può suddividere in lamine, che tende a sfaldarsi. targioni tozzetti, 12-4-93
fissile, della specie detta coltellina, a strati disturbati indicanti un'antica rovina del
voce dotta, lat. fissilis * facile a fendersi '(da fissus, part
fissionàbile, agg. fis. idoneo a subire il processo della fissione (il
parti entra, per tutto penetra, a tutto si diffonde; e però è vano
quale quanto più è minuta, simile a le ponte de l'acora, tanto
strinse e premette lo intelletto dello autore a guatare negli occhi di beatrice, ch'erano
hanno tanto la fissione allo amore proprio e a quella cosa che eglino appetiscono, che
ter naria o quaternaria, a seconda che i frammenti sono,
nucleo dell'uranio, in seguito a un bombardamento con neutroni, si
, la cui somma è uguale a quella dell'atomo bombardato. =
siano gemmipari o fissipari od atti a moltiplicarsi in altro modo. =
che si fonda sull'uso di arnie a favo fìsso nelle quali le api costruiscono e
beltramelli, iii-56: il vento cade a tratti, senza ragione apparente, lasciando
, 3-59: ecco quel che succedeva intorno a me... sotto la fissità
sotto la fissità di quel lampione acceso, a ridosso del colosseo. e. cecchi
una scienza, di un'arte portate a stabilità mediante la definizione dei canoni che
spere sopra fissi poli, / fiammando forte a guisa di comete. idem, par
specchio farvi per mio danno, / a voi stessa piacendo, aspra e superba.
/ ch'or tempesta crudel nel mezzo a tonde / assalta e frange, ebber
, 9-83: à da sopperire al compagno a cui non deve mancar nulla, a
a cui non deve mancar nulla, a cominciare dalla gardenia ogni giorno fissa all'
sopraggiunta, / con atti e con parole a poco a poco / le scopre il
con atti e con parole a poco a poco / le scopre il fisso cuor di
, le zampe piantate nei sassi, a guardarci. -soffocato, impedito,
, 13-i-349: tutti io non posso discoprirvi a pieno, / né pur quel sol
sua origine precipita d'ordinario e va a combinarsi colle sostanze terrestri e coll'acqua
degne di qualunque briffalda. -cravatta a nodo fisso: cravatta col nodo giù
: preso per la strozza dalla cravatta a nodo fisso e ingombro con ogni tempo del
ecclittica. pindemonte, 234: volve a te pur d'intorno il seminato / d'
le stelle fisse / che tra'cristiani a tradigion morrai. tasso, 4-20: ned
tanto viva, / che venus pare a chi ben la riguarda. / in fra
è più diva / di luce presso a lei ed è nel cane / e «
onde si deduce che gli astri sono a smisurata distanza. 3. che
fissi e domiciliati. giusti, 3-146: a questo punto... finsi un
cercarlo in due mesi che stetti fisso a livorno. pavese, 1-50: sono uno
mi davo una ripulita, ho mandato a casa, per sapere se era a
mandato a casa, per sapere se era a tempo pel pranzo, ed emanuel è
tempo pel pranzo, ed emanuel è venuto a dirmi di sì: sono andato
costante- mente verso una precisa direzione o a un oggetto determinato (l'occhio)
gli occhi miei fissi e attenti / a disbramarsi la decenne sete, / che gli
pulci, 4-56: ulivier nulla rispose a rinaldo, / abbassò gli occhi,
, 4-275: psiche senza far motto a terra fissi / tien que'bei lumi,
. d'annunzio, i-697: ella teneva a terra gli occhi fissi. alvaro,
acuti, vivi, ridendo fisso, guardando a sé dinanzi, me, il sedile
cartilaginoso! nieri, 146: tutto a un tratto ti scorgo da quell'altra
da quell'altra parte nella fossa, a piè d'un ontanello, mezzo avviticchiato
al letto, guardandoci fisso, pronto a saltar via per la finestrella donde era entrato
iv-2-15: gli occhi li teneva sempre a terra: si guardava la punta dei
scalzi. quando li sgranava in viso a qualcuno, sgomentavano: c'era dentro qualche
moravia, ii-13: facevano proprio pensare a uno di quegli attori che anche fuori
con zelo, fervore, tenacia, a un particolare oggetto (lo spirito,
boccaccio, i-95: fiorio simigliante- mente a niuna cosa, stando in montorio, aveva
e tenere gli occhi della mente fissi a quello che ha più amato e che
sua grazia, con la scorta delle scienze a me non del tutto ignote e con
del mangiare. serra, i-3: innanzi a un libro, tutto l'interesse della
. prendere la fissa: andare soggetto a una fissazione o a un'infatuazione.
: andare soggetto a una fissazione o a un'infatuazione. buzzati, 6-194:
due larghe striscie di cuoio bianco che, a doppia bandoliera, erano destinate a reggere
, a doppia bandoliera, erano destinate a reggere la sciabola e la giberna.
; ma, una volta formate entrano a far parte della costituzione del soggetto,
del soggetto, e funzionano come forme a priori del pensiero. e. cecchi
1-392: le donne si capiva che andavano a trovare parenti funzionari in qualche ministero,
o comunque era tutta gente che andava a roma a sbrigare delle pratiche funzionariali per
era tutta gente che andava a roma a sbrigare delle pratiche funzionariali per sé o
compagnoni, i-34: rendere ragione a poveri cittadini nelle loro vertenze..
]: i pubblici funzionarii si avrebbero a male se il privilegio della contagione gallica
rispettabilissimo, perché ser viva a tenere soggetto il popolo, e facilitava il
po tere burocratico; tendenza a moltiplicare i fun zionari e
complesso di compiti o di attribuzioni spettanti a un determinato ente, ufficio o autorità.
vero che cospicua rimane la distinzione fatta a noi del convitto pubblico col papa.
esercizio delle lor funzioni, passavano innanzi a vescovi ed arcivescovi, non che ai
prescrittemi. casti, ii- 1-31: a te vogl'io / la custodia affidar del
, 304: nessuno avrebbe mai pensato a contestarle le funzioni di padrona di casa
di casa. -compito, ufficio inerente a una determinata attività o specifico di un
arte il poeta comico o satirico coglie a volo e raccoglie nella memoria, sorprende
con ampie tasche, controspalline e rinforzi ridotti a funzione semplicemente decorativa data la vita sedentaria
semplicemente decorativa data la vita sedentaria a cui era costretto in quegli ultimi tempi.
redi, 16-iv-194: anticamente i condannati a bere il veleno erano soliti di lavarsi
l'ampissimo verone / della torre scoperta a suo piacere / lo maneggiava; ed
/ gli stava sopra, ed or posta a sedere. / e fatta spesso questa
, con l'uzzolo d'un vecchio a cui manca il meglio, dietro la politica
. vittorini, 3-136: è bravo a... riportare rubinetti, lavandini,
che si adunino ne'luoghi consueti, a tutte le tornate solite, e ogni volta
che il bisogno lo ricerchi. che a tali adunanze e publiche funzioni non si
principe, con particolari lettere di ringraziamento a sua eccellenza, e se altra funzione
, 285: la corte andrà mercoledì a vindsor, dove io mi trasferirò per vedere
alla funzione, quando un eclissi sopraggiunse a spaventar per modo i chinesi ch'egli
e donata balbettava la preghiera in mezzo a loro per poi imitarle. il signor
forzato dall'imperio della republica, s'indusse a conceder loro comodità di chiesa e di
anche in certi determinati giorni pubblica udienza a chiunque vadi. verga, ii-358: ah
'sacra città del vaticano ', a prendere sua eccellenza il principe filippo.
le rendono convulse e irrigidite e inabili a fare le loro funzioni. casti, i-2-28
'funzioni naturali', quelle che sono necessarie a conservare la vita o a trasmetterla nella specie
sono necessarie a conservare la vita o a trasmetterla nella specie; 'funzioni
processo [della paralisi] che tende a diffondersi, andrà parzialmente e progressivamente privando
facoltà o funzioni dello spirito, corrispondenti a due diversi ordini di oggetti o prodotti
la funzione del 'film 'parlato a stabilire un canone di pronuncia: questione
due variabili x e y che associa a ogni valore assunto dalla x (variabile
si legge y funzione di x. -funzione a un valore o monodroma o univoca o
univoca o uniforme: quella che associa a ogni elemento della variabile indipendente un solo
solo elemento della variabile dipendente. -funzione a più valori o polidroma o plurivoca o
plurivoca o pluriforme: quella che associa a ogni elemento della variabile indipendente due o
qual si sia modo mischiato o pur no a delle costanti. -disus. prodotto
che la lega alla struttura sintattica contribuendo a specificare il significato complessivo della frase stessa
entrare o mettere in azione, cominciare a funzionare (un congegno, un meccanismo
). monti, ii-135: quanto a fouché., il suo contegno quando
... non altro potevano che adoperarsi a metter pace fra le due parti.
