il sangue, e che perciò
hanno pipistrelli che succhiano il sangue, e che perciò furon detti 'vampiri', dal nome
« chiama la cameriera è quella putifarre che ha aperto la finestra. se la
lingua con la quale cattura gli insetti che si nascondono nelle corolle dei fiori.
piccoli tentacoli avvolti alle braccia palmate, che vive in acque profonde. 6
. = dal fr. vampire, che è dal ted. vampir, a sua
, 22-85: roppe il velo e squarciò che gli co- pria / lo spaventoso et
par composto questo verbo, significa quello che volgarmente diciamo 'vampo', cioè calore che
che volgarmente diciamo 'vampo', cioè calore che esca da fiamma. ippolito de'medici,
da un vampo di solfo / fuori che il fischio del rimorchiatore / che dalle
fuori che il fischio del rimorchiatore / che dalle brume approda al golfo. -per
crusca] -. lo vampo del fuoco che s'accende in aire. leonardo,
sotto la torre mozza, fra le macerie che serbavano il vampo canicolare. papini,
meridiano mi sembrava meravigliosa quanto la montagna che feriva il cielo. 3. fiammata
feriva il cielo. 3. fiammata che si sprigiona dalla bocca di un'arma
queste sono altrettante ampie aperture semiovali, che corrispondono al vampo dei pezzi.
del rossore / mi arde, allor che ciascun mi guarda. prati, ii-275:
in arme qualche adesso / presto più che strale i lampo: / corre a l'
minosso andava con tal sdegno e vampo / che ama affrontato mille ettori al campo.
le fiamme e 'vampi: / credendo che lo cor da doglia scampi, /
tornò a marsilio forte inaverato, / che era fuor di roncisvalle a campo, /
vampo. tassoni, ii-2-132: vediamo che non solamente si pentisce e ha compassione,
di rimorso e sdegno contra se medesimo che vogliam dire. ardore bellico
armi lucenti sue sparger un lampo / che tremar faccin l'aier di splendore. n
strada, in cui erano gli armati, che quelli dal fondo incominciarono a menar vampo
con le arme per le muraglie, che parea l'abisso. 8.
con valenza da 2 a 5, che si presenta come un metallo bianco argenteo
specialmente nella preparazione di acciai speciali, che può provocare intossicazioni a carico del sistema
, 526: 'vanadio': metallo bianco friabile che si estrae da alcuni minerali piuttosto rari
menate vampo / del plauso di colei, che con pietade / vi guarda. monti
detrattori... del nome mio che prima della recente rivoluzione francese menavano sì
tacciono. pascoli, 1-590: è uno che s'atteggia in romagna come mio rivale
ch'era di tanto lume nominato / che si sarebbe, sanza alcun difetto, /
egli troppo fresco, e verrà una cagion che si converrà brunire? tiello in luogo
si converrà brunire? tiello in luogo che senta alcun vampore di caldo, o
dell'aiere. 2. fiammata che si sprigiona dalla bocca di un'arma
. vampóso, agg. ant. che divampa con alte fiamme (con uso
queste chiami prove, e consiglio? o che / ho a dire io, quando
van, sm. invar. autoveicolo che racchiude in un solo volume l'abitacolo
68: la moda del van (che in americano vuol dire furgone) si è
g. acosta], 95: sappiamo che nella nova spagna si trovano
del quale si considerano derivati i sali che si formano dal pentossido di vanadio con
: 'vanadico (acido) ': corpo che si estrae dal vanadato d'ammonica;
da vanadato di piombo contenente cloro, che cristallizza nel sistema esagonale e da cui si
aveva saggiato campioni d'acciaio al vanadio, che ancora in america non era prodotto.
: gli gnomi del loro laboratorio avevano trovato che la partita contestata guariva se addizionata dello
, 1-16: in prima dico, che uomo non dèe delle prosperitadi delle cose di
non vedi tu quando tu hai stato, che il mondo t'induce a superbia..
i-iio (258): perché la cosa che io avevo fatta in sin quivi era
a un corpo umano non volendo idio che io entrassi in tanta vanagloria, per il
atto di compiacenza e di vanagloria, dicendo che 'parea'che silvia con quel sogghigno dicesse
e di vanagloria, dicendo che 'parea'che silvia con quel sogghigno dicesse a'fiori 'io
: mi parve di essere ornai accertato che la pisana non cercava negli altri né
di vestimento, ma fu una vanagloria che gonfiò il cuore a questi prìncipi, e
celibe educo libri invece di figli, che mi promettono al più qualche dozzina di battimani
mezzo alle frivolezze alle scurrilità alle vanaglorie che l'attomiavano. 3. dimin.
vanagloriare), agg. letter. che manifesta eccessiva stima di sé, che si
che manifesta eccessiva stima di sé, che si vanta
inesistenti o di scarsa importanza o che, comunque, non costituiscono motivo di
pulo suo li tolse per morte, acciò che elli si vanagloriò nel grande novero.
