sono senza febbre; è un leggero tributo che ogni due o tre anni mi tocca
anni mi tocca da purgare, anzi credo che di questa tormentazione di tempo in tempo
amore, né altra cosa lo poteva sanare che la tormentezza di quei medesimi sguardi che
che la tormentezza di quei medesimi sguardi che gli avevano fatto la piaga. =
gli amiconi, l'infermo, invece che biasciarci una gotta torbida, pareva che fosse
che biasciarci una gotta torbida, pareva che fosse soltanto tormenticchiato da una gotta serena
, si ritornerà il vedere a coloro che hanno begli gli occhi e non veggano.
267: la me ricerca de le erbe che la voi far cavare questo mese,
di medicina volgare, 15: siroppo che si dà agli feriti. togli tormentilla
adunque la tormentilla una picciola pianta che produce le fiondi più picciole del cinquefoglio
o 'cinquefoglio', quella specie di potentina che ha servito di tipo a questo genere
, 68: così i tormenti, che 'l tiranno materia di crudeltà riputava, il
la podestà formò la 'nquisizione, / che contro al buono stato e reggimento /
tormento, confessonno loro esser stati quelli che giannozzo morto e rubato aveano. savonarola,
, i-291: ben dico e dissi che queste cose non si ricerchino con torture
e iuridici ed ovvi detto e dico che non facciate sangue, perché così è la
cose è degno d'esser chiamato carnefice piuttosto che giudice » scrive giulio claro. cattaneo
/ lussurioso e pien di tradimenti, / che più in alcun vizio non fu leo
cesari, 1-2-291: tutti questi cristiani, che patirono così crudeli tormenti e sì gloriosa
a gesù cristo, erano tutti gentili, che di poco innanzi da una vita libera
enno dannati i peccator carnali, / che la ragion sommettono al talento. s.
bonaventura volgar., 1-155: deh, che è a pensare che 'l nostro signore
1-155: deh, che è a pensare che 'l nostro signore dio, benedetto sopra
piovano arlotto, 35: non sai tu che il nostro signore iesu risto patì in
giordano, 5-139: esemplo di dannati, che imperocché con queste chiavi non fu loro
: questo è il continuo furore di dio che egli manda nei degni tormenti coloro,
. v.]: ogni tanto bisogna che ricorra al tormento della siringa.
di quella malattia e della sua impotenza, che non gli arrivava la sensazione di quel
penser novo / e la mia donna che sovente in gioco / gira 'l tormento
crebbe al cuor tanto tormento, / che confessar si volle d'ogni reo /
, amor, d'ogni tormento / che io soffersi e di tanti mie'affanni
in fra gli amanti il più contento / che fussi mai alcun già fra mille anni
toma col pensiero a quello, a che sa di non poter pensare senza tormento
e sempre fremendo. oh! sento che l'amarti mi costa pur de'tormenti:
vi sono, sebbene vi sian pagine che esprimono come volevo certi miei interiori tormenti
una lucidità fantastica, quasi di sonnambulo, che può dire parole fatali con indifferente serenità
tormento intimo. 4. ciò che costituisce motivo intenso e assillante di cruccio
tormento. guicciardini, 2-1-35: coloro che non hanno altro tormento che il desiderio
2-1-35: coloro che non hanno altro tormento che il desiderio della libertà, non si
iv-2-273: è una cosa giusta, ma che mi pone in tasca abbastanza da far
ogni essenza, coi miei racchiusi bocci / che non sanno più esplodere oggi sento /
brusoni, 1-225: la servitù, che debbo a questa dama è l'unico
argomento o autore di difficile interpretazione o che comporta studi faticosi e complessi. algarotti
dell'impresa e dice fra gli altri che coloro che chiamato hanno virgilio il tormento
impresa e dice fra gli altri che coloro che chiamato hanno virgilio il tormento de'grammatici
chiamarlo la peste de'traduttori, come colui che mostra orni studio aver risposto in non
rovani, 3-i-19: ugo foscolo dice che le date storiche sono il tormento degli
complicazione, d'uno sforzo di ricerca che si palesi in ostentate deformazioni esteriori,
. persona fastidiosa, irritante, insopportabile che provoca insofferenza per il suo comportamento.
« un po'per uno, tormento che sei », disse il marito. mazzini
era un tormento, pel continuo litigare che faceva con chirurghi, medici e infermieri
avere un tormento di padre. -persona che è motivo di ansia, di preoccupazione
stemperati in una lor vernice, con che soprasmaltano i legni e ben si tiene ad
all'idea del traliccio e alle lunghe analisi che l'intelligenza aveva operato nella discriminazione dei
tormenti. tasso, 11-83: pria che 'l pio buglione il campo ceda, /
teatrale e cinematografico, battuta o azione che viene ripetuta insistentemente e ossessivamente con intenti
piacevole tra il piccante e l'ironico che prende in giro la tv più sbracata
sbracata dei quiz e delle sponsorizzazioni, e che procede sfruttando con abilità e perseveranza i
? non si sa. si sa invece che moltissime persone... si davano
o con altro castigo, sulle stupidaggini che rafforzano -tutti lo sanno - appunto l'
tormentóne), agg. ant. che provoca rovello, tormento interiore, sofferenza
così tormentosamente nell'orlo delle palpebre, che le belve o perdono gli occhi a forza
figura di transizione -si sapeva e sentiva che veniva assaporato da parecchi per quella sua
sua tormentosità full time ed erga omnes che ravvicinava a un montgomery clift senile, a
agg. (superi, tormentosissimo). che provoca un intenso e per lo più
preso, / sì ch'io son più che prima doloroso. s. bonaventura volgar
1-208: un sospetto tormentoso, / che un tuo nuovo amor mi diè, /
eccessivo sia tormentoso in venezia e conosco che le suppliche e le raccomandazioni sono un'
amore, ora, a questa età, che conosce tutto, l'ideale e il
. bigiaretti, 8-102: per quel che ne so, un vero amore dev'essere
nostro dispetto. 2. che vive in una condizione di angoscia, d'
condizione di angoscia, d'inquietudine, che è afflitto, angustiato da una pena,
/ tuto pien di martiri, / che ventura agio avuta, / oi cor
tormentoso! petrarca, 125-57: ben sai che sì bel piede / non toccò terra
toccò terra unquanco / come quel dì che già segnata fosti; / onde 'l
america a quella fatta in francia, troverà che la prima parla ai sensi, la
, 1-214: enorme abuso, o uso che è lo stesso, di morte per
fatto... anche in quella rivoluzione che proclamò i diritti dell'uomo, anche
: nella vecchia russia, l'uomo che non aveva scarpe era come il pollo che
che non aveva scarpe era come il pollo che non ha scarpe: non era meraviglia
né per lui. vale a dire che i diritti dell'uomo sono apparsi in russia
donna strana, reo e malvagio uom che tu se'! valerio massimo volgar.,
le mogli de todeschi pregare mario vincitore, che da lui mandate fossero a le vergini
a le vergini della dea vesta, affermando che non altrimenti elle che quelle vergini non
vesta, affermando che non altrimenti elle che quelle vergini non doveano usare con
, e tanti offesi e tanti, / che chi sarà con lei non senza liti
essere reputato uomo o femina, respondi che si deve considerare la quantità de un
, 38 (658): voglio che andiamo noi altre donne a fare un'altra
: l'uomo e la donna non sono che due porzioni di un solo essere umano
. borgese, 6-97: m'è parso che la mia voce, scoccata come una
moravia, ix-8: era un uomo che aveva le sue idee, poveretto, e
idee, poveretto, e la principale era che lui piaceva alle donne, mentre invece
-in partic.: persona di sesso maschile che ha raggiunto il pieno ed equilibrato sviluppo
le vostre armi e le date a tali che sieno uomini. savonarola, 7-ii-113:
savonarola, 7-ii-113: tu non vedi mai che una donna parturisca uno uomo, perché
: finora di me non ha conosciuto che il fanciullo; ma, bada, in
uomo; e un uomo tutt'altro che de'consueti. bacchelli, 1-i-392: non
, 1-i-392: non poteva opporsi a che gli fosse insegnato il mestiere e a farsi
8-ii-676): io trovai l'uom mio che andava a città. giuliani, ii-245
: forse non lo sapevano neppure loro che più di me gli premeva il negozio a
la terza ridotta, più un trombettiere che faceva 29. 4. persona
: ho messo da parte opere e fascicoli che riguardano garibaldi... faccia il
sua tettoia rossa, col suo fumaiolo che fuma, con i suoi uomini dalla
nella città d'ardea, al tempo che enea venne in italia. leggenda di
, 6-ii-515: di qui lo slancio generoso che caratterizza la gioventù, e la fredda
di cuore. -uomo d'affari: che gestisce affari, imprese economiche, commerciali
uomini d'affari, gente della provincia che viene a sbrigare in città qualche faccenda,
quattrocento e provisionati trecento, in caso che volessi esser operato et fussi richiesto per decta
v-150: saran compartiti in cinque notti, che son due decurie di uomini d'arme
è voce pubblica per tutto il regno che non vi sia il miglior uomo d'arme
d'azione, persona più incline all'agire che alla ponderazione, alla riflessione.
