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vol. XX Pag.21 - Da STABILITAMENTE a STABILITO (60 risultati)

marchetti, 5-281: d'uopo è che in materie di tal sorta / pria che

che in materie di tal sorta / pria che di ciò che si propone alcuna /

tal sorta / pria che di ciò che si propone alcuna / verisimil ragion possa assegnarsi

boccaccio, il passavanti e gli altri che fiorirono in quel secolo, quando niuna

? cavour, v-307: conviene quindi che gli studi siano fatti dall'appaltatore che eseguisce

quindi che gli studi siano fatti dall'appaltatore che eseguisce le opere, e che esso

appaltatore che eseguisce le opere, e che esso, oltre all'offrire una garanzia pecuniaria

i-244: i corpi, qualunque sieno, che intorno ad un centro dato si raggirano

padova volgar., i-ii-3: la città che bene è ordinata e stabolita secondo ragione

machiavelli, 1-i-84: conservare uno stato che sia già stabilito e fermo. p.

, 6-i-439: la prudenza ci esorta che non si debbono i governi da lunga pezza

tommaseo, cix-i-562: ciò vuol dire che contro i governi stabiliti congiurarono il governo

i governi stabiliti congiurarono il governo toscano che l'« antologia » permetteva, il

antologia » permetteva, il governo papale che tanti esemplari ne riceveva nelle sue città

, e, soprattutto, quella forza che è di ogni governo stabilito per il

stabilito il possesso di quella città, che già aveva capitolato, ma conseguirono altri

italia, scandalezzato il mondo e, quello che era loro più grave e molesto da

, i-xxvii (b) -4i: quanto che da buon perfetto tort'è / per

dico a dio. / e la fé che dato m'hai / serva, e

m'hai / serva, e fa'che sempre mai / nel tuo cor sia stabilita

stabilita. castiglione, iii-77: par che la natura, per mostrare meglio quanto ami

, non voglia sempre essere varia, acciò che dir non si possa che sia stabilita

, acciò che dir non si possa che sia stabilita e ferma in questo, di

io contemplo con istabilito proposito, di maniera che vo rimediando quanto più posso che rinvidia

maniera che vo rimediando quanto più posso che rinvidia non mi dia volta. g

questo sol vincete il mio gioire, / che la vostra è eterna e stabilita,

bibbia volgar., v-779: o fanciulli che siete nati nel mio ventre e stabiliti

prima alla memoria degli uomini, senza che altrimenti si chiudesse il conclave, la notte

cavità detta di s. giovanni pare che s'osservino conservarsi le spezie più adequatamen-

di lavoro per un periodo predeterminato (che, di regola, coincide col raggiungimento dei

. saraceno, 7: se è vero che la convertibilità dà luogo automaticamente alla stabilità

alla stabilità monetaria, è anche vero che il volume di produzione e il processo di

'stabilità del vino', ma una stabilità che in nessun grado ne alterasse la natura.

di un sistema atto a produrre reazioni che compensano gli effetti di azioni esterne,

materiale, per la quale un sistema che si trovi in quiete in una di tali

o descritto nei caratteri e nelle modalità che dovrà assumere; che risulta da indagini

e nelle modalità che dovrà assumere; che risulta da indagini scientifiche, da calcoli

voi andate e farete niente, però che non è ancora venuto il tempo che stabolito

però che non è ancora venuto il tempo che stabolito est ». boccaccio, viii-1-208

li danari e, ne'quaranta giorni che egli si fermò in quella terra,

, 4-i-66: la mattina seguente, che fu alli 23 di genaio, prese il

intatti? magalotti, 9-1-40: voglio che v. s., senza lasciare il

: mi soggiunse il messaggier scaltrito / che a questa scusa v'era la ricetta:

v'era la ricetta: / e che qui si sarìa preso partito / o di

in carrozza o in seggetta / e che sarebbe o l'una o l'altra a

sallo il vulgo ignaro e crede / che né più lungo né più breve possa /

. d'annunzio, iv-1-591: più che nei medicinali egli aveva fiducia nell'osservanza rigorosa

se nell'ordine delle cose fosse stabilito che la nostra avversità avesse ad essere necessaria

era l'uso crudel pria stabilito / che il cadavere allor battuto fosse / finché il

iniziativa stabilita dallo statuto ne consegue forse che l'altra camera non possa in nessun

del signor antonio eravamo avvisati da diversi luoghi che la tregua era stabilita. de'sommi

il giovane, 9-329: sii avvertito / che 'l venditor, checch'ei traffichi o

colga mai cauto a fare il patto / che, se non paghi al tempo stabilito

quinta pace sta fetti, che cagionò un tal matrimonio stabilito a ciel nuvoloso

si concede un anno di proroga al contratto che essa ha già per le altre linee

. c. carra, 647: terminato che ebbi il lavoro, mi recai dal

, lxxx-4-725: vi è anco chi crede che non ostante allo stabilito recentemente vi possa

risoluzione tomossene in francia senza pur aspettare che l'affare del monferrato restasse con la

sentenzia esser così stabilita e così ferma che non si possi con alcune ragioni infermar e

vili-144: converrà esser vigilanti ad ovviare che la negligenzia non faccia pregiudizi alla giornata

vol. XX Pag.22 - Da STABILITURE a STABILIZZATO (47 risultati)

pazzi de medici, i-423: non ostante che avessi un ingegno divino e molti amici

: chi fonda uno stato stretto bisogna che... sbarbi gli ostaculi con più

con più violenza e con manco onestà che non è necessario usare nel conservargli, poiché

stabiliti. castelvetro, 8-1-05: conciosia cosa che alcuna opera sprovedutamente non si faccia se

li-5-244: rimasero così stabiliti quei puntigli che nei tempi del cardinale mazarino con cromwel

si cena, / senza curar ciò che succede in scena. / questi sono i

e senza diavoli. 8. che si è affermato in un'attività; che

che si è affermato in un'attività; che ha conseguito una posizione sociale, economica

indiscussa. metastasio, 1-iii-46: godo che non tralasciate i vostri studi e vi

giordani, ii-1-117: consolami... che tu sei stabilito saldamente. carducci,

quattrino per sollevarci da quel grave peso che ci mette in fondo? 9

mette in fondo? 9. che è in pieno svolgimento e sta toccando il

il tempo non è stabilito e si direbbe che v'è ancora dell'elettricità in moto

v'è ancora dell'elettricità in moto che ha bisogno di scaricarsi. 10

nannini \ petrarca), 151: quello che non è stabilito sopra buono fondamento facilmente

quella bella machina dell'universo? or che dici della sodezza con cui vi è stabilita

come gli edifici de'veneziani sopra fondamenti che si profondano sotto il mare assai più che

che si profondano sotto il mare assai più che le loro moli non s'innalzano verso

2-515: delli muscoli quasi universalmente accade che lor non movano il membro dove sono stabiliti

muscolo, si congiugne, eccepto quel che alza e move il costato in servizio dello

. permanentemente incanalato (un fiume); che ha inclinazione costante, non soggetta a

si può, con verità, asserire che il mare impedisca loro affatto lo scarico.

, 5-144: fiumi stabiliti di fondo quelli che hanno acquistata quella tale declività che naturalmente

quelli che hanno acquistata quella tale declività che naturalmente esige la loro condizione; e

condizione; e 'stabiliti in larghezza'quelli che parimente tanta se ne sono presa,

perciò diconsi avere il fondo stabilito, che né più si alzi per deposizioni né

sulle sue coste. 14. che ha preso stabile dimora in un luogo e

vivevano delle loro gregie e di ciò che uccidevano alla caccia. alfieri, i-io:

, non sono talmente stabilito in bologna che, o per noia o per desiderio di

allo stato attuale delle cose, quando accennò che la banca nazionale non fa affari con

mai ricusato d'operare con qualunque negoziante che sia stabilito regolarmente, nei limiti del

: vendite fatte nelle manifatture stesse, il che dispensa i fabbricanti belgi dalle spese cui

. guicciardini, 3-305: quel personaggio che elegge la parte maggiore è fermo e stabilito

conclusione di un affare dal mediatore, che la consegna a ciascun contraente con le

e sm. ant. e letter. che determina stabilità e saldezza (come epiteto

di macrobio, per cui si prova che a nettuno convenivano a maraviglia i due

stabilitóre della terra. 2. che istituisce un uso, un'istituzione politica o

stabilitura, sf. region. intonaco fine che costituisce l'ultimo strato (e anche

è il fine intonacato superficiale o scialbo che si sovrapone al rinzaffo. abitare [febbraio

. sostanza stabilizzante (an che soltanto stabilizzante, sm.): stabilizzatore

3-212: si potrebbe fare... che uno spillo, una cravatta, una

di cani, se vuoi. so che amavi certi bastardi, si potrebbe stabilizzarne

a stabilizzare - parola squisitamente italica -coloro che con affettuosa insolenza vengono detti reggiborsa.

, 17-94: l'altra la ragazzina decenne che à già sotto al grembiule le sue

pass, di stabilizzare), agg. che ha assunto configurazione stabile, che non

. che ha assunto configurazione stabile, che non è più soggetto a mutamenti;

2. sottoposto a trattamenti fisico-chimici che fissano le caratteristiche organolettiche (un vino

vol. XX Pag.272 - Da STRALEVARE a STRALUCENTE (5 risultati)

agg. ant. e letter. che brilla o rifulge intensamente per la luce che

che brilla o rifulge intensamente per la luce che riflette; oltremodo scintillante (una gemma

, / donna, perfet- tamenti / che vostri affetamenti / passassero giacinti stralucenti.

baldini, 14-106: le troppe stelle che il vento agita nella stralucente volta dell'

occhi stralucenti, / io prego 'l ciel che me la mandi buona. dossi,

vol. XX Pag.273 - Da STRALUCERE a STRAMALVAGIO (50 risultati)

, gli occhi stralucenti e la bocca che digrignando mostra i denti, somiglia tanto uno

. della porta, 2-216: -ohimè, che occhi stralucenti! - guardati che qualche

, che occhi stralucenti! - guardati che qualche fulmine non m'esca dagli occhi e

san carlino pareva fatta di quella sostanza che ha le nervature, lo stralùcido dei vecchi

'l gran proposto, volto a farfarello / che stralunava li occhi per fedire, /

occhi a stralunare, / come fanno color che dànno i tratti. tarino,

straluna e ritirare / fa le schiere che mette in ordinanza, / tronconi, 3-312

rabbiosa. aretino, 26-65: oh che ceffo mastino, oh che mostaccio arcigno

26-65: oh che ceffo mastino, oh che mostaccio arcigno che egli stralunava nel vederci

ceffo mastino, oh che mostaccio arcigno che egli stralunava nel vederci così triste!

