o altre sì fatte insalatuzze, vengono a seccar me. -acer. insalatine (
buonarroti il giovane, 10-968: da morte a vita ci fe'riavere / un grande
grazzini, 2-123: si è accostato a un insalataio... egli ha
insalatièra, sf. recipiente fondo a forma di catino, per lo più
specie di vassoio, assai fondo, a modo di catenella, per farvi e rimestarvi
d'argento della « coppa davis » a forma d'insalatiera. 3. insalatiera
ci riunivamo nella sua camera di studente a mangiar le insalatine condite col sapido suo olio
buon'aria. / ma restin pure a rinfrescarlo gli orbi, / con quell'
ruzze e panierine, / empion'altre a insalatine. cantoni, 831:
guazzabuglio. bruno, 3-254: viene a sfilzarti da dentro il manico della
). bencivenni, 5-170: vale a putrefazione e corruzione di gengive ed ulcerazioni
, lxvi-1-21: togli i cauli e poni a cocere con carne di castrone, o
grossi, i guamelli alla state. a. f. doni, 5-51:
, 5-51: ingras- sanvi un porcellino a mezzo con il lavoratore, il quale
., 499: mezzo vivo giunse a terra; ed infiato per troppo beveraggio della
e insalate, che abbiano buone sapore a dio e al prossimo. s.
, e alcune strettine che si danno a chi entra sul vo- lertivi corre.
5. locuz. pagare insalato: pagare a caro prezzo. lettere di vari,
di varietà da le cortigiane di vinegia a quelle di roma? -quando dal salerno
con poca erba selvatica, e davano a mangiare alli cavalli. 3.
turchinetto, senza insegnar nulla, tenevano a bada cinque o sei bambini. bacchetti,
gli sparati come se si dovesse andare a un duello all'ultimo sangue. =
tronco [della palma], segnato a gradi, sono le sedi vacanti ove,
monte, in niun luogo sono meno sottoposti a rirompersi che nella saldatura.
, iii-97: quel drusillo insaldato da capo a piedi, ricoperto di ciprio, che
sul capo cascante sembra una parola usata a sproposito. = deriv. da
l'orina con un corno; et a berla senz'altro da piccole,
anco i capretti, s'avvezzeranno, oltr'a che è salata, di nuovo
cor tormento rio, / ch'ogni diletto a la tua mente insalsa. = denom
sale, oglio e spezie, e da'a mangiare. = deriv. da
ch'ell'umore / giova dell'un, a quell'altro è insalubre. assarino,
ed insalubre. targioni tozzetti, 7-188: a dispetto delle frequenti epidemie, le quali
arti insalubri', il cui esercizio nuoce a chi vi si adopra, e nuoce a'
buona o mala de'propri abitanti. a. cocchi, 8-23: l'insalubrità de'
7-6: poco può fare un privato a proprie spese per correggere l'insalubrità dell'
guicciardini, 13-v-169: partì di qua circa a 20 dì sono insalutato ospite. aretino
l'arcidiacono insalutato ospite per paliporan. a. casotti, 1-5-57: vien di
regina, /... / dando a destra e a sinistra una guardata,
.. / dando a destra e a sinistra una guardata, / affinché, o
xviii-266: naranzi se n'è ito a vienna, insalutato hospite. massaia, xii-108
. bonsanti, 4-299: sono scomparsi a poco a poco, insalutati, vacando
bonsanti, 4-299: sono scomparsi a poco a poco, insalutati, vacando ai fatti
e pettini e fior malvi / son buoni a ingrassar barbe a'nocciuoli.
guarire, sanare; che è refrattario a ogni rimedio; incurabile, inguaribile (una
temo... che la natura a noi abbia dato e'corpi infermi ed a
a noi abbia dato e'corpi infermi ed a costoro abbia aggiunto gl'insanabili morbi ed
quella persona, e non pareno uniti a cristo nostro capo coloro i quali non
altro potuto rivolgere l'animo, che a questa mia insanabile e penetre- volissima ferita
altra ne trae. salvini, 16-406: a noi ira fia insanabile. leopardi,
. parti. mazzini, 55-265: a udire il linguaggio di polemica che ferve
e i biasimi che si avvicendano da nucleo a nucleo di patrioti, ciascuno direbbe che
troppo letteraria dei forestieri che hanno studiato a fondo la nostra lingua, ma il
reputiamo piccoli, e siamo perciò negligenti a curarli e rimagniamo infermi insanabilmente. d
insanabilmente offeso resta, / e dietro a sé più scura stirpe lascia. foscolo,
caro, 2-567: era costui / figlio a migdone, insanamente acceso / de l'
una risoluzione maschia, averebbe pensato più a salvarsi che allindarsi insanamente a precipitare in
pensato più a salvarsi che allindarsi insanamente a precipitare in quel partito che mancava di
in quel partito che mancava di forze a sostenerlo. segneri, iv-97: sarebbe
guardar d'ogne male, / el figliuolo a te uguale / mandast'a la gente
el figliuolo a te uguale / mandast'a la gente insanata. insanesito,
forato ne la gola, / fuggendo a piede e 'nsanguinando il piano. boccaccio,
saracin... / comincion tutti a 'nsanguinar le spade. poliziano, st
st., 1-39: qual tigre, a cui dalla pietrosa tana / ha tolto
, 18-15: se la fiera madre a quel si lancia, / e ne l'
le spade,... si viene a total rottura e rivolta. tasso,
. attendevano ad insanguinarsi le mani ed a vivere nella professione dell'armi. c
e così tucto emsanguenato / menarlo davanti a pilato. cavalca, 20-339: ordinò in
tanto quanto potesse portare, chiedendo misericordia a dio. l. a dimari, 1-55
chiedendo misericordia a dio. l. a dimari, 1-55: flagellava, con
egli insanguinato, infettato, e, a detto suo, racconcio e corretto?
588: ahimè: come si gode a insanguinare / amor gli artigli nei virginei
era tramontato, ma i riverberi continuavano a insanguinare il cielo sopra la linea nera
-farsi sanguinare, ferirsi. a. cattaneo, i-122: per uno dato
ariosto, 4-14: le par atto vile a insanguinarsi / d'un uom senza arme
del ricco annello, e lui non porre a morte. i. guicciardini, 13-iii-98
: i cittadini da capo si cominciarono a insanguinare insieme, e uccidea l'uno l'
sino nascere, o che loro avessino a saccheggiare alcuna nostra terra, o che
pulci, 26-76: or qui comincia a insaguinar più il piano, / e
: un alfonso e un luigi estensi a pena / d'un pel segnata mostreran
segnata mostreran la guancia, / ch'a più di mille insanguinar l'arena /
, son quelle che vanno anco a nutrire di sé e impinguare le parti sensitive
, arrossato di sangue (con riferimento a persone o ad animali o a cose)
riferimento a persone o ad animali o a cose). iacopone, 83-28
spada insanguinata. caro, 6-829: a guardia de l'entrata / la notte
: così tutto ensanguenato / menarlo denante a pilato. poliziano, st., 1-86
st., 1-86: mughianti giovenchi a piè del colle / fan vie più cruda
, 35: poi donò [enea] a gias due laveggi e due coppe d'
mobile da cucina che comprende un acquario a uno o due pozzetti, rubinetti di
fredda, e talora miscelatore, doccetta a mano, scarico e spesso un armadietto
, / ma del luoco ove s'era a giacer posto / presso un lavel da
azzurro lavanda, con lucentezza da grassa a vitrea. = deriv. dal
= deriv. da lavendulan [a], con il sufi, miner.
inclinati, divide e fa la cernita, a seconda del loro peso specifico, dei
usa come pancone da sostenere quelle canne a ripetizione, che allora chiamavano organi,
= voce friulana, forse da riconnettersi a lava o a lavina. làvico,
friulana, forse da riconnettersi a lava o a lavina. làvico, agg. (
hanno assorbito sovente interi boschi, soddisfanno a questa obbiezione. muratori, 7-iii-273:
sono [le montagne del pontremolese] sottoposte a frequenti e grandi smotte o lavine.
pauroso d'una granata e faccio giusto a tempo a uscire, ché una lavina di
una granata e faccio giusto a tempo a uscire, ché una lavina di sassi e
volte si è disteso il fiume fino a poco sopr'alla pieve a ripoli, cioè
il fiume fino a poco sopr'alla pieve a ripoli, cioè fino a dove si
sopr'alla pieve a ripoli, cioè fino a dove si spandono le radici e le
e giù. soldati, v-54: a sinistra i campi erano improvvisamente tagliati da
. di vassella di metallo credere dee a. lloro forma, e in cose somilglanti
differentissime specie... si riducono a due classi; cioè terra semplice e
metallo (o di altra sostanza) a lasciarsi lavorare da macchine utensili per essere
la facilità di compiere una lavorazione meccanica a freddo di un metallo mediante successive asportazioni
trattati antichi [crusca:]: assuefatti a quel loro pessimo lavoraccio, non sanno
stame, o altra cosa che appartenesse a la decta arte, o in essa
arte sieno tenuti e debbano tenere ragione a ciascuna persona de la detta arte,
qualunque massarizia e cosa che s'apertenesse a la detta arte. statuto dell'arte dei
0 vero lavoranti, i quagli si pongono a salaro ordinato, e tutto il lor
, e tutto il lor tempo ordinato a lavorare ànno promesso et allogato con maestri
la detta arte di chiavari, prendono a fare il lavorìo d'altri maestri d'essa
, v-407: comincia [l'aurora] a rilucere.... fa uscire
rilucere.... fa uscire a lavorare i lavoranti. cellini, 624:
lavoranti, che attendono alle fornaci et a far bicchieri, sono grinzosi e crespi
.. tutti li lavoranti delle boteghe a prender il nome di soldati. bandini,
, faceva sì che non ne mancasse ancora a quelli che rimanevano in paese. mamiani
e converso, il profitto torni eziandio a bene di quello. carducci, iii-5-81
per tutti, senza il truce padrone a lesinar la paga e godersi lui il
e ha della roba. e, a dirtela, in gran parte la deve a
a dirtela, in gran parte la deve a me, senza vantarmi: lui il
il primo lavorante, sai? e poi a dirtela, sono il 'factotum'.
