lat. scient. sapromyia, comp. dal gr. o-attfós; 'putrido'e [
dotta, lat. scient. sapromyzidae, dal nome del genere sapromyza, che è
genere sapromyza, che è comp. dal gr. ja ^ pó; 'putrido'e
e 'succhio'; è registr. dal d. e. i.
. da sapropelite]; è voce attestata dal d. e. l. i.
. = voce dotta, comp. dal gr. voliipó? 'putrido'e ~ r
; 'fango'; è registr. dal d. e. i. (che
lat. scient. sapropyrus, comp. dal gr. vanpóc, 'putrido'e -ùp
= voce dotta, comp. dal gr. va. -pó «; 'putrido'
. = voce dotta, comp. dal gr. vompòs 'putrido'e swgv 'animale';
e swgv 'animale'; è registr. dal d. e. i.
, tu pur li nega. pagliari dal bosco, 73: 1 danni fatti
musa fiorentina, dagli occhi saputi e dal seno prepotente. 8. abile
egli ne fa vela. = dal fr. ant. serre, che è
ne fa vela. = dal fr. ant. serre, che è dal
fr. ant. serre, che è dal lat. serra 'sega'e 'pesce sega'
dio per la tonsura. = dal lat. mediev. sarabaita, che è
accompagnata dal suono delle castagnette; dapprima di carattere
città, tutta diversa dalla città vista dal tram. nel tram (chissà se avrà
dallo spagn. zarabanda, attrav. il fr. sarabanda, sarabante, che è
una ciocca di rovere. = dal lat. serra (v. serra)
serracino), agg. a partire dal medioevo cristiano, che appartiene agli arabi
saladino, salah-ed-din, sultano d'egitto dal 1174 al 1193. petrarca, iv-2-149
nati a un corpo. = dal lat. tardo saraclnus, gr. sapa>cnvó
stessa cosa che comincia a saracinare, dal color nero che il volgo attribuiva a'saraceni
possa andare segretamente e mandarle giù. fr. martini, i-440: per via
la briglia, e tiratolo di là dal ponte alla sprovvista gli fece calare la
-per simil. chiostra dei denti. fr. serafini, 207: non avete l'
insino al cairo di bambillonia, e dal cairo su per lo detto fiume insino al
a. pucci, 2-53: partomi dal parlar di quelle genti / della saracinìa
pisellista, ossia di quel saragattismo dissidente dal pietro- nennismo per ragioni d'incompatibilità fra
di serrare e gola-, voce registr. dal d. e. i.
nel saraménto: incorrere nella penale prevista dal giuramento. statuti degli orafi senesi,
a sa- ramento, ed essendo costretto dal giudice di giurare la verità, quello
fare cambio di prigioni. = dal fr. ant. sairement, che è
fare cambio di prigioni. = dal fr. ant. sairement, che è dal
fr. ant. sairement, che è dal lat. sacramentum (v.
= spagn. sarao 'elegante festa notturna', dal portogh. sarào, serào, sarau
, sarau 'veglia con divertimenti', che e dal lat. tardo serànus 'serale', deriv
lat. scient. sarcanthus, comp. dal gr. aàplj uapxó? 'carne'e
voce dotta, lat. tardo sarcàsmum, dal gr. ^ apxaa \ xó < ^
dall'erbe col sarchiarli spesso e guardargli dal bestiame. soderini, ii- 239
quale vuole spargere il seme. = dal lat. tardo sarculàre, denom. da
cavallo, come la dicono i francesi dal far l'ufficio della zappa ed essere tirata
un albero orizzontale posto a pochi centimetri dal suolo e munito di zappette e spunzoni
le mani e col sarchioncèllo. = dal lat. sarcùlum, sarcùlus, deriv.
, quanta esce da susa. = dal lat. sarcinarius, deriv. da sarcina
. ant. pesante, gravoso. fr. colonna, 3-180: o poliphile,
indesinente, sarcinoso giogo. = dal lat. sarcinosus, deriv. da sarcina
si sani e tomi allegra. = dal lat. sarcire 'riparare', di probabile origine