nei parchi naturali e sulla 'soglia'di tollerabilità che bisogna garantire per non sconvolgere il sistema
del solito perché quest'inverno non è che una prolungazione dell'autunno e della primavera
). spallanzani, ii-402: godo che quei di casa nostra sieno tollerabilmente bene
ozioso giammai. 2. che subisce disagi, ingiustizie, offese senza lamentarsi
iena d'indulgente compatimento per il male che il genero le l.
il naso vermiglio dei due angeli custodi che sono oggi la perpetua scorta d'onore imposta
preferirsi ai tolleranti moderatori dei vizi, che un secolo corrotto non permetteva di divellere
. -improntato a condiscendenza, indulgenza; che esprime benevolenza, indulgenza. foscolo
filosofia in... un uomo che accusa in virgilio lo sguaiato libertinaggio di
liquidi, tolleranti. 4. che manifesta apertura e rispetto verso idee,
propri o da quelli comunemente accettati; che ha larghezza di vedute; che è
accettati; che ha larghezza di vedute; che è incline al dialogo e al confronto
al suo posto c'è un vuoto che aspetta probabilmente di essere colmato da una
da una completa borgnesizzazione, del tipo che ho accennato qui sopra (modernizzante,
suoi artisti, i quali fanno quello che possono senza iattanze per dare all'uomo il
. f. basaglia, 1-ii-121: sia che essi si mantengano su un sistema repressivo
cambia. 5. agric. che manifesta particolare resistenza ad un parassita (
galileo, 3-1-190: la novità delle cose che sento mi fa curioso, non che
che sento mi fa curioso, non che tollerante di ascoltare. tolleranteménte, avv
xl-354: l'articolo... dimostra che gl'increduli sono tolleranti con tutti ma
è questa una curiosissima e vera contraddizione che s'incontra in quasi tutti i fautori del
quella tolleranza, di quella indulgenza superiore che non è da confondere col volgare tollerantismo.
questi i principi di quel detestabile tollerantismo che minaccia secondo voi mina al linguaggio,
pei soccmiam e pei tollerantisti di allora, che si rivoltarono contro le condanne a morte
disfaceva, anichilavasi quello de'francesi, che aveva ristesse malatie, e non l'istessa
tutta l'apparenza di gran lunga più allegra che non era. 4. disposizione
, consistere in cader sotto le cose che da buona parte degli uomini son tollerate.
possiam camminare per via della croce, che è la strada regia, per cui vanno
a cose nuove, et a quel cambiamento che gli spagnuoli avevan atteso sinora con gran
p. tiepolo, lii-5-72: sa ella che il re fa molti disordini con donne
. frugoni, 3-i-25: ben posso dire che s'indorano queste mie pagine, per
comprensione, tolleranza, e quasi impetrare che la si aiutasse a interrompere quel convulso
, permesso. carducci, iii-6-444: che se il mondo permette a'grandi, quali
co'l ridersi e de'poeti, che è bene, e della poesia, che
che è bene, e della poesia, che è forse male. 7.
male. 7. atteggiamento passivo che, con il non opporsi ad atti
il non opporsi ad atti o comportamenti che contrastano con un proprio diritto (in
spropositando tanto (e forse era fatale che si spropositasse), che il popolo
forse era fatale che si spropositasse), che il popolo non andava lontano dal vero
il popolo non andava lontano dal vero stimando che il tutto fosser commedie di inimicizie finte
siri, i-336: dubitava... che li duchi di vandomo, subisse, e
. a. cattaneo, iii-226: che trabalzi, che risalti gli desse il cuo
. cattaneo, iii-226: che trabalzi, che risalti gli desse il cuo = comp
altro. allegri, 217: deh che maraviglia, se, essendo anch'io mortale
di napoli... denunciò il patto che lo legava ai tre despoti del settentrione
i rivolgimenti di fortuna in quel tempo che la speranza si ravvivava dalla stessa disperazione
dalla stessa disperazione, più fiduciosa più intemperante che mai. lucini, 4-313: pericolosissime
. lucini, 4-313: pericolosissime malattie, che, se non saranno vinte col ferro
. ant. usura; il guadagno illecito che se ne trae. - per estens
varchi, xxvi-1-169: basta se fossin più che 'l pepe cari, / che sarebbe
fossin più che 'l pepe cari, / che sarebbe da far trabalzi, e scrocchi
non ostante detta provisione, sono alcuni che hanno usato, e usano, vendere tali
ori e alienti a trabalzo, e che e'se ne dà come vulgarmente si dice
tre telai di legno connessi a cerniere, che si dispongono a formare un sostegno a
proseguir nel vantaggio con uno sbarco efficace, che avrebbe ridotto alla ragione ciua, orgoglioso
trabastare, intr. letter. essere più che sufficiente (nell'espressione bastare e trabastare
'l schioppo, / quella lo lassa, che piu noi conbatte; / e tanto
conbatte; / e tanto cerca intorno che si abbatte / ad un che la
cerca intorno che si abbatte / ad un che la recogle al primo intoppo, /
e stringe el troppo, / si che de leve lo mondo trabatte.
m'offendo. aretino, 25-110: colui che si raggira intorno a chi può sovvenirlo
, ad affogarsi, ma tanto si trabatte che incontra chi lo aiuta. 5
perigli da'mortali lungi / tenete, che pel mare errando vanno. 7
/ di tanta gioia, or che sarà la prova? = comp
landino [plinio], 194: veggo che a roma sempre fu in uso la
reteste furono trovate da'toscani. e truovo che i re usavano e trabee. fagiuoli
incerta. trabeato1, agg. che indossava la trabea, che aveva come
, agg. che indossava la trabea, che aveva come segno distintivo la trabea.
lungo e ampio da portar sopra, che serviva loro come a molti religiosi de'nostri
, palmata, trabeata, purpurea e quella che chiamavano laticlavio. 2.
introdotta a roma in età augustea, che metteva in scena l'ambiente di vita del
.]: 'trabeate'furono dette certe commedie che rappresentavansi da coloro ch'erano vestiti di
il bel portico trabeato si porgono più che mai snelli ed avidi di luce al
pienissimo di delizie, d'un protopatante che costituiscono l'intelaiatura della copertura rente
. mazzei, ii-158: questi traboccamenti che passano l'onesto, s'usano farsi.
fece terra e acqua, e tutto quello che egli volle fare; e l'uomo,
, 2-128: là dove voi dite che usai maggiori traboccamenti e mali costumi, vi
traboccamenti e mali costumi, vi rispondo che mentite. a. cattaneo, ii-17:
cadimento e nelle laude traboccamento, ciò che l'uomo grande è prelato ed è lodato
i-1-55: perché debbon questi parlare, mentre che, attestando la cristianità tutta il traboccamento
, si possono in modo scusare, che gli rendin atti a muover compassione e conseguentemente
espansione, anzi traboccamento de'cuori, che fu un de'primi e più bei
con lo stesso traboccamento impulsivo e fisiologico che di primavera spinge a far l'amore su
far l'amore su un prato; così che erezione e deflorazione avvengono come d'incanto
(superi. traboccantìssimó). che fuoriesce dagli orli di un recipiente troppo
troppo colmo (un liquido); che straripa, che tracima o, con
(un liquido); che straripa, che tracima o, con valore enfatico,
tracima o, con valore enfatico, che è sovrabbondante d'acqua (un fiume
, di quelli traboccanti ma lenti, che escono da sotto le case per una griglia
e. lecchi, 5-223: più che un odore vivo, era un odore di
il commendatore, fosse in frac e che la signora rachele, ancora bella non ostante
: si trova scritto in parechie leggende, che nabucodonosorre fu così gran re solo per
solo per un naso traboccante e altitonante che egli aveva. 2. stracolmo
le chiome legano / delle borse, che dispiegano / pompa d'ostro, e d'
crusca] -. vergilio chiama trabeati quegli che moriano a troia, la grande,
. sassetti, 7-188: trabeati coloro che spasimano di quelle cose che gli altri non
trabeati coloro che spasimano di quelle cose che gli altri non pregiano, anzi hanno
2. sm. spirito beato che appartiene a una superiore gerarchia celeste.
qui son trabeai chi stan sempre neti che da hi doctor sancti hi son chiamai angeli
imposta d'un arco con due intercolonni, che con l'ornamento, o sia la
come una trabeazione massiccia e lievissima, che posa e non pesa sullo slancio saliente
il portone del tardo medioevo... che resiste impavido allo sforzo del muro,
anat. fibra di sostegno o setto che, partendo da una capsula o da setti
e alle piccole fibre midollari del cervello che costituiscono le commessure. 'trabecole ossee'
i piccoli prolungamenti di sostanza ossea, che, intrecciati, limitano le cavità midollari del
le dorerie, vezzi e cincinni di che s'argomentano di trabellire. =
elli [breus] crede ben per vero che la donzella l'ami di tutto il
dico, dall'aggiunta del 'tra'sillaba, che quasi a ciascuna voce appiccavan talora in
appiccavan talora in fronte i più antichi, che que'dell'età del boccaccio:
i-2-12: provaremo ancora,... che i re e i prenzi..
sode, serrate e legate insieme, che non trabevono tacque. = comp.
o di tór le dottissime persone, / che sotto a quel trabiccolo di legno /
voi feste disegno / sulle sue basi, che stanno appoggiate, / stracche prima di
mando due arnesi per portare gli 'abat-jour5, che ho fatti comprare a vigevano, perché
perché mi paiono più comodi de'trabiccoli che vendono costì. pea, 7-259: questa
. trappola. -al figur.: ciò che determina l'incorrere in un comportamento peccaminoso
eterno, se noi quelli semo, che alle proprie cadute ci alziamo i trabiccoli?
di metallo, curvata ad arco, che contiene al centro uno scaldino per riscaldare
arnese composto d'al- cuni legni curvati che si mette sopra 'l fuoco per porvi su
ancora detto sotto infermiere e far- dellaio che, in caso d'inverno, tenghino un
giusti, v-172: sebbene il trabiccolo che mi ha travasato fino ai bagni,
ai bagni, sia uno di quelli che portano le nuove del lotto, sono
dispetto d'una litania di sbalzel- loni che ha durato quant'è durata la strada.
