, la cui stessa misura ce ne dà a riconoscere l'efficacia? una suggestione che può
separati, uno dei quali almeno sia a forte curvatura. = voce
dalla terra attorno, un brivido, a volte a volte, percorreva l'erba,
attorno, un brivido, a volte a volte, percorreva l'erba, un sospiro
, che lentamente aprì, incominciando dubbiosa a compitarci su un nome... né
voglio effondere / l'è necessario che a lui mi ristringa / e che al suo
si effonde in elegia meditativa o s'inalza a lirica temperata, il verso del signor
liberamente nelle manifestazioni di tenerezza sentimentale proprie a un innamorato alfine corrisposto. -diffondersi
ed olimpo al gange in seno! a. boito, vi-905: talor, se
di cataclisma. -rifl. abbandonarsi a un'esuberante loquacità; profondersi in parole
guardarla come avesse compreso, si effuse a ridere. 4. ant.
/ da tórre altrui dovere / et a sé il mantenere, / che più
. effossòrio, agg. atto a scavare. -macchine effossorie: macchine escavatrici
arila, 181: scommettiamo che a domandarne a cento persone del popolo,
arila, 181: scommettiamo che a domandarne a cento persone del popolo, niuno mai
il soprintendente aveva imparato meravigliosamente non solo a dominare, ma a governare e indirizzare
meravigliosamente non solo a dominare, ma a governare e indirizzare... la passione
di ferro. imbriani, 2-211: come a le madri sgorgano / dagli occhi effreni
. masuccio, 31: continuamente a tutte persuadeva che, ad effugare le
salutifero e proprio remedio che continuo recorrere a la santa confessione. = voce
rosmini, xix-60: il n. a. si troverebbe forte impacciato a trovare non
n. a. si troverebbe forte impacciato a trovare non un effugio, ma una
lapis lazzuli... egli pare a prima vista lapis lazzuli; ma penso
effusamente il turbato nemico, feci sonare a raccolta, rompere la vostra audacia. carducci
. fis. apparecchio che serve a determinare la densità di un gas, in
alcuno di ferro, cosa quasi incredibile a raccontare, ma così fu per la
traboccava. -figur. con riferimento a concetti astratti. -anche: diffusione (
4. figur. l'abbandonarsi a sentimenti di affetto, di amicizia,
di trigento, mi rivolsero mille domande a un tempo. soffici, iii-158:
figlioli a'mal nati fratelli / e te a tebe è degno assomigliarte. cieco,
nel discorrere, quando s'appassionava, a modulare in canto le parole, o quando
e in largo, effuso / camice, a un tetro monumento accosto / orava taciturno
, sconfinato. carducci, 296: a te, sciolto da'languidi / tedi lo
aura de'canti, inclita donna, a te. -offerto alla vista;
candor da i lini sparsi / effuso rivelossi a gli occhi altrui. carducci, 916
o sole, bel nume, splendido / a me, sì come oggi ch'effuso
labbri, talora si palesavano, chiuse, a negare ogni assenso, e l'effuso
bruno, 3-204: certo, quanto a me, che ho letto e riletto
pascoli, con quei suoi moti bruschi, a cui talora la poesia...
'incubo ', infermità in cui, a chi giace, sembra di essere
torace rugoso e incur vato a forma di sella, elitre squamiformi di
bronzo! pasolini, 1-7: cominciarono a fare del palleggio, colpendo la palla
collo del piede. -con riferimento a gare, contrasti, contese, alterchi
rappresentazioni. ariosto, 39-14: quasi a gara fanno / a chi far può nel
, 39-14: quasi a gara fanno / a chi far può nel suo camin più
danno. aretino, iii-9: io farei a i capegli con chi dicesse che le
sozzini, 361: segua pure di fare a mala guerra, come lui ha fatto
conforme sentimento ambedue le fazioni, facendo a gara di essere e di parere le prime
scultura ha norme sue particolari che fanno a pugni col vero, col probabile e col
proposito e la fredda capacità di fare a schioppettate se occorre. pirandello, 5-201:
nessuno, lui: ma ecco, a farla a pugni, come i ragazzacci di
lui: ma ecco, a farla a pugni, come i ragazzacci di strada,
altra; passare da un modo di essere a un altro; diventare, divenire.
un impegno; dimostrarsi o considerarsi idoneo a una mansione, adatto a un fine
considerarsi idoneo a una mansione, adatto a un fine; sottoporsi a un obbligo
mansione, adatto a un fine; sottoporsi a un obbligo. bibbia volgar.
., v-419: il signore è fatto a me rifugio, e il mio iddio
, dando le sue case a'romei a cavallo. del bene, 50: l'
rauco, smilzo, lungo e secco. a. verri [il caffè],
o ragione; e vede / che a se l'umana sede, / esso a
a se l'umana sede, / esso a lei veramente è fatto estrano. carducci
, iii-5-37: in questo il giorno a fare era già presso, / e a
a fare era già presso, / e a cantar gli uccelli han cominciato.
privi di speranza, det- tono ordine a fare la vesta et a lavarmi. manzoni
tono ordine a fare la vesta et a lavarmi. manzoni, pr. sp.
die, isciesero in terra e montaro a cavallo e andaron verso la città.
città. petrarca, iii-1-39: gente a cui si fa notte inanzi sera.
che furono fuori (che si cominciava a fare dì), uscirono, d'una
il sole si va ad appiattar dietro a una rupe posta in fondo al mar d'
o indeterminato (e anche dà luogo a un costrutto sintattico nella 3 » persona sing
dell'indic. pres., equivalente a prima, dianzi, addietro).
m. cecchi, 20-30: ha'tu a memoria, che or fan sedici anni
che dirle molte cose per rispondere particolarmente a più quesiti fattimi per la sua lettera ricevuta
de sanctis, 11-206: in mezzo a queste scene plebee egli [dante]
scene plebee egli [dante] sta a malincuore, e gli fa mille anni di
ciascun di loro un buon caldo, essi a seder si posero. sassetti, 318
questo cielo... si ostina a piovere e a far freddo. nieri,
... si ostina a piovere e a far freddo. nieri, 229:
gigi si trattenne dell'altro in canonica a ricintellare un bicchieretto, tanto che si
finita la battaglia, in un tempo cominciò a fare molto più acqua di prima.
cielo si rannuvola, il vento comincia a tirar forte, fa maretta, poi mare
. aretino, iii-7: dopo posto mente a la setta de'compariti a le feste
posto mente a la setta de'compariti a le feste, mi si fece stomaco,
feste, mi si fece stomaco, solo a vedere con quale importunità i balordi tolgon
con quale importunità i balordi tolgon su a ballare le più belle e le più
avevo, perché e's'era cominciato a far fresco. grazzini, 4-49: già
grazzini, 4-49: già mi cominciava a far freddo ai piedi. pascoli, 323
... inver non avea pari a far da donna. pananti, i-42:
sa il bandolo e onde bisogna farsi a snodarle. b. davanzali, 1-157:
parlare, / ca no glie trovo nome a quella debeleza; / quanta è la
perché fu dato lor tempo un anno a giustificare, parve più breve farsi da'
ix-290: fra l'altre cose non lievi a portare / è 'l mercenai'veder tosto
forza, non avendo voluto restituire le bestie a questi poveromini di vagli. baldinucci,
di loro capo. -con riferimento a persona o a cosa: disporne,
. -con riferimento a persona o a cosa: disporne, servirsene a proprio
o a cosa: disporne, servirsene a proprio piacimento, ricavarne un vantaggio.
vostro. magalotti, 22-228: voi contribuite a mantener viva la scioperataggine e l'insolenza
or che servito / la patria, a senno mio di me far posso.
quelli soldati et altri, che avevano a fare del ditto capitano, dicievano: «
del ditto capitano, dicievano: « andiamo a fiorenze ». -avere rapporti
segreti liti, lo dio del mare ebbe a fare di lei per forza. seneca
fa'bene, che tu non hai a fare deu'altrui moglie più che la tua
prima innamorato della figliuola anzi ch'avesse a fare di lei, poi ch'ebbe a
a fare di lei, poi ch'ebbe a fare di lei, ne fu vie
combattere. cavalca, 16-1-25: abbiamo a fare con nimici astuti ed esperti e
. bibbia volgar., ii-625: menate a noi fuori questo uomo, il quale
in casa tua, acciò che abbiamo a fare con lui. boccaccio, dee.
come quegli che con ghino niente aveva a fare. bisticci, 3-219: intervenne
intervenne uno dì che, avendo avuto a fare con uno mercatante di grandissima somma
di grandissima somma di danari, andò a lui uno de sua di casa e
i-267): abbiamo spesso insieme avuto a fare. cellini, 1-75 (178)
178): ricordatevi che voi avete a fare con uno uomo il quale si
i-130: oh, oh, l'hanno a far meco. forteguerri, iv-423:
casa, ossia quello che più frequentemente aveva a che fare col signor conte padrone.
alla sua moglie olimpiade, ed ebbe a far con lei. boccaccio, iv-175:
; ed ella fuggendo per non avere a fare con lui, fuggì a peneo
non avere a fare con lui, fuggì a peneo suo padre e chiamato dal suo
giovane essendo disonesta, e avendo avuto a fare con certi gioveni di pisa,
, 704: quell'uomo che ha prima a fare seco, presa che l'ha
... / son buone, a chi le piaccion, secche e fresche:
fresche: / ma s'i'avessi a esser giudice io, / le non hanno
esser giudice io, / le non hanno a far nulla con le pesche. caro
avete trovata in berchet, non ha nulla a fare col suo cuore. serao,
una casa modesta, che non aveva a che fare coi banchetti principeschi. alvaro
le donne che aveva veduto e in mezzo a cui era cresciuto.
ricevette l'uffizio. -con riferimento a cose: servirsene, supplire con esse
il virtuoso] cambierà tutta l'aria a suo modo, e, quantunque il cambiamento
mia laude è il signore; e a me è fatto in salute.
burocratico... usano la maniera * a far tempo da ', come:
come: * i frutti decorrono a far tempo dal primo di maggio '.
maggio '. -a farla fradicia: a dir poco, alla peggio. magalotti
ne'tempi che maria colbert profondeva pensioni a uomini di lettere, una pensione di
pensione di duecento doble l'anno, a farla fradicia, non mi mancava.
una disgrazia! -fai fai: a forza di insistere. nieri, 121
sua. soffici, i-92: esasperato a quella vista, richiusi la porta, corsi
! magalotti, 20-147: tornate domani a visitar la partoriente, ne troverete un che
, 260: arrivato l'esercito imperiale a munistero, senza punto fermarsi marciò avanti
punto fermarsi marciò avanti, ed arrivò a fontebecci nella strada di fiorenza, e
il re] dare la figliuola sua a un suo scudiere, il quale ragionevolmente doveva
, e maneggiare l'entrate e il danaro a seconda de'loro fini e de'loro
quando sarai madre badessa, allora comanderai a bacchetta, farai alto e basso.