de'monaci, 80: molto è necessario che 'l giusto sia tentato in questa vita
quinto tutte le sodisfazioni possibili, tutto che voi vi vanagloriate d'avergli messa la corona
i-254: perché non ti avvedi, che tanto più ha da guadagnare, che dio
, che tanto più ha da guadagnare, che dio si degni contro di te,
di te, quanto è più ciò, che sdegnandosi può levarti? ma se mai
? ma se mai facilissimo è, che si sdegni, è quando tu ti vanaglori
quando tu ti vanaglori di ciò, che tanto chiaramente puoi scorgere tutto suo. foscolo
toccò la canape. adesso egli credeva che lo avesse percosso per vanagloriare la sua
, 3-152: ho fermissima speranza, che la casa mia non debba al presente ruinare
'primo vocabolario della crusca, 179: avverbio che vale per lo più alteramente senza ti
nobilmente, generosamente, e tutto quello che perviene dalla virtù della fortezza. vale
(ant. vanagluriuso), agg. che pecca di vanagloria; che manifesta un'
agg. che pecca di vanagloria; che manifesta un'eccessiva stima di sé,
manifesta un'eccessiva stima di sé, che ostenta meriti per lo più inesistenti o di
1-100: ed è un'altra sentenzia, che si appella disegnare, la quale ha
pazzi, ii-326: ci disse ancora che giuda vendè jesu per avarizia, ma
giuda vendè jesu per avarizia, ma che oggi dì lo vendono gli vanagloriosi. g
rarissima quella d'abbattersi in una donna che non sia vanagloriosa e incostante per la
plauto,... egli fa che il soldato, trovato sollazzarsi con una onorevole
quella credenza d'aver goduto di donna che il valesse, quantunque sventura l'avesse
spavento della commedia. 2. che rivela, che denota vanagloria, boria,
commedia. 2. che rivela, che denota vanagloria, boria, presunzione (
. croce, iii-32-167: egli dice anche che, nella loro vanagloriosa pigrizia, non
dell'odissea nel libro nono, mostra che ulisse era uno di questi vanagloriosetti, mentre
, mentre risponde al re alcinoo, che chiedeva il nome e tesser suo.
subdolamente e vanamente tentando di capire ciò che dicesse, con uno sguardo torbido e in
, i-383: la bellezza antica, che non vanamente aveva desiderata, gli versa il
per lo sospetto vanamente conceputo da esso, che il capitan generale avesse fatto fermar quelle
: oh, non è egli gran vergogna che sì pazzamente e vanamente le muraglie sieno
muraglie sieno di marmo ricoperte, mentre che non ci curiamo che cristo si aggiri nudo
ricoperte, mentre che non ci curiamo che cristo si aggiri nudo? = comp
vana, / puot'esser certo, chi che è, in tal rengno / lo vi
purg., xviii-87: io, che la ragione aperta e piana / sovra le
avea ricolta, / stava com'om che sonnolento vana. leopardi, i-836:
i-836: osserviamo solamente le diverse formazioni che dalle sue radici ella [la lingua
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce
. -ci). che è proprio, che si riferisce all'antica popolazione dei
riferisce all'antica popolazione dei vandali; che appartiene a tale popolo; compiuto da
vandaliche, cioè parte di quei vandali che abitavano i campi sarmatici. de luca,
vandalica non tentata e talor maturata dagli austriaci che pur venivano a portarci libertà ed indipendenza
. per simil. e al figur. che è attuato con cieca, devastante ferocia
attuato con cieca, devastante ferocia; che è ispirato alla più cupa barbarie.
un impulso vandalico aveva cancellato 3. che produce, in partic. intenzionalmente, danni
. bassani, 5-107: nel diffuso disagio che seguiva ad ogni sua apparizione egli fu
ricordare all'inquilino moroso e van- alico che deve andarsene. vandalismo, sm.
valore estetico o dell'utilità di ciò che si distrugge; atto, comportamento vandalico
2-iii-1946], 1: è da notare che alla folla non fu commesso il
firenze allarghiamol'orizzonte alle altre città dobbiamo annotare che la loro tutela dei possibili vandalismi non
. vàndulo), agg. stor. che appartiene a un'antica popolazione germanica
saccheggi. alfieri, xiv-2-98: ecco che questa nuova invasione dei vandali nei paesi
prete -che chiesero impauriti la vita -dopo che s'eran macchiati -contro i loro vincitori -
, in partic. abusivamente, edifici che deturpano il paesaggio. -anche in forma
a dare il cattivo esempio ai vandali che in pochi anni deturparono irrimediabilmente quel soggiorno
, xiv-2-231: non così di me, che nato da vandali, educato da vandalo
e reietta demagogia, malamente militarizzata, che odiava il contadiname per antico sprezzo cittadinesco
ai preti, e per le ubbie che dalle loro letture avevan serbato in capo
, nome del dipartimento della francia occidentale che nel 1793, durante la rivoluzione francese,
. vandeano, agg. che è nativo o abitante della vandea.