tocca l'orribile e spaventosa ruina, che fece in queste regioni un vastissimo traboccamento
traboccamento del rio. tutte le case che sono lungo la sponda do- veano essere
. miner. che contiene zinco; che viene sfruttato per ricavare zinco (un giacimento
(contenente anche manganese e ferro) che cristallizza nel sistema esagonale e si presenta
con numero atomico 30, bivalente, che si presenta come metallo bianco azzurro e si
403: 'zinco'. metallo duttile che, mescolato col rame rosso, lo cangia
zinco (con valore aggett.): che ha l'aspetto il colore di tale
il colore di tale elemento metallico; che ha lucentezza metallica. gozzano,
zincografia. pascoli, 1-25: fa che si trovi la carta, e ch'ella
a tirare i primi fogli. ricordati che i fogli di carta a mano devono essere
tanta irritazione gli cagionava, nella paura che il vecchio si svegliasse, il raspìo
zink, di origine incerta (a meno che non si pensi a una relazione con
con zinken 'dente, rebbio', dal momento che il metallo entra nel forno in forme
soffici, i-220: si trattava, per che riguarda l'ultima zinganétta cui assistei
, magnesio, manganese e ferro, che cristallizza nel sistema monoclino. =
lessona, 1576: 'zincografia': processo che ha per scopo di imprimere i disegni
. g. gozzi, ii-153: che zingano! com'egli sa ben toccare quelle
com'egli sa ben toccare quelle corde che sono le più atte a persuadere!
7-220: 1 mori sono propriamente ghezzi, che è tra il zingano e 'l nero
forma popol. àxoiyyavog) 'intoccabile', che al plur. indicava una setta di manichei
zìngara, zìnghera), sf. donna che appartiene all'etnia degli zingari, in
suddetto cosimo fu condotta da una che è proprio, che si riferisce alla zincografia
da una che è proprio, che si riferisce alla zincografia; che stampa
proprio, che si riferisce alla zincografia; che stampa zincografie. soffici,
nero e a colori di miei dipinti che la casa zincografica ed editrice alfieri- lacroix
mettere in commercio. 2. che è ottenuto per mezzo della zincografia.
cliii-116: il librettino di immagini e figure che io consegnai a marinetti da più d'
a marinetti da più d'un mese e che da un mese (secondo una sua
sm. dial. parte di ramo che resta attaccata al tronco dopo una potatura mal
lorenzi, 1-64: dico la scorza che il confin divide / de la radice
appunto, e de lo stelo; / che chi tropp'alto di tal meta incide /
, la speranza uccide / de'figli che veder voleano il cielo. -dimin
zincóso (zincósó), agg. che contiene zinco. targioni pozzetti, 6-37
tecnica. pascoli, 1-216: bada che forse sulla carta a mano solo quella
vecchia zinghera, per nome maria, che in questo comune ha fatta strage di
: sulla tavola appena sparecchiata, colui che pareva essere il castellano posò un mazzo di
). monti, iv-33: ciò che principalmente mi cruccia si è che questo
: ciò che principalmente mi cruccia si è che questo arciprete medesimo,...
zingaréccio (zingarécció), agg. che è proprio, tipico del gruppo etnico
gruppo etnico degli zingari. -per simil. che si svolge fra continui spostamenti, nomade
come una zingarella, di quel bruno dorato che ricorda lo splendore delle arabe, breve
aria di maggio il metro delle canzonette che i quattrocentisti chiamarono zingarelle.
prima metà del xvii sec., che ha come protagonista una zingara che esercita
, che ha come protagonista una zingara che esercita la chiromanzia e chiede l'elemosina.
elemosina. segneri, iv-84: voi che leggete, udiste mai zingaresca più dilettevole
da vocale e quadernario se da consonante, che nel fine delle strofi serve ad intrecciarle
zingarésco { zingarésco), agg. che è proprio, che si riferisce
), agg. che è proprio, che si riferisce agli zingari; da
agli zingari; da zingaro. -anche: che appartiene alla cultura e alla tradizione degli
alla cultura e alla tradizione degli zingari; che appartiene all'etnia zingara; che ne
; che appartiene all'etnia zingara; che ne ricorda gli usi, i costumi
onde spirava un sì potente lezzo, / che fu per farci colle sua zaffate /
dalle palpebre arrovesciate come quelle dei piloti che navigano per mari ventosi, olivastro nella
a spirale. pasolini, n-21: ciò che conta è l'erba -1 ciuffi d'
povera acacia passeggera. 2. che si svolge, che trascorre fra viaggi e
. 2. che si svolge, che trascorre fra viaggi e spostamenti (l'
3. per estens. spreg. che mira a confondere, a truffare,
, interrogato un indovino (scena 4) che non si lascia intendere e fa sproloqui
(plur. m. -ci). che è proprio degli zingari, delle loro
, zìngherlo, zìngheró), agg. che appartiene al gruppo etnico originario dell'india
puoi cercar per tutto d'un compagno / che d'ogni cosa sia, come io
, arbo o usso: / quel che si ruba non s'ha a saper grado
solo ci è di buono la fede che elle mantengano: che zingari, che frati
buono la fede che elle mantengano: che zingari, che frati di india? insomma
che elle mantengano: che zingari, che frati di india? insomma le puttane
dicono cose l'una de l'altra che spaventeriano desiderio. p. nelli, i-i
voci corse l'oste con tutta quellagente, che nell'osteria si ritrovava: negava lo zingaro
ognuno le loro usanze di rubare quel che possono per le campagne e in tutti i
il prati, dato a se stesso che la ballata fosse come una bandita pe'suoi
masnadieri. moravia, xi-45: gli zingari che stanno nelle baracche del mandrione, vicino
. 2. per simil. che ha carnagione bruna, olivastra, o è
. bel sole ci abbrustolisce le cuoia, che diventiamo zingare. 3. per
zingare. 3. per estens. che non è affatto parsimonioso e non si
4. sm. ling. lingua che si è formata, su una base
pascoli, 960: 1 dolci modi / che ti cantai, che andavi zinga- rello
1 dolci modi / che ti cantai, che andavi zinga- rello / di fiera in
la zinhinaia / e l'aia / che la ricca pettina / con pettina di stoppa
: famiglia di piante monocotiledoni perispermacee, che comprende erbe vivaci a zigoma strisciante o
mio, quel to zingolo zallo / che cinto porti m'a'posto volere / tanto
tanto nel mio core poterlo avere / che s'io non l'o de morte farò
tanto uccidon di quella zinia, / che altro che morti al campo non appare.
di quella zinia, / che altro che morti al campo non appare. =
da solfuro di piombo e antinomio, che cristallizza nel sistema esagonale.
divozione, a ritrovarmi una donna, che aveva una gran piaga nella zinna destra
giuro per le zinne di mia madre, che mi hanno allattato. c.
, quelle du'primaverili sue zinne; che le insurgono per conto loro...
ho il petto ancora adesso erto, che sta su senza reggiseni e allora ce l'
zinne pesanti e solide e i capezzoli che si rivoltavano in su. -mammella di
loro le zinne per sì fatto modo, che rientran loro in corpo. lucini,
/ e quando uno sbevazza, / e che abbocca la zinna / del fiasco e
benedetti! / questo è quel cibo che fa tornare / giovani e lieti, e
che zinia ed astro in boccia. ojetti,
. zinnuto, agg. dial. che ha mammelle sode e prosperose.
bracciute zinnute e chiappute -tutt'un insieme che senta la libera uscita del militare.
zinzinare, bere a zinzinr; lo stesso che bere a piccoli sorsi. =
non avrei mai abbandonata quella buona fata che mi voleva bene come una mamma. carducci
e. gadda, 13-18: per me che vorrei vedere.. ovunque, affabilità
l. salviati, 19-24: sentendo che quel lor bere a zinzini / non
lor l'ugola e non era / altro che uno accendere lor più / la sete
v-2-515: il rivolo era tanto gagliardo che mi disperavo di non poter bere a
/ tenne 1 zinzoli suoi, sin che tenuta / su le rive non giacque.
/ tenne 1 zinzoli suoi, sin che tenuta / su le rive non giacque.
rei osti; / non sa nissun zio che bollete costi. d. carafa,
se ha da bene advertir dove e da che llugo de la terra se accampa,
del figluolo bastardo di ruggieri di berto che menò di fiandra. lorenzo de'medici,
castelvetro, 8-2-335: n°n è verisimile che uno zio sia dotato di tali costumi
362: colui è mio zio, / che vuole il bene mio. brusoni,
zio mi ha comunicata la di lei lettera che in parte riguarda me. 2
2. region. titolo di rispetto che si attribuisce a uomini anziani.
dava il titolo di zio e zia, che i nuoresi dànno solo alle persone anziane
cosche maliose. sciascia 11-152: pare che certi paesi godano di una così assoluta
di una così assoluta sudditanza alla mafia che la parola di uno 'zio'(zi'pe'
5. zio d'america: parente che ha fatto fortuna emigrando in america,
: non c'è mestiere più bello che fare lo zio d'america.
. fogazzaro, 11-66: cosa vuoi che ti spieghi? andiamo, andiamo,
lettera] chiamato con l'appellativo di 'zione'che gli era divenuto caro.
= dal lat. tardo thius, che è dal gr. ùeìog, in origine
fortuna se trovò cum certi suoi compagni che avevano del capestro. i quali, vedendolo
man, pompa d'amor / man che zioga alla balla col mio cuor.
. boschini, 306: el dise che tician tra quei resplende / come tra
stele minime un gran sol; / e che la verità con lu'no'puoi / far
per escrementi (càntaro): pare che l'origine di questo vocabolo risalga a un
= 'signore'anziché zi'= 'zio'), che, per la sua figura tozza e
perché giove abbandonò el manipolo / più forte che l'aceto è sempre el zipolo.