: il cor preso ivi come pesce a l'amo, / onde a ben far
come pesce a l'amo, / onde a ben far per vivo esempio viensi,
questo... si dovrebbe pensare più a far bene che a star bene;
si dovrebbe pensare più a far bene che a star bene; e così si finirebbe
star bene; e così si finirebbe anche a star meglio. pascoli, 780
oltre gli uomini che non aspirano se non a star bene o meglio, vi sono
vi sono quelli che non anelano se non a far bene, a fare, ogni
anelano se non a far bene, a fare, ogni giorno, ogni secolo,
. serao, i-1119: fa tanto bene a essere spensierata, ogni volta che può
, 15-6: trovo che faresti bene a finire i tuoi studi e farti una posizione
rispettabile. -fare bene o del bene a qualcuno: beneficiarlo; recargli soccorso,
/ nasce non già perch'io non sappia a punto / quanto ben fatto m'hai
, 33 (565): vada a letto subito, ché il dormire le farà
sorriso, buono, fece bene anche a lui. -fare bisogno o mestieri
. dante, par., 14-10: a costui fa mestieri, e noi vi
, / d'un altro vero andare a la radice. ariosto, 23-14: vuol
. ariosto, 23-14: vuol che a montalban gli le rimetta [l'armi]
né io, disse, ho la spada a canto per tenerla nel fodero, quando
adoperarla, e sono non meno atto a guadagnarmi questa giovane, che è l'
l'anima mia. caro, 8-87: a te fa di mestiero / con lor
con lor confederarti, e per compagni / a questa impresa avergli. c. dati
debito; riscuotere un credito; trasferire a terzi una partita di dare o di avere
xj son che tautti si fanno buoni a rafaello de'medici e di ragione
suo potere e disputare e fare contro a ragione, e colui chiama salomone folle
. fioretti, 2-9 (29): a questa risposta santo francesco, dolcemente adirato
dolcemente adirato e pazientemente turbato, disse a frate leone: -perché hai tu avuto
marta e da maddalena: dover pensare a tutto, provvedere a tutti. manzoni
: dover pensare a tutto, provvedere a tutti. manzoni, pr. sp
, 18-26: voi non vi / avevate a fidar mai di persona; / e
io avea seguitato un po'di tempo a far del mio meglio per ispingere punzecchiando
contentezza di avere avuto l'occasione utile a dimostrare il loro zelo davanti ai galantuomini
resto. lippi, 9-33: vengonsi intanto a mescolar le carte, / e vien
e chi dà in picche, e a giuocar non è lesto, / vi perde
di berretta, di capo, di cappello a qualcuno: scoprirsi il capo in segno
. croce, 2-20: non voglio a parte alcuna esser soggetto, / né
nella quale [stanza] eravamo costretti a passare circa sei ore della giornata, e
, e dove qualche volta s'imparava a leggere, a scrivere e a far di
qualche volta s'imparava a leggere, a scrivere e a far di conto.
s'imparava a leggere, a scrivere e a far di conto. -
-scenderemo dalla montagna. - faranno presto a farvi fuori, - dissi subito.
. 23. -fare in tempo, a tempo, per tempo: agire tempestivamente
per tempo: agire tempestivamente; riuscire a compiere un'azione nel tempo stabilito.
è talvolta un non fare le cose a tempo; e la fretta è impazienza
, 1-538: vostra eccellenza farà tempo a dichiararmi la sua vera e precisa volontà
e morente. fece appena in tempo a raccontare l'accaduto. -
. - fare la festa a qualcuno: v. festa. -
vita'. locuzione di gergo: equivale a * far la bella vita 'del gaudente
sere pria d'imbucarmi nel fieno, pregava a mio modo il signore. tozzi,
dita, disse: -ho fatto male a toccarlo. - impers. dolere
. -fare male o del male a qualcuno: recargli offesa, danno,
della valle, 97: si davano a passo a passo di bellissimi stramazzoni, con
, 97: si davano a passo a passo di bellissimi stramazzoni, con pericolo,
, / ti pettinò co'bei capelli a onda / tua madre...
à avuto un colpo diventa così facile a piangere per nulla -piange in un
un modo tutto speciale che fa tanto male a vedersi: dà l'impressione dell'anima
. villani, 4-20: alberia si fece a moglie il conte iacomo di tricano,
aspettava. « tutte l'altre vanno / a nozze; e voi non vi farete
, xxv-1-175: quanto fariano il meglio a provedere / di pagar tutto quello c'
pagar tutto quello c'hanno in dosso / a chi fatto ne l'ha credenza.
non giacere e tenere cani e sparavieri. a. pucci, ix-356: la femmina
massimo volgar., i-365: mandati ambasciadori a pregarlo, nulla fecero. pulci
/ si dorrebbe di me, e a gran ragione. giusti, 3-232: di
di questi uomini che non sanno reggere a un colpo di vento contrario, non se
po'far peggio?) / mi tene a freno, e mi travolge, e
altro giorno si fece affari della botte grossa a trenta franchi la soma, che sono
dire, fare così per dire: parlare a vanvera, tanto per dire qualcosa.
., come: si fa presto a dire, a capire, ecc.)
: si fa presto a dire, a capire, ecc.). giov
. palazzeschi, i-18: giglio tardava a alzarsi la mattina e bella soave e
. alvaro, 9-128: faceva presto a stancarsi, come una pianta che non
? / ma voi siete altra taglia! a voi fa prode / l'aria di
opinione dell'universale, per farsene prò a reggere la cosa pubblica. cicognani, 1-16
, che buon prò gli faccia, a mettere insieme un libro pieno zeppo di
e spesso; / un ceffo accomodato a far san marco. -fare san
, / le tue co- sette, a una a una. panzini, iv-605:
le tue co- sette, a una a una. panzini, iv-605: in milano
fare senza; fare o poter fare a meno di qualcosa: non averne bisogno;
, 52: poiché il re rimetteva a lui il comando dell'armi potevano essi far
di meno di stare con tanta sollecitudine a far le guardie nel mezzo della pace
sarebbe andato via volentieri, per fare a meno di parlargli. -fare sera
petrarca, 237-33: questa ch'anzi vespro a me fa sera. d'annunzio,
, i-429: o donna ch'anzi vespro a me fai sera, / cui laura
: arrivare con ritardo, indugiare fino a ora inoltrata, mandare per le lunghe.
preda perché s'era baloccato ad aspettare fino a sera, disse quello che nell'autore
perciò accompagnare subito mario alla banca che a quell'ora si chiudeva. pavese, 7-132
quei che fa per trenta, / a soffiar cominciò furiosamente. saccenti, 1-1-7:
. -farla, farcela: portare a termine un lavoro, un'iniziativa;
nei propri intenti, cavarsela; reggere a uno sforzo (e può anche avere
firenzuola, 337: cominciando dappoi a domandare assai curiosamente come la facessero i
ei s'awede che tu sia venuto a lucca a tante brighe? manzoni, pr
awede che tu sia venuto a lucca a tante brighe? manzoni, pr. sp
barlume, fossero quelli che l'aiutassero a trovar sempre la buona,...
, 1-130: non ce la fo più a nulla, da un po'a questa
più a nulla, da un po'a questa parte. c. e. gadda
aspro e stizzoso che mandava ogni cosa a traverso, a cominciare dalle sottane dei preti
che mandava ogni cosa a traverso, a cominciare dalle sottane dei preti, dai
e gli birri tuttavia drieto gli erano a le spalle. pavese, 6-125:
così era nato il progetto di farcela a piedi. -accomodarsi. paolieri,
rispose. -farla o fargliene a qualcuno, farla in barba a qualcuno
fargliene a qualcuno, farla in barba a qualcuno: giocargli un brutto tiro; recargli
., 8-3 (247): giuro a dio che mai calandrino non me ne
che lo aspettar che altri la faccia a te. cellini, 1-112 (262)
g. m. cecchi, 245: a chi te la fa, fagliela. goldoni
da qui innazi, guà, se seguiti a farmene delle tue, ti vo'scrivere
al governo. moravia, xii-210: a me non me la fa'...
. -farla brutta o bella o grossa a qualcuno: recargli un grave torto,
avevi detto che la via per andare a casa era bella pulita e invece ci
: di questa smania romana ne cominciai a parlare con mia madre, e poi sempre
me avrebbe fatta ogni cosa, ne parlò a mio padre. tommaseo-rigutini, 735:
mio padre. tommaseo-rigutini, 735: 4 a farla corta * è segnatamente di chi
e non inefficace di voler metter fine a cosa ch'è per lo più tediosa.
e private e pubbliche non sa farla finita a tempo, verrà chi gliela farà finire
egli stesso. carducci, ii-9-318: addio a quando mi spiegherai certe difficoltà: e
. nieri, 145: che s'ha a fare, ragazzi? questo è un
alte grida di minaccia, fieramente risoluti a farla finita cogli avvelenatori. cicognani, 9-103
cicognani, 9-103: era quindi arrivato a una gelidità, a un'aridità, a
era quindi arrivato a una gelidità, a un'aridità, a una solitudine talmente
a una gelidità, a un'aridità, a una solitudine talmente desolante da trascorrere delle
talmente desolante da trascorrere delle notti intere a domandarsi perché non la faceva finita.