di vandea. -per simil.: che, in partic. appartenendo a ceti
, avv. invano, inutilmente; senza che ne segua alcun marcarne un altro.
viale mazzini. lo ha voluto la pivetti che si ricordò di quando sul « sabato
fu sua. -croce vandeana: croce che sormonta un cuore rosso trafitto, simbolo
colore bruno scuro, criniera grigio biancastra che incornicia il muso, lunga coda terminante
= dall'ingl. wanderoo, che è dal singalese wanderu 'scimmia'. vandyckiano
wanderu 'scimmia'. vandyckiano, agg. che è proprio del pittore fiammingo anton van
anton van dyck (1599-1641); che si riferisce alla sua opera; che
che si riferisce alla sua opera; che si rifà al suo stile o ne ricorda
se in qualche caso si può affermare che l'origine della trasformazione di costoro sia rubensiana
cuore dell'uomo nascoso è conosciuto, che sia lieve o vaniante o pieno di sozzura
nascosa, / sì forte ne vaneo / che per nulla manera / eo posso la
, / e poggiavi sì smisuratalente, / che sofferire già noi può la gente,
, 1-453: 'vanio': verbo, che significa vaneggiare come fanno li frenetici.
perché andar tanto a teatro a londra? che senso ha questo... andare
pasqua, col solcare anche la vanezza, che sia almeno di tre solchi lungo alle
. bembo, iii-495: credi che non sarai perciò caro alla reina,
non sarai perciò caro alla reina, che io dico, poscia che tu poco di
reina, che io dico, poscia che tu poco di lei sognandoti, tra questi
vaneggiamenti consumi più tosto senza prò, che tu in alcuna vera utilità di te
di te usi e spenda, il dormire che t'è dato? i. an
dreini, 1-150: credo bene che tutti gli amanti abbiano fermo pensier d'
pres. di vaneggiare), agg. che dice, pensa o crede cose assurde
fondamento o frutto della propria immaginazione; che parla o agisce in modo sconclusionato a
seguitarlo aita, / giovi tra lor, che in cieco errore avvolti / strada non
errore avvolti / strada non han, che non travii smarrita. f. f.
, mi tratenni in forze, col credere che delirasse. g. gozzi, i-23-84
-che si dedica ad attività futili, che si perde dietro a pensieri vani.
suole perire cioè l'abbondanza de le cose che fa dissoluzione, la necessità inducente a
la bellezza attraente. 2. che non ha fondamento, base razionale o possibilità
: erano voci strappatele da un istinto, che la ragione trovava vaneggianti, ma non
ben guardare quel ritratto contiene anche elementi che corrispondono al suo aspetto d'adesso: i
e son dell'onestà sì poco tenere / che son contente chi per via le pedova
ciel sì di rado apra la porta / che 'l portinar ci sta per paga morta
, x-3-292: il desìo nascondasi, / che a vaneggiar ti guida. nievo,
sua madre, e poiché s'accorse che vaneggiava chiamò la cameriera, e la posero
una voce molto flebile, e sembrava che vaneggiasse. -sostant. de
. de iennaro, 116: so che collei, per cui lontano scrivo, /
, 7-28: lei sognava -a quel che potevamo capire dal suo vaneggiare - un
/ non sei lo scialbo asceta / che forsennato d'umiltà, vaneggia / d'imitare
d'uno in altro vaneggiai, / che li occhi per vaghezza ricopersi, / e
un volto. tommaseo, 11-88: pellegrin che di notte / smar- rit'aggia la
de li agni de la santa greggia / che domenico mena per cammino / u'ben
'l pentersi, e 'l conoscer chiaramente / che quanto piace al mondo è breve sogno
gli anni indarno spesi, / poi che poteva, ahi lasso, eterno farmi,
possono vaneggiare, v'avea di quelli che si trasformavano. 7rissino, 2-3-86: e
presso a la sua testa, / che gli fé vaneggiar dinanzi agli occhi / molte
. un mare remoto e slavato, che ancor oggi vaneggia dietro ogni mia malinconia.
, sotto cerri ed elei più cupi che nsuonano al vento. -essere aperto
fiume, rapido, veloce, / che vaneggiar mi vedi ognor qui intorno, /
per queste strade, quanto vogliamo, che non siam mai per trovarlo.
sostant. aretino, 14-9: aure che tra le fiondi mormorate, / spargendo
, / non vaneggian più i fiati che traete, / se altere maraviglie udir volete
laure. metastasio, 1-ii-158: odi che l'aura istessa, / vaneggiando fra
: quivi de'corpi torrida mistura, / che piena avea la gran campagna intorno,
b. tasso, i-22: spirto, che carco di virtù e d'onore, /
pace: / da mente cieca, che non po'vedere / lo suo folle volere
po'vedere / lo suo folle volere / che 'l numero, ch'ognora a passar
ch'ognora a passar bada, / che 'nfinito vaneggia! 10. intr
lettera ha 'vanitantium'; cioè degli uomeni che si vaneggiano; quasi dica: vanità sono
dica: vanità sono le cose di che gli uomeni vanamente si gloriano.
