dal cielo sovra una nube, accompagnata dal suo coro d'amoretti che all'occasione
lodarlo assai. ochino, 272: david dal suo peccato prese occasione d'umiliarsi e
sua importanza dall'attualità delle cose e dal significato che esse avevano per se stesse
soldati], come ignoranti e aggravati dal vino, tutti i più tristi, per
l'una appresso all'altra, vennero dal levante, si persero verso l'occaso.
216: fama ha sparte / dal gange l'ale sue fino all'occaso.
-per estens. cielo al tramonto, illuminato dal sole calante. alamanni, 2-96
anl'ora più bella è di là dal muretto / che rinchiude in un occaso
apogeo di carlo alberto: epopea -dal 13 agosto manin in venezia) al
10-138: sostava un istante / e dal petto in affanno / nella luce ancora
per breve momento io laggiù caggia / dal cieco amore e da sue furie invaso
voce dotta, lat. occasus -iis, dal sup. occasum di occidere 'cadere
ant. uccello. dal punto in cui tramonta un astro, in
bisognava pelarli ma scorticarli. = dal venez. ocato, propr. 'papero '
v. occare); è registr. dal d. e. i. occèano
positive, svilire, distruggere. fr. colonna, 2-23: o esecrabile e
= voce di area sett., dal lat. ancella (varrone), dimin
nell'errore, indurito nel pec = dal lat. hoc 'questo, ciò '
quasi orlando fie'pericolare. = dal lat. tardo aucellus, dimin. di
dell'oro, / o saporita dal viso rosato, / ch'ài quelli occhiazzi
occhiaie de'viventi spregiudicato abbastanza e salvarmi dal brutto nome d'ipocrita. 3.
/ alla mina. idem, 5-523: dal deserto e fosco limitare / sopra l'
dall'occhialaio olandese e per fondata speculazione dal galileo. documenti delle scienze fisiche in
colpa vostra, ragazze, / uscir dal chiuso per scalar le cime, / dove
, un omuccio secco e grigio, dal viso itterico, con gli occhiali affumicati,
chiaramente ciascheduno che di falsi occhiali tinti dal verde del livore servir non si voglia
mi sono seduto, lui ha tirato fuori dal taschino della giacca un paio di occhialétti
ritrovasi ancora qua l'occhialone fatto dal campani, con il quale questa sera
iv- 227: niccolò, che occhiava dal suo cantuccio, cominciò a dire:
praga, 3-252: o stelle che dal ciel mi sogguardate / collo splendor delle
alla piccina, che non sgusciasse mai dal cancello. pratolini, 9-715: «
caso lo facessi, levandoti il velo dal volto, lo lasci vedere, accompagnando
occhiatèlla (v.). = dal lat. oculata (deriv. da ocùlus
t or pedo ocellata), caratterizzato dal colore giallastro o rossiccio del dorso e
saturnia cui siete ambo nel core / dal ciel m'invia ». saba, 568
iv-44: subitamente lo circonfuse una luce dal cielo, per la quale occhibaglioe e cadde
, iv-119: mi sopravvenne una copiosa luce dal cielo, per la quale occhibagliato caddi
e la mia carne non sarà scossa dal desiderio. -di animali.
, 1-17: due persone innamorate, indotte dal genio coniugale a salire mano in mano
. escono. pratolini, 2-348: scese dal letto, andò alla finestra, aperse
... la polla che occhieggia dal terreno dovè buttare allegra e chiacchierona.
signif. n. 1 è registr. dal d. e. i.
ritinta a lung'andare in cremisino / dal sudiciume che traspar di sotto; / sopra
6-218: una lagrima le si staccò dal ciglio e fece un occhiello nella schiuma
il quale [poemetto] fu perseguitato dal de courèil con una critica spietatamente ridicola:
, 72: il filo della seta partendosi dal rochello per li occhietti e quindi per
libro seguita da una pagina bianca o dal frontespizio. -per estens.: la
e agli orecchini colle perle, regalati dal signor costante. 12. dimin
, / quando nunzia d'amor venne dal colle / la bruna, occhimodesta verginella
dei due organi della vista, costituito dal globo oculare, contenuto quasi interamente nella