: 1 panciatichi erano iti seminando che pistoia s'avea a spogliar di tutte le
fa innanzi col zipolo in mano, / che balordo ha lasciata la cannella / sturata
regolare lo zipolo dell'acqua, « che cosa canta questo gaglioffo? » -in
non ne avendo ricuperati dopo molti anni che alcuni pochi frammenti, a questi giorni che
che alcuni pochi frammenti, a questi giorni che diverse occorrenze non mi lasciavano applicar l'
[dei poeti] è certa gente / che non è sicuramente / la più savia
- anche, per estens.: che indossa un indumento fornito di molte chiusure
colore giallo arancio tendente al bruno che si trova sotto forma di incrostazioni polverulente
, 38- ^ 5: volea, poi che l'ebbe condotto / là dentro, che
che l'ebbe condotto / là dentro, che 'l ponesse giu el bordone /
'l ponesse giu el bordone / e che gli desse la tasca e il barlotto
tasca e il barlotto / e ciò che indosso avea sin al zippone. s.
era armata prese un salto, / che avria passato sopra una ziraffa. niccolò da
164: bisogna conzar tutte le rode che fano zirar li segni celesti. =
. aggiunto di alcune diramazioni di vene che si spargono nel zirbo. zirbo
, sm. anat. disus. membrana che avvolge l'intestino (anche degli animali
vipere] molto grasse in quella parte che si chiama la rete e dai medici
/ sopra la calva, come uomo che scherza, / e fino al zirbo il
primarie, costituito da silicato di zirconio che cristallizza nel sistema tetragonale e si presenta
. dall'ar. zarqùn 'rosso'(che è dal pers. àzàrgun 'del colore del
. m. -ci). chim. che contiene zirconio. p.
con numero atomico 40, tetravalente, che si presenta allo stato puro come un metallo
il 'zirconio'... è un metallo che si ottiene scomponendo il fluoruro di zirconio
polvere nera o di un grigio cupo, che prende uno splendore metallico sotto il brunitoio
. = dallo spagn. girel, che è dall'ar. gilel 'pettorina del cavallo'
ziribigliare dell'allodola fra i nuvoli, che, tra poco, il sole comparirà.
tanti son gli zirfalchi e li falconi / che van ramengi per l'aere volando,
van ramengi per l'aere volando, / che senza uccellatori o lu- nenbando / anatre
zirfalchi assai: uccellano a camelioni, che da noi non si usano. 2
.. la colpa è dello zimbello che s'è alzato troppo alto quando i tordi
scendevano; la colpa è dei richiami che stamane per la nebbia sono pigri a
dava a pretu l'idea d'un filo che uscisse dalla bocca della bestiola, sottile
dei grilli, lontanissimi però, quasi che del loro zirlire si dovesse afferrare la nota
'zirlo': quella voce acuta e tronca che fa il tordo, detta così dal suono
d'augellin sui rami / versi cantiamo che ripeter ami, / tenera ninfa. savi
: non fan sentire [gli strillozzi] che uno zirlo simile a quello de''tordi'
de''tordi'. è un uccello selvaggio, che difficilmente si addomestica. pascoli, 1224
: gli orecchi del dottor ingravallo, che sotto alla parrucca nera e cresputa si confortavano
loro zirli. 2. tordo che viene tenuto in gabbia per fare da richiamo
: e 'zirlo'si dice anche il tordo che si tiene in gabbia per zirlare.
e nondimeno quello ziro o giaretta, o che si sia, di scodelle, che
che si sia, di scodelle, che manda il mio simone da barzalona, non
terracotta c'era acqua da bere, che dio solo sapeva che pena a trovarla per
acqua da bere, che dio solo sapeva che pena a trovarla per quelle terre assetate
può esser servata nella zisica e verdea, che se altrimenti si potino, troppo misere
il sente, e più con la memoria che con la concupiscenza si riscalda. la
la concupiscenza si riscalda. la zita che ciò si sia ancora non conosce, se
ascondi, / a refudarme me, che tal ponzela / nonn à el mondo fina
el mondo fina ai profondi, / che tanto come me sia bela zitela? cantari
dì de le feste, non è uomo che si tenga più favorito né più contento
favorito né più contento di me. forse che non son belli? forse che non
forse che non son belli? forse che non lavorati per man di zitella? bizoni
orecchie, nella quale ostentano la dote che i genitori gli danno. muratori, 7-i-344
lavoravano continuamente al ricamo d'un velo, che si consacrava alla dea ogni cinque anni
i giuochi, ne'quali non correvano che zittelle: elleno erano divise in tre
nievo, 3-06: guarda, guarda, che venere è quella zitel-! deledda,
drittamente d'un somaio; / con tutto che non siate sì zitella, / che
che non siate sì zitella, / che troppo colmo paiavi lo staio. goldoni,
. bernari, 6-70: fu così che esterina si trovò in casa dei nonni,
materialone riteneva le fossero smancierie di zitellina che fa la ritrosa a nominarle il marito
io insegnavo latino a una zitellùccia anemica che aveva di queste voglie. tre volte al
come lui o verdiccia, di quelle che chiudono gli occhi pure di conservare una
baretti, 2-34: un dottor poeta, che ha in braccio una zitellona di vent'
nel senso da te desiderato. è strano che uomini d'arme abbiano certi pudori di
corruttrice. « buttala via questa zitellanza! che ti serve? che ne fai?
questa zitellanza! che ti serve? che ne fai? » zitellésco {
zitellésco {? itelléscó), agg. che è proprio o tipico di una zitella
, / prezo le tuo parabole -meno che d'un zitello. storie de troia e
non sono inauditi anche oggi questi casi che un zitello o una fanciulletta portino la
cantoni, 553: servono a provare che tutti quanti in buona fede non sono
non sono e non possono essere e che si potrebbe dubitare anche dell'amico nostro
verso una semplice donna di casa, che vada e venga e canti per casa.
risentimento, sia per il giudizio poco favorevole che un critico avesse espresso sopra un suo
col dito / fanno come il pedante allor che al giuoco / piucché agli studi vede
. iacopone, 37-21: alma, che vai a marito -de castetate ornata,
scoride, si vede esser manifestamente una bevanda che si fa d'orzo e di grano
orzo e di grano, simile a quella che si chiama cervisia. landò, 1-70
: callimeno pendonio fu inventore del zito, che si fa in egitto; del medesimo
lamentare i porti di tal zito, che soleano ongni dì delranno ricevere i loro navigli
storia di stefano, 1-2: priegove che a zo poniate vostre menti; /
, 375: vi fu lo sciagurato che cominciò a zittire, a intimar silenzio.
zittiti. stuparich, 5-463: « che ci sta a fare quel signore? »
zittisce. tomizza, 3-11: papà diceva che con tanti bombardamenti doveva ormai essere ridotta
, 2-117: raccontano per cosa di stupore che già quel vascello (fosse per lo
alquanto aperto nel fondo, di maniera che quei soldati vi rimanevano con l'acqua fino
dalla tosse, onde pregava li compagni che l'uccidessero,; rché non fosse
1-420: c'è qua e là gente che zittisce: si vuole poter udire la
occupare le loro chiese... senza che persona zittisse. 3.
casti, i-2-298: mi si permetta qui che pochi accenti / in politica aggiunga,
distingue la voce e si volta verso che sono. bacchetti, 2-37: s'era
freddure. zitto, agg. che tace, che fa silenzio, che si
zitto, agg. che tace, che fa silenzio, che si astiene dal
. che tace, che fa silenzio, che si astiene dal parlare o dal prendere
ha cittadini modana feroci, / sì che meglio parlate o state zitto. foscolo,
n'andrò zitto / tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.
possiamo tornare a casa, chi è che deve vincere: i tedeschi o gli
, ascoltando e guardando il rumore / che fa l'acqua a passare nel solco di
i-140: ma come i due frattelli, che n'eran padroni, vennero in discordia
: la cena non mi prende tempo, che un'oncia di biscotto inzuppato in un
; si pictoribus... oimè, che morte è questa! goldoni, iv-505
22-16: 1'ho visto rodomonti, / che non hanno terror delle bombarde, /
una donna fatti stare / più zitti che non fa l'olio ne torcia. lippi
, 2-4-1 io: nel gran popolo che per tutto lor s'affollava da'lati,
1 persiani de'luoghi circonvicini, che quatti dianzi e dispersi non facean zitto,
con intenzione di dirsi un pellegrino smarrito, che chiedeva ricovero, fino a giorno.