. manganelli, 16-239: un libro 'cuore'che, a poco meno che un secolo

libro 'cuore'che, a poco meno che un secolo dalla sua apparizione, ancora turba

[la tonia] tanto istralunare / che lei veder mi voglia o favellare.

giacoppo, 11: stando insieme, dicendo che faceva per amorevolezza, quando gli graffiava

non doveti avere a meraviglia / se più che 'l conte lei grifone amava,

l conte lei grifone amava, / però che orlando avea folte le ciglia, /

1-4-61: non facev'altro il malato che smaniare, / che sbattersi, sudare e

altro il malato che smaniare, / che sbattersi, sudare e venir meno / e

». pavese, 7-182: disse che lui, quando veniva il temporale, stralunava

muratori, xiii-102: io son d'avviso che il tanto stralunare e divincolarsi che fanno

avviso che il tanto stralunare e divincolarsi che fanno i cementatori per ispiegare questo sonetto.

origine all'apparente forma di mezza luna che mostrano gli occhi stravolti. stralunata

6-56: gli è bene una bestia colui che si lascia tanto avilluppare da una stralunata

, 2-24 (i-914): pareva appunto che guardassero stralunatamente in traverso con fiera e

stralunatura d'occhio abbiecato... che collà entro sien torme di misantropi. carducci

f. frugoni, vi-555: è facile che un poeta, singularmente com'egli ebbro

(plur. m. -ghi). che ha una lunghezza abnorme; lunghissimo.

pass, di stralunare), agg. che sembra uscire dall'orbita; che ha

. che sembra uscire dall'orbita; che ha un'espressione fissa o smarrita a

): l'oratore... pensò che proto, perché era grande e vestito

era grande e vestito da prelato, ancor che avesse un occhio un poco stralunato,

: queste nostre asserte virtù son tante che, se non tossivo un poco- stralunato

stralunato, sdentato... son certo che la cosa riuscirebbe. f. f.

. 2. per estens. che appare inebetito e stranito o che ha

estens. che appare inebetito e stranito o che ha un'espressione sconvolta; che è

o che ha un'espressione sconvolta; che è fuori di sé; che si

sconvolta; che è fuori di sé; che si comporta in modo del tutto stravagante

uomo... più stralunato di cervello che 'l medico ganascia di guardo. forteguerri

al solito. brancati, 3-188: « che cosa? », domandò il farmacista

di don diego. pea, 7-421: che vorrà, con quel viso così stralunato

buzzati, 6-255: si rende conto che deve avere una faccia stralunata. esce di

], 9: è un'italia che la domenica pranza al ristorante di stralusso.

, 1-154: sono stanco, stramaledettamente stanco che ci traffichiamo per le strade e solo

: « appena cerchi di scordarteli, eccoteli che resuscitano da sotto terra.. stramaledetti

, eventi, luoghi, ecc. che provocano orrore, sommo fastidio, avversione.

da un momento all'altro un tonfo stramaledetto che li avrebbe fatti saltare in aria tutti

. a. baricco, 1-99: possibile che non vogliano saperne di azionare quegli stramaledettissimi

. gadda, 17-64: spampanate americanesse che dio le stramaledica brutte. bernari, 8-86

americani. 2. esecrare profondamente ciò che rappresenta un vizio o provoca grande fastidio

, 151: non c'è stato nessuno che una volta uscito da quelle stanze.

vol. XX Pag.274 - Da STRAMANCERIA a STRAMAZZO (56 risultati)

ascoltare se ci sentisse veruno a ciò che non fusse scuperto frate e mi fusse fatta

più presto si dilettano delle stramancerie e sgherrerie che ai cosa che buona sia. adr

delle stramancerie e sgherrerie che ai cosa che buona sia. adr. politi, 1-663

dove andrò? / oh io ho fatta che stramalciarìa! / quest'è la volta

pianto, ma con giambevoli parole dè che fare a trenta di loro li più stra-

cari quanto già fuste voi, ma che loro siano alquanto più del solito

gran dolore -e la grande impiegate, / che 'n veritate -è senza misura, /

.. per la porta di santo antonio che era alquanto straman e fuori di strada

, dopo un portico nero e stramano, che mette freddo addosso. = comp

stramato, agg. letter. che ha addosso fili di paglia. corazzini

paglia. corazzini, 4-187: tu che mi vedi andar sporco e stramato, /

vedi andar sporco e stramato, / che mi vedi morente di stanchezza. =

pass, di stramaturare), agg. che ha oltrepassato il giusto grado di maturazione

da stramaturare. stramaturo, agg. che ha superato il giusto grado di maturazione

se non composto: come strabuono più che buono e stramaturo più che maturo.

strabuono più che buono e stramaturo più che maturo. paoletti, 1-1-343: nemmeno è

nemmeno è da approvarsi il sistema, che si tiene in vari luoghi della nostra toscana

toscana, di aspettare... che l'olive sieno stramature. =

, sf. ant. movimento di danza che comporta l'abbassamento fino a terra del

delle veghie il piacere perderanno, / che, se mi vedran ballar, parean pazze

pres. di stramazzare), agg. che cade di schianto al suolo.

pulci, 7-42: e'pareva ogni volta che mugghiava, / quando cristo «

di maestà, in verità per timore che la bestia non im- bizzarisca o impenni

non im- bizzarisca o impenni, il che se avvenisse, essi senza rimedio stramazzerebbono

riprese il cammino trascinando piano le gambe che pareva, ad ogni passo, che dovesse

gambe che pareva, ad ogni passo, che dovesse stramazzare a terra. -di

spallanzani, v-66: i pipistrelli veggenti, che hanno cioè gli occhi sanissimi ed intatti

stramazzò sul pietrame del deserto con un tonfo che pareva il tuono. moravia, i-52

1-75: la penitenza misera stramazza, / che del passato errar s'è accorta poscia

guglielmini, 2-154: supponiamo... che, giunta allo sbocco, la superficie

, fermo e lucia, 618: uno che era accorso per di là volle gittargli

grido infuse nel pugilla- tore tanta virtù che, ripresa lena, con isforzo supremo stramazzò

con la manara sua furia crateo / tal che stramazza pirati infiniti. d. bartoli

con tale tremenda guerra percosse i turchi che tutti nel fosso con immensa strage gli

..., sguainato un pugnaletto che tenea a fianco in luogo del rosario,

mestieri di signori e prìncipi intelligenti, che con la perizia ed autorità loro gli

da siena, 2-ii-1135: or fa'ragione che uno compri una balla di mercantia cinquanta

ghiacci, era sì malagevole a farsi che i soldati, che il conducevano, e

malagevole a farsi che i soldati, che il conducevano, e i ministri, giovani

, ii-333: allor si fé più gelida che i marmi, / pel gran dolore

: vede la cameriera stramazzata, / che non offesa alzarsi tenta e ride. misasi

terra a'piè se lo distese, / che parve stramazzata una civetta. savi,

incontrato: / era il rivo strozzato che gorgoglia, / era l'incartocciarsi della

cavò quella figura dormiente così ben stramazzata che è conosciuta in arte sotto nome del 'fauno

: si tu ahi poledro, nel principio che lo domi, cumo è stramazató ch'

1-1-134: è stramazzata di sorta che io dubito / che egli sarà, prima

di sorta che io dubito / che egli sarà, prima cne sposo, vedovo

ci era un bravo scrittore a'dì nostri che per grassezza affogò, il quale messer

sarebbe certo di farvi prendere tai stramazzi che mai più non ve ne alzereste.

virgilio travestito di un bello spirito francese, che dal sommo dell'epico suggetto si lascia

/ fé la casa di maniera / che sul suolo diede un pazzo / solennissimo stramazzo

/ donde li preisem tar stramazo, / che bem ge poem inprender / de cognosce

io son nato per vivere con decisione e che mi è impossibile. il cuore mi

da siena, 2-ii-1134: o cittadino, che tanto se'involto nella avarizia volendo sempre

, e non pensi a'mali contratti che tu fai! questi stramazzi e questi stralocchi

questi stramazzi e questi stralocchi e bistratti che voi usate, ogni volta pecchi mortalmente.

vol. XX Pag.275 - Da STRAMAZZO a STRAMBASCIARE (52 risultati)

il contorno aperto in alto in modo che l'acqua, quando supera un determinato

potrà ricorrere alla bocca a stramazzo, che si costruisce disponendo attraverso il canale una

attraverso il canale una tavola di legno che lo chiuda perfettamente e praticando in esso

mediante una bocca a stramazzo in modo che quando l'umore è soverchio non trabocchi,

ha anche un nome per questo fenomeno che ha portato nubifragi e trombe d'aria

meteorologi del passato definivano così il fenomeno che fa 'traboccare'l'aria fredda del nord europa

, e asso di questa vita, che prima era stato parecchi dì quasi in

trissino, 2-3-361: i nove cavalier, che furo eletti / dal capitanio eccelso de

ancor la notte / non era al mezzo che del suo stramazzo 7 surse il buon

dorme ognuno in terra, e quelli che sono in qualche condizione usano lo stramazzo

semplice. galileo, 4-1-453: quelli che, da un alto edifizio dovendo saltare a

veer], cii- vi-1204: approssimati che fumo al ghiaccio con le barche, presto

il petto e la testa son tanto offesi che poco posso sperar salute, sendo stato

nel mio stramac- cio, / ancor che caschi un panno ch'io v'ho grosso

, / ch'io ti ricoprirone il me'che posso. sestini, 26: era

accanto. rovani, 5-119: solo che fu, gettossi a sedere in un canto

buttato un giubbone, lunfo disteso, che pareva le maniche si gonfiassero. baldini,

ha una potenza distributiva ben più libera che in ogni esemplare bizantino dell'epoca.

acrescenzi volgar., 2-28: palladio comanda che si colgano i m. membri,

fece dare il più bello stramazzone in terra che mai vedeste forse un'altra volta.