55: o mente mia farnetica, / che vai tu vaneggiando? bandello, 1-41
gli altri, ed impossibil mi pare che a sì fatta beltà non intenerisse
de l'animo suo. ma oimé, che parlo? che vanegf o? bianchi
suo. ma oimé, che parlo? che vanegf o? bianchi, 114
? bianchi, 114: o anima che pensi? / che vaneggi? a che
114: o anima che pensi? / che vaneggi? a che stai neghittosa nel
che pensi? / che vaneggi? a che stai neghittosa nel sen tra le mie
dolore? 12. immaginare ciò che si desidera intensamente, lorenzo de'medici
era veggio, / e tu fai che sì mi piaccia; / quel che qui
fai che sì mi piaccia; / quel che qui sogno e vaneggio. benivieni,
benivieni, xxx-10-77: io stava come quel che in tutto è volto / dietro a
volto / dietro a quel primo ben che 'l cor vaneggia. foscolo, 1-193:
, 5-15: fosse tua vita quella che mi tiene / sulle soglie -e potrei
'lasso'in quanto mi vergognava di ciò che li miei occhi aveano così vaneggiato.
22: vanerello mio cuor, che giri intorno / qual notturna farfalla a
vero... tu mi riesci peggio che vanerella a pensare che tutte le cose
mi riesci peggio che vanerella a pensare che tutte le cose di qualunque parte del
ma vi invaghite facilmente della gloria, che è almeno l'ombra d'un ideale.
vanéscere), agg. letter. che appare confuso, indistinto; evanescente, sfumato
sm. (femm. -trice). che sostiene, pensa o crede cose assurde
cose assurde, prive di fondamento; che si dedica ad attività vane, futili;
si dedica ad attività vane, futili; che parla o agisce in modo sconclusionato o
. grazia non ricusi il partito, che debole d'ingegno e vaneggiatore sia stimato quello
vaneggiatore sia stimato quello di loro, che in questa e nell'altre esperienze più si
vaneggiatrice, non in altro s'impegna che a comparire. bresciani, 6-i-58: chi
: chi non direbbe a codesto vaneggiatore che gli atomi hanno male impastato il suo
gran vaneggio è questo del vecchio, par che mi riconosca alla voce. leoni,
alto e glorioso seggio / d'altro che di rubini e perle adorno / te ne
dal d. e. i. (che i'attesta nel 1511-1512 nell'opera di
lore bruno a macchie rosse e bianche, che si nutre a allor soggiunse un pennacchiuto
di vanire), agg. letter. che presenta contorni sempre più vaghi e sfumati
b. pino, 2-20: che parole e pensieri da vanarella. guarini,
cuor di tutte le donne, subito che mi vede, mi chiama a sé.
/ pensava, « non mi resta / che il ricordare: una vanescente foresta »
americani, l'afrore di vita autentica che esala dalle loro pagine -generalmente così raro
perché quelli hanno fatto tutti i mestieri fuori che il letterato. vanéscere,
l'innata generosità dell'uomo in ciò che più schiettamente sentiva, cioè la sollecitudine
costui. vanèsio, agg. che si compiace in modo fatuo e vanitoso
veglia e suda, / né gratta sabbia che al vanesio pruda. giusti, 4-ii-468
4-ii-468: ecco un bue pietrificato, / che rammenta il vecchio mondo: / fuma
g. b. fagiuoli 'ciò che pare non è o ii cicisbeo sconsolato'(
tale urgenza di comunicare una loro verità che, suo malgrado, quasi si rimproverò
. fabricius (xviii sec. j, che si ispirò a quello della protagonista del
anche, in senso concreto, ciò che appare inconsistente, privo di valore o
e cura inquieta mi sentii nel petto / che area dolce, ma la voglia rea
[crusca]: nulla è maggior vanezza che servire a chi ti sprezza.
com pagni d'accademia, che rivaleggiavano in queste vanezze con me,
4. mancanza d'interessi e di stimoli che caratterizza un periodo della vita.
questa volta la vanezza dolorosa delle ore che mi strisciano innanzi torpide, bigie,
. cattaneo, i-393: comandò loro, che allestissero dodici vanche belle e nuove e
prima con le parole; ma veduto che non giovavano, diedero mano a zappe
rossa alla vita come un carrettiere, che vendeva ferri da vanghe e picconi.