bonfadini, 24: la fecion ziurare che ella farebbe [ciò che le
la fecion ziurare che ella farebbe [ciò che le era stato comandato],
era stato comandato], aziò che essi non portasseron pena del ben fare
, xxiii-18: està stagion non vene / che mi doni conforto; / di tal
tal cantar'non fino / come zigola infin che morte prova. = femm
5-7: del zizzifo, cioè, secondo che crediamo, gengiono. landino [plinio
seguito nella denominazione scient.), che è dal gr. £u£u la scarola ripiena; l'altra carne che sarà restata, tanderai accomodando con ordine nella pece greca: non le capitavano che a lei certe zizzole. 4 pianta erbacea del genere loglio (lodiumtemulentum) che infesta i campi, in partic. di regno de'cieli è fatto simigliante all'uomo che seminò il buono seme nel campo suo il buono seme nel campo suo; che quando dormivano gli uomini, venne il cavalca, 18-54: questi cotali [che seminano odio] sono figliuoli e discepoli del del diavolo, de'quali dice cristo che seminano zinzania, come quegli che seminano cristo che seminano zinzania, come quegli che seminano pace sono detti figliuoli di dio. quali lettere il soldano, non per amor che portasse allo 'mperadore, ma per seminar è il regno del cielo a uno uomo che seminò il buono seme nel suo campo ogni zezzania, ogni veneno, / che 'nvestigato avea lo spirto rio. savonarola 7-i-48 di geremia negli occhi a pianger le zizzanie che sparge, le discordie che attizza, le zizzanie che sparge, le discordie che attizza, le mine. c. gozzi di costoro; insistenti e pretenziosi, che nulla comprendevano, buoni solo a creare -figur. persona o gruppo di persone che suscitano discordia o tengono comportamenti peccaminosi. : questa mala zizzania è oggidì più che in altro tempo pericolosa, perché s'è :. noi siamo buona semenza: badiamo che nessuno di noi si converta in zizzania = voce dotta, lat crisi zizania, che riproduce il gr. lavici, plur più spendo il mio tempo; vi rispondo che per aver i cortegiani in uso il con più ragion si può dire, che si perde il tempo per noi, più si perde il tempo per noi, più che non si occupa. = , agg. e sm. ant. che suscita discordia; che provoca liti, . ant. che suscita discordia; che provoca liti, contrasti. ulloa [ ], iii-99: anticamente in spagna quelli che ora chiamano traditori e zizaniatori, chiamavano (zizanióso), agg. ant. che suscita discordia, che provoca liti e . ant. che suscita discordia, che provoca liti e inimicizia. -anche con riferimento campanella, 10-15: verrei in pensiero che vostra signoria non ha gusto ch'io par un volermi licenziare, tanto più che tien almeno probabilmente ch'io sia quel tien almeno probabilmente ch'io sia quel che m'han descritto a vostra signoria illustrissima questaociosa illustrissima questaociosa gente zizaniosa, parlante di quel che non sa. f. f. frugoni , il quale esempio manca. ma che dissi manca? mentre voi abbondantemente ce . ariosto, viii-372: mi piace che abbiate trovato il veluto zi- zolino. il veluto zi- zolino... che sia bello. cestoni, 1-681: 1 zo à natura l'amore veramente / che in un guardar conquide lo coragio / e se puoi dir da manti: / che è zo? perché no'more, / l'universa italia è sparti, / che fan da lor medesmi tagli e quarti. . ponzela gaia, 12: da poi che zascuno se sono avantato, / io . -in unione con il relativo che uguccione da lodi, v-153-17: ki tengo per contento, / profettare zo che de', / ché l'un fa: de', / ché l'un fa: che sa dà 'me? / e l'altro / e l'altro: a me che me se dà? 2. cognossenga. 3. a zò che: acciocché, affinché. tommaso di di fare menzione, / a zò che sia comforto / del tempo ch'è cangiato tempo ch'è cangiato, / per che viva in diporto / lo core inamorato. . lauda, v-514-161: a zo che al dì del iudicii siam tuyt salvà / c'erano simulacri primitivi d'iddii, che non avevano l'aspetto divino ma arboreo,
un tubo immu tabile e che fa parte essenziale del loro corpo ed avendo
, a cui appartiene lo zoarces viviparus, che vi ve lungo le coste
. luzi, 2-14: nell'ora che le lucciole piluccano / la zocca d'uva
pagamento, tocco / l'elemento insociabile che tiene sospeso il mondo.
mus. ognuno dei sei pezzi di legno che, in partic. nella cassa del
ve ne sono ove si formano le punte che vengono a rappresentare un 'c', alla
avevo posta sopra uno zocco di legnio, che appariva poco. palladio, 1-16:
con ordini corinti primario e secondario, che stano sopra d'un regolone, o sia
acciaio, era sostenuto dallo zocco, che si alzava e si abbassava mediante una
fra nicolò da nargni... ancor che de'bizzochi sembrasse, e con un
tansillo, 1-154: di quei, che coi pantofani e coi zocchi / andono
la sommità de le cime degli alberi, che si piegano e non sono offesi,
facto da quei popul sciochi / che per li campi adoran sassi e zochi.
, 1-369: essendo insipidi nel sermone più che un zocco e frolli di cervello più
un zocco e frolli di cervello più che tocche degli ebrei. siri, v-1-185:
, 6-142: sopraggiunsero in questa i compagni che portavano intrappolata una grossa zoccola viva e
vedova, dopo tutto, dal momento che aveva così premura... bisogna pur
premura... bisogna pur dire che fosse puranche una zòccola. meglio perderla che
che fosse puranche una zòccola. meglio perderla che trovarla, quella lì. moravia,
quella lì. moravia, 16-96: dicevi che ero la tua puttana, la tua
, sotto una specie di colonnetta bianca che pareva quella d'una tomba, stavano due
in napoletano zoccolétta... le signorine che cantano « noi siam le gigolettes »
siam le gigolettes » sappiano almeno ciò che la parola vuol dire! ».
brigadiere. mo verranno. chi è che le vole? » controdimandò le zamisa insinuante
accorrere i servi ai cancelli. che fabbrica e vende zoccoli. g
di spagna, 824: dice lo cunto che zà molti tempi passati carlo demorando in
molti tempi passati carlo demorando in paris che non faceva guerra nissuna con sarasini e
: io dico ben di te, sì che eri atto a qual si voglia nobile
il calamaio e scrissi subito quel poco che vidi. de marchi, 1-581: l'
. ant. zocolante), agg. che porta zoccoli ai piedi, che cammina
. che porta zoccoli ai piedi, che cammina con gli zoccoli (una persona)
, 2-15: 'zoccolante'; sustantivo verbale, che va in zoccoli: ma dicesi più
dicesi più particolarmente di certi frati francescani che vanno in sandali. -che è
-che è provvisto di zoccoli, che fa rumore con gli zoccoli (un
: un ci- trullone di un cavallo che spara via dentro la fuga del trotto,
: passa ormai tu, donna, / che, dispettosa rampognando l'altra, /
, / ne rivelasti quella zoccolata, / che t'ha sì la visiera macolata /
sonno; e i carri della legna che cadeva sui ciottoli del vicolo. 3
machiavelli, 1-vi-404: vo rigrumando in che modo io potessi mettere infra loro tanto
io potessi mettere infra loro tanto scandolo che facessino, o qui o in altri
antitesi barocca, e ruffiana sintesi. che ci ballano, a stratti, la loro
pea, 7-98: mi accorgo che la porta ha la zoccolatura traforata.
azione. zoccolifórme, agg. che ha forma di zoccolo (per lo
santità la benedizione, rappresentandole la forza che le viene usata. baldinucci, 9-xii-47
a mia notizia altro non è pervenuto, che un bel quadro d'un 's.
14-198: nulla ricevei del zoccolante, che mi accennate, il quale certamente non
. carducci, iii-2-254: questa terra, che del nostro / sangue e pianto è
quand'ebbi cenato, segui la gente che andava a sentire le missioni nella chiesa
l'impaura; / e qual bue che vien tratto dalla corda / alla mazzola,
né prima ebber finito di cenare, / che sen- ton per le scale zoccolare.
strette le strade, gli asini neri / che zoccolano in fila danno scintille, /
. -rumore provocato da una persona che cammina in modo affrettato, in partic
la sensualità della donna scontenta nello zoccolìo che s'allontanava affaticato da peso. =
niani, 1-48: ma, ad ciò che tu non sia sentuta zepegare, / tu
; / sta ben secreto, che non sii veduto. masuccio, 97:
zoccoli grossi e mal fatti, che mai san francesco ne vide, per mostrarsi
camminar con qusti zoc coli che venga la febbre a chi gli fece.
il calzare è tutto quello, che si calza, sia scarpa, sia zoccolo
ci dare occasione d'adoperare lo scarpe, che ben vi avve- derete a vostro
giogo. pavese, 5-33: mi ricordai che mettevo gli zoccoli soltanto d'inverno
i miei zoccoli. « vedo che viene della spiaggia ». -calzatura
nostri e avesseno viste tante fuoze nove che tutto il dì si fanno e di berette
tante frappe,... ben credo che diogene seria schiopato di dolore e consumatosi
lacerate, con un paio di pantofole che i veneziani chiamano 'zoccoli', sì triste che
che i veneziani chiamano 'zoccoli', sì triste che i diti dei piedi per la rottura
offera, / abbila cara e fa che non si sepre / nell'età verde prima
non si sepre / nell'età verde prima che sia calvo; / ch'a voler
. leonardo, 2-324: li omini che van sopra li alberi, andando in zoccoli
. saran sì grandi i fanghi, che li omini andranno sopra li alberi de'lor
il pazzo e pertinace / ardir tenean che fosse più da saggio / baciando 1 catenacci
irsene in pace, / senza aspettar che dal nemico oltraggio / fosser forzati ai
voluto alozar li al- lemani, ma che alozavano al monasterio di san bernardino,
buona voce, e disputa più gagliardamente che se fusse un frate di zoccoli.
. giannone, 112: s'intese ancora che un frate franciscano de'zoccoli pur si
è appunto quella spinta fervida e molle che fa trottare sempre più leggermente e rapidamente il
fare. papini, 27-793: le faville che sprizzavano dagli zoccoli dei miei cavalli in
cavalli normanni, dagli zoccoli monumentali, che mi attendevo di trovare quasi allo stato
di far largo all'altro, pareva che nessuno dei due avesse voglia: si spingevano
manda in pezzi qualsivoglia nave di quelle, che valicano i fiumi. 3
3. per estens. strato di fango che resta attaccato alla suola delle scarpe.
. -strato di neve compressa che aderisce sotto gli sci o gli scarponi
poi come 'freno'il pesante strato di ghiaccio che si formava (il cosiddetto 'zoccolo')
). -ant. zolla di terra che resta attaccata alle radici di una pianta
parallele per ogni lato, men alta che larga, che si pone sotto le colonne
ogni lato, men alta che larga, che si pone sotto le colonne, come
orlo, dicesi con greco nome plinto, che significa quadrello, ovvero mattone, ed
di milo... scese dallo zoccolo che la ospita da tanti anni, per
un edificio o della sola facciata, che presenta motivi figurativi o decorazioni. condivi
piano di marmo di fior di persico, che con bella simetria va diminuendosi nella cima
sia colonnato, con cui non ha niente che fare; errore ricopiato dal bott nell'
viscere tenebrose a sempre piu numerose donnette che giungevano per tempo dalla stessa periferia.
in perpetua attesa dell'ululo della sirena che si ripeteva, se ben si ricordi
di un edificio, spesso sporgente, che assicura stabilità. busca, 115:
essendo fatica incominciata, solamente dal lato che guarda il paese nemico verso fraistat si
un energico strappo alle partie dello scantinato che davano sullo zoccolo della costruzione.
altro giorno, si è presentato dicendo che la ditta lo aveva mandato per dipingere
precii, ut cum dicimus: 'che ti pare un zoccolo? '. redi
suoi tempi, ed a mio giudizio, che pur non sono affatto affatto uno
, un'associazione, un partito, che si mostra restia a eventuali mutamenti o
zoccolo: arnese di legno fatto a cuneo che viene insinuato fra ciascuna ruota ed il
11. elettr. supporto delle lampade elettriche che si avvita o si innesta nel portalampade
: supporto, in materiale isolante, che porta le prese a cui fanno capo i
allegri, 63: ordinammo alla fonte che spacciatamente facesse una frittata in zoccoli.
