cameraccia ebbi a spiritare dalla paura, che avendo la testa piena di terremoti,
ma per buona sorte non era altro che il moto de'miei piedi che cagionava
era altro che il moto de'miei piedi che cagionava quel traballamento. milizia, viii-203
della loro fortezza, e non è che debolezza proveniente dal poco conficcamento de'travi
sia la mancanza di forze e la vista che le si oscurò, se pollino non
pres. di traballare), agg. che si regge in piedi a stento,
si regge in piedi a stento, che è incerto sulle gambe per debolezza o
gambe per debolezza o per ubriachezza; che ha andatura incerta, tremante; che
che ha andatura incerta, tremante; che muove esitando i primi passi.
da sé senza quel carrettelle di sostegno che si usa in città per tener su
i-134: se tu vedi un fanciullo che ti viene incontro con un passo traballante e
una scrittura grossa, sconnessa, traballante che cominciava precisamente nel nome della santissima trinità
scarabocchio di firma. 2. che avanza sobbalzando e oscillando (un veicolo,
3-135: di dentro veniva un indistinto brusìo che le scosse del traballante veicolo stacciavano,
. arbasino, 23-1334: una chiesetta che dà su una cadetta con un selciato traballante
una cadetta con un selciato traballante, che non vengono mai a riparare.
assise, e sulla scranna un custode che non da più segno di vita.
(una persona). -anche: che è in bilico fra due alternative,
ancora traballante, ma avevo preso una decisione che mi accompagnerà, spero, tutta la
c'è un sol caso di questi giudizi che non sia irrimediabilmente contestabile e, nella
chiaramente distinti, di tal leggerezza, che al solo alitare traballavano. pecchi, 11-204
11-204: s'in- 7. che non detiene saldamente il potere (un regnantravvedeva
sì e no una fila di contadini che camminavano te, un governante)
te, un governante); che non ha forte seguito politico (un
. siri, 1-i-586: l'oro che a piene mani spandeva la regina manteneva
manteneva tutti cheti e ossequenti e, fin che durò questa virtù efficacissimamente persuasiva, il
principe traballante sul seggio, un dei tanti che sorgeano e cadeano d'ogni lato in
, 21-v-1949], 3: è chiaro che oggi citroviamo dinanzi alla possibilità che i vari
è chiaro che oggi citroviamo dinanzi alla possibilità che i vari stati europei si diano da
apaccogli una nespola acerba, / tanto che tutto pel colpo trabal- a. ariosto
, e sì quel colpo sente, / che tutto ne vacilla e ne traballa,
traballar sonniferosi, / e con voci, che 'l sonno fé tremanti, / proverbiando
gozzi, i-27-203: siamo circondati da gente che bèe a tutte l'ore, e
presbiterio. pavese, i-49: lorenza, che leggere non sapeva, traballava avanti e
anzi quegli occhi tuoi chiudi così, / che per vertigin non trabbocchi giù, /
). marchetti, 5-111: allor che l'atra / violenza del vino ha penetrato
io n'ebbi tal spavento, / che traballar le gambe ancor mi sento.
pose un tal freddo di paura addosso, che ogni cosa, che vedeva moversi,
paura addosso, che ogni cosa, che vedeva moversi, ogni strepito, che udiva
, che vedeva moversi, ogni strepito, che udiva farsi, gli traballava il cuore
qualunque carattere prosa o verso, senza che gli occhi mi traballassero più. tozzi,
di buoni sassi come più piace, che non possa traballare. giuglaris,
traballare. giuglaris, 93: che dici di que'palazzi, che non rovinano
93: che dici di que'palazzi, che non rovinano per lunghezza di tempo,
urlare, e tremare con tale dibattimento che tutta la stanza sensibilmente traballava. monti
nessuno osava avventurarsi su per la scala che traballava. d'annunzio, v-1-218:
, la macchina traballava nei solchi profondi che aveva fatto la pioggia.
ruscelli, xxvi-2-126: io crederei, che questo mio cavallo, / fosse l'alma
sfilacciano contro i cornicioni / delle case che occupano l'aria. / i nuvoloni;
. pavese, 1-44: sento la vecchia che grida a una figlia, e poi
tutte le sorti di mezzi coloro, che erano capaci d'abbattere, o far traballare
2-100: il ricasoli traballa e parmi difficile che si regga a lungo al governo.
], 9: il premier attuale, che sta traballando sotto i colpi della neonata
oliva, i-2-193: or come vorremo, che si approvi in noi tra- lasciamento tanto
stati turlupinati da questo paese in isfacelo che pur traballando sulle sue rotaie ci ha
durato poco, ma per un'azienda che traballava, sette od otto giorni di scompiglio
i sigilli. da tempo m'ero accorto che si traballava. 6.
pure penetrati, non sarà gran cosa che facciano traballare, chi senza sodezza alcuna
f ar bene, che è come un comporre alfimprowiso, non troverà
vivere un'esperienza, una realtà, che non entrando nel suo iniziale schema giovanile.
considerare come una colpa quella riserva fiduciosa che accomodava o rimandava le conclusioni dentro di
. pallavicino, 3-ii-18: per non lasciare che traballi il discorso su fondamenti non assodati
sonare, fate ch'io balli. -e che voi traballerete farò, non dubitate.
suo viaggio sulle più rotte strade, che possa rendere una qualche idea dei rischi
possa rendere una qualche idea dei rischi che ci si corrono. g. raimondi,
, e nel traballio della carrozza, che non finiva mai, s'animavano in
ei va talor tanto a pendio / che a gambe all'aria per andare ei sta
5-61: era così assennata nelle decisive, che le fissava senza vacillamento, e le
di traballoni per un mal di fegato che ha trascurato. fanfani, i-186: traballone
, 1-24: al passaggio dell'autobus sgangherato che por- ta i disgraziati viaggiatori
. v.]: 'traballone': negoziante che ha dato il traballone. ufficiale pubblico
ha dato il traballone. ufficiale pubblico che sta per dare il traballone. il
giusti, 4-ii-397: spero anch'io che i popoli / vadano in perdizione:
di trabaltamenti di vetture e di cavalli che cascano o che pigliano la mano, derivano
vetture e di cavalli che cascano o che pigliano la mano, derivano quasi
sanudo, lii-10: se intende che antonio da leva ha piantato dui
in bilico su due pieducci: ogni volta che la si moveva, veniva voglia
di far l'atto di reggerla perché sembrava che avesse a trabaltar da quella parte.
, ed è un transito incessante di cose che parlano, un viaggio di segreti,
el gocco vami tanto traballando, / che no mi pogne e fàmi scarpare; /
1-102: fummo assaliti da contrario vento che per tre giorni e per altre tante
no, stando per morire, pregò, che non li facessero propria sepoltura, ma
non li facessero propria sepoltura, ma che lasciassero, che il suo corpo fosse trabalzato
propria sepoltura, ma che lasciassero, che il suo corpo fosse trabalzato dovunque portasse
, 41: li colpi del mare, che di continuo e senza intermissione flagellavano la
nave, erano così gagliardi e veementi che, quantunque ella fosse molto grande,
a soggiacere a molte e gravi burrasche che per 14 giorni lo agitarono e trabalzarono dal
alltonio. tarchetti, 6-ii-241: un'inclinazione che i casi della mia vita avevano combattuto
disputassero [la fede], oltre che facilmente sarebbero convinti, seminerebbero delle eresie
, seminerebbero delle eresie fra loro, che così miseramente trabalzano sotto sopra i popoli
elemento del cavalcare è star sì, che il cavallo non vi butti giù di
di sella. il secondo è, che non vi trabalzi, in modo, che
che non vi trabalzi, in modo, che ricadiate pendolonè, or da una parte
atteggiamenti. aretino, 8-282: non che ella gli volesse meglio, che avendolo
: non che ella gli volesse meglio, che avendolo amato più de l'amante non
ramusio, iii-392: vedendo nondimeno, che si faceva servigio a sua maestà in
in andare per quell'oro, a ciò che gli indiani in quel mezzo noi trabalzassero
la suppellettile sontuosa altro non trovarono che le ignude mura e due coffini con
advertisca ben ad custodire bene tutti li pregioni che sono di stato dii milano che non
pregioni che sono di stato dii milano che non siano trabalzati e fatto fugire. della
porta, 1-370: maestro, come dite che vi sieno state trabalzate le donne,
fu ucciso da suoi nimici quella notte che dai medemi io fui tra5. oltrepassare
libertà apresso di noi la riteniamo, secondo che giornalmente ne verrà la materia, per
monti, x-3-17: parve un fiero turbine che romba / tempestoso per l'aria e
trabalzarono tutt'e cinque, a un rumore che venne di sotto al letto: si
d'un alito pien di dolcezza, / che le ventò lieve sul viso. serao
della battaglia nei sobborghi, con l'animo che trabalzava, affannato ed esaltato da un'
, 1-vi-147: uno di quei bugigattoli mobili che si chiamano carrozze,...
