ne son, pronte e ardite, che apertamente richieggan quasi gli amanti loro, altre
hanno manco forza nel suo lato che li destrani. = deriv. da
pres. di stancare1), agg. che stanca, che affatica.
), agg. che stanca, che affatica. arbasino, 19-23:
e più alienante. 2. che annoia, che infastidisce; stucchevole.
. 2. che annoia, che infastidisce; stucchevole. de sanctis,
femminili in quella forma minuta e stancante che è il vezzo dell'autore. e
darem commiato e condurrem due paggi solamente che ci menino due cavalli a mano, perché
cavalcare. baldi, 10-142: sarà ben che noi sediamo, / poi che 'l
ben che noi sediamo, / poi che 'l correr n'ha stanchi. c.
. frugoni, i-13-129: ahi! che su l'erte vie stancai le piante /
guido delle colonne, 77: amor, che lungiamente m'ài menato / a freno
tanto crudele e con ogni magagna / che tutta lombardia aveva stanca. poliziano,
men d'averlo spero: / tal che son dal dolor fiero / aspettando vinto e
non senza ragione mi par d'aver detto che 'l mio male sia forse incurabile,
mio male sia forse incurabile, poi che ha stancati in vano quasi tutti i medici
altri sopraffatti da un raziocinio senza quartiere che snervava e stancava la volontà di opposizione
sempre era fermo in uno proposito, acciò che elio non menasse le cose afflitte a
al primo sonno e stancarono sì quelli dentro che non poteano più combattere. bisaccioni,
. botta, 6-i-352: la sola via che gli restava aperta, quella si era
i-13-9: o donna, o tal che la famosa argiva / penna stancar potresti e
] tanto oltre ad ogni altra maravigliosa che ella non solamente a discriversi con la
/ ch'appo un secolo scorso non fia che me lo neghi. alfieri, 1-246
neghi. alfieri, 1-246: bramo che in argo ei tomi, e il ciel
dì miei fien lagrimosi e manchi, / che gran duol rade volte aven che 'nvecchi
/ che gran duol rade volte aven che 'nvecchi; / ma più ne colpo i
ne colpo i micidiali specchi, / che 'n vagheggiar voi stessa avete stanchi. n
franco, 3-21: pensate... che gran cosa si sia cotesta bellezza, poi
cosa si sia cotesta bellezza, poi che voi altre tutto dì specchiandovi per guatarla né
, coll'occasione di queste lezioni, che dovean recitarsi nella nostra accademia, a volgere
, a volgere e rivolgere i libri che a questo fine reputai necessari...
versavano nella disperazione di trovare un soggetto che non fosse stato stancato dalla scuola romantica
: o, io posso pigliar marito; che se pure la gente vorrà parlare di
vorrà parlare di me, poco tempo parleranno che lor istancarà: da due o tre
, 1-555: così avviene di quel sapore che hanno o i componimenti di qualche ingegnoso
gran fortuna. cesari, iii-378: di che esem- io potrebbe essere negli stranieri
tragedia sopra la morte diesare del voltaire, che stanca per soverchie ed affettate bellezze.
sentimento di tutti i scrittori di agraria che non sia così assolutamente necessario dar pieno
dì andaro di dì e di notte che mai none stancaro né lo'venne sonno né
ricorda molte volte, fanciullo, da che il sole usciva insino che si coricava cantare
, da che il sole usciva insino che si coricava cantare senza puntostancarmi mai. piccolomini
quale si scaccia via con la interposizione che si fa tra atto e atto. tansillo
più franca / gente di questa, che ad ogni or combatte / col travaglio
: come soleva dire, era di quelli che si stancano più a star senza far
stancano più a star senza far nulla che a lavorare. pirandello, 8-255:
cieco l'avaro, / ché così quel che possiede gli manca / come l'altrui
. anonimo, i-525: non so che lo saccia, / per ciò a meve
meve non manca, / nanti par che mi sfaccia; / non sapendo si stanca
portò sovra 'l colmo de l'arco / che dal quarto al quinto argine è tragetto
stanca. giuglaris, 74: forsi che si sia stancata la potenza di dio in
nostre navi a monte e ricorrerle per stancarle che facevano molta acqua. = adattamento
. bernari, 6-220: sai che cosa ho fatto e tutto da sola?
solo per sé.. vieni. che stancata! arbasino, 226: un paio
i'ho di voi più volte udito / che pigliar vi lasciate a ogni uncino,
in su un piano / solingo più che strade per diserti. reprensione contra manganello
l'entrata. sicinio, 18: invero che queste nostre asserte virtù son tante che
che queste nostre asserte virtù son tante che, se non tossivo un poco guercetto,
col culo in fuora, son certo che la cosa riuscirebbe. loredano, 2-1-
. loredano, 2-1- 25: che mi può più promettere quella destra stancata tante
propria rotta un ambiente conosciuto o una scaletta che scendeva in giardino se la svignava.
fatiche. carducci, ii-1-163: bisogna che cotesta ferma volontà non si stanchi, non
logori nel contrastare contro i grandi ostacoli che le condizioni di famiglia gli oppongono.
par., 8-114: impossibil veggio / che la natura, in quel ch'è
ii1-212: l'autore risponde: non voglio che tu più l'apra, però
ch'io veggio manifestamente ch'egli è impossibile che la natura stanchi in quello che bisogna
impossibile che la natura stanchi in quello che bisogna. 11. diminuire progressivamente
. leonardo, 2-70: io conchiudo che a volere mantenere esso moto, che
che a volere mantenere esso moto, che 'l motore sempre sarà di pari fatica e
sempre sarà di pari fatica e tanto più che per natura si stancherà. sassetti,
roseo, iii-3: vedano di seminare cose che le possano produrre il tale aere o
: tal [terra] v'ha pur che in germinar si stanca / nel basso
si stanca / nel basso pian, che sopra il colle acquista / forza dal ferro
sopra il colle acquista / forza dal ferro che la frange e pieno / d'amore
la terra si stanca a farla fruttare oltre che puote. 13. locuz.
che viene compiuto, che si manifesta o che si verifica troppo tardi (e per
pareva inutile e tardiva, sgomentevole piuttosto che benefica. p chiara, 19-201: dalla
e l'altrettanto tardivo laticlavio. che viene effettuato o che si manifesta in un'
laticlavio. che viene effettuato o che si manifesta in un'età piu avanzata
, xiv-2-231: non così di me, che nato da vandali, educato da vandalo
tardìe è biasimevole la cagione, dannoso che i mariti invecchino assai prima delle lor
una prole scarsa di numero e più delicata che robusta. bacchelh, 13-323: m'
le donne dovrebbero invogliarlo. non vorrei che venisse poi fuori con qualche innamoramento tardivo
. betti, i-584: non vorrei che l'avere io già accettato una carica,
carica, desse l'idea alla gente che una vanità tardiva e perciò più virulenta,
il mio cervello. 6. che giunge in ritardo, che non è ancora
6. che giunge in ritardo, che non è ancora giunto (una persona
ovidio volgar., 6-105: credemi che 'l diletto di venus non si dè
con tardio indugio. 7. che tarda a produrre il bozzolo (un baco
, vannoportati altrove. 8. che presenta uno sviluppo mentale inferiore a quello
istituto, l'istituto umberto i, che è noto in tutta italia perché vi
agg. (superi, tardissimo). che procede adagio, a rilento, senza
ercule segnò li suoi riguardi / acciò che l'uom più oltre non si metta.
scura nebbia l'aria ricopriva, / che non lasciava al del passar il guardo.
le paghe nel bere e il frutto che se ne cava è l'aver spesso
: il mio deboi parere si e, che nel caso nostro, e in un
mercante; / e la turba ridea, che il padre e 'l figlio / se-
né tarde né rapide con quella andatura che mi era ben nota, molle e
ben nota, molle e sinuosa, che dà un moto alterno ai fianchi ed al
: li argumenti de questa astucia son che quisti, quali son li più tardi de
nando, il suo maggiore, / che ammoniva le bestie a quando a quando
polo, più è tarda, però che la sua revoluzione è minore, e conviene
corso e di virtù nemica, / che mai suo raggio non fé cosa bella.
tanto la seconda cosa aparirà più tarda che la prima. gigli, 2-35: l'
. guazzo, 1-231: aristotile afferma che 'l passo tardo è segno di gravità.
seno, / la bella donna, or che l'ha grave e pieno, /
gli altri, parevano ad esse un impiccio che si trovassero davanti, ed inoltre un
conviene esser tardo, / sì che s'ausi un poco in prima il senso
e per diversi impedimenti molto più tardi che gli uomini non si immaginano.
esser lunghissimo e tardissimo, come quello che, avendo tutte le sillabe accentuate,
o tardo, o dentale o gutturale che si fosse. 3. che
che si fosse. 3. che non agisce rapidamente, che indugia, che
3. che non agisce rapidamente, che indugia, che è restio a compiere
che non agisce rapidamente, che indugia, che è restio a compiere un'azione,
avaro rendendo tanto o meno de quel che prende, e le più fiate è
] folgoro nel mio sguardo / sì che da prima il viso non sofferse; /
..; così dispiacciono a'demòni coloro che son pigri, oziosi e tardi e
marittima, xliii-107: amor possent'è più che non è morte /...
