mi obiurga, mi maltratta, mi scaccia dal campo della severa filosofia. c.
dotta, lat. scient. oblada, dal fr. oblade (deriv. dal
, lat. scient. oblada, dal fr. oblade (deriv. dal class
dal fr. oblade (deriv. dal class, oculata: v. occhiata2)
v.); voce registr. dal d. e. i. oblare
di vino, acciocché, consecrato che fosse dal sacerdote, servisse a lui per la
e di tale usanza si hanno testimonianze dal iv al xii sec.).
= voce dotta, comp. dal lat. ob-, con valore intens.
, se sia lieve, poco è diversa dal nulla. c. gozzi, 4-153
in partic., con il passaggio dal vecchio al nuovo testamento). -in senso
e di tale usanza si hanno testimonianze dal iv al xii secolo). regola
[la spada] a love eterno / dal papa suo vicario, cum promessa /
, o parte con altre sodisfazzioni lontanissime dal suo desiderio o così colmato di buone
; v. oblato2. cfr. fr. oblation (nel 1120).
piacere, diletto, conforto. fr. colonna, 2-9: sencia dubio questa
forma femm. di oblio', cfr. fr. ant. obliee (nel 1180)
. verb. da obliare; cfr. fr. oubliable (nel 1398).
nel 1398). voce registr. dal tommaseo e da p. petrocchi.
la var. obbliaménto è registr. dal tommaseo. oblianza (obblansa, obblianza
alamanni, 6-7-100: ingombrato è ciascun dal sonno alato / e da nera oblianza
= deriv. da obliare', cfr. fr. ant. obliance (nel 1120)
fé vinta dal peso / di fidanza mortai, che lei
. 4. ant. allontanare dal pensiero con un atto della volontà (
sorte, e obliavasi completamente senza che dal suo cuore sprizzasse più una scintilla.
l'odio s'oblia. = dal fr. ant. oblier (mod.
odio s'oblia. = dal fr. ant. oblier (mod. oublier
(mod. oublier), deriv. dal lat. volg. * oblitàre,
/ un libro di preghiere, / dal mio giovine orgoglio / ahimè! troppo
c'allor mirao. = probabilmente dal provenz. oblidar, deriv. dal lat
probabilmente dal provenz. oblidar, deriv. dal lat. volg. * oblitàre (
; la var. oblitare è registr. dal d. e. i.
sugietti. = traduz. del fr. oligarchie, forse accostata all'ital.
. caro, 16-64: deh, porgimi dal cielo, angelo eletto, / tanto
frutto avventurato / e mi pare di suggere dal frutto / un'infinita pace, un
àsoli. / nasceva in noi, volti dal cieco caso, / oblio del mondo
, le lagrime piante. -ebbrezza provocata dal vino. tasso, 10-65: ancor
ai dì futuri / deggio io mandar dal cieco obblio sicuri. zerbinati, lvi-274:
. ingratitudine, indifferenza, freddezza. fr. andreini, 178: io non vi
! cicognani, v-1-472: pareva che dal convento delle sepolte vive una pace di
vissute, fino alla loro totale scomparsa dal campo della memoria cosciente (ed è
dono di dio / che scenda a voi dal tuo eterno seno, / fa'di
deverb. da obliare-, cfr. anche fr. ant. obli (nel 1080)
. d'annunzio, iv-1-696: egli, dal basso, vedeva la bocca di lei
bocca di lei aprirsi con infinita lentezza e dal fondo sorgere il calice niveo dei denti
deriv. da oblio-, cfr. anche fr. oublieux (nel 1190) '
valutativo che può avere un cuoco traendo dal forno una focaccia e giudicando a occhio
forza si richiede a rimuovere il peso b dal suo centro, a cagione che non
t qual diletto oblicamente non può procedere dal fine misero degli scelerati, né dal
dal fine misero degli scelerati, né dal fine felice de'buoni e de'mezzani