, i-528: gli... era a cuore il mantenimento e pubertà della vigna
. leopardi, 679: sdraiato presso a un pagliaio a s. leopardo sul crepuscolo
679: sdraiato presso a un pagliaio a s. leopardo sul crepuscolo vedendo venire
della campagna e di impegnare i lavoranti a giornata. -garzone, apprendista.
padroni di lavoranti obbligano i loro garzoni a frequentarla. moravia, ix-145: una
. in senso generico: chi si dedica a un'attività determinata; operatore.
corpo della battaglia, che si misero a fuggire. brusoni, 4-ii-241: alli
: alli venti ore si diede fuoco a un altro cassone di bombe sepolto verso
in dilicatissimo vivere... fur viste a gara sudar sotto il peso di pietre
intr. { lavóro). dedicarsi a un'attività produttiva impiegandovi le energie fìsiche
« deo », dis quellor ch'a la fossa lavora, / « que fa
se per lui servir sempre lavora, / a zo che 'l vesta e tegna orevolmente
ii-180: cato fue demandato che bisognasse a la famiglia. quelli rispose: «
sacchetti, v-22: uno deve lavorare a un suo signore cento dì; viene
viene uno suo parente, e dice a questo signore: io voglio lavorare per
il signore riceve quest'opere e sconta a costui della somma di cento; e se
, / e ne vo tutta notte a procissione. bandello, 1-8 (i-108)
era di quelli che si stancano più a star senza far nulla, che a lavorare
a star senza far nulla, che a lavorare. d'annunzio, iv1- 516
ordinate andare per fiori, altre ordinate a lavorare, altre a combattere colle vespe
fiori, altre ordinate a lavorare, altre a combattere colle vespe. loredano, 1-95
. loredano, 1-95: il ragno fabrica a se stesso la morte, se lavora
fatica poco). calandra, 1-85: a notte si aggirava nei dintorni coll'unico
le gambe. calvino, 7-116: addosso a questi resti lavoravano i becchi, i
1-525: i'ho tolto un lavoratore a pazzolatico, che ora al febbraio comincia a
a pazzolatico, che ora al febbraio comincia a lavorare. ariosto, 43-92: questo
moglie. brusoni, 1-193: mandollo a lavorare negli orti d'una sua villa
cennini, 54: el modo e ordine a lavorare in muro, cioè in fresco
in fresco... principalmente comincio a lavorare in muro, del quale t'
quale t'informo del modo che dei tenere a passo a passo. quando vuoi lavorare
informo del modo che dei tenere a passo a passo. quando vuoi lavorare in muro
insieme questi colori, volendo lavorare o a olio o a tempera o in fresco,
, volendo lavorare o a olio o a tempera o in fresco, si va coprendo
vicino all'uscio lavorando d'ago intorno a certe camicie e canterellando fra i denti
. frateili, 3-68: mentre lavoravo a 4 pantera di neve', ero venuto
produzione corrente. 6. dedicarsi a un'attività intellettuale; scrivere o fare
volgar., 1164: giovanni, avendo a schifo queste cose, lavorava ne la
per cercar salute o morire, e a recanati non ritornare mai più. carducci
, 4-17: scrittore, lavorai sempre a intermittenza; senza provare nelle lunghe pause
il finalmente impetrare di proseguir oltre fino a nanchìn. gualdo-priorato, 3-i-69: a
a nanchìn. gualdo-priorato, 3-i-69: a tal avviso il cardinale, cominciò a lavorare
: a tal avviso il cardinale, cominciò a lavorare col suo ingegno e..
non labora / per istar mai sempre a sì gran gaudimento? g. buondelmonti,
non affogare / senza posa doveva lavorare / a ricacciarla. -in partic.:
la giustizia di dio lo ha colpito a morte, oggi ancora si sentono alcuni popolani
sentono alcuni popolani gridare « viva » a quello stesso che ne avea fatto dei
sarebbe finita la cuccagna di chi lavorava a rincarare il pane per vendere il grano ai
che ebbe il lavorar dei cani, misse a romore tutto il mondo.
-. ma stavolta le mani tremavano a me. -possibile? -dissi. -se non
abile artigiano intorno ad oggetti destinati semmai a produrre gioia in terze persone.
sì ne rimanga [dal male] e a dio si converta, se la onnipotente
8-viii-64: quando l'acqua abbassa oltre a un determinato segno, la tromba non lavora
allo 'nfermo e che più lavora a recarlo in sanitade. boccaccio, dee
guari che, lavorando la polvere, a costui venne un sonno subito e fiero nella
le faville entrateci da traspiano, lavorando a poco a poco, levarono un incendio
entrateci da traspiano, lavorando a poco a poco, levarono un incendio tale,
la tubercolosi che lavora. -con riferimento a concetti astratti. rime anonime del quattrocento
salvini, 13-44: buona ad assister è a cavalieri, / cui vuole, e
15. tecn. essere sottoposto a una determinata sollecitazione, tensione, sforzo
, lii-462: l'artellaria lavora di bello a tutte l'ore;...
ricordi pisani, v-405-15: è buono a tucto lavoro che sia lavorato.
barocci, nostro compatriota, e donato a pio v. d. bartoli, 1-2-38
la stessa mattina i capi da guerra a stimolare il proveditore, aggiugnendo..
, iv-iii: il vescovo era costretto a cucirsi le vesti e lavorarsi le candele
pere bugiarde stettero due giorni senza mettersi a lavorare i bozzoli. -procreare, dare
[due nervi dell'organo dell'odorato] a maraviglia tessendo e lavorando una membrana,
237): né alcuna cosa era che a donna'appartenesse, sì come di lavorar
patria e quelle che gli avea lavorate a questo fine. arte della seta in firenze
tassoni, 2-35: venne sua madre a far la scusa in fretta, /
di sua mano. -porre mano a un lavoro, a un'impresa; portarli
-porre mano a un lavoro, a un'impresa; portarli a termine.
lavoro, a un'impresa; portarli a termine. cavalca, ii-252: se
era che il lavoravano [l'ottone] a martello, facendone sonagli, e chi
cioè asce e scarpelloni larghi, fatti a posta, lavorargli pulitamente. d. bartoli
una muta di ferrai, che lavoravano a gran colpi un ferro sopra l'ancudine.
rezzonico, tosto si accinse il canova a lavorare i marmi. tommaseo [s
l'opera dell'uomo ha più parte a mutarne le condizioni: che quindi la
più meritata proprietà dell'uomo, acquista a sé e a lui più valore. deledda
dell'uomo, acquista a sé e a lui più valore. deledda, iii-
all'imperio della volontà, non facili a guastarsi né ad impigrirsi. forteguerri, ii-280
lavorato, maneggiato, trasformato per riuscire a qualcosa di più serio che non sia renzo
bottega lavorando parrucche. -sottoporre a un intervento chirurgico; operare. bontempelli
-quest'operazione meravigliosa, è meglio farla a diguno, o a stomaco pieno?.
è meglio farla a diguno, o a stomaco pieno?... -come
senno e consiglio addirizzò que'popoli a vivere come gente umana, e feceli lavorare
, volle vedere con che ferri si avea a lavorare il suo terreno. allegri,
mausoleo,... qua tutto egitto a lavorare piramidi a tolomeo. fr.
. qua tutto egitto a lavorare piramidi a tolomeo. fr. serafini, 290:
e nel 1513 s'incominciò gagliarda- mente a lavorarla nuova. -in partic.
, iii-182: attesono,... a fare lavorare un fosso, tanto largo
bastioni. gemelli careri, 2-ii-51: proseguissi a lavorar mine contro al secondo muro e
di fare, congiunta con diligenza, quale a noi non dia fastidio o tedio lavorando
quali per ingegno e per dottrina potessero stare a petto di quelle che uscivano da oltramonti
che m'è stato permesso, fino a quel segno cioè che si potea senza offendere
23. figur. disporre favorevolmente qualcuno a proprio vantaggio; adoperarsi abilmente per
le spese (o fa la roba) a chi si de meis, 1-18:
: il demagogo la sobbilla e la lavora a sua fazione. rovani, 141:
modo che sia condotto ad innamorarsi della spesso a esclusivo vantaggio di oziosi immerivostra beltà.
chi lavora / per questo dà le spese a chi zini, iv-368: in senso
tessal., 3-10) senta a ciò che noi desideriamo. pirandello, ii-1-326
e adottato la società cittadina per entrarvi a vele spiegate. poi come motto programmatico e
loro movimento. fenoglio, 1-28: a sentir lui, proprio in quell'anno della
che non vuole lavorare, mia vacanza a feisoglio (1934), paco aveva preso
feisoglio (1934), paco aveva preso a lavonon manduchi. p. strozzi,
mangiare. panzini, iv-133: 'chi a quella dimensione ossessionante. non lavora non mangia
barbari, anche imbevuti da'teneri a. cattaneo, i-272: ecco come lavoransi
poi li altri tre e tutti ebbeno a far con lei, et era donzella.
, 20-104: faceva il prabiasimo, a chi si propone di vivere alle spalletico con
29. rifl. recipr. studiarsi cautamente a vid'azeglio, 6-67: quando poi
. 30. locuz. -lavorare a canne e a giornate: tommaseo [
30. locuz. -lavorare a canne e a giornate: tommaseo [s. v
. di lavorato. -lavorare addosso a qualcuno: biasimarlo selavoratèrra, sm.
figli, operai la -lavorare a giornata: v. giornata, n.
forte 'lavora bene col bastone, bravo a lavorare natura e qualità idonee a
a lavorare natura e qualità idonee a una redditizia produ di pugni
zione agricola; coltivo. a difendersi e a offendere. fra
; coltivo. a difendersi e a offendere. fra giordano [crusca
posti ziano; e, cominciando a lavorare sopra di sé, fece in
. prov. 80: io ò allogato a lavorare... uno mio podere con
. ibidem, 228: lavora come avessi a campare ognora; di persone. e.
la moscovia quasi una conadora come avessi a morire allora. (è qui bello il
. leggi di toscana, 6-495: a ragione di cinque per cento delle staiora
o d'altri, o farà lavorare a sua mano. spallanzani, 4-iii-232: a
a sua mano. spallanzani, 4-iii-232: a due miglia da sestola e cinque da
il terreno dissodato. -ant. destinato a lavori agricoli (un animale).