, essere strettamente legato (con riferimento a persone o anche a concetti, a idee
(con riferimento a persone o anche a concetti, a idee, opinioni,
a persone o anche a concetti, a idee, opinioni, ecc.)
fuori del mandato, dei poteri concessi a un funzionario (con partic. riferimento
funzionario (con partic. riferimento, a funzionari di polizia). foscolo,
, tr. (fuochétto). mettere a fuoco i vari piani di un preparato
/ per la sua forma ch'è nata a salire. boccaccio, dee.,
e 'ntomo a'sassi / e dentro a le caverne i flutti e i fuochi.
scoppio che diresti di cento artiglierie chiamò a guardare il vesuvio, e fu vista
/ oggi fra noi, rassomigliar potrassi / a fatuo foco, a tremula facella,
rassomigliar potrassi / a fatuo foco, a tremula facella, / che sovra luoghi uliginosi
, xxii-632: quelle farfalle mobili / a ogni leggiero vento, / quei veri fuochi
calle. nievo, 348: brillava a tratti come un fuoco fatuo di cimitero
in una sera lontana della sua puerizia a traverso un terreno solitario s'era sentito
sua passione per i fuochi fatui ci spingeva a lunghe marce notturne per raggiungere i cimiteri
errore aperto, / nel qual cresciuti siete a poco a poco. ariosto, 34-9
/ nel qual cresciuti siete a poco a poco. ariosto, 34-9: pur troppo
quei dannati al foco, / questi a la gloria destinati in cielo. diodati [
, ma sarà ancora sommamente giudizioso a punire con proporzione. for
, del quale non sussistevano prove, a mettere la mano o a entrare fra
prove, a mettere la mano o a entrare fra le fiamme di un rogo.
della prova del fuoco fosse stato sottomesso a quella dell'acqua. foscolo, viii-59
umana giustizia alle liti civili sottoposte sino a quel tempo ai giudizi arbitrari dei nobili
di carbone, ecc.), adibito a usi particolari (per lo più domestici
accendono il fuoco, e parte ne vanno a cacciare. pulci, 4-8: io
fuoco. caro, i-304: tutti intorno a gran fochi si stavano il giorno,
si stavano il giorno, e la sera a veglia fino al cantar de'galli.
iii-167: sudate, o fochi, a preparar metalli, / e voi,
i-56: io mi cucinava da me a quel fuoco della polenta. collodi,
maestro andrea pisano, e gittate furono a fuoco di fornello per maestri viniziani.
priemi e poni in vaso di rame a fuoco. trattato dell'arte del vetro,
, e l'ultima volta si fonde a gran fuoco. biringuccio, 1-17: con
rinetta del tutto, ma ancora dorata a fuoco. ricettario fiorentino, 115: si
. ricettario fiorentino, 115: si cuocono a fuoco lento, tanto che il zucchero
per le braccia, e arso vivo a fuoco lento sotto a'piedi. pallavicino,
feccioso in una massa d'argento, attendiamo a ciò che 'l fuoco, separator eccellentissimo
fuoco, separator eccellentissimo, vi consuma e a ciò che vi lascia. milizia,
vetro di cobalto, e serve per dipignere a fuoco, o in ismalto, a
a fuoco, o in ismalto, a olio ed a tempera. d'annunzio,
o in ismalto, a olio ed a tempera. d'annunzio, v-1-392: la
la fibra del legno, non piegato a fuoco, trasmette immediatamente l'intenzione della
comprato adesso è veramente superba. verniciata a fuoco, di nero. michelstaedter, 112
ferro sapevano a forza di fuoco, di martello e di
era rimasto prigioniero. lasci ch'io vada a fare il desinare, acciò non si consumi
; / sì se consuma corno cera a foco. ricchi, xxv-1-270: m'agghiaccio
sole esprimeva dalle rare erbe alpestri, simile a un farmaco possente, accelerava il ritmo
al continuo fuoco dei riflettori, si dimagriva a vista d'occhio. govoni, 3-40
: gli avversari di messer corso gridarono a una voce: muoia il podestà!
fosse il fuoco, e un altro rispondesse a lui di sì, non saprei bene
ardere. pulci, 12-28: « a sacco, a fuoco, alla morte,
pulci, 12-28: « a sacco, a fuoco, alla morte, a furore!
sacco, a fuoco, alla morte, a furore! ». / e misse
». / e misse tutto parigi a romore. ariosto, 36-3: io non
pareva che tutte le campane del mondo, a un tratto, sonassero al fuoco.
gli occhi alla finestra, / quasi a vedere il lustro della vampa, / ad
vampa, / ad ascoltare il martellare a fuoco. d'annunzio, iv-2-220: il
la città. guerrazzi, 5-45: a mo'di guardie del fuoco che si
di guardie del fuoco che si affrettino a spegnere lo incendio. 8. rogo
partic., quello per i condannati a essere arsi, e la pena stessa)
condannare, mandare al fuoco: condannare a essere arso sul rogo. dante,
non rinnegherò, se tu mi facessi divorare a bestie, ovvero morire a ferro o
facessi divorare a bestie, ovvero morire a ferro o per fuoco. valerio massimo
/ che fra un mese, oggimai presso a finire, / l'iniquo accusator faccia
1-112: parevano andassero... a nozze, a trionfi, quando erano
parevano andassero... a nozze, a trionfi, quando erano condotti à patiboli
, quando erano condotti à patiboli, a ferri, a fuochi. botta,
erano condotti à patiboli, a ferri, a fuochi. botta, 4-403: gli
le sue sorelle non uscirono in giardino a guardare i fuochi che punteggiavano le colline.
v'è; e poi dormirò intorno a quel buon fuoco. rosa, 74:
178: sedevano tutti adunati in cucina intorno a un bel fuoco, aspettando che si
: il foco scoppiettava fumigante e s'ergeva a spire vorticose fino alla spranga trasversale di
idea da le sedie d'egitto trapassante a li nostri altari et a li nostri fochi
egitto trapassante a li nostri altari et a li nostri fochi. buonarroti il giovane
, essendovene di quelle che arrivano appena a duecento fuochi. giannone, 1v- 143
[milizia] composta di soldati, che a proporzione de'fuochi eran tenute l'università
nostri antichi dazi aboliti, e ridotti a quindici carlini a fuoco: oggi,
dazi aboliti, e ridotti a quindici carlini a fuoco: oggi, oltre le gabelle
, oltre le gabelle, pagansi cinquantadue carlini a fuoco. beccaria, i-420: si
i-420: si numera la popolazione numerandola a case o fuochi, come si suol dire
centro, la parrocchia, raccoglie appena intorno a sé tre o quattro fuochi. bocchelli
casalberti, i-42: io miliadusso baldiccione pagai a simone sardo, de'miei propi denari
ditto simone sardo me li fe'iscontare a niccolao da riglione, ch'è essattore
, ch'è essattore lo ditto niccolao a ricogliere la moneta de'ditti fuochi.
in cima del doppierò, / splende a lo suo diletto, chiar, sottile.
firenzuola, 283: [venere] avuto a sé quel suo figliuolo,..
, 8-25: notte mi parve, ed a lo sguardo fioco / / s'offerse
vetturetta, carica di manifesti sovversivi, scorazzava a zig zag, tutta scossoni, stacciando
. grazzini, 2-110: un giovane a sedere, pur di fuoco vestito e di
goccia, di quel fuoco lontano, durava a persistere nell'intrico nero delle ramaglie.
una nebula di colore di fuoco, dentro a la quale io discemea una figura d'
figura d'uno segnore di pauroso aspetto a chi la guardasse. intelligenza, 24:
difesa / ed or da'dardi attendeva a schermirsi; / avea la faccia come
miro la eterna luce che si va a poco a poco perdendo nell'estremo orizzonte
eterna luce che si va a poco a poco perdendo nell'estremo orizzonte tutto raggiante
non sì ratto varca / da nube a nube il saettato foco, / come dell'
ve- scosi, che si levano infine a la terza regione dell'aire,.
16-38: trenta fiate venne questo foco / a rinfiammarsi sotto la sua pianta. buti
, ii-2-55: così cen portan gli anni a poco a poco, / e'più
così cen portan gli anni a poco a poco, / e'più si muoion prima
fochi siderali / si spengono per entro a una divina / umidità. -sfera
'insin al foco'; cioè infine a la spera del fuoco. frezzi, iv-2-95
molza, 1-222: mille color diversi / a sé tragge sovente, in ciascun loco
e perciò detto fuoco elementare, cioè a dire privo d'ogni mistione d'altre materie
questi altri spiriti, che sono dentro a questi fuochi. 20. esplosione
machiavelli, 165: monsignore di fois a ravenna morì di ferro e non di
, 1-103: la moschetteria si ordina a sei file d'altezza... per
mostro di guerra / che tre imperi commette a la fortuna. -vascello da
: si fece un po'di zaino a terra... per far largo a
a terra... per far largo a truppe di ritorno dalla linea del fuoco
bocca, n. 16. -scontro a fuoco: v. scontro. -figur
federico guglielmo di prussia provava ripugnanza a mandare al fango e al fuoco i
un fuoco lavorato, pensando bene che a zuffa conveniano venire. guido da pisa
bisticci, 3-51: era in quel tempo a napoli un ingegniere e maestro di fuochi
e di genti assuefatte nella marina ed a maneggiarsi in questo esercizio, le mandò
padre... doppo la luna piena a vedere i fuochi artificiosi che faceva quella
padre nel suo palagio per almen tre giorni a vedervi una delle maraviglie dell'ingegno cinese
giganteschi. barilli, 2-26: intorno a noi non ci sono gli spari,
ingegnere che inventò il fuoco greco equivaleva a più di cento armate. d'annunzio
i vostri giorni, / ché giovinezza passa a poco a poco: / 10 ve
giorni, / ché giovinezza passa a poco a poco: / 10 ve ne priego
fu quella, e debil foco. a. cattaneo, ii-152: un giovane
concepì fuoco sì indegno, che giunse a quegli eccessi più enormi da far inorridir la
lasso! che mai son io? che a lento fuoco / già mi consumo.
fede. brancati, 4-11: andava a stracciarsi il petto e la faccia dietro la
fra il desiderio di aprirla e la riluttanza a compiere un atto disonesto. « chi
mentre l'un l'altro segue, escono a gallo: / ogni loro atto sembra
morte seconda / fu degna di venire a questo gioco. passavanti, 226: i
sepolcro mantiene il fuoco della virtù. a. martini, i-10-196: si accese dentro
; vigore giovanile, pronto ad accendersi a sentimenti estremi e ad azioni improvvise e
un giovinetto ancider, forte / gridando a sé pur: « martira, martira
, 8-281: consentì di suo consentimento a la tentazione, più e più volte,
, di modo che il fuoco cominciò a lavorar dentro al seno di tutti e due
padre, tanto gran valore di gioie a un giovine, il quale è tutto
e non ha ancora trenta anni? a. f. doni, 380: uno
di sodisfare al suo desiderio, corre a farsi nominare in qualche leggenda. agostini
cui è capo un uomo non pari a manzoni per facoltà letterarie ed artistiche,
per facoltà letterarie ed artistiche, ma a lui superiore pel carattere, pel foco
le colonne di fumo che n'escono a quando a quando sono un ricordo del
di fumo che n'escono a quando a quando sono un ricordo del passato.
