cava, tè tanto tenera e facile da lavorare che... ne lavorai con
partic.: tessere al telaio; lavorare a maglia. bonarelli, xxx-5-32:
ogni adolescenza inuggita: « voglia di lavorare non saltarmi addosso, te ne prego
dall'alba alle squille udirsi ognora / strumenti lavorare, ognora a mostra / disporsi d'
ebbi bisogno, per figurarmeli, di lavorare d'immaginazione: avevo veduto di già
1-iii-770: ai pontieri toccava restarci a lavorare [sul fiume]. non 11
... mettermi anch'io a lavorare la terra, intanto do una mano:
gelo? -che non si può lavorare o intaccare facilmente; duro, resistente
d'amore, per invischiarlo a parole e lavorare a tradimento i disegni dell'odio che
aspetto poco invitante sarà di condurlo a lavorare e collaborare nel particolare. e.
non perda tempo, che mi farà lavorare sempre. jahier, 2-73: accenderemo
e neppure di luoghi dove potesse verosimilmente lavorare l'uomo. bensì di involucri lunari
di là dai diversi involucri dottrinali e lavorare nel medesimo sentimento. -struttura, conformazione
gruppetto bruno delle setaiole che tornano da lavorare. ecco le leste, vereconde e inzoccolate
sotto il volto non avevan largo per lavorare, sfiorando lo spigolo in modo che la
. le ritrovate preziosità degli avi, per lavorare con l'arte nuovamente imparata le materie
pochi che quivi attorno si ritrovavano a lavorare i campi, con i medesimi instromenti
la persona stessa, resa capace a lavorare utilmente per sé e per altri,
attiva, robusta, pér associarvi e lavorare fraternamente al vostro miglioramento in unità di
che dovessi mangiare con meco, e lavorare di lime appresso di me, perché.
vasari, i-115: di questo modo di lavorare è scorso l'uso, che già
. giogaie. -servire a iuale: lavorare come bifolchi. condaghi sardi, v-11-7
lui la justizia, et mandilo ad lavorare. = voce dotta, lat
orsini. calvino, 98: lo vidi lavorare intorno a uno strano patibolo, in
, le disse: -bene. ora lasciami lavorare. luzi, 2-17: dove avrebbe
{ lagóro). dial. ant. lavorare. buonarroti il giovane, 10-879
. = alterazione dial. di lavorare. cfr. rohlfs: 339: «
portarmi almeno un po'di lana, da lavorare qualche giubbetto per la piccina.
muratori e lapicidi e quelle li guardavano lavorare a bocca aperta e servivano, all'occasione
pavese, 8-107: hai sfogliato 'lavorare stanca 'e ti ha avvilito: composizione
e tutte pittoresche, pochissima voglia di lavorare, molto godendo di semplicissime cose,
: e si dimostra un nemico del lavorare, ed amico dell'ozio e della pigrizia
: a vederlo lì,... lavorare a gomiti larghi con forchetta e coltello
, le disse: -bene. ora lasciami lavorare. soldati, vii-141: una maglietta
panzini, i-699: non lascerete mai di lavorare? -di animali. castelvetro
lavorato in muro, si possa volendo lavorare ancora su le pietre; delle quali
solamente dar la mestica, e poi lavorare, colorendo con diligenza. manzini, 18-44
quasi il tutto de'miei dì di lavorare, scalpitando le medesime lastre dalla mia
stessa chiesa, seguitò coll'istesso applauso a lavorare negli angoli delle cupolette e ne'laterali
capo di otto ore in circa si può lavorare, che sarà lattimo bellissimo. carena
buona: chi non ha voglia di lavorare trova sempre mille pretesti per giustificare la
figur. persona che non ha voglia di lavorare, che tenta abitualmente di sottrarsi ai
stiratrice. e anche da sarta sapeva lavorare! 2. chi è addetto a
), agg. che si può lavorare; che si può eseguire.
= agg. verb. da lavorare. lavorabilità, sf. tecn
(o di altra sostanza) a lasciarsi lavorare da macchine utensili per essere trasformato da
lavoracchiare, intr. (lavoràcchio). lavorare poco, stentatamente, stancamente, interrottamente
qualche cosa. = frequent. di lavorare. lavoràccio, sm. lavoro
colore. = deriv. da lavorare. lavorandàio, agg. dial.
. fut. passivo di laboràre * lavorare ', col sufi, -aio (dal