. rotolando e trabalzando sui crudelissimi ciottoli che tappezzano le contrade di mantova, mi trascinerà
: giovanni e maria stavano attorno alla madre che, fuori di sé, trabalzava dal
, ii-2-197: incocrenze di allusioni geografiche, che anch'esse trabalzano in ambienti fisici diversi
sì dolce: « toglietevi di qui » che fa prò al furore che lo trabalza
di qui » che fa prò al furore che lo trabalza in barca con ridersi di
. bartoli, 2-4-254: in quell'andare che avean fatto raminghi e qua e là
si consolassero e per il gran atir che avean fatto, e per seicento idolatri che
che avean fatto, e per seicento idolatri che battezzarono. divini, 39-iv-36: è
na l'invenzione d'omero nell'odissea, che introduce due porte, per le quali
cronista ci lasciò scritte quelle perdite spaventevoli che patì necessariamente l'esercito, infetto d'
174: ho narrato le strane peripezie che mi travolsero fino al carnovale dell'anno
noi taglieremo di libano tutto il legname che ti farà bisogno, e per mare colle
sopra trento, uno fodero di legname che qua chiamiamo zatta, in su la
d'essere in una di quelle zatte che si costumano nel po per condurre legnami.
zatta con armi da servire a parecchi bersaglieri che avrebbono traversato il fiume a noto.
zattina. svevo, 8-858: invece che stare sempre sulle quattro zattine nel minimo
fa strologare come mai quelle prime genti, che non avevano coltelli, facessero a mangiarle
gli antichi confondevano citriuoli e poponi, che non erano saporiti come adesso, e
un grosso gotto / del suo vermutt, che è tanto applaudito; / dopo,
può alcun figurarsi quanta gala, / e che massa di popolo s'è fatta,
cotanto piena pinza era la sala / che non c'entrava il seme d'una zatta
guittone, i-13-224: quanti sono, che pensato àn già canpare dei lacci
del mondo e di mano di zattanas, che troppo tardando a mal son minati!
alla parte superiore della riva in modo che l'acqua non la potesse via menare
g. barbaro, ii-95: il modo che servano in questo passare è che quei
modo che servano in questo passare è che quei che hanno il potere mandano dei
servano in questo passare è che quei che hanno il potere mandano dei loro avanti
volte e di questi e delle rati, che noi zattere chiamiamo, si servì a
tempo in legno, oggi gonfiabile, che serve di appoggio e sostegno ai naufraghi
altre imbarcazioni in dotazione. -boa piatta che serve come piattaforma di appoggio per i
tintori. garzoni, 1-525: basta che nell'arte si trovano il tintore, la
protezione e il ponte di corridoio, che assicura la galleggiabilità e la stabilità della
due remi e forcole, a tale che, quando occorresse una disgrazia che il navilio
a tale che, quando occorresse una disgrazia che il navilio si perdesse, questa si
sm. marin. natante a fondo piatto che si usa per lavare e verniciare l'
e da esse son venuti i zatteri, che ven- gon giù per i fiumi con
, cii-ii-253: mi mandò a dire quel che più volentieri io beverei, o vino
uva o di miele o di zauna, che è di orzo. = da
sono troppo fastosi per uno zavalì, che non trova più la via di mettere insieme
cum alcune tache sopra le persone, che dipoi questa infirmitade fu chiamata pe- techie
, ii-4: con questo tristo incarco par che re. - anche sostant.
età e fanciullezza loro non sano ancor quel che si fanno. dalla croce, ii-6
è caldissimo. savinio, 1-30: so che più in là, incontrerò la fruttaiola
là, incontrerò la fruttaiola scema, che balla nuda nel mezzo della via,
). zavattiniano, agg. che è proprio, che si riferisce allo
zavattiniano, agg. che è proprio, che si riferisce allo scrittore e regista c
1992], 21: oso affermare che di chiara, onesta derivazione zavattiniana è l'
chiara, onesta derivazione zavattiniana è l'idea che, all'inizio del 1980 ha avuto
, xii-1-22: costì non mancano zavattini, che non sanno tagiar altro che i camisciotti
zavattini, che non sanno tagiar altro che i camisciotti dei putti di s. bernardino
, aprivano di maniera la bocca, che se li fosse stato lecito di parlare,
zavira, sf. ispan. cardo che cresce in castiglia. ramusio,
grossi, de quali si fa l'acibar che è una composizione amarissima e nera.
. insieme dei pesi solidi o liquidi che si imbarcano, in modo stabile o temporaneo
fossen navi in mezzo tonde, / che 'l peso ferme tien de la zavorra.
: uno dei pezzi di ferro, di che è composta la zavorra, per la
sacchetti di sabbia o di altro materiale che serve a equilibrare la differenza fra la
bacchetti, 1-ii-572: il filopanti, cucite che furono le tele di canapa robusta,
una vedova an- zianotta e provveduta, che era stata tirata per i capelli dalla
.. in crociera con quello spavaldo che aveva quindici anni di zavorra di meno.
ricevette offesa nel 1859; s! che fu tempo in cui tutta la zavorra sociale
. f. frugoni, iii-306: oh che mala zavorra è la donna, che
oh che mala zavorra è la donna, che altro al fine che sabbia non è
la donna, che altro al fine che sabbia non è infruttifera, ed ha sentor
infruttifera, ed ha sentor di sentina che infetta, e non serve a bilicar il
uh! quanta zavorra episodiacaf ah! che nebbiaccia di parole! -nell'estetica
storia di personalità ideali o fantastiche, che hanno scosso via da se la zavorra
. = dal lat. suburra, che forse è connesso con sabulum 'sabbia',
bacchetti, 2-xxiv-1082: non è giusto che sì zelanti commedianti si mettano per via
era passeggiata nei monti,... che non ne discendesse... grave
scrittura in diverse parti per decniarare in che modo iddio prova i suoi, e
io non v'ho scritto un pezzo fa che non sapevo in qual clima voi foste
ferrare roche, dico l'oche non che i cavalli, e lasciare zazzeare per
m. cecchi, 30-79: mentre che egli aveva intorno al cuore i tizzoni
del fuoco di cupido da premalcuòre, e che egli cercando spegnergli per tuffargli in una
spegnergli per tuffargli in una fontana segreta che aveva monna laura, andò zazzeando dattorno
(i-iv-676): ora avvenne un dì che, andando il prete di fitto meriggio
, la qual voce io non so quello che si voglia significare.
forza rimanersi ivi per quella sera di che accortosi il zazzeóne, che viveva a la
sera di che accortosi il zazzeóne, che viveva a la sboccata et in presenzia
et in presenzia della moglie diceva ciò che gli veniva alla lingua. =
g. villani, iv-0-131: che. ssi lisciavano come donne e pettinavano
savonarola, iv-338: e'sono molte che non si curano d'esser chiamate figliuole del
chiamate figliuole del diavolo, cioè quelle che vanno con quelle veliere, zazzere e
, ii-13: aviva una zaz- zara che parivano file d'oro. lorenzo de'medici
seguito in un subito da tanti, che fu lasciato l'uso antichissimo di portar
191: lo metteggiavano per le moltissime anella che portava, per la coltura della zazzera
storia de'longobardi, dove si vedeva che eglino dalla parte di dietro erano rasi
: presso il pulpito, vedo la donna che 'lui'mi indica... ha
. m. cecchi, 240: quello che si contenga in sé la favola /
un vicino / ch'altro non fa che maschere e che barbe / e zazzere
/ ch'altro non fa che maschere e che barbe / e zazzere posticcie. amenta
, 1-61: non iscuotere il capo, che ti cascherà la zazzera. muratori,
1-195: non in questo solo erravano, che intatte sofferivan le zazzere delle pianticelle nel
carena, 1-72: 'zazzera': quelle disuguaglianze che trovansi nell'estremità di un foglio di
volta, e trovarete fatto ogni cosa; che non ci rimarrà zazara a sgombrare.
sopra il colletto dei panni logri e stramiciati che indossavano, sembravano ancora più boia.
persona, leggiadro molto e più pulito che una mosca, con sua cuffia in
con una zazzerina biondastra, ™ si vedeva che era avidissimo di schiarimenti.
-zazzerino. caro, 12-177: dammi che 'l profumato, inanellato, / col ferro
/ ve- dut'ho 'l vostro amore che piangia; / l'ha 'l volto bianco
bel 'bébé'di diciotto anni circa, che ha un faccione latte-vino, tondo tondo
cecchi 1-1-501: -ma promettetevi, / che tutto questo luogo appena sia / bastante ai
luogo appena sia / bastante ai personaggi che verranno / fuori ad un tratto. -che
-che n'è stato di quel povero ammannati che ti pia ceva tanto prima
ti pia ceva tanto prima che l'abruzzese entrasse in ballo? -chi?
zazzera. zazzerato, agg. che porta una lunga e folta zazzera,
, 33: la vera pietà cristiana, che a voi signoreggia non mercé, non
zazzeruto (zazzaruto), agg. che porta una folta, lunga zazzera,
perpetue di marocchino timoroso delle zacchere più che un pavone, egli camminava per la
: andrea e lo zazzeruto eran più spettatori che attori. -con riferimento al
tanto per trovalla, eppure / veggo che va 'gni cuosa all'incuntreria. =
vittorini, 5-265: lo zdanovismo non è che oscurantismo. s. viola [«
vecchi tempi, lo zdanovismo appena corretto che avrebbe permeato le posizioni degli intellettuali dell'
(1896-1948), uomo politico sovietico che ne fu promotore. zdanovista, agg
(plur. m. -i). che è proprio, che si riferisce allo
. -i). che è proprio, che si riferisce allo zdanovismo. -sm
presente anche negli spinaci e nei piselli, che stimola la divisione delle cellule, la
: oh sovra tutte mal creata plebe / che stai nel loco onde parlare è duro
pecore o zebe, o capre, che uomini per cadere in peccati, onde
39-71: ah sfortunata plebe, / che dove del tiranno utile appare, / sempre
ne debbe. monti, 4-294: a che vi state / istupiditi come zebe,
altri segni delle ntà e generosità che ardeva nel mite ariosto. =
checchessia della roba calcandola e pigiandola più che si può, acciocché ve ne entri
, sf. miner. varietà di saponite che si presenta in aggregati fibrosi, di
: i potenti infami e rei / che non han battesimo, / m'hanno rotto
fatto lei a quel povero zebedeo, che... gli era girata la testa
: zevere sono una generazione di bestie che abitano nelle parti di spagna, cioè di
di castiglia vecchia, e sono maggiori che cervi. f. pigafetta, 4-83:
nasce parimente in questa contrada altro animale che chiamano zebra, comune anco ad alcune
, 5-39: la zebra, un asino che non è asino, perché non si
-per estens.: ciascuno dei legni che presentano strisce scure su fondo chiaro.