: dopo l'avere a'giorni suoi lavato a mille il capo, pur si trovò
basta, io credo che da principio, a farla grassa, saremo giunti a quindicimila
, a farla grassa, saremo giunti a quindicimila; adesso ogni giorno ne arriva
affatto; cui, del resto, a farla lunga, non rimarranno, si
: le ho fatte grosse per trovarmi a questo punto. -farla lunga:
proprio da vero artista che biroldo fece a giovannin di bùrico; 10 l'accorcio
un grave disagio (e si contrappone a: farsela bene). b.
guardia di finanza che, non avvezzo a quel vino, ne aveva fatte di
al nostro, se l'ha fatta a sbirciarmi tutta la santa serata.
subito ve la fate ne'calzoni. a. m. ricci, 3-169: appena
, gittato via lo scudo, diede a gambe. bernari, 7-389: e allora
-farsene: prendersela, aversela a male. carducci, iii-25-205: parecchie
giordani si possano leggere in italia. se a qualche fra- saiuolo sbracato ne parve altro
del generale. lassù 10 rividi vicino a lui un altro istante. de roberto,
, un crocicchio, che non riescono a morire,... si fanno luce
non posso disegnar di andare / sì a buon'otta fuori, che e'si fa
): rispose il lupo: -lascia fare a me, che molto lo so ben
mi dessi al papa e che lasciassi fare a me. manzoni, pr. sp
qualche cambiamento, dice: lasciate fare a me. dossi, 842: il lasciar
quali, esperimentati tutti i sistemi, cominciarono a capire che il migliore di tutti è
leggevo o che parlavo, lei riusciva a portarmi nel letto. l'aveva capita
, e la dolce alba mi trova a scrivere paginaccie che non finiscono mai.
grossa e piena zeppa di quattrini, a me non mi fa né caldo né
né freddo. moravia, ix-142: a me le sue furie contro la religione
né freddo. -non far niente a qualcuno: non fargli alcun male (
bambino, o per indurla ad avvicinarsi o a lasciarsi curare). jovine,
, non fare o non poter fare a meno di qualcosa: averne assoluto bisogno
sopra i processi e opere del duca d'a tene,... e non
, ma un governo non può fame a meno. imbriani, 2-157: io mi
forza, se proprio non possono farne a meno; ma gli zingari, mi sa
starebbero lo stesso anche se avessero a disposizione le case dei parioli.
sassetti, 76: quanto allo aspettarvi a montemurlo,... io non ne
, inf., 24-11: lo villanello a cui la roba manca, / si
qualcosa: non averne bisogno, poterne fare a meno; non dare nessuna importanza.
., ix-447: iesù diceva: perdona a loro, padre; imperò che non
quanto faccia, per così dire, a fine di screditarsi, non gli riesce.
nievo, 1-14: si frappone, a guastar il tutto, quel maledetto ostacolo
i buoni movimenti di quelle facoltà sorgenti a migliaia, come i funghi dopo la
per quanto io faccia, non riesco a trovare una definizione migliore di questa.
si vive assai bene e, relativamente, a buonissimo mercato, sapendo fare. levi
mi rincresce, sai, chiamarmi obbligato a te, ma via, un po'per
, un po'per uno non fa male a nessuno. proverbi toscani, 163:
nessuno. proverbi toscani, 163: a chi te la fa, fagliela.
di * porre, mettere, sistemare a suo luogo '), quindi '
, per un poco di guadagno ponghino a sì gran risco la vita e l'
... adoperatasi un dì intorno a certo lavoro di gran fatica, sudò
questa, gravida di quell'umore, a un medesimo fare concepette e partorì canisso
troppo far dell'acqua, in capo a tre settimane afferrarono a portoricco. -risultato
, in capo a tre settimane afferrarono a portoricco. -risultato, successo.
ch'egli con quel fare, gl'invitava a vedere e a certificarsi che i gesuiti
fare, gl'invitava a vedere e a certificarsi che i gesuiti non han le coma
e di gran fare non si formano a un tempo medesimo tutto intere, ma
un tempo medesimo tutto intere, ma a poco a poco, e spesso prendendo dagli
medesimo tutto intere, ma a poco a poco, e spesso prendendo dagli errori
locuz. sostant., con riferimento a chi è abituato a differire e procrastinare l'
, con riferimento a chi è abituato a differire e procrastinare l'esecuzione dei buoni
, ché troppi se n'à tirati dietro a l'inferno, ma fa il bene
cellini, 2-53 (395): a queste parole invaghito sua eccellenzia e del
piacciono. giusti, 3-193: avvezzi a vivere come anima- lacci sbucati di sottoterra
grazia mirabile acquistata da poco nel menar a tondo la furlana. saba, no
far di guido, che si veggono a s. teresa, e specialmente quello
o per tumulto il quale sperava aversi a levare in suo favore, a entrarvi.
aversi a levare in suo favore, a entrarvi. soderini, i-159: tiberio
tiberio cesare andava dietro al far della luna a tagliarsi 1 capelli. d. bartoli
40-ii-110: è proprietà di quelle provincie a tramontana, in così poco elevamento di polo
... si era portato subito a versailles. pascoli, 138: sian
della notte con la sua guardia armata a cassetta. 5. prov. dal
di color del rame, ed era sacro a esculapio). dante, inf
? * serpente paffuto '(consacrato a esculapio), deriv. da trapela *
quel poeta spagnuolo che li chiese in prestito a lei per uccidere un suo nemico.
d'oro lenta irriga il collo, a l'omero bianco / con un cinto vermiglio
lo ripose, così come porre coperchio a faretra. d'annunzio, iii-1-1169: su
le lance dei bòran con la cuspide a foglia di lauro, le targhe dei gurra
giraffa inciso, gli archi dei gubahin a triplice curvatura, le faretre piene di
curvatura, le faretre piene di giavellotti a testa mobile. -come attributo di
modo divinizzate, o di animali assunti a simboli. francesco da barberino, iii-410
già mai la colga ignuda. cecco d'a scoli, 1040: vedemo le città
, / avean spezzato e la faretra a lato / a quel protervo, e
avean spezzato e la faretra a lato / a quel protervo, e spennacchiate l'ali
favella. abriani, 1-15: cangia a miei danni amor due nere ciglia / in
due nere ciglia / in archi, a cui son corde aurati crini, / faretre
vedeano più i mortali far nido dentro a due begli occhi, né quindi vótar
capo, risonar fece [amore] a quel moto / il duro acciar che la
/ il duro acciar che la faretra a tergo / gli empie, e gridò:
dell'irato, / mentre movea simile a notte. manzoni, 229: il nume
eburneo, / stese la man sul tergo a la faretra: / tolse uno strai
né procurar ch'io sia quasi un segno a le saette de la diabetica faretra,
de le argute lingue / i già pronti a scoccar dardi trattieni / s'altra giugne
dardi trattieni / s'altra giugne improvviso a cui rivolti / pendean di già:
pendean di già: tu fai che a lei presente / non osin dispiacer le fide
amiche: / tu le carche faretre a miglior tempo / di serbar le consigli
tasso, 12-467: non sarà dunque sconvenevole a l'epico, che somiglia l'uomo
la faretra d'ovidio; la qual vada a ferire in modo che la piaga porti
poetica faretra / dardo che pronto sia / a far cotanta via. 3
4. locuz. -a faretra: a forma di turcasso, arcuato.
magro, si apriva sopra una bocca disegnata a faretra, precisa. -uscir
; avviarsi per il mondo. a. pucci, cent., 1-17:
: « faretra sagit- tarum theca, a ferendo iacula dieta ». faretrato
archi in mano / avezze al bosco a saettar le fiere, / e a colpir
bosco a saettar le fiere, / e a colpir da vicino e da lontano /
velli dei leoni. -con riferimento a una divinità che abbia come attributo l'
consegnata da quel faretrato fanciullo s'aristiò a chiamare el giovine. tasso, 13-i-429
l'apertura alare non è però mai superiore a 30 cm) deltordine lepidotteri, con
variamente colorate, l'apparato boccale atto a succhiare sostanze fluide, tre paia di
tutte le formiche / non si muovan a biche / a trar lor le vesciche.