.. per mio aiuto un manovale, a soldi quindici il giorno lavoratio. m
, i-281: il dì lavoratio venne a contesa col festivo, dicendo d'esser
. e. cecchi, 3-133: a forza di feste e ricorrenze sacre, i
sacre, i giorni lavorativi si riducevano a centosettantacinque. costituzione della repubblica italiana,
degli uomini una regola che giustamente applicano a se stessi e diversa da quella imposta
, è la preoccupazione che non si riesca a trovar lavoro per i giovani e per
il lavoro (un'attività); e a seconda dei fini perseguiti e dei risultati
. straparola, 3-4: tre pomi a maraviglia lavorati, di quali l'uno
: si perfezionarono finalmente le trincere lavorate a santa caterina. marini, i-93:
pisano possiam vedere in s. fermo a man sinistra entrando, intorno al nobil
co la voce / poi torna i bovi a stimolar. d'annunzio, iii-2-310:
da que'sàrmati ch'usano il cavallo / a guerra, a mensa, a sacrifizio
usano il cavallo / a guerra, a mensa, a sacrifizio, a tutto.
/ a guerra, a mensa, a sacrifizio, a tutto. -coniato
guerra, a mensa, a sacrifizio, a tutto. -coniato. bellori
squisito. -che è stato sottoposto a un processo di trasformazione e di raffinatura
materiale, una sostanza: in contrapposizione a greggio); reso adatto, attraverso
parete diversi colori che vi paiono gettati a caso e guardati da un tal punto
palme. simintendi, 2-13: comandò a tritolano che spargesse in parte e'dati
ritonda, 1-364: la puo- sono a cavallo in su uno ricco e bianco palafreno
ricco e bianco palafreno, coperto tutto a sciamito e a panno di seta, lavorato
palafreno, coperto tutto a sciamito e a panno di seta, lavorato tutto a uccelli
e a panno di seta, lavorato tutto a uccelli e a belle cacciagioni. boccaccio
seta, lavorato tutto a uccelli e a belle cacciagioni. boccaccio, dee.,
bucherarne cipriana bianchissima con due origlieri lavorati a maraviglie. pulci, 9-68: volle portar
: sono... alcuni santi lavorati a fresco da innocenzio da imola. tassoni
santo / con le man giunte lavorato a scacchi, / seguìa per retroguardia indietro alquanto
mal limato del seicento. -portato a una rara perfezione concettuale e formale,
. tommaseo, n-149: mi misi a pesare ogni periodo, ogni inciso: né
: intanto il lavorato incantamento / veniva a far la sua operazione. 7
de fuor duo balconi / con una stanga a palme lavorata / da metter fuor mie
altro ne feci al cardinale cibo: tutti a dua ricchissimamente lavorati di fogliami e di
tutta lavorata nelle chiome, seduta accanto a ceste di verdura, inarca le sopracciglia
un'anima lavorata dalla mano di dio a disegno d'una più che ordinaria santità.
: era... o si dava a divedere per uno di quegli uomini 4
un fuoco lavorato, pensando bene che a zuffa conveniano venire. s. bernardino
: sansone... essendo assedio a certe città e volendo fare lor danno,
modo d'avere di molte volpi, e a catuna appiccò il fuoco lavorato alla coda
che i nostri chiamano oggidì lavorato. a. campana, 143: malagevolmente i
pianterei molti e molti alberi con ordine a un filo, però che così piantati più
, però che così piantati più sono vaghi a vedelli, manco auggiano e'seminati,
testimoni -ci porterai in premio con te a passeggiare -ma anche dai poveri malati dove
italiano, per esempio cottoio * facile a cuocersi ', ponte levatoio, bestia
dì di dominica ad ora di maitino a pregare dio per li peccatori. a.
a pregare dio per li peccatori. a. manetti, 21: io ebbi
io ebbi già un mio lavoratore, a cui intervenne questo caso medesimo. p
con la lavoratora e voi mi sete iaciuto a canto. s. cattaneo,
quale vi dimorava un povero lavoratore. a. f. doni, ii-25: la
ne veniva... con una fante a spasso con lei, ma di rado
, ma di rado, e poi a casa se ne tornava. -ant.
g. morelli, 369: nacque a morello il quarto figliuolo maschio,.
e lavoratore. guittone, xxvi-73: come a lavoratore la zappa è data, /
tempo, perché il signore dava tanto quanto a loro, a quelli che erano venuti
il signore dava tanto quanto a loro, a quelli che erano venuti tardi. cenne
bibbia volgar., i-36: partorì a caino uno fratello, cioè abello, il
va ispesso alla villa, procura il podere a campo insieme col lavoratore, riprendilo de'
è usanza de cavalere ni de re a biasmare cossi una dama corno tu fai,
: disse alla moglie: « metterai a dormire la lavoratora nostra nella camera del
rispostogli che così farebbe, si pose a cena con lui facendo sedere a piè della
si pose a cena con lui facendo sedere a piè della tavola la villanotta colorita come
8-286: venuto allora dal suo paese a venezia, gli recava lettere e alcune
alle dipendenze di altri (nelle società a struttura capitalistica) e specie nell'ambito
imprenditore, e, dall'altro lato, a chi svolge attività di natura intellettuale o
gli intellettuali e qualsiasi altra categoria sociale a cui si desideri estendere la connotazione positiva
avventizio; lavoratore stagionale: chi appartenente a una delle varie categorie di dipendenti senza
lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può
non può rinunziarvi. -lavoratore o lavoratrice a domicilio: persona di servizio, domestico
tecnico del diritto del lavoro, lavoratore a domicilio non è già il lavoratore domestico
. montale, 3-91: la 'lavoratrice a domicilio 'che viene a spazzare la
'lavoratrice a domicilio 'che viene a spazzare la mia camera, interrogata abilmente
-lavoratore del libro: chi contribuisce a pubblicarlo e a diffonderlo (editore,
libro: chi contribuisce a pubblicarlo e a diffonderlo (editore, tipografo, legatore
impegno e assiduità; che pensa solo a lavorare, senza desideri di divertimento o
molto, sia impiegato o scrittore. quasi a modo d'agg. 'è lavoratore
: / i popoli ricchi mi prenderanno a opra. slataper, 2-239: io
opra. slataper, 2-239: io a forza di decantare il lavoro e sentirmi circondato
, v-20: parte si stanno da canto a ridere, e parte uccellando, come
) dà frutto ed entrata meno la metà a un podere ch'egli è solito rendere
è solito ordinariamente rendere. sì che a cattivo lavoratore, non s'ha se non
se non mezzo il podere; ed a buon lavoratore, d'uno se n'ha
fa un mezzo. ibidem, 225: a cattivo lavoratore, ogni zappa dà dolore
ogni zappa dà dolore. cattivo lavoratore a ogni ferro pon cagione. =
di operare manualmente ridotta in atto intorno a qualche materia; e così dicesi '
narne de tera lavoraura, la quale valea a tenpo de paxe vj lib.
sf. il lavorare; attività diretta a produrre, a costruire, a elaborare
il lavorare; attività diretta a produrre, a costruire, a elaborare; il modo
diretta a produrre, a costruire, a elaborare; il modo con cui si lavora
quindi l'operaio provede con poca moneta a molti bisogni. tommaseo [s.
lavoro che muta la materia per farla servire a nuovi usi. 'lavorazione di ferro
: do allora una rifondata con le forbici a quelle frangioline che può avere la capra
smalto, avorio, cristallo] se, a dir così, nella loro lavorazione,
quel capannone che c'è prima di arrivare a casa tua: era uno stabilimento per
: 'lavorazione ': operazione applicata a qualsivoglia materia per condurla a quel grado
operazione applicata a qualsivoglia materia per condurla a quel grado che si desidera; sebbene
'lavoratura ', riserbando l'altra a significare il lavorare i campi, coltivazione
il monopolio dei troppo ricchi, ed a freno degli incettatori e rivenditori. ungaretti
la lavorazione delle pietre di peso inferiore a un quindicesimo di carato ed hanno 16
diagramma di lavorazione: grafico che serve a riprodurre lo sviluppo di una lavorazione industriale
essere attuata con vari metodi (lavorazione a freddo 0 a caldo, lavorazione con o
vari metodi (lavorazione a freddo 0 a caldo, lavorazione con o senza asportazione
tempo in lavorazione andai durante l'inverno a cortina. -mettere in lavorazione:
. -mettere in lavorazione: cominciare a eseguire, dare l'avvio.
. è più obbedito che dio, a cui si lascia di rendere onore, per
andare alle fiere, anche lontanissime, a i magazzini, alle mandre, o
. mediev. laboricium (nel 1305, a castel fiorentino). lavorènte
diffuso nei verbi della coniugazione in a nella parte set tentrionale della
cotesta lavoreria i vetri da specchio vanno a quella del pulito, che finisce d'
della crisi commerciale di che avrete udito a parlare, molte lavorerie sono chiuse, o
che gl'italiani di tutte le provincie cominciano a conoscersi, intendersi e stimarsi reciprocamente,
di lavoro. mazzini, 69-31: a che parlare di fratellanza pur concedendo che
della nostra attività devono spandersi da quella a benefizio di tutta la terra.
nascerà garzon e spine / e viverè a grande fadige. g. averani, ii-110
i romani solamente nella lavoreria delle miniere a cartagine nuova tenevano di continuo impiegate quarantamila
spenda meglio de ducento- miglia ducati. a. verri, 2-i-2-282: luisino ha introdotto
. floro volgar., 24: a caso era in mezzo il tempo di seminare
troppo. cassola, 5-126: a tempo perso clerici faceva qualche lavoretto per
stella, e che non potrei fare a recanati. = dimin. di
intr. (lavoricchio). dedicarsi a un'attività produttiva senza impegnarsi molto,
andò, come soleva, dalla vicina a lavoricchiare. nieri, 2-158: bisognava
mente. carducci, iii-30-53: seguitai a lavoricchiare certe terzine cominciate il giorno avanti
il più grande è con suo padre a lavoricchiare qualcosa tanto per assuefarsi.