. buonarroti il giovane, 9-538: e che in casa la bice / ci facemmo
. -zoccolo continentale-, porzione di crosta che forma la base di una placca continentale
la base di una placca continentale e che comprende la piattaforma e la scarpata continentale
di montaggio dei cliché o blocco metallico che serve di supporto alle lastre stereotipe.
d'una buona somma di danari, ancora che andasse in zoccoli, corruppe un povero
sepolta, e quello ammaestrò di quanto intendeva che facesse. -andare in
a la più sozza e mal netta che ci fosse, di modo che guccio
mal netta che ci fosse, di modo che guccio imbratta, porca o balena,
anco cocca un'altra taccarella, che volentieri andava in zoccoli per l'asciutto,
poco amiche [le fiche], / che vanno in zoccol per l'asciutto spesso
in quei tempi felici ancora io trovo / che in zoccoli, oltre a questo,
1-82: egli non dice mai parola, che non vi si sprema alquanto prima,
, e ne dice spesso di quelle, che farebbono ridere i zoccoli.
men superbo di questo anitroccolo, / che stando in un paese di cuccagna /
p. fortini, i-io: ti rispondo che non ogniuno si fa familiare quel parlare
più domestiche. -zoccoli!, esclamazione che esprime stupore o meraviglia. aretino,
. aretino, 20-88: se non che non voglio essere tenuta mala lingua,
lingua, ti direi, chi è quella che si dà in preda al fattore, allo
. cecchi, 1-1-401: per una pianella che si appai, / si fanno cento
» -continuò egli sedendo rimpetto alla giovane che ristette allora dal mandar gli occhi attorno
rossi, più alta per la pettinessa che dal torciglione dei capelli corvini le irradia
cinto vene all'angelo a prendere il coltello che gli avevo promesso. mi dissero che
che gli avevo promesso. mi dissero che un ragazzotto mi aspettava fuori e trovai
con gli zoccoletti, dietro a quattro che giocavano a carte. -zoccolòtto.
i piedi asciutti e caldi tanto, / che s'udirebbon poi trenta lezioni.
, lxxv-112: ogni tuono è il galoppo che brontola lungo e zoccoluto degli squadroni.
, agg. astron. e astrai. che è relativo, proprio o concerne lo
sparse. -che tratta, che si occupa di previsioni astrologiche (una
e con una umana sincerità di partecipazione, che si staccavano in tutto dal tono delle
sud e nove gradi a nord, che si suddivide idealmente in dodici parti, corrispondenti
, 178: nella fascia del zodiaco che cinge il globo mondano, più che
zodiaco che cinge il globo mondano, più che gli altri, compariscono in maestà o
, sì, fillicò, di grotte, che te voleva sapere da tanto tempo quelle
ditta figura faceva tanto bel vedere, che era cosa inistimabile. g. paleotti
sproporzione rispetto al luogo sera quando quello che si figura non ha convenienza alcuna con il
non ha convenienza alcuna con il luogo che si piglia per il tutto: sì come
nella sala dei cavallieri moisè o david che pasce te pecore; o nella stanza della
io « e di sandro di fratta che ne dite? l'ho veduto stamattina alla
stamattina alla festa con tante costellazioni intorno che pareva il zodiaco! » 2
eterogenee. giuglaris, 316: in che sono dunque i predestinati più obli- gati
, pensò kublai, non è altro che uno zodiaco di fantasmi della mente.
in quillo signa- le di pianeta, che pare in cielo sotto lo zodiaco curso,
., 113: primo è da notare che quatro sonno te cose che dio fece
da notare che quatro sonno te cose che dio fece nel primo principio nanse che
che dio fece nel primo principio nanse che fecesse nul'altra cosa che nui sapiamo,
principio nanse che fecesse nul'altra cosa che nui sapiamo, zioè lo cielo empireo
natura e lo tempo e la prima materia che se chiama 'yle \ codice dei servi
, v-410-23: ma zoè ecian- deo che in l'anema et in lo corpo puritae
corpo puritae sia observà, ordene- mo che tuti quilli del consorcio, una volta in
: d'altro loco non potevo andare, che da l'isola de scio, zoè
. zool. involucro costituito di chitina che riveste i singoli individui delle colonie dei
bestiali'sonerebbe improprio e sgarbato), che, risorte dopo il risorgere dell'apologo
ballo e zogo, / ballando quella che l'aire inamora, / vezendo li
, 7-211: tanti capi tante opinioni. che bel zugo diventerà la definizione del johnson
, xcii-ii-135: e per lungeza de spada che io me sento / del strato zugo
lxv-8-4: dona, el cantar soave / che per lo petto me mise la voce
petto me mise la voce, / che spegne zò che noce, / pensieri in
mise la voce, / che spegne zò che noce, / pensieri in zoia e
l'era pur el bon compagno / che teneva in zoglia e festa / ciascadun
magno, / e però questo molesta / che per lui de negra vesta / che
che per lui de negra vesta / che disogni ora vestire. boiardo, 3-136:
vestire. boiardo, 3-136: par che nova alegreza il cor me accenda / e
accenda / e cum gran zoglia quel che leggi ascolto, / abenché chiaro il tuto
en libri ed en zoglie, / che vai beno zento zifre e sì è negota
e't'averò a donare, / che mai più rica zoia né la più bela
né la più bela / non ebe cavaliere che monta in seia. amabile di continenzia
: aveva molte zoie preciose, secondo che li ditti armeni me hanno ditto.
zoidiofilo, agg. bot. che presenta zoidiofilia; zoofilo (una pianta
dal d. e. i., che l'attesta nel sec. xx
nostri sdentati zoili mai altro in bocca che i fiorentini autori, a tutte quelle cose
i fiorentini autori, a tutte quelle cose che avrebbono voluto dire, doveva esser bastante
vendicare i buoni scrittori dagli zoili oscuri, che gli attaccano: sviluppate gli artifizi dell'
papini, iv-654: nessuno di quelli che hanno scritto sul carducci... meno
sì m'ancide el partir doloroso / che zoioso -avenir ma'no penso. poesie bolognesi
cason bate la dona mia: / che lo posa prender la para- lasia /
posa prender la para- lasia / tal che lui faga tristo e mi guioso. l
perdere la bussola, e andava 2. che sottopone a fumigazioni di zolfo un locale,
fora tanto zogliosa la mea vita, / che qual me forme sottili e allungate. =
v.]: 'zolfanello': d'uno che abbia le gambe mol zolfatura
luogo). to sottili, si dice che 'quelle gambe paiono due zolfanelli'. zolfatura
malespini, ii-70-240: la cortese giovane, che sapeva varsi dalle alterazioni colla chiarificazione e zolfatura
,... non vi è vino che non isfidi gnolo, costituito da
; per la quale l'innamorato che cristallizza nel sistema rombico. 3. medie
, con uno splendore di perla; e che da fagli una buona zolfatura con zolfo vivo
della vita giuglaris, 2-299: si sa che in roma il zolfanello che attaccò il foco
: si sa che in roma il zolfanello che attaccò il foco. carena, 2-223:
mondo in tante guerre civili fu il credito che diede poche e lunghe fila di cotone riunite
: zolferini da accendere un po'di bruciaglia che tiene in un to in passato
incerta; è registr. dal dei, che l'atzolfettare { zolfettare), tr
miracolosa col lasciarti fuggir dalle mani il zolfanello che ac testa nel xvi sec
zola (1840-1902). d'ira. che l'orecchio consiglia. lucini, 11-93
cialmente in quel zolfanello di messer roberto, che dio ne zolfàia { zolfàio)
fuoco. 2. ant. che contiene zolfo, solforato. zolfàio {
. v.]: 'zolfaio': colui che cava e depura lo zolfo. è stuparich
, 1-148: era veramente un fatto straordinario che zolfièra, sf. disus. solfara.
con fotosarretta non avesse reagito: egli che per ogni più piccolo afsanti, i-31
collina per la strada grafie e dati che paiono documenti di cento anni fa, la
condifronto s'accendeva come uno zolfanello. che va alle zolfiere, si trova più lontano
. giuzione degli zolfari, i vecchi che tornano alle paghe dei ragazzi -tornare a orciuoli
ricava lo zolfo; e quelle tane, che mandanudo come un verme nella miniera infida
tentò di stabilirvi aspettar da canto che non brugi. proverbi toscani, 116:
proprie glior mercato di specchi che di zolfanelli, landolfi, 2-197: traeva
come so'le ginestre secche; che se vi metti il solfinello, subito
). fiammifero di legno simile quando vedi che uno t'infama, spùtavi su, e
. vender sulfaroli e pastinache, che cacarsi per rabbia ne le brache.