: tràmi d'este focora, se feste a bolontate. monte, ii-379: in
foco de'martir,, mentr'io son a mirarvi intento e fiso. 5.
foco al pari infiamma / la mente a chi s'abbevera a la fonte. algarotti
/ la mente a chi s'abbevera a la fonte. algarotti, 1-135:
: il fuoco della poesia è destinato a pochi dal cielo. rajberti, 2-114:
, 4-78: in questo tempo non solamente a roma cotali cose si facieno, ma
, i medici... e altri a ciò ordinati assalirono lo scrambilla. rinaldo
coceva il remoto dell'ale- magna. a. f. bertini, 5-4: i
inghilterra... fu però la prima a soffiare il fuoco della discordia. leopardi
punto dell'asse ottico in cui vanno a convergere i raggi o i prolungamenti dei
, del quale non volle giammai disfarsi a causa della sua rarità. pea,
ammasso di fibre strappate. -essere a fuoco: essere messo a fuoco. -per
-essere a fuoco: essere messo a fuoco. -per estens.: essere
che sempre gli tremava, gli occhiali a 'pince-nez '. l'immagine lontana
ragazzetta in vespa... fu subito a fuoco. -cinem. fare i fuochi
-cinem. fare i fuochi: mettere a fuoco successivamente i vari oggetti da riprendere
riprendere durante una ripresa. -mettere a fuoco: regolare l'obiettivo di una
di mano in mano ma nessuno riusciva a metterne a fuoco le lenti. calvino,
in mano ma nessuno riusciva a metterne a fuoco le lenti. calvino, 7-160
7-160: con qualche accorgimento migliorai la messa a fuoco del mio telescopio.
anche in questa parte raccogliendo e mettendo a fuoco molteplici pensieri e tentativi anteriori che
, fino ad oggi, sia più capace a coordinare e mettere in foco gli elementi
problema,... che a proporre di tali problemi una ragione personale
un turbamento e l'altro; mettere a fuoco quel 'quasi 'in cui si
si tradisce la colpevolezza. -mettersi a fuoco: rivelarsi, chiarirsi. baldini
i-571: [firenze] pensa da sé a méttertisi così perfettamente a fuoco da stimolare
pensa da sé a méttertisi così perfettamente a fuoco da stimolare le tue capacità migliori
linea degli apsidi ap dovrà intendersi rivolta a quei medesimi due punti del firmamento.
la somma dell'inclinate da i fuochi a qualunque punto della curva, e la
. sapore forte del vino che incomincia a inacetire. soderini, i-467: quella
ordinariamente quando il vin si ripone entro a botti che abbiano questo odore [d'
caldaie dell'apparato motore di una nave a vapore. d'annunzio, iv-2-1345:
sentisse ancóra passare sopra sé le torpediniere a fuochi spenti in rotta verso i porti
medicina scritta da amec, e vale a ogni passione fatta da collera e flemma
ha non ostante con raddoppiamento di lavoro a ricorrer poi ancora al ferro.
in un gioco infantile, si indica, a chi cerca, la lontananza o la
era nascosto e bisognava rientrare nella stanza a cercarlo. « fuoco » quando siamo
. caporali, i-32: un pistoiese a ruota, un giacco a fuoco.
: un pistoiese a ruota, un giacco a fuoco. -accendere il fuoco
. -aggiungere fuoco, legna, zolfo a fuoco: attizzare discordie, peggiorare la
animo no è piò che legnie cresciere a foco. albertano volgar.,
odio entrato in costoro, aggiunse zolfo a fuoco, come uomo di stirpa di
angue. botta, 4-445: aggiungendo fuoco a fuoco, vendetta chiedeva. carducci,
fuoco per una persona: essere pronto a fare per essa qualsiasi cosa. cino
qualsiasi cosa. cino, iii-138-6: a ciò ti prego, metti ogni vertude,
42: se ogni loro cosa andasse a fuoco, non pare che se ne curino
sposar, se andasse tutta la casa a fuoco. -andare col fuoco { un
, che va col fuoco, / ch'a cielo e a terra e a mar
col fuoco, / ch'a cielo e a terra e a mar si fa dar
ch'a cielo e a terra e a mar si fa dar loco.
dar loco. -andare col fuoco a un luogo: andare per incendiarlo.
. -appiccarsi, attaccarsi il fuoco a una cosa o in un luogo:
de roberto, 180: don blasco, a cui il fare da moralista del nuovo
. -attaccarsi il fuoco alle natiche a qualcuno: dare in ismanie.
fiamma. vasari, i-91: bisogna a chi lo lavora [il porfido]
: 'avere il fuoco al culo', quando a alcuno preme e cale un affare.
e cale un affare. -bollare a fuoco: imprimere un marchio col ferro
quale il fu marchese bolla sua moglie a fuoco ed esprime il sospetto ch'ella sia
perdo ranno e sapone, sarei pronto a buttare tranquillamente sul fuoco tutti i fogli
fuoco: dare ordine di sparare (a una schiera di soldati, in combattimento
. -covare il fuoco: sedere a lungo e in ozio davanti al focolare
-dare del fuoco, un po'di fuoco a qualcuno: per accendere sigari o sigarette
, attaccare, appiccare, porre fuoco a qualche cosa: provocarne la combustione 0
g. villani, 11-118: misono fuoco a capo de'due ponti di legname.
al fuoco, in cambio di mandarla a voi. sarpi, i-1-94: non so
papi, 1-6-34: seguirono 1 russi a ritirarsi e i francesi a incalzarli verso dorogo-
1 russi a ritirarsi e i francesi a incalzarli verso dorogo- bugi, a cui
francesi a incalzarli verso dorogo- bugi, a cui fu dai primi attaccato il fuoco.
dentro perché un altro ha dato fuoco a un fienile, deve stare attento a chi
fuoco a un fienile, deve stare attento a chi gli dà del tu. -vendere
tu. -vendere cose in fretta, a qualsiasi prezzo, senza preoccuparsi del profitto
e con pochi mezzi, s'aiutò a far denari di tutto, e dovendosi dar
in possesso dell'eredità patema avevano incominciato a dar fuoco a tutto quanto...
eredità patema avevano incominciato a dar fuoco a tutto quanto...; in
. soderini, ii-231: si dà a bere a coloro ai quali si dee
soderini, ii-231: si dà a bere a coloro ai quali si dee segare o
quali si dee segare o dar fuoco a qualche membro, perché se gli addormentino
, perché se gli addormentino i sensi a non sentire i dolori. olina, 75
avevo abbassato ancora tanto, che fussi a rincontro di lui, anzi era colla
/ favellando, al compagno, / parlando a chi ti viene ardito a fronte.
/ parlando a chi ti viene ardito a fronte.
-dar fuoco a fucili, artiglierie, materie esplosive,
gli scoppiettieri / parati da dar fuoco a ogni passo. ariosto, 27-24: come
, il primo che montava, dar fuoco a un dei falconetti. algarotti, 2-270
. dar fuoco, essendo ben bene a tiro, indi assalire con la baionetta
. -dar fuoco alla bombarda: cominciare a sparlare di qualcuno. pulci,
panziera, / ch'egli è tempo a dar fuoco alla bombarda. varchi, v-54
dar fuoco alla bombarda ', è cominciare a dir male d'uno o scrivere contro
, 6-14: io non ho che opporre a queste vostre repliche; ma sappiate che
-dar fuoco al vespaio: costringere qualcuno a uscire dal luogo che occupa. lippi
* dar fuoco al vespaio '. violentare a uscir fuora uno che sia dentro;
come segue, quando si dà fuoco a un vespaio, che le vespe son forzate
che le vespe son forzate dal fuoco a scappar fuori. -dar fuoco a
a scappar fuori. -dar fuoco a una faccenda: applicarsi con prontezza alla
fuoco alla discussione, e tutti cominciarono a prendere posto sui banchi.
gagliardia, duo cor di foco / sono a battaglia insieme a questo loco. b
di foco / sono a battaglia insieme a questo loco. b. davanzali, ii-132
appassionati]... d'esser costretti a presentar una copia languida e inanimata del
/ vide d'amor, che gli languiva a canto. casti, ii-1-5: forte
l'afferrò per un braccio, la trasse a sedere, le piantò addosso due occhi
berni, 6-72 (i-177): avendo a dir io, voi a sentire /
): avendo a dir io, voi a sentire / cose fiere e crudel,
(93): mi tocca a vedere e a sentire cose...
: mi tocca a vedere e a sentire cose...! cose di
, che e'non bisogna dormire al fuoco a scamparti dalle mani loro. 7
figura che dorma al fuoco. -essere a principio di fuoco: all'inizio di un
. cecchi, 1-1-151: orsù: ché a principio / noi siam di fuoco.