questo lavoriero cusì grande, elio comenzò a fare cavare la terra del vivaro per
giuseppina, / quei tanti suoi gruppetti a cosa li destina? / -a
. domenego di martim, so scriva a la camera di lavorieri di padoa,
gli spagnuoli... si sono dati a moltiplicare gli lavorieri di zucchero, e
facessi una cuffia; andrò frattanto / a dar mano per essa ai lavorieri. amari
dice ricusati dal re, si venne a solennità più augusta. arlia, 311:
molte gioie e lavorieri tutti d'oro a maraviglia lavorati, da salerno isconosciuto si
. mediev. laboreium (nel 1300, a venezia). cfr. rohlfs,
da pali e graticci di canne, disposti a forma di una v con il vertice
d'acqua dove anguille e muggini vanno a incunearsi dentro paratie ad angolo acuto fatte
', che è una specie di rete a sacco in cima a un bastone,
specie di rete a sacco in cima a un bastone, viene, al momento della
cfr. lavoriero1. lavori a, sf. ant. lavoro agricolo.
di piante, che tutte non le botassero a dio, offerendoli prima la sua debita
sua insino la sera al tardi. a. manetti, 16: tosto voglio
, 16: tosto voglio andare insino a lui per un poco di lavorio che mi
giorno, merendare, se l'avessono a meritare. l. pascoli, i-23:
, 1-65: gli porrei di mia mano a ordine e a filo, per avere
gli porrei di mia mano a ordine e a filo, per avere più piacere in
di fiesole e all'assedio dovessono andare a fare edificare con cesare insieme, e popolare
cittade di suo nome, o come a lui piacesse. nuovi testi fiorentini, 435
, dì 9 di gennaio anno 1337, a fior... per lavorìo che
d. bartoli, 1-1-8: cominciò subito a rendere la madera, arsevi le selve
selve che l'ingombravano inutilmente, e messo a lavorio di zuccheri. f. f
cappelli di paglia] è specialmente in vigore a signa e negli altri contorni di firenze
natura che insieme è misterio d'amore. a. cattaneo, i-299: della sostanza
levasse ogni mattina per tempo per andare a lavorare o a trovar lavorìo, che il
per tempo per andare a lavorare o a trovar lavorìo, che il giovane fosse
le ragazze poi che principiano da piccole a darsi ad un tal lavorio [filatura
campestre secondo sua condizione e dove attenda a fatica leggiera e proporzionata alla sua giovinezza
: deve il capitano trovarsi spesso presente a i lavorìi de'soldati, tra le squadre
li lavorìi del fuoco, ne ascendevano giù a terra et andavansene nel campo.
aveva fatto, avvenne che si pose a sedere per venderlo all'uscio d'una casa
237): né alcuna cosa era che a donna appartenesse, sì come di lavorar
lavorìo grosso, sottile, piccolo, come a te piace. papi, 1-6-20:
, quando e'vogliono ridurre la terra a seme, per pianarle. guarini,
partito lui di bologna, il popolo a furore abbatterò e disfeciono il castello in modo
le teste delle colonne puose uno lavorio a modi di gigli. canaldo, 79
abbigliata di un abito verde con lavorìi a spinapesce di oro. -acconciatura molto
lavorio delle mie cotidiane fatiche, non a voi, priore, che no n'
che no n'avete bisogno, ma a frate stefano, e per gli altri minori
, senza esser pregato, s'intromette a rifar l'opera altrui, s'espone a
a rifar l'opera altrui, s'espone a rendere uno stretto conto della sua.
, senza esser pregato, s'intromette a rifare l'altrui lavorio si espone a
a rifare l'altrui lavorio si espone a rendere uno stretto conto del suo].
statua di carlo sta la magnificenza applicata a discolpir con isplendidissimo lavorìo il genio di
alacre, frenetica attività, talvolta fine a se stessa. carducci, iii-2-265:
essenziali. buzzati, 6-229: pensò a una lettera da mandarle, un trattato di
379: è che tu sei troppo affezionato a questo lavorio oscuro e perplesso dei tuoi
era un spargere il fiato all'aure, a i venti: / non v'era
neppur lontanamente immaginare quale tremendo lavorìo incominci a questo punto per me, attraverso gli
: rancori nascosti salivano in primo piano a spiegare la stravaganza di testamenti fatti in
/ mentre l'acqua del lete invade a stille / il vano lavorìo de'miei pensieri
svolge all'interno dell'organismo. a. cocchi, 4-1-43: l'avere quell'
.. acuti e continui, indicavano, a mio giudizio, un lavorìo d'infiammazione
d. battoli, 6-5-185: cominciò a spendere una parte del dì facendo certi lavorietti
purg., 12-34: vedea nembròt, a piè del gran lavoro. crescenzi volgar
sp., 18 (313): a lucia, ch'era a sedere,
): a lucia, ch'era a sedere, orlando non so che cosa,
., 1-13: o buono appollo, a l'ultimo lavoro / fammi del tuo
valor sì fatto vaso, / come dimandi a dar l'amato allor. l.
. masuccio, 220: non bastando a tanto lavore la mia stracca e non sacia
, iv-238: il cardinal nostro è ito a intrigarmi il cervello, e arà dato
cervello, e arà dato una mala percossa a un tucidide che io traduceva in santa
di cinque secoli, molti ne rimangono a fare su dante. tommaseo, 3-i-212:
il grembo, tessean vago lavoro, / a la fronte ghirlanda, al piè gentile
ghirlanda, al piè gentile / e a le braccia catene, e al sen
, i-914: egli ci aveva esortati a fare di quando in quando dei 'lavori
de lavoro e de richeza satisfanno tanto a lo mio occhio che serria impossibile più
chiari, 1-ii-23: domando, prima a mia madre, una scatola d'oro
superata dal lavoro la materia, ed a me una ripetizione d'oro egualmente,
. attività in genere (con riferimento sia a persona sia a facoltà intellettuali).
(con riferimento sia a persona sia a facoltà intellettuali). dante, inf
se l'unghia ti basti / ettemalmente a cotesto lavoro. fiore, 40-12: tu
che sanza dilettar non vi s'assetti / a quel lavori attribuito a petrarca, xlvii-141
s'assetti / a quel lavori attribuito a petrarca, xlvii-141: poi la spen'de
di stefano, 9-38: baxando quela, a cavalo montava, /
dolze lavoro, / la dama el volto a lui ebe signato / una fiata.
ha le vostre fatiche in odio e a sdegno. galluppi, 1-i-69: tutto
accigliata e dura: -incomincieresti anche te a battere la fiacca, a fare la carogna
anche te a battere la fiacca, a fare la carogna? 5.
perché non gli si dà modo di aderire a quella creazione, e di ripoporsi intellettualmente
quella creazione, e di ripoporsi intellettualmente a quei fini? allora...
, il quale è diviso in lavori a gucchia, sartoria, lavori donneschi e
una norma di valore programmatico) spetta a ogni individuo, di poter svolgere un
e possibilità, e tale da assicurare a sé e alla propria famiglia un'esistenza
privati soggetti (e tale facoltà spetta a tutti i soggetti, ma è particolarmente
ai lavoratori subordinati, in quanto concorre a delimitare il contenuto del diritto di sciopero
senso generico: facoltà spettante a ogni persona di poter scegliere (e
italiana, 4: la repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro
o d'opera) alle dipendenze e a favore di un altro soggetto, detto
fìssa (lavoro subordinato, in contrapposizione a quello svolto da un operatore economico indipendente
, detto lavoro autonomo). -lavoro a cottimo: quello retribuito col sistema del
di lavoro (e comporta il diritto a un aumento della normale retribuzione).
aumento della normale retribuzione). -lavoro a domicilio: quello svolto dal lavoratore nella
: sono alcune azzioni generalissime e pertinenti a facoltà innumerabili, ciò è levar per tempo
facoltà innumerabili, ciò è levar per tempo a fare alcuna cosa, fare alcuna cosa
pigliar lavoro sopra di sé, lavorare a le sue o a le altrui spese,
di sé, lavorare a le sue o a le altrui spese, a giornata,
le sue o a le altrui spese, a giornata, a prezzo, senza prezzo
le altrui spese, a giornata, a prezzo, senza prezzo. belloni, 2-ii-94
dio benedice la comunanza, riducete pure a quattro le ore del lavoro giornaliero che
tomaso moro in più duro clima portava a sei. tarchetti, 6-ii-571: io
, n. 3. -lavoro a catena: lavorazione di massa orga
doveri, gli istituti previdenziali e assicurativi a favore dei lavoratori, l'organizzazione e l'
normativa generale valida per tutti gli appartenenti a tale categoria (cfr. contratto2, n
materia di diritto di lavoro, e autorizzato a compilare, per conto delle aziende (
riguardanti i lavoratori da esse dipendenti e a compiere tutte le operazioni e gli adempimenti
del lavoro e sulla sicurezza sociale pone a carico dei datori di lavoro.
del lavoro): quello (con a capo il ministro del lavoro) preposto alla
e il controllo dell'osservanza della legislazione a favore dei lavoratori (specie in materia
sull'osservanza della legislazione sul lavoro e a curare il collocamento del lavoro (cioè
quanto all'assistenza dei divini servizi fu imposto a tutti col massimo rigore.
altro lavoro -tu? perché? -da fare a casa. pavese, 1-101: lui
rivesta, / mutand'abiti e foggie a tutte l'ore, / se è dì
proprii doveri. -disus. lavoro a sorte: lavoro a cottimo. cavour
-disus. lavoro a sorte: lavoro a cottimo. cavour, v-305: io
alla camera quale sia la natura del contratto a farsi e quali le condizioni. signori
noi abbiamo adottato il sistema del lavoro a sorte... sistema non ancora tentato
cattaneo, ii-2-229: [locke] additò a rimedio della vera miseria le scuole di
chiesa cattolica, e tende sempre più a lasciare in secondo piano il significato classista
prestazione di assistenza e di consulenza tecnica a favore degli stessi. 8. luogo
d'ogni tempo dall'al- zaie, a piedi o a cavallo, per uso di
dall'al- zaie, a piedi o a cavallo, per uso di trasportare le mercanzie
del lago dentro l'emissario ormai rimasto a bocca asciutta su a mezza costa.