, 14-2-2-622: ap fosforo che si accende per sfregamento (anche nel =
aczolfino1 { solfino), agg. che è simile allo zolfo, che ne
agg. che è simile allo zolfo, che ne ovidio volgar., 6-286
poco, così la cenere stessa, infino che tiene coperto il superficie del vaso
ma per amore di ciò movendola lo; che ha colore giallo intenso con sfumature verda
, ritrova le spente fiamme e il lume che fu impristre (anche con riferimento al
autonoma zolfatai, istituita, so solfino, che pareva finisse sempre più a punta, senza
. sarebe ripreso da chi gli opponesse che concorrendo a tale opezolfatina { zolfatina)
. v.]: se si vede che la crittogama non dà addie
v.). ro', tutti modi che s'intendono alla prima. fucil,
, agg. e sm. disus. che è addetto 3. bot. popol.
nell'altra stanza più interna, per accertarsi che de'terreni il conduttore della foglia de'mori
nel buio, la fosforescenza dei polpastrelli che ànno stropicciato le capocchie degli zolfini. fenoglio
zolfino:... sorta di fiore che non si secca, così detto dal
color dello zolfo; e ne fanno ghirlande che per segno d'affettuosa ricordanza s'appendono
e solfino, e mentuccia, così che tutta la terra ne profuma ».
e valenze 2, 4 e 6, che si presenta come un solido di colore
: e la bella tri- nacria, che caliga / tra pechino e peloro, sopra
pechino e peloro, sopra 'l golfo / che riceve da euro maggior briga, /
[mongibello], non secondo le favole che dicono, ch'è una bocca d'
5-10 (1-iv-522): egli è che dianzi io imbiancai miei veli col solfo,
la misi sotto quella scala, sì che ancora ne viene. s. bernardino da
iii-34: alcune [fonti] sono che gettano fore cenere e sulfo, dove
torcendo il naso al puzzo dello zolfo che frìggeva. bernari, 3-148: era un
di borbottii attraversato da una nebbia policroma che odora di zolfo, di aceto e di
-zolfo vergine, vivo-, quello fossile, che si trova allo strato naturale nelle miniere
nelle miniere. -zolfo fattizio: quello che ha subito un processo di raffinazione mediante il
acqua, traendole di quella, però che solfo vivo e calcina v'era entro,
latini, e da i greci 'apyron', che non vuole altro dire, se non
non vuole altro dire, se non che non ha ancora sentito il fuoco, o
sentito il fuoco, o è fattizio, che il chiamano i greci 'pepiromenon', cioè
il chiamano i greci 'pepiromenon', cioè che ha sentito il fuoco. mattioli [
, 707: lo ottimo solfo è quello che, per non avere esperimentato il fuoco
chiama vivo, e di questo quello, che risplende come lucciola, lucido, e
; e metti la polvere in un matraccio che luterai leggermente. -con riferimento
, meritaro tanta pena e tormento, che il solfo e 'l fuoco di ninfemo multiplicò
ninfemo multiplicò e crebbe di tal guisa che la terra non potte tanto incendio patire.
pulci, 13-50: or questo è quel che come zolfo o esca, / il foco
o esca, / il foco par che rinnalzi ed accresca. i. andreini,
né per ciò mi lagno, anzi, che sommamente ne godo. d'annunzio,
nuova è come un pugno di solfo che bruci. il suo ardore sembra fuggitivo come
tale sostanza; oggetto o proiettile incendiario che la contiene. agostini, 1-106:
dargli colore e maggior forza; dal che nasce che quando una botte è messa
e maggior forza; dal che nasce che quando una botte è messa a mano
è sì fine e sì nobile, che può chiamarsi fior di zolfo minerale.
inviato d'inghilterra alcuni zolfi d'intagli che una volta avevo, e che sono andato
intagli che una volta avevo, e che sono andato spropositamente spasimando quando uno e
. 5. figur. ciò che suscita, che alimenta una passione,
5. figur. ciò che suscita, che alimenta una passione, un sentimento,
è l'esca e 'l solfo, che con empia dolcezza versa nei petti nostri le
nostri le fiamme? -ciò che costituisce la causa di una discordia.
vene acceso zolfo, / non par che capir possa ne la pelle. ammirato,
puggolente in alcune parte per acqua zolfa che dentro v'entrava che spesse volte gli
parte per acqua zolfa che dentro v'entrava che spesse volte gli uccidi che sopra vi
v'entrava che spesse volte gli uccidi che sopra vi volavano per lo gran puzzo cadevano
della sua zolfanaria / un fuoco tal che tutto quel paese / ne sbigottì, sì
. zoliano, agg. letter. che è proprio, che si riferisce
agg. letter. che è proprio, che si riferisce allo scrittore francese
1840-1902), alla sua opera; che è protagonista di una sua opera.
i rapidi dialoghi e i vivi ritratti che si succedono nella bottega della guantaia..
1-176: zoliano il gesto del poliziotto che offre una pezzuola, già nera, per
dito inchiostrato. 2. che si ispira alla sua concezione letteraria naturalistica
carducci, iii-24-384: o panciuti zoliani, che ora vi credete demolire victor hugo,
capuana, 15-175: e in che modo, di grazia, le mie 'paesane'
'paesane', concepite e scritte con metodo che si può dire l'opposto da quello
da siciliano? cameroni, 2-232: vedo che neldempo- rium'avesti la cortesia di accennare
. giulivo. - con meton.: che denota o deriva da gioia,
del concilio arcano / per pietà forsi che nel ciel portato / per lor fie 'l
mio credo vova- no: / sì che 'l vostro piacer e 'l vostro optato /
{ zólla), pezzo di terra compatta che si stacca dal terreno quando lo si
.. / dimmi se 'l frutto che la terra mena / nasce di secco,
abbondanza in questo modo, cioè, che la zolla ovvero ghiova non sia bianca e
non sia bianca e nuda, e che non sia magro sabbione, senza mischiamento di
, 4-2-340: l'acqua dissolve quei corpi che sono tenuti continui come biscotto, zolle
franta dal bipede / seguace dietro il vomere che passa. quasimodo, 2-30: con
mano spietata [cerere] rompe gli aratri che voltano 7 le zolle, e
vasari, i-591: non è dubbio che sotto le zolle della terra si ascondono
gnolle; / rimasto altro non m'è che l'amicizie. buonarroti il giovane,
molle. lippi, 1-82: volle / che ognun serrasse il traffico e il negozio
zolla di suo, e non credo che pe'ferri che tu gli fai, t'
, e non credo che pe'ferri che tu gli fai, t'abbi un debitore
esequie ch'io posso offerirti: le zolle che ti nascondono sieno coperte di fresca erba
hai il giaco eh? o ve'che buona zolla tu avevi qui in seno!
sacchetti, 215-83: iacopo mio io credo che gli uomeni nascono con le venture in
con le venture in mano: sta pur che le sappiano pigliare; e così sono
pigliare; e così sono di quelli che nascono con le sciagure in mano, e
, 6: dagli anni sessanta sappiamo che la superficie del pianeta non è un insieme
ma la giustapposizione di sei placche o zolle che sostengono i continenti e gli oceani.
oceani. 9. ant. ciò che ha scarso valore o pregio (anche con
fornace della cati- vità babilonica, credendo che nel fuoco delle tribulazioni mi doventarebbe oro
... bouvard volle baciare quelle zolle che avevano data la vita a gian giacomo
.. 'zolo': cappio, annodamento che tirato l'un de'capi si scioglie »
intorno al colletto delle piante una zolla che contenga le radici in modo che non
zolla che contenga le radici in modo che non subiscano danni durante il trasferimento.
e colla scimia; ma ancora peggio che dopo la sua morte niuna 'zolletta'
di terra del paese d'àtene si trovòe che fosse gittata in su le ossa.
volte c'è de'mezzi (zolli) che son più forti de'sassi.
. firenzuola, 199: quando che io ebbi trapassato i rugiadosi cespugli e
. fagiuoli, v-139: sento un che mi zomba e che mi chiocca. g
: sento un che mi zomba e che mi chiocca. g. gozzi, 1-148
lo stimolarono pensiero. che crescendogli la furia, gli diede tante pugna
ampinana riprese, e condannato / ne che quasi lo disfece. pananti, ii-123:
m'averesti zombata come ieri, sì che per me io non ti posso intendere
il giovane, 9-712: ve'quel ragazzo che corre a raccorli: / e ei
. -tricé). tose. ant. che pic le rene / e
. lippi, 9-40: e questi che badavansi a zombare / in malman- til
malman- til s'accorser ben presto / che quel non è mestier da abborracciare.
purpure io non avessi fantasia d'aprirgli che sarebbe? -saresti zombata da le più crudeli
zombata da le più crudeli villanie, che s'udisser mai. 4.
[s. v.]: vedendo che il ragazzo non voleva attutirsi, gli
la repubblica », 18-viii-1995]: e che cos'era, signora, la zombaggine
la zombaggine degli anni trenta! altro che i teledipendenti di oggi col walkman infilato
dell'orrore, cadavere tornato in vita che cerca di aggredire esseri umani per cibarsene
rendere più esauriente la scorreria in un genere che proprio ai giorni nostri...
speciali. 3. figur. persona che ha un aspetto particolarmente stanco o,
sciupato, stralunato. 4. persona che appare abulica, apatica o del tutto
, 306: forse aveva ragione leonardo che diceva di non andare con gli zombies.
del mondo della politica o dello spettacolo che, dopo un lungo periodo d'inattività,
ingl. delle antille zombi o zombie, che è da una voce creola di origine
. di zombare. chia, che percuote altri con violenza. trattato delle
di silvestro, 487-16: non fece altro che piovare et venire grandine in tal modo
piovare et venire grandine in tal modo che se alzò qui dentro in orvieto circa
, iv-534: 'zomoterapia': metodo di cura che utilizza il plasma muscolare cioè la carne
. cassieri, 1-106: oltre che correre, ho dovuto saltare il muricciolo,
saltare il muricciolo, evitare la scaletta che obbligava a una notevole deviazione, muovermi
), vale germania), che va confrontata col còrso ed elbano tolla 'zolla
, e non fare a misura, / che qui consiste la vera bravura. te la
la vera bravura. te la mia donna che tutto il giorno mi sente cantare o mi
fibule, a quel medesimo, che si uniscono l'altre ferite carnose. anch'
; quando mi vide, ogni passo che faceva, zompava [la volpe] nel
moravia, ix-224: allora dissi a rosetta che volevo andare a vedere e zompai giù
'na bestia: ve basti de sapé che si vedeva una che l'arazzava je zompava
basti de sapé che si vedeva una che l'arazzava je zompava addosso, je
lombardo radice -l. ravera, 117: che cazzo sta facendo quel bisonte. perché
del cane lupo solo in cassa, che balza e riprecipita. = deverb.