. lalli, 6-2: chi attende a far del fuoco e chi va a caccia
a far del fuoco e chi va a caccia. e. cecchi, 1-20:
1-20: faranno un po'di foco a riparo di due sassi, soffiandosi sulle dita
-cucinare. bocchineri, 1-12: cominciai a salire su per quel cantone del muro
, impugnava egli quel fucile che fatalmente a casteluuovo non fece fuoco? bocchelli,
pulpiti vegliavano le sentinelle armate e pronte a far fuoco. landolfi, 8-210: la
. buonarroti il giovane, 9-674: a questi tali mettere a'calcagni / vidi
] si dichiarasse. -fare fuoco a, contro, addosso a qualcuno:
-fare fuoco a, contro, addosso a qualcuno: sparargli contro con un'arma
menate smanie, e fate fuoco contro a chi nella morale non si tiene con queste
che arete letto la presente inserta, a fame fuoco. -perdere ogni speranza
il giovane, 10-916: contender seco, a lungo andar, non posso: /
farne fuoco. -fare fuoco sotto a un cavallo restio: accendergli un fuoco
, per non aver saputo scegliere il tempo a nuocergli, essendo il re di francia
, che bisognava altra acqua che coloro a spegnerlo. -farsi, diventare di
passione. tasso, 20-61: noto a più segni, egli è da lei mirato
ereticale, o almeno di notabile insulto a dio, conviene che tutti si facciano
siena, iii-144: voglio dunque che a questo abbiate una grande awer- tenzia,
, 3-199: la frotta... a un tratto fece un fuoco di riga
e il nencioni, non troppo avvezzi a cotesti fuochi di fila, se ne
fila, se ne tornavano la dimane a firenze, con uno sbalordimento ammirativo.
oscene e bizzarre, che da pistoia a rifredi tutto il vagone non fece altro
foco di paglia, ogni appetito. a. f. doni, 146: quanto
, 6-300: che cosa può importare a giulia di quei fuochi di paglia accesi da
per nulla affatto all'effetto che porto a lei? cardarelli, 1-81: dardeggia il
/ l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco / lo dichiari.
dichiari. -medicina da fuoco: atta a guarire le scottature. ricettario fiorentino,
e da bocca odorosissime. -mettere a fuoco, al fuoco: mettere a cuocere
-mettere a fuoco, al fuoco: mettere a cuocere (una vivanda); mettere
vi-11-156 (21-11): po'tornar a casa e dir al cuoco: / -to'
e pela, taglia, assetta e metti a fuoco. boccaccio, dee.,
): acconcia la gru, la mise a fuoco e con sollicitudine a cuocerla cominciò
la mise a fuoco e con sollicitudine a cuocerla cominciò. cennini, 25: poi
, 25: poi questo pignattello mettilo a fuoco che sia temperato, e chiumalo
lasciami camminare, che io ho ancora a porre a fuoco. pavese, 1-128
camminare, che io ho ancora a porre a fuoco. pavese, 1-128: la
grossa. -mettere, ridurre a fuoco, al fuoco: ardere,
sua città distrusse e rubò e mise a fuoco. frezzi, iii-10-111: redusse /
collenuccio, 37: tutta la metteva a foco e mina, e maschi e femine
la spada mandava. -mettere fuoco a una fornace, a una caldaia:
-mettere fuoco a una fornace, a una caldaia: iniziare l'operazione del
nel quale metteranno fuoco. -mettere a ferro e a fuoco: v. ferro
fuoco. -mettere a ferro e a fuoco: v. ferro, n.
ferro, n. 23. -mettere a fuoco e a fiamma', v. fiamma
. 23. -mettere a fuoco e a fiamma', v. fiamma,
fermo e lucia, 294: era pronta a metter la mano nel fuoco per quella
: / ché tal solev'usar meco a diletto, / che, s'i''l
si rischiare / prendendo foco e dona a altr'in vedire, / di questo son
adottrinato. saccenti, 1-1-51: abbrucia pure a un tratto o a poco a poco
: abbrucia pure a un tratto o a poco a poco / tutte le tue sentenze
pure a un tratto o a poco a poco / tutte le tue sentenze criminali;
. dati, 3-36: accorgendosi dov'andava a ferir questa prosa, prese fuoco e
6-115: pronto telesforo ad arrabbiarsi e a pigliar fuoco a tutte l'ore.
telesforo ad arrabbiarsi e a pigliar fuoco a tutte l'ore. -innamorarsi.
fuoco: comportarsi con leggerezza di fronte a gravi pericoli, a serie passioni a
leggerezza di fronte a gravi pericoli, a serie passioni a sentimenti autentici e profondi
a gravi pericoli, a serie passioni a sentimenti autentici e profondi. baldini
profondi. baldini, 5-47: a meno che non si tratti d'una scioc-
recitando. comisso, 15-35: insomma a questo mondo solo le donne sono
maggiormente in vece di spegnerlo. a. f. bertini, 5-4: relatori
soffian nel fuoco ogni volta che principia a illanguidire. buzzati, 3-9: un
: proferire ingiurie, vituperi in preda a collera violenta. caporali, 1-116:
lor discrezione / potea rimedio aver, suonano a fuoco, / e mettono a romor
suonano a fuoco, / e mettono a romor la vicinanza. -trovarsi, mettere
mettere fra due fuochi: trovarsi esposti a proiettili provenienti da parti opposte.
mente che ciò che era di terrore a coloro, poteva essere a lui di salvezza
di terrore a coloro, poteva essere a lui di salvezza. de roberto,
. bembo, 9-4-10: non scrissi a vostra signoria per messer ercole, che
, 8-1-269: le cose mediocri son simili a un focherello già mezzo spento, il
nebbia, il mondo corre sul fango a vedere la baldoria de'focherelli in castello.
rare ne le buttighe a'fuogoni, a levar i pezzi de le povere donne
e loro appresso di voi semo acconci a perseguitare infino a morte e desolazione.
di voi semo acconci a perseguitare infino a morte e desolazione. costituzioni siciliane del re
; la vita degli inscritti era messa a prezzo e dato a tutti la facoltà di
inscritti era messa a prezzo e dato a tutti la facoltà di spegnerla. settembrini
brigante, e mettono la sua testa a prezzo. guerzoni, ii-1103: mescolato dalla
,... conserva intatta in mezzo a tanto contagio la nativa purità dell'anima
, fuoriché, fuori che, fuor a che, in fuor che), prep
città... sì arseno e misero a fuoco, fuori che l'oro e
. la spagna, 7-29: vinse a giostra ciascun paladino, / fuori che orlando
ii-12: scende l'altiera [serpe] a le fangose tane, / tutta d'
i. pitti, 2-153: infelici a loro; che mentre pensarono di vendere a'
inviluppati! tasso, 1-47: quivi a lui d'improvviso una donzella / tutta
cavalier, fuora che dui / staffieri a piè del capitan fracassa. alfieri, 1-368
: niuna cosa fuor che le frutte restando a dar nella cena, vennero le due
frutti. ariosto, 8-7: voltasi a quel che vien sì a piè gagliardo;
8-7: voltasi a quel che vien sì a piè gagliardo; / né gli vede
, salvo che, tranne che, a meno che (ed esclude il giudizio contenuto
sarpi, ii-6: prima fu condannato a morte come rebelle, poi concessagli la
ricomparve dopo cinque minuti, le restituì a tutti fuorché al giovine elegante. dossi
. bocchelli, 1-i-223: schiavetto dormiva a casa in una cameruccia, fuorché se
sua vanitosa agonia, fuorché di potere, a prezzo di viltà, salvare la vita
purg., 1-24: i'mi volsi a man destra, e puosi mente /
loro filosofare, che essi hanno pure a modo loro stravolte. alfieri, 1-556
e in quella etade appunto / atta a nulla per sé, fuorché a pietate /
/ atta a nulla per sé, fuorché a pietate / destar nel core. foscolo
strane cose, e anche quegli antichi, a dir la verità, ne abusavano singolarmente
e popoli per li suo'dicretali pronunziarono a lui di coattiva giuridizione essere sugietti.
: ogni opera e ogni sforzo indirizzato a cambiare le credenze italiane è dunque un
compì, di moto da o a luogo oppure di stato in luogo reale o
, iii-1-887: vengan le tue donne a guardare / e si rallegrino. forse /
, guardalo mentre che l'ài dentro a te. guido delle colonne volgar.,
ariosto, 4-16: non stette molto a uscir fuor de la porta / l'incantatoli
né ritardar ci lice il fatai giorno. a. verri, ii-244: usciva fuora
distendean con lotte ed artifici / meravigliosi a l'ime acque per bere. pea
: schizzò fuori della tenda e si dette a soffiare col fiato grosso nel fischietto.
stato in luogo: lontano da, a distanza. fra giordano, 1-141:
suol, fa cenno altrui / ch'a fuggir s'hanno i traditor suoi doni
fuor dalle vie frequenti, / né a me né agli altri grave, / io
la terra tremare altrettanto. -fuori a: verso la parte esterna.
esterna. boccaccio, vii-3: a ciascuna 'l bello / viso adombrava un
in: introduce un compì, di moto a luogo. sannazaro, 5-89:
: introduce un compì, di moto a luogo o di moto per luogo.
, 8 (49): amor sente a pietà donne chiamare, / mostrando amaro
il salvacondotto per fuori della terra. a. serra, 1-i-78: a questa
terra. a. serra, 1-i-78: a questa girandola... contradice l'
: questo intendi se dai / mangiar a gente di fuor di tuo stello. /
di porre / ciascun nel grado ch'a lui si pertiene. dante, purg
verde, / dov'e'le trasmutò a lume spento. boccaccio, vi-282: dicean
di fòre / d'un cespuglio fuggiva a maraviglia / per molti can che dietro
ell'è al presente, sì che venne a rimanere dentro. carducci, 1014:
quella che ora mi piace imaginare china a sporcarsi di terriccio le piccole mani..
, o di chi non è soggetto a una giurisdizione. bencivenni, 4-6:
dimori, riguardando / ne'belli occhi a costoro i miei ardori, / odile nominare
allegrezze immense / [l'invidia] venne a contaminar di quelle mense. de sanctis
il tuo pane. -con riferimento a concetti astratti. guittone, i-3-420:
la loro diversità scambievole è così difficile a notare, ch'ella è quasi fuor del
mostacci, 6-8: dolze la morte a vedire, / ch'io non pensai
/ in dignità d'ere', / sed a vertute non ha gentil core. dante
. campanella, i-z69: anima mia, a che tanto di- sconforto? i forse
un speco, un sasso / pietoso a trarmi fuor di tanta guerra, / precipitand'
si facevano compagnia e coraggio e guardia a vicenda. carducci, 17: qui
diversamente dal solito, dalpordinario; contrariamente a desideri, intenzioni, propositi, all'aspettazione
alla convenienza, alla verisimi- glianza; a dispetto della volontà altrui; in trasgressione
pensier migliori. segneri, iii-1-6: era a quell'ora salita in cielo già a
a quell'ora salita in cielo già a veder dio e a ringraziarlo in eterno
salita in cielo già a veder dio e a ringraziarlo in eterno di una salute ottenuta
favilla pura / fu finta una cavalla a compimento, / benché sia cosa fuora de
quasi, in forma quale / convene a donna aver, non for misura.
mi rispose d'aver avute lettere diritte a me ed averle rimandate indietro, perché non
di misura,... guardavano a tutto e a nulla. -con
... guardavano a tutto e a nulla. -con valore attributivo.