negli occhi. lei sembra una vecchia che si stacca dal marciapiede fuori le zebre,
pass, di zebrare), agg. che ha la superfìcie del corpo o il
.]: 'zebrato': dicesi del cavallo che ha qualche parte del mantello più o
, quasi rotondi, dalla pelle zebrata che tessono la propria rete verticalmente dinanzi alle
3-62: ecco la inseparabile coppia di pagliacci che, nelle sacre cerimonie, mettono una
colli zebrati di culture non appaiono ormai che le impronte degli alberi e delle poche ombre
crudele come una ferita, quasi sperando che sia stato un abbacinamento della tua vista
: ho letto, non so dove, che i passaggi zebrati apparsi in un film
simbolo della nostra alienazione. ma di che si tratta poi? bianciardi, 4-185:
villadossola. è una varietà di beola che si escava presso il centro omonimo..
di volare, si muove con un brivido che le mette una zebratura nell'oro mescolato
-zebrature stradali: strisce bianche sull'asfalto che segnalano ostacoli o delimitano passaggi pedonali.
bot. presenza di striature chiare e scure che si osserva su alcuni frutti affetti da
marmo zebrino: varietà di marmo apuano che presenta fasce bianche alternate ad altre di
, da ricordare più il manto della zebra che non i classici cipollini a nastro bianco
del genere bove (bos indicus) che presenta una caratteristica gobba adiposa sul dorso
supra e stridati sopra le scalle, che de caetero in venezia, né in altri
novamente battuti in la zecca veneta e che tutti li altri fossero banditi cum grandissime stre-
il modello et ò trovato, poi che il piano della zeca abia fino al fiume
al fiume bracca quattro e mezzo, che sotto le loggie ci vengono stalle bellissime
le loggie ci vengono stalle bellissime, che aranno l'entrata lungo il nume. garzoni
: per sodisfare al vulgo in parte che chiama beati i ricchi d'oro e
prò'. muratori, 7-ii-186: allora fu che esso senato e popolo occupò la zecca
oggi i tre dittatori pubblicarono il decreto che obbliga sotto pena di immediato arresto a
voluta la zecca in cantina, altro che le mie miserie, e andare a pigliare
zecca (con valore aggett.): che presenta in sommo grado i caratteri tipici
pei capegli con un borsotto di fiorini che fumano. buon prò. nuovi di zecca
826: sono per il bel servizio che mi avete fatto. « io? quando
? » chiese il vecchio più morto che vivo dalla consolazione, vedendosi porgere tre
sinistra del verbano. boine, iv-153: che cos'è, questa smania delle parole
. franco, 37: se l'arte che imparasti fu la stecca, / e sfoderare
/ e spia se c'è taccone che aggia pecca, / e se il cuoio
da lungi mostrarmi un curioso / libro, che a sorte nelle man tenea / nuovo
zecca, se lo stile non ci dicesse che oggi di tali palazzi non se ne
1-236: questo di più è quel denaro che si ritiene il principe per diritto della
[plinio], 628: scrive eschine che u ^ nendo e lombi alla donna
59: ricino non vuol dire altro veramente che quelle zecche grosse, che attaccate adosso
altro veramente che quelle zecche grosse, che attaccate adosso a porci, a cani,
: sonci alcuni scarafaggi terra- gnuoli, che si chiamano tori simili alle zecche. redi
[delle pecore] dipende dalle zecche, che penetrano dentro la pelle fra l'unghie
passato nel linguaggio scient), che è dal pers. zadivàr attraverso l'ar
. m. -ci). ant. che si riferisce, che riguarda la testa
). ant. che si riferisce, che riguarda la testa, che gli è
riferisce, che riguarda la testa, che gli è prossimo, cefalico. -vena
cane frustato; / per dio, che 'l vin ti cavo fuor pel grugno;
: eolo incatenizzando i venti impone, / che zeffireggi un'aura, / che affretti
/ che zeffireggi un'aura, / che affretti e spronipunga i legni a volo.
ne gustai come la pece, / che mi de'il canovaio, anzi caronte,
de'il canovaio, anzi caronte, / che chi ne trinca le budelle rece.
ne trinca le budelle rece. / che diavol d'uom è quel, che brusca
/ che diavol d'uom è quel, che brusca fronte / che zeffo è il
uom è quel, che brusca fronte / che zeffo è il suo, che razza
/ che zeffo è il suo, che razza d'uom salvatico! groto, 225
uom salvatico! groto, 225: parca che ella mi si appressasse al letto con
colorata? » « colorata. » « che misura porta? » « credo,
. landino, 220: alcuni stimano che si concepano di vento: il perché
plinio], 10-60: quell'ova, che le femine fanno senza maschio per imaginazione
vento primaverile, mite e leggero, che soffia da ponente. -in senso generico
/ zefiro dolce le novelle fronde / di che si vede europa rivestire /..
: o qual fu il primo legno che 'n gaeta / zeffir condusse e levò di
: il quarto [vento] zefiro, che spira da la contrria parte, da
ordine similmente ne gli aquiloni e ne'zefiri che producono le rose e negli altri similmente
non certo e costante come si presuppone che sia il fato. marchetti, 5-241:
e al tempo, si può dire che notte e giorno, sole e pioggia,
dal colle pio de la guardia / che incoronato scende da tapennino al piano. pascoli
da una grotta a questa rancia / marina che uno zefiro scompiglia. -fiffur
ventura. arrignetto, 220: infine che 'l prospero zeffiro traeva, io era
accompagnato da molti amici. che vai pur nicchiando. n. secchi,
zecchétta. ramusio, iii-69: dopo che alquanto stanno unte le gambe, overo
= dal longob. zèkka, che è dal germ. occidentale * tikka;
argento di siphno si zeccava tanta moneta che la decima parte, che se ne riponeva
zeccava tanta moneta che la decima parte, che se ne riponeva in delpho, fece
ai toscana, i-365: tutteneta d'oro che, rimanendo sempre dello stesso peso e titolo
grosse fanno guastare e zeccare mezzi carlini, che se viene a guadagnare cinque per cento
f. galiani, 3-60: si sa che il marchese del carpio nella generale rifusa
352. 388 libbre d'argento, che sono ducati 5. 604. 309.
provature col paragone de le più triste che si trovino, non altrimenti che si faccino
più triste che si trovino, non altrimenti che si faccino i zecchieri de gli arienti
d'oro di provisione il mese, sanza che i ferri poi erano pagati dal zechiere
molti pezzi a ponto limitati, secondo che il prencipe concede al cec- chiero per
. p. neri, 1-vii-290: nel che ha sempre ritrovato qualche utile, il
utili sopra la monetazione ed altri emolumenti che se gli pervenivano come zecchiere, formavano
. manzoni, vi-1-234: le cose che sono la sostanza della questione, è
mente di ricorrere all'oro per qualificarla che ad un mineralista o ad uno zecchiere di
a quella in possesso di un giocatore che sarà dichiarato vincitore. c
. gozzi, 1-714: è vero, che egli aveva spesso giuocato allabassetta e alla zecchinetta
è vero però (disse sorridendo) che alle volte un paio di partite alla zecchinetta
volte un paio di partite alla zecchinetta che vadano a rovescio, vi metton tamaro in
un bietolone innestato sur un malandrino, che io spennavo allo zecchinette. serao,
aretino, 20-231: lo scolare accenna colui che n'è mezzano, e gli dà
d'argento,... il che non vuol significar altro che i diversi
.. il che non vuol significar altro che i diversi pesi d'oro puro e
pesi d'oro puro e d'argento fino che veramente nelle monete esser dovrebbono. garzoni
rotonda, numerosi in questa campagna, che sembrano nel tardo autunno carichi di zecchini.
tutta piastre e zecchini, secondo quello che si racconta, perciò chiama fulmini.
un pulcinellotto briaco, a giorni giallo che potrebbe dar toro agli zecchini.
moneta d'oro equivalente al ducato d'oro che poi prese il nome di 'zecchino'negli
, stecco, spina, in partic. che rimane impigliata nel pelo degli animali,
come lappole, o simili cose, che si appiccano alla lana. pirandello, 7-1232
pieno di zéccole, femmina del diavolo che non siete altro. 2.
sara- mento di farsi réndare li zeccoli che de la pezza si trarrà, senza
paglia, cioè i bruzzoli o zeccoli che restano in sui margini della treccia da
zedoaria... è una radice, che si ci porta dall'indie, simile di
lxii-2-vi-9: la zodoaria o zedoaria, che nasce insieme col nappello, veleno potentissimo
il resto del verno così cheto / che ai lui non si seppe cosa vera:
seppe cosa vera: / ma poi che 'l sol ne l'animal discreto / che
che 'l sol ne l'animal discreto / che portò friso, illuminò la sfera,
nobilissima instituzione, a questi folli zefiretti che portano in bocca fiori e fronde come nella
botticelli! gozzano, i-1055: chi sa che il mio sogno non veda scendere da
= voce dotta, lat. zephyrus, che è dal gr. £é<3>upos.
. dal class, zeus o zaeus, che è dal gr. ^ aió? 'sorta
non azotato, molle ed elastica, che venne isolata dallo 'zea mais'o 'grano
come benissimo si sa, è rame che dalla zelamina vien tinto in colore simile all'
romani, condottili mo). che si adopera con particolare sollecitudine, dedizione,
, ecc. - in partic.: che svolge scrupolosamente un'attività, che compie
: che svolge scrupolosamente un'attività, che compie con impegno, talvolta in modo
. cavalca, 18-290: oggi sono molti che si mostrano molto zelanti dei beni delle
patria e alieno da tutte le cose che pregiudicano al terzo. g. m.
de'più zelanti cominciarono a dire, che non avrebbono mancato di far tutto quello che
che non avrebbono mancato di far tutto quello che a popolo tanto cattolico si conveniva.