: / manda a dire ad alardo che si mova. bembo, ii-58: son
bembo, ii-58: son tardo a rispondere che ho avuto occupazioni. bandello, 2-6
un camaleonte. è cavata d'una che fece augusto imperatore, il quale poneva
, quando occorre variare l'ordine, che i fanti. -che è in
, con pacatezza, con prudenza; che medita, che riflette a lungo prima
, con prudenza; che medita, che riflette a lungo prima di parlare.
e tardo a parlare, a ciò che non caggia in te quella parola che salomone
ciò che non caggia in te quella parola che salomone dice: « se tu vedrai
vedrai l'uomo corrente a parlare, sappi che il matto ha avuto più speranza di
.. non voleva mai proferire parola che non fosse elegante ed esquisita.
o ai valori morali o spirituali; che non cede a un impulso; paziente
di cuore, a credere le cose che hanno detto i profeti ». fogazzaro,
». fogazzaro, 1-5io: guardi che tardo cuore! brancati, 4-44: tutti
respirarono di sollievo, tranne lorenzo calderara che aveva i sentimenti tardi. -con
di benedizione. 5. che dimostra uno sviluppo psichico, mentale e
'ngegni tardi e loschi, / che già diceste che per gli occhi al core
tardi e loschi, / che già diceste che per gli occhi al core / penetrava
loredano, 1-153: chi sa, che non volessero dimostrare che gli uomini tardi d'
chi sa, che non volessero dimostrare che gli uomini tardi d'ingegno devono impiegarsi
ascinate dalla sensuale propensione, che lusingandovi vi tradisce. g. gozzi
45: hanno così tardo l'intelletto, che appena potresti trar loro due parole di
sono fuso / col volo della tarma che la mia suola / sfarina sull'impiantito.
. leandreide, i-6-18: ero, che non sente di amor fuoco, / stava
gli occhi tardi e gravi, tal che poco / pareva curar di gioco ovver di
man serena e tarda, / con passi che non sian for del comuno. poliziano
, / deh! sian pietosi al dolor che m'aspreggia. bruni, 45:
/ d'un canuto. 6. che si manifesta senza la necessaria sollecitudine o
(un impegno, un'attività); che giunge in ritardo (una lettera)
avere sapienzia fiunta con eloquenzia, però che sapienzia sempre è tarda. cino,
ma voglio lasciare pensare alla vostra carità, che ciò non è stato sanza cagione.
soccorso è tardo; / per ciò che a lei fu forza / trovare altro soccorso
più propiqua occasione del suo morire, che la malignità de la malattia, e
di tarda, e vana lode, / che dentro l'urna gelida / non curasi /
. cesarotti, 1-xxxvi-272: io ho creduto che voi amaste meglio una lettera un po'
po'tarda e abbondante, di quello che due righe strozzate e sollecite. manzoni,
tenti di adoprarle non ti possono offrire che risultati tardi e meschini. d'annunzio,
trarre; sorrideva di quel sorriso indefinibile che hanno certi malati quando si piegano alla volontà
alla volontà altrui, pur sapendo bene che il rimedio è tardo e vano.
. maggi, 202: mi par che dietro / tali del mio desir sia tardo
il tempo. 7. che è alla fine di un periodo di tempo
sandose pu de sante parole che d'atri cibi, multiplicandose le parole
l'óra e discovrir l'avorio / che fa di marmo chi da presso 'l
guarda; / e tutto quel per che nel viver breve / non rincresco a
mazzini, 37-367: io non ho che pochi, tardi e languidi anni da
[carducci] quasi rimorso degli onori che gli vennero fatti. sinisgalli, 6-35:
malatestiano, nessuna notizia. pareva quasi che leon battista alberti lo avesse voluto nascondere agli
delle tarde devote. 9. che si verifica, avviene o si diffonde oltre
attribuirsi una parte di merito, mostrava che il signore aveva benedetto la loro unione
tarde erotiche imprese. 10. che si sviluppa, fiorisce o matura dopo la
stanco. -che si sviluppa, che cresce lentamente (una pian- ta)
della nostra visione, crescer l'erba che in pochi mesi diventa pane: si trova
assai cresciuto il tardo cipresso, nel sepolcreto che visitiamo in una scossa d'amore.
11. prossima alla fine o che si prolunga oltre i termini stagionali normali
divenuta tarda; e temendo i confederati che l'howe, il quale si avvicinava,
, 3-105: diversa era l'aria che respiravamo nella sera di tarda estate: anche
spontanei e liberi. 12. che rappresenta la fase declinante di un periodo
movimento culturale, storico, economico; che risale o è vissuto o ha operato
bisognerebbe riandare a quel periodo della cultura che da noi ebbe nome di tardo romanticismo
salì al trono [luigi xiii] dicevano che questo sfaldo luigi'era figlio d'un
era figlio d'un orsini. sia quel che sia, aveva tutti i gusti d'un
evo nto secondo un tardo romantico che vuole o deve riempire delle forme troppo
riempire delle forme troppo grosse: dopo che sono morti quelli veri...
stagione / tarda, senza rancori, che mi piace ». g. giudici,
, x-5-455: tardi nepoti e secoli / che dopo pio verrete, / quando lo
indietro volgerete, / oh come fia che ignobile / allor vi sembri e mesta /
. altrimenti, io non ti vedrò più che a'tardi giorni. gnoli, 1-349
: vanagloria sott'essa il foco accende / che dall'incendio d'efeso rapì: /
nel settentrione dell'asia abbiamo sopra veduto che idantura, re degli sciti, ne'tempi
parole reali risponde a dario il maggiore che gli aveva intimato la guerra.
, ma'ch'ai parer di colui / che disiando o temendo l'aspetta. tebaldeo
specchio et essempio a ogni mortale / che non repona sue speranze al vento. guerrazzi
metà d'agosto percosse una voce, che alla più tarda nella marea di settembre comparirebbe
, / sento il lume apparir, che m'innamora; / se tramontarsi al tardo
più m'arde l'amorosa lima, / che il resto del mio cor convien che
che il resto del mio cor convien che sceme. -senza tardo: senza
littere sono del penultimo di agosto, sì che el messo è stato un poco tardetto
per motivo di un congresso che mi occupò molto tempo, fu a
'primaticce', in tarde o tardine', dal che ne segue che... le
o tardine', dal che ne segue che... le due specie diverse non
fratello, e prendiamo il cibo a ciò che noi noi lasciassemo nella via.
maschio o femmina di gioventù ormai tardone che con la muffa ci concorda perché non
rischiare di trovarsi a rifare lo sforzo che ha sempre ben presente di aver fatto una
; ottuso'. tardoantico, agg. che si riferisce al periodo storico che abbraccia
. che si riferisce al periodo storico che abbraccia gli ultimi tempi dell'impero romano e
mosaico, nei codici miniati ecc. ma che, nelle sculture, appare muovere in
di proporzioni gerarchiche fra le figure invece che realistiche. = comp. da tardo
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce,
. -ci). che è proprio, che si riferisce, che è tipico della
è proprio, che si riferisce, che è tipico della fioritura artistica che si sviluppò
riferisce, che è tipico della fioritura artistica che si sviluppò nell'europa occidentale fra l'
sf. scherz. donna di mezza età che ostenta un comportamento e un abbigliamento giovanile
specie di tardona (si direbbe) che reciti gozzano. baldini, 7-143: quello
(plur. m. -ci). che si verifica alla fine dell'orogenesi (
). tardoromano, agg. che riguarda il periodo storico dell'impero romano
stirpe, per esempio a quei folli miniatori che furono i monaci irlandesi; ed esse
tardóso, agg. ant. che tarda a manifestarsi, che viene dichiarato
. ant. che tarda a manifestarsi, che viene dichiarato con ritegno.
. ant. tariffo). region. che è di scarsa qualità o valore;
'tareffe': suol dirsi, non so da che originato,
arrischia a salire il monte'. '« che uomo è? » e l'altro risponde
co 'l lanzaverta, / un libro, che compose un falso griffo; /
un falso griffo; / quando che a tutti con la bocca aperta, 7
re fece venir a sé i tareccà che sono stimatori et il nailon e con loro
nailon e con loro condusse il prezzo che mi voleva dare. b. dionigi,
in egu otto sensari del re, che si chiamano tareghe, li quali sono
obbligati di far vendere tutte le mercanzie che vanno a peguper il prezzo corrente.
delle sopradettecuoia, cioè 2 / 3, che. ll'aìtro si fé all'a variante
sardi, 31: i raggi son quelli che sostentano i gavelli, che formano la
raggi son quelli che sostentano i gavelli, che formano la circonferenza della ruota; i
tarenghi sono i cerchi di ferro, che fortificano i gavelli e circonferenza. t.
larghe b 1 e lunghe tanto, che sei coprano tutta la circonferenza della ruota
un tareno e più e meno, secondo che parrà che bisogni, imperocché 'l risagallo
e più e meno, secondo che parrà che bisogni, imperocché 'l risagallo rode a
voce portata a noi dalla sicilia e che ancora ci resta. = dal
= dal lat. medioev. tarenus, che è dall'ar. dirham (v.
placca sottile in genere di metallo e che reca incisi o impressi iscrizioni, nomi,
, ecc. -in partic.: quella che riporta il cognome di una persona applicata
firenze donò agli otto della guerra, che erano stati in quel tempo, a
con l'arme di quella tal persona che era degli otto e sopra l'arme vi
di tal maniera in questo ginepreto, che, andando in certe case e vedendovi appiccate
di queste targhe antiche comincio a dire che riconosceva di quelle che eran di sua mano
comincio a dire che riconosceva di quelle che eran di sua mano. n. villani
altri primari professori, e son quelle stesse che sostengono la taiga di cristallo. pascarella
e v'è scolpita un'italietta piccina piccina che scrive su una stele: axum!
ed erano lì, dietro quella porta che recava su la targa ovale d'ottone il
le sue targhe a annunziare mestieri felici che durano fino in fondo alla vita.
vita. montale, 3-69: il viale che metteva al mare, a destra,
cui sono impressi i dati di riconoscimento che in italia corrispondono alla serie di numeri
, i-647: per molte notti, dopo che s'è perduto, ci si sveglia
lo guardai tutto il tempo, convinto che fosse un settentrionale. ma quando la
ma quando la macchina ripartì, vidi che aveva la targa della città un'
esternamente a diversi tipi di macchine industriali che riporta la casa di produzione, il modello
pornografo, quasi onta edilizia in sulla targa che distingue una delle vie della nostra città
nostra città. moretti, i-771: ciò che la consolava, fra l'altro,
consolava, fra l'altro, era che la città toccata nel viaggio di nozze le
, 1-89: a costoro fu comandato che avessero una targa in luogo di scudo.