. ta culturale, politica, artistica che ha grande e talora imprevisto risalto nelle
: 'uomo del momento': l'uomo che è necessario in una data contingenza, e
padri di famiglia, agli educatori un libro che essi potessero raccomandare ai figli, agli
religioso. romoli, 3: ancora che non siate né vogliate essere uomo di
raccomandare al re suo figliuolo con ricordargli che senza suo interesse avria potuto aggrandirlo facendolo
tiene per interesse suo proprio tutto ciò che a vantaggio della religione può ridondare;
così monsignore accettò la preghiera e mi promise che si sarebbe prestato per la nostra missione
la nostra missione con quello stesso solo che si prestava per la sua.
tante simpatie, antipatie e idiosincrasie letterarie che due uomini di lettere hanno sovente in
sua tettoia rossa, col suo fumaiolo che fuma, con i suoi uomini dalle pugna
venuto, come novellino, s'accorse che s'era imbattuto nel più singolare tipo di
editore uomo di mondo, l'editore che ha tempo da perdere. pavese, 9-49
osservò, col suo tono sornione, che nessuno avrebbe detto che sotto la scorza
suo tono sornione, che nessuno avrebbe detto che sotto la scorza dura e dinamica dell'
glorioso il trionfar d'amore d'ogni altro che si celebrasse mai nel campidoglio. stampa
, 273: sì, so benissimo ciò che vorrete dirmi: un uomo di stato
accanto una donna come voi, ma che avreste fatto voi medesima se foste imbattuta
nel più rigido senso della parola, che gli avversari dell'archeologia drammatica, sotto
inferiore di numero, consultava uello che fosse da fare. piccolomini, 2-45:
ch'io mi sento uom da fatti, che in altro tempo. g. cappello
a un sostantivo, forma un'espressione che indica il carattere principale, la funzione peculiare
sterminato nido di uomini-formiche, noi ricorderemo che a ciò non va limitato il sistema di
verità piuttosto esclusivo e non guari applicabile che a pochecolonizzazioni in quanto al puro falansterio.
barilli, 5-113: per una commissione che dovevo fare mi sono arrischiato a servirmi
arrischiato a servirmi di un 'riksa', che è una specie di uomo cavallo. tornasi
165: egli si era formato la convinzione che l'aristocrazia consistesse unicamente di uomini-pecore.
. uomo goal: nel calcio, attaccante che segna molte reti. -uomo partita:
molte reti. -uomo partita: giocatore che ha avuto un ruolo decisivo nella vittoria
galliani, ex manager del monza, colui che ha portato al milan massaro e giovanni
, 4-11: ora non vi è nulla che impedisca una indagine concreta su questi fenomeni
. 6. -uomo sandwich: persona che pubblicizza un prodotto camminando con un cartello
con la lanterna magica, da uomini 'sandwich'che percorrevano le vie in processione. e
op ^ inion tra nui, / che l'uom chiama colui / omo gentil che
che l'uom chiama colui / omo gentil che può dicere: « io fui /
finice. boccaccio, viii-2-259: ma a che molte parole? l'uomo si potrebbe
per acqua vi si può andare: perciò che sempre alcune barche coperte, che si
perciò che sempre alcune barche coperte, che si chiamano gondole, si ritruovano, le
: / ragione ha del mischino / che non vuol palesare la sua noia. alfieri
/ brando non v'ha qui feritor che il mio.
raccomandò ai cittadini d'attendere il segnale che si darebbe colle campane. mazzini,
. uomo nero: inserviente vestito di nero che, in determinati luoghi e circostanze,
-ciascuno dei servitori di famiglie signorili che, vestiti a lutto, seguono il
neri': servitori delle famiglie signorili, che, vestiti di nero, seguono il feretro
-gioco di carte in cui perde il giocatore che rimane con l'unico fante (di
io. abbiamo giuocato all'uomo nero, che è rimasto a tuo padre.
dell'età repubblicana, membro della classe che si andava affermando socialmente ed economicamente al
dalla antichità, un'altra legge vietò che mai potessero sedere nel gran consiglio. bacchelli
il depretis, con la sua facilità, che chiamavano patriarcale, di promettere senza impegnarsi
nostre. fedeli, lii-7-381: mi ricordo che il duca alfonso vecchio di ferrara
sublimità,... non voleva che si dicesse ambasciatore suo, ma suo uomo
suo uomo..., parendogli che a lui non si convenisse usare ne'suoi
convenisse usare ne'suoi ministri quei titoli che usano li re. guicciardini, v-15:
son dato a tutt'uomo; e pare che le alunne mi seguano volentieri.
iv-10: presa la vesta da uomo, che fu nel ventesimo quinto anno, fu
uomo addosso quand'e'si perdesse in lavori che non fruttavano. carducci, iii-19-36:
uomo per uomo; undici officiali caddero prima che l'ordinanza potesse spiegarsi e affrontare colla
, 3-1- 9: è proverbio vulgato che un solo uomo vaglia per mille, dove
, ancorché non con quella franchezza, che molt'altri, quello de'pimmei, cioè
altri, quello de'pimmei, cioè, che si trovassero mai uomiccini. testi,
-uomaccino. marinella, 185: che vi pare di questo uomaccino da bene?
e quelle virtudi, le quali io, che sono un uomicciuolo, ho veduto per
diminutivi]... ci sono che s'adoperano da noi nello stil giocoso,
oggi si asside / filosofia dolcissima, che impera / di tutte sette tolleranze intera,
le carte in tavola. e, quel che è peggio, voi non vedrete assidervi
1-72: uomacci, ben so io, che voi conoscete il suono della pronunzia,
, e senza discrezione / basta, che tu conosca i preti, e i frati
. bareni, 6-241: quegli uominacci che prima non avevano postomente 'a los strangeros'cominciarono
a infilzarmi de'complimenti portoghesi e spagnuoli che non finivan mai. faldella, 3-159:
. cecchi, 1-ii-4: né darà tanto che considerar questa commedia agli uomaccioni, ch'
dicono i vecchi del lor tempo, non che fossero mille anni sono. l.
dio), sm. letter. dio che assume in gesù cristo la condizione umana
, 17-59: questo è divino spirito, che ne la / via da ir su
e d'ali / uopo non men che di maestra mano, / ma tutte opre
pietà non move tardo / il sol che seco in ciel mi ricongiunge; 7
: altro or non penso, se non che gli dei / solleciti del vostro util
quali denari diedi a cordino suo figlio che. lli diede inn. uno paio di
ad uopo dei fanciulli delle femmine pelegrine, che nascono ne la casa, si facciano
piccoli ghiecoli, ovvero culle, acciò che spartitamente giacciano soli, acciò che nessuno incomodo
acciò che spartitamente giacciano soli, acciò che nessuno incomodo e cosa contraria potesse advenire
le devi conoscere più per tuo uopo che per mio utile. buonarroti il giovane,
, i-197: si come i cavalier che fur qui dianzi / in contrasto fra
/ di dirmi, se vi par, che uno scrittore / possa a suo piacimento
. gozzano, i-1249: « scommetto che le fa la corte. » « e
donne, se la lascerà fare quel tanto che basta per utilizzarlo all'uopo. »
nostra breve vita; / qui fa uopo che tu guati e distingua. ariosto,
varie tele / uopo mi son, che tutte ordire intendo, / lascio rinaldo e
e provisti in vari liti / di ciò che d'uopo a le terrestri schiere.
questa bellissima novella, è d'uopo che sappiate, leggitori, che in fuligno si
d'uopo che sappiate, leggitori, che in fuligno si trova (e dove
tempo in cui non fa d'uopo dimostrare che la razza pigmea è una chimera.
dal provenzale, dal francese que'vocaboli che facevano all'uopo. -non essere
2-258: vaga donna non è d'uopo che sudi. / basta
attribuito a iacopone, 1-ii-32: prima che tu 'ti celzi / guarda da qual
è un ghiottoncello; e perché egli sa che io son venuto a richiamarmi di lui
egli testé venuto e dice dell'uose, che io m'aveva in casa infin vie
mezzo vide un calzolaio in una bottega che calzari e uosa faceva. luna [s
buoi] un paio d'uose, che difenda il freddo, / ma prima il
calvino, 34: le gambe, che le uose sguainavano fino a mezza coscia,
. saba, 3-97: si diceva che, al tempo nel quale mussolini portava
3. nelle antiche armature, parte che proteggeva la parte anteriore del piede e
, sm. tose. disus. artigiano che fabbricava uose. lancetti,
. lancetti, xii-3-273: volle che con l'altra toscanissima di uosa si
toscanissima di uosa si traducesse, e che uosaio si chiamasse il fabbricatore di essi
negli animali ovipari od ovovivipari, cellula che si origina generalmente nell'ovaio, di forma
guscio o da altro materiale protettivo, che, negli animali ovipari viene espulsa prima
, negli animali ovipari viene espulsa prima che l'embrione si sviluppi. - per anton
, conv., iv-cvi-7: lo circulo che ha figura d'uovo non è nobile
uovo non è nobile, né quello che ha figure di presso che piena luna,
, né quello che ha figure di presso che piena luna, però che non è
di presso che piena luna, però che non è in quello sua natura perfetta.
loro figliuoli d'uova, covandole fino che nascono. varchi, 8-1-482: nell'albume
. tasso, 11-iii1046: dicono ancora che il coccodrillo femina partorisca l'uo- va
10-i-433: nella natura medesima organica è falso che il germe e l'uovo sieno qualcosa
, partecipando al padre e alla sorella che gli avevano offerto un posto di redattore nel-
firenzuola, 738: aveva la serva che sapeva far l'uova affrittellate. grazzini,
, lontana un miglio dalla città; sì che per la sera alloggiò quivi, dove
cui annunzierai la mia venuta pasquale: che ella mi prepari l'uovo benedetto e
uovo benedetto e il mistico agnello, che io mangerò, l'uno e l'altro
uccelli, consistente in due strati sottilissimi che comprendono una camera d'aria.
il loro amore è il loro corpo, che fasciano d'invogli delicati come la pelle
annio l'interna, tenue, e che l'umore / contien del feto alimentizio accolto
moretti, i-926: fu dopo questi trionfi che una vecchia parente... non
la più complicata questione diventava, dopo che lui se n'era occupato, un uovo
: nel linguaggio alchemico, pietra filosofale che, cuocendo, si sarebbe trasformata (come
elissoidale (come l'uovo di legno che serve per rammendare le calze, l'
l'uovo da tè, bucherellato, che viene riempito con foglioline di tè e
sé la borsetta: ancor più contenta che nella borsetta restasse in permanenza l'uovo
, uno più e uno meno grosso, che facevano da coltelli, e un uovo
da coltelli, e un uovo di alluminio che faceva da saliera. -uovo di
giocattolo, un ninnolo, ecc.) che viene donato in occasione della pasqua.