emissario ormai rimasto a bocca asciutta su a mezza costa. ungaretti, xi-59: mio
: mio padre venne in egitto insieme a un fratello per i lavori del canale di
aranci, ferrovieri con i cappelli grigi a filetto rosso della squadra lavori.
suo solo nome avevano aiutato il neo-ingegnere a vincere i primi concorsi. 12
offre; e ciò basta per ora a farci capire uno dei pregi principali dei
sogliono improvvisamente il più delle volte venire a bisogno a chi fabbrica qualche cosa.
il più delle volte venire a bisogno a chi fabbrica qualche cosa. paoletti,
un mezzo assai condu cente a conservare eguale e tranquilla la fermentazione insensibile
che agisce sullo stantuffo in un motore a vapore e a combustione interna. -lavoro
stantuffo in un motore a vapore e a combustione interna. -lavoro motore: lavoro
forze sono l'una all'altra equivalenti e a vicenda si misurano a vicenda s'ingenerano
altra equivalenti e a vicenda si misurano a vicenda s'ingenerano. sopra ogni cosa,
e così perni e fuselli, assestandosi a far lavoro insieme, ancor tutti freschi
di estrazione: energia che bisogna fornire a un elettrone per estrarlo da un conduttore
costituiti da cavi e bozzelli, destinati a una manovra. -anche: il bozzello
simili, nell'atto che sono adoperati a far forza sopra qualche manovra. onde
1-8 (38): se qualcuno a noi da voi ritorna e viene,
un lavorino dolce dolce che la invitava a un lagrimare tranquillo. b.
: gli altri drammi del becque restano a molta distanza dei due suoi capolavori: opere
'pitagorici'b. croce, ii-1-118: aspettano a ogni recita di un loro lavoruccio teatrale
di un loro lavoruccio teatrale, di vedere a decine, sui giornali e giornaletti politici
lavorucchio). lavorare poco e lentamente a cose di scarsa importanza, per lo
giusti, ii-347: intanto, seguito a lavorucchiare. capuana, 12-41: ella passava
uncinetto. soffici, iv-41: continuava a lavorare alla sua traduzione,...
la bacca secca, depressa, macronata, a quattro cellette polisperme... una
nordamericano, di origine scozzese, a. c. lawson (1861-1952).
sacro suolo dove ave vano a sorgere i sette colli. d'annunzio,
. chi veste lazia tunica, / a te non può felice pregar la guerra punica
/ ma tu, o libro, primo a lor cantare / di marte fai gli
per isfregiare il vetro, ma non facile a scintillare sotto l'acciarino. esposta al
e diversi suoli di tartaro... a misura che questa loro formazione è stata
giurisdavidici, come amano chiamarsi, continuano a vivere. lazzarettista, sm
giurisdavidici, come amano chiamarsi, continuano a vivere. lazzarétto (lazzerétto)
di norma all'esterno della città; a cominciare già dal xvi secolo vennero sostituiti
tutte le robe alli lazzaretti, luoghi deputati a questo. sanudo, 113: inteso
.. ne fu fatto fare un disegno a michele. san carlo borromeo, 1-13
, ben disposti, commodi ed atti a ricevere buona quantità di 4 gente 'e
in pescara, per recare un messaggio a un consiglier del comune, si mise in
si mise in cantina con atti bravi a bevere; e quindi prese bravamente a girovagare
bravi a bevere; e quindi prese bravamente a girovagare. come lo videro i tribuni
di stanze su due piani, oltre a ventotto magazzini assai ampli, ne'quali
lazzaretto. quei di seconda sono scesi a terra per lasciar modo a principiare le disinfezioni
sono scesi a terra per lasciar modo a principiare le disinfezioni. pascarella, 2-235
. pascarella, 2-235: si va a trovare coloro che sono al lazzaretto;
esser quella l'ira di dio, a cui non è riparo, e parliamo del
mosconotti, che s'aggiran d'intorno a que'rosai di pesto, che per me
orribili mostri. fagiuoli, xv-104: domandate a quell'altro poveretto / che di galliche
giusti, quei giusti carnivori che conoscete a tante prove, fingono oggi 1 un morbo
un morbo asiatico 'e s'affannano a riparare e a murare i lazzaretti.
asiatico 'e s'affannano a riparare e a murare i lazzaretti. pratolini, 10-280
. florio-torriano: « * lazzarina ', a leprous running itch ». lazzarina2
veduto trasportare un giovinetto sbarbato in mezzo a cavalleria e camiciotti, e seguito da
si stabilirono nel priorato di san lazzaro a parigi, con lo scopo di evangelizzare
egli lasciò il suo padrone e venne a militare nelle nostre file. 2
esser pieno come un s. lazzero 'a chi ha un'eruzione alla pelle o
luce di crepuscolo si diffonde dalla tettoia a vetri giù per l'ampia sala marmorea dove
, un magro professore di greco intento a espungersi dalle membra la noia degli artisti
). popolano del quartiere mercato a napoli, che partecipò alla rivolta del
. di napoli (con riferimento soprattutto a coloro che parteciparono alle sommosse del 1799
che cosa sono buoni i signori calabresi? a sputare. gadda conti, i-m:
violente e alle sollevazioni sanguinose e facile a essere strumentalizzato politicamente). v.
vestito da lazzarone, la contessa del palchetto a sinistra se lo mangiava cogli occhi dicevano
ii-702: una turba di lazzaroni mosse a toledo con la bandiera bianca benedetta da
biondo entrò nella stanza e si andò a cacciare tra le ginocchia della mamma. -
i tuoi bambini? non ti vergogni a andare in giro per le strade a
a andare in giro per le strade a quest'ora? madre snaturata! ».
una squisita eleganza; generosa titania avvinta a un calibano lazzarone. gobetti, 1-i-338:
della strofa, il rutilamente dell'immagine a effetto, erano surrogati dal balbettio imbecille
mano, genna- riello non bada più a queste dolcezze, butta via le stampelle
, butta via le stampelle e galoppa a gettarsi nel puro e pretto dialetto lazzarone
songo », e gli « aggio a dicere », e i « pozz'essere
, nel tempo che se ne stava qui a fare il lazzarone. jovine, 2-109
cosa faranno gli altri se incominciano i sacerdoti a fare i lazzaroni? 6
. savinio, 10-92: gemito scese a lavorare tra le bisce e gli scorpioni
(lazzaronéggio), intr. darsi a una vita cialtronesca, di gusto plebeo.
di molto rimpicciolita e negletta, posta a mergellina sotto la chiesa di s. maria
rimase il lazzaronismo inguaribile, l'ozio eretto a sistema di governo, a sistema di
ozio eretto a sistema di governo, a sistema di vita. soffici, v-1-48:
girolamo leopardi, 2-89: noi togghiamo anche a pagare, / quando il padre venga
pagare, / quando il padre venga a morte, / e ci par d'aver
gran sorte, / se s'ha presto a lazzerare. = dal nome di
; fiori in corimbo con calice tomentoso a 5 petali; è coltivato per i
. questa avvertenza non solo à rapporto a quelle della medesima specie; ma a
a quelle della medesima specie; ma a quelle ancora, che quantunque di specie
diluviale delle mattinate di maggio che, a lui ancora in ombra, oblioso e felice
configurò come gioco comico che si introduceva a volontà nella rappresentazione all'improvviso per conferire
il granduca intanto, che sperava d'aver a vedere qualche bel lazzo, di quei
or arricciare il naso, / or passeggiare a trippa inanzi il mondo. / e
e con tai lazzi, non già fatti a caso, / d'aver così tutto
commedia all'improwiso in una circostanza simile a questa fanno delle scene di propositi tanto
di cattivo gusto. tenea, 2-5: a quei primi e nobili campioni della poesia
sciame di giocolieri, calati dalla provenza a trastullare il popolo e a trattenerlo coi
dalla provenza a trastullare il popolo e a trattenerlo coi lazzi e colle leggende meravigliose.
sorreggeva, la proteggeva, e si voltava a tener testa ai lazzi, ai motteggi
/ mentre il beccaio, rimontato lesto / a cassetta, ogni donna che s'affacci
ii- 193: i ragazzi, preparandosi a tuffarsi, facevano cento lazzi osceni,
sfrenata promiscuità che stupiva agostino affatto nuovo a questo genere di cose. -di animali
-di animali. rajberti, 5-8: a far ridere la gente allegra e disposta,
1-1- 200: ch'ho io a reggere? che s'ha a portar qualche
ho io a reggere? che s'ha a portar qualche peso? reggi il lazzo
delle illustrissime). ('piano a ortensia, ridendo '). - (
per la fame ingozza, / quella a mezzo il palato s'imbarazza / e fa
fino di quei primi che vennero abitare a firenze e gli altri, discendenti da
presso molto onorate piante vedrà sorgere (a parlar col quel nostro poeta) anche i
lo che si trasporta con buona somiglianza a significare il verde crudo, dicendosi color
mediev. vinum lacteum (nel 1300 a venezia), corso làzzu [lu]
f. plur. conferisce al nome, a cui si premette, un'indicazione definita
concorre, con alcune preposizioni semplici, a formare le preposizioni articolate: alle [
formare le preposizioni articolate: alle [a le): v. a; dalle
alle [a le): v. a; dalle [da le): v
. cielo d'alcamo, 70: menami a lo mosteri / e sposami davanti
, non che alla loro età, ma a troppo più matura, larghissime. oderigo
che parean nocciuole... ». a cui non sembra veramente di veder quelle
e vari, / nel tramonto randage, a quando a quando / sbuffano il vento
, / nel tramonto randage, a quando a quando / sbuffano il vento dalle calde
prime / armi, scagliavo in alto a la ventura, / ed elle, come
da le cime, / segui- tavan a voi senza paura. ungaretti, i-20:
sp., 28 (479): a ogni passo, botteghe chiuse; le
/ le di briga campanelle / fanno a tarme andare il loco. d'annunzio,
, entrambe 'e il sost. a cui si riferiscono. re giovanni,
/ ambo le braccia con voler tendea / a la cara cervice. carducci, 884
il mare spinge le mugghiane / collere a questo bastion di scogli. d'annunzio,
felice, / felice assai morrei, s'a questa spiaggia / giunte non fosser mai
, sia di minoranza), concorre a formare il superlativo relativo (e può
, 28-150: veggo tutte le grazie a una a una, / veggo tutte le
: veggo tutte le grazie a una a una, / veggo tutte le ninfe le
): trovar le parole più adattate, a rincorare, a tranquillizzare quella poveretta.
le parole più adattate, a rincorare, a tranquillizzare quella poveretta. pascoli, 306
altrui, / felice te se sì parli a tua posta! s. contarmi
uomini sono le più volte più lenti a pigliare quello che possono avere, che non
che possono avere, che non sono a desiderare quello a che non possono giungere.