, 64: « tutto quello, che io potrò fare in servizio di lei e
la sua casa, lo farò più che volentieri » risponde il buono e zelante padre
zelante ed efficace predicatore del mondo, pareva che, ritenuto lui in catene, dovesse
« tu lo conosci meglio di me: che essere è? » « studioso,
e ora ne è cominciata un'altra che potrebbe apparire come quella di uno zelante impiegato
cesari, 1-2-77: questo è, che non pur tutti i zelanti ministri, ma
i buoni cristiani patiscono ciascun anno al tornar che fa il carnovale. massaia, xii-97
il carnovale. massaia, xii-97: che angeliche creature! che zelanti apostoli!
massaia, xii-97: che angeliche creature! che zelanti apostoli! fra di essi eravi
rapiva il cuore. 2. che esprime, denota grande interesse, passione,
oro, comandò a giovanni evangelista, che in pubbliche lettere con amarissime voci notificasse
: io rispetto i benemeriti scrittori, che co'loro ponderati, seri e zelanti insegnamenti
manicaretti faceva impressione pensare dello zelante accanimento che certo battista v'aveva messo a prepararli
corpicini d'animali. 3. che rivela o è manifestato con totale dedizione,
questo è di quello quando elli vede una che balestra ed è stata amonita. beicari
b. andreini, 54: or che l'erbe e di fior morbida base /
spirituali. silone, 8-47: quelli che ora si chiamano fraticelli zelanti o spirituali
spirituali, avevo finito con l'indovinare che si trattasse di questioni di chiesa.
prego ad averti molto riguardo, or che ti sei rialzato ed esci:
, ed entrar nel novero dei cenciosi che il piranesi andava disegnava zelantemente,
. zelantóne, agg. scherz. che ostenta impegno, alacrità dedizione eccessiva,
oprare la volontà di dio, poi che tu lo sai... quarto,
sofferire di vedere né udire niuna cosa che sia contra a la volontà sua. gigli
, dice la santa nello stesso senso che zelare e zelatore della salute loro. pindemonte
contentarli. savonarola, i-76: questo elia che sta nella spelonca è quello che ancora
elia che sta nella spelonca è quello che ancora è in carne e vive nel
in carne e vive nel corpo, che è come una sua spelonca e zela l'
pagliari dal bosco, 28: o che ministro zelante o che grand'uom da bene
, 28: o che ministro zelante o che grand'uom da bene; si
sarebbero scorticati vivi più tosto, che non mostrar di zelare il servizio pubblico
: quanto spesso avvien loro e senza forse che ne siano distintamente consapevoli a se stessi
cavaliero, in fede mia, / che longo tenpo l'ò abuto ad amare.
di zelare), agg. ant. che dimostra particolare dedizione, zelo, fervore
il conoscea sì zelato e rigido, che non avrebbe ricevuta nulla cosa. zelatóre
-tricé). ant. e letter. che opera con particolare, dedizione e impegno
del bene publico, ma questi sono quelli che rui- nono questa città. sarpi,
vi-2-249: e più obligato il prencipe che il privato ad esser timoroso di dio,
della santa fede, riverente alli prelati che tengono il luogo di cristo. gigli,
, dice la santa nello stesso senso che zelare e zelatore della salute loro. cesarotti
ora rinnovo istantemente la domanda, sicuro che ella, così nobile zelatore degli studi
rispondo al borghese. 2. che, all'intemo di un'associazione religiosa cattolica
, iv-756: 'zelatore e zelatrice': oltre che fautore indica chi raccoglie offerte o rate
o meno rigoristi, almeno a parole, che si chiamavano col nome comune di fraticelli
pasolini, 3-11: non si vedevano che masnade di pupi, in mezzo ai
qualche donna allo sgobbo. non c'era che sole e zella, zella e sole
: oh! se non fosse la zella che c'è in giro, e sempre
conza la carne entro lo vaso là che tu voi che la staga con foglie
carne entro lo vaso là che tu voi che la staga con foglie de lauro e
sacerdo ti, e quegli che seguitavano massimamente gli saducei, puoso-
toccar con man potresti il cielo / che ritraimi da dio o fl mar
persone nel mon do, che cospirino tutte in un fine, che siino
, che cospirino tutte in un fine, che siino maneggiate con tanta accuratezza ed
. spallanzani, v-136: i superiori eccitamenti che ora mi vengon dati accresceranno il
mie premure per disimpegnare il meglio che per me si potrà queste rispettive
. pea, 3-212: aveva l'impressione che tono fosse il suo padrone,
lo zelo con cui si serve il padrone che paga. bacchelli, 2-64:
x-227: si vedeva chiaro come il sole che il sergente, lui, la
zelo (con valore aggett.): che manifesta in modo spiccato tale atteggiamento.
aspetto, di quel dritto zelo, / che misuratamente in core avvampa.
e dolcezza di spirito, e tanta umiltà che s'astengano dal giudicar temerariamente i dogmi
cria, nutre ed informa, / far che sia freddo il foco, e caldo
. sollecitudine, attenzione nei confronti di ciò che sta molto a cuore; forte interesse
xlvii-118: e se 'l zel del saver che 'l cor mi invade / non basta
opinione o sé manifestare per scrittura, che per zelo di verità e di salute umana
v-1-110: se a me, signore, che sono odiato e povero per dire il
vero, si dee credere, credetemi che il zelo che io ho de l'onore
si dee credere, credetemi che il zelo che io ho de l'onore del re
scrivervi e non l'avarizia del dono che sua maestà tre anni fa mi promesse.
b. croce, iii-27-103: non che l'inghilterra avesse scemato o perduto lo
di ziel ti servo ancore / tanta radice che fructo del fiore / opimo avrai col
zelo del morto giovane, quanto che si conosceva condurre a morte il nimico
-ardente fede religiosa, fervore spirituale (che, secondo la catechesi cattolica, si
92-95: può essercitare un cielo, / che questo cielo sta molto celato; /
., 22-9: e non sai tu che 'l cielo è tutto santo,
cielo è tutto santo, / e ciò che ci si fa vien da buon zelo?
ammazzò del popolo ventitré mila di quelli, che avevano fatto e lavorato il vitello.
ci dài tal termine, / però che sempre buon cristian saremo: / il zel
/ era scemato e raffreddato tanto / che parea non ne avessino più in seno.
dei letti e i discorsi con gente che rantola / e seguire, ogni volta che
che rantola / e seguire, ogni volta che ha tempo, i suoi morti alla
questo peccato tanto grida in cielo / che ci perturba ogni sua grazia e zelo.
, e meco si consiglia, / che son più cara, e più simile a
fia ludibrio e scherzo: / però che gli offriran forte soccorso / e cielo e
. petrarca, 182-1: amor, che 'ncende il cor d'ardente zelo, /
, 2-1 (i-34): quella dea che regge il terzo cielo, / ognuno
zelo. magalotti, 4-41: io, che so che in te [amore]
magalotti, 4-41: io, che so che in te [amore] ragione alcuna
], 83: tutte quelle cose, che ho fin qui asserito, sono altrettante
., il-vm-io: con ciò sia cosa che sei passioni siano proprie de l'anima
zelosìssimo). ant. e letter. che si impegna a fondo e con fervore
anche nella professione della fede); che svolge scrupolosamente il proprio compito; solerte
guittone [tommaseo]: ti voglio dire che è uomo zelosissimo nelle cose di dio
stordite le menti di quelli operanti, che ancora regna pavento di tale ammirativo tuono
[padri], più zeloso di quello che la religione ordinava, si oppose in
. musso, 12: io voglio che la teniate a mente, bitontini, non
mente, bitontini, non perché io creda che voi non siate in pace, ma
in pace, ma perché io son zeloso che vi conserviate. ghirardacci, 3-44:
assai, per- cioché il governatore, che stava zeloso della città, notava ogni
egli ha da pigliare, né mira che siano ricchi, né si vergogna che siano
mira che siano ricchi, né si vergogna che siano poveri. zucchetti. 405
). 2. ant. che richiede un culto esclusivo, geloso (la
da £4x05: v. zelo), che nei settanta e nel nuovo testamento
qui nasce quel timore, invidia et odio che crisippo definisce, per perturbazione da'
ra vidi la zelotypa clymene che i capilli in mobile fronde con
sec. i a. c., che con una rigorosa osservanza della legge
a dio. alberti, ii-148: un che avea l'occhio non sincero e
ed equale ». = piuttosto che alter, di sghembo (v.)
92: onde catullo, nonio, avvegna che nella sedia sedesse curale, nondimento appella
della cina e poi diffusasi in giappone, che tende a cogliere, attraverso una pratica
kimono. 2. agg. che si riferisce o appartiene a tale scuola
= adattamento di una voce giapp., che è di origine ind. (sanscr
, o giratori ('zenaide'), che hanno i caratteri dei colombi e delle
al mio cor fan sì dolce ombra / che l'amorose fiamme spesso inombra / del
calzolai di siena, 296: che ciascuno possa mectere in concime x cuoia senza
(plur. masch. -i). che si riferisce, che è proprio dello
. -i). che si riferisce, che è proprio dello zen.
proprio dello zen. 2. che appartiene alla scuola zen, seguace dello ze-
intersezione con la sfera celeste della verticale che passa per un punto collocato sulla terra
zenith. ottimo, iii-633: dice che questo tempo fu quanto sta al cielo in
sarà anche il zenit de'l capo, che in esso cielo, s'intende,
3-3-22: quel punto del cielo, che perpendicolarmente ci è sopra la testa, e
è sopra la testa, e quello che è a lui contrapposto, vengono ad esser
, attratta dal vuoto lasciato dalle correnti che si lèvano verticali sull'isola, è
radicata, e pure morbida / cesena che sorvoli alta le fredde / banchine del
o cotone impresso / con la forza che potea: / non lentolle mai la gola
= voce hindi { zenana), che è dal persiano zanàna (deriv. da
. gennaio. leopardi, 377: luna che secondo i villani fa nere le carni,
carni, onde io sentii una donna che consigliava per riso alla compagna zenato
pirandello, capobianco, 49: che l'anema, o buco, sia di
tale, 2-89: le pellegrine in sosta che hanno durato / tutta la =
andò in soria a una cittade, che si chiamava dissia, nella quale terra
a farmi un paio di legami, che mi vanno sbattocchiando pendoloni fino a mezza
ojetti, i-797: guarda quest'altra che s'è un poco rivestita, obesa e
zendado, di velluto, di panno che bemardone importa dalle contrade più remote.