piatto e tagliente provvisto di un'ala che forma un angolo lievemente ottuso; è usato
paganino bonafè, xxxvii-129: la fossa in che tu li voy piantare / tre man
non più ponto que quella basta / che ogni pocho e tropo guasta. largioni tozzetti
madonna tullia, se voi aveste un marito che vi facesse provare il vomero e la
. firenzuola, 655: berteggia, che la ti va a vanga. l.
fatti egli ha certi suoi incanti, / che rie- scon bene e vanno a
né storpiato; e può diri ella che l'è andata a vanga, in aver
c. ridolfì, i-266: l'adagio che la vanga ha la punta d'oro
. giuliani, ii-402: la vanga che riposa di troppo, irrugginisce. 5
, 1-iii-359: comparvero, colla rapidità che è solita in tali commozioni popolari, vanghe
(1-iv-885): quella [fanciulla] che dinanzi veniva recava in su le spalle
le vangaiuole; / io son quel che vo'frugare. -ant. calza
xxxmi. paganino bonafè, xxxvii-144: fa che la terra sia vangata, / e
ha potato, oh! tanto / che adesso stenta a riavere il fiato! cassola
le muse e nulla ci rimanga / che non s'attristi e che non vesta bruno
rimanga / che non s'attristi e che non vesta bruno, / infino a
vesta bruno, / infino a ciascun che terra vanga. c. e. gadda
siamo dei poveri ignoranti... più che quel po'di terra che vanghiamo dalla
. più che quel po'di terra che vanghiamo dalla mattina alla sera...
vittorini, 5-48: 1 momenti che si ammaina dietro a un branco [
un branco [di balene], che si caccia, che sul ponte oleoso si
di balene], che si caccia, che sul ponte oleoso si squarta e si
due compagni, l'uno più felicemente che l'altro, avvenne che, trovando
uno più felicemente che l'altro, avvenne che, trovando tingoccio nelle possessioni della comare
, tanto vangò e tanto lavorò, che una infermità ne gli sopravvenne. l.
per vangarlo, / e seminar meglio che non credete. 2. figur
. addimostravano... uno spirito che non s'adattava a ripetere ma vangava e
cari perduti compagni; / e veggo ben che profond'acqua vango. = denom
: fagli la fossa cava tante / che tre vangate sia cotante. roseo, iii-51
se lo vede balzar di sotterra e pensa che sta lì da duemila anni aspettando quella
(i-139): la bisogna andò così che trovando il lombardo il terreno morbido e
e grasso e la donna un lavoratore che sempre era più fresco e gagliardo, s'
gagliardo, s'accordarono insieme più che volentieri di tener lavorata la possessione, e
possessione, e così insieme si dimesticarono che anco talora da mezzodì egli andava a
, 3: con gl'infrascritti patti: che detti jacopo e fratelli m'ànno promesso
e qualunche seme di loro propio, eccetto che del vangaticelo, del quale io debbo
., 6-2: quelle [parti] che nella primavera semineremo, nel tempo d'
sm. (femm. -tricé). che dissoda un terreno con la vanga.
: e voi, vangatori, / voi che sarchiate, / voi che potete,
, / voi che sarchiate, / voi che potete, / lavoratori, / lasciate
è di retorico nell'immagine del vangatore che, spossato e affannato dal suo duro lavoro
demo a dolciamore per risalvo della terra che allogamo a dino alberti, de la vangatura
-ci). ant. e letter. che è proprio, che si riferisce al
e letter. che è proprio, che si riferisce al vangelo, al messaggio cristiano
evangelico. cavalca, 20-482: che altro predica la legge mosaica ovvero la
rosso, 1-251-5: tri gerarcie credemo che asista / a servir la magesta una e
; / et oltra costoro dui vagnelista / che descri- vessen l'opera divina. s
profetò [isaia] iù cose che li altri anche di cristo e della chiesa
di risto e di quella chiesa che fondòe: sicché da alcuni fu più
sicché da alcuni fu più chiamato vangelista che profeta. savonarola, iv-555: molti altri
davanzati, xxxi-13: dice lo vangelisto / che dio fue primamente, / ch'ello
accorse il vangelista, / quando colei che siede sopra tacque / puttaneggiar coi
, e subito maria il seppe. e che così fusse, vedi che 'l van-
seppe. e che così fusse, vedi che 'l van- giolista disse. bacchetti,
vangelista l'avrebbe detto, come detto che dell'altro peccato si pentì. giuda si
dei miei giuramenti nel credere di altrui che avereste detto « costei, è la
vangelizzare), agg. ant. che predica il vangelo. fra gidio [
. villani, iv-12-2: 1 miracoli che fece gesù cristo vangelizzando in terra e
. laude cortonesi, 1-ii-60: credevamo che resuscitasse / e noi da morte liberasse
partic.: vangeli canonici: quelli che hanno per autori matteo, che scrisse in
quelli che hanno per autori matteo, che scrisse in ebraico, marco, luca
, marco, luca e giovanni, che scrissero in greco, e che la
giovanni, che scrissero in greco, e che la chiesa ha inserito nel canone dei
: mele e locuste raion le vivande / che nodriro il batista nel diserto; /
: dante è solo. non c'è che lui lassù. i seniori sono i
lassù. i seniori sono i libri che legge, i quattro mostri divini sono
i quattro mostri divini sono i vangeli che l'ispirano, e via via le epistole
non dicono, nemmen di giuda, che non abbia avuto tempo di pentirsi quando 'laqueo
. -per estens. testo sacro che contiene i princìpi di una determinata religione
, 508: ho letto il corano, che è il vangelo degli islamiti, e
salmi, inni e vangeli, / orazion che a mente avean tenute, / incominciar
per estens. il libro, il volume che contiene tale opera. cielo d'
sono la fede di cristo, e che giura alle vangelie, sì fa contra a
luca / ch'hai più faccia da boia che da duca! 4. la
. cesari, 1-1-161: or qui notate che gesù risto per vocazione straordinaria constituì
tali cagioni, ben tosto si vide che distanza vi sia dalle virtù alle follie ed
, xii-6-7: e acciocché tu vegga che questa sentenza è vangelo, osservala con
il vetturino, più filosofo, era vangelo che se le ragazze scappano è per fare
/ di chi v'ha più, che sempre sta in tormento, / quando che
che sempre sta in tormento, / quando che quel tale muoia a stento!