, che non sono a desiderare quello a che non possono giungere. d. bartoli
sp., io (184): a quelle conveniva le più volte mandar giù
., 8-6 (268): cominciò a gittar le lagrime che parevan nocciuole,
creature! 5. si premette a nomi geografici e a toponimi. landino
5. si premette a nomi geografici e a toponimi. landino [plinio],
, / nell'erbe gialle, / oziano a branchi, / le saure e baie
quattro, il ragazzo ho mandato / a prendere il mio medico usuale. pascoli
cornacchie. 7. si premette a nomi gentilizi o a cognomi per indicare
7. si premette a nomi gentilizi o a cognomi per indicare tutte le donne appartenenti
di gabriele d'annunzio... a chi non ha ancora letto le 'laudi
del canova. 9. concorre a formare il pronome relativo f. plur
dante, inf., 1-121: a le quai poi se tu vorrai salire,
tu vorrai salire, / anima ha a ciò più di me degna: / con
. 10. con funzione analoga a quella dell'agg. o del pron
di candiana e di mugnano / unirò a l'osteria de le due scale. spallanzani
, i-824: ignudo le membra agilissime a 'l sole ed a l'acqua /
ignudo le membra agilissime a 'l sole ed a l'acqua / liberamente, come un
ed apriva / gli occhi, e lasciava a mezzo il suo lavoro.
cielo d'alcamo, 118: i * a le vangele iurimi che mi sia a
a le vangele iurimi che mi sia a marito. 14. ant.
): questa è una gran villania a venire a quest'ora a casa le buone
questa è una gran villania a venire a quest'ora a casa le buone femine a
gran villania a venire a quest'ora a casa le buone femine a dire queste
a quest'ora a casa le buone femine a dire queste ciancie. 15
giorno, ii-1256: ecco le vaghe / a cui gli amanti per lo dì solenne
le bianche case. la giovine ostessa a la soglia / ride, saluta e mesce
persona sing. femm.). a lei, a quella donna (in funzione
femm.). a lei, a quella donna (in funzione di complemento
relazione, di vantaggio, di moto a luogo figur.); si trova per
avvenne che egli le 'ncominciò stranamente a piacere. bembo, 2-104: invece
di * lui 's'è preso a dire 'li ', e 'le'invece
ariosto, 1-49: ha tutto il mondo a sdegno, / e non le par
una diva scorrea lungo il creato / a fecondarlo, e di natura avea / l'
, 5-57: già inferma, pietrificata, a casa le s'incendiò un paralume,
peculio della famiglia, né dalla sobrietà, a cui ella aveva saputo avvezzare scartoccio.
71-120: due donne furo in roma. a ciascuna morì il figliuolo:..
:... l'una si diede a ricevere consolazione e piacquele essere consolata:
consolazione. novelle adespote, vi-327: a che disse la donna: -vogliamo noi
-lo donzello disse di sì. andarono a madonna nera, e disorle il fatto.
me: 'dille 'dicea, * a la mia donna / che mi diseta
ariosto, 30-78: riferille le parole a pieno, / ch'in sua scusa ruggier
tasso, v-54: ricordisi vostra signoria, a rincontro, quel ch'io le dissi
., 6 (90): vada a far le sue confidenze a chi le
: vada a far le sue confidenze a chi le piace. carducci, ii-8-145:
ringrazio dell'annunzio dei miei versi. a pena pubblicati, le ne manderò copia
. come particella pronom. di cosa: a essa, a quella cosa.
. di cosa: a essa, a quella cosa. dante, inf.
irato, / par che si prenda a scherno. manzoni, pr. sp.
di pron. pers. m.: a lui. boccaccio, dee.,
-con valore di plur.: a loro. trinci, 1-304: patiscono
aretino, vi-402: io ho tanta compassione a la mia pa- droncina dolce, io
ne spiegassi le ragioni, mi costrinsero a rivelarle tutta la verità. 7
di vedere teresa con sua sorella -sbigottitesi a prima vista fuggivano. io le chiamai
mettere in conto; e l'altre, a chi l'avea fatte, diceano che
e vostre armi, e le date a quelli che sono buoni. tasso,
le quali cose poiché l'ebbe ordinate a tutta sua volontà,... venne
le mie rime, da esser dette a donne liete e festeggianti non siano, io
che se le beve tutte, e a ognun dà fede: / e ci son
', rimbeccava questo o quello, a chi le dava, a chi le prometteva
o quello, a chi le dava, a chi le prometteva. paveset n-i-105:
/ che le vi reca amor com'a suo loco. boccaccio, dee.,
o false novitadi egli ode, / a crederle al compagno va bel bello.
... / la stessa grazia / a me di sua man dielle.
principio e piccolini, è poca fatica a levarli via, ma quando sono cresciuti,
. loredano, 5-144: corre alessandro primo a prender l'armi, / che le
foscolo, viii-211: le sono accuse astruse a provarsi, e nondimeno facili a credersi
astruse a provarsi, e nondimeno facili a credersi. manzoni, pr. sp.
so dire io che le non ci stanno a grande agio. carducci, iii-5-228
il crespo, il quale chiamarono selinada a similitudine delle foglie dell'appio, utile allo
mi sorpassano correndo dei ragazzotti coi calzoni a mezza gamba, che sembravano tanti coscritti.
ii-101: 'elaeagnus angustifolia'. foglie a lancetta ottuse, biancastre... '
giamboni, 8-ii-124: di'il tuo segreto a leale compagno, e il tuo male
leale compagno, e il tuo male a leale medico. guittone, 118-12: non
. abbracciavacca, xxix-16: acciò c'a lo signor di valimento / mon fall'avedimento
debiano imponere et impongano la decta gabella a tucti li tignitori del vermiglio e del
ad ubidirvi, che voi non sarete a comandarmi. vasari, iii-624: ne'
spada. d'annunzio, iv-1-372: a poco a poco... ero giunto
d'annunzio, iv-1-372: a poco a poco... ero giunto a riconquistare
poco a poco... ero giunto a riconquistare la mia primitiva libertà col consenso
mettevo il mio studio nell'esser leale, a qualunque costo, come altri nel fingere
, simpatico: insomma, un montanaro a prova di bomba. -in relazione
19 (68): sii leale a chi è leale a te, e sara'
: sii leale a chi è leale a te, e sara'sicuro di non fare
, prò'della persona e assai leale a coloro ne'cui servigi si mettea. giraldi
, 2-2-14: leai vassallo io sono a carlo, e bramo / ch'ei nel
allora sì gli comandoe tristano che vada a messer galvano lo leale per suo pregione
... che però non credono a cristo e alla chiesa, sono infallibilmente tutti
... / e dare confortamento / a lu leali amadori. guittone, vii-80
/ mizi 'l core e la mente / a sservir fermamente / tua signoria, amor
son più leale amante / che l'ermellino a la sua bianchezza. l. giustinian
b. corsini, 11-50: già che a convertire in risi i pianti / e
convertire in risi i pianti / e a disgombrar le fredde gelosie / si trovan
truovi chi... sia leale a quell'amico il quale usa ogni slealtà?
pulci, 14-78: la volpe maliziosa era a vedere, / e'1 can
ad altro in- tendea veramente, che a rimettere l'italia in istato. mazzini,
-). borgese, 1-395: -vieni a fare un giretto nel collegio? -disse
pintor per mano. 7. ispirato a grande franchezza, sincerità, coerenza (
pericolo. monti, iii-27: scrivo anche a mazza, significandogli la mia riconoscenza per
di ogni servitù, e tanto inclinato a rispettare e beneficare i suoi medesimi avversari.
fra i leali lettere circolari, invitandogli a venirsi a porre sotto lo stendardo reale
leali lettere circolari, invitandogli a venirsi a porre sotto lo stendardo reale.
venditore uno altro peso giusto e diritto a pesare con stadera diritta buona e leale
abbracciavacca, xxix-19: però vorria -vi fuss'a pla- gere / me servendo tenere;
quademucci sieno obbligati detti maestri e maestre a scrivere o fare scrivere la quantità de'
restiamo leali » disse margherita. « a che serve sofisticare? è meglio tacere
5-54: i buoni matti che lo trovano a piè d'un albero, o in
albero, o in un cespo, corrono a portarlo a chi spetta, con lealismo
o in un cespo, corrono a portarlo a chi spetta, con lealismo di contadini
spetta, con lealismo di contadini usi a sapere che le uova son proprietà della
, comunque, conservatore (in contrapposizione a rivoluzionario, irredentista, ecc.).
che il mio posto sarebbe là, a combattere e a morire per l'austria con
posto sarebbe là, a combattere e a morire per l'austria con gli altri
italia invece del cafone borbonico, se a questo punto non balenasse la scoperta geniale
xviii, si batterono contro gli insorti a servizio della corona britannica. =
per le vittorie, lealmente diede poi a ciascuno vittorioso, sì come era di
italiani buoni, attivi e appartenenti lealmente a noi per idee, additali in qualunque
officio portare e fare bene e lialmente, a bona fe'senza fraude in tutto e
: ecco bella mercede che rende cristo a chi tanto lealmente lo serve.
e fede in lei servire / lealmente a tutto el suo valore, / e non
, 17-2: chi voi vantaggio aver a l'altre genti / don'el cor lialmente
: ringraziata lealmente la sorella e raccomandatasi a lei, senza dire altro, le si
ne troviano, / io zuro lialmente a l'alto dio / che a tuti li
zuro lialmente a l'alto dio / che a tuti li cavalieri farò gran dano.