nei vecchi manuali di scherma, vuoto che doveva esistere tra il palmo della mano
: in quegli altri zoofiti... che da'pescatori livornesi son chiamati carnumi e
la potrebbe star sicura; ma dice che non la vuole. -ammazzare la gallina
l'uovo', come dicesi de'selvaggi che recidono l'albero per cogliere il frutto
, iii-206: l'eloquenza greco e latina che quei poverelli a forza di sudori e
guarderebbe da nuocere, inutilmente, non che alle sue vittime, a una mosca
(come dicono i filosofi), / che abbia mosso uesti nostri giovani / a
. senza ubbio / io so che io vi verrei troppo a fastidio. delfico
per avere un bufalo: concedere qualcosa che richieda poco sforzo e scarsi sacrifici ottenendo
ed anco ospizio ai pellegrini, di che fanno le meraviglie gli scrittori chiesastici; ma
molti sarebbe un sorbir un uovo quello che pare ad altri gravissimo malefizio. moretti,
memoria. ma così facile, ondante, che il mio tenero cervello s'impossessò delle
roma ti fa intorno quella moresca, che si suole veder far dagli ongari al
palazzeschi, 1-643: io gli risposi allora che delle quotidiane cure o necessità della vita
caserma, allora. e là vedrai che fai l'uovo. -fare poche uova
ova nel paniere. pirandello, 5-305: che colpa ha lui, se io,
due vasi di superstizione, ovvero, secondo che l'occasione gli faceva assumere stile pomposo
paniere dei canonici. -in men che non si volge un uovo: in un
: scritture / furo arse in men, che non si volge un uovo.
io mi ritrovo distrutto per tante spese che ho fatte qui e fo tuttavia; onde
innanzi ad esti, / sentendo, che 'n vercelli combattieno / i guelfi, e
in animo, e poco meno, che aperte le labbra per dover dire alcuna cosa
sassetti, 7-275: io mi dubito che la pestilenza di san rocco..
tutto quanto il mondo, / poi che 'l vostro sapere alto e profondo / ficcate
il pelo sull'uovo'; e pare che ogni buon italiano avrà obbligo di non
7. prov. la gallina che canta è quella che ha fatto l'uovo
prov. la gallina che canta è quella che ha fatto l'uovo: colui che
che ha fatto l'uovo: colui che più parla per discolpare se stesso o altri
bacchelli, 1-ii-17: « la gallina che canta », disse l'insolente,
voltarsi dalla sua parte, « è quella che ha fatto l'uovo ».
». -meglio l'uovo oggi che la gallina domani o ad altro tempo-
landò, 20: detto mi aveva che dimani ci verresti, e non oggi
caro mi è d'avere ora l'uomo che ad altro tempo la gallina.
gallina. -non c'è uovo che non guazzi: ognuno ha i propri
o difetti. bellincioni, i-202: che tal porge botton ch'è pien d'ucchielli
e non c'è sì fresc'uovo, che non guazzi. -quando si bagnano
.. un piccolo baco o bruco che dicesi larva con voce scientifica.
dati, xxvii-6-82: erodotto d'eraclea racconta che le donne della luna fano uova da
cinquanta volte maggiori di noi. oh che uovoni sterminati! = lat. volg
vi sec. a. c., che trattano in particolare il problema della salvazione
gli siede accanto''upa-ni- sidati'), che ha per obiettivo la meditazione dell'assoluto,
carducci, ii-3-34: viva il mal prete che aduggia e spengeogni vita solo dell'ombra sua
spengeogni vita solo dell'ombra sua; peggio che l'albero upas dell'america.
2. sostanza velenosa estratta da tale pianta che veniva usata dagli indigeni per avvelenare le
dagli indigeni per avvelenare le frecce e che viene tuttora usata in farmacologia per produrre
usata in farmacologia per produrre un farmaco che ha effetto antidepressore sul sistema cardiocircolatorio.
x. legno di tale pianta che, stagionato, assume un colore bruno
. = adattamento di una voce malese che significa 'veleno'. uperizzare, tr
) e da [to] pasteurize, che è dal fr. pasteuriser (v
). uperizzatóre, agg. che è relativo o è usato per tuperizzazione
2-17: si vede pur chiaramente, che monsignor bembo a tutt'ol mondo con la
, se avere upmion tutta contraria a quel che dice costui. magi, 77:
: jack sharkey (il vero nome, che ne tradiva l'origine, era joseph
. uppilato, agg. ant. che soffre di un'oppilazione. maniglia,
delle poche specie, e del genere che costituiscono, di uccelli upupidi caraciformi la
, dormendo, vederassi / essere preso, che non par che sogne. bibbia volgar
/ essere preso, che non par che sogne. bibbia volgar., i-275:
gallo upuppa agnel cane o colombo / che vari sono i spiriti infernali. boccamazza
. boccamazza, i-1-442. se tu voi che esca di muta presto [un uccello
ilare uccello calunniato / dai poeti, che roti la tua cresta / sopra l'aereo
in ramo si tende una rete di filamenti che il vento fa dondolare come una grande
anat. formazione fetale annessa all'allantoide che si diparte dalla vescica urinaria e termina
. papini, vi-346: può darsi che quel mio scientismo dialettico e pessimista non
perché in effetto non è altro, che un grandissimo vento, e pioggia insieme
chiamano que'violentissimi nodi di vento, che mettono il mare alle stelle, e ogni
continue. mazzini, 12-297: direte che ogni mutamento di domicilio trascina con sé
, checché ne dicano gli alti e bassi che via via si succedono, si approssima
d'allontanarsi..., burrasca che, se comincia, sarà un urraganó.
l'uragano, / vigile come femmina che cuce, / trasforma il ferro, il
pubblica in mano, potevano, prima che l'uragano scoppiasse, scongiurar le nubi
vangelo contengono tante nozioni violentemente contestate, che dalle più miti negazioni della proprietà e
e vittoriosa fu travolta dallo stesso uragano che la portava a rovesciare tutto davanti a sé
investì con tale uragano di ignominie, che pardone chiuse gli occhi e si appoggiò colle
, il piano erano tanto disordinatamente ingombri che pareva esser passato per le due finestre
haiti. uraganóso, agg. che è proprio, tipico o si riferisce a
o si riferisce a un uragano, che preannuncia uragani. -anche: tempestoso,
, v-671: mi sembra di poter affermare che anche l'italia fu avvertita come la
italia fu avvertita come la giudea -e che roma ebbe nell'ultimo secolo prima dell'
prima dell'era volgare, nel sècolo uraganoso che preparò l'impero, una figura e
plur. m. -ci). che è proprio, che riguarda, che
-ci). che è proprio, che riguarda, che si riferisce agli urali
che è proprio, che riguarda, che si riferisce agli urali, sistema montuoso che
che si riferisce agli urali, sistema montuoso che segna gran parte del confine fra europa
asia. 2. antropol. che si riferisce alla razza umana, caratterizzata
localizzate nella parte settentrionale degli urali; che appartiene a tale popolazione. -anche sostant
popolazione stessa). 3. che è proprio, che si riferisce alla famiglia
. 3. che è proprio, che si riferisce alla famiglia linguistica comprendente le
piros- seno del gruppo degli antiboli monochini che si presenta in aggregati fibrosi di colore
uraloaltàico, agg. ling. che è proprio, che si riferisce al
agg. ling. che è proprio, che si riferisce al gruppo linguistico che comprende
, che si riferisce al gruppo linguistico che comprende le lingue uraliche e quelle altaiche
carducci, ii-8-154: credo che tu mi tenga per il piacere di
e signore, l'ho addomesticato, sì che mi seguita come un valentemente da ammoniaca e
2. figur. persona che si muove o balla con movimenti goffi
balla con movimenti goffi e sgraziati o che si comporta in modo rozzo e con
goffi e con smorfie così scimmiescamente mobili che intorno a lui le risa e i motti
). uraniano, agg. che è proprio, che si riferisce al pianeta
uraniano, agg. che è proprio, che si riferisce al pianeta urano.
2. per estens. che ha un temperamento incline alle fantasticherie,
. soffici, v-6-392: dai rapporti che rimbaud ebbe con questo poeta geniale,
. m. -ci). mitol. che si riferisce alle divinità celesti in contrapposizione
. 2. per estens. che è incline alle fantasticherie, estroso.
urànico2, agg. chim. che contiene uranio esavalente (un composto)
. urànide1, agg. mitol. che discende da urano (saturno o crono
urànide2, agg. chim. che ha proprietà simili a quelle dell'uranio
. uranìfero, agg. miner. che contiene uranio, ricco di uranio.
da altri elementi (quali il torio) che cristallizza nel sistema cubico; è usato
. urànio1, agg. letter. che è proprio, che si riferisce al
agg. letter. che è proprio, che si riferisce al cielo, alle divinità
, 391: 'urano'. metallo fragile, che ridotto allo stato metallico è di color
dell'uranio... il caso che governa la generazione umana che si dice umana
il caso che governa la generazione umana che si dice umana proprio perché avviene a
. dal nome del dio greco urano, che secondo la tradizione mitologica subì la mutilazione
, sf. astron. parte dell'astronomia che ha per oggetto la descrizione e lo
. -anche come titolo di un'opera che tratta tale disciplina. patrizi,
(plur. m. -ci). che si riferisce all'uranografia.
col quale vengono indicate le pietre meteoriche che cadono dall'atmosfera, dagli antichi credute
serpetro, 62: i caldei asseriscono, che tra 48863 stelle, vi erano 832
erano 832 luminari. l'uranologia mostra, che tutte son baie. = voce dotta
, sf. astron. parte dell'astronomia che si occupa della misurazione delle distanze stellari
(e nel passato indicava la disciplina che si occupava della misurazione dello splendore apparente
: 'uranometrìa': quella parte dell'astronomia che tratta dell'eclissi. fanfani [s.
. v. j: 'uranometrìa': scienza che determina il moto degli astri e rende
(plur. m. -ci). che si riferisce all'uranometria. uranoplàstica,
i pesci; sono divoratori, e tali che non perdonano a quelli della loro medesima
all'istesso uomo, se l'incontrano che nuoti. = cfr. uranoscopo
l'alma con la vera fede, / che il mondo con diletto non l'infesta
carne, ed è così vivace, che spogliato degli interiori, ancor si muove
testa, non vede naturalmente gli oggetti che gli stanno davanti o ai lati.
ed ancora 'urbanità', termine quest'ultimo che in accezione tecnica (in statistica precisamente)
date del ruralismo da ugo spirito, che vuole 'urbanizzare'la campagna e dagli altri
vuole 'urbanizzare'la campagna e dagli altri che suonano il flauto di pan.
pass, di urbanizzare), agg. che si è trasferito in città, inurbato
alvaro, 11-201: un certo cinismo che il meridionale ostenta appena urbanizzato,..