[il gatto] in così fatto modo che gli fece dare uno stramazzone grande per

, uno spenzolare di gambe, un barcollare che altro, accompagnato anche da buoni stramazzoni

altro, accompagnato anche da buoni stramazzoni che quando l'uno e quando l'altro

. bersezio, i1i-66: un tonfo che risuonò fece capire ch'ella aveva dato uno

sostegno. - se misostengo a voialtri, che stramazzone! -a stramazzone-, rovinando pesantemente

sul cimiere; / i'ti torrò quel che tu ha'in mano, / e poi

del mondo, tandem con uno stramazon che tirò el basco su la rudella de l'

un sì tembil colpo a stramazóne / che netto a terra li mandò un ugnone

orecchi il proprio cavallo con tal colpo che, fossesi o la forga o l'averlo

stramazzoni lungo disteso tra i fiotti di sangue che sgorgavano dal petto. 2.

cattaneo, iii-98: il popolo zoppicava tanto che talvolta dava giù stramazzoni nell'infedeltà e

a tutti accese intrambe; / per che sì forte guizzavan le giunte, / che

che sì forte guizzavan le giunte, / che spezzate averìen ritorte e strambe.

strambe. buti, 1-487: le funi che tossono torte che sono più forti che

, 1-487: le funi che tossono torte che sono più forti che le strambe:

che tossono torte che sono più forti che le strambe: però che le strambe non

sono più forti che le strambe: però che le strambe non sono torte, anzi

le ritorte... o strambe, che son quelle fune, fatte d'erbe secche

fatti di stramba e di corteccia, che vi cape la madre con un branco

: si udì come un mugghio del toro che, spezzate le strambe dell'ammazzatoio,

semi maturi della spina ovvero pruno, che si chiama rovo canino, e mescolinsi

si mischino nelle funi vecchie della stramba che fra le funi si conservino insino al principio

dai conciatori per strofinare la pelle dopo che è stata tinta, onde detergerla dal

stata tinta, onde detergerla dal grasso che ne è fuoriuscito. fanfani [s

ristrofinano la pelle per disgrassarla dall'olio che ha buttato fuori nel tignerla.

, 8-351: cucinano tanto strambamente loro signori che non si può mai sapere. quarantotti

sopracciglia rasate via, bruciate, e che gli mancava il ciuffo. =

vede ogni dì nel ritirarsi e strambare che fa detto legno. tommaseo [s.

tavola piana di legno o d'altro, che per influenza delle intemperie o di pressioni

1-i-446: 'strambare': si dice del vento che non è stabile, ma che si

vento che non è stabile, ma che si muta a salti. tramater [s

ascoli, 2519: questa [gru] che guarda sta con una gamba, /

vol. XX Pag.276 - Da STRAMBASCIATO a STRAMBO (59 risultati)

lasciargli patir la sete [al cavallol che dargli bere quando è strambasciato di caldo.

i cani] fecero sì fatto macello che era una compassione: eran giunti quei che

che era una compassione: eran giunti quei che si fuggivano, erano atterrati quei che

che si fuggivano, erano atterrati quei che stavano fermi, erano stram- bellati

fermi, erano stram- bellati quei che eran per terra. bresciani, 6-xiv-507:

-con uso recipr. bresciani 4-ii-175: che gentilezza e leggiadria a strambel- larsi,

era scoperta opera di qualsivolessi gran maestro che la non fussi stata tassata non tanto

agg. ant. e letter. che indossa abiti laceri e logori; che ha

. che indossa abiti laceri e logori; che ha un aspetto miserabile (una persona

musica strambellato. 3. che ha le membra dilaniate, squarciate.

del mio libro: egli è bene che io te ne squaderni a questo fresco qualche

. f. frugoni, v-294: a che, a che cotante saionate da orbi,

frugoni, v-294: a che, a che cotante saionate da orbi, cotante stramberie

uomini,... di modo che, se fra le altre stramberie un uomo

avesse quella di voler fare un testamento che fosse un tomo in foglio e pieno

sopracciglia nere... rivelavano subito che un filo di stramberia le era già entrato

della prepotenza, della birbonaggine del principe che lo contrastava. monelli, 2-433:

fragore, ma ben instrutto delle stramberie che in que'rincontri annebbiavano il vero. ortes

promuovono, ma perché ancora si sa che col contrastarle non si farebbe che dar credito

si sa che col contrastarle non si farebbe che dar credito ad esse. leoni,

». fogazzaro, 91: l'esca che il professore adoperava spesso per accendere il

pirandello, 8-160: io, ora che sono divenuto savio, col timore continuo

sono divenuto savio, col timore continuo che mi scappi qualche stramberia, non so più

: non poteva indovinare tutte le stramberie che fermentavano in quelle teste matte. c

marino. carducci, iii-23-250: quelli che inorridivano alle sue stramberie...

. zendrini, iii-221: ella dirà che un po'pedante io sono, / che

che un po'pedante io sono, / che le son dotte fisime le mie;

4-291: vedo nel mondo certe stramberie / che saran chiare al novissimo die.

, 678: di cader con meno disagio che si fosse potuto e di pigliare tal

fosse potuto e di pigliare tal giacimento che, come per caso, lasciasse scorgere

fogazzaro, 2-172: mi meraviglio che con i suoi strambezzi, con i

di poter fare e dire tutto quello che le salta in testa. =

baruffaldi, 50: quella stizza moderi / che tal volta gli suscita / col codice

agg. (superi, strambissimo). che si comporta o si esprime in modo

modo bizzarro, stravagante, strampalato; che palesa opinioni, atteggiamenti, abitudini non

rimaso innamorato di firenze e de'virtuosi che vi ha conosciuti, e di tutti scrive

tutti scrive con somma stima, eccetto che di quel cervello strambo e più che balzano

eccetto che di quel cervello strambo e più che balzano che alle settimane passate fece a

quel cervello strambo e più che balzano che alle settimane passate fece a v. s

, 7-i-344: già è un uomo strambo che sta sempre a porte chiuse nel suo

, 13-322: il suo pensiero era che lelia fosse una testolina stramba. papini.

i più... consentivano nel dire che un ittore, un giovane militare ricco

quel libro trovato ci aveva messo l'idea che il padrone dovesse tenere un poco dello

un poco dello strambo. 2. che desta meraviglia e stupore per stranezza e

e stupore per stranezza e singolarità; che non appare conforme alle consuetudini, ai

strambe. pananti, i-197: colui che temea delle batoste / e tien fama

età mia e nelle mie circostanze, e che s'alimenta di strambe opinioni, non

1-10: faceva dei discorsi cosi strambi che si sarebbe creduto un raccontatore di fole

una parola sola, per quanto stramba, che con molte. pascarella, 1-247:

era... una povera pazza che veniva condotta via dal paese per esser forse

loro, nella loro stramba lingua, che è irta di inflessioni inusitate.

le gambe. 3. che si allontana dal gusto più usuale; che

che si allontana dal gusto più usuale; che colpisce per l'originalità capricciosa, la

, e non fu bacco / il primo che saltò nei ditirambi? / ed ai

carrà, 336: non si può negare che dopo la guerra il 'culto dello strambo'

stagione. giuliani, ii-384: ma che stagione! sprizzina e pioviggina lemme lemme

strambo e sfrenato. 5. che agisce in modo cieco (la fortuna)

. boschini, 478: fazza quanto che vuol fortuna stramba, / interesso,

il sapiente li aiutava com'ei sapea: che è a dire poco, tardi e

vol. XX Pag.277 - Da STRAMBOLICO a STRAME (47 risultati)

. giuliani, ii-375: sapete in che tempi strambi si vive; non vi

frugoni, iii-7: favellava a strambotto, che perciò avea anche stramba la bocca.

: ricordarti dèi tu di tersite, che anni sono passò per questa barca, così

, così strambo, stravvolto e losco che mettea orrore non che ribrezzo. l.

stravvolto e losco che mettea orrore non che ribrezzo. l. bellini, 6-90

la cascata fu sì sconza e stramba / che si ruppe tre coste et una gamba

. di legno, tavola o simile che per umido, calore od altro avesse perduto

, pensando com'è la terra, che porta qualunque pianta. 8.

e di prontissima eloquenza, perché vuole egli che gli occhi strambi e il volto pallido

del santo bambino copiato da un originale che patisse di strambo. 9.

strambus, per il class, strabus, che è dal gr. otqufió; (

motori della favola, l'aristocratico proprietario che la fidanzata vuol correggere del suo 'assenteismo1

, son di fievole e fittizia invenzione, che si sarebbe potuta artisticamente riscattare sol quando

avesse voltato al buffo, in quel che l'avventura avrebbe avuto di strambolico,

avventura avrebbe avuto di strambolico, non che di comico. = deriv.

repone adonca el strambottar in testa / poi che tal opra a te no è permessa

sui cocomeri, favellavano con una locuzione che era alle mille miglia dalla pedestre loquela

, erano i cibi del banchetto funebre che usano i greci apparecchiare nel viale del

strambottatóre, agg. e sm. che compone o recita strambotti o,

compagnoni, ubriaconi, vagabondi, strambottatori che appaiono in ogni opera russa.

(plur. m. -chi). che è proprio o si riferisce a uno

o si riferisce a uno strambotto; che ha la forma e il carattere dello

tanti strambotti, romanzi e ballate / che tutti i canterin son fatti rochi. documenti

barzelletta. aretino, 20-166: per parere che tu ami le virtù, chiedegli un

.. io mi son mosso / che i miei strambotti in verità vogliate, /

di lingua. d'annunzio, v-3-438: che è mai al paragon quel soffio novello

è mai al paragon quel soffio novello che passa su le dita di francesco cieco in

l'organo portabile? o quell'asprezza primaverile che invigoriva una frottola, una villanella,

nobiltà terribile. favellava a strambotto, che perciò avea anche stramba la bocca. verga

parole diligenza, cavalli, pietracquona (che era il nome di quel castello)

c. galiani, cxxix-261: comandare che si segua l'aristotelica filosofia e fare

si segua l'aristotelica filosofia e fare che restino consacrati tanti strambotti contrari alla sperienza

alla sperienza e alla ragione non credo che seguirà. bianchini [in soldani,

aristotile mio, questo strambotto, i che il ciel non fu né sarà mai corrotto

brot strambotti nel senso di noi lombardi, che più dirittamente era da dire spropositi,

il crederlo. va'e sappi tu che cosa si strambottola! » = forma

/ qual perciò di questa scala, / che con le ciarle mie quasi ha confitta

autentica... alla semplicità di coloro che alla bella prima si credono per veri

ciechi. cicognani, 1-150: una volta che m'arrischiai a tentare questa illustrazione,

per i carabinieri: se il treno, che parea sfiatato del tutto, non fosse

erano strutte le nevi, e non diciavamo che in lombardia era la mota nel sopracapo

lombardia era la mota nel sopracapo e che non v'era istrame né una capanna

domandatolo ove fussero suoi famegli, gli respuose che, per comparar biada e strame,

greppione. pascoli, 218: tu che mugli, mugli tu per fame / o

è la luce etterna di sigieri, / che, leggendo nel vico de li strami

però è così appellato. -erba che si semina per foraggio. galanti,

franco, 7-379: o filena, già che il giorno s'avvicina quanto più può

vol. XX Pag.278 - Da STRAMEGGIARE a STRAMONIO (34 risultati)

sorridendo, la moglie del garzone annunziava che uno dei cinque figliuoli, il secondo

: torri bologna più non ha, che pioppi: / tra i suoi due fiumi

pioppi. / più non ha case, che tra il verde, rare, / con

vecchio e nocivo e ogni strame secco che troverai. 5. per estens

n. ginzburg, i-1332: credo che lui sia uno che si studia di fare

, i-1332: credo che lui sia uno che si studia di fare la sua vita

. monosini, 279: l'asin che ha fame / mangia d'ogni strame.

buon cibo, e sì il buon letto che ricevono le bestie. = dal lat

assai per tempo a gli altri animali che andassero a strameggiare, ella [la donna

ella [la donna] non voleva che io fussi legato alla mangiatoia, se non

tratenendosi co 'l mangiare alquanto, aspettando che venga in tavola altra vivanda.