, xxxv-1-440: se, l'om dicesse a la donzella / che for natura il
for natura il suo senno paresse, / a me sembrara che i saria gran lode
. boiardo, 2-4-48: così pensando, a mezo del camino / uno arbore atrovò
alvaro, 11-265: il puparo recita a memoria le parti che gli tramandò il
riguardosi dell'ottocento, -con riferimento a un'età della vita. dante,
. -con riferimento ad azioni, a circostanze, a situazioni, a funzioni
-con riferimento ad azioni, a circostanze, a situazioni, a funzioni non ancora cominciate
, a circostanze, a situazioni, a funzioni non ancora cominciate o già finite
e pruova per parole fuori di scritta a dimostrare che dee essere sopra quella quistione
savoia hanno date, fuori della liturgia, a questa domanda, fino al 1870,
, fino al 1929? -con riferimento a situazioni nelle quali appare come assente la
quante, / fuor d'una ch'a seder si levò, ratto / ch'ella
mio /... / allato a quella gioia, / gioia celeste che da
de sanctis, 7-360: non dovete badare a quel che dicono i partiti, guardate
quel che dicono i partiti, guardate a quel che dice tutto il popolo,
schiude la divina indifferenza. -senza (a indicare privazione, difetto, mancanza).
gran doglia e dura / merzé dimanda a chi 'n balìa mi tene: / for
ordinò, sì come i suoi nemici, a petto di loro tre schiere principali.
si cavano dagli arbori utilità grandissime appartenenti a remedii importanti di unguenti, di mirra
sciagurato / fu né sarà di chi a cento mill'anni, / ch'a mille
chi a cento mill'anni, / ch'a mille miglia m'appressisi a'panni.
. lanzi, i-116: i tedeschi a quei tempi non aveano grande corrispondenza con
fuori, tutto è rimasto, presso a poco, tale quale. 11.
anima abita nel suo vasello, cioè a intendere per tutto lo corpo, dentro
.. rimanea e fuori e dentro come a lui piacea. michelangelo, i-131:
sol chiamo e 'nvoco / contr'a l'inutil mie cieco tormento: / tu
solo tratto sei becchi / s'aprono a un solo grillo che viene! bacchetti,
funzione di un compì, di moto a luogo reale o figur.).
13. fuori casa, all'aperto, a ciel sereno; per la strada;
fuori, altro che alcuni artigiani, a cui commisono la guardia. dante, inf
, il dì, la notte, a disinare, a cena, in casa,
, la notte, a disinare, a cena, in casa, fuori, dormendo
i prati, ed il giorno andavano insieme a schiera a uso di gru, supplicando
ed il giorno andavano insieme a schiera a uso di gru, supplicando e gridando agli
disperazione. fogazzaro, 4-25: andai a sedermi fuori, nel buio. tozzi,
: trovava il pretesto magari d'andare a comprarsi un francobollo, ed esciva trattenendosi
moniglia, 1-iii-218: questa notte / vo a dormir fuora. tommaseo [s.
fuori. alvaro, 14-169: eravamo a pranzo fuori. 14. fuori
case, dove, se prima ebbero a ridere del suo cipiglio selvatico, fu poi
subito intendere fuora quello che in palagio contro a quella infima plebe si trattava. g
: tutti [i peccati] gli vedrai a un tratto in uno punto insieme,
appar fuore. tasso, 3-53: a questo dire / rinaldo si frenò, ch'
ciascun con la sua carta fuora / a mezza nave il ous parer risolve.
busini, 1-107: si creasse ottanta cittadini a vita; quaranta ne facessi il papa
specie di matti. botta, 4-401: a chi era promesso denaro, a chi
: a chi era promesso denaro, a chi castelli e feudi nel dominio, a
a chi castelli e feudi nel dominio, a chi castelli e feudi fuori. cicognani
ma dentro, e guardamo l'omo non a comune oppinione ma a giudicio vero di
l'omo non a comune oppinione ma a giudicio vero di sapienti. dante, inf
la mia mente / vaghi fior di virtute a tutte l'ore. marino, 8-84
appare di fuora. rajberti, 2-80: a parigi si legge sempre e dappertutto,
5-3: quando 10 movo i sospiri a chiamar voi, / e 'l nome che
e sostituisce un compì, di moto a luogo reale o figur.).
gittando de la neve bella e bianca / a le donzelle che staran da torno.
vuole / udirne nulla, come quella a chi / pare strano l'aver a
a chi / pare strano l'aver a ir di fuori.
anna continuamente s'andava affaticando di fuori a tessere. sacchetti, 155-121: e'm'
cor mio, sebben di fuori / a persona giammai non ne fo segno. nievo
teoricamente, in generale (in contrapposto a dentro: praticamente, in particolare).
la mia vista; e, quanto a mio avviso, / diece passi distavan
... troppo bassi sono facili a sormontarsi, e vengono dominati dalle eminenze
poi non si contende e toglie / a scellerato core / il dolce aspetto e
che è (o viene considerato) estraneo a una collettività, escluso da un ambiente
. tutti que'caporali si partirono e tomaronsi a roma. ariosto, 28-47: la
di cesare, 2: l'uno intendeva a governare la città dentro, e l'
. guicciardini, vii-103: resta pensare a tre cose: alla amministrazione della giustizia;
per pace aver dentro e di fuore / a tutto consentir parve il migliore.
. cavalca, 19-32: per volere a molti condiscendere, la mente si spande
volgar., 1-41: primieramente prendi a disciogliere da te medesimo ogni legame di
lo di fuori, impossibile è venire a l'altre, massimamente a l'allegorica,
è venire a l'altre, massimamente a l'allegorica, senza prima venire a
a l'allegorica, senza prima venire a la litterale. idem, purg.,
autorità paresse nel di fuori quasi uguale a dimoiti. buonarroti il giovane, 9-358
unità sua una dualità capitale, come a dire l'azione e la passione,
grandiose mostre fuori vetro di scarpe messe a mazzi come i carciofi, e d'
-da fuori: dall'esterno (e corrisponde a un compì, di moto da luogo
fora co peco voi venire: / venenno a tua mascione, non se lassa vedire
impedimento. cattermole mancini, vi-1125: a i più lontani / passi, a
a i più lontani / passi, a ogni lieve suon che vien da fuora /
conce e mille fiori / s'aggiunga a questo, e tutti stravaganti, /.
viani, 4-50: le scarpe esposte a punta in fuori e gli abiti appesi,
le case... sono nondimeno fortificate a ogni tante braccia con tramezzi di pietra
ogni tante braccia con tramezzi di pietra murati a calcina, et arriciate le pareti con
: séguita per mezz'ora così, e a divincolarsi pel letto, cogli occhi in
penzoloni, prominente (con frequente riferimento a parti anatomiche, per lo più con
di lingua fuora, dopo aver fatto a piedi due miglia di salita. viani,
s'avventa nel vialetto, ritorna ansimante a lingua fuori, s'arribiscia sull'erba,
dee., 1-1 (68): a tutti trovò modo, fuor solamente in
dubbio gli rimase cui lasciar potesse sofficiente a riscuoter suoi crediti fatti a più borgognoni
potesse sofficiente a riscuoter suoi crediti fatti a più borgognoni. leopardi, 18-3:
la donna per paura non si levò a vegliare più d'un anno, e buonamico
d'un anno, e buonamico potè dormire a suo senno; in fuor che da
senno; in fuor che da ivi ben a quattordici mesi essendosi la cosa quasi dimenticata
via di qua! -anche con riferimento a concetti astratti. livio volgar.,
, 1-69: quando i cavalieri incominciarono a gridare: fuora,... prese
fuora!... troppo gran peso a la memoria / è la vostra plebea
todesch '». -come invito a mostrare o a consegnare un oggetto,
. -come invito a mostrare o a consegnare un oggetto, a spianare un'
mostrare o a consegnare un oggetto, a spianare un'arma, a sborsare una
oggetto, a spianare un'arma, a sborsare una somma di denaro, a
a sborsare una somma di denaro, a rivelare un fatto, a produrre delle
di denaro, a rivelare un fatto, a produrre delle prove. -in partic.
delle prove. -in partic.: invito a uscire all'aperto, a presentarsi in
: invito a uscire all'aperto, a presentarsi in pubblico (e viene specialmente
della rappresentazione, oppure anche per invitarli a non ritardare l'inizio dello spettacolo).
gloria degli eroi: / me lo rechi a chiaro lume, / sulle piume,
foscolo, xvii-350: uscivano gli attori a incominciare il terz'atto, ed erano
chi ha il coraggio di affermare davanti a me una cosa simile! ».
chi non ama di bon core / a piacere. rustico, vi-1-164 (30-2)
nel destrutto core, / e diceva a sospiri: « andate fore ». trattato
faccende di casa e non andar fuora a spasso. alvaro, 7-273: devo andare
è andata? - è andata fuori a cena. -circolare in pubblico (un
ho predetto in voce e in scritto a punto quel che mi è stato detto da
: * aver fuori de'quattrini ', a credito o a frutto. idem
quattrini ', a credito o a frutto. idem [s. v.
fuori: nel gergo teatrale, invitare a gran voce autori e attori a dar principio
invitare a gran voce autori e attori a dar principio allo spettacolo o a presentarsi
attori a dar principio allo spettacolo o a presentarsi sulla scena per gli ultimi applausi
responsabilità, impegni, preoccupazioni; rinunciare a incarichi gravosi o noiosi; sentirsi al
nelle mani di vostra eccellenza, e vo a vivere in una grotta, sur una
fora, / e che poi dietro a me ciascun s'annidi, / sonando sempre
indovina. non avevo dato di fuori a dire che non si doveva star male.
