che rimaneva soffocata dal fumo e dal terrore, mentre nella voragine aperta
[da sparó \, sul modello del fr. poudrière (nel sec. xvii
di polvere, in partic. prodotta dal calpestio del suolo asciutto; polverone.
deriv. da polvere, sul modello del fr. ant. poldriere (nel 1160
deriv. da polvere, sul modello del fr. ant. poldrier (nel 1160
, si faccia con il sale cavato dal polverino o racchetta di levante. -quantità
domenicani e coi banchi provvisti di calamai dal grasso stoppaccio, di polverini dalla sabbia
il fuoco della corda sul polverino, dal quale veniva poscia accesa la carica di
polvere addensata nell'aria dalla strada o dal suolo arido per il passaggio e il
nel furore del combattimento, o derivante dal crollo e dalla distruzione di edifici,
di edifici, o anche smossa dal vento o provocata artificialmente. giamboni,
polverio che il vento dell'elica sollevava dal suolo rossastro. e. cecchi, 8-71
intorno al canale, i paesi schiantati dal terremoto del 1928 ripetono lo squallore de'
candide in spume e polverìi d'argento dal mezzo delle piazze, gli riempiono gli
il ricordo della tragica sventura, allontanandosi dal momento fatale del suo inizio...
suonano nelle piazze. = dal lat. tardo pulverizàre, denom. da
. xovc ^ co; cfr. anche fr. pulvériser (nel 1390).
di polvere sospesa nell'aria, sollevata dal vento o dal calpestio di persone e
nell'aria, sollevata dal vento o dal calpestio di persone e animali sul suolo
persone e animali sul suolo asciutto o dal passaggio { { di
di passato. moravia, ix-48: dal piazzale partiva una strada diritta, proprio di
i messi di sventura / piovon come dal ciel. longwy cadea. / e
e crogiuoli di luce sfaccettata; e dal cielo seguita a versarvisi altra luce,
-che produce o solleva la polvere dal suolo. pascoli, 1044: ci
tele e il suo polverume, si passa dal vicolo. 3. figur.
, dimin. di polvo, che è dal lat. pulvus, per il class
-pométta (v.). = dal lat. póma, plur. di pómum
dotta, lat. scient. pomacentridae, dal nome del genere pomacentrus, comp
del genere pomacentrus, comp. dal gr. 7r<ì>|aa 'coperchio'e '
, / giardini et erbe col lavoratore. fr. colonna, 2-290: trovai una
mio marito n'à tanto piazere. fr. colonna, 2-66: erano gli verdiferi
smaniò mirin, fu il papagallo muto. fr. morelli, 106: tre ore
che nobilitano la mano. = dal lat. mediev. pomata, femm.
appiole; la voce è passata al fr. (pommade, nel 1540),
dotta, lat. scient. pomatiasidae, dal nome del genere pomatias (v.
stella, ecc.). = dal lat. mediev. pomatus (nel 1005
1005 a subiaco), deriv. dal class, pómus e pómum (v.
è la nostra lumaca comune, desunto dal patente opercolo col quale è chiusa la
nel rincorrere e acciuffare l'awersario partendo dal centro del campo, detto mezzo pome
bianche col cielo pomellato. = dal fr. ant. pommelé, deriv.
col cielo pomellato. = dal fr. ant. pommelé, deriv. da
e dolce creatura dagli occhi a mandorla e dal volto giallino-terreo, con pomellini finti:
, la sua salita, la strada dal terrapieno all'abitato, tutto questo spazio
accanto alle mura. = dal lat. post moenia 'oltre le mura',
5-13: attraverso il parco discretamente illuminato dal tranquillo sole pomeridiano, il cameriere introdusse
a delimitare lo spazio organizzato della città dal mondo esterno, mentre all'interno cessava
un cerchio e consagrò il pomerio, e dal cerchio nel borgo toscano menando intorno l'
cortina, la sua salita, la strada dal terrapieno all'abitato, tutto questo spazio
in quello mirano e sotto la mamella dal sinistro lato apare alcuna machia de cruore