,... è un fatto che molti possono constatare con estrema sorpresa.
(una regione). - anche: che ha assunto carattere e assetto di città
in vigore della presente legge per coloro che sono addetti a zone già urbanizzate,
successivo art 16, ad enti o privati che si impegnino a realizzare la costruzione di
.): ciascuna delle opere pubbliche che servono a trasformare in una struttura urbana
agg. (superi, urbanissimo). che appartiene, che si riferisce alla città
, urbanissimo). che appartiene, che si riferisce alla città; che interessa la
, che si riferisce alla città; che interessa la città, la sua popolazione
guardando a loro e al vasto paesaggio urbano che mi si mostrava di lassù in tutta
-consueto, tipico della città; che si svolge in città urao, sm
o cristallizzata in prismi romboidali obliqui, che si trova nella colombia, in persia,
messicana. urartèo, agg. che è proprio, che si riferisce all'antico
urartèo, agg. che è proprio, che si riferisce all'antico stato a nord
. 2. appartenente al popolo che abitava tale territorio o stato. -anche
anticamera senza dar ombra di sé, intanto che li compagni affrettava, e ben gli
aveva nessun obbligo di andarle a raccontare che impressione mi facesse e del resto la
ho sempre trattata urbanamente le poche volte che ci ho parlato insieme. gozzano, i-1247
stor. nell'antica roma, soldato che militava nella corte pretoria. = dal
doppio suff. urbaniése, agg. che è proprio, che si riferisce o è
urbaniése, agg. che è proprio, che si riferisce o è tipico, è
: le palme erano lo zinzino d'esotico che avevano nel cervello gli urbanisti di riviera
di riviera del secolo scorso, e che nei militari si manifestava coll'istituzione di corpi
bersaglieri. montale, 4-213: tra coloro che non hanno paura dell'avvenire formano un
pianificatori, urbanisti; tutti uomini persuasi che agire è molto più importante che
uomini persuasi che agire è molto più importante che pensare. = deriv
attività culturale interdi sciplinare, che innesta sulla scienza tradizionale dell'architettura nuove
anche scienze sociali ed economiche) e che si propone lo studio, la progettazione
(plur. m. -ci). che riguarda l'insie me delle
urbanistica: il settore del diritto amministrativo che regolamenta l'urbanistica intesa come attività costruttiva
pubblicazione del decreto del capo dello stato che approva lo statuto, il consorzio compilerà
lui più presto per una certa urbanità che volontà landino, 51: dicono che fu
urbanità che volontà landino, 51: dicono che fu uomo assai eloquente e pieno d'
la schietta, gentile e nobile urbanità che conviene anche nelle cose tenui. berchet
seguente, alla quale l'urbanità vorrebbe che si facesse una risposta. carducci,
della casa, iv-184: sarebbe necessario, che fatte tutte quelle urbanità che sono convenienti
necessario, che fatte tutte quelle urbanità che sono convenienti, delle quali io non ho
ne risentisse un poco, se vuole che io difenda questa misera giurisdizione. bruno,
. lenzoni, 29: quella urbanità che voi celebrate tanto, li può ella
, v-2-96: in questa poco men che generale incuria delle lettere latine, una
condiva di attica urbanità fino il discorso che fosse diretto a smascherare l'altrui ignoranza.
, le urbanità e le grazie, che avrete ragione, e forse vi troverò luogo
colonie della grecia, non settimana. che è utopia. ma in ciò che questa
. che è utopia. ma in ciò che questa utopia ha di solo culte, anzi
, 19-27: intanto ho cambiato che ne tratti e nelle vestimenta la italianizza piu
i-342: questo mio secolo, scarsetto anzi che no d'invenzione, ha voluto pescar
commedia, praticando il dramma urbano, che è come chi direbbe l'epopea delle
di diderot, 1757. 2. che abita, che risiede in città; cittadino
1757. 2. che abita, che risiede in città; cittadino. -anche
occasione, sfugge la trappola con quella prontezza che ha potuto imparare scansando i veicoli e
potrebbe essere supplita da una guardia urbana che si mutasse ogni giorno. jovine, 2-147
don eutichio gli comunicò con molta circospezione che un gruppo di scolari, come gli
, contadine malfamate. 3. che ha modi garbati e distinti, cortese,
boccaccio, iv-84: io, acciò che non isdegnosa, ma urbana paressi,
di tanto grave e piacevol conversazione, che il cortigiano lo annovera fra gli uomini
: mi spiace, urbanissimo garzone, che tu in oggi accresci gli errori filosofici della
, 8-213: tipologia delle donne: quelle che sfruttano e quelle che si lasciano sfruttare
donne: quelle che sfruttano e quelle che si lasciano sfruttare... le prime
, lxxxviii-i-239: se 'pensier tuoi, che son di grazia assai, / e
pane, / quest'è l'umiltà tua che sì t'abbassi. guicciardini, 13-ix-30
.. di pregare ieri el proveditore che, se credeva poterlo fare senza scandalo,
pigri avventori; e con un oste che, con dei modi non del tutto urbani
del tutto urbani, mi fece capire che lì non c'era più albergo.
due pretori urbano e peregrino; ciò che avvenne circa un secolo dopo, cioè
peregrino, perché noi troviamo de'monumenti che ci mostrano questa scelta ora fatta dal primo
iv-511: nel giornale ufficiale si leggeva che il giorno 3 la gente sbarcata a
un tempo in uso nelle regioni italiane che avevano il tedesco come lingua ufficiale.
in rezasco, 1220]: fu accordato che la villa veneta di matisa- na dovesse
[de monarchia], 160: però che numa pompilio, il secondo re de'
fauna urbica: l'insieme degli animali che vivono all'intemo di una città.
e della solenne benedizione papale per indicare che sono rivolti ai fedeli di roma e di
estens., scherz., per indicare che ci si rivolge a tutti, pubblicamente
mondo'. urbinate, agg. che è nato o che è originario di urbino
urbinate, agg. che è nato o che è originario di urbino; che vive
o che è originario di urbino; che vive a urbino. - anche sostant.
gran percossa in un occhio, di sorte che in vero glielo avea cavato, deliberò
fratello in cristo de la corte, allora che si stimava che lo facesse canonizzare per
de la corte, allora che si stimava che lo facesse canonizzare per ufficiale, lo
volponi, 2-395: dico sul mio onore che urbino è molto migliore e che lei
onore che urbino è molto migliore e che lei è molto peggiore di qualsiasi urbinate e
di scienzia e ebbe una moglie più bella che. lla sibilla, donna sanza urba
urceolato, agg. bot. che ha la parte ventrale più gonfia rispetto
a intendere per urchi certe nave, che usono i fiamminghi. c. campana,
di vipusco, setta da michel d'oquendo che commandava ad otto navi, un
410: lo 'urdu'era la lingua che, diffusasi durante la dominazione dell'india settentrionale
2. agg. invar. che si riferisce a tale lingua; indosta-
. = dall'ingl. urdu, che è dall'indostano [zabàn-i \ urdù,
organica azotata, cristallina e incolore, che, nell'uomo e negli animali ureotelici
né molto conosciuto, non mi pare che il mio vecchio testo di chimica organica
e in quel momento ricordavo solo vagamente che era un derivato dell'urea e che
che era un derivato dell'urea e che aveva qualcosa a che vedere con l'acido
dell'urea e che aveva qualcosa a che vedere con l'acido urico. 2
. 2. ant. malattia che colpisce i tessuti del legno delle piante
venire. 3. vento caldo che secca le biade. bibbia volgar.
da uredine, cioè da quel vento caldo che arrostisce e secca le biade.
famiglia di funghi microscopici, parassiti, che si sviluppano ordinariamente nel tessuto stesso di
, di rado alla loro superficie, e che non sono fatti che da sporidie o
superficie, e che non sono fatti che da sporidie o vescichette riproduttrici, piene di
bot. spora dei funghi delle uredinali che compare sulle foglie delle piante attaccate da
1-iii-1535: le uredospore, unicellulari, che servono alla propagazione del fungo sulle piante
(urea, creatinina, ammoniaca) che si manifesta con pallore, sintomi nervosi,
ecc. -uremia acuta: stato uremico che insorge in modo acuto in alcune nefropatie
sangue. piovene, 7-429: esigeva che ottuagenario, malato di uremia ed obeso
m. -ci). medie. che è relativo all'uremia, provocato dall'
genere di piante della famiglia malvacee, che comprende poche specie, tra cui l'urena
di piccoli arbusti dei paesi intertropicali, che comprende una trentina di specie..