/ non si muovan a biche / a trar lor le vesciche. pulci,
tempo ch'ognun s'innamora / e ch'a scherzar comincian le farfalle, / e
del capo ne la rete, e correno a la manifesta rovina loro, come la
da la vaghezza del lume corre volando a la certa sua morte. marino, 240
sospira e tace; / e quasi aquila a sol, farfalla a face, /
e quasi aquila a sol, farfalla a face, / arde e dice tacendo:
libero / spiega sovente i suoi pensieri a voi; / qual farfalla, che
un moscone di fenomenale grossezza si divertiva a tamburellare col capo contro i vetri della
per simil. e al figur.: a indicare forme che ricordano quelle proprie dell'
o irresistibile tendenza, ardente aspirazione a una mèta luminosa. rustico, vi-1-160
/ maraviglia sarìa, sì mi scoteste. a. pucci, 6-179: po's'
pucci, 6-179: po's'armava a guisa d'un scudiere, / é per
ripatriarsi e ritornare nel primo caos fa a similitudine de la farfalla a'lume dell'
la farfalla a'lume dell'uomo. a. f. doni, 2-49: leggesi
dottor barbagianni, che essendo una farfalla a far nozze con un suo amante, fu
porcile. marino, 2-155: se bene a sì gran luce umil farfalla, /
giorno, i-494: mille d'intorno a lui volano odori / che a le
intorno a lui volano odori / che a le varie manteche ama rapire / l'auretta
volo ondeggiante di farfalla, si mise a pigolare e si posò su un albero
e si posò su un albero scheletrito a tenere il suo balbettare. manzini,
un'essenza spirituale, un'anima volta a un fine trascendente (o, più
o, più semplicemente, una tendenza a evolversi, a trasformarsi). -in partic
semplicemente, una tendenza a evolversi, a trasformarsi). -in partic.: angelica
farfalla: l'anima pura che ascende a dio. dante, purg.,
voi che noi siam vermi / nati a formar l'angelica farfalla, / che vola
una crisalide / d'angelica farfalla! a. boito, vi-904: son luce ed
sono un caduto cherubo / dannato a errar sul mondo, / o un demone
oltre i fragili sensi circoscritti, / a portata di mano, / mescolati alla nostra
vive che sembra proprio si vengano adesso a posare su queste aiole. 7.
su queste aiole. 7. cravatta a farfalla (anche, semplicemente, farfalla
un po'spaurita, una gran cravatta a farfalla, un vestitone a grossi dadi
una gran cravatta a farfalla, un vestitone a grossi dadi bianchi e neri. comisso
completamente svanita, risultavano ridicoli con cravattine a farfalla. soldati, v-272: il
specchio rotondo, si aggiustò il nodo a farfalla. pavese, 6-242: aveva
). 11. radiotecn. circuito a farfalla (anche semplicemente farfalla):
microonde. 12. sport. nuoto a farfalla: stile moderno di nuoto,
nell'acqua, eseguita come nel nuoto a rana, succede un balzo di tutto
spinte indietro col palmo delle mani disposto a cucchiaio. 13. valvola a farfalla
disposto a cucchiaio. 13. valvola a farfalla: valvola che ruota intorno a
a farfalla: valvola che ruota intorno a un asse centrale in modo da regolare
che si pettinava con grandissima cura, a farfalla, e si rassettava continuamente con le
di raso di color celeste, seminata a farfalle di ricamo d'oro.
, credo, alle due tende tessute a farfalle dello studiolo. -andare,
, correre dietro alle farfalle', uccellare a farfalle, alle farfalle: lasciarsi guidare dai
testa come il sambuco, e sempre uccella a mosche, a grilli, a farfalle
, e sempre uccella a mosche, a grilli, a farfalle e a parpaglioni.
uccella a mosche, a grilli, a farfalle e a parpaglioni. sergardi, 73
mosche, a grilli, a farfalle e a parpaglioni. sergardi, 73: ora
punto voglia, e mi diverto più a correre dietro alle farfalle. -aver
quella tua testa piena di farfalle dinanzi a chi ti vince troppo in virtù ed
. carducci, 839: non curioso a te [roma] de le cose
farfalle: far cosa inutile, operare a vuoto, non concludere nulla. baldini
3-30: in quarant'anni, fosse riescito a guadagnarsi un quattrino, concluso un nulla
alle farfalle. -girare intorno a una persona o a un oggetto come
-girare intorno a una persona o a un oggetto come la farfalla al lume
: vagheggiarlo con ardente desiderio; tendere a esso come a proprio e naturale fine
ardente desiderio; tendere a esso come a proprio e naturale fine; esserne attratto
la farfalla al lume. -nodo a farfalla: nodo a quattro capi, in
. -nodo a farfalla: nodo a quattro capi, in forma di farfalla
-numerare le farfalle in puglia: accingersi a un'opera inesauribile. pulci, 25-332
rinaldo, udendo sì fatto sermone, / a lui rispose: « cavalier villano,
o di pecchie? / io t'ho a punir di mille ingiurie vecchie ».
del vaso [i vermi] vi cominciarono a tessere due bozzoli, da ciascuno de'
... / farfalla, io dico a te, ma sospirando / penso de'
ieri una farfalletta tutta bianca venne svolazzando a posarsi fin sui vetri della finestra.
mi grògiolo al sole e mi diverto a guardare queste farfalline vivicolori accoppiate, volando
che se egli il volesse rivendere, a mano a mano non ne trarrebbe il terzo
egli il volesse rivendere, a mano a mano non ne trarrebbe il terzo; e
vorrei vederti una camicia in petto / a gala, corta, e bianca di
: io ti priego, che tu impari a star saldo nelle buone deliberazioni, e
novelle, / sperando nuove idee pigliare a caccia, / prendean farfalle in iscambio
d'esser sì vaga e bella. a costoro non formava l'orecchie, e ad
larghe, che dal capo pendevano fino a terra, di maniera che amman- tavancisi
o michele, dà un'arpa di oro a quel farfallino di davide, che suoni
disposto, atteggiato in modo da assomigliare a una farfalla. banti, 10-17:
banti, 10-17: e le manine a farfalletta inarcano la palma, secondano le
del vaso al vicino fuoco gli costrigne a morire. redi, 16-iii-156: dalla
animaletto simile potesse raggiungere tanta velocità -vale a dire con i suoi zig-zag capricciosi,
pegamoide bruciata,... andarono a svolazzare per tutto il cielo insudiciato da
[del pino] egregi / sono a chi scracchi e farfalloni sputa.
de'lombardi lumaconi e farfaloni, tratta a la puttanesca, carpendone quel che tu
cavaliere e del conte nel mostaccio. a. f. doni, i-95: alla
: alla fine si stamperà un boccaccio a firenze, da quello originale, e
buon farfallone, si abbruciò le ali a questa candela. negri, 2-343: allora
anche con valore attributivo. a. f. doni, 2-48: il
crederà ch'egli forse sia il primo a dare contezza al mondo di quella (
passandolo nel petto banda banda, / a far ridere le piattole 10 manda.
: io son quello ch'andai a caccia di farfalloni storici nelle campagne argive ed
o qualche innamorato, / ch'a forza di sospir madrigaleggi, / o
sul cavai pegaseo le sassaiuole, / a dare il fiato, a dar le mosse
sassaiuole, / a dare il fiato, a dar le mosse a'tuoni, /
egli rinunzi al suo secolo, e a tutta la sua bella europa, e a
a tutta la sua bella europa, e a tutte le farfallaggini delle mode, se
, se vuol far cosa che piaccia sempre a tutti. = deriv. da
imperciocché di bianche ch'elle sono cominciano a diventar livide, ed a passare il
elle sono cominciano a diventar livide, ed a passare il tempo della loro farfallatura,
fratelli dessalle avevano passato l'estate precedente a maloja, jeanne studiandosi di essere una
carlino cercando, nelle ore mistiche, a sils maria e nei dintorni, le traccie
sm. letter. attitudine, tendenza a far vita brillante, senza serietà e costanza
. e. gadda, 9-372: tenuto a stecchetto dal prozio, il venarvaghi giuseppe
cui poter attingere i quattrini tanto necessari a esercitare la prodigalità novarese e il sempre
, che ne ripete gli atteggiamenti. a. f. doni, 3-133: se
e so ben che io vo intorno a quel che m'arde ». 2
il loro farfallino cervello batte le ali a zig-zag dietro ogni idea accessoria ultima apparsa
d'ancona, sembra di trovarsi davanti a un vinea un po'meno scritto e
2. cravattino a farfalla. = dimin. di farfalla
). nuotatore che pratica lo stile a farfalla (cfr. farfalla, n.
farfallonàggine, sf. ant. tendenza a esagerare, a inventare. lancellotti
. ant. tendenza a esagerare, a inventare. lancellotti, 2-184: specoli
2-154: che... sieno venuti a stimarci così melensi, babbioni e sempliciotti
i toscani e per lo tevere tornare a roma? perché ha più dello stravagante
qual fu maggiore, la farfalloneria di muzio a dirlo o la bacellonarìa del re
dirlo o la bacellonarìa del re a crederselo? 2. in senso
60: da parte mia, m'abbandonavo a una èstasi tale che sono sicuro di
tale che sono sicuro di avere commesso a quel ballo, e sùbito dopo,
: persona che si affanna eccessivamente intorno a cose di poco conto; uomo vano
percuote e picchie, / per ridurle a buon ritratte: / ché quel cose
che quella [terra] è utile a seminarvi grano, la quale naturalmente e per
toscani, emiliani, lombardi. cfr. a. tiraboschi [s. v.]
per servire il decotto delle sue foglie a mitigare la tosse, dicesi anche tussilaggine
tuberoso e strisciante, fusto alto sino a 30 cm, foglie ragnatelose sulla pagina
animale al proprio luoco, / chi a la città, chi al bosco, chi
la città, chi al bosco, chi a le grotte; / la pazza farfarella
nome di uno dei diavoli posti da dante a guardia dei barattieri: « libicocco vegna
guardia dei barattieri: « libicocco vegna oltre a draghi- gnazzo, / ciriatto sannuto e
si rassetta / le farfecchie di neve a ciascun lato. = dal lat
farfènse, agg. letter. di farf a, abbazia e borgata della sabina.
comannato / ca là i'le ne vada a le rote, / in qual so'
so', co lo vitto ferato / a li scotitori, che non me 'n cote
comannato / ca là i'le ne vada a le rote, / in qual so'
so', co lo vitto ferato / a li scotitori, che non me 'n cote
, imbroglione, farabutto. a. f. doni, 1-53: costui
f. doni, 1-53: costui, a un'ora di notte, entrato in
. parlare in modo non distinto, a mezza bocca; borbottare. moravia
di'un po', perché non stiamo a cena insieme stasera? ». calvino,
singhiozzo, bastonò il terreno, riprese a farfugliare. -muoversi, agitarsi farfugliando
nella cappa nera / ciancia o farfuglia a grandi lingue il fuoco. 4
è fermato lo sciame, ma attento a non muoverlo finché non arrivo io!
] tanta per conto suo, che a me n'ha lasciata più poca.
, oltre il resto, deve attendere a due paesi. = deriv.