è sì mansueto, / avendo il mal che prova l'aretino, / strameggia seco

e ne mente e stramente chi vuol dire che il primo che trovò lo adoperarci per

stramente chi vuol dire che il primo che trovò lo adoperarci per maschi, assaggiandoci col

de'sommi, 1-34: tu stranienti, che è più per ragione di duello,

: usano corno li trogloditi: idest gente che abitano in li antri e caverne de

, ii-16-16: stramaravilgla cierto io dico che. ssanto luca, che scrisse gli atti

io dico che. ssanto luca, che scrisse gli atti delli appostoli, e.

? strameritato... io spero che adesso la juve arrivi al 30° prima

adesso la juve arrivi al 30° prima che altri conquistino il 200 ». =

sempre più l'autore del prologo, che ha bisogno di sottigliezze strametafisiche per sostenere la

stramezzare), agg. ant. che serve da tramezzo. tramater [s

s. v.]: 'stramezzante': che stramezza. stramezzare, tr.

il colletto dei panni logori e stramiciati che indossavano, sembravano ancora più boia.

incerta. stramilionàrio, agg. che possiede una grande quantità di milioni;

1-ii-537: il cavaliere r. stramilionario sosteneva che tutte le donne credevano 'a lui'.

pirandello, 12-88: non vorrei intanto che dopo i salti mi avvenisse di restar

, e quell'esser fissata è la cagione che ella non si cuoce. così va

e stramoggiante sale di quella gran sapienza, che dentro v'è, fissa il vostro

il vostro intelletto. 2. che emerge impetuosamente dalle onde (un animale

di voi innamorata ad una foggia / che l'amore stramoggia. 3.

accompagnava a casa una pollastrina bionda, che poteva avere tredici per i quattordici anni

. fagiuoli, xiv-33: qui parmi che stramòggi / adesso la ragione a favor

infusioni di stramonio e di altri ingredienti che servono ad avvelenare le donne in abis-

vol. XX Pag.279 - Da STRAMONTANO a STRANARE (45 risultati)

definizioni e interpretandole e torcendole stranamente, di che nascon litigi senza fine. monti,

l'intenzione di dante fosse stata quella che il vocabolario gli attribuisce, egli avrebbe

. or chi starebbe sotto una torre che rovinasse? 3. in modo

dava le sue brache a lavare, che erano stranamente ricamate a la damaschina con

la damaschina con certi parpaglioni su, che averebbero fatto stomaco a guccio porco.

tornata, piangendo la partita di lui che già stranamente amava. marini, i-334:

splendore stranamente luminoso, non effigiato sì che avesse niuna figura, ma pura luce,

niuna figura, ma pura luce, che, lampeggiatogli avanti un poco, si dileguava

1-306: il pelo dell'abito vostro sento che stranamente la carne mi rode e mi

.. il marchese federico carlotto veronese che convenne tagliarli il braccio; e tre

. ser giovanni, ii-169: quel che più di ciò mi maraviglia, / come

poi vedendo perseguitare la cosa, credendo che fosse meglio d'investigare la cagione,

stramontano, agg. ant. che abita nelle regioni d'oltralpe, che

che abita nelle regioni d'oltralpe, che non è italiano. - anche sostant.

anonimo genovese, 1-1-227: per zo che note era, / provo lo sol

anonimo genovese, 1-1-194: considerando che morìa / la cos- sa che tanto

considerando che morìa / la cos- sa che tanto amava, / dentro e de for

mammana, / una donna anziana, che una notte, / andando a piedegrotte,

: i suoi uomini e donne, credendo che fosse stramortita, se le misero a

a numerar gli anelli della catena / che ti allaccia all'ossa de'morti e de'

morti e de'stramortì / non fai che perdere il filo tenace della vita. de

un ritrattino del settecento. l'uomo che posò è morto e stramorto..

in ciel empireo da tutti i cortigiani che, per esser forse d'un po'

signor abate garaucci ama più l'italia che se stesso e odia più la letteratura

stesso e odia più la letteratura straniera che le strampalataggini onde di più va caricandosi

così stupidamente buffa: è una strampalataggine che non fa nemmen ridere. c. carrà

nel mezzo di sopra, così strambalataménte alto che ha tre ordini di finestrini, quando

ha tre ordini di finestrini, quando che un solo sarebbe stato sufficien

voi adesso andate dicendo tra voi medesimo che io ho fatto troppo onore a questo mio

. però come si fa a non dire che questa ultima è una strampalatezza assoluta,

strampalatezza assoluta, così strampalata da chiedersi che cosa mai ci sia dietro?

: vedete amici, vedete le scioperatezze che si rincontrano sovente nei libri di molte letteruccie

libri di molte letteruccie milen- se, che vann'attomo stampate, ma più strampalate!

1- 28: eccovi servito con la fretta che più può esser possibile alle occupazioni strampalatissime

sani in mezzo al contagio dello stile gonfio che innondato avea tutta l'italia, delle

progetto di insurrezione mondiale anarchica e comunista, che sfumò in nulla. -disarmonico (

piante. fogazzaro, 12-12: « che nomi strampalati avete qui voialtri! »

, torte ad altro significato dal vero, che pullulano nel comune linguaggio parlato e scritto

parlato e scritto. 2. che ha atteggiamenti o un modo di vita che

che ha atteggiamenti o un modo di vita che si discostano dalle convenzioni comunemente accettate

quel luogo un poco strampalatone, e che puzzi d'achillini e di ciampoli,

puzzi d'achillini e di ciampoli, che appesti. = etimo incerto:

di trampoli) nel senso di 'colui che si differenzia dagli altri, come chi va

e a uditori ignoranti, e vedrete che guazzabuglio di strampalerie saranno dette e bevute

. serao, i-394: tre anni che ci fate giuocare l'osso del collo,

vol. XX Pag.280 - Da STRANATO a STRANGOLAPRETI (60 risultati)

targioni tozzetti, 12-7-308: vero è che per non essere stranati nel prezzo,

, i-456: regnava l'ordine, il che all'universale permette almeno il beneficio della

volgendo il suo bel viso / com'uom che per amor si strana e fugge.

., 195-11: l'uditore, poi che comincia a credere alle parole che.

poi che comincia a credere alle parole che. lluna parte propone et extima che.

parole che. lluna parte propone et extima che. lla sua causa sia vera,

quanto è possibile potere fare, eccetto che dall'orazione. giov. cavalcanti, 142

/ quando penso ben fiso, / che men da ciò si strana / ch'è

il peccatore, ma eziandio lo stranatura, che fa '1 divenire, di creatura

buti, 3-815: peregrino si chiama colui che si stranea dalla sua patria, per

di straneare), agg. ant. che si è fatto estraneo, non più

onerose. sassetti, 113: sapendosi che al sopraccarico è forza lo spedirsi,

tedeschi avevano ora riacceso i motori, che tenevano un minimo misterioso, l'inimicizia e

stranezza / hanno di peso, sì che lo palmento / n'andrìa giù in

, ma molto più per la varietade che fa in questo in diversi mari. segneri

svenato da'chiodi, un dio finalmente che spira, dopo tre ore di agonia

se io dica o stranièzza o sterminatezza che né pur la medesima onnipotenza lo può

di piume, è una di quelle figure che noi italiani esporremmo per muovere a riso

... ma ancora in questo: che a segnalarsifra essi ci bisogna una molto minore

per singolarità, stranezza ec.) che non bisognava una volta. fogazzaro, 12-x-76

. leonardo, 2-100: uno disse che in suo paese nasceva le più strane

. l'altro rispose: « tu, che vi se'nato, confermi ciò essere

. tommaseo, 15-95: ardisco dire che la stranezza e la improbabilità diviene quasi

la improbabilità diviene quasi necessaria a'poeti che il fondamento dello storico vero disdegnano.

, da cui nasce la disperazione, che è causa poi di far tralasciare i studi

... i prodigi e le straniezze che formano il principale di quella che chiamate

straniezze che formano il principale di quella che chiamate vostra istoria. settembrini, v-219

alla fondazione di firenze raccoglie tante stranezze che è impossibile a dire. arpino,

decorativo, parte di un'opera letteraria che presenta caratteri eccentrici e stravaganti.

doh! guarda stranezza d'uomo, che ha la bestia e è vecchio e va

lo spender tanto a migliorare un fondo che le leggi condannano a languire? foscolo

petrarca, non parrà una stranezza il predire che i posteri, riguardando alla presente mania

cocchi, 8-200: fu giustamente osservato che nessuno sente tante stranezze e scioccherie quante

le sue stranezze, ora avesse trovato qualcuno che la superava. -eccentricità (di

cattaneo, vi-1-352: il terrore, che la lontananza e stranezza dei luoghi arreca

dei luoghi arreca, è puerile spauracchio che il tempo disperde. pavese, 10-163

negli occhi / la stranezza di un cielo che non è il tuo.

da camerino,... mostrando che per le stranezze di messer bonifazio il

, io ti prego per le straniezze che meco usa la matrigna mia, sendole io

figliuolo ed onorandola quanto più posso, che tu per me ne faccia quella vendetta

tu per me ne faccia quella vendetta che più convenevole stimi. caporali, i-118

tampoco da morte a vita tutti i ministri che prima temevano che sarebbero state per iscoprirsi

vita tutti i ministri che prima temevano che sarebbero state per iscoprirsi le loro avanie,

de la stranièzza de quelli omini e che da loro non avevate altro che spesa

omini e che da loro non avevate altro che spesa, briga e pericolo. nardi

anche semplicemente stranezza): numero quantico che caratterizza le particelle elementari prodotte in coppia

di tempo di decadimento anormalmente lungo, che dunque è da attribuire alle interazioni deboli

, i-170-4: in quel cotal non vò che tu t'intenda, / ma 'l

t'intenda, / ma 'l più che può * da. llu'fa istranezza.