. urena, dal fr. urène, che è dal malaysiani uren. urènte
: l'ingratitudine è un vento urente, che dissecca li fiumi della grazia, e
: non è raro nelle febbri nervose, che sieno urenti le interne parti dell'infermo
de'corpi animati -siccome i morbi, che ella cagiona loro, sono tutti acuti,
precipitosi, mortali, così le perturbazioni, che muove agli animi, sono sfrenate,
, cieche, violentissime. -patol. che dà una sensazione di bruciore (un dolore
. 3. figur. che rivela un'intensa passione; ardente di
dall'affacciata al piazzeggiante, per modo che la temperatura in quel luogo superava sempre
4. bot. provvisto di peli rigidi che contengono sostanze urticanti (una pianta)
gli organismi viventi sintetizzano l'urea, che permette l'eliminazione dell'ammoniaca altamente tossica
m. -ci). biochim. che è proprio, che si riferisce all'
biochim. che è proprio, che si riferisce all'ureogenesi. ureolìtico,
m. -ci). biol. che utilizza come substrato trofico sostanze azotate,
per la determinazione della quantità di urea che l'orina contiene, fondato di solito
ipobromidi; misurando la quantità di azoto che si sviluppa, si deduce la quantità dell'
ur- ticacee, arboree o arbustive, che comprende circa 30 specie diffuse nelle regioni
urera baccifera è provvista di peli urticanti che causano infiammazioni persistenti anche per diverse ore
cendi, / tu fa che 'l ghiaccio suo s'infiammi ed ura.
chim. estere etilico dell'acido carbammico che è in grado di inibire la respirazione
. ureterale, agg. anat. che si riferisce all'uretere. - meato
2. agg. ant. che è proprio, che si riferisce a tale
agg. ant. che è proprio, che si riferisce a tale condotto. balla
volgarmente pori uritidi, e meati urinarii, che portano l'orina dalle reni alla vescica
cosa mi scordai dirli, et è che quel bianco, o gialletto, che si
che quel bianco, o gialletto, che si vede nello sterco de'camaleonti deve
nello sterco de'camaleonti deve sapere, che quello viene dalli reni, che in buon
sapere, che quello viene dalli reni, che in buon linguaggio è lo stesso,
in buon linguaggio è lo stesso, che se l'urinassero. questo trovò il sig
, e me lo fece vedere, che veniva giù dalli vasi ureteri. =
, sf. invar. chirurg. intervento che si ratica allo scopo di liberare l'
ca effettuata a scopo diagnostico od operatorio, che consiste nel far risalire uno strumento rigido
uretere e dal gr. to|xr), che è dal tema di xé ^ veo
. - fistola ureterovaginale. tratto fistoloso che si crea fra uretere e vagina, per
, agg. anat. e medie. che si riferisce all'uretere e alla vescica
anat ultimo segmento dell'apparato urogenitale, che collega la vescica con l'esterno.
gran parte dal corpo del pene, che accompagna, e circonda il canale dell'uretra
foscolo, xvii-158: un'altra circostanza che mi ha fatto diffidare del signor giuntini
diffidare del signor giuntini si è, che un giorno e la notte seguente mi
. cesarotti, 1-xx-3: queste pesti appunto che devastano le regioni uretrali, comprese sotto
di ricostruzione delfuretra in caso di malformazioni che comportano disturbi della minzione o dell'attività
, 1-iii-4528: 'uretroplastica': operazione chirurgica che ha per scopo la restaurazione dell'uretra;
uretrorrèa, sf. medie. secrezione mucosa che può comparire nel meato uretrale, dovuta
1-iii-4528: 'uretroscopio': sorta di endoscopio che serve ad esaminare le alterazioni della mucosa
peri. urgentissimo). che richiede immediata attenzione, sollecita soluzione,
richiede immediata attenzione, sollecita soluzione, che deve essere fatto, sbrigato, risolto
moravia, xiii-141: non ci sono cose che non possono essere rimandate. sembrano sempre
un bel niente di tutto l'urgente lavoro che ha sulla scrivania, gli pare di
danaro in cose urgenti; ma veduto che non avea pensato ad altro, che a
che non avea pensato ad altro, che a trangugiarlo, n'ebbe dispetto.
un'opera bella, non c'è che dire, ma non urgente? 2
, ma non urgente? 2. che richiede un intervento immediato e rapido;
a li presenti urgentissimi tempi trovar forma che cadauno secondo le forze sue contribuiscano cum
udito e conghietturato. 3. che deve essere recapitato al più presto (una
d'andar subito a passare il telegramma che ho fatto per il padre, urgente.
1-298: gli raccontò punto per punto che il telegramma urgente da bucarest le era
quando il portone è chiuso, per urgenti che siano, si sa che non vengono
per urgenti che siano, si sa che non vengono recapitati in questo nostro accomodante
malati, ecc., per indicare che ne è richiesto il sollecito trattamento o
col cartellino 'urgente'cucito sul petto, sì che bisogna preparare subito il biglietto d'entrata
fra i morti. 4. che deve essere soddisfatto, esaudito nel minor
dei fiamminghi medesimi per via d'imposizioni che si avessero a costituire sopra il paese.
metriche può esser fatto... desidero che sia fatto presto; perché l'amico
di preghiera urgente e di dignità sdegnosa che alla fine l'aveva incunosito. -pressante
e costituzione del mondo, essere impossibile che egli sia stato creato. leopardi
pasolini, 13-232: è un problema che va urgentemente -non dico discusso e affrontato
detta inutili. loredano, 1-17: che dirò di quelli che... molte
loredano, 1-17: che dirò di quelli che... molte volte pregiudicano all'
creanza interrompere i ragionamenti di coloro, che li trattengono con ciancie inutili. muratori
scrittori, ben è facile di figurarsi quello che seguiva nel popolo, il quale ordinariamente
favellare dall'urgenza del bisogno presente, che spazio non gli lascia di avvertire e
urgenza del fare; sono profondamente convinto che possiamo e che dobbiamo. sbarbaro,
; sono profondamente convinto che possiamo e che dobbiamo. sbarbaro, 5-116: mancato
urgenza di disfarsi della faccia di circostanza che la espone, e la sconvenienza di mostrarne
! -con valore aggett. che deve essere immediatamente trattato e risolto (
d'urgenza, nel quale si annunziava che la cittadinanza addoloratissima con voto unanime reclamava
cifre dei chilometri sui cartelloni e quelle che scattano nel cruscotto sono dati che non
quelle che scattano nel cruscotto sono dati che non dicono niente, che non rispondono all'
sono dati che non dicono niente, che non rispondono all'urgenza delle mie domande
aggiungere la noia dell'ottusa urgenza sessuale che, come avviene a quell'età,
le quali si disse una essere, che 'si bandisser le maschere'. 3.
. 3. situazione grave, emergenza che richiede un intervento rapido e immediato.
alla benignità delle loro altezze serenissime, che tanto umanamente mi onorano e favoriscono in
, unico ricordo di mia madre, che io aveva religiosamente conservato fino a quel
di mettervi imposizioni al piacer suo, che ha nelli altri stati suoi, se non
. banc. urgenzare, urgenzando: dicitura che, apposta a un ordine borsistico di
, 4-84: accade talvolta... che più si cerca, meno si trova
cerca, meno si trova di ciò che in quel momento più urge. g.
: la vita urgeva, e si sa che tra la scuola e la vita c'
, per opporsi tutti insieme alla guerra che urgeva. carducci, ii-7-238: urge l'
... / è tuo ciò che tu vuoi: la cassa cala. /
della civiltà europea posta davanti alle forze avverse che la minacciano e urgono per rovesciarla e
sceglierei quella dell'uccello insidiato dal serpe che lo sta incantando per ingoiarselo. monelli
maggio. montale, 14-147: la forza che urgendo nel verde calamo guida il fiore
di delicato candore e due seni piccolini, che le urgevano sotto il farsetto, sodi
. sentivo urgere quella brama d'impero che possedeva tanti cuori. angelini, 1-40
scuotermi di dosso il peso delle memorie che sempre più urgono e s'avvivano. sanminiatélli
modo di cominciare a dirci le troppe cose che ci urgevano dentro. 6
attribuito a petrarca, xlvii-165: langue colei che 'l cuor urge e martella, /
par., 30-70: l'alto disio che mo t'infiamma e urge, /
, / d'aver notizia di ciò che tu vei, / tanto mi piace più
chiedi tu donde mova il disperato ì dolor che m'urge e mi dilania il verso
. pascoli, 242: un desiderio che non ha parole / v'urge, tra
sole. deledda, i-288: la passione che la urgeva le sembrava fosse ancora il
. guglielminetti, 34: l'angoscia che nessun bene consola / più non t'urgeva
, par., 10-142: come orologio che ne chiami / ne l'ora che
che ne chiami / ne l'ora che la sposa di dio surge / a mattinar
lo sposo perché l'ami, / che l'una parte l'altra tira e urge
sonando con sì dolce nota, / che 'l ben disposto spirto d'amor turge.
. cesari, iii-198: ecco dunque che l'orologio tira una parte, e paltra
. invar. relig. vergine bellissima che, secondo il corano, allieta i beati
508: ho letto il corano, che è il vangelo degli islamiti, e se
ecc. = dal persiano hùri, che è dall'ar. fj, ur 'dagli
preso sulle nostre spiaggie, né sapendo che da altri ve ne siano stati visti.
), diffuso nelle regioni eurasiatiche orientali che presenta coma a punte divergenti con creste
! litiosa, diuretica, ma di che? del vino che non bevo più?
diuretica, ma di che? del vino che non bevo più? antiu- rica,
la base era il digiuno, il digiuno che d'ogni male guarisce, gotta,
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce ah'
. -ci). che è proprio, che si riferisce ah'uricemia. -per estens
molti disturbi femminili. 2. che è affetto da iperuricemia. -anche sostant.
. moretti, i-641: lui crede che la consorte sogghigni perché questo cibo è
vi-9: la fisiologia moderna è accertato che, senza un po'di acido urico nel
cerebrale non à quella vibratilità e quella febbricosità che son condizioni indispensabili perché i prodotti mentali
. levi, 2-181: ricordavo solo vagamente che era [l'allossana] un derivato
l'allossana] un derivato dell'urea e che aveva qualcosa a che vedere con l'
dell'urea e che aveva qualcosa a che vedere con l'acido urico. -diatesi
. invar. biol. insieme di processi che portano alla formazione dell'acido urico negli
(femm. -trice). farmac. che inibisce la sintesi dell'acido urico (
. m. -ci). biol. che presenta metabolismo orientato verso l'uricotelismo (
il sudore di sostanze componenti delpurina, che si osserva in casi di uremia.
diagnostica del flusso delle urine, che si effettua in casi di incontinenza urinaria
ciascuno e cognowe con tutta la verità che lo malato non era figliuolo di messere lo
, 22: adiviene in le infirmità pestilenziale che la urina è buona ^..
pur l'infirmo alora more; sì che il signo di la urina è molto falace
passione di vescica, cacciando purina anzi che grande quantitade ne sia adunata, è
tamente. monti, xii-2-144: e sai che è questo libro? una stoltissima e
di medicamenti, nei quali è raro che non entri purina e lo sterco d'ogni
cardinale sud. - anche: vento che spira da tale direzione. tommaso di
: sud est. - anche: vento che spira da tale direzione. tommaso
non morrà, non sarà stato vero che il suo capriuolo sia morto di veneno
mondo. fucini, 832: quer che num mi va, mondo urinale, /
mondo urinale, / è di vede'che 'un passa liscio un anno, / senza
'un passa liscio un anno, / senza che quarche ghigna di maiale, / pelché
di pensieri ti vo'fare scarco, / che non ti gravin più sopra la schina
quale sia cotto fenocchio, vale a quelli che urinano con difficultà. salvini, 13-173
gravidanza e 'l partorire ai membri che 'l fanno. 2. tr
escretore di essa, alla fisiologia e patologia che li interessa; orinario. dalla
allora questo particolare effetto della morbifica stilla che venere infuse a principio. c.