a prova, / e contro a quel che ha buona chiesa e nova.
imprecazioni. sercambi, 1-i-57: figliuccio che fine alla brachi s'avea bagnato,
pasto e molto più dilicato, per quello che mostra, che non è la barbiera
dilicato, per quello che mostra, che non è la barbiera. aretino, ii-146
benvoglienti, cxiv-6-200: questo auttore suppone che in materia di lingua i fiorentini sieno
quaresima, e siamo di sì buona pasta che quello vegghiamo non ci pare sia nostro
la vangheggia è raccomandata al dentale, che apre la terra e la sfianca,
la terra e la sfianca, secondo che il bure è più o meno erto.
]: 'vangheggia': la parte della vanga che enalla vanguardia dell'esercito alleato [garibaldi
. vanguardia dell'udito e degli occhi, che men prudente che non devria si va
udito e degli occhi, che men prudente che non devria si va scoprendo troppo in
i-289: quantunque sia vero, che il più delle volte gli occhi
cucchiaio da gelati, una vanghetta microscopica che affonda nella poltiglia ghiacciata. = dimin
né altra diligenza vi rimane da usarsi che ogni anno vanghettarlo. cinati, xii-8
dietro a generoso motta e a cerutti che stavano vanghettando un'aiuola. = denom
. piccola vanga con manico corto, che si manovra con una sola mano e viene
), sm. staffa di metallo, che sporge lateralmente dal manico della vanga,
sul vangile, vedo il luccichio della vanga che sparisce nella terra. 2
gadda, 16-18: una belva sinistra, che compicciava in tele certi avortini, ruggì
compicciava in tele certi avortini, ruggì che le tele vangoghesche fossero distrutte. vangoghiano
fossero distrutte. vangoghiano, agg. che è proprio, tipico o relativo al
guidata dall'alviano e con la battaglia, che erano passate seco, a seguitare i
ancora sostenere le vettovaglie a cagione, che non essendo bastevole la vanguardia sola per
la venta, e non si sentiva che il tronare dei mauser e dei 30-30.
introducono nella mente i pensieri, che sono il grosso dell'esercito; contuttociò
se non solo mediante i guardi, che sono per così dire le loro scorte,
4. l'insieme di coloro che primeggiano in un'attività, in partic
, ii-99: l'altro ier fé segno che era l'ariosto / giunto /.
... con le sue satire e che tosto / esser messo dovea ne la
. 5. atto, provvedimento che prelude ad altri. bisaccioni, 3-5
dal d. e. i. (che l'attesta nel 1831, nell'opera
ant. fatto, comportamento o discorso che appare assurdo, insensato, privo di fondatezza
avem tempo, nostra via, / che come tu costà pinto hai veduto, /
tutto fosse di necessitade, la fine a che le dette sono dirette sarebbono vanìa.
bellini, 6-232: gran dio, che vuoi che quel ch'io vedo e sento
6-232: gran dio, che vuoi che quel ch'io vedo e sento / da
motto] egregiamente la vanìa di colei che è un cofino vuoto di senno e pieno
per occuparci tutto il panno, con dir che voleva che pagassimo il dazio di tutta
il panno, con dir che voleva che pagassimo il dazio di tutta la robba.