èssi dato infino a far le fistole (che gli venghinolj e i sognetti e

. medie. disus. grumo di latte che si può formare nella mammella.

.]: 'strangalidi': globetti o durezze che si formano in varie parti delle mammelle

: gli strangolacani sono degl'imbrogli suppletori che si applicano quando il bisogno il richiede,

e dal verbo strangolare. specie di imbroglio che si usa talvolta per isventare e

per laccio o per qualunque altra cosa che esternamente stringa le fauci ed impedica la

capidgì-bascì chiamansi certi ufficiali del gran signore che ora gli servono da ciamberlani, ora da

scrivano, minacciato ai strangolamento dal sergentello che un giorno gli fece tirar fuori un

nelle sincope di cuore e per quelli che patiscono di epilepsia, e per le donne

patiscono di epilepsia, e per le donne che patiscono mal di madre e strangolamenti o

. marinetti, 2-i-439: eravamo convinti che coll'inghilterra, la francia, la

vol. XX Pag.281 - Da STRANGOLARE a STRANGOLATO (64 risultati)

per dio) di così fatta sorte / che strangolar potriano anco la morte.

el fece fabbricare a tagliagola, / di che quel ma- la-bocca maldicente / fu poi

(393): comandò a'due che guiscardo guardavano che senza alcun romore lui

): comandò a'due che guiscardo guardavano che senza alcun romore lui la seguente notte

ucise e strangulò con mane due serpenti che li montòno su lo chieculo. boiardo,

valor convien mostrare; / e quivi più che altrove l'ha mostrato, / ché

strangolato. machiavelli, 1-i-410: quelli che ammazzarono commodo,... avendo quello

.. avendo quello ributtato il veleno che gli avevano dato, furono forzati a strangolarlo

iii-25-140: si fa ingravidare al primo che càpita, e poi strangola il neonato.

ii-i 1-305: tu non hai voluto capire che da quattro anni era ed è dover

e non con chiacchiere e con bugie che ti accusano più che mai. hai capito

e con bugie che ti accusano più che mai. hai capito una volta?

perché ti avvinghi a me? bada, che ti strangolo. -rifì. giamboni

giamboni, 4-312: fue trovata femmina che due suoi figliuoli, messo loro il

ne la gola ha uno umor grosso / che poco men l'ha aùta a strangolare

disnando, per una crosta di pan che li andò in gola e lo strangolòe.

induce dolore. giannone, ii-151: vollero che fosse morto per mal d'angina che

che fosse morto per mal d'angina che lo strangolò. monti, ii-102: gianni

la robiglia... è molto pronta che vi s'attacchi l'orobanche, cioè

l'orobanche, cioè il vilucchio, che l'uccide strangolandola, con lo stringerla

. franco, 6-92: è ben vero che, se si prova a rinchiudere un

un vaso di metallo, coverto di sorte che non c'appaia spiraglio alcuno, è

c'appaia spiraglio alcuno, è forza che tantosto strangoli lo spirito del suo vivace

nel bel sasso quadrangulo / il titol che a tutt'ore il cor m'infrigida,

tanto più degno di commiserazione, quanto che seppe ingannar gli 'ngannatori, strangolando le

plinio], 17: interviene alcuna volta che lo spirito elevato da terra è ripinto

. moravia, i-145: una voce che il furore strangolava e rendeva stridula.

ver- ni overo inutil gramigna, che strangola ogni forza della mente. pallavicino

rapini, ii-850: carducci e pascoli che avevano anime di poeti furono mezzi strangolati

, la storia di una gioventù fervida che la provincia strangola a poco a poco.

l'ha strangulata. aretino, v-1-592: che trofeo e che statua vi dirizzarà e

. aretino, v-1-592: che trofeo e che statua vi dirizzarà e consacrarà l'universo

tu certa ch'io ad altro non attenderò che a far poco conto de l'offese

a far poco conto de l'offese che tu mi fai, perché ogni altro

modo sarìa vano a volerti strangolare l'iniquità che ti regge. -confutare, smentire.

: fama a tanti stupor tacita godi / che un prodigio sì raro e sì fecondo

, sono stato tanto strangolato dalla tristezza che non ho ancora avuto cuore di pigliar la

: figurati l'ira e lo scoramento che mi strangola. sbarbaro, 1-19:

pioveva dalle cose indistinte intorno una dolcezza che mi strangolava. -rendere impacciato.

i-259: avrebbe voluto domandarne al negrini, che gli sedeva accanto e riteneva informatissimo di

morale. musso, ii-521: parvi che sieno false le voluttà carnali, che

parvi che sieno false le voluttà carnali, che v'abbracciano stretto in segno di grande

-rifl. cavalca, 11-68: quello che trapassa lo lecito e giusto giuramento sì

: quando più mi difendevo dalla fame che non mi strangolasse, mi mettono la

4-10: quando più mi difendevo dalla fame che non mi strangolasse, mi mettono la

, rispose galeazzo. « sapete bene che ho pochi denari ». volponi, 9-37

[3-iii-1982], 2: non permetteremo che il giornale venga strangolato proprio mentre si

sorbisti tutti gli altri imperi, dapoi che con la tua tirannide tutta l'italia tanto

strangolasti. leoni, 227: tirannide che sarà celebre nella storia. epoca che

che sarà celebre nella storia. epoca che noi chiameremo i mesi del terrore, de'

contro ogni dominazione straniera, certo l'ultima che abbia disonorata e strangolata l'italia.

5-3 (1-iv-465): delle fiere che nelle selve sogliono abitare aveva a un'

2-3-26: il pan venditale è sì cattivo che io non ne posso strangolare boccone.

ligatura con la eccedenza del cavo istesso, che vi si avvolge intorno incrociandoli.

per sottrarla al vento rapidamente e impedire che sbatta quando gli imbrogli non sono sufficienti

. crescenzio, 2-1-124: i marinari che portano il cratillo della vela, la

cratillo della vela, la restringono, che lor dicono strangolar, tutto il possibile.

5: meglio è pincione in man che tordo in frasca, / ch'a strangolarsi

.]: canta tropp'alto: par che si strangoli. c. e.

v. alida]: ch'ogni cosa che toccasse li diventasse oro sendoli concesso,

/ restò in arcadia ognun maravigliato / allor che, strangolando le parole, / dava

morì in automobile strangolata dalla iunga sciarpa che portavano allora le signore eleganti.

per lo spavento e pel timore / che per quieto oblio, mentre che assonno

timore / che per quieto oblio, mentre che assonno, / strangolate le fauci,

vol. XX Pag.282 - Da STRANGOLATORE a STRANGUGLIONE (47 risultati)

ha una boce strangolata): / « che facciam noi, padroni? ogn'un

, collo strangolato stile di tacito, che la lingua nostra non solo può emulare

monti, xii-2-192: a noi pare che non si renda buon servigio al buonarroti

sui centodieci volti degli invitati... che senza perdere un pasticcino o un confetto

? svevo, 8-56: era evidente che ogni teoria moriva strangolata se si cominciava

11-118: presto certo ne fui, che mi amavi come io t'amavo; e

cui d'ira m'accendo ogn'or che t'odo. 9. oppresso

. aretino, 20-230: mi pareva che tutta roma gridasse a la strangolata:

. (femm. -trice). che uccide strangolando. salgari, 5-29:

, 2-205: non e la prima volta che ricorre ai veleni quella strega, o

parlare molto di sé uno strangolatore di donne che la polizia non era riuscita ad arrestare

lupi. 2. figur. che mortifica o reprime gli slanci più genuini

4. marin. cavo speciale che si applica alle vele maggiori per raccoglierle

speciale di ciascuno di quegli imbrogli volanti che al bisogno straordinario si applicano alle vele

strozzarle cogli imbrogli ordinari. -imbroglio che assicura la randa alla gola. guglielmotti

strangolatòrio (strangolatolo), agg. che strangola, che provoca o può provocare

), agg. che strangola, che provoca o può provocare il soffocamento stringendo

. 2. che reprime e annulla la libera espressione delle

. cecchi, 1-155: ci son uomini che nei più puri anni soffersero le privazioni

conservarsi, o illudersi di conservarsi, che a patto di diventare una durissima,

quali tolgono due e tre mogli, che non gli bastando aver provato sì fatti

esercito e diedero animo all'altre nazioni che si accostavano a quel passo strangolatoio con

ove si conduce altrui per fraudarlo, che altrimenti si dice per fargli il collo

conducono i giovanetti di prima levata (che noi diciamo pollastroni) a giocare ed a

oh! la strangolatura d'otello piuttosto che tanta indifferenza! 2. marin

, 7-92: strangulazióne ha cagioni da cose che sono dentro, e diremo esse,

vorà, e quando interviene da cose che procedono di fuori, come è strignere colla

2-184: dopo un accuratissimo esame di tuttociò che è stato sino ad ora osservato da

ai sintomi ed agli effetti della strangolazione che si osservano nei cadaveri, conclude che

che si osservano nei cadaveri, conclude che l'asfissia degli strangolati ha maggior correlazione

maggior correlazione coll'apnea... che coll'apoplessia. papi, 2-2-92: il

5-231: avviene nella strangulazióne dell'utero che con fetidi vapori si revoca lo spirito alla

prepuzio si ritira e diventa cotanto tumido che la ghianda resta sempre nuda e discoperta,

a lo naso uno odor sì soave che quasco nu'strangusiavamo. l. giustiniani,

benedeta sia la tua favella, / che de dolcezza me fa strangosciare. rime

, lxiv-87: cari so'l'ochi che nascosi stanno: / de me, che

che nascosi stanno: / de me, che tanto le amo, hanno pagura.