, iii-3-262: alcuni mali si generano a poco a poco, e non danno fuori
: alcuni mali si generano a poco a poco, e non danno fuori se
dappertutto si credeva che non si avesse a concluder cosa buona. f.
in poche parole: ma tuttavia bastante a denotare la sua franchezza e la forza
pezzo, per dar fuori poi tutt'a un tratto con una piena repentina di
le viti, cioè o prima le comincino a dar fuori gli occhi, che dee
l'avvenire non darà più fuori i numeri a uno a uno, ma quanti più
non darà più fuori i numeri a uno a uno, ma quanti più potrà di
, perché ora e'comin- ciavono / a ragionarne: ma io vi veddi, e
, e dettila / fuor per venirvi a ragguagliar. lippi, 12-48: rispondi presto
]: 'dite fuori', modo di esortare a dire ogni cosa, o a pur
esortare a dire ogni cosa, o a pur dire qualcosa. -essere fuori
, fuori città, all'estero o anche a passeggio, in viaggio (cfr.
. pulci, v-22: venivo a trovarti a casa pel facto di piero
pulci, v-22: venivo a trovarti a casa pel facto di piero alamanni.
: tutti erano fuori in grande uniforme a far pompa di sé. -essere
fuori'(di carcere). -sorgere a una distanza più o meno ragguardevole dal
, 2 (37): passò davanti a casa sua, ch'era nel mezzo
, e, attraversatolo, s'avviò a quella di lucia, ch'era in fondo
sicuro che voi, come parco di lodi a chi non le merita, sarete defraudato
è fuori pericolo o si è sottratto a una situazione difficile. tommaseo [s
, e non ci pensò più, ora a farli fuori entrambi con un sol colpo
colpo mancino. -devastare; rubare a man salva. pavese, 6-195:
gli arrivavano fino alla cintola, e cominciò a farli fuori a colpi di coltello.
cintola, e cominciò a farli fuori a colpi di coltello. -farsi fuori
: di che maravigliandosi e facendosi fuora a guardare la porta, vidde tutto il rimanente
fuori (anche fuorfuori): da parte a parte, a fondo (colpire,
): da parte a parte, a fondo (colpire, trafiggere, trapassare)
trafitture come se mi passassero fuor fuore a saetta. -apertamente, schiettamente,
1-ii-222: con gli amici io vo'fare a dir fuor fuori, / ch'
le diceva chiare e tonde in grinta a chiunque si fosse. -fuori campo
: due volte sono stato... a disnar fuora di casa.
v'è della gente la quale è restia a frequentare queste letture, perché le pare
che vi sia da vergognarsi nell'accedere a sentire delle cose che, essendo appunto
. -fuori del caso: inopportunamente, a sproposito (cfr. anche caso,
provar questo s'affaticano molto, e a giudizio nostro soverchiamente e fuori del caso.
i muscoli della faccia fuor di luogo a quella guisa che il procuratore li aveva in
bocchelli, i-271: ebbe da fare a non esser messo dentro, perché lo
in italia. cicognani, v-1-221: andava a stare così fuor di mano dove non
5-i-7: fuor di man di tiranno a giusto regno, / soranzo mio,
della ragione, di chi è in preda a un grave turbamento, a una forte
in preda a un grave turbamento, a una forte passione. boccaccio,
petrarca, i-2-94: i'vidi ir a man manca un fuor di strada,
manca un fuor di strada, / a guisa di chi brami e trovi cosa /
su quante composizioni sono state fatte fino a ora in questo genere burlesco.
! e'si burla. / -burlo? a che proposito / vuo'tu ch'i'
14-35: ciò che si vede, a dirla in breve e fuori di metafora,
, i-537: prendiamoci il piacere di leggere a caso un foglio qualunque del vocabolario e
cose, le quali non si convenivano a stare in esso, ne cacciò e
bibbia volgar., ii-625: menate a noi fuori questo uomo, il quale
entrato in casa tua, acciò che abbiamo a fare con lui. ariosto, sai
: come se la pelle buttasse fuori a un tratto un'eruzione. loria,
il rimedio datogli per guarirlo: perocché a una leggerissima infermità violentissimo, lo stemperò
magni, vedreste più di cinquecento venir a corteggiar questo diogene. boccalini, ii-59
regio / l'ebber mai più di nuovo a metter fuori. tommaseo [s.
di rifarti le spese: manda dunque a dire quel che hai messo fuora.
che era ora si decidesse, intanto, a metter fòri i cavurrini necessari per l'
giornale, un manifesto); portare a termine (un'opera d'arte)
municipio mandando e rimandando e non venendo a capo di nulla... mandò fuori
carducci, ii-7-69: io non cercavo null'a fatto di metter fuora un'edizione delle
boccaccio, 3-6 (314): poiché a catella parve tempo di dovere il conceputo
, così di fervente ira accesa cominciò a parlare. poliziano, 2-30: con questi
male nel paragrafo « de'miracoli » a lasciar fuora il racconto del caso succeduto
lasciar fuora il racconto del caso succeduto a quel genovese entrato furtivamente in quella moschea
dee rimunerare o dare la sua mercede a valentuomini, ma quando si tratta di
doglianza », cosimo disse: -proviamo a farne uno -. prese un quaderno da
capricciose. -farsi avanti; prendere a parlare (per lo più improvvisamente)
. nieri, 179: scappa fuori a dire che il rimedio contro la '
giusti, 3-92: aveva tenuto dietro a tutti i fatti, a tutti i
aveva tenuto dietro a tutti i fatti, a tutti i libri scappati fuori dal trentuno
ovver tagliati e tolti fuori, non offerrete a dio. savonarola, 7-i-83: quando
savonarola, 7-i-83: quando tu vai a lui e digli che egli è un
franco. pirandello, ii-1-455: corse a nascondersi, a ripararsi tra le tele dello
, ii-1-455: corse a nascondersi, a ripararsi tra le tele dello studio;
, grande paura e grande spavento prese a coloro che li riguardavano. pulci, 8-39
spada fuor con gran tempesta / per dare a mattafolle in su la testa. caporali
/ di tanti, che ier mandaste a guazzar lete. -estrarre a sorte
mandaste a guazzar lete. -estrarre a sorte. g. villani, 8-8-15
trasse fuori boce ch'e'si cercava contro a lui ribellione. oddi, xxi-11-298:
.. assalivano argomenti marginali, estranei a quel che bolliva entro l'anima di isabella
di isabella e che ella non riusciva a tirar fuori con chiarezza. -ideare,
traggo fuora. carducci, iii-24-249: a proposito « dello stil nuovo latino »
», dello stile cioè co 'l quale a me parvero scritte certe « canzonette assettatuzze
solo, / e 'nfra se stesso cominciò a pensare. velluti, 158: io
studiare il verno e poi uscire fuori a la state. boiardo, 1-15-39: per
suol però essere tuo costume uscir fuori a quest'ora. tozzi, i-14: tenendo
fuor, lasciate a loro. leopardi, i-1039: alla commedia
: un'altra sera poi m'esce fuori a predicare che l'anima era * materiale
'. g. bassani, 3-135: a un certo punto sarebbe uscito fuori a
a un certo punto sarebbe uscito fuori a dichiarare che lui in abiti da città
in abiti da città ci si sentiva a disagio. -distrarsi (lo spirito
vedere il sol, quand'esce fòra. a. m. narducci, iii-274:
del suono da una specie di arpa e a cotesto suono disposava la voce tremula.
che de'tuo'amori / vuol far rapina a tua vergogna e scorno. leopardi,
e scorno. leopardi, 24-14: a prova / vien fuor la femminetta a
a prova / vien fuor la femminetta a còr dell'acqua / della novella piova.
); comparire, apparire; uscire a dire. - anche: scoprirsi,
3-3-108: vi tiene così mezz'ora a bada, / venendo fuor con certe spampanate
di contrasto, fia sempre meglio palesarle a grado a grado, e farle, dirò
, fia sempre meglio palesarle a grado a grado, e farle, dirò così
farle, dirò così, spuntar fuora a oncia a oncia. manzoni, pr.
dirò così, spuntar fuora a oncia a oncia. manzoni, pr. sp.
pananti, i-100: so tutto l'anguillara a menadito, / so venir fuora con
collodi, 649: quando io dico a un autore: « qui lei vien fuori
(i-3): è nota questa istoria a poca gente, / perché turpino stesso
compiuti col fuoribordo; la tecnica relativa a questo sport. = deriv.
farina, li cala nella stiva, ritorna a spenzolare le sue corde avide fuori bordo
nave. negri, 2-761: da mattina a sera, innanzi e indietro con barconi
il pallone viene giocato, si venga a trovare più vicino del pallone stesso alla
bacchelli, 10-284: non siamo tenuti a trattarvi da uomini, voi fuorilegge. landolfi
quei fuorilegge rapinavano devastavano, sottoponevano a gravosi quanto arbitrari balzelli la popolazione.
verga, ii-31: gli insegnava a tirar di coltello, in qualche prato
assegnargli una camera fuori mano, in fondo a un corridoio deserto. pirandello, 7-70
. pavese, 5-57: u pane scendevano a cuocerlo una volta al mese, tant'
9-181: troviamoci a una fermata del tram fuori porta.
raffaele cadorna. idem, 14-123: se a certe note osterie di fuoriporta noi ci
i fogli del calendario sono strappati fino a due mesi appresso, tutti gli orologi
critica d'arte poi si deve rassegnare a tenervi [in siffatte storie] il posto
anticonformista. beltramelli, i-424: fino a quel tempo aveva vissuto come 'un fuori
meglio l'aveva tolta dall'uso postale a significare la specialissima condizione di coloro che
con al volante il quarantenne sanguigno tirato a lucido. moravia, xi-480: usciva,
9-45: questo / è il camino padano a bottiglione / schiacciato delle fantasie di fumo
ossia finché il cantante non si decise a interrompere la sua nota, che aveva
che aveva invece in animo di tenere fino a esaurimento del fiato. =
19-182: il viaggio da cisterna di roma a terracina... è l'accostamento
verga, ii-19: come posso fare a lasciare quel poveretto fuorivia, in mano
: quando si vide che era andata a istruirsi fuorivia, avrei giurato che lei
ha l'impressione piacevolissima di rientrare finalmente a casa da una gita fuorivia. bocchelli,
. g. capodilista, 184: andorono a visitare et reverire di foravia la chiesa
venute di fuorivia e degenerate fra noi sino a diventar argomento eterno di risa. landolfi
, apparente. caro, 2-1-135: a noi altri di fuora via gli adulatori
via. verga, 4-263: ascoltavano a bocca aperta un contadino di fuorivia che
naffiano, / chiuse lo sguardo a chi di fuorivia / non cede
. anche piem. foravia * a meno che '. fuormòdo, avv
il panteismo ha gradito, fuormodo, a cuore e alla mente dei moderni tedeschi.
opposita. abati, 95: son chiamato a la guerra, ed ecco porto,
porto, / pria, ch'io giunga a ferire, una ferita, / l'alma
dai flutti. -figur. riuscire a liberarsi, a sottrarsi (a un
-figur. riuscire a liberarsi, a sottrarsi (a un pericolo, a
. riuscire a liberarsi, a sottrarsi (a un pericolo, a una costrizione,
a sottrarsi (a un pericolo, a una costrizione, ecc.).