, 604: intanto la porta veduto che il bailo cappello non le avesse portata la
, 1229]: alcuna volta succedeva che fra gente barbara col pretesto di qualche vanìa
di vanire), agg. letter. che ha un carattere vago, sfuggente,
di francesco petrarca e vidi per prova che tutti quei fantasmi fuggitivi, tutte quelle immaginazioni
bosis, 180: ad ogni riso che brilla in quell'onda / trema l'anima
veli / molti. 2. che si affievolisce fino a rendersi quasi impercettibile
lecchi, 11-61: a me pareva che quel mondo sensibile di argille e di
di crete trascolorasse non solo sotto le nubi che passavano, ma anche per quelle grida
pavese, 8-162: è naturale che la donna, costretta dalle circostanze a
subire un intervento altrui sul proprio corpo, che l'asserve... abbia sviluppata
pres. di vanificare), agg. che annichilisce, che opprime, che ispira
), agg. che annichilisce, che opprime, che ispira smarrimento. bacchelli
. che annichilisce, che opprime, che ispira smarrimento. bacchelli, 2-xxi-38:
, di un senso di pena vanificante, che accresce lo stupore della costruzione colossale.
. con la particella pronom. enclitica: che viene meno; che perde le sue
. enclitica: che viene meno; che perde le sue caratteristiche essenziali. b
croce, ii-2-224: è falso quel filosofare che considera il progresso del pensiero come un
vedere colla religione e la fede, che anzi vanifica. 2. intr.
è costituita appunto da quel perpetuo vanificarsi, che è il nascere perpetuo della realtà,
: il sogno, per il fatto stesso che può essere interrotto da uh accidente infinitesimo
.. deve essere rigidissimo, al punto che non si frantuma ma addirittura si scioglie
. bacchelli, 2-ix-340: tutto quel che gli occorse alla mente, ecco era
florida meridionale, appartenente al genere vanilla che è compreso nella famiglia orchida- cee;
così grandi e di così belle, che qui non ne abbiamo vedute mai di
l'unito valor del legume / odoroso, che recano i baccelli / della vainiglia avviticchiata
vainiglia or viene e il dolce / sugo che stilla dalle bionde canne. dannunzio,
varia e possente di colori e di profumi che vibrava al gran sole di messidoro.
vainiglia spessa, / ed ebra par che vada. -vaniglia d'inverno:
della regione mediterranea, con fiori giallognoli che hanno un profumo simile a quello di
pezzo. metastasi, 1-i-65: e che, oltre l'onorario, ella mi debba
vaniglia (con uso aggett.): che si comporta in modo affettato, artificiosamente
fapprentissage'dell'alta scuola milanese, un che tra l'aristocratico svanito e insipido e il
lessona, 1527: 'vaniglina': principio che preesiste nelle cas- sule della vaniglia.
vaniglia. vaniglino, agg. che ha profumo o gusto di vaniglia.
fiori a spiga di colore bruno purpureo che hanno profumo simile a quello della vani-
, per ossidazione, dà la vanillina, che è uno stimolante aromatico. p.
la vanillina dall'eugenolo con una resa che ci consentisse di sopravvivere, e non
vaniloquace, agg. disus. che rivela un'inclinazio ne al
inclinazio ne al vaniloquio, che costituisce un discorso, un'affermazione futile
agg. (superi, vaniloquentìssimo). che parla in modo inconcludente, superficiale,
. bonsanti, 2-248: la gara che gli veniva proposta dal giovane vaniloquente egli si
e più dell'altrui bene ansiosi, che della propria vita. f. f.
. gioia, 1-i-254: una vaniloquènza che fruttava trionfi in atene, sarebbe stata
disprezzo a sparta, ove non si parlava che con monosillabi. = voce
: il degno silenzio e taci- turnitade che versano nel campo de la prudenza, continenza
l'innata generosità dell'uomo in ciò che più schiettamente sentiva, cioè la sollecitudine
la sollecitudine per la miseria popolare, che lo fece dichiararsi socialista: =
] detto queste parole, lassò me che lagrimava e voleva dire molte cose; e
. io miro / il calice mortifero che serba / quasi non traccia di ferita in
si possa dire vana, in ciò che in poco tempo vanisce, e va via
i-663: la fantasia compie il frammento che sorride intero, per un istante, come
seguitò il cammino / dietro lo squillo che vanìa laggiù. moretti, 1-5: ora
diventati invisibili anche i pochi segni di vita che fino allora ci eravamo visti d'intorno
2-163: la solenne ora è vanita / che fuor dell'altra gente / lo trasse
vita immortale di là da questa terrena che vanisce a ogni attimo. 8
seguo con li occhi un gabbiano candido che si dilegua ad ali tese: mi
, 39-5 (153): onde appare che de la loro vanitade fuoro degnamente guiderdonati
a fare la volontà di dio, che t'ha comandato che mai tu non dica
volontà di dio, che t'ha comandato che mai tu non dica la bugia per
piglio la cosa in questo senso, che ve. abbia voluto tentare la mia vanità
concreto: comportamento, pensiero o aspirazione che rivela superbia, boria, presunzione, il