e quale era strazato, / ben che sian gente al navicar maestre; / e
ferro. -per estens. ciò che costituisce un mezzo di difesa, di
ogni dirittura di colonna con que'canali che gli chiamano tigrifi ordinariamente, che vengono
canali che gli chiamano tigrifi ordinariamente, che vengono partiti fra un risalto e l'altro
, 145: dunque, è segno che il pollo non gli piace! e giù
cino, xxxv-ii-656: io son colui che spesso m'inginocchio, / pregando amor
spesso m'inginocchio, / pregando amor che d'ogni mal mi targa.
agg. provvisto della targa ai circolazione che identifica in partic. la città o
camion targato udine 389621 era lì davanti che ronfava i suoi sessanta all'ora nella
-scherz. decorato con una o più etichette che i grandi alberghi usavano apporre ai bagagli
roma. 2. figur. che presenta peculiarità, caratteristiche che rimandano in
figur. che presenta peculiarità, caratteristiche che rimandano in maniera riconoscibile e netta alla
altrui interessi composti, agli assegni posdatati che scadono, a tratte avvisi ingiunzioni. arbasino
], 19: è un mensile che si rivolge a un target alto e sofisticato
il giorno... dall'ora che si apriranno dette porte sino a che siano
che si apriranno dette porte sino a che siano serrate dalli targhetti di palazzo,
gloria celeste, così meritano i giuocatori, che si riparano dai colpi delle nostre furie
inguintana del sedere di quella lusca negretta che dianzi mangiò vetro a tutto pasto,
toccò il primo aringo al trombetta, che facendo sonare il compagno mentre si mo-
1806: 'targone': quel grosso tavolone, che dietro a sé, ed avanti alla
visconti-sforza, ii-231: puoche nocte passanno che non vadanno per questa città xxx e quaranta
... con una salda, che gli arrivava quasi a'piedi, e una
rugginosa, un targonaccio all'antica, che pareva la più ridicola cosa del mondo.
la porcellana, / il soave targon che mai non vide / il proprio seme suo
39-vi-150: noi chiamiamo una erba, che si mette nelle mescolanze, targone,
. = dall'ar. tarhun, che è dal gr. òqùxcov -ovrog 'drago'.
cambiata però in corpo di cristo, che s'inalza nel sacrificio della messa sopra
di questo gran piano del cristianesimo: che così l'espone quasi a parola, a
(plur. m. -ci). che è proprio, relativo al targum.
quest'acuirsi d'incredulità filosofica (quasi che alcuno avesse a intendere il 'cantico'altrimenti che
che alcuno avesse a intendere il 'cantico'altrimenti che come 'cosa poetica'), è una
cabalistici, alla bibbia in ben altra questione che non sia quella del gallo o dello
valeano tari 28 in 30 la salma, che sono stara 4. pacichelli, 5-41
tari, quattro tari, sei tari, che corrisponde al mezo scudo, e il
aveva fumi pel capo, e sapeva che a fare un tari ci vogliono venti grani
vario materiale, di solito metallo, che reca incisi, nomi, date, determinate
. bassani, 3-114: « non credi che sarebbe giusto metterci una targhetta commemorativa,
di chi vi risiede o della ditta che vi ha sede. cicognani, 9-3
con un uncino di ferro al centro che poteva bloccare e spezzare la spada deh'
bacchelli, 2-xxii-37: oh infantile involuzione mentale che con una targhettina a smalto scritta in
(targettato), agg. neol. che è provvisto di target.
pass. targhettatrice, sf. macchina che stampiglia targhette, in partic. di
, 4-iii-1988], 3: una parola che vasempre più estendendosi è target significa, come
nera della vite (targiònia vitis), che vive su viti, querce e corbezzoli
guglielmotti, 1805: 'targonaio': colui che fa e vende targoni. petrocchi
, sf. disus. insieme di assi che proteggono gli argini del fiume; palizzata
d'or fino / tien l'animal magnanimo che rampa. / l'altro il quartier
del targone: nell'antica firenze, imposta che dovevano pagare i rettori in carica (
, 1165]: tutti e'rettori che vanno in uffizio sono obbligati dare un
di pagare all'uscita loro certa tassa che si chiama la tassa del targone.
(targetizzato, targettìzzato). neol. che ha un determinato vocabolario di agricoltura [s
1992], 14: è opportuno considerare che -bastone più o meno sottile e lungo impiegato
usi vari. che del mercato pubblicitario può significare isolarla troppo
cantù, 311: noderosi randelli che chiamavano i targoni. rispetto alla
nazionali giovio, i-307: vi so dire che monte amiata nivoso gli fa generaliste)
tariffa. tariffàrio, agg. che è relativo, proprio a una o più
stati uniti e della funzione particolare che le tariffe doganali hanno sempre avuto
, 376: in ogni caso, sia che si proceda ad una privatizzazione di
privatizzazione di alcuni servizi di rete, sia che si decida di mantenere l'attuale
rami anche presso sedi distaccate della agenzia, che valuta e tassa i rischi con l'
di un valore monetario fisso; che ha un determinato prezzo già stabilito.
i tributi, nulla imposta al governo, che la piazza alzi a suo talento e
cause di questo corso o prezzo popolare che si vede dare alle monete diverso da
l'entusiasmo tariffato dal baedeker, ma che cosa c'e a pompei? tariffatóre
di tassazione per le conversazioni interurbane, che ha la funzione di collegare le linee
portato a forma di tariffazione dell'energia che premiano i grandi utenti. rapporto censis
censis 1992, 377: sono tutti fattori che stanno determinando una convergente opera di verifica
costituito da una stampante a comando elettrico, che registra gli addebiti delle comunicazioni telefoniche
valle, 1-iv-47: bevendo del tari, che è un liquore che tari delle varie
bevendo del tari, che è un liquore che tari delle varie parti dell'opera da
alberi delle noci d'india; di color che tira al bian co,
ittiol. ant. pesce non identificabile che si presta a essere conservato sotto sale.
sale. ramusio, cii-iii-59: dice che si pesca per 40 giorni nella primavera
novo vinti gallere e quattro taride, che sono gallere grosse. amari, 1-128
cento galee di corso, dugento uscieri, che navi eran da trasporto, e teride
sanudo, li-466: sia preso e deliberato che li governatori nostri de le intrade cum
davanzati, i-328: cesare adunque bandì che le tariffe di tutte le compagnie de'
e di osservare la tassa ossia tariffa che sentita la facoltà medica si pubblicherà con
fissò la meta del pane al prezzo che sarebbe stato il giusto, se il grano
a ottanta. carducci, ii-10-54: sai che ho una gran voglia di andare in
della imposta daziaria (ora abolita) che varia, o variava, a seconda delle
delle categorie di merci; il provvedimento che stabilisce tali misure; il testo scritto
stabilisce tali misure; il testo scritto che le riporta. galanti, 1-ii-232:
nel fatto della nuova 'tariffa'doganale, che con uno spirito di patriottismo e di
alcune misure di finanze, cioè queila che ho di già presentata, e due
di già presentata, e due altre che sto preparando; v'è di bilancio attivo
dir vero quand'io penso a tutto quello che si aebbe fare prima del finire della
gramsci, 7-97: 1 grandi stati, che devono avere grandi spese per servizi pubblici
base? -tariffa proporzionale-, quella che si determina in modo percentuale, in
o servizio. -anche: il testo scritto che riporta tali prezzi; tariffario.
era fermata molti anni prima, e che ogni anno mandava le tariffe invernali. eppure
specialissima corsa a gorzegno praticava una tariffa che gli salvava sì e no la benzina.
commerciale, allegato del contratto d'appalto che indica i prezzi uni- per estens.
allegra ed entra in ragionar del turco che dèe venire, del papa che non crepa
turco che dèe venire, del papa che non crepa, de lo imperadore che
che non crepa, de lo imperadore che fa miracoli, e del 'furioso', e
tariffa (con uso aggett.): che si fa pagare per la propria opera
ha da fare un atto pubblico, quelli che gli nno testimonianza di identità personale
poi le donne facili, quelle baldracche che come in antico si possono dire oneste e
sessuale. cameroni, 1-123: ciò che appaga un liceale, più non basta
si roghi parimente di tutti i compromessi che si faranno e si daranno in detta
per una moneta straniera; il bando che riportava tali cambi. turbolo, 1-i-225
cambi. turbolo, 1-i-225: sappiasi che lo scudo d'oro napolitano dev'essere
in peso trappesi 3 ed acini 16, che sono quattro quinti di trappeso contenendo il
fra quelli (e sono molti) che vogliono di tutto decidere e sentenziare non
6. elenco o fascicolo e sim. che riporta le varie tariffe, prezzi,
. leggi e bandi, vi-15: ciascuno che., navigherà per il suddetto nume
pagare... le somme rispettivamente, che nell'ap- presso tariffa. g.
, 1-381: la non sarà mai altro che una tariffa peipetua, uno scartabello d'
f. pagnini, i-188: credono che i prezzi del grano e delle altre grasce
una tariffa, dell'anno 1548, che si vede nel tribunale delle decime,
tributo, con di contro la quantità che per ciascuna si deve pagare in due casi
ii-334: ho qui la tariffa inglese ufficiale che tutti potranno consultare se lo vogliono.
tariffale, agg. disus. che riguarda le tariffe; tariffario.
di tariffare), agg. disus. che impone determinate tariffe. - per estens
ch'ebbe principio quelrordinamento controllato di finanze che poi propagassi per tutta l'europa.
i maestri, ha da essere, che non si debbano mai bandire, ma solamente
1-vi-57: locke fonda la massima, che per base di un regolamento fisso in materia
materia di monete non debba prendersi altro che l'argento, e che l'oro
debba prendersi altro che l'argento, e che l'oro debba monetarsi e tariffarsi sopra
non potevano illudersi a segno di persuadersi che l'atto dispotico di quel re fosse per
giovio, ii-77: in fatto le cose che avete fatto a monte oliveto in napoli
], ii-38: c'è una gomma che chiamano tabu- nuco, morbida e filosa
la difende molto della brama o tarla che fa il legnamme. bruno, 3-56:
, per quanto ne permettea la barca, che (benché dalle tarle ed il tempo
: l'arazzo della giovinezza sfigurato dalle tarle che ne hanno mangiato le figure forse più
di tarlare), agg. letter. che rode, che ossessiona. fenoglio
agg. letter. che rode, che ossessiona. fenoglio, 5-i-457: and
5-i-457: and action did not come, che ti scaraventasse giù da quella cima gradualmente
. giuglaris, 9: savi quelli, che non posero mai i loro beni in
primo buio, quando / il bulino che tarla / la scrivania rafforza / il suo
faldella, iii-78: avevo paura, che non mi comparisse più così inappuntabile, e
non mi comparisse più così inappuntabile, e che un'altra volta il mio baco antico
, 1-81: volli cercare il male / che tarla il mondo, la piccola stortura
la piccola stortura / d'una leva che arresta / l'ordegno universale.