, sì come di drappi di lino, che sopra tutti gli altri vestimenti sono più
: venne avolta in un leggier zendado / che sopra una camicia ella si messe,
, lo diede a madonna macaria, che le sviluppasse. campiglia, 1-231: sopravenne
il palatino e fece alzare un zendado, che teniva coperto il ritratto vero e naturale
dovrebbe raffigurare l'immagine di gesù, che... rimase impressa sopra il
a guardarmi, è venuto quel barattiere che io feci condannare perché mi aveva rubato
: pervenne in soria a una città che si chiama medessa, là dove era la
ne del nostro signore iesù cristo, che non era fatta per mano d'uomo in
bordo superiore da una garza trasparente, che si appuntava sul capo ricadendo sulle spalle
mille irresoluzioni vidde non senza stupore la moglie che, ricoperta da un zendado, scendeva
mi si gettò fra le braccia gridando che la salvassi. malaparte, ii-222:
ha il capo tutto avvolto in uno zendaletto che palpita al soffio veemente.
da un bucolino / candida al >ar che ben tornita inamma. fusinato, vii-969:
j lavoro] trapunto e ricamato', che è da un gr. xevraxóg per
famiglie dei 'parsi'o 'ghe- bri', che... conservano nell'esilio parte dei
. zendo. zendico, agg. che è proprio, che appartiene allo zendo
zendico, agg. che è proprio, che appartiene allo zendo. lanzi,
iii-2-399: 'agramainio'non è altro che la propria forma zendica di 'ari
, 10-135: il lombardo è un linguaggio che capisco alquanto meno del zendico del quale
della battila, fiorì un altro popolo, che i dotti chiamano zendo. idem,
sparse famiglie dei parsi o ghebri, che... conservano nell'esilio parte dei
fr. zend (nel 1765), che è dal persiano zand, propr.
nievo, 1-vi-245: benedetto tutto ciò che fra il zenit e il nadir si
zenitale, agg. astron. che si riferisce, che è proprio dello
agg. astron. che si riferisce, che è proprio dello zenit; visibile in
bettini, 1-336: dicono ai fanciulli che a guardar troppo la luna si riceve
zenitale, stella passante per lo zenit e che dunque presenta declinazione identica alla latitudine
del luogo. 2. ott. che è in grado di osservare anche la parte
di osservare anche la parte di cielo che si trova a perpendicolo dell'osservatore (uno
5. figur. massimo, assoluto; che si trova al massimo grado di uno
v-411-73: et olduo quilli, quello che andoe de fora sia revocao in mezo,
zenoniano, agg. filos. che è proprio o si riferisce ai filosofi
ma zenonista nel fondo... il che era presagio... che egli
il che era presagio... che egli poi avesse a ragionare con altri sentimenti
egli poi avesse a ragionare con altri sentimenti che con gli alterati di aristotele i punti
zentil cavaliere, in fede mia, / che longo tenpo l'ò abuto ad amare
ponzela gaia, 9: adimandono che presto li sia a lato / immantinente
baroni tutti feridi a morte, / che per prixoni andasono a la corte.
xxxv-i-797: zento d'una zentura / che era de gran cura. = var
xxxv-i-797: zento d'una zentura / che era de gran cura; / calcato molto
la zentura, sarà molto meglio di fare che loro faciano reverenzia anche con la testa
loro faciano reverenzia anche con la testa che farà pi bel atto vedere.
'zenzaliera'è una cortina di tessuto finissimo che si mette in giro al letto per riparare
giov. cavalcanti 369: esaminò il villano che tale zenzerata gno.
del reggimento in grande zenzeria, / che certi a libertà s'erano accesi,
zenzero. egli è molto acre. condito che sia, ac- conviene nelle vertigini,
annunzio, iv-1-1023: ella aveva voluto che candia le apprestasse una zuppa rustica,
fiale medicinali. -agg. invar. che è di colore tendente al rosso (anche
broccaindosso, mi piace per lo zénzero che ha. = yoce dotta, lat
denari vi. bencivenni, 8-169: quelli che sono di freda natura che gli àno
: quelli che sono di freda natura che gli àno mangiati, sì usino apresso dolci
e del vino ancora, chi è colui che, rincresciutoli, bea più tosto l'
.. s'usa dire a coloro che ne dimandano: ella è stata una pappolata
due fabbriche si produceva il solo zenziglio che è quel tabacco rosso che si consuma
il solo zenziglio che è quel tabacco rosso che si consuma in pochissima quantità sul continente
consuma in pochissima quantità sul continente, ma che ha molto spaccio in sardegna.
9-18: la natura ha fatto ancora, che un pesce in un luogo e un
coracino in egitto, il zeo, che si chiama anco il fabro, a gade
tectosilicatico, contenenti nella loro struttura acqua che può essere rimossa per riscaldamento e venire
applicativi. - zeolite fibrosa: quella che si presenta sotto forma di cristalli allungati
, 402: 'zeolite'. sostanza minerale che non si trova d'ordinario se non nelle
'pietra', con allusione al fatto che tali minerali riscaldati aumentano di volume e
. zeolitizzato, agg. miner. che ha subito la zeolitiz- zazione (un
in partic. tufacee e feldspatiche, che determina la trasformazione dei loro componenti o
giustiniani, 1-48: ma, ad ciò che tu non sia / sentuta zepegare,
zoso; / sta ben secreto, che non sii veduto. = var.
pure con tutte queste difficultà il meglio che poterono fecero una barca male ingarbata e peggior
dovunche la ritrovavano, e quelli chiodi, che potevano, o ponendo in vece di
quasi tre palmi da terra, tanto che bastò a mettervi sotto lo strascino, e
tagliati in forma di prisma triangolare, che pongonsi sui sedili contro ciascun lato della
zeppa (con valore aggett.): che ha la forma di un cuneo,
ha la forma di un cuneo, che serve da sostegno.
intorno è fatta di mattoni a zeppa, che fanno una randa (sponda) per
ariosto avea questo svantaggio non piccolo, che il più l'ottava gli dava necessità di
nega. non ci sono contro di lui che indizi. le testimonianze hanno qualche zeppa
, 3-69: anche la stessa luce, che io ho, dicono esser rubata,
, e non mia propria, e che ella mi viene di su dal sole;
del continuo di attizzarmi contra di lui, che è mio fratello, e di mettere
donna di servizio, non buona ad altro che a mettere zeppe fra il padrone e
, 184: se avesse saputo invece, che mala zeppa di figlio lasciava quaggiù!
lontano quella mala zeppa di suo padre che tante amarezze gli aveva cagionate.
cagionate. 7. agric. operazione che consiste nell'inserire la marza della pianta
consiste nell'inserire la marza della pianta che si desidera ottenere fra il tronco e
, 1-60: 'zeppa': modo d'innesto che si dice 'innestare a zeppa', quando
fra il tronco e la scorza dell'albero che si innesta si frappone la marza dell'
innesta si frappone la marza dell'albero domestico che si vuole avere. giuliani, ii-427
bietta. 9. enigm. gioco che prevede l'inserimento di una lettera o
voluta zeppare di tanta roba, che si dura fatica a portarlo. dossi,
, 1-i-421: non c'era ragazza che non avesse il suo scatolino [di tabacco
suo scatolino [di tabacco], e che non se ne zeppasse le nari.
né altri modi usano coi loro fanciulli, che li rimpolpettano e zeppan di grasso e
ambizioni terrestri e di tutte le libidini che stravolgono la ver- minaia, che si
libidini che stravolgono la ver- minaia, che si torce sulla terra, non potrà mai
, e mutare luogo nella stessa guisa che l'acqua cede a'pesci e si
fra d'oro e d'argento, che n'aveva zeppe tutte le dita.
carnaccia grassa è così zeppo, / che se vedeste un giorno il suo trippone
caratteristiche, in partic. formali; che contiene molte informazioni (uno scritto,
: ai, buon ribaldi, / che cristo ve mantenga in vostre pene; /
venia cattene, ferri e zeppi, / che gli occhi vi si trappin di traverso
finestrino con un spaghetto fragile di modo che non era possibile l'aprire senza spezzare
ma sì incavigliatili con un zeppetto, che soffican tra due ucchielli, se li stringono
se li stringono addosso con quella grazia che potete pensarvi. savinio, 2-70:
viene avvolta una sottile correggia di cuoio che termina con lo 'zeppolone', un
era ghiotto: zeppole di san giuseppe che allora cuochi vocianti friggevano e inzuccheravano per
ipocoristico zeppe per giuseppe, dal momento che questi dolci vengono preparati per la festa
, di color rosso-bruno e il vino che se ne ricava. tanaglia, 1-874
: forse derivò questo da inavvertenza del conte che molto giovane era, e pareva solo
molto giovane era, e pareva solo che stesse su la lindura e zerbineria ancor
stesse su la lindura e zerbineria ancor che nel discorso si volesse spacciare per istoria)
: a voi d'età matura, / che sapete, ch'io v'amo /
que'tanti fra i nostri nobili, che non sapendo... come passar
] e lasciato in rustico pare èrcole che si rida delle zerbinerie delle fabbriche adiacenti
frivoli. baretti, 1-4: dopo che aristarco ebbe spesa la miglior parte della
'frustino'... tappeto o tessuto che si mette agli usci. c. e
, 10-186: ora quel poco [che aveva mangiato] le venne indietro,
zerbino2, sm. giovane galante, che conduce una vita frivola, che ha
, che conduce una vita frivola, che ha modi leziosi, affettati; zerbinotto.
: una figlia al morir gli succedea / che 'l conte di solerà avea per sposo
, 1-104: la figlia monacanda, che s'addestra /... / a'
a quel zerbino / senza cervello / che fa da bello / senza un quattrino,
furto vola / l'empia cagion, che il buon signor c'invola. nievo,
. tozzi, iv-337: il giovanotto, che aveva l'aria di uno zerbino a
adoni, ed i narcisi vani / che credono ogni donna innamorata, / si
zerbinùccio fu appellato dalla dama, che fatta fermar la lettiga, perché non se
venditor sono di ventole / per la state che verrà: / ma se il caldo
ventole venderò le vostre teste, / zerbinotti che leggeste. nievo, 1-204: non
. nievo, 1-204: non dubitate che calerà un qualche zerbinotto di camino.