io benedico 'l tuo santo operare / che diè cagione a la gente d'intorno /

corre / la madre e l'altro che sul foco mira. / quel si sommerge

de curtana suso el suo elmo, che 'l feze trabucare del cavallo tuto stran-

, / sentì sì gran dolgla, / che se partìa el fiato. caviceo,

tal volta gli veniva cotali sfinimenti di cuore che, strangosciato, pareva che passasse.

di cuore che, strangosciato, pareva che passasse. berni, 64-18 (v-185)

uno scontro ne la testa, / che gli uscì il sangue del naso e di

sua è trapassata / d'un coltel che. ll'à 'corata / e è tutta

stranguglione. strangugliato, agg. che ha il respiro o la voce rotta

: « ridete, ridete pure voialtri, che non ci siete presi e costretti »

vol. XX Pag.283 - Da STRANGURIA a STRANIARE (56 risultati)

per gli umor del cavallo infreddato, che dal capo discendono aa esse, per lo

, e male el fiato rende, / che vulgarmente è detto stranguglione. lastri,

del porco la radice dell'elleboro bianco che formerà un cauterio che farà digerire questa

dell'elleboro bianco che formerà un cauterio che farà digerire questa malattia detta anche stranguglione.

cavo orale con tumefazione delle tonsille, che rende difficoltosa la deglutizione e la respirazione

, 12: anco incanterà lo strangoglione che non ti lassa bere né mangiare.

essa gli fasciava ben bene il collo che pareva avesse gli strangoglioni. 2

e ingurgitato in fretta e avidamente, che riempe la bocca e genera un senso

senso di costrizione e soffocamento; cibo che, per materia, consistenza o sapore,

carne si tocca, / so dir che non bisogna stranguglioni, / tanto la bella

cacio e marzapani / e tanti stranguglion che fan lor afa. faldella, iii-70

afa. faldella, iii-70: on che gusto fare due stranguglioni in fretta con

, chiese due salsicce nel tegame, che tonto non poteva mangiare perché sempre un

a vostro costo a magnare stranguglioni, che dal primo anno in poi de le noze

e seicento, 1-102: l'altra, che più non vede e'buon boconi /

comparire, / pensa, lettor, che duri strangoglioni! cantù, 1-273: se

quanti stranguglioni costa alla moglie un marito che logora il confessionale? -complesso ragguardevole

ingollava un popolo volonteroso ed eloquente, che dagli idoli contesti di vimini cogli occhi

3. singhiozzo convulso, che si manifesta in un eccesso di pianto

strangolioni; infine ruppe in un pianto che fé pianger noi tutti. de marchi

fonde e scialbe dal male quelle lagrime, che in presenza di mamma beatrice si sforzava

strango- lon. / e adesso che xe tardi, a laorar me tocca /

chiunque abbia del calcio una concezione men che fichetta. a. minzolini [«

ii-24): datevi buon tempo fin che séte giovine e non aspettate la vecchiezza,

giovine e non aspettate la vecchiezza, che sapete bene ciò che si costuma dire proverbialmente

la vecchiezza, che sapete bene ciò che si costuma dire proverbialmente, che è

bene ciò che si costuma dire proverbialmente, che è tale: « a le donne

, 4-3-134: fosse il vento o che che altro gliel cagionasse, gli si diè

4-3-134: fosse il vento o che che altro gliel cagionasse, gli si diè

l'ultimo accidente d'un male, di che già da molti anni pativa, di

47]: 'strangùria': infermità che fa orinare a gocciola a gocciola.

stranguriare), agg. ant. che soffre di strangùria. -anche sostant.

, 2-64: aveva detto... che 'l re di francia s'era però

in mezo al cuore di morso più che viperin morduto,... me n'

ii-85: il battevan pur forte, sì che per la pena si stravolgea in diverse

e si dimenava straniamente per 10 dolore che sentiva. 2. contro ogni verosimiglianza

essere stato miracoloso 11 nostro nascimento e che più straniamente fummo da uccelli e fiere

e neppure: di straniaménto dal mondo che nondimeno era il suo unico, o

23-976: 'tapeuse'si può dire di una che suona il piano ai parties? ci

: lo scrittore e il poeta si accorgono che lo straniaménto implicito nell'operazione del tradurre

in senso espressivo, un effetto di sorpresa che porti a un atteggiamento critico e a

ma 'un effetto di straniamente'della donna che caccia dalla scena i suoi compagni di

lo straniaménto si vuol condurre il soggetto che legge (o guarda o ascolta) a

o ascolta) a riflettere criticamente sulpoggetto che gli viene presentato per strano e insolito.

: e midcult 'piccola città'di wilder, che impiega un caratteristico portato dell'avanguardia,

pres. di straniare), agg. che allontana e distacca dalla realtà circostante.

'mème'. 2. teatr. che induce lo spettatore a considerare con distacco

sui termini ultimi di una messinscena ritualistica che vuol essere l'analisi della violenza, non

era spesso accaduto di esprimere il dubbio che la sua condizione... mi

, in un ostinato amore di qualità che ti strania dal prossimo. -intr

mirabile, la quale è di tale convenente che dispiace all'uditore, perciò el'è

mai da voi, / ne honne coscienza che rimorda. bibbia volgar., viii-536

volse ricevere, ma ruppe tutti li patti che prima aveva fatti con lui e straniossi

, 3-2 (67): non temo che a te, anzi a me possa

come chi si discioglie da nodo serrato / che impediva alla vena di scorrere.

vedere e la strapazzava e straniava più che poteva. 3. distogliere una persona

vol. XX Pag.284 - Da STRANIATO a STRANIERO (62 risultati)

1-iii-748: il popolo era privo più che mai di guida e di norma morale e

dalla conversazione è al tutto di quelli che niente sono atti col loro basso ingegno

. thovez, 103: l'uomo che vive nel poeta, se già non voglia

d'essersi straniato dal discorso quasi volesse intendere che alla fin fine quelle erano faccenda da

di persone, com'è possibile pensare che la sua fortuna o la sfortuna sia

1-iii-642: s'era chiuso in un silenzio che lo straniava dalle passioni e dalle ansie

preso da una specie di rapimento estatico che mi straniò d'un tratto dal luogo e

non si poteva se non da coloro che in qualche modo ancora straniavano il dover

g. manganelli, 8-23: sostiene ancora che qualcuno ci ha voluto straniare, mentendo

un'angolazione inattesa, insolita e sorprendente, che metta in crisi le convinzioni acquisite di

dicie: « va e vendi tutto quanto che. t- tu ài, e dona

dolce diventa; / questo giovane, che t'ho mandato, non me l'amareggiare

l'amareggiare, / maledizione a'calafati che fanno le barche: / e vanno e

giamboni, 7-36: il modo del combattere che dà le vittorie in neuna gente si

neuna gente si straniò anche o si mutò che uno medesimo modo non fosse.

pass, di straniare), agg. che è avulso e completamente isolato dalla realtà

sarebbe... la man di dio che quel povero ragazzo, il quale,

: se il panzini pensa sul serio che i nostri letterati non si occupino di politica

a fare il buffone con dei cartelli / che oppongono terrorismo di giovani borghesi / a

, di questa setta imbelle, / che straniata il sacro allor ti svelle, /

straniata il sacro allor ti svelle, / che vuol la santa bile irrequieta?

dalla causa finale. 5. che si è corrotto, che ha perduto i

5. che si è corrotto, che ha perduto i caratteri originari. carducci

, 23-361: bustini è uno dei rari che ai suoi bei dì ce l'ha

straniati parmi scorgere un principio di ciò che i moderni chiamano caricatura. bacchetti,

: le mie straniate riflessioni vorrebbero concludere che ad esser nati là ci si potrebbe contentare

cielo e dall'aria quella sempreviva perfezione che hanno le colonne greche del tempio di

di minerva. 6. che separa, che allontana (un viaggio)

. 6. che separa, che allontana (un viaggio). montale

entrata no'guidatori. 8. che viene meno, che si perde o si

8. che viene meno, che si perde o si sottrae all'animo

soprosto a prego fare, ch'el parave che l'amore fosse straniato, s'ello

la mia percepenza / la gio', che 'l core spera, / dèo considerare /

, / e no lassar maniera - che sia laudata / per me, ch'è

251: egli è pura poesia tutto quello che sotto velame componiamo e stranieramente si ricerca

straniero. stranierato, agg. che ha subito pesantemente l'influenza di lingue

. pass. straniereggiante, agg. che segue e ostenta modi e mode che

che segue e ostenta modi e mode che vengono dall'estero. carducci,

più fremo o sogghigno: ma certo che le mie viscere ardon di bile contro ogni

e negli straniereggianti. 2. che segue mode e forme che vengono dall'estero

2. che segue mode e forme che vengono dall'estero (la produzione letteraria

zoccoli pode rosi da montagna che schiacciano e schiacceranno... gli esotismi

, stranière, stranièri), agg. che è nato in un luogo diverso da

da quello in cui vive o risiede; che vive in una nazione, in

lontana da quella in cui è nato; che ha cittadinanza estera; che appartiene a

nato; che ha cittadinanza estera; che appartiene a un paese estero, in contrapposizione

gente stranera / già me son porti che vèr ti me pieghi! cassiano volgar.

stare agiato prese, oltra la bottega che avea, una bella casa e agiata,

altro è il circasso argante, uom che straniero / se 'n venne a la

sangue d'un uomo giusto straniero, che non conosceva. foscolo, 1-167: straniere

veduti li stendardi di san marco, che si sentissero delle sollevazioni, uali potrìano

uali potrìano anco, da quel de'figliuoli che si vedesse privo ella grazia del padre

dette colonne volgar., i-57: credevano che non per 'na- moramento medea lassasse lo

maniare, se non per diricta vergogna che avesse de quilli strangieri. boccaccio, dee

10-9 (1- iv-922): avviso che gentili uomini e stranieri fossero e disiderò

, 1-20 (i-236): chi dubiterà che voi per me non pigliate la protezione

, se in pavia sempre séte quello che degli stranieri pigliate la diffensione? bruno,

l'una è de arteggiani e bottegari, che, conoscendoti in qualche foggia forastiero,

con tanta manierosità, prudenza e risoluzione che ne rimasero egualmente ammirati e consolati i

repubblica. ascoli, 33: dobbiam patire che lo straniero noti come la patria di

di gino capponi resista pertinacemente ai tentativi che mirano ad accrescervi la diffusione del sapere

niente altro solleciti, in pratica, che di lustrare le scarpe allo straniero invasore

vol. XX Pag.285 - Da STRANIERO a STRANIERO (90 risultati)

principali città che registra i cittadini di nazionalità estera che

che registra i cittadini di nazionalità estera che soggiornano in italia per lavoro, studio,