: abbiamo preso oggi... a dovere disputare prò e con tra, come
; ed è origine d'atroci dissidi a chi o per ignoranza o per arte
dirti questo, lealmente, per evitare a me e a te qualunque inganno doloroso
, lealmente, per evitare a me e a te qualunque inganno doloroso, qualunque pericolo
rustico, vi-1-119 (2-4): a voi, messere iacopo comare, /
/ e dice, se vendetta avete a fare, / che 'l farà di buon
non conviensi ad uomo magnifico e liberale a dimandare in dietro la cosa lealmente donata.
di virtù in virtù, in fino a tanto ch'elli veggono iddio apertamente e
del favor dimostratomi da quello conrisponde lealmente a la speranza che io aveva ne lo esser
. indritta lealtate / vogl'io usare a tutto mio podere. dante, conv.
leggi dicono, e ciò massimamente si conviene a lo giovane. latini, volgar.
buono uomo per difetto di fede andasse a perdizione. sacchetti, 339: se tutte
son sottoposti al suo giuramento, / a tutti a tre senza contesa o piato /
al suo giuramento, / a tutti a tre senza contesa o piato / ched e'
l'uno e l'altra per carità a non odiarlo, a volergli bene e
l'altra per carità a non odiarlo, a volergli bene e che stessero certi della
, anche amante, si colloca dinanzi a noi, vi è qualche cosa di artifizioso
di lasciare il mondo / e voglio a dio servire in lialtate. leonardo, 2-128
2-128: lealtà: le gru, a ciò che lor re non perisca per cattiva
agli arrivi, prudente troppo, approdante a certezze più chiesastiche che propriamente religiose,
certezze più chiesastiche che propriamente religiose, a culture di classe e di casta,
e di casta, francamente oligarchiche, a lealtà westminste- riane e canterburiane che lo
meritasse allori meno pallidi di quelli che convengono a sir john masefield, quale poeta laureato
torto. p. angiolieri, xvii-186-68: a la valente, ch'è donna d'
si comforti / e lealtate porti / a me, che le son dritto servidore.
cordiale preferibile d'assai per mio gusto a quella vernice di falsa gentilezza che la
dissi di volerle bene. -tenne ancora a mettere in rilievo la sua lealtà:
-portare, tenere, fare lealtà a qualcuno: essergli amico fedele.
puose in veritate / la sua bocca a la mia, sanz'altro arresto, /
, filiol de gloria, / dà a mi seno et memoria, / intendimento e
però dove la letteratura provenzale fu più a lungo e quasi esclusivamente coltivata, si
: salgono miti su da 'l verziere / a 'l balcone i leandri in rosei fiocchi
amor ch'io porto / nel core a quella, che sor tutte avanza / de
disia. gallo da pisa, xxxv-1-284: a piagi- mento, con fina leansa,
cor speranza; / und'io mi fece a lei fidel sugetto, / e l'
reposi in le sua mano / servendo a lei cum fede e cum leanza. lorenzo
chi, don- d'ella fusse; a cui con arte / ingannevole no, ma
con questa pitetta leanza, / carlo aspetta a san gianni il sempliciotto.
, / per voi, madonna, a cui porto lianza / più che non fa
leanza / e non conoscon ciò c'a loro è dato. fatti di alessandro magno
99: anche li antichi nostri dicono che a traditore non se de'tenere leanza.
/ se tu non servi la fede a colui / che no la serva né te
/ de mantenire lianza e eser amici / a tute l'ore. ivani, 60
-per mia, tua, sua leanza, a fede di leanza: sulla parola d'
te promissi qui davante; / ed a me tu farai lo simigliante. boiardo,
lo simigliante. boiardo, i-21-13: a fede di leanza, / aver guerra con
passare, 1 se non giurati, a la vostra leanza, / per una notte
leanza. -per nessuna leanza: a nessun patto. giacomo da lentini,
leardo. boiardo, ii-18-22: avanti a gli altri il re di sa- talia
/ che 'l pregio al vento e a la saetta tolle, / drizza la lancia
leti, 4-202: avvisarono i compagni a venire avanti, come fecero immantinente,
, venne la regina pure in carrozza a sei cavalli leardi e bellissimi. bresciani
gli amici... seguon dopo a due a due su leardi corsieri. quarantotti
... seguon dopo a due a due su leardi corsieri. quarantotti gambini,
ii-131: di corbi l'aer fiocca / a l'odor del leardo anzi moscato.
pel morello e chi pel leardo, a segno che di molte volte saranno 30,
gusto si giova per dar risalto, una a destra una a sinistra, al pelame
per dar risalto, una a destra una a sinistra, al pelame baio e falbo
. cecchi, 55: -e'ne cercono a fe'. -tu vuoi la baia.
i vitami di grecia, e comincia a maturare alla metà d'agosto; e perfezionata
leatico, uva che è delle più sollecite a maturare, si mantenne sempre immaturo fino
del peccato, / lebbe cosa è reputata a pensar che quello stato / nel qual
, tanto che gli ammalati erano costretti a vivere al di fuori del consorzio sociale
al di fuori del consorzio sociale e a portare una campanella alla gamba per segnalare
costantin chiese silvestro / d'entro siratti a guerir de la lebbre, / così mi
così mi chiese questi per maestro / a guerir de la sua superba febbre. cavalca
corpo; la pelle del viso cade a pezzi; le gambe e li piedi si
, caratterizzata da pustule ver- rucali o a foggia di porri, accompagnate da prurito,
lebbra del quartiere vecchio 10 ha contagiato a poco a poco e or pure gli androni
quartiere vecchio 10 ha contagiato a poco a poco e or pure gli androni dei
del peccato, dee sempre dare il nome a sé di lebbroso. massaia, x-131
di quello che esser ridotti in seguito a sollevarla. v'è interesse per tutti
certo lirismo d'immagini, uno scaldarsi a freddo nelle cose più semplici, e certe
poteva né doveva né osava toccare condannati a rintanarsi nei lor tuguri e ad esser
o sì lebbroso che la sua carne avesse a dispetto, e che gli ispiacesse,
che lebbrosa era, / che torna a te col corpo bello e netto.
el terremoto ed el re fuggì a casa sua e visse sempre di poi lebbroso
un fratello / lebbroso all'ospedale / a curargli il suo male, / a lasciargli
/ a curargli il suo male, / a lasciargli il mantello. -sostant.
boccaccio, i-520: cominciò... a liberare gl'indemoniati, a mondare i
... a liberare gl'indemoniati, a mondare i lebbrosi, a dirizzare gli
indemoniati, a mondare i lebbrosi, a dirizzare gli attratti. beicari, 1-26:
, e perciò i medici hanno giudicato a proposito di bandire i lebbrosi dalla società
s'incontra spesso: i lebbrosi: orribili a vederli tendere le mani rattrappite, mangiate
o indemoniato. alvaro, 17-245: a un certo punto la società vi mette
, e maria, non invitata, andò a ugnare que'santi piei con quello preziosissimo
quartieri e avevano messo un mercatino lebbroso a porta capena. = deriv.
all'aia c'era un sedile vicino a un vecchio lebe nel quale ristagnava un
del valore d'un tauro, e sculto a fiori, / premio alla prova delle
lèbrica), sf. region. rete a strascico per la pesca di crostacei.
se per un bacino lecanomanzia. a. verri [caffè], 442:
apotecii orbicolari, consistenti, sessili, a margine rialzato e colorato, e a
a margine rialzato e colorato, e a disco piano, simile ad una scodella o
al nome generico di acido, serve a denotare un principio speciale che si estrae
e sapevo che aveva dato delle lecche a parecchia gente. = voce tose
, sf. ant. somma corrispondente a centomila rupie. gemelli careri,
drizzando un'accademia di leccardia, si cominciarono a far conoscere per maestri e dottori di
e. gadda, 15-19: attinse anzi a giorni tal fase di fulgore e di
chiamati 'lecca-lecca 'e s'è messo a succhiarlo. = imp. di
scherz. pigro, neghittoso, buono a nulla. luigini, xlv-240:
di quelle due voci. lece a muffo, sm. ant. e letter
leccone; e si dice per ischerno a persona da poco e di vii mestiere
lo sterco e la mota; altri a piena voce lo chiamavano incendiario e patinario
leccapiatti. 2. servitore adibito a umili mansioni; sguattero. fagiuoli,
colle quirite fa il grosso giove trasformandosi a volta a volta in bue tenero e in
fa il grosso giove trasformandosi a volta a volta in bue tenero e in pioggia
: socialisti filoaustriaci che inscenarono nel 1898 a trieste una dimostrazione contro i liberali antiaustriaci
spregiativa: 'i socialisti austriacanti 'a trieste. nel settembre 1898 la polizia
caffè degli specchi in trieste. ciò fu a tempo dell'uccisione deh'imperatrice elisabetta di
interessato adulatore. moravia, 18-336: a questo punto voglio dirti che odio
aveva schizzato e donato un ritratto a matita. cattaneo non lo poteva sof
certi gusti regolari: fare lo schizzignoso a mettersi in bocca un pezzetto di bucchero
pezzetto di bucchero, e poi avventarsi a una cresentina, stata a ricevere in
poi avventarsi a una cresentina, stata a ricevere in una leccarda la pioggia d'oro
-vedrai, che bella costoletta sono riuscita a portarti;... vi ho fatto
790: un cane che allunga il muso a fuso / verso la splendida leccarda.
una academia di leccardia, si cominciarono a far conoscere per maestri e dottori di quanto
cosa che imposta gli fosse, se non a ritroso,... né guattaro
lui. lomazzi, 421: quel ch'a leccardi mangiatori piace. garzoni, 1-683
, tastare con la lingua; lambire a lungo, insistentemente (per lo più con
per quello lecare omo paresce, / k'a poco a poco lo va envenenando.
