letter. ant. raglio. fr. colonna, 3-21: diresti..
et alcioneo, et la fuga che heberon dal rudito asinino ridere nella memoria soccorse.
la statumina. = voce dotta, dal nominativo del lat. rudus -èris (v
astrologia rodolfina è pervasa dall'ansia, dal senso ai instabilità che travagliavano l'epoca.
civile. = probabile adattamento dal fr. [l *] ardeur,
civile. = probabile adattamento dal fr. [l *] ardeur, propr
. = voce dotta, comp. dal lat. rufus 'rosso'e da antrene
etimo incerto: forse di origine espressiva oppure dal longob. (bi) hrdff (
forfora. lomazzi, 218: dal capo a melchion cadde la ruffa, /
dimin. romagnoli ràfia, ràfia 'scabbia', dal longob. hruf (v.
'ruffèllo'è quel ballone di capelli levati dal pettine dopo aver pettinata una donna.
very; / rialzan le tonacelle, / dal bollando opulento. -peggior. ruffìanàccia
nel mettersi altri al ruffianare, e anco dal tollerar le istesse coma, per aver
, agg. ant. che è praticato dal ruffiano. s. fiorillo
o camerier maggiore, favoritissimo, e dal re non si allontana mai. s
, ruffianescamente sogguardandolo con gli occhi bruciati dal collirio. -con un modo
di feuilleton..., e dal feuilleton trapassa con astuzia al nero classico di
toro, sulle onde con armonia spianate dal ruffianesco po- sidone, trasvolare all'amore
bandonasse, / non discernendo el grande dal megiano; / anci egli stesso amanti
li ha portati la loro leggendaria fuga dal campo: servitori, spie, ruffiani dei
sensi). iacofione, 7-3: dal diavolo a l'alma lo viso è roffiano
; altri propendono invece per la derivazione dal nome proprio rupìa (con declinazione lat
io ho una vostra che mi pare scritta dal polifilo in quella sua lingua d'oca
: rosso. = deriv. dal lat. rufulus, che è da rufus
sf. chim. polvere rossa ottenuta dal riscaldamento dell'acido carminico con l'acido
. = voce dotta, comp. dal lat. rufus (v. rufo)
. = voce dotta, comp. dal lat. rufus (v. rufo)
rufina di quattordici gradi. = dal toponimo rufina, in provincia di firenze.
rossiccio. = deriv. dal lat. rufus (v. rufo)
= voce dotta, comp. dal lat. rufus (v. rufo)
. rufus (v. rufo) e dal gr. wvj> cimò e, 'aspetto'
. / bisognerebbe vivere lontano / dal pazzo cittadino cellulare / in un paese
non ritrovarsi a mo'd'esempio assiderato dal freddo e sdraiato in compagnia di un
volto della storia. -segno lasciato dal peccato, dalla sofferenza o dal tempo
lasciato dal peccato, dalla sofferenza o dal tempo. ulloa [guevara],
che ci hai sulla faccia. = dal lat. ruga, di origine indeuropea.
maschera. = voce roman., dal part. pres. di rugare2 con suff
iv-1: andar segondo la ragadura. fr. colonna, 3-135: il residuo del
attenzione dell'utente. = dal nome della città inglese di rugby, dove
/ gittan- do la matrice lacerata / dal primo genito; e nel pariàdre,
, in partic., lucch., dal lat. regùla (v.
/... sol che mettea dal grande petto / ogni tanto un respiro;
fragore prolungato, minaccioso e spaventevole prodotto dal mare in tempesta, da cataclismi,
de operar ogni volta che si netino dal razene, per netar el qual razene xe
. -con metonimia: oggetto corroso dal tempo. algarotti, 1-viii-234: lascio
, 10-viii-254: ahi poco meritata parola dal finissimo metallo della mia pura e cimentata fede
rossi e ruggine e gialli di là dal laghetto, sporgono i rami nudi d'un
sotto acqua l'attuffa, / sì che dal viso e da le membra stolte /
bruttasse di loro il netto vaso, / dal qual fecion leggiadro e franco schermo.
noi, che siamo nel diserto e usciti dal mondo, avere arroganza, né portare