leggenda aurea volgar., 346: che è ciò valentino? ché tu non
non usi la nostra amistade, acciò che adorando li nostri dei o tu caccia
il più utile, anzi necessario disegno che io possi intraprendere in questo tempo. brusoni
7: conobbesi allora dagli assedianti, che senza l'occupazione delle colline, per
sue ragioni: essendo vanità il lusingarsi che le nude istanze d'un particolare,
ciò di cui si è fieri o che toma a onore o a merito. -in
-in senso concreto: atto, comportamento che rivela tale inclinazione. botta, 7-341
, i lussi o per tutto ciò che può accrescere la propria bellezza o aumentare
francesco da barberino, iii-367: altri sono che ciascuna [donna] / credon che
che ciascuna [donna] / credon che pensi sol di piager loro / e pasconsi
recava a ciò pensier d'amore / 'che ella avesse, ma la vanitate,
avesse, ma la vanitate, / che innata han le femine nel core, /
specchio strumento alle donne di vanità piuttosto che agli uomini di virtù? muratori,
, egli pensò agli occhi delle donne sconosciute che dovevano vederlo per la prima volta in
splendente sul campo di battaglia, più che una vanità femminile esprimeva una continua sfida
-in senso concreto: atto o comportamento che deriva da tale inclinazione. g
i-13: le fanciulle / han delle voglie che le avemo noi / ancora, in
/ far delle pompe e le usanze che corrono, / far lisci, ricci:
, / far lisci, ricci: vanità che sono / proprie di tutte le donne
effimera, transitoria, passeggera di ciò che è destinato a perire (e in
da questa cosa vana, a dimostrazione che dalla vanità delle cose della presente vita nasca
per suo figliuolo non pigliava de i molti che la vanità del mondo gli offeriva,
del mondo gli offeriva, ma dei pochi che per molti buoni si segnalavano. f
1-346: da consimili induz- zioni, che numerando le peripezie dell'humanità sconsigliata,
, la natura, il brutto / poter che, ascoso, a comun danno impera
, aveva quella disposizione remissiva e accomodante che gli veniva da quella superiore coscienza della
. -in senso concreto: ciò che è destinato a perire, a venir
in quanto labile, di durata effimera, che costituisce un aspetto passeggero, transitorio della
e dipartirmi d'ogni vanitate, / però che veggio crescere e salire / mattezza e
: io vorrei più tosto essere stato morto che vivo, veggendo i giovani andare dietro
tutte le cose sono vanità, salvo che amare iddio e servire a lui solo.
foscolo, vii-121: il danno peggiore che a noi possa fare la filosofia si è
o per grande utilità della gente, che ne segue. dante, vita nuova,
tanto per la vista di questa donna, che li miei occhi si cominciaro a dilettare
de'regni in effetto, di quel che si finge un filosofico cervello nella vanità delle
l'oceano, o per l'alpi, che lo scorrervi sopra cogli occhi delle dipinte
questione, discorso futile, superficiale, che rivela scarso impegno o volubilità scarsa serietà
o volubilità scarsa serietà di carattere; ciò che ha scarsa importanza o è superfluo,
eo lamento aggio fatto plùi, / dico che '. sol non fui / omo
'. sol non fui / omo che di vanitate s'adiri. cavalca, 19-107
vanitadi, e andare vagando al tempo che doveva stare in orazione. boccaccio,
. frachetta, 172: è solito che, alla morte de'prencipi, si dicano
e l'autorità, retto più presto che rettore e irresoluto, si lasciava portare alla
odio nei sociali dissidi, siete voi che formate la 'croce rossa'della grande lotta
è dunque vanità il procacciare delle ricchezze che hanno a mancare, ed in quelle
borgese, 6-9: aggiungere nomi di quelli che rimasero amici al piccolo libro nel trentennio
amici al piccolo libro nel trentennio e che divennero tali poi, parrebbe vanità.
6-36: noi passavam su per l'ombre che adona / la greve pioggia, e
e ponavam le piante / sovra lor vanità che par persona. pascoli, 251:
carducci, ii-6-290: son dodici giorni che sto male, male, di testa
interrotto spesso da vertigini violente; sì che non ho quasi il coraggio d'andar fuora
casa solo. -condizione di ciò che non trova corrispondenza nella realtà, in
parole, ecc. - anche: ciò che è erroneo. s. agostino,
li cultivatori delli idii... quello che di love cantano li poeti, e
grande sorte è quella degli astrologi, che se bene la loro è una vanità,
. più fede gli dà una verità che pronosticano che non gli toglie cento falsità.
fede gli dà una verità che pronosticano che non gli toglie cento falsità. s
alfieri, 1-344: quella vanitaduzza, che si può far tacere, ma non
di vanire), agg. letter. che non è più visibile, scomparso alla
vigile genio o dài- mone personale, che è loico e ironico di natura, mi
, mi domandò. 2. che si è affievolito fino a non essere più
del tutto vanita l'eco della voce che mi vidi a fianco il gigantesco infermiere con