. citolini, 184: l'erbe che nascono in italia... chiàmole erbe

erbe nostrane;... quelle che nascon fuor d'italia... son

veduti bere, ma rari. il che fra gli uccelli stranieri si può anche dire

rampicati ricami sanguigni. -ant. che vive lontano da una persona. poesie

de- sianza. 2. che è diverso dalla propria nazione o dal luogo

. baldelli, 5-3-148: chi sarà quelli che a ragione non si maravigli di quell'

non si maravigli di quell'arbore, che solo per cagione dell'ombra s'è

delle nozze in chiesa straniera, ha risposto che ciò non è punto necessario. foscolo

più dell'usato tornò malinconica / la delusione che tu sia, straniera, / la

fini labbra conosco. 3. che è proprio di un paese diverso da quello

è nati o di cui si parla; che ne proviene, che ne contraddistingue gli

cui si parla; che ne proviene, che ne contraddistingue gli usi, le tradizioni

sen? arpino, i-467: molte famiglie che vivono nelle cascine tra i boschi della

un giornale, un libro); che trasmette dall'estero (una stazione radiofonica o

una stazione radiofonica o televisiva); che si sviluppa o è attivo in una nazione

cavour, vii-122: io credo che, quando verremo a stabilire colle cifre

, quando verremo a stabilire colle cifre che cosa pagheranno le principali industrie a ragione

industrie a ragione di questa tassa e che cosa producono queste industrie, si vedrà

cosa producono queste industrie, si vedrà che la tassa non può influire sensibilmente sulle spese

sulle spese di roduzione, e che non può rendere la loro condizione più dif-

a tollerare persino questo pubblico vario di artisti che oggi si agitano, sia pure confusamente

ginzburg, ì-460: cenzo rena adesso che aveva la radio passava la sera a

fiat, 452: parve ai dirigenti che sarebbe stato più facile salvare qualche cosa

gli azionisti quando si fosse potuto dimostrare che si trattava ai capitali stranieri.

ai capitali stranieri. 4. che si parla in un paese diverso dal proprio

dal proprio (una lingua); che è diverso dalla lingua comunemente usata in

tes omnes'con voce straniera, / acciò che vi corressi la versiera / a porre

casa, iv-134: rade volte avvenga che la candida e purgata lingua d'alcuna nazione

e l'ebraiche e le caldee a questi che cercano gloria di scienza singolare e di

libro del signore di maupertuis, dico che egli mi par scritto, se posso giudicar

, un modo di dire); che deriva da una tradizione culturale diversa da

nomi son la semplice e la doppia, che si può dir composta; ed ogni

, ma non a'medesimi, avvenga che 'retaggio'a'francesi sia proprio, a

medesimo si lagnava di platone come di quello che introduceva nella sua filosofia delle dottrine straniere

dottrine straniere, e volea dir quelle che venian da pittagora. b. croce,

voci di origine straniera, introdotte dopo che le nazioni si furono conosciute tra loro.

di un gesto comune, senza dire che certa produzione non riesce a svincolarsi dagli

riconoscervi il segno delle tante influenze straniere che fatalmente la grecia dovè accogliere nella sua

sua storia travagliata. 5. che è combattuto contro un altro popolo (una

altro popolo (una guerra); che è compiuto in terra estera (un impiego

complirebbe più l'occuparli in guerre straniere che nelle civili. bisaccioni, 1-116: la

... e il poco numero che ciascheduna republica aveva ai soldati era cagione

ciascheduna republica aveva ai soldati era cagione che non applicavano l'animo a grandi e straniere

esercitarsi con le guerre straniere, già che gli mancavano le domestiche. brusoni, 571

ii-335: l'inghilterra è il solo paese che andò esente da quasi due secoli da

sopra il cuore? 6. che non ha legami di parentela, di affinità

le sue cose messe in abandono: di che le più delle case erano divenute comuni

e li combattimenti e le villanie, che sono cose scelerate da farsi dai padri inverso

stranieri. bruno, 3-118: non so che cosa di ombra e di portento apporta

di portento apporta seco più un famigliare che uno sfrangierò, perché riferisce come una

straniere, dalle quali non si può aspettare che peggio. manzoni, pr. sp

procurando stranieri congressi. 7. che è completamente indifferente o estraneo a un

estraneo a un ambito di interessi; che non conosce o non pratica una virtù

conosce o non pratica una virtù; che non è partecipe di un sentimento; che

che non è partecipe di un sentimento; che ignora o rifiuta un modo di agire

ciuccio, 21: tre cose son che fanno / per lor forza strainero

, altero, / però sofero, -ciò che domandate, / dirne lo mi'parer

. algarotti, 1-iv-27: avviene assai volte che colui il quale è straniero in una

una faccenda ne formi un più retto giudizio che non soglion fare coloro a'quali appartiene

materia, ma è un membro della famiglia che tratta d'affari domestici. monti,

però in sé quella forza di durata che è straniera a tutte le passioni veementi.

, 4: questa è una cotal regola che va dietro al simile e suol essere

della santa chiesa. 8. che è estraneo ai costumi o all'indole di

o all'indole di una persona, che è alieno dal suo modo di pensare o

modo di pensare o di agire; che non rientra nei tratti peculiari e distintivi di

nazione, di un periodo storico; che non è compreso fra le prerogative e le

acquista molte volte forza eziandio dalla persona che la dice, che noi abbiam per nostra

eziandio dalla persona che la dice, che noi abbiam per nostra sciagura secondato talora

sciagura secondato talora questo medesimo errore e che ce ne siamo riconosciuti, possiam per

per conseguenza meritar più fede nel manifestarlo che se come di cosa straniera ne favellassimo.

g. averani, i-277: finghiamo che narri cosa stravagante e straniera dall'uso comune

lo potrà? filangieri, i-127: pare che una forza straniera opprima tutte le nostre

è loro straniero lo spirito dell'apostolo che tutto scruta. d'annunzio, iv-1-142

dal fondo misterioso ai una vergine razza che attestava con quello l'essere suo affatto proprio

affatto proprio e straniero agli altri e che tale si sarebbe mantenuto. bartolini,

di una facoltà morale o intellettuale; che si introduce nell'animo dall'esterno.

alla volontà. 9. che non perbene o non concerne strettamente un

argomento, una trattazione, una narrazione; che è fuori luogo, che costituisce una

narrazione; che è fuori luogo, che costituisce una divagazione. delminio, i-206

. delminio, i-206: veggiamo ben che il filosofo, volendo trattar di morte

la diffinizion della morte sì ignuda, che dentro di lei non mostra cosa forastiera,

modo alieni, disgiunti e stranieri, che nessuna congiunzione o convenienzia con essa tengono

l'azione verrà frammezzata da un ballo che non solo non le sarà straniero,

un corpo e continuerà l'argomento anzi che sospenderlo. giordani, v-96: se in

azione, queste malamente rubano dell'attenzione che tutta dovrebbe spendersi nel fatto.

agli strumenti propri di un'arte; che deroga dalle sue norme e dalle sue convenzioni

può dire lo stesso rispetto a certi accordi che sembrano più stranieri all'armonia del tono

a tìngergli, ad asseverargli una fama che non ha.

vol. XX Pag.286 - Da STRANIEROMANIA a STRANIO (74 risultati)

: se ho voluto soddisfare ah'eccitamento che dato mi avete di scrivere una commedia ho

prendono anche qui la parola per protestare che la filosofia è affatto straniera al caso

filosofia è affatto straniera al caso e che bisogna guardarsi dah'ingombrame le menti.

è facchino, perché non fa altro che affasciar notizie straniere. 10. che

che affasciar notizie straniere. 10. che proviene da fuori, che agisce dal di

10. che proviene da fuori, che agisce dal di fuori, che deriva

, che agisce dal di fuori, che deriva da cause o da agenti esterni (

ii-73: quelle cose..., che violentemente e contra natura lor son mosse

languido movimento vanno facendosi tarde, in fin che, perduto il vigore straniero, restan

alterazione o movimento delle sue parti senza che s'aggiungesse stimolo straniero, ella produrrebbe

patrizi o baroni. 11. che ha natura diversa dalla sostanza con cui si

di essi morti in loro posti. il che si faceva senza che '1 saccoccio fosse

posti. il che si faceva senza che '1 saccoccio fosse offeso, acciocné niuna cosa

1-187: meno potrà il cuore, che ha più semplice la struttura delle sue

straniera, cne a lui non serve che di continua briga. metastasio, 1-ii-940

una straniera ed aspra superficie sulle membra che la natura fece morbide e pastose.

bere e di astenersi da certe cose che pei loro stomachi potevano dirsi straniere.

xiv-41: natura con mirabile valore / (che sempre in variar pose i pensieri)

te lo dico, novo canzonerò, / che ti vesti le penne del notare /

l'altra si mostra stranera, / sì che el dragone perde sua possan

za. 15. che denota crudeltà, spietatezza. onesto da

30): non è cosa da udire che, quando tu poni la mensa al

quando tu poni la mensa al frate che giugne, anzi maggiormente a cristo,

tu non mangi insieme con lui, o che tu ti facci straniero dalla sua refezione

, deriv. da estrange, che è dal lat. extranèus (v.

sf. esagerata predilezione per tutto ciò che è straniero.

la contea dello stesso nome: stranierumi, che si accamparono accanto all'istria municipale.

, agg. ant. e letter. che è diverso dal proprio paese, straniero

cavalca, iv-31: dissegli [iddio] che 'l seme suo, cioè li figliuoli

altri se lamentan de quei chi son descazai che la soa citae o mandai lon ^

asia se venne un pastorei ardito, 7 che 'l tuo nume condusse a stranio lito.