è composta di merletto e di batista che si alternano a zone, giù giù
. b. croce, iii-22-85: il che era anche confermato dalla legge sul bonificamento
. 11. -zona disastrata: territorio che ha subito gravi calamità e che gode
territorio che ha subito gravi calamità e che gode perciò di incentivi pubblici (soprattutto
area a cavallo della linea di frontiera che separa due stati, in cui vigono particolari
di una potenza belligerante o da essa occupato che sono destinate ad accogliere e a tutelare
in una casa di ladri e quel che è peggio questi ladri non avevano paura perché
rubare. pratolini, 3-200: pare che vogliano fare sul serio e buttar giù la
serio e buttar giù la nostra casa che è compresa nella zona da demolire.
zona (con valore aggett.): che ha competenza su una determinata area e
punto di riferimento obbligato per tutti coloro che in essa risiedono (un ufficio amministrativo
borchie lucenti o striscie di bianco, che segnano nelle vie cittadine, invase dalle
b. croce, ii-12-19: la rievocazione che solo ha per lo spiritoumano valore, vigore
, e muove dal nostro presente, che è la sua ragione e la sua premessa
posseduto presente fino a toccare la zona che si ricerca. r. longhi, i-i-i-xi
il nascere e lo svilupparsi delle disuguaglianze che il carattere obbligatorio del diritto andò aumentando
abbia già piena funzione strutturale, senza che vengano a crearsi, intorno alla parola
non aiuta molto a farci capire a che punto siamo. 8. insieme
vastissima zona di gente sana e laboriosa, che non essendo legata a nessuna camorra parlamentare
appartamento comprendente i locali destinati alle attività che normalmente si compiono durante il giorno.
: area della corteccia delle ghiandole surrenali che si estende da quella dei glomeruli renali
profonda della corteccia delle ghiandole surrenali, che si trova accanto alla arte midollare dalla
accanto alla arte midollare dalla ghiandolare, che ha una distri- uzione irregolare delle cellule
ha una distri- uzione irregolare delle cellule che la costituiscono. 11. astron
. l'insieme delle facce di un cristallo che si presentano parallele a uno stesso asse
delimitata dalle altre in base alle proprietà che la caratterizzano; territorio. - zona
neve poi si strugge, purché la terra che perde ombra, cioè in quella parte
cn'è sì sotto la zona combusta che non v'ha ombra, getti li venti
l'arpie verso la zona roggia / tanto che sono all'altissimo monte / ove il
: altre diversità poi accadono a quei che sono nelle zone frigide. marchetti, 5-197
alle ue ultime è si fredda che non si può abitare. ruscelli, 3-27
il cielo, e conseguentemente la terra che gli sta sotto, in cinque parti,
con voce greca son chiamate zone, che vuol dire cinture, perciocché come fasce
.. infiammazione vescicolosa della pelle, che occupa un lato del corpo, a foggia
: 'zona':... termine medico che è sinonimo di 'herpes zoster'(£o
cui si trova la porta della squadra che la difende. nella pallacanestro: la parte
il capitano, il cesare nostro, che è grande ma l'è anca un po'
disponibile per rimediare a una situazione prima che questa sia del tutto compromessa (in
. nel gioco del calcio: espressione che definisce gli ultimi istanti d'una partita
una partita. la voce deriva dal fatto che l'ex-giocatore juventino cesarmi si era,
fine dell'incontro, accadendo inoltre clamorosamente che lo stesso giocatore facesse vincere la nostra
. -in senso generico: fascia o cintura che cinge il corpo, per lo più
fibula. fibbia, fermaglio o bottone, che serviva a ritenere la clamide, il
carne. -per simil. ciò che circonda, che attornia qualcosa o che
-per simil. ciò che circonda, che attornia qualcosa o che costituisce una fascia
che circonda, che attornia qualcosa o che costituisce una fascia circolare. dante,
quando l'aere è pregno, / sì che ritenga il fil che fa la zona
pregno, / sì che ritenga il fil che fa la zona. idem, par
montone e de la libra', cioè che l'uno sia in ariete, nella libra
l'uno e l'altro cinto; il che suol avenire quando l'uno d'essi
di scior la verginale zona / a vergine che sol d'amore è amica / a
punto determinato o, anche, dall'area che normalmente si frequenta. -in zona
'superficiali'e assai meno travagliato dal chiaroscuro che in leonardo; i colori zonali di bramantino
bramantino. 4. biol. che è presente o distribuito in zone con determinate
animale). 5. embriol. che ha forma di fascia, di zona.
paolo uccello giungeva di nuovo all'intarsio che nel colore equivale al tappeto; ma non
forme incorporee superficiali, ma il tappeto che zonava di colore le superfìci di forme vieppiù
da zòna. zonàrio, agg. che ha forma di fascia.
pass, di zonare), agg. che è relativo, che riguarda una zona
, agg. che è relativo, che riguarda una zona, una parte; che
che riguarda una zona, una parte; che costituisce una zona ben delimitata.
4. miner. e cristall. che si riferisce a un cristallo la cui
materiale eruttivo intruso nelle rocce sedimentarie, che presentano un'alternanza di strati sottili di
di colore vario. -marmo zonato: quello che presenta zone o fasce, tendenzialmente rettilinee
. pitt. caratterizzato da fasce o zone che presentano un'unità cromatica; diviso in
pitt. fascia o zona di un dipinto che presenta un colore omogeneo. r
: a san zaccaria (1505) nulla che non conosciamo meglio altrove. stessa zonatura
e persino il tipo del san girolamo che si costruisce, dalla cintola, in
zonista, agg. sport. che, in partic. nel calcio, adotta
dove ha iniziato una carriera di tecnico che assomiglia per molti versi a quella degli
del napoli dovrebbe essere la juve, che ha sborsato 60 miliardi per il restyling
stilommatofori, comprendente molluschi gasteropodi terrestri che presentano una conchiglia sottile e traslucida e
dal d. e. i., che l'attesta nel 1821. zonizzare,
il tempo », 18-ii-1957]: bisognerebbe che gli eminenti studiosi dei piani non chiamassero
tecnica col nome di zonizzazione, persuadendosi che una cosa seria non può avere tante
a. gallo, i-2-230: oltra che ci trastulliamo, ora nel pescare e
giuochi son molti, e eccene parte che gl'uomini universalmente gl'usano, come sarebbe
il zono di mezzo avantaggiato, quasi che il giuoco sia per fornirsi senza sentirsi la
1440 e a conegliano nel 1488), che è dal serbo-croato lunj 'cono, birillo'
, xiii-247: un mio amico intimissimo, che per molti anni seccò il prossimo col
e apre alle donne ancor più giù che 'l petto. = voce onomat.
è sua usanza; e poi sa che io non vo'ch'ella vada a zonzo
più gonzo; / son più bue, che non fui; / imparato non ho
certe toppone; / non preme che sia brutta o che sia bella, /
non preme che sia brutta o che sia bella, / basta per te che
che sia bella, / basta per te che l'abbia la gonnella. manzoni
gior nate: e sì che la città non dava motivo ad allegre passeggiate
zonzo! tu resti qui e aspetti che tomi otello. -di animali.
a zonzo senza vangaiuole, / ei crederà che sia un topolino. rajberti, 1-95
intende questa pratica, / e quasi che il cervel gli andava a zonzo. a
bacchelli, ii-433: io m'accorsi che il gran da fare consisteva nel mandare
ricca e varia, come avveniva a quelli che potevano frequentare gli zoo delle grandi città
sf. zool. raggruppamento di animali che convivono in un certo ambiente.
bot. denominazione comune delie alghe cianoficee che vivono in simbiosi con un animale.
zoocòro, agg. bot. che viene disseminato per zoocoria (una pianta
zoodisinfestante, agg. chim. che ha funzione antiparassitaria nell'allevamento di animali
zoodomàzio, sm. bot. domazio che ospita animali. = voce dotta
. m. -gì). biol. che si nutre di animali; carnivoro.
, sf. ecol. parte della fenologia che si vale di osservazioni condotte su animali
al recinto degli animali. debbo premettere che non sono zoofilo, e che la zoofilia
premettere che non sono zoofilo, e che la zoofilia per sistema mi pare un'
un'aberrazione dell'istinto di maternità, che non trova il suo sfogo naturale, si
da zoofilo. zoòfilo, agg. che ama gli animali. - anche sostant.
al recinto degli animali. debbo premettere che non sono zoofilo. -che denota
. zoidiofilo. 3. psicol. che è affetto da zoofilia erotica. 4
25-134: allor certo zoofilo animale, / che conciliator spirito avea, 7 fame uso
, 1-i-217: 'zoofisiologia': parte della fisica che tratta delle bestie. = voce
. zoofìtico, agg. bot. che avviene fra animali e piante (una
ant. anche -a). zool. che vive in ambienti biotici animali o creati
. animale, in partic. mollusco, che vive in colonie arborescenti, che per
, che vive in colonie arborescenti, che per la somiglianza con i vegetali era
ai sensati passando, trova prima quelli che da'greci sono detti zoofita con nome
ritrovansi in ogni animale, anche in quelli che stanno affissi agli scogli, e che
che stanno affissi agli scogli, e che, per esser posti come a'confini tra
non manca, sul davanti, il gatto che, a confronti vibranti che sembrano corolle
il gatto che, a confronti vibranti che sembrano corolle afferrano la preda e la divotarlo
un qualche mare; e i naturalisti, che hanno studiato le produzioni subacquee, gli
in partic. di una determinata specie, che si manifesta con sindromi nevrotiche, soprattutto
per indicare il terrore patologico o morboso che taluni hanno di certi animali.
zoòfobo, agg. psicol. che è affetto da zoofobia. - anche
sostant. 2. bot. che è provvisto di caratteri che preservano dagli
. bot. che è provvisto di caratteri che preservano dagli animali erbivori (una pianta
. zoofòrico, agg. archit. che sostiene uno zooforo (una colonna)
mezzo / colonne eccelse sopra piedistalli, / che so- steneano il solido architrave, /
maestro, attorni in rami / vò che serpa un feston, che fasci il sasso
rami / vò che serpa un feston, che fasci il sasso / con grottesche a
anni mccxcvii, ma può essere, che lo zooforo fosse fatto posteriormente. algarotti
fregio lo ha dato assai più alto che non converrebbe. 2. agg
2. agg. colonna zoofora: quella che sostiene tale fregio. = voce dotta
(plur. -ci). geol. che è formato dall'accumulo di resti di
sf. zool. branca della biogeografia che studia la distribuzione delle varie forme di vita
. m. -ci). zool. che è proprio, che riguarda la zoogeografia
. zool. che è proprio, che riguarda la zoogeografia. zooglèa, sf
genere di batteri della famiglia pseudomo- nadacee che si sviluppano soprattutto in acque putrescenti.
dal d. e. i., che l'attesta nel xix sec.
