. pasticciare. 2. lavorare o agire in modo confuso, male.
[il duca cosimo] di far lavorare e di procurare di aver uomini di
una pausa ': nel leggere, nel lavorare in cosa qualsiasi. può essere di
un pazzerello, aveva poca voglia di lavorare, gettava malamente il suo denaro!
la fantastica e sentenziosa vena del 'lavorare stanca 'con quella, pazzerellona e realisticamente
padova, a milano, a venezia voglio lavorare come un pazzo. ho furia,
, allora col cavolo che andavano a lavorare e a sfaticare. -in partic
giuliani, i-444: mi toccava di lavorare a tentoni col piede e colle mani,
fissata al ginocchio la calzatura su cui lavorare. carena, 1-353: 'pedale':
ugnetto. s'ha a lavorare i fondi d'intaglio, far delle stampe
fecero i cavalli alle pedate. -lavorare di pedate: scalciare, tirare calci.
-fare scarpe della propria pelle: lavorare con lena, senza risparmiarsi.
biondino. gadda conti, 1-70: lavorare sulla pelle degli altri. moravia,
o certo vuole fuggir la fatica di lavorare. tommaseo, 2-iii-89: un capitano,
3-182: una altra maniera è di lavorare in vetro vaga, gentile e pellegrina
stava in casa affacendata a cucinare o lavorare d'ago, si metteva una pelliccetta
dattorno ai feriti. -faticare, lavorare alacremente; essere impegnato in uno sforzo
a finetta. cellini, 570: il lavorare di minuteria si è quell'arte che
tommaseo]: « figliuolo, va'a lavorare oggi nella vigna mia »; ma
terra, senza lasciarci una penna. -lavorare di penna: dedicarsi alla scrittura.
de pisis, 3-193: continuo a lavorare... con il penellino stanco
invalidità, non sono più in grado di lavorare (pensione di guerra: quella corrisposta
, non sono più in grado di lavorare e che, durante la loro attività,
, possedeva renzo un poveretto che faceva lavorare e lavorava egli stesso, quando il filatoio
l'altro arebbono mai più bisogno di lavorare pere. -estremità inferiore del battaglio
nato colle braccia e le ho fatte lavorare a meraviglia; ma perciò non rifiutai
lettore è percossa, spoltrita, costretta a lavorare. carducci, iii-23-277: nel 40
4. chi vive nell'ozio, senza lavorare, o dedicandosi a occupazioni futili;
: con lui intendo di starmi e di lavorare mentre sarò giovane, e le feste
perdonanse n'andava e 'l giorno da lavorare si stava onestamente in casa. sigoli,
infermo e perduto, che nulla poteva lavorare. g. villani, 12-60: per
alcuni,... è dato di lavorare indefessamente alla propria perfezione morale.
nel pergolo della grotta, e proverò lavorare là. 4. dimin.
pirandello, 6-677: vi aveva imparato a lavorare con molta perizia il marmo. moravia
un pov di ambizione anche noi a lavorare la pasta, ma si perde anco di
della bussola], libero allo snodarsi e lavorare sul perno, non tenga diritto l'
: se alcuno, per cagione di lavorare il campo cavando la terra, peso
di lana che il capodieci dà da lavorare ai battilana. b. corsini,
di tante libbre di lana che devon lavorare..., chiamano 'un peso'.
tante libbre di lana, che devon lavorare,... chiamano 'un peso':
lavoro, dove certo non lo fanno lavorare, sfido io, è mezzo cieco
la pessima condizione delle mie finanze) lavorare su la vita di garibaldi. borgese,
gl'infiniti usi che hanno per far lavorare macine di mulini, cartiere, fabbriche
... fabbricatore di pettini per lavorare la seta. = voce di
, tessere. 4. lavorare accuratamente la terra con attrezzi agricoli,
sedere in mezo delle sue serventi, a lavorare di lana. aretino, 9-28:
, 6-7: usciva; per andare a lavorare, felice di quel pezzo di strada
. non pare che a prenderlo a lavorare in serio vada troppo innanzi, o,
di continuo: è, cioè, lavorare. 4. soddisfazione, appagamento