. è la pena di quei figlialla strania che mi fa parlare così. -che

, una foggia del vestire); che si parla in un paese straniero (

paese straniero (una lingua); che appartiene a un'altra lingua (una

altra lingua (una parola); che appartiene a una diversa tradizione culturale (

d'un cavenavo crudo, / però che naque nudo, / abia braga e camixa

rare o stranie rose. 2. che vive in un luogo diverso o lontano da

cui è nato o da cui proviene; che appartiene a una nazione estera o a

guittone, ii-xiv-39: e mogliere vostre, che morbide sono e grave, che posando

, che morbide sono e grave, che posando e pascendo bene doveano demorare ineie

. sercambi, 2-ii-163: al tempo che 'l dugio draconetto di ca'dandolo di

nomato fiordo. molza, 2-38: che, quando altro non vi mova, vi

per dover pervenire. 3. che non ha legami di sangue o di parentela

rapporti di amicizia o familiarità con la persona che parla o di cui si parla.

fora benignità schifare bono volere d'alcuno che l'ave in servire, ma pare

ma pare dirittura di sovenire a cului che si vole appressare a quello che porge

cului che si vole appressare a quello che porge e sovene a privadi e a strangi

3-165: anch'è statuto e fermato che, se alcuno straneo vorrà venire a

le virtute delle buone parolle li omini che èno stranii deventa amisi e fa. sse

elucidano volgar., 161: perzò che lo sangue ne constrenze amare li parinti

signoria per lo matrimonio reale, acciò che non paresse tramutata ad uno stranio,

de'brutti di quelle armi è fornita che le giovino al mantenimento dell'essere e che

che le giovino al mantenimento dell'essere e che dalle stranie ingiurie la difendano.

ingiurie la difendano. 4. che è poco incline a intrattenere rapporti con altri

a intrattenere rapporti con altri; che ha modi bruschi, sgarbati; scontroso,

faba, xxviii-8: cum go sia cosa che 'l bono amigo scia meglio ca lo

geloso. aretino, vi-197: una sventurata che ha il marito stranio, giocatore,

la strania natura sua et il mal odore che diede di lui quando venne alla corte

ringalluzzato, a sembianza di quei vecchiaroni che per ordinario sono stranii e fantastici,

e nato d'avolterio, e fu quegli che disfece geru- salem per argoglio ch'egli

, sbrigatela. 6. che è indifferente o del tutto incompatibile con il

bella per difendere e tenere le ricchezze che essere amato; e niuna cosa più strania

amato; e niuna cosa più strania che essere temuto. 7. diverso

donna. 8. che non accade di frequente, insolito, non

frequente, insolito, non comune; che non è stato visto, sperimentato, conosciuto

san brandano, 225: io so bene che voi avete veduto assai cose stranie da

in sonno / de le stranie vision che per ciprigna / e per suo filio mostrate

sono. piccolomini, 8-175: oh, che strania fortuna è la mia! non

suono altro tanto nuovo e tanto stranio che senza offesa della legittima e buona armonia

non rassomiglino assai da vicino, solo che il valente maestro sappia fame buon uso.

castiglione, 3-i-1-108: mi parerla stranio che chi ha cercato sempre deprimere cercasse altro

cecchi, 1-1-99: tenete a mente che e'n'è buona causa / quella vostra

quella vostra figliastra e mia figlioccia / che voi avete, ché le parrà stranio /

la peste.?. che è, per aspetto o caratteristiche, insolito

vol. XX Pag.287 - Da STRANIOMANIA a STRANO (75 risultati)

scintillava il fuoco. 10. che non è stato mai (o è stato

c. gonzaga, i-21: che strania vaghezza or mi trasporta, / folle

, / folle, a ridir quel che tacer procuro? 11. che non

quel che tacer procuro? 11. che non si adotta o si adopera comunemente o

si adopera comunemente o di frequente; che non si pratica abitualmente. -in partic

questi tali azanaghi hanno uno stranio costume, che continuamente portano un fazzuolo attorno la testa

attorno la testa, con un capo che li viene a traverso il viso, e

, le gran mine / di quest'arbor che sempre è stato sodo. castiglione,

e proferiti con sì orribile tuon di voce che appunto sembrava un diavolo che parlasse ad

di voce che appunto sembrava un diavolo che parlasse ad un altro. manzoni, fermo

, o di negletto, di stranio insomma che osservato in uno colla espressione del volto

onde proceda in tal lingua quello stranio che non appare in altre. 12

appare in altre. 12. che per qualità o intensità eccede la norma;

per qualità o intensità eccede la norma; che ha caratteri o manifestazioni eccezionali e inusitati

caratteri o manifestazioni eccezionali e inusitati; che va al di là del normale, dell'

pur la sua prova; / niente trovo che te mova / de sto to stranio

desio le raccese et il fervore / che con strania lascivia pose al collo / le

vorace! l. bellini, 5-1-7: che cosa è mai questa strania violenza che

che cosa è mai questa strania violenza che alle cose tutte svelle e ruba le

stranio, / più scarso a senno che di roba povero / dall'arsa troia non

volea dio nelle offerte ancor più solenni che a lui facevansi, se non che per

solenni che a lui facevansi, se non che per darci ad intendere non esser lui

, xxii-27: ozi fo prima neve, che più questo anno non ha nevegato;

un tempo del mio pover fulvio, / che da quell'ora strania, che cadea

/ che da quell'ora strania, che cadea / una pioggia grandissima dal cielo,

16-71: la straniomania è giunta a tale che io mi meraviglio siano ancora tollerati al

, i-24: ora morirà questa brutta cenciosa che t'ha stranito. lucini, 13-34

: in queste trasposizioni di perversità, che forse non accorge, o se accorge esercita

stranire. l'equità / non vuol che con epiteti confusi / tu maltratti così la

. si straniva talvolta sì maledettamente che mordeva le donne di servizio. bacchelli,

/ venduta sono alli malvagi cani / che mi meneranno inella stranitade, / e

stranito. stranito, agg. che è mentalmente assente rispetto alla realtà circostante

l'esperienza non ti avvertisse, chiederesti che è successo, come chi rinviene. c

, ii-225: la primavera quando arriva / che il corpo ancora stranito / regge al

radici. -per estens. che appare estraneo, incongruo. buzzati,

, viene soltanto dalle stranite lampadine giallastre che illuminano fiocamente gli androni d'ingresso.

e stranito. 2. che ha espressione stravolta (il viso, gli

nonna, i domestici, tutti quelli che son rimasti in casa, entrano ed

: io la guardai e vidi allora che aveva un viso stranito e disperato.

). non è usuale, che appare diverso dal comune onde suscita stupore

suscita stupore, sconcerto, turbamento; che non si è ancora mai dato,

dante, inf, 31-30: pria che noi siamo più avanti, / acciò che

che noi siamo più avanti, / acciò che 'l fatto men ti paia strano,

fatto men ti paia strano, / sappi che non son torri, ma giganti.

: è nuova e strana cosa a pensare che per tutto questo io non posso trovare

per tutto questo io non posso trovare uomo che ben mi voglia. odorico da pordenone

ravigliose e strane: onde alcuni alberi sono che fanno farina... e altri

. e altri fanno mèle e alcuni che fanno seta e alcuni lana. caro,

entrati in casa a vedere la villa che è stata regalata dal dottor saturno al dottor

a sua signoria et a me singolarissimo favore che sempre che ve ne verrà in mano

et a me singolarissimo favore che sempre che ve ne verrà in mano uccello strano glielo

, 1-9 (i-121): dovete ricordarvi che molte fiate vosco mi sono domesticamente lamentata

mi sono domesticamente lamentata de la strana vita che tiene mio marito. guarini, 57

, un giuocatore, un borioso, uno che invidia il bene altrui e finalmente un

altrui e finalmente un innamorato non ti pare che abbiano molti strani capricci, astrazioni e

soggettiva o complementare diretta: fare strano che; pare strano che; lo strano

: fare strano che; pare strano che; lo strano è che; che c'

pare strano che; lo strano è che; che c'è di strano; strano

strano che; lo strano è che; che c'è di strano; strano adirsi.

come, o quale) / presi, che non parrìa già spirto umano: / se

è discesa, ancor m'è strano / che venga a gli occhi miei cosa immortale

strano... gli riusciva oltremodo che risuonassero non solamente in francia, ma per

, ma per italia i sinistri giudici che si facevano del marchese della valle.

cesarotti, 1-xvii-356: non è strano che la verità trionfi tosto o tardi

strano a dirsi, quel sollievo, che avevo provato scambiandola per pia, adesso continuava

perdere niente, e mi faceva strano che nessuno guardasse a me. 2.

giordano, 2-129: vedi strana cosa, che 'l diletto della carne, ch'è

. contarmi, lii-4-98: pare strana cosa che il papa, che è sforzato riconoscer

pare strana cosa che il papa, che è sforzato riconoscer il papato da casa farnese

tasso, n-ii-175: vuole il martello che l'ambasceria de la sua patria dal principe

e non posso. 3. che ha forma irregolare o anche disarmonica o

, 20-34: ancora il fumo, che pur dovrebbe a dirittura innalzarsi, pur

? 4. raffinatamente ricercato; che è fuori del comune per pregio,

agg. (superi, stranissimo). che voretti strani / con perle al

farsi infiniti vestimenti, comprar gioie senza voler che altri le stimino, far intagliar il

vol. XX Pag.288 - Da STRANO a STRANO (17 risultati)

il tuo stranissimo sconcertante e affascinante libro che ti pone fuori e al di sopra

della bellezza ancora. 5. che è di difficile comprensione per precisa scelta

'ntelletti sani, / mirate la dottrina che s'asconde / sotto 'l velame delli

del vero,... fassi che questa tenzone sia faticoso discorrerla, invidioso giudicarla

qualche solito errore di stampa hanno cagionato che, ritrovandosi segnate in molti libri di

al giovine le voci disusate e strane che di quando in quando in esso s'incontrano

ma corrispondeva alla verità. 6. che ha un'indole insolita e bizzarra o si

; strambo, eccentrico, stravagante; che è fuori dal comune; che ha aspetto

; che è fuori dal comune; che ha aspetto, modi, caratteri esteriori

: quando dio il fece, poco avea che fare, / ma volle dimostrar lo

molti accendon candele a certi santi / che, quando un vede ben, fanno accecare

vede ben, fanno accecare, / sì che fortuna gravida mi pare / agli appetiti

103: io non so chi dispiaccia più che a me la ambizione, la avarizia

... perché sono vizi sì contrari che non possono stare insieme se non in

davanzati, ii-479: io vi confesso che 'l mio [ingegno] è schizinoso,

ipparchia ebbe un fratello nominato metrocle, uomo che per indole stranissima ottenne le risa di

andava considerando la sua strana compagna, che s'era avviata senz'altro verso i