: perdon; s'io ti rammento cosa che il cor ti tarla. pindemonte,
tarla. manzini, 8-152: riso che l'ansietava, la sommuoveva, la tarlava
ed umido; ed è più suzzo che d'alcun tempo, però non tarla e
non si conservano senza intarlare, più che quegli tagliati a luna crescente, ma vi
crescente, ma vi sono alcuni alberi che vogliono esser tagliati in succhio, alcuni
. gherardi, cxiv-20-143: convien credere che stessero a tarlare ne fondo della bottega
divin ferrarese, tutta d'oro, / che non si rompe mai e non si
, / là non ci sono cose che si tarlano. 5. figur
tra 'qua', dice lo scritto, che non tarla, / fu messer gianni
: appoggiato al fondo, uno specchio che avevamo in casa; sul davanti, due
scala del paradiso, 421: come quegli che sale nella scala fracida e vecchia e
e le prelazioni e la fama perisce quegli che l'ama. citolini, 204
poi quell'antica, data alla prora; che ci mette su gli occhi quel battellaccio
occhi quel battellaccio tarlato e sdrucito, che faceva acqua per tutto. carducci,
una certa critica... [che] procede un po'troppo co'passi della
sconquassate erano tenute aperte da una canna che le forzava messa di traverso. montale
l'otto », fece la madre che s'era messa a scocciare 1 fagioli sul
, / non fu impiccato altr'asino che questo. c. gozzi, i-104:
, i-104: non ho mai detto che nel picciolo archivio della famiglia nostra esiste
, xiv-2-280: tra queli [libri] che ho già ritirati, trovo il plutarco
pali- msesti, ma recenti il più che sia possibile, purché siano di persone
tarlato, se bene a tanti italiani sembri che tutti li contenga il solo eterno libro
: frequente volte le ossa tarlate, che i greci chiamano texodon, sono cagione
i greci chiamano texodon, sono cagione che l'ulcera non si sani, poiché dicea
poiché dicea hippocrate, tutte le ulcere che hanno durano un anno, o più,
anno, o più, è necessario che patiscono corrompimento d'osso, e faccin le
. idem, v-33: occorre talvolta che 'l dente putrefatto tarlato o forato dolendo
redi, 16iv- 167: avicenna avvertì che colui che succia tali ferite, non
16iv- 167: avicenna avvertì che colui che succia tali ferite, non abbia i
ossi cariati e tarlati dal male, che comunemente s'addomanda 'francese', e
quel solo, se non erro, / che mi dà gran molestia, ed è
: hanno dunque un mal vedere coloro, che fan monizione di grano, di
, e di carne insalata, avenga che tali cose diventano rancie, tarlate e fradicie
la campagna intorno è tarlata di gallerie che inseguono il sale, il sale si ammucchia
voluto rappresentare uno di quegli ideali, che, come il lume della vita, pare
nell'età tarlata dalla riflessione non altro che illusione, una idea, profanata e contraddetta
. pavese, 8-88: ma quello che veramente chiederebbe la pietà e il sacrificio
le fibre cornee degli eruditi italiani, che... vanno ripescando stravaganti lezioni
, un canapè giallo, zoppicante, e che anche nell'immobilità versava la tarlatura.
lo falcone, abie cura e guardia che non lo pogni suso legno mar- cido
dell'ordine coleotteri (famiglia anobidi), che sia nello stato larvale sia in quello
sorco o come il tarlo, / che nascoso rodendo fa sentirse / da chi non
nel legno si crea il tarlo, che sviscera esso legno. domenichi [plinioj,
è utile a molti mali, e tiensi che conservi l'avorio dai tarli. buonarroti
/ invidi per dar fine a ciò che nasce, / a ciò che cresce,
a ciò che nasce, / a ciò che cresce, a ciò che sorge in
/ a ciò che cresce, a ciò che sorge in alto, / avvilisce e
di quei vermi, o ver tarli, che rodono le tavole delle navi. muratori
. muratori, 7-ii-51: falso è affatto che la 'blatta', col cui sangue si
tuttavia si tingono, sia lo stesso che la 'tignuola'o il 'tarlo'. algarotti,
136: l'anarchia è il tarlo che rode il governo papale. pirandello,
casti, 8-61: se in trave che sostiene alto edifizio / scuopre a tempo
penna, un piede dondola.. che cosa? / nulla: un tarlo,
di parere, e si sono accorti che il farsi voler bene dalla intelligenza comune
intelligenza comune è un tantino più lusinghiero che non il rendersi accetto ai tarli delle
: accecato sei, se non t'accorgi che per quelle [vesti] vivi sempre
vivi sempre in continua molestia; provedendo che non sie- no dannegiate da'toppi,
in certa carta ancor sostiene, / che rosa assai dal tarlo abbiam veduta, /
lettre non si leggon bene, / che il fiscale dicesse onta alla nuta /
, / chi sì cieco è, che non veda, / che profitto alcun non
è, che non veda, / che profitto alcun non viene / a recar.
il mattin, morti la sera, / che nel silenzio di fratesca cella / la
è comune questa disavventura alle lettere, che i buoni codici vi sieno sepolti;
rosicchiate dai topi, avevo una stanza che dava su una corte dalla quale saliva
. - anche con riferimento al dolore che ne è provocato. dalla croce,
croce, iii-23: fra le molte cause che impediscono e tardano la curazione delle ulcere
poi riesco il tarlo addormentare, / che industre, ahi caro!, in bocca
gozzi, 1-252: gli altri uomini conviene che si contentino di quelle donne che trovano
conviene che si contentino di quelle donne che trovano; abbiansi il naso schiacciato, gli
,... con tutte quelle perfezioni che può mettervi pittore o scultore.
manifesto qual fosse quell'occulto tarlo divoratore che, scalzando il suolo, il facesse
. 7. figur. ciò che determina guasti e rovine; elemento corruttore
tue porte sì rose e diserte / che sempre sono per rimanere aperte? fausto da
onore come hanno delle facultà altrui, giurovi che né tarma di avarizia gli roderebbe il
la fama ha nelle viscere un tarlo che sempre la rode. apena nata,
rima origin di maligni detti; / nuvol che copre della fantasia tutto il più chiaro
accessibile vi è incluso, esso non è che qualche cosa di estraneo, di appiccicato
, di appiccicato; è il tarlo che corrode la salda compagine dell'opera.
veleno, o cos'altro si voglia, che ormai minaccia, in tutti i settori
civiltà. -azione disgregatrice del tempo che passa. imperiali, 4-543: degli
illeso; quasi ceppo antico, / che, da verme secreto entro incavato, /
: ivi schierati videro que'volumi immortali, che non sottoposti al tarlo del tempo,
tempo. 8. persona che causa danni e rovine, in partic.
l'ima chiostra, / vide bion che lo guatava storto, / dicendo: ah
l'abbaglio nell'aver soltanto posto mente che mun dritto ha una sovranità sopra un'altra
al non aver nel tempo stesso avvertito che, somministrando fomento alle guerre, un
nemico e quasi un insidioso tarlo, che mira a nuocere ed a distruggere ambedue
nulla da un altro tarlo più grosso che rosica a milano. palazzeschi, 1-211:
zanne aguzza il crude! tarlo / che sempre rode la mia mente stolta. tasso
odio contra amon serbò rinchiuso / sempre, che al cor gli
petto un sì mordace tarlo, / che non trovo pensier, che mi conforti.
tarlo, / che non trovo pensier, che mi conforti. / animo generoso aborre
ha davver la gelosia? / dubito che vi sia nel core il tarlo; /
posso aver amato le arti per altro, che per deviare, direi così, la
quest'idea fissa, insistente, irremovibile che viene così a sconvolgere la mia ragione?
la mia ragione? questo tarlo assiduo che la divora? deledda, 1-114: un
entra nel cuore e glielo rode in modo che presto o tardi non resiste più e
c'è davvero. io non vorrei che alfredo doventasse.. a quel modo.
: lo stesso può considerarsi ne'tintori che... scemano la dose alle tinte
: 'male del rospo': ulcere cancerosa che corrode a poco a poco il fettone e
poco il fettone e le parti vive che stanno di sopra, mandando un umore fetentissimo
legni tarlati, d'onde geme marcia che reca molto prurito. p. petrocchi [
. michelangelo, 1-iv-227: e di'che gli era l'obrigo tuo venirci per
l'obrigo tuo venirci per l'amore che mi porti: l'amore del tarlo!
aretino, 20-102: una puttana, che non ha lo animo se non al denaio
obligo né disobligo; e avendo lo amore che ha il tarlo, tanto gli è
, a lucca ti vidi. dico che a questo tale, faceva le maggiori stranezze
questo tale, faceva le maggiori stranezze, che io sapeva, e tanto più gliene
lxxxviii-i-56: proverbio è comun detto, / che ne 'l vulgo iscorretto -cianci o ciarli
'l vulgo iscorretto -cianci o ciarli, / che qual saggio esser parli / ha il
gli vien fuori infallibilmente tutte le volte che ha da esprimere quell'idea. carcano
d'annunzio, iii-1-957: tu! tu che conficchi ovunque / le tue granfie ed
hai solo / lo scrupolo del tarlo / che ha roso il cristo e non voleva
). dalla croce, iii-4: che la forma delle ulcere o sferica o fisto-
o sferica o fisto- lare, e che l'antichità loro, come in quelle,
l'antichità loro, come in quelle, che i greci chiamano telephie chironte discepulote,
esser manifesto per la longa isperienza, che se ne ha fatto. = deriv
giuda impestato, io sono sempre quello che si fa far su come un tarlucco
far su come un tarlucco, roba che mi darei i pugni nella testa ancor oggi
di 5 paia di pseudozampe addominali, che per nutrirsi possono attaccare carta, tessuti
diffusa in tutte le regioni temperate e che danneggia derrate alimentari di varia natura.