, agg. anat percorso dall'urina, che la contiene (un organo).
s. v.]: 'urinifero': che porta l'urina. 'tubi uriferi':
porta l'urina. 'tubi uriferi': che nella sostanza tubulosa del rene portano purina prodotta
. urinìgeno, agg. medie. che seceme componenti dell'urina (un organo
. medie. metodo di indagine batteriologica che consente di isolare e di identificare microrganismi
tipico del l'urina, che ne ha odore e sapore. -in partic
. -infezione urinosa: setticemia da germi che si sviluppa facilmente nel- l'urina.
... sapore, il color verde che dànno al siroppo di viole...
viole... decidono senza replica che vengon formate di questo sale.
, ne'quali or non si dubita che... entri... il
1-230-2: vergo, co'tu sis struolego che montis / urir aqua cum verigola ad
: se questa pietra sia sì grande che non possa uscire per el poro chiamato uritide
volgarmente pori uritidi e meati urinarii, che portano l'orina dalle reni alla vesica
= deriv. da uretra], che traduce il lai pori uretici.
onde levatosi subito un grande urlaménto da coloro che avevano veduto el servo fare tale atto
pres. di urlare), agg. che urla, che grida (per la
urlare), agg. che urla, che grida (per la disperazione, per
: indi son nati questi / urlanti mostri che mi stanno intorno, f come or
. angelini, 1-145: il pellegrino che... arriva la prima volta al
urlante marmaglia d'ogni aspetto e colore che un po'lo disorienta. pasolini,
lunghi sui tappeti. 2. che si esprime con scomposta violenza verbale. -
. - di sogg. collettivi: che si accanisce con invettive contro qualcuno.
urlanti, calunnianti, inscienti di ciò che si vogliano, e i fine del conto
di censurare le opinioni. né disconosco che reagire alla 'canea urlante', suppongo..
. 3. per simil. che soffia ululando (il vento).
papi, 4-41: oh come allora che gli urlanti venti / s'azzuffano fra
). linati, 9-21: quello che sino allora avevo stimato amico e fedele
le svergognate tesser certe / di quel che 'l ciel veloce loro ammanna, / già
, 2-4-122: lo scaligero biasima lucano che attribuisca l'urlare alle donne. alfieri,
, portatevi tosto le mani, tosto che me le vidi ripiene di sangue cominciai allora
paura. moravia, ix-122: non so che avrei fatto: mi sarei precipitata
, oppure avrei preso a schiaffi luisa che pareva farlo apposta a intontirci col fracasso
: la malinconia / sale dei cani che urlano dagli orti. sinisgalli, 2-13:
si capiva dal rancore di quella voce che pollonia gli stringeva il collo in pugno
poetico ». leopardi, iii-116: credo che si sieno accordati fra loro di fare
di mal umore con un mio fratelluccio che ha quindici anni meno di me. carducci
, ii-2- 90: or fa che tu te ristampi: e lascia urlare a
ter posta i guastatori del forcellini, che e'non s'ha a dare in mano
a dare in mano a fanciulli latino che non sia classico. 4. rumoreggiare
54: fischia un grecale gelido, che rade: / copre un tendone i
se l'era mangiato, una sera che il libeccio urlava come cento lupi e il
, ii-309: questa notte una pioggia torrenziale che ha durato più di mezz'ora.
madre. questa sera, ho avuto scene che v'avrebbero dato gioia. il popolo
de amicis, ii-258: a me pare che se fossi in lui,...
. pavese, 9-23: queiraltro, che si chiamava biagio, ogni tanto urlava una
urlare la crociata addosso ai barbari, che fanno dei loro personaggi monete battute ad un
attraverso una var. dissimilata urulàre, che ancora sopravvive nel sardo logudorese. urlata
nome e non di fatto la neutralità, che c'entrava più machiavelli col suo dilemma
nel suo scomparto, dove la legge voleva che passasse la notte, fra le urlate
stento camminare, e diceva: « che avventura per un uomo come me! »
. nievo, 1-253: si sa che gli spintoni e i pizzicotti non son
sm. (femm. -tricé). che urla, che parla ad alta voce
femm. -tricé). che urla, che parla ad alta voce. guido
la vicina aere. 2. che parla in modo stentoreo ma vano.
3. cantante di musica leggera che, negli anni sessanta, rifiutando lo
cheap'! 'cheap! 'tra un urlerìo che opprime; / 'cheap! '..
.. finalmente un altro odi, che canta. = deriv. da urlare
. soffici, v-2-758: può darsi che io sbagli però, e che il mio
può darsi che io sbagli però, e che il mio vecchio amore per questo pittore
. urlisonante, agg. letter. che echeggia di suoni, di grida (
, acuto e prolungato, in partic. che esprime dolore, disperazione, rabbia;
gridar forte: « aspetta! » / che gli venne disio d'andare in barca
con tanti clamori, urli e lamenti, che non v'è chi se lo possa
xvii-94: stefanino diè un tal urlo che il postiglione s'arrestò e il legno
verso il viottolo gittando lunghi urli striduli che riempivano di dolore la pace intorno.
stazione di massa:... dopo che l'orda dei viaggiatori che aspettavano sul
. dopo che l'orda dei viaggiatori che aspettavano sul marciapiedi accampati sulle valige e
: udii allora un urlo acuto e vidi che ginetta aveva acchiappato tilde per i boccoli
gli urli e le strida / della moglie che grida, / e strappasi i capegli
: io forte mi meraviglio e mi dolgo che i giudici non affatto perduti possano ascoltare
i capi invisibili videro con soddisfazione / che il loro passato cominciava a venir distrutto
v-191: mi parea per tutto, dove che io mi volgessi, sentire mugghi,
mio silenzio, nell'urlo delle cicale, che quel paese era, per me,
alvaro, 9-470: si tenta di indovinare che cosa significhino i rumori di fuori,
catastrofe, l'urlo della città, che si allontana come se si rintanasse in
7. nel gergo giovanile, ciò che impressiona molto favorevolmente. -in partic.
favorevolmente. -in partic.: persona che colpisce per le sue doti o qualità
giuliani, i-445: ve n'è, che cantano a urlo di lupo, e chi
c. levi, 2-14: pareva che questa fosse la sua unica occupazione, solo
(non attestata) * urlone, che continuerebbe il lai unedo -ònis, relitto del
. (femm. -a). persona che parla con tono di voce eccessivamente elevato
vuole vossignoria ch'io badi agli spropositi che posson dire tanti urloni che parlan tutti
agli spropositi che posson dire tanti urloni che parlan tutti insieme? tommaseo [s
tommaseo [s. v.]: che urlona è quella maestra! 2
e l'urna, ovvero vasello d'oro che v'erano. boiardo, 1-165:
narciso appresso una delle najadi ninfe, che gli tiene avanti l'urna piena d'
pingui olive accensi / foco nudrian, che smorta luce spande. g. gozzi,
. -con meton.: ciò che vi è contenuto. caro, 1-314
. caro, 1-314: del vin che il buon aceste /... in
accorto scultor pregi son questi, / che gl'incantò col saper suo divino.
petrarca, 234-6: o letticciuol, che requie eri e conforto / in tanti
conforto / in tanti affanni, di che dogliose urne / ti bagna amor con quelle
e d'ariento e d'oro, secondo che color potevano che ciò facevano, nelle
d'oro, secondo che color potevano che ciò facevano, nelle quali, con diligenzia
uma. bacchetti, 12-297: azia disse che i liberti, prima che la pioggia
azia disse che i liberti, prima che la pioggia ingagliardisse, avevano raccolto in un'
: mi spacciaste per un vecchio, / che su l'urna è già col pie
poeta amante. d'annunzio, i-22: che bei momenti sotto le marmoree / volte
con gli altri, e quivi vedendo, che si mettean nell'urna i nomi de'
urna. carducci, ii-18-300: pare che abbia suscitato in alto una gran paura
roberto, 589: chi può dire che cosa uscirà dalle urne a cui hanno chiamato
, signore, ai merti tuoi / più che alle brame del tuo cor sebato,
cor sebato, / questo è l'onor che a rallegrar gli eroi / sorge dall'
dell'urna angusta e stretta, / che l'adda, che 'l tesino / soverchia
e stretta, / che l'adda, che 'l tesino / soverchia in suo cammino,
/ soverchia in suo cammino, / che ampio al mare s'affretta, / che
che ampio al mare s'affretta, / che sì spuma e sì suona / che
che sì spuma e sì suona / che gli si dà corona. f. f
l'agricoltor dell'egitto, così provido che per cento continui giorni l'innonda,
urna vasta quella della pliadi vuota, che non mai allagano quel territorio serace. parini
. 6. luogo, ambiente che suscita il ricordo di cose passate,
? 7. bot. cellula che contiene le spore; sporangio. - in
(86): accadde in questo tempo che in certi vasi, i quali erano
sm. biochim. frazione di bilirubina che, riassorbita dai vasi intersonali, entra in
eliminazione di urobilina con le urine, che si osserva in partic. in stati
un'ampia cavità a forma di sacco che comunica con i celomi in rapporto con le
, sulle cui foglie producono piccole vesciche che si aprono lasciando cadere una polvere nerastra
urocròmo, sm. biochim. pigmento azotato che rappresenta il principale colorante delfurina, a
. m. -ri). medie. che è proprio, che si riferisce ah'
. medie. che è proprio, che si riferisce ah'urodinamica. uroeritrina,
biochim. pigmento rosso dell'urina, che deriva dall'ossidazione dell'urocromo; purpurina.
sono in tal tempo di urogalli occupati, che... molti rimangon vittima de'
. molti rimangon vittima de'cacciatori, che spiano quel momento per ucciderli più facilmente
l'urina dell'uomo e degli animali, che ha la proprietà di inibire la secrezione
, 1518: 'urogenitale'. tutto ciò che ha rapporto coll'apparato urinario e coll'
. 'canale'o 'seno urogenitale', cavità che, nelrembrione, si produce sul davanti
della membrana dello splancnocranio dei pesci teleostei che fa da sostegno alla lingua.
