: sempre le monache, portate o dal timore o dalla speranza, spinte dall'
non mi sento portato dalla natura e dal genio alle riprensioni di chi che sia.
una donna fatta trucidare col suo portato dal corruttore. guerrazzi, 9-ii136: il
scendere dall'abissi nia i portatori accaparrati dal de jacobis con i muli che dovevamo
ferd. martini, 1-ii-131: dicesi che dal baco... si diriga verso
non han bisogno di portatore, ché dal proprio impeto precipitate, ne sovragiungono come
.), per calco sul fr. porte-torpille; voce registr. dal d
sul fr. porte-torpille; voce registr. dal d. e. i.
.), per calco del fr. porte-serviette. portatrame, sm
salma, sono per portatura del grano dal magazzino alla marina. testi pratesi,
: per rena, cotani e quelli dal posso e ghiaia e per portatura di
conciatori chiamano sovvalli gli incerti che hanno dal mestiero, e consistono nelle portature e
n. 2 è registr. dal dizionario delle professioni. portavamo (portavate
è egli recato al forte, assistito dal signor langelet, dal signor capitano d'
al forte, assistito dal signor langelet, dal signor capitano d'artiglieria starace, e
» fece don pietro, levando il fischietto dal portavoce e soffiandovi dentro tutta l'aria
v.), per calco del fr. portevoix (nel 1680).
(v.); è registr. dal d. e. i.
scende a san giuseppe jato. = dal lat. tardo (glosse) portella,
quello d'onde usciva torrida testa, e dal quale dopo un palmo di unghie vedemmo
, andomo a tarmada turchesca era dentro dal muoio; e tufi forano tolti per
bon otta, / non ti lontanar tropo dal portello, / ché tosto vo'che
: ogni tanto s'intendevano sussurri interrotti dal tonfo del pesante portello, dal quale la
interrotti dal tonfo del pesante portello, dal quale la gente entrava od usciva.
montale, 9-119: non apparirai più dal portello / dell'aliscafo o da fondali
andare a poppa. cerchiamo di salvarci dal portello di prua ». dizionario di
1-9-43: li mostri certo si derivano dal mostrare, perché dimostrano significando alcuna cosa,
e li ostenti dallo ostendere e li portenti dal portendere, cioè preostendere. campofregoso,
voce dotta, comp. da portento e dal tema del lat. ferre 'portare'.
piovono le pietre e quando le saette caggiono dal cielo e quando ei nascono animali disusati
di grazie e di portenti, / salvaci dal furore de'suoi denti. cesari,
1-9-43: li mostri certo si derivano dal mostrare, perché dimostrano significando alcuna cosa;
li ostenti dallo ostendere; e li portenti dal portendere, cioè preostendere. canteo,
appare, di conseguenza, una mostruosità dal punto di vista classicistico. guarini,
. guerrazzi, 14-190: non cessavano dal ripetergli ch'io era un mostro, un
manzoni, v-3-8: ricevo in questo momento dal torchio il fascicolo che le trasmetto,
di prodigio, che una femmina si dismetta dal trono e 'l ceda con franchezza manierosamente
guisa di segugio, / striscia su dal fondo e il teschio / mette fuori
fondo e il teschio / mette fuori dal pertugio.??
ecc., per sentirsi dire portentosamente dal papa che a mezzogiorno è ora di mangiare
divinità. saluzzo roero, 3-i-41: dal 'sia'di quelle labbra portentose / l'
262: ti filaro le parche / forse dal portentoso e stranio sasso / che vive
cammina tanto più l'uomo si dilunga dal vero ed incespa in più gravi e
terapeutiche straordinarie. fracchia, 694: dal giorno in cui... non era
. cesarotti, 1-vh-70: sbuca / dal fondo dell'altar, mostro celeste, /
. margravio); voce registr. dal d. e. i. (che
montale, 12-289: le schede compilate dal salvioni, i manoscritti portiani, e
pasolini, 9-77: si direbbe che, dal maggi in poi, e specie nella