, nei zerbi e nelle brughiere, che rimangono oltre il bisogno. 2
avanzi: / non ravvedendo lui, che per il zerbo / luogo e paludi si
fecero comandamento per il consiglio di pregadi che si dovesse far la zerca zeneral de tutta
gruppo e di non farsi intendere da coloro che ne sono estranei, gergo.
dichiara il zergo de li bari / che parlando tra lor non sono intesi, /
io scherzi, ma io scio ben che tu intendi il zergo e il calmo e
, avete ragione: chi non sa che la vittoria è nostra e che la pace
non sa che la vittoria è nostra e che la pace triunfarà de la sua nemica
formato da canne o da rami spinosi che cinge le capanne dei villaggi. -anche:
come all'agguato dietro la zeriba non so che farò, non so in che modo
so che farò, non so in che modo si presenterà la preda panzini, iv-756
za riba': voce araba che vale chiuso, vallo o riparo, fatto
spinosi, alta quattro o cinque metri, che circonda l'intero villaggio, per premunirsi
di re jàngara, uno di quelli che s'erano spartito il regno di munza e
s'erano spartito il regno di munza e che avevano ammessi gli arabi a stabilirsi nel
. = dall'ar. zariba, che è da zàraba 'chiudere in un recinto'.
loro li disse di quel matremonio / che fato aveva lo suo padre caro. /
ma nel suo cuore dizeva: « o che demonio / è questo, che à fato
« o che demonio / è questo, che à fato lo mio paro? »
, noi siamo alla condizione di quelli che portano le zerle dietro le spalle. sarpi
, per insegnar alli governatori dei luochi quello che debbono fare in tal casi, costrinse
di qualcosa. tarchetti, 1-140: che fa dì, quel domino nero, accosciato
stanga di legni congiunti e snodati, che si fissava mediante cioppe o per mezzo
,... però l'emulazione, che ha in ogni tempo avuta con lui
con lui, è intrinsicamente, come quello che non gli ha mai avuto sangue,
'zermogliamento'd'una lor pianta alpestre, che sporge da un vaso...
sporge da un vaso... che non vogliono sole. = var.
. anche -i). numero cardinale che nella serie naturale occupa il primo posto,
di uno; è l'unico numero naturale che non sia il successore di un altro
. -anche sm.: il numero che indica tale grandezza; la cifra, il
grandezza; la cifra, il segno grafico che lo rappresenta. s.
a similitudine di uno zero in arismetrica che in effetto uno è equale a mille o
infinito tal parte n'è il molto che 'l poco e che il niente, perché
è il molto che 'l poco e che il niente, perché per arrivar, per
dio sarebbe come rx'dell'algebra, che precederebbe 'a', 'b', 'c', tutti
9-131: zero, zero, e sì che l'avevo giocato almeno tre volte,
hanno più nessuna corrispondenza con una realtà che si sta modificando. calvino, 12-
dell'uovo, a ricordare al ghiottone che il torlo è stato messo dentro, con
contesto. -grado zero: grado apofonico che prevede l'assenza di vocale radicale.
, 6-221: domando poi da costoro per che strada le flotte di salomone passavano al
xli-268: ma con voi la moglie / che mangierà, se non avete un zero
10- 300: non seppi dire altro che: « e allora? » « allora
. spallanzani, ii-72: vi ripeto che questo non mi preme un zero.
rimaso, e sì male in arnese / che dal perdente a voi vi corre un
... non rosseggiano mai sol che nell'ostro, vergognoso nell'addobbar un reo
nell'addobbar un reo in un re, che non differisce sol che in un zero
un re, che non differisce sol che in un zero da un empio.
da un empio. -figur. persona che non vale o non conta nulla;
3-161: politicamente è zero, è meno che zero... non si interessa
figli: ne ha fatti undici di figli che gli succhiano il sangue...
: valore di temperatura convenzionalmente nullo, che separa i valori positivi da quelli negativi
sì, una ragazza del mio paese che aveva avuto il tifo e parte li
donne], son fredde e presso che perdute e, se non ci si ripara
quella secchia ad ogni patto, / che ci rubò la vostra gente audace; /
, valere zero, uno zero, meno che zero: tau, ipsilon, fi,
, omega. castelvetro, 8-1-545: il che non monelli, 1-219:
tratto maurizio, come un reparto di artiglieria che lasci avvicinare i nemici fin sotto le
offrire al giusti il rimborso di ciò che ha speso per aver il diritto a
precluse: c'è qualche altro giornaletto che stamperebbe? a me importa zero via zero
zerovòltmetro, sm. elettrotecn. voltmetro che è in grado di segnalare la tensione
portare nelle marine di persia, pensò che fusse di due sorti il zerumba,
. = dal fr. zeste, che è alter, di sec, zec 'secco'
per influenza dell'inter. zest (che indica un'azione pronta, immediata).
della consonante z (z), che nell'alfabeto italiano occupa l'ultimo posto
t, dell'alfabeto greco; il segno che la rappresenta e le articolazioni foniche corrispondenti
anche: nome della lettera greca t, che è la sesta nell'ordine alfabetico greco
zero. piccolomini, 151: sarà buono che te ne ragioni, ché non è
passar per niente, perché tutto 'l resto che abbiamo detto sarebbe zero. b.
discemo quivi alcuno atto di cortesie, che vaglia un zero. c. gozzi 4-271
esaminare tutti questi vantaggi, osserverò solo che la sordida e ladra tara delle soperchierie
con grande asprezza. fecero i latini che dinominarono dalla consonanza b 'be', c
, 4-22: è da sapersi prima che il nostro cachisterco è un purista e un
bacchelli, 2-v-403: è proprio questo che volevo. lazzarone! la parola italiana suonò
di quella zeta nel discorso della signora che mi accompagnava,... la dottoressa
2. per simil. tutto ciò che ricorda le forme serpeggianti, a zig-zag
/ va in scena; or sì che è fatta la frittata; / chi ha
chi ha la tosse, chi il capo che gli gira, / chi la piglia
, iii-1-609: - buon mercatante, che mi porti tu? / -magnifica madonna,
? / -magnifica madonna, tutto quello / che si conviene alla magnificenza / vostra:
incessante del vero pur con la consapevolezza che non lo si può mai attingere pienamente
metodo degli antichi filosofi scettici greci, che si prefiggevano la ricerca della verità;
si prefiggevano la ricerca della verità; che è proprio o si riferisce alla zetetica
di alcuna cosa. 2. che è seguace della zetetica. - anche sostant
nelle macchine per l'incannatura, guidafilo che consente l'avvolgimento a zettatura del filo
e composta da piccoli proprietari terrieri, che producevano almeno 200 medimni di grano,
[tommaseo]: e se altri dicesse che per zeuma si dove- rebbe dire,
. carducci, ii-4-227: o non vedi che nell'ultimo verso è un zeugma,
è un zeugma, per cui il verbo che serve a due soggetti si accorda con
= voce dotta, lat tardo zeugma, che è dal gr. 751) 7110 'aggiogamento'
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce allo
. -ci). che è proprio, che si riferisce allo zeugma, che contiene
, che si riferisce allo zeugma, che contiene uno zèugma. zeug ^
medie. l'insieme delle tecniche diagnostiche che sfruttano la risonanza magnetica.
. zeusiano, agg. letter. che è proprio, che si riferisce al
agg. letter. che è proprio, che si riferisce al dio greco zeus,
di insetti lepidotteri della famiglia cossidi, che vive nel legno, di cui si nutre
; civada. -per estens.: albero che la porta. pantera,
di filosofia! landolfi, 8-19: dico che la zeugma), quanti erano necessari
: quella c'amo più 'n celato / che tristano non facia / isotta, corno
/ isotta, corno cantato, / ancor che li fosse zia. ottimo, i-510
tornò la sera a visitare donna virginia, che supponeva mia zia. papini, i-354
cognato e della zia / o del piovano che s'è dato al giòco / o di
al giòco / o di quella ragazza che andò via / che diventar nervoso, giallo
di quella ragazza che andò via / che diventar nervoso, giallo e
i rabbuffi gutturali del bigliettaio, che sollecita continuo e insistente di andare avanti
, su le ginocchia stesse della zietta, che essi non volevano lasciare neanche per un
contrasto giustiniano, 27: non so mai che sia piazere né zià mai el credo
di stefano, 1-7: l'imperatore, che zià vechio non era, / di
mangiare e particolarmente frutti... che gli venivan portati d'altre terre lontane,
ruberto, / il qual veniva, che fosse ziano / del detto duca, come
ripararebbero. crescenzio, 2-1-132: il che fatto, si tomarà ziando alla posta,
fregatma o schif- fo il capo, che dicono di posta, in terra. idem
banda zia e l'altra voga, acciò che la galea giri. = comp
insolenti, e sparate altisoni ragghi, che vi rendete esosi, pretendendo...
ma sceme, con coteste carote, che da voi zibaldonansi, e vendonsi care come
; e alla derisione dei saggi, che gli fanno crepare col disprezzo, e lasciano
col non rispondere allè loro filaterie, che si sfilino con le loro zibaldonate.
zibaldóne, sm. scartafaccio, brogliaccio che raccoglie in maniera per lo più disordinata
lasciai il calamaio e la penna, / che scrisse / insino a questo ciò che
che scrisse / insino a questo ciò che vi si disse, / che non sapea
questo ciò che vi si disse, / che non sapea nel mio cerbacone, /
, caronte, pigliati que'zibaldoni, che potrai consegnarli poi a qualche diavolo tentatore,
consegnarli poi a qualche diavolo tentatore, che vada nel mondo alto, perché te li
di novelle, di cronache ecc. che il vocabolario profonde a mano sì larga
. -zibaldone di pensieri: titolo che g. leopardi (17981837) diede
(17981837) diede al diario filosofico-letterario che tenne fra il luglio 1817 e il
cose, un zibaldone, ma un'opera che abbia ordine ed unità.