. branca della medicina e della chirurgia che studia l'apparato urinario e le sue patologie
. m. -ri). medie. che è proprio, relativo all'urologia.
: santucci è un urologo, a quel che so. li. urostilo, sm.
diagnostico, concepito come arte divinatoria, che si proponeva di individuare le malattie a
uròmele, sm. medie. feto che presenta uromelia. lessona, 1518
lessona, 1518: 'uromeli': mostri che hanno due membra addominali molto incomplete,
grave caratterizzata dalla fusione degli arti inferiori che terminano con un unico piede.
pucciniacee, a cui appartengono specie parassite che provocano ruggini su fave, fagioli, piselli
dal d. e. i. (che l'attesta nel xix sec.).
(femm. -a). etnol. che appartiene alla popolazione irochese, gruppo di
romagnosi, 18-122: convengo agevolmente che prima che un pubblico di uroni o
romagnosi, 18-122: convengo agevolmente che prima che un pubblico di uroni o di ottentotti
. parte della membrana alare dei pipistrelli che si distende tra gli arti posteriori e la
. biochim. sostanza simile alla pepsina che viene eliminata con le urine. =
uropigèo, agg. zool. che è proprio dell'uropigio. - ghiandola
acquatici, situata nella regione caudale, che seceme un liquido oleoso che viene prelevato con
caudale, che seceme un liquido oleoso che viene prelevato con il becco e spalmato
luogo di * vìva'(e alcuni pare che vi propendano) parlerebbe da barbaro cosacco
del penultimo segmento addominale dei malacostraci, che formano, con il telson, il
del d. e. i. (che l'attesta nel xx sec.)
. m. -ci). biochim. che ha sviluppo di colore rosso a causa
, sm. biochim. composto organico che si trasforma in urorubina per esposizione alla luce
invar. medie. infezione batterica generale che si propaga dalle vie urinarie. =
, sm. zool. ciascuna delle squame che rivestono la faccia ventrale della coda dei
ghislanzoni, 18-91: quando si seppe che il forestiero e la grossa dama erano
frasi del presidente, i futuristi ebbero indovinato che il poeta marinetti era assolto, scoppiò
. m. -i). stor. che appartiene a un'antica popolazione stanziata dalla
popolazione stessa). 2. che si riferisce, che è proprio di tale
. 2. che si riferisce, che è proprio di tale popolazione, ai
periodicamente da alcuni osservatori astronomici, che contiene informazioni e dati relativi all'attività
sgradevole questa giovanna. e ho paura che non frequenterei la tua casa volentieri se
, non di modi, beninteso, che irrita. ursigna. = var
del genere eretizone (erethizon dorsatum) che vive nelle foreste dell'america settentrionale;
mammifero rosicante della famiglia degli istrici, che vive per lo più sugli alberi; arriva
tanto in urta il femineo sesso, che quante temine capitavano nel suo dominio tutte
2-466: piglia in urta quelli, che prima più de suoi occhi amava. f
l'hanno ih urta, perché temono che latri loro, ancorché sieno scemi.
in gran dispetto / per truffaldin, che fora lungo a dire; / ma quivi
7-80: 'in urta': lo stesso che 'in odio, in dispetto'. è modo
molto necessario per smaccare certi signoracci, che in casa altmi boriosamente volendo fare il
dai luoghi lor spiccati i monti, / che facessero insieme urta martino; / così
e con una gran fame, tal che a pena mi potea tenir in pè,
. (superi, urtantissimo). che cozza, collide contro una superficie o contro
dell'acqua, è la stessa di quella che fa saltare un corpo urtante in un
dunque. -che si accalca, che fa ressa pigiandosi, stringendosi l'uno
cetere credono orfeo avanzare e tali sono che si vantano, tra gli urtanti animali
simili ad alexandre. 2. che è causa di fastidio, di disagio e
sua pacatezza gelida, urtante, ma che in livia acuiva l'ardore. -che
stuparich, 5-41: « è urtante quel che voi dite! » « mi perdoni
ipocrisia. lei mi piace più come uomo che come romanziere ». 3
delle sporgenze cilindriche di una mina subacquea che, urtate dallo scafo di una nave
carena di una nave. -trave che, nell'invasatura di una nave in costruzione
ponte a veder surto, / sì che s'io non avessi un ronchion preso,
elevato a vedere entro della bolgia, sì che, se io non avessi preso
, e starsi innanzi, / io, che, se nessun vago è della vista
più reali e più vive delle persone che ci urtano col gomito nella calle angusta
fosse o fiumi o sassi0 spine / far che dal corso il corridor decline. baldi,
8 (132): agli altri furfanti che frugavan la casa, dall'alto al
dèe mettere a combattere col valente, che sempre grintraverrà come all'orcio che vuole
valente, che sempre grintraverrà come all'orcio che vuole urtare il pozzo. grandi,
come anzi, nell'oscuro / lo sciame che il crepuscolo sparpaglia, / dei pipistrelli
/ dei pipistrelli; e il remo che scandaglia / l'ombra non urta più
. cassola, 6-78: slegò il bigoncio che precipitò nel pozzo facendo un tonfo sordo
. (con partic. riferimento a veicoli che entrano in collisione). - anche
baglior di elmetti / ne l'aer livida che da'moschetti / divisa stride, /
stride, / e pur fra torride membra che sparte / incestan l'ampia clade il
tempo et urta di traverso, / sì che lui col destrier manda riverso. castiglione
urtò e spinse i regii per modo che furono costretti a disordinarsi. s.
s. maffei, 5-1-103: fu interpretato che maliziosamente ei volesse tal ordine di battaglia
. e molto avanzando leale, sperasse che i suoi di parte e d'altra urtassero
urtassero e sbaragliassero 1 nemici, avanti che quei di catulo arrivassero a mischiarsi con
a poco sostenere un primo urto: che sostenere! doveva prendere d'assalto, urtare
, lo rovinò, e tutti quei che vi erano sopra si affogomo. baldi,
. casti 21- 117: tumido mar che scogli e massi e rupi / impetuosamente
impetuosamente urta e percuote, / vento che chiuso freme in antri cupi, / tremoto
freme in antri cupi, / tremoto che la terra agita e scuote, / fulmin
la terra agita e scuote, / fulmin che scoppia e le alte torri abbatte,
abbandonare mia tristezza / sulla strada / che urta il vento forano / co'suoi
il pittore, e urtammo i tre bicchieri che mandarono un trillo allegro in quello stanzone
ritorno se i due grossi uomini abbracciati, che si sgolavano in coro...
, fischio, e invidio le zenzale / che ponno entrar per ogni bucolino.
... parlò con colera dicendo che è da far sì gran mozion di tanse
altro. de roberto, 1-231: che fare? urtarlo, ribellarmi? è inutile
a urtare i due uomini tutte le volte che poteva. cassola, 1-171: non
altro e però verrà forse tempo, che una parte de grandi ara per amici tanti
grandi ara per amici tanti dei signori che faranno le sei fave e caccerà gli altri
, l'ariete del filosofo, con che egli urta impetuosamente, e quasi d'un
polo. alfieri, 1-178: so che possanza / è molta in te; che
che possanza / è molta in te; che a viva forza urtarla / fia dubbia
la victoria fu da uno canto causa che la testa dello exercito fiorentino cominciò a
cominciò a sacheggiare gl'alloggiamenti e da altro che li inimici, non essendo spinti,
boccaccio, 1-i-196: s'egli avviene che con lui urtare ti convenga col petto
col petto del tuo cavallo, guarda bene che col petto del suo non si scontri
impeto di quest'atto urtò nella tavola che sosteneva la lampada e che si rovesciò sullo
nella tavola che sosteneva la lampada e che si rovesciò sullo spazzo. g.
bassani, 5-148: chiuso in questi pensieri che gli stringevano il cuore in una morsa
fa pensare / agli uccelli di passo che urtano ai fari / nelle sere tempestose:
. quirini, lii-6-21: le artiglierie, che non tirano in giù, passano disopra
patrizi, 3-192: avendo maggior caduta che panaro e po [il reno] vien
2-83: falsa è la ragione di alcuni che dicono tali uccelli porvi la pietra accioché
romperebbono più facilmente, urtando nella pietra che tra loro. ann. romei, 3-492
in quelle materie con impeto così fiero, che spesso le gettava per terra. fagiuoli
aurifero tago a far passaggio, / che il naviglio, cui d'uopo era più
, 9 (145): l'urtar che fece la barca contro la proda,
con tanto empito sopra di loro, che furono astretti ritirarsi verso la porta, dove
porta, dove impedivano gli altri, che cercavano entrare. duoao, lii-15-104: quando
impeto nelle trincere de'nimici... che l'aprirle, il passarle, e
passarle, e il mettere in fuga quelli che le difendevano fu un'azion sola.
gruppo di persone, con una folla che procede in direzione contraria. - anche sostant
erano stati disordinati dall'urtar di coloro che fuggivano, andò per salvar le artiglierie
terra per l'impeto grande dell'aria, che all'improvviso urtò in quella parte.
smuovendo sassi anche di una certa grossezza che si abbattevano fischiando alla base. -infuriare
. caro, 5-224: necessariamente convien che si ritiri, come s'avesse urtato
, come s'avesse urtato in cosa che lo ributtasse. guarini, 2-81: che
che lo ributtasse. guarini, 2-81: che partito prendereste voi signor zeno, se
mali, procedenti dall'innata voglia, che abbiam tutti di superiorizzare, o almeno di
erano urtati quei grandi filosofi, stimo che la definizione più moderna e più completa
. croce, ii-4-158: si può dire che qui il marx sia passato accanto all'
più potente di lui non fa altro che affrettare la propria rovina. giuglaris,
messo ad urtare con la religione, che non rompesse miseramente nella di lei sodezza
. pananti, i-228: ve'lo sapete che c'è un gran partito / che
che c'è un gran partito / che vi fa contro e che vi mina sotto
partito / che vi fa contro e che vi mina sotto; / mettersi a urtar
filologia, urta in una legge dello stato che sancisce inamovibili i professori. -con
, sarà ragionevole, equo, umano, che ceda e vi rinunzi quegli che dal
, che ceda e vi rinunzi quegli che dal rinunziarvi risente minor danno. rosmini,
agevolmente evitarli. pascoli, 1-259: che valore può avere quel progetto, che urta
: che valore può avere quel progetto, che urta contro il fenomeno tante volte sperimentato
contro il fenomeno tante volte sperimentato, che io, ospite graditissimo, onore della
: quel codice d'onore è lo stesso che sopravvive in qualche parte d'italia.