. varchi, 183- 158: che a qualunque persona, così della città come
lecito difendere la causa della libertà innanzi a cesare. gir. priuli, ii-133:
dal lito / portò seco varii inganni. a. verri, ii-299: contemplo il
attuali d'italia non consentono di mandarci a stampa queste curiose effemeridi, non mancherebbero
. cantari cavallereschi. 222: miseli a cavallo travestiti / dicendo che del re
, per essere forauscito, volea male a fiorenza. guicciardini, ii-146: promesse ancora
ii-146: promesse ancora il re, a distanza sua, la restituzione de'fuorusciti del
di milano. cellini, 1-76-180: arrivammo a ferrara; e quivi alloggiati a l'
arrivammo a ferrara; e quivi alloggiati a l'osteria di piazza, il detto lamentone
di piazza, il detto lamentone andò a trovare alcuno de'fuora usciti, a portare
andò a trovare alcuno de'fuora usciti, a portare loro lettere e inbasciate da parte
sopportare, bisognò che il re provvedesse a modo di guerra. manzoni, pr.
19 (333): lì » assicurandosi a forza di delitti, teneva per niente
un tempo egli stesso, poi tornato a man salva]. de sanctis, 11-20
le fuoruscite dei paesi d'oltre cortina a roma, polacche e ungheresi, povere
2-293: si proclamava antifascista... a parigi, non mancava mai di vedere
, quando il geloso n'esce. a. cattaneo, i-240: in ciò.
perché si trasferisce la fiducia dovuta a dio in un ribelle a dio e fuoruscito
dovuta a dio in un ribelle a dio e fuoruscito dal cielo, prestando
cielo, prestando una specie di culto a chi non merita culto né onore alcuno
quale la corrente o il flusso scava a maggior profondità. = voce venez
certe spalle così strettine, che è impossibile a vederla e scamparne mai.
cosa miracolosa, ella non fu data a esso bettino per quel pregio che iacopo
far male al bettino, levata di mano a iacopo quasi per forza e data al
del culto, che si de'dare a dio, a darlo a'demoni ed all'
che si de'dare a dio, a darlo a'demoni ed all'idoli. esopo
conifere, che ha odore molto simile a quello del cloroformio, bolle a 31
simile a quello del cloroformio, bolle a 31 °c ed è insolubile in acqua.
disertate vedove e pupilli, che rapite a li men possenti, che furate e
sannazaro, 6-106: 0 quanti intorno a queste selve nomeri / pastori in vista
hanno respetto né al vero dio né a omini, con usurpare fino li consanguinei,
è la vii tirannide, che fura / a tutti tutto. cattaneo, ii-1-228:
el suo frumento è misurato, / a fin che conservar saldo lo possa, /
degnio cibo, / pur si danno a furar l'altrui fatiche. beccari, xxx-4-279
un frate di santo austino, andando a iacersi cor una femina, le fura certe
, con l'usato orgoglio / furando a bleda il regno, il trasse a morte
furando a bleda il regno, il trasse a morte, / spento in buda il
saputo sì ricca preda furare, ponendo a sacco il paradiso. -assol.
enganna, esforza, non ce guard'a mal parire. meo de'tolomei, vi-11-54
che insegni ad altrui, non insegni a te medesimo? e che predichi di non
necessarie al vivere, già avea cominciato a furare. aretino, 1-29: il furare
furare. aretino, 1-29: il furare a se stesso non è furto. abati
forche, il modo dii furare procaccia a te le cose dii re. salviani,
tesoro; / e quel si è, a non volere errare, / giosafà figliuol
, / perché temo che noi venga a furare / alcun cristian, che n'
arienti, 51: tolse la figliuola a li peregrini, li quali, vedendola furare
flebile parole in loro lingua se recomandavano a rosello che gliela volesse restituire. parabosco
avevo designato condurla intatta al padre suo a ragusa. m. ricci, i-140
. croce, 267: raccomandò i pulcini a bertoldino, che ne avesse cura acciocché
/ le fan perire. -togliere a sé per dare ad altri. leggenda
1-40: per dargl il pane, a la sua bocca il fura.
che sì ria ventura / e me a te, e te a me or fura
/ e me a te, e te a me or fura. fed. della
ahi mio signor, mio dio, chi a me ti fura? berchet, 17
fura le ceneri sparse. -attirare a sé (con speciale riferimento alla calamita
, / sì che notte né sonno a voi non fura / passo che faccia
oscura / faccia d'intorno fura / a le campagne il sol. l. martelli
che s'allumi / il ver, ch'a gli altri ombrosa terra fura. d'
, 26: è questo il crin che a l'aure ondeggia e fura / talor
spesse fronde. spolverini, xxx-1-106: a ciò 'l lungo ondeggiar de'sciolti lembi
che ardiscono d'affermare che sia licito a furare le cose trovate da gli altri poeti
il volto fura, / ch'esser custodia a lei solea tal volta. baretti,
sé non punizione ma gloria; né a torto scusavasi quel poeta rimproverato di furar
mancavaie pure una sillaba. -scrutare a fondo, indagare (per trarne ispirazione
: un poco di tempo ho furato a satisfare al tuo desiderio. molza, i-2
la sollievano alto. -portare rapidamente a termine. alamanni, 7-i-32: or
8. figur. togliere, impedire a qualcuno il godimento di un bene materiale
del bene e dono tuo gloria cerca a sé, non a te, questi è
dono tuo gloria cerca a sé, non a te, questi è furo e ladrone
debbe essere di dio, e dannolo a loro. pulci, 16-29: lasso,
il dominio. tasso, ii-64: a chi fura danari non deve esser furato
, / non fosse da la morte a voi furato. petrarca, 248-5: morte
sangue fonde, e 'l fura / a la patria e de'suoi dritti a la
a la patria e de'suoi dritti a la pugna, / devoto suicida.
insistenti). molza, 1-151: a testili furò presso a quest'orno /
molza, 1-151: a testili furò presso a quest'orno / damone un bacio.
. baretti, 2-172: quasi tutti principiano a stupirsi come un goldoni abbia potuto furar
e furi / cento baci immaturi / a quelle rosee gote. 10.
core non avea loco. / fui furato a poco a poco / nel ramo sopr'
avea loco. / fui furato a poco a poco / nel ramo sopr'a me
poco a poco / nel ramo sopr'a me fidato. monte, ii-390: per
cor furato, / ond'affannato il tien a dismisura. bibbia volgar., vii-308
cor prese con mano, / dicendo a me: -di ciò non far parola.
en l'altre esser disio / ch'a me l'anima fura. bruscaccio da
sua gran luce vede; / o felice a chi dio la dà in ventura.
in prima, / ché dar lo voglio a chi ne fa più stima. equicola
cor sia furto mio. -attrarre sentimentalmente a sé una persona distaccandola da altri;
alcun malvagio per lo mio parlare. a. pucci, 6-185: -fa'che tue
: -tanto amore / mi mostra più che a l'altre ogni fiata. ariosto,
glielo avesse furato. -furare qualcuno a se stesso: ridurlo in condizioni tali
facoltà. mostacci, 147: c'a me medesmo credo esser furato / considerando
del petto il cieco errore, / ch'a te stesso te fura, ad altrui
dolce riso, / che mi furò a me stesso. poerio, 2-79: sicché
sì pietoso e fero, / c'a fastidiosi vermi il corpo furi. tasso,
/ colui che può furare i nomi a morte? -attirare su di sé
testa, / e fura gli occhi a la fatica un poco. guarini, 63
petto? marino, 208: almen prendere a sdegno / non devi audace ingegno,
l'egro pensier de'periglianti achivi / che a sua cagione avean per tanto mare /
da una compagnia); sottrarsi (a onori, a noie, a responsabilità)
); sottrarsi (a onori, a noie, a responsabilità); nascondersi
sottrarsi (a onori, a noie, a responsabilità); nascondersi. boccaccio
con una mia astuzia furatomi loro, a fatica solo me ne usci'della bocca
di ogni elogio, e si fura volentieri a tali onori. = voce semidotta,
al legittimo proprietario (per lo più a sua insaputa e sempre contro la sua
messioni, che del ladro che menasse a la sua casa li convitati, e la
sopracitati novellatori ed un centone di versi furati a questo od a quell'altro poema.
centone di versi furati a questo od a quell'altro poema. dossi, 74:
poema. dossi, 74: sfido io a non vi si porre con l'
, 3-14: chi scende e chi sale a dare manforte ai furatori. 2
fico del suo giardino... a pescare i cavedini, certi cavalinacci di libbra
. carducci, iii-24-249: eccomi ora a mostrare, brevemente, degli sgambetti,
, xv-302: mi immagino di vederti a piè della tua gnecca tirannetta, a
a piè della tua gnecca tirannetta, a quattr'occhi, tormentato ingiustamente...