lecare omo paresce, / k'a poco a poco lo va envenenando. pulci,
ne venne il lione / e cominciava a leccare il destriere: / parea che
potuto, l'arei confinato in una cucina a succiar bora e a leccare strofinacci,
confinato in una cucina a succiar bora e a leccare strofinacci, poi che n'è
di terra alquanto sangue / sparto intorno a cert'ossa affatto nude. d. bartoli
e la strascina mollemente, si volta a leccare quella mano, e non sa
della stalla, l'aspetta il macellaio, a cui il pastore l'ha venduta un
4 lambire '], sebbene talvolta a tutti gli stili necessario. s'applica e
tutti gli stili necessario. s'applica e a cose solide e a liquido. gli
. s'applica e a cose solide e a liquido. gli animali, leccandosi la
pascoli, 633: da te non vengo a liberarmi un figlio / cui lecchi il
siete principesse da castagne, / solo avvezze a leccar minestre piene / di polpa,
che leccano il rame, giovano meravigliosamente a la bocca ed ai morbi che vi
di maggio è gonfio, e viene a morire con il mio cuore, leccando
rugiada destramente leccando con essa e radendo a dove di buon mattino ella si vede
sì ch'o vani o leggieri il corpo a pena / leccàr passando. d
nodo di quel furiosissimo vento, levarsi come a volo per l'aria, or niente
le opere] abbiano con sì fatta industria a leccarsi che ne riescano ricercate, imperoché
s'intenda / che aspettiam loda, e a noi piacciamo ancora. de sanctis,
: alcuni amano di pensare che, a modo del suo maestro virgilio, dante leccasse
di firenze, 8-95: dovete avergli a voi [le genti d'arme]
zena, 1-229: le stava sempre intorno a leccarla, a darle ad intendere che
le stava sempre intorno a leccarla, a darle ad intendere che lei si meritava carrozze
'. 4 è sempre in mezzo a quelle donne, a leccare. si contenti
sempre in mezzo a quelle donne, a leccare. si contenti di leccare '.
e tutta cascante, in tanto contraria a quello che parea poi che avuto avea spazio
. d. bartoli, 9-30-89: simigliantissimi a un fabbro,...
: ma mommon si lecca intanto / a la bella assiso a canto.
si lecca intanto / a la bella assiso a canto. 8. locuz.
culo, le scarpe, gli stivali a qualcuno: adularlo servilmente. nievo,
s'abbassava, come dice il volgo, a leccar le scarpe di nessuno. verga
cavezza e il basto: sottomettersi docilmente a un potere assoluto. giusti, 2-84
principesse e dame romane tutto il dì a leccar le graticcile de'loro confessionali.
loro confessionali. -leccare le mani a qualcuno: v. mano. -leccare
fiume / una faccia di donna protesa a sorridere / e un idiota leccarla con gli
parlando. -leccare qualcuno da capo a piedi: colmarlo di gentilezze.
si dice, per metafora, di colui a cui piace una donna, per significargli
-non essere degno di leccare le scarpe a qualcuno: v. scarpa.
per realizzare le proprie ambizioni bisogna impegnarsi a fondo e avere il coraggio di rischiare
, tornando dal desinare di messer bonaccorso a casa sua, queste parole,
queste seccature / e non mi state a far la leccasanti. tommaseo [s.
, 3-108: [la formica] cominciò a ripetere gli argomenti della mosca, e
altro cacciatore in villa, ci diede a divedere che il valore degli uomini dipende
tutto quel bene per legge è toccato a simone: e quel cencioso, quel sozzo
, 1-94: la zina sporgeva le labbra a trombetta verso la mammina, e giù
viani, 19-188: una bella leccata a tempo poteva liberare uno dalla morte.
p. giovio, 4-i-199: ma a dirvi el vero è neciessario, che
rivela una esagerata meticolosità nella ricerca formale a scapito della naturalezza dell'espressione o del
. f. d'ambra, 40: a nessuno porga molestia, / questo tal
non macula / già la commedia. a. f. doni, 6-146: le
, piacque in ogni sua pittura, perché a sufficiente beltà unì un non so che
', per favellare leccato e tenere altrui a bada colle ricercate parole. 5
perlustrazioni di cani fiutoli / leccatori incaloriti testa a coda / che si esercitano a montare
testa a coda / che si esercitano a montare. 2. per estens
superficie. bresciani, 6-vi-42: il leone a quei dolci morsi 1 talora apriva gli
più [delle chiocciole] sono dipinte a capriccio, o granite, gocciolate, moscate
e d'ogni sorte / ricevimento e leccazampa a corte. / leccazampa dicean le bestie
speranza o paura. delle donne grazie a dio non si dice. rovani, ii-796
quella virginità è sacrifìcio e offerta a iesu cristo, che non ha il cuore
è nato o che ha la residenza a lecce. 2. zool.
leccese: varietà indigena di tabacco adatto a produrre polveri da fiuto e trinciato per
. contentarsi d'una capanna in mezzo a una lecceta o sull'orlo di una lama
, perché uno potesse farsi la sua vita a modo suo. cinelli, 2-106:
forme; cfr. faggeta (accando a faggeto), pineta (accando a pineto
accando a faggeto), pineta (accando a pineto), albereta,..
nel leccieto de la via che ne va a la pieve a san giorgio, in
la via che ne va a la pieve a san giorgio, in fino a quella
pieve a san giorgio, in fino a quella che ne va per le coste.
di marzo, e passavi ore e ore a cercargliene nel lecceto. 2
leccheggia lemme lemme. / questa mancanza a che vuol ella alludere? d'alberti
nella bocca, come lec- cheggio vile a un cucciolo, la specie eucaristica che si
ch'oggi ancor usa di fare, tu a vizio e a peccato ascrivi, sì
di fare, tu a vizio e a peccato ascrivi, sì come sono i balli
d. bartoli, 9-30-292: dunque, a svellerlo [il male] fin dalle
. caro, 14-83: scherzino intorno a ciò le favole e i greci,
: -fatto questo, sarebbe necessario persuaderla a mostrargliene gratitudine, per veder se ci
se ci fosse modo di tirarlo appoco appoco a corrisponderle. -lascia pur fare a me
appoco a corrisponderle. -lascia pur fare a me. -se questa faccenda ci riesce
faccenda ci riesce, ho pensato poi a qualche altro lecchetto che dovrebbe suscitarle l'
che in altri tempi avrebbero pur bastato a farmi arrostire vivo una dozzina di volte almeno
. ant. rifinito minuziosamente, portato a una grande raffinatezza (un dipinto,
: « quel ragazzo ha cominciato presto a far il lecchino con le donne; quante
tino, che ne ami sei, / a canzonarle tutte come fai? / se
, il lezioso colle donne. anche a pisa. 2. adulatore,
mi dà, rubando l'abietta sudiceria a quell'altro piccolo cattivo soggetto di catania,
! / o che 'un s'è messo a di', questo lecchino, / che
, della famiglia cerangidi, lungo fino a un metro, di colore verdeazzurro e
) di colore bruno nerastro lungo fino a m 1, 80, ovoviviparo, vivente
xvi. in un cartello di sfida a duello del 1530, parlandosi del luogo e
detto: * e vi sia una leccia a uso di giostratori vera tela chiamate '
pur selvatico, ma piccolo, buono a spalliere basse, e non cresce molto.
pur selvatico, ma piccolo, buono a spalliere basse, e non cresce molto.
leccio. salvini, 15-3-189: a i pozzi o agli alti / stagni comanda
stagni comanda che le gregge vadiano / a ber l'acqua corrente ne'leccini /
piccolo, di colore giallastro, buono a mangiarsi, così detto dal fare nei lecceti
leccino... esso è facile a riconoscersi dal suo folto e verde fogliame,
gli alti lecci. fanioni, i-196: a te consacro questo pin, che inalza
del leccio: così grosso, che a fatica si riusciva a cingerlo con le braccia
grosso, che a fatica si riusciva a cingerlo con le braccia. 2.
i lecci per traverse, puntelli e pali a sostenere. salvini, 13-145: di
tosto farla di leccio, perché è consecrato a giove. salvini, 39-i-48: gli
da mano / e sottile cordin così a mal modo / di lieve crine attorno
affettano di farsi odiosi più che possono a tutta la famiglia, inventando le più
quel poco che ei ne dice lo dice a maraviglia e con tanta grazia, con
non un lusingamento di stoltezza, che a bella posta 1'avveduta natura aggiunse a
a bella posta 1'avveduta natura aggiunse a quelli che novellamente nacquero, acciò,
lomazzi, 512: gatto non tosto a boccon lecco corse. f.
. i. frugoni, i-6-305: vengono a te, vengon le muse; ed
il lecco: con difficoltà si rinuncia a un piacere che sia stato assaporato anche una
maggiorato l'importo del capitale. a. cavalcanti [gherardini]: il 4
o trenta. guerrazzi, iii-72: così a lui fu rivelata la moltitudine infinita degli
alberto, 92: or tu eziandio a tanti tuoi pericoli aggiugner potesti che tu riputassi
lecconi. bresciani, 6-xiv-82: venne a quelle taverne ove si bee e si
è un goloso tale che parrebbe disposto a leccare i rimasugli di quelle vivande che
2. adulatore, piaggiatore. a. f. doni, 3-172: voi
ermellina, accostandosi al leccone, comincia a ragionare amorosamente col detto gherardo.
ch'egli ottenga il suo intento, a chi ne promette una fetta [di cacio
[di cacio parmigiano], ed a chi ne promette un'altra; e molti
, ghiottoneria da leccone e ghiottone. a. casotti, 1-3-26: la mia
, 9-153: la leccornia / del pigliare a credenza non t'inveschi. gioia,
, iii-170: le scimie, allorché vanno a rubare il miglio, il riso od
dossi, 2-ii-795: ancora ti ostini a negare alla mia leccornia nuovi manicaretti della
per adescar quei cristiani, lasciati andare a qualche cosetta di più, perché per
dalla leccornia dei presenti inglesi, concorrevano a stormo. 4. guadagno,
questo leccume, / sin dalle fasce a mangiar ci avvezza. magalotti, 9-1-254:
fracasso che han fatto, per averci insegnato a mangiare i nidi delle rondini della china
,... si vedranno ridotti a star a scuola di leccumi sotto un aretino
.. si vedranno ridotti a star a scuola di leccumi sotto un aretino. tommaseo
davanzali, ii-495: spolpano [le barbatelle a capogatto] e disertano la vite,