lo vostro tesauro in terra, ove che le tarme e la rugine lo consumi e
in terra, dove sono ruchi e tarme che distruggono, e dove li ladroni li
14- 30: so dir, che da'saioni uscian le tarme / al forte
scamatar di loro sferra, / so che non basta né prosa né carme / o
ceci, fagiuoli ecc. quando abbiano sicurezza che essi vengano rosi dalla così detta tarma
un vero struggimento a vedere la polvere che le tarme tanno venir fuori in tanti
fuori in tanti mucchietti sul piano del tavolinetto che le sta davanti e a cui è
/... / voi peregrin, che 'l caso mio leggete, / deh
scrittori antiqui antiqui, / etici sì, che lor favole appena / scampano dalle tarme
della canfora non fuga / le tarme che sfarinano nei libri, / l'uccellino s'
(galleria mellonella e achroia grisella), che si nutre della cera delle api presente
. ippiatria, 170: le tarme che veneno nel corpo del cavallo per essere
4. figur. ant. sentimento che angustia, che turba; rovello,
figur. ant. sentimento che angustia, che turba; rovello, assillo, tormento
: egli è un vestimento il corpo che l'anima cinge e ricuoprela, cui giova
, cui giova talvolta il batterlo, che le tarme non rotano delle male intenzioni.
per te freddo. 5. persona che dissipa le sostanze altrui, fino alla
fausto da longiano, iv-266: sapete voi che mi parete corti- kane romane, che
che mi parete corti- kane romane, che siate in corte tarma de'vecchi, solazzi
famiglia in faccenda... or che vorrai tu aspettarti con questa tarma in
nieri, 3-232: 'tarma': uomo astuto che sa far quattrini in sull'acqua,
. briganti, 103: ho inteso, che per conservare il garofalo s'inaffia di
solare, per- cioché non hanno legname che sopporti peso alcuno, e in capo
con me nulla, salvo quel che avia indosso, che fo do camixe una
salvo quel che avia indosso, che fo do camixe una sopra l'altra,
e rose,... e che non abbin la buccia per tutto salva,
: questo è il ricordo di me che vorrei porre / nella vostra vita: /
vita: / essere l'ombra fedele che accompagna / e per sé nulla chiede;
). salvini, v-5-5-2: uno che sia nel viso guasto dai butteri, cioè
guasto dai butteri, cioè buchi, che lascia la trottola nel girare colla sua punta
come se lo vedessi ancora. più che basso egli era piccolo e corto. il
plur. m. - *). che ha effetto velenoso e mortale sulla tarme
(plur. m. -ghi). che ha la proprietà di tenere lontane
, iv-7: riprendo medesimamente lo eccesso che per cagione della grande moltiplicazion delle vesti e
. 2. figur. sentimento che angustia, che turba; assillo,
2. figur. sentimento che angustia, che turba; assillo, tormento (con
fato era in picciol tarmo, / che lento lento già mi rose amando, /
in questa specie il principio acre che è comune nelle aroidee. la natura
piccoli campi coltivati a taro, cascate che formano pozze d'ac qua
goldoni, v-1177: -che fanno ora che non domandano in tavola? -non
vivande patiscono. -ci giuoco io che fra marito e moglie vi è qualche
pres. di taroccare1), agg. che gioca ai tarocchi. - anche sostant
iersera vostra mamma e i taroccanti che tabaccavano. p. citati, 13-61:
coppe, spade e bastoni, e conviene che risponda alla data con qualche tarocco.
nel cervello inserto uno spirito sì fatto che, quando qualche volta avviene che si tengano
sì fatto che, quando qualche volta avviene che si tengano offesi o ingiuriati da qualcuno
onde la cosa si riduce a tale che, taroccando col cervello bestialmente seco, ac-
allor tarocca; / ma l'altro, che del vin fu sempre ghiotto, /
priego e maledico, ma tutto ciò che faccio, ovver io dico, vien
e lassar tarocar quei babioni, / che '1 naturai la note e t zorno
stanca, andate; con voi non ho che fare. / -orsù, non siam
4-1-118: sentì nell'entrare in bottega che il setola taroccava colla moglie e nominava il
la mia importanza mi compensava degli smacchi che ancor mi toccava sopportare. -avere contese
ci sarà stato un migliaio di partigiani che sparavano nei tirasegni, taroccavano le ragazze.
pronunciò una frase sacramentale d'ignota origine che egli stesso e i suoi compagni tarocchisti
. manganelli, 10-118: nel caso che sia venerdì o martedì, decide di
di amare alla follia il brutale tarocchista che, nel frattempo, ha scritto una
). gioc. ciascuna delle 78 carte che costituiscono il mazzo usato per diversi giochi
simboliche e allegoriche, dette trionfi, che hanno rispettivamente valore diverso ma che prevalgono
, che hanno rispettivamente valore diverso ma che prevalgono su tutte le altre carte di
della briscola; a tali carte, che alcuni ritengono indicatori della totalità degli stati
la menzione del buonarruoti, potresti dire, che son più quegli che conoscono te per
potresti dire, che son più quegli che conoscono te per unico in far carte,
far carte, tarocchi e germini, che lui per singulare nel dipingere, ne lo
insegna il diavol de'tarocchi, / che vuol tentare un fomopien di gnocchi.
, 13-186: se si potessero contare coloro che trascinano la loro vita sulla terra e
'loica': una donna dai capelli crespi che leva nella mano sinistra e considera con occhio
io so benissimo / l'usanza di costor che ci governano; / che quando in
di costor che ci governano; / che quando in ozio son soli, o che
che quando in ozio son soli, o che perdono / il tempo a scacchi,
o ne'tarocchi o pur in quella che si fa talora fra voi donne, quando
stette a sentirmi senza più guardare quei quattro che s'ocavano a tarocchi. n.
il piumino di raso rosa, con isabellita che si cura le unghie. poi vengono
ed è riposto in tal luogo, che sfido il diavolo a scavarlo ». c
chiarar chiamando per quale cagione stimasse che a quello il nome d'un tal
, 231: altro non vuol dir tarocco che ignocco, sciocco,...
, o a trionfi o a sminchiate che si sia: che ad ogni modo tutto
o a sminchiate che si sia: che ad ogni modo tutto importa minchioneria e
. 5. locuz. -eloquenza che metterebbe cuore ai tarocchi: atta a
quei piccoli fuscelli di legno o di ferro che, infilati nella guaina, sostengono disteso
simili. -tarozzo di trilingaggio: quello che viene fissato alla parte superiore delle sartie
: 'torozzi di trilingaggio': quelli che stanno alla parte supenore delle sartie maggiori
. piccola asta di legno o di ferro che forma gli sca- essere il matto fra
tarozzi). -tondino di ferro sagomato che forma i gra -matto da
rintuzzare la temerità di quei moderni tersiti che si tengono aiaci; di quei pigmei che
che si tengono aiaci; di quei pigmei che si reputano alcidi; di quei matti
alcidi; di quei matti da tarocco che si stimano nestori. nievo, 9-74:
in sicilia caratterizzata da frutto ovale, che matura fra dicembre e gennaio con buccia
più malcontenta e già vecchia pur essa e che la veniva ad essere la nuora di
. dal d. e. i. che l'attesta in p de crescenzi.
. rocco, 1-72: il dolce stesso che si prende da esse è amarissimo,
, di piaghe e altri mali infiniti, che perciò li puttanieri son sempre infermi e
agnolo questo, né tarolo, / che attacchi solo una per te, od un
'taruolo': una sorta d'infezione che viene altrui sulla verga. 2
insetto terebrante simile al baco da seta, che perfora la pelle degli animali vivi.
a poco come il baco da seta che s'introduce su la pelle della bestia viva
di elettricità fornito di tarozzi di plastica che ne permettono il galleggiamento per agevolare le
di pel rosso. gioberti, 1-iv-66: che sono... io poveretto, che
che sono... io poveretto, che rin. asta di ferro o
alle estremità delle sartie e dei paterazzi che serve a mantenerli a distanza uguale e regolare
due estremità e fasciate di cavetto, che legate orizzontalmente tra due sartie contigue,
. -tarozzo da branda: piccola asta che mantiene distese le capezziere delle brande.
di legno o di materiale plastico, che riveste tratti di funi usati in partic
e il mantello grigio o bruno, che d'inverno assumeva un colore tendente al
solidungoli, del genere dei cavalli, e che da taluni vien considerato come lo stipite
), agg. rozzo, zotico; che ha spirito ottuso e natura grossolana.
, ove pescaste mai / quel tarpan che par preso alle paniuzze? giusti, 4-i-235
cutréttola scodata dell'amalia? quel tarpano abruzzese che ricevemmo in casa e trattammo da figliolo
attento a non compromettersi troppo nel caso che sbagliasse. 2. per estens
l'ho allevato da piccino, / che gl'era barbigliuto e marzaiuolo, / vago
, vezzoso, agevolino; / or che gl'è grande salta e piglia il volo
per cavarne il concetto posto di sopra, che ha un po'dell'arguto; essendo
tarpato [il corvo] sì addentro che un'ala gli sanguinava. -strappare
ponga le spanne ». / quella che parla qui d'italia venne / forte
qui d'italia venne / forte sì che d'amor tarpa le penne. machiavelli,
machiavelli, 1-vi-343: io vi ricordo che quelli sono straziati dallo amore, che quando
che quelli sono straziati dallo amore, che quando e'vola loro in grembo,
signor galileo in una certa novelletta, che egli introduce nel suo 'saggiatore', mostra d'
portati nel deserto da piccole bande di predoni che imponevan taglie per il riscatto e non
, un orecchio o una mano, che venivan recapitato ai famighari. -potare
-miseria è la vostra. c'è caso che non conosciate neppure l'aratro né la
assol. tommaseo, 3-i-226: prego che d'ora innanzi, se intendono di
d'avvertime me,... veggano che ne riesca il meno sconcio possibile.
fidarmi / pur vedre dentro, ciò che la dicesse. / se fusse facto
del dittatore, stimarono d'averlo e che fusse per abbassare l'alterezza. monti,
tedeschi artigli: / e il brando che a tarparli il ciel destina, / il
solo la opportunità di tarpar la gran-brettagna che la francia perderebbe col presente suo starsene.