, ch'era molto grosso e crudele a vedere e a mangiare. fazio, vi-13-76
molto grosso e crudele a vedere e a mangiare. fazio, vi-13-76: cercando
che d'un cappone / un dì a cena o a desinare, / e con
cappone / un dì a cena o a desinare, / e con quel cibo le
le farine; e di quelle ogni soldato a suo modo si sodisfaceva, avendo per
, passandole per la stamegnia le mectirai a bollire in un vaso ben netto, agiongendovi
raggrinzato, di sapore ingrato, ed a poca farina unisce molta crusca. nievo
: andoe in fretta abraam nel tabernacolo a sara, e disse: apparecchia tre misure
. verga, ii-363: lui stava a vedere, sopra pensieri, piluccando di
farina: farina non stacciata, mista a crusca. marinella, 192: mangiava
paffuta e ricciuta,... rassomiglia a quelle dei neonati sui cartelloni pubblicitari delle
pure non sono affatto pochi, fino a tutto il mese di maggio prossimo passato non
campi, i quali son posti intorno a marine e molte paludi, imperciocché questi
della farina non ci possono andare donne a comprar farina. -fondaco della farina:
-monte della farina: monte frumentario costituito a modena nel 1501 per la rivendita, a
a modena nel 1501 per la rivendita, a prezzi convenienti, di farina ai cittadini
de la farina fa fare del pan a furia. 2. pitt. difetto
di farine da tavoletta mi faceva pensare a un favoloso gineceo. 4.
l'hai colta che tu ne fai festa a farina, che la tua è stata
il mio mistiero, comincerò un poco a dimenarmivi intorno. e prima, quanto
, voci disusate, voci che son redicole a voi medesimi: e poi, non
/ e tal si pensa di tenermi a scuola, / che li saprà di fummo
poco di crusca. ma... a lui bastava che la farina degli scritti
il pubblico sia avvertito, onde vada a rilento nel creder mio tutto ciò che
/... / nessuno è pari a voi nell'orrido volto che ride.
[naturalisti] è stata reputata utile presso a poco quanto la farina di grano.
giuocare con quest'osso, s'adattano a quei segni, servendosene per numero; con
, per esser questo il più facile a rimanere scoperto.
andrea da barberino, i-271: candidora andò a letto con bosolino, e la cameriera
con bosolino, e la cameriera andò a dormire con ramis, ch'era nella
farina per bosolino e per ramis. a. f. doni, 2-87: la
putta], così alla buona che pareva a caso, in camera della moglie,
con mente incerta e varia, / a fabbricar mille castelli in aria. panciatichi,
. lippi, 1-48: van molti a grucce, in seggiola, e nel
ricevere farina durante uri assedio. a. pucci, 91-9: appresso ha [
buona pezza tutto pensoso, e pensando a quel cacciar via i giudei, si
avesse se non per esser da lui chiamato a conseglio de la lastra e cacciar i
e che non potrebbe altro che andare a tastoni, e che parlava per ubbidienza,
e che si rimetteva, proferì, a parer suo, uno sproposito. nieri
ec. f. rondinelli, 172: a questi [carboni] si applicava impiastro
, 16-58: chi vi cercassi trito, a falde a falde, / né l'
: chi vi cercassi trito, a falde a falde, / né l'un né
; anzi coi libri si lavora sempre a perdita. cassola, 2-293: quando siete
siete stati qui in tre 0 quattro a dir male del governo, che avete concluso
non fanno farina. -non far farina a uno: non importargli, riuscirgli indifferente
: / o quelle o altre, a me non fa farina. -porre
: sforzarsi inutilmente di far del bene a uno. forteguerri, i-168: ti
ne'sacchi sfondati. -riuscir meglio a pan che a farina: avere miglior
. -riuscir meglio a pan che a farina: avere miglior sorte o successo
vostra signoria in ricordarmi quel ch'io ho a fare; io vi riuscirò meglio a
a fare; io vi riuscirò meglio a pan che a farina. g. m
io vi riuscirò meglio a pan che a farina. g. m. cecchi,
. / -dappoco no; lassate fare a me, / che io ve lo farò
fin, come si dice, / meglio a pan che a farina. magalotti,
dice, / meglio a pan che a farina. magalotti, 7-153: mi disse
: mi disse essergli io riuscito più a pane che a farina. -spacciare semola
essergli io riuscito più a pane che a farina. -spacciare semola per farina:
]: 4 spacciare semola per farina': a quel che vai meno dar prezzo o
testimoniarlo, si vede. in quanto a qualche spesa mal fatta, epicarmo corbino
un vecchio proverbio gastronomico napoletano: « a chi fa le tagliatelle casca la farina per
20-2-18: « farina et furfures a farre dictae, cuius sunt purgamenta
simile ad un farinaccio di pochi punti. a. casotti, 1-1-113: giuochiam a
a. casotti, 1-1-113: giuochiam a cappelletto o a'farinacci. = cfr
ha la consistenza della farina. a. cocchi, 5-2-121: si rigettano i
. candidi dentro e farinacei, facili a rompersi e masticarsi, e che lasciano
nel torchio vien la farinacea massa, / a quei ferrei metri, ov'ella è
metri, ov'ella è pressa, / a forza configurasi, e trapassa.
una frattura). barsanti [in a. cocchi, 8-147]: la frattura
5. coperto di materia simile a farina (le ali di certi uccelli
si. vaso di legno che serve a infarinare le vivande prima di cuocerle.
terra, le genti nimiche- voli cavalcarono a monte sacco, ed ivi per lo comune
.. / (io mi vergogno a dirlo, io noi vo'dire, /
che l'officio mio fosse simile a quello dell'assaggiatore il quale scioglie
farina / colta fo subitamente / e a cuocer non fuor lente / in un caldai'
vermicelli. leopardi, 460: pon mente a i cibi: è candida / la
durante il divezzamento. 3. pastone a base di farina (di grano, orzo
da volatiche. roberti, x-181: a quel manzo nostro, / che più non
del tutto dalla crusca; farina mista a cruschello. = deriv.
furbi e farinelli, / che a un girar d'occhio ti squademan tutto
l'edera dissanguata ora serpeggia / a rubare ad ortiche e farinelli / la frana
costrittori; può essere sonora o sorda, a seconda che le corde vocali, attraverso
quella che succede per corpi duri restati a caso nella faringe, o al principio
follia: strappò la bottiglietta e bevve a gorgozzule il giallastro liquido, che le arse
po'di faringite e son dovuti rimanere a casa. = deriv. da faringe
farina. pulci, vi-26: a tempo di carestia, il mulino è buona
voi me ne portarete su di peso a un grido. montale, 3-270: quando
più cisposi, farinosi, non somiglia più a churchill, somiglia solo a grock.
somiglia più a churchill, somiglia solo a grock. 2. che è
polverosa. d'annunzio, v-3-172: forse a vespro vedeva giungere per le vie dell'
con benigna letizia su la scodelletta di scorza a condirgli con l'olio dell'oliva umbra
nella quale il mondo trova quello che basta a lui per ridere. pellico, conc
e politico ebraico del ii sec. a. c. che si proponeva di
, la mimesi rediviva del giudaismo. a. labriola, iii-117: chi voglia
differenze,... può provarsi a mettere a raffronto l'ebraismo, il quale
... può provarsi a mettere a raffronto l'ebraismo, il quale si chiude
si chiude in una legislatura statuale sino a riuscire alle formalistiche astrazioni del farisaismo,
30-8: si san ioanne battista arvenesse / a repigliare 'l torto, / ancora mo
quel tempo andarono li scribi e farisei a gesù, e disserli: maestro,
sono parole del salvatore nostro. e a chi le parlava il salvatore queste parole
le parlava il salvatore queste parole? a li scribi e farisei. e chi sono
novi farisei, / avendo guerra presso a laterano, / e non con saracin
che faccia sentire il suo valore / a questi ingrati farisei ch'or sono,
/ che, tosto che ciascun entra a la soglia, / vi son d'intorno
(242): ora, andate a dire ai dottori, scribi e farisei,
senza andare in collera, perché non veniate a turbarci coi vostri obliqui affanni, o
chinò sul cieco finto, e gli chiese a denti stretti, sottovoce: -perché hai
lavoro o occupazione; zelatore. a. f. doni, 1-44: mi
: « pharisaei, qui se quasi iustos a populo separabant, divisi appellabantur ».
, la quale cierto andava e veniva a mano di farlingotti e di tedescame. pulci
pratesi e borghigiani, / e popoli altri a firenze vicini, / mi par proprio
farlotti! panzini, ii-49: ritorna a casa, si siede su d'uno sgabello
essenze medicinali; erboristeria, spezieria (a roma). = deriv. da
parti; cioè che una fusse quella a cui rimediasse co 'l vitto; l'
, 2-65: le ricette si usa a scriverle in latino o in francese? i
al figur. redi, 16-ix-135: a questa febbre dall'oculatissimo sig. fiorentini
sig. fiorentini è stato soccorso fin a qui con opportuni rimedi, chirurgici e
farmaceutici. muratori, iii-165: oltre a questi pericolosi rimedi chirurgici, è da avvertire
reduce da una pas- seggiatina di piacere a sapri, temibilissimo e temutissimo, mi
(un laboratorio); che serve a contenere le sostanze medicinali (un flacone
di cinema mi diceva, dopo essere stato a roma, la sua meraviglia d'avere
so in qual chiassuolo di mal nome a sacrificare la mia pubertà senza lanugine sopra
, ancora oggidì, non è salutare che a chi ne tiene bottega. cicognani,
prese per bocca inducono l'uomo o a amare o a odiare o a impazzire
bocca inducono l'uomo o a amare o a odiare o a impazzire e far simili
uomo o a amare o a odiare o a impazzire e far simili altre azioni per
maioliche della farmacia ducale di urbino, ora a loreto, debbonsi, se crediamo alla
ed il notaro tutti inferraiuolati che giocavano a carte. de roberto, 429:
. papini, 26-166: feci caricare a bordo copiose provviste, una biblioteca,
. -anche con valore collettivo. a. cocchi, 3-281: l'esperienza ha
l'esperienza ha dimostrato più volte anco a me che in toscana si guarisce felicemente e
acida,... senza che a tal dieta sia necessario aggiungere la minima
, che scorrere la vita in mezzo a quel diluvio di medicine, e a
a quel diluvio di medicine, e a quella babilonia impertinente di farmacisti. cattaneo,
* 375: i farmacisti che devono spargersi a centinaia su tutta la superficie del paese
, e tu benigna / ti volgi a salutar la civettuola / figlia del farmacista e
giorno, estate o inverno, andava a prender lo zio canonico in chiesa,
vespri e se pioveva entravano dallo speziale, a veder sgocciolare l'acqua lungo i vetri
o con altri della conversazione che stavano a ragionare colle mani sul pomo del bastone.
la finestra, protestava la propria devozione a giovancarlo e a tutta la sua casata.
protestava la propria devozione a giovancarlo e a tutta la sua casata. -figur.