-miscuglio di sostanze, di ingredienti vari che costituisce una bevanda o una vivanda;
: egli stima, siccome cred'io, che 'l gusto della nostra lingua consista soltanto
consista soltanto in un ben tornito periodo, che per tortuose vie si ravvolga in se
a scrivere questa leggenda o piuttosto zibaldonaccio che vi leggerò al presente. = etimo
forse da zibaldone, ignoto medico veneziano che nel xv sec. volgarizzò in versi il
manta di pelli di mardole zibelline, che sono al parer mio le migliori di tutto
o volpe, overo ancora zebellini, che molte ne sono d'inverno; poi dossi
zendadi. aretino, ii-31: conosco alcuno che ha vendute le possessioni, perché la
cercare per ore una colla di pesce che non si trova, o addirittura a prestarsi
. corte, 115: desidero anche che vadi attillato, come si conviene ad
e zibettato. parabosco, 6-2: che forma ti parrebbe ch'io prendessi per andare
zibettino, sm. disus. giovane che ostenta eleganza e ricercatezza affettata; damerino
, ed attillato: profumatello e zibettista, che traspira esalazione molle, dissolvendosi in languori
ungersi il corpo con una pasta nera che ha un profumo acutissimo e che raspano
nera che ha un profumo acutissimo e che raspano dal ventre di certi gatti montagnardi chiamati
, e due gatti di quelli, che fanno il zibetto. ca'da mosto,
zibeto, e pelle de gatti, che fano el zibeto, e a venderli averasse
zibeto per una altra cossa a 1'incontro che non vaierà 40 osia 50 marcheti.
, i-356: ho veduto inoltre l'animale che fa il zib- betto, il quale
ovali, dolcissimi e particolarmente profumati, che, fatta appassire, viene usata anche
ne fa uve secche in gran parte, che si chiamano zebibo. a. bonciani
/ e l'altro quarto v'è che non nasconde / i frutti suoi, che
che non nasconde / i frutti suoi, che son corso e razzese, / e
655: si può agevolmente concludere, che per uva passa, intendesse galeno d'
, intendesse galeno d'ogni uva, che si secchi al sole, come è il
il zibibo damaschino, e parimente quello che si porta di candia e di cipro.
uva. io ho per cosa infallibile che venga dall'arabo zibib. a. casotti
6-361: il capo della onorata società che entrando in scena fa scattare il ferro
ciclismo, corridore di buon rendimento ma che non si distingue in nessuna specialità
designa un corridore di qualche valore, ma che non ha nessuna particolare dote, non
dell'aids (acquired imuno-defìciency syndrome, che significa sindrome da immunodeficienza acquisita).
; cedro. - anche: il legno che se ne ricava. magalotti
sorte, legno violetto di brasile, che sa di viola mammola; ciaccherandà, zidra
contrasto giustinianeo, 25: zerta son che onestade, / zienti- leza e tua
fratei mio... ziesa, che vale sua zia. = comp.
(plur. m. -chi). che si riferisce, che è proprio di
. -chi). che si riferisce, che è proprio di uno zio o di
zia. 2. scherz. che ha un aspetto autorevole, compassato (
tralignar dal ziso, / frat'alberigo, che le male frutte / a'suo'consorti
burchiello, 2-8: quest'ara l'arte che solevan fare, / mercatanti di zievole
di zievole e d'anguille, / che non vivon se non del lor cacare.
, 5-142: gli solleva la testa, che pesava / qual se fosse di piombo
. viani, 19-516: gente che dibassava la scienza..., metteva
nel mare aperto una coda di zifo che porti via il bastimento con tutti dentro a
ariosto, i-iv-iio: -ziffola, / che ti verremo incontro. -ho la
la bocca arida così di sete, che mi fia difficile / a ziffolar. martello
tanto il gioco, udendoli, rinova / che comincia a sembrar per la campagna /
, 4-i-67: doppoi vidi venire pan satiro che sonava il ziffulo, secondo la voce
. carena, 1-208: stantuffo, che i trombai toscani soglion chiamare 'zifone'
lomazzi, 4-i-120: sappi che in quelle collonne altre cose non vi
quelle collonne altre cose non vi erano che scriture, delle quali le littere altre non
, delle quali le littere altre non erano che ziffare aramee. -sigla,
avi videro francesco sforza celebratissimo capitano, che non iscrisse mai, dice il giovio,
frettolosi da muover riso, di maniera che, dettando egli lettere a'suoi cancellieri,
per segretario il sig. paulo resio, che non ha mancato di diligenza nello scrivere
): non poteva fra filippo far cosa che gli profitasse. per questo si deliberò
en libri ed en zoglie, / che vai ben zento zifre e sì è negota
non sia fatto con rascione; / lamentome che eo non ci aio of- fizio;
insensibilmente delle combinazioni de'suoi e ciò che niuno zifratamente gli ha detto, lo
la menomo per uguale: / fin che la botte fu piena / non lassomo de
(plur. m. -chi). che è proprio, che si riferisce ai
. -chi). che è proprio, che si riferisce ai musicisti zigani; che
che si riferisce ai musicisti zigani; che ne ricorda la cultura e la tradizione
tali zingari). 2. che è proprio, che si riferisce, che
. 2. che è proprio, che si riferisce, che appartiene a tale
che è proprio, che si riferisce, che appartiene a tale popolazione, alla sua
successo il terzo festival delle eolie, che ha visto ieri un concerto di musica zigana
cigain fin dal sec. xv), che è dall'ungherese cigany, cfr.
san cnstofolo par giusto un zigante, / che su le spale quel bambin sustenta.
: la voce era come d'un coniglio che zi- ghi. 2.
crepu- scolarie, tribù delle zigenidi, che comprende una cinquantina di specie, e
del lione in mente / gagliardia, che pareggi quella apunto / dell'orrende zighene
squali, distinto per questo vistosissimo carattere che ha il capo foggiato a modo eli
eli martello, almeno tre volte più largo che non lungo, e portante gli occhi
dal d. e. i. (che l'attesta alla fine del xix sec
. = dall'assiro zikkurratu, che è dalla radice semitica zkr 'elevare,
zighediglie, e cert'altri chiamati fandanghi, che mi solluccherarono l'anima.
zigie', dalla parola greca £vyóg, che in latino significa 'jugum'e 'giogo'in
. giglio. -anche: figura ornamentale che rappresenta tale fiore stilizzato, usata per
. 2. figur. persona che eccelle, che si distingue per particolari
2. figur. persona che eccelle, che si distingue per particolari doti.
semplice, formato da cellule cilindriche, che si moltiplicano per isogamia e vivono quasi
dal d. e. i. (che l'attesta nel xix sec.)
). 2. medie. che presenta sindattilia (un piede).
bot. genere di piante zigofillàcee, che comprende un'ottantina di specie di arbusti o
. bot. ramificazione delle ife sessuali che sostiene il gametangio o la zigospora.
non provvisto di flagelli o altre strutture che consentano il moto. = voce dotta
caligano, xxxv-i-794: ota è stabilito / che il villano deza aver per vieto /
e sepaiuola, / e 'l raperugiol, che mai intender posso. sederini, iv-364
allefì- cargli [gli stornelli], che è assai presi dispensargli subito alla
cucina, come tutti gl'uccelletti oltramontani che si pigliono al paretaio, come i
. m. -ci). anat. che riguarda gli zigomi, che si trova
anat. che riguarda gli zigomi, che si trova nella zona degli zigomi, che
che si trova nella zona degli zigomi, che interessa gli zigomi. -fossa o regione
-nervo zigomatico: ramo del nervo mascellare che innerva la ghiandola lacrimale e la cute della
, compatto e grossolanamente quadrilatero, e che costi tuisce un ponte
beranti e quelle nari enfiate, trova che il vero è ben altro. ghislanzoni,
1654). zigomato, agg. che presenta zigomi molto pronunciati.
: teodora, a differenza delle altre donne che placide e zigomate le fanno corteo,
pari e iugali, per la somiglianza che tengono con il giogo che portano i buoi
la somiglianza che tengono con il giogo che portano i buoi, queste sono alligate
laterali del cranio, quasi triangolari, che si uniscono all'osso frontale e vengono
. pascoli, i-215: quel tale, che ha appena qualche segno d'uomo e
la fronte, il cranio, o che so io, è fuori dell'umanità.
fronte sudata, /... / che mi guarda coi suoi occhi di bambino
zigomòrfo, agg. bot. che può essere diviso in due parti
. e. l. i. (che l'attesta nel 1932 nell'enciclopedia treccani)
zigospòra, sf. bot. cellula che deriva dalla fusione di due isogameti.
lessona, 1575: 'zigospora': spora che si sviluppa nel punto di copulazione dei
2. negli sporozoi, l'organismo che risulta della fusione del macrogamete con il
. e. l. i. (che l'attesta nel 1932 nell'enciclopedia treccani
. m. -ci). biol. che si riferisce o appartiene allo zigote.
alcuni protozoi e di alcune piante superiori, che avviene subito dopo la fecondazione dell'ovocellula
dal d. e. i. (che l'attesta nel xix sec.)
o un tessuto). 2. che porta impressa una serie molto fitta di righe
t. scarpa, 4-11: la superficie che calpesti è liscia, anche se molte
3. in senso generico: che presenta una superficie ruvida, granulosa;
presenta una superficie ruvida, granulosa; che presenta irregolarità, asperità. alvaro,
detto incavo a scalino, mi accorsi che l'incavo era zigrinato. -avvolto
-avvolto in una carta ruvida, che non necessita di colla per la saldatura
, moretto. 5. tipogr. che presenta incavature sui bordi e, sovrapposto
sostant. -per estens. il segno che risulta da una stampa con tale filo
sm. (femm. -tricé). che è addetto alla zigrinatura di pelli,
, sm. pelle di alcuni squali, che per la ruvidezza e durezza veniva usata
materie come l'ebano o l'avorio o che, opportunamente conciata e lavorata, veniva
= deriv. dal genov. zigoèla, che è forse dal lat. acicùla, propr
la sala un zighizzaghi, un arruffio che era un vero gusto. fucini, 340
del lampo. bacchelli, 2-xxii-258: appare che l'autore abbia straordinarie idee di balistica
straordinarie idee di balistica, e s'immagini che, se la mano trema, la
3-289: in tutti i zig-zag della strada che da rio nero va ad isemia,
aver preso... la mulattiera che dapprima costeggiava il ruscello e poi, per
tratti, dic'egli de'zigzag, che metton ordinariamente gli orefici su le argenterie
ordinariamente gli orefici su le argenterie, che quest'opera fu fatta da uno di tale
nostro fuggitivo aveva fatte forse dodici miglia, che non era distante da milano più di
di stoppie rade, due muli morati che tirano a zighezaghe un ara- truccio col
. -con valore aggett. che si snoda con curve e anse molto
con curve e anse molto accentuate; che presenta una linea spezzata. garibaldi,
villaggio... aveva una strada che piegava a sinistra nell'entrata del paese,
piane l'una perpendicolare all'altra: così che ne risulta un percorso a zigzag.
