, 521: ancora si usa [il lavorare di file] in fare crocette e
, tr. [manéggio). lavorare, elaborare, trattare con le mani
ostia. -in senso generico: lavorare. caro, i-67: veggo che
piante); zappare, arare, lavorare (il terreno). soderini,
: chi vive alle spalle altrui senza lavorare o lavorando poco o svogliatamente; fannullone
del frutto delle fatiche altrui, senza lavorare o lavorando poco, svogliatamente; farsi
pigro a mangiare, è pigro a lavorare... mangia da sano e bevi
o non mangi): v. lavorare, n. 31. -chi non
). chi riesce a nutrirsi senza lavorare o senza spendere; chi vive alle
ordinato fino alla mania, silvio non poteva lavorare se vedeva qualche oggetto fuori posto.
avere libero il movimento delle braccia e lavorare più speditamente. -al figur.:
per troppo manifesto affettare una maniera di lavorare, anche laddove la natura vorrebbe varietà
io né mia sorella non abbiamo da lavorare, si moremo di fame. soderini,
, tr. [manìpolo). lavorare una materia o un impasto plasmabile,
che si lamentano di non trovar da lavorare, il più delle volte non ne trovano
le mani in o su qualcosa: lavorare, attendere, avere una parte determinante
percuota quella cosa che ha tra mano a lavorare, pur pensando che noi non ce
tra me e matteo. al villino deve lavorare, qui invece se ne stava il
lavate le mani nella grammatica. -lavorare di mano: compiere un lavoro manuale
note al malmantile, i-420: * lavorare di mano 'vuol dire rubare.
perché essi ricevano qualche riposo da tanto lavorare (cioè rubare), gli mette
un continuo studio e fiero modo di lavorare a fresco con prestezza, levargli di
. -vivere dalla mano alla bocca: lavorare per mantenersi. f. galiani
, 5-473: costretto dalla necessità a lavorare fino a tardi su qualche manoscritto improrogabile
infaticabile. vasari, iii-250: il lavorare per vivere, come fanno infiniti,
tr. (mantèco, mantèchi). lavorare sostanze grasse in modo da ottenere un
manteca. 2. gastron. lavorare e manipolare sostanze alimentari in modo da
sussidio giornaliere o con somministrar loro da lavorare. g. gozzi, i-16-119: vorrei
così [nella vetreria] siamo costretti a lavorare seminudi anche nel colmo dell'invemo.
ottanta muratori, franchissimi e diligenti in lavorare archi e voltami, se ne porranno
ma gli elementi della classe non vogliono lavorare manualmente.
venir marangoni e segatori, cominciò a far lavorare in diverse parti detto legno, il
con ira / mi vedi porre a lavorare, e follo / per marciafòrza e perché
il piede e cammina, quando deve lavorare in alto e spandersi lunghesso il pennone
case tranquille e comode, io. a lavorare col termosifone in camera io, sono
qualcuno: farlo rigare diritto; farlo lavorare. -anche: licenziarlo bruscamente.
da parer pertiche, mal si poteva lavorare. lucini, 5-318: dondola.
tingere un tessuto o un legno, lavorare un metallo secondo linee e venature di
mi va stuzzicando ». -lavorare di marmo: esercitare l'arte dello
tanta la voglia che io avevo di lavorare di marmo. -leccare marmo:
tr. [marmoréggìo). ant. lavorare, dipingere un materiale o una superficie
-ant. arte marmorea: l'arte di lavorare il marmo; scultura. guido
, macchiato. -in partic.: lavorare, dipingere, colorare un materiale o
alquanto concava all'interno; serve per lavorare il terreno in superficie, per prepararlo
per dare adito a'forestieri di venire a lavorare ed esercitare arti in la detta maremma
tr. [marréggio). agric. lavorare il terreno in superficie con la marra
tr. [marrétto). agric. lavorare il terreno con una piccola marra;
s. v.]: 'marrettare': lavorare con piccola marra.
agric. grossa marra che serve per lavorare in profondità il terreno, soprattutto per