, naturale o chimicamente preparata, atta a provocare una modificazione (benefica o tossica
le patavine scole. panciatichi, 79: a me galeno e an- dromaco dar non
il figliastro ed il suo marito roberto. a. cocchi, 1-66: introduzione dentro
de'farmachi. guerrazzi, iii-374: a questa prima causa teneva dietro la infermità
volentieri ascolta, / o giovenile etade; a te si tempra, / più ch'
lo strumento che più fruga ne'precordi a mettere in esaltazione lo spirito. non
, lo sollevò, lo rimise accanto a lei. -si rimetta a sedere,
lo rimise accanto a lei. -si rimetta a sedere, la prego, ottima signorina
scoperta, anzi preziosa, servir potendo a disinganno contro i guazzabugli delle antiche farmacopee.
: un balzanello giovinastro baldanzoso andava attorno a quei che leggevan le lor lettere,
iscroccar qualche novella; e frequentava anche a tal intento le farmacopee, le barbierie e
una chicchera rovesciata da un pappagallo sopra a un tondo d'argento per portar via
memoria, perché la bottiglieria non abbia a invidiar la gloria della farmacopèia. 3
i. nelli, 6-3-10: atto piuttosto a scarabocchiare che a scrivere le ricette,
6-3-10: atto piuttosto a scarabocchiare che a scrivere le ricette, le quali, male
il « visto » sulla ferocia del medico a e le ladrerie del farmacòpola b.
buonarroti il giovane, i-277: farmacopoli a noi diam lo sciloppo / ben spesse
. scherz. im posto a guisa di farmaco. petruccelli della
di napoleone, da lui farmacopolizzati a re di napoli, di spagna, dei
ungheria in cristallini asso ciati a minerali di ferro). =
): non vi racorda, donna, a la fiata, / che noi
fiata, / che noi stemmo a san sebio in tal gineccio? /
sono del diavolo degni coloro che, a sua somiglianza, dimorano nel peccato. anche
profumeria, per il suo odore simile a quello del gelsomino. = voce
, 8-2-104: fare o dire cose somiglianti a quelle che dicono i farneticanti. muratori
delirio. barilli, 6-89: quanto a me, gli occhi, li ho chiusi
, li ho chiusi, incollati palpebra a palpebra, in un sonno di fuoco e
il sonno, farneticava senza dar noia a nessuno, a voce di tono mutevole
farneticava senza dar noia a nessuno, a voce di tono mutevole e parlando molto
voce di tono mutevole e parlando molto a senso, con espressione e pateticamente.
: molto ci van le femi- nelle a danza, / narrando per visione i capogirli
sul loro cammino. -farneticare a sanità: dire o fare pazzie,
tu in buon senno? tu farnetichi a santà e anfani a secco.
senno? tu farnetichi a santà e anfani a secco. 3. tr.
3. tr. dire o pensare cose a sproposito. aretino, ii-36: -
effeminati ganimedi infamano istam urbem clarissimam a capestri sine rubore, a gli sfacciati cimeduli
urbem clarissimam a capestri sine rubore, a gli sfacciati cimeduli subiaceno gli erarii delle
: « e che diavolo vai tu farneticando a quest'ora? ». l.
. salviaii, 19-126: -io mi risolvo a creder, che tu abbia / addosso
diavoli. marino, vii-117: vadano pure a lor talento i dotti e scienziati del
da una suggestione malefica che lo spingeva a farneticare sogni di libertà, di imprese ove
di omero vestri. farnetiche ri a, sf. raro. il farneticare,
., 9-6 (379): cominciò a guisa d'uom che sognasse ad entrare
molti se ne gittavano ne'pozzi, a terra delle finestre e in arno;
versò la sposa tua / forse, e a digiuno te lo tracannasti, / sicché
certamente mi stavo addormentando. una voce a destra mi sveglia dal farnetico metafisico, una
dee., 8-3 (246): a me par egli esser certo che egli
egli esser certo che egli è ora a casa a desinare, e noi ha lasciati
certo che egli è ora a casa a desinare, e noi ha lasciati nel farnetico
nere giù per lo mugnone. a. pucci, cent., 89-68:
il re ferrando]... aversi a valere di quella città a modo suo
. aversi a valere di quella città a modo suo, e di poi..
, e di poi... avere a essere quasi arbitro di tutta italia,
volersi così tosto rimaritare, io avrei tempo a ogni mia difficoltà. della porta,
, che chiusi li occhi e cominciai a travagliare sì come farnetica persona. seneca
anni, / orride al mondo e minacciose a gli empi. f. f. frugoni
vi-395: rompere / voglio il capo a questo vecchio farnetico. f. f.
corpo suo durante il sonno sia portato a movimenti osceni... così è de
folle, pazzo, insensato. a. f. doni, 140: veramente
quel tempo invase l'italia quel gusto a tal segno di forza, che..
. occupò miseramente le penne più prodi a cantare... i miracoli d'
del gruppo delle roveri, alto da 20 a 40 m, con diametro superiore
40 m, con diametro superiore a 1, 50 m; la chioma
. redi, 16-iii-130: farete riflessione a quelle tante sorte di galle, di
. fare), sm. apparato destinato a costituire un punto fisso di riferimento,
navigazione marittima: è un'alta costruzione a torre, recante in sommità una forte
da lontano (e serve di solito a indicare l'ingresso di un porto o
, -tuttavia lo faro, e presso a notte vene giorno chiaro. giamboni, 4-394
la sua utilità e maraviglia, ogni città a fare nel porto suo anch'ella un
inghilterra una maniera di contribuzione... a colui che ha pigliato la impresa di
il faro scintillante. verga, 3-131: a quest'ora avrebbero dovuto accendere il faro
buio notturno, come un faro inalberato a salute dei naviganti. d'annunzio,
luce. -aeron. riflettore adottato a scopo di segnalazione, per favorire agli
monumento terminante con una lanterna, edificato a scopo celebrativo o commemorativo. cardarelli,
. proiettore elettrico che sugli autoveicoli serve a illuminare a distanza la strada da percorrere.
elettrico che sugli autoveicoli serve a illuminare a distanza la strada da percorrere. —
: partito da brindesi, giunse dirimpetto a messina;... e poi se
le navi e le galee tutte insieme a siracusa, benché una di gio- vannandrea
] esser quella che servisse di faro a chi disegna di ridurre a poema epico
servisse di faro a chi disegna di ridurre a poema epico la navigazione del colombo all'
una ragione corrotta. carducci, 1033: a te, scandian, faro gentil che
tolomeo filadelfo, nel iii sec. a. c., costruì un faro)
verunt, eo quod flammarum indicio longe videatur a navigantibus, qualem ptolomaeus iuxta alezandriam con-
oltre al farraginare molta roba anche poco a proposito,... dice anche molti
intorno all'equinozio autunnale; si dà a mangiar tutto alle bestie in erba verde,
, ciò reputo io così poco necessario a credersi. marino, 10-165: che
l'immensa farragine di sensi che, a considerargli sparsi in tutto l'alcorano,
arte né disegno, in ogni modo a allontanarsi un poco coll'occhio, e guardarla
che quegl'insigni censori avessero dato di penna a quella gran farragine di finti martiri.
ingegno tecnico di grande abbrivo, rotto a diverse guise di virtuosità. soffici, v-1-378
farragine legislativa dello stato nuovo ed intento a dar norme uniche a tanta diversità di cose
nuovo ed intento a dar norme uniche a tanta diversità di cose e d'uomini
alta farragine / raccoglie il padre giove a concistoro. 3. materiale non
] come la troppo umida non sono a proposito degli orti. quella che da
essere sequestrata dalle cure mondane, come a chi sopra una prominenza poggiato si presentano di
monsignore si rovesciò invece farraginosa e polverulenta a difendere il povero aminta che non ne
: non aveva avuto bisogno d'arrivare a leggere il taine farraginoso né d'aver letto
onde non resto capace come abbia fatto a empiere tante carte, che fanno strabilire solamente
tante carte, che fanno strabilire solamente a vederle. 2. sovraccarico di
cassone in noce antica e massiccia, a tre riparti, sculto baroccamente.
della confarrazione, cioè mettere il farro a commune: e innanzi alle donne novelle
l sale e già le bende / erano a le mie tempie intorno av
farro / commisto al sale, in mezzo a tutti crise / levò le palme
suo farro pagandolo due tari meno a salma. pascoli, 876: eccolo,
263: fassi parimente [l'alica] a i nostri tempi in italia in vari
per lo più breve, inteso essenzialmente a far ridere con la rappresentazione di azioni
/ ch'altra non fu mai simigliante a questa / de più farse, più giochi
e farse, / danze e conviti attese a dilet- tarse. bandello, 1-44 (
per rallegrare il popolo, e molto più a proposito che i nostri intermedi..