. m. -ci). biol. che riguarda la zooglea. zoografìa
fu eletto / d'aureo pel, che col nome di famiglia / jakal dagli zoografi
v.]: 'zooiatra': colui che esercita la zooiatria. = voce dotta
. m. -ci). disus. che è proprio, che si riferisce alla
. disus. che è proprio, che si riferisce alla zooiatria. tommaseo
s. v.]: 'zooiàtrico': che appartiene o si riferisce alla zooiatrìa.
ogni singolo individuo di alcune colonie animali che si differenzia per una particolare funzione che
che si differenzia per una particolare funzione che svolge all'interno della colonia stessa.
in quella casa sua tutti gli zoidi che sarebbero germogliati dal suo seme. =
. m. -ci). relig. che è proprio, che è relativo alla
. relig. che è proprio, che è relativo alla zoolatria (un rito,
un idolo). 2. che pratica la zoolatria (un popolo, una
zoologìa, sf. ramo della biologia che ha per oggetto lo studio degli animali
rane, vittime ordinarie della scienza, che ebbero nell'invenzione della pila e quindi
pila e quindi del telegrafo quel marito stesso che le oche nella salvezza del campidoglio.
(plur. m. -ci). che è proprio, che concerne, che
. -ci). che è proprio, che concerne, che si riferisce alla zoologia
che è proprio, che concerne, che si riferisce alla zoologia. - geografìa zoologica
. 3. per estens. che ha caratteri somatici che ricordano quelli dei
. per estens. che ha caratteri somatici che ricordano quelli dei primati (con uso
. marchi, 1-ii-34: 'zoologista', naturalista che special- mente si dedica allo studio degli
. silvagni, 153: non basta che abbiamo scimmiottato il ridicolo 700; in un
loro rapporti. ghislanzoni, 200: inutile che vi riferisca e descriva di qual maniera
fotografico o cinematografico a lunghezza focale variabile che consente di ampliare o ridurre l'inquadratura
guardare dal belvedere del tribunale me stesso che si affanna per la strada della cesana e
. m. -ci). relig. che riguarda, che si riferisce allo zoomorfismo
). relig. che riguarda, che si riferisce allo zoomorfismo. 2
. 2. per estens. che tende, a causa di una condizione
, agg. relig. e mitol. che rappresenta un animale o che ne ha
mitol. che rappresenta un animale o che ne ha l'aspetto (un oggetto,
, sf. ling. parte dell'onomastica che ha per oggetto lo studio dei nomi
. m. -ci). ling. che si riferisce, che riguarda la
ling. che si riferisce, che riguarda la zoonimia. zoònimo, sm
attualmente in venezia sono proibiti moltissimi libri che circolano tra noi impunemente, e con pubblico
sf. biol. parte della parassitologia che studia i parassiti degli animali.
costituito da una serie di immagini fotografiche che rappresentano varie fasi del movimento di un
- istituti zooprofilattici sperimentali. quelli pubblici che hanno come attività specifica l'assistenza veterinaria
, sf. psicol. forma di allucinazione che consiste nella visione di animali terrificanti;
e d'irritabilità poco diverso dall'altro che fa i fiori della muscipola atti ad
]: 'zoospora'o 'zoosporea': delle alghe che ànno spore fornite di movimenti spontanei.
zoosporàngio, sm. bot. sporangio che genera zoospore. dizionario etimologico italiano [
]: spora acquatica libera senza membrana che si forma negli zoosporangi. = voce
zootecnìa, sf. scient. scienza che si occupa di ri- produzione e di
nigrisoli, tit.: sui principali miglioramenti che si potrebbero introdurre in alcune parti dell'
. b. croce, iv-1-62: che cosa fanno l'agricoltura e la zootecnica?
(plur. m. -ci). che è proprio, che è relativo alla
. -ci). che è proprio, che è relativo alla zootecnia; che riguarda
, che è relativo alla zootecnia; che riguarda gli animali dal punto di vista
medici antichi; e galeno stesso, che fu sì gran prattico,...
. m. -ci). disus. che è proprio, che si riferisce all'
. disus. che è proprio, che si riferisce all'anatomia comparata. documenti
dal d. e. i., che l'attesta nel xx sec.
zootrofìa, sf. disus. disciplina che studia le forme di nutrizione degli animali
. m. -ci). disus. che si riferisce, che è relativo alla
. disus. che si riferisce, che è relativo alla zootrofia. piccola enciclopedia
, appartenenti a gruppi tassonomici diversi, che vivono in simbiosi con animali.
, la quale si faceva della ragia che si rastia dalle navi, e con la
calmo, 2-206: infra tanti miracoli, che ha fatto l'arte in diversi seculi
e per dito anche de qualche persona che ha del sai in zuca, è el
mosto, 1-48: l'è vero che quelli che abitano sopra questo fiume e alguni
1-48: l'è vero che quelli che abitano sopra questo fiume e alguni de quelli
sopra questo fiume e alguni de quelli che stano su le marine ano alguni zopoli,
. f. doni, 5-65: coloro che più del dovere s'invillano, se gli
; ma delle interpretazioni prevale questa, che riferisco con le parole d'un discepolo
panzini, iii-632: un altro medico disse che contro la zoppaggine aveva « ritrovato sopra
zoppaggine aveva « ritrovato sopra alcuni autori che qualche volta fa musica ha fatto dei
1-73: la freddezza del flemma è tale che, posto che dalla caldezza e penetrabilità
freddezza del flemma è tale che, posto che dalla caldezza e penetrabilità del sangue sia
dalla caldezza e penetrabilità del sangue sia più che da qua lunque altro umor
è così dura agli sproni amorosi, che non può, se non zoppamente, seguir
cura. libumio, 2-60: quelli che lungamente vissono co'piedi in ceppi,.
[delle pecore] dipende dalle zecche, che penetrano dentro la pelle fra fungine.
1. neri, 11-2: quei che per tal via non han la mancia /
la tua carovana sfiancherà li dromedari, che zoppeggiando con tre gambe la tragittarono alla tua
leone ebreo, 134: questo vuol dire che per essere zoppo fu gettato del
un animale domestico, dovuta al fatto che l'animale sottrae l'arto all'appoggio
essere zoppo. morgagni, 5: che si diano, né di rado, sublussazioni
. carducci, iii-28-18: bisogna credere che la curiosità di quelle due generazioni del
pres. di zoppicare), agg. che è zoppo, che procede zoppicando (
, agg. che è zoppo, che procede zoppicando (anche di animali).
lui signori parenti in un gran timore, che possa accadere la lussazione del femore promossa
accaduto ad una sorella del medesimo, che è poi restata affatto storpiata e zoppicante
incontrato: qualcuno così lordo e sbrindellato che da lontano somigliava al 'matto'dei tarocchi e
1-178: non ò finito la frase, che il passo zoppicante del ronzino è diventato
! 2. per simil. che traballa in quanto ha le gambe di
un canapè giallo, zoppicante, e che anche nell'immobilità versava la tarlatura.
ricci corti. 3. figur. che è manchevole o insufficiente nello svolgimento di
impreciso, irregolare un brano musicale; che è fuori tempo, stonato. frateili
perdeva il tempo. 4. che è approssimativo, difettoso, lacunoso; privo
: vedete, sig. rocco, a che passi conducano le zoppicanti supposizioni. tenca
costoro non mi perdonano di aver pensato che la trinità del vero, del buono e
, con ragionamento più zoppicante via via che procedeva, sì perché non
e sì perché non si poteva dire che i machiavelli fossero stati spogliati da nessuno
spogliati da nessuno. 5. che è incerto, esitante o imperfetto (la
in brevi parole: sarebbe da desiderare che l'uomo possedesse e bontà e dottrina;
santa fede. 6. che non rispetta le regole grammaticali, sintattiche
(un testo, un linguaggio); che presenta irregolarità prosodiche, metriche o ritmiche
, frasi fatte. 7. che ha ritmo irregolare, stentato, impreciso
egli zoppicasse, sarebbe almeno desiderabile, che fossero salve le apparenze e che nel buio
, che fossero salve le apparenze e che nel buio delle tenebre si seppellissero i
. fogazzaro, 13-87: si diceva che negli studi teologici avesse zoppicato alquanto,
. sicinio, 1-81: voglia dio, che sia egli, ch'io non mi
danubio quelle fa- cende della guerra, che da prima zoppicavano per il partito
tutti, fecero segnore; uomo che zoppicava del piede. capellano volgar.,
contento. / ai me, che sento / zopegar de sopra. poesie musicali
maria, e disse a santo ippolito che ciò che mancasse al guarire sì li
, e disse a santo ippolito che ciò che mancasse al guarire sì li ricompiesse.
la maladetta palla, ve ne ricordate? che mi colpì sotto al ginocchio nella battaglia
., 9-19: quando il cavallo par che zoppichi con uno o con due o
quale si chiama atrichis, così conoscie che 'l cavallo senza alcuna cascione è zopo
ciascheduno de'suoi piedi per diviso pare che zopichi, cioè quando dell'uno piè e
risoluzione zoppicò fino alla catasta di legno che un'altra volta l'aveva salvato e
, quando s'accorse d'un lupo che gli veniva dietro. l'asino vistosi perso
alla fine sul cader del sole poco men che a due tiri di bombarde s'avvicinarono
sopravi una sedia di noce alta, che zoppicava da un piè. marchesa colombi
con passo grave e ad ogni orma che stampa, fugge il demonio: sostenuto va
. muratori, 7-iv-335: se vedevano che sotto i consoli zoppicavano le faccende del pubblico