: deh per dio rimediate, or che potete, / fate a quei tre cristian
e dàteli in poter di lionetto, / che farvi perdonar poi vi prometto. galileo
quelli la nobiltà armata, ognun vede con che agevolezza le province si poteano spiccar aah'
province si poteano spiccar aah'impero, sol che le milizie parteggiassero per l'emiro.
. e l'attenuazione, per modesta che fosse, venne tenuta in conto d'importante
e vivace. bacchelli, 2-xxiii-485: che lo [l'ideale liberale] tarpasse e
. ottimismo- di classi e di stati che avevano il benefizio del predominio sul mondo
;... questo non significa che quell'ideale liberale non sia utile.
per paura di sentirsi canzonare come vantaton che volano troppo in alto. 8
palmieri, 1-12-10: quella [virtù] che a dio non fu sempre leale /
leale / si spenna e tarpa sì che a poco a poco / a star conviene
lo glorioso tuo fratei cantiamo, / che di nuovo trofeo rende giulio / il chiaro
: se, francesco, il livor che tiemmi oppresso / al mio toglie l'ardir
solaro della margarita, 113: prima che il liberalismo si servisse del progresso come
per scassinare la società, nel tempo che altri princìpi si seguivano da li uomini
, propr. 'tagliare gli sterpi', che è dal lat. extirpàre (v.
qualche garbo ne faceva la istessa festa che si fa dei pemiconi e dei fagianotti
, con il falchetto tarpato e incattivito che starnazza sulla sua spalla. -per
. poliziano, 1-557: come uccel che ha tarpato le penne, / che
uccel che ha tarpato le penne, / che vuol volar come gli dà natura,
v-953 (138- 12): me che come augel tarpato volo, / e lume
augel tarpato volo, / e lume sembro che vacilla e rumore, / lasciate in
, un involto di cadavere andante, che nel gestir da slombato più che di poco
andante, che nel gestir da slombato più che di poco risorto, vicino a morire
buona opinione delle mie tarpate ali poetiche, che impiega ormai oltre le forze del suo
dall'oriente con le penne tarpate, che non ha più il suo podere, non
casa, e vive tristamente d'un lavoro che non fa per lui. d'annunzio
sua movenza qualche cosa di manchevole, che suscita un'imagine vaga d'ali tarpate,
suscita un'imagine vaga d'ali tarpate, che dà il sentimento vago d'una forza
mondo cieco non ti tarpi l'ali / che 'l tarpato non fa questa giornata.
così dire, di quelle forze, che consistevano nella destrezza, e nell'agilità
anima bella tarpata dal primo paio di cosce che si sono spalancate per te.
agg. (femm. -trice). che limita, inibisce inclinazioni, comportamenti (
. tarpèio), agg. stor. che si riferisce al colle del campidoglio,
1, sasso tarpeo, monte tarpeo, che indicavano originariamente la scarpata meridionale del campidoglio
canzon, vedrai / un cavalier, che l'italia tutta onora, / pensoso più
onora, / pensoso più d'altrui, che di se stesso. marsilio ficino,
tue. -giochi tarpei: giochi che si celebravano sul campidoglio in onore di
, nel quale siano notati tutti quelli che saranno condannati in quell'anno. deliberazioni del
. targioni tozzetti, 12-4-346: converrà che il contadino pratichi una grande, e
, e qualunque altra razza di pianta, che potesse pregiudicare al prato. lastri,
assai nociva ai prati tanto naturali che artificiali è 'la cuscuta'detta dagli agricoltori
) e nel pugliese { tarpigna), che è dal lai talpinus 'di talpa',
e per prova la cosa è manifesta / che qui non gli restar le penne tarpe
tarquiniènse (tarquìnènse), agg. che è nato o è vissuto nell'antica
, 881: ci fu un'epoca leggendaria che i tarquiniesi o tarquiniensi, tarquinii
tarquizi, erano a roma pressapoco ciò che i fiorentini a parigi e in francia,
. tarquiniése, agg. che si riferisce all'antica città etnisca di
etnisca di tarquinia o al suo territorio; che si trova in tale luogo.
trovato da soddisfarsi quel fulvio irpino, che il primo fece vivai di lumache nella campagna
, 881: ci fu un'epoca leggendaria che i tarquiniesi o tarquiniensi, tarquinii
tarquizi, erano a roma pressapoco ciò che i fiorentini a parigi e in francia,
di tarquiniense. tarquìnio, agg. che è nato o è vissuto nell'antica
, 881: ci fu un'epoca leggendaria che i tarquiniesi o tarquiniensi, tarquinii
tarquizi, erano a roma pressapoco ciò che i fiorentini a parigi e in francia,
'tarquinia'. tarquìzio, agg. che nato o è vissuto nell'antica città
, 881: ci fu un'epoca leggendaria che i tarquiniesi o tarquiniensi, tarquinii
tarquinii, tarquizi, erano a roma pressapocociò che i fiorentini a parigi e in francia,
(taraconènse), agg. stor. che è proprio, che si riferisce all'
. stor. che è proprio, che si riferisce all'antica città di 'tarraco'(
), nel sud della catalogna, che si estende intorno a essa.
spagnola, di quella parte di ispagna che è detta anticamente terraco- nense, ovvero
(ant. tarraconése), agg. che è nato o vive a tarragona,
della spagna nordorientale, in catalogna, che ha la residenza in tale città. -anche
detto da certi pescatori tar- raconesi, che ivi erano stati, che l'acqua del
raconesi, che ivi erano stati, che l'acqua del lago soleva scemare in
respinti. -che è proprio, che appartiene a tale città (un territorio)
appartenenza alla terra tarragonese. 2. che si riferisce all'antica città di 'tarraco'(
di furino non si vendemiano prima che ghiacci. domenichi [plinio]
. tarsale, agg. anat. che è proprio, che si riferisce,
agg. anat. che è proprio, che si riferisce, che riguarda sia il
è proprio, che si riferisce, che riguarda sia il tarso del piede sia quello
- ossa tarsali: i sette segmenti ossei che costituiscono il tarso del piede. -lamine
tarso del piede. -lamine tarsali: quelle che costituiscono lo scheletro fibroso ed elastico delle
. asportazione totale o parziale delle ossa che costituiscono il tarso. = comp.
tarsensis, deriv. dal toponimo tarsus, che è dal gr. tapoóg 'tarso'.
, 6-100: 'tarsese'o 'tarsio': colui che è nato in tarso o cittadino
comessi, di mano de'migliori maestri che siano stati. novella del grasso legnaiuolo
tarsie. vasari, 1-3-252: dicesi che con giusto e minore, maestri di tarsie
sagrestia della nunziata e similmente quelli del coro che è allato alla cappella, e molte
fra i quali è la tarsìa, che con legni di colori diversi ornava specialmente i
d'artefici maestri di tarsìa, / che sta ne 'l mezzo d'un bacile
la frase di donatello a paolo uccello, che la sua prospettiva poteva servire solo a
con l'effetto di vero intarsio policromo che tutti riconoscono nella 'battaglia di san romano'
. maironi da ponte, 1-iii-122: ciò che si osserva come una meraviglia dell'arte
maggiore, il quale non si scopre che nelle maggiori festività 2. in senso
manetto era, ed è ancora, uno che fa le tarsìe. cennini, 3-115
in ciò cne adoperar si può e in che modo, in gessi, in
di tutti quei pezzi di tarsìa, che formano un albero, quanto il congegnamento
di tutte quelle fibre di vari legnami, che formano quella tarsìa. lueini, 12-65
. samonà, 2-20: si poteva capire che proprio la ristrettezza del luogo favorisse,
. dal d. e. i. che la attesta nel 1401 a bologna.
e marmi tarsiati e vetrificati, secondo che in que'tempi s'usava. inventari
mondo, della visibilità; per quel che nel mondo v'è di consistenza pesa o
di consistenza pesa o di moto inesausto che si linea e si dintoma vibrando, o
, sm. ant. artista o artigiano che pratica la tecnica dell'intarsio.
. dal d. e. i. che la attesta nel 1442 a ferrara.
. tàrsico1, agg. anat. che è proprio, che si riferisce,
agg. anat. che è proprio, che si riferisce, che riguarda il tarso
è proprio, che si riferisce, che riguarda il tarso sia del piede sia palpebrale
intelletto. 2. letter. che imita lo stile proprio degli oratori e
. salvini, 6-100: quelli adunque che imitavano lo stile de'tarsesi, o
de'tarsesi, o oratori o poeti che e'fossero, tarsici si appellarono.
salvini, 6-100: tarsio colui che è nato in tarso. =
. infiammazione delle cartilagini tarsali palpebrali, che generalmente si manifesta come conseguenza di una
: in anatomia umana, è il nome che si dà alla parte posteriore del piede
loro. -lamina fibrosa molto resistente che costituisce lo scheletro di ogni palpebra a
la 3a articolazione dei piedi, quella che viene subito dopo la gamba o che è
quella che viene subito dopo la gamba o che è determinata dalle dita.
: 'tarso reticolato'..., quello che è coperto anteriormente da piccole squame,
unghie, uncini, pinze o spazzole che servono all'animale per organi di presa
molto desiderio la barcata del tarso, che per altre vi s'è scritto, ora
vi s'è scritto, ora massime che ci dite averne trovato del ^ >iù bello
ci dite averne trovato del ^ >iù bello che la mostra mandata. a. neri
specie di marmo duro e bianchissimo, che in toscana fa a piè della verucola di
, 12-3-332: parvemi di poter comprendere che i calcedoni di volterra altro non sieno stati
(dette tarso e smeriglio) e trovo che l'una e l'altra non sono che
che l'una e l'altra non sono che quarzo. = dal pis.
setole allungate nel quarto paio di zampe che usano per trattenere la femmina nell'accoppiamento.