rosa, 13: si sente per tutto a più potere /... / cantare
, 7-124: alcune delle attrici vennero a sedersi vicino a noi per godersi la
alcune delle attrici vennero a sedersi vicino a noi per godersi la farsa finale.
dica che una farsa voglia fare / a carlo: de'suoi panni raddobbasse / in
. luca pulci, 3-23: era a punto la aurora apparsa / quando e'
acquisti, tante speranze, e sacrificarle a un idolo forestiero? sarebbe questa una
là quando mi pare / sulle farse vedute a tempo mio, / qualcosa annasperò
amaramente il cavaliere. -ritorniamo ora a quella farsa dello svenimento. pirandello,
dramma o farsa / di fingere di credere a qualcosa, / per pietà o per
dell'infinitamente piccolo, la farsetta affaccendateli a dei pulcinelli gravacciuoli. c. boito
così è degl'idillii politici, a cui raro avviene non tenga dietro
, sf. letter. l'essere simile a una farsa, degno di una
in italia, che ha dato i natali a sten terello, sono i
boiardo, 2-10-17: sopra de l'elmo a balisardo mena, / e la farsata
forese, vi-1-253 (4-14): a lo spedale a pinti ha'riparare;
vi-1-253 (4-14): a lo spedale a pinti ha'riparare; / e già
/ e già mi par vedere stare a desco, / ed in terzo,
, 22-32: ma se vi manca a questa tela fila, / tu n'hai
proprio di una farsa; simile a una farsa, degno di una farsa
che aveva del sudicio e del feroce a un tempo. gramsci, 6-328:
: se alcuno fusse che volesse istare a cuscire, o a barbieri, o farsettari
che volesse istare a cuscire, o a barbieri, o farsettari, o calsolari,
, o fabbri, e all'arti a che sono disposti, troveretele loro, e
loro, e acconcia tegli a bottega. sacchetti, 26-2: la dottrina
sportivi o militari. - farsetto a maglia: specie di camiciola che i
/ piattine geno vese tutte a pònto. novellino, 95 (153)
: uno màrtore di villa venia a firenze, per comperare uno farsetto.
, / la quale m'ha a dar ber pur una volta, / e
, / e manderolla col farsetto a schiera. m. villani, 6-54:
ma di minuta piuma / di strani augelli a lista a lista ordito. b.
minuta piuma / di strani augelli a lista a lista ordito. b. corsini,
e misura e frappa e cuce / intento a suo lavoro, ond'ei rintoppi /
, 219: gli regalai il farsetto a maglia che mi dettero quando mi congedarono.
che in faccia del padre non ritornasse a casa in farsetto, avendo, come
] ad avito in piacenza, forzandolo a menare in farsetto vita privata. magalotti
in farsetto, come quando tu venisti a far con mi: e vatti con dio
sacchetti, 85-24: gherardo si comincia a spogliare in farsettino, e monna ermellina
/ e vedi da principio, e ciò a causa / che tu ti spogli in
e tolta l'arte / de'farsettoni a l'unghera manera; / e stretti in
, / rimanda ormai il farso suo a pilletto: / ch'egli è tanto
ciò che te n'è detto. a. pucci, cent., 68-18:
ant. misura itineraria indo-portoghese, corrispondente a km. 5, 5 circa.
la notte altre tante parti di camino, a ragionar di una farzanga per ora,
gran pena è agli europei l'avvezzarsi a maneggiarli: conciosiaché, non sol quivi,
di legno sottile ed elastico, piegata a cerchio, che si adopera per la
piede delle colonne di marmo un collarino a similitudine d'una fascetta, onde aviene
del destinatario. -fascetta editoriale: striscia a carattere pubblicitario, sovrapposta alla copertina di
sottile di suo, non solo faceva a meno di steccare il busto, ma si
. pratolini, 9-492: corinna fu costretta a stringere la pancina dentro la fascetta:
le sorelle e la madre l'aiutavano a vestire l'abito da sposa.
fasciano il fodero verso la bocca, a una certa distanza l'una dall'altra
occhio in cui passa una campanellina, e a questa s'affibbiano le calate della cintura
bei fascetti! alfieri, 1-1205: portatili a casa, facendone la rivista, ritrovai
altro discemere, ed il bianco vengono a formar della luce. fracchia, 539:
vogliono che le cose diffusamente dette fino a quel punto, in un picciolo fascétto si
del larice). 5. punto a fascetti: punto di ricamo che si
guerrazzi, 5-80: lo vide comparire indi a poco vestito di tutto punto, abbottonato
fare. cieco, 24-49: certe fasce a traverso gli posero / che la tenean
mi legò tutti e quattro i piedi a certi legni dispersi l'un dall'altro.
di quelle mie fasce e 1'accomodai a un pezzo di tegola antica...
... era la fascia acconcia a modo d'una staffa. vasari, i-418
immaginatosi la corruzione di quel corpo stato a morto tre dì, fece le fasce
l'imperadore vuol fare una grazia straordinaria a un gran signore o mandarino condannato a
a un gran signore o mandarino condannato a morte, gli manda una fascia di
volto, per ornamento, o che serviva a tener legati i diademi, le corone
, presso i romani antichi, serviva a legare i sandali e veniva intrecciato intorno
-striscia di stoffa, che cinge la vita a guisa di cintura (nell'abbigliamento sia
il piè vestito, / eburneo corno a verde fascia appende, / ride il labro
gemmata fascia che da un lato scende. a. verri, i-30: una cerulea
-ventriera. pirandello, 7-664: stare a letto tre o quattro mesi, ben
polizia). casti, ii-5-32: a traverso del petto e sulla veste /
grande fascia o stola di raso bianco a traverso, come la portano gli ufficiali
inclita guarnigione le fasce tricolori che avevano a tracolla, come segno indiscutibile della loro
. pavese, 4-285: si sta a vedere, -disse un altro dalle fasce
chi mai tese quella fascia rossa / a traverso la porta della casa / e vi
ritenere il medicamento sopra la ferità si farà a guisa d'un t maiuscolo; quella
andava per le nostre strade, appoggiato a un rozzo bastone, trascinandosi dietro le
stracci, fasce, che le facevan somigliare a tubi di stufa o a soprassate.
facevan somigliare a tubi di stufa o a soprassate. -fare le fasce:
nudrimento, / che cominciar per tempo / a darme la cagion de questa rima!
: con ammirazione grandissima, si accostò a la giovane e basciò le fasce involtate
la giovane e basciò le fasce involtate a tomo i piedi del picciolo bambino.
dar potesti baci / delle beate fasce a i puri lini. battista, vi-4-28:
3-73: oh te beato, / a cui fu vita il pianto! a noi
/ a cui fu vita il pianto! a noi le fasce / cinse il fastidio
le fasce / cinse il fastidio; a noi presso la culla / immoto siede
infanzia. rosa, 1-53: viene a piangere chi nasce, / al morir
è porlo [il tralcio] ritto che a giacere, per non l'aver punto
giacere, per non l'aver punto a piegare; perché in quella piegatura la
crede di scorgere una breve fascia, simile a un anello più rilevato e più chiaro
miei le fascie, onde renato / ritorni a vita più tranquilla e casta. baretti
il petrarca non si sgomentò e cominciò a svolgere gentilmente l'umano dalle fasce teologiche
naturali o artificiali, sostenuti da muri a secco, che formano come delle gradinate
parallele. sbarbaro, 4-25: arrivati a scuro, ceniamo sull'erba. le
ceniamo sull'erba. le lucciole! a sciami! la loro trama silenziosa veste
tasso, 1-23-17: l'ultimo assalto a la città destina, / e vuol
/ e terribil minaccia alta ruina / a le sue nuove ed a tantiche fasce.
alta ruina / a le sue nuove ed a tantiche fasce. dottori, 1-445:
garofalo] con fasto e con festa a l'aria uscito, / gode, adobbato
gode, adobbato di purpuree fasce / a la rosa leggiadra esser marito. cesarotti,
le giarrettiere alle calze bianche e rosse a fasce. pirandello, 7-75: la
uso popolare, ricorrono fregi e greche, a fasce rosse, gialle, cenerognole.
di luce filtrata da un'interna porta a vetri. bernari, 5-107: più volte
mare, fra due palmizi e una tenda a fascie rosse d'una estiva felicità.
pelli, 20-89: dalla terra bigia cominciarono a scaturire fasce di biancori gelidi che
larga: membrana che circonda la coscia a guisa di manicotto; la sua estremità
, in partic., quella che serve a segnare sulle facciate degli edifici la separazione
una e l'altra cornicetta, come a dire una fascia e una riga.