., probabilmente dal fr. zigzag, che è dal ted. zickzack.
, iv-756: 'zigzagaménto': detto di navi che mutano rotta per evitare siluri.
pres. di zigzagare), agg. che si sviluppa con una serie di curve
una serie di curve e di tornanti, che ha un andamento tortuoso. montale
, iv-756: zigzagare: detto di navi che mutano rotta per evitare siluri.
pass, di zigzagare), agg. che ha l'aspetto di una linea spezzata
(con partic. riferimento alle navi che mutano rotta per evitare il siluramento)
, iv-756: 'zigzagheggiare': detto dei navi che mutano rotta per evitare silun.
con el favor del signor campsom campsummie, che cussi etiam era la volontà ae'zilebi
/ né il boccheggiar dell'uc- cellin che spira / sotto le strette di crudel fanciullo
propriamente si chiama, per lo 'zillo'che di continuo ripetono. bazzero, iv-89:
. si lamenta co'suoi zilli capricciosi che si perdono contro i vetrucci rotti,
giustinian, 123: io vedo topinelo / che dona altiera ascende isabella.
per andare a letto; onde inteso che alberta e lisa chiedessero di lei, imaginato
di lei, imaginato parte di quello che n'era, gittatasi una zimarra indosso
n'era, gittatasi una zimarra indosso che si strinse ne'fianchi con una traversa,
6-102: la vostra zimarraccia mi pare quella che egli aveva in capo, quando fuggiva
zibellino'. zimarrato, agg. che indossa la zimarra. -per estens.
la zimarra. -per estens.: che esercita la professione accademica in modo pedante
dal d. e. i., che l'attesta nel sec. xx
pastrano. -per estens.: persona che indossa tale abito. sanuao,
s'allaccia in senato la zimarra, / che d'elleboro ha d'uopo e d'
d'esorcismo; / tal vi tuona, che il callo ha della marra. zena
, 1-346: i giudici, col caldo che faceva, intabarrati nella loro zimarra,
zimarra, coi gomiti sulla tavola, pareva che dormissero d'amore e d'accordo sotto
5-73: piglia quella zimarra di raso verde che è nella mia camera, eccotene la
per la porta dirieto, in modo che nessuno di casa nostra sene avvegga, portala
in partic. nelle cellule del lievito, che intervengono nella fermentazione alcoolica.
.. la diastasi del lievito, che trasforma lo zucchero di canna in gli-
, 1-16: audacemente cominciarono a tentare che fossero dentro ammessi quei loro ministri del nuovo
quei loro ministri del nuovo evangelico, che erano zimatori di panni, tintori e simili
tipico deirungheria ma di origine orientale, che si suona battendo le corde con un
cotali zimbellamenti anzi arti per dileggiar coloro che ci pongono l'occhio. =
f. frugoni, vii-459: diavolo, che a lui si spalancheranno zimbellare (zimbellare
loro compagno, non possono conoscere la causa che lo ha messo in moto.
con reti d'ogni sorte, / fuor che con quelle che la tina uccella,
sorte, / fuor che con quelle che la tina uccella, / che chi più
con quelle che la tina uccella, / che chi più l'ama ogni or conduce
3-4-504: alla vostra imitazione potrei dire, che il nome simbellatore vien dai zimbelli,
il nome simbellatore vien dai zimbelli, che sono alcuni piccoli sacchetti
]: dài una zimbellata: non senti che passano i fringuelli? 2
per colpo di zimbello de'fanciulli, che è un sacchettino pieno di borra o di
viene su zimbellato dalla corda della continenza che dante si scinge. zimbellatóre (
-trice o anche -óra). che usa lo zimbello negli appostamenti di caccia
zimbellatori. 2. figur. che circuisce, seduce con lusinghe o adesca
è dell'uso: e di donna che cerca di adescare, direbbesi piuttosto: 'zimbellatora'
zimbellatora. 3. ant. che durante il carnevale percuoteva con intento scherzoso
galileo, 3-4-505. zimbellatori son quelli che con i zimbelli sacchettano le maschere.
: -andate pure, ma ricordatevi di quel che vi si è detto. -che cosa
secrete scuole / fanno come il zimbel che sempre alletta. ariosto, 9-67: qual
ariosto, 9-67: qual cauto uccellator che serba vivi, / intento a maggior preda
incodati... chiamiamo que'stomi, che per aver a servir di zimbello,
nella ragna? e uno anzi, che dal capanno sembrava un tordo, ora chiuso
nella ragna? e uno anzi, che dal capanno sembrava un tordo, ora
merlo? la colpa è dello zimbello che s'è alzato troppo alto quando i tordi
scendevano; la colpa è dei richiami che stamane per la nebbia sono pigri a
natura, 1-v-89: il zimbello ordinario, che chiamasi lenza semplice, e che consiste
, che chiamasi lenza semplice, e che consiste in alcune setole accomodate insieme con
caccia fuor due suoi nervetti, / (che appendici alcun chiama) e poi li
(or qua, or là, sì che paion vermetti. / con tal zimbello
]: 'zimbel'e 'zimbello': zuffolo con che si giuoca e fischia all'uccelli.
. 2. figur. persona che costituisce oggetto di scherno, di beffe
di risa. aretino, 10-36: che direste vedendolo zimbello dei palafrenieri e d'
. pratolini, 0-537: mi dispiace che fra stia diventando, ogni giorno di più
una sorte avversa. toe che si tocchi il zimbello, / e disse
troppe, / e non sai ben che le bugie son zoppe / e però si
3-4-504: alla vostra imitazione potrei dire, che il nome 'simbellatore'vien dai zimbelli,
il nome 'simbellatore'vien dai zimbelli, che sono alcuni piccoli sacchetti pieni di crusca
guarda, sofia, quei calamaretti. che ne dici, a farli in zimino
toglie alla fanciulla la poca forza morale che avea da natura, la rende uno zimbello
. e non c'è di peggio che l'essere zimbelli di una onestà patentata.
. giambullari, i-2: guarda però, che diavol di natura / ha 11 traditor
non s'inoltrava metello con minore cautela che se stato fossevi in armi il nemico
gli zimbelli della illusione con tanta mai naturalezza che li uccelletti allettati cascano su le paretelle
. campiglia, 1-361: non mancava che dire a pemone del duca principalmente in
duca principalmente in materia della lega, che se ne fosse fatto capo, che
che se ne fosse fatto capo, che si servisse del cardinal vecchio di borbone per
idea in abbozzo, non era però che un zimbello di richiamo alla goventù.
4. etol. oggetto o struttura anatomica che riproduce stimoli atti a provocare determinati comportamenti
sestine per cagion delle necessarie rime, e che fratto dipoi, dio vel dica.
un'alta e rigida stuoia, lo zimmile che custodiva il frumento color di miele.
) e sicil. { zimmili), che e dall'ar. zinbxl 'sporta di foglie
plur. -gì). biochim. batteriofago che provoca la lisi del lievito.
, agg. biochim. in immunologia, che esplica l'azione fermentativa tipica degli anticorpi
enzimi. 2. sm. microrganismo che induce un processo fermentativo. 3.
, sm. biochim. parte del glutine che risulta insolubile se è messa a contatto
medicina, ii-550: 'zimoma': sostanza che taddei, chimico di firenze, pretende concorra
. dal d. e. i. che l'attesta nel xx sec.
differenti materie e il grado di calore che queste materie acquistano nel fermentare. lessona
proprio a far riconoscere il grado di calore che si svolge nelle sostanze in fermentazione.
, sf. biochim. ramo della chimica che studia la fermentazione. =
. m. -ci). biochim. che sviluppa calore per effetto della fermentazione.
: in chimica, dicesi di tutto ciò che è fermentescibile. in medicina, 'malattie
in medicina, 'malattie zimotiche': quelle che, nate per la massima parte da principi
parte da principi tossici, presentano fenomeni che furono comparati a quelli della fermentazione.
domenichi [plinio], 12-7: quello che alcuni chiamano zim- piberi, e alcuni
/ e tal velen le infuse, / che intumidì quel viso, / quel bel
non sul buzzino, un palloncello che la faceva parer pregna di tre mesi
cava dalla manica il famoso foglio, che la suora, allontanandosi caccia in fretta
piombo fuso una piccola quantità di zinco che trascina l'argento in superficie.
o per processi elettrolitici, per evitare che arrugginisca. tommaseo [s
zendo). tó). che è stato sottoposto al processo di zincatura.
3-123: il monti, xii-5-164: quella che parla è una vecchia zingana,
ludella gomma e delle materie plastiche. che insegna a una brigata di scaltre, viziate
di fiori. -per simil. che ha l'aspetto, il colore di un
aspetto, il colore di un metallo che ha subito zincatura; che ha lucentezza metallica
un metallo che ha subito zincatura; che ha lucentezza metallica. vìani, 14-365
: una magnolia altissima dalle foglie zincate che ombrava l'orto, sotto il vento,
, scrocchianti, pagi iettate, zincate, che voglion esser sollevate molto sù da un
corrosione. -anche: la soluzione di zinco che si usa in tale operazione. -zincatura
. 2. strato di zinco che ricopre oggetti di ferro o acciaio a
in cui si estrae zinco dai minerali che lo contengono, o in cui si
(zincìfero), agg. miner. che contiene zinco; che viene sfruttato per