. dal d. e. i. che la attesta nel xx sec.
. dal d. e. i. che la attesta nel xx sec.
cui caratteristica dominante è la balbuzie, che impersona comunemente le parti del dottore,
chi la dice buona: « se vedi che 'l mulo ga de magnar 'ncora
, ma per un suo modo, che anche voi conoscete, crimporsi a chi
pres. di tartagliare), agg. che tartaglia, balbettante, balbuziente.
]: vi sono alcuni sì tartagliaci, che è un morire a sentirli.
lui rispose tartagliando in modo, / che 'ntender noi potemo el sere e io.
e viene dal suono cne fanno coloro che tartagliano, che, per non potere
dal suono cne fanno coloro che tartagliano, che, per non potere esprimere a un
quelle specialmente un po'difficili, pare che restino strozzati; e dicono sovente 'ta,
chi chi chi chi chi è, che che che mi mi mi mi mi mi
chi chi chi chi è, che che che mi mi mi mi mi mi do
chi chi chi chi è, che che che mi mi mi mi mi mi do do
do do do domanda. -è uno che tartaglia. -un poco, per quel che
che tartaglia. -un poco, per quel che si sente. nievo, 1-195:
se al lamarmora... avessero predetto che un giorno quattro giovani vestiti de'suoi
in rivolta, chi sa... che sorta di esclamazioni avrebbe tartagliato. de
bambino... le tartagliò non so che storia d'un capitombolo, che non
non so che storia d'un capitombolo, che non se ne capì una parola.
, 5-i-1354: « e poi difendibile con che? » incalzò garofalo: « coi
importa all'italia di qualche povera tartagliata che io potrei fare una volta all'anno dalla
sconciature / d'espressioni tartagliate, / che poi formano figure, / di lascivie indovinate
di cui non rammento altro se non che i musicanti la accompagnavano, a intervalli
tartàglio, agg. ant. che tartaglia, balbuziente. luna [
tartagliare. tartaglióne, agg. che tartaglia, balbuziente (anche in una
ti risponde, burchiel tartaglione, / che tu ti puoi chiamare assai infelice / di
tartagliona, sapendo meglio scioglier le borse che le parole. passeroni, iv-7:
tartaglione. ha sposato una tartagliona, che non sa dire due parole.
. 2. per estens. che parla o pronuncia in modo stentato una
. tartagliuso), agg. ant. che tartaglia, balbuziente (una persona)
gimberuso e ventroso, e, lo peio che avesse, era tanto tardo indella loquela
era tanto tardo indella loquela e tartagliuso, che era una cosa fora de mesura.
sermini, 392: non v'è dubbio che assai meglio si sarebbono intesi, che
che assai meglio si sarebbono intesi, che quelli quattro trogli non facevano, che per
, che quelli quattro trogli non facevano, che per le rotte e tartagliose parole cumprendar
son coperti da un drappo di lana che chiamano 'tartan'col quale si difendon dal freddo
ordinariamente bianco e turchino, formanti striscie che s'incrociano ad angoli retti l'una
consolato del mare [tommaseo]: che niuno possa esser riconosciuto per capitano o
o bregantino di portata sopra 250 salme, che non sia esaminato pubblicamente. razzi,
per prender l'ora dal capitano della tartana che salpava pel levante. montale, 2-17
, ai lidi, alla tartana / che imbarcava / tronchi di pino a riva ad
mese, / al segno del torrente che discende / ancora al mare e la sua
penuria [di pesci commestibili], il che è proceduto dal- l'essersi introdotto l'
siano tartane pescareccie unite all'uso, che si dice alla gaetana, le quali
caminano di conserva con tanta velocità, che la rete toccando il fondo del mare
strascico. -l'insieme dei pesci che si possono pescare con una tale barca
chiamasi 'tartana'la mescolanza di piccoli pesci che sogliono pescarsi con le tartane.
ch'egli ebbe tosto riconosciuto, e che usciva pian piano dalla porta æl popolo
a forma di borsa, con un'armatura che ne tiene aperta l'imboccatura.
ma più fine e più piccola, che si tende in mare, e si tira
agli sponsali ed ai mortori, 2-433: che la sera de le nozze non si
metta, e la metterai in una tiella che sia ben onta ai butiro fresco.
le tartare e di cuocere quella composizione che dalle noci si chiama nosetto. romoli
]. tartàreo1, agg. che è proprio, che si riferisce al tartaro
tartàreo1, agg. che è proprio, che si riferisce al tartaro o, più
petrarca, 358-6: quei che del suo sangue non fu avaro, /
del suo sangue non fu avaro, / che col pè ruppe le tartaree porte.
maladetto, o abominoso ordigno, / che fabricato nel tartareo fondo / fosti per man
fosti per man di belzebù maligno / che ruinar per te disegnò il mondo, /
tartareo. papi, 1-81: ma che mi stringe mai gli ordin superni /
mai gli ordin superni / di lui che m'odia ad eseguir, di lui /
m'odia ad eseguir, di lui / che in questo mi gittò tartareo fondo,
questo mi gittò tartareo fondo, / che a me del cielo abitatrice e nata /
terror di questa / mia prole stessa che di me si pasce? d'annunzio,
si pasce? d'annunzio, iv-2-412: che valeva quel torbido bollore di passioni servili
in esso. campailla, 14-33: che il sangue è un fermentevole licore, /
si separano da essa [acqua] che col mezzo dell'evaporazione, o precipitazione;
di tempo come succede alle parti tartaree che, trovandosi nell'acqua, anche limpidissima,
. targioni tozzetti, 12-6-400: quelli che patiscono di renelle e calcoli e ardor
(ant. tarterésco), agg. che è proprio, che si riferisce ai
), agg. che è proprio, che si riferisce ai tartari o, in
femmiml ch'io quivi apprezzo / più che il viril, quantunque al tartaresco /
i-xxni: calamanci in tartaresco sono gente che temperano e dànno a intendere linguaggi da uno
linguaggi da uno linguaggio a un altro che non s'intendessero insieme. giustino volgar
taffricante. lippomano, lii-6-291: certi che si chiamano cosacchi,... essendo
. tartarésco2, agg. ant. che si riferisce al tartaro, al regno
tartaro, al regno dell'oltretomba; che vi è situato. salvini, 24-328
abitanti e de'mortali / tutti, che in molti stan travagli immensi.
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce al
. -ci). che è proprio, che si riferisce al tartaro delle botti.
se ne spolpi / e la feccia che ingrato odor disfoga / con rotate catene ed
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce ai
. -ci). che è proprio, che si riferisce ai tartari; costituito da
martello, 6-ii-736: o soldati, che in van celate in manti / cinesi
(plur. m. -ci). che è proprio, che si riferisce al
. -ci). che è proprio, che si riferisce al regno dell'oltretomba nella
, cvi-404: ma con patto perciò, che a voi dimostro / quel che seguì
, che a voi dimostro / quel che seguì, non stia in questo ozio vano
1840-1897). tartarinésco, agg. che è proprio, che si riferisce a
tartarinésco, agg. che è proprio, che si riferisce a tartarino, protagonista dei
a. daudet (1840-1897), che ricorda i suoi atteggiamenti velleitari e spacconi
arbasino, 7-360: non si è sicuri che la storia si svolga proprio al lugo
oltre alle tante acque solfuree e minerali che raccoglie e che gli comunicano le loro qualità
acque solfuree e minerali che raccoglie e che gli comunicano le loro qualità, ha
pass, di tartarizzare), agg. che contiene tartrato. locatelli, 73
e metterai in digestionej>er un mese, che così averai l'oro potabile preparato. targioni
l'acido, lasciano de'carboni spugnosi, che infuocati presto s'imbiancano, offrendo una
così la dicevano tartarizzata; mi fu concesso che l'asportassi meco. -pietrificato per
e il tartrato acido di calcio, che si forma nelle botti del vino durante la
. achillini, 148: a far polve che da bel lustro a denti / pomice
22-i-457: la catasta dei ruderi arancione / che la notte con il fresco colore /
, cosa piccolissima quanto all'azion meccanica che potrebbe esercitare, dove si pigli per
magalotti, 23-233: siete voi altrettanto certo che quell'acqua che fa quel tartaro,
siete voi altrettanto certo che quell'acqua che fa quel tartaro, abbia per fine di
: l'acqua per lo maggior impeto che ha nel pendio facilmente s'interna ne'
* detti corpi e vi deposita quel tartaro che in sé contiene. santi, iii-
colature d'acqua gocciole e zampilli, che parevano veramente cosa naturale. soderini,
intorno ad un botrello, o piccolo torrente che attraversa la strada, incontrai un grossissimo
bianco, di grana fitta e resistente, che potrebbe chiamarsi travertino. -con valore aggett
generate del corso e risudazion delle acque che tracolando per li sassi, nel corso
di sali calcarei e di sostanze organiche che si accumulano attorno ai colletti e alle corone
cattiva dentatura. ma io gli dicevo che procedeva dal tartaro che si è lasciato
ma io gli dicevo che procedeva dal tartaro che si è lasciato crescere sopra i denti
placche e patologie gengivali si avvede subito che hanno scarso avvenire nella mia chiostra.
sali di calcio contenuti nelle urine, che si depositano sui calcoli. g.
facile il concepire con la mente, che poscia il sottilissimo tartaro dell'orma con attaccarsi
/ invidi per dar fine a ciò che nasce, / a ciò che cresce,
ciò che nasce, / a ciò che cresce, a ciò che sorge in alto
/ a ciò che cresce, a ciò che sorge in alto, / avvilisce e
restaurare un pezzo di scultura antica, che sia coperta di tartaro o altro sudiciume
aleardi, 1-406: è attila, che passa / sui teschi umani con le
foscolo, gr., ii-511: però che quando sull'ascrea convalle, / disfrenando
fin dal medioevo per indicare i mongoli che sotto la guida di gengis khan e dei
(anche noto come 'orda d'oro') che a partire dal 1237 invase la
, e verso mezzogiorno coi tartari, che obbediscono al precopense. fagiuoli, vi-98:
turchi, moscoviti e molti, / che per non s'imbrogliar, sono ateisti.