: sei sono le maniere de'volti cioè a crociera, a fascia, a remenato
maniere de'volti cioè a crociera, a fascia, a remenato. vasari, i-107
cioè a crociera, a fascia, a remenato. vasari, i-107: i suoi
2-41: il pilastro d'angolo, a colonna con lesene, sormontato dagli aggetti
alla bocca dei cannoni e la cinge a guisa di cerchio; ornato che circonda
circonda la parte inferiore della campana e a volte anche quella superiore. mozzi,
cader tutte [le macchie] dentro a quella fascia del globo solare, che risponde
, 20-76: s'aggira in mezzo a la gran fascia intorno / l'eclittica invisibil
piccola che basta quasi un mese a percorrere la sua fascia equatoriale: tutto
sovrasta la zona dell'equatore magnetico terrestre a un'altitudine di circa tremila chilometri;
vasti corridoi in prossimità dei poli) a un'altitudine di quasi diciottomila chilometri.
forma per lo più cilindrica, avvolto intorno a una struttura. - fasce del tavolo
di legno che tengono i razzi divaricati a raggiera dal centro in alto, erano
con vestimenti onesti, s'arrenderanno meglio a tal debita volontà. giusto de'conti
, / e 'l vostro ingegno, a cui lodar son roco. baldi, i-28
insino nelle fasce. morando, iii-229: a pena un tuo desio tramonta e muore
, che invecchiare così, per avere a tribolar tanto nel mondo. d'annunzio
v-1-769: ma che parl'io di greco a quei che in fasce / stan del
... protestando di volersene ritornare a casa se il noiosissimo romanziere in fasce non
bella nasce ha la dote nelle fasce: a una bella ragazza le cose andranno sempre
stimmate, 184: le quali fasciuole a tempo d'infermità egli si lasciava mutare
, iii-1-126: mettevano una fasciolina intorno a un piede della piccola, che piangeva perché
no, via, il vestitino nero anche a lei... bianco, con
riferisce alla fascia, che è simile a una fascia, che rammenta una fascia.
fasciame / si sfascia; e non varranno a racconciartele / gli stoppatori. lucini,
il fasciame coi colpi brevi, cominciò a lavorare coi colpi lunghi ed alti.
accademici, questo costume del fasciamento comune a tutto il genere umano. i siamesi
si unisce il piede anteriore del cavallo a quello posteriore, perché la bestia non
vi-n-153 (19-11): po'tornar a casa a le lor vaghe, /
(19-11): po'tornar a casa a le lor vaghe, / ove serann'
lippi, 3-38: chi torna indietro a fasciarsi la testa. baretti, 3-180
poi traesse / di fuor le braccia a grattarsi gli occhi. guerrazzi, ii-37:
negli occhi attendevano ad adattare faldelle, a fasciare, a forbire. d'annunzio,
ad adattare faldelle, a fasciare, a forbire. d'annunzio, v-1-748:
svelta? marino, vii-373: se a sì tragico oggetto i due lumi maggiori si
le piaghe della comune madre, ci ingegniamo a prova di più e più lacerarle.
. forteguerri, 29-44: mi- sesi a fasciare / sue membra, che il candor
cuore nel seno. pascoli, 239: a letto, il buio li fasciò,
catena, / e le man dietro a quel fellon n'allaccia: / le braccia
3. marin. eseguire una fasciatura intorno a un cavo; applicare il fasciame esterno
318: quando tu hai poche genti a comparazione del nimico, tu dei cercare
francia. galeazzo di tarsia, ix-657: a me quando che sia pietosa vieni,
t'involvi e fasci, / sì che a pena ti scorgo e poi rilasci /
essendo in una villa, fu indotto a fasciarsi da bambino per fare il giuoco
bambino per fare il giuoco della balia a una veglia. -avvoltolarsi (in
cominciò il vento rigido e spietato / a soffiargli or di dietro ed or davante:
capo prima di romperlo; aspettate, a fasciarvi la testa, d'esservela rotta
« perché amareggiarsi inutilmente? aspettiamo, a fasciarsi la testa, d'essersela rotta »
più il sinistro ch'io tengo fasciato. a. boito, 23: mummia fasciata
: né somigliavano [le donne] a quelle della beozia o della focide, che
loro: rapati, sbarbati, fasciati a spiga come veterani; li ritrovo in
e malagevole, perocché venendo da biforco a beiforte presso alle due miglia della valle
terrecotte. loria, 1-26: solitaria a mezzo del recinto sorgeva una casa in costruzione
541: pare che siano vecchiolini, vestiti a guisa di metanieri, con una fasciata
la armata, / benché sua insegna a questa non conviene, / ché solo è
quadrato o rettangolare, che, piegato a triangolo e opportunamente avvolto, serve a
a triangolo e opportunamente avvolto, serve a coprire il bacino e le natiche del
, 2-84: se corso è drento a l'unghie, sieno accorte / tue man
sieno accorte / tue man con un coltello a aprire el male / tra le due
le gentildonne poi di rado sogliono arrivare a trent'anni, il che nasce da una
che, essendo visibili, avrebbero rivelato a tutti il nostro segreto. 2
le fasciature a'suoi aranci e rientrò a pigliarsi il mantello per andar in chiesa
io fo volentieri. il riceverai dunque a parte colla solita fasciatura per non
la sera, attendere alle dame, e a un bisogno correre sei miglia per dì
in un fascio (e si riferisce a organi vegetali). -radici fascicolate:
: le radici secondarie che in seguito a forte sviluppo superano in lunghezza e robustezza
, nascono da una sola gemma disponendosi a ciuffi. -fiori fascicolati: fiori che
all'ascella di foglie secondo una disposizione a mazzetti. tramater [s.
, aggiunto di quelle radici le quali a guisa di un fastelletto sono suddivise in
quel fasciculo delle lettere per non implicarsi a dare risposta. di giacomo, i-630
, in un paese lontano dal mio, a innamorarti delle farfalle e degli scarabei verdi
delle farfalle e degli scarabei verdi scintillanti, a raccogliere pazientemente e ad ordinare famiglie di
, 433: alle tre corsi a casa a prendere un fascicolo di carta e
: alle tre corsi a casa a prendere un fascicolo di carta e mi precipitai
un fascicolo di carta e mi precipitai a sentir rajna, all'università.
[lamartine] tutto il primo fascicolo a raccontare le sue prime impressioni letterarie.
verga, 2-129: alberti tardò un istante a rispondere; ma ella, senza dargliene
. fogazzaro, 7-12: carlino andò a pescare nel portamusica un fascicolo di bach
/ acciò che non ci tenghin troppo a tedio / fascine e guastator. nardi,
erano mandati [i nostri contadini] a fare e recar dentro le fascine per
il cammino. boriili 2-317: continuavamo a portar bracciate di rami e di fascine sui
riposa, ma getta la fascina per correre a raccoglierne un'altra. 2
3. locuz. -a fascina: a mo'di fastello. fracchia, 700
di fastello. fracchia, 700: a carrate arrivavano le pezze di stoffa e
carrate arrivavano le pezze di stoffa e a carrate se ne andavano le uniformi già pronte
andavano le uniformi già pronte, legate a fascine, fodera contro fodera.
grazzini, 4-248: -poi ce ne andremo a bere. -e dove? -alla
una fascina ', vale stare al fuoco a scaldarsi, e spendere ciascuno la sua
e non stette infra due. -scaldarsi a questa, a quella, a una buona
infra due. -scaldarsi a questa, a quella, a una buona, a
-scaldarsi a questa, a quella, a una buona, a una bella fascina
a quella, a una buona, a una bella fascina: illudersi, nutrire speranze
: illudersi, nutrire speranze avventate riguardo a persone o cose (ed è propria
de marchi, ii-394: vado fuori a pigliare qualche fascinetta. -fascinòtto
il fuoco, affinché facilmente s'apprenda a legne più grosse nel cammino, o
altro fasciname minuto, se ne cominci a scavare andan temente un'altra
intr. ant. fare fascine (anche a scopo di fortificazione).
bastioni, toccò ad anguillotto pisano ed a francesco de'bardi la fazione. botta
: i soldati, che avevan fascinato a quest'uopo... nelle vicine boscaglie
. perocché, non fatevi illusioni: a capo di mia giornata, vi à la
di salice sovrapposte in numero da 3 a 5 e sistemate fra picchetti di larice
e sistemate fra picchetti di larice piantati a circa un metro l'uno dall'altro
salci e di pioppi e d'altri facili a germogliare impedì che non restasse in isola
strada, per calare nel più basso, a traverso degli argini e delle fascinate delle
meravigliosa. -fare la fascinata: andare a raccogliere fascine per opere di difesa e
e disegnati i forti, e cominciossi a lavorare a essi; e vi andavano
disegnati i forti, e cominciossi a lavorare a essi; e vi andavano tutte le
; e vi andavano tutte le contrade a lavorare e far fascinate sempre allegramente,
sboccato nella fossa di filippevilla, attendeva a farvi una fascinata, vide un capitano
legna,... e oltre a ciò tutto intorno una continua fascinata,
da molte fraudi circonvenuti e fascinati, a molte cose che son certissime e constantissime,
vi-1-17: gioventù fascinata! in grembo a frine / lacera gli anni, et
, 2-201: fascinata, abbagliata, a un coronato / drudo, di sé
f. f. frugoni, vi-681: a me, come a fascinatrice, la
frugoni, vi-681: a me, come a fascinatrice, la giustizia del mondo alto
e tutto ciò che s'aggirava intorno a queste arti superstiziose, fascinazioni, prestigi
d'annunzio, i-472: in fondo a l'occhio suo puro e crudele /
avesse voluto, se lei fosse riuscita a vincere la fascinazione di quel silenzio.
quel silenzio. 2. procedimento atto a provocare uno stato ipnotico, senza l'
sangue più puro, il quale, a guisa di raggi, mandato fuor de gli
, con forte imaginazion guardando, vengono a ferir la cosa guardata. faldella, 3-178
, 3-178: angelo bandiera ha assistito a torino agli strani fenomeni di fasci- nazione
... che addormentava, risvegliava a sua posta i suoi soggetti e se li
strani fenomeni di fascinazione cercava di dare a se stesso una spiegazione scientifica. d'
: l'occhio de l'invidioso affascina colui a chi si porta invidia, perché il
ch'alcuni raggi trapassano da occhio a occhio. rosa, 181: gli occhi
il tosco, il laccio / perché a mirargli, a me dolsero i miei.
il laccio / perché a mirargli, a me dolsero i miei. guidi,
, per la delicatezza delle carnagioni. a. verri, i-148: con finte spiegazioni
6-539: seguì dalla villetta di sorrento a napoli i due fidanzati, per salvare
: per lunghi mesi non mi sono deciso a riaprire i volumi di proust, tentando
. gramsci, 148: ho fatto male a discutere; sarebbe stato meglio scherzarci e
in modo da poter essere agevolmente trasportati a braccia.
del colle, / poco di sopra a noi, d'erbe e di spini /
annunzio, v-1-229: il fante ritorna a me con un fascio di pellicce macchiate di
che sono fra cittadini, l'uno contra a l'altro. bruno, 3-836:
3-836: dopo avej dato spaccio non a tutti i miei pensieri, ma a
a tutti i miei pensieri, ma a un certo fascio de scritture solamente,