, non una pratica clandestina e mafiosa che, urtandosi con la legge, diventa un
. zeha, 2-167: le tinte che poco prima pareva urtassero fieramente fra di
scopo. boccaccio, 1-i-151: comanda che io non vi vada: egli potrà
assai urtare il capo al muro, che io sanza te vi vada! andrò.
, liii-106: non se fecero altro male che il cardinal ne ebbe una bonissima urtata
di casa. razzi, 6-101: -e che urtata è stata quella. -ohimè,
. urtativo, agg. ant. che ha l'abitudine di urtare, di
de la prosopopea dei ciambellotti, dicovi che subito giunto in corte trovi quella sciaguratella
, i così detti 'urtati di nervi'(che sono poi tanti, oggidì) si
terra alti-sonante. 2. che scuote, che sommuove la superficie delle acque
. 2. che scuote, che sommuove la superficie delle acque marine (
lieve / urtatura od appoggio d'uom che passi. 2. figur.
la moltitudine puoi né stare né andare che tu non sia urteggiato. d'annunzio,
inimici, e prima succumbiamo coll'animo che noi conosciamo quanto possa chi ne urteggia
, non sa capacitarsi delle fiere percosse che ne riporta un animo alto e gentile.
, 9-125: non mancano popoli industriosi, che a guisa della canape e del lino
varietà di canapa coltivata per l'olio che se ne ricava. = deriv
una percossa così fiera, e risuonante, che si veggono tornare addietro di balzo.
le piante, non solamente per il guasto che vi fa col suo urto, e
. e. gadda, 12-127: ciò che conferisce all'opposizione una pericolosa forza d'
forza d'urto, è il patto diabolico che stringe la faziosità parlamentare, cioè la
montale, 4-211: la maggior giustificazione che potesse avere l'arte moderna (intendendo
dubitarono di perdere per il grand'urto che fecero allora le acque. casti, i-2-77
g. raimondi, 7-30: prima che i ricordi, infiniti, giungessero alla
un senso di dolore, affondato, che affluiva tutto nella testa. e forse avvertii
del sangue. 3. sussulto che accompagna il pianto o il riso; singulto
soldati si ostinano contro il nemico sovrumano che vomita fuoco col bombire di cento artiglierie
-forza d'urto: insieme delle truppe che sferrano il primo attacco per sfondare le
all'opaco / seno d'un masso che le ruba i soli, / le rame
alberella. urto di brezza, / che assidua spiri, non la spinge a quelle
. pascoli, 558: in tanto che, ombrato da un velo / nell'acqua
e. cecchi, 6-345: raccontano che, al minimo urto ed eccitamento anche
sulle norme della legge borghese delle 'cose che non si fanno'. -offesa,
giuoco sì grand'urti / vi dà che con niun vizio più n'atterra / che
che con niun vizio più n'atterra / che fa con esso, né più aspra
lampedusa, 96: sotto l'urto che ricevettero allora dall'impeto della sua bellezza
, analizzandola, i non pochi difetti che questa bellezza aveva. 8.
. 8. fis. fenomeno che si verifica quando due corpi, dotati
genovesi, 1-183: tu dì, che poiché le particelle tutte della materia sono
si spiega ottimamente per l'urto, che soffre la luce propagata in tempo dall'
urto: onda per la quale la grandezza che oscilla presenta una discontinuità attraverso la superficie
suono. -sezione d'urto: parametro che misura le dimensioni trasversali efficaci in un
particelle, in modo da determinare la probabilità che avvengano le collisioni stesse. 9
11. ant. parte della sella che è a contatto con il dorso del
arme, coperta tutta di velluto, fuor che gli urti, che erano coperti di
di velluto, fuor che gli urti, che erano coperti di raso.
l'osso. ariosto, 16-62: poi che si vide tòr, come di furto
urto. urtóso, agg. che ha un comportamento o un atteggiamento indisponente
a brutta! » gridava a qualche signora che vedendoselo venire addosso lo guardava facendo furiosa
, col naso arricciato come sentisse qualcosa che puzzava. = deriv. da
'catarti'('cathartes aura'), che ha becco breve e grosso colle narici co
uruguaiano (uruguayano), agg. che è proprio, che si riferisce all'
), agg. che è proprio, che si riferisce all'uruguay; tipico,
, caratteristico, peculiare dell'uruguay; che è originario, è nato o vive in
magi, 7: le terre, che prima erano state intorno con l'aratro
s'ha a tenere a mente il proverbio che dice: paese che vai, usa
mente il proverbio che dice: paese che vai, usa che trovi.
dice: paese che vai, usa che trovi. 2. rapporto sessuale
redi]: il grave danno che apporta la soverchia usa carnale.
agg. (superi, usabilissimo). che si può usare, utilizzabile, fruibile
sono usabili così riunite. se non che, troppo leopardi. tutte quelle rimerie di
monaldo! a cui dio perdoni, che io non posso. pavese, n-ii-85:
del commercio ricavano 400 miliardi l'anno, che vanno ad aggiungersi al grande affare del
sigarette, fenomeno in calo, ma che rappresenta ancora il 12 per cento del
. 2. per simil. che ha immediata e vasta diffusione, ma
quasi da trascurare. 3. che è oggetto di intensa ma disimpegnata e fuggevole
presentarsi patty pravo, la 'ragazza del piper5 che vent'anni fa, in micro-vestito 'op'
. morovelli, 280: come quel che per usaio / tuttora perde semenza /
, 394: tutti amadori / conforto che i lor cori / agiano sagi /
'l sa far per usaio, / che facci esto passaio -co'se conven de fare
queste cose così in seguendo diciamo, che questo nome chiese è u. nome dell'
crechi, significante inverso quelli, in ciò che a. nnoi puote pervenire, ragunanza
: tant'è di mal usagio, / che di stat'à gelore.
4-58: tal giovane è più da lodare che non è il vegliardo, che mena
lodare che non è il vegliardo, che mena sua vita dissolutamente, ch'è con
esso l'onestà e buona maniera, che 'l giovane ave per sua buona natura
fine del- l'oficio di cavalleria, che aristotole chiama propungnativa. b. davanzati
davanzati, ii-181: avendo predetto gli auruspici che l'opera non si contaminasse di oro
loro ami- stanza: / ma veio che loro usamente m'arreca alcuna onoranza.
, 4: m'è più dolce assai che mel di canna: / d'esso
pres. di usare1), agg. che usa qualcosa, che se ne serve
, agg. che usa qualcosa, che se ne serve, che se ne vale
qualcosa, che se ne serve, che se ne vale; che attua, che
ne serve, che se ne vale; che attua, che mette in pratica un
che se ne vale; che attua, che mette in pratica un comportamento. -
., 1-4-253: non sono ignorante che propriamente il frutto sia del fruente,
intra l'uno e l'altro, che il fruire si chiama quando la cosa ci
-ant. arte usante, attività che non comprende la produzione dei propri strumenti
dei propri strumenti. -retorica usante: che non elabora precetti ma li applica praticamente.
da molti domandare... quella che pone li precetti e le leggi, retorica
leggi, retorica insegnante, e quella che se ne serve e pone quei precetti in
i loro istromenti. 2. che frequenta assiduamente la compagnia altrui; che
che frequenta assiduamente la compagnia altrui; che si trova bene in compagnia, socievole,
in compagnia, socievole, cordiale; che sa stare degnamente con gli altri. -
l'aveva fatto conversativo e usante più che niun altro della città di sua età;
conuomini di nome, non meno di forestieri che di cittadini. 3. che ha
forestieri che di cittadini. 3. che ha rapporti sessuali, sessualmente attivo.
di usare2), agg. ant. che osa, osante; audace, temerario
. atto o insieme di atti che si compiono per tradizione in uno specifico
fra giordano, 2-265: non è usanza che si battano gli uomini, ma battonsi
: canzone, io t'ammonisco / che tua ragion cortesemente dica, perché fra
1-9: a quel tempo era usanza che se lo figliuolo non prendeva vendetta della
prendeva vendetta della morte del padre, che lui non poteva portare corona. boccaccio
, 11-ii- 8: le città che sono nel piano sogliono aver contado che pro-
città che sono nel piano sogliono aver contado che pro- uce in maggior abondanza le cose
voga. sacchetti, 144: che ciascuna per fare usanza prima [per esser
donna così maritata come vedova, che però non usavano se non donne di
tosto, / fuora una usanza, che tutti non voglino / farla, onde i
: nella pieve avea questa usanza, che quando veniano le feste, si cavavano fuori
. buonafede, 2-ii-25: è chiaro che tra molte dottrine ed usanze portarono di colà
nome si chiamava la dea de'pastori, che inspirava ai romani così semplici e miti
par., 30-84: non è fantin che sì subito rua / col volto verso
fec'io. petrarca, 116-8: ciò che non è lei, / già per
secondo l'usanza sua, questo significa che ha pagato l'obbligo e che non vuol
significa che ha pagato l'obbligo e che non vuol saperne altro. giuliani,