tanta rabbia contro il cane de'tartari, che non voglio più veder cani. monti
a una città chiamata zor- colia, che vi istà uno imperadore nominato alessandro, il
paese perduto. -che è proprio, che si riferisce a tali popolazioni; abitato
questo muftì [della crimea], che ha sotto la sua giurisdizione più di
vedevano le cose inutili e non belle che lui si comprava quando andava in viaggio,
s. v.]: dalla russia che chiama 'tartaro'il corriere messaggio (e
venne dagli slavi sudditi a'turchi, che così lo nominano anco ne'canti),
à la tartare, nome di fantasia che allude alla predilezione dei popoli asiatici per
perché si può eseguire con il frullatore che facilita l'operazione di unire i torli
, adombra l'esistenza dell'uomo che si consuma in una quotidianità angosciosa e
la corte di caterina di russia, che aveva per innanzi accolto e colmato di doni
cfr. il serbo croato tatar 'corriere', che è dal turco tatar 'corriere, postiglione'
il tartaro vien dopo; / una vorago che due volte tanto / ha di profondo
più cupo squarciasi una spelonca, / che in mille orride punte tutte tracciar si
tartaróso, agg. chim. disus. che contiene tartaro; costituito da tartaro.
tartarico. castri, iii-90: volendo che il vino acquisti corpo, colore, depositi
piene, non potrà essere alternato, che per cause accidentali, e fuori di regola
, come a dire dalle concrezioni tartarose che fanno le acque, anche a giudizio
, 6-iii-226: io per ispacciarla, rispondo che non voglio vecchiumi, e massime de'
vecchiumi, e massime de'suoi, che saranno ciarpe e pezzi ai ottone tartarosi
più appropriato quello di testuggine), che presentano una corpo tozzo protetto da
più precipitosamente si riconcentrava nella sua casa che non fanno le tartaruche quando sentono la furia
colonnati. pavese, 3-204: qualcuno che parla di te ti dice vecchia come la
lo più della specie tartaruga embricata), che, opportunamente lavorato, viene utilizzato nella
). -anche: il materiale sintetico che ne imita il colore e la consistenza,
pettine di tartaruga le scivolò dai capelli che d'un tratto le si diffusero su
questi tuoi grossi / occhiali di tartaruga / che a notte ti tolgo e avvicino /
una certa aria efficiente e giovanile, che metteva un po'in imbarazzo.
ebbi tempo per la posta ma sento, che quella tartaruga non era giunta al partire
sei smarrito per istrada? è un'ora che la è cotta. non vedi com'
, iv-1-201: talvolta la matita sanguigna par che contenga porpora; la matita nera dà
'tartaruga di mare': spezie di bastimento che ha il ponte elevato a foggia di tetto
mettere a coperto le persone e gli effetti che vi sono. 8. locuz
{ -ga), attestate precedentemente (che però potrebbero essere il risultato della riduzione
. tartarugàio, sm. artigiano che produce oggetti in guscio di tartaruga.
scodelle tartarugate e a vari colori, che allettavano l'occhio e si smerciavano a
. tartarughino, agg. scherz. che ricorda l'aspetto di una tartaruga.
fusinato, vii-974: allor sì che la calda fantasia / ribolle nel pindemonte,
e tanto si lambicca e si tartassa / che il burro, e arrostite. si guardi
davanzati, i-171: teocrito ne'dioscuri dice che amico re = voce di probabile origine onomat
uniti insieme / tartassorono sì male, / che il mandei clienti. arbasino, 23-296
alle mani, a lui pria gli occhi che ne fé la profezia, / gli ha
c. malespini, 1-29-82: lo so che tu ed il tuo padrone mi avete
: chi è questa signora, / che così lo tartassa? e questi muto.
. b. davanzati, ii-289: che vi pare della forza e ardore del
e ardore del nostro apro? con che torrente e impeto difend'egli lo nostro
, sii meglior giudice, né dubiti che il detto marchese non sia da me tartassato
sia da me tartassato nella prima prefazione che farò. passeroni, 5-77: tartassargli oggi
miscuglio di 'réclame, il bemporad e me che non mi premunii. bacchelli, 18-i-73
davanzati, i-171: tacfarinata adunque sparge fama che i romani da altre nazioni erano tartassati
giusti, iv-93: metti gl'incomodi che mi tartassano, e metti lo sdegno
mi tartassano, e metti lo sdegno che mi bolle dentro e pensa come sto a
stato a pietrasanta quantunque avessi la febbre che col mal di gola e testa mi tartassa
in uggia; è proprio il male che lo tartassa a quel modo. loria,
disprezzo passa. saccenti, 1-1-132: che dite di giustizia e non giustizia? /
giustizia? / e la poltroneria, che vi tartassa. -dominare irresistibilmente l'
. forteguerri, vii-9-27: quei, che tartassa l'amorosa scabbia, / comincian
, tar- tartinàbile, agg. che può essere trasformato in una tassatìssimó
, ch'esca di mezzo a'cani, che n'esce vivo sì: ma squarciato
assorto nella lettura di un mio dante che entrando a montefusco mi era stato confiscato e
stato molto tartassato ed è gran tempo che lo scherzo non ha passato la gola
a. casotti, i-i-iii: il dottor che si vede tartassato, raddoppia col danar
6-99: ora invece si rendeva conto che era un povero diavolo tartassato dalla sorte.
tartassatóre, agg. e sm. che tormenta, maltratta, molesta. -
. - scherz. tartassatóre di tasti: che suona il pianoforte in modo rozzo,
arpeggi e per aver composto sonate, che intronano gli orecchi ». =
con certi tozzi di pane inferigno, che vi giuro per manatoa che in tre
pane inferigno, che vi giuro per manatoa che in tre giorni che vi siamo stati
giuro per manatoa che in tre giorni che vi siamo stati io non ho tartito che
che vi siamo stati io non ho tartito che due gallozzole. nuovo modo de intendere
alluzzano lo schivo o, i zaffarani / che gli fan nelle prospere tartire. ibidem
bitartrati. 'tartrato di potassa', sale che esiste bello e fatto in parecchie sostanze vegetali
uva; costituisce la massima parte del deposito che forma il vino sulle pareti dei tini
. sostanza del gruppo del pira- zolone che viene condensata sotto forma di polvere gialla
è 102), un colorante giallo che viene utilizzato per la preparazione di molte
di 'tartarico'. -fermentazione tartrica: quella che si attua a causa della scomposizione del
o subbollito): malattia del vino, che consiste nella scomposizione del tartaro e produzione
]: 'tartrito': neologismo chimico. sale che ri
. coltiva piante fornite di micorriza che favoriscano la = dal fr.
: chi ce lo mostra acido che si ottiene attraverso l'ossidazione dell'acido
differen- zie di pesci e tartuche, che chiamano gl'indiani hicoteas. giov.
. montale, 15-179: la corsa che dirada / le sue spire fin qui,
tartuchino, agg. tose. che appartiene alla contrada senese della tartuca.
targioni pozzetti, 7-40: 1 terreni che in qualche maniera sono di prima stati
], 326: l'autore nota che egli potè osservare questo micelio nelle sue tartufaie
con la zappa delle marche, oltre che essere proibita dalla legge, rovina le micorriza
distruzione delle tartufaie naturali, al punto che se ne può prevedere presto la fine.
. soldati, 6-446: il solo mestiere che ammette a stento di conoscere e di
d. e. l. i. che l'attesta per la prima volta nel
luoghi comuni con la tartuferia del conformista che attacca dando a intendere di osare.
9-iv-1950], 4: nessuno si illuda che sia per il meglio, che sia
illuda che sia per il meglio, che sia -come tartufescamente si mormora - «
canestri e cazzaveli, / tartufi bergasa che ora taluno mostra nel campo della maggioranza ha
tali tuberi. tartufìcolo, agg. che si riferisce ai tartufi; che ne -tartufo
agg. che si riferisce ai tartufi; che ne -tartufo bianco d'america o di canna
. radiche simili a quelle delle canne, che si mangiano in diverse [il
in fialetta] è un tartuficoltore bolognese che preferisce rimanere anonimo. = comp.
.). tartufìfero, agg. che favorisce la produzione o lo sviluppo dei
dei tartufi (un terreno); che ne favorisce lo sviluppo (un albero)
genero'. tartufìgero, agg. che può produrre tartufi (il micelio inoculato
dal d. e. i. (che l'attesta nel xx sec.)
, ovvero quegli strani e ombrosi personaggi che di notte si aggirano per i boschi.
pessimista, non vuol vedere quasi altro che il brutto. ma ciò deriva appunto dalla
. da tartufo1, con allusione all'odore che ricorda quello del tartufo.
tuber e dei loro corpi fruttiferi, che hanno forma tondeggiante e più o meno
alba (tuber magnatum), ma che si trova anche nel resto del piemonte
borgese, 1-228: se è convinta che non muore più e che fra milf'
se è convinta che non muore più e che fra milf'anni avrà davanti un piatto
davanti un piatto di risotto coi tartufi, che domanda di meglio? piovene, 5-151
banco, il tocco lieve per accertarmi che il tartufo scuro o chiaro del naso
virile. aretino, 20-44: dico che mi paion tanto veri i tuoi ragionamenti
mi paion tanto veri i tuoi ragionamenti che mi hai fatto pisciare senza che io abbia
ragionamenti che mi hai fatto pisciare senza che io abbia gustato né tartufo né cardo
. 4. persona poco socievole che vive ritirata. burchiello, 7:
l'assedio alle calcagne / dicendo noi vogliam che tu ti stufi. g. a
i tartufi, l'ostre- ghe, che quando manco ci penso, mi fanno venir
dei lamel- libranchi (venus verrucosa) che vive nel mediterraneo; presenta una conchiglia
, sm. persona ipocrita, falsa, che simula sentimenti virtuosi, onestà e devozione