, sf. istintiva capacità di volgere a proprio vantaggio, con scaltrezza e intelligenza
con la sua furberia so che tirerà a fine ciò che ha da fare con giubilea
possono capire in una femmina, onde a lungo stette in bilico la fortuna.
rispondeva che la furberia, il tirare a campare, hanno tanto levigato gli italiani da
cui purtroppo gli italiani non sono secondi a nessuno! -per estens.:
: è segno che tutti si rassegnano a pigliar le cose come stanno; contenti di
, 6 (102): lasciamo fare a quello lassù. non volete che sappia
salvini, 19-iv-2-270: galeno fece una furberia a questi medeci, pare a me,
una furberia a questi medeci, pare a me, seguaci di erasistrato.
indifferente, adusato come sono ormai, a vedere in libri, riviste e giornali
e tentativi d'im- brogliacarte, e a disprezzarli. = deriv. da furberia
egli scrisse di menzognero e calunnioso rapporto a me solo, siccome egli s'è impegnato
vi mandò un suo satellite, sarlione, a pigliarne il governo furbescamente. settembrini [
te, e furbescamente ten- devan trappole a me. nievo, 1-489: erasi fatto
essere sempre furbescamente allusivi e riescono così a una perfetta incomprensibilità. = » comp
, e la corazza, / e a lauso suo figliuol in don la diede.
teppisti rionali convenivano notturnamente con ladri campestri a depredare i pollai e gli incauti,
depredare i pollai e gli incauti, a far leghe, sfide, spartizioni di refurtiva
tutto i furfanti non siano troppo usi a sguazzare e stare co'piè pari..
uno è il « miccheggiare », vale a dire « porre in necessità di donare
cuore. settembrini, 1-12: si tornò a la servitù che nel linguaggio furbesco della
soltanto ottenevo da lui l'onesto grimaldello a ogni richiesta, ma gli avevo insegnato un
, di punte caute abbiam fatto capo a questa altra verità estetica: l'arte
podiani, 27: costoro vogliono litigare a la furbesca, e non essere intesi
la fede rotta / e per esempio a la futura gente: / ed a la
esempio a la futura gente: / ed a la cima del gran naso a un'
ed a la cima del gran naso a un'otta / con un filo d'acciar
gli fa credere spiriti, piuttosto che a spiriti, al bau o alla befana.
poco, / ch'ir non puossi a varsavia senza danno. / tutto arde
breve attesterà quant'è dappoco. / a mano armata un parteggiar furbesco / che libertà
con un piglio furbesco che significava: « a me non l'azzecchi! ».
: qualche volta / viene un bambino a battere alla porta: / scalzo,
, pensò che se si fosse preparato a una pronta vendetta non avrebbe potuto sfuggire
bassotto, trafelato, col suo trotto a muso alto ingiustificata mente trionfale
, più ributtanti, che si atteggiavano a sodomiti superiori, si tenevano discosti dalla
, e aspettavano che finisse per venire a contatto degli angeli direttamente e lavorarseli di
al giuoco lo fecero ben presto abbandonarsi a confidenze e sincerità in cui si mescolavano ingenuità
nell'allegria dei monti / e a quell'annuncio di vino e di freddi /
, vi-171: che son di nove furbi a fare un fiocco. idem, 25-279
i-218: oh! ecco qui ciullo a tempo. to'su la cesta: vien'
chiama due altri furbi che ti aiutino a portar della robba. g.
, 1-iii-223: con segni fatto intendere a un gentile che mi facesse qualche focaccia
, 335: ho attaccato un bel capestro a un chiodo, / e delle volte
da furbo, da baro, / cioè a dir quel morire impiccato. monti,
n'è seguito che il bere a questo modo sia divenuto bere per convenzione
acque, / perfin che in grembo a le sirene sbarco, / dico là dove
furbo dei più scaltriti del mondo. a. f. doni, 2-9: il
come sempre quando ci si mescola e avvezza a gente molto esotica e impensata, mi
/ di lui s'erano avvisti, a lui d'intorno / stavan di grazie e
6-534: furbo quel raulli! se dicesse a me che ho vent'anni che ho
mi vendico. giusti, 4-i-24: a quindici anni immaginava anch'io / che un
che dimostra astuzia, che è diretto a conseguire scaltramente un vantaggio; che è
posso almeno risparmiarle quelle che sarebbero destinate a prevenire le false interpretazioni, e quell'
. palazzeschi, 4-91: si limitavano a sorridere tra il furbo e il sibillino
. nievo, 1-258: cominciò egli a far il furbo, recitando a voce alta
cominciò egli a far il furbo, recitando a voce alta certe barzellette imparate a memoria
recitando a voce alta certe barzellette imparate a memoria da un cocchiere del suo padrone
furbo: approfittare, senza badare troppo a scrupoli o a convenienze, di un'opportunità
, senza badare troppo a scrupoli o a convenienze, di un'opportunità; imparare
nella trappola: l'uomo astuto riesce a cavarsela anche nella situazione più difficile.
: non dica il furbétto: io tiro a caso, / e non posso veder
ah furbetta! voi date un calcio a tutte queste corbellerie. carducci, iii23-
. carducci, iii23- 12: riprendendo a vagheggiare la naiade d'avanti, non
festa per le stupende colline da moncalieri a torino. dossi, 173: la fanciulla
.. che fanno belli gli specchi, a colori e a contorno finissimo, dal
belli gli specchi, a colori e a contorno finissimo, dal naso gentilmente aquilino,
, 1-1-392: due palmi 'n su sta a case il fur- bettello, / e
e un adultero. bergantini, 253: a un punto stesso / scossa la dea
sbruffate giù al modo gesuitesco: vale a dire sono state scarabocchiate in quello stolto
avariati; ma non ce n'erano altri a trezza, e quel furbàccio di campana
vo'che... tu mandi ambasciadore a lazzeraccio, / che, per tal
quel furbettàccio / di brun suo figlio, a pieno intenderemo, / poi nel modo
mezzo; ma in lui tornavano sempre a galla l'animo leale e buono e senza
tentar lucifero. pasqualigo, 2-140: a questo fare son constretto da quel furcifero
2-4: i diavoli con fretta / addosso a quelli entrorno furienti, / e
di guastare anche questo picciolo merito. a. verri, i-236: il furente
: facendomi, ripetendo il mio nome a gran voce, riconoscere da molti altri
, ii-15-7: fu un tempo che a una voce agitatrice in quelle ragunate che
pavese, 7-168: diedi un'occhiata a gina, se ridesse anche lei. ma
, vii-403: ella non mi ha sforzato a insultar mia cognata; sono stato io
gli alberi / ed i cani furenti / a lei d'intorno latrano. comisso,
vita civile, per un suo livore a torto concepito. [sostituito da] manzoni
mia fermezza ironica: idealmente me la diedi a gambe. - rabbioso (
si gittò dentro alle voragin salse. a. verri, i-189: ho lungamente dubitato
: ho lungamente dubitato di scrivere quanto a mia notizia è pervenuto della vita e
come doveva esser quella delle tiadi furenti a cui la tempesta strappava le ghirlande di pino
non sanno per che cagione si muovono a dirlo. = voce dotta, lat
mirasi dopo una perversa gente / cercar furendo a morte una regina. = voce
tante volte ripensata e desiderata appena ritornato a casa. - sergente di fureria
meticolosità. albertazzi, 368: affaticati a raccogliere il combustibile...,
, per l'attitudine di questo animale a snidare i conigli. furétto, sm
nella cui tana esso si introduce costringendolo a uscire. crescenzi volgar.,
come me vicino per farti fare le cure a dovere e non lasciarti correre a destra
cure a dovere e non lasciarti correre a destra e a mancina come un furetto.
e non lasciarti correre a destra e a mancina come un furetto. -occhi
: il canonico... si rivolse a donna bianca con un sorriso sciocco sul
cfr. isidoro, xii-2-39: « furo a furvo dictus; unde et fur.
la sera al coperto e quivi dormivano a mucchi), fu loro consegnata per istanza
per istanza la sala del papa. a. f. doni, 1-48: in
: in fine gli è il diavolo a lasciare di scannar minestre, dormire, furfantare
10-97: sotto la medesima pena si proibisce a entrar nelli stati suddetti; e se
nelli stati suddetti; e se saranno atti a lavoro in esercizio, neppure vi entreranno
poi rubando, e poi furfantando venuta a poco a poco in denaro.
, e poi furfantando venuta a poco a poco in denaro. 2.
che ti piangono in dosso sventurate, / a suon di bastonate / ti seran tolte
alfieri, v-1-761: ti chiamavi giovanni a pochi mesi, / né motto mai
mente il giergo furfante, da furfanti a furfantati. non te ne dilettare, né
che se tutto il mondo fusse andato a saccomanno, non si saria trovato sì
vedersi da tutte e due negato quello che a mille mascalzoni e furfanti davano per un
quel suo furfante tesauriere, detti l'anello a un mio amico, che lo rendessi
/ dalle bettine e dalle furfantesse / a cui scusan 'l pan più delle volte.
sommamente desiderava, incominciò... a urtar l'unghie una contra l'altra
, in quella guisa che ci è dato a vedere i forfanti fare. caporali,
forfanti fare. caporali, i-120: a questa nuova, due suoi fidi amanti,
, sbirraglia inutile e furfanta, / a quel ramo costì, che sporge in fuora
/ filosofi del mal coltivatori, / maestri a far la società forfante, / de'
infami protettori, / certo voi siete a parte del contante / del carnefice, a
a parte del contante / del carnefice, a voi sozio e compagno. manzoni
: in pubblico anche il furfante arrossisce; a quattr'occhi tutti siamo un po'cinici
un cimitero isterminato, quel doversi venire a trovare -un povero cane di galantuomo,
volte si truovano, un furfante stracciato a chiedere limosina in su la strada a
a chiedere limosina in su la strada a coloro che passavano quindi, ed intendeva sì
di quello del comune essere spesati. a. f. doni, 74: parendoli
. f. doni, 74: parendoli a costui il plebeo esser diventato signore,
signore, si deliberò di farsi vedere a suoi parenti furfanti, e mostrare quanto e'
. furfantesco. parabosco, 3-21: a tal ora venire a darci impazzo /
parabosco, 3-21: a tal ora venire a darci impazzo / possano gli inimici,
grida: « signor, non creder a costui ». 4. ant